COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 12.12.2023
COM(2023) 630 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sulla difesa della democrazia
COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 12.12.2023
COM(2023) 630 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sulla difesa della democrazia
1.INTRODUZIONE
La democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sono valori fondanti dell'Unione europea 1 , alla base di tutti i risultati ottenuti dall'UE nel promuovere la pace, la prosperità, la competitività economica, la coesione sociale e la stabilità in tutto il continente e nel mondo 2 . L'essenza della democrazia risiede nella possibilità per i cittadini di esprimere liberamente le loro opinioni e partecipare alla vita democratica, scegliere i propri rappresentanti politici e avere voce in capitolo sul proprio futuro. I cittadini dovrebbero essere in grado di formare le proprie opinioni in uno spazio pubblico nel quale sia possibile esprimere pareri diversi e si abbia il diritto di dissentire e di cambiare i governi attraverso le elezioni senza subire ingerenze, siano esse nazionali o estere. Grazie al patrimonio delle elezioni a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, l'UE e i suoi Stati membri rappresentano una delle più profonde esperienze democratiche al mondo. La democrazia europea e i diritti e le libertà ad essa associati sono al centro delle nostre società aperte e trasparenti.
La democrazia però ha anche le sue sfide e i suoi nemici. I regimi autoritari la vedono come una minaccia, al proprio interno o all'estero, con il risultato che alcuni di questi regimi hanno adottato una politica consapevole intesa a compromettere il processo democratico nell'UE. L'obiettivo è minare le istituzioni democratiche, fare pressione sui media e ridurre lo spazio per la società civile, con iniziative che vanno dai tentativi di sfruttare le divisioni sociali e instillare sfiducia e disincanto nei confronti delle istituzioni consolidate, all'indebolimento della voce democratica dei cittadini e della società civile 3 e ad attività di manipolazione delle informazioni e di disinformazione, nonché interventi diretti di distorsione delle campagne elettorali 4 . L'esperienza recente dimostra la rapidità con la quale chi desideri fomentare l'odio nella nostra società sia in grado di cogliere nuove opportunità, e la necessità per l'UE di essere all'avanguardia nel contrastare simili forze distruttive 5 .
Le ingerenze da fonti esterne all'UE nel nostro processo democratico, anche con l'uso di intermediari (proxy), richiamano una crescente attenzione politica a livello nazionale e nelle istituzioni dell'UE. La Commissione condivide molte delle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo 6 , anche riguardo alla necessità di una strategia coordinata dell'UE contro le ingerenze straniere e la manipolazione delle informazioni 7 . Le elezioni libere e regolari sono una pietra miliare dei paesi democratici, e processi elettorali indipendenti e trasparenti sono necessari per promuovere un ambiente elettorale competitivo e garantire la fiducia dei cittadini nell'integrità delle elezioni e del relativo esito. Sono sempre più evidenti i casi di legislatori vittime di attacchi informatici prima delle elezioni, attività nascoste di lobbying tramite proxy, false ricerche pubblicate per mascherare violazioni dei diritti umani e siti web che fingono di essere piattaforme mediatiche indipendenti mentre agevolano occultamente campagne di ingerenza politica. La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, che è anche una guerra alla democrazia e a tutti i valori sostenuti dall'UE, ha ulteriormente intensificato il rischio di ingerenze esterne. Da una recente indagine Eurobarometro emerge che l'81 % degli intervistati nell'UE ritiene che l'ingerenza straniera nei nostri sistemi democratici sia un problema grave che deve essere affrontato 8 .
L'UE ha riconosciuto in misura crescente la necessità di azioni proattive per salvaguardare la democrazia, rafforzare lo Stato di diritto e proteggere i diritti e le libertà fondamentali. Il lavoro sulle misure proposte dalla Commissione nel 2020 nel piano d'azione per la democrazia europea 9 è a buon punto e contribuisce a rafforzare la resilienza democratica promuovendo l'integrità delle elezioni, tutelando la libertà e il pluralismo dei media e rafforzando la lotta contro la disinformazione, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. La presente comunicazione descrive il lavoro svolto su tutti questi fronti dalla Commissione, in stretta collaborazione con l'Alto rappresentante, mediante una legislazione fondamentale e altre iniziative politiche, promuovendo la resilienza sociale dall'interno e la partecipazione diretta dei cittadini 10 .
Nel contempo l'UE ha risposto in diversi modi ai vari rischi di ingerenza straniera, affrontando tra l'altro i rischi concernenti la sicurezza economica, dovuti al coinvolgimento nel mercato interno di attori collegati a paesi terzi non motivato principalmente da logiche di mercato. Tra le misure si annoverano la proposta di un nuovo strumento inteso a contrastare la coercizione economica da parte di paesi terzi 11 , norme sul controllo degli investimenti esteri diretti quando potrebbe essere a rischio la sicurezza o l'ordine pubblico 12 , nonché misure in materia di cibersicurezza 13 , sicurezza della ricerca 14 e contrasto alle minacce ibride 15 . In circostanze particolarmente gravi, per rispondere a minacce o al rischio di minacce per gli interessi fondamentali dell'Unione e gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune, l'UE ha imposto misure restrittive nel quadro di regimi sanzionatori dell'UE 16 .
La presente comunicazione introduce il pacchetto per la difesa della democrazia annunciato nel discorso sullo stato dell'Unione 2022 . Il pacchetto è incentrato su una proposta legislativa intesa a rafforzare la trasparenza e la responsabilità democratica facendo luce su influenze straniere occulte, nonché a migliorare il funzionamento del mercato interno attraverso norme comuni per le attività di rappresentanza di interessi svolte per conto di paesi terzi. La proposta è stata elaborata a seguito di un'ampia consultazione dell'opinione pubblica e dei portatori di interessi e di una valutazione d'impatto completa.
Le imminenti elezioni europee saranno un banco di prova cruciale per la resilienza dei nostri processi democratici. Il pacchetto comprende una raccomandazione mirata a promuovere elezioni libere, regolari e resilienti, proteggendole da attacchi informatici e altri tentativi di falsare o manipolare il nostro contesto democratico ed elettorale.
La Commissione inoltre collabora con gli Stati membri per promuovere e proteggere uno spazio civico che offra a una società civile attiva e indipendente e ai cittadini le condizioni e gli strumenti che consentano una maggiore partecipazione. Ciò può contribuire a rendere più resilienti le nostre democrazie facendo leva su investimenti già effettuati e sull'utilizzo di nuovi canali, promossi dalla Conferenza sul futuro dell'Europa e dal relativo seguito 17 , che favoriscono la partecipazione dei cittadini nella sfera pubblica. Una raccomandazione dedicata indica le modalità per promuovere il coinvolgimento e l'effettiva partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche.
Il pacchetto per la difesa della democrazia rientra in una serie di iniziative che rappresentano un approccio proattivo alla difesa dei valori dell'UE. Dal 2020 la Commissione esamina la situazione negli Stati membri nelle sue relazioni annuali sullo Stato di diritto. Le iniziative in materia di lotta alla corruzione 18 ed etica 19 presentate all'inizio del 2023 sono intese anche a proteggere la democrazia dall'effetto corrosivo della corruzione, anche da parte di attori stranieri. La recente comunicazione congiunta sulla lotta all'odio 20 mira a intensificare l'azione dell'UE contro l'odio e a promuovere un'Europa inclusiva, diversificata e democratica. Le strategie attuate dalla Commissione per combattere la discriminazione promuovono anche le pari opportunità ai fini della partecipazione e del coinvolgimento inclusivi 21 . La relazione annuale 2022 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali 22 era incentrata sullo spazio civico e sul ruolo di quest'ultimo nella protezione e promozione dei diritti fondamentali. Il fatto di mettere le persone e i loro diritti al centro della trasformazione digitale è anche un principio fondamentale dell'approccio dell'UE alla digitalizzazione e al progresso tecnologico 23 . Tale approccio è anche al centro della politica di allargamento dell'UE e guida l'operato dell'UE a livello mondiale per sostenere e promuovere la democrazia e i valori universali dei diritti umani e dello Stato di diritto, in linea con il piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia (2020-2024) 24 . In tutte le sue azioni l'UE si impegna a dialogare con organizzazioni che rispettano i valori democratici e i diritti fondamentali, sanciti nell'articolo 2 TUE e nella Carta.
2. GARANTIRE LA TRASPARENZA DELLA RAPPRESENTANZA DI INTERESSI STRANIERI NELLA SFERA DEMOCRATICA DELL'UE ATTRAVERSO REQUISITI ARMONIZZATI
L'UE è aperta al mondo e dialoga attivamente con i partner di tutto il pianeta. Gli scambi trasparenti e aperti tra paesi e culture e l'accesso alle informazioni sono parte della nostra identità e reciprocamente vantaggiosi a tutti i livelli. Governi, autorità pubbliche e attori politici all'esterno dell'UE hanno la possibilità di presentare le proprie opinioni e di far sì che queste siano rispecchiate nel dibattito democratico e influenzino le politiche su varie questioni. Se a tale scopo si avvalgono di soggetti che rappresentano i loro interessi, la legittimità di tale rappresentanza di interessi dipende dalla sua trasparenza e responsabilità.
Cresce tuttavia nell'UE la preoccupazione che l'apertura delle nostre società possa essere sfruttata: l'ingerenza di governi stranieri che tentano di manipolare l'opinione pubblica e distorcere il dibattito democratico rappresenta una minaccia per le democrazie dell'UE 25 . Questo rischio è aggravato dalla presenza di un panorama dinamico delle minacce, in cui i governi di paesi terzi possono utilizzare le risorse pubbliche per attuare campagne di influenza ad ampio raggio e costanti 26 , talvolta in maniera occulta, e promuovere i propri interessi politici e geopolitici a spese degli elettorati nazionali. Poiché i dati confrontabili su questo fenomeno nell'UE sono scarsi, la responsabilità e il controllo sono limitati. Quello di instillare i principi di trasparenza e apertura nella rappresentanza di interessi stranieri è il modo migliore di proteggere l'integrità del nostro spazio democratico e impedire ingerenze straniere 27 . Più in generale, un sistema politico e istituzionale basato sull'integrità, sulla trasparenza e sulla responsabilità nella vita pubblica è la migliore garanzia contro la corruzione 28 , e gli organismi pubblici dovrebbero perseguire i massimi standard di trasparenza, facendone una componente importante di attività più ampie di contrasto alla corruzione.
Accanto ai canali e ai processi diplomatici formali 29 , i governi dei paesi terzi si avvalgono in misura crescente di attività di rappresentanza di interessi per promuovere i propri obiettivi politici. Attualmente gli Stati membri regolamentano in modi diversi, e in misura diversa, le prescrizioni in materia di trasparenza e informazione per le attività di rappresentanza di interessi. Per alcune legislazioni nazionali la registrazione è obbligatoria, mentre altre si basano sull'autoregolamentazione. In sostanza, le norme possono variare, ad esempio in termini di tipi di attività e soggetti gravati da obblighi. Poiché la rappresentanza di interessi è sempre più un'attività transfrontaliera, occorre una risposta a livello dell'UE al fine di prevenire l'insorgenza di ulteriori ostacoli nel mercato interno e il rischio di un mosaico di panorami normativi. La frammentazione impone costi aggiuntivi e crea incertezza giuridica, con gli operatori costretti a investire in fasi di conformità distinte e ad adeguarsi alle varie prescrizioni delle diverse giurisdizioni dell'UE. In assenza di un'azione a livello di UE, gli Stati membri affrontano unilateralmente i rischi e le minacce individuati 30 , minando il mercato interno e facilitando i tentativi dei paesi terzi di sfruttare a proprio vantaggio le norme divergenti quando cercano di influenzare in modo occulto il nostro processo democratico.
La Commissione presenta dunque una proposta mirata a un approccio armonizzato per eliminare gli ostacoli nel mercato interno e dotare l'UE di strumenti per la trasparenza che le consentiranno di difendere la democrazia, restare una società aperta e proteggere i diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione e l'accesso all'informazione. La proposta mira a garantire un elevato livello comune di trasparenza e responsabilità democratica in tutta l'UE in relazione a campagne di lobbying fornite come servizio, nonché attività analoghe esercitate da soggetti per conto del governo di un paese terzo nel tentativo di influenzare l'elaborazione, la formulazione o l'attuazione di politiche o legislazioni pubbliche, o dei processi decisionali pubblici. Nel medio periodo contribuirà anche a migliorare la comprensione e la sensibilizzazione del pubblico in merito all'entità, alle tendenze e agli attori coinvolti in tali attività, consentendo ai cittadini e alle autorità pubbliche dell'UE di comprenderne le motivazioni e di capire quali paesi terzi investono per influenzare il dibattito democratico e i processi decisionali nell'UE.
La proposta della Commissione è intesa a rafforzare l'integrità e l'apertura del dibattito pubblico garantendo che i tentativi dei paesi terzi di influenzare i processi democratici dell'UE per mezzo di intermediari siano attuati in maniera trasparente. La libertà di espressione e di associazione, nonché la libertà accademica e di ricerca scientifica, sono fondamentali per il dibattito democratico e non dovrebbero essere interessate in misura significativa dai previsti obblighi di trasparenza limitati e proporzionati. Spetta ai prestatori dei servizi decidere quali servizi intendono offrire. I finanziamenti erogati a organizzazioni della società civile o ad altri da un governo di un paese terzo che non sono connessi ad attività di rappresentanza di interessi non sarebbero soggetti alle prescrizioni. La proposta comprende anche garanzie generali per assicurare che le entità soggette agli obblighi di trasparenza non siano stigmatizzate, né subiscano conseguenze per il semplice fatto di essere registrate 31 .
La direttiva proposta 32 è incentrata sulle attività di rappresentanza di interessi, ossia attività svolte con l'obiettivo di influenzare i processi democratici, di natura economica ed esercitate per conto di paesi terzi. La direttiva si applicherebbe a tutti i soggetti che svolgono attività mirate a influenzare l'elaborazione, la formulazione o l'attuazione di politiche o disposizioni legislative, o processi decisionali pubblici nell'UE. Potrebbe trattarsi di società di lobbying e di pubbliche relazioni, think tanks, organizzazioni della società civile, istituti di ricerca privati e pubblici che offrono servizi di ricerca, nonché consulenti e lobbisti interni, che operano per conto di paesi terzi con l'obiettivo di influenzare la vita pubblica e il processo democratico nell'UE 33 . In questi casi, il fatto che dietro l'attività ci sia un governo straniero dev'essere trasparente. La proposta esclude espressamente attività quali la rappresentanza diplomatica o legale in un processo 34 .
La direttiva si applicherebbe in maniera equa e non discriminatoria, con formalità amministrative minime, prevedendo requisiti di registrazione obbligatori ma limitati e proporzionati per i soggetti rientranti nel suo ambito di applicazione. Agli Stati membri sarebbe richiesto di istituire registri nazionali, o adattare quelli esistenti, per garantire la trasparenza delle attività di rappresentanza di interessi. È opportuno che i requisiti di accesso a tali registri siano semplici e chiari onde agevolare la registrazione e l'applicazione delle norme. Al fine di limitare l'onere amministrativo, gli Stati membri sarebbero invitati a garantire che i soggetti tenuti a registrarsi possano riutilizzare i dati già indicati in altri registri nazionali (principio "una tantum"), ove possibile. Le informazioni sugli obblighi di registrazione e sulle formalità stabilite dalla direttiva dovrebbero essere disponibili tramite lo sportello digitale unico 35 , che offre un punto di contatto unico per le informazioni a imprese e cittadini in merito a norme e procedure nel mercato unico 36 . Gli elementi principali dei dati registrati sarebbero accessibili al pubblico, consentendo la trasparenza e un maggior controllo pubblico, nel pieno rispetto delle norme UE in materia di protezione dei dati 37 .
In linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia 38 e gli orientamenti della commissione di Venezia del Consiglio d'Europa 39 , nella direttiva sarebbero anche incluse garanzie intese a evitare che gli obblighi di registrazione siano utilizzati impropriamente per limitare diritti e libertà fondamentali quali la libertà di espressione o di associazione, la libertà accademica o artistica, o per limitare indebitamente lo spazio civico. In primo luogo, le autorità di controllo indipendenti sarebbero autorizzate a chiedere dati parziali solo in casi debitamente giustificati e in misura proporzionata. L'autorità di controllo dovrebbe disporre di poteri chiaramente definiti e circoscritti ed essere competente per attività di supervisione ed esecutive, anche per garantire che la registrazione non comporti conseguenze negative. In secondo luogo, le sanzioni amministrative in caso di inadempienza dovrebbero essere proporzionate, soggette a controllo giurisdizionale e a mezzi di ricorso effettivi, onde evitare potenziali effetti deterrenti. La proposta prevede anche un quadro di cooperazione per lo scambio di informazioni tra le autorità di controllo.
La piena armonizzazione per le questioni rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva proposta impedirebbe agli Stati membri di mantenere o introdurre obblighi supplementari nel quadro delle norme armonizzate, limitando ulteriormente il rischio di norme e pratiche nazionali divergenti e potenzialmente sproporzionate e repressive 40 . Contemporaneamente, nel rispetto del principio di sussidiarietà, gli Stati membri sarebbero liberi di stabilire norme in ambiti esclusi dalla direttiva, ad esempio norme sui contatti tra i propri funzionari pubblici e rappresentanti di interessi.
La proposta costituirebbe un primo passo importante per affrontare la questione delle ingerenze straniere sulla base di un quadro che consentirà di armonizzare gli obblighi di trasparenza nel mercato interno e ottenere una panoramica degli interessi dei paesi terzi rappresentati nell'UE. Si tratta di una risposta mirata e proporzionata alle attuali preoccupazioni. La sua attuazione e in particolare l'efficacia e la proporzionalità delle norme dovrebbero essere costantemente esaminate, con una valutazione tempestiva dell'eventuale necessità di revisioni o ulteriori misure, anche per quanto concerne l'ambito di applicazione 41 , e una riflessione sulla possibilità di creare un portale a livello dell'Unione per collegare i registri nazionali. Parallelamente la Commissione continuerà a monitorare e sostenere le riforme negli Stati membri al fine di garantire la trasparenza dell'attività di lobbying. Le relazioni sullo Stato di diritto riconoscono che si tratta di un elemento fondamentale per promuovere l'integrità, la trasparenza e la responsabilità nella vita pubblica 42 . La Commissione intende anche organizzare incontri regolari tra gruppi di portatori di interessi per fare il punto sull'applicazione delle norme.
A livello dell'UE, il registro UE per la trasparenza 43 riguarda le attività svolte da rappresentanti di interessi con l'obiettivo di influenzare la formulazione o l'attuazione di politiche o disposizioni legislative, o i processi decisionali delle istituzioni dell'UE. I cittadini e i gruppi d'interesse possono utilizzarlo per considerare la potenziale influenza di rappresentanti di interessi nei confronti dei responsabili politici, promuovendo così una rappresentanza etica e trasparente degli interessi. È corredato di un codice di condotta, nonché di misure per la trasparenza interna nelle istituzioni dell'UE, concernenti riunioni e altre interazioni con lobbisti 44 . Benché il suo ambito di applicazione sia diverso da quello della direttiva proposta 45 , il registro UE per la trasparenza copre già le attività di influenza estera svolte da soggetti stranieri privi di status diplomatico o soggetti che tentano di influenzare le istituzioni dell'UE per conto di paesi terzi 46 . Una volta chiarito l'esito delle discussioni tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla direttiva proposta, la Commissione valuterà come affrontare al meglio questioni quali la doppia registrazione e se sviluppare possibili collegamenti tra registri nazionali nel quadro della direttiva e del registro per la trasparenza.
