Bruxelles, 4.6.2025

COM(2025) 207 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Irlanda

{SWD(2025) 207 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Irlanda

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio 1 , in particolare l'articolo 3, paragrafo 3,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

Considerazioni generali

(1)Il regolamento (UE) 2024/1263, entrato in vigore il 30 aprile 2024, specifica gli obiettivi perseguiti dal quadro di governance economica, il quale mira a promuovere finanze pubbliche sane e sostenibili, una crescita sostenibile e inclusiva e la resilienza attraverso riforme e investimenti, nonché a prevenire disavanzi pubblici eccessivi. Il regolamento prevede che il Consiglio e la Commissione esercitino la sorveglianza multilaterale nell'ambito del semestre europeo in osservanza degli obiettivi e degli obblighi sanciti dal TFUE. Il semestre europeo comprende in particolare l'elaborazione e la sorveglianza dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese. Il regolamento promuove inoltre la titolarità nazionale della politica di bilancio, ponendo l'accento sul medio termine insieme ad un'applicazione più efficace e coerente. Ciascuno Stato membro deve presentare al Consiglio e alla Commissione un piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine contenente i propri impegni in materia di bilancio, di riforme e di investimenti, che copre un periodo di 4 o 5 anni a seconda della durata della legislatura nazionale. Il percorso della spesa netta 2 contenuto nel piano deve soddisfare le prescrizioni del regolamento, compreso l'obbligo di collocare o mantenere il debito delle amministrazioni pubbliche su un percorso di riduzione plausibile entro la fine del periodo di aggiustamento, o di farlo rimanere a livelli prudenti al di sotto del 60 % del prodotto interno lordo (PIL), e di portare e/o mantenere il disavanzo pubblico al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato nel medio termine. Nel caso in cui lo Stato membro si impegni a realizzare una serie pertinente di riforme e di investimenti conformemente ai criteri di cui al regolamento, il periodo di aggiustamento può essere prorogato di un periodo massimo di tre anni.

(2)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio 3 , che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ("il dispositivo"), è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorità del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, il dispositivo stimola la ripresa economica e sociale promuovendo riforme e investimenti sostenibili, diretti in particolare a favorire le transizioni verde e digitale e a rendere più resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a sostenere il proseguimento dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

(3)Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio 4 ("regolamento REPowerEU"), adottato il 27 febbraio 2023, mira alla progressiva eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Questa misura contribuisce al conseguimento della sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacità di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. L'Irlanda ha aggiunto al proprio piano nazionale per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU.

(4)Il 28 maggio 2021 l'Irlanda ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V. L'8settembre 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione che approva la valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Irlanda 5 , che è stata modificata l'8 dicembre 2023 conformemente all'articolo 18, paragrafo 2, per aggiornare il contributo finanziario massimo per il sostegno finanziario non rimborsabile 6 e il 21 giugno 2024 per includere il capitolo dedicato al piano REPowerEU 7 . L'erogazione delle rate è subordinata all'adozione di una decisione della Commissione adottata a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, che stabilisca che l'Irlanda ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Affinché il conseguimento sia considerato soddisfacente, è necessario che, per una stessa riforma o uno stesso investimento, non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.

(5)Il 21 gennaio 2025 il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, ha adottato una raccomandazione che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Irlanda 8 . Il piano è stato presentato a norma dell'articolo 11 e dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) 2024/1263, copre il periodo dal 2025 al 2029 e fissa un vincolo di bilancio sotto forma di un tasso massimo di crescita della spesa netta nell'arco di quattro anni.

(6)Il 26 novembre 2024 la Commissione ha adottato un parere sul documento programmatico di bilancio 2025 dell'Irlanda. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2025, in cui non annoverava l'Irlanda tra gli Stati membri che dovevano essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2025, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro 9 il 13 maggio 2025 e la relazione comune sull'occupazione il 10 marzo 2025.

(7)Il 29 gennaio 2025 la Commissione ha pubblicato la bussola per la competitività, un quadro strategico volto a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale nei prossimi cinque anni, che individua le tre esigenze trasformative da cui dipende una crescita economica sostenibile: i) innovazione; ii) decarbonizzazione e competitività; e iii) sicurezza. Per colmare il deficit di innovazione, l'UE mira a stimolare l'innovazione industriale, a sostenere la crescita delle start-up attraverso iniziative come la strategia dell'UE su start-up e scale-up e a promuovere l'adozione di tecnologie avanzate quali l'intelligenza artificiale e il calcolo quantistico. Nell'intento di perseguire un'economia più verde, la Commissione ha delineato un piano d'azione organico per l'energia a prezzi accessibili e un patto per l'industria pulita, atti ad assicurare che il passaggio all'energia pulita rimanga efficiente in termini di costi, non ostacoli la competitività, in particolare per i settori ad alta intensità energetica, e costituisca un volano di crescita. Per ridurre le dipendenze eccessive e accrescere la sicurezza, l'Unione è impegnata a rafforzare i partenariati commerciali mondiali, diversificando le catene di approvvigionamento e garantendo l'accesso alle materie prime critiche e alle fonti energetiche pulite. Queste priorità poggiano su attivatori trasversali, ossia la semplificazione delle norme, l'approfondimento del mercato unico, il finanziamento della competitività e l'Unione del risparmio e degli investimenti, la promozione di competenze e posti di lavoro di qualità e un migliore coordinamento delle politiche dell'UE. La bussola per la competitività si allinea al semestre europeo, in modo che le politiche economiche degli Stati membri siano coerenti con gli obiettivi strategici della Commissione, creando un approccio unificato alla governance economica in grado di promuovere la crescita sostenibile, l'innovazione e la resilienza in tutta l'Unione.

