COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 26.2.2025
COM(2025) 79 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili
Sbloccare l'autentico valore dell'Unione dell'energia per garantire energia pulita, efficiente e a prezzi accessibili a tutti gli europei
Il nostro mercato dell'energia alimenta l'economia, sostiene la società e collega le comunità. Insieme abbiamo costruito reti resilienti, dissociato la crescita economica dalle emissioni di gas a effetto serra, ridotto le nostre dipendenze e assunto un ruolo guida nella transizione energetica globale. L'UE ha superato la recente crisi energetica grazie alla rapida diffusione dell'energia pulita, alla diversificazione dell'approvvigionamento, alla disponibilità di interconnessioni energetiche essenziali per la sua sicurezza e alla solidarietà tra gli Stati membri.
Emerge però la chiara e impellente necessità di rafforzare la nostra Unione dell'energia. I costi elevati dell'energia nuocciono ai cittadini, con oltre 46 milioni di europei in condizioni di povertà energetica e un impatto sproporzionato sui gruppi vulnerabili
. Per le industrie i prezzi al dettaglio dell'energia elettrica sono quasi raddoppiati: per un consumatore industriale di medie dimensioni, nel 2023 i prezzi superavano ancora del 97 % la media del periodo 2014-2020
. Il divario tra i prezzi dell'energia nell'UE e nei nostri principali concorrenti si allarga
, con il rischio che i nuovi investimenti siano diretti al di fuori dell'Europa e che le industrie delocalizzino, in particolare le industrie critiche che trainano l'economia e la resilienza dell'UE e creano posti di lavoro di qualità
. La situazione attuale è deleteria per la posizione dell'UE sulla scena mondiale e la sua competitività internazionale
.
Figura 1. Rapporto tra i prezzi dell'energia elettrica al dettaglio per le industrie sui mercati mondiali
(stime della Commissione europea)
(Un rapporto superiore a 1 significa che i prezzi nell'UE sono superiori a quelli nel paese terzo)
La Commissione sta pertanto avviando un programma ambizioso per sostenere i nostri cittadini, le imprese e l'industria stimolando la crescita e gli investimenti e promuovendo gli sforzi di decarbonizzazione.
La bussola per la competitività dell'UE
guiderà il lavoro dei prossimi cinque anni per rilanciare il dinamismo economico in Europa. Il patto per l'industria pulita, la nostra strategia per la crescita e la prosperità che coniuga clima e competitività, è un elemento fondamentale in tal senso. A sostegno del patto per l'industria pulita, il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili si concentrerà sulla riduzione dei costi dell'energia per i cittadini, le imprese, l'industria e le comunità in tutta l'UE, tenendo conto delle esigenze di tutti, compresi i gruppi vulnerabili.
Il presente piano d'azione prevede misure per ridurre le bollette dell'energia nel breve periodo, e contemporaneamente accelerare l'attuazione delle indispensabili riforme strutturali volte a risparmiare sui costi e potenziare i nostri sistemi energetici per attenuare futuri shock dei prezzi. Con il pieno coinvolgimento degli Stati membri e di tutti i pertinenti portatori di interessi, queste otto azioni per un'energia a prezzi accessibili ridurranno i costi dell'energia e contribuiranno a costruire un'autentica Unione dell'energia all'insegna della competitività, della sicurezza, della decarbonizzazione e di una transizione giusta, così che tutti i consumatori possano trarre beneficio da un'energia più economica.
2.Cause dell'aumento dei costi dell'energia nell'UE
L'importo delle bollette dell'energia è determinato da una combinazione di fattori: costi di approvvigionamento energetico legati al livello complessivo di consumo, costi di rete, accise e imposte. I costi di approvvigionamento dipendono a loro volta dai prezzi all'ingrosso, influenzati da diversi fattori quali le condizioni di domanda e offerta, il mix energetico, le interconnessioni, la concorrenza, le condizioni meteorologiche, la situazione geopolitica e la concorrenza tra fornitori al dettaglio. Questi fattori spiegano le sfide strutturali che il sistema energetico dell'UE si trova ad affrontare.
In primo luogo la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili provoca volatilità dei prezzi dell'energia e l'aumento dei costi di approvvigionamento, e allo stesso tempo rende l'UE più vulnerabile alle pressioni esterne e all'incertezza del mercato globale. Sebbene tra agosto 2022 e maggio 2024 la domanda di gas naturale sia diminuita del 18 %
, l'UE rimane esposta alle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili a livello mondiale, giacché il 90 % della sua domanda di gas naturale è coperto da importazioni
. Le conseguenze di questa dipendenza eccessiva sono apparse evidenti durante la recente crisi energetica, quando la Russia ha strumentalizzato a fini bellici le esportazioni di gas provocando incertezze nell'approvvigionamento e forti impennate dei prezzi. Nel 2022 la spesa dell'UE per le importazioni di energia da combustibili fossili ha toccato i 604 miliardi di EUR, dopo il minimo storico di 163 miliardi di EUR registrato nel 2020
. Dal momento che una quota considerevole (28,9 %) del mix medio per la produzione di energia elettrica nell'UE si basa ancora sui combustibili fossili
e che i trasporti dipendono ancora in larga parte dai prodotti petroliferi, i costi delle importazioni di combustibili fossili esercitano un impatto significativo sulle bollette dell'energia dei consumatori (cfr. figura 2).
Figura 2. Bollette dell'energia elettrica nell'UE per le famiglie (fascia DD, sinistra) e per l'industria (fascia ID, destra) in prezzi reali del 2023
In secondo luogo sulle bollette dell'energia pesano anche le inefficienze e un sistema elettrico non pienamente integrato. L'Europa vanta la rete più integrata al mondo, ma occorre fare di più per quanto riguarda le interconnessioni, le infrastrutture di rete, l'integrazione e la flessibilità del sistema energetico, così da potenziare l'integrazione di fonti energetiche più economiche e più pulite. Le lunghe procedure di autorizzazione per i progetti di energia pulita e di rete frenano ulteriormente i progressi. Secondo le stime attuali la metà circa del fabbisogno transfrontaliero di nuove capacità di energia elettrica nell'UE sarà ancora insoddisfatta nel 2030
, circostanza questa che ostacola la piena integrazione del nostro mercato dell'energia.
Infine la crescita dei costi di sistema coperti dagli oneri di rete, dalle imposte e dai prelievi spinge ulteriormente verso l'alto i prezzi dell'energia elettrica e costituisce una parte sostanziale della bolletta, che potrebbe aumentare ancora in quanto le nostre reti richiederanno notevoli investimenti nei prossimi anni.
3.Costruire un'autentica Unione dell'energia per fornire energia a prezzi più accessibili
La politica energetica dell'UE a un bivio
L'energia è un elemento costitutivo e una forza trainante della nostra Unione; tuttavia, anche se abbiamo costruito un mercato dell'energia fortemente interconnesso, non disponiamo ancora di un'autentica Unione dell'energia. Siamo a un punto di svolta critico per l'Unione europea e le sfide che ci attendono sono chiare e urgenti. I costi dell'energia, ancora relativamente elevati, espongono l'Europa a un rischio concreto di deindustrializzazione e rappresentano una grave minaccia per la nostra economia.
Restare inerti ci costerebbe più caro che agire: arenarsi a metà del percorso di decarbonizzazione andrebbe a scapito delle nostre economie e della nostra capacità industriale. Nel 2023, ad esempio, i limiti posti all'energia rinnovabile in Germania sono costati da soli oltre 3 miliardi di EUR, e consumatori e imprese sono stati privati dei vantaggi derivanti dalla produzione di energia così economica. Inoltre alla crescente complessità del sistema elettrico corrisponde un aumento dei costi: quelli di gestione della congestione di rete, dovuti principalmente al ridispacciamento, hanno toccato 5,2 miliardi di EUR nel 2022
e potrebbero arrivare a 26 miliardi di EUR entro il 2030
. Il metodo più efficace per farvi fronte consiste nell'effettuare investimenti europei condivisi e strategici, sempre garantendo la neutralità tecnologica.
Ai costi che comporterebbe una transizione incompleta si aggiungono i costi del mancato sfruttamento del nostro mercato unico e del suo potenziale di riduzione dei prezzi. Ad esempio la scorsa estate l'Europa sudorientale ha registrato impennate dei prezzi nelle fasce orarie serali, con una media di oltre 250 EUR/MWh, tra l'altro a causa della carenza di capacità transfrontaliera e dell'insufficiente flessibilità, cui avrebbe potuto porre rimedio un sistema energetico maggiormente interconnesso.
Mettere in moto il patto per l'industria pulita attraverso un'Unione dell'energia solida
Se le sfide sono chiare, altrettanto chiaro è il ruolo della nostra Unione dell'energia nell'affrontarle. La crisi energetica ha messo in luce i punti in cui dobbiamo continuare a rafforzare le infrastrutture e approfondire l'integrazione del mercato dell'energia dell'UE.
Abbiamo già compiuto passi importanti: con il piano REPowerEU abbiamo migliorato la resilienza del nostro sistema energetico promuovendo l'efficienza energetica, diffondendo la generazione di energia pulita e diversificando l'approvvigionamento. I progressi sono stati evidenti: nel 2024 la capacità eolica e solare di nuova installazione ha raggiunto il livello record di 78 GW e le vendite di pompe di calore si sono attestate a tre milioni di unità sia nel 2022 che nel 2023. Nel 2024 è stato generato da fonti rinnovabili un massimo storico del 48 % dell'energia elettrica prodotta nell'UE, in aumento rispetto al 45 % del 2023 e al 41 % del 2022. I nostri sforzi hanno dato i loro frutti: dalla primavera del 2023 i prezzi del gas sono diminuiti notevolmente. Nelle prossime settimane la Commissione imprimerà un ulteriore impulso verso la piena attuazione di REPowerEU per interrompere definitivamente le importazioni di energia dalla Russia. Per offrire soluzioni durature a lungo termine non possiamo però tornare indietro; dobbiamo anzi continuare a progredire. È necessario realizzare finalmente un'autentica Unione dell'energia, che sarà resa possibile da tre catalizzatori principali.
In primo luogo abbiamo bisogno di un mercato dell'energia pienamente integrato, forte di una rete interconnessa e digitalizzata e di un regime normativo e di governance coerente. Il mercato interno dell'energia e l'integrazione dei mercati europei dell'energia elettrica apportano già ai consumatori benefici pari a circa 34 miliardi di EUR l'anno
. Un'ulteriore integrazione potrebbe incrementare tali benefici fino a 40-43 miliardi di EUR l'anno entro il 2030
. Si renderanno necessari massicci interventi di potenziamento della rete, da effettuare nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi: un ricorso più ampio alle tecnologie di potenziamento della rete e un uso flessibile del sistema potrebbero consentire di risparmiare fino al 35 % sui costi di ampliamento della rete convenzionale. La cooperazione regionale in tutta Europa, sostenuta da una migliore interconnettività e da un più stretto coordinamento
, può ridurre anche del 20 % la necessità di investimenti a favore della flessibilità
.
