Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sulle politiche economiche dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 dei Paesi Bassi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici, in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
(1)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario per l'attuazione di riforme e investimenti, con uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. Contribuisce alla ripresa economica e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e propizi per la crescita, volti in particolare a promuovere la transizione verde e digitale, e rafforza la resilienza e la crescita potenziale delle economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a promuovere finanze pubbliche sostenibili e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza [è stato] aggiornato il [XX] giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.
(2)Il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2022. Ha tenuto debito conto del rinnovato impegno comune del vertice sociale di Porto del maggio 2021 a proseguire l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 25 marzo 2022 il Consiglio europeo ha approvato le priorità dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. Sempre il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui annoverava i Paesi Bassi tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio relativa alla politica economica della zona euro, che il Consiglio ha adottato il 5 aprile 2022, e la proposta di relazione comune sull'occupazione 2022 che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, che il Consiglio ha adottato il 14 marzo 2022.
(3)L'invasione russa dell'Ucraina, di poco successiva alla pandemia mondiale, ha sensibilmente modificato il contesto geopolitico ed economico. L'impatto dell'invasione sulle economie degli Stati membri si è manifestato ad esempio con l'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari e prospettive di crescita più deboli. L'aumento dei prezzi dell'energia grava in particolare sulle famiglie più vulnerabili che vivono o rischiano di cadere in condizioni di povertà energetica. L'UE sta inoltre registrando un afflusso senza precedenti di persone in fuga dall'Ucraina. In questo contesto il 4 marzo 2022 è stata attivata per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea, che riconosce agli sfollati ucraini il diritto di soggiornare legalmente nell'UE e dà loro accesso all'istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro, all'assistenza sanitaria, agli alloggi e all'assistenza sociale.
(4)Tenuto conto dei rapidi mutamenti della situazione economica e geopolitica, il semestre europeo riprende il suo ampio coordinamento delle politiche economiche e occupazionali nel 2022, seguendo nel contempo un'evoluzione in linea con i requisiti di applicazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, come indicato nell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. L'attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza adottati è fondamentale per il conseguimento delle priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti affrontano tutte o un sottoinsieme significativo delle raccomandazioni specifiche per paese formulate nei cicli 2019 e 2020. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 sono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241, e si aggiungono alle eventuali raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di presentazione del piano modificato.
(5)La clausola di salvaguardia generale è attiva dal marzo 2020. Nella comunicazione del 3 marzo 2021, la Commissione ha ritenuto che la decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa nel quadro di una valutazione globale dello stato dell'economia, prendendo come criterio quantitativo principale il livello di attività economica nell'UE o nella zona euro rispetto ai livelli precedenti la crisi (fine 2019). L'accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Europa, i rincari dell'energia senza precedenti e il protrarsi di turbative nelle catene di approvvigionamento giustificano il mantenimento della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita per tutto il 2023.
(6)Seguendo l'approccio indicato nel parere del Consiglio del 18 giugno 2021 sul programma di stabilità 2021, la misura migliore per valutare l'orientamento della politica di bilancio è attualmente la variazione, in relazione alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione. Oltre all'orientamento generale della politica di bilancio, al fine di valutare se la politica di bilancio nazionale sia prudente e la sua composizione favorevole a una ripresa sostenibile in linea con la transizione verde e digitale, è dedicata particolare attenzione anche all'evoluzione della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escluse le misure di emergenza temporanee connesse alla crisi COVID-19) e degli investimenti finanziati a livello nazionale.
(7)Il 2 marzo 2022 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti generali per la politica di bilancio nel 2023, con l'obiettivo di sostenere la preparazione dei programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri e rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. Pur restando pronta a reagire all'evoluzione della situazione economica, sulla base delle prospettive macroeconomiche risultanti dalle previsioni d'inverno 2022 la Commissione ha osservato che la transizione da una politica di bilancio aggregata di sostegno nel 2020‑2022 a una politica di bilancio aggregata sostanzialmente neutra nel 2023 sarebbe appropriata. e ha annunciato che è opportuno continuare a differenziare le raccomandazioni di bilancio per il 2023 tra i vari Stati membri e tenere conto di eventuali effetti di ricaduta transfrontalieri. La Commissione ha invitato gli Stati membri a integrare gli orientamenti nei rispettivi programmi di stabilità e convergenza. La Commissione si è impegnata a monitorare attentamente l'evoluzione delle prospettive economiche e ad aggiornare secondo le necessità gli orientamenti politici al più tardi nel quadro del pacchetto di primavera del semestre di fine maggio 2022.