La direttiva proposta andrebbe ad integrare le disposizioni che si applicano ai servizi digitali a norma del regolamento sui servizi digitali, nonché a fornitori di servizi di pubblicità ed editori a norma della proposta sulla pubblicità politica, entrambi con un diverso ambito di applicazione 47 . Sono complementari anche le misure concrete di prevenzione proposte nello spazio europeo della ricerca per sensibilizzare in merito alle ingerenze straniere e rafforzare la resilienza nel settore, sulla base del kit di strumenti per contrastare le ingerenze straniere nel campo della ricerca e dell'innovazione 48 . La proposta è anche in linea con le norme a livello internazionale 49 . La Commissione sosterrà anche azioni quali lo scambio di migliori pratiche in relazione all'informazione dei cittadini, al rafforzamento della resilienza e alla partecipazione attiva in materia di ingerenza nella sfera democratica europea, anche mediante la formazione, l'alfabetizzazione mediatica, la sensibilizzazione e il pensiero critico. La Commissione ha anche posto in essere una serie di azioni 50 volte ad assistere le amministrazioni degli Stati membri nella preparazione delle riforme, nelle previsioni sulle tendenze future e nel rafforzamento della cooperazione amministrativa a sostegno delle strutture democratiche. È previsto anche il sostegno a iniziative a livello nazionale per la promozione di riforme che rafforzino le strutture e i processi democratici 51 .
Con la presente proposta la Commissione intende contribuire alla definizione di norme, non solo nell'UE, ma anche su scala mondiale, su come contrastare l'influenza straniera occulta in maniera coerente, equilibrata e proporzionata, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. Concentrandosi sulla trasparenza e sulla responsabilità democratica e introducendo regole mirate accompagnate da solide garanzie, l'approccio stabilisce un equilibrio tra l'esercizio dei diritti fondamentali e l'interesse pubblico.
Le iniziative per comprendere e contrastare il fenomeno dell'ingerenza straniera si stanno diffondendo a livello mondiale. Alcune giurisdizioni al di fuori dell'UE, quali Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito, hanno introdotto o stanno preparando quadri per regolamentare la trasparenza dell'influenza dei governi stranieri mediante obblighi specifici di divulgazione e registrazione applicabili all'attività di lobbying per conto di governi stranieri.
Altre giurisdizioni hanno adottato leggi sugli "agenti stranieri" che vanno oltre gli obblighi di trasparenza e sono risultate in violazione dei diritti e delle libertà fondamentali. Tali leggi si ponevano l'obiettivo di limitare lo spazio civico mediante la stigmatizzazione e atti intimidatori nei confronti di alcune organizzazioni della società civile e di difensori dei diritti umani - che spesso dipendono da finanziamenti dall'estero, anche dall'UE - e la limitazione delle loro attività. Ad esempio la legge russa sugli "agenti stranieri" effettivamente conferisce alle autorità il potere di ostacolare l'attività di organizzazioni indipendenti della società civile con ispezioni intrusive, il controllo diretto su programmi ed eventi e la minaccia di scioglimento e dell'apertura di procedimenti penali nei confronti delle organizzazioni non conformi e dei loro membri, anche quando il sostegno dall'estero è completamente trasparente. L'etichetta di "agente straniero" a norma di queste leggi compromette la stabilità finanziaria di un'organizzazione a causa delle pesanti ammende imposte a coloro che non si attengono alle regole. Lede anche la sua credibilità poiché implica connotazioni di spionaggio che, a loro volta, possono incitare alla violenza contro i membri di determinate organizzazioni della società civile, online e offline. Le leggi sugli "agenti stranieri" sono profondamente antidemocratiche ed è stato riscontrato che violano le leggi e le norme internazionali 52 .
Non tutti i rischi di ingerenze straniere sono connessi ad attori statali. Anche alcuni soggetti non‑statali possono ricorrere a tattiche analoghe per promuovere azioni che contravvengono direttamente ai valori dell'UE, come azioni studiate per amplificare la polarizzazione e incitare all'odio. È un fenomeno particolarmente evidente online, come dimostrato recentemente dall'esplosione di contenuti violenti ed estremisti, carichi di odio e divisivi.
La Commissione incoraggia fortemente gli Stati membri a restare vigili e a condividere reciprocamente e a livello dell'UE le informazioni su tali soggetti non statali, anche se non sono collegati a un governo straniero né dipendono da esso. In quest'ottica, la rifusione del regolamento finanziario proposta dalla Commissione prevede l'aggiunta di un nuovo motivo di esclusione dai finanziamenti dell'UE per "incitamento alla discriminazione, all'odio o alla violenza", che si applicherebbe a fondi erogati nella gestione diretta e indiretta, anche in assenza di una sentenza definitiva a livello nazionale. Inoltre la Commissione sta introducendo misure interne di sensibilizzazione e sviluppando metodi di lavoro interni al fine di garantire un maggiore controllo nella selezione dei progetti 53 .
3 PORTARE AVANTI IL PIANO D'AZIONE PER LA DEMOCRAZIA EUROPEA
Il piano d'azione per la democrazia europea (EDAP) adottato a dicembre 2020 mira a rafforzare la resilienza delle democrazie dell'UE, individuando azioni chiave da attuare in particolare nei settori in cui i nostri sistemi e i nostri cittadini sono più vulnerabili, con l'obiettivo di proteggere meglio l'integrità delle elezioni, garantire la libertà e il pluralismo dei media e combattere la disinformazione 54 . Il piano d'azione riconosce inoltre che una democrazia sana si basa sul coinvolgimento dei cittadini e su una società civile attiva non solo in periodo di elezioni, ma in ogni momento, e che cittadini impegnati, informati e responsabilizzati e una società civile dinamica sono fondamentali per garantire la resilienza delle nostre democrazie, anche nei confronti delle ingerenze straniere.
Sulla base dello stato di attuazione degli interventi previsti dall'EDAP 55 , la presente sezione evidenzia gli ambiti in cui l'UE può rispondere in modo proattivo alle sfide esistenti e in evoluzione.
3.1 Proteggere l'integrità delle elezioni e promuovere la partecipazione democratica in vista e al di là delle elezioni europee del 2024
Le elezioni libere e regolari sono al centro della nostra democrazia. Se trascurati, i rischi per il processo elettorale possono falsare il processo stesso e minare la fiducia dei cittadini nella regolarità e integrità delle elezioni.
Insieme alla presente comunicazione, la Commissione propone una raccomandazione relativa ai processi elettorali inclusivi e resilienti nell'Unione europea e al rafforzamento della natura europea e dell'efficienza nello svolgimento delle elezioni del Parlamento europeo 56 . La raccomandazione è rivolta agli Stati membri, ai partiti politici europei e nazionali, alle fondazioni e agli organizzatori delle campagne politiche nel contesto della preparazione delle elezioni in generale e con riguardo alle imminenti elezioni europee in particolare. Essa mira a promuovere elevati standard democratici per le elezioni nell'UE, sostenendo l'elevata affluenza alle urne, la partecipazione inclusiva, l'esercizio agevole e paritario dei diritti elettorali e processi elettorali resilienti. A tal fine comprende raccomandazioni specifiche per sostenere l'affluenza alle urne e la partecipazione inclusiva, con una particolare attenzione per la parità di genere e la risposta alle esigenze di gruppi specifici 57 .
A fronte della costante necessità di intensificare la cibersicurezza delle tecnologie elettorali, la raccomandazione contiene proposte specifiche per garantire la sicurezza, l'integrità e la resilienza delle elezioni e di soggetti e infrastrutture ad esse correlati, alla luce dei requisiti stabiliti dalla direttiva riveduta relativa alla sicurezza della rete e dei sistemi informatici (direttiva NIS2) 58 e della direttiva relativa alla resilienza dei soggetti critici 59 . Sulla base di una prima esperienza nel 2019 60 , il 21 novembre 2023 si è tenuta una nuova esercitazione a tavolino con la partecipazione della Commissione, del Parlamento europeo, dell'agenzia dell'UE per la cibersicurezza e degli Stati membri. Il gruppo di cooperazione NIS dovrebbe inoltre proseguire il riesame del compendio sulla cibersicurezza delle tecnologie elettorali, per assicurarsi che tenga il passo con l'evoluzione del panorama delle minacce.
In aggiunta ai rischi diretti per le infrastrutture elettorali, la manipolazione intenzionale e coordinata dell'ambiente dell'informazione da parte di attori di Stati esteri rappresenta ugualmente una minaccia per la democrazia e la sicurezza. Sono state documentate numerose azioni coordinate su vasta scala che combinano tattiche, tecniche e procedure diverse, come l'uso di profili falsi sui social media per approvare con "Mi piace", commentare o condividere informazioni al fine di promuoverne artificialmente la visibilità, la diffusione della disinformazione anche mediante contenuti audiovisivi manipolati come i deepfake 61 , o il targeting opaco degli elettori per influenzarli e manipolare l'esito delle elezioni. La manipolazione delle informazioni può anche avvenire in concomitanza di attività in altri ambiti, quali le minacce informatiche nel caso delle operazioni di "hack and leak" (intrusione in siti informatici e diffusione di dati riservati). A tale proposito, e sulla base dei dati Eurobarometro, la raccomandazione propone una serie di misure per proteggere le informazioni relative alle elezioni da interventi di manipolazione e disinformazione 62 .
Un dibattito democratico libero ed equo si basa sulla legalità e sul fair play. Le autorità pubbliche possono utilizzare strumenti di sorveglianza, a determinate condizioni, per motivi di sicurezza nazionale, ma l'uso di spyware per ottenere un vantaggio politico è molto diverso. La raccomandazione sottolinea che gli strumenti di sorveglianza non dovrebbero mai essere utilizzati per interferire nel dibattito democratico e che il ricorso a tali strumenti per prendere di mira attori politici e giornalisti e ricavarne un vantaggio politico è inaccettabile. La Commissione ha sempre chiarito che la nozione di sicurezza nazionale dovrebbe essere interpretata secondo i criteri stabiliti dalla giurisprudenza dell'UE. I capitoli sui singoli paesi della relazione sullo Stato di diritto trattano dell'argomento, nella misura in cui esso riguarda il funzionamento dei sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali. La proposta di una legge europea per la libertà dei media 63 prevede anche solide garanzie contro l'utilizzo di spyware nei confronti di media, giornalisti e loro familiari. Il Parlamento europeo ha aperto un importante filone di attività relativo ai software spia con una commissione d'inchiesta incaricata di indagare sull'uso di Pegasus e di spyware di sorveglianza equivalenti (commissione PEGA). Nella sua risoluzione di giugno 2023 il Parlamento ha fortemente condannato l'uso illegale di spyware, sollecitando l'azione a livello nazionale e dell'UE 64 . La Commissione sta preparando un'iniziativa non legislativa per chiarire i confini e l'interazione tra il diritto dell'UE, in particolare l'acquis in materia di protezione dei dati e della vita privata, e la sicurezza nazionale 65 .
Altre raccomandazioni comprendono l'assunzione di impegni per le campagne e l'applicazione di codici di condotta da parte dei partiti politici per incoraggiare l'integrità delle elezioni e la regolarità delle campagne; misure per garantire la trasparenza della pubblicità politica; e la promozione dell'osservazione elettorale quale strumento efficiente per incoraggiare i cittadini a impegnarsi attivamente nel processo elettorale e migliorare la fiducia dell'opinione pubblica nelle elezioni. Si accenna anche al finanziamento di partiti politici e fondazioni, nell'intento di limitare il rischio di influenze straniere occulte, anche mediante donazioni occulte, che falsano la parità di condizioni nel processo elettorale.
La raccomandazione si basa sulle azioni decisive intraprese dalla Commissione dal 2020 per colmare le lacune individuate e garantire che i cittadini possano formarsi una propria opinione e compiere scelte elettorali in uno spazio pubblico in cui sia possibile esprimere una pluralità di vedute e libero da ingerenze, siano esse nazionali o estere.
Venendo alla sfera digitale, le disposizioni del regolamento sui servizi digitali 66 stabiliscono le responsabilità di piattaforme online e motori di ricerca in merito ai rischi per il dibattito civico e i processi elettorali derivanti dal funzionamento, dalla progettazione o dall'utilizzo dei loro servizi, anche attraverso la disinformazione, l'uso non autentico o l'impiego di tattiche che implicano contenuti generati artificialmente. La normativa prevede anche una maggiore trasparenza e il sostegno alle persone affinché prendano decisioni informate in merito alle informazioni ottenute online. Il regolamento relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica 67 consentirà il miglioramento del controllo pubblico e della rendicontabilità in relazione ai servizi di pubblicità politica, anche attraverso un registro pubblico europeo per i messaggi di pubblicità politica online, e introdurrà condizioni più severe circa l'uso di dati personali per il targeting e la distribuzione di messaggi di pubblicità politica. Per affrontare il rischio di ingerenze straniere sarà vietata anche la sponsorizzazione di pubblicità politiche da parte di attori non UE tre mesi prima di un'elezione o di un referendum. Si riconosce altresì il ruolo dei partiti politici e dei gruppi politici europei nelle elezioni europee. Nel 2021 la Commissione ha proposto inoltre la revisione delle norme relative allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee 68 . La proposta mira ad offrire ai partiti politici europei maggiori possibilità di svolgere il loro ruolo nel formare e alimentare una sfera politica che sia realmente europea, proteggendo nel contempo la loro azione da ingerenze straniere. L'applicazione di queste norme è una delle massime priorità della Commissione. Per quanto riguarda il regolamento sui servizi digitali, la Commissione vigila sull'applicazione delle norme e sul loro rispetto da parte delle piattaforme online e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi.
Pur essendo una materia di competenza degli Stati membri, l'organizzazione delle elezioni nazionali è basata su norme internazionali e disciplinata dal più ampio quadro del diritto dell'UE. Il sostegno reciproco e la cooperazione rafforzati tra Stati membri sono ormai consolidati e imperniati sul lavoro di organismi quali la rete europea di cooperazione in materia elettorale, attingendo anche alle strutture dell'UE per promuovere la sicurezza delle informazioni e contrastare la disinformazione. In vista delle elezioni del Parlamento europeo, la Commissione ha organizzato a ottobre 2023 un evento di alto livello sulle elezioni che ha riunito Stati membri, istituzioni dell'UE, ONG e mondo accademico per proporre idee volte a promuovere l'affluenza alle urne, la resilienza dei sistemi elettorali ed elezioni regolari e inclusive in tutta l'Unione.
A gennaio 2022 è stato varato un meccanismo congiunto per la resilienza elettorale inteso a sviluppare la capacità degli Stati membri di affrontare i rischi connessi alle elezioni attraverso scambi di esperti, in particolare in materia di disinformazione e minacce informatiche. Il meccanismo è stato utilizzato anche per sostenere la preparazione del compendio delle prassi di voto elettronico e altre prassi informatiche 69 , in aggiunta a scambi mirati su come garantire la parità di trattamento e la copertura mediatica equilibrata durante le elezioni. Anche gli scambi tra parlamenti nazionali potrebbero essere un modo utile per condividere esperienze e saranno sostenuti dalla Commissione.
Negli ultimi anni l'UE ha perfezionato il suo metodo di osservazione elettorale esterna, anche mediante orientamenti comuni basati su norme internazionali, consolidando la sua capacità di affrontare l'uso delle nuove tecnologie nei processi elettorali. Le buone pratiche sono discusse regolarmente all'interno della rete europea di cooperazione in materia elettorale e nel contesto della dichiarazione di principi sull'osservazione elettorale internazionale.
L'UE non agisce in maniera isolata. Nel quadro dell'EDAP la Commissione ha continuato ad adoperarsi per contribuire a promuovere la resilienza nei paesi terzi, nell'intento di dotare le società e le autorità pubbliche di strumenti migliori per rispondere a minacce esterne comuni al processo democratico. Tali iniziative sono una priorità della politica di allargamento dell'UE 70 . L'Unione agevola inoltre la cooperazione internazionale in materia elettorale tra reti dell'UE, paesi partner e organizzazioni internazionali quali Consiglio d'Europa, UNESCO e OSCE 71 . Il servizio europeo per l'azione esterna svolge missioni di osservazione elettorale in stretto coordinamento con altre organizzazioni di osservazione internazionali e regionali. Tali attività sono integrate da interventi di sostegno specifico a governi, società civile e media indipendenti per contribuire a promuovere la resilienza e a prevenire e scoraggiare pratiche quali la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) e a rispondervi, anche analizzando il modo in cui sono state utilizzate in contesti elettorali. L'azione dell'UE includeva anche la partecipazione ai due vertici per la democrazia 72 e il sostegno finanziario per lo sviluppo delle capacità e la riforma elettorale, anche nei paesi nell'immediato vicinato dell'UE 73 .
3.2Rafforzamento della libertà e del pluralismo dei media
La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha anche messo in forte evidenza il ruolo essenziale svolto dai giornalisti nell'informare i cittadini sulla realtà dei fatti. Le autorità russe hanno messo in atto una sistematica azione di repressione e censura nei confronti dei media indipendenti, che rimangono essenziali per contrastare la propaganda.
Nell'ambito dell'EDAP, gli sforzi volti a proteggere la libertà dei media e a contrastare la disinformazione sono due facce della stessa medaglia. In quest'ottica la Commissione ha proposto nuove iniziative fondamentali volte a rafforzare la sicurezza dei giornalisti 74 e proteggere loro, i difensori dei diritti umani e altri soggetti da azioni legali abusive tese a bloccare la partecipazione pubblica ("azioni bavaglio" o "SLAPP") 75 . La direttiva anti-SLAPP istituisce un sistema di potenti garanzie procedurali per i casi di azioni bavaglio con implicazioni transfrontaliere, che dota gli organi giudiziari di strumenti per gestire l'abuso del contenzioso e funge da deterrente per possibili nuove azioni bavaglio. La direttiva comprende norme che consentono il rigetto anticipato di tali procedimenti e prevedono mezzi di ricorso efficaci per le vittime di azioni bavaglio. Unitamente alla relativa raccomandazione, tali norme formano un pacchetto di misure forti per contrastare le SLAPP e tutelare la partecipazione pubblica e la libertà di espressione nell'UE. La Commissione ha inoltre proposto di armonizzare alcuni aspetti degli ordinamenti nazionali riguardanti i servizi di media nell'ambito della legge europea per la libertà dei media. La proposta ha lo scopo di affrontare la frammentarietà degli approcci normativi nazionali relativi alla libertà e al pluralismo dei media e all'indipendenza editoriale e di garantire la libera prestazione di servizi mediatici nel mercato interno. Essa riserva inoltre particolare attenzione al finanziamento stabile e indipendente dei media di servizio pubblico, come pure alla trasparenza della proprietà dei media e all'assegnazione della pubblicità statale, due obiettivi fondamentali dell'EDAP. A norma delle nuove disposizioni, gli Stati membri dovrebbero anche considerare le conseguenze delle misure nazionali e delle concentrazioni di media sulla libertà e sul pluralismo dei media. Per quanto riguarda la diffusione di contenuti mediatici in ambiente online, la legge europea per la libertà dei media è basata sul quadro orizzontale stabilito dal regolamento sui servizi digitali.
La Commissione valuta la libertà e il pluralismo dei media anche nella relazione sullo Stato di diritto. La relazione esamina in modo approfondito gli sviluppi negli Stati membri per quanto riguarda aspetti quali l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei media, la trasparenza della proprietà dei media, la trasparenza e l'equità della pubblicità statale, la governance dei media di servizio pubblico e il quadro istituito al fine di garantire la sicurezza dei giornalisti. Si tratta di un esercizio basato su un dialogo costante con le autorità e i portatori di interessi degli Stati membri interessati, da cui sono scaturite numerose riforme avviate a livello nazionale 76 .