(8)Nel 2025 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a svilupparsi parallelamente all'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti contribuiscono a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni. Tali raccomandazioni specifiche per paese rimangono ugualmente pertinenti per la valutazione dei piani per la ripresa e la resilienza modificati a norma dell'articolo 21 del regolamento (UE) 2021/241.

(9)Le raccomandazioni specifiche per paese 2025 riguardano le sfide fondamentali di politica economica che le misure incluse nei piani per la ripresa e la resilienza non affrontano in misura sufficiente, tenendo conto delle sfide pertinenti individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese per il periodo 2019-2024.

(10)Il 4 giugno 2025 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2025 relativa all'Irlanda. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dall'Irlanda nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato i problemi più urgenti che l'Irlanda si trova ad affrontare. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal paese nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Valutazione della relazione annuale sui progressi compiuti

(11)Il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha raccomandato per l'Irlanda i tassi massimi di crescita della spesa netta seguenti: 5,1 % nel 2025, 6,5 % nel 2026, 4,9 % nel 2027, 5,4 % nel 2028 e 4,7 % nel 2029, che corrispondono ai tassi di crescita cumulati massimi calcolati in riferimento al 2023 pari al 15,4 % nel 2025, al 22,8 % nel 2026, al 28,9 % nel 2027, al 35,8 % nel 2028 e al 42,3 % nel 2029. Il 6 maggio 2025 l'Irlanda ha presentato la relazione annuale sui progressi compiuti 10 , nella quale informa in merito al rispetto dei tassi massimi di crescita raccomandati della spesa netta e all'attuazione delle riforme e degli investimenti volti a rispondere alle principali sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo. La relazione annuale sui progressi compiuti rispecchia anche la relazione semestrale dell'Irlanda sui progressi nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza a norma dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241.

(12)La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e le sue ripercussioni costituiscono una sfida esistenziale per l'Unione europea. La Commissione ha raccomandato di attivare in modo coordinato la clausola di salvaguardia nazionale prevista dal patto di stabilità e crescita per sostenere l'Unione nelle iniziative volte a incrementare rapidamente e considerevolmente la spesa per la difesa, proposta che è stata accolta con favore dal Consiglio europeo del 6 marzo 2025.

(13)Sulla base dei dati convalidati da Eurostat 11 , l'avanzo delle amministrazioni pubbliche dell'Irlanda è aumentato, passando da un avanzo dell'1,5 % del PIL nel 2023 a un avanzo dell'4,3 % nel 2024, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche è sceso dal 43,3 % del PIL alla fine del 2023 al 40,9 % alla fine del 2024. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a un tasso di crescita della spesa netta dell'8,2 % nel 2024. Nella relazione annuale sui progressi compiuti, l'Irlanda stima la crescita della spesa netta nel 2024 all'8,0 %. Sulla base delle stime della Commissione, nel 2024 l'orientamento della politica di bilancio 12 , che comprende la spesa finanziata sia a livello nazionale che dell'UE, è stato sostanzialmente neutro.

(14)Secondo la relazione annuale sui progressi compiuti, lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio dell'Irlanda prevede una crescita del PIL reale del 4,1 % nel 2025 e del 3,4 % nel 2026, mentre, secondo le previsioni, l'inflazione IPCA dovrebbe attestarsi al 2,1 % tanto nel 2025 quanto nel 2026. Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 3,4 % nel 2025 e del 2,5 % nel 2026 e un'inflazione IPCA all'1,6 % nel 2025 e all'1,4 % nel 2026.

