COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 4.12.2023
COM(2023) 786 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia
Relazione annuale 2023 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia
Relazione annuale 2023 sull'applicazione della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Indice
1.Introduzione
2.Diritto dell'UE in materia di tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia
3.Misure adottate dagli Stati membri per garantire una tutela giurisdizionale effettiva20
4.Tutela giurisdizionale effettiva attraverso gli organi giurisdizionali
4.1.Giurisprudenza della CGUE sui mezzi di ricorso effettivi
4.2.Giurisprudenza nazionale in merito a mezzi di ricorso effettivi
5.Finanziamenti dell'UE per una tutela giurisdizionale effettiva40
5.1.Il programma Giustizia
5.2.Programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV)
5.3.Sostegno nell'ambito di altri programmi di finanziamento dell'UE
6.Conclusioni
1.Introduzione
La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Carta) riunisce i diritti fondamentali riconosciuti a tutte le persone nell'Unione europea (UE). Sottolinea le interconnessioni tra i diritti fondamentali e i valori fondamentali della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà, e i principi della democrazia e dello Stato di diritto. In quanto diritto primario vincolante, la Carta garantisce la tutela dei diritti fondamentali in tutta l'UE.
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Quando si applica la Carta?
Dal 2009 la Carta ha lo stesso status giuridico dei trattati, il diritto dell'Unione su cui si basa la normativa dell'UE. Le istituzioni dell'UE devono rispettarla in tutte le loro attività e anche gli Stati membri devono conformarvisi quando attuano il diritto dell'Unione.
Gli Stati membri attuano il diritto dell'Unione segnatamente quando:
- danno attuazione alla normativa dell'UE adottando misure nazionali di attuazione;
- adottano legislazione concernente materie in relazione alle quali il diritto dell'UE stabilisce obblighi specifici o prevede una deroga;
- attuano programmi di finanziamento dell'UE in linea con le norme di finanziamento dell'UE.
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Come indicato nella strategia del 2020 per rafforzare l'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (strategia per la Carta), la Commissione presenta relazioni tematiche annuali sull'applicazione della Carta incentrate sui settori di rilevanza strategica.
La relazione sulla Carta di quest'anno è dedicata alla tutela giurisdizionale effettiva e all'accesso alla giustizia come condizione preliminare perché i diritti fondamentali siano rispettati senza esclusioni.
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Progressi nell'attuazione della strategia per la Carta nel periodo 2022-2023:
-nel dicembre 2022 la Commissione ha adottato la relazione annuale 2022 sull'applicazione della Carta, che verte sul ruolo delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani nel difendere i diritti fondamentali;
-nel 2023 la Commissione ha organizzato una serie di seminari con i portatori di interessi in merito al modo in cui l'UE e gli Stati membri possono sviluppare il loro ruolo per proteggere, sostenere e responsabilizzare le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani. Nel novembre 2023 sono state discusse le azioni di follow-up in un evento ad alto livello organizzato con la presidenza spagnola del Consiglio;
-sinora 25 Stati membri hanno designato un punto di riferimento per la Carta allo scopo di potenziare la cooperazione e promuovere l'applicazione effettiva della Carta nei loro Stati membri;
-la Commissione ha inoltre avviato corsi di formazione per il personale dell'UE sull'applicazione della Carta nelle valutazioni d'impatto. La formazione degli operatori della giustizia sull'applicazione della Carta continua ad essere offerta nell'ambito della strategia europea di formazione giudiziaria per il periodo 2021-2024. La piattaforma europea di formazione del portale europeo della giustizia elettronica contiene materiali di apprendimento online e attività di formazione sui diritti fondamentali rivolte agli operatori del diritto e agli operatori della giustizia;
-nel contesto della "condizione abilitante orizzontale" sull'applicazione effettiva della Carta (condizione abilitante orizzontale della Carta), la Commissione ha valutato tutti i programmi finanziari presentati dagli Stati membri al fine di verificare l'esistenza di meccanismi efficaci destinati a garantire il rispetto della Carta in relazione all'attuazione dei fondi dell'UE pertinenti. La Commissione ha finora valutato che tutti gli Stati membri rispettano la condizione abilitante orizzontale della Carta, con tre eccezioni. Nessuna spesa pertinente può essere rimborsata fino a quando non siano soddisfatte le condizioni stabilite nella condizione abilitante orizzontale della Carta per l'attuazione di tali programmi. La Commissione monitora inoltre da vicino la situazione;
-la Commissione ha continuato a difendere i diritti fondamentali attraverso procedure di infrazione;
-la Commissione ha inoltre svolto attività di sensibilizzazione in merito ai diritti fondamentali e fornito informazioni attraverso la campagna #RightHereRightNow, la sezione "I tuoi diritti" nell'UE del portale europeo della giustizia elettronica e il sito web della Commissione;
-l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha ulteriormente aggiornato la propria banca dati Charterpedia, che raccoglie materiali sui diritti fondamentali provenienti da tutta l'UE. La FRA ha inoltre pubblicato il documento "Casi di studio relativi alla Carta – Manuale del formatore" che comprende orientamenti sull'organizzazione di seminari di formazione sulla Carta in dieci lingue dell'UE.
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La relazione sulla Carta del 2023 si concentra sulla tutela giurisdizionale effettiva e sull'accesso alla giustizia, in quanto tali diritti sono essenziali per garantire la piena applicazione della Carta e delle leggi dell'UE che promuovono e tutelano i diritti sanciti dalla Carta. In assenza di una tutela giurisdizionale effettiva, i singoli non sono in grado di far valere efficacemente i propri diritti, compresi i loro diritti fondamentali.
Una tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia sostengono inoltre una cultura dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, come sottolineato nelle relazioni annuali della Commissione sullo Stato di diritto. Spetta agli organi giurisdizionali nazionali e alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) garantire la piena applicazione del diritto dell'Unione nell'insieme degli Stati membri, nonché la tutela giurisdizionale dei diritti che i soggetti dell'ordinamento ricavano dal medesimo. In linea con l'articolo 19, paragrafo 1, TUE, gli Stati membri devono stabilire i rimedi giurisdizionali necessari per assicurare il rispetto del loro diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell'Unione.
La relazione sulla Carta è pertanto complementare alle relazioni annuali della Commissione sullo Stato di diritto, nelle quali il pilastro della giustizia affronta il tema dell'indipendenza della magistratura, della qualità e dell'efficienza dei sistemi giudiziari nazionali concentrandosi sull'accesso alla giustizia per tutti attraverso mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali. Fornisce una prospettiva in materia di diritti fondamentali sull'accesso alla giustizia, definita come la capacità di tutti di cercare e ottenere una soluzione equa dei problemi giuridici attraverso una serie di servizi giuridici e giudiziari, nel rispetto dei diritti fondamentali. La relazione integra inoltre altre iniziative politiche pertinenti, quali il quadro di valutazione UE della giustizia, le strategie per l'Unione dell'uguaglianza e il piano d'azione per la democrazia europea.
La presente relazione intende fornire una panoramica del quadro giuridico dell'UE in vigore descrivendo gli sviluppi recenti (2020-2023). Presenta tanto i risultati quanto le sfide negli Stati membri fornendo un'istantanea degli elementi individuati dai portatori di interessi. Gli esempi delle misure nazionali non sono esaustivi e hanno mero scopo illustrativo.
Su quali informazioni si basa la presente relazione?
La presente relazione si basa sulla valutazione qualitativa, svolta dalla Commissione e dalla FRA, dei riscontri delle consultazioni e di altre fonti, tra cui:
-consultazioni mirate condotte con: i) gli Stati membri e i punti di riferimento per la Carta; ii) le organizzazioni internazionali; e iii) la rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI) e la rete europea di enti per le pari opportunità (Equinet) e i loro membri;
-una consultazione online attraverso la rete della società civile della FRA, la piattaforma dei diritti fondamentali, per raccogliere le esperienze dei rispondenti sulle misure per una tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia, nonché un contributo di consultazione della FRA;
-contributi ad altre relazioni della Commissione, quali le relazioni sullo Stato di diritto e il quadro di valutazione della giustizia.
2.Diritto dell'UE in materia di tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia
A seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona nel dicembre 2009, l'UE ha sviluppato un quadro giuridico esaustivo con mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali cui i singoli possono ricorrere qualora ritengano che i loro diritti sanciti dal diritto dell'UE siano stati violati. In aggiunta a questo, diversi strumenti dell'UE prevedono norme minime in materia di tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia. La tutela giurisdizionale effettiva prevista dal diritto dell'UE è un esempio del modo in cui l'UE crea vantaggi per la vita quotidiana delle persone in un'ampia serie di situazioni, consentendo loro di godere dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta. Il presente capitolo illustra l'ampio campo di applicazione del diritto dell'UE in materia di tutela giurisdizionale effettiva e accesso alla giustizia. Nella pratica, tali norme dell'UE si applicano spesso in combinato disposto con le norme nazionali, il che evidenzia la complementarità tra le azioni dell'UE e quelle degli Stati membri, come ulteriormente descritto nel capitolo 3.
2.Facilitare l'accesso alla giustizia attraverso le iniziative per la digitalizzazione
L'accesso alla giustizia può essere agevolato aumentando la digitalizzazione dei procedimenti giudiziari, che rende la giustizia più accessibile. La possibilità di presentare osservazioni e comunicare con gli organi giurisdizionali per via elettronica e di partecipare alle udienze in videoconferenza può migliorare l'accesso a un ricorso effettivo entro un termine ragionevole ai sensi dell'articolo 47 della Carta. La proposta di regolamento sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria
fornisce una base giuridica per l'uso della tecnologia della comunicazione a distanza per le udienze in materia civile e commerciale con implicazioni transfrontaliere e per le procedure di cooperazione giudiziaria in materia penale.
La digitalizzazione della giustizia deve essere attuata con attenzione e garantire il rispetto dei diritti fondamentali, compreso il diritto a un giudice imparziale, a un ricorso effettivo e alla protezione dei dati personali e i diritti di difesa nei procedimenti penali
. Al fine di garantire l'accessibilità dei servizi e dei procedimenti giudiziari per coloro che non dispongono di competenze digitali sufficienti o dell'accesso a strumenti digitali, nonché per le persone che possono avere difficoltà ad accedere agli ambienti della giustizia digitale, dovrebbero essere mantenuti anche i canali di comunicazione tradizionali e la partecipazione personale
. Le applicazioni di intelligenza artificiale possono parimenti sostenere il processo decisionale giudiziario, ma è importante garantire che funzionino correttamente e attenuare i potenziali pregiudizi che il loro uso può comportare, anche sulla base del sesso, della "razza"
o dell'origine etnica, della religione o delle convinzioni personali, della disabilità, dell'età o dell'orientamento sessuale
.
