Bruxelles, 23.2.2022

SWD(2022) 35 final

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

SINTESI DELLA RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE D'IMPATTO

che accompagna il documento

proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio

riguardante norme armonizzate sull'accesso equo ai dati e sul loro utilizzo
(normativa sui dati)

{COM(2022) 68 final} - {SEC(2022) 81 final} - {SWD(2022) 34 final}


A. Necessità di intervenire

Qual è il problema e perché si pone a livello dell'UE?

Il problema generale è l'insufficiente disponibilità di dati da utilizzare nell'economia europea che è principalmente riconducibile alla mancanza di chiarezza sui diritti relativi ai dati, agli squilibri nel potere negoziale, all'accesso limitato a servizi cloud equi e affidabili e alla mancanza di interoperabilità intersettoriale dei dati nell'UE. Tale problema riguarda una serie di settori economici e determina un sottoutilizzo dei dati a livello dell'UE, con conseguenze negative per la scelta dei consumatori, l'innovazione e l'erogazione di servizi pubblici.

Quali sono gli obiettivi da conseguire?

L'obiettivo è ottimizzare il valore dei dati nell'economia e nella società garantendo che una gamma più ampia di portatori di interessi acquisisca il controllo sui propri dati e che sia disponibile un maggior numero di dati da utilizzare, mantenendo nel contempo gli incentivi a investire nella generazione di dati.

Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE (sussidiarietà)? 

Le catene del valore dei dati dell'UE sono strutturate in larga misura in modo transfrontaliero e i titolari e gli utenti dei dati sono sparsi in vari Stati membri. I problemi individuati non sono pertanto specifici per un determinato Stato membro, ma riguardano piuttosto l'intero mercato unico. Per questo motivo un intervento coordinato dell'UE può apportare un maggiore valore aggiunto all'economia europea e alla società europea rispetto agli interventi intrapresi dai singoli Stati membri.

B. Soluzioni

Quali sono le varie opzioni per conseguire gli obiettivi? Ne è stata prescelta una? In caso negativo, indicare i motivi.

L'iniziativa comprende misure volte ad accrescere la certezza del diritto riguardo all'accesso ai dati, a prevenire l'abuso degli squilibri contrattuali, ad agevolare l'utilizzo da parte degli enti pubblici dei dati detenuti a fini commerciali, ad agevolare il passaggio ad altri fornitori di servizi di trattamento dei dati affidabili e a istituire un quadro per un'interoperabilità efficiente dei dati.

La valutazione d'impatto ha preso in esame tre opzioni strategiche. La prima opzione prevede un intervento minimo, con misure non vincolanti volte ad agevolare un accesso e un utilizzo dei dati più efficienti e più equamente bilanciati. La seconda opzione propone una serie limitata di misure legislative volte ad agevolare l'utilizzo dei dati, rafforzando nel contempo la certezza del diritto riguardo a come possono essere utilizzati i dati e da chi. La terza opzione propone obblighi di maggiore portata in termini di utilizzo dei dati da parte di imprese terze, consumatori ed enti pubblici, nonché disposizioni più rigorose in termini di obblighi per i fornitori di servizi di dati e requisiti di interoperabilità.

L'analisi ha concluso che l'opzione prescelta è la seconda. Perché? In quanto migliorerebbe la certezza del diritto riguardo ai dati (compresi i diritti sui generis sulle banche di dati per i dati generati automaticamente), aumenterebbe la quantità di dati disponibili per il riutilizzo e consentirebbe ai consumatori e alle imprese di esercitare un maggiore controllo sui dati, limitando nel contempo i costi a carico dei titolari dei dati per rendere i dati più accessibili e mantenendo gli incentivi a generare dati. Introdurrebbe inoltre un approccio legislativo alla questione dell'equità e dell'affidabilità delle infrastrutture di trattamento dei dati, unitamente a una normazione promossa dal settore in materia di interoperabilità tecnica per il passaggio al cloud.

Quali sono le opinioni dei diversi portatori di interessi? Chi sono i sostenitori delle varie opzioni?

