6.4.2022   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 152/27


Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Come garantire un lavoro dignitoso ai giovani e assicurare l’inclusione dei NEET attraverso un’adeguata elaborazione dei piani nazionali per la ripresa»

(parere d’iniziativa)

(2022/C 152/05)

Relatrice:

Nicoletta MERLO

Decisione dell’Assemblea plenaria

25.3.2021

Base giuridica

Articolo 32, paragrafo 2, del Regolamento interno

 

Parere d’iniziativa

Sezione competente

Occupazione, affari sociali e cittadinanza

Adozione in sezione

24.11.2021

Adozione in sessione plenaria

8.12.2021

Sessione plenaria n.

565

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astensioni)

152/13/48

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie favorevolmente i piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) poiché rappresentano un’opportunità senza precedenti per guidare il cambiamento e attivare gli investimenti diretti alla crescita sostenibile e alla creazione di posti di lavoro di qualità, un’opportunità da cogliere grazie ad una governance inclusiva che richiede dialogo, apertura e trasparenza.

1.2.

Il Comitato constata con rammarico l’assenza di una consultazione significativa e mirata con le parti sociali e i soggetti interessati in alcuni Stati membri nell’ambito del processo di elaborazione dei PNRR. Il CESE esorta la Commissione a mettere in campo delle misure che garantiscano un coinvolgimento strutturato e significativo delle parti sociali, della società civile organizzata e delle organizzazioni giovanili nell’attuazione e nel monitoraggio dei PNRR. Tutelare e rafforzare il dialogo sociale a livello nazionale è vitale per garantire che le risorse finanziarie pubbliche siano adeguatamente investite per una ripresa inclusiva.

1.3.

Il CESE raccomanda di procedere a una valutazione e sistematizzazione della raccolta delle buone pratiche a livello nazionale, per le quali la consultazione con le parti sociali e le organizzazioni giovanili attraverso appositi comitati e il dialogo sociale ha dato risultati eccellenti in termini di politiche e misure specifiche per la gioventù volte a creare posti di lavoro di qualità e prospettive di carriera per i giovani.

1.4.

Il Comitato chiede agli Stati membri di garantire servizi di orientamento e consulenza inclusivi e di qualità per tutti i giovani, specialmente quelli con disabilità, fin dai primi anni del percorso educativo scolastico, in modo da fornire loro maggiori informazioni in merito alle loro ulteriori opportunità prima di istruzione e poi di carriera, nell’ambito delle transizioni verde e digitale del mercato del lavoro.

1.5.

Il CESE accoglie con favore misure intese a promuovere e diffondere la funzione e l’immagine dell’istruzione e formazione professionale (IFP) in quanto motore di pratiche innovative, competenze nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), apprendimento permanente e intermediazione del lavoro efficace, dato che tutti questi sono fattori chiave per colmare il divario tra domanda e offerta di competenze. È importante, inoltre, migliorare la valutazione delle competenze per individuare proattivamente e in anticipo quelle che saranno necessarie nei futuri mercati del lavoro. Si dovrebbero adottare misure adeguate per garantire che l’IFP sia accessibile anche alle persone con disabilità, sulla base del riconoscimento delle capacità individuali e consentendo a tutti i cittadini di acquisire competenze professionali utili per il loro sviluppo personale, pur soddisfacendo le esigenze specifiche delle imprese in termini di posti di lavoro qualificati che rimangono vacanti.

1.6.

Il CESE raccomanda di prevedere l’offerta di un sostegno personalizzato per gruppi mirati di destinatari, e in particolare per coloro che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo («NEET» = not in education, employment or training). Questo sostegno dovrebbe consentire di affrontare in modo olistico tutte le problematiche collaterali per l’inserimento nel mercato del lavoro, ad esempio quelle dell’alloggio, delle strutture di accoglienza, dei trasporti e della salute.

1.7.

Il CESE considera una priorità garantire l’efficienza e l’adeguatezza dei servizi pubblici per l’impiego (SPI) — che sono attori chiave di politiche attive del mercato del lavoro (PAML) — mediante investimenti mirati e, ove necessario, delle riforme, affinché i SPI dispongano delle capacità per sostenere tutte le persone, segnatamente le più vulnerabili e quelle più lontane dai mercati del lavoro, nella ricerca di un lavoro o nel riorientamento professionale.

1.8.

Il CESE si rammarica che le potenzialità offerte dalla garanzia europea per i giovani, che è il principale strumento strategico di lotta alla disoccupazione giovanile in aumento, non vengano pienamente sfruttate. Il CESE invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi per attuare la garanzia per i giovani rafforzata, compresa una formazione di qualità che favorisca l’inserimento nel mercato del lavoro, e chiede alla Commissione europea di fornire un quadro generale dei provvedimenti adottati a livello nazionale per attuare le raccomandazioni del Consiglio su detta garanzia per i giovani rafforzata e per assicurare la creazione di sinergie efficaci con i PNRR.

1.9.

Il CESE plaude alle disposizioni contenute nei PNRR a sostegno di una formazione di qualità, inclusi apprendistati o stage/tirocini, poiché costituiscono uno strumento efficace per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici precoci e possono garantire una migliore integrazione dei giovani (e di altri gruppi di popolazione) nel mercato del lavoro, e invita gli Stati membri ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (1). Tuttavia, il Comitato chiede che sia imposto il divieto ai tirocini non retribuiti. Una retribuzione dignitosa per tutti i tirocinanti dovrebbe essere garantita in occasione della prossima revisione della raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità per i tirocini. Il CESE propone inoltre l’elaborazione di un quadro europeo per stage/tirocini di qualità volto a garantire il valore educativo di tali esperienze di apprendimento.

1.10.

