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5.8.2022 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 301/51 |
Parere del Comitato europeo delle regioni — Strategia europea per le università
(2022/C 301/09)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR)
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1. |
accoglie con favore il coinvolgimento e il sostegno dell'Unione nel promuovere l'eccellenza nell'istruzione; sottolinea, in tale contesto, il ruolo di rilievo che riveste la strategia europea per le università quale parte integrante del «pacchetto di misure mirato all'istruzione terziaria», che consentirà la realizzazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025; |
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2. |
sottolinea che una civiltà che rafforzi i valori democratici europei può basarsi solo sul rafforzamento del capitale umano. Un sistema di istruzione eccellente, incentrato su università forti, costituisce la pietra angolare dell'apprendimento permanente; |
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3. |
sottolinea l'importanza di rafforzare la qualità dell'istruzione e della ricerca nelle università europee e la disponibilità a sostenere, a livello locale e regionale, gli obiettivi specifici di questa finalità strategica; |
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4. |
riconosce la particolare importanza delle università nel quadro della società e il loro contributo allo sviluppo sostenibile, resiliente e inclusivo, oltre che fondato su valori democratici, degli Stati membri, delle comunità locali e delle regioni. Il ruolo delle università è ancora più importante nei contesti di crisi, quando cioè possono dare il loro contributo sia per superare una crisi che nel successivo processo di ripresa (1); |
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5. |
sottolinea il ruolo decisivo delle università nella risposta alle sfide globali. L'UE sottolinea da tempo la necessità di rafforzare nelle università il legame tra ricerca, insegnamento, apprendimento e innovazione, aumentando nel contempo il bilancio delle università per consolidare il necessario livello qualitativo. Per affrontare le pressanti sfide sociali individuate nelle missioni dell'Unione europea, le università in quanto generatrici di nuove conoscenze attraverso la ricerca e promotrici dell'innovazione svolgono un ruolo essenziale; |
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6. |
fa notare che le università devono essere considerate una componente fondamentale della cultura europea e che l'ampia diversità del settore accademico, che comprende istituti di insegnamento, enti/istituti di ricerca, scuole professionali, ecc., costituisce un vantaggio strategico; |
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7. |
osserva che la presenza di università in un determinato territorio o regione costituisce spesso un importante vantaggio competitivo per le comunità in cui questi istituti hanno sede (2). Ad esempio, vi è un forte interesse degli investitori per le comunità che possono vantare una forza lavoro altamente qualificata, nonché opportunità di cooperazione con il mondo accademico e di trasferimento di tecnologie e know-how dalle università al settore imprenditoriale. La presenza di un'università è anche un'importante fonte di reddito per la comunità (3), in quanto gli studenti e il personale docente e non docente effettuano spese per importi significativi all'interno di quella stessa comunità (vi è un effetto moltiplicatore rilevante in termini di consumi generati dalle università). Oltre a questi benefici quantificabili in termini economici, la presenza delle università favorisce nel territorio di riferimento un certo clima cosmopolita, caratterizzato dalla presenza di studenti e docenti provenienti da altri paesi e da valori che attengono alla tolleranza e alla diversità culturale, religiosa, etnica, ecc. (4); |
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8. |
plaude all'approccio multilivello proposto nella strategia europea per le università, che prevede un allineamento degli obiettivi di politica pubblica e in materia di investimenti a livello europeo, nazionale, regionale e locale; fa tuttavia osservare che una dimensione locale e regionale più incisiva sarebbe utile nella progettazione e nell'attuazione del modello ideale di università in futuro; |
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9. |
rileva l'importanza di creare partenariati strategici tra gli enti locali e regionali e le università, anche in materia di elaborazione delle strategie di sviluppo locale e regionale. Le università svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo di ecosistemi basati sul territorio, cui le strategie regionali di specializzazione intelligente hanno fornito una buona base; |
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10. |