La maggior parte dei portatori di interessi conferma che gli ostacoli individuati nella valutazione d'impatto esistono realmente. Le opinioni su cosa fare al riguardo sono tuttavia contrastanti: i titolari dei dati (ad esempio i costruttori di automobili), diffidenti rispetto a un intervento normativo, auspicano soluzioni che siano unicamente orientate alle carenze evidenti del mercato. Per contro, le piccole e medie imprese (PMI) che utilizzano i dati (in particolare quelle che operano nel settore dei servizi di post-vendita) chiedono un diritto di accesso ai dati e sono favorevoli al riesame del diritto sui generis. Le organizzazioni dei consumatori sottolineano inoltre la necessità di consentire ai consumatori di scegliere i propri fornitori di servizi. I portatori di interessi sono tuttavia d'accordo sulla necessità di norme dell'UE volte a garantire la portabilità nel cloud e a proteggere gli utenti del cloud dall'accesso illecito ai loro dati da paesi terzi. Sono inoltre favorevoli ad alleviare gli oneri amministrativi semplificando le norme sulla condivisione dei dati tra imprese e pubblica amministrazione.

C. Impatto dell'opzione prescelta

Quali sono i vantaggi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

L'opzione prescelta farebbe aumentare il PIL dell'UE-27 di 1,98 punti percentuali entro il 2028 e le entrate pubbliche e le attività di investimento rispettivamente di 96,8 miliardi di EUR e 30,4 miliardi di EUR nel periodo 2024-2028. L'iniziativa creerebbe inoltre ulteriori 2,2 milioni di posti di lavoro. I vantaggi stimati per ciascuna area di intervento sono i seguenti:

·il conferimento di maggiori poteri ai consumatori e alle imprese che utilizzano prodotti connessi e servizi correlati e la maggiore disponibilità di dati ad uso commerciale e l'innovazione tra le imprese genererebbero fino a 196,7 miliardi di EUR all'anno entro il 2028;

·la maggiore equità contrattuale genererebbe ulteriori 7,4 miliardi di EUR all'anno;

·l'agevolazione dell'utilizzo dei dati detenuti a fini commerciali per finalità di interesse pubblico determinerebbe una riduzione degli oneri amministrativi fino a 155 milioni di EUR all'anno;

·l'agevolazione dell'accesso a servizi cloud ed edge equi e affidabili genererebbe un importo supplementare di 7,1 miliardi di EUR all'anno.

Quali sono i costi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

I costi dell'opzione prescelta comprendono:

·l'obbligo per i fabbricanti di consentire l'accesso nel contesto da impresa a impresa e da impresa a consumatore, infrastrutture tecniche: 410 milioni di EUR di costi una tantum e 88 milioni di EUR di costi ricorrenti;

·la garanzia dell'equità contrattuale: 69 milioni di EUR all'anno;

·la condivisione dei dati da impresa a pubblica amministrazione: 552,5 milioni di EUR di costi una tantum e 78,1 milioni di EUR di costi ricorrenti;

·i requisiti di interoperabilità: 1 milione di EUR (per ogni norma).

Quale sarà l'incidenza sulle PMI e sulla competitività?

Le PMI sono tra i principali beneficiari della normativa sui dati. Le nuove norme renderebbero accessibili maggiori risorse di dati mediante il riequilibrio della distribuzione del valore dei dati tra gli operatori del mercato, rafforzando la loro capacità di competere e di continuare a svolgere la propria attività. Ovviare allo squilibrio esistente nelle sole relazioni contrattuali bilaterali aumenterebbe i profitti delle PMI di circa 5,2 miliardi di EUR all'anno.

L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo? 

L'iniziativa non inciderebbe sui bilanci nazionali, eccezion fatta per le misure nel contesto dell'utilizzo dei dati tra imprese e pubblica amministrazione. Lo studio di sostegno alla valutazione d'impatto ha stimato che la creazione di strutture nazionali per semplificare l'utilizzo dei dati tra imprese e pubblica amministrazione avrebbe un costo pari a 21,6 milioni di EUR all'anno per le pubbliche amministrazioni degli Stati membri.

Sono previsti altri impatti significativi?

L'iniziativa migliorerebbe le politiche e i servizi pubblici, consentendo una risposta più efficace e rapida alle emergenze pubbliche. Essa consentirebbe inoltre ai consumatori e alle imprese di esercitare un maggiore controllo sull'utilizzo dei dati che generano e rafforzerebbe la loro partecipazione attiva all'economia digitale. Infine una maggiore efficienza delle imprese e della produzione dovrebbe tradursi in una riduzione dei rifiuti, del consumo energetico e delle emissioni di CO2.

Proporzionalità?

L'iniziativa è intesa ad affrontare i problemi transfrontalieri e intersettoriali relativi all'accesso e all'utilizzo dei dati. In quest'ottica è proporzionata al risultato auspicato e offre sufficiente flessibilità per ulteriori misure nazionali e settoriali.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte?

Le misure saranno riesaminate quattro anni dopo l'adozione della normativa sui dati.