Il CESE esorta gli Stati membri a utilizzare i fondi per la ripresa per investimenti nella creazione di posti di lavoro di qualità e il miglioramento del livello delle competenze dei giovani, laddove necessario, riservando particolare attenzione ai contratti a tempo indeterminato e a condizioni di lavoro dignitose che limitino il rischio di precarietà. Inoltre, il Comitato sottolinea che è necessario colmare il divario esistente nel campo della sicurezza sociale, ed esorta gli Stati membri ad attuare correttamente la raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale (2) e a introdurre un sistema moderno per tutte le forme di lavoro che sia in grado di garantire un reddito adeguato ai futuri pensionati, in particolare di quanti hanno oggi, o avranno in futuro, carriere lavorative discontinue.

1.11.

Il CESE ritiene essenziale, al fine di non sovvenzionare la precarietà del lavoro, assicurare che gli incentivi alle assunzioni siano subordinati alla stipula di contratti a tempo indeterminato o a programmi di stabilizzazione. Inoltre, gli incentivi alle assunzioni possono rivelarsi efficaci nella creazione di opportunità lavorative per le persone «svantaggiate» in cerca di lavoro e nel ricollocamento di lavoratori licenziati, favorendone il percorso di transizione verso nuovi settori e occupazioni.

1.12.

Il CESE è convinto che si debba prestare particolare attenzione alla questione della salute mentale e dei disturbi psicosociali, in particolare tra i giovani, ridimensionando l’immagine negativa che pesa sui problemi di salute mentale attraverso un’opera di prevenzione e di sensibilizzazione, che va attuata fin dalla scuola ed estesa alle aziende, nonché fornendo finanziamenti adeguati ai prestatori di servizi e di supporto in questo settore.

1.13.

Il CESE osserva che il perdurare delle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro rende le giovani donne ancora più vulnerabili alle conseguenze economiche della COVID-19. Il Comitato accoglie con favore le misure messe in campo da alcuni Stati membri al fine di incoraggiare e promuovere l’occupazione e l’imprenditoria femminili, investire in infrastrutture sociali adeguate e riformare i sistemi di assistenza all’infanzia, in particolare quelli per l’educazione e l’accoglienza della prima infanzia, e chiede che queste buone pratiche vengano estese a livello dell’intera UE per sostenere la piena occupazione delle donne, e soprattutto delle giovani madri.

2.   Contesto

2.1.

La pandemia di COVID-19 ha avuto, e ha tuttora, un enorme impatto sulle nostre società e sulle nostre economie. L’Unione europea ha già compiuto significativi passi avanti in direzione della ripresa: per la prima volta nel fronteggiare la crisi gli Stati membri hanno optato per la solidarietà europea e la convergenza anziché scegliere l’austerità.

2.2.

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (di seguito anche: «il dispositivo»), che rappresenta la quota maggiore del programma Next Generation EU, mette a disposizione 672,5 miliardi di EUR in prestiti e sovvenzioni per sostenere riforme e investimenti effettuati dagli Stati membri. Con questa dotazione senza precedenti ci si propone di attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia di COVID-19 e di rendere le società e le economie europee più sostenibili e resilienti, nonché meglio preparate ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità offerte dalla duplice transizione verde e digitale.

2.3.

In base all’accordo, i piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) dovrebbero destinare almeno il 37 % della spesa a sostegno degli obiettivi in materia di clima e il 20 % a sostegno della transizione digitale. Inoltre, tutti gli investimenti e le riforme previsti devono rispettare il principio «non arrecare un danno significativo», ossia garantire che non arrecheranno un danno significativo all’ambiente. Non solo, ma i PNRR dovrebbero contribuire ad affrontare in modo efficace le sfide pertinenti individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese nel quadro del semestre europeo; nell’ambito di tale processo, tuttavia, non vengono fissate soglie minime né è prevista una procedura per monitorare la spesa effettuata per le varie priorità, ad esempio per i giovani.

2.4.

Un coinvolgimento tempestivo e significativo delle parti sociali lungo l’intero processo del semestre europeo, a vari livelli e in tutti i settori d’intervento che interessano direttamente o indirettamente i mercati dell’occupazione e del lavoro, è fondamentale per migliorare l’impegno e la partecipazione all’elaborazione delle politiche, e anche delle misure contenute nei PNRR. Il dialogo sociale è una forza motrice di un processo di definizione delle politiche equo ed efficace, se è in grado di proporre soluzioni valide e di rispecchiare, se necessario, i mutamenti politici in atto e le riforme della contrattazione collettiva.

2.5.

Il dispositivo integra altre attività rivolte specificamente ai giovani (3) ed è rigorosamente in linea con le priorità della Commissione per il periodo 2019-2024, le quali stabiliscono chiaramente che l’UE debba creare un ambiente più attraente per gli investimenti e una crescita che offra lavori di qualità, in particolare per i giovani e le piccole imprese (4). La nuova iniziativa ALMA (5) della Commissione europea (Aim, Learn, Master, Achieve = Aspirare, Imparare, Conoscere, Conseguire), un nuovo programma di collocamento sul modello di Erasmus rivolto ai NEET, che offre ai giovani europei un’esperienza di lavoro a breve termine in altri Stati membri, può dare risultati positivi se ai suoi beneficiari vengono garantiti standard di qualità, tra cui protezione sociale, orientamento e supervisione e salari dignitosi.

2.6.

Il 22 gennaio la Commissione europea ha pubblicato i nuovi orientamenti che gli Stati membri dell’UE devono seguire nell’elaborazione dei loro PNRR per accedere al cosiddetto «fondo per la ripresa»: da queste linee guida emerge che le politiche pubbliche a favore della gioventù non costituiscono più un semplice obiettivo «orizzontale» di tali piani, ossia un elemento di cui tener conto nel conseguimento di altri obiettivi principali, ma sono diventate una condizione preliminare e una priorità assoluta di Next Generation EU e devono essere integrate in quanto vero e proprio pilastro e non soltanto come una priorità trasversale.

2.7.

I paesi dell’UE erano tenuti a presentare formalmente alla Commissione i rispettivi PNRR entro il 30 aprile 2021. Tuttavia, la Commissione ha prorogato tale scadenza e stabilito che gli Stati membri hanno la possibilità di presentare i loro piani fino a metà del 2022. Alla data del 15 ottobre 2021 erano stati presentati in totale 26 PNRR.

