Bruxelles, 7.3.2025

COM(2025) 97 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Una tabella di marcia per i diritti delle donne


INTRODUZIONE

La parità tra donne e uomini è un diritto fondamentale e un valore fondante sancito nel diritto dell'UE sin dal trattato di Roma del 1957. L'Unione europea è orgogliosa di difendere questo valore cruciale e di aver raggiunto numerose tappe fondamentali in materia di diritti delle donne e parità di genere. L'UE conta alcune delle società più paritarie al mondo sotto il profilo del genere e rappresenta perciò un parametro di riferimento a livello mondiale per quanto riguarda la parità e l'inclusione.

Nel corso dei decenni in cui si è andato sviluppando il progetto europeo, il perseguimento della parità di genere è divenuto una pietra angolare delle politiche sociali ed economiche dell'UE, nell'ottica di far fronte, tra l'altro, alle disuguaglianze di genere in relazione al mercato del lavoro, alla sicurezza sociale, all'accesso a beni e servizi e alla retribuzione 1 . Allo stesso tempo l'UE ha promosso un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, come pure una rappresentanza paritaria delle donne nei processi decisionali delle imprese, nell'imprenditoria e nella ricerca, e ha combattuto la violenza contro le donne 2 . L'Unione ha inoltre compiuto passi importanti verso il rafforzamento dell'economia dell'assistenza, promuovendo in tal modo la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, favorendo l'accesso dei bambini a un'educazione e cura della prima infanzia di qualità e migliorando l'accesso a un'assistenza a lungo termine di qualità elevata e a prezzi sostenibili 3 .

Nell'ambito della strategia per la parità di genere 2020-2025 4 è stata realizzata una serie di azioni strategiche fondamentali nell'ottica di costruire un'Unione dell'uguaglianza in cui tutte le donne e le ragazze e tutti gli uomini e i ragazzi possano prosperare, ricoprire ruoli direttivi ed essere
liberi dalla violenza. La Commissione ha portato avanti i propri sforzi per l'integrazione della dimensione di genere attraverso la task force sulla parità, che si adopera per integrare considerazioni di genere in tutti i settori strategici.

Allo stesso tempo, l'UE ha sfruttato la propria influenza globale per promuovere i diritti delle donne, garantendo che tali questioni rimangano parte integrante dell'agenda mondiale per lo sviluppo. L'Unione si è dimostrata una forza decisiva nell'impulso globale a favore della parità di genere e nell'impegno a promuovere società inclusive ed eque in tutto il mondo. In linea con gli impegni internazionali, l'UE si è adoperata costantemente per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), in particolare l'OSS 5 sul conseguimento della parità di genere e sull'emancipazione di tutte le donne e le ragazze.

L'indice sull'uguaglianza di genere 2024 5 attribuisce all'UE 71 punti su 100, ossia 7,9 punti in più rispetto al 2010, il che dimostra che le azioni contano e che l'Unione sta compiendo progressi costanti, seppur modesti, verso una società paritaria sotto il profilo del genere.

L'inizio del nuovo mandato della Commissione e le priorità politiche delineate dalla presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici per il 2024-2029 6 rappresentano un'opportunità per riaffermare i valori, l'impegno e la continuità dell'UE per quanto riguarda la promozione dei diritti delle donne. La parità di genere e i diritti delle donne garantiscono e favoriscono la giustizia sociale, democrazie forti, economie competitive solide e la sicurezza per tutti, obiettivi strettamente connessi alle potenzialità di tutta la popolazione e che vanno a beneficio dell'intera società.

In tutto il mondo si osservano tendenze preoccupanti nei confronti dei diritti delle donne, che mettono in discussione la legislazione vigente in materia di parità di genere, e troppo spesso il dibattito politico cade nel sessismo e negli stereotipi di genere.

Sussiste pertanto l'urgente necessità di ribadire, riaffermare e rafforzare l'impegno a favore della parità di genere e dei diritti delle donne. La dichiarazione allegata alla presente comunicazione conferma il forte impegno della Commissione a compiere progressi in tale ambito, stabilendo i principi e gli obiettivi in materia di diritti delle donne che guideranno le strategie e le azioni future, in particolare la strategia per la parità di genere dopo il 2025. La dichiarazione mira a promuovere e orientare l'agenda strategica in materia di parità di genere nel lungo periodo, divenendo il quadro strategico di riferimento dell'UE per il conseguimento di una maggiore parità di genere in tutti gli aspetti della società e dell'economia.

La Commissione invita le altre istituzioni europee, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio, nonché gli Stati membri, le parti sociali, le organizzazioni della società civile e altri portatori di interessi pertinenti ad aderire a tale impegno. I portatori di interessi sono invitati a collaborare alla formulazione delle misure da proporre al livello appropriato, compresi il livello dell'UE e il livello nazionale, per attuare i principi e conseguire gli obiettivi stabiliti nella presente tabella di marcia.