In secondo luogo abbiamo bisogno di un sistema energetico decarbonizzato, trainato da una decisa espansione dell'energia pulita e dell'elettrificazione e imperniato sull'efficienza energetica. Il mondo va sempre più rapidamente nella direzione dell'energia pulita. Lo scorso anno la spesa mondiale per l'energia pulita ha raggiunto la cifra record di 1 900 miliardi di EUR. Per ogni euro investito in combustibili fossili se ne investono due nelle energie rinnovabili. Riusciremo nella decarbonizzazione per garantirci non solo energia pulita, ma anche posti di lavoro di qualità, crescita e sicurezza energetica. Inoltre la riduzione della quota di combustibili fossili nel sistema energetico europeo rappresenterebbe per i consumatori un'ulteriore protezione dalla volatilità del mercato.
In terzo luogo, dato che in Europa si consuma ancora gas naturale, abbiamo bisogno di un mercato del gas che funzioni correttamente, più trasparente e competitivo; parallelamente dobbiamo proseguire gli sforzi di diversificazione e riduzione della domanda. L'UE rimane esposta alla volatilità dei prezzi internazionali del gas. Dobbiamo fare in modo che gli scambi commerciali di gas avvengano a condizioni eque, sfruttando la nostra forza collettiva. A titolo di esempio dal 2023 il meccanismo di aggregazione della domanda ha interessato 42 miliardi di metri cubi, ossia il 13 % del consumo di gas dell'UE durante questo periodo.
In sintesi soltanto accelerando gli investimenti nell'energia pulita e nelle infrastrutture, accelerando nettamente l'elettrificazione, aumentando l'efficienza energetica e assicurando equità e trasparenza sui mercati del gas potremo rendere l'energia economicamente accessibile. Ecco i motivi per cui l'Europa ha bisogno di questo piano d'azione: per dare una risposta rapida e decisa che riduca i costi dell'energia nell'immediato, per adeguare il sistema energetico alle esigenze future, per attrarre investimenti e per garantirne la realizzazione. A tale riguardo la razionalizzazione del quadro normativo e la riduzione degli oneri amministrativi possono aiutare le imprese apportando chiarezza e semplificando la diffusione delle tecnologie pulite. Un'azione concertata e l'impegno dei leader europei al massimo livello politico sono essenziali per attuare questo piano d'azione trasformativo.
Senza la transizione energetica, nel 2025 la spesa dell'UE per le importazioni di combustibili fossili supererebbe di 45 miliardi di EUR quella del 2019 e secondo le stime equivarrebbe allo 0,25 % del PIL dell'Unione.
L'attuazione del presente piano d'azione consentirà all'UE di ottenere più rapidamente i benefici della transizione pulita. Ciò si tradurrà in una riduzione negli anni della spesa dell'UE per le importazioni di combustibili fossili, fino a raggiungere entro il 2030 un risparmio annuale di 130 miliardi di EUR, pari, secondo le stime, allo 0,65 % del PIL entro lo stesso anno
. I risparmi derivanti dalla riduzione dell'uso di combustibili fossili si possono suddividere approssimativamente in tre filoni: i) aumento dell'elettrificazione e dell'efficienza energetica, che a sua volta fa diminuire la domanda totale di combustibili fossili (25 %), ii) sostituzione della domanda residua di combustibili fossili nella produzione di energia elettrica con energia pulita (50 %), grazie a iii) una capacità di rete sufficiente, infrastrutture di rete intelligenti e alla flessibilità del sistema energetico (25 %). I risparmi ottenuti nella fattura delle importazioni di combustibili fossili dell'UE aumenteranno ogni anno fino a raggiungere 260 miliardi di EUR entro il 2040
.
4.Piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili per tutti gli europei
Il presente piano d'azione propone un'immediata azione concertata da parte della Commissione europea, del Parlamento europeo, degli Stati membri e dell'industria al fine di: i) abbassare i costi dell'energia per tutti; ii) completare l'Unione dell'energia; iii) attrarre investimenti; iv) essere pronti a potenziali crisi energetiche. La maggior parte delle azioni sarà realizzata nel corso del 2025; si dedicherà particolare attenzione alle azioni che offrono un sostegno immediato ai consumatori di energia.
Figura 3. I quattro pilastri del piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili
Pilastro I: abbassare i costi dell'energia
Per ridurre le bollette è necessario intervenire sulle tre componenti: costi di rete e di sistema, tassazione e costi di approvvigionamento. Dato poi che il gas naturale costituisce una parte importante del mix energetico, mercati del gas che funzionino correttamente e garantiscano prezzi basati sul mercato contribuiranno anch'essi a ridurre le bollette del gas e dell'energia elettrica. Inoltre l'efficienza energetica e il risparmio di energia ridurranno la quantità di energia elettrica che i consumatori devono acquistare.
Azione 1: rendere più economiche le bollette dell'energia elettrica
Gli Stati membri possono ridurre già oggi le bollette dell'energia elettrica se agiscono immediatamente e in modo più ambizioso, soprattutto per quanto riguarda gli oneri di rete e la tassazione.
a)Oneri di rete
Gli oneri di rete finanziano il potenziamento fisico delle reti e il funzionamento del sistema. Per gli investimenti nella modernizzazione e nell'ampliamento della rete elettrica servono capitali ingenti: si tratta di un aspetto essenziale per agevolare la diffusione delle energie rinnovabili e l'elettrificazione, oltre che stimolare una nuova domanda industriale e commerciale. Allo stesso tempo si osserva una crescita dei costi di esercizio del sistema elettrico
. Oneri di rete che incentivino l'efficienza del sistema e l'impiego di energia elettrica pulita a costi inferiori potrebbero ridurre rapidamente i costi di esercizio dell'intero sistema, ad esempio diminuendo la necessità di ridispacciamento e i costi associati; potrebbero ridurre anche i picchi di domanda e quindi il fabbisogno di investimenti nella rete, e in ultima analisi ridimensionare la componente della bolletta dell'energia relativa agli oneri di rete rispetto a uno scenario di inazione.
La ripartizione nel tempo degli investimenti necessari può inoltre contribuire (data la loro entità) a garantire che i costi per i consumatori rimangano contenuti. Ciò è particolarmente importante qualora gli investimenti anticipino una futura crescita incerta della domanda di energia elettrica dovuta all'elettrificazione; in tale situazione addebitare tutti questi investimenti agli utenti attuali potrebbe comportare un onere ingiusto per chi fa da apripista e rallentare così l'elettrificazione
.
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Cosa
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Oneri di rete più efficienti per ridurre i costi del sistema energetico
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Come
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La Commissione intende:
-proporre un'impostazione metodologica per la tariffazione degli oneri di rete volta a incentivare il ricorso alla flessibilità e gli investimenti nell'elettrificazione, mantenendo nel contempo l'incentivo a investire nella rete e garantendo condizioni di parità. Ciò consentirà agli utenti delle reti di adeguare l'uso che fanno dell'energia, o di riorientarlo verso le fasce orarie e i luoghi in cui sono disponibili le fonti di energia più economiche e in cui l'utilizzo è più efficiente in termini di costi per l'intero sistema;
-se necessario, presentare una proposta legislativa per rendere detta impostazione giuridicamente vincolante;
-emanare orientamenti per spiegare in che modo, ove ciò sia opportuno in casi mirati, gli Stati membri potrebbero utilizzare il bilancio pubblico per ridurre gli oneri di rete al fine di coprire i costi aggiuntivi derivanti dalle misure volte ad accelerare la decarbonizzazione e l'integrazione del mercato, in particolare per quanto riguarda gli interconnettori, il potenziamento sostanziale della rete o l'infrastruttura di connessione offshore, nel rispetto delle norme concernenti gli aiuti di Stato e del diritto in materia di concorrenza. Il bilancio statale può ad esempio consentire un ammortamento più rapido per gli investitori nella rete, evitando nel contempo impennate dei prezzi per i consumatori;
-emanare orientamenti sugli investimenti ex ante per le reti elettriche, garantendo comunque l'accessibilità economica per i consumatori, al fine di sostenere ulteriormente i gestori dei sistemi, le autorità di regolazione e gli Stati membri.
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Quando
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Secondo trimestre 2025
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Impatto
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La flessibilità conterrà i picchi di domanda e farà diminuire i costi del sistema energetico nonché il fabbisogno totale di nuovi investimenti nella rete. Evitando un aumento incontrollato dei costi di gestione della rete – che altrimenti salirebbero fino a 26 miliardi di EUR entro il 2030 – la flessibilità ridurrà gli oneri di rete addebitati ai consumatori in bolletta.
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b)Imposte e prelievi
Le imposte elevate sull'energia elettrica fanno salire le bollette e l'attuale struttura fiscale non disincentiva l'uso dei combustibili fossili rispetto all'energia elettrica, rallentando in tal modo l'elettrificazione e la domanda di energia elettrica a basso costo prodotta internamente. L'energia elettrica è soggetta a due imposte principali, IVA e tassazione dell'energia, cui si aggiungono altre imposte nazionali. La direttiva sulla tassazione dell'energia
prevede una tassazione minima (accisa) e consente agli Stati membri di abbassare l'aliquota d'imposta fino a zero, ove giuridicamente possibile, per le industrie ad alta intensità energetica e le famiglie, o per tutte le industrie nel caso dell'energia elettrica da fonti rinnovabili.
Gli sgravi fiscali si sono dimostrati assai efficaci per contenere le bollette dell'energia durante la crisi energetica, quando gli Stati membri hanno introdotto riduzioni dell'IVA e delle imposte sull'energia e trasferimenti di reddito a favore dei gruppi vulnerabili
. In Francia, ad esempio, l'imposta sul consumo di energia elettrica è stata portata da 22,5 EUR/MWh a 0,6 EUR/MWh
. Questa forma di sostegno dovrebbe essere particolarmente ben mirata per conseguire efficacemente lo scopo riducendo nel contempo al minimo i costi di bilancio
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Cosa
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Riduzione della tassazione dell'elettricità ed eliminazione dalle bollette delle componenti di costo non energetiche
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Come
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Il Consiglio dovrebbe completare la revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia, proposta nel 2021, che mira a: i) allineare la tassazione dei prodotti energetici alle politiche dell'UE in materia di energia e clima; ii) promuovere le tecnologie pulite; iii) eliminare le aliquote ridotte e le esenzioni obsolete che attualmente incoraggiano l'uso di combustibili fossili. La Commissione è pronta a continuare a sostenerne l'adozione.
