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2.3.2023 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 79/23 |
Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema: Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari
(2023/C 79/05)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR)
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1. |
condanna l’aggressione non provocata della Russia nei confronti dell’Ucraina; |
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2. |
sostiene fermamente gli sforzi dell’Ucraina per aderire all’Unione europea, rilevando altresì, nel contesto del presente parere, che l’adesione dell’Ucraina avrà un impatto molto significativo sul rafforzamento della sicurezza alimentare dell’UE; |
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3. |
accoglie con favore la comunicazione della Commissione europea intitolata «Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari»; |
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4. |
sottolinea la necessità e l’urgenza di affrontare il problema dei punti deboli dei sistemi alimentari dei paesi dell’UE al fine di introdurre cambiamenti profondi e strutturali e trovarsi preparati di fronte alle crisi future; |
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5. |
ricorda che l’UE è un importatore netto di prodotti alimentari in termini di quantità, calorie o superficie e che è un esportatore netto solo in termini di valore, principalmente grazie ai vini con indicazione geografica e agli alcolici; reputa inoltre che sia opportuno incoraggiare gli Stati membri a ridurre la produzione di biocarburanti, e che, a breve termine, tale riduzione consentirà una maggiore autosufficienza; |
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6. |
sostiene fermamente la volontà di rafforzare la sovranità alimentare dell’UE e di conseguire una maggiore autonomia incoraggiando una produzione alimentare diversificata a livello regionale e locale; |
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7. |
richiama l’attenzione sul fatto che quella che stiamo attraversando è la terza crisi mondiale dei prezzi alimentari in 15 anni nei paesi direttamente collegati ai prezzi del commercio internazionale, come gli Stati membri dell’Unione europea; |
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8. |
sottolinea il proprio ruolo chiave, in quanto rappresentante istituzionale delle città e delle regioni dell’UE, nel processo di sostegno ai partner ucraini; |
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9. |
sottolinea che le azioni nel settore della sicurezza alimentare, che l’UE è stata improvvisamente costretta a intraprendere a causa della guerra in corso, dovrebbero servire non solo per affrontare il problema attuale, ma anche per realizzare cambiamenti più strutturali nella politica agricola comune, al fine di migliorare la qualità della vita della popolazione dell’UE e la competitività della sua economia, nonché per conseguire rilevanti benefici ambientali in ambiti legati all’approvvigionamento alimentare dell’UE. Reputa che si debba tener conto delle richieste degli esponenti rappresentativi dei settori della produzione e della trasformazione dei prodotti agricoli e delle organizzazioni di categoria degli agricoltori, e in particolare delle piccole e medie aziende agricole. Nell’Unione europea, infatti, da molti anni tali operatori lamentano un calo o addirittura una perdita di redditività della produzione, con tutto ciò che questo comporta: una drastica contrazione del numero delle aziende agricole e di quello degli addetti all’agricoltura, cambiamenti sociali e culturali negativi nelle zone rurali, peggioramento della qualità degli alimenti e aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, e in particolare di quelli che mantengono i più elevati standard qualitativi in termini di salubrità per le persone, di valori nutrizionali e proprietà organolettiche e di riduzione al minimo dell’impatto ambientale; |
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10. |
invita a utilizzare i dibattiti in corso sulla riforma del mercato europeo dell’energia elettrica — e a prendere esempio dal petrolio, per il quale gli Stati membri dispongono di 90 giorni di scorte di sicurezza — al fine di riconsiderare la questione delle scorte alimentari e di fare un passo indietro sull’orientamento al mercato della politica agricola comune; |
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11. |
