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4.3.2022 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 105/40 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Commercio e sviluppo sostenibile di prossima generazione — Riesame del piano d’azione in 15 punti»
(parere d’iniziativa)
(2022/C 105/07)
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Relatrice: |
Tanja BUZEK |
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Decisione dell’Assemblea plenaria |
25.3.2021 |
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Base giuridica |
Articolo 32, paragrafo 2, del Regolamento interno |
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Parere d’iniziativa |
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Sezione competente |
Relazioni esterne |
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Adozione in sezione |
28.9.2021 |
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Adozione in sessione plenaria |
20.10.2021 |
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Sessione plenaria n. |
564 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
236/2/5 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Il commercio ha bisogno del giusto quadro politico per stimolare la crescita, la creazione di posti di lavoro dignitosi, lo sviluppo sostenibile e promuovere una ripresa economica sostenibile dalla crisi della COVID-19, consentendo alle imprese di ricostruire e riorganizzare le loro catene di approvvigionamento e di valore perturbate. Il 2021 rappresenta un punto di svolta per ripensare la governance commerciale dell’UE, e il CESE sostiene il suo nuovo percorso basato sull’apertura, la sostenibilità e l’assertività. |
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1.2. |
I capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile (CSS) incarnano l’impegno dell’UE a favore di un’«agenda commerciale basata sui valori» che promuova contemporaneamente lo sviluppo economico, sociale e ambientale. Affrontare il problema del mancato rispetto degli impegni in materia di CSS e migliorarne l’attuazione è fondamentale per ottenere standard elevati in materia di lavoro e sostenibilità attraverso gli strumenti commerciali. A livello sia bilaterale che mondiale, l’UE dovrebbe fissare parametri ambiziosi in materia di CSS con partner commerciali che condividono gli stessi principi, pronti a svolgere un ruolo guida. |
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1.3. |
Il CESE accoglie con favore il riesame anticipato del piano d’azione in 15 punti e si aspetta che permetta di andare oltre il quadro limitato e a «compartimenti stagni» di tale piano creato nel 2018. Il fatto che i capitoli CSS non siano all’altezza dei loro impegni giuridicamente vincolanti induce il CESE a proporre una revisione ambiziosa, che preveda un approccio di applicazione rinnovato, accompagnato da sanzioni e da un monitoraggio più rigoroso da parte della società civile, che si avvalga di strumenti innovativi e rafforzi l’effetto leva in materia di CSS. Questo «CSS di prossima generazione» deve formare parte integrante della strategia commerciale dell’UE ed applicarsi allo stesso modo sia ai mandati negoziali attuali che a quelli futuri. |
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1.4. |
Una nuova visione inizia con il superamento della compartimentazione. Il successo dell’attuazione e dell’applicazione dei capitoli CSS richiede un’interazione vivace, strutturata e più collaborativa tra gli attori, con scambi tra istituzioni e organismi internazionali e, soprattutto, fra tutti questi soggetti e i gruppi consultivi interni (GCI) e tra gli stessi GCI. In quanto organismo riconosciuto a livello internazionale, l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) dovrebbe partecipare al monitoraggio dell’attuazione delle proprie convenzioni nell’ambito degli accordi di libero scambio (ALS). |
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1.5. |
I problemi più gravi emergono spesso già nelle primissime fasi. Il CESE sottolinea l’importanza di garantire, prima della ratifica dell’accordo, l’assunzione di impegni relativi ai principali accordi internazionali o l’adozione di tabelle di marcia vincolanti e applicabili all’interno dello stesso capitolo CSS, con scadenze chiare per la loro ratifica. Il primo caso in assoluto di applicazione del capitolo CSS nell’ambito del modello attuale ha confermato che la terminologia vaga impiegata nell’accordo era insufficiente. |
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1.6. |
Tutte e tre le dimensioni del CSS sono interconnesse e non devono essere affrontate in compartimenti stagni. Il CESE accoglie con favore il ruolo attivo delle imprese nel proseguire gli sforzi volti a garantire un commercio sostenibile e ritiene che esse possano dare un contributo positivo alla promozione di opportunità di azione per il clima, ad esempio nel settore delle tecnologie pulite, con particolare attenzione per le PMI. I capitoli CSS devono essere più strettamente collegati con la dichiarazione tripartita di principi dell’OIL sulle imprese multinazionali e la politica sociale (dichiarazione MNE), che promuove la ratifica delle sue convenzioni, e con le linee guida dell’Organizzazione per lo sviluppo economico e la cooperazione (OCSE) destinate alle imprese multinazionali, in particolare a valle della catena di approvvigionamento. |
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1.7. |
Un cambiamento efficace sul campo richiede di andare oltre i classici capitoli CSS e di prendere in considerazione il notevole effetto leva che può essere esercitato da strumenti politici supplementari. Il CESE chiede che l’aggiudicazione degli appalti pubblici sia subordinata alla provenienza delle imprese da paesi che rispettano le norme fondamentali dell’OIL e l’accordo di Parigi sul clima. Chiede inoltre che l’UE adotti una legislazione ambiziosa sull’obbligo di dovuta diligenza quale ulteriore misura di accompagnamento fondamentale. Gli investitori stranieri dovrebbero essere tenuti a conformarsi all’obbligo di diligenza prima di poter beneficiare di un accordo internazionale di investimento. Le misure dovrebbero essere integrate da azioni contro il riciclaggio di denaro, i reati fiscali e l’elusione fiscale, come pure dalla lotta alla corruzione per realizzare un commercio sostenibile. |