La sostenibilità finanziaria dei media è un elemento cruciale per l'integrità editoriale e l'indipendenza degli stessi 77 . In seguito all'adozione, nel dicembre 2020, del piano d'azione per i media e l'audiovisivo 78 (MAAP), la Commissione ha rafforzato il sostegno per la resilienza dei media, in particolare mediante misure volte a promuovere gli investimenti privati nei mezzi di informazione. Il MAAP prevedeva di raggruppare azioni e misure di sostegno per il settore dei mezzi di informazione offrendo un migliore accesso ai prestiti, intensificando le collaborazioni tra i media e proponendo la creazione e l'attuazione di uno spazio di dati per i media.
La Commissione ha anche rafforzato il finanziamento alle organizzazioni dei mezzi di informazione. Il programma Europa creativa 2021-2027 ha stanziato circa 75 milioni di EUR in favore di progetti e iniziative a sostegno del pluralismo dei media, del giornalismo e dell'alfabetizzazione mediatica. Le azioni comprendono il monitoraggio del pluralismo dei media, il sostegno a favore di consigli dei media, di un meccanismo di risposta rapida per difendere la libertà dei media e di settori specifici quali il giornalismo d'inchiesta o locale. Dal momento che la domanda di finanziamenti è superiore alle risorse disponibili nell'ambito del programma Europa creativa, la Commissione continuerà a cercare modi per sostenere tali settori 79 .
L'UE rafforza il sostegno e la protezione della libertà dei media non soltanto all'interno dell'UE ma anche all'estero, con una particolare attenzione al vicinato 80 . Nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, l'UE ha assegnato finanziamenti volti a sostenere i giornalisti e i media in Ucraina per un valore di 30 milioni di EUR. Anche il sostegno ai media indipendenti russi è stato incrementato e deve essere mantenuto nel lungo periodo 81 .
È stato raggiunto un accordo politico provvisorio tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla proposta di direttiva anti-SLAPP. A breve è previsto anche il raggiungimento di un accordo da parte dei colegislatori in merito alla legge europea per la libertà dei media. Le prossime fasi fondamentali saranno l'attuazione e l'applicazione delle nuove norme. Gli Stati membri dovrebbero inoltre continuare ad adoperarsi per la piena attuazione della raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti e della raccomandazione anti-SLAPP. Le numerose azioni legali strategiche avviate da o per conto di paesi terzi evidenziano inoltre l'importanza di norme rigorose a livello dell'UE, atte a contrastare le azioni bavaglio e proteggere lo spazio democratico.
3.3Contrasto alla disinformazione, alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri
Negli ultimi anni la protezione delle democrazie europee dalle minacce e dagli effetti dannosi della disinformazione, della manipolazione delle informazioni e dalle ingerenze, in particolare da parte di attori stranieri, è stata una priorità dell'UE 82 .
Siffatte operazioni di influenza con intenti manipolativi e campagne di disinformazione mirano a indebolire il dibattito democratico e a esacerbare le divisioni sociali. Si tratta di operazioni spesso ben finanziate, sponsorizzate da Stati e portate avanti da soggetti ostili e che pertanto costituiscono una minaccia alla sicurezza delle democrazie dell'UE 83 . La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina ha messo in evidenza e aumentato il rischio per lo spazio europeo dell'informazione a causa di campagne di disinformazione e operazioni di ingerenza straniera messe in atto sempre più di frequente dal Cremlino, che le utilizza come strumento strategico e coordinato per minacciare la sicurezza e la democrazia e per sostenere la sua guerra di aggressione 84 . Anche il conflitto in Medio Oriente, scoppiato a seguito dell'attacco terroristico di Hamas in Israele, ha innescato il diffondersi della disinformazione e di campagne d'odio 85 . Tutto ciò è esacerbato dalla digitalizzazione, dalle caratteristiche di progettazione delle piattaforme online, che consentono di diffondere la disinformazione con rapidità ed efficienza inedite, e dai nuovi strumenti basati sull'intelligenza artificiale che possono essere usati da soggetti malintenzionati.
In una recente indagine Eurobarometro, alla domanda su quanto spesso si sentissero esposti alla disinformazione il 35 % degli intervistati ha risposto "spesso" o "molto spesso" e il 33 % "qualche volta". Le reti social online sono percepite dagli intervistati come il mezzo principale tramite il quale sono stati più spesso vittime di disinformazione (64 %), seguite dalla televisione (36 %), dai giornali e dalle riviste di informazione online (22 %) e dai siti di condivisione di video (21 %) 86 .
Nell'ambito dell'EDAP, l'UE ha intensificato gli sforzi per migliorare la propria capacità di reagire a questo nuovo panorama delle minacce in evoluzione, sia a livello interno che internazionale. La cooperazione esistente in seno alla Commissione è stata rafforzata, non solo tra le istituzioni e i servizi dell'UE ma coinvolgendo anche i portatori di interessi pertinenti della società civile, del mondo accademico e del settore privato e i partner internazionali. L'UE ha sviluppato la sua risposta di comunicazione strategica alla disinformazione attraverso la rete contro la disinformazione della Commissione. Il sistema di allarme rapido gestito dal servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ha continuato a fornire conoscenze situazionali comuni e a condividere con gli Stati membri, le istituzioni dell'UE e i partner internazionali approcci efficaci per rispondere alla minaccia della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri 87 . Le iniziative comprendono azioni di individuazione, prevenzione e smascheramento e campagne mirate riguardanti la pandemia di COVID-19, come pure una reazione globale e costante alla disinformazione sponsorizzata dallo Stato russo in merito alla guerra di aggressione contro l'Ucraina 88 . I risultati sono apparsi evidenti nella capacità di far fronte efficacemente alle sfide in modo più rapido e coordinato, il che ha dato anche un contributo più ampio alla resilienza democratica.
La cooperazione internazionale è stata rafforzata con il sostegno al meccanismo di risposta rapida del G7 89 ed è proseguita la stretta collaborazione con la NATO, nel cui ambito la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri si sono rivelate una delle principali minacce alla sicurezza 90 . Il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia e la dichiarazione del vertice UE-USA di ottobre 2023 hanno impresso ulteriore slancio alla stretta cooperazione transatlantica sulla minaccia, in particolare portando avanti la cooperazione strategica e rafforzando l'interoperabilità degli approcci volti a contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri 91 . L'UE ha inoltre fatto un uso efficace degli strumenti diplomatici di cui dispone per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, soprattutto mediante l'adozione di misure restrittive imposte nei confronti di persone e mezzi di informazione coinvolti nella manipolazione delle informazioni e nelle ingerenze che hanno fatto seguito alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Tale azione è stata integrata da un pacchetto rafforzato di strumenti dell'UE contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri 92 , che offre un quadro analitico e una metodologia comuni per la raccolta sistematica di dati sugli episodi connessi alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri al fine di migliorare la comprensione delle tattiche, delle tecniche e delle procedure utilizzate a fini di manipolazione e ingerenza 93 . Queste azioni integrano l'operato delle task force StratCom del SEAE, volto ad accrescere la consapevolezza e sviluppare capacità, sostenere le delegazioni dell'UE e condurre il dialogo con la società civile. L'obiettivo è rendere più difficile ad attori stranieri responsabili di pratiche di manipolazione delle informazioni e di ingerenza, come Russia e Cina, manipolare gli ambienti dell'informazione dell'UE e dei paesi confinanti 94 .
Un elemento centrale dell'approccio della Commissione nella lotta contro la disinformazione è stato l'impegno di garantire una maggiore responsabilità delle piattaforme online. Il 52 % degli Europei ritiene che le piattaforme online dovrebbero fare di più per prevenire la diffusione di informazioni false e fuorvianti 95 . Il regolamento sui servizi digitali impone ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e ai motori di ricerca di dimensioni molto grandi di valutare periodicamente i rischi sistemici che i loro servizi presentano per la società, compresa la libertà di espressione, o il rischio che i loro servizi siano usati come strumento per campagne di disinformazione, soprattutto al fine di tutelare i processi elettorali 96 . Come soluzione fondamentale per attenuare tali rischi 97 , essi sono invitati a partecipare all'elaborazione di codici di condotta e protocolli di crisi volontari. Ne costituisce un esempio il nuovo e ambizioso codice di buone pratiche sulla disinformazione, sottoscritto a giugno 2022 da un ampio numero di firmatari 98 . Al fine di garantire trasparenza e responsabilizzazione, il codice è anche accompagnato da un solido quadro di monitoraggio e da un centro per la trasparenza. A gennaio e settembre del 2023 i firmatari del codice, comprese le piattaforme online, hanno riferito in merito ai progressi compiuti, fornendo una quantità senza precedenti di informazioni sulle modalità di attuazione degli impegni per contrastare la disinformazione.
In preparazione delle elezioni europee del 2024, la Commissione sta portando avanti il dialogo pre‑elettorale e la collaborazione con le piattaforme online e gli altri firmatari del codice. Il lavoro nell'ambito del codice si concentra inoltre sui danni potenziali dei nuovi strumenti basati sull'intelligenza artificiale che potrebbero essere usati in campagne di disinformazione e di ingerenza straniera. La conclusione dei negoziati relativi alla proposta di normativa sull'IA è una priorità in tale contesto, in quanto introdurrebbe le misure protettive e la trasparenza necessarie circa l'uso dell'IA 99 .
Al fine di consentire ai cittadini di assumere decisioni informate, la Commissione sostiene un'ampia serie di progetti innovativi per combattere la disinformazione nell'ambito di diversi programmi dell'UE, che saranno realizzati in particolare dalle organizzazioni della società civile e dagli istituti di istruzione superiore o con il coinvolgimento dei giornalisti, con l'obiettivo di promuovere l'alfabetizzazione mediatica e digitale e aiutare i cittadini a individuare la disinformazione, sia all'interno che all'esterno dell'UE 100 . Nell'ambito del piano d'azione per l'istruzione digitale (2021-2027), la Commissione ha pubblicato orientamenti per gli insegnanti e il personale didattico, volti a contrastare la disinformazione e a promuovere l'alfabetizzazione digitale attraverso l'istruzione e la formazione 101 . Analogamente, Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà hanno dedicato finanziamenti a progetti di base volti a promuovere l'alfabetizzazione mediatica 102 .
Parallelamente l'UE ha sostenuto iniziative di tipo partecipativo per combattere la disinformazione attraverso il rafforzamento della verifica dei fatti, come l'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) 103 e lo sviluppo del codice europeo di norme per le organizzazioni indipendenti di verifica dei fatti 104 , iniziative rivelatesi utili nella lotta alla disinformazione sulla guerra di aggressione contro l'Ucraina 105 . Nell'ambito della sua più ampia missione di lotta alla disinformazione, l'EDMO ha istituito una task force speciale per le elezioni europee specificamente incaricata di individuare le prime avvisaglie di campagne di disinformazione potenzialmente pericolose che potrebbero diffondersi in tutta l'UE e di coordinare apposite attività di alfabetizzazione mediatica. La task force 106 metterà inoltre le proprie competenze a disposizione delle istituzioni europee nell'ambito della preparazione delle elezioni europee.
L'Alto rappresentante sta parallelamente portando avanti il lavoro sull'ulteriore rafforzamento dell'approccio "esteso a tutta la società" per la condivisione delle informazioni nella forma di un centro di condivisione e di analisi delle informazioni sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze da parte di attori stranieri. Il centro è parte integrante del pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, che mira a consentire una migliore conoscenza situazionale comune e sviluppare la metodologia comune per raccogliere prove sistematiche sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e istituire un quadro affidabile per lo scambio di informazioni tra i portatori di interessi pertinenti, anche riunendo la comunità dei difensori per raccogliere e condividere in modo sistematico le informazioni sugli incidenti legati alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri. L'iniziativa dà inoltre seguito all'invito della bussola strategica per la sicurezza e la difesa a creare uno spazio di dati sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. La Commissione continuerà anche a rafforzare la propria capacità di individuare, monitorare, analizzare e contrastare le attività di disinformazione, messe in atto sia a livello dell'UE che nazionale. Nell'ambito di Orizzonte Europa, più di un terzo degli oltre 300 milioni di EUR di sostegno alla ricerca sulla democrazia è stato destinato a finanziare la ricerca e l'innovazione per migliorare l'individuazione e la comprensione della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri, e di altri indebiti condizionamenti sul processo decisionale politico 107 . In futuro sarà importante mantenere lo stesso livello di ambizione e mettere a frutto quanto appreso.
Gli attori della società civile sono in prima linea nella lotta contro la disinformazione e nell'individuazione delle ingerenze straniere, anche tramite iniziative di base e l'impegno della comunità di esperti per analizzare e contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione. Un forte coinvolgimento della società civile è fondamentale per valutare in modo rapido ed efficace la costante evoluzione del panorama delle minacce, i suoi attori e i mezzi da questi utilizzati. La Commissione continuerà a sostenere l'attività della comunità indipendente dei poli EDMO. Le attività di ricerca e sensibilizzazione si sono concentrate sulla disinformazione e sulle ingerenze da parte di attori stranieri all'interno dell'UE, in particolare avvalendosi dei dati generati grazie al codice di buone pratiche sulla disinformazione e delle sue disposizioni in materia di trasparenza e accesso ai dati. Per sostenere l'attività di verifica dei fatti nell'attuazione del codice di buone pratiche e per garantire standard professionali elevati e l'indipendenza dei verificatori di fatti, la Commissione continuerà a finanziare attività di formazione a sostegno del codice di integrità professionale della rete europea sulle norme di verifica dei fatti (EFCSN).
3.4Impegno civico inclusivo e partecipazione per la resilienza democratica europea
Il rafforzamento dei legami tra i cittadini e le istituzioni democratiche che sono al loro servizio e li rappresentano costituisce l'elemento fondante della resilienza democratica. Uno spazio civico solido, sicuro e favorevole e cittadini impegnati, informati e responsabilizzati sono una garanzia essenziale per la resilienza delle nostre democrazie, non solo nel periodo elettorale ma anche in futuro 108 . In una recente indagine Eurobarometro, circa nove rispondenti su dieci (87 %) ritengono che la società civile (associazioni, ONG) svolga un ruolo importante nel promuovere e proteggere la democrazia e i valori comuni, anche nel senso di favorire un dibattito democratico pluralistico e bene informato. Dai dati emerge inoltre che più della metà dei rispondenti ritiene che sia necessario un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nel processo decisionale a livello nazionale (56 %) e a livello europeo (54 %). Circa due terzi dei rispondenti si sono dichiarati favorevoli a un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali a livello nazionale (68 %) e a livello europeo (66 %) 109 .
Rafforzare il ruolo dei cittadini e delle organizzazioni della società civile e fornire loro gli strumenti adeguati per l'impegno civico sono altrettante priorità trasversali presenti nei diversi pilastri dell'EDAP, così come nella Carta e nelle relazioni sullo Stato di diritto. Al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini, l'impegno civico e la fiducia nella democrazia, è stata messa è disposizione un'ampia serie di opportunità di finanziamento, in particolare nell'ambito di programmi quali "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori", Europa creativa, Erasmus+ e Orizzonte Europa. È stata altresì fornita assistenza tecnica per la riforma amministrativa negli Stati membri nell'ambito dello strumento di sostegno tecnico 110 per lo sviluppo di capacità nelle pubbliche amministrazioni e presso le autorità pubbliche nel campo delle pratiche partecipative. Il coinvolgimento dei cittadini nella definizione e nell'attuazione delle politiche è anche stato una priorità nell'ambito del principio di partenariato della politica di coesione dell'UE 111 . La Conferenza sul futuro dell'Europa ha rappresentato un'esperienza preziosa relativa a soluzioni per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini nella definizione delle politiche attraverso l'attuazione di processi deliberativi. Ha inoltre contribuito a rafforzare la resilienza democratica, portando all'attuazione di una fase nuova di coinvolgimento dei cittadini attraverso i panel europei di cittadini, che adesso fanno parte del processo decisionale della Commissione europea.
Parallelamente, nell'ambito dei programmi dell'UE, il rafforzamento del sostegno e dei finanziamenti è stato dedicato anche alla promozione dell'alfabetizzazione mediatica e digitale, fornendo alle persone di tutte le età gli strumenti per muoversi nell'ambiente mediatico e delle informazioni di oggi, individuare e interpretare criticamente i diversi tipi di media e il modo in cui lavorano, compresi i social network, affinché siano in grado di prendere decisioni informate. Dal momento che le possibilità di partecipazione online stanno aumentando e diventano sempre più comuni, l'incitamento all'odio online può dissuadere le persone dall'esprimere le proprie opinioni e dal partecipare ai dibattiti online. Promuovere un ambiente rispettoso, favorevole e più sicuro in cui esprimere le proprie opinioni rappresenta una priorità. A tal fine la Commissione ha proposto un'iniziativa per estendere l'elenco dei reati riconosciuti dall'UE all'incitamento all'odio e ai reati generati dall'odio 112 . L'iniziativa integrerà il quadro normativo costituito dal regolamento sui servizi digitali, la decisione quadro sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale 113 e gli sforzi intrapresi nell'ambito del codice di condotta per lottare contro le forme illegali di incitamento all'odio online 114 .
Le democrazie rappresentative possono essere rafforzate da metodi nuovi e significativi di partecipazione, deliberazione e impegno dei cittadini a prescindere dalla generazione cui appartengono. Le forme di partecipazione offrono ai cittadini modi complementari per partecipare attivamente al dibattito democratico e contribuire all'elaborazione delle politiche, tenendo conto delle specificità e delle tradizioni costituzionali degli Stati membri. Le esperienze di democrazia partecipativa e deliberativa a livello locale, nazionale e paneuropeo dimostrano che queste pratiche possono contribuire a colmare il divario esistente tra cittadini e decisori e riunire insieme gruppi diversi di persone per elaborare raccomandazioni collettive. Sulla scorta dell'esperienza della Conferenza sul futuro dell'Europa sono stati introdotti nuove soluzioni atte a far sì che i cittadini partecipino più attivamente all'elaborazione delle politiche dell'UE 115 . Queste forme di partecipazione integrano pratiche consolidate di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali a livello dell'UE, come le consultazioni pubbliche e dei portatori di interessi, i dialoghi periodici con i portatori di interessi o le norme in materia di trasparenza e di accesso a informazioni e documenti. Per rafforzare la partecipazione dei portatori di interessi nelle diverse fasi dei processi di elaborazione delle politiche, la Commissione ha adottato gli orientamenti per legiferare meglio che definiscono i principi da seguire nella preparazione di nuove iniziative e proposte e nella valutazione e il monitoraggio dell'attuazione della normativa esistente 116 .
L'istruzione svolge un ruolo importante nell'alimentare il desiderio di impegno e partecipazione e l'attaccamento ai valori democratici dei cittadini. La promozione e la protezione dei valori democratici europei è una dimensione centrale della strategia europea per le università adottata nel 2022, in quanto gli istituti di istruzione superiore contribuiscono a promuovere la cittadinanza attiva, la tolleranza, l'uguaglianza e la diversità, l'apertura e il pensiero critico. Erasmus+ (2021-2027) promuove la partecipazione e l'impegno civico nella vita democratica dell'Europa attraverso molteplici flussi di finanziamento, sia negli Stati membri dell'UE che in alcuni paesi terzi. La promozione della democrazia partecipativa e inclusiva è uno dei principi guida della strategia dell'UE per la gioventù (2019-2027) 117 . Il pacchetto sulla cittadinanza del 2023 riconosce l'importanza dell'educazione alla cittadinanza, compresa l'attività di sensibilizzazione sui diritti dei cittadini dell'UE 118 e la sensibilizzazione degli elettori per incentivare la partecipazione politica e rafforzare la resilienza alla disinformazione tra i cittadini.
Le organizzazioni della società civile sono uno dei principali pilastri di una democrazia funzionante. Svolgono un ruolo di controllo per le fondamenta e le istituzioni democratiche e fanno sì che i governi si assumano le proprie responsabilità e contribuiscono a proteggere e promuovere i diritti fondamentali e lo stato di diritto assistendo i singoli individui e le comunità e aiutandoli a promuovere i propri interessi. Offrono inoltre l'opportunità ai singoli di partecipare a questioni di interesse pubblico e nel complesso contribuiscono alla creazione di una partecipazione pubblica consapevole.