(8)A fronte degli orientamenti di bilancio forniti il 2 marzo 2022, le raccomandazioni in materia di bilancio per il 2023 tengono conto del peggioramento delle prospettive economiche, dell'accresciuta incertezza e degli ulteriori rischi di revisione al ribasso, nonché dell'inflazione più elevata rispetto a quanto prospettato nelle previsioni d'inverno. Alla luce di tali considerazioni, la risposta di bilancio deve aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e la sicurezza energetica e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie più vulnerabili in modo da attenuare le ripercussioni dell'impennata dei prezzi dell'energia e contribuire a limitare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli effetti di secondo impatto mediante misure mirate e temporanee; la politica di bilancio deve rimanere agile per adeguarsi al rapido evolvere delle circostanze e differenziarsi tra i vari paesi in funzione della loro situazione economica e di bilancio, anche per quanto riguarda l'esposizione alla crisi e l'afflusso di sfollati dall'Ucraina.
(9)Il 29 aprile 2022 i Paesi Bassi hanno presentato il loro programma di stabilità 2022, in linea con l'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1466/97. I Paesi Bassi non hanno ancora presentato un programma nazionale di riforma, in quanto tale programma sarà integrato nel piano per la ripresa e la resilienza.
(10)La Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2022 relativa ai Paesi Bassi il 23 maggio 2022. Ha valutato i progressi compiuti dai Paesi Bassi nel dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel 2019, nel 2020 e nel 2021, nonché le fide nuove ed emergenti, comprese quelle derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina. Ha valutato quindi i progressi compiuti dai Paesi Bassi nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'UE in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
(11)La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per i Paesi Bassi e ne ha pubblicato i risultati il 23 maggio 2022. La Commissione ha concluso che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici. In particolare le vulnerabilità riguardano un elevato debito privato e un ampio avanzo delle partite correnti, che hanno rilevanza transfrontaliera.
(12)Il 20 luglio 2020 il Consiglio ha raccomandato ai Paesi Bassi di attuare nel 2020 e nel 2021, in linea con la clausola di salvaguardia generale, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa. Ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, migliorando nel contempo gli investimenti. Nel 2021, sulla base dei dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dei Paesi Bassi è sceso dal 3,7 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2020 al 2,5 % nel 2021. La risposta della politica di bilancio dei Paesi Bassi ha sostenuto la ripresa economica nel 2021, mentre le misure temporanee di emergenza sono state pari al 3,3 % del PIL nel 2020 e nel 2021. Le misure adottate dai Paesi Bassi nel 2021 sono in linea con la raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020. Nel 2020 e nel 2021 il governo ha adottato misure di bilancio discrezionali temporanee o accompagnate da misure di compensazione. Sulla base dei dati convalidati da Eurostat, nel 2021 il debito delle amministrazioni pubbliche si è attestato al 52,1 % del PIL.
(13)Lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità 2022 è realistico. Il governo prevede una crescita del PIL reale del 3,6 % nel 2022 e dell'1,7 % nel 2023. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 3,3 % nel 2022 e dell'1,6 % nel 2023. Nel suo programma di stabilità 2022 il governo prevede che il disavanzo nominale rimanga al 2,5 % del PIL nel 2022 e scenda al 2,3 % nel 2023. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a scendere al 53,1 % nel 2022 e al 52,7 % nel 2023. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico per il 2022 e il 2023 pari rispettivamente al 2,7 % e al 2,1 % del PIL. Tali dati sono superiori al disavanzo previsto nel programma di stabilità 2022 per il 2022, principalmente in quanto il programma comprendeva soltanto in parte misure adottate in risposta agli elevati prezzi dell'energia, e leggermente inferiori per il 2023, principalmente a causa del minore livello di investimenti fissi lordi e di altre spese previsto dalla Commissione. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore pari al 51,4 % nel 2022 e al 50,9 % nel 2023. La differenza è dovuta a una diversa previsione del PIL nominale.
Secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) è stimata all'1,5 %.
