COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 23.1.2023
COM(2023) 34 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
sull'attuazione del regolamento (CE) n. 450/2003 del Parlamento europeo e
del Consiglio relativo all'indice del costo del lavoro (ICL)
I.INTRODUZIONE
L'indice del costo del lavoro (ICL) misura le variazioni trimestrali dei costi orari complessivi del lavoro sostenuti dai datori di lavoro, rendendo possibile monitorare gli sviluppi della pressione sui costi derivante dal fattore di produzione "lavoro". L'ICL appartiene alla famiglia dei principali indicatori economici europei / euroindicatori che forniscono informazioni sugli sviluppi economici nella zona euro.
L'ICL è utilizzato in particolare dal Sistema europeo di banche centrali per valutare possibili spinte inflazionistiche dovute all'andamento del mercato del lavoro. Esso è altresì importante per le parti sociali in sede di contrattazione salariale e per la Commissione europea stessa per monitorare l'andamento a breve termine del costo del lavoro. Infine i dati relativi all'ICL sono utilizzati per l'indicizzazione dei prezzi in alcuni importanti contratti commerciali che durano diversi anni.
Eurostat pubblica sul proprio sito web un comunicato stampa trimestrale sull'ICL che contiene un'ampia serie di dati, ripartiti per attività economica e per componenti del costo del lavoro (costi salariali e non salariali). Il sito web comprende inoltre i tassi di crescita su base trimestrale e annua.
Il regolamento (CE) n. 450/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2003, relativo all'indice del costo del lavoro (il "regolamento relativo all'ICL") definisce un quadro comune per l'elaborazione e la trasmissione alla Commissione di ICL comparabili da parte degli Stati membri.
A norma dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 450/2003, ogni due anni la Commissione è tenuta a trasmettere una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione è intesa a valutare la qualità delle statistiche fornite dagli Stati membri e degli aggregati dell'UE e a rilevare i punti suscettibili di miglioramento.
Questa è la nona relazione sull'ICL presentata dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. Essa si concentra sui dati relativi all'ICL ricevuti dopo la precedente edizione, per i trimestri di riferimento che vanno dal secondo trimestre del 2020 (2º trimestre 2020) al primo trimestre del 2022 (1º trimestre 2022). La relazione rispecchia le osservazioni formulate da Eurostat in sede di raccolta e convalida dei dati relativi all'ICL per i trimestri di riferimento e si basa sulla documentazione fornita dagli Stati membri nelle rispettive relazioni annuali sulla qualità.
La presente edizione non riguarda i dati relativi all'ICL provenienti dal Regno Unito, in quanto il paese è uscito dall'UE il 1º febbraio 2020 e ha interrotto la trasmissione di tali dati a partire dal 1º trimestre 2020.
Nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1216/2003 la qualità dell'ICL è definita sulla base dei criteri seguenti: pertinenza, accuratezza, puntualità di trasmissione dei dati, accessibilità e chiarezza, comparabilità, coerenza e completezza. Poiché l'accessibilità e la chiarezza sono state ritenute soddisfacenti nella precedente relazione sull'ICL, il presente documento verterà su pertinenza, completezza, puntualità, accuratezza, comparabilità e coerenza.
Nella presente edizione, la Commissione riferisce anche in merito al principale impatto della crisi COVID-19 sulla raccolta dei dati relativi all'ICL.
II.PROGRESSI GENERALI SUCCESSIVI ALL'ULTIMA RELAZIONE
Da un punto di vista legislativo non si sono registrati cambiamenti rispetto alla relazione precedente. I paragrafi successivi illustrano in dettaglio i miglioramenti apportati nell'elaborazione della relazione.
2.1 Standard per la raccolta dei dati
L'ultima versione delle strutture di dati Statistical Data and Metadata eXchange (SDMX) e degli elenchi di codici concordati a livello internazionale (disponibili online attraverso uno specifico registro) continua a essere utilizzata efficacemente per ricevere i dati degli Stati membri e produrre l'ICL, ma anche per trasmettere i dati relativi all'ICL alla Banca centrale europea.
