Strasburgo, 26.11.2024

COM(2024) 718 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121,

visto il regolamento (UE) 2024/1263, in particolare l'articolo 17,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

considerando quanto segue:

CONSIDERAZIONI GENERALI

(1)Il 30 aprile 2024 è entrato in vigore il quadro riformato di governance economica dell'UE. Unitamente al regolamento modificato (CE) n. 1467/97, relativo all'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi 1 , e alla direttiva modificata 2011/85/UE del Consiglio, relativa ai quadri di bilancio degli Stati membri 2 , il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale 3 costituisce l'elemento centrale del quadro riformato di governance economica dell'UE. Il quadro punta a garantire la sostenibilità del debito pubblico e la crescita sostenibile e inclusiva mediante riforme e investimenti. Promuove la titolarità nazionale ed è incentrato sul medio termine, oltre a prevedere un'esecuzione efficace e coerente delle norme.

(2)I piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine che gli Stati membri presentano al Consiglio e alla Commissione sono al centro del nuovo quadro di governance economica. I piani devono perseguire due obiettivi: i) garantire che, entro la fine del periodo di aggiustamento, il debito pubblico segua una traiettoria di riduzione plausibile o rimanga a livelli prudenti e che il disavanzo pubblico sia portato e mantenuto al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL nel medio termine, e ii) garantire la realizzazione delle riforme e degli investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e affrontare le priorità comuni dell'UE. A tale fine ciascun piano deve presentare un impegno di medio termine a favore di un percorso della spesa netta 4 che stabilisca di fatto un vincolo di bilancio per la durata del piano, che copre quattro o cinque anni (a seconda della normale durata della legislatura di uno Stato membro). Il piano deve inoltre spiegare in che modo lo Stato membro garantirà la realizzazione delle riforme e degli investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, in particolare nelle raccomandazioni specifiche per paese (tra cui quelle relative alla procedura per gli squilibri macroeconomici, se del caso), e in che modo lo Stato membro affronterà le priorità comuni dell'Unione. L'aggiustamento di bilancio copre un periodo di quattro anni, che può essere prorogato fino a tre anni ulteriori se lo Stato membro si impegna a realizzare una serie di riforme e investimenti pertinenti che soddisfino i criteri di cui al regolamento (UE) 2024/1263.

(3)Dopo la presentazione dei piani, la Commissione deve valutare se questi soddisfano i requisiti del regolamento (UE) 2024/1263.

(4)Sulla base di una raccomandazione della Commissione, il Consiglio deve quindi adottare una raccomandazione per definire il percorso della spesa netta dello Stato membro interessato e, se del caso, approva la serie di impegni di riforma e di investimento che giustifica una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio.

CONSIDERAZIONI RIGUARDANTI IL PIANO NAZIONALE STRUTTURALE DI BILANCIO DI MEDIO TERMINE DELL'ITALIA

(5)Il 15 ottobre 2024 l'Italia ha presentato al Consiglio e alla Commissione il suo piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine. La presentazione è avvenuta a seguito di una proroga del termine di cui all'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) 2024/1263, come concordato con la Commissione alla luce dei motivi esposti dall'Italia.

Iter precedente la presentazione del piano

(6)Il 21 giugno 2024 la Commissione ha trasmesso all'Italia la traiettoria di riferimento 5 a norma dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2024/1263. La Commissione ha pubblicato la traiettoria di riferimento il 15 ottobre 2024 6 . La traiettoria di riferimento è basata sul rischio e garantisce che, entro la fine del periodo di aggiustamento e in assenza di ulteriori misure di bilancio oltre il periodo di aggiustamento, il debito pubblico si trovi su una traiettoria di riduzione plausibile o rimanga a livelli prudenti nel medio termine, e il disavanzo pubblico sia portato al di sotto del 3 % del PIL durante il periodo di aggiustamento e mantenuto al di sotto di tale valore di riferimento nel medio termine. Il medio termine si definisce come il periodo di dieci anni successivo alla fine del periodo di aggiustamento. Conformemente all'articolo 6, lettera d), e agli articoli 7 e 8 del regolamento (UE) 2024/1263, la traiettoria di riferimento è anche coerente con il parametro di riferimento per il disavanzo, la salvaguardia relativa alla sostenibilità del debito e la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo. La traiettoria di riferimento dell'Italia stabilisce che, in base alle ipotesi della Commissione e supponendo un periodo di aggiustamento di 7 anni, la crescita della spesa netta non dovrebbe superare i valori riportati nella tabella 1. Ciò corrisponde a una crescita media della spesa netta dell'1,5 % nel corso del periodo di aggiustamento (2025-2031) e dell'1,5 % nel corso del periodo contemplato dal piano (2025-2029).

Tabella 1 - Traiettoria di riferimento fornita dalla Commissione all'Italia il 21 giugno 2024

2025

2026

2027

2028

2029

2030

2031

Media 2025-2029

Media 2025-2031

Crescita massima della spesa netta (annuale, in %)

1,6

1,6

1,5

1,4

1,3

1,3

1,4

1,5

1,5

Fonte: calcoli della Commissione.

(7)In linea con l'articolo 12 del regolamento (UE) 2024/1263, da luglio a settembre 2024 l'Italia e la Commissione hanno svolto un dialogo tecnico. Il dialogo si è incentrato sul percorso della spesa netta previsto dall'Italia e sulle ipotesi sottostanti (in particolare le ipotesi macroeconomiche e le elasticità), sul previsto insieme di impegni di riforma e di investimento per giustificare una proroga del periodo di aggiustamento, compresi riforme e investimenti tra cui le riforme in materia di giustizia civile, pubblica amministrazione, servizi di cura per la prima infanzia, ambiente imprenditoriale, amministrazione fiscale, gestione della spesa pubblica e imprese pubbliche, nonché sulla prevista realizzazione di riforme e investimenti in risposta alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e alle priorità comuni dell'Unione in tema di transizione verde e digitale equa, resilienza sociale ed economica, sicurezza energetica e sviluppo di capacità di difesa.

(8)Stando alle informazioni fornite nel piano, a settembre 2024, in linea con l'articolo 11, paragrafo 3, e l'articolo 36, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2024/1263, l'Italia ha consultato le parti sociali, le autorità locali e regionali e altri portatori di interessi.

(9)Il consiglio per le finanze pubbliche italiano (Ufficio parlamentare di bilancio - UPB) ha formulato un parere sulle previsioni macroeconomiche e sulle ipotesi macroeconomiche alla base del percorso della spesa netta pluriennale. L'UPB ha riconosciuto che il quadro macroeconomico è ricompreso in un intervallo accettabile per quanto attiene alle principali variabili macroeconomiche, sebbene in diversi casi le previsioni si collochino sull'estremo superiore, e che la prospettiva complessiva si basa sull'ipotesi di una piena e tempestiva realizzazione dei progetti del piano per la ripresa e la resilienza (PRR) e dell'assenza di un deterioramento del contesto internazionale.

(10)Il Parlamento italiano ha approvato il piano il 9 ottobre al termine di un ciclo di audizioni di diversi portatori di interessi, attenendosi alla prassi consueta per l'approvazione parlamentare dei documenti programmatici di bilancio.

Processi collegati

(11)Il 26 luglio 2024 il Consiglio ha stabilito l'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia dovuto al mancato rispetto del criterio del disavanzo 7 . La presente raccomandazione coincide con la raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 126, paragrafo 7, TFUE intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Italia 8 . L'adozione simultanea di tali raccomandazioni, concepita specificamente per consentire la transizione al nuovo quadro di governance economica e giustificata da questa esigenza, garantisce la coerenza tra i percorsi di aggiustamento raccomandati.

(12)Il 15 ottobre 2024 l'Italia ha presentato il documento programmatico di bilancio per il 2025, in merito al quale la Commissione ha adottato un parere il [26 novembre 2024] 9 .

(13)Il 19 giugno 2024 la Commissione ha concluso che l'Italia presenta squilibri macroeconomici. In particolare permangono vulnerabilità connesse all'elevato debito pubblico e alla debole crescita della produttività, in un contesto caratterizzato da fragilità del mercato del lavoro, e alcune debolezze residue nel settore finanziario che hanno rilevanza transfrontaliera 10 .

(14)Il 21 ottobre 2024 il Consiglio ha rivolto all'Italia una serie di raccomandazioni specifiche per paese nel contesto del semestre europeo 11 .

SINTESI DEL PIANO E VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE

(15)In linea con l'articolo 16 del regolamento (UE) 2024/1263, la Commissione ha valutato il piano nel modo seguente.