(15)Secondo le previsioni della relazione annuale sui progressi compiuti, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche è destinato a diminuire attestandosi all'1,5 % del PIL nel 2025, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a scendere al 37,7 % entro la fine del 2025. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 5,3 % nel 2025. Le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano un avanzo delle amministrazioni pubbliche dello 0,7 % del PIL per il 2025. La diminuzione dell'avanzo nel 2025 rispecchia principalmente un rallentamento della crescita delle entrate in un contesto di accresciuti livelli di incertezza per i consumatori e le imprese, nonché l'assenza delle entrate elevate derivanti da misure una tantum osservate nel 2024. Nei calcoli della Commissione questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 6,7 % nel 2025. Tali proiezioni di crescita della spesa netta più elevate rispetto a quelle contenute nella relazione annuale sui progressi compiuti sono dovute a una maggiore crescita della spesa corrente stimata dalla Commissione, comprese ipotesi divergenti sull'impatto permanente dopo il 2024 del pacchetto sul "costo della vita" annunciato nel bilancio 2025. La differenza tra il saldo delle amministrazioni pubbliche previsto dalla Commissione e quello previsto dall'Irlanda è dovuta alle differenze nelle ipotesi macroeconomiche sottostanti, nonché a una maggiore crescita della spesa corrente stimata dalla Commissione. Nelle stime della Commissione l'orientamento della politica di bilancio, che comprende sia la spesa finanziata a livello nazionale sia quella finanziata a livello di UE, sarà nel 2025 neutro. La Commissione prospetta una riduzione del rapporto debito pubblico/PIL al 38,6 % entro fine 2025. Il calo del rapporto debito/PIL nel 2025 discende principalmente dall'avanzo pubblico previsto e dal differenziale favorevole tra tasso d'interesse e tasso di crescita, corretto per tenere conto di significativi aggiustamenti stock/flussi.

(16)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, nel 2025 la spesa delle amministrazioni pubbliche, pari a meno dello 0,1 % del PIL, sarà finanziata dal sostegno non rimborsabile ("sovvenzioni") del dispositivo per la ripresa e la resilienza, rispetto a meno dello 0,1 % del PIL nel 2024. La spesa finanziata con il sostegno non rimborsabile del dispositivo consente investimenti di alta qualità e riforme volte ad accrescere la produttività senza impatto diretto sul saldo e sul debito delle amministrazioni pubbliche dell'Irlanda.

(17)La spesa pubblica per la difesa in Irlanda è rimasta stabile allo 0,2 % del PIL tra il 2021 e il 2023 13 . Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa per la difesa rimarrà stabile attestandosi allo 0,2 % del PIL tanto nel 2024 quanto nel 2025. Tale dato indica l'assenza di variazioni rispetto al 2021.

(18)Secondo le previsioni di primavera 2025 della Commissione, la spesa netta in Irlanda crescerà del 6,7 % nel 2025 e del 15,5 % cumulativamente nel 2024 e nel 2025. Sulla base delle previsioni di primavera 2025 della Commissione, la crescita della spesa netta dell'Irlanda nel 2025 è destinata a superare il tasso massimo di crescita raccomandato, corrispondente a una deviazione 14 pari allo 0,3 % del PIL su base annua. Se si considerano congiuntamente il 2024 e il 2025, si prevede che anche il tasso di crescita cumulato della spesa netta supererà il tasso massimo di crescita raccomandato, corrispondente a una deviazione inferiore allo 0,1 % del PIL. La deviazione prevista supera leggermente la soglia dello 0,3 % del PIL per la deviazione annuale ma non quella dello 0,6 % del PIL per la deviazione cumulativa. Nel complesso, ciò significa che vi è il rischio di una deviazione dalla crescita massima raccomandata della spesa netta, quando i dati di consuntivo per il 2025 saranno disponibili nella prossima primavera.

(19)Secondo le previsioni della relazione annuale sui progressi compiuti, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche è destinato a diminuire attestandosi all'1,0 % del PIL nel 2026, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a scendere al 35,9 % entro la fine del 2026. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2025 della Commissione prospettano un avanzo delle amministrazioni pubbliche dello 0,1 % del PIL nel 2026. La diminuzione dell'avanzo nel 2026 discende principalmente dall'ipotesi di una crescita modesta delle entrate e del protrarsi di una forte crescita della spesa. Questi sviluppi corrispondono a una crescita della spesa netta del 6,2 % nel 2026. Nelle stime della Commissione l'orientamento della politica di bilancio, che comprende sia la spesa finanziata a livello nazionale sia quella finanziata a livello di UE, sarà nel 2026 sostanzialmente neutro. La Commissione prospetta una riduzione del rapporto debito pubblico/PIL al 38,2 % entro fine 2026. Il calo del rapporto debito/PIL nel 2026 discende principalmente dal differenziale favorevole tra tasso d'interesse e tasso di crescita, corretto per tenere conto di significativi aggiustamenti stock/flussi.