Per i dati (rapidi e definitivi) a partire dal 3º trimestre 2021 gli Stati membri hanno iniziato a utilizzare una versione aggiornata (2.3) della definizione della struttura di dati SDMX, che integra le più recenti modifiche concordate a livello internazionale.
2.2 Convalida dei dati
I dati sono stati convalidati sistematicamente mediante un nuovo strumento che verifica che i codici e le strutture di dati utilizzati rispondano agli standard concordati per la trasmissione dei dati (SDMX), semplificando così il processo di produzione e riducendo il rischio di errori derivanti da carenze nella codifica. Quando il file trasmesso non rispetta gli standard SDMX vigenti, il sistema lo respinge automaticamente. Gli Stati membri ricevono per email una notifica di operazione riuscita/non riuscita e possono accedere alla relazione di convalida attraverso un servizio web.
Dall'ultima relazione, Eurostat ha adattato il processo di produzione per consentire di trattare tutti i tipi di formato SDMX, siano essi compatti o generici.
Eurostat effettua inoltre controlli di credibilità su ciascuna trasmissione trimestrale confrontando i dati nel tempo e tra le attività economiche della NACE Revisione 2 (NACE Rev. 2). In caso di variazioni significative da un trimestre all'altro, Eurostat chiede agli Stati membri di confermare i dati o di trasmettere un file contenente i dati rettificati. Se si riscontrano revisioni importanti o mutamenti repentini in una particolare sezione della NACE, si procede sistematicamente a dar loro seguito presso i paesi interessati.
2.3 Livelli di costo orario del lavoro
Dalla prima pubblicazione nell'aprile 2016 Eurostat ha continuato a pubblicare con successo le stime annuali del costo orario del lavoro per sezioni NACE Rev. 2. Tali stime si basano sui livelli ottenuti dall'indagine quadriennale sul costo del lavoro, che sono estrapolati dagli indici del costo del lavoro. Le stime sono prodotte tre mesi dopo la fine del periodo di riferimento e riguardano tutte le sezioni della NACE, ad eccezione della sezione "L" della NACE Rev. 2 (attività immobiliari).
2.4 Relazioni sulla qualità
Le relazioni sulla qualità trasmesse dagli Stati membri sono state trattate tempestivamente utilizzando l'ultima versione del metadata handler del sistema statistico europeo e sono state messe a disposizione di tutti gli utenti.
2.5 Correzione degli effetti di calendario e destagionalizzazione
Eurostat ha analizzato le serie destagionalizzate e corrette per gli effetti di calendario trasmesse dagli Stati membri e nell'ottobre 2021 ha presentato un confronto tra paesi al proprio gruppo di esperti sulle statistiche del mercato del lavoro.
Eurostat ha inoltre apportato miglioramenti all'allegato sulla destagionalizzazione annesso alle relazioni nazionali sulla qualità. In particolare, tale allegato illustra nel dettaglio i modelli di destagionalizzazione utilizzati, i valori anomali riscontrati, la portata delle rettifiche e la volatilità dei risultati.
Eurostat pubblica i dati destagionalizzati per gli aggregati dell'UE nella banca dati e nell'articolo di "Statistics Explained" relativo all'ICL, insieme ai dati non destagionalizzati. I risultati destagionalizzati per i totali sono attualmente ricavati dai dati destagionalizzati relativi alle componenti salariali e non salariali, garantendo così la coerenza.
III.QUALITÀ DEI DATI
3.1Pertinenza e completezza
Pertinenza
Vi è una continua richiesta di informazioni da parte degli utenti non solo sulle variazioni percentuali trimestrali del costo del lavoro, misurate dall'ICL, ma anche, sempre di più, in merito al costo del lavoro in termini assoluti (euro all'ora). Ogni aprile Eurostat ha continuato a pubblicare le stime dei costi orari del lavoro in euro e nelle valute nazionali (livelli del costo del lavoro) con una disaggregazione NACE Rev. 2, includendo il tasso di crescita annuo dei livelli del costo orario del lavoro e la proporzione della componente non salariale del costo totale del lavoro. I riscontri ricevuti in seguito alla pubblicazione di tali stime sono positivi ed Eurostat continuerà a produrre i costi del lavoro annuali con una disaggregazione NACE Rev. 2.