Contesto: situazione e prospettive macroeconomiche e di bilancio

(16)Nel 2023 l'attività economica in Italia è cresciuta dello 0,7 % grazie al traino esercitato dai consumi e dagli investimenti alimentati da incentivi statali. Alla crescita hanno contribuito anche le esportazioni nette, mentre il ciclo negativo delle scorte l'ha smorzata. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, l'economia crescerà dello 0,7 % nel 2024, in un quadro di investimenti ancora in espansione e ristagno del consumo privato. Le esportazioni nette andranno a sostegno della crescita grazie al calo delle importazioni, mentre le scorte la riducono. Nel 2025 il PIL reale è dato in aumento dell'1,0 % grazie al traino esercitato dal consumo delle famiglie sostenuto dalla crescita dei salari reali, mentre per gli investimenti complessivi si prospetta un aumento solo marginale a causa del calo dell'attività edile di ristrutturazione delle abitazioni. Nel 2026 il PIL reale è previsto aumentare dell'1,2 %, con accelerazione della spesa in conto capitale grazie alle erogazioni collegate al PRR e grazie all'allentamento delle condizioni di finanziamento. Nel periodo oggetto delle previsioni (2024-2026) è attesa una lieve diminuzione della crescita del PIL potenziale in Italia, che passerebbe dall'1,3 % nel 2024 allo 0,9 % nel 2026. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 7,7 % nel 2023 e, secondo le proiezioni della Commissione, sarà pari al 6,8 % nel 2024, al 6,3 % nel 2025 e al 6,2 % nel 2026. L'inflazione (deflatore del PIL) è data in discesa dal 5,8 % del 2023 all'1,6 % nel 2024, per poi situarsi all'1,9 % nel 2025 e all'1,8 % nel 2026.

(17)Per quanto riguarda l'andamento del bilancio, nel 2023 il disavanzo pubblico dell'Italia è risultato pari al 7,2 % del PIL. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, raggiungerà il 3,8 % del PIL nel 2024 per poi scendere ulteriormente fino al 3,4 % del PIL nel 2025 e, nell'ipotesi di politiche invariate, al 2,9 % nel 2026. Le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea includono il progetto di bilancio dell'Italia per il 2025, presentato dal governo al parlamento nazionale in ottobre. Alla fine del 2023 il debito pubblico era pari al 134,8 % del PIL. Secondo le previsioni d'autunno 2024 della Commissione europea, il rapporto debito/PIL salirà al 136,6 % alla fine del 2024. Secondo le proiezioni, nonostante gli avanzi primari salirà al 138,2 % alla fine del 2025 e al 139,3 % alla fine del 2026. Le previsioni di bilancio della Commissione tengono conto degli impegni politici contenuti nei piani di medio termine soltanto quando poggiano su concrete misure politiche annunciate in modo credibile e sufficientemente dettagliate.

Percorso della spesa netta e principali ipotesi macroeconomiche del piano

(18)Il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia copre il periodo 2025-2029 e prevede un aggiustamento di bilancio nell'arco di sette anni.

(19)Il piano contiene tutte le informazioni richieste a norma dell'articolo 13 del regolamento (UE) 2024/1263.

(20)Il piano prevede l'impegno di seguire il percorso della spesa netta indicato nella tabella 2, corrispondente a una crescita media della spesa netta dell'1,6 % negli anni 2025-2029. L'Italia si impegna inoltre a realizzare una serie di riforme e di investimenti al fine di poter prorogare il periodo di aggiustamento fino a sette anni (2025-2031), durante i quali è prevista una crescita media della spesa netta pari all'1,5 %. La crescita media della spesa netta indicata nel piano per il periodo di aggiustamento (2025-2031) corrisponde alla traiettoria di riferimento trasmessa dalla Commissione il 21 giugno 2024. Il piano ipotizza una diminuzione graduale della crescita del PIL potenziale, che passerebbe dall'1,4 % nel 2024 allo 0,3 % nel 2031. Prevede inoltre che nel periodo di aggiustamento il tasso di crescita del deflatore del PIL rimanga sostanzialmente stabile attorno al 2 %.

Implicazioni per il debito pubblico degli impegni di spesa netta indicati nel piano

(21)Se si materializzassero il percorso della spesa netta prospettato nel piano e le ipotesi sottostanti, il debito pubblico salirebbe, secondo il piano, al 137,5 % del PIL a fine 2027 (dal 135,8 % del PIL nel 2024) per poi scendere al 132,5 % del PIL alla fine del periodo di aggiustamento (2031), come indicato nella tabella riportata qui di seguito. In esito all'aggiustamento, le previsioni del piano indicano a medio termine (vale a dire fino al 2041) un costante calo del rapporto debito/PIL, che per il 2041 si situerebbe al 113,7 %. Pertanto, secondo il piano, il rapporto debito pubblico/PIL si collocherebbe su un percorso di riduzione entro la fine del periodo di aggiustamento (2031). Ciò è plausibile in quanto, in base alle ipotesi contenute nel piano, secondo tutte le prove di stress deterministiche dell'analisi della Commissione della sostenibilità del debito, il debito scenderà nei dieci anni successivi al periodo di aggiustamento, e le proiezioni stocastiche prevedono con una probabilità sufficientemente elevata una riduzione del debito.

In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con il requisito relativo al debito di cui all'articolo 6, lettera a), e all'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1263.

Tabella 2 - Percorso della spesa netta e principali ipotesi del piano dell'Italia

Proroga del periodo di aggiustamento

2024

2025

2026

2027

2028

2029

2030

2031

Media nel periodo di validità del piano

2025-2029

Media nel periodo di aggiustamento

2025-2031

Crescita della spesa netta 
(annuale,
in %)

-1,9

1,3

1,6

1,9

1,7

1,5

1,1

1,2

1,6

1,5

Crescita della spesa netta 
(cumulativa, dall'anno di riferimento 2023, in %)

-1,9

-0,7

0,9

2,8

4,6

6,2

7,4

8,7

n.d.

n.d.

Crescita del PIL potenziale (in %)

1,4

1,3

1,1

1,0

0,9

0,7

0,5

0,3

1,1

0,8

Inflazione (crescita del deflatore del PIL)
(in %)

1,9

2,1

2,0

1,8

2,0

2,0

2,1

2,2

2,0

2,0

Fonte: Piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia e calcoli della Commissione.

Tabella 3 - Andamento del debito pubblico e del saldo nel piano dell'Italia

2023

2024

2025

2026

2027

2028

2029

2030

2031

2041

Debito pubblico 
(in % del PIL)

134,8

135,8

136,9

137,8

137,5

136,4

134,9

133,9

132,5

113,7

Saldo delle amministrazioni pubbliche 
(in % del PIL)

-7,2

-3,8

-3,3

-2,8

-2,6

-2,3

-1,8

-1,7

-1,5

-1,9

Fonte: piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia.

Implicazioni per il saldo delle amministrazioni pubbliche degli impegni di spesa netta indicati nel piano

(22)In base al percorso della spesa netta e alle ipotesi del piano, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenderebbe al 2,8 % del PIL nel 2026 e all'1,5 % del PIL nel 2031. In base al piano, il saldo delle amministrazioni pubbliche non supererebbe pertanto il valore di riferimento del 3 % del PIL alla fine del periodo di aggiustamento (2031). Inoltre, nei dieci anni successivi al periodo di aggiustamento (vale a dire fino al 2041), il disavanzo pubblico non supererebbe il 3 % del PIL. In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con il requisito relativo al disavanzo di cui all'articolo 6, lettera b), e all'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2024/1263.

Profilo temporale dell'aggiustamento di bilancio

(23)Il profilo temporale dell'aggiustamento di bilancio, misurato come la variazione del saldo primario strutturale, secondo quanto descritto nel piano, presenta una leggera concentrazione nella parte iniziale rispetto al percorso lineare indicato come norma all'articolo 6, lettera c), del regolamento (UE) 2024/1263. È previsto in particolare un miglioramento dello 0,6 % del saldo primario strutturale sia nel 2025 sia nel 2026, seguito da un miglioramento dello 0,5 % del PIL ogni anno fino al 2031. L'aggiustamento di bilancio nei primi quattro anni del piano è quindi superiore, in proporzione allo sforzo di aggiustamento complessivo. In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con la clausola di salvaguardia che vieta lo slittamento di cui all'articolo 6, lettera c), del regolamento (UE) 2024/1263.

Tabella 4 - Andamento del saldo primario strutturale nel piano dell'Italia

2023

2024

2025

2026

2027

2028

2029

2030

2031

Saldo primario strutturale 
(in % del PIL)

-4,5

-0,5

0,0

0,6

1,1

1,6

2,2

2,7

3,2

Variazione del saldo primario strutturale 
(in punti percentuali)

n.d.

4,0

0,6

0,6

0,5

0,5

0,5

0,5

0,5

Fonte: piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia.

Coerenza del piano con la procedura per i disavanzi eccessivi

(24)Il percorso della spesa netta tracciato nel piano è in linea con i requisiti della procedura per i disavanzi eccessivi (in particolare con l'aggiustamento strutturale minimo su base annua previsto all'articolo 3, paragrafo 4, terzo comma, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio).

