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Sintesi
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Valutazione d'impatto "Ridurre al minimo il rischio di deforestazione e di degrado forestale associato ai prodotti immessi sul mercato dell'UE"
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A. Necessità di intervenire
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Qual è il problema e perché si pone a livello dell'UE?
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La deforestazione e il degrado forestale si stanno verificando a un ritmo allarmante, aggravando i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. La causa principale della deforestazione e del degrado forestale è l'espansione dei terreni agricoli per la produzione di materie prime come i bovini, il legno, l'olio di palma, la soia, il cacao o il caffè. Si prevede che una popolazione mondiale in crescita aumenterà la domanda di terreni agricoli e metterà ulteriore pressione sulle foreste, mentre il cambiamento dei modelli climatici inciderà sulla produzione alimentare.
L'UE è un consumatore importante di materie prime associate alla deforestazione e al degrado forestale e non dispone di norme specifiche ed efficaci volte a ridurre il suo contributo a tali fenomeni. L'attuale quadro legislativo basato sul piano d'azione dell'UE per l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT) combatte il disboscamento illegale e contribuisce a rafforzare la governance nel settore forestale, ma non affronta il problema della deforestazione causata dall'espansione agricola. Tale valutazione d'impatto si basa sui risultati principali del vaglio di adeguatezza del regolamento UE sul legno (regolamento Legno) e del regolamento FLEGT.
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Quali sono gli obiettivi da conseguire?
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L'obiettivo della presente iniziativa è quello di contenere la deforestazione e il degrado forestale provocati dal consumo e dalla produzione dell'UE. Ciò a sua volta dovrebbe ridurre la perdita di biodiversità e le emissioni di gas a effetto serra imputabili all'UE. L'iniziativa si propone di ridurre al minimo il consumo di prodotti provenienti dalle catene di approvvigionamento associate alla deforestazione o al degrado forestale e ad aumentare la domanda e gli scambi di materie prime e prodotti legali e a deforestazione zero da parte dell'UE.
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Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE?
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Le cause principali della deforestazione e del degrado forestale sono connesse al commercio sia internazionale sia dell'UE. L'azione a livello dell'UE è essenziale per consentire che le questioni relative al commercio internazionale siano affrontate in modo coordinato e armonizzato e per garantire parità di condizioni per le imprese sia in termini di obblighi da soddisfare prima dell'immissione dei prodotti sul mercato dell'UE sia in termini di informazioni fornite ai clienti. L'azione a livello dell'UE beneficerebbe inoltre dell'esperienza precedente dell'UE nella gestione delle catene di approvvigionamento complesse (ad esempio derivante dalla legislazione relativa al disboscamento illegale).
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B. Soluzioni
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Quali sono le varie opzioni per conseguire gli obiettivi? Ne è stata prescelta una? Se non lo è, indicare i motivi.
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Le cinque opzioni strategiche considerate sono state: 1) un sistema di dovuta diligenza obbligatorio migliorato; 2) un sistema di analisi comparativa e un elenco di operatori in violazione combinato con un sistema di dovuta diligenza obbligatorio migliorato articolato su più livelli; 3) una certificazione pubblica obbligatoria combinata con un obbligo di dovuta diligenza migliorato; 4) un'etichettatura obbligatoria combinata con un obbligo di dovuta diligenza migliorato; 5) un obbligo di deforestazione zero per l'immissione sul mercato dell'UE sostenuto da sistemi di analisi comparativa e di scheda del paese.
L'opzione prescelta è la numero 2. Include un sistema di analisi comparativa dei paesi che li classificherà in base ai modelli di deforestazione legati alle materie prime che rientrano nell'ambito di applicazione. Ci saranno tre categorie di paesi: a rischio basso, standard e alto. Gli obblighi degli operatori e delle autorità degli Stati membri varieranno a seconda del livello di rischio del paese di produzione e saranno caratterizzati da doveri di dovuta diligenza semplificati per i paesi a basso rischio e un controllo rafforzato per i paesi ad alto rischio.
Tutte le opzioni strategiche considerate si basano su elementi comuni: 1) una definizione di deforestazione zero basata sulla definizione della FAO a cui i prodotti devono conformarsi; e un obbligo aggiuntivo di legalità dei prodotti ai sensi delle leggi del paese di produzione; 2) una gamma di prodotti progressiva che è regolarmente riesaminata e aggiornata incentrata sulle materie prime con la quota UE di deforestazione incorporata più elevata (carne di manzo, olio di palma, soia, legno, cacao e caffè) e sui relativi prodotti derivati.
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Quali sono le opinioni dei diversi portatori di interessi? Chi sono i sostenitori delle varie opzioni?
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La consultazione pubblica aperta realizzata dalla Commissione nel 2020 ha ricevuto quasi 1,2 milioni di contributi e ha messo in luce che la maggioranza dei portatori di interessi concorda sulla necessità di un intervento a livello dell'UE per ridurre il contributo dell'UE alla deforestazione e al degrado forestale a livello globale. La maggior parte dei portatori di interessi si è inoltre trovata d'accordo nello stabilire una definizione di deforestazione zero a livello dell'UE come requisito dell'intervento politico.
