5.4.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 125/23


P9_TA(2022)0310

Una nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030 — Gestione sostenibile delle foreste in Europa

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2022 su una nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030 — Gestione sostenibile delle foreste in Europa (2022/2016(INI))

(2023/C 125/02)

Il Parlamento europeo,

vista la comunicazione della Commissione, del 16 luglio 2021, dal titolo «Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030» (COM(2021)0572),

vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2020 sulla strategia forestale europea — Il cammino da seguire (1),

vista la sua risoluzione del 28 aprile 2015 sul tema «Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale» (2),

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 4,

visti l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile,

visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 («accordo di Parigi»),

visti la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640) e i conseguenti orientamenti politici della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e della Commissione,

visto il regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 («normativa europea sul clima») (3),

visto il regolamento (UE) 2018/841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l'energia, e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 e della decisione n. 529/2013/UE (4),

vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (5) («direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili»),

vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (direttiva Habitat) (6),

visto il regolamento delegato (UE) 2021/268 della Commissione, del 28 ottobre 2020, che modifica l'allegato IV del regolamento (UE) 2018/841 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli di riferimento per le foreste che gli Stati membri devono applicare per il periodo 2021-2025 (7),

vista la comunicazione della Commissione, del 20 maggio 2020, dal titolo «Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 — Riportare la natura nella nostra vita» (COM(2020)0380),

vista la comunicazione della Commissione, del 10 marzo 2020, dal titolo «Una nuova strategia industriale per l'Europa» (COM(2020)0102),

vista la comunicazione della Commissione, del 30 giugno 2021, dal titolo «Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040» (COM(2021)0345),

vista la comunicazione della Commissione, del 14 ottobre 2020, dal titolo «Un'ondata di ristrutturazioni per l'Europa: inverdire gli edifici, creare posti di lavoro e migliorare la vita» (COM(2020)0662),

vista la comunicazione della Commissione, del'11 ottobre 2018, dal titolo «Una bioeconomia sostenibile per l'Europa: rafforzare il collegamento tra economia, società e ambiente» (COM(2018)0673).

vista la comunicazione della Commissione, del 23 marzo 2022, dal titolo «Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari» (COM(2022)0133),

vista l'iniziativa del nuovo Bauhaus europeo,

visto il progetto di regolamento della Commissione che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione (8),

viste le conclusioni del Consiglio del 5 novembre 2021 sulla nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, dell'8 dicembre 2021 sulla comunicazione della Commissione dal titolo «Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030» (9),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 28 aprile 2022, sulla comunicazione della Commissione dal titolo «Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030»,

viste le responsabilità degli Stati membri in virtù della convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione,

vista la relazione della Corte dei conti europea del 2021 dal titolo «Relazione speciale 21/2021 — Finanziamenti dell'UE per la biodiversità e la lotta contro i cambiamenti climatici nelle foreste dell'UE: risultati positivi ma limitati»,

vista la pubblicazione della Commissione del 2018 dal titolo «Orientamenti sull'uso a cascata della biomassa, con esempi selezionati di buone pratiche in materia di biomassa legnosa»,

vista la relazione del 2020 del Centro comune di ricerca della Commissione dal titolo «Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services: An EU ecosystem assessment» (Mappatura e valutazione degli ecosistemi e dei loro servizi: una valutazione degli ecosistemi dell'UE),

vista la relazione del 2020 dell'Agenzia europea dell'ambiente dal titolo «State of nature in the EU — Results from reporting under the nature directives 2013-2018» (Lo stato della natura nell'Unione europea — Risultati delle relazioni a norma delle direttive sulla natura nel periodo 2013-2018),

vista la relazione del 2020 di Forest Europe dal titolo «State of Europe's Forests 2020» (Stato delle foreste europee nel 2020),

vista la relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa scienza-politica per la biodiversità e i servizi ecosistemici,

vista la dichiarazione di Kunming dal titolo «Ecological Civilization: Building a Shared Future for All Life on Earth» (Civiltà ecologica: costruire un futuro condiviso per tutta la vita sulla Terra),

vista la relazione speciale elaborata dal Gruppo di lavoro II del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), dal titolo «Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability» (Cambiamenti climatici 2022: effetti, adattamento e vulnerabilità),

vista la relazione speciale dell'IPCC in materia di cambiamenti climatici, desertificazione, degrado del suolo, gestione sostenibile del suolo, sicurezza alimentare e flussi dei gas serra negli ecosistemi terrestri,

vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 17 aprile 2018 nella causa C-441/17 Commissione europea/Repubblica di Polonia (10),

visti i progetti e le pratiche volti a coordinare l'informazione sulle foreste in Europa (rete europea degli inventari forestali nazionali (ENFIN), progetto Futmon, progetto Diabolo, atlante europeo delle specie arboree forestali e programma per la mappatura e la valutazione degli ecosistemi e dei loro servizi (MAES)),

vista la relazione co-sponsorizzata da IPBES-IPCC del seminario sulla biodiversità e i cambiamenti climatici del 10 giugno 2021,

visto l'articolo 54 del suo regolamento,

visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo,

vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A9-0225/2022),

A.

considerando che l'UE ha fissato gli obiettivi vincolanti di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 e di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 (11); che l'UE si impegna a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, compreso l'obiettivo n. 15, che consiste nel proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità, nonché a rispettare l'accordo di Parigi e gli impegni assunti nel quadro della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2021 (COP26); che le foreste e le industrie e i servizi forestali, così come i proprietari e i lavoratori, svolgeranno un ruolo importante e insostituibile nel conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e gli obiettivi dell'accordo di Parigi, mentre gli ecosistemi forestali e i rispettivi comparti di carbonio sono essenziali per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi in quanto assorbono e immagazzinano circa il 10 % delle emissioni di gas a effetto serra in Europa (12) e custodiscono inoltre un'importante biodiversità;

B.

considerando che l'articolo 4 TFUE prevede competenze e responsabilità condivise in materia di foreste, in particolare nel quadro della politica ambientale dell'UE, e non fa riferimento a una politica forestale comune dell'UE, ma mantiene la politica forestale nella sfera di competenza degli Stati membri; che, data l'elevata diversità delle foreste dell'UE in termini di biogeografia, struttura, dimensioni, biodiversità, modelli di proprietà e politiche esistenti, nei casi in cui la politica ambientale e climatica e altre politiche pertinenti riguardano le foreste è necessario applicare debitamente i principi di sussidiarietà e proporzionalità nello sviluppo e nell'attuazione della nuova strategia dell'UE per le foreste (la strategia) e della pertinente legislazione dell'UE; che i dettagli relativi alla gestione delle foreste devono essere adeguati a livello nazionale e regionale, adottando un approccio dal basso verso l'alto; che è necessario un ulteriore coordinamento a livello dell'UE per conseguire meglio gli obiettivi del Green Deal europeo e per poter calcolare più precisamente le potenziali riduzioni delle emissioni e i limiti di utilizzo delle foreste alla luce dell'importante ruolo delle foreste nel conseguimento degli obiettivi climatici europei;

C.

considerando che il principio del Green Deal europeo quale approccio trasversale per affrontare le sfide climatiche e ambientali, assicurando che la natura e la biodiversità possano essere adeguatamente protette, in modo tale da creare crescita e posti di lavoro sostenibili in un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse, neutra in termini di emissioni e pienamente circolare e competitiva nel rispetto dei limiti del pianeta, dovrebbe guidare l'attuazione della strategia in sede di gestione dei compromessi, creazione di sinergie e ricerca del giusto equilibrio tra le molteplici funzioni delle foreste, comprese le funzioni socioeconomiche, ambientali e climatiche; che un «ecosistema» è un ambiente fisico costituito da elementi viventi e non viventi che interagiscono fra di loro; che, grazie a tali interazioni, gli ecosistemi producono un flusso di benefici per le persone e per l'economia denominati «servizi ecosistemici»; che i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità e dei servizi ecosistemici associati rappresentano una minaccia sistemica per la società; che le foreste offrono un'ampia gamma di servizi ecosistemici, come la fornitura di legname, di prodotti diversi dal legno e di cibo, la cattura del carbonio, un riparo per la biodiversità, aria e acqua pulite, benefici per il clima locale e protezione da pericoli naturali come valanghe, inondazioni, siccità e cadute di massi, offrendo altresì un valore ricreativo, culturale e storico; che la gestione sostenibile delle foreste mira a garantire una fornitura equilibrata dei diversi servizi ecosistemici e a sostenere gli sforzi volti all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla mitigazione degli stessi;

D.

considerando che i prodotti a base di legno contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici immagazzinando il carbonio e sostituendo prodotti con un tenore di carbonio elevato, tra cui materiali da costruzione e da imballaggio, tessili, prodotti chimici e carburanti; che i prodotti a base di legno sono rinnovabili e in larga misura riciclabili e, in quanto tali, offrono un potenziale enorme per sostenere una bioeconomia circolare; che tale circostanza rende il settore forestale e le industrie forestali degli attori fondamentali in un'economia verde;

E.

considerando che la direttiva sulle energie rinnovabili e il regolamento relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura (13) sono oggetto di riesame nell'ambito del pacchetto Pronti per il 55 % e dell'obiettivo di allineare la politica climatica all'accordo di Parigi; che la Commissione ha proposto un regolamento sui prodotti a deforestazione zero; che, alla luce del concetto europeo di foreste multifunzionali, tali iniziative devono essere coerenti con gli obiettivi politici di alto livello del Green Deal, del piano d'azione per la bioeconomia, della strategia per l'economia circolare, della strategia per le foreste, della strategia sulla biodiversità e della visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE;

F.

considerando che la proprietà delle foreste in Europa varia in termini di dimensioni e di struttura proprietaria, determinando una grande diversità dei modelli di gestione; che circa il 60 % delle foreste dell'UE appartiene a 16 milioni di proprietari privati (14), di cui una quota significativa è costituita da piccoli proprietari (15), mentre circa il 40 % delle foreste dell'UE è di proprietà pubblica; che un numero esiguo di proprietari di foreste detiene una percentuale significativa di superficie totale e che alcuni di questi sono proprietari dei principali impianti di trasformazione del legno dell'UE; che il coinvolgimento, l'accompagnamento e la motivazione, prima di ricorrere alla penalizzazione, di tali proprietari attraverso un quadro politico e legislativo globale che garantisca la certezza del diritto e che si basi sul riconoscimento sul riconoscimento dei loro diritti di proprietà, della loro esperienza in quanto gestori, dell'importanza dei ricavi generati dalla gestione forestale e delle sfide specifiche saranno fondamentali per conseguire gli obiettivi della strategia, compresa la fornitura di servizi climatici e di altri servizi ecosistemici; che è importante, pertanto, assicurare che tale quadro sia chiaro e trasparente ed evitare oneri amministrativi eccessivi per tutti gli attori;

G.

considerando che circa il 5 % della superficie forestale totale del mondo si trova nell'UE e che le foreste rappresentano il 43 % della superficie terrestre dell'UE, una percentuale leggermente superiore rispetto alla superficie dei terreni destinati all'agricoltura, e ospitano l'80 % della sua biodiversità terrestre (16); che, secondo la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente dal titolo «L'ambiente in Europa — Stato e prospettive nel 2020: conoscenze per la transizione verso un'Europa sostenibile» (17), l'Europa ha subito un drastico declino della biodiversità; considerando che circa il 23 % delle foreste europee rientra nei siti della rete Natura 2000, la cui percentuale in alcuni Stati membri supera il 50 %; che quasi la metà degli habitat naturali nelle zone Natura 2000 è costituita da foreste;

H.

considerando che i dati più recenti raccolti a norma dell'articolo 17 della direttiva Habitat indicano che, secondo lo stato dei parametri degli habitat, solo il 49 % degli habitat forestali si trova in un buono stato (18), mentre il 29,6 % è in stato sconosciuto e il 21,1 % è in cattive condizioni e deve essere migliorato; che i soli dati aggregati potrebbero non essere sufficienti a individuare e trattare le informazioni chiave sulle questioni più urgenti e che è pertanto necessario consultare indicatori più specifici relativi all'evoluzione dello stato delle foreste e delle pressioni cui sono sottoposte e contribuire a tal fine a rendere disponibili i dati mancanti in futuro; che tali indicatori non sostengono una valutazione complessivamente negativa dello stato delle foreste dell'UE, ma mostrano tendenze sia positive che negative (19) che richiedono risposte articolate caso per caso; che le foreste sono sempre più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, in particolare la sempre maggiore estensione degli incendi boschivi; che risulta ancora particolarmente difficile quantificare gli effetti di tali perturbazioni sulla resilienza e la produttività delle foreste su larga scala;