condanna la strumentalizzazione della guerra in corso in Ucraina, usata come pretesto per smettere di discutere delle carenze della PAC e per astenersi dall’intervenire per porvi rimedio nonché per arginare le tendenze, e ostacolare i cambiamenti, che da molti anni si registrano nel sistema di produzione alimentare, compresa l’attuazione della strategia «Dal produttore al consumatore»; ciò in quanto l’instabilità del sistema alimentare europeo non è un fenomeno nuovo, ma deriva dalla deregolamentazione successiva all’abolizione degli strumenti di mercato della PAC, che ha portato a un indebolimento del potenziale produttivo agricolo europeo a causa di una remunerazione inadeguata dei fattori di produzione; |
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12. |
sostiene, in linea con i propri pareri precedenti (1), l’attuazione degli obiettivi della strategia «Dal produttore al consumatore» e dei relativi traguardi di riduzione dell’uso dei pesticidi, dei fertilizzanti chimici e degli antimicrobici e di accrescere la quota dell’agricoltura organica, ma fa notare che, almeno finché dura la guerra in Ucraina, i traguardi di riduzione dell’uso dei pesticidi non dovrebbero mettere a repentaglio la sicurezza alimentare globale; e nel contempo chiede che si valuti in maniera approfondita l’avanzamento dell’attuazione degli obiettivi quantificati perseguiti della strategia «Dal produttore al consumatore», che devono formare oggetto di un monitoraggio; |
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13. |
ricorda che, fino allo scorso anno, la maggior parte della produzione mondiale di fertilizzanti, materie prime per la loro produzione e prodotti fitosanitari proveniva dalla Russia, dall’Ucraina e dalla Bielorussia; osserva che la riduzione della nostra dipendenza dalle importazioni di fattori di produzione come i fertilizzanti o i pesticidi contribuisce ad accrescere la resilienza del nostro sistema alimentare; e reputa che occorra stimolare maggiormente le innovazioni e la diffusione delle buone pratiche che consentono di mantenere — e, a lungo termine, di aumentare — le rese agricole (in particolare le pratiche e le innovazioni in linea con gli obiettivi ambientali); |
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14. |
suggerisce alla Commissione europea di astenersi dall’abbandonare il programma di inverdimento, considerato che esistono altre misure più efficaci come, ad esempio, la sospensione della produzione di biocarburanti; |
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15. |
sottolinea il ruolo strategico, ai fini della protezione del clima e della sicurezza alimentare, svolto dalle zone rurali, con catene del valore alimentari locali che garantiscono redditi più stabili e coinvolgono piccole aziende (agricole); e invoca una gestione decentrata del FEASR in tutti gli Stati membri, nel quadro dell’attuazione delle politiche agricole locali e regionali; |
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16. |
ribadisce la raccomandazione di orientare il comportamento dei consumatori verso regimi alimentari comprendenti molta frutta e verdura, nonché verso l’acquisto di alimenti freschi, di stagione e prodotti a livello locale o regionale con metodi sostenibili e la riduzione generale del consumo di carne, grassi e zuccheri; e osserva che è necessario intraprendere azioni a tutto campo affinché queste opzioni siano facilmente ed economicamente accessibili per tutti (2); a tal fine, il Comitato propone che i programmi esistenti della Commissione europea che promuovono un’alimentazione sana e sostenibile come il PEAD del FSE+ in seno all’UE siano notevolmente rafforzati; |
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17. |
sottolinea inoltre che lo sviluppo di sistemi alimentari locali di alta qualità è il modo migliore per garantire redditi stabili e dignitosi agli agricoltori; accoglie con favore, a tale proposito, l’introduzione della condizionalità sociale nella politica agricola comune; e reputa che le norme vigenti nell’UE per il settore in questione dovrebbero applicarsi anche agli importatori; |
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18. |
richiama l’attenzione sulla necessità di garantire un maggiore coinvolgimento dei fornitori locali di alimenti, ma anche di fertilizzanti e di energia, nella costituzione di scorte di emergenza e globali; e suggerisce che, nel campo del commercio internazionale, sia ripristinata la prassi degli accordi sui prodotti di base; |
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19. |
sostiene, a questo proposito, la proposta della Commissione europea di sviluppare, nell’ambito della politica delle reti transeuropee di trasporto, migliori collegamenti ferroviari con l’Ucraina, in particolare al fine di promuovere il trasporto di materie prime essenziali. A tal fine, il previsto aumento del bilancio dell’MCE è accolto con favore; |