Sfide politiche fondamentali

(20)Le finanze pubbliche dell'Irlanda sono soggette a rischi significativi dato che il suo gettito fiscale dipende da un numero relativamente ridotto di società multinazionali di proprietà straniera. Gli introiti provenienti dall'imposta sulle società, che dal 2019 sono più che raddoppiati e nel 2024 ammontavano a 28,1 miliardi di EUR (19 % delle entrate pubbliche), sono particolarmente a rischio. Nel 2023 oltre la metà di tali introiti è stata versata da appena 10 grandi imprese. Inoltre le autorità stimano che metà del gettito fiscale derivante dall'imposta sulle società abbia natura "straordinaria" e sia altamente incerto. Di conseguenza sviluppi internazionali quali cambiamenti nella politica commerciale e fiscale statunitense o nel contesto fiscale globale potrebbero incidere in maniera significativa sulla stabilità delle entrate dell'Irlanda. L'istituzione del Fondo per l'Irlanda del futuro e il Fondo per le infrastrutture, il clima e la natura serve a convogliare le entrate straordinarie verso obiettivi di spesa a più lungo termine. L'Irlanda trarrebbe vantaggio dall'aumento della resilienza delle proprie finanze pubbliche diversificando le fonti delle sue entrate. A tal fine, l'Irlanda potrebbe aumentare il gettito derivante dalle imposte sul capitale e sul patrimonio, rivedere le agevolazioni fiscali che non raggiungono efficacemente il livello auspicato di ridistribuzione o altri obiettivi oppure migliorare il modo in cui il sistema fiscale sostiene gli obiettivi ambientali. Per quanto riguarda la spesa, permangono preoccupazioni relative all'impatto dell'efficacia in termini di costi del sistema sanitario sulla sostenibilità di bilancio. Si prevede che l'invecchiamento della popolazione determinerà un aumento della spesa sanitaria pubblica dell'Irlanda pari a 1,5 punti percentuali entro il 2070 in percentuale del PIL, un dato decisamente superiore al previsto aumento medio dell'UE di 0,4 punti percentuali. Dato che il sistema sanitario è eccessivamente dipendente da costose cure ospedaliere, aggravate dalla mancanza di una copertura universale dell'assistenza sanitaria di base, vi è margine per una riforma per alleviare la pressione sugli ospedali.

(21)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, del medesimo regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti sinergici, da attuare entro il 2026. Ci si attende che tali riforme e investimenti contribuiranno a rispondere in modo efficace alla totalità o a un sottoinsieme significativo delle sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese. Dati i tempi serrati, l'effettiva attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, è fondamentale per stimolare la competitività a lungo termine dell'Irlanda attraverso le transizioni verde e digitale, garantendo nel contempo l'equità sociale. Il coinvolgimento sistematico delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, della società civile e di altri portatori di interessi rimane fondamentale per assicurare un'ampia titolarità ai fini dell'efficace attuazione del piano per la ripresa e la resilienza.

(22)L'attuazione dei programmi della politica di coesione, che comprendono il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), ha subito un'accelerazione in Irlanda. È importante proseguire le iniziative per garantire una rapida attuazione di tali programmi massimizzandone l'impatto sul campo. L'Irlanda sta già adottando misure nell'ambito dei suoi programmi della politica di coesione finalizzate a stimolare la competitività e la crescita. Allo stesso tempo, l'Irlanda continua ad affrontare problemi, quali la necessità di rafforzare la competitività, in particolare nella regione nordoccidentale, che è in ritardo in termini di risultati economici, nonché le disparità sociali nell'integrazione dei gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro. A norma dell'articolo 18 del regolamento (UE) 2021/1060, nell'ambito del riesame intermedio dei fondi della politica di coesione l'Irlanda è tenuta a rivedere ciascun programma tenendo presenti, tra l'altro, le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2024. La proposta della Commissione adottata il 1º aprile 2025 15 proroga oltre il 31 marzo 2025 il termine per la presentazione, per ciascun programma, di una valutazione relativa ai risultati del riesame intermedio. Prevede altresì flessibilità per favorire l'accelerazione dell'attuazione dei programmi e incentivi diretti agli Stati membri affinché destinino le risorse della politica di coesione a cinque settori strategici prioritari dell'Unione: competitività nelle tecnologie strategiche, difesa, alloggi, resilienza idrica e transizione energetica.

(23)La piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa (STEP) offre l'occasione d'investire in una delle priorità strategiche fondamentali dell'Unione rafforzandone la competitività. STEP opera attraverso 11 fondi dell'UE esistenti. Gli Stati membri possono contribuire al programma InvestEU a sostegno di investimenti in settori prioritari. L'Irlanda potrebbe valorizzare tali iniziative per sostenere lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, comprese le tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse.