La ricorrenza del 30º anniversario dell'adozione della dichiarazione di Pechino e della relativa piattaforma d'azione 7 offre all'UE l'opportunità di riconfermare la propria adesione a tale quadro di riferimento cruciale. In quanto valore fondamentale per il quale l'Unione si impegna da tempo, la parità tra donne e uomini è al centro dello stile di vita europeo.

PARITÀ DI GENERE: UN IMPERATIVO PER LA COMPETITIVITÀ, LA DEMOCRAZIA E L'EQUITÀ SOCIALE

La forza dell'UE, la sua competitività, la sua democrazia e la sua equità sociale si fondano sui cittadini europei, metà dei quali è costituita da donne. Riconoscere e sfruttare il potenziale di tutte le donne in qualità di lavoratrici, imprenditrici e leader è indispensabile per la crescita e la stabilità dell'Unione. Far sì che le donne possano contribuire pienamente alla forza lavoro e ai processi decisionali catalizza la crescita economica, stimolando l'innovazione e migliorando la qualità della vita di tutti i cittadini.

Le proiezioni indicano che il miglioramento della parità di genere potrebbe portare entro il 2050 a un aumento del PIL pro capite dell'UE del 6,1 - 9,6 %, equivalente a un eccezionale importo compreso tra 1 950 e 3 150 miliardi di EUR 8 . Pertanto promuovere i diritti delle donne rappresenta non solo un imperativo morale, ma anche un investimento strategico nella crescita economica e nella competitività dell'Unione.

Garantire una partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne, nonché la loro rappresentanza e la loro leadership, promuove anche democrazie più stabili e resilienti. Le democrazie che promuovono i diritti delle donne integrano nei processi decisionali una gamma più ampia di prospettive ed esperienze, e le politiche che ne conseguono sono più complete e in sintonia con le esigenze di tutti i cittadini. In ambito imprenditoriale la parità di genere si traduce in un vantaggio competitivo: le imprese con donne che ricoprono ruoli di leadership registrano maggiori profitti e migliori risultati sul mercato azionario 9 .

La promozione della parità di genere può aiutare ad affrontare sfide urgenti, tra cui le carenze di forza lavoro, la transizione demografica, le disuguaglianze e la povertà, i cambiamenti climatici, le minacce ibride e le preoccupazioni in materia di sicurezza. Così facendo si costruisce un futuro più sano e più prospero, rendendo nel contempo le nostre società più eque, democratiche, stabili, sane e coese e le nostre economie più innovative e competitive sulla scena mondiale.

Tuttavia le conclusioni della relazione 2024 sulla parità di genere nell'UE 10 sono chiare: nonostante i numerosi risultati conseguiti nella promozione della parità di genere e nel graduale rafforzamento del relativo quadro strategico dell'Unione, permangono sfide significative in materia di violenza, salute, tempo, denaro, lavoro, istruzione e conoscenza, potere e meccanismi istituzionali,
come evidenziato dall'indice sull'uguaglianza di genere. In assenza di un'azione rafforzata, occorrerebbero altri 60 anni per conseguire la piena parità di genere nell'UE 11 .

Nell'UE una donna su tre ha subito violenze fisiche e/o sessuali, una donna su cinque ha subito violenze fisiche o sessuali da parte del partner o di un parente e una donna su otto ha subito violenze sessuali 12 . Allo stesso tempo, le donne sono particolarmente colpite da nuove forme di violenza collegate specificamente alla sfera digitale 13 . Secondo le stime, il costo della violenza contro le donne nell'UE ammonta a 289 miliardi di EUR all'anno 14 .

Per quanto riguarda gli aspetti di genere della salute, le donne e gli uomini sono esposti a rischi sanitari e malattie specifici per genere 15 . Le donne nell'UE continuano inoltre a scontrarsi con la mancanza di informazioni complete sui servizi e sui prodotti sanitari connessi alla salute sessuale e riproduttiva e con la mancanza di accessibilità di tali servizi e prodotti, ove siano previsti dal diritto nazionale.

Sebbene i divari di genere in materia di occupazione e di retribuzione si stiano riducendo (rispettivamente 10,2 punti percentuali 16 e 12 % 17 ), i progressi sono lenti e permangono ostacoli strutturali, come le norme sociali discriminatorie. I progressi compiuti dalle donne in ambiti chiave, come l'istruzione (la percentuale di donne con un titolo di istruzione terziaria supera di 10,9 punti percentuali quella degli uomini 18 ), non sono pienamente rispecchiati dalla posizione delle donne sul mercato del lavoro e in seno a organi e processi decisionali. Le donne sono sovrarappresentate in occupazioni scarsamente retribuite e sottovalutate (anche se essenziali) 19 e sono esposte a maggiori rischi di minacce e violenze che ne limitano la partecipazione alla vita pubblica: nell'UE le donne detengono solo il 33 % 20 dei seggi parlamentari e il 34,8 % dei seggi in seno agli enti locali. Più donne che uomini vivono in condizioni di povertà in età avanzata, a fronte di un divario pensionistico di genere del 25,4 % 21 .