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20. |
sottolinea la necessità di un’azione urgente e su vasta scala per adeguare l’economia alimentare ai cambiamenti climatici, e nel contempo esorta a potenziare il sistema assicurativo per la produzione agricola e a rafforzare la resilienza agli effetti negativi dei suddetti cambiamenti; |
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21. |
incentiva la ricerca di nuovi sistemi per la gestione dell’acqua piovana, la costruzione di nuovi invasi, il rinnovamento dei sistemi irrigui e della rete dell’acqua potabile, tutti elementi che promuovono la produzione agricola, l’industria alimentare e gli investimenti innovativi nella produzione alimentare; |
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22. |
invita la Commissione europea a completare questi lavori sui piani di emergenza per la sicurezza alimentare finalizzati allo sviluppo e all’attuazione di una strategia a lungo termine volta a garantire la sicurezza alimentare di base a livello regionale, intesa come la capacità di una regione di soddisfare le necessità primarie dei suoi abitanti per un determinato periodo di tempo attraverso la propria produzione alimentare e quella delle regioni limitrofe. Suggerisce, a tale proposito, la generalizzazione dei piani alimentari locali sviluppati in diversi paesi europei; |
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23. |
incoraggia la Commissione europea e gli Stati membri a dare priorità all’uso alimentare dei prodotti agricoli rendendo più flessibili le politiche di promozione dei biocarburanti e del metano da fonti agricole, in modo da scollegare i mercati agricoli dai mercati dell’energia quando lievitano i prezzi, mantenendo nel contempo questo importante sbocco in caso di sovrapproduzione; |
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24. |
esorta, in tale contesto, la Commissione europea a sviluppare ulteriormente, in particolare nell’ambito della politica agricola comune, la regolamentazione dei mercati agricoli che, come si è visto, possono diventare completamente instabili e inefficienti in tempi di scarsità; in particolare, occorrerà facilitare l’attivazione delle misure di gestione delle crisi e consentire, anche attraverso negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, la costituzione di scorte alimentari e agricole europee al fine di evitare speculazioni finanziarie sui prezzi agricoli internazionali; le politiche di regolamentazione del mercato che devono essere ripristinate nell’ambito della politica agricola devono anche mirare a mantenere livelli dei prezzi remunerativi per i contadini al termine dell’attuale periodo di tensioni, in quanto la possibilità di vivere dignitosamente del proprio lavoro come agricoltore è la leva migliore per rafforzare l’attività agricola e l’occupazione nel settore agricolo e per attirare nuovi agricoltori; |
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25. |
incoraggia la Commissione europea a dotarsi di una politica di sostegno diretto agli agricoltori con un’attività più anticiclica (specifica per dimensioni e tipo di azienda agricola) al fine di concentrarsi maggiormente sui settori più colpiti, evitando nel contempo aiuti superflui ai settori che realizzano sovrapprofitti; |
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26. |
esorta la Commissione europea a porre maggiormente l’accento sugli stimoli a progredire nel campo della produzione alimentare finanziando attività di ricerca e applicazione negli ambiti dell’adattamento della produzione ai cambiamenti climatici, della riduzione della dipendenza dai fornitori di paesi terzi, del miglioramento del valore sanitario degli alimenti prodotti e dell’allungamento della durata di vita degli alimenti con metodi biologici; |
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27. |
chiede alla Commissione europea di porre maggiormente l’accento sugli stimoli a progredire nel campo della produzione agricola riducendone l’intensità energetica. Ciò consentirà di eliminare in modo sostanziale la dipendenza dell’efficienza della produzione agricola, e in ultima analisi dei prezzi dei prodotti alimentari, dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia; |
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28. |
invita la Commissione europea a porre maggiormente l’accento sulla garanzia di condizioni economiche favorevoli per l’agricoltura in un contesto di aumento dei costi di produzione, attraverso un sostegno ai produttori agricoli adeguato alla natura della produzione realizzata e al potenziale (volume) del produttore interessato; |