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1.8. |
Lo sviluppo sostenibile deve riflettere le evoluzioni e guidarle, considerando ugualmente prioritarie, nella sua agenda, le norme in materia di lavoro e quelle a tutela dell’ambiente. Il Green Deal, le iniziative per l’economia circolare e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) integrano i temi pertinenti del CSS, come già avviene per la biodiversità. Per stabilire obblighi concreti, gli impegni ambientali devono essere resi operativi traducendoli in norme internazionali. |
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1.9. |
Non esiste una «soluzione miracolosa» per garantire l’applicazione, ma si deve iniziare dal rafforzamento dell’effettiva esecutività. Da tempo il CESE chiede di rilanciare il meccanismo del gruppo di esperti, con la possibilità di comminare sanzioni, anche pecuniarie, e un ruolo attivo dei GCI nella sua attivazione. L’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito, che mette in primo piano le condizioni di parità e la sostenibilità a vantaggio sia delle imprese che dei lavoratori, potrebbe costituire un modello. |
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1.10. |
I partner commerciali dell’UE danno prova di saper pensare «fuori dagli schemi» riguardo ai nuovi strumenti commerciali. Adottando un approccio innovativo alla risoluzione delle controversie in materia di lavoro, l’UE dovrebbe considerare la possibilità di sospendere le tariffe preferenziali per le imprese che violano le norme internazionali concordate. Per un approfondimento graduale delle relazioni economiche, il CESE è favorevole a una riduzione tariffaria progressiva collegata all’attuazione, da parte dei paesi partner, degli impegni in materia di CSS, con la possibilità di revoca delle tariffe in caso di violazioni. |
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1.11. |
Non vi è sostenibilità senza la società civile. La creazione dei GCI non era fine a se stessa. Per essere presi sul serio, essi hanno bisogno di informazioni, risorse e accesso, al fine di fornire consulenza alle parti in merito all’attuazione e all’applicazione, nonché di un quadro istituzionalizzato più solido. Oltre ai GCI, il CESE chiede di riattivare il gruppo di esperti sugli ASL. |
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1.12. |
Il CESE è uno dei principali fautori dei GCI e continuerà a sostenerne i lavori. I dibattiti sul rafforzamento dei GCI si sono recentemente intensificati, e il CESE incoraggia la Commissione e altre parti interessate (1) a collaborare con tali gruppi per migliorarne la composizione, l’organizzazione del lavoro, il coinvolgimento e il ruolo nei meccanismi di applicazione, nonché i canali istituzionali, come illustrato in dettaglio nel capitolo 5 del presente parere. |
2. Introduzione
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2.1. |
Una politica commerciale attiva deve guidare in modo efficace lo sviluppo sostenibile e apporta benefici alle imprese, ai lavoratori, ai consumatori e ai cittadini in generale, a condizione di aprire nuove opportunità di mercato, creare posti di lavoro dignitosi e garantire condizioni di parità. Tuttavia, essa comporta anche dei rischi intrinseci, che possono essere ridotti in maniera efficace solo attraverso una politica commerciale inclusiva, nel cui ambito la società civile, le parti interessate e il pubblico in generale possano esprimere le proprie preoccupazioni. |
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2.2. |
Da lungo tempo il CESE chiede che la sostenibilità divenga uno dei motori della politica commerciale, data la funzione cruciale che il commercio deve assolvere nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. La nuova strategia commerciale dell’UE di quest’anno definisce il quadro per i prossimi anni. Il CESE ha formulato delle raccomandazioni sugli aspetti commerciali della strategia in un parere separato (2), mentre accoglie con favore l’attenzione dedicata al tema della sostenibilità e chiede un ambizioso rafforzamento dei capitoli CSS e della loro effettiva esecutività. |
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2.3. |
Sulla base dei lavori precedentemente svolti dal CESE, il presente parere fornisce una valutazione, da parte della società civile, dell’approccio sotteso al riesame del CSS attualmente in corso e si ispira a un’impostazione innovativa volta a far sì che il commercio contribuisca alla realizzazione dei valori dell’UE in materia di sviluppo sostenibile: i capitoli CSS per le generazioni future. |
3. Commercio e sviluppo sostenibile: un’agenda commerciale dell’UE basata sui valori
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3.1. |
Prevedendo l’inserimento sistematico dei capitoli CSS negli accordi di libero scambio (ALS), l’UE sottolinea il proprio impegno a favore di «un’agenda commerciale basata sui valori», che promuova uno sviluppo al tempo stesso economico, sociale e ambientale. Affrontare il problema del mancato rispetto degli impegni in materia di CSS e migliorarne l’attuazione è fondamentale per ottenere standard elevati in materia di lavoro e sostenibilità attraverso gli strumenti commerciali. |
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3.2. |
I capitoli CSS, già presenti in una forma embrionale nell’accordo di libero scambio tra l’UE e la Corea del Sud del 2011, si sono costantemente evoluti in tutti i successivi ALS dell’UE. I capitoli CSS prevedono un semplice meccanismo di risoluzione delle controversie basato sulla consultazione e dei GCI per il monitoraggio istituzionalizzato della società civile. Essi contengono impegni tesi al rispetto degli accordi multilaterali in materia di lavoro e ambiente e volti a impedire alle parti di allentare o abbassare i livelli di protezione in questi ambiti per attirare il commercio e gli investimenti. In quanto forum bilaterali per il dialogo e la cooperazione, essi possono anche fungere da piattaforme per far progredire l’agenda multilaterale per il commercio sostenibile. |