Coerenza del piano con la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo

(25)Il requisito del braccio preventivo previsto all'articolo 8 del regolamento (UE) 2024/1263 in termini di salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo, inteso a fornire un margine comune rispetto al valore di riferimento per il disavanzo del 3 % del PIL, si applica all'Italia a partire dal 2027, data la previsione secondo cui il disavanzo sarà inferiore al 3 % del PIL a partire dal 2026. A partire dal 2027 l'aggiustamento annuo del saldo primario strutturale non dovrebbe pertanto essere inferiore allo 0,25 % del PIL se il disavanzo strutturale è rimasto superiore all'1,5 % del PIL nell'anno precedente, al fine di raggiungere un margine di resilienza comune in termini strutturali dell'1,5 % del PIL. L'aggiustamento di bilancio annuo risultante dagli impegni politici e dalle ipotesi macroeconomiche del piano supera lo 0,25 % in ciascuno degli anni 2027, 2028, 2029, 2030 e 2031. In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con la salvaguardia di resilienza relativa al disavanzo.

Coerenza del piano con la salvaguardia relativa alla sostenibilità del debito

(26)Conformemente all'articolo 7 del regolamento (UE) 2024/1263, poiché secondo il piano il debito pubblico sarà superiore al 90 % del PIL durante il periodo di aggiustamento, il rapporto debito/PIL dovrà diminuire in media di almeno 1 punto percentuale all'anno fino a scendere al di sotto del 90 %, dopo di che dovrebbe diminuire in media di 0,5 punti percentuali. Tale calo medio è calcolato sul periodo 2027-2031, ossia a partire dall'anno in cui il piano prevede l'uscita dell'Italia dalla procedura per i disavanzi eccessivi, e ammonta a 1,2 punti percentuali (cfr. tabella 3). In base agli impegni politici e alle ipotesi macroeconomiche del piano, il percorso della spesa netta proposto nel piano è pertanto coerente con la salvaguardia relativa alla sostenibilità del debito.

Ipotesi macroeconomiche del piano

(27)Il piano è basato su una serie di ipotesi diverse da quelle che la Commissione ha trasmesso all'Italia il 21 giugno 2024. In particolare, muove da ipotesi diverse per nove variabili: punto di partenza (ossia il saldo primario strutturale nel 2024), crescita del PIL potenziale, crescita del PIL reale, tasso di interesse implicito nominale, moltiplicatore fiscale, aggiustamenti stock/flussi, misure una tantum, ipotesi sulle entrate (ossia le elasticità ipotizzate) e riduzione dell'output gap. L'aggiustamento di bilancio presenta inoltre una leggera concentrazione nella fase iniziale. Di seguito è esposta una valutazione delle divergenze fra le ipotesi. Le divergenze fra le ipotesi con l'incidenza più significativa sulla crescita media della spesa netta sono elencate di seguito, unitamente a una valutazione di ciascuna divergenza considerata isolatamente.

·Il piano ipotizza una posizione di bilancio iniziale più favorevole presumendo un disavanzo di bilancio del 3,8 % del PIL per il 2024, mentre la traiettoria di riferimento lo dà al 4,4 % del PIL. Questa linea implica che le proiezioni provenienti dall'analisi di sostenibilità del debito (DSA) dell'Italia muovono da un saldo primario strutturale iniziale migliore (‑0,5 % rispetto a ‑1,1 % del PIL indicato nella traiettoria di riferimento). La linea seguita rispecchia dati di bilancio più recenti (con un gettito fiscale più consistente di quanto ipotizzato dalla Commissione negli orientamenti preliminari e con stime della spesa aggiornate). È sostanzialmente coerente con le previsioni d'autunno 2024 della Commissione. La divergenza fra le ipotesi contribuisce a una crescita media della spesa netta lievemente più elevata durante il periodo di aggiustamento indicato nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Quest'ipotesi è ritenuta debitamente giustificata.

·L'Italia prevede una crescita media del PIL potenziale sull'arco dell'intero periodo di aggiustamento 2025-2031 lievemente superiore (di 0,1 punti percentuali) alla traiettoria di riferimento (0,8 % contro 0,7 %). La linea seguita rispecchia un aggiornamento delle prospettive macroeconomiche ed è coerente con la metodologia concordata. L'aggiornamento contribuisce a una crescita media della spesa netta più elevata durante il periodo di aggiustamento indicato nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Quest'ipotesi è ritenuta debitamente giustificata.

·Il piano prevede per il periodo 2025-2031 un deflatore medio del PIL lievemente inferiore a quello ipotizzato dalla Commissione, ossia al 2,0 % rispetto al 2,1 %. In base ai dati di consuntivo relativi al periodo fino al secondo trimestre, il piano indica per il 2024 un deflatore del PIL dell'1,9 %, più basso del 2,2 % prospettato dalla Commissione europea. Nel 2025 il deflatore del PIL rimane superiore di 0,3 punti percentuali a quello indicato negli orientamenti preliminari, scendendone poi al di sotto nel 2027-2029. Ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più bassa durante il periodo di aggiustamento indicato nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Quest'ipotesi è ritenuta debitamente giustificata.

·Il piano ipotizza un'elasticità delle entrate più prudente rispetto all'elasticità unitaria rispetto al PIL potenziale presunta dalla Commissione. Ciò contribuisce a una crescita media della spesa netta più bassa durante il periodo di aggiustamento indicato nel piano rispetto alle ipotesi della Commissione. Quest'ipotesi è ritenuta debitamente giustificata.

Le altre divergenze non hanno un'incidenza significativa sulla crescita media della spesa netta rispetto alle ipotesi della Commissione. Nel complesso, dalle divergenze fra le ipotesi considerate collettivamente risulta una crescita media della spesa netta nel piano uguale a quella della traiettoria di riferimento. La Commissione terrà conto dell'esposta valutazione delle ipotesi del piano nelle future valutazioni della conformità al percorso della spesa netta.

Strategia di bilancio del piano

(28)Secondo la strategia di bilancio indicativa del piano, gli impegni di spesa netta saranno conseguiti sia mediante il contenimento della spesa che tramite l'aumento delle entrate generate da misure discrezionali. Il piano menziona in particolare una gestione più oculata ed efficiente della spesa pubblica unitamente a un incremento delle entrate grazie al contrasto all'evasione fiscale. Le specifiche misure di intervento da adottare devono essere confermate o adeguate e quantificate nei bilanci annuali. Nel contempo incombono rischi sull'attuazione della strategia di bilancio indicativa del piano, derivanti da una possibile crescita effettiva del PIL reale inferiore a quella indicata dall'Italia e dalla mancanza di informazioni sulla strategia di bilancio prospettata (cfr. valutazione esposta supra). Inoltre, nel documento programmatico di bilancio per il 2025 sono specificate le misure di intervento mediante le quali sarà conseguito l'impegno di spesa netta per il 2025 12 .

Serie di impegni di riforma e di investimento nel piano che giustifica una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio

(29)Nel piano l'Italia si impegna a realizzare 24 riforme e investimenti volti a migliorare il potenziale di crescita e la sostenibilità di bilancio, al fine di giustificare una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio da 4 a 7 anni. La serie di riforme e investimenti che giustifica una proroga del periodo di aggiustamento consta di vari impegni del PRR e di riforme e investimenti nuovi. Le misure contemplate sono illustrate qui di seguito.

·Riforme e investimenti in materia di giustizia civile - Le misure sono collegate alla riforma 1.4 (Riforma del processo civile) della componente M1C1 inclusa nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il secondo trimestre 2026. Il piano prevede impegni aggiuntivi che, nel complesso, mirano a: i) garantire l'attuazione della riforma fallimentare, anche continuando a sostenere le competenze delle Corti in materia fallimentare e la raccolta sistematica di informazioni; ii) aumentare l'efficienza dei tribunali civili riducendo l'arretrato e il tempo di definizione dei processi civili; iii) migliorare l'efficienza del sistema giudiziario nel suo complesso. Per attuare questi interventi saranno garantite risorse umane adeguate nel sistema giudiziario. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il quarto trimestre 2029.

·Riforme e investimenti in materia di amministrazione fiscale - Le misure sono collegate alla riforma 1.12 (Riforma dell'amministrazione fiscale) inclusa nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il secondo trimestre 2026. Il piano prevede impegni aggiuntivi che, nel complesso, mirano ad aumentare ulteriormente il recupero delle entrate derivanti: i) dalle attività di prevenzione e controllo della tax compliance, incluse le entrate favorite dall'invio di lettere di conformità e da strategie di conformità più mirate; ii) da azioni di contrasto all'evasione più selettive e basate su analisi del rischio più efficaci (anche grazie all'utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale e allo sviluppo dell'interoperabilità delle banche dati). Da altre misure legislative è atteso un rafforzamento della lotta all'evasione fiscale derivante da omessa dichiarazione, grazie all'introduzione di maggiori incentivi per i contribuenti e a una maggiore diffusione dei mezzi di pagamento tracciabili. Altre misure mirano a favorire la semplificazione dei rapporti fra contribuenti e amministrazione fiscale attraverso la riduzione dei tempi di rimborso dell'IVA. Ci si attende che le fasi principali delle menzionate misure di riforma del fisco siano completate entro il quarto trimestre 2029.