(14)Nel 2022 il governo ha gradualmente eliminato la maggior parte delle misure adottate in risposta alla crisi COVID-19, cosicché le misure temporanee di sostegno di emergenza sono destinate a passare dal 3,4 % del PIL nel 2021 allo 0,9 % nel 2022. Il disavanzo pubblico risente delle misure adottate per contrastare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, sono stimate allo 0,7 % del PIL nel 2022 e dovrebbero essere gradualmente eliminate nel 2023. Tali misure consistono principalmente in trasferimenti sociali alle famiglie più povere e in tagli alle imposte indirette sul consumo di energia. Tali misure sono state presentate come temporanee ma, nel caso in cui i prezzi dell'energia restassero elevati anche nel 2023, alcune di tali misure potrebbero essere prorogate. Una di queste misure non è mirata, ossia la riduzione delle imposte indirette sul consumo di energia. Il disavanzo pubblico risente anche dei costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, si attestano allo 0,1 % del PIL nel 2022 e nel 2023, nonché dell'aumento della spesa per la difesa pari allo 0,1 % del PIL nel 2023.
(15)Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 i Paesi Bassi perseguano un orientamento della politica di bilancio di sostegno, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservino gli investimenti finanziati a livello nazionale. Ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità di bilancio a medio termine e a migliorare nel contempo gli investimenti per stimolare il potenziale di crescita.
(16)Nel 2022, sulla base delle previsioni di primavera 2022 della Commissione e includendo le informazioni contenute nel programma di stabilità 2022 dei Paesi Bassi, nelle medesime previsioni l'orientamento della politica di bilancio sarà di sostegno all'economia, pari a - 2,6 % del PIL, come raccomandato dal Consiglio. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attività economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi UE rimarrà stabile rispetto al 2021. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo neutro alla politica di bilancio pari a 0,0 punti percentuali nel 2022. I Paesi Bassi prevedono pertanto di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2022 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porterà all'orientamento generale della politica di bilancio un contributo espansivo di 2,0 punti percentuali. Questo significativo contributo espansivo comprende gli effetti supplementari delle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (0,7 % del PIL), nonché i costi per offrire una protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,1 % del PIL), mentre si prevede che, tra l'altro, ulteriori misure climatiche (destinate a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a promuovere l'energia sostenibile) e le misure nel settore dell'istruzione (riqualificazione, formazione degli insegnanti) contribuiscano rispettivamente per lo 0,3 % e lo 0,2 % del PIL alla crescita della spesa corrente netta.
(17)Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento della politica di bilancio che si attesta a + 0,5 % del PIL nell'ipotesi di politiche invariate. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attività economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE rimarrà invariato rispetto al 2022. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo espansivo alla politica di bilancio pari a 0,1 punti percentuali nel 2023. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porterà all'orientamento generale della politica di bilancio un contributo restrittivo di 1,0 punti percentuali. Ciò comprende l'impatto derivante dall'eliminazione graduale delle misure destinate a far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia (0,7 % del PIL).
(18)Secondo il programma di stabilità 2022, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenderà gradualmente al 2,5 % del PIL nel 2024, prima di salire al 2,9 % entro il 2025, ritornando quindi, secondo le previsioni, al di sotto del 3 % del PIL entro il periodo di attuazione del programma. Tali proiezioni presuppongono alcune ulteriori misure di risanamento di bilancio non ancora specificate. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL è destinato ad aumentare entro il 2025, segnatamente a salire al 53,1 % nel 2024 e quindi ulteriormente al 54,4 % nel 2025. In base all'analisi della Commissione, i rischi per la sostenibilità del debito sembrano attestarsi su livelli medi nel medio termine.
(19)Le distorsioni presenti nel mercato degli alloggi contribuiscono al rapido aumento dei prezzi delle abitazioni e all'elevato indebitamento delle famiglie, il che rende le famiglie vulnerabili agli shock economici. La crescita dei prezzi delle abitazioni è aumentata nel 2021 con un tasso di crescita annuo del 15 % e vi sono crescenti segnali di sopravvalutazione nel mercato degli alloggi, il che aumenta i rischi e le vulnerabilità. Sebbene la deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari venga gradualmente ridotta, tale riduzione è solo parziale, mentre lo sgravio fiscale che consente per i pagamenti dei mutui ipotecari rimane generoso. Insieme a limiti relativamente elevati di prestito (rapporto prestito/valore), tale circostanza continua a contribuire a una marcata distorsione a favore del debito delle famiglie. Allo stesso tempo il mercato delle locazioni private rimane esiguo e poco sviluppato. La mancanza di un segmento medio ben funzionante sul mercato della locazione incoraggia le famiglie ad acquistare anziché affittare, il che contribuisce a determinare livelli elevati del rapporto debito/reddito e una vulnerabilità finanziaria. Le rigidità sul lato dell'offerta si aggiungono alle distorsioni del mercato degli alloggi. L'offerta relativamente non elastica di abitazioni aumenta il rischio che le politiche destinate a rendere gli alloggi più accessibili finiscano per stimolare la domanda e, in ultima analisi, facciano salire ulteriormente i prezzi delle abitazioni, compromettendo in tal modo l'obiettivo originario delle politiche stesse.