2.8.

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza costituisce per gli Stati membri un’occasione che si presenta una sola volta nell’arco di una generazione non soltanto per affrontare la crisi sanitaria pubblica, ma anche per portare avanti la duplice transizione verso un’economia digitale e a basse emissioni di carbonio, creare un solido benessere sociale e favorire la coesione. Si tratta di uno strumento che presenta reali potenzialità di apportare cambiamenti concreti per i giovani lavoratori evitando che diventino una generazione «perduta» priva di eque opportunità nella futura Europa. Tuttavia, è sicuramente necessario adottare una governance inclusiva a livello sia nazionale che europeo, in cui il dialogo sociale e l’impegno nei confronti della società civile abbiano un impatto forte e significativo.

2.9.

La crisi della COVID-19 ha aggravato le disuguaglianze esistenti, mettendo i lavoratori, e in particolare i giovani, in una posizione ancora più svantaggiata. Con il presente parere d’iniziativa il CESE, sulla base di un’analisi delle misure rivolte alle giovani generazioni contenute nei PNRR presentati da alcuni Stati membri, e individuando quindi, in tal modo, eventuali buone pratiche e punti deboli, intende formulare una serie di raccomandazioni su come assicurare un lavoro dignitoso ai giovani e garantire l’inclusione dei NEET attraverso l’attuazione dei progetti.

3.   Osservazioni generali

3.1.

In Europa i giovani sono tra le categorie di popolazione più duramente colpite dalla pandemia: scuole, università e altri luoghi di socialità sono stati chiusi, privando i giovani di istruzione, di cultura e di legami; un giovane su sei ha perso il lavoro a causa delle ripercussioni economiche della COVID-19 (6); ad agosto 2021 il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE era del 16,5 % (7); in alcuni paesi dell’Unione i giovani hanno subito ancora più gravemente le conseguenze della pandemia, al punto che i tassi di disoccupazione sono fortemente aumentati, ad esempio in Spagna (40,5 %), Italia (29,7 %), Bulgaria (18,3 %) e Francia (19,6 %). Inoltre, una certa percentuale di giovani disoccupati tende a essere ignorata dalle statistiche ufficiali, perché questi giovani non presentano domanda di indennità di disoccupazione né si iscrivono presso le agenzie di collocamento, ma si procurano i mezzi di sostentamento con lavori autonomi fittizi, lavorando per una piattaforma digitale o nell’economia sommersa («in nero»). È presumibile, quindi, che i dati reali siano persino peggiori di quelli comunicati da Eurostat.

3.2.

Per di più la crisi della COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione dei NEET. Il numero di NEET in Europa, soprattutto in paesi come l’Italia, la Grecia, la Bulgaria e la Romania, ha raggiunto una soglia critica ed è di nuovo in aumento a causa degli abbandoni scolastici, dell’assenza di un orientamento adeguato, della perdita di posti di lavoro e della mancanza di opportunità occupazionali. Questa categoria di giovani vulnerabili presenta il rischio più elevato di emarginazione, di povertà e di esclusione permanente dal lavoro.

3.3.

Quella dei NEET è una categoria ampia e comprendente gruppi eterogenei, dato che ne fanno parte i disoccupati, coloro che hanno abbandonato prematuramente la scuola, tutti i laureati scoraggiati che non hanno ancora trovato un posto di lavoro e altri giovani inattivi per svariati motivi. I disoccupati sono soltanto un sottogruppo della più vasta categoria dei NEET e la sovrapposizione tra questo gruppo di chi è senza lavoro e quello dei NEET varia a seconda dei periodi e dei paesi presi in considerazione (8).

3.4.

Un numero elevato di NEET rappresenta una grossa perdita per le nostre economie e società. Il sentimento di disillusione o di esclusione che avvertono queste persone comporta inoltre un rischio politico elevato per la stabilità delle nostre società democratiche. L’incapacità dei sistemi d’istruzione, educativi e sociali di prevenire il fenomeno dei NEET o di ridurne il numero è la spia del fallimento di politiche efficienti e che godono di un ampio sostegno volte a promuovere le pari opportunità in Europa.

3.5.

La crisi attuale sta colpendo soprattutto i lavoratori occupati in forme di lavoro atipiche e diverse (9) (lavoro occasionale, lavoro retribuito con buoni lavoro (voucher), lavoro tramite piattaforma digitale, lavoro su richiesta, lavoro collaborativo ecc.) (10), e purtroppo vi è una prevalenza di giovani occupati in queste forme di lavoro. Si tratta di posti di lavoro possibilmente mal retribuiti, con orari di lavoro irregolari, precarietà occupazionale e una limitata o nessuna protezione sociale (ferie retribuite, pensioni, congedi per malattia ecc.). Spesso chi è occupato in questo tipo di lavoro non può beneficiare delle indennità di disoccupazione o dei regimi di riduzione dell’orario lavorativo introdotti dai governi (11). I posti di lavoro atipici sono diffusi soprattutto nei settori e comparti che sono stati particolarmente colpiti dalla pandemia di COVID-19, come il turismo, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, i servizi ricettivi e la ristorazione (12). D’altra parte, nuove forme di lavoro possono rappresentare un’opportunità per giovani che vivono in zone rurali o remote, o per giovani con disabilità, studenti e giovani genitori, ed è quindi indispensabile che vi siano salari dignitosi e sicurezza sociale.

3.6.

I PNRR dovrebbero individuare e tenere in considerazione gli ostacoli collaterali all’occupazione, quali la mobilità, l’alfabetizzazione digitale, la salute e le condizioni di vita precarie, compresa la mancanza di alloggio o di una copertura previdenziale. Il CESE ritiene che gli Stati membri potrebbero monitorare questi ostacoli all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, in termini sia qualitativi che quantitativi, e avanzare delle proposte specifiche per eliminarli nei rispettivi PNRR.

4.   Osservazioni specifiche

4.1.

La ripresa dopo la crisi della COVID-19 dovrebbe essere considerata un’opportunità. Tanto l’economia quanto il mercato del lavoro sono state scosse nelle fondamenta dalla crisi.