·Riforme e investimenti in materia di ambiente imprenditoriale - Le misure sono collegate alla riforma 2 (Leggi annuali sulla concorrenza 2021, 2022, 2023 e 2024) inclusa nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il quarto trimestre 2025. Il piano prevede impegni aggiuntivi che, nel complesso, mirano a migliorare ulteriormente l'ambiente imprenditoriale i) aumentando la spesa pubblica in ricerca e sviluppo; ii) razionalizzando e semplificando gli incentivi per le imprese; iii) adottando leggi annuali sulla concorrenza a fini di liberalizzazione ed eliminazione dei colli di bottiglia e delle barriere all'ingresso (anche di natura legislativa o regolamentare), tenuto conto di un'appropriata analisi di impatto della normativa; iv) adottando una legge quadro sulle PMI, gli strumenti attuativi e gli aggiornamenti a cadenza annuale. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il quarto trimestre 2029.

·Riforme e investimenti in materia di pubblica amministrazione - Le misure sono collegate alla riforma 1.9 (Riforma del pubblico impiego e semplificazione) della componente M1C1 inclusa nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il secondo trimestre 2026. Il piano prevede impegni aggiuntivi volti a: i) promuovere la mobilità verticale e orizzontale; ii) valorizzare il sistema di valutazione basato sulla performance. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il quarto trimestre 2028.

·Riforme e investimenti in materia di servizi di cura per la prima infanzia - Le misure sono collegate all'investimento 1.1 (Piano per asili nido e scuole dell'infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia) incluso nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il secondo trimestre 2026. Le misure sono volte a: i) aumentare la spesa pubblica annua per coprire i costi operativi delle strutture di assistenza all'infanzia, ivi incluse quelle nuove realizzate attraverso gli investimenti del PRR; ii) migliorare la disponibilità di posti per i servizi per l'infanzia; iii) aumentare l'accessibilità economica dei servizi di cura per l'infanzia. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il quarto trimestre 2027.

·Riforme e investimenti in materia di spesa pubblica - Le misure sono collegate alla riforma 1.13 (Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")) inclusa nel PRR, i cui traguardi e obiettivi finali sono da conseguire entro il secondo trimestre 2026. Il piano prevede impegni aggiuntivi volti a: i) rafforzare la capacità di programmazione, monitoraggio e valutazione della spesa pubblica; ii) potenziare le attività di ispezione sulla gestione della spesa pubblica condotte dal ministero dell'Economia e delle finanze su tutti gli enti che ricevono sostegno pubblico, comprese le autorità subnazionali e le imprese statali; iii) riformare il quadro di regole per il controllo della spesa per le amministrazioni pubbliche centrali, che preveda una maggiore responsabilità finanziaria delle amministrazioni. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il secondo trimestre 2029.

·Rispetto al PRR il piano prevede riforme nuove in materia di amministrazione fiscale e di razionalizzazione delle imprese pubbliche. In materia di tassazione il piano prevede più specificamente impegni volti a: i) semplificare il sistema fiscale attraverso il riordino delle spese fiscali, ivi incluse quelle nell'area dei sussidi dannosi per l'ambiente; ii) ridurre in via permanente la pressione fiscale a carico delle famiglie con redditi medio-bassi e sostenere l'occupazione; iii) aggiornare il registro catastale mediante la mappatura delle proprietà attualmente non incluse e l'aggiornamento dei valori catastali per le imposte sugli immobili che sono stati sottoposti a interventi di efficienza energetica e/o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici. Ci si attende che le corrispondenti fasi principali siano completate entro il quarto trimestre 2028. In materia di imprese pubbliche il piano prevede impegni volti a razionalizzarle e migliorarne l'efficienza in linea con la legislazione nazionale (D.Lgs. n. 175/2016) garantendo e, ove necessario, rafforzando l'efficace attuazione del quadro giuridico. Ci si attende che la corrispondente fase principale sia completata entro il quarto trimestre 2027.

(30)In linea con l'articolo 14, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2024/1263, ciascuna riforma e ciascun investimento che giustificano una proroga del periodo di aggiustamento sono sufficientemente dettagliati, concentrati nella parte iniziale, temporalmente definiti e verificabili.

(31)Gli impegni relativi al piano per la ripresa e la resilienza (PRR) che sono alla base della proroga contengono riforme e investimenti significativi volti a migliorare la sostenibilità di bilancio e a rafforzare il potenziale di crescita dell'economia. L'Italia si impegna inoltre a proseguire lo sforzo di riforma nel periodo contemplato dal piano strutturale di bilancio di medio termine e a mantenere i livelli di investimento finanziati a livello nazionale realizzati nel periodo contemplato dal PRR (cfr. tabella 5). Gli impegni saranno monitorati durante tutta la fase di attuazione del piano. Di conseguenza gli impegni assunti nell'ambito del PRR possono essere presi in considerazione per la proroga del periodo di aggiustamento conformemente all'articolo 36, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) 2024/1263.

(32)Nelle previsioni l'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga migliorerà il potenziale di crescita e resilienza dell'economia italiana in modo sostenibile, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) 2024/1263. Il piano dell'Italia indica l'effetto previsto di alcune riforme alla base della proroga del periodo di aggiustamento (segnatamente pubblico impiego, ambiente imprenditoriale e giustizia civile) sulla crescita del PIL. Il modello macroeconomico impiegato per la simulazione è il modello QUEST-III R&D sviluppato dalla Commissione europea. Stando al piano, queste riforme che giustificano la proroga del periodo di aggiustamento inizieranno a produrre i primi effetti sull'economia nel 2028 e secondo le stime innalzeranno complessivamente (in uno scenario prudenziale) dello 0,5 % il livello del PIL nel 2031. Più specificamente ci si attende che, nel 2031, le riforme del pubblico impiego innalzino il livello del PIL dello 0,2 %, le riforme in materia di giustizia civile della stessa percentuale e le riforme in materia di ambiente imprenditoriale dello 0,1 %. Il piano stima inoltre che nel 2031 l'effetto delle riforme e degli investimenti del PRR non ancora attuati innalzerà il livello del PIL del 3,2 % (di cui 1,7 % riconducibile alle riforme e 1,5 % agli investimenti). Considerati sia le riforme e gli investimenti del PRR non ancora attuati sia la parte delle riforme che giustifica la proroga del periodo di aggiustamento, si stima che entro il 2031 il livello del PIL aumenterà del 3,8 % rispetto allo scenario di riferimento. Il piano riporta anche un'analisi di sensitività. Nello scenario avverso l'effetto sul livello del PIL delle riforme alla base della proroga del periodo di aggiustamento sarebbe ridotto allo 0,3 % (rispetto allo 0,5 % nello scenario prudenziale). Le stime riportate nel piano sono ritenute nel complesso plausibili.

(33)L'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga favorirà nelle previsioni la sostenibilità di bilancio, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) 2024/1263. Il piano illustra la dinamica del rapporto debito/PIL sulla base della DSA sottostante il piano stesso (2025-2041) in diversi scenari: lo scenario programmatico sottostante il piano e quelli alternativi denominati "Piano + riforme", in cui sono isolati gli effetti legati alla maggiore crescita del PIL potenziale e reale, e "Piano + riforme + variazione entrate" in cui viene colto anche l'effetto sulle entrate. Nel primo scenario alternativo, gli effetti delle riforme alla base della proroga del periodo di aggiustamento migliorano le prospettive di crescita del PIL. Ne consegue un più marcato calo del rapporto debito/PIL rispetto allo scenario programmatico sottostante il piano, osservabile a partire dal 2030. Il rapporto debito/PIL sarebbe ancor più decrescente e raggiungerebbe un livello pari al 109,6 per cento nel 2041. Se si considera anche il miglioramento del saldo primario conseguente all'incremento delle entrate generato da tale maggiore crescita (vale a dire considerando il miglioramento del saldo primario ottenuto applicando la semielasticità delle entrate alla modificata posizione del ciclo), il rapporto scende ulteriormente al 102,5 %. Le stime riportate nel piano sono ritenute nel complesso plausibili. A quanto esposto si possono aggiungere altre considerazioni sugli effetti delle riforme alla base della proroga. In particolare, sebbene in questa fase non siano fissati obiettivi specifici per le spending review future, è legittimo attendersi che, migliorando l'efficienza, l'esercizio di revisione della spesa riduca il tasso di crescita e il livello della spesa pubblica e che contribuisca a una composizione del bilancio più favorevole alla crescita consentendo una ridefinizione delle priorità di spesa verso voci più propizie alla crescita, con effetti positivi sulla sostenibilità di bilancio. Dalle misure in materia di tassazione è attesa una maggiore incentivazione della crescita grazie alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e alla garanzia di equità, efficienza e progressività nel sistema fiscale, con effetti positivi sulla sostenibilità di bilancio. Per quanto riguarda le misure in materia di riscossione delle imposte, sebbene un obiettivo specifico (attorno allo 0,1 % del PIL) sia fissato per una sola misura relativa all'adempimento degli obblighi fiscali, si prevede che anche le altre misure concorreranno a migliorare ulteriormente tale adempimento. Le misure in materia di servizi di cura per la prima infanzia sono intese a espandere l'offerta di manodopera, sostenendo così le entrate pubbliche e la sostenibilità di bilancio a medio termine. Infine, sebbene non siano ancora disponibili dettagli specifici, anche dalla misura relativa alle imprese pubbliche è atteso un effetto positivo, in linea con il livello di ambizione che la contraddistingue.