Rispetto agli uomini, in media le donne nell'UE continuano ad avere poco tempo a disposizione, in quanto devono farsi carico di una parte sproporzionata di compiti domestici e responsabilità di assistenza. Tale situazione è aggravata dalla scarsa fruizione di congedi familiari da parte dei padri, dalla limitata flessibilità sul lavoro e dalle difficoltà di accesso a servizi di assistenza di qualità.

La segregazione di genere nell'istruzione e nella formazione nell'UE è evidenziata dalla sottorappresentazione delle donne nei settori della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica e nella sottorappresentazione degli uomini in settori quali l'istruzione, la sanità e l'assistenza sociale. Le donne rappresentano solo il 19,4 % degli specialisti delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione 22 e gli uomini rappresentano solo il 15 % circa degli insegnanti di scuola primaria 23 .

Inoltre recenti crisi come la pandemia di COVID-19, la guerra nel vicinato dell'UE e l'aumento dei costi dell'energia hanno avuto ripercussioni negative sulle donne. Ciò è dovuto al fatto che le donne spesso hanno redditi più bassi, hanno maggiori probabilità di essere genitori soli, si fanno carico di una parte maggiore di responsabilità nei confronti della famiglia e compiti di assistenza rispetto agli uomini e sono più esposte alla violenza di genere e domestica.

Tali sfide richiedono un'attenzione e un impegno costanti a favore dell'azione per la parità di genere a tutti i livelli, da parte di tutti gli attori pertinenti, in tutta l'Unione e oltre.

LA TABELLA DI MARCIA PER I DIRITTI DELLE DONNE: UN IMPEGNO A FAVORE DI UNA MAGGIORE PARITÀ DI GENERE

La tabella di marcia allegata alla presente comunicazione ambisce a guidare gli sforzi futuri per garantire che i diritti delle donne e la parità di genere siano al centro delle politiche e delle azioni dell'UE. Nella tabella di marcia si tiene conto di quanto già realizzato in materia di parità di genere e si guarda con attenzione alle sfide dei prossimi anni. Viene ribadita la necessità di un duplice approccio: integrazione di una prospettiva di genere in tutte le politiche, da un lato, e prevenzione ed eliminazione delle disuguaglianze di genere, dall'altro. La tabella di marcia rispecchia i contributi pervenuti durante la sua preparazione, anche da parte degli Stati membri, delle parti sociali, della società civile e delle organizzazioni internazionali.

La tabella di marcia si basa su valori e diritti fondamentali già sanciti dai trattati e dalla legislazione dell'UE o che potrebbero richiedere ulteriori interventi al livello opportuno per essere attuati appieno. Deve pertanto essere letta in combinazione con gli atti giuridici e gli strumenti dell'Unione esistenti e non arreca loro alcun pregiudizio. L'effettiva attuazione di atti legislativi di recente adozione sarà essenziale per realizzare concretamente i principi e gli obiettivi della tabella di marcia.

La tabella di marcia stabilisce obiettivi strategici a lungo termine per sostenere e promuovere i seguenti principi fondamentali in materia di diritti delle donne e parità di genere: 1) libertà dalla violenza di genere; 2) standard del massimo livello in materia di salute; 3) parità di retribuzione ed emancipazione economica; 4) equilibrio tra vita professionale e vita privata e parità delle responsabilità in materia di assistenza; 5) pari opportunità occupazionali e condizioni di lavoro adeguate; 6) istruzione inclusiva e di qualità; 7) partecipazione politica e rappresentanza paritaria; 8) meccanismi istituzionali a garanzia dei diritti delle donne.

Tali principi sono correlati alle sfide fondamentali per la parità di genere che tuttora permangono in termini di violenza, salute, tempo, denaro, lavoro, istruzione e conoscenza, potere e meccanismi istituzionali. La futura strategia per la parità di genere dopo il 2025 delineerà le misure strategiche concrete da adottare per affrontare tali sfide. Nella primavera del 2025 verrà avviata una consultazione pubblica aperta che solleciterà il coinvolgimento attivo e il contributo di tutti i portatori di interessi pertinenti ai fini dell'elaborazione delle azioni da proporre nella strategia. Il proseguimento dell'attuazione della strategia per la parità di genere 2020-2025 contribuisce parallelamente alla promozione dei diritti delle donne nell'UE.