riconosce che le università possono ricevere sostegno dagli enti locali e regionali grazie alla creazione e al consolidamento di una serie di condizioni legate al contesto del territorio in cui hanno sede (accesso alle infrastrutture e a servizi di tutti i tipi, qualità della vita, ambiente inclusivo, ecc.), condizioni che possono rendere le università più competitive in un mercato globale; |
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11. |
sottolinea che, a livello dello spazio europeo, esiste già un'eccellente tradizione di cooperazione tra università di diversi Stati membri tramite il programma Erasmus+, e che occorre continuare a utilizzarla al meglio; |
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12. |
osserva che oggi il ruolo delle università nel quadro della società si sta evolvendo, tanto che esse si fanno carico di nuove funzioni in aggiunta a quelle tradizionali, che erano incentrate prevalentemente sull'insegnamento e sulla ricerca (5). Oggi le università si stanno ridefinendo come soggetti importanti in termini di innovazione tecnologica e sociale, imprenditorialità, trasferimento di tecnologie all'economia, ecc. Esse non si collocano al di fuori delle comunità e della società, ma diventano attori implicati nella comunità e capaci di dare un contributo rilevante per la soluzione di una serie di problematiche sociali (6); |
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13. |
sottolinea che le università sono attori chiave nella promozione di alcuni obiettivi fondamentali per l'UE, ad esempio la duplice transizione verde e digitale. Le università dispongono di una notevole esperienza in questi settori, ma possono nel contempo attuare e diffondere buone pratiche in questi ambiti all'interno delle comunità locali in cui operano e verso di esse; |
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14. |
osserva che le università possono fornire soluzioni e strumenti per affrontare alcune delle sfide principali che l'Unione deve risolvere, ad esempio il problema della fuga di cervelli (7) e il fenomeno dell'esodo rurale. Gli effetti negativi associati alla fuga di cervelli e l'importanza della circolazione dei cervelli (brain circulation) sono strettamente collegati alla cooperazione e ai partenariati tra le università, gli enti locali e regionali, il contesto imprenditoriale e la società civile. In tale contesto sottolinea la necessità di intensificare notevolmente gli sforzi per colmare le lacune di conoscenza e innovazione in Europa e il divario in materia di innovazione tra l'Europa e gli Stati Uniti; |
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15. |
richiama l'attenzione sull'importanza di individuare e utilizzare costantemente e ampiamente le buone pratiche a livello locale e regionale nel campo della cooperazione tra enti locali e regionali e università. In tale contesto, la creazione di reti transnazionali per la diffusione di buone pratiche, con un'ampia partecipazione delle parti interessate del settore dell'istruzione terziaria, si sta delineando come un obiettivo prioritario per gli enti locali e regionali degli Stati membri. Queste reti potrebbero rientrare nel quadro della strategia europea per le università; |
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16. |
fa osservare che le università si trovano ad affrontare notevoli difficoltà e barriere in questo processo di trasformazione e di assunzione di nuove responsabilità. Con ogni probabilità, le difficoltà finanziarie sono un fattore comune a tutti gli Stati membri. Propone pertanto lo sviluppo di una strategia di investimenti che tenga conto dei finanziamenti regionali, nazionali ed europei, e chiede di prendere in considerazione la conclusione di collaborazioni tra i settori pubblico, privato e no-profit allo scopo di rafforzare le capacità delle università europee. Osserva inoltre che vi sono sfide che attengono al livello di autonomia accademica e/o di ingerenza della politica nelle decisioni importanti riguardanti il finanziamento delle università, l'assunzione e la selezione del personale docente, la libertà di espressione e di scelta dei temi e degli orientamenti della ricerca, le possibilità di comunicare liberamente — senza subire censure — i risultati delle ricerche, ecc.; |
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17. |
sottolinea che è importante che gli enti locali e regionali degli Stati membri partecipino attivamente al consolidamento di un ventaglio quanto più possibile vario di ecosistemi locali e regionali e promuovano la cooperazione e la fiducia tra diversi settori comunitari. Pone l'accento sul fatto che, in ambito locale e regionale, le università devono essere considerate una componente di ecosistemi più ampi, che comprendono una grande varietà di parti interessate (8). Perché le università possano offrire nuove competenze volte a risolvere i problemi in modo creativo, sono essenziali il ricorso alla tecnologia, un'efficace comunicazione all'interno della comunità, nonché la cooperazione tra le università stesse e i pertinenti attori comunitari; |