I.

considerando che una migliore comprensione delle potenziali perturbazioni naturali dovute al clima a carico delle foreste europee dovrebbe fornire un'ulteriore guida per la gestione delle foreste e la definizione di politiche di adattamento volte ad affrontare tali vulnerabilità;

J.

considerando che la raccolta e il mantenimento di dati trasparenti e affidabili di elevata qualità, lo scambio di conoscenze e migliori pratiche e una ricerca debitamente finanziata e ben coordinata sono di fondamentale importanza per affrontare le sfide e generare opportunità e per realizzare le molteplici funzioni delle foreste, compresi i vari benefici offerti dai prodotti delle industrie forestali, in un ambiente sempre più complesso; che i dati sulle foreste disponibili a livello dell'UE sono incompleti e di qualità disomogenea, il che ostacola il coordinamento della gestione e della conservazione delle foreste da parte dell'UE e degli Stati membri; che, in particolare, occorre migliorare il monitoraggio dello stato degli ecosistemi forestali, nonché degli impatti delle misure forestali sulla biodiversità e sul clima;

K.

considerando che, a livello internazionale, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) rappresenta la principale istanza per l'elaborazione di definizioni condivise a livello internazionale nel campo delle foreste e della silvicoltura; che la FAO raccoglie e fornisce dati sulle foreste e sulla silvicoltura; che la Commissione e gli Stati membri contribuiscono ai lavori della FAO;

L.

considerando che la fornitura dei diversi servizi ecosistemici forestali attraverso il settore forestale e le industrie forestali costituisce un pilastro importante in termini di reddito e di occupazione, soprattutto nelle zone rurali, ma anche nelle zone urbane mediante l'utilizzo a valle di tali servizi; che l'attuazione della strategia dovrebbe prestare la debita attenzione allo sviluppo del reddito e dell'occupazione, ma anche all'attrattività dell'occupazione nel settore attraverso posti di lavoro di qualità, protezione sociale, norme di salute e sicurezza, lo sviluppo continuo di partenariati per le competenze che coinvolgano le parti interessate e opportunità di formazione adeguate per i gestori e per i lavoratori; che l'occupazione nel settore silvicolo europeo è diminuita di un terzo tra il 2000 e il 2015, principalmente a causa della crescente meccanizzazione dell'industria del legname e della carta (20); che una migliore progettazione delle macchine forestali può contribuire alla tutela dei lavoratori e ridurre l'impatto sul suolo e sull'acqua; che lo sfruttamento forestale e l'industria del legno figurano tra i settori industriali più pericolosi e causano un elevato numero di infortuni sul lavoro, malattie professionali e prepensionamenti;

M.

considerando che la superficie e il volume di biomassa delle foreste europee sono in aumento (21), in contrasto con le preoccupanti tendenze in fatto di deforestazione a livello globale; che l'UE può svolgere un ruolo importante nell'affrontare la deforestazione globale, come sottolineato nella proposta di regolamento sui prodotti a deforestazione zero della Commissione europea; che, oltre a disciplinare le importazioni, una strategia europea per le foreste che illustri le migliori pratiche per una gestione sostenibile delle foreste fattibile sotto il profilo economico potrebbe contribuire a migliorare la gestione delle foreste a livello globale;

N.

considerando che esistono attualmente sistemi di certificazione volontaria globali per la gestione sostenibile delle foreste; che i sistemi di certificazione rappresentano uno strumento essenziale per soddisfare i requisiti in fatto di dovuta diligenza (22) di cui al regolamento dell'UE sul legno (23);

O.

considerando che il processo della gestione sostenibile delle foreste in Europa dovrebbe garantire il raggiungimento del giusto equilibrio fra i tre pilastri della sostenibilità, ossia protezione ambientale, sviluppo sociale e sviluppo economico;

P.

considerando che i criteri e gli indicatori comunemente utilizzati nell'UE per definire la gestione sostenibile delle foreste si fondano sulla cooperazione paneuropea condotta nell'ambito del processo di Forest Europe, cui hanno aderito tutti gli Stati membri e la Commissione; che, nel quadro del programma di lavoro in corso, Forest Europe ha avviato una nuova valutazione della definizione di gestione sostenibile delle foreste; che Forest Europe raccoglie e fornisce informazioni sullo stato e sulle tendenze delle foreste e della silvicoltura sulla base dei criteri per la gestione sostenibile delle foreste; che è necessario garantire che gli indicatori e le soglie siano basati su elementi concreti e operare in stretta collaborazione con gli Stati membri a tale riguardo; che nuovi indicatori e nuove soglie trasparenti potrebbero migliorare la sostenibilità del settore, data la sua importanza per i valori ecologici, economici e sociali; che il quadro per la gestione sostenibile delle foreste dovrà essere definito in maniera chiara, in particolare per quanto attiene ai criteri, agli indicatori e alle soglie riguardanti la salute degli ecosistemi, la biodiversità e i cambiamenti climatici, affinché diventi uno strumento di controllo più dettagliato e utile per determinare e confrontare i diversi approcci di gestione, il loro impatto e lo stato generale e di conservazione delle foreste europee; che la gestione sostenibile delle foreste dovrebbe procedere parallelamente alla promozione del ruolo multifunzionale delle foreste, in modo tale da garantire che sia completamente in sintonia con la diversità delle foreste e le caratteristiche specifiche di ciascuna regione;

Q.

considerando che l'agroforestazione, definita come sistema di utilizzazione del suolo nel quale l'arboricoltura forestale è associata all'agricoltura sulla stessa superficie, rappresenta una serie di sistemi di gestione del suolo, che possono rafforzare la produttività generale, generare maggiore biomassa, mantenere e ripristinare i suoli, combattere la desertificazione e fornire una serie di preziosi servizi ecosistemici; che nell'UE vi sono due tipi principali di agroforestazione: agroforestazione silvopastorale (animali al pascolo o mangimi animali prodotti all'ombra degli alberi) e agroforestazione silvoarabile (colture praticate sotto copertura arborea, con spazio tra i filari per consentire il passaggio dei trattori); che la maggior parte dei sistemi agroforestali esistenti nell'UE sono sistemi silvopastorali e che l'espansione dell'agroforestazione può apportare molteplici benefici alla luce delle pressioni ambientali;

R.

considerando che la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 mira a «definire, mappare, monitorare e proteggere rigorosamente tutte le foreste primarie e antiche ancora esistenti nell'UE»; che la protezione delle foreste, comprese tutte le foreste primarie e antiche rimanenti dell'UE, è fondamentale per preservare la biodiversità e mitigare i cambiamenti climatici; che, secondo una relazione del Centro comune di ricerca del 2021 (24), rimangono solo 4,9 milioni di ettari di foreste primarie e antiche in Europa, pari soltanto al 3 % della superficie forestale totale dell'Unione e all'1,2 % della sua massa terrestre; che le foreste primarie e antiche rivestono un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità; che spesso presentano una biodiversità nettamente superiore rispetto ad altre foreste nella stessa regione ecologica, sono ricche di specie e ospitano una flora e una fauna specializzate; che le foreste primarie e antiche forniscono inoltre un'ampia gamma di altri servizi ecosistemici essenziali; che è necessaria una definizione operativa di foreste primarie e antiche al fine di una corretta elaborazione delle politiche, della loro attuazione e monitoraggio;

S.

considerando che la rete Integrate è una piattaforma che riunisce i rappresentanti di diversi paesi europei, avviata dai governi di diversi Stati membri e appoggiata dal comitato permanente forestale della Commissione, che fornisce consulenza scientifica e ha svolto finora un ruolo importante nell'individuare strumenti per integrare la conservazione della natura nella gestione sostenibile delle foreste; che i lavori della piattaforma hanno svolto un ruolo significativo nello scambio di esperienze e migliori prassi;

T.

considerando che il progetto Alterfor, finanziato a titolo di Orizzonte 2020, ha studiato il potenziale esistente per ottimizzare i metodi di gestione delle foreste seguiti attualmente e ha presentato modelli di gestione delle foreste alternativi, elencando opportunità e sfide per ciascuna alternativa;

U.

considerando che il progetto SINCERE, finanziato a titolo di Orizzonte 2020, ha sviluppato nuove politiche e nuovi modelli imprenditoriali riunendo le conoscenze e le esperienze dei professionisti, degli scienziati e dei rappresentanti politici, in Europa e oltre, onde vagliare nuovi strumenti per migliorare i servizi ecosistemici forestali in modo da andare a vantaggio dei proprietari di foreste e da soddisfare le esigenze sociali più generali;

V.

considerando che la guerra in Ucraina avrà un forte impatto sulle importazioni di legname, in particolare di legno di betulla, di cui la Russia è responsabile dell'80 % della produzione mondiale, nonché sull'industria europea di trasformazione del legno e sulle esportazioni di prodotti trasformati; che le legittime sanzioni imposte alla Russia sollevano la questione della dipendenza dell'UE dalle importazioni di legname dalla Russia; che l'UE soddisfa internamente circa l'80 % della propria domanda di legname e che le importazioni dalla Russia rappresentano solamente il 2 % circa del consumo totale; che la Finlandia e la Svezia sono i principali importatori dell'UE di legno tondo non lavorato dalla Russia e saranno colpite dai divieti commerciali (25);

W.

considerando che il disboscamento illegale, compreso il disboscamento in zone protette come quelle della rete Natura 2000, continua a essere un problema irrisolto in diversi Stati membri;

X.

considerando che le foreste sono essenziali per la salute fisica e mentale e il benessere delle persone, promuovono la transizione verso un'economia senza combustibili fossili e svolgono un ruolo importante nella vita delle comunità locali, in particolare nelle zone rurali, dove contribuiscono in modo significativo ai mezzi di sussistenza locali;

1.   

accoglie con favore la nuova strategia dell'UE per le foreste e la sua ambizione di aumentare il contributo equilibrato delle foreste multifunzionali agli obiettivi del Green Deal e della sua strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, in particolare gli obiettivi di creare una crescita verde sostenibile e posti di lavoro verdi e di conseguire un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio, sostenibile sotto il profilo ambientale e pienamente circolare nel rispetto dei limiti del pianeta e la neutralità climatica al più tardi entro il 2050; evidenzia l'importanza di una solida strategia scientifica, che tenga conto delle dimensioni ambientale, sociale ed economica della sostenibilità in modo integrato ed equilibrato, dal momento che, oltre a contribuire agli obiettivi in materia di clima e biodiversità, anche attraverso la protezione del suolo e delle acque, le foreste offrono benefici economici e sociali e un'ampia gamma di servizi, dai mezzi di sussistenza alle attività ricreative;

2.   

deplora che la nuova strategia dell'UE per le foreste non sia stata opportunamente elaborata in collaborazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri e i portatori di interessi e che le posizioni dei colegislatori non siano state prese nella giusta considerazione; sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione per quanto riguarda l'attuazione della nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030;

3.   

riconosce che, in linea con la gestione sostenibile delle foreste e al fine di aumentare la qualità e la diversità degli ecosistemi forestali, il mantenimento, la protezione, il rafforzamento, il ripristino e l'uso sostenibile di foreste salubri e resilienti sono obiettivi fondamentali della strategia dell'UE per le foreste e di tutti gli attori del settore forestale e della catena del valore delle foreste, utilizzando il legname come materia prima versatile e rinnovabile per massimizzare l'autosufficienza nell'UE; osserva inoltre che tali obiettivi sono in linea con le aspettative e le richieste della società e con le priorità fondamentali delle persone nell'UE; sottolinea che la silvicoltura rispettosa della natura e la gestione sostenibile delle foreste possono apportare benefici economici analoghi o migliori, preservando e promuovendo nel contempo l'integrità e la resilienza degli ecosistemi e aumentando il potenziale delle foreste come pozzi di assorbimento del carbonio e rifugi per la biodiversità e per il ripristino della biodiversità;

4.   