Completezza
La presente sezione valuta se i dati e i metadati trasmessi relativi all'ICL soddisfano le prescrizioni giuridiche in materia di completezza. Le osservazioni riguardano indici, ponderazioni e relazioni sulla qualità.
a) Indici
In generale la disponibilità e la completezza dell'ICL sono state soddisfacenti per tutto il periodo di riferimento. Tutti gli Stati membri hanno inviato a Eurostat dati corretti per gli effetti di calendario come pure dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario per tutti i trimestri tranne in due casi (Grecia per il 4º trimestre 2020 e il 2º trimestre 2021). Gli Stati membri hanno fornito anche dati non destagionalizzati, eccetto Danimarca e Svezia cui sono state concesse deroghe.
Per quanto riguarda gli altri paesi dello Spazio economico europeo (SEE), l'Islanda e la Norvegia hanno trasmesso dati relativi all'ICL per tutti i trimestri del periodo di riferimento. Attualmente l'Islanda fornisce solo serie corrette per gli effetti di calendario come pure serie destagionalizzate e corrette per gli effetti di calendario mentre la Norvegia trasmette solo i dati corretti per gli effetti di calendario.
Nonostante sia migliorata la disponibilità di dati destagionalizzati, i dati principali sono tuttora basati sulle variazioni su base annua (T/T-4) dei dati corretti per gli effetti di calendario che mostrano una volatilità inferiore. Tuttavia tutti i dati, comprese le stime destagionalizzate, sono disponibili sulla relativa pagina della banca dati di Eurostat. Tutti i paesi hanno incluso tutte le sezioni della NACE, tenendo conto delle deroghe di cui sopra.
b) Ponderazioni
A norma del regolamento relativo all'ICL, gli Stati membri e gli altri paesi del SEE sono tenuti a trasmettere i costi del lavoro annuali per le componenti salariali e non salariali di ciascuna sezione della NACE (le "ponderazioni") ogni anno. Mantenere aggiornati tali dati è importante in quanto incidono sul calcolo degli aggregati della NACE da parte di Eurostat e sui totali ottenuti dalle componenti salariali e non salariali.
Al 30 giugno 2022 tutti gli Stati membri e gli altri paesi del SEE avevano trasmesso le ponderazioni per l'anno di riferimento 2020. Erano disponibili anche le ponderazioni per l'anno di riferimento 2021, tranne che per Cechia, Croazia, Irlanda e Paesi Bassi.
c) Relazioni sulla qualità
Tutti gli Stati membri, ad eccezione della Croazia, hanno fornito relazioni nazionali sulla qualità per l'anno di riferimento 2020. Tali relazioni sono state convalidate e pubblicate sul sito web corrispondente di Eurostat.
3.2Puntualità
A norma del regolamento relativo all'ICL, gli Stati membri e gli altri paesi del SEE devono fornire indici del costo del lavoro entro 70 giorni dalla fine del trimestre di riferimento.
Rispetto alla relazione precedente, nove paesi non hanno rispettato i termini per la trasmissione dei dati:
-Paesi Bassi (i dati del 1º trimestre 2021 sono pervenuti un giorno di calendario dopo il termine);
-Irlanda (i dati del 1º trimestre 2021 e del 1º trimestre 2022 sono pervenuti quattro giorni di calendario dopo il termine);
-Danimarca (i dati del 2º trimestre 2021ºe del 1º trimestre 2022 sono pervenuti un giorno di calendario dopo il termine);
-Ungheria (i dati del 2º trimestre 2021 sono pervenuti un giorno di calendario dopo il termine);
-Francia (i dati del 2º trimestre 2021e del 3º trimestre 2021 sono pervenuti un giorno di calendario dopo il termine, mentre i dati del 4º trimestre 2021 sono pervenuti tre giorni di calendario dopo il termine);
-Finlandia (i dati del 3º trimestre 2021 sono pervenuti un giorno di calendario dopo il termine);
-Lettonia (i dati del 2º trimestre 2021 sono pervenuti due giorni di calendario dopo il termine);
-Croazia (i dati del 2º trimestre 2021 sono pervenuti due giorni di calendario dopo il termine); e
-Grecia (i dati del 3º trimestre 2021 sono pervenuti quattro giorni di calendario dopo il termine e i dati del 4º trimestre 2021 sono pervenuti tre giorni di calendario dopo il termine).