(24)La crescita della produttività in Irlanda è trainata prevalentemente dalle società multinazionali, mentre la produttività delle imprese nazionali, per lo più piccole e medie, è comparativamente inferiore rispetto alle controparti dell'UE. Tale circostanza evidenzia la necessità di rafforzare la capacità di innovazione interna. L'accresciuta incertezza geopolitica sottolinea l'urgente necessità di costruire un'economia interna più resiliente e orientata all'innovazione. La spesa pubblica a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo in Irlanda è una delle più basse dell'UE, rappresentando soltanto lo 0,2 % del PIL (0,4 % dell'RNL* (reddito nazionale lordo)). L'aumento degli investimenti pubblici destinati a attività di ricerca e sviluppo non solo rafforzerebbe il sistema di innovazione irlandese, ma promuoverebbe anche l'eccellenza scientifica, stimolerebbe la resilienza economica e promuoverebbe una crescita a lungo termine e sostenibile. Inoltre una parte significativa del sostegno pubblico a favore delle attività di ricerca e sviluppo delle imprese assume la forma di credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo. Sebbene si tratti di uno strumento importante per stimolare gli investimenti del settore privato a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo, un aumento dei finanziamenti diretti per la ricerca e l'innovazione fornirebbe un sostegno più mirato alle piccole e medie imprese (PMI) e rafforzerebbe la loro capacità di innovare e di contribuire in modo significativo al più generale ecosistema economico.

(25)L'Irlanda continua a fare affidamento su fonti energetiche fossili. Tale dipendenza rappresenta un problema significativo per la riduzione delle emissioni complessive di gas a effetto serra e per il conseguimento dell'obiettivo dell'Irlanda, previsto dal regolamento sulla condivisione degli sforzi, di ridurre le emissioni che non rientrano nell'ETS del 42 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Le proiezioni più recenti delle emissioni indicano che l'Irlanda non è sulla buona strada per conseguire tale obiettivo.

(26)Nel 2024 il sistema elettrico irlandese ha continuato a mostrare segni di stress, in quanto i prezzi al dettaglio sono rimasti significativamente al di sopra della media dell'UE. Ciò fa sì che le imprese e i consumatori irlandesi paghino un sovrapprezzo sul loro consumo di energia elettrica, il che a sua volta incide sui costi di produzione e sulla competitività e quindi sulla capacità di attrarre e trattenere le imprese. Dato che i costi elevati dell'energia possono costituire un ostacolo diretto alla crescita, è fondamentale affrontare i fattori di costo dei prezzi al dettaglio dell'energia. Una maggiore diffusione delle energie rinnovabili, in particolare dell'energia eolica offshore, può ridurre i prezzi al dettaglio dell'energia elettrica e la dipendenza dai combustibili fossili, che è soggetta alla volatilità dei mercati. La razionalizzazione del quadro di pianificazione e autorizzazione per le energie rinnovabili, gli impianti di stoccaggio e gli investimenti nella rete elettrica potrebbe contribuire ad accelerare e incentivare ulteriori investimenti nella diffusione delle energie rinnovabili.

(27)Un elemento indispensabile per cogliere i benefici in termini di riduzione dei costi dell'energia derivanti dall'ulteriore diffusione delle energie rinnovabili è la necessità di un incremento degli interventi per migliorare la flessibilità del sistema elettrico e a modernizzare ed espandere la capacità di rete, compresi i rafforzamenti interni e i progetti transfrontalieri, al fine di attenuare la riduzione della produzione. Nel 2023 quasi un decimo della domanda di energia eolica e solare ha dovuto essere limitato a causa di vincoli di capacità e tale tendenza è aumentata negli ultimi anni. Ciò mantiene i prezzi elevati e ritarda la transizione verso fonti di energia più pulite. La prevista ulteriore diffusione delle energie rinnovabili, l'aumento della domanda di energia elettrica derivante dalla continua elettrificazione del riscaldamento e dei trasporti e il numero crescente di centri dati metteranno ulteriormente a dura prova il sistema elettrico. Ciò evidenzia la necessità di costruire infrastrutture per collegare un numero crescente di centri di domanda con l'offerta di produzione di energia da fonti rinnovabili e di aggiornare le infrastrutture di rete esistenti per aumentarne la capacità. Un elemento correlato riguarda la gestione della domanda, comprese misure di responsabilizzazione dei consumatori, quali la garanzia che i consumatori privati abbiano accesso a mercati con prezzi dinamici, che possono rappresentare uno strumento importante per garantire flessibilità nel sistema energetico.

(28)Il settore residenziale costituisce una fonte significativa di emissioni di gas a effetto serra dell'Irlanda, avendo generato il 9,7 % delle emissioni interne nel 2023, e il parco immobiliare è uno degli stock a più alta intensità di carbonio nell'UE. Accelerare le misure di efficienza energetica nel contesto di tutto il parco immobiliare contribuirebbe a rispettare i limiti settoriali di emissione e a rafforzare la sicurezza energetica dell'Irlanda. La realizzazione di ristrutturazioni edilizie profonde e una maggiore diffusione di tecnologie a basse emissioni, compreso il teleriscaldamento, potrebbero ridurre l'esposizione alla volatilità dei prezzi dell'energia, sostenendo allo stesso tempo la competitività e la sostenibilità ambientale.