riconosce il ruolo fondamentale svolto dalle foreste, dalla loro biodiversità e dai loro ecosistemi unici nel contribuire alla salubrità dell'ambiente, alle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, alla fornitura di aria pulita, alla stabilità dell'acqua e del suolo e alla fertilità, fornendo al contempo habitat e microhabitat diversificati a molte specie, sostenendo in tal modo una ricca biodiversità; sottolinea il ruolo essenziale delle foreste per la salute e il benessere degli esseri umani, in particolare quello delle foreste urbane e periurbane accessibili a coloro che non hanno alcun contatto con la natura, nonché nel fornire servizi educativi e turistici; pone in rilievo la necessità di promuovere l'approccio «One Health», che riconosce il legame intrinseco tra la salute umana, la salute animale e una natura sana; sottolinea che la gestione corretta dei siti della rete Natura 2000 è essenziale per mantenere e rafforzare la biodiversità europea, gli ecosistemi e i servizi da essi forniti;

5.   

sottolinea il ruolo essenziale degli ecosistemi forestali nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell'adattamento agli stessi, nonché nel contribuire all'obiettivo dell'UE di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050; riconosce che i cambiamenti climatici stanno alterando la capacità di crescita delle foreste in alcune zone, aumentando la frequenza e la gravità della siccità, delle inondazioni e degli incendi, e promuovendo la diffusione di nuovi parassiti e nuove malattie che colpiscono le foreste; osserva che gli ecosistemi intatti hanno maggiore capacità di superare i fattori ambientali di stress, compresi i cambiamenti climatici, rispetto a quelli degradati, poiché possiedono proprietà intrinseche che consentono di massimizzare le loro capacità di adattamento; sottolinea che i cambiamenti climatici nei prossimi anni avranno un impatto negativo ancora maggiore sulle foreste europee e che in particolare saranno colpite le aree con popolamenti forestali monospecifici e contemporanei; pone in risalto, in tale contesto, la necessità di rafforzare la resilienza delle foreste europee, in particolare aumentandone la diversità strutturale, funzionale e di composizione; ribadisce che foreste miste, strutturalmente ricche e con una grande ampiezza ecologica presentano una maggiore resilienza e adattabilità in tale contesto; evidenzia che in determinate condizioni le foreste miste stabili possono naturalmente contenere un numero limitato di specie; sottolinea che le foreste, con i rispettivi bacini di carbonio costituiti da alberi vivi e legno morto, sono un fattore cruciale per limitare il riscaldamento globale, contribuire agli obiettivi di neutralità climatica dell'UE e rafforzare la biodiversità; ritiene che la promozione di foreste ricche di biodiversità costituisca la migliore assicurazione nei confronti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità;

6.   

evidenzia il continuo aumento della copertura e del volume (26) delle foreste nell'UE, malgrado il rallentamento registrato negli ultimi anni, in contrasto con la tendenza globale alla deforestazione (27); riconosce gli sforzi profusi da tutti gli attori della catena del valore delle foreste che hanno contribuito a tale sviluppo; esprime preoccupazione per la crescente pressione cui sono sottoposti le foreste dell'UE e i loro habitat, esacerbata dall'impatto dei cambiamenti climatici, e sottolinea l'urgente necessità di proteggere e aumentare la resilienza delle foreste e degli ecosistemi, anche attraverso misure volte ad aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e a ridurre le pressioni ove possibile, tenendo conto nel contempo delle caratteristiche delle foreste; osserva con preoccupazione che la vulnerabilità ai parassiti e ai patogeni invasivi delle foreste nell'UE sembra essere aumentata e che i focolai rappresentano una minaccia per il sequestro del carbonio (28), la biodiversità e la qualità del legno;

7.   

chiede che gli Stati membri, nell'ambito della legislazione nazionale, garantiscano alle loro foreste una protezione ottimale dall'inquinamento e dai danni; rimanda in particolare alla protezione dall'inquinamento, come ad esempio dalle munizioni al piombo o dai pesticidi, dall'estrema pressione sul suolo dovuta all'utilizzo inadeguato dei macchinari e alla protezione dalla nociva sovrabrucazione e dai danni causati dall'eccessiva presenza di ungulati;

8.   

pone in rilievo le caratteristiche specifiche e diversificate dei settori forestali negli Stati membri e sottolinea che le foreste dell'UE sono caratterizzate dalla diversità di condizioni naturali, quali la biogeografia, le dimensioni, la struttura e la biodiversità, nonché da modelli di proprietà, forme di governance, sfide e opportunità, e che la maggior parte di esse si sono formate nel corso di secoli di interazione, interventi e gestione da parte degli esseri umani e costituiscono pertanto una forma di patrimonio culturale; ricorda inoltre che le foreste primarie e antiche sono aree che si sono sviluppate con un intervento e una gestione minimi o inesistenti da parte degli esseri umani; evidenzia che, al fine di garantire che la strategia possa essere attuata in tutti i tipi di foreste e situazioni, in alcuni casi sono necessari approcci su misura in termini di gestione forestale e fornitura di servizi ecosistemici;

9.   

riconosce che la gestione forestale è specifica al sito e che le diverse condizioni forestali e i diversi tipi di foreste possono richiedere approcci di gestione diversi, basati sulle diverse esigenze ecologiche e caratteristiche dei terreni forestali e devono tenere conto dei diritti e degli interessi dei lavoratori del settore forestale, dei proprietari e di altri attori interessati;

10.   

sottolinea il contributo prestato finora dai proprietari di foreste e dagli attori della catena del valore delle foreste agli sforzi profusi per conseguire un'economia sostenibile e climaticamente neutra entro il 2050, nonché il valore delle conoscenze e dell'esperienza generazionali e storiche nel campo della silvicoltura e della gestione sostenibile delle foreste;

11.   

riconosce la complessità della valutazione dello stato delle foreste, nonché l'ineguale disponibilità, diversità e qualità dei dati, e sottolinea pertanto la necessità di un dialogo politico e scientifico continuo e di maggiori finanziamenti a tutti i livelli, a partire dalle consultazioni con gli Stati membri, in particolare con i gestori e i proprietari di foreste, al fine di migliorare la raccolta dei dati sullo stato delle foreste e, se del caso, la loro armonizzazione; pone l'accento sulla necessità di tenere conto anche dei mezzi finanziari e delle risorse umane, in particolare per poter individuare tempestivamente gli usi delle foreste efficienti sotto il profilo delle risorse e i limiti di utilizzo delle foreste;

12.   

sottolinea che, pur concentrandosi sulle foreste nell'UE, la strategia e la sua attuazione devono essere coerenti con il lavoro svolto a livello paneuropeo da Forest Europe e da organizzazioni internazionali come la FAO e devono tenere conto dei pareri dei gruppi di esperti e dei lavori intrapresi a livello degli Stati membri; evidenzia che la strategia e la sua attuazione dovrebbero evitare la duplicazione del lavoro e l'aumento degli oneri amministrativi; ritiene inoltre che, dato il forte impegno dell'UE a proteggere la biodiversità e i pozzi di assorbimento del carbonio e a promuovere l'approvvigionamento, la produzione e l'uso sostenibili delle risorse a livello mondiale, come sottolineato dalla proposta di regolamento della Commissione sui prodotti a deforestazione zero, la strategia dovrebbe essere attuata in modo da fungere da modello di migliori prassi, riconoscendo la varietà delle situazioni di partenza, e allo stesso tempo incoraggiare approcci simili in altre regioni;

13.   

evidenzia che, per conseguire i suoi vari obiettivi, l'attuazione della strategia deve essere adeguata allo scopo a livello regionale e locale, tenendo conto dell'impatto socioeconomico che essa può generare, anche adattando l'attuazione alle condizioni e alle esperienze locali e alle conoscenze e agli usi tradizionali, tenendo conto delle conoscenze scientifiche attuali e fornendo ai portatori di interessi le competenze necessarie; osserva che tale attuazione deve basarsi sul pieno riconoscimento dei diritti di proprietà, su un settore forestale economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibile e sul principio «chi inquina paga», quali elementi chiave per la fornitura dei vari servizi forestali e per il miglioramento della resilienza;

14.   

invita la Commissione a fornire una valutazione di impatto esaustiva della strategia, onde individuarne le implicazioni per le condizioni di mercato, le zone rurali e le diverse esigenze di finanziamento, anche per la ricerca e lo sviluppo, lo sviluppo delle competenze, le infrastrutture, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento a questi ultimi e la promozione della biodiversità;

Promuovere una multifunzionalità equilibrata

15.

riconosce il ruolo fondamentale delle foreste e dell'intera catena del valore delle foreste nella protezione del clima e della biodiversità e nella mitigazione dei cambiamenti climatici per contribuire al conseguimento, al più tardi entro il 2050, di un'economia sostenibile e climaticamente neutra; evidenzia che il ruolo multifunzionale delle foreste comprende molteplici servizi ecosistemici e funzioni socioeconomiche, quali la conservazione e il miglioramento della biodiversità e del suolo, la mitigazione dei cambiamenti climatici, il sequestro e lo stoccaggio del carbonio dall'atmosfera, la prevenzione del degrado del suolo, la fornitura di materie prime rinnovabili e basate sulla natura e di prodotti medici, commestibili e culinari, nonché le attività economiche non estrattive, compreso l'ecoturismo sostenibile, tutti fattori che generano occupazione e crescita economica nelle zone rurali e urbane, contrastano lo spopolamento rurale, contribuiscono alla fornitura di acqua e aria pulite, alla protezione dai pericoli naturali e offrono benefici ricreativi, sanitari, estetici e culturali; sottolinea che l'attuazione della strategia deve garantire una fornitura equilibrata di tutti i servizi e mantenere e migliorare la competitività e l'innovazione; evidenzia che per riuscire nella fornitura di servizi è necessaria una gestione attiva e sostenibile;

16.

ritiene che il principio fondamentale della ricerca del giusto equilibrio tra le molteplici funzioni delle foreste e della definizione di obiettivi e misure per la fornitura di tutti i servizi ecosistemici dovrebbe essere quello di cercare di massimizzare le sinergie e ridurre al minimo i compromessi sulla base di informazioni basate su dati concreti;

17.

evidenzia che le foreste contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso il sequestro del carbonio, lo stoccaggio del carbonio e la sostituzione sostenibile di combustibili fossili, di prodotti, materiali e fonti energetiche di origine fossile, nonché di altri prodotti con un'elevata impronta ambientale e di carbonio, con il legno e i prodotti del legno; sottolinea che il legno è l'unica risorsa naturale rinnovabile importante che ha il potenziale di sostituire alcuni materiali ad alta intensità energetica, come il cemento e la plastica, e che in futuro sarà più richiesta; osserva che la strategia si concentra in particolare sullo stoccaggio nel settore edile e ritiene che la sua attuazione dovrebbe sostenere chiaramente un più ampio ricorso a diverse opzioni di sostituzione a base di legno ed essere basata su solide valutazioni del ciclo di vita fondate su dati scientifici, in linea con gli obiettivi ambientali dell'UE e con gli obiettivi della strategia per la bioeconomia e della strategia industriale, allo scopo di sfruttare appieno il potenziale dei prodotti forestali per rafforzare l'economia circolare e la lotta ai cambiamenti climatici e porre fine all'era dei combustibili fossili; pone l'accento sul ruolo della ricerca nel campo della sostituzione dei materiali di origine fossile e dei combustibili fossili; evidenzia la necessità di ridurre il consumo dell'UE in generale e accoglie con favore l'istituzione di una metodologia per quantificare i benefici climatici delle costruzioni in legno;

18.

sottolinea che la notevole importanza di suoli forestali sani e fertili non dovrebbe essere trascurata, dal momento che questi sono imprescindibili per sostenere la vita, aumentare la produttività delle foreste (29), immagazzinare carbonio e proteggere la rete fungina sotterranea vitale che consente agli alberi di condividere risorse, quali nutrienti e acqua, e segnali di difesa, garantendo una maggiore resistenza ai parassiti, alle malattie e persino alla siccità e agli eventi meteorologici estremi (30)(31)(32), che probabilmente aumenteranno in termini di intensità e frequenza a seguito dei cambiamenti climatici;

19.

