Bruxelles, 28.11.2024

COM(2024) 556 final

RESOCONTO ANNUALE DELLA COMMISSIONE

sulle relazioni annuali d'attività degli Stati membri sui crediti all'esportazione ai sensi del regolamento (UE) n. 1233/2011


1. Introduzione

Il presente resoconto annuale per il 2023 sulle attività di credito all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico è elaborato a norma del regolamento (UE) n. 1233/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'applicazione di alcuni orientamenti sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico. Il resoconto riguarda le attività di credito all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico svolte dalle agenzie di credito all'esportazione (ACE) degli Stati membri e si basa sulle informazioni fornite dagli Stati membri nelle relazioni annuali d'attività presentate alla Commissione, anch'esse a norma del regolamento. Le relazioni seguono un modello standardizzato (detto anche "modello di elenco di controllo"), concordato tra gli Stati membri, che è stato rivisto e arricchito nel corso del tempo. Il modello utilizzato dagli Stati membri per le loro relazioni per il 2023 è una nuova versione, che rispetto alla versione precedente è più dettagliata per quanto riguarda la protezione del clima e comprende in particolare un riesame incentrato sul clima delle attività di credito all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico, settore per settore, come pure un'informativa finanziaria più armonizzata.

2. Relazioni annuali d'attività pervenute per l'anno civile 2023

Nel 2023 venti Stati membri hanno erogato crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico rientranti nell'ambito di applicazione dell'accordo sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico ("accordo"): Austria, Belgio, Cechia, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Hanno tutti presentato una relazione annuale d'attività per il 2023.

Gli altri Stati membri (Bulgaria, Cipro, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania e Malta) hanno confermato di non avere erogato crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico durante l'anno di rendicontazione.

3. Analisi delle relazioni annuali d'attività

a)Informazioni generali

Nel 2023 i venti Stati membri che hanno erogato crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico hanno tutti fornito copertura pura, ossia crediti all'esportazione sotto forma di garanzie e/o prodotti assicurativi. Tredici di tali Stati membri (Belgio, Cechia, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria) hanno anche erogato sostegno finanziario pubblico, ossia finanziamenti diretti o rifinanziamenti di prestiti commerciali per operazioni di esportazione o interventi sul tasso di interesse. Un numero limitato di Stati membri (Austria, Polonia, Spagna e Ungheria) riferisce di erogare aiuti legati, una forma di crediti all'esportazione con una componente di agevolazione disciplinata nel contesto dell'accordo dell'OCSE.

L'accordo sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico 1 e le tre raccomandazioni dell'OCSE sulle norme di buona governance 2 garantiscono l'armonizzazione delle pratiche in tutti i paesi aderenti all'OCSE e all'interno dell'UE. Nell'ambito di tale quadro i governi elaborano tuttavia le proprie politiche. La maggior parte delle ACE dispone di ulteriori regole rispetto agli orientamenti dell'OCSE, relative ad esempio al contenuto nazionale e locale, e di norme più rigorose in vigore, anche per rispecchiare le proprie politiche nazionali e gli impegni internazionali, come i "principi Equator" (un quadro di gestione dei rischi che consente alle istituzioni finanziarie di individuare, valutare e gestire i rischi ambientali e sociali all'atto di finanziare i progetti collegati alla Società finanziaria internazionale nell'ambito del Gruppo della Banca mondiale). Alcune ACE scelgono di offrire programmi personalizzati per settori o obiettivi specifici. Ciò può rispecchiare le specificità delle diverse intese settoriali nel quadro dell'accordo, le strutture di coassicurazione o gli orientamenti strategici.

La struttura organizzativa delle ACE e la governance per quanto riguarda l'erogazione di sostegno variano da uno Stato membro all'altro. I crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico sono gestiti da ventisei organismi dei vari Stati membri, ovvero agenzie governative o società private operanti nell'ambito di un mandato pubblico e sotto la sorveglianza del governo. Tali organismi sono elencati nell'allegato 1. Gli Stati membri che erogano sia copertura che finanziamenti solitamente dispongono di un'istituzione distinta e specifica che si occupa di questi ultimi, talvolta denominata banca EXIM (abbreviazione di "export-import").

b)Volume del sostegno pubblico

Le relazioni annuali d'attività forniscono informazioni finanziarie circa il sostegno pubblico erogato dalle ACE, in conformità dei rispettivi quadri legislativi nazionali e della struttura organizzativa degli Stati membri. La Commissione non ha osservazioni da formulare sugli aspetti finanziari delle relazioni annuali d'attività 2023.