Nell'elaborazione delle politiche la Commissione si confronta con le organizzazioni della società civile su diversi fronti. Attraverso le consultazioni e il dialogo le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni sulla legislazione e sulle politiche dell'UE. La consultazione si svolge attraverso il portale "Di' la tua" 119 , che consente a tutte le parti interessate di contribuire alle iniziative prima e dopo la loro adozione 120 . Le organizzazioni della società civile partecipano a partenariati con le autorità regionali e locali e con partner economici e sociali, che consentono loro di prendere parte all'intero processo di elaborazione, attuazione e valutazione dei programmi della politica di coesione finanziati dall'UE.
La Commissione ha anche avviato un dialogo regolare con gli attori della società civile in diversi settori di intervento garantendo una comunicazione e una partecipazione più efficaci nell'elaborazione delle politiche. Forum e piattaforme sono sede di un dialogo strutturale con la società civile su un'ampia serie di settori di intervento 121 . Le rappresentanze della Commissione presso gli Stati membri sono importanti attori locali per la partecipazione dei cittadini. Hanno organizzato migliaia di eventi, che vanno dai dialoghi con i cittadini a speciali eventi partecipativi, in particolare durante la Conferenza sul futuro dell'Europa, nel corso della quale negli Stati membri sono stati organizzati più di 6 000 eventi che hanno riunito complessivamente oltre 700 000 partecipanti. Lo spazio di dialogo può essere allargato e integrato da altre iniziative per creare un collegamento con il livello locale 122 .
Come sottolineato nella relazione 2022 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali 123 , la protezione, il sostegno e la responsabilizzazione delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani sono al centro dell'azione dell'UE per garantire uno spazio civico prospero. Nella relazione si sottolinea l'importanza di fare in modo che le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani operino in un contesto favorevole e sicuro. La relazione sullo Stato di diritto del 2022 illustra come il diritto delle organizzazioni della società civile di operare senza ingerenze ingiustificate trovi fondamento nella giurisprudenza dell'UE 124 e nelle norme dell'UE 125 e le relazioni forniscono una panoramica delle azioni intraprese dagli Stati membri per migliorare la situazione in favore delle organizzazioni della società civile. Tra gli esempi si annoverano la semplificazione delle procedure di registrazione, la creazione di strutture per assistere le organizzazioni della società civile e la revisione delle norme in materia di funzionamento e accesso ai finanziamenti delle organizzazioni della società civile. Le relazioni sullo Stato di diritto 2022 e 2023 hanno formulato raccomandazioni specifiche rivolte a diversi Stati membri. A settembre 2023 la Commissione ha inoltre presentato una proposta di iniziativa legislativa sulle attività transfrontaliere delle associazioni 126 , che sarà volta a eliminare le barriere per consentire alla associazioni di prosperare nel mercato unico e che integrerà l'azione di cui al presente pacchetto.
Al fine di promuovere ulteriormente la partecipazione dei cittadini e responsabilizzare le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani affinché partecipino all'elaborazione delle politiche e contribuiscano ad altre azioni intraprese a livello dell'UE, la Commissione ha presentato una raccomandazione sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche 127 . La raccomandazione mira a promuovere la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni della società civile all'elaborazione delle politiche pubbliche e contribuire a rafforzare la resilienza democratica nell'Unione. La raccomandazione è inoltre volta ad agevolare la promozione dell'impegno civile e la protezione delle democrazie, unitamente al rispetto dei diritti fondamentali negli Stati membri. Essa invita gli Stati membri a garantire una partecipazione efficace e inclusiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile 128 ai processi di elaborazione delle politiche, attraverso l'ampia rappresentanza dei diversi gruppi e istanze della società, riducendo così l'esclusione, la marginalizzazione e la discriminazione e a sostenere lo sviluppo delle capacità dei cittadini, delle organizzazioni della società civile e delle amministrazioni pubbliche, sia negli spazi pubblici tradizionali che in quelli emergenti. La raccomandazione fa inoltre tesoro degli insegnamenti tratti dalla Conferenza sul futuro dell'Europa e dall'attività in corso del Centro di competenza sulla democrazia partecipativa e deliberativa, in linea con le norme e le buone prassi consolidate di cocreazione e democrazia deliberativa 129 . Prendendo atto della necessità di garantire un livello comune di protezione e di partecipazione delle organizzazioni della società civile in tutta l'Unione (e non solo), si incoraggiano gli Stati membri a creare e mantenere un ambiente favorevole alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani, consentendo la loro effettiva partecipazione ai processi di elaborazione delle politiche. La raccomandazione propone altresì un elenco di misure che gli Stati membri dovrebbero adottare per proteggere e sostenere le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani al fine di salvaguardare uno spazio civico favorevole.
Il sostegno finanziario è essenziale per una società civile prospera. L'Unione offre già ampie opportunità di finanziamento alle organizzazioni della società civile per lo sviluppo di capacità e la realizzazione di progetti intesi a promuovere i valori dell'UE. Una condizione fondamentale per il finanziamento dell'UE è il rispetto dei valori dell'Unione, già presente nell'ambito della convenzione di sovvenzione che ogni beneficiario di finanziamenti dell'UE deve firmare. La Commissione ha elaborato orientamenti per definire più chiaramente le conseguenze delle violazioni dei valori dell'UE per i beneficiari. Inoltre sta anche realizzando un progetto pilota sul rafforzamento dei controlli e delle procedure di verifica per i programmi di bilancio nei settori di spesa pertinenti che comportano un rischio maggiore di abuso o violazione dei valori dell'UE. Gli Stati membri dovrebbero istituire meccanismi efficaci per applicare lo stesso approccio nella gestione dei fondi dell'UE. Il programma "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori" mira a proteggere e promuovere i diritti e i valori dell'UE, in particolare sostenendo le organizzazioni della società civile. La Commissione continuerà a garantire un'assegnazione mirata dei finanziamenti alle priorità nell'ambito dell'EDAP e destinerà finanziamenti specifici a valere su una serie di programmi dell'UE disponibili al sostegno degli obiettivi del pacchetto odierno per quanto riguarda il contrasto alla disinformazione, la promozione dell'integrità delle elezioni e il pluralismo dei media. Per facilitare la navigazione attraverso i diversi programmi, la Commissione migliorerà e promuoverà ulteriormente lo strumento istituito sui finanziamenti disponibili con funzionalità di ricerca semplici in modo da consentire un accesso facile e veloce alle informazioni pertinenti sui fondi sul tema della democrazia 130 . La Commissione e il SEAE continueranno a coinvolgere attivamente i cittadini e le organizzazioni della società civile sul terreno attraverso le rappresentanze della Commissione nelle capitali degli Stati membri e le delegazioni dell'UE nel mondo per accrescere la consapevolezza e migliorare la condivisione delle informazioni sulle opportunità disponibili nell'ambito dei vari programmi dell'UE. La figura 5 illustra una breve panoramica delle possibilità offerte nell'ambito dei programmi dell'UE; altre possibilità sono altresì disponibili nell'ambito dei fondi strutturali dell'UE e dello strumento di sostegno tecnico (ad esempio per finanziare la società civile e sviluppare capacità e infrastrutture istituzionali/amministrative a favore dell'impegno civico deliberativo e della partecipazione politica).
4 CONCLUSIONI
Nel luglio 2019 la presidente von der Leyen ha esortato a dare un nuovo slancio per la democrazia europea e garantire maggiore voce in capitolo agli europei e un maggiore impegno per coltivare, proteggere e rafforzare la nostra democrazia. Da queste parole, nel dicembre 2020, è scaturito il piano d'azione per la democrazia europea, che ha dato un importante contributo alla lotta contro la disinformazione e la manipolazione delle informazioni e alla tutela di elezioni regolari e della libertà e del pluralismo dei media.
Fin dall'inizio dell'attuale mandato della Commissione, l'UE ha dovuto affrontare una serie di gravi crisi geopolitiche, economiche, climatiche e sanitarie. Il modo in cui l'UE è riuscita a rispondere a queste crisi ha dimostrato che essa può fare affidamento sulla forza della sua democrazia liberale, sulla fiducia nelle sue istituzioni e sul rispetto dei nostri principi e valori comuni. Queste crisi hanno però messo in evidenza anche la minaccia rappresentata dalle ingerenze straniere e i rischi derivanti da un contesto internazionale estremamente instabile: alcuni soggetti hanno destinato enormi risorse all'obiettivo di indebolire la democrazia e la fiducia nelle nostre istituzioni.
Il presente pacchetto per la difesa della democrazia mira a rafforzare questa azione in vista delle elezioni per il Parlamento europeo. Il pacchetto risponde a questi problemi, nel pieno rispetto dei nostri diritti e valori fondamentali, anche sulla scorta di quanto appreso dalla Conferenza sul futuro dell'Europa. La Commissione auspica l'impegno assoluto del Parlamento europeo e del Consiglio a compiere progressi decisivi su tutte le proposte legislative nel settore della democrazia prima delle elezioni parlamentari europee e, per quanto riguarda l'ampia cerchia di attori nazionali coinvolti, pubblici e privati, l'impegno a garantire l'attuazione del piano d'azione per la democrazia europea e di questo nuovo pacchetto per la difesa della democrazia.
Uno spazio civico prospero per la difesa dei diritti fondamentali nell'UE (COM(2022) 716 final).
In un'indagine Eurobarometro, alla richiesta di classificare gli aspetti più importanti di campagne elettorali libere e regolari, le risposte più frequenti degli intervistati hanno riguardato: i) dibattiti e campagne che evitino l'incitamento all'odio, la manipolazione e le bugie; ii) pari opportunità di accesso ai media per candidati e partiti politici e iii) la conoscenza da parte degli elettori delle fonti di finanziamento di candidati e partiti politici. Cfr. rispettivamente l'Eurobarometro Flash 522 (2023) sulla "Democrazia" e l'Eurobarometro Flash 528 (2023) su "Cittadinanza e democrazia".
Mercato unico – Proposta di iniziativa legislativa sulle attività transfrontaliere delle associazioni (europa.eu) COM(2023) 516 final.
COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 12.12.2023
COM(2023) 630 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sulla difesa della democrazia
ATTUAZIONE DEL PIANO D'AZIONE PER LA DEMOCRAZIA EUROPEA (EDAP)
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Ambito dell'EDAP |
Obiettivi e azioni |
Stato d'avanzamento / Risultati |
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Proteggere l'integrità delle elezioni e promuovere la partecipazione democratica |
Proporre una legislazione volta a garantire una maggiore trasparenza nel settore dei contenuti sponsorizzati in un contesto politico ("messaggi pubblicitari di natura politica") |
Il 25 novembre 2021 è stata adottata una proposta di regolamento relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica. I negoziati interistituzionali si sono conclusi il 6 novembre 2023 mentre l'adozione formale della posizione concordata da parte dei colegislatori è prevista per l'inizio del 2024. Il testo di compromesso concordato prevede un elevato livello comune di trasparenza per i servizi di pubblicità politica per tutte le forme di media, in modo da consentire ai cittadini, alla società civile e alle autorità responsabili di identificare con chiarezza la fonte e lo scopo di tale pubblicità, consentendo così il miglioramento del controllo pubblico e della rendicontabilità. Le misure proposte rafforzano inoltre la protezione dei dati personali, introducendo condizioni più rigorose e una maggiore trasparenza per quanto riguarda il targeting e la distribuzione di messaggi di pubblicità politica. In base all'accordo provvisorio, l'uso dei dati personali per il targeting dei messaggi di pubblicità politica online sarà consentito solo se i dati sono stati forniti dall'interessato e se è stato dato un consenso esplicito; a ciò si aggiunge il divieto di utilizzare categorie speciali di dati personali per scopi di targeting (come la religione, l'origine etnica o l'orientamento sessuale). Le nuove norme si applicheranno alla pubblicità politica fornita normalmente dietro retribuzione, nonché alla pubblicità politica preparata internamente o nell'ambito di campagne di pubblicità politica, rivolgendo particolare attenzione alla salvaguardia dei contenuti sotto responsabilità editoriale o all'espressione di opinioni personali, che sono esclusi dall'ambito di applicazione. L'accordo politico prevede inoltre che la Commissione istituisca un registro pubblico europeo per i messaggi di pubblicità politica online. Per affrontare il rischio di ingerenze straniere, il regolamento vieta inoltre di sponsorizzare messaggi pubblicitari al di fuori dell'UE tre mesi prima delle elezioni. Una clausola specifica di non discriminazione riconosce inoltre il ruolo dei partiti e dei gruppi politici europei nel processo elettorale europeo. Le nuove norme si applicheranno 18 mesi dopo l'entrata in vigore, mentre la clausola di non discriminazione e le definizioni saranno immediatamente applicabili, in tempo per le elezioni europee. Collegamenti utili: Proposta di regolamento relativo alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica Tecnologia e democrazia: comprendere l'influenza delle tecnologie online sul comportamento politico e sul processo decisionale
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Adottare misure di sostegno e orientamenti per i partiti politici e gli Stati membri sulla trasparenza dei contenuti politici sponsorizzati |
La Commissione ha continuato a favorire, nell'ambito della rete europea di cooperazione in materia elettorale, lo scambio di migliori prassi in materia di trasparenza della pubblicità politica, anche fornendo sostegno e orientamento ai partiti politici e agli Stati membri. |
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Revisione del regolamento n. 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee |
Il 25 novembre 2021 è stata adottata una proposta di revisione delle norme relative allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee. La proposta di regolamento offrirà alle fondazioni e ai partiti politici maggiori possibilità di svolgere il loro ruolo nella costruzione e nella crescita di una sfera politica veramente europea, assicurando allo stesso tempo che la loro azione sia libera da ingerenze indebite. Questo aiuterebbe l'interazione tra i partiti politici europei e i partiti nazionali che ne sono membri, anche a livello transfrontaliero; aumenterebbe la trasparenza, in particolare in relazione alla pubblicità politica e alle donazioni; ridurrebbe gli oneri amministrativi eccessivi e aumenterebbe la loro sostenibilità finanziaria. I negoziati interistituzionali sono attualmente in corso. Collegamenti utili: Statuto e finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee |
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Istituire un nuovo meccanismo operativo congiunto e altre misure di sostegno, basandosi sui lavori della rete europea di cooperazione in materia elettorale, al fine di promuovere processi elettorali resilienti, e adottare ulteriori misure pratiche volte a proteggere le infrastrutture elettorali dalle minacce, compresi gli attacchi informatici |
Nel gennaio 2022 la Commissione ha avviato l'introduzione di un "meccanismo congiunto per la resilienza elettorale" che sostiene l'invio di squadre congiunte di esperti e lo scambio di esperti tra gli Stati membri. Tale strumento di sviluppo delle capacità mira a sostenere la resilienza dei processi elettorali rispetto a vari tipi di minacce, in particolare nel settore della scienza forense online, della disinformazione e della sicurezza informatica delle elezioni. Finora si sono avvalsi di tale meccanismo la Romania, la Lituania e la Svezia. Con il sostegno del meccanismo, la Commissione, insieme all'agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) e al Parlamento europeo, ha organizzato il 21 novembre 2023 un'esercitazione a tavolino per sostenere la sicurezza informatica dei processi elettorali, sulla base degli insegnamenti tratti dall'edizione 2019. Il meccanismo è stato inoltre utilizzato per sostenere il lavoro della Commissione e degli Stati membri per la preparazione del compendio delle prassi di voto elettronico e della guida di buone pratiche elettorali che affronta il tema della partecipazione dei cittadini con disabilità al processo elettorale. Collegamenti utili: Rete europea di cooperazione in materia elettorale Verso elezioni UE 2019 sicure dal punto di vista informatico Esercitazione di sicurezza informatica dell'UE: elezioni europee libere ed eque (europa.eu)
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La Commissione organizzerà un evento ad alto livello che riunirà varie autorità coinvolte nelle elezioni per affrontare le sfide delineate nel presente piano |
L'evento di alto livello sulle elezioni si è tenuto a Bruxelles il 23 e 24 ottobre 2023. L'evento, organizzato dalla Commissione europea, ha riunito diverse autorità nazionali e portatori di interessi e si è concentrato sulla partecipazione democratica e sull'integrità delle elezioni. L'evento ha offerto la possibilità ai responsabili politici e agli operatori nazionali di impegnarsi in discussioni e scambi di migliori prassi per sostenere l'affluenza alle urne, dare ai cittadini la possibilità di partecipare alle elezioni in modo inclusivo, nonché altre misure che garantiscano la resilienza dei sistemi elettorali e l'equità e la trasparenza delle elezioni in tutta l'Unione. |
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Rafforzare la cooperazione in materia di parità di trattamento e copertura mediatica equilibrata durante le elezioni |
Per rafforzare la cooperazione tra le autorità competenti in materia di politica dei media e quelle competenti in materia elettorale, nel maggio 2022 è stata organizzata una riunione congiunta tra il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA), il sistema di allarme rapido e la rete europea di cooperazione in materia elettorale per discutere della parità di trattamento e della copertura mediatica durante le elezioni. Nel marzo 2023 si è svolta una riunione di verifica degli stessi attori per discutere in particolare i modi migliori per affrontare la questione della disinformazione, compreso il seguito da dare al codice di buone pratiche sulla disinformazione rafforzato, nel contesto della preparazione delle elezioni del Parlamento europeo del 2024. Collegamenti utili: Riunione congiunta – Resoconto della riunione di maggio 2022 |
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Preparare un compendio delle prassi di voto elettronico |
La Commissione ha pubblicato un compendio delle prassi di voto elettronico e altre prassi informatiche, elaborato in collaborazione con gli Stati membri nell'ambito della rete europea di cooperazione in materia elettorale, sulla base dell'esperienza del Consiglio d'Europa. Il compendio prende spunto dai contributi dei membri di un sottogruppo informale di esperti della rete europea di cooperazione in materia elettorale sul voto elettronico e da un breve studio sulle prassi di voto elettronico e altre prassi informatiche utilizzate nei processi elettorali elaborato da una rete di accademici sulla cittadinanza. Collegamenti utili: Democrazia e diritti elettorali – Attività della Commissione Compendio delle prassi di voto elettronico e altre prassi informatiche |
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Agevolare la cooperazione tra le reti dell'UE e i paesi partner e le organizzazioni internazionali per sviluppare capacità e scambiare migliori prassi nel contrasto alle minacce elettorali e promuovere standard internazionali elevati nell'uso delle nuove tecnologie |