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18. |
prende atto che l'approfondimento della cooperazione tra università a livello transnazionale e lo sviluppo della dimensione europea dell'istruzione terziaria rappresentano priorità fondamentali affrontate dalla strategia europea per le università. In tale contesto, ritiene che gli enti locali e regionali possano intervenire per sostenere, laddove possibile, la cooperazione universitaria transnazionale (l'iniziativa delle università europee di Erasmus+ è uno strumento importante in questo settore delle alleanze tra università finalizzate all'eccellenza). Gli enti locali e regionali possono collegarsi alle pratiche proposte dalla strategia, ad esempio l'iniziativa sulla «carta europea dello studente». Questa carta europea potrebbe essere riconosciuta non solo a livello accademico, ma anche nel quadro delle relazioni tra studenti, ricercatori e docenti transnazionali e le amministrazioni locali (per permessi di soggiorno, tesserini identificativi per i trasporti pubblici, accesso ai musei, ecc.); |
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19. |
sottolinea che, nel contesto della strategia europea per le università, gli enti locali e regionali degli Stati membri devono avere un ruolo di facilitatori, capaci di riunire varie parti interessate della comunità attorno a iniziative e progetti rilevanti per le università. Osserva inoltre che, sebbene in molti Stati membri gli enti locali e regionali non abbiano responsabilità dirette in materia di finanziamento delle università, essi possono nondimeno stimolare finanziamenti provenienti da diverse fonti a favore delle università e delle iniziative di queste ultime, generando sinergie a livello locale e regionale; |
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20. |
riconosce che è necessario che le università ripensino e modifichino i loro programmi di studio in modo tale da reagire nel modo più efficace possibile ai rapidi progressi tecnologici, alla duplice transizione verde e digitale e ai cambiamenti strutturali dei mercati del lavoro europei che richiedono nuove competenze (9). Sottolinea inoltre che, in questo processo di ridefinizione dei programmi di studio e di sviluppo di nuove competenze, gli enti locali e regionali possono svolgere un ruolo significativo. Sottolinea al tempo stesso che, sebbene le università contribuiscano notevolmente a migliorare l'occupabilità e la competitività economica nell'ambito di un'economia globalizzata, occorre preservare l'autonomia dell'istruzione terziaria; |
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21. |
sottolinea il ruolo degli enti locali e regionali nella creazione e nel consolidamento di ecosistemi locali e regionali che promuovano la cooperazione attiva e la costituzione di reti tra le autorità pubbliche subnazionali, le imprese/l'industria e le università. All'interno di questi ecosistemi gli enti territoriali devono svolgere il ruolo di promotori e facilitatori che individuano opportunità di cooperazione, assegnano una serie di risorse — anche finanziarie — al funzionamento delle attività di costituzione di reti e alla cooperazione, e sostengono la creazione di strutture quali i cluster dell'istruzione a livello locale e/o regionale. I cluster dell'istruzione sono strumenti/veicoli eccellenti, concepiti per offrire uno spazio di dialogo e collaborazione tra i principali soggetti coinvolti nell'istruzione formale, allo scopo di fornire un sostegno ai giovani nel loro percorso di formazione professionale. Utilizzando questi cluster gli enti locali e regionali possono, in partenariato con altri attori dell'ecosistema, attuare strumenti quali fondi per l'innovazione, mini-sovvenzioni per start-up in determinati settori chiave, ecc.; |
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22. |
ritiene che, per alcuni aspetti, il modo in cui gli studenti di oggi devono apprendere sia completamente diverso dal passato; gli studenti hanno bisogno di opportunità che consentano loro di applicare nozioni teoriche a situazioni di vita reale, o anche alla soluzione di problemi che percepiscono nel territorio in cui vivono. Gli enti locali e regionali possono agevolare, insieme alle università e ad altri attori dell'ecosistema locale e regionale, tali esperienze pedagogiche, ad esempio fornendo sostegno a «laboratori viventi», presentando problemi di politica pubblica da analizzare, sviluppando progetti strategici comuni per la comunità, facilitando la cooperazione con altri soggetti interessati della comunità del territorio considerato, ecc.; |
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23. |