(20)Sebbene il sistema pensionistico funzioni bene per quanto concerne l'adeguatezza delle pensioni e la sostenibilità di bilancio, il sistema delle pensioni aziendali o professionali (secondo pilastro) presenta svantaggi in termini di equità intergenerazionale, trasparenza dei diritti pensionistici e flessibilità. I contributi pensionistici del secondo pilastro sono elevati e potrebbero essere necessari importanti aggiustamenti dei contributi per assorbire gli squilibri negli stati patrimoniali dei fondi pensione. Anche i consistenti risparmi obbligatori contribuiscono all'avanzo delle partite correnti. Una riforma del sistema pensionistico potrebbe rendere i fondi pensione più resilienti agli shock. A seguito di un accordo quadro sui principi generali per la riforma delle pensioni nel 2019, nel giugno 2020 il governo e le parti sociali hanno concordato una nuova struttura contrattuale del secondo pilastro. Nel complesso la riforma prevista mira ad affrontare le principali vulnerabilità del sistema pensionistico. Le misure legislative destinate ad attuare la riforma delle pensioni concordata saranno discusse e adottate dal parlamento dei Paesi Bassi nel corso del 2022. La sfida principale consisterà quindi nell'attuare integralmente la riforma, che dovrà essere attentamente monitorata.
(21)I Paesi Bassi hanno presentato i documenti di programmazione della politica di coesione il 22 dicembre 2021, il 23 dicembre 2021 e il 22 marzo 2022. Conformemente al regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, i Paesi Bassi tengono conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nella programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027. Si tratta di un prerequisito per aumentare l'efficacia e massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario ricevuto dai fondi della politica di coesione, e promuovere nel contempo il coordinamento, la complementarità e la coerenza tra tali fondi e altri strumenti e fondi dell'Unione. Il successo dell'attuazione dei programmi di politica di coesione dipende anche dalla correzione delle strozzature che ostacolano gli investimenti a sostegno della transizione verde e digitale e di uno sviluppo territoriale equilibrato.
(22)La percentuale di posti di lavoro flessibili rimane elevata e rappresenta una quota considerevole del mercato del lavoro nei Paesi Bassi. Ciò indica un rischio crescente di segmentazione del mercato del lavoro. Il ricorso a tali tipi di occupazione è influenzato in larga misura da fattori istituzionali e da scelte politiche nazionali quali le differenze di trattamento fiscale (per i lavoratori autonomi senza dipendenti), la copertura di previdenziale e le norme in materia di protezione del lavoro. Questi diversi fattori, anche istituzionali, creano notevoli (dis)incentivi finanziari, con effetti particolarmente distorsivi ai margini del mercato del lavoro. La pandemia di COVID‑19 ha inoltre messo in luce i rischi di un mercato del lavoro segmentato e la situazione occupazionale e sociale sfavorevole di alcuni gruppi, nonché le notevoli sfide in termini di accesso a un'adeguata protezione sociale per i lavoratori autonomi che sono più spesso sottoassicurati in relazione a malattia, disabilità, disoccupazione e vecchiaia. Inoltre ulteriori misure volte a chiarire il tipo di rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi e l'applicazione delle norme applicabili potrebbero contribuire a ridurre il lavoro autonomo fittizio.