La Commissione e il SEAE hanno intensificato gli sforzi volti a facilitare la cooperazione tra l'UE, le organizzazioni internazionali e i paesi partner per lo sviluppo di capacità e lo scambio delle migliori prassi nel contrastare le minacce elettorali e salvaguardare i processi democratici. Nel dicembre 2021 è stata avviata l'iniziativa globale Team Europa per la democrazia (TED). Questo innovativo meccanismo di coordinamento tra l'UE e 14 Stati membri contribuisce alla coerenza delle politiche in questo settore. Esso fissa obiettivi comuni in linea con le priorità stabilite nel piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020‑2024, in tre ambiti chiave: "rendicontabilità e Stato di diritto"; "partecipazione politica e civica"; "media e digitale". Includerà inoltre una rete per la democrazia, aperta alla società civile e ad attori internazionali specializzati, avviata nel giugno 2023. A tal fine sono stati ideati e avviati diversi programmi di cooperazione allo sviluppo, nel campo del sostegno alla democrazia. Tra gli esempi, il programma WYDE (Women and Youth in Democracy Initiative) da 42 milioni di EUR. La prima componente, WYDE|Impegno civico, attuata dal Partenariato europeo per la democrazia, è iniziata nel 2022. La componente aiuta inoltre le delegazioni dell'UE ad attuare la loro strategia nazionale per i diritti umani e la democrazia, finanziando le organizzazioni giovanili di base impegnate nella difesa delle riforme democratiche, nelle attività di rendicontazione e nell'osservazione delle elezioni nazionali. WYDE|inter pares contribuisce a incrementare la cooperazione interparlamentare con particolare attenzione all'inclusione dei giovani e delle donne nella vita politica. Il 28 marzo 2023, in occasione di un evento collaterale del vertice, la Danimarca e la Commissione europea hanno inoltre inaugurato l'iniziativa per la democrazia digitale, un programma multi-donatore volto ad amplificare la società civile locale per proteggere e promuovere una democrazia inclusiva nell'era digitale, con particolare attenzione alla parità di accesso alle tecnologie digitali, all'inclusione dei giovani, alla giustizia climatica e alla gestione dei rischi legati all'IA (contributo UE 11 milioni di EUR). L'UE sostiene inoltre l'attuazione delle raccomandazioni dell'UNESCO sull'etica dell'IA e delle linee guida dell'UNESCO per la governance delle piattaforme digitali. L'obiettivo di queste due azioni è quello di salvaguardare i diritti umani nel contesto dello sviluppo dell'IA e dello sviluppo dei processi di regolamentazione delle piattaforme digitali in tutto il mondo. Nel contesto dell'allargamento dell'UE, dal 2017 la Commissione finanzia azioni di sostegno dell'ODIHR volte a dare seguito alle raccomandazioni elettorali e a sostenere la riforma elettorale nei Balcani occidentali. La fase attuale (con un bilancio di 1,7 milioni di EUR) durerà fino alla metà del 2024. Numerose altre iniziative sono finanziate a livello bilaterale a sostegno della partecipazione della società civile ai processi elettorali e al dibattito democratico. La partecipazione dell'UE al primo (2021) e al secondo (2023) vertice per la democrazia ha fornito l'occasione per rafforzare le alleanze per la democrazia e per mostrare il lavoro svolto dall'UE nel campo del sostegno alla democrazia globale. L'UE ha partecipato all'"anno di azione" che ha preceduto il secondo vertice con l'impegno nelle coalizioni multilaterali, le cosiddette "coorti della democrazia" incentrate su "impegno politico e civico dei giovani" e sulla "democrazia deliberativa". Collegamenti utili: Promuovere la democrazia inclusiva nell'era digitale: l'UE e la Danimarca varano l'Iniziativa per la democrazia digitale (europa.eu) Vertice per la democrazia: l'UE promuove programmi fondamentali per responsabilizzare i giovani quali attori chiave della democrazia (europa.eu) Sintesi per la democrazia: vertice di marzo 2023 Sostegno alle riforme elettorali nei Balcani occidentali | OSCE |
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Consolidare la capacità delle missioni di osservazione elettorale dell'UE nei paesi terzi di osservare e valutare le campagne elettorali online e dare seguito alle loro raccomandazioni |
Nel 2021 e 2022 l'UE ha dispiegato 35 missioni di osservazione elettorale, di esperti elettorali e di follow-up. Una solida metodologia e strumenti di accompagnamento per l'osservazione dei social media sono ora costantemente utilizzati in ogni missione di osservazione elettorale dell'UE, le cui raccomandazioni sono state ampliate per includere tale ambito. L'osservazione dei social media è ora integrata in maniera predefinita nel team centrale di esperti per ogni missione di osservazione elettorale. Nell'ambito del lavoro in corso con le organizzazioni che hanno sottoscritto la dichiarazione di principi sull'osservazione elettorale internazionale, un gruppo di lavoro incentrato sull'impatto della protezione dei dati sull'integrità elettorale è guidato dal servizio europeo per l'azione esterna. L'obiettivo è quello di delineare i principi guida e le buone prassi da seguire per garantire la protezione dei dati nel processo elettorale, migliorando così l'integrità delle elezioni e salvaguardando il diritto degli elettori alla riservatezza e all'accesso ai documenti pubblici. Prima di ciò, in occasione della riunione plenaria della dichiarazione di principi sull'osservazione elettorale internazionale ospitata dal SEAE e dal Parlamento europeo a Bruxelles nel dicembre 2022, sono state adottate e ora sono in fase di attuazione linee guida comuni (non vincolanti) sull'osservazione delle campagne elettorali online e principi fondamentali per le TIC in ambito elettorale. Collegamenti utili: Missioni di osservazione elettorale dell'UE Dichiarazione di principi sull'osservazione elettorale internazionale Guidelines for Observation of Election Campaigns on Social Networks |
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Incoraggiare l'utilizzo dei fondi strutturali dell'UE per finanziare la società civile e sviluppare capacità e infrastrutture istituzionali/amministrative a favore dell'impegno civico deliberativo e della partecipazione politica |
La Commissione ha coordinato una serie di eventi e progetti per sensibilizzare e creare capacità di coinvolgimento dei cittadini nella progettazione e nell'attuazione della politica di coesione e in un contesto politico europeo più ampio e strategico. Il principio di partenariato è al centro della politica di coesione dell'UE. Dare voce ai portatori di interessi - e tramite loro anche ai cittadini - nelle decisioni che li riguardano direttamente svolge un ruolo importante nel rafforzare la legittimità dell'elaborazione delle politiche dell'UE e la responsabilità democratica degli investimenti dell'UE e delle autorità nazionali. Il codice di condotta sul partenariato garantisce che le autorità regionali, locali e urbane, nonché la società civile, i partner ambientali e sociali e le organizzazioni non governative siano coinvolti nella progettazione e nell'attuazione dei progetti di investimento sul territorio. Nel 2022 la Commissione ha istituito la comunità europea di prassi sul partenariato, che riunisce 159 rappresentanti della società civile, delle autorità pubbliche e dei portatori di interessi a livello regionale e locale per promuovere il partenariato nell'attuazione dei fondi dell'UE. La rete ha fornito linee guida concrete sul quadro politico per il partenariato e strumenti per rafforzare il partenariato in tutta l'UE. Inoltre la politica di coesione prevede di investire 26,9 miliardi di EUR nell'ambito dell'obiettivo "un'Europa più vicina ai cittadini", dando alle autorità locali la possibilità di realizzare investimenti integrati basati sul territorio in tutta Europa, con uno stretto coinvolgimento delle popolazioni locali e di altri portatori di interessi. Nel luglio 2020 la Commissione e l'OCSE hanno avviato una cooperazione per offrire supporto tecnico alle autorità pubbliche e alle organizzazioni della società civile che desiderano attuare processi deliberativi (ad esempio giuria di cittadini, votazione, pianificazione del bilancio) nel contesto della progettazione, dell'attuazione e del monitoraggio degli investimenti finanziati da FESR, JTF e Fondo di coesione. Dopo la prima fase, con la pubblicazione della relazione finale dal titolo " Engaging citizens in cohesion policy ", la seconda fase è iniziata nel luglio 2022. Ad oggi sono in corso o in preparazione otto processi deliberativi in Belgio, Italia, Polonia, Romania e Spagna. Un altro esempio è un progetto pilota condotto nel 2022 sul coinvolgimento dei cittadini nelle infrastrutture verdi nelle aree urbane, in 10 città europee. La pubblicazione di questo lavoro è consultabile sotto forma di un Atlante disponibile online , e offre tra l'altro motivazioni e indicazioni per condurre il coinvolgimento dei cittadini a livello cittadino. La Commissione sta sviluppando un pacchetto formativo sulla cocreazione e sulle pratiche deliberative rivolto alle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli di governance. Il pacchetto comprende un corso di formazione per formatori. Il pacchetto completo dovrebbe essere distribuito attraverso la EU Academy nel primo trimestre del 2024. La Commissione sta inoltre elaborando uno studio sul ruolo degli spazi pubblici per consentire le pratiche democratiche. Ciò rientra in una visione più ampia che considera la necessità di ridefinire le infrastrutture della democrazia. La relazione scientifica e strategica, basata sul contributo di esperti di tutto il mondo, è prevista per l'inizio dell'autunno 2024. Nel settembre 2021, la Commissione ha inaugurato un Centro di competenza sulla democrazia partecipativa e deliberativa per sviluppare capacità e migliori prassi nelle pratiche di coinvolgimento partecipativo e deliberativo dei cittadini, rivolte a tutti i livelli di governance. Il Centro di competenza lavora per sostenere i servizi della Commissione e gli Stati membri, sulla base del materiale più aggiornato sulla democrazia partecipativa e deliberativa. A livello esterno, il programma per la società civile dello strumento Europa globale (NDICI-Europa globale) (NDICI) (1,5 miliardi di EUR) promuove la società civile come attore della governance, mentre il programma per i diritti umani e la democrazia (1,5 miliardi di EUR) prevede azioni mirate per proteggere e costruire le capacità dei difensori dei diritti umani della società civile e della democrazia. Ad esempio l'UE sostiene (30 milioni di EUR) il programma Protect.Defenders.eu, che fornisce un sostegno vitale ai difensori dei diritti umani nel mondo. L'UE ha inoltre finanziato (50 milioni di EUR) un sistema per la creazione di un contesto favorevole alla società civile (EU-SEE), che monitorerà il contesto favorevole alla società civile e fornirà un allarme precoce in caso di cambiamento, oltre a un rafforzamento delle capacità a lungo termine e a un sostegno finanziario flessibile. Il programma dell'UE per l'educazione e la sensibilizzazione allo sviluppo (DEAR) (186 milioni di EUR) collabora con le organizzazioni della società civile europea e le autorità locali per mettere i cittadini dell'UE in condizione di affrontare le sfide e le crisi globali; promuovere i valori europei, la giustizia, i diritti umani e la democrazia, la corresponsabilità, l'equità e lo sviluppo sostenibile a livello locale e globale. La Commissione fornisce inoltre un sostegno finanziario sostanziale alla società civile nei Balcani occidentali e in Turchia. Nell'ambito dello strumento IPA II (2014-2020), l'UE ha erogato circa 333 milioni di EUR alla società civile e ai media in tutta la regione attraverso il programma per la società civile e i media. Per il periodo 2021-2023 sono già stati stanziati 218,5 milioni di EUR, con importi analoghi previsti per il periodo 2024-2027. Il sostegno è fornito attraverso molteplici canali e modalità, tra cui sovvenzioni alle organizzazioni della società civile (OSC) su diversi temi e assistenza tecnica per sviluppare le loro capacità. Tra gli altri, il Fondo europeo per la democrazia attua un regime flessibile di riassegnazione per il sostegno a favore della democrazia in contesti in rapida evoluzione (ad esempio finanziamenti per l'avviamento, finanziamenti di base e ponte, sostegno a iniziative su piccola scala). Un ulteriore sostegno è fornito nell'ambito dello strumento dell'UE per la democrazia e i diritti umani. Collegamenti utili: Engaging citizens in cohesion policy: pilot project final report | en | OCSE Centro di competenza sulla democrazia partecipativa e deliberativa Vertice per la democrazia: l'UE promuove programmi fondamentali per responsabilizzare i giovani quali attori chiave della democrazia (europa.eu) Fondo europeo per la democrazia – home (democracyendowment.eu) DEAR: programma di educazione e sensibilizzazione allo sviluppo (europa.eu) Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani – EIDHR |
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Sfruttare i fondi dell'UE e le opportunità nel quadro della strategia dell'UE per la gioventù, dell'educazione alla cittadinanza, del programma Europa creativa e dell'agenda per le parità per promuovere l'accesso alla partecipazione democratica e la fiducia nella democrazia |
La Conferenza sul futuro dell'Europa ha agito da importante catalizzatore per nuove forme di partecipazione dei cittadini e processi deliberativi. Ha portato a una nuova fase di impegno dei cittadini con una nuova generazione di panel europei di cittadini inseriti nel processo di elaborazione delle politiche della Commissione europea. A sostegno, è in preparazione una nuova guida che definisce i principi e i formati della partecipazione dei cittadini e dei processi deliberativi. A ciò si aggiunge un nuovo sportello unico online sul coinvolgimento dei cittadini, che riunisce gli strumenti esistenti, in particolare il portale di consultazione pubblica, l'iniziativa dei cittadini europei e un nuovo spazio interattivo ispirato alla piattaforma della Conferenza sul futuro dell'Europa. È inoltre disponibile un'ampia gamma di opportunità di finanziamento per promuovere l'accesso alla partecipazione democratica, l'impegno civico, la fiducia nella democrazia e la ricerca su questioni correlate, in particolare nel contesto del programma Europa Creativa, Erasmus+ e Orizzonte Europa. Ciò è pienamente in linea con l'agenda politica dell'UE, in particolare nell'area della cultura e dei media, della gioventù, dell'istruzione e della ricerca. Nell'ambito della cultura, la Commissione ha pubblicato una relazione dal titolo "Cultura e democrazia – le prove. In che modo la partecipazione dei cittadini alle attività culturali rafforza l'impegno civico, la democrazia e la coesione sociale" nel giugno 2023. Il piano di lavoro dell'UE per la cultura (2023-2026) mantiene l'attenzione sul rafforzamento della partecipazione culturale e del ruolo della cultura nella società (definito come una delle quattro priorità, in particolare "Cultura e promozione della democrazia: verso la cittadinanza culturale in Europa"), con attività mirate al rafforzamento della democrazia e dell'impegno civico attraverso la partecipazione culturale. In questo contesto, la Commissione raccoglierà esempi concreti, da condividere con gli Stati membri e i portatori di interessi, su come realizzare sinergie efficaci tra le scuole e gli agenti culturali per accrescere l'impegno civico, gli atteggiamenti democratici e la resilienza degli studenti, attraverso un progetto biennale di studio e apprendimento tra pari su cultura e democrazia. Nell'ambito del programma Europa creativa, diversi bandi finanziano progetti che si occupano specificamente di diversi aspetti della partecipazione democratica, tra cui progetti sul futuro della democrazia, l'impatto delle disuguaglianze, il ruolo della cultura per la costruzione della democrazia, l'inclusione e il dialogo interculturale. Per il 2023 e il 2024 è stata istituita un'azione da 10 milioni di EUR per sostenere principalmente i media locali, regionali o investigativi e altri media rilevanti per la democrazia. Un sostegno finanziario continuo è inoltre fornito ai partenariati giornalistici per sostenere la resilienza dei media e quindi la pluralità delle offerte disponibili sul mercato. La Commissione sostiene inoltre l'apprendimento reciproco, anche su questioni relative all'educazione civica, ai valori dell'UE e alla dimensione europea dell'insegnamento, nell'ambito del gruppo di lavoro sull'uguaglianza e i valori nell'istruzione e nella formazione, che riunisce esperti in materia di istruzione nominati dagli Stati membri e da altri paesi partecipanti, organizzazioni portatori di interessi e parti sociali. Nel 2023 il gruppo di lavoro ha pubblicato un documento sull'educazione civica . La Commissione ha intrapreso una serie di attività specifiche per sostenere la partecipazione dei giovani, anche attraverso l'organizzazione dell'Anno europeo dei giovani (2022), il dialogo dell'UE con i giovani e il programma Giovani ambasciatori europei. Erasmus+ (2021-2027) promuove la partecipazione e l'impegno civico nella vita democratica dell'Europa attraverso molteplici flussi di finanziamento, tra cui azioni specificamente dedicate ai giovani, anche a livello internazionale (sostenendo ad esempio le organizzazioni giovanili nei Balcani occidentali o nel Mediterraneo meridionale). Sono inoltre disponibili sovvenzioni nell'ambito del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, in particolare l'Invito a presentare proposte sull'impegno e la partecipazione dei cittadini, pubblicato alla fine del 2022, che pone l'accento sulle elezioni del Parlamento europeo del 2024 e sugli sforzi necessari per promuovere la partecipazione dei cittadini alle elezioni e per promuovere l'impegno della cittadinanza dell'UE. Nell'ambito del programma Orizzonte Europa, diversi bandi finanziano ricerche che si occupano specificamente di diversi aspetti della partecipazione democratica, tra cui progetti sul futuro della democrazia, l'impatto delle disuguaglianze, il ruolo dell'istruzione, l'impatto delle reti sociali online e dei nuovi media, solo per citarne alcuni. Il programma di lavoro 2023-2024 prevede due inviti annuali a presentare proposte su democrazia e governance (dotazione totale di 170 milioni di EUR), che si aggiungono ai 125 milioni di EUR del programma 2021-22 a sostegno di 47 progetti di ricerca in corso. Nell'ambito dello strumento di sostegno tecnico, gli Stati membri possono ricevere un sostegno dietro presentazione di una richiesta per affrontare diverse questioni connesse all'istruzione, all'uguaglianza, alla protezione sociale, alla democrazia, allo Stato di diritto o alla qualità della pubblica amministrazione. Collegamenti utili: Comunicazione "Conferenza sul futuro dell'Europa – Dalla visione all'azione" Panoramica dei programmi e fondi dell'UE finanziati dal bilancio dell'UE e da NextGenerationEU Cultura e democrazia – le prove . Come la partecipazione dei cittadini alle attività culturali migliora l'impegno civico, la democrazia e la coesione sociale: lezioni tratte dalla ricerca internazionale Piattaforma dei risultati dei progetti Erasmus+ Piattaforme mediatiche europee sostenute dall'UE Orizzonte Europa: programmi di lavoro e finanziamenti della ricerca e dell'innovazione per la democrazia e la governance (europa.eu) |
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Combattere l'incitamento all'odio e promuovere il rispetto nel dibattito pubblico attraverso l'estensione dell'elenco di reati dell'UE ai reati generati dall'odio e all'incitamento all'odio |
Nel 2021 la Commissione ha adottato una comunicazione su un'Europa più inclusiva e protettiva che estende l'elenco dei reati riconosciuti dall'UE all'incitamento all'odio e ai reati generati dall'odio, anche al fine di promuovere un ambiente rispettoso, favorevole e sicuro per il dibattito pubblico. Ciò apre la strada a una futura decisione del Consiglio di estendere l'elenco dei reati riconosciuti dall'UE ai sensi dell'articolo 83, paragrafo 1, del Trattato, al fine di includere i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio, anche quello online. Le discussioni in seno al Consiglio sulla decisione di estendere l'elenco dei reati riconosciuti dall'UE all'incitamento all'odio e ai reati generati dall'odio sono ancora in corso. Nell'ambito dello strumento IPA II, la Commissione finanzia il programma "Reporting Diversity Network 2.0." (1 milione di EUR; agosto 2020 – agosto 2024) che consente a una rete regionale di OSC di lavorare insieme con l'obiettivo di influenzare la qualità dei messaggi mediatici che incidono sulla percezione dell'origine etnica, della religione e del genere come aree tematiche urgenti per i livelli generali di comprensione e tolleranza nei Balcani occidentali. Il progetto fornisce strumenti, risorse e prove all'intera società civile per promuovere media più inclusivi e un'efficace elaborazione di politiche che promuovano la tolleranza. Nell'ambito di IPA II e III, la Commissione sostiene il lavoro del Consiglio d'Europa nella lotta contro la discriminazione e l'incitamento all'odio nei Balcani occidentali, attraverso una componente specifica dello strumento orizzontale UE-Consiglio d'Europa (12 milioni di EUR). Attraverso l'assistenza tecnica regionale e specifica per paese, esso sostiene l'allineamento con le norme europee e le raccomandazioni della Commissione in materia di diritti fondamentali contenute nelle relazioni per paese. Collegamenti utili: |
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Rafforzamento della libertà e del pluralismo dei media |
Raccomandazione relativa alla garanzia della protezione, della sicurezza e dell'empowerment dei giornalisti e degli altri professionisti dei media nell'Unione europea, che tiene conto delle nuove minacce online che gravano in particolare sulle giornaliste |
La raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti del 2021, adottata nel settembre 2021, propone agli Stati membri azioni per migliorare la sicurezza dei giornalisti. Essa contiene un catalogo di misure pratiche relative a indagini e azioni penali efficaci e imparziali, meccanismi di risposta e sostegno indipendenti, accesso alle sedi e alle informazioni, sicurezza durante le manifestazioni, formazione e sicurezza online e responsabilizzazione digitale. È stata raccomandata l'intensificazione delle misure per proteggere le persone particolarmente vulnerabili alle minacce e agli attacchi, tra cui le giornaliste, i giornalisti appartenenti a gruppi minoritari e i giornalisti che si occupano di questioni di uguaglianza. Nel luglio 2023 la Commissione ha avviato uno studio esterno indipendente per raccogliere informazioni sulle attività degli Stati membri volte ad attuare la raccomandazione. Lo studio produrrà schede informative per paese e ne valuterà le prassi, sviluppando indicatori chiave e una metodologia di monitoraggio e valutazione. La metodologia sarà utilizzata nei futuri esercizi di rendicontazione e dovrebbe prevedibilmente migliorare la completezza e la coerenza della rendicontazione ai sensi della raccomandazione. I risultati preliminari dello studio sono stati discussi in occasione della quarta edizione del forum dei mezzi d'informazione, tenutosi il 4 dicembre 2023 a Bruxelles. La Commissione continua inoltre a finanziare azioni volte a fornire assistenza legale e pratica ai giornalisti nell'UE e non solo. Nell'ambito dello strumento IPA III, la Commissione finanzia il programma "SafeJournalists Network" (1,44 milioni di EUR; aprile 2023 - luglio 2026), attuato da un consorzio guidato dall'Associazione dei giornalisti indipendenti della Serbia, per contribuire alla creazione di un ambiente favorevole attraverso il sostegno a una piattaforma regionale di allarme rapido per la segnalazione di casi di attacchi e minacce contro i giornalisti e l'ulteriore impegno con le autorità di contrasto e giudiziarie, nonché per dare un seguito adeguato e rapido a tali casi. Nell'ambito dello strumento orizzontale con il Consiglio d'Europa, sia gli stanziamenti regionali che quelli specifici per paese nei Balcani occidentali sostengono l'applicazione dei diritti e delle responsabilità degli operatori dei media in linea con le norme europee nonché il miglioramento del quadro giuridico (4 milioni di EUR gennaio 2023 - dicembre 2026). Collegamenti utili: Promuovere e proteggere la libertà di espressione e dei media – Strumento orizzontale (coe.int) |
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Dialogo strutturato, nell'ambito del forum europeo dei mezzi d'informazione, con gli Stati membri, i portatori di interessi e le organizzazioni internazionali per preparare e attuare la raccomandazione |
Un dialogo strutturato sulla sicurezza dei giornalisti in vista della preparazione della raccomandazione si è svolto in occasione della prima edizione del forum europeo dei mezzi d'informazione (23-25 marzo 2021). Al forum hanno partecipato i rappresentanti dei portatori di interessi, tra cui istituzioni internazionali, nazionali e dell'UE, associazioni di giornalisti ed editori, ricercatori, ONG e piattaforme online. Dopo aver discusso di trasformazione e innovazione dei media nella 2a e nella 3a edizione, il 4 dicembre 2023 si è tenuta a Bruxelles una nuova edizione del forum per discutere i risultati preliminari dello studio esterno indipendente sulle attività degli Stati membri per l'attuazione della raccomandazione. Collegamenti utili: Relazione dell'evento sul dialogo strutturato sulla sicurezza dei giornalisti Forum europeo dei mezzi d'informazione sulla sicurezza dei giornalisti |
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Finanziamenti sostenibili per i progetti incentrati sull'assistenza legale e pratica ai giornalisti nell'UE e altrove, tra cui la formazione in materia di incolumità e di sicurezza informatica per i giornalisti e il sostegno diplomatico |
La Commissione finanzia progetti relativi all'assistenza legale e pratica ai giornalisti, sia negli Stati membri che a livello mondiale. Le azioni si concentrano sul sostegno di emergenza e sulla risposta rapida alle violazioni della libertà di stampa e dei media, nonché sul rafforzamento delle capacità e sullo sviluppo professionale dei giornalisti. La seconda edizione del "Media Freedom Rapid Response" (MFRR-II), attivo fino a ottobre 2023, ha documentato 669 segnalazioni con 1 121 persone o entità attaccate. Ha offerto un sostegno finanziario a 22 cause legali in 11 Paesi che coinvolgono mezzi d'informazione e giornalisti che devono affrontare minacce legali. Per quanto riguarda il fondo di emergenza per il sostegno pratico, il progetto ha ricevuto 457 richieste di sostegno pratico e in 44 di questi casi ha erogato sovvenzioni del valore medio di 1 600 EUR per sovvenzione. Relativamente alla difesa e alla sensibilizzazione in materia di libertà dei media e sicurezza dei giornalisti, l'MFRR ha pubblicato 94 dichiarazioni e lettere aperte che affrontano le principali questioni relative alla libertà di stampa e dei media in 27 paesi. La quarta edizione del Media Freedom Rapid Response è iniziata nel novembre 2023 e durerà fino alla fine di ottobre 2025. Il progetto Free Media Hub EAST, avviato nel luglio 2023, sosterrà i media indipendenti russi e bielorussi costituiti ed esistenti che operano nell'UE. Il progetto assegnerà oltre 2,2 milioni di EUR in sovvenzioni, fornirà assistenza e supporto psicologico, investirà in soluzioni tecnologiche e rafforzerà la cooperazione tra i centri locali in cui si trovano questi media in esilio nell'UE (principalmente Cechia, Germania, Polonia, Lettonia e Lituania). Il fondo per il giornalismo investigativo transfrontaliero IJ4EU, ha permesso a quasi 300 giornalisti di tutta l'UE di realizzare collaborazioni investigative su temi transnazionali di interesse pubblico. Il fondo IJ4EU ha stanziato 1 110 868,65 EUR per 43 progetti. Altri 15 000 EUR sono stati assegnati a tre team giornalistici nell'ambito del premio IJ4EU Impact Award. Ha inoltre offerto formazione specialistica e tutoraggio ai freelance e ha fornito assistenza pratica, legale ed editoriale a tutti i beneficiari di sovvenzioni, oltre a un supporto in forma di difesa in caso di violazioni della libertà di stampa. Il sostegno al giornalismo investigativo continuerà nell'ambito del progetto "Collaborative Investigative Journalism Initiative", da luglio 2023 a giugno 2025. Al di fuori dell'UE, le delegazioni continuano ad attuare misure in linea con il manuale per la sicurezza dei giornalisti. È stato sviluppato materiale di formazione e conoscenza per le delegazioni dell'UE per affrontare i casi di abusi nei confronti dei giornalisti. L'UE sostiene anche sovvenzioni per azioni attuate da organizzazioni della società civile e dei media per fornire assistenza legale, sviluppo di capacità, sostegno finanziario, formazione in materia di sicurezza e cibersicurezza. L'UE prosegue la sua assistenza finanziaria e tecnica, collaborando con i partner del settore dei media e con altri attori fidati come il Fondo europeo per la democrazia. La maggior parte delle delegazioni dell'UE ha individuato la libertà di espressione/dei media e la sicurezza dei giornalisti come una priorità chiave nelle loro strategie nazionali per i diritti umani. 2021-2024. Tra gli esempi figura il programma NDICI-Diritti umani e democrazia, che tra l'altro sostiene progetti per migliorare le competenze, le abilità e le capacità professionali di giornalisti, blogger e operatori dei media. Sostiene inoltre le iniziative di autoregolamentazione e di definizione di norme sviluppate dai media. Nell'ambito del programma, l'UE ha stanziato finanziamenti specifici per paese per il periodo 2022-2023 (gestiti dalle delegazioni dell'UE) che consentono di realizzare azioni locali a sostegno di tali obiettivi. Il programma NDICI include anche un'azione globale per sostenere i media e sfruttare le nuove tecnologie con l'obiettivo di promuovere e proteggere la democrazia, contrastare le minacce alla democrazia e ai processi elettorali, salvaguardare l'indipendenza dei media e contrastare le sfide delle nuove tecnologie. Nell'ambito dello strumento IPA (programma per la società civile e i media), la Commissione vanta un curriculum consolidato nel sostegno ai media indipendenti e al pluralismo mediatico nei Balcani occidentali e in Turchia con una serie di programmi regionali olistici e specializzati, per un valore di oltre 42 milioni di EUR (ottobre 2023). I programmi si concentrano su diversi aspetti sistemici della libertà dei media, ma soprattutto sugli aspetti più ampi dell'ambiente favorevole ai media (tra cui la sicurezza dei giornalisti, la lotta alla disinformazione ecc.), l'accesso ai finanziamenti e la sostenibilità economica, le norme professionali dei media e la qualità dei contenuti. Tra gli esempi figurano: ·"Support to Media Freedom and Pluralism in the Western Balkans" (10 milioni di EUR, marzo 2023 – agosto 2025), il cui obiettivo è quello di migliorare la sostenibilità economica dei media indipendenti e di migliorare le loro capacità di informazione di qualità, nonché di facilitare gli scambi regionali e la creazione di reti tra i mezzi di informazione e gli altri operatori del mercato dei media; ·tre sovvenzioni per azioni dirette per il Fondo europeo per la democrazia destinate al sostegno mirato dei mezzi di informazione e degli attori civici (37,6 milioni di EUR, di cui circa la metà per i media) e una sovvenzione operativa annuale (2 milioni di EUR all'anno): un regime di riassegnazione flessibile per il sostegno a favore della democrazia in contesti in rapida evoluzione. Negli ultimi cinque anni, l'UE ha inoltre finanziato progetti per un valore di oltre 120 milioni di EUR in paesi terzi per sostenere la libertà di espressione e l'indipendenza dei media. Esempi di azioni includono: ·sostegno specifico ai giornalisti e ai media in Ucraina (30 milioni di EUR); ·sostegno al giornalismo indipendente nei paesi del vicinato meridionale pari a 15 milioni di EUR nel 2021. Le sovvenzioni sono state erogate attraverso il Fondo europeo per la democrazia; ·un programma sostanziale a sostegno dei media indipendenti russi entrato in vigore nel febbraio 2022, che fornisce un sostegno d'emergenza, nonché misure di rafforzamento delle capacità a lungo termine e altre misure di supporto; ·avvio delle procedure di selezione delle organizzazioni competenti per attuare le attività di protezione dei media indipendenti nel contesto dei partenariati quadro tematici sui diritti umani e la democrazia; ·intensificazione del lavoro di ProtectDefenders per la protezione dei giornalisti nei paesi in crisi. Nel 2021 il meccanismo ha fornito sostegno a circa 550 giornalisti in tutto il mondo; ·In Afghanistan sono stati concordati con l'UNESCO e Internews due programmi per i media all'interno del paese e per quelli che lavorano dall'estero; ·Media Support e Assises du Journalisme. Nell'ambito del programma "Europa globale per i diritti umani e la democrazia" 2021-2027, circa 185 milioni di EUR sono destinati a sostenere i media indipendenti e allo sfruttamento della digitalizzazione in tutto il mondo. Il nuovo accordo quadro di partenariato finanziario per la protezione dei media indipendenti consentirà una cooperazione più strategica con ONG selezionate che operano per la protezione della libertà dei media in tutto il mondo. L'accordo è stato sottoscritto per una durata di quattro anni (2023-2027) con tre consorzi leader. Saranno messi a disposizione fino a 20 milioni di EUR. Gli obiettivi sono: rafforzare la resilienza dei giornalisti e dei mezzi di informazione a rischio; combattere l'incitamento all'odio, l'estremismo e la disinformazione; fornire ai giovani giornalisti che operano in condizioni difficili l'accesso a opportunità di sviluppo professionale e di apprendimento; costruire e consolidare reti transfrontaliere di organizzazioni per lo sviluppo dei media e OSC. Collegamenti utili: Media Freedom and Rapid Response IJ4 EU – Giornalismo investigativo per l'Europa Manuale per la sicurezza dei giornalisti Cooperazione internazionale e sviluppo – Bandi e gare d'appalto Fondo europeo per la democrazia (democracyendowment.eu) WB6 MEDIA |Sostegno alla libertà e al pluralismo dei media nei Balcani occidentali |
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Istituire un gruppo di esperti sulle azioni bavaglio per raccogliere e scambiare le migliori prassi in materia di sostegno legale ai giornalisti e altre azioni |
Il gruppo di esperti sulle azioni bavaglio (azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica) è stato istituito nel 2021 e ha assistito la Commissione nella preparazione del pacchetto anti-SLAPP. Il gruppo, composto da professionisti del diritto e associazioni di professionisti, si è riunito otto volte. Il gruppo continua a sostenere gli Stati membri nell'attuazione della raccomandazione. Collegamenti utili: |
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Presentare un'iniziativa per tutelare i giornalisti e la società civile dalle azioni bavaglio |
Nell'aprile 2022, la Commissione ha presentato un pacchetto di misure contro le azioni bavaglio, proponendo salvaguardie legislative per frenare l'abuso del contenzioso nei confronti di giornalisti e difensori dei diritti umani, nonché un'ampia gamma di misure non legislative per sostenere l'azione a livello nazionale per affrontare alcune delle cause principali delle azioni bavaglio, come le norme sulla diffamazione. Il 30 novembre il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sulla direttiva anti-SLAPP. Per quanto riguarda la raccomandazione, gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione i dati aggregati raccolti a livello nazionale su base annuale a partire dalla fine del 2023, nel pieno rispetto dei requisiti di protezione dei dati. La Commissione pubblicherà una sintesi annuale dei contributi ricevuti. Collegamenti utili: |
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Sostenere la cooperazione dell'UE tra i consigli nazionali dei media, gli altri organismi di autoregolamentazione dei media, le autorità indipendenti di regolamentazione dei media e le reti di giornalisti, nonché le iniziative volte a promuovere i partenariati e gli standard giornalistici |
La Commissione sostiene la cooperazione tra i consigli nazionali dei media, gli altri organismi di autoregolamentazione dei media, le autorità indipendenti di regolamentazione dei media e le reti di giornalisti, nonché le iniziative di promozione di partenariati e standard giornalistici, in particolare mediante il sostegno finanziario a progetti previsti da vari programmi (ad es. Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa, Europa creativa). Un esempio è il progetto pilota "Consigli dei media nell'era digitale", inteso a evidenziare il ruolo importante svolto dai consigli della stampa e dei media in un periodo in cui il calo della fiducia nei confronti dei giornalisti e dei mezzi di informazione coincide con l'aumento della disinformazione sui nuovi media. Il progetto affronta le sfide digitali tramite quattro componenti principali: lavoro accademico finalizzato all'elaborazione di dati e di analisi sui consigli della stampa esistenti, campagna di sensibilizzazione volta a promuovere l'autoregolamentazione dei media, visibilità e scambio delle attività dei consigli della stampa sulla scena internazionale e rafforzamento delle organizzazioni esistenti o sostegno a quelle future. Il percorso intrapreso proseguirà con il progetto "Consigli dei media nell'era digitale 4", in programma da luglio 2023 a giugno 2025. Si possono citare in proposito anche i progetti nell'ambito dell'invito di Orizzonte Europa "Media per la democrazia – media democratici" o il progetto "Scambio europeo di eccellenze nel giornalismo" (finanziato dal programma Europa creativa), che prevede la creazione di un polo di conoscenze per il collegamento dei giornalisti, basato sulla fiducia reciproca e su regole comuni. Un altro esempio è il programma "Strengthening Quality News and Independent Journalism in the Western Balkans and Turkey II" (2,2 milioni di EUR; da gennaio 2023 a dicembre 2025), inteso ad accrescere il coinvolgimento dei cittadini e dei media basato sulla fiducia, a fornire risorse e a creare le condizioni per la produzione di contenuti di alta qualità da parte dei media e dei giornalisti tramite l'istruzione, la formazione, il tutoraggio e il sostegno redazionale, il sostegno tecnico e finanziario, la pubblicazione e la promozione dei risultati più significativi del giornalismo di qualità e del giornalismo investigativo. Nell'ambito dello strumento orizzontale UE-Consiglio d'Europa, gli stanziamenti regionali e specifici per paese nei Balcani occidentali mirano a garantire il rispetto dei diritti e degli obblighi di giornalisti, ordini dei giornalisti, organismi di autoregolamentazione e altre organizzazioni del settore dei media, in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e con le norme del Consiglio d'Europa, anche mediante la collaborazione con le autorità di regolamentazione dei media e con il settore della giustizia (4 milioni di EUR; da gennaio 2023 a dicembre 2026). Collegamenti utili: Consigli dei media nell'era digitale Promuovere e proteggere la libertà di espressione e dei media – Strumento orizzontale (coe.int) Progetti di Orizzonte Europa sul futuro della democrazia liberale |
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Istituire l'osservatorio sulla proprietà dei media e sviluppare ulteriori possibili orientamenti in materia di trasparenza della proprietà dei media |
Il progetto pilota relativo all'osservatorio sulla proprietà dei media, iniziato a settembre 2021 e la cui seconda fase si è conclusa a settembre 2023, fornisce una banca dati contenente informazioni sulla proprietà e sul controllo dei più importanti mezzi di informazione dei 27 Stati membri. Il progetto prende in considerazione i media più rilevanti, selezionati in funzione della domanda (quota di mercato) e/o dell'agenda (citazione e/o raccomandazione da parte di altri servizi di informazione). I campioni comprendono sia media nazionali che regionali. Tutti i dati raccolti provengono da fonti accessibili al pubblico. A settembre 2023 la Commissione ha adottato una proposta di regolamento relativo alla legge europea per la libertà dei media e una raccomandazione sulle garanzie interne di indipendenza editoriale e la trasparenza della proprietà nel settore dei media che la accompagna. Il regolamento stabilisce una serie di obblighi di informazione per i fornitori di servizi di media: indicazione della ragione sociale e dei dati di contatto, nomi dei proprietari diretti, indiretti e dei titolari effettivi. La raccomandazione incoraggia gli Stati membri ad affidare alle autorità di regolamentazione lo sviluppo e la gestione di un'apposita banca dati online sulla proprietà dei media che contenga dati disaggregati sui diversi tipi di media. I negoziati interistituzionali sono attualmente in corso. Collegamenti utili: Osservatorio sulla proprietà dei media Regolamento relativo alla legge europea per la libertà dei media |
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Promuovere azioni per l'assegnazione della pubblicità statale in modo equo e trasparente |
La proposta di legge europea per la libertà dei media, adottata dalla Commissione a settembre 2022, prevede prescrizioni per l'assegnazione della pubblicità statale ai media in modo che essa sia distribuita secondo criteri trasparenti, oggettivi, proporzionati e non discriminatori e attraverso procedure aperte, proporzionate e non discriminatorie. Gli Stati membri sarebbero tenuti a rendere pubblici gli importi spesi e i beneficiari della pubblicità statale. I negoziati interistituzionali sulla proposta sono attualmente in corso. Collegamenti utili: Regolamento relativo alla legge europea per la libertà dei media |
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Individuare le opzioni per un ulteriore sostegno alla diversità dei media e promuovere un approccio europeo all'importanza dei servizi di media audiovisivi di interesse generale |