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3.3. |
Sebbene l’UE abbia adottato delle misure per portare la sostenibilità al centro delle sue ambizioni commerciali, i negoziati in corso non sono all’altezza di tale obiettivo. Per rilanciare e rendere più incisivi i capitoli CSS attraverso un approccio «fuori dagli schemi», il riesame deve andare oltre il vecchio status di «documento informale» e, in quanto parte integrante della strategia commerciale dell’UE, deve applicarsi anche agli accordi in corso di negoziazione e figurare nei mandati negoziali riveduti. |
4. Piano d’azione in 15 punti: valutazione
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4.1. |
Il Parlamento europeo, il CESE e un ampio gruppo di parti interessate avevano avviato un dibattito pubblico sempre più ampio sull’efficacia dell’approccio dell’UE in materia di CSS, precocemente interrotto all’inizio del 2018 con il lancio, da parte della Commissione, di un piano d’azione in 15 punti. Articolato in quattro capitoli principali, tale piano ha definito il quadro limitato e «compartimentato» per l’evoluzione del CSS negli ultimi anni, che viene valutato qui di seguito alla luce dei suoi risultati e delle sue carenze. |
Lavorare insieme
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4.2. |
Partenariati con gli Stati membri e il PE: il gruppo di esperti della Commissione in materia di CSS ha rafforzato i propri collegamenti con gli Stati membri, ma la sua stessa struttura fa sì che nel corso del processo vadano perdute importanti competenze e informazioni. È opportuno assicurare una migliore comunicazione dei risultati e delle raccomandazioni scaturite dai suoi lavori, al pari di collegamenti più stretti e regolari con i gruppi consultivi interni (GCI) e il CESE. L’impegno della direzione generale (DG) Commercio della Commissione deve estendersi ai principali dipartimenti responsabili in materia di CSS degli Stati membri, eventualmente coinvolgendo altre DG pertinenti, quali EMPL e CLIMA, per le loro reti, e lavorare con organizzazioni internazionali nel quadro di questo flusso di informazioni e feedback. L’aggiornamento del PE sulle questioni relative al commercio e allo sviluppo sostenibile dovrebbe coinvolgere i GCI su un piano di parità e non deve avvenire a porte chiuse. Il PE deve svolgere un ruolo nel monitoraggio e nell’attuazione dei capitoli CSS ed essere pienamente informato delle attività e coinvolto nelle decisioni del sottocomitato per il commercio e lo sviluppo sostenibile e di altri organi di governance congiunti pertinenti. Questo aspetto è particolarmente importante nel quadro del meccanismo di parità di condizioni previsto dall’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione con il Regno Unito. |
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4.3. |
Lavorare con le organizzazioni internazionali: invocando un approccio più proattivo e sistemico, il CESE invita a coinvolgere organismi internazionali come l’OIL persino nella fase dei negoziati e per l’intera durata dell’attuazione degli ALS, comprese tutte le tappe delle tabelle di marcia. Come si è potuto constatare nel caso della ratifica dell’accordo con il Vietnam, l’OIL potrebbe svolgere un ruolo essenziale nella fase precedente o iniziale dell’attuazione dell’accordo. Esigere una maggiore collaborazione tra la Commissione europea, l’OIL e il CESE è fondamentale per definire l’assistenza tecnica dell’OIL e i progetti di sviluppo delle capacità nei paesi partner. L’azione deve andare di pari passo con una maggiore integrazione dell’OIL nel ruolo di monitoraggio dei GCI, e le riunioni annuali ad alto livello della DG EMPL potrebbero essere aperte al CESE ed eventualmente alle presidenze dei GCI. L’approccio relativo agli accordi ambientali multilaterali (MEA) sembra essere scarsamente esplorato e potrebbe essere esteso ad altre organizzazioni internazionali pertinenti, quali l’OCSE e, di fronte alla crescente importanza del finanziamento degli OSS, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. |
Far sì che la società civile, comprese le parti sociali, possa svolgere il proprio ruolo nell’attuazione
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4.4. |
Facilitare il ruolo di monitoraggio della società civile, comprese le parti sociali: il CESE accoglie con favore il progetto di strumento di partenariato dell’UE che finanzia la partecipazione di alcuni membri del GCI dell’UE alle riunioni e preserva l’indipendenza politica di tale organo. Il CESE invita la Commissione a rinnovare il finanziamento e a collaborare con i GCI alla sua definizione. Raccomanda una maggiore flessibilità nel futuro sostegno logistico e tecnico. Il ricorso alle videoconferenze potrebbe integrare, ma non sostituire, le riunioni in presenza. I finanziamenti futuri dovrebbero prevedere l’organizzazione di riunioni annuali a cui partecipino tutti i membri dei GCI per discutere questioni trasversali sui temi del commercio e dello sviluppo sostenibile. Oltre a fornire risorse finanziarie, è necessario affrontare delle sfide strutturali e organizzative per fornire ai GCI tutti gli strumenti necessari per svolgere il proprio ruolo, come illustrato nel capitolo 5. |
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4.5. |
Estendere il coinvolgimento della società civile, comprese le parti sociali, all’intero ALS: da tempo il CESE raccomanda fortemente che i GCI forniscano una consulenza su tutti gli aspetti degli accordi commerciali dell’Unione, mantenendo al tempo stesso una particolare attenzione sull’attuazione dei capitoli CSS e sull’impatto, più in generale, del commercio sullo sviluppo sostenibile. Questo allargamento del campo di azione sarà sottoposto ad una prima verifica nell’accordo commerciale e di cooperazione con il Regno Unito. Il CESE propone di estendere l’attuale coinvolgimento dei GCI in tutti gli ALS esistenti, tramite la revisione dei testi degli accordi o mediante prassi armonizzate nel quadro del regolamento interno di tali gruppi. |