Per il sostegno pubblico sotto forma di copertura pura, la tabella che segue illustra l'esposizione aggregata al rischio nominale al 31 dicembre 2023 per i maggiori fornitori nell'UE.

Tabella 1. Totale dei portafogli di sostegno pubblico dell'UE e degli Stati membri sotto forma di copertura pura nel 2023 (in milioni di EUR)

Principali contributori dell'UE in funzione dell'esposizione aggregata al rischio nominale

Esposizione totale alla copertura pura nell'UE

372 082

Germania

99 583

Italia

81 220

Francia

70 327

Svezia

32 100

Paesi Bassi

26 856

Per quanto riguarda il sostegno finanziario pubblico, la tabella che segue illustra il valore nominale del portafoglio prestiti che beneficia di sostegno pubblico al 31 dicembre 2023 per i maggiori fornitori nell'UE.

Tabella 2. Portafoglio di sostegno pubblico complessivo dell'UE e degli Stati membri sotto forma di sostegno finanziario pubblico nel 2023 (in milioni di EUR)

Principali contributori dell'UE in funzione del valore nominale del portafoglio prestiti che beneficia di sostegno pubblico

Portafoglio prestiti complessivo nell'UE

101 388

Italia

40 840

Francia

16 913

Germania

15 571

Svezia

9 124

Finlandia

7 456

È utile osservare che, cumulando le cifre di cui alle tabelle 1 e 2, non risulterebbe un quadro preciso del valore totale del sostegno erogato all'operazione di esportazione, in quanto uno Stato membro può sostenere la stessa operazione di esportazione mediante sia finanziamenti diretti che copertura pura. Inoltre queste tabelle riguardano tutti i prodotti delle ACE, la copertura del credito all'esportazione e il sostegno finanziato a norma dell'accordo OCSE, nonché altri tipi di copertura e sostegno all'esportazione erogati dagli Stati membri, compresi, ad esempio, i crediti all'esportazione a breve termine.

Per rappresentare il flusso di sostegno pubblico, la tabella che segue si riferisce solo al valore delle operazioni sostenute da nuovi impegni di credito all'esportazione sovvenzionati nell'ambito dell'accordo, durante l'anno civile 2023, per i principali fornitori dell'UE.

Tabella 3. Nuovi impegni degli Stati membri dell'UE notificati all'OCSE nel corso del 2023 (in milioni di EUR)

Principali contributori dell'UE di crediti all'esportazione dell'OCSE

Numero complessivo di operazioni di credito all'esportazione

Valore totale aggregato del credito dei progetti sostenuti con il credito all'esportazione

Totale dei nuovi impegni notificati nell'UE

1 341

31 224

Italia

277

10 092

Germania

249

9 903

Danimarca

32

2 890

Svezia

325

2 885

Francia

34

1 825

c)Considerazione degli obiettivi in materia di mutamenti climatici

Il 15 marzo 2022, nelle conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sui crediti all'esportazione 3 , gli Stati membri hanno delineato un "patto europeo per il clima sul finanziamento delle esportazioni", che comprendeva una serie di impegni. Tra questi, gli Stati membri hanno manifestato la loro "volontà di arricchire le loro relazioni annuali" nel contesto del presente riesame annuale "con un'analisi incentrata sul clima delle rispettive attività in materia di crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico, settore per settore". La nuova versione del modello di elenco di controllo in vigore per il 2023 definisce la metodologia da seguire a tal fine e la presente sezione si avvale delle relazioni arricchite degli Stati membri.

Un elemento è costituito dall'impegno del Consiglio, espresso nelle stesse conclusioni, a far sì che gli Stati membri fissassero nelle rispettive politiche nazionali, entro la fine del 2023, "scadenze basate su dati scientifici per porre fine ai crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico per i progetti nel settore dell'energia basata sui combustibili fossili, salvo in circostanze limitate e chiaramente definite, coerenti con l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5º C e con gli obiettivi contenuti nell'accordo di Parigi". Nelle loro relazioni annuali d'attività, 14 Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno comunicato di aver pubblicato tale politica entro il 31 dicembre 2023. Cechia, Grecia, Polonia e Portogallo hanno riferito che erano in procinto di farlo. Gli altri Stati membri hanno affermato di non avere alcun interesse per il settore dell'energia basata sui combustibili fossili o di non erogare crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico.