4.2.

I piani nazionali per la ripresa e la resilienza (PNRR) rappresentano un’opportunità senza precedenti per guidare e sostenere il cambiamento, un’opportunità da cogliere grazie ad una governance inclusiva che richiede dialogo, apertura e trasparenza. Le misure finanziate nell’ambito dei PNRR dovrebbero coinvolgere gli enti locali, le parti sociali e la società civile, comprese le organizzazioni giovanili, al fine di creare una governance partecipativa che generi consenso, fiducia e un senso di giustizia nei confronti di questi piani di ripresa.

4.3.

Il CESE ritiene che gli Stati membri dovrebbero garantire lo svolgimento di consultazioni permanenti con le parti sociali, la società civile e le organizzazioni giovanili soprattutto in merito alla definizione, all’attuazione e al monitoraggio di provvedimenti concepiti su misura per i giovani lavoratori e i NEET, così da valutare, dalla prospettiva delle giovani generazioni, se e fino a che punto le politiche messe in campo siano adatte per l’istruzione e le prospettive di carriera dei giovani e offrano loro un inserimento agevole nel mercato del lavoro.

4.4.

Il CESE accoglie con favore le iniziative adottate finora dagli Stati membri per valutare l’impatto generazionale delle politiche pubbliche: in Austria tramite la normativa Jugend Check (13), in vigore dal 2013, che impone di valutare tutte le nuove proposte legislative e regolamentari alla luce delle loro possibili conseguenze sui minori e sui giovani, anche con il coinvolgimento del Consiglio nazionale austriaco della gioventù; e in Italia attraverso il COVIGE (14), il Comitato per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche, recentemente istituito dal ministero per le Politiche giovanili: composto di dirigenti e rappresentanti della pubblica amministrazione, docenti universitari ed esperti di politiche giovanili, e con la partecipazione del Consiglio nazionale dei giovani, l’organo si pone l’obiettivo di valutare l’impatto generazionale di tutte le politiche pubbliche, sia ex ante che ex post, utilizzando indicatori e modelli specifici, e stabilendo confronti con le buone pratiche adottate in altri paesi dell’Unione.

4.5.

Il CESE raccomanda a tutti gli Stati membri di adottare misure analoghe o di monitorare, in maniera efficace e da una prospettiva generazionale, le politiche da adottare e già approvate, garantendo al tempo stesso un adeguato coinvolgimento dei giovani nella consultazione.

4.6.

Secondo una ricerca del Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale) (15) da qui al 2022 quasi 7 milioni di posti di lavoro nell’UE andranno persi o non saranno creati a causa della pandemia di COVID-19, mentre alcuni settori (16) quali la sanità, la scienza e l’innovazione, le tecnologie dell’informazione e la comunicazione digitale presenteranno un potenziale significativo di crescita e di creazione di posti di lavoro. La pandemia ha favorito i posti di lavoro in settori e occupazioni sufficientemente flessibili per potersi adattare alle nuove norme in materia di distanziamento interpersonale e di telelavoro. È probabile che questi posti di lavoro si mantengano anche dopo la pandemia, modificando la natura del lavoro, che tradizionalmente richiedeva uno spazio fisico (17).

4.7.

Secondo una relazione dell’OCSE (18), la pandemia può anche avere un impatto sull’attitudine all’apprendimento dei minori e dei giovani. Le interruzioni del regolare percorso di istruzione scolastica hanno fatto sì che molti bambini registrassero progressi inferiori al previsto per quanto riguarda lo sviluppo di competenze. A breve termine la pandemia potrebbe portare a un aumento degli abbandoni scolastici, mentre a medio e lungo termine il ridotto impegno potrebbe far sì che l’attuale generazione di alunni/studenti non riesca a sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti dell’apprendimento, in un periodo di profondi cambiamenti strutturali che imporranno a ciascun individuo un aggiornamento permanente delle proprie competenze lungo tutto l’arco della vita. La relazione indica inoltre le opportunità di istruzione quale possibile causa della disuguaglianza di genere. La relazione invita ad incrementare con urgenza gli investimenti nell’apprendimento permanente, aiutando le persone ad adattarsi e a diventare resilienti agli shock esterni.

4.8.

In un mondo del lavoro in rapida evoluzione, segnato dalla globalizzazione e dalle conseguenze della pandemia di COVID-19, il CESE ritiene fondamentale prevenire lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze, concentrandosi sulle competenze, comprese quelle trasversali, con investimenti in risorse adeguate nell’istruzione e nell’orientamento, favorendo un migliore collegamento e una transizione più fluida tra il settore dell’istruzione e il mondo del lavoro, anche attraverso la promozione di strumenti quali l’alternanza scuola-lavoro, i tirocini e gli apprendistati, e promuovendo programmi di apprendimento permanente che coinvolgano tutti i principali soggetti interessati e siano mirati a gruppi vulnerabili, in particolare i giovani, i NEET e i lavoratori occupati in posti di lavoro maggiormente a rischio di trasformazione. La risposta strategica adeguata consiste in un pacchetto integrato di politiche attive del mercato del lavoro dotato di collegamenti con i servizi pubblici per l’impiego e i sistemi di formazione al fine di promuovere una ripresa inclusiva e sostenibile.

4.9.

Tra i soggetti interessati vi è un ampio consenso quanto al fatto che l’orientamento professionale non è mai stato più importante di oggi, in particolare per i giovani che probabilmente si metteranno in cerca di un lavoro non appena diplomati (o usciti) dalle scuole secondarie. Il CESE si unisce a quanti sollecitano ingenti investimenti nell’orientamento professionale (19), dal momento che i dati scientifici evidenziano il ruolo prezioso che questo tipo di orientamento deve svolgere nel preparare gli studenti ad affrontare un mercato del lavoro in rapida evoluzione e che potrebbe non essere all’altezza delle loro aspettative o non corrispondere alle competenze che hanno già acquisito.

4.10.