3.Diritti nell'ambito di procedimenti penali
Nel diritto processuale penale dell'UE sei direttive stabiliscono norme minime sulle garanzie per gli indagati e gli imputati. Tali norme si applicano alle persone indagate o imputate per un reato e ne facilitano la tutela giurisdizionale e riguardano, ad esempio, il diritto all'interpretazione e alla traduzione di documenti essenziali per coloro che non parlano o non comprendono la lingua del procedimento penale; il diritto di essere tempestivamente informati dei loro diritti, dei capi di imputazione e delle accuse a norma del diritto nazionale e di avere accesso alla documentazione relativa all'indagine; il diritto di avvalersi di un difensore e di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari; il diritto al silenzio e a non autoincriminarsi. Tali direttive sono integrate da tre raccomandazioni, rispettivamente sulle garanzie procedurali per le persone vulnerabili, sul diritto al patrocinio a spese dello Stato per indagati o imputati in procedimenti penali, e sui diritti procedurali di indagati e imputati soggetti a custodia cautelare e sulle condizioni materiali di detenzione.
Tali direttive, in particolare la direttiva (UE) 2016/343, sanciscono principi fondamentali di diritto processuale penale quali la presunzione di innocenza. Le norme dell'UE vietano riferimenti in pubblico prematuri alla colpevolezza dell'indagato o dell'imputato da parte delle autorità, prevedono che l'onere della prova per stabilire la colpevolezza spetti alla pubblica accusa e sanciscono il diritto al silenzio e il diritto di non autoincriminarsi, nonché il diritto di presenziare al processo. Inoltre, al fine di coprire i costi dell'assistenza legale, gli indagati e gli imputati che non dispongono di risorse sufficienti hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato.
L'UE ha inoltre posto in essere garanzie specifiche per i casi in cui l'indagato o l'imputato sia un minore. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che l'interesse superiore del minore sia preso in considerazione in tutte le decisioni che lo riguardano nel corso dell'intero procedimento, conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, della Carta. Gli Stati membri devono stabilire e applicare norme più rigorose di quelle applicabili agli adulti per quanto riguarda i diritti procedurali fondamentali, quali il diritto di avvalersi di un difensore. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a introdurre garanzie e diritti mirati e specifici per i minori, tenendo conto delle esigenze e delle vulnerabilità dei minori e della loro capacità di comprendere e partecipare efficacemente al procedimento. La situazione di ciascun minore dovrebbe essere valutata individualmente, il minore ha il diritto di essere accompagnato da un titolare della responsabilità genitoriale e, se del caso, l'interrogatorio dovrebbe essere registrato; il minore dovrebbe ricevere un trattamento specifico in caso di privazione della libertà personale
. Dalla valutazione della Commissione sulle misure nazionali di recepimento sono emerse differenze notevoli, in particolare a causa delle differenze intrinseche tra i sistemi giudiziari nazionali e in ragione delle diverse norme in materia di giustizia a misura di minore.
4.Strumenti di cooperazione giudiziaria in materia penale
La cooperazione giudiziaria in materia penale è disciplinata da diversi strumenti che mirano a migliorare l'efficienza dell'amministrazione della giustizia nelle cause transfrontaliere e a garantire una tutela giurisdizionale effettiva delle persone interessate. Il mandato d'arresto europeo (MAE) mira a evitare la detenzione prolungata della persona interessata imponendo agli Stati membri di trattare rapidamente le decisioni relative ai mandati d'arresto europei. La Commissione ha recentemente proposto norme comuni in base alle quali i procedimenti penali possono essere trasferiti da uno Stato membro a un altro, che comprendono disposizioni in merito al diritto a un ricorso effettivo contro la decisione di accoglimento del trasferimento.
Il regolamento relativo alle prove elettroniche renderà più rapida l'acquisizione di prove elettroniche da parte delle autorità di contrasto e giudiziarie. In linea con l'articolo 47 della Carta, tale atto riconosce il diritto a un ricorso effettivo alle persone i cui dati sono stati richiesti.
5.Diritti delle vittime
L'UE ha stabilito norme globali in materia di diritti fondamentali destinate a sostenere e proteggere le vittime di reato nella direttiva sui diritti delle vittime
, che impone agli Stati membri di garantire che le vittime di tutti i reati siano riconosciute e trattate in modo rispettoso, professionale e non discriminatorio. La direttiva agevola l'accesso delle vittime alla giustizia obbligando gli Stati membri a fornire informazioni sui procedimenti e a fornire assistenza e protezione alle vittime in linea con le loro esigenze individuali. Le vittime hanno ad esempio il diritto di essere sentite durante il procedimento penale e di fornire elementi di prova, il diritto di accedere al patrocinio a spese dello Stato quando partecipano al procedimento penale in qualità di parti e il diritto di ottenere una decisione in merito al risarcimento da parte dell'autore del reato. Al fine di rafforzare ulteriormente i diritti delle vittime, la Commissione ha adottato una proposta di modifica della direttiva sui diritti delle vittime
, con l'obiettivo di fornire migliori informazioni, assistenza e protezione alle vittime attraverso, ad esempio, l'accesso alla giustizia elettronica, e di consentire loro di partecipare più efficacemente ai procedimenti penali.
La legislazione specifica dell'UE contiene norme mirate a tutela dei diritti delle vittime di determinati tipi di reati. La direttiva anti-tratta impone agli Stati membri di garantire che le vittime della tratta di esseri umani ricevano adeguata protezione, anche attraverso programmi di protezione delle vittime, e abbiano accesso alla consulenza e alla rappresentanza legali. Inoltre le vittime minorenni hanno diritto alla nomina di un rappresentante e ad accorgimenti a misura di minore durante le audizioni e i procedimenti penali. A seguito di una valutazione della direttiva anti-tratta, la Commissione ha proposto di modernizzare il quadro anti-tratta e di colmare le lacune nell'identificazione e nell'indirizzamento delle vittime ai fini dell'assistenza e del sostegno alle stesse. Inoltre la Commissione continua a concentrarsi sull'attuazione della direttiva anti-tratta dell'UE e della strategia dell'UE per la lotta alla tratta di esseri umani (2021-2025), in particolare per quanto riguarda la protezione delle vittime nei procedimenti penali e l'accesso al risarcimento.
I minori vittime di abuso e sfruttamento sessuale sono protetti dall'apposita direttiva, che incoraggia chi venga a conoscenza di questi reati o sospetti che siano stati commessi a denunciarli. Nel maggio 2022 la Commissione ha proposto norme specifiche sull'abuso e sullo sfruttamento sessuale dei minori online, comprese misure volte a segnalare e rimuovere i contenuti illegali e a sostenere le vittime che cercano di ottenere la rimozione del materiale che ritrae l'abuso.
La proposta di direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica
mira a rafforzare l'accesso alla giustizia delle vittime di violenza di genere e di violenza domestica rispondendo alle loro esigenze specifiche. Propone inoltre di configurare come reato talune forme di violenza che colpiscono in modo sproporzionato le donne, quali lo stupro per assenza di consenso, la mutilazione genitale femminile e alcune forme di violenza di genere online.
6.Altre situazioni di vulnerabilità
Le persone che segnalano attività illegali o immorali che rilevano sul luogo di lavoro ("informatori") si trovano in una posizione di vulnerabilità nei confronti dei loro datori di lavoro. La direttiva sulla protezione degli informatori
vieta ogni forma di ritorsione e impone sanzioni contro di esse, e offre agli informatori una solida serie di azioni legali, tra cui la reintegrazione o il risarcimento dei danni subiti e provvedimenti provvisori per porre fine alle minacce o agli atti di ritorsione.
I giornalisti, i difensori dei diritti umani e altri soggetti coinvolti nel dibattito pubblico su una questione di interesse pubblico si trovano in una posizione altrettanto vulnerabile quando devono far fronte ad azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica, note come "SLAPP" (dalla dicitura inglese). Una proposta del 2022 consente ai giudici di rigettare rapidamente tali azioni legali manifestamente infondate e stabilisce diverse garanzie procedurali e mezzi di ricorso, quali il risarcimento integrale delle spese, il risarcimento dei danni e sanzioni. La Commissione ha inoltre pubblicato raccomandazioni indirizzate agli Stati membri sulle misure per proteggere i giornalisti e gli operatori dei media.
Una recente proposta mira ad aumentare la protezione degli adulti in situazioni transfrontaliere e a contribuire alla salvaguardia dei loro diritti fondamentali quando, a causa di un'alterazione o di un'insufficienza delle facoltà personali, essi non sono in grado di curare i propri interessi.
La proposta mira a garantire che le misure relative alla loro protezione o capacità giuridica siano rapidamente riconosciute e che i desideri espressi in anticipo attraverso i "poteri di rappresentanza" siano rispettati.
Una proposta del 2022 sul riconoscimento della filiazione tra gli Stati membri mira a rafforzare la tutela dei diritti fondamentali dei minori in situazioni transfrontaliere, come i loro diritti derivanti dalla filiazione in un altro Stato membro, compreso il diritto alla rappresentanza genitoriale su questioni quali la salute e la scuola. Di conseguenza i genitori di un minore in uno Stato membro continuerebbero ad essere i genitori di tale minore in altri Stati membri, il che non sempre accade attualmente.
7.Vittime di discriminazione
La tutela giurisdizionale effettiva delle vittime di discriminazione è al centro del diritto dell'UE da decenni, nel contesto del quale diverse direttive sulla parità
prevedono il diritto di accesso a procedure giuridiche per denunciare la discriminazione e il diritto delle associazioni di intervenire in giudizio per conto o a sostegno delle vittime. La direttiva sulla trasparenza retributiva
conferisce ai lavoratori la facoltà di rivendicare il loro diritto alla parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. Le vittime possono essere rappresentate nei procedimenti amministrativi o giudiziari da associazioni, rappresentanti dei lavoratori e organismi, quali gli organismi per la parità o i sindacati. Tali soggetti possono aiutare le vittime a presentare un ricorso
, a sostenere un contenzioso strategico
, a promuovere un ricorso collettivo
, in particolare perché il diritto dell'UE vieta la discriminazione anche quando non esiste una vittima singola identificabile
.