Per quanto riguarda il settore del carbone, dal 2021 l'accordo vieta qualsiasi sostegno a progetti relativi a impianti di produzione di energia elettrica dal carbone non soggetti ad abbattimento del carbonio, ad eccezione dei progetti che riducono l'inquinamento o introducono sistemi di riduzione delle emissioni di CO2, che non comportano né un prolungamento della vita utile dell'impianto né un aumento di capacità. Nelle loro politiche in materia di clima, gli Stati membri hanno per la maggior parte messo in atto una politica di eliminazione graduale del carbone più rigorosa rispetto al divieto previsto dall'accordo, anche non consentendo finanziamenti lungo l'intera catena del valore. Nel 2023 le ACE europee non hanno segnalato transazioni per progetti relativi al settore dell'energia da carbone (comprendente le attività di prospezione, produzione, trasporto, stoccaggio in relazione alle infrastrutture di distribuzione, raffinazione, distribuzione e produzione di energia elettrica).

Per quanto riguarda il settore petrolifero, al 31 dicembre 2023 i 14 Stati membri hanno fissato varie scadenze per porre fine al sostegno. Dieci paesi si sono impegnati a non sostenere più questi progetti successivamente al 31 dicembre 2023 (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svezia). Gli altri Stati membri hanno mantenuto la possibilità di finanziare tali operazioni, prevedendo di porvi fine entro il 2030, sebbene nessuno di essi abbia notificato operazioni relative al petrolio in questi settori nel 2023.

Nel settore del gas, anche in questo caso al 31 dicembre 2023, gli stessi 10 Stati membri si sono chiaramente impegnati a porre fine al finanziamento di progetti relativi a impianti di produzione di energia elettrica e alla relativa catena del valore. Tuttavia alcune ACE (Danimarca, Finlandia, Germania e Paesi Bassi) mantengono la possibilità di concedere un sostegno in circostanze limitate, ad esempio per la riduzione della produzione di energia elettrica, lo sviluppo dei paesi più poveri o in cui il gas naturale rientra in una soluzione transitoria, coerente con un percorso verso l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5ºC. In un caso, gli orientamenti dello Stato membro riguardano solo la produzione di energia elettrica. Per quanto riguarda il petrolio, i restanti Stati membri mantengono la possibilità di finanziare tali operazioni, prevedendo di porvi fine entro il 2030, sebbene nessuno di essi abbia notificato operazioni relative al gas in questi settori nel 2023.

In pratica, nel 2023 le ACE dell'UE hanno notificato quattro operazioni sostenute da crediti all'esportazione nei settori del petrolio e del gas, per un valore totale del credito pari a 1 104 milioni di EUR:

Stato membro erogatore

Valore dell'operazione

Tipo di progetto

1.

Danimarca

45 milioni di EUR

Impianto di stoccaggio e imbottigliamento del gas da cucina

2.

Italia

219,1 milioni di EUR

Raffineria di petrolio

3.

Germania

282,6 milioni di EUR

Ammodernamento di una centrale a gas

4.

Italia e Paesi Bassi

364,7 milioni di EUR (Italia) + 193,2 milioni di EUR (Paesi Bassi)

Progetto petrolifero a monte

Per quanto riguarda la prima operazione, lo Stato membro ha riferito che il sostegno è stato erogato in linea con un'eccezione nella sua politica relativa alle "soluzioni pulite per la cottura". La valutazione ESG ha concluso che le alternative determinerebbero un aumento dell'inquinamento da CO2. Le tre operazioni rimanenti erano state eseguite da tre diversi Stati membri prima dell'entrata in vigore dei loro impegni in materia di clima. Al 1º gennaio 2024 queste tre operazioni non sarebbero più consentite. Per tutte le operazioni, gli Stati membri che hanno presentato relazioni hanno osservato di aver attuato il dovere di diligenza seguendo un processo analogo a quello utilizzato per altri impatti sociali e ambientali.

Oltre a dette restrizioni per il settore dell'energia basata sui combustibili fossili, le ACE degli Stati membri hanno adottato programmi di incentivazione per le operazioni rispettose del clima, oltre a prolungare i periodi di rimborso massimi consentiti a norma dell'intesa settoriale sui mutamenti climatici prevista dall'accordo. Ad esempio, alcune ACE prevedono norme più flessibili in materia di contenuto nazionale, quali un importo massimo dei prestiti più alto, un tasso di copertura più elevato, un tasso minimo di premio applicato in modo automatico o un rimborso delle spese di studio per le operazioni rispettose del clima.