evidenzia che, affinché i prodotti a base di legno contribuiscano in modo ottimale alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'economia circolare, è necessario che siano utilizzati nel modo più efficiente e sostenibile possibile; ritiene che gli assorbimenti di legname debbano essere limitati da limiti di sostenibilità e che i principi contenuti nell'orientamento dell'uso a cascata (33) costituiscano una buona norma per un uso efficiente, ma solo se non utilizzati come approccio statico, e debbano pertanto essere adeguati periodicamente per riflettere utilizzi innovativi, come nei materiali da costruzione, nei tessili, nei prodotti biochimici, nelle applicazioni mediche e nei materiali per le batterie; sottolinea che le risorse a base di legno devono essere utilizzate nel modo più efficiente possibile, con decisioni economiche e operative che tengano conto delle specificità nazionali, e che un mercato ben funzionante e privo di distorsioni può incentivare l'uso efficiente e sostenibile delle risorse a base di legno, unitamente a misure adeguate per garantire la protezione dell'ambiente;

20.

sottolinea l'importanza di un approvvigionamento affidabile e sostenibile di legno, prodotti a base di legno e biomassa forestale per conseguire gli obiettivi di sostenibilità dell'UE, tra cui l'obiettivo della neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 e l'obiettivo del Green Deal per la crescita verde e l'occupazione verde; osserva che si prevede che la domanda continuerà a crescere (34) e che, onde soddisfare tale domanda, dovrebbe essere incoraggiato l'uso di legno prodotto a livello locale e in modo sostenibile; ritiene che gran parte del settore forestale dell'UE fornisca materie prime di provenienza altamente sostenibile; invita la Commissione a prendere in considerazione gli effetti di rilocalizzazione e di sostituzione dei combustibili fossili e dei materiali non rinnovabili, nonché gli effetti sulla competitività del settore forestale e delle industrie forestali, e a monitorare eventuali ripercussioni sulla disponibilità di legno a seguito dell'attuazione delle misure previste dalla strategia;

21.

evidenzia che la crescente domanda di legname come materia prima, specie il legno da utilizzare come fonte energetica, pone sfide importanti nel contesto delle crisi politiche, come la guerra in Ucraina, e richiede un monitoraggio continuo delle risorse forestali interne per valutare le potenziali carenze; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare le dipendenze dalle importazioni di legname dalla Russia alla luce delle legittime sanzioni imposte a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina e a sviluppare strategie sostenibili per attenuare le perturbazioni ove necessario, evitando nel contempo, a livello dell'UE, la conversione di terreni agricoli adatti alla produzione alimentare; pone l'accento sull'importanza cruciale della sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE e della propria produzione di materie prime, nel più ampio contesto degli obiettivi del Green Deal; sottolinea che, in determinate circostanze, trascurare le foreste può portare alla perdita di posti di lavoro nelle zone rurali e a una maggiore dipendenza dalle importazioni di prodotti forestali provenienti da parti del mondo in cui la gestione forestale è meno sostenibile;

22.

ricorda che 2,1 milioni di persone lavorano nel settore forestale, mentre la catena del valore forestale estesa occupa 4 milioni di persone nell'economia verde, senza considerare le attività al dettaglio e le attività diverse dallo sfruttamento del legno, come le attività ricreative legate alle foreste e i lavori scientifici sulle foreste; osserva che l'occupazione nel settore forestale è diminuita del 33 % tra il 2000 e il 2015, principalmente a causa della crescente meccanizzazione a fronte di un aumento dell'estrazione di legno; sottolinea l'importante ruolo svolto dalle foreste nella creazione di posti di lavoro verdi nelle zone rurali e montane; osserva che i prodotti forestali diversi dal legno, come vari alimenti, medicine e soluzioni naturali per materiali di base, svolgono un ruolo importante come fonte di reddito, con un valore stimato di circa 4 miliardi di EUR nel 2015 (35), e sono profondamente radicati nelle tradizioni regionali; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare gli effetti economici di un approccio più rispettoso della natura, anche sui posti di lavoro diretti e indiretti;

23.

invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare e valutare gli effetti di uno spostamento dell'equilibrio delle funzioni forestali sulla situazione occupazionale generale e sulla redditività del settore locale del legname, in particolare nelle zone rurali e montane, nonché nei settori a valle delle industrie di trasformazione del legno, e sottolinea la necessità di mantenere o migliorare l'attrattiva dell'occupazione nel settore, nonché la sicurezza sul luogo di lavoro al momento di valutare cambiamenti nelle pratiche gestionali;

24.

riconosce l'esistenza di diversi benefici collaterali associati alla riforestazione e all'afforestazione, quali la filtrazione dell'acqua, l'aumento della disponibilità di acqua, la mitigazione della siccità, il controllo delle inondazioni, la prevenzione della sedimentazione, la creazione di habitat di fauna selvatica, l'aumento della fauna epigea, una maggiore fertilità del suolo e la filtrazione dell'aria; accoglie con favore la tabella di marcia per la riforestazione e l'afforestazione, che mira a piantumare almeno 3 miliardi di alberi supplementari nell'UE entro il 2030; sottolinea che tali iniziative dovrebbero essere realizzate nel rispetto di chiari principi ecologici ed essere pienamente compatibili con l'obiettivo della biodiversità che dà la priorità al ripristino degli ecosistemi forestali; rammenta che la messa a dimora degli alberi dipende dal sostegno dei portatori di interessi locali e dalla pianificazione regionale; invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alla messa a dimora di alberi idonei nelle zone con terreni degradati e in quelle colpite dalla desertificazione e ribadisce l'importanza di proteggere le foreste primarie e antiche; evidenzia che l'aumento della superficie dei terreni imboschiti può contribuire efficacemente alla lotta contro il cambiamento climatico e alla rigenerazione naturale dei sistemi forestali degradati, con l'effetto a medio e lungo termine dello sviluppo economico e sociale e della creazione di nuovi posti di lavoro; invita la Commissione a includere nei suoi principi di addizionalità gli alberi piantumati nell'ambito dei regimi ecologici della nuova politica agricola comune (PAC) e degli impegni in materia di ambiente e di clima e degli altri impegni in materia di gestione, nonché di quelli previsti dai piani nazionali per la ripresa e la resilienza, dal momento che sia la nuova PAC che il dispositivo per la ripresa e la resilienza saranno stati attuati dopo l'adozione della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030; sottolinea che, poiché il suolo è una risorsa limitata, la messa a dimora di alberi nelle foreste esistenti, nei terreni marginali e nelle aree urbane dovrebbe avere la priorità sulla conversione dei terreni agricoli produttivi, specie alla luce delle nuove circostanze geopolitiche, nonché sulla conversione di pascoli e prati naturali, in quanto non comporta cambiamenti significativi nel carbonio organico nel suolo (36); prende nota dell'opportunità di sviluppo della foresta urbana in tale settore; rammenta tuttavia che la riforestazione e l'afforestazione possono comportare anche compromessi per la biodiversità, ad esempio nel caso di terreni erbosi a elevata biodiversità;

Protezione, ripristino, riforestazione e afforestazione e gestione sostenibile

25.

riconosce il ruolo multifunzionale delle foreste e l'importanza di ecosistemi forestali sani ed ecologicamente resilienti che forniscano un gran numero di servizi alla società, come la conservazione della biodiversità e la fornitura di materie prime rinnovabili, contribuendo a creare posti di lavoro e a stimolare la crescita economica nelle zone rurali; sottolinea che le politiche volte a rafforzare la protezione e il ripristino della biodiversità contribuiranno a contrastare i cambiamenti climatici; chiede una gestione sostenibile delle foreste nell'attuazione degli obiettivi climatici, in quanto è fondamentale per ridurre la deforestazione e il degrado forestale, e insiste sul fatto che la conservazione della biodiversità e la protezione e conservazione degli habitat dovrebbero essere incluse nella gestione sostenibile delle foreste;

26.

evidenzia quanto sia importante che l'UE promuova la tutela, la conservazione e il ripristino degli ecosistemi forestali, tenendo conto della prossima normativa dell'UE sul ripristino della natura, e migliori la resilienza degli stessi, sostenendo nel contempo lo sviluppo di un settore forestale e di comunità locali economicamente sostenibili e dinamici; chiede che sia elaborata una visione a lungo termine per la protezione e il ripristino delle foreste europee;

27.

prende atto dell'annuncio della Commissione relativo alla definizione di indicatori e valori di soglia supplementari per la gestione sostenibile delle foreste, la cui attuazione a livello nazionale e regionale resta facoltativa per gli Stati membri; ritiene che tali indicatori e soglie debbano aiutare a comprendere se una foresta sia gestita in modo sostenibile a livello di popolamento forestale, o almeno a livello di paesaggio, nonché a determinare quali sforzi di ripristino siano stati efficaci; invita la Commissione a definire indicatori e soglie basati su dati concreti onde integrare il quadro di gestione sostenibile delle foreste, in particolare per quanto riguarda l'elaborazione di criteri chiari relativi alla salute degli ecosistemi, alla biodiversità e ai cambiamenti climatici, al fine di renderli uno strumento efficace per migliorare la sostenibilità delle foreste dell'UE e garantire che la gestione delle foreste contribuisca al conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di clima e biodiversità; reputa che tali indicatori e soglie supplementari siano strumenti fondamentali per la protezione e il ripristino della biodiversità come pure per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi nel settore forestale; sottolinea che una definizione della gestione sostenibile delle foreste è stata concordata nel quadro del processo paneuropeo Forest Europe ed integrata nella legislazione nazionale e nei sistemi volontari, quali le certificazioni forestali, degli Stati membri; pone pertanto l'accento sulla necessità di garantire la coerenza tra il lavoro della Commissione e quello di Forest Europe e della FAO, di evitare qualsiasi duplicazione degli sforzi o un aumento sproporzionato degli oneri amministrativi, nonché di dialogare con le autorità nazionali e regionali competenti, con i gestori e i proprietari di foreste pubblici e privati e con altri portatori di interessi pertinenti, al fine di assicurare che gli indicatori e le gamme di valore siano idonei ad essere applicati a livello locale e regionale in condizioni biogeografiche specifiche; evidenzia che Forest Europe ha avviato un lavoro di revisione della definizione della gestione sostenibile delle foreste e dei suoi strumenti; invita gli Stati membri a proseguire i loro sforzi tesi ad attuare correttamente le strategie e la legislazione nazionali in materia di gestione sostenibile delle foreste, e ad adeguarle alle rispettive circostanze nazionali, regionali e locali; chiede che gli Stati membri recepiscano e attuino adeguatamente la legislazione e gli obiettivi vincolanti dell'UE relativi alle foreste e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione e l'applicazione delle direttive Uccelli e Habitat, compresa la rete Natura 2000;

28.

sottolinea che la pressione sulle foreste dovuta agli organismi nocivi, alle malattie e ai parassiti, alle catastrofi naturali, a un'alterazione del bilancio idrologico, a un aumento delle temperature medie e ad altre perturbazioni è sempre più accentuata dai cambiamenti climatici, e che occorre rafforzare con urgenza la capacità di adattamento e la resilienza degli ecosistemi forestali attraverso una gestione sostenibile e attiva; prende atto dell'impatto economico di tali perturbazioni sul settore forestale nel suo complesso; rileva che una maggiore diffusione di tecnologie e pratiche di gestione sostenibili e innovative per il ripristino, l'afforestazione e la riforestazione può contribuire a potenziare la resilienza e a migliorare la biodiversità; invita la Commissione a raccogliere e divulgare, tra gli Stati membri, conoscenze su come adeguare le foreste ai cambiamenti climatici attuali e previsti, in linea con le nuove strategie dell'UE in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e di biodiversità; osserva che la gestione sostenibile delle foreste, in quanto concetto dinamico, consiste in un'ampia gamma di azioni e pratiche di adattamento, molte delle quali possono svolgere un ruolo chiave nel potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici delle foreste, oltre ad offrire misure volte, tra l'altro, a introdurre specie europee meglio adattate e provenienze migliorate, a rafforzare il contributo delle foreste al ciclo dell'acqua, a effettuare tagli per contenere gli organismi nocivi, i patogeni e le specie invasive, a prevenire gli incendi forestali e a preservare le funzioni protettive, sostenendo nel contempo il ruolo multifunzionale delle foreste; evidenzia che la crescita di foreste più estese, resilienti e diversificate richiede anche l'accesso alle risorse genetiche; sottolinea l'importanza di sostenere i pool genetici nazionali di plantule al fine di fornire alle iniziative locali e regionali di riforestazione e afforestazione un numero sufficiente di specie arboree autoctone; pone l'accento sull'importante ruolo svolto dalla rigenerazione naturale per il futuro delle foreste, in quanto può promuovere uno sviluppo radicale indisturbato, una maggiore vitalità e stabilità degli alberi e una riduzione dei costi di impianto, pur rilevando che la rigenerazione naturale non è sempre possibile a causa di condizioni forestali specifiche; sottolinea che le diverse foreste e condizioni climatiche dell'UE richiedono pratiche differenziate di gestione sostenibile delle foreste, che dovrebbero essere sviluppate ulteriormente a livello nazionale, regionale e locale, partendo da una solida base comune;