Conformemente alle direttive sull'uguaglianza e sulla parità, gli Stati membri devono prevedere sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di discriminazione
Nuove proposte legislative mirano rafforzare il ruolo degli organismi per la parità, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza, le risorse e i poteri, affinché possano combattere più efficacemente la discriminazione. Gli organismi per la parità sono essenziali per fornire assistenza alle vittime di discriminazioni e garantire che il diritto dell'UE in materia di non discriminazione sia attuato. Gli organismi per la parità sarebbero incaricati di ricevere denunce di discriminazione, indagare, consigliare le vittime, offrire una risoluzione alternativa delle controversie, emettere pareri o decisioni e agire nel contesto di procedimenti giudiziari in qualità di esperti, per conto o a sostegno di una o più vittime o in nome proprio.
L'UE è parte della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che stabilisce l'obbligo di garantire alle persone con disabilità un accesso effettivo alla giustizia su un piano di parità con gli altri, e ha adottato l'atto europeo sull'accessibilità.
L'atto europeo sull'accessibilità è integrato dalla direttiva sull'accessibilità del web, che prevede che i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici, compresi gli organi giudiziari, siano accessibili alle persone con disabilità e agli anziani.
L'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio violano i diritti fondamentali delle vittime alla dignità e all'uguaglianza. Al fine di contribuire a una tutela giurisdizionale effettiva delle vittime di incitamento all'odio e di reati generati dall'odio, la decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia obbliga gli Stati membri a qualificare come reato l'istigazione pubblica alla violenza e all'odio per motivi di razza, colore, religione, discendenza, origine nazionale o etnica e a tenere debitamente conto dei motivi razzisti nel condannare gli autori di reati. Le autorità nazionali devono indagare, perseguire e giudicare i casi di presunti reati o discorsi motivati dall'odio. La Commissione ha inoltre proposto nel 2021 di aggiungere l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio all'elenco dei reati riconosciuti dall'UE di cui all'articolo 83, paragrafo 1, TFUE. Al momento dell'adozione della decisione da parte del Consiglio, la Commissione avrebbe la possibilità di proporre una normativa volta a garantire una solida risposta di diritto penale a livello di UE all'incitamento all'odio e ai reati generati dall'odio per motivi diversi dal razzismo e dalla xenofobia.
8.Tutela dell'ambiente
Per quanto riguarda la protezione dell'ambiente, l'accesso alla giustizia è stato notevolmente rafforzato dal regolamento di Aarhus modificato, che consente alle organizzazioni ambientaliste e ad altri membri del pubblico di chiedere alle istituzioni dell'UE di garantire che le loro decisioni siano conformi al diritto ambientale dell'UE. Le organizzazioni ambientaliste hanno già fatto ricorso a tale possibilità chiedendo un riesame in relazione ai pesticidi, alla pesca, alla tassonomia, ai piani nazionali per l'energia e il clima, alle energie rinnovabili e ai piani agricoli nell'ambito della politica agricola comune.
La Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti sull'accesso alla giustizia in materia ambientale e schede informative in materia di giustizia elettronica sulle norme applicabili in ciascuno Stato membro e ha tracciato una mappatura delle modalità di tutela giuridica offerte nella legislazione di ciascuno Stato membro che attua la convenzione di Aarhus.
Inoltre una proposta di direttiva sulla criminalità ambientale prevede assistenza e sostegno alle persone che denunciano reati ambientali. Le proposte di direttiva sulle emissioni industriali, sulla qualità dell'aria e sui rifiuti consentirebbero l'accesso a un risarcimento per problemi di salute causati da violazioni delle disposizioni pertinenti. Anche le proposte sulla qualità dell'aria, sui rifiuti, sul monitoraggio del suolo e il ripristino della natura e la direttiva sulle asserzioni ambientali rafforzerebbero il diritto a un ricorso effettivo introducendo il diritto di utilizzare mezzi di ricorso giurisdizionali in caso di violazione delle pertinenti disposizioni del diritto dell'UE.
9.Diritti dei consumatori e meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie
Un meccanismo di ricorso collettivo consente alle organizzazioni dei consumatori e agli organismi pubblici designati di avviare azioni rappresentative dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali, comprese azioni transfrontaliere riguardanti diversi Stati membri, per conto di gruppi di consumatori. Tali azioni collettive possono cercare di porre fine a pratiche illegali e chiedere un risarcimento, ad esempio sotto forma di indennizzo, sostituzione o riparazione. Uno strumento online facilita la cooperazione tra gli Stati membri, i giudici e i rappresentanti degli interessi dei consumatori nell'applicazione dei diritti dei consumatori dell'UE. La direttiva sulle clausole abusive nei contratti
impone che ai consumatori siano messi a disposizione mezzi di ricorso efficaci contro l'uso di clausole abusive nei contratti da parte dei professionisti.
La risoluzione extragiudiziale delle controversie per i consumatori sarà resa più rapida e più agevole dalla recente proposta di modifica della direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie (ADR), che migliorerebbe la disponibilità di un sostegno personalizzato per i consumatori, in particolare quelli vulnerabili. I punti di contatto negli Stati membri possono facilitare la comunicazione tra consumatori e professionisti, fornire assistenza nella procedura di risoluzione alternativa delle controversie e fornire informazioni sui diritti dei consumatori e sui mezzi di ricorso.
Inoltre SOLVIT, una rete dell'UE per la risoluzione di problemi per le imprese e i consumatori, offre un approccio alternativo alla risoluzione delle controversie che non prevede la necessità di consultare un avvocato o di adire un organo giurisdizionale
. Nel settore dei trasporti, l'iniziativa "migliore protezione dei passeggeri e dei loro diritti" mira a garantire una migliore informazione dei passeggeri in merito ai loro diritti, un sistema più efficace di gestione dei reclami, una migliore applicazione dei diritti dei passeggeri e l'estensione dei diritti dei passeggeri ai viaggi multimodali (quando un passeggero utilizza diversi modi di trasporto durante il medesimo viaggio).
10.Regolamentazione dei contenuti online e protezione dei dati
I continui sviluppi della digitalizzazione mettono in evidenza l'importanza di garantire una tutela giurisdizionale effettiva in relazione alle attività online. Per quanto riguarda la moderazione dei contenuti online, il regolamento sui servizi digitali istituisce mezzi di ricorso per i destinatari di servizi intermediari online, creando un meccanismo di notifica e azione che consente agli utenti di segnalare contenuti illegali e richiederne la rimozione. Impone alle piattaforme online di istituire un sistema interno di gestione dei reclami che consenta agli utenti di presentare reclami per via elettronica e gratuitamente, nonché un meccanismo di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Stabilisce inoltre il diritto di presentare reclamo nei confronti di prestatori di servizi nello Stato membro in cui il destinatario del servizio è situato o stabilito. Gli utenti possono incaricare un organismo, un'organizzazione o un'associazione di esercitare tale diritto per loro conto. Gli utenti possono chiedere un risarcimento ai fornitori di servizi intermediari relativamente a danni o perdite subiti a seguito di una violazione degli obblighi stabiliti dal regolamento sui servizi digitali. La direttiva sul commercio elettronico contiene garanzie procedurali per la composizione extragiudiziale delle controversie e i ricorsi giurisdizionali per quanto riguarda i servizi della società dell'informazione.
Il regolamento sui contenuti terroristici online impone ai prestatori di servizi di hosting di informare i fornitori di contenuti in caso di rimozione dei loro contenuti o di blocco dell'accesso a seguito di un ordine di rimozione inviato da un'autorità nazionale competente. I prestatori di servizi di hosting sono tenuti a istituire meccanismi di reclamo efficaci per gli utenti i cui contenuti sono stati rimossi o il cui accesso è stato bloccato nell'UE.
Il regolamento generale sulla protezione dei dati conferisce agli interessati il diritto di promuovere un reclamo contro un titolare del trattamento o un responsabile del trattamento presso l'autorità nazionale di controllo o a un organo giurisdizionale competente, qualora ritengano che i loro dati personali siano stati trattati in violazione delle norme di detto regolamento. Gli interessati possono inoltre incaricare un organismo, un'organizzazione o un'associazione senza scopo di lucro di sporgere reclamo per loro conto e hanno il diritto di ricevere un risarcimento per i danni materiali o immateriali causati da una violazione. Il regolamento generale sulla protezione dei dati conferisce alle autorità nazionali di controllo ampi poteri per indagare sulle violazioni e adottare misure correttive, anche imponendo sanzioni amministrative pecuniarie.
Fatti salvi i poteri di tali autorità di controllo e sulla base dei diritti garantiti dal regolamento generale sulla protezione dei dati, la proposta relativa a uno spazio europeo di dati sanitari crea il diritto di presentare reclamo alle autorità di sanità digitale, enti pubblici che dovranno essere istituiti dagli Stati membri.
11.Asilo e migrazione
Il diritto dell'UE in materia di asilo e migrazione prevede una serie di garanzie volte ad assicurare la protezione giuridica di coloro che giungono nell'UE e chiedono di beneficiare di uno status di asilo o di soggiorno. Nell'ambito di applicazione del sistema europeo comune di asilo, le direttive e i regolamenti prevedono la possibilità per i richiedenti asilo di contestare le decisioni adottate dalle autorità amministrative.
A norma della direttiva sulle procedure di asilo, i richiedenti asilo che presentano ricorso avverso una decisione che respinge la loro domanda hanno generalmente il diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro in attesa dell'esito del ricorso o finché non si sia pronunciato un organo giurisdizionale. Gli Stati membri devono garantire il diritto dei richiedenti a un ricorso effettivo avverso qualsiasi decisione adottata in merito alla loro domanda di protezione internazionale, nonché il rifiuto di riaprire l'esame di una domanda sospesa e le decisioni di revoca della protezione internazionale. Inoltre i richiedenti che sono stati riconosciuti ammissibili alla protezione sussidiaria possono impugnare la decisione che ha ritenuto la loro domanda infondata in relazione allo status di rifugiato. Infine, ai ricorrenti devono essere garantite garanzie procedurali equivalenti a quelle che si applicano durante gli esami di primo grado, quali l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite erogate da persone competenti a fornirle ai sensi del diritto nazionale. Il regolamento Dublino III offre inoltre ai richiedenti nei confronti dei quali è stata emessa una decisione di trasferimento la possibilità di presentare ricorso o revisione, garantendo diverse garanzie procedurali, tra cui il diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro in cui il richiedente è presente, la sospensione del trasferimento fino alla conclusione del ricorso o della revisione e l'accesso all'assistenza giuridica e linguistica gratuita durante l'intera procedura di ricorso o revisione.