In dettaglio, nel 2023 sono stati finanziati, da cinque paesi diversi, 36 progetti nei settori dell'attenuazione dei mutamenti climatici e dell'adattamento agli stessi, quali definiti nell'intesa settoriale sui mutamenti climatici, per un importo complessivo di 7 256 milioni di EUR (un importo quasi sette volte superiore al valore del credito erogato per i progetti relativi ai combustibili fossili). La maggior parte di questi progetti riguardava le energie rinnovabili (31 operazioni per un valore del credito pari a 6 925 milioni di EUR).

d)Trattamento di altri rischi ambientali

La raccomandazione dell'OCSE sugli approcci comuni ai crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico e alla diligenza ambientale e sociale stabilisce principi comuni per l'esercizio del dovere di diligenza ambientale e sociale. Tutti gli Stati membri dell'UE aderiscono alla raccomandazione, in base alla quale individuano e affrontano i potenziali impatti e rischi associati alle domande di sostegno pubblico. Tale raccomandazione si basa su norme ben consolidate, quali le norme della Società finanziaria internazionale in materia di prestazioni ambientali e sociali, gli orientamenti del gruppo della Banca mondiale per l'ambiente, la salute e la sicurezza, le politiche di salvaguardia della Banca mondiale e le norme della Banca mondiale in materia ambientale e sociale. La raccomandazione riguarda questioni ambientali fondamentali quali le emissioni atmosferiche, comprese le emissioni di gas a effetto serra, l'efficienza delle risorse, la gestione dei rifiuti, il rumore e le vibrazioni, la gestione di materiali pericolosi, gli impatti sugli ecosistemi, la protezione della biodiversità e l'uso significativo delle risorse naturali; contempla anche requisiti per la preparazione e la risposta alle emergenze, affinché i titolari dei progetti siano in grado di rispondere a incidenti e situazioni emergenziali in maniera adeguata per prevenire e attenuare gli impatti ambientali.

Le politiche relative al dovere di diligenza e le procedure di valutazione del rischio delle ACE dell'UE si basano principalmente, ma non esclusivamente, su tale raccomandazione, e sono elaborate tenendo conto di altre norme e dell'acquis dell'UE. Tutti gli Stati membri che erogano crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico riferiscono di rispettare la dimensione ambientale della raccomandazione e sostengono che è parte integrante dei loro sistemi di attuazione del dovere di diligenza e gestione del rischio nonché del loro processo decisionale. Le procedure di valutazione ex ante dipendono dal tipo, dalle dimensioni e dalla categoria di una data domanda di credito all'esportazione che beneficia di sostegno pubblico. I rischi sono individuati, classificati e valutati e possono ripercuotersi sull'ammissibilità al sostegno. Tutte le ACE dell'UE hanno confermato di aver esaminato tutte le domande di crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico nell'intento di stabilire se fosse opportuno effettuare un riesame ambientale.

A norma della raccomandazione, le ACE sono tenute a classificare tali domande, a seconda del potenziale impatto ambientale negativo, in tre categorie di rischio: alto (categoria A), medio (categoria B) o basso (categoria C). Molti Stati membri riferiscono di applicare la raccomandazione in modo più ampio rispetto al suo ambito di applicazione, ad esempio classificando tutte le operazioni, anche quelle per le quali sostengono una quota con un valore inferiore a 10 milioni di DSP, che in linea di principio non rientrerebbero nella fase di esame. Gli Stati membri riferiscono che è stata effettuata una valutazione di impatto ambientale e sociale a norma dell'articolo 18 della raccomandazione per tutte le domande di categoria A per le quali un'ACE ha assunto un impegno definitivo. Per le domande di categoria B, gli Stati membri riferiscono che i richiedenti hanno sempre fornito informazioni sufficienti in merito agli impatti ambientali del progetto a norma dell'articolo 19 della raccomandazione dell'OCSE. Prima di prendere la decisione di erogare sostegno a favore di progetti di categoria A o B, tutte le ACE che hanno finanziato tali progetti hanno riferito di aver sempre valutato le informazioni risultanti dall'analisi e dall'esame delle operazioni, mediante una relazione sul dovere di diligenza elaborata da un organismo interno indipendente o da un consulente esterno, il cui parere positivo costituisce un requisito per l'emissione. Le informazioni pertinenti erano contenute nelle relazioni delle valutazioni di impatto ambientale e sociale e sono state raccolte anche tramite i moduli di domanda e i questionari delle ACE, ricerche documentali, visite in loco, ricerche svolte da consulenti esterni e contatti diretti con i richiedenti.