Nei PNRR si trova un riferimento orizzontale ai giovani in relazione all’istruzione e alla formazione professionale (IFP). Anche le forme di apprendimento e formazione basati sul lavoro, quali gli apprendistati e i tirocini, che costituiscono generalmente dei punti di accesso essenziali per i giovani al mondo del lavoro, sono state fortemente perturbate durante la crisi, benché in misura molto diversa a seconda dell’industria e della regione interessate. In quanto sostenitore di lunga data di una modernizzazione dell’IFP, il CESE accoglie con favore gli sforzi profusi a livello nazionale per individuare e promuovere soluzioni alternative volte a fornire una formazione in materia di competenze pratiche, ad esempio i contratti di apprendimento e di formazione legati al lavoro, e ad estendere l’apprendimento a distanza. Alcuni paesi hanno inoltre adottato nuove misure strategiche per garantire che i sistemi di istruzione e formazione tecnica e professionale siano meglio preparati ad affrontare shock futuri (20).

4.11.

Le strategie di sensibilizzazione sono elementi fondamentali dei piani di ripresa, e richiedono investimenti mirati ai fornitori di servizi per i giovani e ai servizi pubblici per l’impiego (SPI). Secondo dati recenti, infatti, quasi la metà dei NEET non è a conoscenza delle misure di sostegno pubblico messe a loro disposizione (21).

4.12.

Nell’ambito dei PNRR occorre rafforzare gli investimenti destinati ai fornitori di servizi per i giovani e si dovrebbe incoraggiare la cooperazione orizzontale tra questi fornitori e i SPI. SPI efficienti ed efficaci hanno un ruolo importante da svolgere nel sostenere coloro che incontrano ostacoli all’occupazione e nel garantire transizioni professionali fluide, ma la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei NEET più vulnerabili richiederà la cooperazione tra gli SPI e un ventaglio di attori locali, che vanno dalle associazioni e gli istituti di insegnamento ai consulenti specializzati formati ai problemi di salute mentale. Una tale cooperazione richiede una condivisione efficace e adeguata delle informazioni e dei dati, e implica che gli operatori e i consulenti degli SPI dovranno dedicare più tempo alla gestione di questi partenariati (22).

4.13.

La garanzia per i giovani, recentemente finanziata dal FSE+, con l’obbligo di spendere almeno il 12 % dei fondi negli Stati membri con un tasso di NEET superiore alla media dell’Unione (23), rimane il principale strumento di lotta alla disoccupazione giovanile nell’UE. La raccomandazione del Consiglio sul rafforzamento della garanzia, adottata nell’ottobre 2020 (24), comprende un elenco di misure su come garantire la qualità delle offerte nell’ambito del programma, come migliorare la sensibilizzazione e come rafforzare il monitoraggio dei risultati ai fini di una migliore valutazione del programma. È necessario pertanto che i PNRR facciano il punto sui risultati dei piani nazionali di attuazione della garanzia per i giovani e creino collegamenti con gli stessi PNRR. In caso contrario, andranno perse delle opportunità e verranno messe in campo misure non idonee a individuare soluzioni per i NEET.

4.14.

Il CESE fa presente che i piani nazionali di attuazione della garanzia per i giovani sono stati aggiornati per l’ultima volta nel 2014 e che, ad oggi, non tutti gli Stati membri dell’Unione hanno messo mano ad un aggiornamento delle rispettive strategie nazionali per la gioventù in modo da tenere conto della garanzia per i giovani rafforzata (25). Gli Stati membri devono intensificare i loro sforzi, far tesoro degli insegnamenti tratti e mobilitare strategicamente i finanziamenti europei per fare della garanzia uno strumento realmente efficace e funzionale.

4.15.

È necessario definire specifiche misure per la ripresa incentrate in particolare sui giovani lavoratori e destinate a lottare contro la disoccupazione giovanile e il lavoro precario (26) tra i giovani creando posti di lavoro di qualità, nonché volte a tutelare l’ampio numero di lavoratori (27) che non dispongono di un’adeguata copertura previdenziale. Inoltre, si dovrebbe pensare ad introdurre provvedimenti ad hoc destinati ai giovani lavoratori autonomi al fine di sostenere e far crescere l’imprenditorialità giovanile e le start-up.

4.16.

Da alcune ricerche (28) sulle modifiche ai sistemi di protezione sociale apportate dagli Stati membri durante la pandemia emerge che la maggior parte dei paesi dell’UE ha reso più accessibili le misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti, come i regimi di riduzione dell’orario lavorativo, le indennità di disoccupazione e altre misure analoghe, in particolare con l’aumento del valore di tali indennità, con condizioni di ammissibilità meno stringenti e la proroga della loro durata. Sebbene non siano mirate specificamente ai giovani, queste misure contribuiranno a fornire un sostegno a questi ultimi, i quali hanno maggiori probabilità di ritrovarsi disoccupati e sono spesso esclusi dai benefici della protezione sociale, ad esempio dalle indennità di disoccupazione, non avendo avuto precedenti lavorativi.

4.17.

Per tutti questi motivi, e tenendo conto del fatto che tutti i cambiamenti apportati sono solo temporanei — e alcuni sono anzi già arrivati a scadenza, lasciando ancora una volta i giovani privi di protezione sociale –, il CESE ritiene essenziale che i responsabili delle politiche si dedichino alla creazione di un sistema universale di protezione sociale che garantisca a tutti i lavoratori (occupati in posti di lavoro tradizionali e atipici, giovani e adulti) un’eguale copertura. Affrontare queste lacune significherebbe garantire che i giovani siano tutelati dal rischio di povertà e da eventuali futuri shock nel mercato del lavoro.

4.18.

Il CESE considera inoltre importante fornire un sostegno ai giovani nel campo della sicurezza sociale, ed esorta pertanto gli Stati membri ad attuare correttamente la raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi (29), che raccomanda agli Stati membri di garantire l’accesso a un’adeguata protezione sociale per le persone occupate in tutte le forme di lavoro.

4.19.