Tutte le direttive in materia di migrazione legale, pur mantenendo un ampio margine di discrezionalità, impongono agli Stati membri di garantire che le decisioni che respingono una domanda, revocano un'autorizzazione o respingono il rinnovo di un'autorizzazione siano impugnabili o soggette a ricorso. La direttiva rimpatri consente ai cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare in uno Stato membro di chiedere la revisione delle decisioni connesse al loro rimpatrio dinanzi ad un'autorità giudiziaria o amministrativa competente o a un organo competente composto da membri imparziali e indipendenti. Nel contesto della gestione europea integrata delle frontiere, la Commissione ha raccomandato agli Stati membri di "sviluppare e sostenere operativamente un meccanismo nazionale di monitoraggio dei diritti fondamentali in relazione alla gestione delle frontiere e ai rimpatri", che dovrebbe "supervisionare o contribuire ai meccanismi di ricorso esistenti", quali i meccanismi di segnalazione degli incidenti o di reclamo.
Per quanto riguarda l'occupazione di cittadini di paesi terzi, la direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro conferisce ai cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare in uno Stato membro il diritto di richiedere il pagamento di retribuzioni non versate e di presentare denunce contro i datori di lavoro in caso di sfruttamento. La direttiva sui lavoratori stagionali contiene disposizioni che consentono ai lavoratori stagionali di paesi terzi di presentare denunce nei confronti dei loro datori di lavoro. Una proposta di estensione di tale diritto a tutti i lavoratori di paesi terzi è inclusa nella proposta di revisione della direttiva sul permesso unico. La Commissione ha inoltre riveduto la direttiva sulla Carta blu per imporre agli Stati membri di assicurare un ricorso giurisdizionale effettivo per tutte le decisioni negative relative a permessi di soggiorno e di lavoro indirizzate a lavoratori altamente qualificati.
3.Misure adottate dagli Stati membri per garantire una tutela giurisdizionale effettiva
Gli Stati membri hanno il dovere di garantire che i diritti fondamentali siano applicati nella pratica dai vari attori della catena di applicazione della Carta a vantaggio di tutti. In linea con l'articolo 19 TUE, essi hanno il compito di fornire una tutela giurisdizionale effettiva nel loro territorio, attraverso i sistemi giudiziari o gli organi non giurisdizionali. Tutti gli Stati membri che hanno partecipato alle consultazioni su cui si basa la presente relazione hanno fatto riferimento a una serie di mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali disponibili. Il presente capitolo fornisce una panoramica dei recenti sviluppi cui fanno riferimento diversi Stati membri.
3.1.Facilitare l'accesso alla giustizia attraverso le iniziative per la digitalizzazione
Diversi Stati membri ritengono che le soluzioni di giustizia elettronica siano fondamentali per migliorare l'accesso alla giustizia, in quanto permettono agli utenti di esercitare i loro diritti in modo più rapido e semplice. I servizi di giustizia digitale sono moderni e consentono una maggiore accessibilità e persino personalizzazione dei servizi giudiziari, assicurandone la disponibilità costante durante le crisi.
Numerosi Stati membri si adoperano per migliorare l'accessibilità digitale della giustizia.
Ad esempio, in Romania la digitalizzazione del sistema giudiziario è stata accelerata durante la pandemia di COVID-19. La Slovacchia finanzia azioni volte a promuovere la digitalizzazione della giustizia nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che prepara il paese a aderire al sistema eCodex.
La mancanza di competenze digitali, le difficoltà relative all'interoperabilità dei sistemi informatici e alla sicurezza digitale sono menzionate come le sfide principali a tale riguardo. La Svezia ritiene inoltre che taluni aspetti della digitalizzazione, quali le videoaudizioni, potrebbero non essere adeguati in tutti i casi.
Dalle consultazioni emergono inoltre le varie funzioni che si stanno istituendo nell'ambito delle iniziative in materia di giustizia elettronica
. In Germania l'invio di documenti tramite uno strumento online è obbligatorio per gli avvocati, le autorità e gli enti pubblici. Chiunque altro può ricorrere volontariamente a transazioni giuridiche per via elettronica
. In Francia un'applicazione mobile aiuta il pubblico a trovare organi giurisdizionali, avvocati e notai
. Tuttavia alcuni partecipanti all'indagine della piattaforma per i diritti fondamentali hanno formulato osservazioni in merito alla complessità e alla parziale inaccessibilità degli strumenti digitali, ad esempio a causa dell'aumento dei costi per avvocati e clienti, delle carenze dei sistemi o del fatto che la disponibilità è stata limitata agli avvocati certificati
.
3.2.Diritti procedurali
Come osservato nel capitolo 2, la disponibilità di informazioni sufficienti sui mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali e sulle modalità per farne uso è fondamentale per facilitare l'accesso di tutti i cittadini alla giustizia. Per quanto riguarda l'informazione del pubblico in merito al sistema giudiziario e ai mezzi di ricorso disponibili, tutti gli Stati membri fanno riferimento alle informazioni contenute in un sito web ufficiale dedicato dell'amministrazione giudiziaria o di un ministero competente. Ad esempio in Lussemburgo le informazioni in materia di patrocinio a spese dello Stato, spese di giudizio, diritti procedurali e sentenze pubblicate sono rese disponibili online, insieme a moduli di contatto o agli indirizzi posta elettronica per le richieste di informazioni da parte del pubblico.
Queste risposte all'indagine della piattaforma per i diritti fondamentali mostrano che le informazioni sono fornite soprattutto alle parti di procedimenti penali (59 sui 115 partecipanti) e procedimenti amministrativi (45), ma nettamente meno alle parti di procedimenti civili (36) o alle persone che cercano di accedere a mezzi di ricorso stragiudiziali (31).
L'accesso a servizi di interpretazione e traduzione è inoltre essenziale per evitare di creare ostacoli all'accesso alla giustizia per coloro che non hanno una conoscenza sufficiente della lingua ufficiale del paese interessato. Diversi Stati membri che hanno partecipato alle consultazioni forniscono gratuitamente servizi di interpretazione e traduzione per indagati e imputati nel contesto di procedimenti penali.
La portata di tale diritto varia tuttavia da uno Stato membro all'altro. Al di là dei procedimenti penali, i servizi di interpretazione e traduzione dei documenti giudiziari pertinenti sono disponibili in alcuni Stati membri anche nelle cause civili o per le parti civili di procedimenti penali. Taluni Stati membri estendono la disponibilità di servizi di interpretazione e traduzione alle vittime di reati e ai procedimenti amministrativi. A tale riguardo, alcuni fanno riferimento specificamente ai casi di immigrazione o ai minori non accompagnati e ai loro tutori.
In Croazia il difensore civico ha raccomandato che i servizi di interpretazione e traduzione siano resi disponibili in diverse lingue nei casi riguardanti i diritti dei lavoratori o la protezione internazionale.
Nelle cause civili, solitamente gli Stati membri richiedono ai non madrelingua di provvedere essi stessi alle spese per servizi di interpretazione e traduzione. A seconda della situazione finanziaria, può essere possibile coprire tali costi con il patrocinio a spese dello Stato, a seconda delle condizioni stabilite dalla legislazione nazionale. Il patrocinio a spese dello Stato è in genere disponibile per coprire i costi dei servizi di interpretazione e traduzione di coloro che non dispongono di mezzi. In Finlandia, un calcolo preliminare del diritto e delle domande di patrocinio a spese dello Stato può essere effettuato mediante un sistema di gestione dei casi di patrocinio a spese dello Stato.
Nel contesto dell'indagine della piattaforma per i diritti fondamentali, 82 partecipanti su 115 hanno confermato che i servizi di interpretazione e traduzione sono le misure più utilizzate per eliminare gli ostacoli che impediscono alle persone di accedere ai mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali nei rispettivi Stati membri, seguiti dal patrocinio a spese dello Stato (79/115).
3.3.Diritti delle vittime
Nelle consultazioni su cui si basa la presente relazione, la maggior parte degli Stati membri ha fatto riferimento a nuove misure adottate per proteggere le vittime di reato. Ad esempio in Romania i servizi mirati di assistenza alle vittime di reati agiscono attraverso una rete nazionale di 47 uffici. Due dei maggiori organi giurisdizionali di primo grado della Slovenia dispongono di dipartimenti specializzati di assistenza alle vittime che riuniscono giudici e vittime (per lo più di violenza di genere o domestica) al fine di evitare contatti inutili con il presunto autore del reato e decidere in merito alle misure di protezione.
L'Austria fornisce gratuitamente assistenza psicosociale alle vittime durante i procedimenti penali e civili. In Germania il codice di procedura penale impone agli organi giurisdizionali di fornire assistenza psicosociale. Le vittime di gravi reati violenti o sessuali possono inoltre chiedere la nomina gratuita di un assistente psicosociale in relazione al loro caso. In Svezia è possibile anche la nomina di un avvocato a titolo gratuito al fine di tutelare gli interessi delle vittime e chiedere il risarcimento dei danni nelle cause penali. In Grecia il sostegno psicosociale è a disposizione soltanto delle vittime della tratta di esseri umani. In Croazia, il difensore civico ha raccomandato sessioni di formazione mirate sui diritti delle vittime e l'istituzione di dipartimenti dedicati all'assistenza delle vittime e dei testimoni in tutti gli organi giurisdizionali.
Inoltre quasi un terzo dei partecipanti all'indagine della piattaforma per i diritti fondamentali (31/115) ha convenuto che sono messe a disposizione delle parti vulnerabili procedure accelerate. A Cipro e in Germania, ad esempio, i casi di violenza sessuale o nei confronti di minori possono essere trattati in via prioritaria. In Belgio il codice giudiziario prevede una misura accelerata nei casi riguardanti la responsabilità genitoriale transfrontaliera e la protezione dei minori (ad esempio nei casi di sottrazione internazionale di minori).
Per quanto riguarda la lotta alla violenza di genere e domestica, taluni Stati membri hanno recentemente consentito alle autorità di contrasto di condividere le informazioni di contatto delle vittime con un centro di assistenza che contatta la vittima di propria iniziativa per offrire assistenza dopo la denuncia del reato. Sono state prese iniziative volte a garantire la disponibilità di un'assistenza mirata. La Finlandia, ad esempio, ha istituito una rete di 24 centri di assistenza alle vittime di violenza sessuale in tutto il paese. In Svezia sono disponibili unità di assistenza speciale per le vittime di violenze e abusi sessuali. In Croazia l'Ufficio per la parità di genere ha elaborato orientamenti per le autorità di contrasto e i professionisti del diritto in merito al trattamento dei reati sessuali.