29.

constata con grande preoccupazione che gli incendi boschivi su vasta scala e di maggiore intensità rappresentano una sfida crescente in tutta l'Unione europea e, in particolare, che la stagione degli incendi del 2021 nell'UE è stata senza precedenti, in quanto sono andati distrutti circa 0,5 milioni di ettari, in particolare nelle regioni europee che registrano gli aumenti più elevati della temperatura media, come il Mediterraneo; sottolinea che i «megaincendi» stanno aumentando di intensità e frequenza in tutto il mondo; ricorda che un paesaggio variegato con foreste diversificate rappresenta un baluardo o una barriera naturale più solida contro gli incendi boschivi su vasta scala e incontrollabili; evidenzia che il ripristino di foreste diversificate contribuirebbe alla prevenzione e al contenimento degli incendi; sottolinea la necessità di stanziare maggiori risorse e di sviluppare una gestione degli incendi basata su dati scientifici e un sostegno al consolidamento delle capacità attraverso servizi di consulenza al fine di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle foreste; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere e utilizzare meglio il concetto di gestione integrata degli incendi e constata che ciò potrebbe richiedere una migliore capacità normativa da parte degli Stati membri, il rafforzamento dei servizi pubblici, un sostegno specifico e una cooperazione rafforzata nell'ambito della prevenzione delle catastrofi e della preparazione e risposta alle stesse; pone l'accento sull'importanza di sviluppare ulteriormente e utilizzare appieno il meccanismo unionale di protezione civile in relazione agli incendi boschivi e ad altre catastrofi naturali; invita la Commissione a raccogliere e divulgare, tra gli Stati membri, conoscenze su come adeguare le foreste ai cambiamenti climatici attuali e previsti, in linea con la nuova strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici; chiede che la Commissione realizzi valutazioni e mappe del rischio di incendi boschivi, sulla base di prodotti del programma Copernicus migliorati, dell'intelligenza artificiale e di altri dati di telerilevamento, al fine di sostenere l'azione preventiva;

30.

sottolinea che gli strumenti per la gestione sostenibile delle foreste comprendono diversi livelli di protezione; evidenzia che in molti casi anche la protezione delle foreste richiede alcune forme di intervento, ad esempio per far fronte ai rischi naturali o alle esigenze di adeguamento; osserva che le foreste costituite da alberi di diverse età e specie, con copertura continua, sono più resilienti a incidenze climatiche quali incendi, siccità ed eventi meteorologici atipici per la stagione, anche nell'ambito della gestione sostenibile delle foreste, e in quanto tali rappresentano un investimento importante per il futuro; ribadisce che le monocolture, che sono meno resilienti agli organismi nocivi e alle malattie, nonché a siccità, vento, tempeste e incendi, non dovrebbero essere sostenute dai fondi dell'UE;

31.

riconosce che non tutte le pratiche di gestione contribuiscono al sequestro del carbonio nelle foreste, ma sottolinea che le pratiche e gli operatori possono adeguarsi e modernizzarsi per bilanciare al meglio i compromessi, ottimizzare il loro approccio al conseguimento di molteplici obiettivi e creare sinergie con gli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi nonché con molteplici altre funzioni delle foreste; evidenzia, a tal proposito, che occorre tenere in considerazione i compromessi e le sinergie tra la domanda di legname e l'aspettativa che le foreste fungano da pozzi di assorbimento del carbonio e forniscano un habitat per la flora e la fauna; invita, in tal senso, la Commissione e i suoi servizi a lavorare in modo strategico per garantire la coerenza in qualsiasi attività relativa alla silvicoltura e migliorare la gestione sostenibile delle foreste, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà; sottolinea che talune pratiche di gestione, in particolare la messa a riposo volontaria, possono contribuire al ripristino delle foreste e incidere positivamente sul sequestro del carbonio, la biodiversità e lo stato ecologico; osserva che le foreste possono presentare livelli molto diversi di biodiversità e di capacità di sequestro e stoccaggio del carbonio a seconda della gestione, dei macchinari utilizzati, dell'intensità e della frequenza dei tagli, dello stato del suolo, dell'intensità dei parassiti e delle malattie, dell'età dei popolamenti forestali, ecc.; mette in evidenza che attualmente alcune foreste emettono più carbonio di quanto ne assorbano; osserva che le foreste non dovrebbero essere considerate esclusivamente pozzi di assorbimento di CO2 nonché soluzioni per la carente riduzione delle emissioni di altri settori;

32.

plaude alla cooperazione in corso tra la Commissione e gli Stati membri su orientamenti di carattere volontario per una silvicoltura «più rispettosa della natura» del gruppo di lavoro sulle foreste e la natura; ritiene che, per garantire un valore aggiunto, gli orientamenti su tale approccio dovrebbero rispettare pienamente il principio di sussidiarietà e includere un'ampia gamma di strumenti e pratiche di gestione delle foreste orientati ai risultati, comprovati sul piano scientifico e sostenibili, tenendo conto in particolare delle esigenze a livello locale e regionale, onde fornire ai proprietari e ai gestori delle foreste gli strumenti e i corrispondenti incentivi finanziari per migliorare i collegamenti e la cooperazione, in modo da integrare in maniera più efficace la protezione della biodiversità in pratiche di gestione migliorate, che allo stesso tempo mirano a fornire altri servizi e prodotti ecosistemici, come dimostra la rete Integrate; evidenzia che le foreste dell'Unione presentano caratteristiche molto diverse e vi è pertanto la forte necessità di adottare politiche e approcci di gestione diversi, partendo da una solida base comune;

33.

sottolinea l'importanza delle foreste primarie e antiche, che sono caratterizzate da una ricca biodiversità e ospitano un'elevata varietà di microhabitat essenziali per sostenere elevati livelli di biodiversità, nonché il loro ruolo fondamentale per la protezione della biodiversità, il sequestro e lo stoccaggio del carbonio e la fornitura di acqua dolce; ribadisce l'invito affinché tutte le foreste primarie e antiche rimanenti siano rigorosamente protette, in linea con la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030; insiste sulla necessità di proteggere anche le zone cuscinetto adiacenti alle foreste primarie e antiche per sostenere lo sviluppo delle caratteristiche proprie delle foreste antiche; sottolinea che l'estensione di un'adeguata protezione alle zone cuscinetto migliorerà la connettività degli habitat di elevato valore ecologico, il che contribuirà in modo significativo alla conservazione e attenuerà gli effetti negativi della frammentazione; riconosce che quasi tutte le foreste primarie sono andate perdute ed esprime preoccupazione per il disboscamento illegale in alcuni Stati membri dell'UE; prende atto delle varie definizioni delle foreste primarie e antiche stabilite a livello internazionale e sottolinea che, prima di compiere ulteriori sforzi di designazione, gli Stati membri, i proprietari e i gestori di foreste e gli altri portatori di interessi devono concordare una serie di definizioni delle foreste primarie e antiche sulla base di quelle esistenti; si rammarica che gli orientamenti sulla definizione delle foreste antiche e primarie non siano stati adottati dalla Commissione nel 2021 come indicato nella strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, ma accoglie con favore il lavoro in corso su tali definizioni da parte del gruppo di lavoro sulle foreste e la natura; evidenzia la necessità di prendere in considerazione una serie diversificata e completa di caratteristiche, di garantire flessibilità per tenere conto delle condizioni specifiche delle regioni biogeografiche e dei tipi di foreste, nonché di distinguere debitamente foreste antiche e popolamenti forestali di età avanzata gestiti a rotazione prolungata; sottolinea che tali definizioni devono essere concordate con urgenza, basarsi su principi ecologici e tenere conto dell'eterogeneità delle foreste europee, dei proprietari, delle tradizioni di gestione, dei tipi di paesaggi e delle zone climatiche mutevoli, nonché evitare l'imposizione di obblighi di gestione sproporzionati per le foreste e le superfici boschive adiacenti e consentire l'adozione di misure di gestione relative a questioni quali la prevenzione delle catastrofi; pone l'accento sul ruolo svolto dagli incentivi finanziari nel futuro sviluppo volontario di determinate foreste di età avanzata sui terreni ritirati dalla produzione; sottolinea che la distribuzione delle foreste primarie e antiche nell'UE è disomogenea e che il 90 % di esse si trova sul territorio di soli quattro Stati membri (37);

34.

si compiace che gli orientamenti della Commissione sulle nuove aree protette riconoscano la necessità di alcune attività in corso, ad esempio la gestione degli ungulati attraverso la caccia, per proteggere un'ampia gamma di tipi di habitat forestali;

35.

ricorda il significativo deficit nella mappatura delle foreste primarie e antiche e sottolinea la necessità di ultimare con urgenza il quadro teso a garantire una mappatura completa e armonizzata, sulla base di chiari criteri operativi e definizioni; invita la Commissione a riconoscere il lavoro svolto finora in alcuni Stati membri per individuare, mappare e valutare tali foreste e a incoraggiare lo scambio delle migliori pratiche e la condivisione delle conoscenze; ribadisce l'invito alla Commissione e agli Stati membri ad armonizzare i dati esistenti, a colmare le lacune relative all'ubicazione delle foreste primarie e antiche e a creare una banca dati di tutti i potenziali siti che soddisfano i criteri relativi alle foreste antiche e primarie; invita, in tale contesto, la Commissione e gli Stati membri a creare una banca dati trasparente e di facile accesso di tutti i siti che potenzialmente soddisfano i criteri per essere classificati come foreste primarie e antiche;

36.

prende atto del lavoro della Commissione con riguardo all'elaborazione di orientamenti in materia di afforestazione e riforestazione rispettose della biodiversità; sottolinea che occorre prestare particolare attenzione agli Stati membri la cui copertura forestale è esigua e, ove opportuno e non pregiudizievole per il conseguimento degli obiettivi di biodiversità, ai terreni marginali e di altro tipo che non sono idonei alla produzione alimentare, in prossimità delle zone urbane e periurbane e nelle zone montane, nonché al sostegno allo sviluppo di foreste resilienti, miste e sane; evidenzia che le definizioni e gli orientamenti in materia di afforestazione rispettosa della biodiversità devono basarsi su dati scientifici, tenere conto dell'eterogeneità delle foreste europee, dei tipi di proprietà, delle tradizioni di gestione, dei tipi di paesaggi e delle zone climatiche mutevoli, nonché essere elaborate in stretta cooperazione con gli Stati membri e i pertinenti portatori di interessi; insiste inoltre sul fatto che nessuna zona umida o torbiera non drenata dovrebbe essere drenata a fini di afforestazione e, nel caso di terreni storicamente drenati, non dovrebbe essere consentito alcun drenaggio ulteriore o aggiuntivo; sottolinea altresì che occorre prestare particolare attenzione per evitare l'erosione nelle foreste situate in zone montane;

Mettere le foreste e i loro gestori nelle condizioni di conseguire molteplici obiettivi

37.