La Commissione si impegna a continuare a integrare la dimensione di genere in tutte le sue politiche e azioni. Ciò comprende l'integrazione della dimensione di genere nel bilancio dell'UE e l'allineamento delle future iniziative strategiche pertinenti agli obiettivi della tabella di marcia. Ad esempio, per promuovere la competitività e sfruttare ulteriormente il potenziale della forza lavoro femminile, la Commissione propone di integrare una solida prospettiva di parità di genere in iniziative quali la tabella di marcia per posti di lavoro di qualità, la piattaforma per le donne in agricoltura e la strategia dell'UE per start-up e scale-up. La tabella di marcia per i diritti delle donne è adottata contemporaneamente all'Unione delle competenze e definisce misure a sostegno dell'istruzione e della formazione, del miglioramento delle competenze e della riqualificazione in una prospettiva sensibile alla dimensione di genere. Inoltre, nell'ambito delle attività su una strategia in materia di alfabetizzazione finanziaria volta a consentire agli investitori non professionali di prendere decisioni finanziarie consapevoli e ad aumentare la loro partecipazione ai mercati dei capitali a condizioni più eque, sarà prestata particolare attenzione alle donne.

La Commissione perseguirà l'integrazione della dimensione di genere in iniziative quali la strategia dell'UE contro la povertà, il piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, la strategia per l'IA applicata e l'indagine a livello dell'Unione sugli impatti più ampi dei social media sul benessere, contribuendo così a promuovere l'equità sociale e a far fronte alle disuguaglianze sociali con cui si confrontano le donne e le ragazze. La Commissione presenterà inoltre proposte per l'integrazione della dimensione di genere nel contesto della revisione della raccomandazione del Consiglio del 2013 sulla promozione trasversale ai settori dell'attività fisica salutare e nell'ambito di attività volte a rafforzare il modello europeo dello sport.

Poiché la parità di genere è fondamentale anche per la partecipazione democratica e la resilienza sociale, la Commissione intende integrare una dimensione di genere nella strategia dell'Unione in materia di preparazione e nel piano d'azione contro il bullismo online. Inoltre lo scudo europeo per la democrazia contribuirà all'emancipazione e al sostegno delle donne in politica, con apposite misure riguardanti la sicurezza dei candidati politici e dei rappresentanti eletti.

UNA GUIDA PER L'AZIONE ESTERNA DELL'UE

Andando oltre l'azione interna dell'UE, la presente tabella di marcia ribadisce il forte impegno a favore dei diritti delle donne nel 2025 e oltre, in occasione del 30º anniversario dell'adozione della dichiarazione di Pechino e della relativa piattaforma d'azione.

Puntando alla coerenza delle politiche interne ed esterne, la tabella di marcia conferma i principi, gli obiettivi e i traguardi del piano d'azione dell'UE sulla parità di genere (GAP III) per la promozione della parità di genere e dell'emancipazione delle donne e delle ragazze nell'azione esterna dell'Unione, compresi gli interventi umanitari, attraverso iniziative e partenariati multilaterali e multipartecipativi, il dialogo politico e il sostegno finanziario, anche mediante investimenti globali come il Global Gateway 24 . Conferma inoltre l'approccio strategico dell'UE in materia di donne, pace e sicurezza come quadro di riferimento che pone l'accento sulla leadership delle donne, sui loro diritti e sulla loro agentività in tutti gli ambiti della pace e della sicurezza, integrando prospettive di genere nelle politiche e nelle azioni dell'Unione volte a prevenire i conflitti. L'UE si impegna inoltre ad affrontare la situazione specifica delle donne e delle ragazze nell'azione umanitaria e integra considerazioni di genere, comprese strategie di protezione contro la violenza sessuale e di genere, nella sua risposta umanitaria.

Applicando un approccio basato sui diritti umani, l'UE collabora con partner di tutto il mondo, attraverso il servizio europeo per l'azione esterna e le 145 delegazioni dell'UE, per affrontare le cause alla base delle disuguaglianze di genere, che sono radicate in strutture sociali, istituzioni, norme e prassi giuridiche discriminatorie. La tabella di marcia fungerà quindi da guida per orientare le iniziative esterne e aprire la strada al prossimo piano d'azione dell'UE sulla parità di genere nelle relazioni esterne (2028-2034).

L'obiettivo generale è riaffermare, promuovere e consolidare la piena validità dell'attuale acquis dell'UE e internazionale in materia di parità di genere, donne, pace e sicurezza, pieno godimento di tutti i diritti umani da parte di tutte le donne e le ragazze e loro emancipazione. Ciò richiede una volontà politica e una leadership solide e il conferimento della massima priorità alla parità di genere, anche nel contesto del sostegno a un ordine mondiale fondato su regole, che abbia il multilateralismo come principio fondamentale e le Nazioni Unite al centro.