Per quanto riguarda gli altri paesi del SEE, la Norvegia ha trasmesso i dati relativi all'ICL tempestivamente, così come l'Islanda.
3.3Accuratezza
L'ICL è composto da una serie di variabili differenti (ad esempio costo del lavoro e numero di ore lavorate), che possono provenire da varie fonti. Ciò significa che in qualsiasi momento sono possibili revisioni che possono interessare l'ultimo trimestre, più trimestri o anni interi. Nel caso di correzioni relative all'anno di riferimento, deve essere rivista l'intera serie. Le revisioni del dato principale per l'UE (tasso di crescita da un anno all'altro) non hanno mai superato lo 0,2 % (cfr. figura 1). Le revisioni erano dovute alla crisi COVID-19 e alle misure di sostegno pubblico segnalate principalmente nelle componenti non salariali dell'ICL.
Grafico 1: variazioni del tasso di crescita annuo tra la prima e l'ultima diffusione dell'ICL
(UE-27, aggregato delle sezioni da B a S della NACE Rev. 2, costo del lavoro totale, in punti percentuali (dal 1º trimestre 2020 al 1º trimestre 2022))
Fonte:
-per i dati definitivi: insieme di dati Eurostat lc_lci_r2_q [variabile: "Costo del lavoro per l'ICL (redditi da lavoro dipendente e imposte al netto dei contributi)"].
-Per le stime iniziali: banca dati di produzione di Eurostat.
I dati sono stati estratti il 24.6.2022.
3.4 Coerenza e comparabilità
Coerenza con i dati dei conti nazionali
Uno dei settori cui si continua a prestare attenzione è la coerenza tra l'ICL e le altre statistiche relative al costo del lavoro, in particolare i dati relativi ai conti nazionali trimestrali.
Ai fini della relazione annuale sulla qualità, agli Stati membri è chiesto di comparare i tassi di crescita dell'indice del costo del lavoro con quelli della retribuzione oraria dei lavoratori dipendenti figuranti nei conti nazionali (definizione ESA 2010). Non ci si aspetta che gli insiemi di dati corrispondano perfettamente: anche se si utilizzano definizioni del costo del lavoro pressoché identiche, le fonti e i trattamenti statistici potrebbero differire. Inoltre raccogliere dati sulle ore lavorate è particolarmente difficile sia per l'ICL sia per i conti nazionali. Nonostante queste differenze metodologiche, l'analisi del livello di discrepanza tra queste due fonti presenta un valore informativo. Discrepanze superiori a una determinata soglia relativa possono indicare problemi di qualità in uno o nell'altro insieme di dati.
Per la valutazione della qualità Eurostat ha continuato a monitorare gli aggregati delle sezioni da B a S della NACE Rev. 2 in relazione a ciascuno Stato membro. Per questo raffronto sono stati utilizzati dati non destagionalizzati relativi all'ICL, tranne per la Danimarca e la Svezia per cui erano disponibili dati corretti per gli effetti di calendario. Il tasso di crescita annuo mediano dell'ICL è stato confrontato con quello della retribuzione oraria dei lavoratori dipendenti in un arco di otto trimestri e si è ritenuto che variazioni superiori a due punti percentuali giustificassero un'ulteriore analisi (cfr. grafico 2).
Grafico 2: tassi di crescita annui mediani dell'ICL rispetto alla retribuzione oraria dei lavoratori dipendenti
(aggregato delle sezioni da B a S della NACE Rev. 2, costo del lavoro totale, periodo di riferimento: 2º trimestre 2020 - 1º trimestre 2022*)
* Per la Danimarca e la Svezia non erano disponibili i dati non destagionalizzati al momento della stesura della relazione; sono stati invece utilizzati i dati corretti per gli effetti di calendario.
Fonte:
-per i conti nazionali: insieme di dati Eurostat namq_10_a10 [variabile: "Redditi da lavoro dipendente"] e namq_10_a10_e [variabile: "Concetto interno di lavoro dipendente, in migliaia di ore lavorate"].