osserva che la PAC e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sono le principali fonti di sostegno alle misure forestali e rappresentano il 90 % del finanziamento totale dell'UE per la silvicoltura; sottolinea che la valutazione della Commissione del 2017 sulle misure forestali ha concluso che il sostegno allo sviluppo rurale per la silvicoltura ha avuto un effetto generalmente positivo e potrebbe contribuire notevolmente a produrre benefici economici, ambientali e sociali (38); rileva che tra il 2014 e il 2020 gli Stati membri hanno speso solo il 49 % dei fondi disponibili, che la Commissione ha individuato negli oneri amministrativi, nell'insufficiente attrattiva dei premi e nella mancanza di servizi di consulenza le ragioni di questo scarso utilizzo e che ciò dovrebbe essere tenuto in considerazione in sede di adozione dei nuovi piani strategici della PAC; invita gli Stati membri a rimuovere gli oneri amministrativi al fine di rendere più efficiente l'uso del FEASR per le misure forestali; accoglie con favore l'obiettivo della Commissione di aumentare l'utilizzo dei fondi disponibili e sottolinea la necessità di garantire che i finanziamenti e le sovvenzioni non sostengano operazioni che compromettono la fornitura equilibrata dei vari servizi ecosistemici; pone l'accento sulla necessità di includere nei piani strategici della PAC misure concrete e sufficientemente attraenti per garantire l'adozione di interventi e misure volte a migliorare la gestione sostenibile delle foreste e il ruolo multifunzionale delle foreste nell'UE, di assicurare che sia fornito sostegno alle iniziative relative agli ecosistemi forestali, in particolare al fine di ridurre la perdita di biodiversità nelle foreste, di promuovere l'impianto di specie arboree autoctone appropriate ove adatte all'ambiente specifico, di migliorare la gestione forestale e di garantire che i fondi siano utilizzati in linea con i pertinenti obiettivi strategici; si rammarica che la Commissione non tenga traccia delle spese per la silvicoltura nell'ambito di altre misure di sviluppo rurale; evidenzia che il sostegno alle misure volontarie di conservazione della natura è in linea con i diritti di proprietà e col principio di sussidiarietà;

38.

invita la Commissione a individuare nuove modalità per rendere la combinazione di diversi fondi più attraente e di facile attuazione, riflettendo e facendo leva sul carattere multifunzionale delle foreste e dei servizi ecosistemici forestali, e a promuovere meglio altre fonti di finanziamento dell'UE quali il programma LIFE, Orizzonte Europa, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e lo strumento di finanziamento del capitale naturale della Banca europea per gli investimenti; chiede che la Commissione valuti la coerenza dei diversi strumenti di finanziamento a titolo del bilancio dell'Unione e dello strumento dell'UE per la ripresa, compresi i piani strategici nazionali della PAC, con gli impegni e gli obiettivi definiti nella strategia dell'UE per le foreste e nella strategia dell'UE sulla biodiversità; invita la Commissione a considerare ammissibili, nell'ambito degli aiuti per servizi silvo-climatico-ambientali e la salvaguardia delle foreste, gli impegni relativi alla protezione e alla tutela rigorosa delle foreste derivanti dalla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e dalla nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030; chiede che la Commissione proroghi la validità di tali impegni per periodi superiori ai sette anni, soprattutto nel caso di aree forestali rigorosamente protette;

39.

sottolinea che il settore forestale opera principalmente, e in misura maggiore rispetto a quello agricolo, in quanto settore basato sul mercato senza una netta dipendenza dalle sovvenzioni, pur rilevando che i finanziamenti della PAC devono continuare a essere destinati principalmente alla produzione alimentare e a garantire la sicurezza alimentare nell'Unione; evidenzia che porre maggiore enfasi su altri servizi ecosistemici non dovrebbe portare a una dipendenza sproporzionata e incoraggia la Commissione e gli Stati membri a perseguire ulteriormente lo sviluppo di sistemi di pagamento volontari basati sul mercato per i servizi ecosistemici, quali il sequestro del carbonio, la promozione della biodiversità, la protezione del suolo, la gestione delle acque, la raccolta e il monitoraggio dei dati; sottolinea l'importanza di applicare il principio di addizionalità e di concepire i programmi in modo da riconoscere pienamente il lavoro degli operatori di punta e di altri partecipanti, motivando al contempo un'ampia gamma di proprietari di foreste; evidenzia inoltre che i requisiti specifici dei programmi devono tenere conto della grande varietà di foreste e delle diverse sfide e opportunità ad esse associate; constata che la disponibilità di dati affidabili sui servizi ecosistemici è fondamentale per qualsiasi sistema di pagamento; accoglie con favore la comunicazione della Commissione sul sequestro del carbonio nei suoli agricoli (39), che mira a incentivare nuovi modelli imprenditoriali mediante fonti pubbliche e private premiando le pratiche di gestione tese a migliorare il sequestro nella biomassa vivente e nei suoli conformemente ai principi ecologici; pone l'accento sulla necessità di avviare iniziative in materia di sequestro del carbonio nei suoli agricoli sulla base di una solida metodologia scientifica, compresa la possibilità di approcci non interventistici in linea con la strategia sulla biodiversità; evidenzia, alla luce di tale iniziativa, che la gestione sostenibile attiva delle foreste può contribuire sia all'aumento degli stock di carbonio che alla crescita delle foreste; sottolinea che l'assorbimento del carbonio attraverso la silvicoltura dovrebbe concentrarsi sugli incentivi per i proprietari e i gestori delle foreste affinché investano nella gestione e nella protezione attive e sostenibili delle foreste, laddove necessario, promuovendo la rigenerazione e una maggiore crescita; accoglie con favore il piano della Commissione di proporre un quadro normativo vincolante dell'UE per la certificazione dell'assorbimento del carbonio entro la fine del 2022, allo scopo di quantificare, riferire e certificare correttamente gli sforzi di assorbimento del carbonio ed evitare il rischio di un'errata rappresentazione e di greenwashing;

40.

riconosce l'importante ruolo svolto dai sistemi di certificazione esistenti, basati sul mercato, nell'ulteriore diffusione dei principi di gestione sostenibile delle foreste, come pure il loro contributo in tal senso; osserva che la maggior parte di tali sistemi si è dimostrata uno strumento credibile ed efficace per promuovere pratiche di gestione sostenibile delle foreste in Europa; si compiace del continuo controllo da parte delle istituzioni dell'UE come aiuto al miglioramento continuo; si compiace dell'annuncio della Commissione in merito allo sviluppo di un sistema di certificazione volontario, «più rispettoso della natura»; invita la Commissione a garantire che tali iniziative migliorino gli ecosistemi forestali, proteggano la biodiversità e assicurino un valore aggiunto grazie a pratiche di gestione forestale rispettose della natura; incoraggia la Commissione a cooperare con i sistemi di certificazione esistenti e collaudati e a trarne insegnamenti, nonché a sostenere gli sforzi volti a migliorare i sistemi esistenti, anche per quanto riguarda la trasparenza per i consumatori e tenendo conto della domanda dei consumatori; ritiene che, per creare valore aggiunto, la certificazione volontaria «più rispettosa della natura» debba basarsi su un chiaro quadro obbligatorio e debba offrire ai proprietari di foreste un prezzo adeguato per la fornitura di servizi ecosistemici, ad esempio istituendo un marchio di qualità dell'UE con orientamenti adattati a livello locale per una silvicoltura più rispettosa della natura, al fine di promuovere le pratiche di gestione più rispettose della biodiversità; chiede alla Commissione di valutare sia il valore aggiunto che i costi di un tale sistema di certificazione per i proprietari forestali, dopo aver concluso i lavori sulla definizione di «rispettoso della natura»; osserva che la certificazione volontaria è solo una delle misure necessarie per lo sviluppo di una gestione forestale più sostenibile nell'UE;

41.

si compiace della decisione della Commissione del 4 giugno 2021 relativa alla concessione di licenze per il logo di Natura 2000 (40); osserva che il sistema di certificazione Natura 2000 dovrebbe promuovere le norme ecologiche più rigorose dell'UE per la protezione degli habitat e delle specie terrestri più vulnerabili; ricorda che la rete Natura 2000 copre circa il 18 % del territorio terrestre dell'UE; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero garantire che non siano svolte attività che potrebbero disturbare le specie, o causare loro pregiudizio, negli habitat designati come siti di Natura 2000; chiede che siano fissati obiettivi ambiziosi nel quadro della strategia dell'UE per le foreste, al fine di mantenere e ripristinare il valore ecologico dei siti designati, tenendo conto dei requisiti sociali e culturali e delle caratteristiche regionali e locali delle zone; osserva che gli sforzi di conservazione intrapresi nei siti di Natura 2000 dovrebbero essere pienamente in linea con le direttive Habitat e Uccelli e con la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030; osserva che i siti di Natura 2000 offrono preziosi servizi ecosistemici alla collettività; sottolinea che il logo di Natura 2000 attribuito a beni o servizi dovrebbe indicare che tali beni e servizi contribuiscono agli obiettivi di conservazione del sito Natura 2000 da cui provengono;

42.

accoglie con favore il piano di lavoro strategico riguardante il marchio Ecolabel UE per il periodo 2020-2024 pubblicato dalla Commissione; ricorda che il marchio Ecolabel UE è un marchio volontario di eccellenza ambientale; osserva che il sistema Ecolabel promuove l'economia circolare dell'UE e contribuisce a pratiche di consumo e produzione sostenibili; chiede norme stringenti e un monitoraggio rigoroso, nonché la promozione di un utilizzo più diffuso del marchio Ecolabel nel settore forestale dell'UE; sottolinea l'importanza di estendere l'ambito di applicazione del marchio di qualità ecologica per i prodotti del legno al fine di includere il livello di sostenibilità di tali prodotti; invita gli Stati membri a incoraggiare i produttori a rafforzare l'uso del marchio Natura 2000 per i prodotti forestali diversi dal legno;

43.

sottolinea che, per realizzare gli obiettivi in materia di biodiversità e sfruttare appieno il potenziale delle foreste nel contribuire agli obiettivi in materia di clima e di economia circolare dell'UE, è necessario condurre e incentivare ulteriori attività di ricerca, innovazione e sviluppo nell'ambito della gestione forestale sostenibile, con particolare riferimento all'adattamento ai cambiamenti climatici, e nell'ambito delle alternative di origine biologica ai prodotti di origine fossile e ad altri prodotti con un'impronta di carbonio elevata; incoraggia a continuare a sostenere l'innovazione sostenibile relativa al legno, come ad esempio i tessili a base di legno, che hanno un elevato potenziale come sostituti delle fibre tessili sintetiche e del cotone, e altri materiali a base di legno che hanno ricevuto una valutazione positiva del ciclo di vita ambientale e climatico; sottolinea che, per essere competitive, tali alternative di origine biologica devono offrire ai consumatori prodotti a prezzi accessibili; osserva che i cicli di sviluppo nel settore possono durare 10 anni o più e sottolinea che un contesto normativo prevedibile e stabile rappresenta una condizione essenziale per attrarre investimenti; evidenzia che numerose innovazioni del settore hanno un elevato valore aggiunto e forniscono un'occupazione di alta qualità nelle zone rurali, come pure nella catena del valore del settore forestale e nelle bioindustrie correlate, e sottolinea il ruolo delle piccole e medie imprese in tale ambito;

44.

ritiene che, per migliorare la fornitura coordinata di servizi forestali ambientali, sociali ed economici, i pertinenti programmi quadro dell'UE, fra cui Orizzonte Europa, il programma LIFE, il partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura (PEI-AGRI), il programma LEADER e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), debbano essere meglio allineati; accoglie con favore la proposta della Commissione di rafforzare la cooperazione dell'UE proponendo un partenariato per la ricerca e l'innovazione nella silvicoltura e invita la Commissione a sviluppare programmi globali incentrati sulle foreste che coinvolgano diverse funzioni e parti della catena del valore della silvicoltura, nonché laboratori viventi per collaudare e dimostrare soluzioni per le sfide principali, facendo tesoro di piattaforme esistenti e collaudate come la rete Integrate, la piattaforma tecnologica della filiera forestale e l'Istituto forestale europeo, e includendo partner paneuropei e internazionali;

45.

ricorda che il 60 % delle foreste dell'UE sono di proprietà privata e che una parte significativa dei proprietari forestali è rappresentata da piccoli proprietari; sottolinea che, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia, la sua attuazione deve mirare a consentire a tutti i tipi di proprietari e gestori di foreste, e in particolare ai piccoli proprietari, l'adempimento delle molteplici funzioni delle foreste; riconosce che i proprietari e i gestori di foreste hanno bisogno di un'ampia flessibilità nelle loro pratiche di gestione forestale, operando su una solida base comune, in modo da poter fornire tutti i servizi ecosistemici necessari, e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i programmi di sostegno, i regimi volontari di pagamento per i servizi ecosistemici e i finanziamenti per la ricerca siano attraenti, comprensibili e facilmente accessibili per i piccoli proprietari;

46.

sottolinea che la disponibilità di servizi di consulenza è un motore importante per la diffusione di pratiche sostenibili di gestione delle foreste; incoraggia gli Stati membri a garantire la disponibilità di servizi di consulenza, prestando una particolare attenzione ai piccoli proprietari;