Come osservato nella strategia per la Carta e nella relazione sulla Carta del 2022, anche le organizzazioni della società civile sono partner essenziali nella catena di applicazione della Carta. Nelle consultazioni condotte per la strategia della Carta, l'80 % delle organizzazioni della società civile che hanno partecipato ha confermato che le persone si rivolgono a loro per ottenere informazioni sui propri diritti. La grande maggioranza (85 %) delle organizzazioni della società civile ha inoltre svolto attività di sensibilizzazione in materia di diritti fondamentali
. Nelle consultazioni condotte per informare la presente relazione, diversi Stati membri hanno fatto riferimento al contributo centrale delle organizzazioni della società civile nel fornire assistenza legale e di altro tipo a coloro che ne hanno bisogno. Ad esempio in Germania le autorità hanno concluso accordi di cooperazione con centri di consulenza gestiti da organizzazioni della società civile, che forniscono sostegno nei casi di tratta di esseri umani in quasi tutti gli Stati federali.
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Erogazione di sessioni di formazione periodiche e mirate per i professionisti del diritto
Nella maggior parte degli Stati membri è disponibile una formazione giudiziaria in merito alle modalità di comunicazione con vari gruppi di vittime o persone provenienti da contesti culturali, religiosi, razziali, etnici o linguistici diversi, nonché sulle misure di protezione, in particolare nei casi di violenza contro le donne e di violenza domestica, o sulle pratiche sensibili in termini di genere nei procedimenti giudiziari. In Ungheria, ad esempio, la formazione sulla risposta alle esigenze dei gruppi vulnerabili è guidata da psicologi nell'ambito del programma di formazione annuale per gli organi giurisdizionali. In Spagna la nuova legislazione impone agli ordini degli avvocati di fornire una formazione sui diritti dei minori alla luce della convenzione sui diritti del fanciullo e sulla violenza contro i minori. In Svezia i pubblici ministeri che si occupano di cause riguardanti minori ricevono una formazione mirata e rappresentano il minore durante i procedimenti. Inoltre alcuni Stati membri hanno fatto riferimento agli sforzi compiuti per migliorare la tutela giurisdizionale effettiva delle vittime fornendo una formazione mirata ad altri professionisti pertinenti. Tuttavia sono state fornite poche informazioni sul momento in cui viene impartita una formazione pertinente (al momento dell'assunzione delle funzioni o nel contesto della formazione continua sul posto di lavoro) e sulla sua obbligatorietà. La formazione, inoltre, può essere disponibile soltanto presso gli organi giurisdizionali di dimensioni maggiori o riguardare un gruppo vulnerabile o un tipo di reato.
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3.4.Giustizia a misura di minore
Dalle consultazioni emerge che gli Stati membri stanno adottando sempre più misure intese a garantire una protezione giuridica specificamente adattata ai minori. Le recenti iniziative in materia di giustizia a misura di minore si sono concentrate sull'istituzione di apposite sale di audizione per i minori, sulla disponibilità di patrocinio a spese dello Stato e presentazione ai minori, nonché sull'offerta di formazione specializzata agli operatori della giustizia per garantire che i minori indagati, imputati, vittime e testimoni possano partecipare in maniera efficace ai procedimenti in modo corrispondente alla loro maturità. Nella maggior parte degli Stati membri le autorità giurisdizionali sono tenute a informare il minore in merito al procedimento e a spiegarne le conseguenze con modalità adeguate al minore.
Alcuni Stati membri hanno inoltre istituito organi giurisdizionali specializzati o ruoli specifici dei pubblici ministeri per i casi che coinvolgono minori. Nel 2021 Cipro ha modificato la legislazione destinata a dare priorità alle procedure non giudiziarie per i minori autori di reati e ha istituito organi giurisdizionali specializzati per i minori. In Germania gli organi giurisdizionali e i pubblici ministeri competenti per le cause riguardanti giovani garantiscono che tali cause siano trattate da professionisti del diritto che dispongono di un'istruzione e una formazione adeguate.
Negli ultimi anni sono state adottate iniziative destinate a migliorare le opportunità dei minori di denunciare un reato. In Spagna sono state messe in atto misure di individuazione precoce per rilevare la violenza contro i minori, compreso l'obbligo rafforzato per le persone in contatto con i minori di segnalare presunti abusi. Il ruolo di coordinatore del benessere e della protezione è stato inoltre reso obbligatorio nelle scuole.
Analogamente numerosi Stati membri hanno rafforzato la capacità dei minori di denunciare un reato e di partecipare a procedimenti giudiziari assistiti da un rappresentante legale nominato da un organo giurisdizionale. L'assistenza di una terza parte neutrale è particolarmente importante quando l'indagato o imputato è il genitore. In Austria viene nominato un difensore dei minori per consentire ai minori di partecipare senza gravarli e per ridurre i conflitti di lealtà. Analogamente, nei Paesi Bassi, ai sensi del codice civile è possibile nominare un tutore di un minore al fine di tutelare l'interesse superiore del minore o su richiesta del minore stesso.
Diversi Stati membri fanno riferimento alla disponibilità di sale dedicate ai minori presso gli organi giurisdizionali. In Slovacchia sono in corso di allestimento sale familiari per facilitare i colloqui con minori o altre persone vulnerabili. In Francia gli esami delle vittime minorenni possono essere effettuati da investigatori in abiti civili in una stanza dotata di giocattoli, microfoni e telecamere. Uno psichiatra infantile monitora e interpreta il comportamento del minore da una sala di controllo.
Inoltre gli Stati membri tengono sempre più conto delle esigenze dei minori nell'organizzazione dei servizi di assistenza alle vittime. In Spagna, nel contesto di un procedimento penale che comporta una violenza contro un minore o un adolescente, la vittima minorenne deve essere deferita a un ufficio di assistenza alle vittime. In collaborazione con la FRA, la Romania ha avviato un progetto volto a garantire una giustizia penale accessibile per le vittime minorenni. Analogamente, in cooperazione con l'UNICEF, la Polonia ha sviluppato servizi di chiamata legale di pronto intervento per i minori, anche rifugiati ucraini.
Tuttavia, oltre a questi esempi positivi, alcuni partecipanti alla consultazione hanno fatto altresì riferimento alla mancanza di informazioni a misura di minore e di un alloggio adeguato all'età per facilitare la partecipazione dei minori ai procedimenti; di organi giurisdizionali o professionisti del diritto specializzati; e di protezione per i minori stranieri non accompagnati. Tra i miglioramenti suggeriti figurano un migliore monitoraggio dell'attuazione di leggi a misura di minore, il rafforzamento del diritto dei minori di presentare denunce e la fornitura di protocolli per i professionisti del diritto che trattano cause che coinvolgono minori.
I minori migranti devono far fronte a particolari difficoltà nell'accesso ai meccanismi di denuncia. Il comitato delle Nazioni Uniti sui diritti del fanciullo ha sottolineato che i minori richiedenti asilo, rifugiati e migranti, compresi quelli privi di documenti e separati dalla famiglia, hanno bisogno di patrocinio gratuito, servizi di interpretazione e altre forme di assistenza affinché il loro parere sia debitamente preso in considerazione nelle decisioni che li riguardano. Occorre inoltre garantire la formazione e la disponibilità di avvocati, specialmente per i minori che vivono nei campi e nei centri di accoglienza, e l'accesso a meccanismi di giustizia e ricorso adatti all'età e a misura di minore, per permettere loro di impugnare eventuali decisioni relative al loro status migratorio.
3.5.Diritti delle vittime di discriminazione
Le istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per la parità e i difensori civici promuovono i diritti fondamentali
e sono spesso i primi punti di contatto con le vittime di discriminazione. Forniscono orientamenti e assistenza legale gratuita alle persone che presumibilmente hanno subito discriminazioni, monitorano l'applicazione del diritto in materia di uguaglianza e parità e non discriminazione e della Carta e conducono attività di sensibilizzazione. Possono inoltre indagare su casi di discriminazione e svolgere attività di formazione. In un terzo degli Stati membri, gli organismi per la parità sono incaricati di adottare decisioni vincolanti nelle cause in materia di discriminazione. La maggior parte delle istituzioni nazionali per i diritti umani e degli organismi per la parità è legittimata a sostenere o rappresentare le vittime in aula. Alcune istituzioni nazionali per i diritti umani sono incaricate di avviare un contenzioso strategico dinanzi agli organi giurisdizionali e di intervenire dinanzi alle corti costituzionali per contestare la costituzionalità di atti giuridici.
Nel 2022 e nel 2023 l'ENNHRI ha individuato ostacoli all'accesso alla giustizia per i gruppi vulnerabili nell'UE, tra cui le persone a basso reddito, i minori, le donne, le vittime di violenza domestica, della tratta e dello sfruttamento del lavoro, i migranti e i richiedenti protezione internazionale, nonché le minoranze etniche. Il numero insufficiente di denunce è motivo di grande preoccupazione: le vittime sono spesso riluttanti a adire le vie legali a causa del costo del contenzioso, della complessità delle procedure e dei vincoli temporali
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Alcuni Stati membri hanno fatto riferimento alle recenti misure adottate per migliorare l'accessibilità dei mezzi di ricorso. Ad esempio in Bulgaria sono stati istituiti uffici regionali per la protezione contro la discriminazione che aiutano il pubblico a essere meglio informato in merito alla protezione e al patrocinio a spese dello Stato.
Taluni Stati membri hanno istituito meccanismi di ricorso collettivo in materia di lotta alla discriminazione. Ad esempio in Francia i sindacati rappresentativi e le associazioni antidiscriminazione possono intentare azioni di gruppo contro pratiche discriminatorie. In Ungheria le organizzazioni della società civile e di rappresentanza di interessi possono chiedere un'indagine su potenziali violazioni della parità di trattamento.
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Iniziative volte a garantire una tutela giurisdizionale effettiva per le persone con disabilità
Accesso alla giustizia significa anche accessibilità ai procedimenti per le persone con disabilità. Circa la metà dei partecipanti all'indagine della piattaforma per i diritti fondamentali ha riferito che nel proprio Stato membro sono in vigore misure volte a facilitare l'accesso ai mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali da parte delle persone con disabilità. I partecipanti hanno tuttavia anche indicato che sono necessari ulteriori miglioramenti.
Un elemento fondamentale a tale riguardo è l'accessibilità fisica degli edifici. In Slovenia, l'Istituto per la pianificazione urbana ha visitato tutti gli edifici giudiziari ai fini dell'elaborazione di un'analisi dell'accessibilità, che costituisce la base per gli investimenti futuri e fornisce consulenza alle persone con disabilità che si recano presso gli organi giurisdizionali.
