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21.7.2023 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 257/12 |
Parere del Comitato europeo delle regioni sulla revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale: il punto di vista regionale e locale
(2023/C 257/03)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR),
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1. |
osserva che la guerra di aggressione condotta dalla Russia in Ucraina e la continua occupazione dei territori ucraini in violazione del diritto internazionale sono all’origine non solo di enormi distruzioni e sofferenze sul campo, ma anche di un impatto tangibile sull’Unione europea, sui suoi Stati membri e sugli enti locali e regionali, sia nelle zone rurali che in quelle urbane; |
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2. |
rileva inoltre che l’Unione europea non si è ancora pienamente ripresa dalla pandemia di COVID-19, la quale ha già comportato oneri finanziari aggiuntivi, in particolare per gli enti locali e regionali; |
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3. |
sottolinea che il quadro finanziario pluriennale (QFP) attuale è stato istituito prima dell’inizio della guerra in Ucraina, prima dello scoppio della pandemia di COVID-19 e prima del forte aumento dei costi energetici e dell’inflazione. Due anni dopo la sua adozione, è chiaro che esso non offre una risposta adeguata alle crisi; |
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4. |
accoglie con favore, in tale contesto, il fatto che l’accordo interistituzionale che accompagna il QFP obblighi la Commissione europea a presentare una revisione intermedia del QFP, e chiede che essa ne valuti la portata in maniera globale, considerando anche i suoi massimali di bilancio, il suo funzionamento e le sue misure di flessibilità; |
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5. |
sottolinea l’importanza dei principi orizzontali alla base del QFP e di tutte le politiche dell’UE correlate, in particolare per quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi dell’Unione in materia di clima e biodiversità e la promozione della parità di genere; e insiste sul fatto che la revisione deve mantenere tali principi al centro del QFP e rispettare l’impegno dell’Unione a garantire una ripresa giusta, resiliente, sostenibile e socialmente equa per tutti, compresa l’attuazione del quadro rivisto per gli obiettivi dell’Unione in materia di clima, energia e ambiente per il 2030 nell’ottica di rendere l’UE climaticamente neutra entro il 2050; |
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6. |
sottolinea che la configurazione del QFP ha un impatto significativo sull’evoluzione della situazione negli enti locali e regionali e che gran parte dei fondi europei è utilizzata direttamente per rafforzare tali enti; |
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7. |
ribadisce l’importanza della politica di coesione dell’UE per la coesione economica, territoriale e sociale in tutte le regioni. Senza questo pilastro fondamentale del sostegno europeo, il successo del mercato unico europeo sarebbe messo a repentaglio. Si impegna a lavorare nell’Alleanza per la coesione per far sì che nel futuro QFP venga garantita una politica di coesione forte e migliorata, che rimanga al centro dell’Europa; |
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8. |
osserva che, in alcuni paesi, i bassi tassi di assorbimento dei fondi dell’UE nell’ambito della coesione sono dovuti principalmente al ritardo nell’approvazione dei programmi operativi e al fatto che una serie di diversi programmi di sostegno dell’UE presenta norme differenti e scadenze divergenti per gli impegni e i pagamenti gestiti in parallelo [è il caso, ad esempio, del dispositivo per la ripresa e la resilienza, di REACT-EU, del Fondo per una transizione giusta (JTF) e dei fondi strutturali e d’investimento europei] e che per le misure di intervento ex post in caso di crisi i periodi di pianificazione e di attuazione sono troppo brevi. Invita pertanto ad allineare le norme dei diversi fondi a gestione concorrente nel quadro del regolamento recante disposizioni comuni, e sottolinea che gli attuali bassi tassi di assorbimento di alcuni programmi non possono essere utilizzati come parametro di riferimento per ridurre il bilancio destinato ai fondi di coesione. |
Un QFP che sostiene gli investimenti a livello locale e regionale
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9. |