Il 16 settembre 2022 è stato pubblicato uno studio indipendente sulla pluralità e diversità dei media online. Lo studio individua le misure legislative e le pratiche del settore per quanto riguarda il rilievo e la reperibilità dei contenuti e dei servizi di interesse generale, oltre a valutare l'efficacia di tali misure. Secondo lo studio, i contenuti e i servizi a cui è attribuito maggiore rilievo possono incidere sulla diversità dell'esposizione e sul pluralismo dei media. Tuttavia la valutazione dell'impatto concreto che le attuali misure del settore relative alla prioritizzazione dei contenuti possono avere sul pluralismo dei media e sull'esposizione degli utenti alla diversità dei media risulta complessa. I motivi risiedono nell'utilizzo di raccomandazioni sui contenuti basate su algoritmi o nella semplice mancanza di accesso ai dati. Lo studio pertanto propone e analizza opzioni e raccomandazioni strategiche sulle modalità di sviluppo di meccanismi di attribuzione del rilievo trasparenti e responsabili. Nel corso del 2021, nell'ambito del gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) si sono svolti scambi di migliori prassi e un seminario relativo all'importanza dei contenuti di interesse generale, che hanno portato alla stesura di una relazione. A settembre è stato organizzato un seminario di cui si è tenuto conto nella definizione del prodotto finale. Il lavoro dell'ERGA è proseguito nel 2022 con la redazione di ulteriori orientamenti/analisi sull'efficacia degli algoritmi e dei sistemi di raccomandazione nel garantire il debito rilievo dei servizi di media audiovisivi di interesse generale e il rilievo delle opere europee. Il debito rilievo dato ai servizi di media audiovisivi di interesse generale ai sensi dell'articolo 7 bis della direttiva riveduta sui servizi di media audiovisivi (direttiva AVMS) è uno dei settori in cui il nuovo comitato europeo per i servizi di media dovrà fornire orientamenti nell'ambito della futura legge europea per la libertà dei media. La Commissione dedica altresì un'intera linea di bilancio ("Azioni multimedia") al sostegno alla produzione di notizie indipendenti sugli affari dell'UE. Tra i beneficiari figurano Euronews, reti radiofoniche, iniziative di giornalismo di dati ed European Newsroom, che riunisce le principali agenzie di stampa europee. A ciò si aggiunge una serie di progetti pilota in materia di media e responsabilizzazione dei cittadini, tra cui le piattaforme mediatiche europee, che mirano a migliorare l'accesso dei cittadini dell'UE a informazioni attendibili, o un invito a fornire ai giovani notizie su questioni di rilevanza e importanza in tutta Europa in modo da accrescere il loro impegno democratico. Sono disponibili altre sovvenzioni per sostenere i media online su piccola scala nello svolgimento di attività di ricerca e di alfabetizzazione mediatica a favore della lotta contro la disinformazione, così come per sostenere i mezzi di informazione nel far fronte ai "deserti di notizie". Collegamenti utili: Studio sulla pluralità e la diversità dei media in ambito online Piattaforme mediatiche europee Relazione gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) Azioni multimedia | Plasmare il futuro digitale dell'Europa (europa.eu) |
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Contrasto alla disinformazione e alla manipolazione delle informazioni |
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In tale contesto, i servizi della Commissione e il SEAE collaboreranno con gli Stati membri, con la società civile e l'industria nei confronti di definizioni comuni e metodologie più precise, al fine di affrontare categorie diverse di disinformazione e di attività di influenza. |
In collaborazione con la Commissione, gli Stati membri, i partner internazionali e altri portatori di interessi, il SEAE ha portato avanti il lavoro in direzione di una comprensione e di una terminologia comuni e a giugno 2021 è stato distribuito un documento informale contenente una proposta di definizione concettuale di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (Foreign Information Manipulation and Interference, FIMI), che individua con maggiore precisione le caratteristiche della minaccia con cui si è confrontato l'ambiente dell'informazione. Da allora la terminologia è stata utilizzata in numerosi documenti dell'Unione europea e non solo, tra cui il comunicato dei ministri degli Esteri del G7 del 2022 e la dichiarazione congiunta 2023 sulla cooperazione UE-NATO. Sono state effettuate consultazioni con la società civile, il mondo accademico, gli operatori del settore e altri portatori di interessi nell'ambito di una serie di apposite tavole rotonde di esperti tenutesi nel corso del 2021-22 e di collaborazioni al fine di promuovere una comprensione comune e garantire la presenza di capacità analitiche adeguate ai criteri di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri. Proseguirà il lavoro di perfezionamento della comprensione dei vari elementi costitutivi della definizione di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, anche tramite progetti specifici. La definizione è stata recepita anche dalla società civile, come dimostra una relazione dell'EU DisinfoLab pubblicata nel 2023. Collegamenti utili: Bussola strategica dell'UE per la sicurezza e la difesa Relazione di attività per il 2021 della StratCom del SEAE ; relazione di attività per il 2022 della StratCom del SEAE Relazione annuale 2021 del meccanismo di risposta rapida del G7 Dichiarazione dei ministri degli Esteri del G7 2022 Dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO EU DisinfoLab – FIMI: verso una ridefinizione europea di ingerenza straniera |
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Sviluppare il pacchetto di strumenti dell'UE per contrastare l'ingerenza straniera e le operazioni di influenza, compresi nuovi strumenti che consentono di imporre oneri ai responsabili e di rafforzare le attività e le task force di comunicazione strategica del SEAE |
Ad aprile 2021 il SEAE ha presentato un documento concettuale congiunto SEAE-CE sul pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, nel quale sono individuate le quattro dimensioni del pacchetto: conoscenza situazionale, sviluppo della resilienza, interruzione/regolamentazione e misure relative all'azione esterna dell'UE, comprese la PESC e le risposte diplomatiche. Ciascun settore comprende diverse tipologie di strumenti, in grado di prevenire o ridurre l'impatto della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri, di dissuadere gli attori in questione dall'esercizio di tali attività o di far fronte alle stesse. A marzo 2023 il gruppo orizzontale "Rafforzare la resilienza e contrastare le minacce ibride" ha recepito il documento concettuale aggiornato in materia di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e l'esistenza del pacchetto di strumenti. A luglio 2022 il Consiglio ha adottato conclusioni sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. Il SEAE e i servizi della Commissione hanno proseguito le discussioni con gli Stati membri in merito agli strumenti atti ad aumentare gli oneri imposti ai responsabili. Sono in corso sforzi per rafforzare ulteriormente le capacità e le competenze interne dei gruppi e delle task force di comunicazione strategica del SEAE, compresa la rete di 27 funzionari della divisione StratCom per guidare gli sforzi di comunicazione strategica sul campo. L'UE ha utilizzato anche i suoi strumenti diplomatici per affrontare i casi di manipolazione delle informazioni e ingerenza da parte di attori stranieri ad opera di attori statali. In particolare, a partire da marzo 2022 l'UE ha imposto sanzioni a Russia Today (RT), Sputnik e altri canali per il loro ruolo determinante nella manipolazione delle informazioni e nelle ingerenze in relazione all'aggressione contro l'Ucraina (l'elenco completo figura nell'allegato XV del regolamento (UE) n. 833/2014). Inoltre canali pubblici quali EUvsDisinfo continuano a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze pro-Cremlino e a denunciarne la natura coordinata. Nel 2022 il progetto EUvsDisinfo ha raggiunto oltre 2,7 milioni di persone tramite il proprio sito web e altre 19,3 milioni attraverso i suoi canali di social media. Collegamenti utili: Relazione di attività per il 2021 della StratCom del SEAE ; relazione di attività per il 2022 della StratCom del SEAE |
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Istituire un nuovo protocollo per rafforzare le strutture di cooperazione esistenti per combattere la disinformazione, sia nell'UE che in ambito internazionale |
L'azione dell'UE in risposta alle ondate senza precedenti di manipolazione delle informazioni e di ingerenze e disinformazione da parte di attori stranieri nell'attuale contesto geopolitico ha dimostrato l'efficacia della cooperazione tra le diverse istituzioni dell'UE. Le strutture di cooperazione esistenti si sono dimostrate flessibili e reattive di fronte all'evoluzione delle esigenze, per cui non è stato necessario predisporre nuovi meccanismi formali. L'impegno nelle rispettive reti, come il sistema di allarme rapido e la rete contro la disinformazione, si è rivelato alquanto utile per garantire la condivisione tempestiva di analisi, approfondimenti e prodotti, come pure di piani e strategie di comunicazione. Il SEAE si occupa di contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, compresa la disinformazione, attraverso la sua divisione StratCom e il sistema di allarme rapido da esso gestito, al fine di facilitare gli scambi quotidiani con gli Stati membri dell'UE e i partner internazionali. I servizi della Commissione affrontano diversi aspetti della disinformazione nell'UE (ad esempio relativi a elezioni, sicurezza informatica, libertà dei media, piattaforme online). Dal 2018 la Commissione attua un coordinamento interno più intenso mediante la rete contro la disinformazione, composta dai servizi della Commissione e dalle rappresentanze negli Stati membri dell'UE, cui si aggiungono il SEAE e il Parlamento europeo in qualità di osservatori. Tramite la rete la Commissione riunisce e mobilita le capacità necessarie al fine di offrire una risposta efficace alla disinformazione mediante un'azione coordinata. Subito dopo l'invasione dell'Ucraina la Commissione ha intensificato la collaborazione con le piattaforme online per monitorare l'attuazione delle sanzioni contro i mezzi di informazione russi e coordinare gli sforzi compiuti per combattere la disinformazione legata al conflitto. La Commissione e gli Stati membri collaborano anche nell'ambito della rete europea di cooperazione in materia elettorale per discutere dei casi di ingerenza nei processi elettorali e condividere le migliori prassi. La cooperazione tra le reti interessate è fondamentale. Per tale motivo a dicembre 2023 il sistema di allarme rapido ha tenuto una sessione congiunta con il gruppo orizzontale "Rafforzare la resilienza e contrastare le minacce ibride" e con la rete europea di cooperazione in materia elettorale. Nell'ambito della sua azione esterna l'UE ha anche finanziato organizzazioni regionali indipendenti impegnate a promuovere la tecnologia civica per la democrazia e l'accesso a informazioni affidabili sui processi elettorali. Collegamenti utili: Relazione sulle minacce di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri |
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Sviluppare un quadro e una metodologia comuni per raccogliere prove sistematiche sull'ingerenza straniera e un dialogo strutturale con la società civile, i soggetti del settore privato e con altri portatori di interessi al fine di riesaminare con regolarità la situazione di minaccia |
Il SEAE ha proposto un quadro analitico e una metodologia comuni per raccogliere prove sistematiche sull'attività di manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. Tale metodologia favorirà una condivisione e un'analisi delle informazioni ancora più efficaci e collaborative sia all'interno dell'UE che a livello internazionale. A febbraio 2023 è stata pubblicata la prima relazione del SEAE sulle minacce legate alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri, intesa a dimostrare la fattibilità teorica del quadro comune che consente la condivisione reciproca di informazioni complesse in modo tempestivo, interoperabile e su larga scala. In questo senso il SEAE sta promuovendo un approccio comunitario alla condivisione delle informazioni mediante un centro di condivisione e di analisi delle informazioni, che si prefigge di agevolare la raccolta e la condivisione di dati sui casi di manipolazione delle informazioni e di ingerenze da parte di attori stranieri tra partner fidati. L'impegno dell'UE e degli Stati Uniti nell'ambito del Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (Trade and Technology Council, TTC) comprende una norma comune per lo scambio strutturato di informazioni sulle minacce di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, come pure la metodologia di base comune per l'individuazione, l'analisi e il contrasto della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri. In futuro l'Unione europea e gli Stati Uniti intendono sostenere l'utilizzo di tale norma da parte dei portatori di interessi in tutto il mondo. A ottobre 2023, nel corso del vertice UE-USA, entrambe le parti hanno concordato di ampliare la collaborazione per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri sulla base di principi comuni, quali strategie specifiche, strutture organizzative interne, capacità, partecipazione della società civile e impegno multilaterale. Tale cooperazione dovrebbe mirare a sostenere i partner che condividono gli stessi principi nel contrastare il fenomeno, anche attraverso attività coordinate dagli Stati Uniti e dall'UE, salvaguardando nel contempo la libertà di espressione d'intesa con i paesi partner. È stato avviato un dialogo permanente con la società civile, il settore e altri pertinenti portatori di interessi. Sono stati organizzati appositi scambi con esperti, tra cui tavole rotonde di esperti dedicate alla valutazione delle minacce, per ottenere dai portatori di interessi esterni indicazioni sulla conoscenza situazionale in materia di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e orientare gli approcci. È stato avviato un nuovo progetto dell'UE, attuato dall'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza (EUISS) (3 milioni di EUR), al fine di sviluppare strumenti di sostegno pratico volti ad agevolare la condivisione tra i vari attori di informazioni, approfondimenti e prove in materia di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri. Collegamenti utili: |
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Aumentare il sostegno allo sviluppo delle capacità delle autorità nazionali, dei media indipendenti e della società civile nei paesi terzi al fine di individuare e rispondere alle operazioni di disinformazione e ingerenza straniera |
A ottobre 2022, in occasione della Settimana globale dell'alfabetizzazione mediatica e della cultura dell'informazione, EUvsDisinfo ha varato la sezione "Learn", una pagina web dedicata che spiega meccanismi, tattiche, argomentazioni comuni e attori alla base dei casi di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, di disinformazione e di manipolazione delle informazioni. Nella regione dei Balcani occidentali l'UE si è impegnata in una comunicazione proattiva e basata sui fatti e nel rafforzamento delle capacità delle istituzioni di affrontare le minacce di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri. Nel 2022 l'UE ha sostenuto più di 250 giornalisti nella discussione di metodi efficaci di promozione del giornalismo professionale nella regione. Nel 2021 è stato fornito sostegno all'organizzazione della conferenza sull'alfabetizzazione mediatica UE-Balcani occidentali per discutere di disinformazione, sfide poste al giornalismo professionale, importanza dell'alfabetizzazione mediatica nel nuovo ambiente mediatico e strategie di resilienza. È stato altresì fornito sostegno a nuovi studi quali: "Evolution of Propaganda Narratives on Ukraine" e a un'iniziativa di sviluppo delle capacità intitolata " Connecting media community in the age of disinformation " (Sarajevo, 24 febbraio 2023). Anche il programma per la società civile e i media a favore dei Balcani occidentali e della Turchia prevede una serie di azioni volte a contrastare la disinformazione nei paesi beneficiari dell'IPA III. Tra gli esempi figurano: - "Building Trust in Media in South East Europe: Support to Journalism as a Public Good" (3 milioni di EUR; da luglio 2023 a luglio 2026), "Our Media: A civil society action to generate media literacy and activism, counter polarisation and promote dialogue" (1,3 milioni di EUR; da febbraio 2023 a gennaio 2025) - "Reporting Digital Rights and Freedoms" (1,3 milioni di EUR; da gennaio 2023 a dicembre 2025) per migliorare le conoscenze e le competenze dei media e della società civile sul legame tra le violazioni dei diritti digitali e la disinformazione. -"SEECheck network – fighting disinformation and misinformation through a network of fact-checkers" (1,24 milioni di EUR; da gennaio 2023 a giugno 2026) mirato a rafforzare le reti professionali, i media indipendenti e le OSC. Nell'ambito del partenariato orientale, il programma di solidarietà dell'UE per la COVID-19 adottato nel 2020 comprendeva una componente del valore di 10 milioni di EUR intesa a consentire alle OSC locali di attenuare gli effetti sui gruppi più vulnerabili e su quelli colpiti in modo sproporzionato. Tale componente prevede il sostegno alle attività di vigilanza e di difesa svolte dalle OSC locali per quanto riguarda il contrasto alla disinformazione sulla COVID-19, il monitoraggio delle misure restrittive delle libertà civiche e della loro abrogazione nonché la stesura di relazioni in merito. Nel 2019 lo strumento per la società civile nell'ambito del partenariato orientale ha sostenuto la creazione, nel Caucaso meridionale, di un laboratorio di ricerca regionale sulla scienza forense digitale mediante l'istituzione di una rete di specialisti nel campo della ricerca impegnati soprattutto ad affrontare la disinformazione influenzata dal Cremlino. Ulteriore assistenza proviene dal programma dell'UE per i media indipendenti, del valore di 8 milioni di EUR, che promuove la sostenibilità finanziaria immediata e a lungo termine dei mezzi di informazione indipendenti nella regione. Nel complesso, il sostegno dell'UE al panorama dei media indipendenti nei paesi del partenariato orientale ammonta attualmente a oltre 30 milioni di EUR. È stato fornito sostegno anche ai media indipendenti e alle organizzazioni della società civile che contrastano la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione in Ucraina e in Moldova. Il progetto regionale EU4 Independent Media del partenariato orientale ha coinvolto giornalisti della regione nella sensibilizzazione in merito all'UE e nella promozione dei contatti regionali. A giugno 2022 sono stati invitati a Bruxelles 80 rappresentanti di verificatori di fatti, giornalisti e OSC provenienti da paesi del vicinato orientale e dall'Asia centrale. L'UE ha altresì fornito sostegno ai media indipendenti russi costretti a fuggire dal regime russo e si è anche adoperata per contrastare la manipolazione dell'informazione e la disinformazione da parte del Cremlino. Nel vicinato meridionale, il pacchetto sui media per i paesi meridionali adottato nel 2021 (15 milioni di EUR, periodo 2022-2026) fornisce un sostegno completo al settore dei media indipendenti al fine di preservarne l'indipendenza, il pluralismo e la resilienza, così come la capacità di difendersi dalle minacce attuali e di promuovere un pensiero critico orientato al senso civico. Inoltre, attraverso il sostegno al Fondo europeo per la democrazia, promuove la cooperazione e il coordinamento tra le organizzazioni di sostegno ai media finalizzati al contrasto alla disinformazione e alla collaborazione con i media indipendenti più vulnerabili. Nella regione MENA l'operato del responsabile regionale dell'UE per i media ha fornito all'Unione un ulteriore strumento di coinvolgimento del pubblico di lingua araba. Sono stati coinvolti esperti locali provenienti dalla società civile, dal mondo accademico e dai media al fine di seguire l'evoluzione delle minacce multiformi legate alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri nella regione e di sensibilizzare l'opinione pubblica. Da febbraio 2022 il responsabile regionale dell'UE per i media ha effettuato più di 150 interviste con canali panarabi sull'invasione russa dell'Ucraina per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri guidate dal Cremlino. Nella regione indo-pacifica sono state avviate attività di cooperazione con le organizzazioni della società civile e di sostegno ai media indipendenti al di fuori dell'immediato vicinato dell'UE. La task force per l'Africa subsahariana è stata istituita in risposta all'urgente necessità di rafforzare le capacità della StratCom dell'UE nel contesto della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e dell'aumento della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri nella regione. Nel quadro di un più ampio sforzo teso a contrastare i casi di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, unitamente all'adozione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa, dal 2022 è operativo un sostegno sperimentale a favore di un numero selezionato di missioni e operazioni PSDC, sia civili che militari, per rafforzare la resilienza contro tale fenomeno. Inoltre il programma per l'assistenza tecnica e lo scambio d'informazioni (TAIEX) ha sostenuto attivamente i paesi dell'allargamento e del vicinato nella lotta alla disinformazione. Nei Balcani occidentali, nel 2022 è stato organizzato un seminario regionale TAIEX , seguito da eventi specifici per paese per Montenegro, Albania e Kosovo. Nel 2023 si sono tenuti diversi seminari TAIEX, in particolare un seminario sulle sfide e i cambiamenti cui sono confrontati gli attuali meccanismi sanzionatori della diffusione della disinformazione e una visita di studio TAIEX sui modelli di meccanismi di cooperazione per l'istituzione di un organismo di controllo per la lotta alla disinformazione e all'incitamento all'odio . Nella regione del vicinato, a febbraio 2023 è stato organizzato un seminario della durata di due giorni sulle strategie di contrasto alla disinformazione destinato a molteplici paesi, al fine di assistere l'Ucraina, la Moldova e la Georgia nell'individuazione, nell'analisi e nell'elaborazione di risposte adeguate alla disinformazione. Come seguito, nel 2024 sono in programma seminari TAIEX su richiesta della Moldova e dell'Ucraina, incentrati rispettivamente sul tema "elezioni e manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri" e sulla collaborazione con le controparti africane nella lotta alla disinformazione. Il nuovo accordo quadro di partenariato finanziario per la protezione dei media indipendenti mira, tra gli altri obiettivi, a rafforzare la capacità degli operatori dei media di contrastare la disinformazione. L'accordo metterà a disposizione fino a 20 milioni di EUR nel periodo 2023-2027. Nell'ambito di NDICI-Europa Globale è in corso un'azione volta a sensibilizzare ulteriormente e accrescere la resilienza in merito alla disinformazione nell'era dell'IA. L'azione prevede lo sviluppo di relazioni tra operatori in Europa e un numero selezionato di paesi dell'Africa e dell'America Latina e il rafforzamento della cooperazione sud-sud. Collegamenti utili: Progetti di Orizzonte Europa finanziati recentemente (nell'ambito degli inviti a presentare proposte per il 2021 e il 2022) sulla politica democratica e lo Stato di diritto nei paesi del vicinato dell'UE (orientale e meridionale) e nei paesi candidati all'adesione all'UE |