-per l'ICL: insieme di dati Eurostat lc_lci_r2_q [variabile: "Costo del lavoro per l'ICL (redditi da lavoro dipendente e imposte al netto dei contributi)"].
I dati sono stati estratti il 24.6.2022.
I seguenti paesi hanno registrato un divario superiore a 2 punti percentuali: Malta (5 %), Cechia (4,4 %), Croazia (3,1 %), Irlanda (2,8 %), Polonia (2,7 %), Lettonia e Danimarca (entrambi 2,4 %) (cfr. grafico 2, dove i paesi sono classificati secondo l'ordine crescente del divario nel valore assoluto).
I risultati dell'analisi di cui sopra sono discussi con gli Stati membri, in particolare per quanto concerne i dati sulle ore lavorate.
Oltre ai tassi mediani, Eurostat ha comparato la deviazione standard dei tassi di crescita annui delle serie relative all'ICL e di quelle relative ai conti nazionali, come indicatore di volatilità. Rispetto all'ultima relazione, la volatilità di entrambe le serie è aumentata notevolmente a causa delle elevate variazioni nel numero di ore lavorate. Ciò ha riguardato in particolare le attività economiche maggiormente colpite dalla crisi COVID-19, vale a dire le sezioni I ("Servizi di alloggio e di ristorazione") ed R ("Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento") della NACE Rev. 2.
Comparabilità
La comparabilità tra paesi è garantita dalle definizioni dettagliate e dalla metodologia inclusa nella legislazione relativa all'ICL. Gli Stati membri adempiono le prescrizioni dell'UE attraverso le fonti di dati disponibili a livello nazionale. La maggior parte di essi ricorre a indagini o a una combinazione di indagini e dati amministrativi, mentre due Stati membri si basano esclusivamente su fonti amministrative.
Per pubblicare dati relativi all'ICL comparabili nel tempo, è importante apportare correzioni per tener conto degli effetti di calendario e stagionali. I dati principali sono corretti per tener conto degli effetti di calendario, mentre la stagionalità è compensata confrontando gli stessi trimestri in due anni consecutivi.
A norma dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1216/2003, i dati relativi all'ICL devono essere forniti in forma non destagionalizzata, corretta per gli effetti di calendario, nonché destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario.
Il regolamento (CE) n. 450/2003 non indica esplicitamente se la correzione degli effetti di calendario e la destagionalizzazione debbano essere effettuate secondo il metodo diretto o indiretto. Il metodo indiretto prevede che le serie di base siano corrette e poi utilizzate per costruire aggregati di livello superiore, mentre il metodo diretto prevede che ogni singola serie sia corretta singolarmente, compresi gli aggregati di livello superiore.
Per l'ICL, Eurostat raccomanda l'uso dell'approccio indiretto per evitare incoerenze tra il costo totale del lavoro e le componenti.
Eurostat verifica sistematicamente la presenza di incoerenze tra i tassi di crescita annui dei totali e delle componenti e comunica tutte le incoerenze superiori allo 0,1 % (dopo l'arrotondamento) ai paesi interessati. L'ICL totale è quindi ricalcolato sulla base delle componenti salariali e non salariali (approccio indiretto). Questo approccio armonizzato garantisce anche una migliore comparabilità tra i paesi.
IV.IMPATTO DELLA CRISI COVID-19
4.1 Indagine presso gli Stati membri
Nel marzo 2020 Eurostat ha avviato un'indagine che consentiva ai paesi di comunicare i principali problemi riscontrati nella raccolta dei dati relativi all'ICL dall'inizio della pandemia. Il problema più frequentemente riportato nell'indagine dell'UE, così come nei file di metadati per il 1º e il 2º trimestre del 2020, è stata la riduzione del tasso di risposta da parte delle imprese oggetto dell'indagine a causa delle chiusure temporanee delle stesse e delle nuove modalità di lavoro (a tempo parziale, telelavoro, ecc.).
4.2 Orientamenti metodologici e relazioni
Per garantire una registrazione armonizzata delle misure relative alla COVID-19 nelle statistiche sul costo del lavoro, in particolare nell'ICL trimestrale, nell'aprile 2020 Eurostat ha pubblicato una nota orientativa sulla registrazione dei regimi adottati dai governi in relazione alla crisi COVID-19 nelle statistiche sul costo del lavoro.