sottolinea che l’elevata inflazione, i costi della sistemazione abitativa, dell’assistenza e dell’integrazione dei rifugiati e il forte rialzo dei costi energetici rappresentano delle sfide importanti per gli enti locali e regionali. Persino negli Stati membri economicamente più solidi, gli enti locali e regionali spesso non sono più in grado di effettuare gli investimenti necessari contando unicamente sulle loro risorse. Inoltre, la scarsità di materie prime, la carenza di manodopera qualificata e l’instabilità delle catene di approvvigionamento costituiscono ulteriori difficoltà che minacciano la stabilità economica in Europa; |
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10. |
fa notare che oltre la metà delle risorse del JTF proviene dallo strumento NextGenerationEU (NGEU) e presenta solo una durata ridotta fino al 2023; osserva con preoccupazione che, nei primi anni di questo Fondo, completamente nuovo, si rileva un’enorme pressione sugli investimenti, che non si riscontra nel caso dei fondi della politica di coesione esistenti; chiede una proroga dei termini per la realizzazione degli investimenti delle risorse del Fondo a titolo di NextGenerationEU (ad esempio, mediante una proroga dei termini per l’impegno dei fondi), al fine di non compromettere l’erogazione e di assicurarsi che le risorse del Fondo siano interamente utilizzate per progetti efficaci e sostenibili in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo; |
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11. |
sottolinea inoltre che, per la loro attuazione, gran parte degli obiettivi stabiliti per raggiungere traguardi europei comuni richiede investimenti significativi a livello locale e regionale, il che incide direttamente sui bilanci subnazionali. Questo vale, tra l’altro, non solo per gli obiettivi digitali dell’UE, per il Green Deal europeo o per il pacchetto «Pronti per il 55 %», nel quadro del quale oltre la metà degli investimenti necessari deve essere effettuata a livello locale e regionale; |
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12. |
chiede l’eliminazione graduale e attesa da tempo delle sovvenzioni dannose e la coerenza tra tutti i fondi e i programmi dell’UE nel QFP post-2027; e insiste affinché i progetti e i programmi che non sono coerenti con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 oC o con l’obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità non siano ammissibili al sostegno nell’ambito del prossimo QFP; |
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13. |
fa notare che, a causa dei gravi problemi di bilancio in molte aree, gli enti locali e regionali sono sopraffatti dagli obblighi di investimento esistenti, e teme che la generale riduzione degli investimenti pubblici rischi di compromettere seriamente il conseguimento degli obiettivi paneuropei (tra cui, ad esempio, quelli del Green Deal europeo) e ostacoli la prosperità dei cittadini e il potenziale economico generale delle regioni e dei comuni; |
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14. |
ritiene pertanto che, in tale contesto, limitarsi a rafforzare il QFP senza nel contempo potenziare le capacità di investimento degli enti locali e regionali non costituisca una soluzione efficace; e, in questa prospettiva, reputa importante anche promuovere — rendendolo, ove necessario, obbligatorio — il ricorso a strategie di sviluppo territoriale (sviluppo locale di tipo partecipativo e/o investimenti territoriali integrati) al fine di associare i livelli di governo più vicini ai cittadini alla pianificazione e alle consultazioni relative ai fondi così come all’esecuzione e alla gestione dei fondi stessi; |
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15. |
osserva che, sebbene i fondi europei possano contribuire in modo significativo al sostegno degli enti subnazionali, essi non saranno comunque sempre sufficienti per consentire di realizzare gli investimenti necessari a livello locale e regionale per attuare gli obiettivi dell’UE; |
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16. |
sottolinea, a tale proposito, che la maggior parte degli Stati membri non dispone di meccanismi di compensazione automatica e completa, da parte dei livelli superiori, dei costi di attuazione degli obiettivi europei a carico degli enti locali e regionali; |
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17. |
ritiene che sia possibile realizzare un’Unione europea forte, competitiva e sostenibile solo se i bilanci di tutti i livelli di governo dispongono di risorse sufficienti, interconnesse e complementari; chiede pertanto una reale revisione del QFP, che tenga conto delle nuove sfide e fornisca le risorse aggiuntive per farvi fronte; |