(23)Le carenze di manodopera sono ulteriormente aumentate e si sono generalizzate ulteriormente in tutti i settori, in linea con la ripresa economica generale e la ripresa della domanda di lavoro. Le previsioni per il mercato del lavoro suggeriscono che in futuro questo mercato continuerà a essere teso, in particolare per quanto riguarda l'istruzione, l'assistenza sanitaria, i posti di lavoro in ambito tecnico e il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). Nel breve periodo si registrano carenze molto elevate anche nel settore delle costruzioni. Il mercato del lavoro teso rischia di ostacolare gli ingenti investimenti necessari nel quadro della transizione verde e digitale. Allo stesso tempo vi è manodopera non sfruttata o sottoutilizzata, in particolare alla luce del tasso di occupazione più basso per le persone provenienti da un contesto migratorio e dell'elevata percentuale di occupazione a tempo parziale. Incentivare un aumento del numero di ore lavorate dai lavoratori a tempo parziale, molti dei quali sono donne (nel 2021 il 62,5 % delle donne occupate lavorava a tempo parziale), potrebbe ridurre ulteriormente le attuali carenze del mercato del lavoro e il divario retributivo e pensionistico medio di genere. L'attivazione e il miglioramento delle competenze o la riqualificazione delle persone inattive (che non lavorano né cercano lavoro), di coloro che sono disoccupati di lunga durata e di coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro attraverso azioni mirate e personalizzate potrebbero contribuire ad alleviare le carenze di manodopera e di competenze, promuovendo nel contempo le pari opportunità e l'inclusione attiva.
(24)In risposta al mandato conferito dai capi di Stato o di governo dell'UE nella dichiarazione di Versailles, il piano REPowerEU mira ad azzerare gradualmente ma quanto prima la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia. A tale scopo nel dialogo con gli Stati membri stanno emergendo i progetti, gli investimenti e le riforme più idonee a livello regionale, nazionale e dell'UE. Queste misure sono finalizzate a ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e a porre fine alle importazioni dalla Russia.
(25)La dipendenza dai combustibili fossili è molto elevata. Secondo i dati del 2020, la dipendenza dalla Russia per quanto concerne i combustibili fossili si attesta agli stessi livelli della media UE per il carbone (54 %) e il petrolio greggio (26 %), mentre è inferiore per il gas naturale (30 % rispetto al 44 %). Le quote nel mix energetico del petrolio (39 % rispetto al 33 %) e del gas naturale (44 % rispetto al 24 %) sono entrambe superiori alla media UE, mentre la quota del carbone è inferiore (6 % rispetto all'11 %). La dipendenza dai combustibili fossili potrebbe essere complessivamente ridotta aumentando gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell'elettrificazione, superando le strozzature infrastrutturali e promuovendo l'efficienza energetica. È fondamentale intensificare gli sforzi per conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di energie rinnovabili per il 2030. I Paesi Bassi sono al quintultimo posto tra gli Stati membri per quota di energia rinnovabile nel consumo finale lordo di energia nel 2020 e presentano uno dei divari maggiori tra la quota del 2020 e gli obiettivi per il 2030. Sono necessari ulteriori investimenti per aumentare la diffusione delle energie rinnovabili e la capacità di rete necessaria per trasmettere l'energia rinnovabile dai siti di produzione ai siti di consumo. Lo sviluppo della capacità di rete è particolarmente importante dato che i vincoli di capacità nella rete dell'energia elettrica hanno continuato ad aumentare nel 2021, con conseguenti ritardi nell'attuazione dei progetti in materia di energie rinnovabili. Le procedure amministrative per la diffusione della capacità di energia rinnovabile potrebbero essere ulteriormente semplificate e razionalizzate. Si raccomanda che gli investimenti in nuove infrastrutture e reti per il gas siano, ove possibile, adeguati alle esigenze di domani per favorirne la sostenibilità a lungo termine mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili. Inoltre l'aumento dell'efficienza energetica offre un'opportunità efficiente sotto il profilo dei costi per ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio e la dipendenza dai combustibili fossili, comprese le importazioni dalla Russia. In particolare vi sono margini di miglioramento per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici e la diffusione delle pompe di calore e del teleriscaldamento nel settore edilizio, nonché attraverso l'elettrificazione e la fornitura di energia pulita per le industrie ad alta intensità energetica. Sarà necessario un ulteriore incremento delle ambizioni in materia nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare il ricorso alle energie rinnovabili e l'efficienza energetica per allineare i Paesi Bassi agli obiettivi del pacchetto "Pronti per il 55 %".