(34)L'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga affronta le priorità comuni dell'UE, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) 2024/1263. Si prevede in particolare che tutte le riforme e gli investimenti alla base della proroga contribuiranno alla resilienza sociale ed economica: i) abbreviando ulteriormente la durata dei procedimenti giudiziari, riducendo l'arretrato giudiziario e completando il potenziamento del processo di transizione digitale; ii) potenziando gli impegni di contrasto all'evasione fiscale mediante il rafforzamento delle azioni già incluse nel PRR; iii) migliorando le condizioni di fondo entro cui agiscono imprese e investitori promuovendo un aumento della concorrenza e dell'efficienza della pubblica amministrazione, nonché la riduzione degli oneri amministrativi e degli ostacoli che minano l'accesso al credito al fine di promuovere un maggiore dinamismo delle imprese, una loro crescita dimensionale e un aumento degli investimenti; iv) potenziando il capitale umano della pubblica amministrazione, con l'obiettivo di aumentare la produttività, la qualità e la quantità dei servizi pubblici; v) migliorando l'efficienza della spesa pubblica concentrandosi sui settori prioritari, tra cui la ricerca e sviluppo e i servizi di cura per l'infanzia. Dalle riforme e dagli investimenti nel settore della pubblica amministrazione ci si attende altresì un contributo al miglioramento del contesto imprenditoriale generale grazie a una maggiore efficienza nella gestione del pubblico impiego, in particolare tramite un rafforzamento del percorso di carriera interno, della mobilità orizzontale e del sistema di valutazione basato sulla performance.

(35)L'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga intende dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese pertinenti 13 formulate nell'ambito del semestre europeo, comprese quelle formulate nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2024/1263. In particolare, le misure in materia di amministrazione fiscale intendono dare seguito alla raccomandazione specifica per paese riguardante la politica strutturale di bilancio che, dal 2019 al 2024, ha chiesto all'Italia di rendere il sistema tributario più propizio alla crescita, in particolare migliorando la composizione delle entrate pubbliche e sostenendo la crescita e la sostenibilità di bilancio (cfr. anche sopra). Analogamente, nelle previsioni le misure in materia di gestione della spesa e razionalizzazione delle imprese pubbliche concorreranno a una composizione del bilancio più favorevole alla crescita, con effetti positivi sulla sostenibilità di bilancio (cfr. anche sopra). Alla raccomandazione specifica per paese sulla giustizia per il periodo 2019-2024 intendono dare seguito le misure in materia di insolvenza e una serie di investimenti volti a migliorare l'efficienza del sistema giudiziario. Le misure sui dipendenti pubblici da cui è atteso un rafforzamento del percorso di carriera, della mobilità orizzontale e del sistema di valutazione permanente intendono dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2020 relative alla pubblica amministrazione. Nelle previsioni l'adozione a cadenza annuale di una legge sulla concorrenza ridurrà gli ostacoli alla concorrenza e migliorerà il contesto imprenditoriale, nell'intento di dare così seguito alle raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2024 in materia di concorrenza e contesto imprenditoriale. Dalle misure relative ai servizi di cura per la prima infanzia si attendono un sostegno alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro e un contributo per contrastare le tendenze demografiche negative, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2024 in materia di occupazione e politica sociale. Tutte le citate raccomandazioni specifiche per paese sono pertinenti nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici.

(36)Il piano garantisce il mantenimento del livello complessivo programmato degli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale realizzati in media durante il periodo contemplato dal PRR, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1263.

Tabella 5 - Investimenti pubblici finanziati a livello nazionale nel piano (in % del PIL)

Livello medio dal 2021 al 2026

2025

2026

2027

2028

2029

Media per tutta la durata del piano

2,9

3,1

2,9

3,3

3,3

3,2

3,2

Fonte: piano strutturale di bilancio di medio termine dell'Italia.

(37)Infine l'insieme di impegni di riforma e di investimento alla base della proroga può essere considerato coerente con gli impegni contenuti nel PRR e con l'accordo di partenariato concordato nell'ambito del quadro finanziario pluriennale, come prescritto all'articolo 14, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2024/1263.

(38)In conclusione, si ritiene che l'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga del periodo di aggiustamento soddisfi, nel complesso, i criteri di cui all'articolo 14 del regolamento (UE) 2024/1263. Di conseguenza il periodo di aggiustamento può essere prorogato da 4 a 7 anni, come proposto nel piano.

Altri intenti di riforma e di investimento indicati nel piano per rispondere alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e affrontare le priorità comuni dell'Unione

(39)Oltre all'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga del periodo di aggiustamento, il piano descrive intenti politici riguardanti altre riforme e altri investimenti per rispondere alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, in particolare le raccomandazioni specifiche per paese, comprese quelle relative alla procedura per gli squilibri macroeconomici, e per affrontare le priorità comuni dell'UE. Il piano prevede 119 riforme e investimenti, 65 dei quali sono sostenuti finanziariamente dal dispositivo per la ripresa e la resilienza.

(40)Per quanto riguarda la priorità comune della transizione verde e digitale equa, in cui rientrano gli obiettivi climatici di cui al regolamento (UE) 2021/1119, il piano comprende una serie di riforme e investimenti. Si prevede che alla transizione verde contribuiranno, fra le altre, le misure in materia di finanza sostenibile, comprese le misure di riduzione del gap di protezione assicurativa, i titoli di Stato green e una serie di misure delle missioni 2 e 7 del PRR. Nelle previsioni tali misure daranno seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di infrastrutture energetiche, efficienza energetica e mobilità sostenibile rivolte all'Italia nel 2022 e nel 2023. La transizione digitale è guidata dagli obiettivi fissati nel programma strategico per il decennio digitale ed è previsto che fruisca utilmente, ad esempio, della strategia nazionale per le competenze digitali o del proseguimento di misure del PRR, comprese quelle relative alle infrastrutture digitali, degli importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI), delle misure volte a rafforzare il trasferimento tecnologico (tramite i centri di competenza e i poli di innovazione digitale) e della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni centrali. Queste misure contribuiranno inoltre a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di pubblica amministrazione, sistema giudiziario e connettività digitale rivolte all'Italia tra il 2019 e il 2024, che sono pertinenti nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici.

(41)Per quanto riguarda la priorità comune della resilienza sociale ed economica, in cui rientra il pilastro europeo dei diritti sociali, il piano comprende una serie di misure e investimenti, ad esempio il rafforzamento dell'assegno unico universale, un ulteriore aumento dell'offerta di asili nido e servizi di cura della prima infanzia e il potenziamento dei congedi parentali. Il sistema di istruzione fruirà anche di misure quali Agenda Sud, volta a rafforzare le competenze di base nel Mezzogiorno, e del proseguimento delle iniziative nel settore dell'istruzione a orientamento professionale, con la riforma degli istituti professionali e tecnici e i piani nazionali e regionali per le competenze. Un contributo al rafforzamento della resilienza sociale ed economica è atteso anche dalle misure di apprendimento degli adulti, in particolare per quanto riguarda la duplice transizione, e da quelle relative al mercato del lavoro, ad esempio il programma GOL e le misure volte a ridurre il divario territoriale nel mercato del lavoro. Nelle previsioni concorreranno al conseguimento dello stesso obiettivo anche le riforme volte a rafforzare i mercati dei capitali per sostenere l'accesso ai finanziamenti per le imprese, in particolare le PMI. Sono queste tutte misure che si prevede daranno seguito anche alle raccomandazioni specifiche per paese emanate dal 2019 al 2024 in materia di funzionamento del mercato del lavoro, politiche attive del mercato del lavoro, competenze e istruzione, che sono pertinenti nell'ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici, e alle raccomandazioni specifiche per paese formulate nello stesso periodo in materia di pari opportunità, inclusione sociale, sviluppo regionale e accesso ai finanziamenti. Il piano comprende, tra l'altro, anche misure di potenziamento delle strutture per l'assistenza sanitaria territoriale (ospedali della comunità) e di ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero, che intendono dare seguito alla raccomandazione specifica per paese del 2020 in materia di assistenza sanitaria. Il piano non prevede invece riforme specifiche delle pensioni che contribuiscano alla risposta alla raccomandazione specifica per paese rivolta all'Italia nel 2019.

(42)Per quanto riguarda la priorità comune della sicurezza energetica, il piano comprende varie misure e investimenti, tra cui, ad esempio, il Tyrrhenian link o la riduzione dei costi di connessione degli impianti per la produzione di biometano alla rete del gas, l'aumento della diffusione della produzione di energia rinnovabile, la riduzione della dipendenza strategica dai combustibili fossili importati o la serie di misure volte all'efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati. Ci si attende che, nel complesso, le misure e gli investimenti previsti dal piano concorrano a dare seguito alla raccomandazione specifica per paese relativa alla sicurezza energetica.