Fare passi indietro rispetto ai progressi compiuti negli ultimi 30 anni non è accettabile. La Commissione si opporrà fermamente a qualsiasi azione o proposta tesa a pregiudicare gli impegni e le norme internazionali esistenti e si adopererà per rafforzarli ulteriormente, ove possibile.

LA STRADA DA SEGUIRE: COOPERAZIONE ED ESIGENZE ISTITUZIONALI

Il successo della tabella di marcia dipende dall'impegno e dal contributo di tutti gli attori pertinenti. La Commissione invita tutte le parti interessate, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, le parti sociali, gli attori della società civile e le altre organizzazioni pertinenti, ad approvare la dichiarazione sui diritti delle donne allegata alla presente comunicazione nel corso del 2025.

La Commissione invita inoltre tutte le parti interessate ad assumere un ruolo attivo nel contribuire alla realizzazione degli obiettivi stabiliti nella tabella di marcia. Tali obiettivi guideranno lo sviluppo della nuova strategia per la parità di genere dopo il 2025.

Per essere efficace, la tabella di marcia deve essere sostenuta da meccanismi e strategie istituzionali rafforzati che promuovano la parità di genere. In seno alla Commissione, ciò comprende il lavoro della task force sulla parità, che promuove l'integrazione della dimensione della parità, compresa la dimensione di genere, in tutti i settori strategici attraverso una rete di coordinatori per la parità in tutti i servizi della Commissione. La Commissione continuerà inoltre a dare l'esempio, adoperandosi per la parità di genere nelle posizioni dirigenziali, proseguendo le attività volte a individuare e valutare l'impatto sulla parità di genere nelle valutazioni d'impatto e nelle valutazioni effettuate nell'ambito del quadro "Legiferare meglio" e promuovendo la parità di genere attraverso i propri appalti pubblici.

Il bilancio dell'Unione continuerà a sostenere la parità di genere. Il regolamento finanziario dell'UE (rifusione) 25 prevede che tutti i programmi e le attività del bilancio dell'Unione, ove possibile e opportuno in conformità della pertinente normativa settoriale, siano attuati tenendo conto del principio della parità di genere e secondo un'adeguata metodologia di integrazione della dimensione di genere. Inoltre, se del caso, i dati raccolti in relazione agli indicatori devono essere disaggregati per genere.

La piena realizzazione delle aspirazioni delineate nella presente tabella di marcia va oltre le competenze dell'UE e deve basarsi su azioni a livello nazionale. Ciò può avvenire solo se vengono predisposte strutture adeguate, dotate di risorse sufficienti per garantirne le capacità.

Il successo della tabella di marcia richiede altresì una cooperazione rafforzata e un partenariato più stretto con gli Stati membri, ad esempio nel contesto del semestre europeo (il processo di coordinamento economico e occupazionale dell'UE) e con tutti gli attori pertinenti.

La Commissione invita inoltre le altre istituzioni dell'UE, gli Stati membri e i portatori di interessi, comprese le parti sociali e la società civile, a tenere conto della tabella di marcia presentata nell'allegato della presente comunicazione nell'ulteriore sviluppo delle politiche dell'Unione, internazionali, nazionali, regionali e settoriali.

(1)

 Direttiva 79/7/CEE del Consiglio del 19 dicembre 1978, direttiva 2004/113/CE del 13 dicembre 2004, direttiva (UE) 2023/970 del 10 maggio 2023.

(2)

Direttiva (UE) 2019/1158 del 20 giugno 2019, direttiva (UE) 2022/2381 del 23 novembre 2022, regolamento (UE) 2021/695 del 28 aprile 2021, direttiva (UE) 2024/1385 del 14 maggio 2024. Si veda anche l'adesione dell'UE alla convenzione di Istanbul (GU L 143I del 2.6.2023).

(3)

GU C 484 del 20.12.2022, pag. 1; GU C 476 del 15.12.2022, pag. 1.

(4)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025" (COM(2020) 152 final).

(5)

Disponibile online alla pagina Gender Equality Index | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(6)

Commissione europea: direzione generale della Comunicazione e Leyen, U., La scelta dell'Europa – Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2024. Disponibile online .

(7)

Disponibili online alla pagina Beijing Declaration and Platform for Action .

(8)

  Economic Benefits of Gender Equality in the European Union | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(9)

Cfr. ad esempio S&P Global (2020), When Women Lead, Firms Win: How Gender Diversity in the C-suite and Boardroom Drives Financial Performance . 