In numerosi Stati membri, tuttavia, gli edifici giudiziari non sono pienamente accessibili. In Germania alcuni Stati federali hanno emanato regolamenti sull'accesso senza ostacoli per migliorare costantemente l'accesso, anche attraverso ascensori, servizi igienici accessibili, sistemi di citofoni multisensoriali, superfici di camminamento ad alto contrasto o marcature a gradini, segnaletica tattile e sistemi a circuito a induzione. Il Belgio riferisce che, sebbene un numero significativo di edifici pubblici sia stato adattato alla legislazione in materia di accessibilità, non tutti gli organi giurisdizionali rispettano le norme. In numerosi casi ciò è dovuto al fatto che i lavori edilizi devono essere allineati alla conservazione degli edifici elencati. In Polonia un progetto volto a garantire l'accesso alla giustizia per le persone con disabilità comprende adeguamenti e lavori di costruzione in 35 edifici giudiziari. In Ungheria i lavori di accessibilità relativi agli edifici giudiziari sono finanziati con il sostegno dell'UE. Nel 2022 tuttavia il comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ha osservato con preoccupazione che sussistono ostacoli all'accesso alla giustizia da parte delle persone con disabilità per vari motivi, tra cui l'inaccessibilità degli edifici.
Gli Stati membri hanno inoltre messo in atto soluzioni volte a garantire che i cittadini ipovedenti, ipoudenti e analfabeti ricevano informazioni giudiziarie in condizioni di parità rispetto agli altri. Ad esempio in Irlanda l'organo giurisdizionale per il risarcimento di lesioni in ambito penale mette a disposizione, su richiesta, l'interpretazione gratuita nella lingua dei segni irlandese. In Bulgaria la maggior parte degli organi giurisdizionali utilizza un software di sintesi vocale per tradurre i documenti giudiziari in linguaggio naturale. La Corte suprema spagnola ha recentemente chiesto che due sentenze siano adattate a un formato di facile lettura, affinché possano essere comprese dalle persone con disabilità intellettive coinvolte nella causa.
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3.6.Diritti dei consumatori e risoluzione alternativa delle controversie
Nella legislazione in materia di tutela dei consumatori, gli Stati membri fanno riferimento alla disponibilità di una combinazione di mezzi di ricorso civili, penali e amministrativi da parte degli organi giurisdizionali e dei servizi di protezione dei consumatori, nonché all'importante ruolo svolto dalle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni della società civile. Ad esempio, in Germania, le associazioni dei consumatori possono presentare un modello di causa contro un professionista per determinare le principali questioni di fatto o di diritto, quando queste costituiscono i presupposti per le rivendicazioni di numerosi consumatori. In Francia le vittime di un medesimo danno possono svolgere azioni di gruppo. In Lettonia è stato istituito un organo giurisdizionale economico incaricato di trattare complesse controversie commerciali, reati economici e finanziari e casi di corruzione.
In alcuni Stati membri le recenti riforme legislative hanno istituito meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) o migliorato quelli già esistenti. I metodi di risoluzione alternativa delle controversie sono promossi attraverso incentivi specifici, ad esempio fornendo informazioni in proposito su siti web governativi o in campagne mediatiche, fornendo patrocinio a spese dello Stato parziale o integrale per i costi della risoluzione alternativa delle controversie e utilizzando la tecnologia per facilitare la presentazione e la risoluzione delle controversie.
In Lussemburgo, nei procedimenti penali, il servizio di giustizia riparativa cerca di avviare un dialogo tra la vittima e l'autore del reato in merito a tutte le conseguenze materiali ed emotive del reato. In Svezia, sebbene i giudici dispongano di discrezionalità procedurale in materia di risoluzione alternativa delle controversie, la ricerca di una composizione amichevole delle controversie è obbligatoria fatto salvo il caso in cui sia considerata inappropriata per il caso di specie. Dal marzo 2023 nei Paesi Bassi le prime due ore e mezzo di mediazione sono gratuite per le parti che non possono beneficiare del patrocinio a spese dello Stato, mentre quelle ammissibili a beneficiare del patrocinio a spese dello Stato ricevono la mediazione gratuita.
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Valutazione degli impatti della legislazione nazionale sulla tutela giurisdizionale effettiva
Nella strategia per la Carta, la Commissione ha invitato gli Stati membri a utilizzare le valutazioni d'impatto per garantire che le iniziative di attuazione del diritto dell'UE siano conformi alla Carta. Sebbene esistano alcuni esempi del modo in cui sono stati valutate le ripercussioni sui diritti fondamentali delle proposte legislative relative a una tutela giurisdizionale effettiva, nella maggior parte dei casi la necessità di tenere conto dei diritti fondamentali è stata sottolineata da attori diversi dai governi degli Stati membri.
In Finlandia, la commissione parlamentare per il diritto costituzionale ha osservato che, poiché il disegno di legge che modifica la legge sugli stranieri ha attuato il diritto dell'UE, il rispetto dei diritti fondamentali richiede una definizione più dettagliata di diversi elementi del disegno di legge. Ha inoltre richiamato l'attenzione sulla necessità di garantire la compatibilità del progetto di legge con il diritto dell'UE dal punto di vista dell'applicazione della procedura di frontiera ai minori
. In Lituania sono state proposte modifiche alla legislazione nazionale di attuazione della direttiva (UE) 2016/680, in quanto non garantiva in misura sufficiente il diritto a un ricorso effettivo sancito dall'articolo 47 della Carta. Il parlamento nazionale ha ritenuto che i mezzi di ricorso esistenti fossero troppo complessi, rendendo nella pratica inapplicabile il diritto a un ricorso giurisdizionale e creando diritti procedurali ineguali
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4.Tutela giurisdizionale effettiva attraverso gli organi giurisdizionali
La CGUE e gli organi giurisdizionali nazionali applicano e interpretano il diritto dell'UE e svolgono pertanto un ruolo fondamentale nella salvaguardia di una tutela giurisdizionale effettiva. Attraverso il meccanismo di pronuncia pregiudiziale e la procedura di infrazione, la CGUE chiarisce inoltre il pertinente diritto dell'UE, spesso interpretando i diritti sanciti dal diritto derivato dell'UE alla luce degli articoli 47 e 48 della Carta.
Tuttavia, come risulta dall'articolo 47 della Carta, la tutela giurisdizionale effettiva va al di là del diritto individuale al controllo giurisdizionale. In linea con l'articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE, gli Stati membri devono assicurare garanzie sufficienti affinché gli organi giurisdizionali nazionali offrano una tutela giurisdizionale effettiva, senza che siano necessari nuovi rimedi giurisdizionali. Attraverso una panoramica delle cause in materia di tutela giurisdizionale effettiva, il presente capitolo evidenzia il ruolo essenziale della CGUE e degli organi giurisdizionali nazionali nel garantire una tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia ai sensi del diritto dell'UE.
4.1.Giurisprudenza della CGUE sui mezzi di ricorso effettivi
Il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva è stato spesso oggetto di domande di pronuncia pregiudiziale relative a diversi settori del diritto dell'UE, tra cui l'obbligo per gli Stati membri di rispettare pienamente il diritto dell'UE e la giurisprudenza della CGUE affinché sia istituito per legge il diritto a un processo equo dinanzi a un giudice indipendente e imparziale. Sistemi giudiziari ben funzionanti e totalmente indipendenti sono fondamentali affinché la giustizia funzioni a beneficio dei cittadini e delle imprese, che dovrebbero essere in grado di far valere tutti i diritti loro conferiti dal diritto dell'UE attraverso una tutela giurisdizionale effettiva.
Secondo una giurisprudenza costante della CGUE, in assenza di norme precise dell'UE, spetta a ciascuno Stato membro stabilire norme procedurali per salvaguardare i diritti conferiti dal diritto dell'Unione in linea con il principio dell'autonomia procedurale. Tuttavia, nel procedere in tal senso, essi devono garantire che tali norme non siano meno favorevoli di quelle disciplinanti situazioni analoghe assoggettate al diritto interno (principio di equivalenza) e che non rendano impossibile in pratica o eccessivamente difficile l'esercizio dei diritti conferiti dal diritto dell'Unione (principio di effettività)
. Nel valutare se gli Stati membri abbiano previsto un ricorso effettivo per i diritti conferiti dal diritto dell'Unione, la CGUE ha comunemente fatto riferimento al contenuto essenziale e alla finalità di tali diritti in relazione all'articolo 47 della Carta.
Nell'ambito della procedura di pronuncia pregiudiziale sono emerse domande relative all'interpretazione del diritto a una tutela giurisdizionale effettiva in diversi settori del diritto dell'Unione.
Una parte sostanziale della giurisprudenza della CGUE sul diritto a una tutela giurisdizionale effettiva riguarda l'interpretazione delle direttive sui diritti procedurali in materia penale e il chiarimento delle garanzie previste da tali direttive. Ad esempio le domande di pronuncia pregiudiziale hanno riguardato l'interpretazione
-del diritto ad un giudice imparziale nei procedimenti penali, compreso il divieto di riferimenti pubblici alla colpevolezza
, del diritto di presenziare al processo nel contesto delle udienze mediante videoconferenza e delle deroghe al diritto di presenziare al processo;
-i diritti procedurali delle persone interessate da un procedimento di confisca in rem;
-il diritto dei minori a un'assistenza effettiva da parte di un difensore nei procedimenti penali;
-il diritto alla traduzione di documenti fondamentali per un indagato o imputato che non comprende la lingua del procedimento penale, compreso il termine entro il quale tale diritto si applica
, quali documenti sono considerati fondamentali per garantire una difesa efficace, ai quali si applica il diritto alla traduzione
, e quando è possibile invocare violazioni di tale diritto;
-il diritto di non essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato (principio del ne bis in idem);
-l'effettività dei mezzi di ricorso in caso di violazioni dei diritti dell'indagato o dell'imputato, compresa la possibilità per un organo giurisdizionale di rilevare d'ufficio le violazioni dei diritti della difesa
;
-il diritto di avvalersi di un difensore e le deroghe a tale diritto
;
-il diritto all'informazione nei procedimenti penali
, compreso il momento in cui le informazioni sull'accusa dovrebbero essere fornite per consentire alle persone indagate o imputate di preparare efficacemente la propria difesa.
La CGUE ha inoltre affrontato la questione della tutela giurisdizionale effettiva nell'ambito della cooperazione giudiziaria europea, dove l'ordine europeo d'indagine ("OEI") e il MAE sono esempi eccellenti. Al fine di garantire la disponibilità di mezzi di ricorso efficaci, è essenziale assicurare che gli Stati membri dispongano di mezzi di ricorso equivalenti a quelli disponibili in casi nazionali analoghi.