(43)Per quanto riguarda la priorità comune delle capacità di difesa, il piano si richiama alle misure già incluse nel PRR riguardanti gli investimenti nella cibersicurezza e la digitalizzazione del ministero della Difesa.

(44)Il piano fornisce informazioni sulla coerenza e, se del caso, sulla complementarità con i fondi della politica di coesione e con il PRR dell'Italia. In particolare il piano indica incidentalmente che le riforme e gli investimenti inclusi nel piano per rispondere alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo e per affrontare le priorità comuni dell'Unione s'iscrivono nella continuità con le azioni adottate nel PRR e nei programmi di coesione.

(45)Il piano fornisce una panoramica del fabbisogno di investimenti pubblici dell'Italia in relazione alle priorità comuni dell'UE. Per quanto riguarda la transizione digitale equa, il piano richiama i traguardi e gli obiettivi del decennio digitale e menziona la necessità di ulteriori investimenti per soddisfare il fabbisogno di competenze digitali, compresi investimenti che promuovano il miglioramento delle conoscenze e la riqualificazione dei lavoratori per allineare l'offerta e la domanda di lavoro alle nuove sfide e mitigare le possibili ripercussioni negative della transizione digitale, così come ulteriori investimenti nelle infrastrutture digitali, in particolare per lo sviluppo di nodi edge al fine di raggiungere l'obiettivo al 2030 e sostenere il processo di trasformazione digitale delle imprese e della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la transizione verde equa, il piano segnala la necessità di potenziare la decarbonizzazione dei trasporti, lo shift modale e lo sviluppo delle infrastrutture che consentano di rendere più sostenibile il trasporto delle persone e delle merci, anche potenziando il ruolo del trasporto ferroviario. A questo si aggiungono ulteriori investimenti volti a migliorare la governance e l'efficienza del sistema di distribuzione dell'acqua e la preparazione del paese al rischio di catastrofi naturali e cambiamenti climatici, così come investimenti a sostegno della biodiversità e degli ecosistemi. Molte di queste misure rientrano nel piano nazionale integrato Energia e clima. Per quanto riguarda la resilienza sociale ed economica, in cui rientra il pilastro europeo dei diritti sociali, il piano segnala la necessità di ulteriori investimenti nei seguenti settori: i) mercato del lavoro (rafforzamento delle politiche attive del lavoro, dando continuità degli investimenti avviati per la promozione della partecipazione al mercato del lavoro e le attività di formazione necessarie ad allineare le competenze dei lavoratori con quelle richieste dalle imprese, anche tramite la prosecuzione di misure del PRR quali il "sistema duale", l'apprendistato e il servizio civile universale); ii) istruzione e formazione (dando continuità agli investimenti avviati con il PRR e alle iniziative volte ad attenuare i divari di competenze, territoriali e di genere, anche destinando risorse finanziarie al piano Nuove competenze); iii) riduzione dei divari territoriali (continuando a investire nei settori strategici definiti dalla politica di coesione e dal piano strategico della zona economica speciale unica (ZES), ivi inclusi il rischio idrogeologico, le risorse idriche e la ricostruzione dopo eventi calamitosi) e miglioramento delle infrastrutture (muovendo dagli interventi già avviati con il PRR, tra i quali figurano gli interventi per le reti ad alta velocità e le ferrovie regionali, il potenziamento tecnologico e digitale delle reti TEN-T, i porti e i loro collegamenti, oltre al rafforzamento degli investimenti infrastrutturali nell'ambito ZES); iv) sostegno alle filiere strategiche, all'innovazione e al trasferimento tecnologico (dando continuità agli investimenti del PRR per la cooperazione tra università, centri di ricerca e imprese e per la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di imprese, sostenendo la competitività del paese nei settori chiave dell'economia italiana, valorizzando gli investimenti anche nel comparto turistico); v) sistema sanitario, misure contro la povertà e servizi per la prima infanzia (investendo ulteriormente nel sistema sanitario a fini di efficientamento delle reti di medicina generale, delle reti di prossimità, delle strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale oltre che l'ammodernamento delle grandi apparecchiature sanitarie, e di ricerca, formazione e sviluppo delle competenze del personale; investendo ulteriormente nel contrasto alla povertà lavorativa, nelle politiche abitative e nella riduzione del rischio di povertà energetica; potenziando ulteriormente l'accesso a basso costo ai servizi per la prima infanzia, nonché l'ampliamento dei servizi di cura per disabili e anziani non autosufficienti). Per quanto riguarda la sicurezza energetica, il piano segnala la necessità di investimenti addizionali per la realizzazione delle infrastrutture e lo sviluppo e la diffusione di tecnologie applicate all'energia che concorreranno a rendere l'Italia un hub energetico europeo, così come la necessità di investire nell'efficientamento degli edifici per ridurne i consumi di energia e nell'attività di ricerca e sviluppo e di sperimentazione sui vettori energetici, incluso il nucleare di nuova generazione. Per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità di difesa, secondo il piano la spesa nel settore della difesa salirà al 2 % del PIL entro il 2028, coerentemente con gli impegni assunti in sede NATO. Sarà necessario potenziare gli investimenti per assicurare una significativa partecipazione alle missioni internazionali in relazione a operazioni di pace e altre attività, aumentare le risorse per l'accordo di cooperazione con l'Ucraina, l'efficientamento della cessione dei materiali nell'ambito della cooperazione e della collaborazione internazionale e per il rifinanziamento delle operazioni "Strade sicure" e "Stazioni sicure", del Fondo per gli assetti di alta e altissima prontezza operativa e del Fondo per le esigenze di difesa nazionale.

Conclusioni della valutazione della Commissione

(46)Nel complesso la Commissione ritiene che il piano dell'Italia rispetti le prescrizioni del regolamento (UE) 2024/1263.

CONCLUSIONI GENERALI

(47)Conformemente all'articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1263 il Consiglio dovrebbe raccomandare all'Italia il percorso della spesa netta previsto dal piano e approvare la serie di riforme e investimenti che giustificano la proroga del periodo di aggiustamento a 7 anni,

RACCOMANDA all'Italia di:

1.Fare in modo che la crescita della spesa netta non superi i massimali stabiliti nell'allegato I della presente raccomandazione.

2.Attuare l'insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga del periodo di aggiustamento di bilancio a 7 anni, come stabilito nell'allegato II della presente raccomandazione, entro i termini indicati.

Il Consiglio invita altresì l'Italia a realizzare riforme e investimenti che rispondano alle principali sfide individuate nel contesto del semestre europeo, in particolare nelle raccomandazioni specifiche per paese, e che affrontino le priorità comuni dell'UE.

ALLEGATO I

Tassi massimi di crescita della spesa netta
(tassi di crescita annuali e cumulativi, in termini nominali)

Italia

Anni

2025

2026

2027

2028

2029

Tassi di crescita
(in %)

Annuali

1,3

1,6

1,9

1,7

1,5

Cumulativi (*)

-0,7

0,9

2,8

4,6

6,2

(*) I tassi di crescita cumulativi sono calcolati in riferimento all'anno base del 2023.



ALLEGATO II

Insieme di riforme e di investimenti alla base della proroga del periodo di aggiustamento a 7 anni

Italia

Obiettivo principale

Descrizione e tempistica delle fasi principali

Indicatore/i di monitoraggio

Riforme e investimenti in materia di giustizia -

Aggiunta ai traguardi e agli obiettivi del PRR relativi a M1C1.R1.4 - Riforma del processo civile

Ridurre la durata delle procedure fallimentari e promuovere l'uso degli strumenti stragiudiziali

Fase 1: entro T2-2027 adottare misure per garantire e rafforzare l'attuazione della riforma fallimentare. Per tal fine, continuare a sostenere le competenze delle Corti in materia fallimentare e fornire adeguato personale; rafforzare il sistema informativo, al fine di raccogliere informazioni granulari sui costi, l'efficienza e i risultati delle procedure di insolvenza e ristrutturazione (sia extragiudiziali che giudiziarie).

Continuare a sostenere le competenze delle Corti in materia fallimentare e fornire adeguato personale.

Rafforzare il sistema informativo, al fine di raccogliere informazioni granulari sui costi, l'efficienza e i risultati delle procedure di insolvenza e ristrutturazione (sia extragiudiziali che giudiziarie).

Fase 2: entro T4-2027 effettuare una valutazione d'impatto della riforma fallimentare e adottare azioni correttive ove necessario.

Condurre una valutazione d'impatto della riforma fallimentare.

Adottare e mettere in vigore azioni correttive, ove necessario.

Ridurre l'arretrato nei tribunali civili

Fase 3: entro T4-2028 riduzione delle cause pendenti dei Tribunali ordinari civili.

Ridurre del 90% il numero delle cause pendenti aperte tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025 e che risultino ancora pendenti al 31 dicembre 2025 presso i Tribunali ordinari civili.