La Commissione ricorda che gli Stati membri possono i) ridurre le imposte e i prelievi nazionali nelle bollette dell'energia elettrica fino alle aliquote minime di accisa previste dalla direttiva sulla tassazione dell'energia, ossia 0,5 EUR/MWh per le imprese
; ii) applicare l'aliquota IVA ridotta consentita dalla direttiva IVA e dalla direttiva di modifica del Consiglio, pari a un minimo del 5 %
; iii) eliminare i prelievi che non sono connessi all'energia
e iv) trasferire al bilancio generale i prelievi che finanziano politiche energetiche
.
In linea con la direttiva sulla tassazione dell'energia, che consente di ridurre fino a zero la tassazione sull'energia consumata dalle famiglie e dalle industrie a forte consumo di energia, la Commissione formulerà una raccomandazione agli Stati membri sulle modalità per sfruttare tali flessibilità e garantirà in tutti i settori che l'energia elettrica sia tassata meno di altre fonti energetiche, perseguendo i nostri obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine.
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Quando
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A partire dall'adozione della direttiva riveduta sulla tassazione dell'energia. Ulteriori raccomandazioni della Commissione nel quarto trimestre 2025.
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Impatto
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Riduzione immediata delle bollette dell'energia, con il potenziale di quanto meno dimezzare la componente fiscale (in EUR/MWh) stando all'esperienza maturata con gli sgravi fiscali nel periodo 2022-2023 (cfr. figura 2). Accelerare l'elettrificazione attraverso incentivi fiscali e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
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c) Costi di approvvigionamento più bassi grazie a una maggiore concorrenza al dettaglio
Attualmente il 73 % delle famiglie dell'UE e una percentuale importante di piccole e medie imprese hanno contratti di fornitura elettrica a prezzo fisso
. In molti casi sarebbe possibile ridurre le bollette passando a un fornitore più competitivo oppure riorientando il consumo verso fasce orarie in cui i prezzi sono inferiori; sussistono però ostacoli di mercato. I consumatori vulnerabili richiedono un'attenzione particolare: Le misure finalizzate all'accessibilità economica dovrebbero tenere conto delle esigenze specifiche delle famiglie a basso reddito, anche mediante opzioni di fatturazione flessibile che evitino l'interruzione della fornitura per i gruppi economicamente svantaggiati. Occorre inoltre potenziare le comunità energetiche per consentire alle comunità locali, ai cittadini e alle imprese di unire le forze e investire in progetti di energia pulita a livello locale, così che possano produrre, vendere e consumare la propria energia rinnovabile. È essenziale che l'UE continui a erogare una quantità di finanziamenti dedicati sufficiente a sostenere il completamento dell'Unione dell'energia.
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Cosa
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Consentire ai consumatori di passare a fornitori di energia più economici e di fruire di energia rinnovabile a prezzi accessibili, contrastando nel contempo la povertà energetica
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Come
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La Commissione proporrà un pacchetto sull'energia dei cittadini per intensificare la loro partecipazione alla transizione energetica e rafforzare la dimensione sociale dell'Unione dell'energia. In particolare intende:
-offrire agli Stati membri orientamenti per abbattere le barriere esistenti affinché i consumatori possano risparmiare sulle bollette dell'energia passando a un nuovo fornitore e cambiando contratto. In tale quadro rientrerebbe la garanzia che la bolletta sia comprensibile, grazie a informazioni e dati chiari sui prezzi e sul consumo di energia, in modo da consentire ai consumatori di riorientarsi verso fasce orarie in cui i prezzi sono più bassi
;
-definire misure volte a ridurre la povertà energetica, anche tramite l'efficienza energetica, e consentire a consumatori e comunità di produrre, consumare e vendere energia rinnovabile alle proprie condizioni, anche per mezzo di comunità energetiche.
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Quando
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Terzo trimestre 2025 (pacchetto energia dei cittadini)
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Impatto
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Le famiglie possono risparmiare 150-200 EUR l'anno passando al fornitore di energia elettrica che pratica i prezzi più bassi
, e 500-1 100 EUR l'anno partecipando a una comunità energetica
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Azione 2: ridurre il costo dell'approvvigionamento di energia elettrica
L'attuazione rapida e integrale della legislazione vigente dell'UE in materia di energia elettrica è fondamentale per ridurre il costo dell'approvvigionamento di energia elettrica: le norme adottate di recente su autorizzazioni, contratti, flessibilità, responsabilizzazione dei consumatori e vigilanza del mercato possono ridurre i costi e dovrebbero essere integrate nell'immediato dalle seguenti azioni.
a)Contratti di fornitura di energia elettrica a lungo termine
I prezzi elevati e volatili del gas fanno aumentare i prezzi dell'energia elettrica. Gli accordi di compravendita di energia elettrica e i contratti a lungo termine tra sviluppatori di energia pulita da un lato e imprese e consumatori industriali dall'altro consentono a questi ultimi di beneficiare di prezzi stabili e contenuti per un lungo periodo. Gli accordi di compravendita di energia elettrica possono contribuire a ridurre i rischi dei progetti consentendo agli sviluppatori di energie rinnovabili di ottenere un prezzo a lungo termine per la propria produzione, cosa che agevola le decisioni di investimento. Possono inoltre offrire ai consumatori industriali stabilità dei prezzi nel lungo periodo. La domanda di accordi di compravendita di energia elettrica è in aumento
ma bisogna promuoverli e diffonderli in modo ancor più capillare, anche tra le imprese ad alta intensità energetica che non hanno ampio accesso a tali strumenti e possono ancora incontrare ostacoli. La Commissione, nel quadro delle norme sul mercato dell'energia elettrica, intensificherà gli sforzi per dissociare le bollette dell'energia elettrica dalla volatilità dei prezzi promuovendo la sottoscrizione di contratti di fornitura di energia elettrica a lungo termine.
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Cosa
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Dissociare le bollette dell'energia elettrica al dettaglio dai prezzi elevati e volatili del gas
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Come
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Ridurre gli ostacoli che impediscono ai nuovi attori
, in particolare alle industrie ad alta intensità energetica, di concludere contratti di fornitura di energia elettrica a lungo termine sostenendo i regimi nazionali e introducendo strumenti di riduzione dei rischi. La Commissione intende:
-varare, insieme alla Banca europea per gli investimenti (BEI), un programma pilota (importo indicativo: 500 milioni di EUR) nel cui ambito fungeranno da controparte per parte degli accordi di compravendita di energia elettrica sottoscritti dalle imprese per l'acquisto a lungo termine di produzione di energia elettrica. In linea con l'approccio delineato nell'assetto del mercato dell'energia elettrica, la Commissione collaborerà con la BEI per promuovere gli accordi di compravendita di energia elettrica, compresi quelli transfrontalieri, in modo tecnologicamente neutro;
-offrire orientamenti agli Stati membri sull'impostazione di contratti per differenza efficaci, anche in combinazione con accordi di compravendita di energia elettrica;
-adottare nuove norme per favorire l'ulteriore sviluppo dei mercati a termine europei e ampliare le opportunità di copertura.
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Quando
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Inizio immediato dell'eliminazione degli ostacoli normativi.
Secondo trimestre 2025: coordinamento con la BEI.
Entro il quarto trimestre 2025: orientamenti a uso degli Stati membri sull'impostazione dei contratti per differenza.
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Impatto
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Maggiore stabilità dei prezzi per gli acquirenti, grazie all'aiuto offerto alle imprese europee per gestire la volatilità dei costi dell'energia e accedere a migliori opportunità di copertura transfrontaliera. I contratti a lungo termine garantiranno inoltre ai produttori di energia rinnovabile le entrate certe di cui hanno bisogno per ridurre il costo del capitale, contribuendo ad alleviare la pressione sui consumatori e sui contribuenti
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b)Ridurre i tempi di autorizzazione per la nuova fornitura di energia elettrica pulita e le nuove infrastrutture energetiche
Le rinnovabili sono diventate la fonte predefinita di nuova produzione di energia a costi minimi
,
. I tempi per la realizzazione dei nuovi progetti possono però giungere a 7-10 anni per l'eolico, a 8-10 anni per le reti di distribuzione
e persino a 17 anni per le reti di trasmissione
. Questo ostacola gravemente la diffusione massiccia delle energie rinnovabili e può risultare deleterio per il modello economico dei progetti.
A tutti i livelli – Unione europea, nazionale, regionale e locale – le autorità devono impegnarsi a fondo per accelerare le procedure di autorizzazione dei progetti relativi alla rete, allo stoccaggio e all'energia pulita, come indica la relazione Draghi. Ciò comprende il rilascio di autorizzazioni per le infrastrutture in grado di assicurare la flessibilità del sistema elettrico, ad esempio i punti di ricarica per veicoli elettrici. La Commissione invita gli Stati membri ad attuare rapidamente il quadro legislativo adottato di recente per l'autorizzazione dei progetti di energia pulita
. L'impatto delle recenti riforme in materia di autorizzazioni è già visibile negli Stati membri che hanno fatto ampio ricorso al regolamento di emergenza. Grazie all'applicazione di procedure di autorizzazione più snelle durante la crisi energetica in Germania, ad esempio, il numero di autorizzazioni per nuovi progetti eolici onshore è più che triplicato dal 2022, facendo crescere il numero di impianti del 48 % in un solo anno (2023)
; a partire dal secondo trimestre 2023 sono stati approvati circa 3 300 km di reti di trasmissione, con tempistiche accorciate da un minimo di 12 mesi a un massimo di tre anni.
Il tempo necessario per le procedure autorizzative di investimenti, stoccaggio e reti nel settore dell'energia pulita è in gran parte dedicato alle valutazioni ambientali. Sono necessari aggiornamenti mirati del quadro legislativo sulle valutazioni ambientali per semplificare e abbreviare sensibilmente le procedure di autorizzazione di tali progetti, senza rinunciare alla tutela dell'ambiente della salute umana. Per ridurre i costi dell'energia è altresì fondamentale imporre termini più brevi per l'autorizzazione delle infrastrutture energetiche a livello nazionale. A tal fine possono risultare utili misure quali l'approvazione tacita di determinate decisioni amministrative nell'ambito della procedura di autorizzazione, laddove tale principio esista nel sistema giuridico nazionale, e gli sportelli unici per i promotori.