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29. |
invita la Commissione europea a fissare, nell’ambito della revisione della direttiva quadro sui rifiuti e sulla base del lavoro svolto dalla piattaforma dell’UE sulle perdite e gli sprechi alimentari, un obiettivo vincolante inteso a dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030 (3); |
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30. |
sottolinea che il coinvolgimento e l’azione degli enti locali e regionali integrano e sostengono gli sforzi compiuti nel contesto dell’azione internazionale, nonché a livello nazionale dai singoli Stati membri dell’UE; |
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31. |
richiama l’attenzione sull’importanza del proprio ruolo, in quanto istituzione i cui membri lavorano in partenariato diretto con le città e le regioni ucraine. |
La minaccia alla sicurezza alimentare
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32. |
sottolinea che, attualmente, la probabilità di una vera carestia in Europa come conseguenza della guerra in Ucraina sembra ancora bassa, anche se il conflitto ha già causato problemi di approvvigionamento per alcuni prodotti, portato a un’inflazione dei prezzi alimentari del 13,2 % annuo (dati dell’agosto 2022) e generato un senso piuttosto diffuso di imprevedibilità (un drastico aumento del costo dei fertilizzanti artificiali, dei prodotti fitosanitari e di altri fattori di produzione, nonché dell’energia, può avere effetti inaccettabili sulle semine autunnali e primaverili e causare ulteriori aumenti, socialmente inaccettabili, dei prezzi alimentari) — una situazione, questa, che sta provocando anche la destabilizzazione dei sistemi socioeconomici regionali; |
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33. |
ricorda che il conflitto in corso sta eliminando dai mercati internazionali i prodotti agricoli e i fertilizzanti provenienti da due grandi esportatori: l’Ucraina, dove la guerra porterà a un’insufficienza della produzione agricola, cui seguirà un processo a lungo termine di ricostruzione del potenziale agricolo di tale paese, e la Russia, che, in quanto paese aggressore, dovrebbe essere esclusa dal commercio internazionale; |
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34. |
ritiene che il proseguimento della guerra contro il paese aggredito e l’isolamento dell’economia del paese aggressore possano porre una reale minaccia per la stabilità alimentare, in particolare nelle regioni non europee, il che porterà ad accrescere l’impegno umanitario dell’UE nei confronti delle regioni colpite dalla carestia e nel contempo farà aumentare le pressioni migratorie in quelle stesse regioni; |
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35. |
sottolinea che una delle maggiori minacce per la stabilità dell’approvvigionamento alimentare è la concentrazione della produzione alimentare, che deve essere controbilanciata favorendo la tendenza ad approvvigionarsi di alimenti dai produttori locali. Da molti decenni i paesi altamente sviluppati lavorano insieme armoniosamente nelle catene di produzione e distribuzione di alimenti, ma gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che la situazione politica, come pure i progressivi cambiamenti del clima, le catastrofi naturali e le pandemie, possono interrompere tali catene all’improvviso e in maniera assai drastica, escludendo ampi territori dall’approvvigionamento, il che richiede un rafforzamento della resilienza alimentare in tali territori, attraverso la rilocalizzazione della produzione e la costituzione di scorte minime private e pubbliche; |
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36. |
sottolinea pertanto la necessità di sviluppare una strategia a lungo termine per salvaguardare la sicurezza alimentare europea. Tale strategia dovrebbe portare alla rilocalizzazione dei prodotti alimentari in Europa, in particolare attraverso clausole speculari negli accordi di libero scambio firmati dalla Commissione europea, al fine di evitare la concorrenza sleale dei prodotti importati rispetto ai prodotti europei. Si impegna a sostenere sforzi equivalenti di sovranità alimentare compiuti da altri paesi in tutto il mondo, in particolare in Africa; |
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37. |
sottolinea che la disponibilità alimentare può essere migliorata trattando gli alimenti in modo più responsabile, con conseguente riduzione degli sprechi; e che si può fare in molti modi, ad esempio riducendo la sovrapproduzione, migliorando le tecnologie per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e la trasformazione, adeguando la scala dell’offerta di vendita al dettaglio e di ristorazione alla domanda reale e sensibilizzando i consumatori; |