(29)Una sfida importante per l'Irlanda riguarda il bilanciamento della domanda crescente di energia dovuta alla crescita economica, compresa l'espansione delle infrastrutture digitali. Nonostante i notevoli progressi compiuti nella riduzione del consumo di energia dell'ambiente edificato, il consumo di energia finale è aumentato dello 0,7 % nel 2023. Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli edifici del settore dei servizi azzerano gli incrementi di efficienza ottenuti grazie agli investimenti volti a migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici e di altri edifici privati. Nel 2023 gli edifici del settore dei servizi hanno rappresentato circa la metà di tutta la domanda di energia elettrica e, in tale contesto, i centri dati hanno rappresentato il 21 % della domanda di energia elettrica misurata in Irlanda. Al fine di conseguire gli obiettivi climatici è necessaria una produzione di energia rinnovabile sufficiente per evitare la monopolizzazione della capacità di energia rinnovabile disponibile e richiede misure per aumentare l'efficienza energetica, infrastrutture adeguate e flessibilità.

(30)La mobilità sostenibile richiede un approccio integrato che affronti sia l'espansione delle reti di trasporto sostenibili sia lo sviluppo di infrastrutture di ricarica efficienti per i veicoli a emissioni zero, garantendo un accesso equo tra le regioni e promuovendo la competitività economica a lungo termine. Il potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico, compresa l'espansione delle ferrovie elettrificate, è essenziale ai fini della decarbonizzazione e dell'efficienza economica. Una rete di trasporto più integrata potrebbe ridurre la congestione urbana, stimolare la mobilità del lavoro e promuovere una crescita urbana sostenibile. Migliorare la connettività tra le zone rurali e quelle urbane è fondamentale anche ai fini di uno sviluppo economico inclusivo, in quanto garantisce che tutte le regioni beneficino della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Con un rapporto di un punto di ricarica ogni 21 veicoli, un dato decisamente inferiore alla media dell'UE di un punto di ricarica ogni sette veicoli, le disparità regionali, in particolare nelle zone rurali, rimangono un ostacolo alla diffusione di veicoli a emissioni zero.

(31)Maggiori investimenti sono essenziali al fine di affrontare le persistenti carenze nei sistemi di approvvigionamento e di trattamento delle acque reflue, in particolare nelle aree urbane. Tali lacune rischiano di compromettere la conformità ambientale e di limitare il potenziale di sviluppo sostenibile e intersettoriale, compresi il settore degli alloggi e i settori che dipendono dalle risorse idriche. Gli elevati tassi di dispersione, pari al 37 % nel 2023, rimangono ben al di sopra della media dell'UE del 25 %, mentre diversi impianti fondamentali per il trattamento delle acque reflue potrebbero beneficiare di un miglioramento delle prestazioni. Nonostante gli interventi per estendere la copertura e ridurre gli scarichi di acque reflue non trattate, l'invecchiamento delle infrastrutture e la limitata capacità di trattamento continuano a ostacolare i progressi in materia di qualità delle acque e di obiettivi ambientali. L'Irlanda registra con crescente frequenza eventi meteorologici estremi a causa dei cambiamenti climatici, quali inondazioni, siccità e tempeste, che rischiano di mettere a dura prova le reti di approvvigionamento idrico e di danneggiare le infrastrutture. Nonostante i piani di adattamento settoriali elaborati nell'ambito del quadro nazionale di adattamento, rimane importante un'attuazione efficace e coordinata. Negli ultimi anni si è discusso sull'introduzione di un meccanismo di tariffazione dell'acqua, la cui attuazione, tuttavia, stenta a progredire. Un meccanismo di tariffazione dell'acqua che rispecchi meglio il costo del suo utilizzo potrebbe promuovere un quadro stabile e trasparente per gli investimenti e la pianificazione a lungo termine nel contesto delle infrastrutture idriche, promuovendo nel contempo un consumo più efficiente e sostenibile in tutti i settori.

(32)Maggiori investimenti nelle iniziative in materia di economia circolare, comprese le infrastrutture avanzate per il trattamento dei rifiuti, sono essenziali affinché l'Irlanda risalga la gerarchia dei rifiuti, promuova l'efficienza delle risorse e sostenga la decarbonizzazione, la competitività e la sicurezza economica a lungo termine. L'Irlanda rimane al di sotto dei parametri di riferimento dell'UE in materia di economia circolare, con un riciclaggio dei rifiuti urbani pari al 41 % nel 2020 e una percentuale di utilizzo circolare dei materiali pari ad appena il 2,3 % nel 2023, entrambi dati notevolmente al di sotto delle medie dell'UE. L'Irlanda rischia di non conseguire l'obiettivo relativo ai rifiuti urbani per il 2025. Secondo le stime, per conseguire gli obiettivi ambientali sono necessari 749 milioni di EUR l'anno per finanziare gli investimenti nell'economia circolare. Riducendo la dipendenza da materie prime importate e aumentando il valore derivante dai flussi di rifiuti domestici, l'economia circolare contribuisce alla sicurezza economica a lungo termine dell'Irlanda, rendendo la sua economia più sostenibile e resiliente alle perturbazioni della catena di approvvigionamento globale e alla volatilità dei prezzi.