47.

osserva che circa il 40 % delle foreste dell'UE è di proprietà pubblica, ovvero è posseduto da comuni ed enti regionali o nazionali, mentre in alcuni Stati membri la proprietà pubblica delle foreste è molto più elevata e raggiunge una media del 90 % nell'Europa sudorientale; sottolinea che le foreste pubbliche possono svolgere un ruolo chiave nel preservare gli ecosistemi forestali, garantire la protezione della biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, migliorare lo sviluppo rurale e fornire legname come pure beni e servizi diversi dal legno, e che gli enti forestali statali possono svolgere un ruolo importante nel fornire ai proprietari di foreste private le competenze indispensabili per una silvicoltura rispettosa della natura e per l'adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici; chiede, ove necessario, maggiori risorse umane e finanziarie per gli enti forestali statali; invita, in tale contesto, gli Stati membri a dare l'esempio, nelle loro foreste pubbliche, con una gestione sostenibile delle foreste per il bene pubblico, con particolare riferimento agli aspetti ambientali, economici e sociali;

48.

accoglie con favore la comunicazione della Commissione europea dal titolo «Una visione a lungo termine per le zone rurali dell'UE: verso zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere entro il 2040» e il riconoscimento del ruolo delle foreste e della gestione sostenibile delle foreste nel salvaguardare posti di lavoro e mezzi di sussistenza dignitosi nelle zone rurali; sottolinea l'importanza del settore forestale e dei settori basati sul legno quali fonti di occupazione nelle comunità rurali e nelle aree urbane attraverso gli utilizzi a valle; sottolinea l'importanza di promuovere le attività economiche forestali non basate sullo sfruttamento del legname per diversificare le economie locali e l'occupazione locale e per invertire la tendenza allo spopolamento delle zone rurali e periferiche; prende atto con grande preoccupazione del calo costante dell'occupazione nel settore forestale e del legname, che secondo Eurostat è diminuita del 7 % tra il 2000 e il 2019 (41), come pure dell'elevato numero di incidenti nel settore (42); invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare gli effetti delle misure adottate nell'ambito della strategia in materia di occupazione e sicurezza sul lavoro alla luce dell'evoluzione delle pratiche di gestione, considerando che le opzioni discusse spesso vanno di pari passo con una maggiore intensità (fisica) del lavoro, il che comporta anche diversi rischi per i lavoratori e richiede una formazione professionale di alta qualità, nonché opportunità di riqualificazione e aggiornamento delle competenze; sottolinea l'importanza di rendere attraente questo tipo di impiego, nonché le opportunità di una gestione forestale più sostenibile a tal fine; sottolinea, a tale proposito, la necessità di misure volte ad aumentare la sicurezza sul lavoro e a formare adeguatamente i lavoratori, nonché a sostenere la modernizzazione delle attrezzature e degli strumenti forestali; invita gli Stati membri a valutare i loro servizi di consulenza a tale riguardo e a rafforzarli, ove necessario, e a privilegiare la formazione professionale continua di alta qualità nei settori dell'eco-edilizia e della lavorazione del legno; ribadisce il suo invito alla Commissione ad adottare iniziative, in consultazione con i produttori di macchine forestali, onde pervenire a una migliore progettazione ecocompatibile di tali macchine, in modo da conciliare un elevato livello di tutela della sicurezza dei lavoratori con un impatto minimo sui terreni e le acque forestali;

49.

sottolinea l'importanza di attirare i giovani e le donne imprenditrici verso il settore, soprattutto nel contesto delle transizioni digitale e verde delle attività forestali; sottolinea, tuttavia, che le condizioni di lavoro scadenti nel settore forestale in alcune parti d'Europa attualmente non lo rendono una scelta professionale attraente; sottolinea la necessità di investimenti nel settore e in tutta la catena del valore, nonché di un ambiente favorevole nelle zone rurali, comprese le infrastrutture digitali, di trasporto e comunitarie; accoglie con favore le proposte della Commissione di promuovere la creazione di un partenariato per le competenze nell'ambito del patto per le competenze e di ricorrere al Fondo sociale europeo Plus per collaborare al fine di aumentare il numero di opportunità di riqualificazione e aggiornamento delle competenze nel settore forestale, creare posti di lavoro di qualità e fornire ai lavoratori opportunità e condizioni di lavoro adeguate nella bioeconomia basata sul legno, rendendola in tal modo una scelta professionale più attraente;

Monitoraggio, comunicazione e raccolta dei dati

50.

sottolinea l'importanza di dati accurati, integrati, qualitativi, tempestivi, comparabili e aggiornati sulle foreste europee e prende atto dell'iniziativa per una proposta legislativa relativa a un quadro per l'osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà; ricorda l'importanza dei dati verificati, in particolare quelli raccolti a livello locale, in quanto molte caratteristiche forestali possono essere verificate solo sul campo; sottolinea che l'ampia disponibilità, l'elevata qualità, la trasparenza, la completezza e l'armonizzazione dei dati e della comunicazione sono essenziali per conseguire gli obiettivi della strategia e ritiene che, per apportare un vero valore aggiunto, il quadro debba basarsi sui meccanismi e sui processi esistenti, come ad esempio gli inventari forestali nazionali, il Sistema d'informazione forestale europeo, la rete ENFIN, Forest Europe e la FAO, attraverso un approccio dal basso al fine di utilizzare al meglio le competenze e l'esperienza di cui si dispone negli Stati membri, e che tale quadro debba essere sviluppato in base agli impegni assunti a livello internazionale e alle competenze degli Stati membri al riguardo, evitando la duplicazione del lavoro, oneri amministrativi eccessivi e costi eccessivi; sottolinea che tale quadro dovrebbe includere meccanismi per evitare errori come la doppia contabilizzazione; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire adeguati finanziamenti e risorse umane per dare un sostegno operativo a tale quadro;

51.

ritiene che, al fine di garantire la disponibilità di dati affidabili, trasparenti e di elevata qualità, nuovi approcci innovativi come le tecnologie di telerilevamento debbano essere verificati e combinati con i dati acquisiti mediante monitoraggio terrestre e debbano essere interpretati in stretta collaborazione con scienziati e con esperti locali indipendenti, fra cui le autorità competenti e i gestori delle foreste; ritiene che tali approcci possano anche svolgere un ruolo nell'aiutare a bilanciare la multifunzionalità delle foreste e a sviluppare e condividere nuovi approcci e pratiche e dovrebbero comprendere i mezzi finanziari necessari per accedere ai dati e contribuire alla loro acquisizione; ritiene che la sinergia e la complementarità tra le immagini satellitari e i dati di posizionamento e localizzazione possano diventare elementi essenziali per i gestori delle foreste e gli organismi governativi; sottolinea l'importanza di Copernicus nel permettere il monitoraggio a distanza e la valutazione dello stato di salute degli inventari forestali, nonché l'individuazione di problemi come il disboscamento illegale e la deforestazione; si compiace del fatto che, nel quadro del sistema di informazione forestale europeo, sarà rafforzato l'attuale monitoraggio degli effetti climatici e di altre perturbazioni naturali o di origine antropica sulle foreste; sottolinea il ruolo cruciale che l'analisi dei dati svolge nel supportare la gestione sostenibile e la protezione delle foreste, anche nella prevenzione del disboscamento illegale e nell'anticipazione e nell'attenuazione dell'impatto delle perturbazioni naturali, come tempeste, incendi boschivi e parassiti;

52.

ritiene che i dati di Copernicus debbano essere utilizzati come prove nell'applicazione della legge e la definizione delle politiche attraverso la certificazione dei dati e dei prodotti informativi derivati e chiede che la certificazione dei dati di Copernicus sia conseguita nel contesto della prossima proposta legislativa per un quadro sull'osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste; sottolinea che tali dati certificati potrebbero svolgere un ruolo essenziale nel monitoraggio di vari fenomeni (quali ad esempio l'area di distribuzione delle foreste, il disboscamento illegale, la salute delle foreste, la caratterizzazione degli alberi, i modelli di crescita e l'impatto degli incendi boschivi), come pure nel monitoraggio della conformità;

53.

prende atto dell'idea di introdurre piani strategici per le foreste nel quadro per l'osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste; osserva inoltre che diversi Stati membri dispongono già di strategie nazionali per le foreste, che non possono essere valutate in modo uniforme dalla Commissione, e che tali strategie dovrebbero essere stabilite o ulteriormente sviluppate in modo da sostenere gli obiettivi della strategia forestale dell'UE; sottolinea che tale proposta dovrebbe evitare un aumento eccessivo degli oneri amministrativi e dei costi; sottolinea che lo scopo e la necessità esatti di tali piani dovrebbero essere chiariti e sottolinea l'obbligo di rispettare la competenza degli Stati membri in ambito forestale; invita la Commissione a garantire che la proposta legislativa rispetti pienamente le strategie nazionali esistenti a livello degli Stati membri e, se del caso, a livello locale, sottolineando che la pianificazione strategica a livello dell'UE dovrebbe integrarsi con le strategie nazionali esistenti ed evitare di contraddire o duplicare tali strategie; invita la Commissione a valutare in che modo tale strumento possa essere utilizzato per sostenere, in particolare, gli Stati membri che non dispongono ancora di strategie nazionali;

Governance e attuazione

54.

ritiene che, in virtù del contributo multifunzionale apportato dalle foreste ai vari obiettivi dell'UE e dei diversi livelli amministrativi e gruppi di parti interessate coinvolti, le pietre angolari su cui poggia l'attuazione della strategia debbano essere la stretta cooperazione e lo scambio delle migliori prassi con esperti nazionali e regionali, i portatori di interessi, in particolare i proprietari e gestori di foreste pubblici e privati, gli scienziati, i sistemi di certificazione e la società civile, inclusa una rappresentanza adeguata delle popolazioni indigene europee, nonché il rispetto del principio di sussidiarietà; sottolinea che la governance deve tenere conto dell'impegno assunto dall'UE e dagli Stati membri nei confronti di Forest Europe nonché a livello internazionale, ad esempio con la FAO, e che l'attuazione della strategia dovrebbe tendere a creare sinergie con il contributo agli impegni e alla cooperazione internazionali, anche per quanto riguarda il costante sviluppo della terminologia e delle definizioni; ricorda l'importanza della cooperazione transfrontaliera nel garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat minacciati di maggior pregio in Europa; esorta i portatori di interessi del settore ambientale e forestale a raggiungere segmenti più ampi della popolazione attraverso vari strumenti e programmi educativi;

55.

evidenzia l'importanza del comitato permanente forestale quale sede di discussione per fornire competenze forestali complete e discutere le attività nell'ambito della strategia e di altre politiche dell'UE che hanno un impatto sul settore forestale; ritiene che, per conseguire la coerenza fra le politiche, la Commissione dovrebbe intensificare il dialogo tra il comitato permanente forestale e altri gruppi di esperti, come ad esempio il gruppo di lavoro sulle foreste e la natura, il gruppo di dialogo civile sulle foreste e il sughero, che svolge un ruolo importante nel coinvolgere adeguatamente i portatori di interessi nello sviluppo e nell'attuazione delle politiche forestali dell'UE, il sottogruppo di lavoro sulle foreste e la natura in seno al gruppo di coordinamento sulla biodiversità e la natura, nonché il gruppo di esperti sulla filiera del legno;

56.

riconosce che l'attuazione della strategia può portare a cambiamenti sistemici significativi per il settore forestale, attraverso una transizione da flussi di reddito principalmente basati sul legname verso flussi di reddito più complessi che si basano sempre più sulla fornitura di altri servizi ecosistemici, e sottolinea la necessità di monitorare e comprenderne le conseguenze; prende atto che le ampie e talvolta contraddittorie sovrapposizioni fra le politiche e le normative e, in alcuni casi, gli obiettivi confliggenti incidono sulle foreste e sul settore forestale e potrebbero determinare una frammentazione legislativa; sottolinea l'importanza di garantire la loro coerenza; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare costantemente gli effetti cumulativi delle diverse iniziative nell'ambito della strategia, unitamente ad altre normative e politiche pertinenti dell'UE, al fine di garantire la coerenza in qualsiasi attività nel settore forestale e migliorare la gestione sostenibile delle foreste, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà; sottolinea che, nell'ambito di tali valutazioni, l'impatto del regime di protezione delle foreste primarie e antiche sulle comunità locali deve essere valutato in modo approfondito, in collaborazione con gli attori locali, e che il 90 % di essi si trova in soli quattro Stati membri (43); invita la Commissione a riferire in merito nell'ambito della sua relazione sull'attuazione;