(10)

 Per maggiori informazioni e riferimenti ai temi e ai dati illustrati nella presente comunicazione, si veda la relazione annuale, SWD(2025) 67 final.

(11)

Cfr. anche Gender equality benefits everyone – but it's still 60 years away | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(12)

Cfr. EU Gender-based Violence Survey | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(13)

Cfr. Cyber violence against women | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(14)

Cfr. Costs of gender-based violence in the European Union | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(15)

Franklin, P., Mambra, C. e Albani, V. (2021), Gender equality and health in the EU. Disponibile online: DS0320880ENN-en.pdf .

(16)

  Employment and activity by sex and age - annual data [lfsi_emp_a] .

(17)

  Gender pay gap statistics - Statistics Explained .

(18)

L'indicatore "completamento dell'istruzione terziaria" è definito come la differenza tra la percentuale di uomini e la percentuale di donne di età compresa tra 30 e 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria. Nel 2023 tale divario di genere nell'UE era pari a -10,9 punti percentuali . Cfr. Population by educational attainment level, sex and age (%) - main indicators [edat_lfse_03] .

(19)

Organizzazione internazionale del lavoro (2018), The gender gap in employment: What's holding women back? - InfoStories .

(20)

  Indicator: National parliaments: presidents and members | Gender Statistics Database | Istituto europeo per l'uguaglianza di genere .

(21)

  Gender pension gap by age group [ilc_pnp13] .

(22)

  Employed ICT specialists by sex Statistics | Eurostat .

(23)

  Classroom teachers and academic staff by education level, programme orientation, sex and age groups [educ_uoe_perp01] .

(24)

  https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/stronger-europe-world/global-gateway_it .

(25)

GU L, 2024/2509, 26.9.2024.


Bruxelles, 7.3.2025

COM(2025) 97 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Una tabella di marcia per i diritti delle donne










ALLEGATO

Dichiarazione di principi per una società paritaria sotto il profilo del genere

Introduzione

La parità tra donne e uomini è un principio fondamentale e un valore comune sancito nel diritto dell'Unione. Nel corso degli anni l'UE ha compiuto progressi significativi nella promozione della parità di genere, con un quadro strategico che si è evoluto gradualmente sulla base di strategie, tabelle di marcia e piani d'azione successivi. La più recente strategia per la parità di genere 2020-2025 ha svolto un ruolo importante nella definizione delle politiche in materia di parità di genere e nella promozione della cooperazione a tutti i livelli e in tutti i settori strategici. La strategia è stata integrata da varie iniziative settoriali che hanno incorporato efficacemente un approccio di integrazione della dimensione di genere. Tale quadro strategico ha consentito all'UE di portare avanti gli impegni assunti 30 anni fa nell'ambito della dichiarazione di Pechino e della relativa piattaforma d'azione.

L'UE svolge inoltre un ruolo di primo piano a livello internazionale, nel suo vicinato e oltre, per quanto riguarda la promozione della parità di genere e dei diritti delle donne nell'ambito di impegni bilaterali e multilaterali e in tutte le sue azioni in tutto il mondo, sia attraverso dialoghi strategici sia mediante l'assistenza finanziaria. Il piano d'azione dell'Unione sulla parità di genere e l'emancipazione femminile nelle relazioni esterne (GAP III) mira ad accelerare i progressi verso la piena realizzazione degli impegni internazionali, compreso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare dell'OSS 5. L'approccio strategico dell'UE in materia di donne, pace e sicurezza punta a coinvolgere, emancipare, proteggere e sostenere le donne e le ragazze nell'ottica di conseguire una pace e una sicurezza sostenibili e durature, in quanto componenti intrinseche dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile.

Il Parlamento europeo ha esortato con forza a più riprese l'Unione a rafforzare la sua politica in materia di pari opportunità per donne e uomini e ha chiesto che l'UE assuma un ruolo guida in tal senso. Il Consiglio ha recentemente invitato la Commissione a garantire che l'impegno strategico a lungo termine volto a far progredire la parità di genere sia sostenuto e ulteriormente rafforzato dopo il 2025.

La presente dichiarazione ribadisce, riafferma e rafforza l'impegno della Commissione nei confronti dei diritti delle donne. Il suo obiettivo è promuovere e orientare l'agenda strategica in materia di parità di genere nel lungo periodo, ispirando misure strategiche e l'integrazione della dimensione di genere a livello sia dell'UE che internazionale. Occorre prestare particolare attenzione alle donne che subiscono discriminazioni intersezionali, basate su caratteristiche quali l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

La promozione della parità di genere non è solamente un imperativo morale e un diritto fondamentale: sfruttare appieno il potenziale dell'intera popolazione consentirebbe all'UE di creare una società più competitiva, più inclusiva e più coesa, rafforzando in tal modo la democrazia.