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Pubblicare orientamenti per rafforzare il codice di buone pratiche sulla disinformazione |
Il 26 maggio 2021 la Commissione ha pubblicato orientamenti sul rafforzamento del codice di buone pratiche sulla disinformazione, a seguito di una valutazione del funzionamento dello stesso dalla sua istituzione nel 2018. Collegamenti utili: |
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Convocare i firmatari del codice di buone pratiche e dei pertinenti gruppi di portatori di interessi per rafforzare il codice in conformità agli orientamenti |
Il 16 giugno 2022 il codice di buone pratiche sulla disinformazione rafforzato è stato sottoscritto e presentato da 34 firmatari, tra cui le principali piattaforme online, operatori del settore pubblicitario online, piattaforme più piccole o specializzate, organizzazioni di ricerca e della società civile, verificatori di fatti e fornitori di soluzioni tecniche di contrasto alla disinformazione. Il nuovo codice mira a raggiungere gli obiettivi degli orientamenti della Commissione presentati a maggio 2021 definendo una gamma più ampia di impegni e misure volti a contrastare la disinformazione. Tra questi figurano la demonetizzazione della diffusione della disinformazione; la garanzia della trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica; la responsabilizzazione degli utenti; il potenziamento della cooperazione con i verificatori di fatti; l'agevolazione dell'accesso ai dati da parte dei ricercatori; e la garanzia dell'integrità dei servizi delle piattaforme mediante l'attuazione e la promozione di garanzie contro un elenco di comportamenti e pratiche di manipolazione non consentiti sui propri servizi. L'elenco include forme di comportamenti manipolatori in grado di diffondere la disinformazione, quali la creazione di account o "botnet" non autentici, l'impiego di media manipolati in modo ingannevole (come i "deepfake" e i "cheap fake") e il coordinamento non autentico della creazione o dell'amplificazione di contenuti, compresi i tentativi di ingannare/manipolare gli algoritmi delle piattaforme (ad esempio metodi per trarre in inganno gli utenti sulla popolarità dei contenuti). Su tale base i firmatari si sono impegnati ad adottare, rafforzare e attuare politiche chiare in grado di abbracciare la gamma di comportamenti e pratiche individuati. Data la natura evolutiva di queste tattiche, tecniche e procedure utilizzate da attori malintenzionati, il loro elenco sarà riesaminato periodicamente. I servizi della Commissione e il SEAE hanno anche intensificato la cooperazione con le piattaforme online per coordinare gli sforzi di lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione legate alle principali crisi geopolitiche. Nel quadro del codice la Commissione ha seguito da vicino l'attuazione delle sanzioni dell'UE nei confronti di RT, Sputnik e altri canali sanzionati dalle piattaforme. I firmatari del codice si riuniscono periodicamente nell'ambito della task force permanente e del suo sottogruppo di risposta alle crisi per scambiare informazioni e coordinare le loro azioni volte ad arginare la disinformazione in relazione a specifiche situazioni di crisi. L'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) ha istituito un'apposita task force che monitora la situazione delle campagne di disinformazione legate alla guerra in Ucraina. Dal 24 marzo 2022 a ottobre 2023 la rete di verifica dei fatti dell'EDMO ha elaborato più di 2 500 verifiche dei fatti sulla guerra e molteplici indagini, relazioni e approfondimenti periodici correlati. Inoltre gli Stati membri possono richiedere assistenza nell'ambito dello strumento di sostegno tecnico per sviluppare la capacità necessaria a gestire la disinformazione e ad affrontare efficacemente le campagne di ingerenza straniera. Collegamenti utili: Codice di buone pratiche sulla disinformazione 2022 Osservatorio europeo dei media digitali Task force dell'EDMO sulla disinformazione relativa alla guerra in Ucraina |
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Istituire un quadro permanente per il monitoraggio del codice |
Il codice di buone pratiche sulla disinformazione 2022 prevede un quadro di monitoraggio rafforzato basato su elementi di comunicazione qualitativi e indicatori del livello dei servizi che misurano l'efficacia della sua attuazione. I firmatari hanno concordato di istituire un centro per la trasparenza, che fornirà al pubblico una panoramica chiara delle politiche messe in atto per attuare i loro impegni, e lo aggiorneranno periodicamente con i dati pertinenti. Alla fine di gennaio 2023 i firmatari del codice di buone pratiche hanno presentato le loro prime relazioni di riferimento, in cui tracciano un bilancio iniziale dei passi compiuti per attuare gli impegni e delle misure intraprese, e una prima serie di relazioni qualitative e quantitative riguardanti il primo mese di attuazione. I firmatari designati come piattaforme online di dimensioni molto grandi secondo la definizione fornita nel regolamento sui servizi digitali riferiscono ogni sei mesi in merito alle azioni intraprese in base al codice, mentre gli altri firmatari presentano tali relazioni una volta all'anno. A settembre 2023 tutte le principali piattaforme online firmatarie del codice (Google, Meta, Microsoft e TikTok) hanno consegnato una seconda serie di relazioni riguardanti un periodo di attuazione di sei mesi completi. Per la prima volta l'esercizio di comunicazione comprende anche la pubblicazione di una prima serie di indicatori strutturali che forniscono approfondimenti in merito alla disinformazione nei servizi delle piattaforme. Tutte le relazioni sono disponibili al pubblico nel centro per la trasparenza, avviato nel febbraio 2023. I firmatari hanno altresì concordato di istituire un quadro per la prosecuzione della collaborazione tramite una task force permanente e vari sottogruppi, ognuno con specifici filoni operativi e prodotti finali. I firmatari continueranno a riunirsi a intervalli periodici per garantire che il codice rimanga adeguato allo scopo nel ridurre la disinformazione sulla guerra in Ucraina. Collegamenti utili: Codice di buone pratiche sulla disinformazione 2022 ; https://disinfocode.eu/it/ |
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Sostenere nuovi progetti innovativi per combattere la disinformazione nell'ambito di diversi programmi dell'UE, che saranno realizzati in particolare dalle organizzazioni della società civile e dagli istituti di istruzione superiore, con il coinvolgimento dei giornalisti |
L'UE stanzia risorse su base annuale per sostenere progetti volti a contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, comprese la disinformazione e le minacce ibride, ad esempio nell'ambito dei programmi dell'Unione Orizzonte Europa o Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, Erasmus+ e attraverso progetti finanziati a titolo dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI). Nell'ambito di Erasmus+ è disponibile un sostegno per sviluppare le competenze digitali e l'alfabetizzazione mediatica dei giovani, con l'obiettivo di aumentare la loro resilienza alla disinformazione, alle notizie false e alla propaganda. Nel 2021 le attività di eTwinning si sono concentrate sull'alfabetizzazione mediatica e sulla disinformazione, con una conferenza specifica tenutasi a ottobre 2021, un kit per gli insegnanti intitolato "Riconoscere e combattere la disinformazione" e numerose collaborazioni eTwinning quali "Lie Detectors", "Better Internet for Kids" e "Anne Frank House". A marzo 2022 la Commissione ha varato il quadro delle competenze digitali aggiornato (DigComp) 2.2, che propone un'interpretazione comune del significato di competenza digitale nel XXI secolo e contiene un esplicito riferimento alla necessità di un approccio critico nei confronti dell'informazione online, della disinformazione, della cattiva informazione e di altre problematiche. Sono proseguiti anche i finanziamenti a progetti di ricerca nell'ambito di Orizzonte Europa. Nel quadro del programma di lavoro 2021-22 sono stati avviati progetti di ricerca sulla disinformazione nel contesto di un mondo post-pandemico (9 milioni di EUR), sulla politica e sull'impatto dei social network e dei nuovi media online (9 milioni di EUR), sulla lotta alla disinformazione e sul ripristino della fiducia nel mondo digitale (8 milioni di EUR) e sugli strumenti di lotta alla disinformazione basati sull'intelligenza artificiale a disposizione di professionisti dei media e cittadini (18 milioni di EUR). I programmi di lavoro di Orizzonte Europa per il periodo 2023-2024 hanno destinato un ulteriore importo di circa 30 milioni di EUR al finanziamento della ricerca sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e su soluzioni basate sull'intelligenza artificiale atte a garantire ai professionisti dei media e ai cittadini un accesso pluralistico a informazioni significative, contenuti di qualità e interazioni online affidabili. Oltre a ciò, a ottobre 2022 la Commissione europea ha pubblicato orientamenti per gli insegnanti e il personale didattico volti a promuovere l'alfabetizzazione digitale e a contrastare la disinformazione attraverso l'istruzione e la formazione, nell'ambito del suo piano d'azione per l'istruzione digitale. Gli orientamenti, disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'UE, sono stati elaborati con il sostegno della comunità dell'istruzione e della formazione, del mondo accademico, delle ONG, delle emittenti e del settore privato. L'UE ha sostenuto lo sviluppo dell'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO). Dal 2020 l'EDMO ha creato una comunità specializzata che è all'avanguardia nell'individuare, denunciare e contrastare la disinformazione. L'EDMO comprende una piattaforma digitale centrale e poli nazionali e regionali che sfruttano la propria conoscenza degli ambienti dell'informazione locale per individuare, analizzare e denunciare le campagne di disinformazione in Europa. Con 14 poli attualmente in funzione, la rete EDMO copre tutti i 27 Stati membri dell'UE più la Norvegia nell'ambito del SEE. L'EDMO e i suoi poli hanno svolto un lavoro determinante nel contesto della guerra in Ucraina e della propaganda russa, individuando migliaia di casi di disinformazione relativi alla guerra mediante verifiche dei fatti e pubblicando relazioni e indagini su narrazioni emergenti e di tendenza. Su questa base l'EDMO sta istituendo una speciale task force per le elezioni europee incaricata di individuare le prime avvisaglie di campagne di disinformazione potenzialmente pericolose che potrebbero diffondersi nell'UE e di coordinare le apposite attività di alfabetizzazione mediatica. La task force metterà inoltre le proprie competenze a disposizione delle istituzioni europee nell'ambito della preparazione delle elezioni europee. La Commissione ha anche sostenuto l'elaborazione del codice di integrità professionale per i verificatori di fatti europei, pubblicato il 15 settembre 2022 1 . Il rispetto delle norme del codice, concernenti questioni che vanno dalla qualità delle fonti all'imparzialità, fino alla trasparenza finanziaria, è obbligatorio ai fini del riconoscimento di un'organizzazione di verifica dei fatti quale membro verificato della rete europea sulle norme di verifica dei fatti (EFCSN), una rete di organizzazioni di verifica dei fatti che operano in modo indipendente, etico e al servizio dell'interesse pubblico. Collegamenti utili: Osservatorio europeo dei media digitali Rete europea sulle norme di verifica dei fatti (EFCSN) Progetti di Orizzonte Europa finanziati recentemente (nell'ambito degli inviti a presentare proposte per il 2021 e il 2022), relativi a: Tra i progetti di Orizzonte 2020 volti a smascherare le notizie false e a fornire ai giornalisti gli strumenti per contrastare la disinformazione e la cattiva informazione (già completati) figurano: · FANDANGO – FAke News discovery and propagation from big Data ANalysis and artificial intelliGence Operations · WeVerify – WIDER AND ENHANCED VERIFICATION FOR YOU · TRUTHCHECK – Fake News Recognition applying Service-based Cross-Media Analytics · NEWTRAL – First real-time fact-checking tool to fight against the fake news and disinformation · Factmata – A SCORING SYSTEM FOR ONLINE CONTENT · DYNNET – Opinion Dynamics · GoodNews – Fake news detection in social networks using geometric deep learning · AI4Dignity – Collaborative AI Counters Hate Tra i progetti di Orizzonte 2020 che prevedono attività di sviluppo delle capacità per la società civile, il settore dei media e altri professionisti figurano: · EU-HYBNET – Empowering a Pan-European Network to Counter Hybrid Threats (euhybnet.eu) , rete finanziata da Orizzonte 2020 ·Orizzonte Europa: Individuazione, analisi e contrasto della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri (europa.eu) (ATHENA, ADAC.io, SAUFEX) e · Sviluppo di una migliore comprensione della soppressione delle informazioni da parte di autorità statali quale esempio di manipolazione delle informazioni e di ingerenze da parte di attori stranieri (europa.eu) (RESONANT, ARM, DE-CONSPIRATOR) |
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Aumentare il sostegno e il finanziamento ai vari tipi di iniziative, comprese quelle delle organizzazioni della società civile, volte a promuovere l'alfabetizzazione mediatica e aiutare i cittadini a individuare la disinformazione, all'interno e all'esterno dell'UE |
Il programma Europa creativa sostiene la promozione dell'alfabetizzazione mediatica, principalmente nell'ambito della sezione TRANSETTORIALE. Il programma di alfabetizzazione mediatica nell'ambito del programma Europa creativa mira a consentire ai cittadini di sviluppare un'interpretazione e un utilizzo critici dei media. A tal fine le azioni di alfabetizzazione mediatica incoraggiano la condivisione delle conoscenze e gli scambi sulle politiche e sulle pratiche in materia. Il sostegno prevede lo sviluppo di iniziative e comunità di alfabetizzazione mediatica transfrontaliere e innovative in tutta Europa, in un panorama mediatico digitale in continua evoluzione e tenendo conto dell'attuale comportamento degli utenti nelle varie fasce d'età. Tali azioni sono attuate in parallelo con il sostegno offerto ai mezzi di informazione per adattarsi ai cambiamenti strutturali e tecnologici cui il settore deve far fronte. Il 19 dicembre 2022 la Commissione ha pubblicato un invito a presentare proposte, del valore di 990 500 EUR, relativo al Festival europeo del giornalismo e dell'alfabetizzazione mediatica, volto a rafforzare il dialogo, la cooperazione e il partenariato nell'UE tra giornalisti, mezzi di informazione, compresi i media del servizio pubblico, organizzazioni della società civile e professionisti dell'alfabetizzazione mediatica. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani, compresi gli studenti di giornalismo, alle persone e ai social media. Il gruppo di esperti sull'alfabetizzazione mediatica continua la sua attività di riflessione, sensibilizzazione e diffusione di informazioni sulle iniziative di alfabetizzazione mediatica in Europa. Il gruppo si riunisce formalmente due volte l'anno. Continuano inoltre a essere disponibili finanziamenti nell'ambito di Erasmus+ (nel 2021 sono stati selezionati 387 progetti riguardanti l'alfabetizzazione mediatica e il contrasto alla disinformazione) e del Corpo europeo di solidarietà (nel periodo 2021-22 sono stati finanziati 46 progetti riguardanti l'alfabetizzazione mediatica e il contrasto alla disinformazione e altri 39 riguardanti la sicurezza digitale). Il programma Cultura ACP-UE (40 milioni di EUR) a sostegno delle industrie culturali e creative nei paesi ACP mira, tra l'altro, a promuovere una serie di questioni sociali trasversali quali l'alfabetizzazione visiva e un approccio all'istruzione basato sulla cultura. Mediante la concessione di sovvenzioni a cascata sul territorio, contribuisce all'educazione e all'avviamento dei giovani al pensiero critico, alla distinzione tra vero e falso, alla promozione dei valori della cittadinanza e alla messa in discussione degli stereotipi e di altre forme di discriminazione. Anche il servizio di esperti UE-UNESCO sostiene i media pluralistici (ad esempio le istanze delle popolazioni indigene nei media e nelle radio messicani). Un nuovo ciclo di tale servizio è attualmente in fase di istituzione. Il programma per la società civile e i media contempla una serie di azioni volte ad accrescere l'alfabetizzazione mediatica dei beneficiari dell'IPA III (cfr. gli esempi sopra, tra cui il progetto "Building Trust in Media in South East Europe"). Il progetto "Our Media: A civil society action to generate media literacy and activism, counter polarisation and promote dialogue" (1,3 milioni di EUR; da febbraio 2023 a gennaio 2025), avviato recentemente, promuove l'ulteriore diffusione dell'alfabetizzazione mediatica e della cultura dell'informazione coinvolgendo i professionisti dei media, gli organismi di autoregolamentazione così come i giovani nell'attivismo per la libertà dei media. Nel vicinato meridionale, il pacchetto sui media per i paesi meridionali adottato nel 2021 (15 milioni di EUR, dal 2022 al 2026) fornisce un sostegno completo al settore dei media indipendenti al fine di preservarne l'indipendenza, il pluralismo e la resilienza, così come la capacità di difendersi dalle minacce attuali e di promuovere un pensiero critico orientato al senso civico. Tramite la sua politica regionale e urbana la Commissione si adopera anche per promuovere il giornalismo e l'alfabetizzazione mediatica attraverso una serie di attività di formazione e sensibilizzazione. Tra queste figurano: 1) uno specifico modulo didattico online aperto, destinato agli istituti di istruzione superiore a indirizzo giornalistico e incentrato sull'UE e sulla sua politica di coesione, 2) i cosiddetti " viaggi stampa EUinMyRegion " per giornalisti locali e regionali, a cui hanno partecipato finora circa 150 giornalisti, 3) un programma che offre formazione, tutoraggio e formazione pratica a studenti di giornalismo e giovani giornalisti (" Youth4Regions ") e 4) un'apposita linea di bilancio da 7 milioni di EUR nell'ambito delle misure di informazione per la politica di coesione dell'UE, che finanzia azioni di informazione e comunicazione della durata di 12 mesi sul valore aggiunto della politica di coesione dell'UE per la vita dei cittadini. Ad oggi più di 150 organizzazioni hanno ricevuto sovvenzioni grazie alle quali le loro attività di comunicazione hanno potuto raggiungere milioni di persone in 25 Stati membri attraverso la stampa, la televisione e la radio, gli eventi e le piattaforme online. Il pilastro di risposta rapida dell'NDICI ha mobilitato oltre 50 milioni di EUR a sostegno della società civile e dei media in tutto il mondo, compresi i Balcani occidentali, i vicinati orientale e meridionale, l'Asia centrale e l'Africa, per rafforzare la resilienza dell'ambiente dell'informazione e delle società in generale nei confronti della disinformazione (tramite attività di formazione sulla verifica dei fatti, sostegno al giornalismo indipendente e investigativo ecc.). È tuttora in corso un'iniziativa di successo avviata nell'ambito del precedente QFP/strumento inteso a contribuire alla stabilità. L'iniziativa Social Media for Peace, frutto di un partenariato con l'UNESCO, si concentra sui portatori di interessi plurimi nazionali come soluzione innovativa per affrontare le questioni di moderazione dei contenuti a livello globale, regionale e nazionale e colmare il divario tra organismi di regolamentazione, piattaforme e società civile. |
Il codice è il risultato di un progetto al quale hanno partecipato organizzazioni di verifica dei fatti di più di 30 paesi europei. La versione definitiva del codice è stata approvata da 44 delle 45 organizzazioni partecipanti.