COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 14.10.2021
COM(2021) 636 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sull'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù (2019-2021)
{SWD(2021) 286 final} - {SWD(2021) 287 final}
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
sull'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù (2019-2021)
Indice
1.
Introduzione
2.
Che cosa significa essere giovani in Europa oggi?
3.
Approfondimenti dal settore della gioventù
4.
Progressi verso gli obiettivi generali
Mobilitare
Collegare
Responsabilizzare
5.
Strumenti principali a sostegno della cooperazione e dell'apprendimento reciproco
6.
Conclusioni e prospettive future per la cooperazione UE in materia di gioventù
1.Introduzione
La cooperazione europea in materia di gioventù è iniziata nel 2002 e offre un quadro strategico per i programmi europei per i giovani attuati a partire dal 1988. La strategia dell'UE per la gioventù 2019-2027 è il quadro di terza generazione e si basa su un duplice approccio: a) integrare le iniziative che riguardano i giovani in tutti i settori strategici e b) affrontare gli ambiti centrali del settore della gioventù, ovvero "mobilitare, collegare, responsabilizzare". La presente relazione 2021 dell'UE sulla gioventù valuta i progressi verso gli obiettivi e le priorità della strategia dell'UE per la gioventù per il 2019-2021. Essa copre il primo piano di lavoro triennale dell'UE per la gioventù nel quadro dell'attuale strategia dell'UE per la gioventù, che abbraccia due trii di presidenza del Consiglio.
2.Che cosa significa essere giovani in Europa oggi?
Come indica il documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla situazione dei giovani che accompagna la relazione, l'accesso dei giovani a opportunità di istruzione, occupazione, mobilità e partecipazione democratica è migliorato fino alla fine del 2019, ovvero fino alla pandemia di COVID-19. La pandemia ha determinato una discontinuità nell'istruzione, nella formazione e in altre attività di apprendimento, la perdita di opportunità di lavoro e di carriera, isolamento sociale e problemi di salute mentale.
Prima della pandemia di COVID-19: in Europa i giovani erano sempre più mobili e connessi, ma esistevano disuguaglianze a livello socioeconomico e di istruzione
Nel 2019 nell'UE-28 vivevano circa 86 milioni di giovani (una persona su sei aveva tra i 15 e i 29 anni). Tra il 2010 e il 2019 la percentuale di giovani rispetto alla popolazione totale dell'UE è diminuita di 1,8 punti percentuali (le massime contrazioni si sono registrate nelle regioni baltiche e dell'Europa orientale), confermando una tendenza di lungo periodo alla riduzione delle dimensioni della popolazione giovanile. Al contempo la migrazione dei giovani verso l'Europa e al suo interno ha tuttavia registrato un'accelerazione dagli anni '90.
Nel 2019 un giovane su tre nell'UE ha riferito di avere trascorso almeno due settimane all'estero per motivi di studio, formazione, lavoro, scambi o volontariato. Oltre il 40 % dei giovani che, pur avendo preso in considerazione l'ipotesi di andare all'estero a fini di apprendimento o volontariato non lo ha mai fatto, ha dichiarato di non disporre dei mezzi finanziari necessari o ha indicato motivi familiari, personali o lavorativi.
Negli ultimi anni, fino alla pandemia di COVID-19, le economie europee erano sulla strada della ripresa dalla crisi economica. Eppure nel 2019 più di 5 milioni di abitanti di età compresa tra i 15 e i 29 anni nell'UE-28 erano ancora disoccupati (il 6,3 % di tutti i giovani fra i 15 e i 29 anni, pari all'11,1 % della forza lavoro giovanile). Tra il 2015 e il 2019 i tassi di disoccupazione giovanile sono diminuiti in tutti gli Stati membri dell'UE, ma sono sempre rimasti più che doppi rispetto a quelli che hanno interessato la disoccupazione generale. Nel 2020, nel contesto della pandemia, i tassi di disoccupazione giovanile nell'UE-27 sono aumentati passando dall'11,9 % del 2019 al 13,3 %. Ai giovani occorre più tempo per integrarsi stabilmente nel mercato del lavoro e i gruppi vulnerabili rimangono svantaggiati nell'ambiente di lavoro.