(33)Il numero dei senzatetto è raddoppiato negli ultimi tre anni, raggiungendo un valore record di 15 000 persone in alloggi di emergenza. Gli attuali sistemi di prevenzione della deprivazione abitativa, benché efficaci, non sono stati in grado di arrestare tale aumento a causa della portata del problema. Vi sono inoltre 59 000 famiglie in lista d'attesa per gli alloggi sociali e altre 84 000 famiglie che beneficiano di altri regimi di integrazione dei canoni di locazione. Le zone soggette a tensione sui canoni di locazione sono riuscite a ridurre l'inflazione dei prezzi di locazione, ma hanno probabilmente contribuito a un rallentamento degli investimenti privati nello stock di alloggi a scopo di locazione. La costruzione di alloggi sociali e a prezzi accessibili è in aumento, ma è ancora in ritardo rispetto alle esigenze e agli obiettivi attuali. Ciò incide sulla competitività dell'Irlanda esercitando pressioni sui salari e limitando la capacità delle imprese, in particolare delle PMI, di attrarre lavoratori qualificati. Il settore pubblico incontra difficoltà nel mantenere livelli di forza lavoro sufficienti in settori quali l'istruzione, i servizi di assistenza sanitaria e l'edilizia. Ciò evidenzia la necessità di proseguire gli interventi per affrontare i vincoli di capacità nel settore dell'edilizia residenziale. Figurano in tale contesto la mancanza di infrastrutture abilitanti quali le risorse idriche e i servizi pubblici, l'insufficiente disponibilità di terreni, le incertezze in materia di pianificazione, l'insufficienza delle opzioni di finanziamento, la mancanza di lavoratori edili e la lenta adozione di metodi di costruzione moderni.

(34)Il mercato del lavoro irlandese rimane solido e presenta bassi tassi di disoccupazione, ma resta problematico conseguire una crescita inclusiva a vantaggio di tutti i gruppi. Sono stati compiuti sforzi per affrontare l'esclusione sociale e gli ostacoli all'occupazione; tuttavia i gruppi tradizionalmente sottorappresentati, quali le persone con disabilità e le famiglie monoparentali, continuano a presentare tassi di occupazione inferiori alla media dell'UE. Di conseguenza sono esposti anche a rischi di povertà sproporzionatamente elevati. Allo stesso tempo persistono carenze di competenze e squilibri tra domanda e offerta di competenze in settori chiave, mettendo in luce la necessità di sensibilizzare maggiormente i gruppi inattivi e di investire nelle competenze delle persone per promuovere una maggiore inclusione sociale, aiutare i gruppi svantaggiati ad uscire dalla povertà e soddisfare le esigenze del mercato del lavoro.

(35)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, nel 2025 il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione del 2025 sulla politica economica della zona euro. Per l'Irlanda, le raccomandazioni di cui ai punti 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima raccomandazione per la zona euro sulla competitività, mentre le raccomandazioni di cui ai punti 4, 5 e 6 contribuiscono all'attuazione della seconda raccomandazione per la zona euro sulla resilienza e la raccomandazione di cui al punto 1 contribuisce all'attuazione della terza raccomandazione per la zona euro sulla stabilità macroeconomica e finanziaria di cui alla raccomandazione del 2025,

RACCOMANDA all'Irlanda di prendere provvedimenti nel 2025 e nel 2026 al fine di:

1.potenziare la spesa complessiva e la prontezza in materia di difesa in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 6 marzo 2025; garantire che la spesa netta rispetti il percorso raccomandato dal Consiglio il 21 gennaio 2025; ridurre i rischi connessi al livello elevato di concentrazione del gettito fiscale irlandese, anche ampliando la base imponibile e rivedendo la portata e l'impatto delle agevolazioni fiscali; far fronte all'aumento previsto della spesa legata all'età, rendendo il sistema sanitario più efficiente sotto il profilo dei costi;

2.in considerazione dei termini applicabili per il tempestivo completamento delle riforme e degli investimenti a norma del regolamento (UE) 2021/241, garantire l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo di REPowerEU; Accelerare l'attuazione dei programmi della politica di coesione (FESR, JTF, FSE+), se del caso sfruttando le possibilità offerte dal riesame intermedio. Usare in modo ottimale gli strumenti dell'UE per migliorare la competitività, sfruttando anche le opportunità offerte da InvestEU e dalla piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa.