Occorre fare di più per individuare dei modi per conciliare la sicurezza dell’occupazione e la qualità del lavoro all’interno di un mercato del lavoro dinamico, e il rafforzamento del dialogo sociale è fondamentale per definire misure efficaci. Buone pratiche sono reperibili in alcuni paesi, ad esempio: 1) in Portogallo, dove il governo, le parti sociali e le organizzazioni giovanili si riuniscono regolarmente per svolgere delle discussioni. Provvedimenti quali quello di stabilire una quota riservata ai NEET nelle aziende che offrono un elevato numero di tirocini o di diminuire gli incentivi all’assunzione per i contratti a breve termine (30) hanno contribuito a stimolare l’occupazione giovanile in questo Stato membro; e 2) in Spagna, dove il dialogo sociale è sfociato nell’estensione della copertura previdenziale ai tirocinanti (31).

4.20.

L’incertezza, l’inquietudine e l’ansietà che possono portare alla depressione tra i giovani hanno registrato un forte picco all’inizio della crisi e continuano ad aumentare in alcuni paesi. La chiusura temporanea degli istituti di insegnamento o educativi e la sospensione delle attività sociali, culturali e sportive hanno indebolito i legami sociali che contribuiscono a preservare una buona salute mentale. In molti paesi il servizio di sostegno alla salute mentale garantito nelle scuole e nelle università è stato gravemente perturbato, e i giovani ricorrono sempre più spesso ad altre piattaforme di sostegno, ad esempio linee telefoniche e centri giovanili, e i servizi di salute mentale offrono teleconsultazioni e forme di assistenza a distanza per garantire un servizio senza interruzioni. Allo stesso tempo, le misure di confinamento hanno avuto un forte impatto sugli stessi prestatori di questi servizi di sostegno, molti dei quali non sono stati in grado di riprendere le loro attività a causa della mancanza di risorse finanziarie e umane. Il CESE ritiene che sia di fondamentale importanza sostenere questo settore, fortemente dipendente dal volontariato e dal finanziamento di progetti, con finanziamenti più sostenibili, dato che durante la crisi questi servizi di sostegno si sono rivelati un elemento essenziale del nostro tessuto sociale.

4.21.

Si può fare di più per affrontare la dimensione di genere nei PNRR, in particolare per quanto riguarda i NEET, il cui tasso è in generale più elevato tra le giovani donne che tra i giovani uomini. Nel 2020 i tassi di NEET femminili erano in media 1,3 volte superiori a quelli maschili, e i tassi di NEET donne inattive erano addirittura 1,7 volte superiori. Questo tasso è particolarmente alto nei paesi dell’Europa orientale (Bulgaria, Romania, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia e Polonia) e in Italia (32). In questi paesi la maggioranza dei NEET rientra nella categoria a causa delle responsabilità familiari di cui deve farsi carico o è formato da giovani con disabilità. Una percentuale più elevata di giovani donne dedica del tempo a cura e assistenza per i figli e altri membri della famiglia. Le giovani donne dedicano all’assistenza e al lavoro domestico non retribuiti un tempo quasi triplo rispetto ai giovani uomini. Il Comitato accoglie con favore le misure messe in campo da alcuni Stati membri al fine di incoraggiare e promuovere l’occupazione e l’imprenditoria femminili, investire in infrastrutture sociali adeguate e riformare i sistemi di assistenza all’infanzia, in particolare quelli per l’educazione e l’accoglienza della prima infanzia, e chiede che queste buone pratiche vengano estese a livello dell’intera UE per sostenere la piena occupazione delle donne, e soprattutto delle giovani madri; chiede inoltre un robusto sistema per il monitoraggio annuale dei progressi compiuti in materia di parità di genere nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza e delle risorse finanziarie assegnate e utilizzate per questo tema a titolo del dispositivo, ivi compresi indicatori pertinenti.

Bruxelles, 8 dicembre 2021

La presidente del Comitato economico e sociale europeo

Christa SCHWENG


(1)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, 15 marzo 2018 (GU C 153 del 2.5.2018, pag. 1).

(2)  Raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale — Una protezione sociale pronta per il futuro (GU C 387 del 15.11.2019, pag. 1).

(3)  Strategia dell'Unione europea per la gioventù (2018) (GU C 456 del 18.12.2018, pag. 1); Pacchetto di sostegno all'occupazione giovanile (2020); Un ponte verso il lavoro — Rafforzare la garanzia per i giovani (2020) (GU C 372 del 4.11.2020, pag. 1); Iniziativa ALMA (2021); Anno europeo della gioventù (previsto nel 2022).

(4)  https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024_it

(5)  https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1549&langId=it

(6)  La definizione di «giovani» è riferita di norma a persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

(7)  Eurostat.

(8)  Konle-Seidl, R., Picarella, F., Studio del Parlamento europeo sul tema Youth in Europe: Effects of COVID-19 on their economic and social situation (I giovani in Europa: l’impatto della COVID-19 sulla loro situazione economica e sociale), Lussemburgo, 2021.

(9)  https://www.eurofound.europa.eu/it/topic/non-standard-employment

(10)  https://www.eurofound.europa.eu/it/publications/blog/new-forms-of-employment-in-europe-how-new-is-new

(11)  Eurofound (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro), COVID-19: implicazioni per l'occupazione e la vita lavorativa, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Lussemburgo, 2021.

(12)  Spasova S., Bouget D., Ghailani, D. e Vanhercke B., Access to social protection for people working on non-standard contracts and as self-employed in Europe (Accesso alla protezione sociale per i lavoratori con contratti atipici e i lavoratori autonomi in Europa), 2017.

(13)  https://national-policies.eacea.ec.europa.eu/youthwiki/chapters/austria/54-young-peoples-participation-in-policy-making

(14)  https://www.giovani.gov.it/it/comunicazione/notizie/comitato-per-la-valutazione-dell-impatto-generazionale-delle-politiche-pubbliche/

(15)  https://www.cedefop.europa.eu/it/news/coronavirus-impact-jobs-eu-sectors-and-occupations-skills-forecast-analysis

(16)  https://ec.europa.eu/eures/public/four-job-sectors-high-demand-result-covid-19-pandemic-2021-02-19_it

(17)  Cedefop skills and jobs forecast (Previsioni del Cedefop in materia di competenze e di occupazione).