Ridurre l'arretrato nei tribunali civili

Fase 4: entro T4-2028 riduzione delle cause pendenti delle Corti di appello civili.

Ridurre del 90% il numero delle cause pendenti aperte tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025 e che risultino ancora pendenti al 31 dicembre 2025 presso le Corti di appello civili.

Ridurre il tempo di definizione dei processi civili

Fase 5: entro T4-2028 Riduzione della durata dei procedimenti civili.

Ridurre i tempi di durata del procedimento del 12 % di tutti i casi di contenzioso civile e commerciale rispetto agli stessi tempi registrati al 31 dicembre 2026.

Garantire risorse umane adeguate nel sistema giudiziario

Fase 6: entro T4-2026, T4-2027, T4-2028 e T4-2029 rispettivamente, garantire sufficiente personale impiegato nell'ufficio processuale e personale tecnico amministrativo.

Mantenere 6 000 unità di personale con compiti equivalenti a quelli previsti nell'investimento M1C1 1.8 del PRR.

Riforme e investimenti in materia di tassazione -

Aggiunta ai traguardi e agli obiettivi del PRR relativi a M1C1.R1.12 - Riforma dell'amministrazione fiscale

Favorire la semplificazione dei rapporti con i contribuenti, attraverso la riduzione dei tempi di rimborso dell'IVA

Fase 1: entro T4-2025, T4-2027 e T4-2029 rispettivamente, raggiungimento di obiettivi annuali di performance che garantiscano progressivamente una riduzione dei tempi di rimborso dell'IVA.

Riduzione dei tempi medi di rimborso dell'IVA (espresso in giorni) rispetto al 2024:

• 5% entro il 4° trimestre del 2025;

• 10% entro il 4° trimestre del 2027;

• 15% entro il 4° trimestre del 2029.

Aumentare il recupero delle entrate derivanti dalle attività di prevenzione, promozione della tax compliance, incluse le entrate favorite dall'invio di lettere di compliance e azioni di contrasto all'evasione più selettive e basate su analisi del rischio più efficaci (anche grazie all'utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale e allo sviluppo dell'interoperabilità delle banche dati)

Fase 2: entro T4-2027 e T4-2029 raggiungimento di obiettivi annuali di performance che garantiscano progressivamente maggiori entrate derivanti da attività di prevenzione e controllo.

Maggiori entrate derivanti da attività di prevenzione e controllo rispetto al 2024 (14 miliardi di euro), incluse le entrate favorite dall'invio di lettere di conformità, "inviti al contraddittorio" e "atti istruttori ravvedibili", escludendo misure quali "ruoli", "concordato preventivo", nonché qualsiasi misura volta a regolare i debiti fiscali passati a condizioni vantaggiose quali "rottamazione cartelle esattoriali", "saldo e stralcio" e "ravvedimento speciale", nella misura del:

• 5% entro il 4° trimestre del 2027;

• 10% entro il 4° trimestre del 2029.

Aumentare il recupero delle entrate derivanti dalle attività di prevenzione, promozione della tax compliance, incluse le entrate favorite dall'invio di lettere di compliance e azioni di contrasto all'evasione più selettive e basate su analisi del rischio più efficaci (anche grazie all'utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale e allo sviluppo dell'interoperabilità delle banche dati)

Fase 3: entro T4-2026 rafforzare la lotta all'evasione fiscale derivante da omessa dichiarazione, attraverso: i) l'eliminazione dei vantaggi fiscali ("compensazione orizzontale", "rimborsi di imposte", "regimi premiali") e, ove rilevanti, la sospensione dell'esercizio delle concessioni pubbliche), in caso di accertata evasione fiscale; ii) l'introduzione del codice nazionale delle locazioni brevi nelle banche dati per le analisi del rischio fiscale condotte dall'Agenzia delle entrate; iii) l'introduzione dell'obbligo di collegamento tra casse automatiche e pagamenti elettronici per tutti gli esercizi commerciali; iv) la richiesta di mezzi di pagamento tracciabili per la deducibilità fiscale delle spese relative a trasporti, vitto e alloggio.

Entrata in vigore della normativa primaria e secondaria.

Riforme e investimenti in materia di ambiente imprenditoriale -

Aggiunta ai traguardi e agli obiettivi del PRR relativi a M1C2.R2 - Leggi annuali sulla concorrenza

Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo dando priorità ai progetti che possono attirare ulteriori investimenti privati

Fase 1: entro T4-2025, T4-2026, T4-2027, T4-2028 e T4-2029 rispettivamente, aumentare la spesa pubblica in ricerca e sviluppo.

Aumentare la spesa pubblica in ricerca e sviluppo, in modo tale da portare il rapporto tra tale spesa e il PIL, che per il 2024 è stimato pari a circa 0,5%, allo 0,6% nel 2029 14 .

Promuovere l'efficienza e l'efficacia degli incentivi pubblici agli investimenti

Fase 2: entro T2-2028 razionalizzazione e semplificazione degli incentivi per le imprese, dando seguito alla riforma M1C2-R3 del PRR.

Ridurre drasticamente il numero delle misure di incentivazione e ridurre il numero delle autorità concedenti, sulla base dei risultati di una valutazione di impatto condotta nel 2025.

Promozione della concorrenza per favorire l'efficienza e la crescita economica attraverso l'eliminazione dei colli di bottiglia e delle barriere all'ingresso (anche di natura legislativa). Rimozione o revisione di leggi e regolamenti che ostacolano il buon funzionamento dei mercati

Fase 3: entro T4-2026, T4-2027, T4-2028 e T4-2029 rispettivamente, adozione delle leggi annuali sulla concorrenza.

Adozione e entrata in vigore di una legge annuale sulla concorrenza e dei relativi decreti attuativi, che dia seguito alle raccomandazioni specifiche per paese e consideri, in maniera soddisfacente, le segnalazioni dell'AGCM, tenuto conto di un'appropriata analisi di impatto della normativa.

Aumentare la competitività delle PMI agevolando la crescita dimensionale delle imprese, favorendo il passaggio generazionale, l'orientamento agli investimenti e il matching delle competenze

Fase 4: entro T4-2026 (a), T4-2027 (b) e T4-2028 (b) rispettivamente, adozione di una legge quadro sulle PMI a cadenza annuale, sulla base di una valutazione d'impatto, ed entrata in vigore degli strumenti attuativi e degli aggiornamenti annuali.

La legge introdurrà almeno disposizioni volte a:

• facilitare la crescita dimensionale e l'aggregazione delle imprese;

• provvedere a una semplificazione amministrativa;

• migliorare le condizioni per avviare e gestire un'impresa;

• favorire il passaggio generazionale, anche attraverso una gestione manageriale da parte di professionisti;

• potenziare gli investimenti;

• aumentare le competenze.

(a) Entrata in vigore della legge quadro sulle PMI.

(b) Entrata in vigore di tutti gli strumenti attuativi e aggiornamenti annuali.

Riforme e investimenti in materia di pubblica amministrazione e servizi di cura per la prima infanzia -

Aggiunta ai traguardi e agli obiettivi del PRR relativi a M1C1.R1.9 - Riforma della pubblica amministrazione

Promuovere la mobilità verticale

Fase 1: entro T4-2026 attuazione delle misure relative alla promozione della mobilità verticale.

Assicurare che almeno il 20 % dei posti vacanti a livello annuale per posizioni dirigenziali siano assegnati ai funzionari più meritevoli, selezionati sulla base di un'adeguata procedura di valutazione della performance.

Promuovere la mobilità orizzontale

Fase 2: entro T4-2026 attuazione delle misure relative alla promozione della mobilità orizzontale.

Almeno il 15 % dei posti che risultino vacanti a livello annuale siano assegnati a funzionari che si trasferiscono da un'altra amministrazione o agenzia pubblica.

Valorizzazione del sistema di valutazione basato sulla performance

Fase 3: entro T4-2028 valorizzazione del sistema di valutazione basato sulla performance.

Completamento di un primo ciclo di valutazione della performance ed erogazione di bonus di produttività nell'ambito del nuovo quadro di valutazione della performance.

Aumento della spesa pubblica annua

Fase 4: entro T4-2027 garantire un'adeguata copertura finanziaria per il funzionamento delle strutture di assistenza all'infanzia disponibili.

Aumentare la spesa pubblica per coprire i costi operativi delle strutture di assistenza all'infanzia, ivi incluse quelle nuove realizzate attraverso gli investimenti del PNRR e le risorse nazionali, per i bambini di età compresa tra 0 e 2 anni. L'incremento sarà pari ad almeno il 20 % rispetto alla spesa pubblica annua dedicata ai costi di gestione delle strutture di assistenza all'infanzia disponibili per bambini sotto i 3 anni di età, considerando anche i nuovi posti resi disponibili dal PNRR.

Garantire un'adeguata disponibilità di posti per i servizi per l'infanzia

Fase 5: entro T4-2027 garantire un'adeguata fornitura di servizi di assistenza all'infanzia in linea con l'obiettivo di Barcellona e l'obiettivo nazionale per il 2027, tenendo conto delle disparità regionali.