ritiene che gli enti locali e regionali, in partenariato con le università e altri attori dell'ecosistema locale/regionale, possano offrire un notevole sostegno ai giovani imprenditori, compresi studenti o laureati, facilitandone l'accesso a risorse fondamentali per l'innovazione. Molti giovani/studenti necessitano di risorse quali laboratori, nuove tecnologie o nuovi collegamenti per sviluppare idee imprenditoriali e/o prodotti e servizi. Gli enti locali e regionali possono, in collaborazione con altri enti dotati di tali risorse, agevolare l'accesso dei giovani imprenditori alle risorse per l'innovazione (spazi, formazione, consulenza, ecc.); |
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24. |
sottolinea che gli enti locali e regionali possono sviluppare relazioni intelligenti con le università in termini di sviluppo della comunità del rispettivo territorio. Le università devono produrre conoscenze e servizi per le comunità in cui operano. Gli enti locali e regionali possono facilitare queste relazioni istituendo programmi che prevedano il coinvolgimento permanente delle università nella risoluzione di problemi del rispettivo territorio, avvalendosi delle università per consulenze e competenze specifiche, nonché diffondendo le buone pratiche quando queste emergono, cosicché un numero maggiore di comunità e autorità pubbliche sia in grado di attuare tali pratiche. Il riconoscimento pubblico e la promozione del coinvolgimento delle università svolgono un ruolo particolarmente importante anche nel legittimare tutta una serie di percorsi accademici e/o professionali, incoraggiando le università a sfruttare al meglio il coinvolgimento nella comunità di docenti, ricercatori e studenti; |
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25. |
sottolinea che differenti comunità locali e regionali, di qualsiasi dimensione, possono beneficiare in egual misura della presenza delle università. Gli enti locali possono dare un contributo significativo allo sviluppo delle università e della loro capacità di attrazione creando le condizioni per un'elevata qualità della vita e incoraggiando atteggiamenti e comportamenti che favoriscano la tolleranza, l'inclusione, il multiculturalismo e la sicurezza nello spazio pubblico. Le università possono scegliere come sede di determinate attività e organismi/enti non solo i grandi centri urbani, ma anche città piccole e medie. Gli enti locali e regionali possono avere un ruolo di facilitatori della scelta delle università di collocare loro sedi distaccate e/o loro istituti di ricerca in queste comunità più piccole offrendo sostegno e (infra)strutture sotto forma di: opportunità di alloggio economicamente accessibili per gli studenti, la possibilità di utilizzare edifici pubblici per talune attività di insegnamento/ricerca/diffusione, l'esistenza di indicatori di buona qualità della vita, sfruttando una serie di vantaggi che non esistono nei grandi centri urbani; |
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26. |
ritiene che il processo di trasformazione digitale a livello locale e regionale possa essere accelerato cooperando con le università e sfruttando appieno le loro risorse nel settore. In relazione agli enti locali e regionali, le università possono fornire consulenza o attuare strategie di trasformazione digitale a livello locale/regionale. Nel campo delle competenze digitali, le università, in collaborazione con le autorità locali, possono offrire corsi brevi o formazioni aperte a tutti, riservando una particolare attenzione a determinati gruppi a rischio di esclusione (anziani, persone con un basso livello di istruzione, ecc.); |
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27. |
gli enti locali e regionali possono sostenere lo sviluppo di campus ibridi che stimolino il processo di trasformazione digitale nelle comunità e nelle università, garantendo pari opportunità, promuovendo l'integrazione sociale, migliorando l'occupabilità dei giovani nel mercato del lavoro, e rafforzando l'animazione socioeducativa, la non discriminazione e la comprensione interculturale. I campus ibridi dovrebbero prestare attenzione sia alla comunicazione, per assicurare pari opportunità, che alla diffusione delle informazioni, per garantire che siano realmente accessibili a tutti i giovani che hanno i necessari requisiti, in particolare quelli che vivono in regioni periferiche. Gli enti locali e regionali possono inoltre fornire sostegno, anche finanziario, all'apertura di questi campus ibridi a diversi soggetti interessati della comunità, compresi i gruppi a rischio e svantaggiati, le categorie vulnerabili e i giovani a rischio (ad es. NEET, giovani disoccupati, donne, rifugiati, persone con disabilità o pensionati). Le politiche dell'UE e degli Stati membri devono dare la priorità all'inserimento dei giovani a rischio; |
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28. |
ritiene che le università dispongano di conoscenze e competenze specifiche significative per la transizione verde. Le università possono anche servire da modello di buone pratiche, con un ruolo al tempo stesso educativo e informativo, per quanto concerne la transizione verde. Le università, in collaborazione con gli enti locali e regionali, possono sviluppare campus verdi, impegnarsi in processi di risanamento urbano offrendo alla comunità campus verdi o edifici modello in termini di efficienza energetica o di progettazione ecocompatibile; |