(18)  https://www.oecd.org/skills/covid-19-pandemic-highlights-urgent-need-to-scale-up-investment-in-lifelong-learning-for-all-says-oecd.htm

(19)  https://www.oecd.org/education/career-readiness/Investing%20in%20Career%20Guidance_en.pdf.

(20)  ILO (Ufficio internazionale del lavoro), Skills development in the time of COVID-19: Taking stock of the initial responses in technical and vocational education and training (Lo sviluppo delle competenze in periodo di COVID-19: un bilancio delle prime risposte nel settore dell’istruzione e formazione tecnica e professionale), Ginevra, 2021.

(21)  Moxon, D., Bacalso, C., e Șerban, A., Beyond the pandemic: The impact of COVID-19 on young people in Europe (Oltre la pandemia: l’impatto della COVID-19 sui giovani in Europa), 2021.

(22)  Davern, E., PES partnership management (Gestione dei partenariati degli SPI), settembre 2020.

(23)  https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1099&langId=it.

(24)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un ponte verso il lavoro, che rafforza la garanzia per i giovani e sostituisce la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani (GU C 372 del 4.11.2020, pag. 1).

(25)  Konle-Seidl, R., Picarella, F., Studio del Parlamento europeo sul tema Youth in Europe: Effects of COVID-19 on their economic and social situation (I giovani in Europa: l’impatto della COVID-19 sulla loro situazione economica e sociale), Lussemburgo, 2021.

(26)  Risoluzione del Parlamento europeo del 4 luglio 2017 sulle condizioni di lavoro e l'occupazione precaria [2016/2221(INI)] (GU C 334 del 19.9.2018, pag. 88).

(27)  Ufficio internazionale del lavoro, Rapporto mondiale sulla protezione sociale 2020-22: Social Protection at the Crossroads — in Pursuit of a Better Future,Ginevra, ILO, 2021.

(28)  ETUI — Istituto sindacale europeo, Non-standard workers and the self-employed in the EU: Social protection during the Covid-19 pandemic (Lavoratori atipici e lavoratori autonomi nell’UE: la protezione sociale durante la pandemia di COVID-19), 2021.

(29)  Raccomandazione del Consiglio, dell'8 novembre 2019, sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi, (GU C 387 del 15.11.2019, pag. 1).

(30)  https://www.iefp.pt/apoios-a-contratacao

(31)  121/000066 Proyecto de Ley de garantía del poder adquisitivo de las pensiones y de otras medidas de refuerzo de la sostenibilidad financiera y social del sistema público de pensiones (Disegno di legge sulla garanzia del potere d’acquisto delle pensioni e altre misure volte a rafforzare la sostenibilità finanziaria e sociale del sistema pensionistico pubblico) (congreso.es).

(32)  Statistics on young people neither in employment nor in education or training (Statistiche sui giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo).


ALLEGATO

I seguenti emendamenti sono stati respinti dall’Assemblea ma hanno ottenuto un numero di voti favorevoli pari ad almeno un quarto dei voti espressi (articolo 59, paragrafo 3, del Regolamento interno):

EMENDAMENTO 3

Presentato da:

HOŠTÁK Martin

POTTIER Jean-Michel

VADÁSZ Borbála

SOC/689 — Lavoro dignitoso per i giovani e inclusione dei NEET attraverso i piani nazionali per la ripresa

Punto 4.17

Modificare come segue:

Parere della sezione

Emendamento

Per tutti questi motivi, e tenendo conto del fatto che tutti i cambiamenti apportati sono solo temporanei — e alcuni sono anzi già arrivati a scadenza, lasciando ancora una volta i giovani privi di protezione sociale –, il CESE ritiene essenziale che i responsabili delle politiche si dedichino alla creazione di un sistema universale di protezione sociale che garantisca a tutti i lavoratori (occupati in posti di lavoro tradizionali e atipici, giovani e adulti) un’eguale copertura . Affrontare queste lacune significherebbe garantire che i giovani siano tutelati dal rischio di povertà e da eventuali futuri shock nel mercato del lavoro.

Per tutti questi motivi, e tenendo conto del fatto che tutti i cambiamenti apportati sono solo temporanei — e alcuni sono anzi già arrivati a scadenza, lasciando ancora una volta i giovani privi di protezione sociale –, il CESE ritiene essenziale che i responsabili delle politiche si dedichino alla creazione di sistemi di protezione sociale forti ed efficienti che garantiscano a tutti i lavoratori una copertura adeguata . Affrontare queste lacune significherebbe garantire che i giovani siano tutelati dal rischio di povertà e da eventuali futuri shock nel mercato del lavoro.


Motivazione

Siamo pienamente d’accordo quanto al fatto che i PNRR potrebbero servire a rafforzare e sostenere le ambizioni e gli sforzi profusi dagli Stati membri per attuare la raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi nel rispetto delle condizioni e delle pratiche socioeconomiche a livello nazionale. Qualsiasi invito a creare un sistema universale di protezione sociale non è compatibile con l’obiettivo perseguito dal presente parere.

Esito della votazione:

Voti favorevoli:

74

Voti contrari:

101

Astensioni:

19

EMENDAMENTO 4

Presentato da:

HOŠTÁK Martin

POTTIER Jean-Michel

VADÁSZ Borbála

SOC/689 — Lavoro dignitoso per i giovani e inclusione dei NEET attraverso i piani nazionali per la ripresa

Punto 1.9

Modificare come segue:

Parere della sezione

Emendamento

Il CESE plaude alle disposizioni contenute nei PNRR a sostegno di apprendistati o tirocini di qualità, poiché costituiscono uno strumento efficace per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici precoci e possono garantire una migliore integrazione dei giovani (e di altri gruppi di popolazione) nel mercato del lavoro, e invita gli Stati membri ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (1) . Tuttavia, il Comitato chiede che, in occasione della prossima revisione del quadro di qualità per i tirocini , sia imposto il divieto ai tirocini non retribuiti e stabilita una retribuzione dignitosa per tutti i tirocinanti .