La relazione Draghi invita inoltre a dedicarsi maggiormente alla digitalizzazione delle procedure nazionali di autorizzazione in tutta l'UE e a sopperire alla mancanza di risorse delle autorità preposte al rilascio delle autorizzazioni. Sarà quindi necessario digitalizzare la procedura di autorizzazione, nonché i dati ambientali e geologici necessari per gli investimenti nell'energia pulita. Inoltre dati più granulari sul potenziale in termini di risorse per l'eolico e il solare in tutta l'UE saranno utili agli Stati membri per mappare le zone su cui concentrarsi per conseguire i propri obiettivi nazionali, nonché per designare zone di accelerazione per le energie rinnovabili, come prevede la direttiva sull'energia da fonti rinnovabili. La razionalizzazione delle autorizzazioni riguarderà anche i progetti energetici ibridi in cui diverse tecnologie, come la produzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile, utilizzano la stessa connessione alla rete. La Commissione valuterà infine la possibilità di razionalizzare le attuali pratiche di autorizzazione e concessione di licenze per l'applicazione di nuove tecnologie dell'energia nucleare, come i piccoli reattori modulari (SMR).
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Cosa
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Ridurre i tempi di autorizzazione per accelerare la transizione energetica
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Come
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Gli Stati membri dovrebbero:
-accelerare le procedure autorizzative e regolamentari velocizzando i tempi di recepimento e attuazione della legislazione;
-potenziare le autorità nazionali preposte al rilascio delle autorizzazioni, anche attraverso fondi pubblici e dotandole di un capitale umano sufficiente; vagliare approcci unificati in materia di digitalizzazione delle procedure di autorizzazione e delle relazioni di valutazione ambientale.
La Commissione sosterrà gli Stati membri come segue:
-elaborazione di orientamenti specifici su forme innovative di sfruttamento delle fonti rinnovabili
e su zone dedicate allo stoccaggio e alle reti;
-sostegno specifico all'attuazione attraverso l'ampliamento del piano di attuazione di Accele-RES e la piena valorizzazione del potenziale del gruppo di esperti sulle autorizzazioni e dell'azione concertata CA-RES
, tra le altre cose. A ciò si aggiungerà un dialogo sull'attuazione per individuare i rimanenti ostacoli al rilascio delle autorizzazioni e le possibili vie da seguire;
-intensificazione dello scambio di migliori pratiche e individuazione di ostacoli e soluzioni tramite reti e gruppi di esperti delle autorità nazionali competenti per il rilascio delle autorizzazioni, nonché tramite il dialogo con i portatori di interessi a livello nazionale, regionale e locale;
-potenziamento di uno strumento di orientamento online in materia di autorizzazioni per gli Stati membri;
-offerta di sostegno tramite lo strumento di sostegno tecnico
, pubblicizzando tra gli Stati membri l'invito a presentare proposte per il 2025 e varando nel 2026 un nuovo progetto faro dello strumento di sostegno tecnico.
La Commissione intende:
-presentare proposte legislative per accelerare le autorizzazioni per le reti, lo stoccaggio e le energie rinnovabili, anche razionalizzando le valutazioni ambientali e abbreviando i termini per le autorizzazioni nell'ambito del pacchetto sulle reti europee;
-valutare la possibilità di razionalizzare le pratiche di concessione di licenze per le nuove tecnologie dell'energia nucleare e pubblicare una comunicazione sugli SMR.
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Quando
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Non appena possibile: adeguamento dei regimi nazionali di autorizzazione.
Metà 2025:
-pubblicazione di nuovi dati più granulari circa il potenziale in termini di eolico offshore e solare fotovoltaico sul laboratorio di geografia dell'energia e dell'industria (EIGL) (aprile 2025);
-orientamenti su forme innovative di sfruttamento delle fonti rinnovabili e su zone di accelerazione delle reti e dello stoccaggio;
-sostegno all'attuazione.
Contestualmente al pacchetto sulle reti: proposte legislative per accelerare le procedure di autorizzazione dei progetti relativi alla rete, allo stoccaggio e alle energie rinnovabili.
2026: invito a presentare proposte per il nuovo progetto faro dello strumento di sostegno tecnico; comunicazione sugli SMR.
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Impatto
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L'attuazione della legislazione vigente dell'UE da parte degli Stati membri e le nuove misure possono ridurre la durata delle procedure di autorizzazione a meno di sei mesi per i progetti più semplici (quali la revisione della potenza) nelle zone di accelerazione per le energie rinnovabili e dodici mesi al di fuori di queste, a meno di dodici mesi o due anni per i progetti relativi alle rinnovabili (rispettivamente nelle zone di accelerazione o al di fuori di queste) e, per i progetti complessi come quelli eolici offshore, a meno di due anni nelle zone di accelerazione per le energie rinnovabili e tre anni al di fuori di queste. Il quadro legislativo rafforzato colmerà inoltre le lacune esistenti.
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c)Reti e interconnettori, fattori abilitanti della transizione energetica e della decarbonizzazione industriale
Una rete efficiente fa sì che l'energia fluisca dal luogo in cui è prodotta al luogo in cui è necessaria, attenua i picchi dei prezzi e consente a tutti di beneficiare di energia al miglior costo. È quindi importante interconnettere le zone che presentano un grande potenziale di produzione di energia pulita e le regioni europee in cui si registra una domanda di energia elevata, in modo che sia possibile far arrivare energia a prezzi accessibili là dov'è più necessaria.
Nel decennio in corso occorrono 584 miliardi di EUR per gli investimenti nelle reti elettriche
,
.Al fabbisogno di infrastrutture transfrontaliere spesso non corrispondono progetti concreti; ne conseguono indebite disparità di prezzo tra alcune regioni, come si è osservato di recente nell'Europa sudorientale. Secondo l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER) rimane ancora scoperto un fabbisogno di 32 GW di capacità transfrontaliera entro il 2030
. I grandi progetti infrastrutturali di rilevanza regionale o unionale si trovano ad affrontare difficoltà connesse ai crescenti costi progettuali
e all'equa ripartizione di costi e benefici
. Quattro esempi di collegamenti faro mancanti sono:
·creazione di una rete offshore integrata nei mari del Nord;
·ulteriore potenziamento dell'integrazione fisica degli Stati baltici con l'Europa centrale e settentrionale a seguito della sincronizzazione del Baltico e garanzia della sicurezza delle infrastrutture transfrontaliere nella regione del Mar Baltico;
·aumento del livello di interconnessione della penisola iberica con il resto d'Europa;
·aumento dell'interconnettività e dell'integrazione del mercato tra l'Europa sudorientale e centrale.
I benefici di questi progetti faro si estenderanno al di là degli Stati membri che li ospitano. Pertanto l'Unione dell'energia potrà concretizzarsi solo attraverso lo sviluppo di nuovi progetti e l'accelerazione e il completamento di quelli esistenti. Data la portata e l'impatto di tali progetti, è essenziale che l'UE continui a erogare finanziamenti sufficienti per sostenere il completamento degli interconnettori dell'Unione dell'energia a livello sia transfrontaliero che nazionale. L'investimento per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione dell'UE e rimuovere gli ostacoli all'Unione dell'energia offre all'Europa l'opportunità di abbassare i prezzi dell'energia, migliorare la sicurezza energetica e assumere un ruolo guida nelle tecnologie pulite
. Inoltre la comunicazione sulla strada verso il prossimo quadro finanziario pluriennale
ha riconosciuto la necessità di garantire che il bilancio dell'UE sia utile ai beni pubblici europei, in particolare i progetti transfrontalieri.
Allo stesso tempo occorre utilizzare in modo efficiente le infrastrutture esistenti. A titolo di esempio, almeno il 70 % della capacità degli interconnettori dovrebbe essere messo a disposizione per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica, ma la maggior parte degli Stati membri è ancora lontana da tale obiettivo
.
A livello nazionale le richieste di connessione alle reti di distribuzione crescono in maniera esponenziale in tutta Europa e danno luogo a lunghe attese; ciò rallenta la diffusione delle energie rinnovabili, l'elettrificazione e la creazione di cluster industriali e frena gli investimenti. Oltre all'energia elettrica sono necessarie nuove reti dell'idrogeno e del carbonio nonché reti del calore locali.
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Cosa
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Accelerare l'espansione, la modernizzazione e la digitalizzazione delle reti
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Come
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Innestandosi sulle azioni del piano d'azione per le reti adottato nel 2023, la Commissione presenterà un pacchetto sulle reti europee, comprendente proposte legislative e misure non legislative volte tra l'altro a semplificare le reti transeuropee dell'energia (regolamento TEN-E), a garantire la pianificazione e la realizzazione transfrontaliere integrate dei progetti, in particolare per quanto riguarda gli interconnettori, a razionalizzare le autorizzazioni, a migliorare la pianificazione della rete di distribuzione, a promuovere la digitalizzazione e l'innovazione e ad aumentare la visibilità delle esigenze di approvvigionamento manifatturiero. Seguirà un approccio di pianificazione dall'alto verso il basso, che integri gli interessi regionali e dell'UE e sviluppi un efficace meccanismo di ripartizione dei costi (ad esempio per i progetti transfrontalieri) per un sistema energetico ottimizzato.
La BEI introdurrà inoltre un "pacchetto per la fabbricazione dei componenti di rete" per la catena di approvvigionamento europea, sul modello del pacchetto per l'energia eolica, allo scopo di fornire controgaranzie ai fabbricanti di componenti di rete, per un importo indicativo di almeno 1,5 miliardi di EUR.
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Quando
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Presentazione del pacchetto sulle reti europee entro il primo trimestre 2026.
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Impatto
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Investimenti annui di 2 miliardi di EUR nelle reti transfrontaliere si traducono in 5 miliardi di EUR l'anno di benefici per i cittadini
. Investimenti ex ante, un livello eccellente di prestazione degli attivi e una flessibilità favorevole alla rete potrebbero ridurre il fabbisogno di investimenti relativi alle reti di distribuzione di 12 miliardi di EUR l'anno
, pari al 18 % del fabbisogno totale di investimenti
. Dare priorità ai benefici a livello regionale o dell'UE nei piani nazionali limita le inefficienze e i costi superflui a carico dei consumatori.
Le tecnologie di potenziamento della rete non sono diffuse, benché possano aumentare la capacità della rete del 20-40 % entro il 2040, con un risparmio che potrebbe giungere al 35 % dei costi di ampliamento della rete convenzionale
.
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d)Aumentare la flessibilità
Una maggiore flessibilità del sistema, ad esempio con lo stoccaggio e la gestione della domanda, contribuisce a gestire gli squilibri tra domanda e offerta incoraggiando i clienti a spostare il consumo di energia elettrica verso fasce orarie in cui l'offerta è più abbondante o la domanda è inferiore, e quindi l'energia elettrica è meno costosa. Ciò riduce i picchi dei prezzi e gli episodi di prezzi negativi, riducendo la volatilità e contribuendo nel complesso a rendere più bassi e più stabili i prezzi dell'energia elettrica. La domanda dovuta alle soluzioni elettrificate, come le nuove flotte di mobilità elettrica, può svolgere un ruolo nella fornitura di servizi di flessibilità.