Le misure di sostegno introdotte dai governi dell'UE variavano in termini di portata, intensità e durata, a seconda delle caratteristiche dell'impatto della pandemia di COVID-19 su ciascuna economia nazionale. Per aiutare gli utenti ad analizzare l'andamento dell'ICL durante la pandemia, Eurostat ha raccolto informazioni sui principali regimi che hanno un impatto sulle statistiche sul costo del lavoro. Ciò è avvenuto in piena collaborazione con gli istituti nazionali di statistica e i risultati sono stati aggiunti ai metadati relativi all'ICL nella banca dati di diffusione di Eurostat.
4.3 Impatto sui dati relativi all'ILC
Malgrado gli ostacoli riscontrati a causa della pandemia di COVID-19, gli Stati membri sono riusciti a fornire tempestivamente i dati relativi al 1º trimestre 2020. Nel 2º trimestre 2020 la maggior parte dei paesi ha registrato notevoli aumenti da un anno all'altro per quanto riguarda la componente salariale dell'ICL, questo a causa della riduzione del numero di ore lavorate mentre i salari sono rimasti generalmente inalterati. Per contro, la componente non salariale è diminuita a fronte delle maggiori sovvenzioni (registrate con un segno negativo) versate dai governi alle imprese a titolo di indennità per aver limitato i tagli salariali. Tuttavia, in altri casi, alcuni governi dell'UE hanno scelto di erogare sovvenzioni direttamente ai dipendenti, e queste non sono state registrate nelle statistiche salariali.
V.CONCLUSIONI
Nel complesso la qualità degli indici del costo del lavoro degli Stati membri e degli aggregati dell'UE è rimasta buona, nonostante l'impatto della crisi COVID-19. In particolare, gli aggregati dell'UE hanno registrato revisioni modeste, come avveniva prima della crisi. Eurostat ha inoltre pubblicato una nota di orientamento dettagliata per preservare la comparabilità tra paesi durante tutto il periodo di riferimento.
Le relazioni sulla qualità trasmesse dagli Stati membri sono state trattate utilizzando l'ultima versione del metadata handler del sistema statistico europeo e sono state messe a disposizione di tutti gli utenti. Eurostat ha aggiunto un allegato completo sulle pratiche di destagionalizzazione e sui relativi risultati negli Stati membri. Gli Stati membri hanno inoltre riferito in merito ai principali regimi introdotti dai rispettivi governi per sovvenzionare i costi del lavoro durante la crisi COVID-19. Queste informazioni sono state aggiunte ai metadati di riferimento sulla qualità.
Dal 2017 Eurostat pubblica stime annuali dei livelli del costo orario del lavoro per sezioni NACE Rev. 2, sulla base dei livelli emersi dalle indagini sul costo del lavoro e dell'andamento dell'ICL. Gli articoli di Statistics Explained correlati hanno registrato un numero elevato di visualizzazioni, confermando l'interesse degli utenti.
La Commissione continuerà a monitorare la conformità e la qualità dei dati su base regolare, utilizzando i dati forniti e altri documenti nazionali, incluse le relazioni sulla qualità.
In stretta collaborazione con gli istituti nazionali di statistica, Eurostat ha inoltre condotto un riesame generale della legislazione dell'UE in materia di statistiche del mercato del lavoro sulle imprese. Tale riesame mira a valutare e aggiornare l'intera legislazione dell'UE in materia di statistiche del mercato del lavoro sulle imprese.
Per quanto riguarda l'ICL, Eurostat intende proporre i seguenti miglioramenti:
-elaborare una stima dell'ICL rapida a t+45 giorni, nei paesi dell'UE di maggiori dimensioni, al fine di pubblicare i totali della zona euro e dell'UE a circa t+50 giorni;
-raccogliere i dati definitivi relativi all'ICL a t+65 giorni anziché t+70 giorni, al fine di pubblicare i risultati a t+72 giorni, rispetto agli attuali t+77 giorni; e
-introdurre obiettivi di precisione per la componente salariale dell'ICL.