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18. |
ritiene che, per le nuove proposte legislative dell’UE, la Commissione dovrebbe valutare l’entità dei costi dell’attuazione per il livello competente, l’eventuale disponibilità di meccanismi di compensazione a livello nazionale e la misura in cui le risorse del QFP contribuiranno a compensare tali costi; invita la Commissione e gli Stati membri, in caso di carenza di investimenti, ad assicurarsi che siano messe a disposizione risorse sufficienti per compensare le spese da sostenere al fine di garantire uno sviluppo globale e coerente; |
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19. |
chiede che la Commissione europea, prima di definire nuove disposizioni, proceda a una valutazione d’impatto territoriale globale che coinvolga sia gli Stati membri che gli hub regionali, al fine di valutare tali aspetti; |
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20. |
sottolinea che l’ottava relazione sulla coesione invita a rafforzare le valutazioni d’impatto territoriale (VIT) e le verifiche rurali, in modo da tenere maggiormente conto delle esigenze e delle specificità dei diversi territori dell’UE; rimanda, a tale proposito, al suo parere sul tema «Non nuocere alla coesione — Un principio trasversale che contribuisce alla coesione come obiettivo e valore globale dell’UE» (1); esorta l’autorità di bilancio a utilizzare la revisione del QFP per aggiungere risorse finanziarie volte a finanziare tali valutazioni d’impatto territoriale. |
Un QFP che rafforza l’Unione europea e la rende più resiliente
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21. |
osserva che, nelle crisi degli ultimi anni, la capacità di reazione dell’Unione europea è stata ostacolata da lunghe discussioni sul bilancio e sul finanziamento di nuove misure, come anche dall’insufficienza degli strumenti di flessibilità di bilancio disponibili; sottolinea la sua convinzione che la revisione intermedia del QFP sia stata concordata per adeguarsi a queste nuove sfide impreviste; |
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22. |
ritiene che il quadro finanziario pluriennale non sia più al passo coi tempi e che necessiti di una revisione; |
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23. |
sottolinea che il QFP e le risorse proprie sono interconnessi, ed esorta il Consiglio e la Commissione a rispettare la tabella di marcia per l’introduzione di nuove risorse proprie, convenuta nell’accordo interistituzionale (AII) giuridicamente vincolante firmato nel dicembre 2020, essendo ciò necessario quantomeno per coprire il rifinanziamento del debito di NextGenerationEU; |
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24. |
accoglie con favore il fatto che nel 2023 la Commissione europea presenterà proposte relative a risorse proprie nuove e autentiche. Il Comitato evidenzia che queste nuove entrate dovrebbero essere iscritte nel bilancio dell’UE come entrate senza destinazione specifica e servire non solo a rifinanziare il debito derivato da NextGenerationEU, ma anche, nel lungo periodo, a rafforzare, nello spirito dell’articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), le capacità dell’UE, degli Stati membri e degli enti locali e regionali di rispondere alle crisi. Dovrebbero inoltre contribuire, conformemente agli obblighi posti dal diritto primario e nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri, ad affrontare questioni politiche urgenti in un contesto economico caratterizzato dall’inflazione e da elevati prezzi dell’energia e a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle risorse basate sul reddito nazionale lordo. Nel riformare il sistema delle risorse proprie si dovrebbe verificarne l’impatto sugli enti locali e regionali attraverso valutazioni d’impatto territoriale, tenere pienamente conto delle disposizioni pertinenti del trattato UE e limitare ulteriormente la dipendenza dalle attuali risorse proprie basate sul reddito nazionale lordo; |
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25. |
sottolinea che, prima di procedere alla riscossione di risorse proprie nuove, è indispensabile esaminare il loro impatto sugli enti locali e regionali, sulle imprese e sulle famiglie dell’UE. Occorre, in particolare, tenere conto dei sistemi fiscali esistenti a livello nazionale, regionale e locale per evitare effetti quali la concorrenza tra il livello europeo e quelli nazionale, regionale o locale, o addirittura la doppia imposizione. A questo proposito rimanda anche al suo parere sul tema «La prossima generazione di risorse proprie per il bilancio dell’UE» (2); |