57.

esprime profonda preoccupazione per le segnalazioni di disboscamento illegale e cambiamento della destinazione dei suoli in alcuni Stati membri, fenomeni che si verificano anche in foreste statali e in aree protette, e per le relative procedure di infrazione in corso (44); sottolinea che il disboscamento illegale può avere effetti difficili o impossibili da invertire, può contribuire alla perdita di biodiversità, all'accelerazione dei cambiamenti climatici e alla perdita di risorse naturali provenienti dalle foreste da cui le comunità forestali dipendono e può determinare violazioni dei diritti umani; esprime profondo dolore e ferma condanna per gli omicidi e le violenze perpetrati contro il personale forestale, i giornalisti e gli attivisti a seguito del disboscamento illegale e si attende che gli Stati membri assicurino i responsabili alla giustizia e pongano fine all'oppressione delle guardie forestali; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare pienamente ed efficacemente la pertinente legislazione nazionale e dell'UE, in particolare definendo il disboscamento illegale, potenziando lo stretto monitoraggio e aumentando, ove necessario, la spesa per le attività di contrasto, lottando contro la corruzione e migliorando la governance forestale e fondiaria; sottolinea l'importanza di rafforzare il ruolo delle autorità competenti degli Stati membri nella lotta contro il disboscamento illegale, facendo tesoro degli insegnamenti appresi dall'attuazione e dall'applicazione del regolamento dell'UE sul legno; osserva che il disboscamento effettuato in violazione delle misure di protezione della natura, fra cui i piani di gestione Natura 2000 e le direttive Uccelli e Habitat, può anche costituire un disboscamento illegale; sottolinea che il disboscamento illegale ha gravi ripercussioni economiche, sociali e ambientali e genera perdite di reddito per le comunità locali; prende atto del legame esistente fra il disboscamento illegale e le cattive condizioni di vita; deplora la lentezza della Commissione nel perseguire i casi di infrazione, il che comporta il rischio notevole che il disboscamento illegale continui e che sarà troppo tardi per cambiare rotta e per riparare i danni da esso causati; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure urgenti per porre fine al disboscamento illegale e rafforzare il controllo del commercio illegale di legname, attraverso un attento monitoraggio e una rigorosa applicazione delle normative esistenti, come pure l'uso di tecnologie geospaziali e di telerilevamento;

58.

invita la Commissione a promuovere standard e obiettivi europei di protezione delle foreste a livello internazionale;

59.

chiede alla Commissione di riprendere i negoziati per una convenzione internazionale giuridicamente vincolante in materia di foreste, che contribuisca alla gestione, alla conservazione e allo sviluppo sostenibile delle foreste e ne garantisca le funzioni e gli utilizzi molteplici e complementari, ivi compresa l'azione a favore del rimboschimento, dell'imboschimento e della conservazione delle foreste, tenendo conto nel contempo delle esigenze sociali, economiche, ecologiche, culturali e spirituali delle generazioni presenti e future e riconoscendo il ruolo fondamentale di tutti i tipi di foreste nel mantenere l'equilibrio e i processi ecologici, nonché sostenendo l'identità, la cultura e i diritti delle popolazioni indigene, delle loro comunità e di altre comunità e degli abitanti delle zone forestali;

60.

invita l'Unione a rispettare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e a garantire la coerenza tra le sue politiche in materia di sviluppo, commercio, agricoltura, energia e clima; riconosce il contributo economico, sociale e ambientale positivo dell'industria forestale e chiede ulteriori investimenti nella ricerca, nell'innovazione e nel progresso tecnologico;

61.

invita la Commissione a promuovere le clausole speculari nei mercati internazionali della bioeconomia e a fare uso dei partenariati paneuropei e internazionali e degli accordi commerciali esteri per promuovere le ambizioni dell'UE in materia di clima, ma anche la sostenibilità dell'uso delle foreste al di fuori dell'UE;

o

o o

62.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)  GU C 395 del 29.9.2021, pag. 37.

(2)  GU C 346 del 21.9.2016, pag. 17.

(3)  GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1.

(4)  GU L 156 del 19.6.2018, pag. 1.

(5)  GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.

(6)  GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

(7)  GU L 60 del 22.2.2021, pag. 21.

(8)  GU L 189 del 10.5.2022, pag. 1.

(9)  GU C 152 del 6.4.2022, pag. 169.

(10)  Sentenza della Corte di giustizia (Grande Sezione) del 17 aprile 2018 relativa alla causa C-441/17, Commissione europea/Repubblica di Polonia (Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Direttiva 92/43/CEE — Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche — Articolo 6, paragrafi 1 e 3 — Articolo 12, paragrafo 1 — Direttiva 2009/147/CE — Conservazione degli uccelli selvatici — Articoli 4 e 5 — Sito Natura 2000 «Puszcza Białowieska» — Modifica del piano di gestione forestale — Aumento del volume di legname sfruttabile — Piano o progetto non direttamente necessario alla gestione del sito che può avere incidenze significative su tale sito — Opportuna valutazione dell'incidenza sul sito — Pregiudizio all'integrità del sito — Attuazione effettiva delle misure di conservazione — Effetti sui siti di riproduzione e sulle aree di riposo delle specie protette).

(11)  Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica.

(12)  Relazione n. 5/2016 dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) dal titolo «European Forest Ecosystems: State and Trends» (Ecosistemi forestali europei — Situazione e tendenze).

(13)  Regolamento (UE) 2018/841 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 1).

(14)  Comunicazione della Commissione, del 16 luglio 2021, dal titolo «Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030» (COM(2021)0572).

(15)  In Europa nel suo complesso, la maggior parte delle imprese private possiede fino a 10 ha, Forest Europe, State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020; in Germania il 50 % delle foreste di proprietà privata ha dimensioni inferiori a 20 ha, https://www.bmel.de/SharedDocs/Downloads/DE/Broschueren/ bundeswaldinventur3.pdf;jsessionid=972A5297B9463D98948E787D1AA78F19.live921?__blob=publicationFile&v=3; in Francia, circa due terzi dei proprietari possiede meno di 1 ha, https://franceboisforet.fr/wp-content/uploads/2021/04/Brochure_ chiffresClesForetPrivee_2021_PageApage_BD.pdf; in Finlandia, circa il 45 % dei proprietari possiede meno di 10 ha, https://www.luke.fi/en/natural-resources/forest /forest-resources-and-forest-planning/forest-ownership/; in Lettonia, il 50 % dei proprietari possiede meno di 5 ha, https://www.zm.gov.lv/public/ck/files/MAF_parskats _Silava_privat_meza_apsaimn_monitorings.pdf

(16)  Science for Environment Policy, European Forests for biodiversity, climate change mitigation and adaptation (Le foreste europee per la biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi), Future Brief 25, unità Comunicazione scientifica, UWE Bristol, 2021, https://ec.europa.eu/ science-environment-policy

(17)  Agenzia europea dell'ambiente, The European environment — state and outlook 2020: knowledge for transition to a sustainable Europe, 11 maggio 2020, pag. 83, https://www.eea.europa.eu/soer-2020/

(18)  Comunicazione della Commissione, del 16 luglio 2021, dal titolo «Nuova strategia dell'UE per le foreste per il 2030» (COM(2021)0572).

(19)  Centro comune di ricerca, Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services: An EU ecosystem assessment (Mappatura e valutazione degli ecosistemi e dei loro servizi: una valutazione degli ecosistemi dell'UE), 2020; per l'evoluzione dello stato, cfr. anche Forest Europe, relazione dal titolo State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020.

(20)  Relazione del 2020 di Forest Europe dal titolo «State of Europe's Forests 2020» (Stato delle foreste europee nel 2020).

(21)  Centro comune di ricerca, Mapping and Assessment of Ecosystems and their Services: An EU ecosystem assessment (Mappatura e valutazione degli ecosistemi e dei loro servizi: una valutazione degli ecosistemi dell'UE), 2020; per l'evoluzione dello stato, cfr. anche Forest Europe, relazione dal titolo State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020.

(22)  Commissione europea, direzione generale Ambiente, Study on certification and verification schemes in the forest sector and for wood-based products (Studio sui sistemi di certificazione e verifica nel settore forestale e in relazione ai prodotti a base di legno), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2021, https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/afa5e0df-fb19-11eb-b520-01aa75ed71a1/language-it

(23)  Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23).

(24)  Centro comune di ricerca, Mappatura e valutazione delle foreste primarie e antiche in Europa, 2021.

(25)  https://www.wur.nl/en/research-results/research-institutes/environmental-research/show-wenr/does-the-eu-depend-on-russia-for-its-wood.htm

(26)  https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR21_21/SR_Forestry_IT.pdf

(27)  Forest Europe, State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020.

(28)  Science for Environment Policy, «European Forests for biodiversity, climate change mitigation and adaptation» (Le foreste europee per la biodiversità, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi), Future Brief 25, unità Comunicazione scientifica, UWE Bristol, 2021, https://ec.europa.eu/ science-environment-policy

(29)  Comunicazione della Commissione del 17 novembre 2021 dal titolo «Strategia dell'UE per il suolo per il 2030: suoli sani a vantaggio delle persone, degli alimenti, della natura e del clima» (COM(2021)0699).

(30)  Pickles, B. J. e Simard, S. W., «Mycorrhizal Networks and Forest Resilience to Drought», Mycorrhizal Mediation of Soil — Fertility, Structure, and Carbon Storage (Reti micorriziche e resilienza delle foreste alla siccità, Mediazione micorrizica del suolo — Fertilità, struttura e stoccaggio del carbonio), Elsevier, Amsterdam, 2017, pagg. 319-339.

(31)  Gorzelak, M.A. et al., «Inter-plant communication through mycorrhizal networks mediates complex adaptive behaviour in plant communities» (La comunicazione tra le piante mediante reti micorriziche media il complesso comportamento adattivo nelle comunità vegetali), AoB Plants, 2015.

(32)  Usman, M. et al., «Mycorrhizal Symbiosis for Better Adaptation of Trees to Abiotic Stress Caused by Climate Change in Temperate and Boreal Forests» (La simbiosi micorrizica per un miglior adattamento degli alberi allo stress abiotico causato dai cambiamenti climatici nelle foreste temperate e boreali), Frontiers in Forests and Global Change, 2021.

(33)  Commissione europea, direzione generale del Mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI, Orientamenti sull'uso a cascata della biomassa, con esempi selezionati di buone pratiche in materia di biomassa legnosa, Ufficio delle pubblicazioni, 2019.

(34)  Hetemäki, L., Palahí, M. e Nasi, R., Seeing the wood in the forests (Vedere il legno nelle foreste), Knowledge to Action 1, Istituto forestale europeo, 2020; cfr. anche: WWF, Living Forests Report (Relazione sulle foreste viventi), capitolo 5. https://wwf.panda.org/discover/our_focus/forests_practice/forest_publications_news_and_reports/living_forests_report/

(35)  Nella regione di Forest Europe; cfr. Forest Europe, State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020.

(36)  Documento di lavoro dei servizi della Commissione del 16 luglio 2021 dal titolo «The 3 Billion Tree Planting Pledge for 2030» (L'impegno di piantumare 3 miliardi di alberi per il 2030) (SWD(2021)0651).

(37)  Centro comune di ricerca, Mappatura e valutazione delle foreste primarie e antiche in Europa, 2021.

(38)  https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Forests,_forestry_and_logging#Employment_and_apparent_labour_productivity_in_forestry_and_logging

(39)  Comunicazione della Commissione del 15 dicembre 2021 sui cicli del carbonio sostenibili (COM(2021)0800).

(40)  GU C 229 del 15.6.2021, pag. 6.

(41)  https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Forests,_forestry_and_logging#Employment_and_apparent_labour_productivity_in_forestry_and_logging

(42)  Forest Europe, State of Europe's Forests 2020 (Stato delle foreste europee nel 2020), 2020.

(43)  Centro comune di ricerca, Mappatura e valutazione delle foreste primarie e antiche in Europa, 2021.

(44)  Cinque procedure di infrazione in corso contro quattro Stati membri (cause 2016/2072, 2018/2208, 2018/4076, 2020/2033 e 2021/4029).