La presente dichiarazione rispecchia l'aspirazione a conseguire la parità di genere nel contesto degli attuali quadri giuridici e impegni internazionali dell'UE, nel rispetto delle competenze nazionali degli Stati membri. Essa non pregiudica il contenuto delle norme giuridiche o la loro applicazione. La dichiarazione rispetta in particolare le responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda la definizione della loro politica sanitaria e l'organizzazione e l'erogazione dei servizi sanitari e dell'assistenza medica, nonché la responsabilità degli Stati membri per i contenuti dell'insegnamento e per l'organizzazione del sistema di istruzione, nonché la loro diversità culturale e linguistica.

La dichiarazione funge da guida sia per la politica interna dell'UE sia per la sua azione diplomatica ed esterna.

PRINCIPI DEI DIRITTI DELLE DONNE PER UNA SOCIETÀ PARITARIA SOTTO IL PROFILO DEL GENERE

Principio 1: libertà dalla violenza di genere

Ogni donna e ogni ragazza hanno diritto alla sicurezza e ad essere trattate con dignità, sia online che offline, nella vita pubblica e in quella privata.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze, compresi la violenza domestica, il femminicidio e la violenza di genere facilitata dalla tecnologia;

·prevenire e combattere la violenza sessuale, compreso lo stupro, basati sull'assenza di consenso;

·prevenire e combattere pratiche dannose quali le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati;

·rendere l'ambiente digitale, comprese le piattaforme online, un luogo sicuro per le donne e le ragazze in tutta la loro diversità e libero da violenza, sessismo, incitamento all'odio e molestie;

·prevenire e combattere l'esposizione di ragazzi e ragazze alla violenza sessuale online e ad altri contenuti digitali sessisti dannosi;

·prevenire e combattere tutte le forme di violenza sessuale e di genere nei conflitti;

·prevenire e combattere tutte le forme di sfruttamento sessuale, anche nel contesto della tratta di esseri umani;

·fornire alle vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica un'assistenza e una protezione adeguate e incentrate sulle vittime e garantire loro un accesso effettivo alla giustizia.

Principio 2: standard del massimo livello in materia di salute

Ogni donna ha diritto agli standard più elevati possibili in materia di salute fisica e mentale.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti, nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda la definizione della loro politica sanitaria, comprese le questioni bioetiche, e l'organizzazione dei servizi sanitari e dell'assistenza medica:

·promuovere la salute fisica e mentale di donne e ragazze, anche migliorando l'accesso a informazioni basate su dati in materia di salute e sessualità femminili;

·proteggere la salute delle donne sostenendo e integrando, nel pieno rispetto dei trattati, l'azione degli Stati membri in materia di salute per quanto riguarda l'accesso delle donne alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti;

·garantire un'assistenza ostetrica, ginecologica, prenatale, contestuale al parto e postnatale che sia rispettosa e di elevata qualità, prevenendo qualsiasi discriminazione e combattendo le pratiche dannose;

·accesso a prodotti per l'igiene mestruale e contraccettivi a prezzi abbordabili;

·ricerca medica, sperimentazioni cliniche, diagnostica e trattamenti sensibili alla dimensione di genere.

Principio 3: parità di retribuzione ed emancipazione economica

Ogni donna ha diritto alla parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore e ad essere economicamente indipendente.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·colmare il divario retributivo di genere e i divari pensionistici di genere;

·contrastare la sottovalutazione delle occupazioni a prevalenza femminile e garantire la trasparenza delle retribuzioni;

·combattere la povertà femminile, compresa la povertà energetica;

·promuovere l'alfabetizzazione finanziaria tra le donne e le ragazze quale fondamento della loro sicurezza finanziaria e della loro resilienza;

·promuovere la parità di genere nell'accesso ai finanziamenti e alle opportunità economiche, compresa l'imprenditorialità;

·promuovere riforme della fiscalità e della protezione sociale che sostengano l'indipendenza economica delle donne;

·promuovere i diritti delle donne e la loro emancipazione economica attraverso la politica economica e commerciale, lo sviluppo internazionale e i partenariati.

Principio 4: equilibrio tra vita professionale e vita privata e parità delle responsabilità in materia di assistenza

Ogni donna ha il diritto all'equilibrio tra la propria vita professionale e la propria vita privata.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·promuovere una ripartizione paritaria delle responsabilità di assistenza tra donne e uomini;

·promuovere condizioni di lavoro che agevolino la conciliazione tra vita privata, vita familiare e vita professionale;

·garantire ampio accesso a modalità di lavoro flessibili per tutti;

·incoraggiare i padri a fruire dei congedi di paternità e familiari;

·garantire un'educazione e una cura della prima infanzia di qualità, accessibili e a prezzi abbordabili per tutti i bambini;

·garantire un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi abbordabili;

·promuovere gli investimenti e l'occupazione formale nel settore dell'assistenza, garantendo posti di lavoro di qualità in tale settore.