In molti Stati membri la gestione della domanda e lo stoccaggio sono associati a difficoltà
nell'accesso ai mercati all'ingrosso o nella partecipazione a servizi ausiliari e di gestione della congestione. In dieci Stati membri non esiste un quadro giuridico ben definito per gli aggregatori e ciò impedisce loro di partecipare a servizi che possono apportare benefici ai consumatori; in altrettanti Stati membri meno del 30 % delle famiglie ha accesso a sistemi di misurazione intelligenti (che forniscono informazioni in tempo reale sul consumo energetico), la cui diffusione dev'essere accelerata
. Alcuni consumatori industriali possono contribuire in modo significativo alla flessibilità della rete riorientando il consumo di energia verso fasce orarie di bassa domanda, riducendo così i costi e migliorando la stabilità del sistema.
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Cosa
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Aumentare la flessibilità del sistema mediante lo stoccaggio e la gestione della domanda
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Come
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Gli Stati membri devono:
-attuare rapidamente le norme dell'UE sull'accesso al mercato per lo stoccaggio e la gestione della domanda e abbattere le barriere nazionali.
La Commissione intende:
-chiarire i requisiti in materia di aiuti di Stato per i regimi di flessibilità non fossile nel nuovo quadro in materia di aiuti di Stato; in tal modo per gli Stati membri sarà più facile definire i propri meccanismi di sostegno per incentivare i consumatori a fornire flessibilità al sistema;
-adottare nuove norme sulla gestione della domanda per garantire che i consumatori possano trarre pieno vantaggio finanziario dalla flessibilità. Tali norme affronteranno i rimanenti ostacoli ai servizi di gestione della domanda e di stoccaggio nel mercato interno dell'energia elettrica;
-chiedere il parere degli Stati membri su uno strumento di flessibilità pulita basato sugli accordi di compravendita di energia elettrica e sull'impegno dell'industria a consumare energia elettrica pulita; tale strumento dovrebbe essere progettato in modo da limitare sufficientemente i rischi di distorsioni della concorrenza e di corse alle sovvenzioni nel mercato unico, come esigono le norme in materia di aiuti di Stato.
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Quando
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Immediata eliminazione degli ostacoli nazionali da parte degli Stati membri; revisione del quadro normativo in materia di aiuti di Stato da parte della Commissione entro il secondo trimestre 2025; nuove norme sulla gestione della domanda entro il primo trimestre 2026.
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Impatto
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Il completamento di un sistema elettrico basato sull'integrazione del mercato, sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e sulla capacità flessibile potrebbe comportare una riduzione media del 40 % dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica nell'UE
. Una maggiore flessibilità può consentire risparmi tangibili sui costi, pari, secondo le stime dell'industria, a 2,7 miliardi di EUR l'anno entro il 2030 realizzati evitando il ricorso a capacità di generazione di picco
.
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È auspicabile promuovere la flessibilità della domanda anche sul mercato al dettaglio, sotto forma di un accordo che offra prezzi più bassi alle industrie e ai consumatori disposti a partecipare volontariamente all'integrazione del sistema energetico.
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Cosa
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Orientamenti sulla promozione della remunerazione della flessibilità nei contratti al dettaglio
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Come
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La Commissione intende:
-elaborare orientamenti sulla promozione della remunerazione della flessibilità nei contratti al dettaglio;
-proporre una gamma di sistemi di conformità standardizzati basati sul mercato, adattati alle diverse esigenze dell'industria e degli altri consumatori, sulla base dei sistemi già in essere in alcuni Stati membri.
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Quando
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Quarto trimestre 2025
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Impatto
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Un'equa remunerazione, nei contratti al dettaglio, della flessibilità offerta dai consumatori può ridurre i costi dell'energia elettrica a loro carico del 12-42 %
,
e recare benefici quantificabili in 10-29 miliardi di EUR in termini di flessibilità e integrazione del sistema
,
.
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Azione 3: garantire il buon funzionamento dei mercati del gas
Il prezzo del gas naturale importato incide direttamente sui prezzi dell'energia elettrica e aumenta la volatilità del mercato. Nell'UE i prezzi del gas all'ingrosso non sono tornati del tutto ai livelli pre-crisi; in media superano di quasi cinque volte quelli negli Stati Uniti, mentre prima della crisi erano il doppio o il triplo
. Questo differenziale di prezzo danneggia la competitività dell'industria europea.
L'importanza dei mercati del gas per la nostra economia rende essenziale garantirne il funzionamento ottimale. La piena vigilanza regolamentare e la stretta cooperazione tra i regolatori dell'energia e le autorità di regolamentazione finanziaria sono necessarie per prevenire la manipolazione del mercato e colmare eventuali lacune legate alla mancanza di trasparenza, all'asimmetria delle informazioni e al rischio di concentrazione del mercato. All'inizio di questo mese la Commissione ha pertanto istituito una task force per i mercati del gas incaricata di esaminare in modo approfondito i mercati del gas naturale dell'UE e, se necessario, intervenire per garantirne il funzionamento ottimale e prevenire pratiche commerciali che falsano i prezzi basati sul mercato, muovendo dagli insegnamenti tratti dalla crisi energetica.
Al fine di contrastare tempestivamente i comportamenti illeciti nei mercati del gas, i regolatori dell'energia e le autorità di regolamentazione finanziaria dovrebbero disporre di mezzi efficaci per monitorare gli sviluppi del mercato e individuare e perseguire eventuali casi di abuso di mercato (ad esempio manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate). Occorre rafforzare e intensificare la cooperazione in materia di applicazione delle norme e la condivisione dei dati tra le autorità di regolamentazione finanziaria e i regolatori nazionali dell'energia, nonché tra l'ACER e l'ESMA. Gli Stati membri devono garantire che alle autorità di regolamentazione siano conferiti tutti i poteri necessari a perseguire e sanzionare gli abusi di mercato, e dotarle delle risorse per svolgere in via prioritaria indagini in questo settore. L'ACER inoltre dovrebbe sfruttare appieno le sue nuove competenze di indagine transfrontaliera per coadiuvare i regolatori nazionali dell'energia.
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Cosa
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Garantire il buon funzionamento dei mercati del gas
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Come
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All'inizio di questo mese la Commissione ha istituito una task force per il mercato del gas incaricata di esaminare in modo approfondito i mercati del gas naturale dell'UE e, se necessario, intervenire per garantirne il funzionamento ottimale e prevenire pratiche commerciali che falsano i prezzi basati sul mercato, muovendo dagli insegnamenti tratti dalla crisi energetica. La Commissione avvierà un'ampia consultazione dei portatori di interessi per valutare la necessità di ulteriori modifiche legislative volte a garantire una vigilanza regolamentare completa e continua, allineare e rafforzare le norme sui mercati dell'energia e sui mercati finanziari (MiFID/REMIT) e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese che negoziano sui mercati finanziari dell'energia (comunicazione unica). La consultazione riguarderà vari aspetti dell'assetto normativo
, l'approccio comune di vigilanza da parte dei regolatori dell'energia e delle autorità di regolamentazione del settore finanziario e la creazione di una banca dati congiunta armonizzata di tutti i dati di mercato pertinenti, cui abbiano pieno accesso tutte le autorità competenti. Riguarderà inoltre alcuni aspetti del funzionamento dei mercati a pronti, come l'applicazione alle borse dell'energia a pronti di disposizioni simili a quelle della regolamentazione finanziaria.
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Quando
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I lavori della task force per il mercato del gas si concluderanno entro il quarto trimestre 2025.
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Impatto
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L'evoluzione dei contratti di importazione del gas, passati dall'indicizzazione al prezzo del petrolio alla formazione del prezzo all'interno del mercato del gas, ha già prodotto nell'UE risparmi dell'ordine di circa 67 miliardi di EUR nell'ultimo decennio
. L'integrazione del mercato del gas dell'UE determina benefici netti in termini di convergenza e trasparenza dei prezzi
. L'azione della task force per il mercato del gas mirerà soprattutto a garantire il corretto funzionamento dei mercati del gas e la formazione di prezzi basati sul mercato.
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Ove possibile si dovrebbero sondare alternative alle importazioni di gas naturale, in particolare l'elettrificazione o la promozione della produzione di biogas e biometano in linea con REPowerEU. L'aggregazione della domanda e gli acquisti in comune possono assolvere un'importante funzione nell'accelerare la creazione di un mercato per le fonti energetiche e per i materiali necessari per la produzione di energia pulita. Aggregando la domanda e adottando strategie di acquisto in comune, nel rispetto delle norme dell'UE in materia di concorrenza, gli acquirenti dell'UE possono sfruttare il proprio peso economico collettivo, rafforzare la propria posizione negoziale e negoziare con i fornitori condizioni migliori. Questo approccio è stato adottato anche dal Giappone, che da tempo ha intrapreso una politica di sostegno agli investimenti a favore delle infrastrutture per l'esportazione nei paesi che producono gas naturale liquefatto (GNL). È opportuno sfruttare il potere d'acquisto collettivo dell'UE valutando la possibilità di impegni contrattuali a più lungo termine per rendere i prezzi più stabili, ad esempio assicurandosi diritti di liquefazione del gas o opzioni di acquisto. Tenuto conto della competitività, delle considerazioni geopolitiche e degli obiettivi climatici dell'UE, l'Unione e/o gli Stati membri potrebbero anche assistere gli importatori dell'UE negli investimenti diretti in infrastrutture per l'esportazione all'estero, erogando prestiti agevolati a investitori privati.
Inoltre un migliore coordinamento tra gli Stati membri e traiettorie di riempimento più flessibili, con il sostegno della Commissione, possono contribuire a ridurre lo stress cui è sottoposto il sistema ed evitare distorsioni del mercato legate al riempimento degli impianti di stoccaggio del gas, sostenendo il riempimento a migliori condizioni di acquisto e la sicurezza dell'approvvigionamento.
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Cosa
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Sfruttare il potere d'acquisto dell'UE per ottenere condizioni migliori per il gas naturale importato
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Come
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La Commissione intende:
-collaborare fin da subito con fornitori affidabili di GNL per individuare altre importazioni competitive sotto il profilo dei costi, derivanti da progetti di esportazione di GNL esistenti e futuri;
-proporre tra le altre cose l'aggregazione della domanda delle imprese dell'UE che concludono contratti in conto lavorazione presso impianti di GNL in tutto il mondo e contratti di opzione di fornitura di GNL con produttori di GNL affidabili;
-valutare opzioni che vadano oltre l'aggregazione della domanda ed esaminare altri approcci (ad esempio il modello giapponese).
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Quando
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Primo e secondo trimestre 2025
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Impatto
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Per gli acquirenti dell'UE, migliori opportunità di assicurarsi volumi di GNL in base a contratti a lungo termine possono costituire una protezione dalla volatilità dei prezzi e permettere di accedere a prezzi più contenuti, avvicinando i prezzi dell'UE a quelli del mercato mondiale. Proteggendo gli acquirenti dell'UE dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili, sarebbe possibile ottenere una sensibile riduzione a breve termine dei prezzi al dettaglio.