I giovani sono coinvolti in molte forme di partecipazione civica e politica. Fra queste rientrano organizzazioni della società civile e movimenti sociali o il coinvolgimento in forme di partecipazione non istituzionalizzate come "Venerdì per il futuro", il movimento globale per il clima guidato dai giovani. Per loro anche il voto è un importante canale di partecipazione democratica: nell'UE oltre due terzi dei giovani hanno votato almeno una volta alle elezioni locali, nazionali o europee. La tendenza all'aumento è stata confermata durante le elezioni del Parlamento europeo del 2019. Inoltre i giovani hanno una visione abbastanza o molto positiva dell'Unione europea, tendono ad avere maggiore fiducia nell'UE e sono soddisfatti di come funziona la democrazia a livello nazionale ed europeo rispetto agli adulti più anziani.
L'uso di internet è una componente essenziale nelle vite dei giovani nell'UE-28: nel 2019 il 90 % lo utilizzava quotidianamente e il 45 % era impegnato in attività di apprendimento elettronico. La digitalizzazione ha creato molte opportunità di interazione, apprendimento e partecipazione, ma ha anche comportato sfide connesse alle competenze digitali e al divario digitale nonché la potenziale esposizione a contenuti e contatti dannosi. I giovani europei, specialmente coloro che vivono nelle regioni rurali e remote e hanno livelli più bassi di istruzione formale, riferiscono costantemente un uso limitato di internet per interagire con le autorità pubbliche, partecipare ad attività di commercio elettronico e all'economia collaborativa. Le sfide comprendono connettività, accesso a banda larga e disponibilità di dispositivi digitali. Poiché le apparecchiature digitali e una connessione internet sono diventate indispensabili per l'apprendimento, i costi dell'istruzione associati hanno inasprito le disuguaglianze.
La pandemia di COVID-19 ha determinato: l'accelerazione delle tendenze digitali e un forte impatto negativo su istruzione, occupazione e salute mentale
La pandemia di COVID-19 ha avuto un forte impatto ed esercitato pressioni senza precedenti sui sistemi di istruzione e formazione in tutto il mondo e in tutta l'Unione europea. Le restrizioni hanno provocato cambiamenti di rilievo nel modo di apprendere, insegnare, comunicare e collaborare in seno alle comunità dell'istruzione. Hanno avuto un impatto sui discenti e le loro famiglie, su docenti, formatori, ricercatori e dirigenti scolastici, nonché sui professionisti della comunità che sostengono l'istruzione e i giovani.
Spesso l'apprendimento è stato reso più difficile dalla mancanza di una stretta interazione con educatori e compagni, da un minore approfondimento e ritardi. Il benessere fisico ed emotivo è stato compromesso in quanto scuole e università non sono state in grado di offrire attività strutturate o accesso a risorse e servizi di sostegno. La dimensione di socializzazione dell'istruzione è stata pesantemente colpita e molti giovani hanno provato sentimenti di isolamento, ansia e depressione. Inoltre i giovani provenienti da contesti svantaggiati sono stati più probabilmente esposti ad ambienti domestici stressanti.
La pandemia ha evidenziato le disparità socioeconomiche preesistenti nelle opportunità di apprendimento dei minori a casa. Interi gruppi di discenti, compresi quelli delle zone remote e rurali, migranti e rifugiati, giovani con bisogni specifici e provenienti da altri contesti svantaggiati, hanno rischiato di essere esclusi dall'insegnamento e dall'apprendimento online. Molte famiglie e molti discenti non hanno avuto a disposizione le competenze, le risorse e le attrezzature necessarie per far fronte all'apprendimento a distanza; questo ha rappresentato una grande preoccupazione per coloro che in circostanze normali avrebbero ricevuto un sostegno didattico mirato, pasti sovvenzionati o l'accesso a una serie di attività extracurricolari e al mentoring.