(26)Ulteriori investimenti nelle infrastrutture di trasporto potrebbero contribuire a eliminare le strozzature e a sostenere la mobilità sostenibile. Le infrastrutture ferroviarie e stradali sono congestionate. La rete ferroviaria dei Paesi Bassi è la più utilizzata in Europa. I Paesi Bassi stanno attuando il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario per sostenere l'aumento della capacità della propria rete ferroviaria. Si stima che nel 2019 la congestione stradale, sebbene leggermente inferiore alla media UE, abbia causato costi pari al 4 % del PIL annuo dei Paesi Bassi. Gli investimenti nelle infrastrutture per la mobilità sostenibile possono avere ricadute positive sul mercato unico, data l'importanza dei nodi di trasporto dei Paesi Bassi (porto di Rotterdam, aeroporto di Schiphol) e ridurre ulteriormente l'elevata dipendenza del paese dal petrolio (39 % del mix energetico nel 2020).
(27)I depositi eccessivi di azoto stanno danneggiando l'ambiente e frenano le costruzioni e le attività agricole. Il surplus di azoto è quattro volte superiore alla media dell'UE, mentre le emissioni di ammoniaca per ettaro sono le più elevate in Europa. Il deposito di azoto è troppo elevato per conseguire gli obiettivi in materia di biodiversità, incide sulla qualità delle acque e fa sì che i Paesi Bassi superino le soglie della direttiva sui nitrati. A seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2019, il governo dei Paesi Bassi deve intervenire per ridurre i depositi di azoto nelle zone Natura 2000. Per ridurre ulteriormente i depositi di azoto è necessaria una transizione verso un'agricoltura sostenibile, che richiede investimenti significativi. L'agricoltura è responsabile del 45 % dei depositi di azoto, in particolare a causa dell'allevamento intensivo. Ciò rende i Paesi Bassi il paese con la più alta densità di bestiame nell'UE.
(28)Anche se l'accelerazione della transizione verso la neutralità climatica e l'abbandono dei combustibili fossili genereranno notevoli costi di ristrutturazione in diversi settori, i Paesi Bassi possono avvalersi del meccanismo per una transizione giusta nel contesto della politica di coesione per attenuare l'impatto socioeconomico della transizione nelle regioni maggiormente interessate. I Paesi Bassi inoltre avvalersi del Fondo sociale europeo Plus per migliorare le opportunità occupazionali e rafforzare la coesione sociale.
(29)Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2022 e il suo parere trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.
(30)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti per attuare la raccomandazione relativa alla politica economica della zona euro. Per quanto riguarda i Paesi Bassi ciò trova riscontro in particolare nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 3.
(31)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2022. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 4. La raccomandazione 1 contribuisce anche all'attuazione della raccomandazione per la zona euro, in particolare la prima raccomandazione per la zona euro. Le politiche di bilancio e le altre politiche di cui alle raccomandazioni 1 e 4 contribuiscono, tra l'altro, ad affrontare gli squilibri legati all'elevato avanzo delle partite correnti. Le politiche di cui alla raccomandazione 1 contribuiscono altresì a correggere gli squilibri legati all'elevato debito privato,
RACCOMANDA ai Paesi Bassi di prendere provvedimenti nel 2022 e nel 2023 al fine di:
1.garantire nel 2023 che la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutrale, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina; essere pronti ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza, del piano REPowerEU e di altri fondi dell'UE; perseguire, per il periodo successivo al 2023, una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti; ridurre la distorsione a favore del debito delle famiglie e le distorsioni del mercato degli alloggi, anche sostenendo lo sviluppo del settore della locazione privata e adottando misure destinate ad aumentare l'offerta di alloggi; promulgare e attuare la riforma del sistema pensionistico concordata nel 2019 e nel 2020;
2.concludere rapidamente i negoziati con la Commissione sui documenti di programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027 al fine di avviare l'attuazione dei programmi;
3.promuovere un'adeguata protezione sociale per i lavoratori autonomi senza dipendenti, contrastare il lavoro autonomo fittizio e ridurre gli incentivi a ricorrere a contratti flessibili o temporanei; affrontare le carenze di manodopera e di competenze, in particolare nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione, dei posti di lavoro in ambito digitale e tecnico e dell'edilizia, anche sfruttando il potenziale di manodopera sottoutilizzato derivante dall'elevata percentuale di occupazione a tempo parziale e dal tasso di occupazione più basso delle persone provenienti da un contesto migratorio; rafforzare le opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione, in particolare per coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro e per le persone inattive;
4.ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare stimolando gli investimenti complementari nelle infrastrutture di rete e semplificando ulteriormente le procedure di autorizzazione, migliorando l'efficienza energetica, in particolare negli edifici, e accelerando gli investimenti nei trasporti sostenibili e nell'agricoltura sostenibile.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Consiglio
Il presidente