In termini di misure politiche, dalla CPA è emerso un sostegno più forte alle opzioni giuridicamente vincolanti (obbligo di deforestazione zero, dovuta diligenza obbligatoria, certificazione pubblica obbligatoria ecc.) rispetto alle misure "morbide" e volontarie, come la dovuta diligenza volontaria, l'etichettatura volontaria o la certificazione privata volontaria. La grande maggioranza dei portatori di interessi qualificati (associazioni di imprese e ONG) ha sostenuto un regime obbligatorio di dovuta diligenza, sebbene gli aspetti di tale sistema varino da un'organizzazione all'altra.
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C. Impatto dell'opzione prescelta
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Quali sono i vantaggi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)?
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Si prevede che l'opzione prescelta eviterebbe la deforestazione dovuta al consumo e alla produzione nell'UE delle sei materie prime incluse nell'ambito di applicazione, risultando in ben oltre 71 920 ettari di foresta risparmiati ogni anno, da qui al 2030, dalla deforestazione e dal degrado forestale imputabili all'UE. Ciò comporterebbe inoltre una riduzione di almeno 31,9 milioni di tonnellate metriche di emissioni di carbonio nell'atmosfera ogni anno dovute al consumo e alla produzione nell'UE delle materie prime interessate, il che potrebbe tradursi in un risparmio economico di almeno 3,2 miliardi di EUR all'anno. Inoltre questa opzione dovrebbe contribuire in modo decisivo alla protezione della biodiversità.
Questa opzione dovrebbe inoltre contribuire al conseguimento degli obiettivi specifici dell'intervento dell'UE, ossia la creazione di parità di condizioni per le imprese che operano nel mercato dell'UE, la riduzione al minimo del consumo di prodotti provenienti da catene di approvvigionamento associate alla deforestazione o al degrado forestale e ad aumentare la domanda e gli scambi di materie prime e prodotti legali "a deforestazione zero" da parte dell'UE.
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Quali sono i costi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)?
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Costi una tantum compresi tra i 5 000 e i 90 000 EUR per operatore per stabilire il sistema di dovuta diligenza a seconda della complessità e del rischio associato alla deforestazione delle catene di approvvigionamento dell'impresa. Periodico: una gamma compresa tra 158 e 2 354 milioni di EUR all'anno.
Autorità degli Stati membri: circa 18 milioni di EUR all'anno per tutti gli Stati membri insieme.
Commissione europea: la creazione e il funzionamento del sistema di analisi comparativa comporteranno un costo una tantum di 337 000 EUR e successivamente di 168 000 EUR all'anno.
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Quale sarà l'incidenza sulle PMI e sulla competitività?
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Questa opzione dovrebbe creare parità di condizione per le imprese che operano nel mercato dell'UE. I produttori che attuano pratiche di produzione più sostenibili dovrebbero ottenere quote nel mercato dell'UE e registrare una competitività maggiore rispetto agli operatori che si approvvigionano da paesi "ad alto rischio".
La causa principale dei costi relativi agli obblighi di dovuta diligenza è rappresentata dalla complessità delle catene di approvvigionamento e dai rischi associati al paese di provenienza. Il sistema di dovuta diligenza combinato con l'analisi comparativa consentirebbe agli operatori e ai commercianti delle PMI di beneficiare dei costi più contenuti della dovuta diligenza semplificata, immettendo sul mercato prodotti derivati da catene di approvvigionamento a basso rischio.
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L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo?
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No. I costi sono descritti sopra.
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Sono previsti altri impatti significativi?
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Vi potrebbero essere potenziali spostamenti nel commercio dell'UE dai paesi produttori ad "alto rischio" verso i paesi produttori a "basso rischio". I piccoli coltivatori che producono le materie prime interessate possono dover affrontare sfide di adattamento. Tutti questi fattori dovrebbero essere mitigati entro la data limite proposta del 2020, poiché la maggior parte dei prodotti attualmente in commercio proverrebbero da terreni messi in produzione prima di tale data.
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Proporzionalità?
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L'opzione prescelta assicurerebbe che l'UE istituisca un quadro normativo molto ambizioso e attuabile, incentivando al contempo la transizione verso la sostenibilità in tutti i paesi produttori all'interno o all'esterno dell'UE, il che consentirà all'UE di svolgere in modo credibile il ruolo di normatore a livello mondiale. I benefici minimi in termini monetari compensano chiaramente i costi. L'iniziativa è altresì in linea con la gravità del problema che intende affrontare nonché con le priorità del Green Deal europeo.
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D. Tappe successive
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Quando saranno riesaminate le misure proposte?
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Il sistema dovrebbe essere oggetto di riesame dopo cinque anni di piena applicazione al fine di identificare i problemi e gli eventuali miglioramenti.
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