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38. |
esprime la sua disponibilità ad agire a livello di pianificazione dello sviluppo regionale al fine di conseguire una riconnessione tra la politica agricola e quella alimentare a livello territoriale, allo scopo di rafforzare la sicurezza alimentare sostenibile, migliorare la qualità degli alimenti e ridurne l’impatto negativo apportando cambiamenti sistemici alle tecnologie per la produzione e la gestione degli alimenti, riducendo l’impatto ambientale della produzione alimentare, riducendo al minimo la dipendenza dell’UE dai fornitori esterni di alimenti e creando un sistema europeo di solidarietà per garantire l’accesso agli alimenti; |
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39. |
garantisce tutela assoluta a tutti i prodotti che rientrano nel regime delle indicazioni geografiche dell’UE: DOP (Denominazione di origine protetta), IGP (Indicazione geografica protetta) e IG (Indicazione geografica); |
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40. |
invita la Commissione europea a porre maggiormente l’accento sul finanziamento di progetti volti ad accrescere la sicurezza alimentare a livello regionale per garantire la sicurezza delle comunità locali, almeno per il tempo necessario ai paesi alleati per organizzare gli aiuti. Tale obiettivo dovrebbe essere conseguito attraverso la diversificazione della produzione alimentare, l’aumento delle aree destinate a tale produzione, l’adeguamento dello spazio agricolo ai cambiamenti climatici, il finanziamento della ricerca e delle applicazioni volte alla produzione di alimenti con una maggiore durata di conservazione, e meccanismi di stoccaggio a livello UE per le regioni che, per ragioni fisiche e geografiche, non sono in grado di raggiungere lo stesso grado di autosufficienza, nonché attraverso la creazione di una garanzia di sicurezza alimentare a livello di Unione europea. |
L’agricoltura biologica come fattore per rafforzare la sicurezza alimentare e ridurre l’impatto negativo dell’agricoltura sull’ambiente
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41. |
raccomanda, ai fini del perseguimento della sicurezza alimentare, di invertire la tendenza all’aumento della specializzazione nella produzione alimentare e di conseguenza alla concentrazione delle aree in cui tale produzione si svolge. Tipicamente, tali fenomeni hanno luogo quando la produzione agricola riguarda derrate di cui vi è grande domanda ed è orientata verso la massima efficienza economica; |
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42. |
considera che il suddetto obiettivo possa essere conseguito incrementando in misura significativa la quota di attività agricola svolta conformemente ai principi dell’agricoltura biologica, promuovendo anche lo sviluppo di coltivazioni perenni. Ciò contribuirà a ridurre l’uso di fertilizzanti minerali e prodotti fitosanitari chimici, migliorando nel contempo in modo significativo la capacità di ritenzione idrica del suolo, il che è importante sia in periodi di penuria che di eccesso di risorse idriche; |
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43. |
sottolinea che, così facendo, si ottengono due vantaggi principali: una riduzione significativa dell’impatto degradante dell’agricoltura intensiva sull’ambiente, e una crescita dell’autonomia regionale dell’approvvigionamento alimentare attraverso un rafforzamento della capacità di produzione alimentare basato sulla produzione agricola locale (abbreviando le catene di approvvigionamento e riducendo la dipendenza in fatto di produzione alimentare); |
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44. |
sostiene e tutela le aree terrazzate e coltivate con terrazzamenti che sono in grado di mitigare aspetti del cambiamento climatico migliorando l’assorbimento delle precipitazioni, riducendo l’erosione del suolo, mitigando le temperature estreme, abbattendo il rischio di inondazioni e incendi boschivi ed aumentando il sequestro del carbonio organico del suolo; |
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45. |