Gli Stati membri non hanno segnalato situazioni di inadempienza permanente, ma possono verificarsi inadempienze di lieve entità, quale il mancato rispetto dei termini per la trasmissione di informazioni o relazioni. Le situazioni di inadempienza sono risolte in coordinamento con i promotori dei progetti e in alcuni casi con il sostegno dell'ambasciata dello Stato membro, elaborando azioni correttive e misure di mitigazione monitorate nel tempo, oppure sospendendo il sostegno o rifiutando l'indennizzo; questi ultimi strumenti non sono però stati utilizzati durante il periodo di riferimento.

e)Dovere di diligenza in materia sociale e di diritti umani

Oltre alla dimensione ambientale, dal 2012 la raccomandazione dell'OCSE sugli approcci comuni ha stabilito principi per il dovere di diligenza sociale. La raccomandazione riguarda importanti impatti potenziali a livello sociale connessi ai progetti, anche in materia di occupazione e condizioni di lavoro (ad es. trattamento equo, discriminazione, libertà di associazione, contrattazione collettiva, alloggi dei lavoratori), salute, sicurezza e protezione della comunità (ad es. esposizione della comunità a malattie, uso di personale di sicurezza), acquisizione di terreni e reinsediamento involontario (ad es. trasferimento fisico, dislocamento economico), adeguato coinvolgimento delle comunità interessate (ad es. consultazione informata e processi di partecipazione, meccanismo di reclamo), popolazioni indigene (ad es. procedura di consenso libero, preventivo e informato), patrimonio culturale. La raccomandazione riguarda anche importanti impatti sui diritti umani in relazione ai progetti, tra cui il lavoro forzato, il lavoro minorile, le questioni di genere e le condizioni di salute e di sicurezza potenzialmente fatali sul luogo di lavoro. Un'attenzione particolare è dedicata ai gruppi vulnerabili.

Le pratiche relative al dovere di diligenza riferite dalle ACE dell'UE sono simili a quelle per i rischi ambientali. Tutti e venti gli Stati membri che hanno presentato relazioni e che erogano sostegno pubblico indicano di rispettare la dimensione sociale e relativa ai diritti umani della raccomandazione dell'OCSE sugli approcci comuni e sostengono che è parte integrante dei loro sistemi decisionali, di attuazione del dovere di diligenza e di gestione del rischio. Tutti hanno confermato di aver esaminato tutte le domande al fine di stabilire se fosse opportuno effettuare un riesame dal punto di vista sociale e dei diritti umani. Hanno riferito che è stata effettuata una valutazione di impatto ambientale e sociale per tutte le domande di categoria A. Per le domande di categoria B, hanno riferito che i richiedenti hanno sempre fornito informazioni sufficienti per far fronte agli impatti del progetto. Prima di prendere la decisione di erogare sostegno pubblico a favore di progetti di categoria A o B che possono avere un impatto negativo in ambito sociale e sui diritti umani, gli Stati membri hanno riferito che le rispettive ACE hanno sempre valutato le informazioni derivanti dall'analisi e dall'esame, analogamente all'approccio adottato per i rischi ambientali.

Gli Stati membri non hanno riferito situazioni di inadempienza permanente nel 2023 nel corso delle procedure relative al dovere di diligenza in materia sociale e di diritti umani. Un'ACE ha riferito di aver affrontato situazioni di scostamento dalle azioni concordate e dalle norme internazionali durante la fase di monitoraggio di determinate operazioni e di aver messo in atto misure caso per caso.

Tutte le ACE dell'UE, tranne due, dispongono di un processo di consultazione partecipativo o di un meccanismo di reclamo per le comunità interessate. In tutti i casi, i promotori dei progetti sono tenuti a mettere in atto meccanismi indipendentemente dal coinvolgimento delle ACE. Gli Stati membri non hanno segnalato alla Commissione alcun reclamo nelle rispettive relazioni annuali d'attività per il 2023.

f)Misure di lotta alla corruzione

Tutti gli Stati membri che erogano crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico riferiscono di rispettare la raccomandazione dell'OCSE sulla corruzione e sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico. La raccomandazione contiene misure per l'esame, l'attuazione del dovere di diligenza, la valutazione e la decisione in merito all'ammissibilità al sostegno, nell'intento di scoraggiare la corruzione nei crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico. In particolare ciò significa verificare che tutte le parti coinvolte nelle operazioni non figurino negli elenchi di interdizione delle istituzioni finanziarie multilaterali.

g)Prestiti sostenibili

Tutti gli Stati membri che erogano crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico riferiscono di rispettare la raccomandazione dell'OCSE sui prestiti sostenibili e sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico. La raccomandazione è intesa a garantire la mobilitazione di finanziamenti per le necessità di sviluppo dei paesi a basso reddito per evitare che questi ultimi accumulino un debito eccessivo nel futuro. L'adesione alla raccomandazione va di pari passo con una stretta osservanza delle politiche della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale (FMI) sulla condizionalità relativa ai limiti di indebitamento per il prestito non agevolato e per quanto riguarda i prestiti sostenibili. A norma della raccomandazione gli aderenti hanno approvato anche importanti misure di trasparenza, che comprendono la comunicazione di informazioni alla Banca mondiale e all'FMI. Nella maggior parte dei casi le valutazioni della sostenibilità del debito rientrano nelle valutazioni generali del rischio paese che incidono sulle politiche di copertura nazionali delle ACE.