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Azione 4: efficienza energetica — realizzare risparmi energetici
L'efficienza energetica è uno dei fattori più importanti che contribuiscono alla sostenibilità economica dell'energia per l'industria e le famiglie e che favoriscono la competitività industriale, limitando l'impatto dei prezzi elevati e volatili dell'energia sulle bollette dei consumatori. Dal 2000 l'industria dell'UE ha ridotto il consumo energetico del 20 % circa, aumentando nel contempo la produzione industriale. Per superare le sfide che si pongono all'UE è necessario fare leva sulle soluzioni di efficienza energetica. La promozione di un mercato unico dei servizi per l'efficienza energetica consentirà agli europei di beneficiare di servizi che li aiutino a ridurre le bollette dell'energia fino al miglior prezzo possibile, in particolare nel caso dei servizi che hanno un costo iniziale elevato
. Un mercato rafforzato per i fornitori di servizi per l'efficienza energetica può consentire a un maggior numero di imprese di ricevere consulenza su soluzioni efficienti, ad esempio per il riutilizzo del calore di processo.
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Cosa
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Un mercato dell'efficienza energetica di dimensione europea
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Come
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Attraverso la coalizione europea per il finanziamento dell'efficienza energetica, la Commissione migliorerà l'accesso ai capitali e fornirà incentivi finanziari agli attori del mercato che offrono soluzioni di efficienza energetica alle imprese.
La Commissione esaminerà la possibilità di sostenere ulteriormente il programma del gruppo BEI per l'efficienza energetica nelle PMI, che si propone di migliorare la competitività delle PMI europee e di promuovere l'adozione di soluzioni efficienti sotto il profilo energetico basate sulle energie rinnovabili, nonché di rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici. Sempre in collaborazione con il gruppo BEI la Commissione valuterà la possibilità di istituire un sistema di garanzie dell'UE con l'obiettivo di raddoppiare i servizi per l'efficienza energetica. Per il 2026 è previsto un progetto pilota, potenzialmente nell'ambito dell'operazione di finanziamento misto di InvestEU con LIFE CET per l'assistenza tecnica. Ciò richiederà ulteriori risorse di InvestEU, da ottenere ottimizzando l'uso della garanzia dell'Unione europea attualmente disponibile in vari mandati dell'UE, compresi quelli del precedente periodo di programmazione.
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Quando
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Primo schema di sistema di garanzie nel quarto trimestre 2025. Avvio del partenariato nel terzo trimestre 2025.
Valutazione del mercato a livello dell'UE per un sistema di certificazione dei risparmi energetici entro il quarto trimestre 2025.
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Impatto
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Ampliare l'offerta di soluzioni di finanziamento per i prodotti per l'efficienza energetica. A tal fine si farà ricorso ai servizi delle società di servizi energetici (ESCO)
, con l'obiettivo di raddoppiare il mercato ESCO fino a raggiungere 4‑6 miliardi di EUR l'anno, potenzialmente consentendo ai consumatori di realizzare risparmi nell'ordine del 25-30 % per la ristrutturazione degli edifici e fino al 70-80 %
per l'illuminazione pubblica grazie alla riduzione delle bollette dell'energia.
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In secondo luogo i prodotti efficienti sotto il profilo energetico fanno scendere le bollette energetiche nell'immediato, ma i numerosi prodotti non conformi importati da paesi terzi pregiudicano la competitività dei fornitori dell'UE e riducono i benefici per i cittadini e le imprese.
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Cosa
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Dare ai consumatori accesso ad apparecchi e prodotti più efficienti con una durata di vita più lunga
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Come
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Gli Stati membri, le autorità nazionali di vigilanza del mercato e le autorità doganali dovrebbero rafforzare la vigilanza del mercato e l'applicazione delle norme a livello nazionale, anche per quanto riguarda le dogane e i mercati online. In linea con la comunicazione sul commercio elettronico, l'UE sostiene le azioni di tali autorità e l'intensificazione del dialogo con i mercati online.
La Commissione aggiornerà le norme dell'UE in materia di etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile, condividendo le migliori pratiche, migliorando gli strumenti informatici
e agevolando la conformità da parte degli operatori grazie a informazioni e orientamenti più chiari. Gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di incentivare i consumatori a sostituire i vecchi elettrodomestici con alternative efficienti sotto il profilo energetico.
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Quando
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Immediatamente
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Impatto
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Si stima che le norme del mercato unico dell'UE su apparecchi e prodotti efficienti sotto il profilo energetico abbiano generato risparmi pari a circa 120 miliardi di EUR nelle bollette dell'energia nel 2023; questa cifra dovrebbe salire a circa 162 miliardi di EUR nel 2030
. Si stima peraltro che ogni anno il 10 % (ossia più di 10 miliardi di EUR) vada ancora perso a causa della vendita di prodotti non conformi
.
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Pilastro II: completare l'Unione dell'energia
Nonostante i successi ottenuti nella costruzione di un mercato dell'energia interconnesso, non siamo ancora giunti a un'autentica Unione dell'energia. Poiché l'UE deve far fronte a un aumento dei costi dell'energia che grava sulle famiglie e ostacola la competitività industriale, con un impatto particolarmente marcato sui settori ad alta intensità energetica, appare evidente la necessità di un approccio trasformativo. Dobbiamo pertanto continuare a lavorare a misure strutturali di più lungo periodo che ci garantiscano l'energia più pulita e meno costosa di cui abbiamo bisogno, avvicinandoci ancor più a un'autentica Unione dell'energia, anche grazie a maggiori investimenti nella ricerca e nell'innovazione nel campo delle soluzioni energetiche pulite. L'UE deve progredire verso l'elettrificazione e un mercato unico dell'energia pienamente integrato, conseguendo gli obiettivi di interconnessione e sfruttando le complementarità tra gli Stati membri per creare un'autentica Unione dell'energia a vantaggio di tutti.
Il presente piano d'azione è il primo passo verso una maggiore interconnessione e integrazione. Per questo motivo nei prossimi mesi la Commissione avvierà una serie di iniziative volte a rafforzare la governance dell'Unione dell'energia, diffondere l'impiego di energia pulita, migliorare la sicurezza del nostro approvvigionamento e ridurre le bollette dei cittadini e delle imprese.
Azione 5: completare l'Unione dell'energia
Sulla base del successo del piano REPowerEU, che ha stimolato la produzione di energia pulita e l'approvvigionamento energetico diversificato, un nuovo piano d'azione per l'elettrificazione (primo trimestre 2026) e una strategia in materia di riscaldamento e raffrescamento (primo trimestre 2026) promuoveranno ulteriormente questi obiettivi. L'ambiziosa elettrificazione del sistema energetico e l'espansione delle fonti di generazione di energia pulita accresceranno l'efficienza del settore energetico nel suo complesso, contribuiranno alla decarbonizzazione dei settori dell'industria, della mobilità e del riscaldamento e raffrescamento e favoriranno una maggiore produzione interna di energia pulita. Entro il 2030 queste iniziative ridurranno la nostra dipendenza dai combustibili fossili, con un potenziale risparmio di vari miliardi all'anno. I crediti d'imposta per l'elettrificazione industriale possono promuovere il cambiamento e aiutare l'industria dell'UE a diventare più competitiva rendendo le apparecchiature più economicamente accessibili, aumentando le vendite e incoraggiando l'adozione da parte dei consumatori.
La digitalizzazione è un'altra fonte di risparmio per i consumatori, ma rappresenta anche una potenziale vulnerabilità. Nel 2026 la Commissione adotterà una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale (IA) per il settore energetico, al fine di accelerare la diffusione di soluzioni di IA europee in settori quali l'ottimizzazione della rete elettrica, l'efficienza energetica degli edifici e dell'industria e la flessibilità sul versante della domanda. Promuoverà inoltre la ricerca e l'innovazione basate sull'IA collegando le start-up con le imprese del settore energetico e garantendo nel contempo solide misure di salvaguardia della cibersicurezza, della riservatezza e della sicurezza dei dati. La Commissione inoltre esaminerà il crescente consumo energetico dei centri dati
e ne promuoverà l'integrazione sostenibile nel sistema energetico. I centri dati potrebbero aumentare la pressione sul sistema energetico e spingere al rialzo i prezzi dell'energia, in particolare per via della loro capacità di fare offerte più elevate per l'accesso all'energia rispetto ad altri consumatori di energia.
In parallelo il piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano SET) contribuisce a contrastare l'attuale frammentazione dei portafogli di ricerca e innovazione dell'UE nel campo dell'energia pulita e dell'elettrificazione. Occorre ancora intensificare gli sforzi per raggiungere l'obiettivo di spesa pubblica e privata dell'UE pari al 3 % del PIL
,
. La Commissione favorirà l'innovazione, in particolare attraverso il coordinamento con gli Stati membri nell'ambito del gruppo direttivo del piano SET istituito dal regolamento sull'industria a zero emissioni nette
. Inoltre per promuovere la fusione quale fonte energetica innovativa e decarbonizzata per il futuro, sarà proposta una strategia per la fusione, comprendente un partenariato pubblico-privato (PPP) per accelerare la commercializzazione.
Per conseguire i suoi obiettivi in materia di energia e clima, l'UE ha bisogno di oltre 570 miliardi di EUR l'anno tra il 2021 e il 2030 e di 690 miliardi di EUR l'anno tra il 2031 e il 2040 da investire nelle energie rinnovabili, comprese l'energia solare, l'energia eolica e la biomassa, nell'efficienza energetica e nella capacità di rete. La Commissione valuterà il fabbisogno di investimenti nell'energia nucleare
e promuoverà gli investimenti nelle tecnologie energetiche pulite di prossima generazione – come la fusione nucleare, le batterie allo stato solido e le batterie geotermiche avanzate – ma anche nelle capacità esistenti, ad esempio quelle di ammodernamento. Sebbene la maggior parte degli investimenti debba provenire da capitali privati, i finanziamenti pubblici dovranno essere più mirati per mobilitare gli investimenti privati riducendo i rischi dei progetti strategici, in particolare attraverso strumenti di garanzia e di capitale. La Commissione affronterà la carenza di investimenti e mobiliterà capitali privati per la transizione energetica con una strategia per gli investimenti nell'energia pulita e presenterà un programma indicativo aggiornato per il settore nucleare.
Il completamento di un'autentica Unione dell'energia richiede soprattutto un mercato dell'energia pienamente integrato, dotato di un quadro di governance coerente che allinei gli obiettivi nazionali e dell'UE e garantisca che le decisioni di rilevanza unionale e transfrontaliera siano prese al livello più appropriato. A tal fine entro l'inizio del 2026 la Commissione pubblicherà un libro bianco sulla maggiore integrazione del mercato dell'energia elettrica.