Il CESE plaude alle disposizioni contenute nei PNRR a sostegno di apprendistati o tirocini di qualità, poiché costituiscono uno strumento efficace per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici precoci e possono garantire una migliore integrazione dei giovani (e di altri gruppi di popolazione) nel mercato del lavoro, e invita gli Stati membri

ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (1);

a cogliere l’opportunità offerta dalla prossima revisione del quadro di qualità per i tirocini per valutare, in cooperazione con gli Stati membri e in particolare tramite il comitato per l’occupazione (EMCO), nonché in consultazione con le parti sociali, come vengano applicate le raccomandazioni sulle condizioni di lavoro e gli obiettivi di formazione, e se venga corrisposta un’indennità al tirocinante da parte del soggetto promotore del tirocinio, allo scopo di evitare pratiche non eque .


Motivazione

Si raccomanda di suddividere il punto in due parti e di non affrontare insieme la questione degli apprendistati e quella dei tirocini/stage.

La prima parte riguarda gli apprendistati: il quadro dell’UE in materia funziona bene e non è in programma una sua revisione. La seconda parte è relativa alla revisione del quadro di qualità dell’UE per i tirocini, che può rappresentare l’occasione per una verifica dell’attuazione e dei progressi in questo campo negli Stati membri.

Esito della votazione:

Voti favorevoli:

69

Voti contrari:

112

Astensioni:

15

EMENDAMENTO 5

Presentato da:

HOŠTÁK Martin

POTTIER Jean-Michel

VADÁSZ Borbála

SOC/689 — Lavoro dignitoso per i giovani e inclusione dei NEET attraverso i piani nazionali per la ripresa

Punto 1.11

Modificare come segue:

Parere della sezione

Emendamento

Il CESE ritiene essenziale, al fine di non sovvenzionare la precarietà del lavoro, assicurare che gli incentivi alle assunzioni siano subordinati alla stipula di contratti a tempo indeterminato o a programmi di stabilizzazione . Inoltre, gli incentivi alle assunzioni possono rivelarsi efficaci nella creazione di opportunità lavorative per le persone «svantaggiate» in cerca di lavoro e nel ricollocamento di lavoratori licenziati, favorendone il percorso di transizione verso nuovi settori e occupazioni.

Il CESE ritiene essenziale, al fine di non sovvenzionare la precarietà del lavoro, assicurare che gli incentivi alle assunzioni siano subordinati alla stipula di contratti a tempo indeterminato o di contratti facenti parte di un percorso professionale con sbocco nella stipula di contratti a tempo indeterminato . Inoltre, gli incentivi alle assunzioni possono rivelarsi efficaci quale complemento allo sforzo di formazione del datore di lavoro nella creazione di opportunità lavorative per le persone «svantaggiate» in cerca di lavoro e nel ricollocamento di lavoratori licenziati, favorendone il percorso di transizione verso nuovi settori e occupazioni.


Motivazione

L’incentivo all’assunzione può aiutare i giovani a essere assunti e i datori di lavoro a entrare in contatto con potenziali lavoratori, ma entrambe le parti hanno bisogno di flessibilità per mettere a punto un piano di formazione e di carriera che sfoci in una forma di contratto di lavoro più stabile. Ciò dipende dalle competenze, dalle prestazioni, dall’impegno e da altri criteri oggettivi. Le sovvenzioni all’assunzione comprendono anche forme di contratti di lavoro «duali» (basati sull’alternanza scuola o formazione-lavoro) che fanno parte di un percorso di formazione e professionale. È quindi opportuno che la proposta si concentri sulla condizionalità sull’occupazione sostenibile, al fine di promuovere l’inserimento professionale delle persone in cerca di lavoro, e in particolare dei NEET.

Esito della votazione:

Voti favorevoli:

69

Voti contrari:

120

Astensioni:

16

Il punto del parere della sezione riportato qui di seguito, pur avendo ottenuto un numero di voti favorevoli superiore a un quarto dei voti espressi (articolo 59, paragrafo 4, del Regolamento interno), è stato modificato in seguito all’adozione di un emendamento da parte dell’Assemblea:

EMENDAMENTO 2

Presentato da:

BABRAUSKIENĖ Tatjana

SOC/689 — Lavoro dignitoso per i giovani e inclusione dei NEET attraverso i piani nazionali per la ripresa

Punto 1.9

Modificare come segue:

Parere della sezione

Emendamento

Il CESE plaude alle disposizioni contenute nei PNRR a sostegno di apprendistati o tirocini di qualità , poiché costituiscono uno strumento efficace per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici precoci e possono garantire una migliore integrazione dei giovani (e di altri gruppi di popolazione) nel mercato del lavoro, e invita gli Stati membri ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (1). Tuttavia, il Comitato chiede che, in occasione della prossima revisione del quadro di qualità per i tirocini, sia imposto il divieto ai tirocini non retribuiti e stabilita una retribuzione dignitosa per tutti i tirocinanti.

Il CESE plaude alle disposizioni contenute nei PNRR a sostegno di una formazione di qualità, inclusi apprendistati o stage/ tirocini, poiché costituiscono uno strumento efficace per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici precoci e possono garantire una migliore integrazione dei giovani (e di altri gruppi di popolazione) nel mercato del lavoro, e invita gli Stati membri ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (1). Tuttavia, il Comitato chiede che sia imposto il divieto ai tirocini non retribuiti. Una retribuzione dignitosa per tutti i tirocinanti dovrebbe essere garantita in occasione della prossima revisione della raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità per i tirocini. Il CESE propone inoltre l’elaborazione di un quadro europeo per stage/tirocini di qualità volto a garantire il valore educativo di tale esperienza di apprendimento.

Esito della votazione:

Voti favorevoli:

127

Voti contrari:

62

Astensioni:

8


(1)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, 15 marzo 2018.

(1)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, 15 marzo 2018.

(1)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, 15 marzo 2018.

(1)  Raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, 15 marzo 2018.