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26. |
ribadisce la richiesta formulata nel suo parere sul tema «Far funzionare il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per le città e le regioni dell’UE» (3) di destinare una quota delle nuove entrate direttamente al livello responsabile dell’attuazione dei relativi parametri europei; |
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27. |
ritiene che il QFP debba contribuire al decentramento rafforzando la resilienza e la capacità di investimento degli enti locali e regionali sul campo. La messa in comune delle capacità a livello europeo non deve andare a scapito della resilienza alle crisi e della reattività degli enti subnazionali; |
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28. |
esorta la Commissione europea a intraprendere un’analisi dei possibili modelli di coinvolgimento nella negoziazione, distribuzione, programmazione e attuazione dei fondi della politica di coesione al fine di ottimizzare la partecipazione degli enti regionali e locali a tutte le fasi della gestione dei fondi europei per il periodo 2028-2034, e ad avvalersi, nell’esecuzione di tale analisi, degli insegnamenti tratti dalla prima metà del periodo di programmazione; |
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29. |
propone di dotare il QFP di una riserva, centrale e globale, di risposta alle crisi, con periodi di attuazione prolungati per le misure già programmate, che, qualora non venga utilizzata entro il termine del periodo di bilancio, serva, nel quadro dei rispettivi fondi, a rafforzare la prevenzione delle crisi a livello locale e regionale; |
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30. |
ribadisce che la ricostruzione dell’Ucraina è una necessità per l’Europa e un dovere morale, che richiederà un coordinamento a livello europeo delle misure di sostegno diretto da parte degli Stati membri, nonché risorse aggiuntive al di là dell’attuale QFP dell’UE (4); queste ultime potrebbero essere fornite, tra l’altro, sviluppando ulteriormente il meccanismo della piattaforma multilaterale di coordinamento dei donatori per l’Ucraina, sostenuto dalla Commissione. La strategia di ricostruzione dell’Ucraina dovrebbe seguire in larga misura il processo della politica europea di coesione al fine di preparare nel miglior modo possibile tale paese all’adesione all’UE e all’adozione dell’acquis dell’Unione. |
Un QFP che finanzia adeguatamente l’attuazione delle politiche europee
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31. |
osserva che, in passato, la Commissione europea ha regolarmente proposto nuove misure e, riguardo ai finanziamenti, ha rinviato in generale alla politica regionale o al dispositivo per la ripresa e la resilienza, senza verificare se i fondi previsti dai programmi o dai piani fossero effettivamente disponibili per finanziare le misure sul campo; |
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32. |
sottolinea, in tale contesto, che nuovi compiti per l’UE richiedono anche nuove risorse, e accoglie con favore la firma dell’accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea sulle nuove risorse proprie, comprendente anche una tabella di marcia per l’introduzione di tali nuove risorse. Inoltre, invita la Commissione europea a valutare, al momento dell’introduzione di nuove politiche europee, se nel quadro finanziario pluriennale siano disponibili fondi a tal fine e se essi possano essere utilizzati in tutti gli Stati membri per l’attuazione degli obiettivi fissati. Per quanto riguarda i fondi della politica regionale, occorre verificare con attenzione se i fondi esistenti siano già stati impegnati altrove o se il loro utilizzo richieda un adeguamento dei programmi operativi; |
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33. |
chiede che il QFP sia allineato alle politiche dell’UE e fornisca i mezzi finanziari necessari per attuarle, e sottolinea che la revisione del QFP dovrebbe essere utilizzata per correggere le carenze dell’attuale bilancio pluriennale; |
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34. |
sottolinea che la Commissione europea deve assicurarsi che l’UE rispetti i suoi obblighi internazionali di ordine finanziario in materia di clima e contribuisca al finanziamento internazionale delle azioni per il clima in linea con gli impegni assunti, in particolare contribuendo a finanziare il Fondo per le perdite e i danni concordato in sede di COP27 e i programmi pertinenti nell’ambito dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) — Europa globale; |