sottolinea che la piena attuazione del Green Deal europeo nel settore agricolo, pur arrecando indiscussi benefici ambientali, richiede un monitoraggio costante volto a evitare una riduzione dei livelli di produzione agricola che garantiscono la sicurezza dell’approvvigionamento, in particolare in termini globali. Si dovrebbe quindi valutare se, qualora la guerra in corso provocasse un calo della produzione agricola in Ucraina e una riduzione delle importazioni alimentari da detto paese tali da provocare carestie in paesi africani e mediorientali, questo calo non debba essere compensato in via temporanea dagli Stati membri dell’UE. Occorrerebbe pertanto prevedere un aumento della produzione agricola dell’UE e quindi una revisione degli obiettivi generali del Green Deal europeo; |
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46. |
ricorda che — secondo i dati della FAO — nel mondo l’uso di concimi ternari (fertilizzanti NPK) è aumentato del 40 % tra il 2000 e il 2019 e attualmente si attesta su oltre 200 milioni di tonnellate all’anno; e che, più in generale, i dati disponibili indicano un uso largamente eccessivo di fertilizzanti. Si stima che più della metà dei concimi azotati e circa tre quarti di quelli fosfatici utilizzati non vengano assorbiti dalle piante, ma rimangano nel suolo o si infiltrino nei corsi d’acqua, determinando in larga misura lo stato ecologico e chimico dell’uno e degli altri. Inoltre, il Comitato fa osservare che l’obiettivo della direttiva quadro sulle acque è che i corpi idrici raggiungano almeno un buono stato ecologico. Pertanto, dato che l’uso eccessivo di fertilizzanti minerali per la produzione alimentare è attualmente una delle cause principali del degrado dell’ambiente acquatico, a tale eccesso si dovrebbe porre fine anche nel quadro della politica adottata dall’UE in materia di acque; |
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47. |
fa osservare che oltre la metà del consumo eccessivo di fertilizzanti ha luogo in Cina e in India, dove, anche in questo caso, il rapido sviluppo economico si realizza a scapito della qualità dell’ambiente; e che i vantaggi competitivi ottenuti in questo modo non sono compatibili con una concorrenza leale. I consumatori di merci importate da questi paesi dovrebbero essere resi maggiormente consapevoli di tutto questo; |
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48. |
riconosce che non è possibile introdurre un’agricoltura biologica universale; ma osserva nondimeno che l’obiettivo dell’UE dovrebbe essere quello di perseguire con coerenza l’attuazione del piano d’azione sull’agricoltura biologica, nonché il traguardo fissato dalla strategia «Dal produttore al consumatore»: raggiungere una quota di terreni agricoli adibita a coltivazione biologica pari al 25 % entro il 2030. Tutto ciò, tuttavia, non deve avere l’effetto di peggiorare la già difficile situazione economica e sociale delle zone rurali europee, ma dovrebbe anzi invertire le tendenze negative in atto. Il Comitato chiede pertanto alle istituzioni dell’UE di condurre un’analisi dei metodi da utilizzare per conseguire gli obiettivi ambientali della produzione agricola. Per conseguire gli ambiziosi obiettivi stabiliti, è necessario sostenere un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, comprese, oltre all’agricoltura biologica (con il pieno rispetto dei relativi criteri), anche l’agricoltura degli habitat (con sovvenzioni per le aziende agricole che operano in zone con caratteristiche naturali preziose) e l’agricoltura ambientale/integrata (con un sostegno alle aziende agricole che adottano misure ecologiche selezionate, ad esempio mediante pacchetti nell’ambito dell’attuale programma agroambientale per l’agricoltura sostenibile, la protezione del suolo e delle acque o zone cuscinetto). Si raccomanda che i pagamenti dell’UE nel settore dell’agricoltura siano strettamente legati sia agli obiettivi ambientali che a quelli di sicurezza alimentare. L’ambizione ambientale a lungo termine dell’UE dovrebbe essere che gli alimenti prodotti sul suo territorio abbiano il minor impatto negativo possibile sull’ambiente. Gli alimenti così prodotti hanno anche un valore nutrizionale più elevato e sono più sani. |
Gli aumenti dei prezzi
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49. |
considera che l’impennata del costo della vita, compreso il considerevole aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, non abbia finora portato a un crollo o anche solo a una riduzione del consumo alimentare a livelli che mettano in pericolo la vita o minaccino la salute, ma abbia contribuito a un deterioramento delle comodità della vita a causa della necessità di rinunciare a determinati prodotti; |
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50. |