h)Altre informazioni contenute nelle relazioni annuali d'attività

Gli Stati membri riferiscono di essere attenti a garantire che le ACE operino con la massima trasparenza possibile, rispettando nel contempo la riservatezza delle informazioni aziendali sensibili. A norma della raccomandazione dell'OCSE sugli approcci comuni, la procedura armonizzata in tutta l'UE consiste nella divulgazione al pubblico di informazioni dettagliate per i progetti che possono avere impatti ambientali o sociali negativi. Le ACE hanno sempre divulgato tutte le informazioni richieste a norma degli articoli 39 e 41 della raccomandazione, vale a dire informazioni ex ante pertinenti per i progetti di categoria A, comprese le valutazioni di impatto ambientale e sociale, e informazioni ex post per tutti i progetti di categoria A e B sostenuti, mediante pagine dedicate nei rispettivi siti web di cui all'allegato 2.

Molte ACE dell'UE hanno una politica in materia di responsabilità sociale delle imprese che in genere comporta non soltanto sforzi interni, ma anche uno stretto dialogo con i clienti dell'ACE. In tale contesto le ACE valutano sempre più spesso le proprie pratiche ed elaborano piani per ridurre il proprio impatto ambientale, comprese stime dell'impronta di carbonio.

4. Rispetto da parte delle ACE degli obiettivi e degli obblighi dell'Unione

All'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE) sono elencati gli obiettivi generali dell'Unione europea; all'articolo 21 sono stabiliti i principi e gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione. A norma dell'articolo 3, paragrafo 5, TUE, nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione europea "[c]ontribuisce [...] allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite". Per quanto riguarda la politica commerciale comune dell'UE, all'articolo 206 e all'articolo 207, primo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea è fatto riferimento ai principi e agli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione.

Il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a formulare una dichiarazione in merito al rispetto, da parte degli Stati membri, degli obiettivi e degli obblighi dell'UE nell'erogare crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico. La Commissione ha stilato il suo resoconto annuale conformemente al regolamento (UE) n. 1233/2011. Il resoconto della Commissione si basa quindi sulle relazioni annuali d'attività presentate dagli Stati membri e non può essere considerato esaustivo.

La Commissione ritiene che le informazioni disponibili dimostrino che le attività di credito all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico nell'UE rispettano gli articoli 3 e 21 TUE. Le raccomandazioni dell'OCSE forniscono un quadro per la gestione dei programmi di credito all'esportazione degli Stati membri. Gli Stati membri stabiliscono le proprie politiche anche sulla base di tali raccomandazioni e in linea con gli obiettivi dell'UE. Gli Stati membri stanno inoltre mettendo in atto una serie di politiche per sostenere la transizione climatica e ridurre il sostegno ai progetti relativi ai combustibili fossili, aumentando nel contempo il sostegno ai progetti che sostengono la transizione. La Commissione avalla ovviamente ulteriori progressi in questo ambito, compreso un ulteriore rafforzamento degli impegni degli Stati membri per quanto riguarda l'eliminazione graduale dei combustibili fossili. Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi internazionali e di quelli derivanti dalla legislazione sulla concorrenza dell'UE, a livello dell'Organizzazione mondiale del commercio non vi sono state controversie riguardanti le attività relative ai crediti all'esportazione di alcuno Stato membro dell'UE per il 2023, e alla Commissione non sono pervenute denunce riguardanti le ACE dell'UE in merito a potenziali violazioni della normativa dell'UE.

(1)   Accordo sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico .
(2)   Raccomandazione sugli approcci comuni ai crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico e alla diligenza ambientale e sociale ; raccomandazione sui prestiti sostenibili e sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico; raccomandazione sulla corruzione e sui crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico.
(3)   Conclusioni del Consiglio, del 15 marzo 2022, sui crediti all'esportazione .