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35. |
sottolinea che, dalla sua creazione quasi 30 anni fa, il CdR è sottofinanziato rispetto ad altri organi dell’UE che svolgono compiti analoghi assegnati loro a norma del diritto primario (5); ciononostante, esso ha promosso con efficacia iniziative per legiferare meglio e per la valutazione dell’impatto territoriale e ha rafforzato la democrazia europea attraverso i rappresentanti eletti a livello locale e regionale; |
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36. |
rammenta che nel 2022 il bilancio istituzionale del CdR rappresentava meno dell’1 % della rubrica 7 del bilancio dell’UE («Pubblica amministrazione europea») (6) e che investire nel CdR significa realizzare le priorità politiche dell’UE, tenendo presente che il 70 % degli obiettivi dell’UE viene attuato a livello locale e regionale e che gli enti locali e regionali sono responsabili in media della metà degli investimenti pubblici, di un terzo della spesa pubblica e di un quarto delle entrate fiscali; |
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37. |
sottolinea pertanto la necessità che il denaro dei contribuenti sia maggiormente convogliato verso il capitolo del QFP sulla pubblica amministrazione (rubrica 7), al fine di ripristinare la fiducia e rafforzare il dialogo con i cittadini, in particolare attraverso le due assemblee politiche dell’UE, composte da membri democraticamente eletti, ossia il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni, tenendo conto dell’elevato livello di fiducia dei cittadini nei confronti dei loro decisori regionali e locali e delle proposte della Conferenza sul futuro dell’Europa (7); |
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38. |
si rammarica che la proposta consolidata della Commissione europea per il bilancio 2024 non includa, all’interno della rubrica 7 del QFP («Pubblica amministrazione europea»), lo stato di previsione del progetto di bilancio del CdR per il 2024, adottato a larga maggioranza il 15 marzo 2023 (progetto denominato «Sfruttare il potenziale degli enti regionali e locali per rafforzare l’UE» o progetto «Cenerentola»), tanto più alla luce dell’approssimarsi della congiuntura eccezionale delle elezioni europee del 2024, dei vantaggi attesi dai risultati della Conferenza sul futuro dell’Europa e degli insegnamenti tratti dalle molteplici crisi che i livelli di governo locali e regionali si trovano ad affrontare sempre più in prima linea. |
Un QFP che promuove la coesione economica, sociale e territoriale
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39. |
chiede che il QFP nel suo insieme sia allineato agli obiettivi stabiliti dall’articolo 174 TFUE e contribuisca alla coesione economica, sociale e territoriale globale attraverso una ripartizione equilibrata delle risorse. A tale proposito è inoltre necessario garantire che i piccoli comuni abbiano pari accesso ai finanziamenti, in particolare semplificando le procedure di presentazione delle relative domande e assicurando a tali enti un sostegno mirato da parte dell’Unione europea; |
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40. |
sottolinea che è possibile conseguire gli obiettivi della politica europea di coesione solo se sono disponibili i fondi necessari per investimenti a lungo termine. La politica di coesione si è rivelata uno strumento utile per una risposta immediata alle recenti crisi, anche grazie all’agilità e all’efficacia del principio di partenariato e di governance multilivello e all’esistenza di un ecosistema specializzato di gestori di fondi europei radicati nel territorio. Ricorda tuttavia che, sebbene sia necessaria una certa flessibilità, i fondi non devono essere utilizzati per una risposta immediata alle crisi, come è avvenuto negli ultimi mesi e anni. Vi è bisogno di una linea di bilancio protetta e sicura anche in caso di crisi che fornisca investimenti prevedibili e a lungo termine per le autorità di gestione e i beneficiari dei finanziamenti; |
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41. |
sottolinea che è della massima importanza che le dotazioni nazionali per la coesione siano disponibili quanto prima per tutti gli Stati membri in base ai requisiti di legge, al fine di non ostacolare l’attuazione e garantire condizioni di parità a tutti i beneficiari; |
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42. |