In sintesi, se la chiusura degli istituti di istruzione ha inciso in qualche misura sui progressi nell'apprendimento di tutti i discenti, il passaggio all'apprendimento a distanza ha avuto un effetto sproporzionatamente negativo su chi era già svantaggiato, aumentando la probabilità di abbandono scolastico da parte dei discenti a rischio. Dopo la costante diminuzione della percentuale di giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET) registrata negli anni precedenti, nel 2020 questi numeri sono tornati al livello del 2017 (13,7 %). Da un primo esame dei dati disponibili emerge anche un aumento del livello di esclusione sociale nel corso dell'ultimo anno. A risultare più a rischio sono giovani e bambini, specialmente se già svantaggiati. Gli effetti a medio e lungo termine di questa perturbazione non sono ancora chiari, ma potrebbe incidere sui tassi futuri di abbandono scolastico, sul livello di acquisizione delle competenze e sui risultati dell'apprendimento.
Inoltre la COVID-19 sta avendo un impatto senza precedenti sulla salute mentale ed emotiva dei giovani, che rappresentava una preoccupazione già prima della pandemia. Sta drasticamente trasformando le loro relazioni interpersonali e innescando sentimenti che destano seria preoccupazione e apprensione. Bambini, adolescenti e giovani adulti sono stati estremamente colpiti dalle interruzioni dei legami familiari e sociali e la crisi economica provocata dai confinamenti ha colpito i giovani europei in particolare.
La COVID-19 ha esacerbato le disparità preesistenti tra i giovani europei nel mercato del lavoro rispetto al resto della popolazione lavorativa. Sebbene nel 2020 i tassi di disoccupazione siano cresciuti per tutte le fasce di età, l'aumento è stato più sostanziale per i giovani. Confrontando i tassi di disoccupazione giovanile nel 2019 e nel 2020, emerge che nel 2020 si è assistito a un'inversione di tendenza in tutte le fasce di età giovanili rispetto alla flessione registrata nel periodo 2013-2019.
I settori più colpiti dalla crisi sono stati quelli in cui lavora la maggioranza dei giovani europei (ad es. commercio al dettaglio, ospitalità, servizi di ristorazione). È probabile che a risentirne siano in particolare le giovani donne, poiché le lavoratrici in tali settori sono più numerose rispetto ai giovani uomini. Chi ha un posto di lavoro stabile che permette di ricorrere al telelavoro è stato meno colpito dalla disoccupazione rispetto a chi ha contratti di lavoro precari, specialmente in settori in cui il telelavoro non è possibile.
Poiché la maggior parte dei giovani usa i social media per accedere alle informazioni (il 65 %, Eurobarometro, 2019), la Commissione ha sostenuto l'alfabetizzazione mediatica per aiutare i giovani ad affrontare la disinformazione, anche sulla COVID-19. Dinanzi alle notizie riguardanti la pandemia nel 2020, i giovani europei hanno risposto fidandosi prevalentemente delle fonti scientifiche di informazione, seguite dalle pagine web dei governi nazionali. I giovani sono riusciti a dare prova di grande resilienza e sono anche stati coinvolti nell'attenuazione dell'impatto della pandemia. Molti si sono impegnati nel volontariato e nel sostegno intergenerazionale.
3.Approfondimenti dal settore della gioventù
Le organizzazioni giovanili e le organizzazioni attive nel settore dell'animazione socioeducativa stanno contribuendo a una serie di politiche europee quali l'istruzione, l'inclusione, la salute e l'occupazione. Esse sono inoltre partner essenziali nell'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù. Lo studio del 2019 sul panorama della rappresentanza giovanile nell'UE" ha indicato che in generale il settore giovanile dell'UE è in crescita e che le strutture giovanili tradizionali, come le reti e le organizzazioni non governative (ONG), continuano a svolgere un ruolo chiave. L'utilizzo di metodi online a fini di sensibilizzazione da parte di tali strutture è sempre più diffuso, anche prima della COVID-19. Le ONG spesso abbinano le attività online sui social media alla partecipazione fisica "sul terreno", ad esempio la collaborazione con le scuole, l'animazione socioeducativa e il reclutamento in occasione di manifestazioni.