Inoltre i piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC) devono trasformarsi in piani di investimento strategici che promuovano la prevedibilità degli investimenti, la fiducia dei consumatori, l'innovazione e la crescita del mercato per le tecnologie pulite. La Commissione proporrà una revisione del regolamento sulla governance per semplificare, rafforzare e modernizzare la governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima
, in previsione del quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo successivo al 2030. A sostenere la fabbricazione di tecnologie pulite potrebbero contribuire anche iniziative regionali come l'iniziativa transmediterranea per la cooperazione su energia e tecnologie pulite.
I prezzi dell'energia possono variare notevolmente da uno Stato membro all'altro. Per migliorare il coordinamento in tutta l'Unione dell'energia e rafforzare la governance del sistema elettrico, la Commissione istituirà una task force per l'Unione dell'energia. Composta da rappresentanti di alto livello della Commissione, degli organi competenti dell'UE, degli Stati membri e dei portatori di interessi, in funzione delle necessità, la task force esaminerà e individuerà adeguamenti tecnici o normativi e riferirà periodicamente al presidente della Commissione, al Consiglio europeo, al Consiglio "Energia" e al Parlamento europeo.
A sostegno di questo lavoro la Commissione riserverà ancor più attenzione alla valutazione delle implicazioni delle iniziative pertinenti in termini di accessibilità economica dell'energia per famiglie e imprese. I risultati delle analisi – che coinvolgeranno il più possibile esperti esterni – troveranno debitamente riscontro nelle valutazioni d'impatto delle nuove iniziative legislative e nelle revisioni della legislazione esistente, oltre a integrare le informazioni che la Commissione pubblica periodicamente sull'impatto delle sue iniziative attraverso varie relazioni, quali la relazione sullo stato dell'Unione dell'energia
e le relazioni sui prezzi e sui costi dell'energia
.
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Cosa
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Completamento dell'Unione dell'energia
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Come
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La Commissione intende:
-istituire una task force per l'Unione dell'energia;
-pubblicare un libro bianco sulla maggiore integrazione del mercato dell'energia elettrica;
-rivedere il regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia;
-presentare una strategia per gli investimenti nell'energia pulita, un programma indicativo per il settore nucleare aggiornato e una strategia per la fusione;
-proporre un piano d'azione per l'elettrificazione, una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale per il settore energetico e una strategia in materia di riscaldamento e raffrescamento.
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Quando
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2025: task force per l'Unione dell'energia, strategia per gli investimenti nell'energia pulita e programma indicativo per il settore nucleare.
Fino alla metà del 2027 per le altre iniziative.
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Impatto
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Maggiore integrazione del mercato dell'energia elettrica attraverso l'avvio di un dialogo sulla futura evoluzione del mercato e l'istituzione di una task force per l'Unione dell'energia.
Scongiurare bruschi aumenti dei costi del sistema, fino a 103 miliardi di EUR entro il 2040 in uno scenario di inazione
.
Stimolare gli investimenti e diminuire i costi riducendo i rischi di capitale, ossia i rischi potenziali associati agli investimenti, alleggerendo gli oneri amministrativi di pianificazione e comunicazione e migliorando il coordinamento tra gli Stati membri nella definizione delle politiche, garantendo la certezza degli investimenti per il 2040 con la trasformazione dei PNEC in veri e propri piani di investimento.
Accelerare l'elettrificazione del 40 % nel 2030
sfruttando la flessibilità derivante dall'elettrificazione dei settori del calore, dei trasporti e dell'idrogeno. Questa misura può determinare risparmi annuali sui costi del sistema energetico pari a 32 miliardi di EUR nel 2030
; la sola ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici potrebbe far risparmiare 9,7 miliardi di EUR
.
Migliorare l'efficienza del riscaldamento e del raffrescamento potenziando il recupero e il riutilizzo del calore e la diffusione delle pompe di calore. Il ricorso sempre più diffuso al recupero del calore di scarto nei processi industriali e nei servizi energetici può migliorare l'efficienza del sistema e ridurre i costi. La maggiore diffusione delle pompe di calore e una migliore efficienza delle abitazioni potrebbero ridurre la spesa per le importazioni di combustibili fossili di 60 miliardi di EUR entro il 2030, alleggerendo la domanda su altri vettori energetici, e stabilizzare i prezzi.
Sfruttare la digitalizzazione per tagliare i costi del settore energetico
, aumentando l'efficienza con risparmi stimati al 5 % in termini di esercizio e manutenzione, al 5 % in termini di produzione di energia elettrica e al 5 % in termini di perdite di rete
.
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Pilastro III: attrarre investimenti e garantirne la realizzazione
Un'autentica Unione dell'energia, basata sull'energia pulita prodotta internamente e a prezzi accessibili per tutti i consumatori europei, richiederà investimenti cospicui nel prossimo decennio e una governance solida. Per concretizzare rapidamente, tutti insieme, il presente piano d'azione servono una leadership e un impegno forti a livello politico, nonché il coinvolgimento inclusivo di tutti gli attori della catena del valore dell'energia.
Azione 6: conclusione di un contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili per l'industria europea
La crescente incertezza del mercato può porre ardue sfide agli sviluppatori di progetti e ritardare o scoraggiare gli investimenti. Per contrastare questo fenomeno i governi, i produttori di energia e le industrie consumatrici di energia possono creare insieme un clima favorevole agli investimenti per un sistema energetico sostenibile e a prezzi accessibili e un settore industriale competitivo, garantendo nel contempo il mantenimento e la creazione di posti di lavoro di qualità, come sottolinea la dichiarazione di Anversa.
vI produttori di energia pulita hanno bisogno di certezza della domanda e di adeguate dimensioni di scala che consentano una pianificazione a lungo termine e contribuiscano a ridurre i rischi per gli investitori e i costi del progetto. Tale certezza gioverebbe anche ai fabbricanti nella catena di approvvigionamento, ad esempio i produttori di sottostazioni o cavi per progetti di rete, dal momento che consentirebbe loro di investire in nuove capacità manifatturiere in Europa e di offrire prezzi più bassi. Gli sviluppatori di progetti solari o progetti eolici offshore su larga scala potrebbero ad esempio beneficiare di catene di approvvigionamento sicure e acquistare a costi inferiori.
vLe industrie consumatrici di energia, in particolare le industrie ad alta intensità energetica, hanno bisogno di sicurezza dell'approvvigionamento e dei prezzi dell'energia per pianificare la produzione e prendere le decisioni di investimento che ne determineranno la trasformazione. Ad esempio all'industria siderurgica servono certezze a lungo termine per quanto riguarda l'approvvigionamento e i prezzi dell'energia elettrica per investire nell'elettrificazione dei processi di produzione. In cambio l'industria ad alta intensità energetica può offrire ai produttori di energia certezza della domanda impegnandosi in contratti a lungo termine.
vL'UE e i governi degli Stati membri possono ridurre i rischi mediante quadri normativi stabili e misure volte ad agevolare gli investimenti. Garantire questa prevedibilità agli sviluppatori di progetti e alle catene di approvvigionamento contribuisce a limitare i rischi degli investimenti e i costi per le imprese e le famiglie. A tal fine è possibile ad esempio impegnarsi a rispettare un calendario di aste a più lungo termine, attendibile e dettagliato, per i progetti di energia pulita, con procedure di gara che facciano propri i principi di resilienza, sicurezza e sostenibilità del regolamento sull'industria a zero emissioni nette.
L'esperienza acquisita con la Carta dell'energia eolica
e la Carta per l'energia solare
ha dimostrato che riunire i soggetti istituzionali ed economici apporta un valore aggiunto, permettendo di compiere passi avanti decisivi nella costruzione di una catena del valore competitiva in settori chiave per la transizione pulita.
Sulla base di queste esperienze, gli impegni possono confluire in un più ampio contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili in grado di creare un clima di investimento propizio alla produzione di energia efficiente sotto il profilo dei costi, all'approvvigionamento energetico affidabile e alla crescita economica a lungo termine a vantaggio di tutti i portatori di interessi.
Figura 4. Un contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili per l'industria europea
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Cosa
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Un contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili tra il settore pubblico, compresi gli enti finanziari, gli sviluppatori di energia pulita e le industrie consumatrici di energia.
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Come
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Un ampio contratto tripartito:
-garantirà prevedibilità e possibilità di crescita sia per i produttori di energia, che potranno contare su un acquirente sicuro per la loro produzione, sia per gli acquirenti di energia, che otterranno un approvvigionamento energetico stabile e a prezzi accessibili;
-sosterrà i modelli imprenditoriali del settore con l'aiuto della Commissione, della BEI e degli Stati membri, favorendo la riduzione dei rischi degli investimenti e la crescita.
In questo quadro rientrerebbero contratti settoriali specifici (ad esempio idrogeno, combustibili sintetici, batterie, energia eolica offshore, energia solare, reti).
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Quando
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2025
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Impatto
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Aumentare la trasparenza, la chiarezza e la certezza per i produttori e le industrie consumatrici di energia, sostenere le decisioni di investimento e ridurre i costi e i prezzi dell'energia.
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Pilastro IV: essere pronti a potenziali crisi energetiche
La recente crisi energetica, la più grave finora in Europa, ha messo in evidenza l'importanza del coordinamento a livello di Unione europea nella gestione delle impennate dei prezzi sul mercato interno. Per migliorare la resilienza di fronte a possibili crisi energetiche future, gli Stati membri hanno bisogno di strumenti per agire efficacemente; occorre potenziare il quadro per la sicurezza dell'approvvigionamento facendo tesoro degli insegnamenti tratti dai recenti sviluppi.
Azione 7: garantire la sicurezza dell'approvvigionamento per la stabilità dei prezzi
La stabilità dell'approvvigionamento energetico è fondamentale per la resilienza economica e per l'accesso continuativo a un'energia a prezzi accessibili, oltre che per evitare l'estrema volatilità dei prezzi. Le interruzioni dell'approvvigionamento energetico causate da tensioni geopolitiche, attacchi informatici o di altro tipo o eventi meteorologici estremi mettono a repentaglio l'accessibilità economica. Si rende dunque necessario un nuovo quadro normativo per accrescere la resilienza del sistema energetico dell'UE e contenere la volatilità dei prezzi dell'energia.
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Cosa
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Contribuire alla stabilità dei prezzi attraverso un quadro per la sicurezza energetica che tenga conto di quanto appreso durante la crisi energetica
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Come
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La Commissione presenterà una proposta legislativa per la revisione dell'attuale quadro normativo dell'UE in materia di sicurezza energetica.
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Quando
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Inizio 2026
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Impatto
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Una migliore disponibilità di forniture di energia in ogni momento e una migliore preparazione ai periodi di stress dell'approvvigionamento possono contribuire a ridurre la volatilità dei prezzi e a mantenerli più bassi.