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4.6. |
Intervenire in materia di comportamento responsabile delle imprese: il CESE accoglie con favore il ruolo attivo delle imprese nell’adoperarsi per garantire un commercio sostenibile, come pure l’impegno assunto dalla Commissione a promuovere un comportamento responsabile delle imprese. Si rammarica tuttavia che né il CESE stesso né i GCI pertinenti siano stati coinvolti nella supervisione dei progetti con l’OCSE e l’OIL. La Commissione dovrebbe mettere a punto degli indicatori per valutare i risultati tangibili dei progetti al di là delle attività di sensibilizzazione, e prevedere una revisione più mirata e approfondita a valle delle catene di approvvigionamento. |
Ottenere risultati
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4.7. |
Priorità per paese: il CESE concorda con l’idea di adottare un approccio strategico e più mirato; tuttavia, i paesi partner differiscono notevolmente, anche nell’ambito di un accordo regionale come quello UE-America centrale. Per la definizione delle priorità e la valutazione occorre puntare in modo proattivo, e in momenti diversi del processo, alla consultazione della società civile, in particolare coinvolgendo i GCI. Le unità geografiche della DG Commercio e le delegazioni dell’UE dovrebbero interagire maggiormente con i GCI per ottenere contributi e fornire un feedback sistematico. Ciò richiede una valutazione periodica dei progressi o dei passi indietro compiuti dalla Commissione verso la realizzazione di tali priorità. |
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4.8. |
Applicazione risoluta: dalla controversia in materia di lavoro con la Corea si possono trarre importanti insegnamenti. In primo luogo, il fatto che la Commissione dovrebbe essere più proattiva e rapida nell’attivare le procedure di risoluzione delle controversie in materia di CSS, attribuendo ai GCI un ruolo attivo. In secondo luogo, l’importanza che nei gruppi di esperti siedano anche esperti internazionali di diritto del lavoro, i quali si consultino con l’OIL sulla sua giurisprudenza e interpretazione vincolante. In terzo luogo, la relazione del gruppo di esperti conferma la necessità di definire tabelle di marcia vincolanti e comprensive di sanzioni, corredate di un calendario chiaro, per la ratifica delle convenzioni dell’OIL. L’espressione «sforzi continui e sostenuti», piuttosto vaga, concede alle parti un margine di manovra troppo ampio. Mentre la Corea ha effettivamente ratificato tre delle quattro convenzioni mancanti dell’OIL (ad eccezione della convenzione n. 105 sull’abolizione del lavoro forzato), resta il dubbio se le modifiche apportate alla legislazione del paese diano piena attuazione alle disposizioni delle convenzioni n. 29, 87 e 98. Il caso resta quindi aperto, e il CESE ribadisce il proprio invito ad effettuare azioni di follow-up. Tuttavia, i problemi di conformità non esistono solo nei paesi partner. Il CESE osserva infatti con preoccupazione che anche nell’UE e negli Stati membri sembrano mancare gli strumenti per un’applicazione rigorosa. |
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4.9. |
Incoraggiare la rapida ratifica dei principali accordi internazionali: il CESE raccomanda che la ratifica dei principali accordi internazionali avvenga prima della conclusione e della firma di un ALS, in modo da poter sfruttare al massimo l’effetto leva negoziale e diplomatico. Il recente caso del Vietnam ha evidenziato questi effetti positivi, in quanto il paese ha ratificato le convenzioni n. 98 e n. 105 dell’OIL. Non si registrano invece progressi per quanto riguarda la ratifica della convenzione n. 87. Il CESE sottolinea quindi l’importanza di garantire, prima della ratifica dell’accordo, l’assunzione di impegni relativi ai principali accordi internazionali o l’adozione di tabelle di marcia vincolanti e applicabili all’interno dello stesso capitolo CSS, con scadenze chiare per la loro ratifica. |
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4.10. |
Riesame dell’efficacia dell’attuazione dei capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile: il CESE concorda sulla necessità di rivedere e valutare periodicamente l’attuazione di tali capitoli. Deplora tuttavia la poca visibilità del lavoro dei GCI e la scarsa considerazione prestata alle loro raccomandazioni in questi processi, in particolare nelle relazioni di attuazione annuali. Le future relazioni dovrebbero riflettere meglio i programmi di lavoro dei GCI e le dichiarazioni congiunte con i GCI dei paesi partner. In particolare, il CESE si rammarica per gli scarsi progressi compiuti finora nel rendere effettivamente applicabili gli attuali capitoli CSS. Nel caso dell’accordo economico e commerciale globale con il Canada (CETA), il CESE, il GCI dell’UE e i GCI canadesi avevano ripetutamente chiesto di accelerare con decisione i tempi per un riesame anticipato, rispetto al quale le parti si erano impegnate nello strumento interpretativo comune inteso a rendere più effettiva l’applicabilità delle disposizioni in materia di lavoro e ambiente. Tale processo di riesame dovrebbe prevedere lo stretto coinvolgimento dei GCI di entrambe le parti. |
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4.11. |
Manuale per l’attuazione: il CESE accoglie con favore l’elaborazione di manuali relativi all’attuazione, al fine di aiutare i partner degli ALS a comprendere meglio gli impegni in materia di CSS e guidare la loro attuazione. Per quanto riguarda le tematiche del lavoro, le parti sociali devono essere considerate partner fondamentali sul campo. Le banche dati comparative formali devono andare ben oltre i progressi nella formulazione del testo dell’accordo e concentrarsi sull’effettivo livello di attuazione delle disposizioni in materia di CSS. |
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4.12. |