chiede che tutti i fondi continuino a essere distribuiti nel pieno rispetto del principio di partenariato. I fondi possono apportare i massimi benefici se i partner pertinenti sono coinvolti nell’individuazione delle sfide sul campo. Al fine di garantire il pieno coinvolgimento, aumentare la certezza del diritto per le autorità di gestione e ridurre gli oneri amministrativi, la Commissione europea è invitata a rivedere quanto prima il «codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d’investimento europei» (8); |
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43. |
ritiene che il sistema di gestione concorrente si sia dimostrato efficace nel quadro dei fondi strutturali e che debba essere mantenuto anche in futuro. Anche i fondi creati ex novo e quelli esistenti dovrebbero seguire tale sistema e, se possibile, essere distribuiti in regime di gestione decentrata; |
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44. |
in tale contesto, critica il fatto che i fondi per la ripresa post-crisi (NextGenerationEU) non facciano formalmente parte del bilancio e ritiene che questa struttura renda difficile utilizzare le risorse in modo coerente. Tutti i fondi, tanto quelli esistenti quanto quelli futuri, dovrebbero essere pienamente integrati nel bilancio; |
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45. |
chiede di intensificare gli sforzi volti a combattere le disparità a livello locale e regionale in Europa, che sono state aggravate dalle diverse crisi; |
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46. |
sottolinea che molte regioni con una forte base industriale stanno attraversando una profonda trasformazione strutturale; chiede, a tale proposito, che le future politiche in materia di investimenti e di coesione contribuiscano alla trasformazione e forniscano un sostegno mirato alle regioni interessate per dare forma alle transizioni verde, sociale, demografica e digitale, nel rispetto del principio «non nuocere alla coesione», secondo cui «nessuna azione dovrebbe ostacolare il processo di convergenza o contribuire alle disparità regionali»; |
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47. |
in quest’ottica, nel concepire ed erogare i fondi per la transizione occorrerebbe tener conto non solo dei territori che si trovano ad affrontare le maggiori sfide, ma anche di quelli già avviatisi fino a un certo punto nella transizione. Qualora gli enti locali e regionali non siano adeguatamente coinvolti in questo processo, i fondi rischiano di essere ripartiti in modo non equilibrato, senza che sia data la priorità al livello NUTS 3; |
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48. |
invita la Commissione europea ad ampliare le risorse di bilancio per una transizione giusta nelle regioni automobilistiche. L’opzione ottimale sarebbe provvedervi già nella revisione intermedia dell’attuale QFP; ma in ogni caso occorre farlo al più tardi al momento di definire il QFP per il periodo successivo al 2028. Occorre inoltre assicurarsi che, nell’impiego di tali finanziamenti, le regioni dispongano di una certa flessibilità, in quanto le sfide che esse devono affrontare variano notevolmente da un caso all’altro. |
Un QFP che utilizza le risorse esistenti nel modo più efficiente possibile
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49. |
invita pertanto la Commissione europea a esaminare come i fondi esistenti possano essere utilizzati nel modo più efficiente possibile. Gli obiettivi a livello europeo dovrebbero garantire che non solo il bilancio dell’Unione europea, ma anche i bilanci locali e regionali possano essere utilizzati nel modo più efficiente possibile e che gli oneri amministrativi superflui non rendano difficile l’utilizzo delle risorse; |
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50. |
ritiene che gli obiettivi dell’UE e la loro attuazione a livello nazionale negli Stati membri, nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e di autonomia locale, dovrebbero, ove possibile, lasciare agli enti locali e regionali un ampio margine di discrezionalità al fine di consentire approcci concreti e basati sul territorio; |
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51. |