3.migliorare il contesto imprenditoriale aumentando gli investimenti pubblici in attività di ricerca e sviluppo sostenendo l'aumento degli investimenti delle imprese in tali attività, anche attraverso strumenti di finanziamento più diretti, al fine di migliorare la produttività delle imprese nazionali, in particolare delle piccole e medie imprese;

4.ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, anche razionalizzando il quadro di pianificazione e di autorizzazione; intensificare gli sforzi volti a migliorare la flessibilità della rete elettrica e a modernizzare ed espandere la capacità per attenuare la riduzione della produzione; sviluppare e attuare una strategia destinata a promuovere la gestione della domanda; attuare ulteriori misure a sostegno dell'efficienza energetica negli edifici pubblici e privati per ridurre l'importo delle bollette dell'energia elettrica e i costi del sistema energetico; garantire che la connessione dei grandi utenti di energia alla rete elettrica sia collegata a una capacità supplementare in termini di energie rinnovabili e alla flessibilità del sistema; sostenere gli investimenti nei trasporti sostenibili, compresi i trasporti pubblici, e rafforzare tali trasporti, tenendo conto delle disparità regionali; accelerare l'installazione di punti di ricarica pubblici per i veicoli a emissioni zero;

5.aumentare gli investimenti nelle infrastrutture per l'acqua, così da migliorare la qualità dell'acqua e ridurre la dispersione; promuovere gli investimenti per accelerare l'economia circolare; sviluppare ulteriormente sia le infrastrutture per il trattamento dei rifiuti associate ai livelli superiori della gerarchia dei rifiuti, sia gli strumenti economici per prevenire i rifiuti e aumentare il contenuto riutilizzato, rigenerato e riciclato;

6.aumentare ulteriormente l'offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili; affrontare i vincoli di capacità nel settore dell'edilizia residenziale migliorando le infrastrutture abilitanti, la gestione e la pianificazione del territorio, le condizioni di finanziamento, l'offerta di manodopera e la produttività; rafforzare il mercato del lavoro e l'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati, in particolare delle persone con disabilità e delle famiglie monoparentali, rendendo più mirati la sensibilizzazione e il miglioramento delle competenze.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.
(2)    Spesa netta quale definita all'articolo 2, punto 2), del regolamento (UE) 2024/1263; "spesa netta": la spesa pubblica al netto: i) della spesa per interessi; ii) delle misure discrezionali sul lato delle entrate; iii) della spesa per i programmi dell'Unione interamente finanziata dai fondi dell'Unione; iv) della spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall'Unione; v) della componente ciclica della spesa per i sussidi di disoccupazione; e vi) delle misure una tantum e di altre misure temporanee.
(3)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).
(4)    Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE (GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/435/oj).
(5)    Decisione di esecuzione del Consiglio, dell'8 settembre 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Irlanda (11046/2021).
(6)    Decisione di esecuzione del Consiglio, dell'8 dicembre 2023, che modifica la decisione di esecuzione dell'8 settembre 2021 relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Irlanda (15965/2023).
(7)    Decisione di esecuzione del Consiglio, del 21 giugno 2024, che modifica la decisione di esecuzione dell'8 settembre 2021 relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Irlanda (10262/2024).
(8)    Raccomandazione del Consiglio, del 21 gennaio 2025, che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Irlanda (GU C, C/2025/667, 10.2.2025).
(9)    Raccomandazione del Consiglio, del 13 maggio 2025, sulla politica economica della zona euro (GU C, C/2025/2782, 22.5.2025, ELI:  http://data.europa.eu/eli/C/2025/2782/oj ).
(10)    Le relazioni annuali 2025 sui progressi compiuti sono disponibili al seguente indirizzo: https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact/preventive-arm/annual-progress-reports_it
(11)    Eurostat, Euroindicatori, 22.4.2025.
(12)    L'orientamento della politica di bilancio è definito come misura della variazione annuale della sottostante posizione di bilancio delle amministrazioni pubbliche. Mira a valutare l'impulso economico derivante dalle politiche di bilancio, sia finanziate a livello nazionale sia finanziate dal bilancio dell'UE. L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la differenza tra i) la crescita potenziale a medio termine e ii) la variazione della spesa primaria al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione.
(13)    Eurostat, spesa pubblica per classificazione delle funzioni di governo (COFOG).
(14)    A decorrere dal 2026 tali cifre figureranno nel conto di controllo di cui all'articolo 22 del regolamento (UE) 2024/1263.
(15)     Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 e (UE) 2021/1056 per quanto riguarda misure specifiche per affrontare le sfide strategiche nel contesto del riesame intermedio (COM(2025) 123 final) .