Garantire che le strutture pubbliche e private per l'infanzia abbiano una disponibilità di posti pari ad almeno il 33% del numero dei bambini sotto i 3 anni, a livello nazionale. Garantire che le strutture per l'infanzia abbiano una disponibilità di posti pari ad almeno il 15% del numero dei bambini sotto i 3 anni, a livello regionale.

Definizione di scaglioni contributivi per i contributi genitoriali

Fase 6: entro T4-2027 aumentare l'accessibilità dei servizi di cura per l'infanzia stabilendo criteri minimi a livello nazionale per l'accesso al servizio e sulle fasce di retta, in vista di una maggiore accessibilità al servizio di asili nido.

Entrata in vigore della normativa

Riforme e investimenti in materia di spesa pubblica -

Aggiunta ai traguardi e agli obiettivi del PRR relativi a M1C1.R1.13 - Riforma del quadro di revisione della spesa pubblica ("spending review")

Rafforzare la capacità di programmazione, monitoraggio e valutazione della spesa pubblica

Fase 1: Entro T2-2027, T2-2028 e T2-2029 adozione dei piani di monitoraggio e valutazione e a partire da T2-2028 adozione della relazione annuale del ministero dell'Economia e finanze.

Adozione in ciascun anno di almeno un piano di monitoraggio e valutazione della spesa che contenga proposte di intervento formulate da ciascun Ministero e che, lungo l'arco temporale del piano strutturale di bilancio di medio termine, copra un'area di spesa complessivamente pari al 10% della spesa destinata al finanziamento di politiche di diretta competenza delle amministrazioni centrali. I piani di monitoraggio e valutazione propongono interventi e azioni volti a migliorare la qualità o l'efficienza della spesa. Una relazione annuale predisposta dal ministero dell'Economia e finanze illustra lo stato di attuazione del piano di monitoraggio e valutazione, in particolare, mostrando l'adozione di almeno un'azione attuata da ciascun ministero che contribuisca alla sostenibilità delle finanze pubbliche.

Migliorare il monitoraggio della spesa, anche attraverso la creazione e il potenziamento delle strutture dedicate nelle pubbliche amministrazioni, per la valutazione della qualità e dell'impatto dei servizi erogati

Fase 2: entro T1-2028 potenziare le attività di ispezione sulla gestione della spesa pubblica condotte dal ministero dell'Economia e delle finanze su tutti gli enti che ricevono sostegno pubblico, comprese le autorità subnazionali e le imprese statali.

Entrata in vigore della normativa primaria e secondaria.

Potenziare le attività di controllo della spesa pubblica

Fase 3: entro T1-2026 e T1-2028 riforma del quadro di regole per il controllo della spesa per le amministrazioni pubbliche centrali, che preveda una maggiore responsabilità finanziaria delle amministrazioni nella gestione delle risorse nonché il rafforzamento della programmazione e un migliore monitoraggio e valutazione dei risultati e degli impatti delle politiche.

(a) Entrata in vigore della normativa primaria. (b) Entrata in vigore della normativa secondaria.

Riforme e investimenti in materia di tassazione (misura nuova) -

Intervenire sul sistema di detrazioni fiscali allineandolo con gli obiettivi di sostegno ai carichi familiari, crescita economica e transizione ecologica in un'ottica pluriennale

Fase 1: entro T4-2028 semplificare il sistema fiscale attraverso il riordino delle detrazioni fiscali.

Una riduzione del 15 % della perdita di gettito legata alle detrazioni fiscali rispetto al livello base del 2019 (49 miliardi di euro), ivi incluse quelle nell'area dei sussidi dannosi per l'ambiente, aliquote IVA ridotte, esenzioni e modifiche delle spese fiscali legate all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). La riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente di 3,5 miliardi di euro prevista entro il 2030 nel quadro del PRR è rilevante per la riduzione della perdita di gettito derivante dalle detrazioni fiscali.

Riduzione della pressione fiscale a carico delle famiglie con redditi medio-bassi e sostegno dell'occupazione

Fase 2: entro T4-2026 riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.

Riduzione permanente del valore medio del cuneo fiscale rispetto ai livelli registrati nel 2023.

Aggiornamento del registro catastale

Fase 3: (a) entro T4-2027 mappatura delle proprietà non incluse nel registro catastale; (b) entro T4-2028 aggiornamento dei valori catastali per le imposte sugli immobili per gli edifici che sono stati sottoposti a interventi di efficienza energetica e/o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici dal 2019.

(a) Introduzione ed entrata in vigore della normativa di riferimento e completamento delle attività di mappatura, controllo e aggiornamento del registro catastale delle proprietà precedentemente non incluse. (b) Introduzione ed entrata in vigore della normativa di riferimento e aggiornamento completo dei valori catastali per gli immobili indicati nella colonna/sezione delle fasi principali.

Riforme e investimenti in materia di razionalizzazione delle imprese pubbliche (misura nuova) -

Razionalizzare le imprese pubbliche in linea con la legislazione nazionale (D.Lgs. n. 175/2016)

Fase 1: entro T4-2027 adottare misure per garantire e rafforzare l'attuazione del quadro giuridico sulle imprese pubbliche.

Adottare misure per garantire e, ove necessario, rafforzare l'efficace attuazione del quadro giuridico (D.Lgs. n. 175/2016) relativo alle attività e all'efficienza operativa delle partecipazioni detenute in imprese pubbliche, al fine di assicurare una razionalizzazione efficace e la dismissione delle imprese pubbliche non efficienti senza compromettere la fornitura di servizi pubblici.

Fatto a Strasburgo, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    Regolamento (UE) 2024/1264 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica del regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L, 2024/1264, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1264/oj ).
(2)    Direttiva (UE) 2024/1265 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica della direttiva 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (GU L, 2024/1265, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1265/oj ).
(3)    Regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio (GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj ).
(4)    Spesa netta quale definita all'articolo 2 del regolamento (UE) 2024/1263, ossia spesa pubblica al netto di: i) spesa per interessi, ii) misure discrezionali sul lato delle entrate, iii) spesa per i programmi dell'Unione interamente finanziata da fondi dell'Unione, iv) spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall'Unione, v) componente ciclica della spesa per i sussidi di disoccupazione e vi) misure una tantum e altre misure temporanee.
(5)    Gli orientamenti preliminari trasmessi agli Stati membri e al comitato economico e finanziario comprendono traiettorie senza e con proroga del periodo di aggiustamento (per una durata rispettiva di 4 e 7 anni). Comprendono parimenti le principali condizioni di partenza e le ipotesi sottostanti da cui la Commissione è mossa per il quadro di proiezione del debito pubblico a medio termine. La traiettoria di riferimento è stata calcolata secondo la metodologia descritta nel Debt Sustainability Monitor 2023 della Commissione ( https://economy-finance.ec.europa.eu/publications/debt-sustainability-monitor-2023_it ). Si basa sulle previsioni di primavera 2024 della Commissione, con proroga a medio termine fino al 2033; la crescita a lungo termine del PIL e i costi dell'invecchiamento della popolazione che prospetta sono in linea con la relazione congiunta di Commissione e Consiglio sull'invecchiamento demografico, dal titolo 2024 Ageing Report ( https://economy-finance.ec.europa.eu/publications/2024-ageing-report-economic-and-budgetary-projections-eu-member-states-2022-2070_en?prefLang=it ).
(6)     https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/national-medium-term-fiscal-structural-plans_it#italy  
(7)    GU L, 1.8.2024, ELI: https://eur-lex.europa.eu/eli/dec/2024/2124/oj
(8)    Raccomandazione di raccomandazione del Consiglio intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Italia, 26.11.2024 (COM/2024/954 final).
(9)    Parere della Commissione sul documento programmatico di bilancio dell'Italia, 26.11.2024 (C(2024)9057 final).
(10)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea degli investimenti (COM(2024) 600 final), appendice 4.
(11)    Raccomandazione del Consiglio sulle politiche economiche, di bilancio, occupazionali e strutturali dell'Italia (non ancora pubblicata).
(12)    Cfr. parere della Commissione sul documento programmatico di bilancio dell'Italia, 26.11.2024 (C(2024)9057 final).
(13)    Sono considerate "pertinenti" le raccomandazioni specifiche per paese: i) che il Consiglio ha adottato dal 2019 in avanti; ii) alle quali lo Stato membro non ha ancora dato "pieno seguito" o sulle quali non ha ancora compiuto "progressi significativi", e che non sono obsolete (con valutazione "Non valutata/Nessun apporto da aggiungere"), stando alla valutazione dell'ultimo esercizio di sorveglianza del semestre europeo (disponibile in CeSaR (europa.eu) ); iii) che non sono collegate all'aspetto prettamente di bilancio del patto di stabilità e crescita; iv) che non riguardano la stessa problematica espressa in termini diversi.
(14)    La spesa in ricerca e sviluppo è calcolata secondo la metodologia OCSE utilizzata per il calcolo della spesa interna in ricerca e sviluppo.