Aumentare le risorse: l’UE dovrebbe destinare una parte delle risorse previste per gli «aiuti al commercio» a sostenere la partecipazione, nonché lo sviluppo delle capacità, dei GCI e delle organizzazioni della società civile dei paesi terzi per quanto riguarda gli sforzi in materia di commercio e investimenti sostenibili. |
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4.13. |
Azione per il clima: anche se il commercio non è il motore della politica climatica, esso dovrebbe fare la propria parte nel facilitare l’attuazione dell’agenda globale per il clima, permettendo alle imprese di svolgere un ruolo positivo nella promozione di opportunità per l’industria delle tecnologie pulite, con particolare attenzione per le PMI. Fare dell’accordo di Parigi un «elemento essenziale» di tutti i futuri accordi commerciali globali, con conseguente sospensione degli stessi in caso di non conformità, costituisce uno sviluppo positivo che andrebbe esteso in modo da includere le convenzioni fondamentali e aggiornate dell’OIL. |
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4.14. |
Commercio e lavoro: il CESE accoglie con favore l’ampliamento della portata delle tematiche relative al lavoro incluse nei capitoli CSS e incoraggia ulteriori aggiornamenti degli impegni. I capitoli CSS devono essere più strettamente collegati con la dichiarazione MNE dell’OIL e con le linee guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali. La Commissione dovrebbe promuovere la ratifica delle convenzioni dell’OIL incluse nella dichiarazione MNE. La legislazione dell’UE più avanzata, in particolare il governo societario sostenibile e gli obblighi di dovuta diligenza, dovrebbe fornire un contesto stabile per l’ulteriore sviluppo dei capitoli CSS. Tuttavia, per fare la differenza sul campo, tali impegni richiedono un’applicazione più proattiva e una migliore esecutività. |
Trasparenza e comunicazione
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4.15. |
Maggiore trasparenza e migliore comunicazione: il CESE si unisce a tutte le istituzioni e a tutte le parti interessate nel sottolineare l’importanza della trasparenza e della comunicazione. La pubblicazione dei verbali completi costituisce un utile punto di partenza per il coinvolgimento della società civile. Le riunioni organizzate dalla Commissione nell’ambito del dialogo con la società civile rappresentano un canale importante, ma devono essere migliorate per dare luogo a un seguito più strutturato. A tal fine, il CESE raccomanda di superare l’approccio a compartimenti stagni e garantire che i canali di comunicazione si rafforzino reciprocamente — con il PE, gli Stati membri e la società civile. |
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4.16. |
Risposta tempestiva alle istanze sollevate in materia di CSS: il CESE accoglie con favore il lancio, nel 2020, di un sistema di reclami tramite la creazione del punto unico di ingresso (Single entry point) e, in particolare, dell’unità specifica guidata dal responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali (Chief Trade Enforcement Officer — CTEO) che si occupa esclusivamente dei reclami in materia di CSS. Sebbene sia troppo presto per valutare l’efficacia di tali iniziative, il CESE si aspetta che la società civile venga coinvolta nell’elaborazione costante di questo meccanismo e che le sue raccomandazioni siano prese in considerazione. |
5. CSS di prossima generazione
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5.1. |
Dalla presentazione del piano d’azione nel 2018, il mondo del commercio ha fatto parecchia strada, così come il dibattito sul commercio e lo sviluppo sostenibile. Il Green Deal è un obiettivo strategico generale, anche per quanto riguarda l’agenda commerciale dell’UE. Soggetti istituzionali come il Parlamento europeo e gli Stati membri moltiplicano gli appelli a favore di una riforma ambiziosa in materia di CSS. La pandemia di COVID-19 ha causato perturbazioni senza precedenti dei flussi commerciali, mettendo in luce gravi problemi nelle catene di approvvigionamento e del valore globali, spesso legati al mancato rispetto degli impegni in materia di CSS. Il primo caso in assoluto di risoluzione delle controversie in materia di CSS ha rappresentato il banco di prova istituzionale dell’attuale sistema. Il nuovo CTEO ha creato aspettative elevate in termini di maggiore attenzione, risorse e nuovi strumenti legislativi per una migliore attuazione e applicazione degli impegni in materia di CSS. Nel frattempo, partner commerciali dell’UE come il Canada e gli Stati Uniti hanno adottato solidi strumenti di applicazione nei loro ALS oppure, come la Nuova Zelanda, hanno presentato proposte ambiziose nei negoziati commerciali dell’UE, garantendo che il commercio sia vantaggioso per tutti. |
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5.2. |
Il CSS non è solo un dibattito sui valori, bensì una questione di sopravvivenza a livello sia dell’UE che mondiale. Invocando un approccio olistico, il CESE sostiene gli sforzi dell’UE volti a promuovere l’agenda per la sostenibilità a livello multilaterale e invita a stringere alleanze strategiche con i principali partner commerciali su questioni prioritarie quali la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio o la dovuta diligenza. Ribadisce la necessità di una leadership dell’UE per un’ambiziosa riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), come pure del superamento dei tabù riguardanti gli aspetti sociali del commercio. Come esempio di un nuovo approccio positivo, il CESE ha accolto con favore la proposta degli Stati Uniti di affrontare il problema mondiale del lavoro forzato a bordo dei pescherecci nel quadro dei negoziati in corso in sede di OMC sulle sovvenzioni alla pesca (3). |
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5.3. |
Il CESE ha continuato a insistere affinché venissero inseriti negli accordi UE dei capitoli CSS dal contenuto rafforzato, ritenendo che il piano d’azione in 15 punti non stesse dando i risultati auspicati. Nella stessa ottica, il riesame della politica commerciale del 2021 prende in considerazione ulteriori azioni per l’efficace attuazione e applicazione dei capitoli sul CSS, tra cui la «possibilità di sanzioni in caso di inosservanza». |