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29. |
si compiace dell'inclusione di una tabella di marcia chiara, di indicatori annuali e di parametri di riferimento per l'attuazione della strategia, come aveva già raccomandato, al fine di valutare i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi dello spazio europeo dell'istruzione. Malgrado ciò, richiama l'attenzione sulla necessità che l'istituzione dell'osservatorio europeo del settore dell'istruzione superiore (European Higher Education Sector Observatory) includa una dimensione locale e regionale, cosa che consentirebbe che il quadro di valutazione (scoreboard) per questo settore venisse applicato anche a livello locale e regionale; |
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30. |
osserva che gli enti locali e regionali possono sostenere le università europee nei loro sforzi di internazionalizzazione e di promozione del ruolo dell'Unione europea a livello globale. Questi sforzi includono la partecipazione delle università europee ad alleanze transnazionali ambiziose che sviluppano una cooperazione sistemica di lungo periodo in materia di istruzione, ricerca e innovazione di eccellenza e offrono opportunità di mobilità accademica permanente a studenti, docenti, ricercatori e dipendenti delle università. |
Bruxelles, 28 aprile 2022
Il presidente del Comitato europeo delle regioni
Apostolos TZITZIKOSTAS
(1) Howard, G., Weinstein, R., Yang, Y. (2021), Do universities improve local economic resilience? («Le università migliorano effettivamente la resilienza economica a livello locale?»), IZA DP n. 14422, https://docs.iza.org/dp14422.pdf.
(2) Fonseca, L., Nieth, L. (2021), The role of universities in regional development strategies: A comparison across actors and policy stages («Il ruolo delle università nelle strategie di sviluppo regionale: un confronto tra i diversi attori e le diverse fasi delle politiche»), European Urban and Regional Studies, 22(3); Goddard, J, Puukka, J. (2008), The engagement of higher education institutions in regional development: an overview of the opportunities and challenges («La partecipazione degli istituti di istruzione superiore allo sviluppo regionale: una sintesi delle sfide e delle opportunità»), Higher Education Management and Policy, 20(2): 11-41.
(3) Chirca, A., Lazar, D.T. (2021), Cluj-Napoca without students: an estimation of the gap in the city’s economy («Cluj-Napoca senza studenti: una stima della perdita economica per la città»), Transylvanian Review of Administrative Sciences, 66E: 44-59.
(4) Goddard, J., Vallance, P. (2014), The university and the city («L'università e la città»), Higher Education, 68(2): 319-321.
(5) Liddle J., Addidle G.D. (2022), The Changing Role of Universities in Society: Key Influences («Il ruolo in evoluzione delle università nella società: principali influenze») in The Role of Universities and HEIs in the Vulnerability Agenda. Rethinking University-Community Policy Connections («Il ruolo delle università e degli istituti di istruzione superiore nell'agenda della vulnerabilità. Ripensare i collegamenti tra università e comunità»). Palgrave Macmillan, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-89086-5_3.
(6) Myklebust, J.P., Smidt, H. (2021), What is the role of universities in global upskilling? («Qual è il ruolo delle università nel miglioramento delle competenze a livello globale?»), University World News, https://www.universityworldnews.com/post.php?story=20210129110449887.
(7) Hammerbauer, M., Pavletić, P., Vespa, M. (2021), Brain drain in higher education in European context, Final report — ESC41 («La fuga di cervelli nel settore dell'istruzione superiore nel contesto europeo — Relazione finale»), https://www.esu-online.org/wp-content/uploads/2021/03/Brain-Drain-final-report-ESC41-Google-Docs.pdf.
(8) Reichert, S. (2019), The Role of Universities in Regional Innovation Ecosystems («Il ruolo delle università negli ecosistemi di innovazione regionali»), studio dell'EUA (European University Association — Associazione europea delle università), https://www.eua.eu/downloads/publications/eua%20innovation%20ecosystem%20report_final_digital.pdf
(9) Jackson, N. J. (2011), Learning for a complex world: A lifewide concept of learning, education and personal development («Apprendere per un mondo complesso: un concetto di apprendimento, istruzione e sviluppo personale in tutti gli ambiti della vita»). Bloomington, IN: Author House; Williams, S., Dodd, L. J., Steele, C., & Randall, R. (2015), A systematic review of current understandings of employability («Un riesame sistematico delle attuali nozioni di occupabilità»), Journal of Education and Work, Vol. 29, n. 8, pagg. 877-901.