sottolinea la necessità di adottare misure di protezione nei confronti dei residenti più poveri per compensare le difficoltà di accesso al cibo, che a lungo termine potrebbero avere conseguenze negative per la salute; e, a questo scopo, occorrerebbe in particolare sostenere le associazioni di aiuto alimentare, le scuole e gli asili nido delle zone emarginate e fornire assistenza alle persone prive di un alloggio; |
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51. |
ricorda che tale perdita di competitività è dovuta principalmente alla concorrenza sleale dei prodotti agricoli importati; propone pertanto che la Commissione europea attui clausole speculari nei suoi accordi di libero scambio per garantire che i prodotti agricoli importati rispettino gli stessi criteri previsti dalle norme ambientali e sociali vigenti in Europa; |
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52. |
fa notare che il progressivo aumento dei prezzi di beni e servizi sta riducendo notevolmente la redditività della produzione nel settore agricolo. Da un lato, infatti, i costi di produzione sono in aumento e, dall’altro, prodotti alimentari europei più costosi risulteranno meno competitivi sui mercati; |
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53. |
ritiene che i rischi principali per l’attività agricola e la produzione alimentare derivino attualmente dai prezzi molto elevati — e di recente notevolmente aumentati — dei fertilizzanti minerali, dei combustibili (in particolare diesel), dell’elettricità e dei prodotti fitosanitari. Una situazione, questa, aggravata dal problema, acuitosi nel corso degli anni, dell’approvvigionamento idrico in agricoltura, nonché dal peggioramento delle condizioni climatiche e dal verificarsi di eventi meteorologici imprevisti; |
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54. |
avverte che la riduzione della redditività dell’agricoltura può rappresentare una minaccia reale e significativa per la sicurezza alimentare, in quanto l’attività agricola ha carattere ciclico e non può essere modificata da un giorno all’altro. Possono essere necessari diversi mesi per rinnovare i patrimoni zootecnici o per ripristinare i seminativi; |
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55. |
ritiene, in un’ottica subnazionale, che il rapido aumento del costo della vita, compresi i prezzi dei prodotti alimentari, rappresenti una minaccia molto grave per la stabilità dei sistemi socioeconomici locali e regionali. Tale situazione, infatti, avrà ripercussioni negative sul mercato del lavoro, sui redditi delle persone e sulle entrate delle amministrazioni locali, determinando in ultima analisi un aumento della povertà, con la conseguenza che gli enti locali e regionali saranno anch’essi chiamati ad affrontare gli effetti del problema. L’instabilità del mercato alimentare ha dunque conseguenze assai più ampie, potendo anche incidere sulla corretta esecuzione dei compiti assegnati ai singoli enti locali e regionali ed erodere le basi per la crescita economica regionale; |
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56. |
ricorda che, dal punto di vista delle imprese, la necessità di salvaguardare le basi della loro attività le costringerà a limitare le spese per lo sviluppo, con ricadute negative sulla capacità di innovazione dell’economia nel suo insieme. |
Promuovere un’azione di adattamento efficace e intersettoriale e affrontare perdite e danni
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57. |
richiama l’attenzione sul complesso problema degli sprechi alimentari, la riduzione dei quali consentirà di ottenere una serie di benefici a vari livelli, e in particolare una riduzione dell’uso di risorse preziose necessarie per la produzione, il trasporto e la distribuzione di alimenti: energia, acqua, costo del lavoro, superficie destinata alla produzione alimentare e la stessa produzione di gas a effetto serra; |
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58. |
sottolinea l’importanza di un’azione sistemica per ridurre gli sprechi alimentari, in quanto una gestione più responsabile degli alimenti porterà a una riduzione del volume degli acquisti, con conseguenze per la produzione, la trasformazione, il trasporto, il commercio e il mercato del lavoro. È quindi necessario garantire una transizione programmata che prenda in considerazione misure atte a costituire una «rete di sicurezza»; |
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59. |
sottolinea la grande importanza di creare e promuovere catene di approvvigionamento brevi e veloci dagli agricoltori ai consumatori (e di conseguenza prezzi più bassi, elevata qualità e rapidità di consegna). Anche l’accorciamento delle catene di approvvigionamento alimentare ha un significativo impatto sul clima, grazie alla riduzione delle emissioni prodotte dai trasporti; |