Bruxelles, 28.11.2024

COM(2024) 556 final

ALLEGATI

del

RESOCONTO ANNUALE DELLA COMMISSIONE

sulle relazioni annuali d'attività degli Stati membri sui crediti all'esportazione ai sensi del regolamento (UE) n. 1233/2011


ALLEGATO 1

Elenco delle agenzie di credito all'esportazione dell'UE che hanno segnalato attività nel 2023 ai sensi del regolamento (UE) n. 1233/2011

Tabella. ACE dell'UE attive nel 2023

Paese

Nome e status dell'ACE

Austria

La Oesterreichische Kontrollbank AG (OeKB) funge da ACE a nome e per conto della Repubblica d'Austria nell'ambito della legge sulle garanzie per l'esportazione.

Belgio

La Credendo, l'ACE del Belgio, è un'istituzione finanziaria pubblica autonoma dotata di personalità giuridica e garantita dallo Stato belga.

Croazia

La Croatian Bank for Reconstruction and Development (HBOR) funge da ACE nazionale e fornisce l'assicurazione dei crediti all'esportazione a nome e per conto della Repubblica di Croazia.

Cechia

L'Export Guarantee and Insurance Corporation (EGAP), una società specializzata di assicurazione dei crediti di proprietà dello Stato, e la Czech Export Bank (CEB), una banca specializzata che è una società per azioni di proprietà dello Stato ceco, fungono entrambe da ACE e forniscono diversi programmi (prodotti bancari e assicurativi).

Danimarca

L'Export and Investment Fund of Denmark (EIFO) è una società pubblica indipendente di proprietà dello Stato danese e da esso garantita.

Estonia

L'Aktsiaselts KredEx Krediidikindlustus è una compagnia di assicurazioni che funge da ACE a nome e per conto della Repubblica di Estonia in qualità di agente sulla base della legge sulle garanzie per l'esportazione dello Stato.

Finlandia

La Finnvera Plc è l'ACE nazionale finlandese, una società finanziaria specializzata di proprietà dello Stato finlandese.

Francia

La Bpifrance Assurance Export è una filiale di una banca pubblica d'investimento (Bpifrance SA) e gestisce le garanzie statali a nome, per conto e sotto il controllo dello Stato francese.

Germania

Il governo federale ha la responsabilità di bilancio per il regime di garanzia dei crediti all'esportazione della Germania. Esso è gestito per conto della Repubblica federale di Germania da Euler Hermes Aktiengesellschaft (una compagnia di assicurazioni), su incarico del governo federale.

Ungheria

La Hungarian Export-Import Bank Plc. (Eximbank) è una banca specializzata di proprietà dello Stato. La Hungarian Export Credit Insurance Plc. (MEHIB) è una compagnia specializzata di assicurazione dei crediti di proprietà dello Stato. La banca e l'assicuratore operano in un quadro integrato e fungono da ACE mediante programmi complementari.

Italia

La SACE, società per azioni di proprietà statale (controllata al 100 % da Cassa Depositi e Prestiti), e la SIMEST, società per azioni controllata da Cassa Depositi e Prestiti attraverso SACE, fungono entrambe da ACE. Nell'ambito dei programmi di credito all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico, la SACE fornisce principalmente garanzie e assicurazioni mentre la SIMEST fornisce crediti ad acquirenti e fornitori. Offrono inoltre una gamma di prodotti di credito che non riguardano l'esportazione.

Lussemburgo

L'Office du Ducroire (ODL) è l'ACE del Lussemburgo, un'istituzione pubblica che opera con la garanzia dello Stato.

Paesi Bassi

L'Atradius Dutch State Business è l'ACE del governo olandese. Essa conclude accordi di assicurazione dei crediti all'esportazione e fornisce garanzie che il ministro delle Finanze sottoscrive/rilascia in rappresentanza dello Stato olandese.

Polonia

La KUKE è una società per azioni la cui quota di maggioranza è detenuta dal Tesoro di Stato. Con una legge del 7 luglio 1994 la KUKE ha ricevuto il mandato di gestire il regime di copertura pura dei crediti all'esportazione.

Portogallo

La COSEC (Companhia de Seguro de Créditos) è una compagnia di assicurazione privata che funge da ACE per conto dello Stato portoghese, in coordinamento con la direzione generale del Tesoro e delle finanze.

La BPF (Banco Português de Fomento) è una banca nazionale di promozione di proprietà dello Stato, che nel 2022 ha iniziato a operare a nome e per conto dello Stato in programmi specifici di credito all'esportazione.

Romania

La Banca de Export-Import a Romaniei – Eximbank SA (EximBank), l'ACE nazionale, è una società per azioni di cui lo Stato rumeno è l'azionista maggioritario.

Slovenia

La SID Bank Inc. è l'istituzione autorizzata dallo Stato a prestare servizi in qualità di ACE. Essa opera a nome della Repubblica di Slovenia e per suo conto in qualità di agente.