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Azione 8: preparazione alle crisi dei prezzi
La direttiva sull'energia elettrica e la direttiva sul gas contengono disposizioni che consentono al Consiglio di dichiarare una crisi dei prezzi, su proposta della Commissione, qualora sussistano determinate condizioni eccezionali di crisi. In queste situazioni ridurre la domanda in determinate fasce orarie è essenziale per attenuare gli effetti della crisi energetica. Anche al di fuori dei periodi di crisi, è già possibile elaborare e attivare regimi di riduzione dei picchi di domanda, in base ai quali il fornitore paga i consumatori per ridurre i consumi in determinate fasce orarie. L'esperienza di diversi Stati membri dimostra che, in periodi eccezionali di stress del sistema e di prezzi elevati, i consumatori sono disposti a ridurre volontariamente la domanda.
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Cosa
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Evitare picchi dei prezzi durante le crisi energetiche
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Come
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Orientamenti della Commissione rivolti agli Stati membri sullo sviluppo e l'attuazione di regimi per ridurre i picchi di domanda che prevedano incentivi economici per i consumatori. Introduzione e attivazione da parte dei gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) di misure volte a ridurre la domanda di energia nelle fasce orarie di punta e a posticiparla.
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Quando
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In fieri e da utilizzare durante le impennate dei prezzi/i periodi di stress del sistema.
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Impatto
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Prezzi più bassi nei periodi di picco della domanda di energia, riduzione della volatilità dei prezzi e contenimento delle bollette finali dell'energia.
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In secondo luogo, quando strozzature nella rete o congestioni ostacolano gravemente i flussi di energia, è necessaria una stretta cooperazione con i gestori dei sistemi di trasmissione e le autorità nazionali di regolazione per aumentare temporaneamente le capacità di interconnessione transfrontaliera disponibili in determinate situazioni (ad esempio la crisi regionale dei prezzi del 2024 nell'Europa sudorientale), così da garantire che l'energia giunga alle zone più colpite. Le interruzioni a scopo di manutenzione devono essere adeguatamente coordinate nel mercato interno dell'energia in modo da evitare impatti superflui negli Stati membri limitrofi.
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Cosa
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Maggiore accesso transfrontaliero all'energia elettrica a basso costo
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Come
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Collaborare con i gestori dei sistemi di trasmissione e le autorità nazionali di regolazione per garantire aumenti temporanei delle capacità transfrontaliere disponibili in determinate situazioni, nonché un coordinamento e una pianificazione adeguati delle interruzioni a scopo di manutenzione a livello transfrontaliero onde evitare limitazioni del flusso di energia elettrica.
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Quando
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All'occorrenza, ad esempio in determinate circostanze di crisi regionale dei prezzi.
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Impatto
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Garantire che gli scambi transfrontalieri di energia elettrica siano massimizzati in situazioni di crisi per attenuare le impennate locali dei prezzi in un dato mercato.
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Infine, poiché si prevede che nei prossimi anni il gas naturale rimarrà nel complesso il fattore che più influisce sui prezzi dell'energia elettrica nell'UE, la Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri nell'elaborazione di misure di aiuto di Stato che consentirebbero loro di far fronte a impennate e a contesti di prezzo eccezionali e di dissociare i prezzi dell'energia elettrica da quelli elevati del gas, sulla base di modelli comprovati in situazioni di emergenza.
5.Conclusioni e prospettive future
Il piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili individua otto misure concrete a breve termine volte a realizzare un'autentica Unione dell'energia nell'interesse della competitività, dell'accessibilità economica, della sicurezza e della sostenibilità. La realizzazione del presente piano d'azione trasformativo richiederà il coinvolgimento di tutti gli attori: i) il coordinamento a livello dell'UE, con il sostegno fondamentale del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di predisporre un quadro legislativo efficace e pragmatico; ii) la ferma cooperazione degli Stati membri nell'attuazione pratica delle azioni, per garantire che si concretizzi appieno il potenziale del piano a beneficio dei cittadini; iii) la partecipazione attiva dei portatori di interessi: industria e imprese, lavoratori, innovatori e cittadini; iv) il coinvolgimento al più alto livello politico attraverso una task force per l'Unione dell'energia.
La Commissione attuerà, monitorerà e riferirà in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del piano d'azione nelle future relazioni sullo stato dell'Unione dell'energia. Informerà periodicamente il Parlamento europeo e il Consiglio "Energia" in merito ai progressi compiuti e ne discuterà gli impatti.
Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono considerevoli, ma le nostre forze sono all'altezza. Insieme abbiamo costruito reti resilienti e la rete energetica più integrata al mondo. Abbiamo sviluppato una solida base manifatturiera, una forza lavoro altamente qualificata, tecnologie avanzate e un robusto quadro normativo. Abbiamo intrapreso senza esitazioni il percorso verso la decarbonizzazione, dissociando la crescita economica dalle emissioni di CO2 e assumendo un ruolo guida nella transizione energetica globale. Questi punti di forza ci consentiranno di superare le sfide che l'Europa si trova di fronte.
Le ragioni per cui raccogliamo queste sfide sono chiare: l'energia è alla base della nostra economia e della nostra società. Rappresenta una frazione modesta della spesa del PIL
,
, ma traina l'intera economia. Alimenta i treni che ci trasportano, riscalda le case in cui viviamo e fa funzionare i macchinari che fabbricano le merci di cui ci serviamo ogni giorno. L'energia è anche uno dei fondamenti della nostra Unione, sin dall'epoca in cui il carbone e l'acciaio sono serviti da pilastri della ricostruzione europea; da allora ha sostenuto la crescita della nostra economia e ha migliorato la vita quotidiana dei cittadini europei.
La produzione di energia e l'integrazione dei nostri mercati dell'energia sono sempre state fondamentali per l'unità europea. Dalla Comunità europea del carbone e dell'acciaio fino all'Unione dell'energia, l'energia è stata un elemento fondamentale di stabilità economica e uno dei motori dell'integrazione europea. Sotto l'egida della bussola per la competitività e insieme al patto per l'industria pulita, il presente piano d'azione per un'energia a prezzi accessibili ci consentirà di fare leva sui nostri punti di forza e di sbloccare l'autentico valore della nostra Unione dell'energia, riaffermando l'impegno dell'UE in favore di una transizione energetica inclusiva in cui nessuna persona e nessuna comunità siano lasciate indietro.
Allegato I: sintesi delle azioni e calendario
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Cosa
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Quando
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Chi
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Pilastro I: abbassare i costi dell'energia
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Azione 1: rendere più economiche le bollette dell'energia elettrica
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Oneri di rete più efficienti per ridurre i costi del sistema energetico
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Secondo trimestre 2025
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CE, SM, ANR
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Riduzione della tassazione dell'elettricità ed eliminazione dalle bollette delle componenti di costo non energetiche
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Dall'adozione
Quarto trimestre 2025 (raccomandazioni)
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Stati membri, con il sostegno della CE
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Consentire ai consumatori di passare a fornitori di energia più economici, contrastando al contempo la povertà energetica
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Terzo trimestre 2025
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CE, SM, ANR
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Azione 2: ridurre il costo dell'approvvigionamento di energia elettrica
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Dissociare le bollette dell'energia elettrica al dettaglio dai prezzi elevati e volatili del gas
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Secondo trimestre 2025 (BEI) e quarto trimestre 2025 (orientamenti sui contratti per differenza)
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CE, BEI, SM
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Ridurre i tempi di autorizzazione per accelerare la transizione energetica
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Dall'adozione e per tutto il periodo 2025-2026
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CE, SM, autorità nazionali competenti
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Accelerare l'espansione, la modernizzazione e la digitalizzazione delle reti
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Primo trimestre 2026
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CE, SM, TSO
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Aumentare la flessibilità del sistema mediante lo stoccaggio e la gestione della domanda
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Dall'adozione
Secondo trimestre 2025 (quadro per gli aiuti di Stato)
Primo trimestre 2026 (codice di rete per la gestione della domanda)
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CE, SM
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Orientamenti sulla promozione della remunerazione della flessibilità nei contratti al dettaglio
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Quarto trimestre 2025
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CE, SM
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Azione 3: migliorare i mercati del gas per garantire prezzi dell'energia equi
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Assicurare una concorrenza leale sui mercati del gas
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Quarto trimestre 2025
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CE, SM, ACER, ESMA, ANR
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Sfruttare il potere d'acquisto dell'UE per ottenere condizioni migliori per il gas naturale importato
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Primo e secondo trimestre 2025
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CE con
partner internazionali
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Azione 4: efficienza energetica: realizzare risparmi energetici
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Un mercato dell'efficienza di dimensione europea
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Terzo e quarto trimestre 2025
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CE, BEI, istituzioni finanziarie, industrie dell'efficienza energetica
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Dare ai consumatori accesso ad apparecchi e prodotti più efficienti con una durata di vita più lunga
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Dall'adozione
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CE, SM, autorità nazionali di vigilanza del mercato e autorità doganali
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Pilastro II: costruire un'autentica Unione dell'energia
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Azione 5: completare l'Unione dell'energia
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Istituire una task force per l'Unione dell'energia
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2025
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CE, SM, organi competenti dell'UE, esperti
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Affrontare la carenza di investimenti e mobilitare capitali privati
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Secondo trimestre 2025
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CE, BEI, InvestEU
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Costruire un mercato dell'energia più integrato
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Dal 2026 alla metà del 2027
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CE, SM, PE e portatori di interessi
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Garantire la certezza degli investimenti e un regime di governance semplificato per un'Unione dell'energia solida
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CE
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Incremento dell'elettrificazione
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CE, SM
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Aumentare la digitalizzazione e l'uso dell'IA nel settore dell'energia
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CE
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Decarbonizzazione e integrazione del settore riscaldamento e raffreddamento, per consentire la sostituzione del gas
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CE, SM
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Pilastro III: attrarre investimenti e garantirne la realizzazione
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Azione 6: un contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili per l'industria europea
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Un contratto tripartito per l'energia a prezzi accessibili
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2025
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CE, SM, BEI, produttori di energia e industria
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Pilastro IV: essere pronti a potenziali crisi energetiche
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Azione 7: sicurezza dell'approvvigionamento per la stabilità dei prezzi
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Contribuire alla stabilità dei prezzi attraverso un quadro di sicurezza energetica adeguato allo scopo
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Inizio 2026
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CE
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Azione 8: preparazione alla crisi dei prezzi
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Evitare picchi dei prezzi durante le crisi energetiche
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Durante le crisi energetiche
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CE, SM, TSO
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Maggiore accesso transfrontaliero all'energia elettrica a prezzi accessibili
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Durante le crisi energetiche
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CE, ANR, TSO
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