La CGUE ha inoltre confermato che la decisione quadro sul MAE prevede garanzie globali per una tutela giurisdizionale effettiva. Ad esempio per quanto concerne i mezzi di ricorso disponibili nello Stato membro emittente e l'accesso alla documentazione relativa all'indagine dopo la consegna. Inoltre, in una serie di cause relative allo Stato di diritto, la CGUE ha chiarito i criteri per rifiutare o sospendere l'esecuzione di un MAE nei casi in cui si sostenga che il diritto a un processo equo della persona ricercata è a rischio in una situazione di carenze sistemiche o generalizzate riguardanti l'indipendenza del potere giudiziario dello Stato membro emittente.
Anche la lotta alla discriminazione è un settore in cui sono state sollevate domande circa l'interpretazione del diritto a una tutela giurisdizionale effettiva. Le sanzioni devono garantire una tutela giuridica effettiva ed efficace
e un effetto realmente deterrente al fine di prevenire ulteriori discriminazioni. Ciò comporta l'irrogazione di sanzioni anche in assenza di una vittima identificabile
. Una sanzione meramente simbolica non può essere considerata sufficiente
.
In materia di appalti pubblici, la CGUE ha stabilito che, nei casi in cui una procedura di appalto pubblico sia stata avviata senza la pubblicazione di un bando di gara, gli Stati membri non possono imporre a un singolo di individuare la procedura o la decisione nella loro domanda di riesame o di provvedimenti provvisori ai sensi della direttiva 89/665/CE. Gli Stati membri possono tuttavia esigere che gli offerenti che hanno partecipato a una procedura di appalto pubblico non possano contestare una sentenza del supremo organo giurisdizionale amministrativo mediante un ricorso dinanzi all'organo giurisdizionale supremo in merito alla conformità al diritto dell'UE. Inoltre, nei procedimenti nazionali relativi a dichiarazioni potenzialmente false rese da un aggiudicatario, l'amministrazione aggiudicatrice è tenuta a effettuare un bilanciamento tra il diritto del richiedente di beneficiare di un ricorso effettivo e il diritto del suo concorrente alla tutela delle sue informazioni riservate e dei suoi segreti commerciali. Avverso la decisione di un'amministrazione aggiudicatrice di non avviare una procedura per verificare se le offerte siano state anormalmente basse deve essere esperibile un controllo giurisdizionale.
La direttiva sulle clausole abusive nei contratti
ha portato allo sviluppo di un ricco corpus giurisprudenziale che fornisce protezione dalle clausole contrattuali abusive, il che implica altresì un requisito di tutela giurisdizionale effettiva
. Ad esempio, l'obbligo per gli organi giurisdizionali nazionali di valutare d'ufficio l'equità delle clausole contrattuali alla base delle controversie dei consumatori
, l'esistenza e il dies a quo dei termini di prescrizione per i crediti dei consumatori basati su clausole abusive
, l'obbligo per gli organi giurisdizionali di valutare in modo motivato l'equità di una specifica clausola contrattuale al fine di escludere un successivo esame della stessa clausola sulla base del principio dell'autorità di cosa giudicata
, nonché la ripartizione delle spese
.
Analogamente, in materia di migrazione e asilo, una tutela giurisdizionale effettiva svolge un ruolo importante, e la CGUE ha sentenziato che gli Stati membri devono rispettare determinate garanzie nell'emettere decisioni in materia di rimpatrio, divieto d'ingresso, allontanamento e provvedimenti di trattenimento, quali il diritto di essere ascoltati e il diritto di accesso al fascicolo.
4.2.Giurisprudenza nazionale in merito a mezzi di ricorso effettivi
Oltre che alla CGUE, spetta gli organi giurisdizionali nazionali la responsabilità di garantire la tutela giurisdizionale nell'UE ai sensi dell'articolo 19 TUE.
In tale contesto gli Stati membri applicano la Carta nei casi che riguardano l'attuazione del diritto dell'UE. La Carta è stata citata soprattutto in casi decisi dalle corti amministrative supreme riguardanti in particolare la fiscalità, la confisca di beni, la discriminazione sul lavoro, l'energia e la concorrenza, l'accesso alle informazioni, la conservazione dei dati, l'asilo, il mandato d'arresto europeo e il riconoscimento reciproco delle pene detentive. Di seguito vengono evidenziati alcuni casi recenti pertinenti nell'ambito dei quali gli organi giurisdizionali nazionali hanno fatto riferimento alla Carta, spesso in combinazione con disposizioni di diritto costituzionale o internazionale.
In assenza di disposizioni nazionali che attuino esplicitamente le garanzie procedurali della Carta, le domande in materia di diritti fondamentali nei casi riguardanti il diritto dell'UE si sono basate direttamente sulla Carta. A tale riguardo, l'articolo 47 della Carta ha ottenuto efficacia diretta dalla CGUE, il che consente ai singoli di far valere direttamente tale diritto dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali.
Ad esempio, in due casi, la Corte costituzionale austriaca ha constatato la violazione del diritto dei richiedenti asilo a un ricorso effettivo e, in particolare, del loro diritto ad essere sentiti ai sensi dell'articolo 47, paragrafo 2, della Carta. In un altro esempio relativo ai procedimenti in materia di imposta sul valore aggiunto, la Corte suprema amministrativa austriaca ha stabilito che, in assenza di disposizioni nazionali che attuino il diritto a una tutela giurisdizionale effettiva, compreso il diritto al patrocinio a spese dello Stato, il ricorrente potrebbe invocare una violazione dei suoi diritti fondamentali sulla base dell'articolo 47 della Carta.
La Carta è stata applicata anche in casi in cui gli organi giurisdizionali nazionali hanno controllato la legalità delle leggi nazionali. Facendo riferimento agli articoli 7 e 47 della Carta, la Corte costituzionale del Belgio ha ritenuto che diverse disposizioni della legge nazionale in materia di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo fossero contrarie al segreto professionale degli avvocati, che detto organo giurisdizionale riteneva tutelato da elementi essenziali del diritto alla tutela della vita privata e a un processo equo. Tale atto, che attua la direttiva (UE) 2015/849, è stato parzialmente annullato.
Analogamente, la Corte suprema estone ha esaminato la legittimità della legge nazionale sugli stranieri, in base alla quale le decisioni sulla cessazione anticipata del soggiorno in esenzione dall'obbligo del visto non potevano essere impugnate dinanzi un organo giurisdizionale. Il diritto dei cittadini di paesi terzi di entrare e soggiornare in Estonia senza visto deriva dal regolamento (CE) 2018/1806 e garantire il diritto di ricorso giurisdizionale costituiva pertanto una questione di tutela di un diritto soggettivo del diritto dell'UE. L'articolo 32, paragrafo 3, del codice dei visti dell'Unione europea, in combinato disposto con l'articolo 47 della Carta, imponeva all'Estonia di prevedere una procedura per impugnare le decisioni di rifiuto del visto. Richiamandosi ai principi di equivalenza e di effettività, il giudice ha dichiarato che la stessa interpretazione dovrebbe applicarsi al soggiorno senza obbligo di visto.
5.Finanziamenti dell'UE per una tutela giurisdizionale effettiva
I finanziamenti destinati a sviluppare le capacità dei portatori di interessi costituiscono una parte essenziale degli sforzi dell'UE e dei suoi partner internazionali volti a sostenere una tutela giurisdizionale effettiva. La Commissione europea contribuisce al rafforzamento della tutela giurisdizionale attraverso il programma Giustizia e il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV).
5.1.Il programma Giustizia
Attraverso il programma Giustizia
, la Commissione europea sostiene uno spazio europeo di giustizia basato su sistemi giudiziari efficaci e indipendenti
. Sono concessi finanziamenti per affrontare le sfide transfrontaliere, quali la mancanza di fiducia tra i sistemi giudiziari in termini di riconoscimento reciproco e cooperazione giudiziaria, le lacune nella comunicazione digitale, le procedure e la trasmissione di informazioni giuridiche e la scarsità di risorse per la formazione in materia di diritto dell'UE. Una delle tre sezioni del programma mira a facilitare l'accesso effettivo e non discriminatorio alla giustizia e ai mezzi di ricorso per tutti
, anche per via elettronica, con settori prioritari quali i diritti di tutte le vittime di reato e i diritti procedurali di indagati e imputati nei procedimenti penali
.
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Esempi di progetti del programma Giustizia
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Ricevono sovvenzioni di funzionamento le reti europee che si occupano di accesso alla giustizia e alla cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, nonché la rete europea di formazione giudiziaria. Il programma finanzia inoltre il portale europeo della giustizia elettronica
, che fornisce informazioni sui sistemi giudiziari nazionali in 23 lingue per facilitare l'accesso alla giustizia in tutta l'UE. Il programma Giustizia è utilizzato anche per finanziare le attività di cooperazione dell'UE con il Consiglio d'Europa, comprese le attività concernenti una giustizia a misura di minore.
5.2.Programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV)
Attraverso il suo programma CERV
, la Commissione promuove l'attuazione dei diritti e dei valori sanciti dai trattati, dalla Carta e dalle convenzioni internazionali, finanziando attività a sostegno di società europee basate sui diritti, democratiche, eque e inclusive fondate sullo Stato di diritto.
Sezione valori dell'Unione
Il programma CERV 2021-2027 si articola in quattro sezioni, ossia 1) valori dell'Unione; 2) uguaglianza, diritti e parità di genere; 3) coinvolgimento e partecipazione dei cittadini; e 4) contrasto della violenza di genere e della violenza contro i minori.
Al fine di promuovere i valori sanciti dall'articolo 2 TUE, il programma di lavoro CERV per il periodo 2023-2024 comprende una serie di attività volte a sviluppare la capacità delle organizzazioni della società civile di garantire il rispetto della Carta. I finanziamenti a titolo della sezione "Valori dell'Unione" possono essere utilizzati per sostenere attività connesse ai diritti fondamentali, nonché per difendere lo Stato di diritto e rafforzare l'indipendenza della magistratura; tutelare i diritti fondamentali nell'era digitale; sviluppare capacità in materia di protezione degli informatori; responsabilizzare lo spazio civico; e contrastare l'incitamento all'odio e i reati generati dall'odio.