Principio 5: pari opportunità occupazionali e condizioni di lavoro adeguate

Ogni donna ha diritto a pari opportunità occupazionali e a condizioni di lavoro adeguate.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·colmare il divario di genere a livello occupazionale, prestando particolare attenzione alla segregazione professionale e all'occupazione dei gruppi sottorappresentati;

·garantire posti di lavoro di qualità e un lavoro dignitoso, tenendo conto in particolare dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro, dell'organizzazione dell'orario di lavoro, dell'accesso alla formazione e delle pari prospettive di carriera;

·eliminare la violenza di genere e le molestie sessuali nel mondo del lavoro;

·garantire un elevato livello di protezione della salute e della sicurezza dai rischi nell'ambiente di lavoro fisico e dispositivi di sicurezza adeguati alle lavoratrici.

Principio 6: istruzione inclusiva e di qualità

Ogni ragazza e ogni donna hanno diritto a un'istruzione e a una formazione inclusive e di alta qualità, senza discriminazioni.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri nell'ambito in questione:

·promuovere una prospettiva di equilibrio di genere nell'istruzione, anche nei programmi di studio, nei materiali didattici, nei libri di testo e nella formazione e nell'orientamento degli insegnanti, a tutti i livelli di istruzione;

·promuovere un'educazione sessuale completa;

·garantire pari opportunità e un accesso paritario alla formazione professionale, al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione;

·garantire una tolleranza zero verso la violenza, le molestie e il bullismo di genere nell'istruzione;

·incoraggiare le ragazze e le donne a impegnarsi nei settori della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica;

·incoraggiare i ragazzi e gli uomini a impegnarsi nei settori dell'istruzione, della sanità e dell'assistenza sociale;

·incoraggiare l'acquisizione di abilità e competenze digitali da parte di donne e ragazze, anche nel settore dell'intelligenza artificiale.

Principio 7: partecipazione politica e rappresentanza paritaria

Ogni donna ha il diritto di partecipare attivamente e in maniera sicura alla vita pubblica.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·promuovere una rappresentanza equilibrata sotto il profilo del genere nelle posizioni di responsabilità e nel processo decisionale e una partecipazione piena, paritaria e significativa delle donne in tutti gli ambiti e a tutti i livelli della vita pubblica e politica;

·promuovere l'equilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali e nel processo decisionale a tutti i livelli di gestione sia nel settore pubblico che in quello privato;

·promuovere l'equilibrio di genere nella partecipazione e nella leadership nei settori della prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e delle crisi, della preparazione, della sicurezza e della costruzione della pace;

·garantire la sicurezza delle donne nella vita pubblica e una tolleranza zero verso la violenza, l'odio o le molestie nei confronti delle donne e delle ragazze nella vita pubblica, sia online che offline;

·prevenire e combattere il sessismo nei media e nella pubblicità.

Principio 8: meccanismi istituzionali a garanzia dei diritti delle donne

La promozione dei diritti delle donne richiede un'efficace integrazione della dimensione di genere, finanziamenti e infrastrutture istituzionali, nonché attività di ricerca, raccolta di dati, progettazione e pianificazione che siano sensibili alla dimensione di genere e rispondano alle esigenze delle donne con un approccio intersezionale.

Il rispetto e la promozione di questo principio implicano il perseguimento degli obiettivi seguenti:

·prevedere un'infrastruttura istituzionale specializzata per la parità di genere e l'integrazione della dimensione di genere e organismi indipendenti per la parità;

·garantire finanziamenti sostenibili per le politiche in materia di parità di genere e per le organizzazioni a favore dei diritti delle donne;

·provvedere a un'efficace integrazione della dimensione di genere in tutti i settori strategici e nei bilanci, compreso il bilancio dell'UE;

·sfruttare la diplomazia e i partenariati strategici per promuovere la parità di genere nell'agenda politica mondiale;

·garantire attività di ricerca e innovazione che rispondano alle esigenze delle donne e colmino il divario di genere in materia di conoscenza;

·garantire la raccolta sistematica di dati disaggregati per genere e la valutazione dell'impatto di genere delle politiche pubbliche;

·prendere in considerazione in maniera sistematica i dati antropometrici e i fattori che incidono sulla vita delle donne, anche nelle pertinenti norme europee;

·assicurare una pianificazione territoriale e infrastrutture di trasporto che siano sensibili alla dimensione di genere;

·garantire la progettazione e l'utilizzo di strumenti digitali che tengano conto della parità di genere, dei pregiudizi e degli stereotipi di genere.