sottolinea inoltre che, in particolare nel caso della normativa in materia di aiuti di Stato e di appalti, la densità normativa e la complessità della materia giuridica sono elevate. Una parte significativa degli enti locali e regionali non è più in grado di effettuare la valutazione giuridica e tecnica completa dei progetti ed è costretta a ricorrere alla consulenza giuridica e tecnica di terzi. Il fatto che le risorse destinate a tale scopo non possano essere utilizzate per investimenti riduce notevolmente la capacità di investimento degli enti locali e regionali. Il Comitato invita pertanto il legislatore a garantire misure di semplificazione e sottolinea la necessità di evitare la sovraregolamentazione; si richiedono inoltre finanziamenti per migliorare la capacità amministrativa locale e regionale; |
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52. |
osserva inoltre, a tale proposito, che le lunghe procedure di appalto rendono molto più difficile l’attuazione dei progetti nell’ambito del periodo del progetto o di ammissibilità; |
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53. |
al fine di rafforzare la competitività dell’UE e dei suoi enti locali e regionali, chiede che anche le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato siano adattate per garantire parità di condizioni per gli investimenti nelle tecnologie future e nella loro produzione per tutte le regioni; |
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54. |
ritiene che occorra anche esplorare ulteriori possibilità di semplificazione delle domande e della gestione nell’ambito dei regolamenti relativi ai fondi strutturali; e propone che, nel definire gli aiuti, i relativi oneri amministrativi siano stabiliti dalla Commissione e dagli Stati membri tenendo conto delle specificità, delle differenze e degli obiettivi delle regioni. Ad esempio, è necessario migliorare la coerenza dei diversi fondi a livello europeo e la loro interazione con i finanziamenti nazionali e regionali. Il Comitato tiene inoltre a sottolineare le caratteristiche specifiche delle regioni ultraperiferiche, delle zone rurali e dei territori con svantaggi naturali e/o sfide demografiche, e chiede che si prenda in considerazione la possibilità di esentare tali beneficiari dagli obblighi che, nella maggior parte dei casi, possono essere effettivamente assunti solo da enti dotati di maggiori risorse di bilancio, meglio attrezzati e con una popolazione più numerosa. Inoltre, l’uso flessibile dei fondi che è stato consentito per affrontare la pandemia di COVID-19 dovrebbe essere previsto anche nel lungo termine. Questo permetterebbe, da un lato, di ridurre gli oneri amministrativi e, dall’altro, di trarre benefici dalle semplificazioni, a vantaggio in particolare dei comuni e delle imprese di minori dimensioni; |
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55. |
ritiene che un eventuale «Fondo per la sovranità europea», in risposta alla normativa statunitense sulla riduzione dell’inflazione, dovrebbe sostenere le imprese europee mediante garanzie, sulla falsariga del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), facendo leva sulle risorse di bilancio liberate, ma con un migliore equilibrio geografico che consideri in modo più equo le regioni meno sviluppate, offrendo maggiore flessibilità. |
Bruxelles, 24 maggio 2023
Il presidente del Comitato europeo delle regioni
Vasco ALVES CORDEIRO
(1) COTER-VII/026 (Cfr. pag. 16 della presente Gazzetta ufficiale).
(2) Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema «La prossima generazione di risorse proprie per il bilancio dell’UE» (GU C 79 del 2.3.2023, pag. 99).
(3) Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema «Far funzionare il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) per le città e le regioni dell’UE» (GU C 301 del 5.8.2022, pag. 116).
(4) Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema «Il ruolo delle città e delle regioni dell’UE nella ricostruzione dell’Ucraina» (GU C 498 del 30.12.2022, pag. 12), punto 3.
(5) Rafforzare la democrazia nell’UE: sbloccare il potenziale di un milione di responsabili politici eletti a livello locale e regionale, Comitato europeo delle regioni, pag. 6.
(6) 154a sessione plenaria del CdR, del 15 marzo 2023, allegato 1, Progetto di bilancio del CdR per il 2024 (in dettaglio), COR-2023-00005-01-00-NB-REF, pag. 9.
(7) Conferenza sul futuro dell’Europa, relazione sul risultato finale, maggio 2022, in particolare per quanto concerne il rafforzamento della democrazia rappresentativa «non solo durante le elezioni europee, ma anche in vista delle elezioni nazionali, regionali e locali» (proposta 38.4 della Conferenza), il coinvolgimento nelle questioni relative all’Unione della salute (proposta 10.2 della Conferenza) e l’istituzione di consigli locali della gioventù (proposta 36.8 della Conferenza).
(8) Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei (GU L 74 del 14.3.2014, pag. 1).