Come osservato nella strategia per la Carta, la tutela giurisdizionale effettiva comprende i contenziosi strategici, che possono contribuire a un'attuazione e un'applicazione più coerenti del diritto dell'UE e al rispetto dei diritti. La sezione "Valori dell'Unione" comprende anche i finanziamenti destinati a sviluppare la capacità in materia di contenziosi strategici al fine di garantire la protezione dei diritti sanciti dalla Carta
, ad esempio migliorando le conoscenze e le capacità di contenzioso degli operatori, dei professionisti del diritto, degli organismi indipendenti per i diritti umani e della società civile.
I progetti finanziati nell'ambito della sezione "Valori dell'Unione" possono mirare inoltre a promuovere lo sviluppo di capacità e la sensibilizzazione in merito alla Carta attraverso attività di formazione e formazione dei formatori (ad esempio rivolte ad esperti, avvocati e consulenti giuridici, comunicatori, consulenti politici e in materia di sensibilizzazione), nonché strumenti pratici di orientamento e apprendimento
.
Nell'ambito della sezione Daphne, il sostegno finanziario è concesso a progetti in materia di prevenzione e lotta contro la violenza di genere, anche nel contesto della migrazione, e la violenza contro i minori
.
Nell'ambito della cooperazione con le organizzazioni internazionali, la Commissione concede inoltre un sostegno finanziario a titolo del programma CERV all'OSCE/ODIHR per le corrispondenti attività di condivisione delle conoscenze e definizione di norme in materia di reati generati dall'odio
.
5.3.Sostegno nell'ambito di altri programmi di finanziamento dell'UE
I finanziamenti destinati a far progredire la tutela giurisdizionale effettiva sono disponibili anche nell'ambito di altri programmi. I progetti finanziati dal programma Europa digitale
comprendono progetti sulla giustizia elettronica, incentrati sulla manutenzione e sullo sviluppo di sistemi informatici, sulla digitalizzazione della notificazione e comunicazione di atti e sull'assunzione di prove in materia civile e commerciale, nonché sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria in materia civile, commerciale e penale
. Analogamente, nell'ambito dei finanziamenti concessi per dotare il pubblico delle conoscenze necessarie in una società digitale, progetti concernenti la tutela giurisdizionale effettiva, la risoluzione alternativa delle controversie e la giustizia a misura di minore hanno ricevuto finanziamenti dal programma Erasmus+. Inoltre il Fondo Sicurezza interna finanzia azioni contro il terrorismo e la radicalizzazione, la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, la criminalità informatica e la protezione delle vittime.
Migliorare la tutela giurisdizionale tramite i finanziamenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza
Diversi Stati membri hanno utilizzato i finanziamenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza per aumentare l'efficienza dei loro sistemi giudiziari, riformare la giustizia civile e penale e promuovere la digitalizzazione della giustizia.
Fra i traguardi e gli obiettivi del ciclo del semestre 2022-2023 conseguiti in modo soddisfacente figurano iniziative volte a promuovere l'accessibilità, l'efficacia e la prevedibilità del sistema giudiziario in Bulgaria; migliorare l'efficienza giudiziaria in Croazia; sostenere la digitalizzazione del sistema giudiziario in Cechia e a Malta; riformare la giustizia penale e civile in Italia; rafforzare l'integrità e l'indipendenza del sistema giudiziario in Slovacchia; e rafforzare lo Stato di diritto e l'efficienza del sistema giudiziario in Spagna.
Oltre che dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, le riforme degli Stati membri sono state sostenute dallo strumento di sostegno tecnico al fine di aumentare l'efficienza dei sistemi giudiziari. I progetti finanziati hanno cercato di migliorare l'accesso agli organi giurisdizionali, sostenere l'indipendenza dei sistemi giudiziari e aumentare l'efficienza dei sistemi giudiziari riducendo la durata dei procedimenti e ridefinendo l'assegnazione delle cause dinanzi agli organi giurisdizionali. Diversi progetti si sono concentrati sul rafforzamento della giustizia a misura di minore attraverso il modello di Barnahus, sul miglioramento dell'inclusione dei minori con disabilità in Slovacchia, sulla qualità del sistema di istruzione in Romania e sul rafforzamento della giustizia minorile in Slovenia. Altri progetti si concentrano sulla modernizzazione del settore della giustizia.
Nell'ambito dei suoi strumenti di finanziamento dell'azione esterna, l'UE finanzia progetti volti ad allineare le pratiche giudiziarie nei paesi terzi alle migliori pratiche dell'UE e alle norme internazionali in materia di diritti umani e a promuovere le capacità tecniche del sistema giudiziario
. Inoltre la promozione di una giustizia basata sui diritti e attenta alla dimensione di genere, l'accesso alla giustizia e all'assistenza legale figurano tra le priorità del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024. Il piano d'azione è attuato attraverso la cooperazione multilaterale, globale, regionale e bilaterale e la cooperazione globale con i paesi partner e le organizzazioni internazionali e regionali. In tale contesto, l'UE promuove anche il dialogo sulla giustizia di transizione con l'Unione africana e attua un programma di cooperazione biregionale sulla sicurezza dei cittadini e la giustizia in America latina.
Anche la garanzia di un ricorso effettivo e l'adozione di misure volte a promuovere l'accesso alla giustizia costituiscono un aspetto importante per il monitoraggio dei paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE. La Commissione li incoraggia a istituire meccanismi efficaci per garantire la tutela giurisdizionale attraverso i programmi finanziati dall'UE.
Il sostegno ai sistemi giudiziari dei paesi partner e la promozione dello Stato di diritto sono coperti anche dai fondi della politica estera e di sicurezza comune (PESC) assegnati alle missioni civili della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC)
, nonché dal mandato di alcuni rappresentanti speciali dell'UE
, che sono finanziati dal bilancio della PESC. Alcune missioni civili della PSDC sostengono inoltre le autorità nel rafforzamento dei sistemi giudiziari e nella promozione dell'accesso alla giustizia, tra gli altri compiti
.
Per quanto concerne l'erogazione di finanziamenti a sostegno di una tutela giurisdizionale effettiva da parte di altre organizzazioni internazionali, le sovvenzioni del SEE e della Norvegia promuovono partenariati per affrontare le sfide cui devono far fronte i sistemi giudiziari europei.
6.Conclusioni
Una tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia sono elementi essenziali del sistema democratico di bilanciamento dei poteri e sono fondamentali per difendere i valori fondanti dell'UE. Mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali efficaci consentono ai singoli di far valere i loro diritti ai sensi del diritto dell'UE, compresi i diritti fondamentali, e impediscono che tali diritti diventino illusori. Se da un lato per le persone è importante l'accesso alla giustizia, dall'altro i loro casi contribuiscono in modo significativo all'interpretazione del diritto dell'UE e nazionale. I risultati positivi dei contenziosi possono plasmare il panorama giuridico e garantire che gli organi giurisdizionali e i legislatori interpretino le leggi nel rispetto dei diritti fondamentali.
La presente relazione ha messo in evidenza i numerosi mezzi di ricorso giurisdizionali e stragiudiziali disponibili nel diritto dell'UE e i recenti sforzi compiuti per rafforzare una tutela giurisdizionale effettiva attraverso l'adozione di diverse proposte legislative pendenti. Tale diritto dell'UE contribuisce a garantire una tutela giurisdizionale effettiva e l'accesso alla giustizia per tutti e mostra la necessità di proseguire gli sforzi congiunti dell'UE e degli Stati membri in questo settore. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a garantire che queste proposte mantengano livelli elevati in materia di tutela giurisdizionale effettiva.
La Commissione continua inoltre a sviluppare la capacità dei professionisti del diritto, delle organizzazioni della società civile e di altri portatori di interessi di applicare la Carta nel loro lavoro quotidiano attraverso finanziamenti, mantiene dialoghi regolari con gli esperti e i portatori di interessi e continua a monitorare la disponibilità di una tutela giurisdizionale effettiva nell'ambito del ciclo di rendicontazione sullo Stato di diritto.
Come rilevato anche dal Consiglio, il ruolo degli Stati membri nella salvaguardia dei diritti fondamentali ai fini di una tutela giurisdizionale effettiva e dell'accesso alla giustizia è fondamentale. Gli Stati membri sono tenuti a stabilire i rimedi giurisdizionali necessari per assicurare una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell'Unione.
Le misure nazionali e la giurisprudenza evidenziate nella presente relazione dimostrano l'importanza fondamentale dei giudici nazionali e delle autorità competenti a tale riguardo. Le autorità nazionali garantiscono l'esistenza di misure di tutela giurisdizionale a livello nazionale, ma permangono alcune difficoltà. Sebbene il campione utilizzato nelle consultazioni non sia sufficiente per trarre conclusioni definitive, i portatori di interessi fanno riferimento al persistere di vari ostacoli, che si aggiungono alle sfide relative alla tutela giurisdizionale effettiva descritte nella relazione sullo Stato di diritto 2023. Tali ostacoli, ad esempio l'informazione insufficiente, soprattutto sui rimedi stragiudiziali, le difficoltà pratiche nel ricorso alle soluzioni di giustizia elettronica, l'insufficienza delle disposizioni per monitorare i diritti del minore nei procedimenti giudiziari, e i vari gradi di inaccessibilità della giustizia ai gruppi vulnerabili, anche per motivi economici, possono impedire agli interessati di esperire i mezzi di ricorso.
Inoltre, se da un lato l'aumento dei riferimenti alla Carta nella giurisprudenza della CGUE e, in misura crescente, anche degli organi giurisdizionali nazionali dimostra un notevole interesse a definire una tutela giurisdizionale effettiva attraverso la prospettiva dei diritti fondamentali, dall'altro potrebbero essere intentate più cause dinanzi agli organi giurisdizionali nell'ambito delle quali la Carta sia applicata per rafforzare la tutela giurisdizionale di un soggetto interessato.
Ciò evidenzia la necessità di garantire che i professionisti del diritto ricevano una formazione regolare sui diritti fondamentali e una tutela giurisdizionale effettiva e di consentire alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani di avviare procedimenti giudiziari strategici a livello nazionale e dell'UE.
La Commissione accoglie con favore l'impegno attivo e i contributi dei portatori di interessi e dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali nella preparazione della presente relazione. Incoraggia gli operatori del diritto, le autorità nazionali (compresi i punti di riferimento per la Carta), le organizzazioni della società civile, i difensori dei diritti umani e altri portatori di interessi a utilizzare la presente relazione nell'ambito dei loro sforzi per migliorare l'efficacia della tutela giurisdizionale dal punto di vista dei diritti fondamentali nei rispettivi Stati membri.
La Commissione invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio a organizzare discussioni specifiche sulla relazione ed è disponibile a sostenere tali scambi.