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5.4. |
L’esperienza acquisita e gli insegnamenti tratti sono ora sufficienti per ripensare l’approccio attuale, e il CESE propone di lanciare una serie di iniziative di concezione innovativa per fare in modo che i capitoli CSS siano all’altezza dei loro impegni giuridicamente vincolanti. Tale dibattito deve considerare ugualmente prioritarie, nell’agenda di attuazione e applicazione, le norme di tutela dell’ambiente e quelle relative al lavoro. |
Strumenti di politica che offrano un effetto leva supplementare all’attuazione del CSS
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5.5. |
Nel maggio 2020 la Francia e i Paesi Bassi hanno pubblicato un documento informale in cui chiedevano all’UE di migliorare la sua analisi degli aspetti socioeconomici degli effetti del commercio e di prefiggersi obiettivi più ambiziosi riguardo al collegamento tra commercio e sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni (4), alla luce del Green Deal europeo. Il CESE accoglie con favore l’adozione di un approccio più analitico rispetto agli effetti del commercio e sostiene con forza la raccomandazione di incentivare l’effettiva attuazione degli impegni CSS con una riduzione tariffaria progressiva, che preveda la possibilità di revocare specifiche linee tariffarie in caso di violazione degli impegni, e il chiarimento delle condizioni che i paesi devono soddisfare per ottenere queste riduzioni. |
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5.6. |
Il CESE incoraggia inoltre ad andare oltre il classico pacchetto di strumenti commerciali per definire delle misure di accompagnamento che assicurino un cambiamento efficace sul campo. L’UE dovrebbe adottare un’ambiziosa direttiva sull’obbligo di dovuta diligenza che riconosca la responsabilità sulla base delle norme attuali e offra un quadro giuridico chiaro e sicuro per le imprese europee e per quelle di paesi terzi che operano all’interno dell’UE. Il CESE ha fortemente sostenuto l’inserimento di obblighi di dovuta diligenza negli accordi commerciali per quanto riguarda le catene di approvvigionamento e del valore globali, al fine di indirizzare le decisioni di gestione che puntano a rendere le imprese sostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale (5). |
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5.7. |
Per portare avanti la sua agenda per lo sviluppo sostenibile, la Commissione deve inoltre esaminare capitoli e settori diversi dai tradizionali capitoli CSS, come gli investimenti, creando collegamenti e sinergie. Gli investitori stranieri dovrebbero essere tenuti a conformarsi agli obblighi di dovuta diligenza prima di poter godere della copertura di un accordo internazionale di investimento. Analogamente, le parti di un accordo di libero scambio dovrebbero garantire che le imprese stabilite sul proprio territorio assolvano agli obblighi di dovuta diligenza (6). |
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5.8. |
Ai fini di un commercio sostenibile, l’UE deve imperativamente introdurre disposizioni sulla cooperazione tra le parti nella lotta contro il riciclaggio di denaro, i reati fiscali e l’elusione fiscale. Anche la corruzione compromette gli sforzi per lo sviluppo sostenibile e richiede l’inclusione di standard elevati comparabili per la sua eliminazione. |
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5.9. |
L’assegnazione degli appalti pubblici dovrebbe essere subordinata a determinate condizioni, che prevedano l’aggiudicazione dei contratti a imprese di paesi che rispettano le norme fondamentali dell’OIL e l’accordo di Parigi. Gli ALS dell’UE devono anche promuovere le migliori pratiche per l’inserimento dei criteri ambientali e sociali nel settore degli appalti pubblici (7). |
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5.10. |
Sebbene l’orientamento ambientale dei capitoli CSS abbia fatto registrare i maggiori progressi nell’ultimo decennio, restano da affrontare due sfide. In primo luogo, gli obblighi in materia di clima previsti dall’accordo di Parigi si limitano ad un’attuazione determinata a livello nazionale, il che rende difficile individuare le violazioni. In secondo luogo, la mancanza di standard ambientali internazionali, vale a dire per l’aria o l’acqua pulite, rende difficile stabilire degli obblighi. È importante adoperarsi per rendere operativi gli impegni ambientali al fine di definire delle norme, legate — inter alia — alla dovuta diligenza. A seguito della pandemia di COVID-19, l’importanza della biodiversità è emersa con più urgenza che mai. Il Green Deal, le iniziative legislative dell’UE in materia di economia circolare o il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (8) diventano temi pertinenti nel contesto del commercio e dello sviluppo sostenibile. |
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5.11. |
Una visione più globale permette di ravvisare negli ALS gravi problemi in materia di sostenibilità, che non possono essere risolti all’interno dei capitoli CSS. Ad esempio, l’agricoltura, una delle principali leve negoziali dell’UE, ha un chiaro impatto sulla sostenibilità. Il CESE mette l’accento in particolare sulla necessità di porre la sicurezza alimentare e la sostenibilità dell’UE al centro dell’analisi (9). Mirando a una filiera alimentare più efficiente e più equa, il CESE raccomanda di garantire un’attuazione agevole della direttiva sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare. |
Rafforzare l’effettiva esecutività
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5.12. |
Il CESE chiede da tempo di creare un comitato di esperti rinnovato che sia in grado di far scattare un meccanismo per la risoluzione delle controversie tra Stati, sulla base di trattati stipulati tra i paesi, con possibilità di irrogare sanzioni, anche pecuniarie, e di prevedere misure correttive per la parte lesa (10). I GCI dovrebbero svolgere un ruolo attivo nel quadro di risoluzione delle controversie. Il gruppo del CTEO dovrebbe indagare sui casi presentati da un GCI e informare in merito alle azioni di contrasto e alle relazioni del gruppo di esperti nonché darvi seguito. |