Slovacchia

L'EXIMBANKA SR è l'ACE ufficiale della Repubblica slovacca, un'entità giuridica istituita ai sensi di una legge speciale.

Spagna

La Compañía Española de Seguros de Crédito a la Exportación (CESCE) è una società a capitale misto, di cui lo Stato detiene la quota di maggioranza. È incaricata di gestire l'assicurazione dei crediti all'esportazione per conto dello Stato spagnolo. L'Instituto de Crédito Oficial (ICO) partecipa alla gestione finanziaria delle operazioni per conto del Fondo per l'internazionalizzazione delle imprese per quanto riguarda i sistemi di finanziamento diretto e di stabilizzazione dei tassi di interesse, di cui è responsabile il ministero dell'Industria, del commercio e del turismo.

Svezia

La Swedish Export Credits Guarantee Board (EKN) e la Swedish Export Credit Corporation (SEK) hanno mandati simili, ma differiscono per quanto riguarda la struttura organizzativa e i servizi offerti. La EKN assicura il rischio di credito e la SEK si occupa del rifinanziamento. La EKN è un'agenzia governativa. La SEK è una società interamente di proprietà dello Stato.



ALLEGATO 2

Link a siti web pertinenti ai fini del dovere di diligenza ambientale e sociale

Nel suo sito web ( https://www.oecd.org/trade/topics/export-credits/environmental-and-social-due-diligence/ ) l'OCSE fornisce informazioni in materia di dovere di diligenza ambientale e sociale per i crediti all'esportazione che beneficiano di sostegno pubblico, incluse indagini sulle pratiche dei membri e informazioni aggregate sui progetti di categoria A e B sostenuti che possono avere impatti ambientali o sociali negativi.

Si fa riferimento anche alle pagine web delle ACE pertinenti per la divulgazione al pubblico di informazioni dettagliate relative a progetti di categoria A e B. La tabella seguente fornisce i link diretti per le ACE dell'UE.

Tabella. Link a pagine di divulgazione relative a progetti con potenziale impatto ambientale e sociale negativo presi in considerazione ai fini del sostegno pubblico da parte delle ACE dell'UE

Paese

Divulgazione al pubblico relativa a progetti di categoria A e B, spesso contestualmente a informazioni sulle pratiche relative al dovere di diligenza ambientale e sociale

Austria

https://www.oekb.at/en/export-services/about-oekb-export-services/environmental-and-social-aspects/projects-after-commitment.html  

Belgio

https://credendo.com/it/node/729

Croazia

Nessuna operazione di questo tipo

Cechia

https://www.egap.cz/en/projects-classified-under-category-and-made-publicly-known-least-30-days-conclusion-insurance

Danimarca

https://www.eifo.dk/en/ambition/current-category-a-projects/

Estonia

Nessuna operazione di questo tipo

Finlandia

https://www.finnvera.fi/eng/export-and-internationalisation/finnvera-as-an-export-finance-provider/es-risk-management-in-finnveras-export-financing-operations  

Francia

https://www.bpifrance.fr/Bpifrance/Qui-sommes-nous/Nos-metiers/International/Assurance-Export/Evaluation-Environnementale-et-Sociale  

Germania

https://www.exportkreditgarantien.de/en/sustainability/trust/supported-projects.html  

Ungheria

https://exim.hu/en/conditions/eximbank-conditions/bank-regulations/environmental-and-social-policy/disclosure

https://exim.hu/en/conditions/mehib-conditions/insurance-regulations/environmental-and-social-policy/disclosure  

Italia

https://www.sace.it/chi-siamo/sostenibilita/attenzione-per-l-ambiente  

Lussemburgo

Nessuna operazione di questo tipo

Paesi Bassi

https://atradiusdutchstatebusiness.nl/en/article/policies-issued-by-atradius-dsb.html

Polonia

https://kuke.com.pl/en/projects-notified-ex-post  

Portogallo

https://www.allianz-trade.com/pt_PT/eca/politicas.html ; https://www.dgtf.gov.pt/apoios-a-exportacao-e-ao-investimento

Romania

https://www.eximbank.ro/en/general-information/  

Slovenia

https://www.sid.si/en/insurance/insurance

Slovacchia

https://eximbanka.sk/en/about-eximbanka/international-relations/background-information-on-the-environmental-and-human-rights-impact-assessment-of-exports-and-investments/

Spagna

https://www.cesce.es/es/corporativo/agencia-de-credito-a-la-exportacion-eca/publicacion-de-informacion  

Svezia

https://www.ekn.se/en/what-we-do/sustainability/transactions-with-environmental-and-social-impact-assessment/

https://www.sek.se/en/sustainability/