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60. |
sottolinea che, al fine di incoraggiare gli abitanti a utilizzare alimenti prodotti localmente, sarebbe utile evidenziare il luogo di produzione (la creazione di marchi regionali, un sistema appropriato di etichettatura e il «patriottismo» economico locale possono rendere più facile accettare l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari ove se ne comprenda la necessità in considerazione dei costi di produzione degli alimenti); |
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61. |
ricorda che si prevede che l’attuazione del Green Deal comporti un calo significativo della produzione vegetale, e che il rincaro dei prodotti alimentari indurrà i cittadini ad opporre una certa resistenza alla transizione energetica. Sono pertanto necessarie misure che garantiscano una rete di sicurezza al fine di creare un clima di accettazione e comprensione nei confronti del Green Deal europeo; |
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62. |
ravvisa la necessità di una cooperazione intersettoriale tra gli agricoltori, le imprese, le autorità pubbliche e la comunità scientifica al fine di sviluppare approcci nuovi utili ad adattare l’economia agricola ai cambiamenti climatici — misure di mitigazione e adattamento, a fronte della carenza idrica esistente e delle catastrofi naturali, onde ridurre la variabilità delle dinamiche annuali della produzione agricola e ridurre al minimo ulteriori potenziali fallimenti e perdite nella produzione alimentare. Tali misure dovrebbero stimolare gli investimenti pubblici e l’innovazione tecnologica e agroecologica, ma anche essere attuate in parallelo al Green Deal europeo, nel rispetto delle risorse ambientali; Tali misure dovrebbero stimolare gli investimenti pubblici e l’innovazione tecnologica e agroecologica ed essere attuate in parallelo al Green Deal europeo, nel rispetto delle risorse ambientali; |
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63. |
fa notare che l’industrializzazione della produzione agricola determina altresì un aumento dell’interdipendenza tra i vari paesi. Ciò è particolarmente evidente nel settore dell’industria chimica. Il principale esportatore mondiale di NPK è la Russia. Inoltre, la concentrazione di tale produzione si traduce in un’impronta di carbonio molto elevata a causa del massiccio trasporto globale di tali prodotti (oltre 20 milioni di tonnellate di fertilizzanti vengono trasportate ogni anno tra diversi continenti). La produzione di fertilizzanti richiede grandi quantità di gas e, dato che due terzi del loro approvvigionamento globale sono assicurati da soli cinque paesi, vi è un rischio reale che la regolazione dei prezzi del gas possa influenzare i prezzi dei concimi e, in ultima analisi, quelli dei prodotti alimentari. Occorre pertanto adoperarsi per diversificare la produzione e l’offerta dei fattori di produzione agricoli. |
I problemi della politica d’informazione dell’economia alimentare dell’UE
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64. |
sottolinea il preciso dovere di opporsi con fermezza alla minaccia della disinformazione in merito alla disponibilità di cibo, che è uno dei modi più efficaci per destabilizzare una società armoniosa e indurre le persone a comportamenti irragionevoli, e sottolinea altresì che in futuro gli Stati membri dovrebbero essere in grado di rassicurare la popolazione, disponendo di piani di emergenza in materia di sicurezza alimentare sufficientemente ambiziosi, al fine di dare seguito alla comunicazione della Commissione del 12 novembre 2021; |
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65. |
sottolinea che i cambiamenti strutturali nella produzione alimentare volti a ridurre la dipendenza dai fornitori esterni e ad accrescere l’importanza degli alimenti prodotti a livello regionale possono tradursi in un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, il che rende necessaria una politica di informazione trasparente e affidabile, che presti attenzione non solo alla sicurezza dell’approvvigionamento ma anche alla riduzione dei costi ambientali della produzione alimentare; |
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66. |
incoraggia a promuovere costantemente il consumo di alimenti di alta qualità prodotti in prossimità del luogo in cui vivono i consumatori. |
Bruxelles, 30 novembre 2022
Il presidente del Comitato europeo delle regioni
Vasco ALVES CORDEIRO
(1) GU C 37 del 2.2.2021, pag. 22.
(2) GU C 272 del 17.8.2017, pag. 14.
(3) Obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari (europa.eu).