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5.13. |
Il CESE accoglie con favore il nuovo approccio adottato nell’accordo sugli scambi e la cooperazione con il Regno Unito, che mette in primo piano la parità di condizioni e la sostenibilità e applica un meccanismo di risoluzione delle controversie con accesso ai ricorsi in caso di violazione. Questo modello «ibrido» combina l’approccio basato sul gruppo di esperti con una componente applicabile in caso di inosservanza persistente della non-regressione o dell’applicazione a livello nazionale delle disposizioni sul lavoro, sociali, ambientali o climatiche. Ciò comprende una compensazione temporanea concordata tra le parti o la sospensione unilaterale degli obblighi da parte della parte attrice in qualsiasi settore (ad esempio, tariffe commerciali, diritti di traffico aereo, accesso alle acque di pesca) a determinate condizioni. |
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5.14. |
Un segretariato del lavoro indipendente per affrontare le questioni transnazionali in materia di lavoro nell’ambito di un ALS, compresi gli effetti sul mercato del lavoro, e per monitorare e indagare sulla conformità del suo capitolo sul lavoro, come pure un meccanismo di reclamo collettivo, dovrebbero integrare l’applicazione dei capitoli CSS (11). In quanto organismo riconosciuto a livello internazionale, l’OIL dovrebbe partecipare al monitoraggio dell’attuazione delle proprie convenzioni nell’ambito degli ALS. Il suo ruolo dovrebbe essere rafforzato e istituzionalizzato anche per quanto riguarda la corretta interpretazione dei suoi strumenti in caso di controversie relative alle norme internazionali del lavoro. L’OIL dovrebbe essere sistematicamente coinvolta per fornire orientamenti al gruppo di esperti su tali questioni. |
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5.15. |
Il CESE suggerisce di valutare approcci innovativi per la risoluzione delle controversie in materia di lavoro, che consentano a comitati internazionali ad hoc di imporre misure correttive nei confronti delle imprese che violano le norme del lavoro concordate a livello internazionale. I GCI dell’UE e del Canada nell’ambito del CETA (12) hanno fatto presente l’esempio del meccanismo di reazione rapida dell’USMCA (13), le cui sanzioni comprendono la sospensione delle tariffe preferenziali in base a una scala crescente di gravità e recidiva. L’obiettivo rimane quello di incoraggiare, ove possibile, la riparazione attraverso la collaborazione bilaterale e il dialogo tra le parti. Tuttavia, prevedere delle conseguenze costituisce un deterrente per evitare che le imprese violino le norme. |
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5.16. |
Valutare l’applicazione basandosi sulle controversie con esito positivo fornisce solo un quadro parziale, soprattutto perché il contenzioso è sempre l’ultima risorsa. La possibilità di sanzioni costituisce anche un «forte incentivo» alla conformità, a prescindere dal fatto che si ricorra o meno a tale strumento. In fin dei conti, i «non casi» e la loro evoluzione raccontano storie interessanti che la Commissione dovrebbe prendere in considerazione per condurre il suo studio comparativo sui diversi approcci adottati dai vari paesi. Il semplice confronto tra la formulazione degli accordi e l’evoluzione del linguaggio in essi utilizzato darebbe di per sé poche indicazioni significative. Occorre anche una valutazione qualitativa dei risultati dell’attuazione, ad esempio attingendo alle esperienze maturate dalla società civile nel fornire consulenza nei negoziati e nel monitorare l’attuazione di tali disposizioni. |
Un quadro di conferimento di poteri e responsabilità per il coinvolgimento della società civile nei GCI
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5.17. |
La creazione dei GCI figura tra i principali risultati degli ALS di nuova generazione, ma tali gruppi necessitano di un quadro istituzionalizzato più solido per svolgere con successo i compiti di monitoraggio, che si tratti dei capitoli CSS o dell’intero ALS dell’UE. |
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5.18. |
Le principali preoccupazioni sono legate al fatto che alcuni organi dei GCI nei paesi partner non sono attivi, rappresentativi o addirittura non sono indipendenti dall’influenza governativa. Il problema deriva spesso dal fatto che i processi di costituzione non sono chiaramente definiti nell’accordo, dalla libertà delle parti di scegliere organi esistenti e dall’assenza di conseguenze in caso di mancata attuazione degli impegni. Il CESE teme in particolare che la soppressione dell’aggettivo «equilibrata» per quanto riguarda la composizione dei GCI nell’accordo con il Regno Unito possa avere gravi conseguenze per il suo funzionamento. |
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5.19. |
Nel quadro degli accordi commerciali regionali come quelli UE-America centrale e UE-Colombia/Perù/Ecuador, o di qualsiasi ALS futuro tra l’UE e il Mercosur, permangono delle preoccupazioni circa l’ipotesi di istituire singoli GCI in ciascun paese partner. Questo rigido approccio «nazionale» costituisce un grave ostacolo a qualsiasi interazione significativa tra i GCI dei paesi partner nonché con i loro omologhi dell’UE. |
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5.20. |
Pertanto, i capitoli CSS devono creare specifici organi dei GCI definendone chiaramente l’indipendenza, la rappresentatività e la composizione equilibrata. Le parti devono essere responsabili della loro creazione e del loro funzionamento. Gli accordi regionali dovrebbero istituire organismi regionali congiunti con un adeguato supporto di segreteria. Le delegazioni dell’UE e il CESE dovrebbero sostenere l’avvio e il funzionamento di tale processo, definendo anche orientamenti e migliori pratiche. Analogamente, il CESE suggerisce di valutare una migliore corrispondenza delle organizzazioni rappresentative nei GCI dell’UE e dei paesi terzi, in particolare per quanto riguarda le parti interessate del settore dell’ambiente e delle imprese. |
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5.21. |
Per rafforzare la collaborazione dei GCI dell’UE con i loro omologhi della società civile nei paesi partner, è indispensabile che si tengano riunioni congiunte annuali tra GCI, le quali dovrebbero essere già previste negli stessi ALS. Il CESE ravvisa un valore aggiunto nella creazione di organi congiunti della società civile e apporta un notevole contributo, in particolare per sostenere la società civile nei paesi partner. Il suo ruolo speciale deve essere mantenuto in seno ai comitati consultivi misti (CCM) quale spazio di dialogo fondamentale con la società civile di entrambe le parti degli accordi di associazione, come quello UE-Cile (14). |
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5.22. |
Il ruolo del CESE nel dare forma ai GCI e nel garantire che siano effettivamente operativi è fondamentale e dovrebbe essere rafforzato. Nel luglio 2021 il CESE ha tracciato la via da seguire organizzando la prima riunione #AllDAGs in assoluto, che ha riunito tutti i membri degli attuali 11 GCI per discutere di misure concrete di miglioramento. Presente in tutti i GCI, il CESE rappresenta una componente essenziale delle loro presidenze, composte da un presidente e da due vicepresidenti scelti fra i tre gruppi e fra tutti i membri di un GCI. La collaborazione nell’ambito delle presidenze congiunte del GCI trae beneficio dalle competenze del CESE e delle altre parti per indirizzare i lavori del gruppo, e questa prassi dovrebbe continuare ad essere seguita. In particolare per i GCI relativi agli accordi con Ucraina, Moldova e Georgia, il contributo dei membri del CESE provenienti dai paesi vicini dell’UE si è rivelato estremamente prezioso. Oltre al ruolo svolto dai suoi membri, il CESE assiste i GCI anche fornendo loro un valido supporto di segreteria. |
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5.23. |
Una maggiore visibilità e canali istituzionali strutturati sono fondamentali per ottenere risultati. Le presidenze dei GCI dovrebbero ricevere un invito permanente a partecipare alle riunioni del sottocomitato CSS delle parti come pure a quelle dei gruppi di monitoraggio del PE relativi ai rispettivi accordi. Il gruppo di esperti istituito con gli Stati membri in materia di CSS e il CTEO dovrebbero essere strettamente coinvolti nel lavoro dei GCI attraverso delle strutture di rendicontazione e di scambio. Sarebbe opportuno associare a quest’attività uno scambio di informazioni con l’OIL sull’attuazione dei capitoli CSS per gli aspetti legati al lavoro, e con le segreterie dei MEA in materia di ambiente e clima. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e le delegazioni dell’UE nei paesi partner dovrebbero tenere regolarmente delle riunioni informative con i GCI, e nei paesi interessati dovrebbero essere coadiuvati da addetti specificamente incaricati delle tematiche del lavoro e dell’ambiente. |
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5.24. |
Il CESE sottolinea che occorre promuovere la cooperazione con la società civile, dalla fase di elaborazione a quella di monitoraggio degli strumenti e degli accordi commerciali. Chiede di riattivare il gruppo di esperti sugli ALS, che in passato ha dispiegato un impegno costante, necessario e senza eguali sulle questioni commerciali. I GCI rappresentano anche una miniera non sfruttata di conoscenze pratiche su questioni trasversali relative al CSS, alla quale si dovrebbe attingere appieno. |
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5.25. |
Le crescenti sfide per i GCI impongono l’adozione di soluzioni sistemiche dotate di adeguate risorse sia umane che finanziarie. Gli stessi GCI dovrebbero essere maggiormente coinvolti nelle relative decisioni. |
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5.26. |
La razionalizzazione dei GCI non è un obiettivo di per sé. Qualsiasi nuovo approccio potenziale, come la maggiore concentrazione delle strutture su temi individuali, deve garantire il funzionamento efficace dei GCI per fronteggiare le sfide che si presenteranno nell’attuazione del relativo accordo, e dovrà altresì coinvolgerli nella sua concezione. Riunioni periodiche di tutti i membri del GCI dell’UE potrebbero servire a trovare soluzioni comuni alle questioni trasversali e fornirebbero una piattaforma per discutere modalità pragmatiche e concrete prima del prossimo rinnovo dei membri dei GCI nella primavera del 2023. |
Bruxelles, 20 ottobre 2021
La presidente del Comitato economico e sociale europeo
Christa SCHWENG
(1) Nel 2020 uno studio della Fondazione Friedrich-Ebert (FES) ha analizzato le carenze dei GCI, e un gruppo di organizzazioni che fanno parte di tali gruppi, coordinato da CNV Internationaal, sta elaborando un documento informale contenente raccomandazioni su come rafforzarli.
(2) GU C 374 del 16.9.2021, pag. 73.
(3) GU C 374 del 16.9.2021, pag. 73.
(4) Non-paper on trade, social economic effects and sustainable development (Documento informale sul commercio, sugli effetti socioeconomici e sullo sviluppo sostenibile), 2020.
(5) GU C 429 dell'11.12.2020, pag. 136 e GU C 429 dell'11.12.2020, pag. 197.
(6) Ibidem.
(7) GU C 374 del 16.9.2021, pag. 73.
(8) Parere NAT/834 sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (in corso di elaborazione).
(9) Prossimo parere NAT/822 sul tema Autonomia strategica, sicurezza e sostenibilità alimentare.
(10) GU C 364 del 28.10.2020, pag. 53.
(11) GU C 227 del 28.6.2018, pag. 27.
(12) Dichiarazione congiunta dei GCI dell'UE e del Canada nell'ambito del CETA, settembre 2020.
(13) Accordo Stati Uniti-Messico-Canada.
(14) Un prossimo parere REX/536 esaminerà il quadro per il coinvolgimento della società civile durante l’intero ciclo di vita degli accordi commerciali e politici; la sua adozione è prevista per la primavera del 2022.