La Commissione sta monitorando da vicino la situazione del settore dell'animazione socioeducativa dell'UE tramite strumenti ad hoc come il polo di conoscenze sulla COVID-19 avviato nel 2020 in partenariato con il Consiglio d'Europa. Le analisi svolte dal polo evidenziano che il 70 % delle organizzazioni non è riuscito a mantenere più del 20 % delle proprie attività, quasi il 60 % di esse ha dovuto rivedere le proprie modalità di funzionamento e riflettere su come passare alla digitalizzazione e oltre l'85 % è stato costretto ad annullare uno o più eventi a causa della pandemia. Gli effetti sulla rappresentanza giovanile, comprese le gravi limitazioni alla partecipazione fisica, devono essere ancora oggetto di ulteriore valutazione.
Lo studio del 2021 sull'animazione socioeducativa nell'UE" si è concentrato sulle esigenze dei giovani lavoratori a livello di base e sulle politiche pubbliche esistenti alla luce della pandemia. Esso indica che la situazione attuale ha accentuato la necessità sia di ulteriori risorse per controbilanciare i costi aggiuntivi o per compensare le carenze di bilancio sia di un maggiore accesso a materiali e infrastrutture digitali. Rafforzare l'uso del potenziale offerto dagli strumenti digitali per l'animazione socioeducativa sarebbe utile per promuovere la conoscenza delle tecnologie digitali da parte dei giovani e la loro consapevolezza dei potenziali rischi associati.
4.Progressi verso gli obiettivi generali
L'approccio della Commissione al conseguimento degli obiettivi della strategia dell'UE per la gioventù riflette le crescenti aspirazioni dei giovani di impegnarsi e contribuire a rendere le nostre società più inclusive, resilienti, verdi e digitali. I giovani puntano a collegarsi, fare scambi e cooperare in tutta Europa e non solo. Fornire garanzie ai giovani e al settore della gioventù è stato il fulcro dell'attuazione della strategia.
Gli anni 2020 e 2021 sono stati atipici in termini di scambi internazionali di giovani e di attività di volontariato transfrontaliero, poiché la pandemia ha inciso pesantemente sull'attuazione dei progetti di mobilità per i giovani. Affrontare l'impatto della pandemia sui bambini e sui giovani è pertanto stata una delle priorità della Commissione fin dall'inizio. Nel corso dell'ultimo anno la Commissione ha adeguato strumenti quali Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà per rispondere a tali sconvolgimenti offrendo soluzioni alternative, specialmente digitali, alle loro attività.
Analogamente, l'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù ha risentito fortemente della pandemia nel periodo 2020-2021. È stato necessario modificare, riprogrammare o addirittura cancellare alcune delle azioni previste nel piano di lavoro dell'UE per la gioventù 2019-2021. I progetti di mobilità per i giovani sono stati gravemente perturbati dalla pandemia.
Aumentare la parità di accesso alle opportunità per i giovani: istruzione, formazione, apprendimento, prospettive occupazionali
L'UE ha sviluppato molte attività per e con i giovani negli ultimi tre anni, tramite programmi finanziari a sostegno di priorità politiche e con l'obiettivo generale di aumentare la parità di accesso alle opportunità per i giovani. "Creare opportunità per i giovani" è stato anche il tema comune del trio di presidenza del Consiglio dell'UE Romania-Finlandia-Croazia da gennaio 2019 a giugno 2020.
Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà sostengono la mobilità ai fini dell'apprendimento, il volontariato e l'impegno democratico, e offrono ai giovani preziose opportunità di ampliare i propri orizzonti, sviluppare nuove competenze e rafforzare il senso di appartenenza all'UE. Con una dotazione finanziaria maggiore rispetto al periodo 2014-2020 e l'inclusione di nuove azioni ad hoc, i nuovi programmi per il 2021-2027 sono strumenti efficaci per affrontare molte delle sfide con cui è alle prese la nostra generazione più giovane. Basandosi sugli insegnamenti tratti dal programma precedente, Erasmus+ 2021-2027 è diventato più inclusivo e accessibile, continuando contestualmente a sostenere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita nonché l'istruzione e la formazione innovative in Europa e non solo.
Alla luce della pandemia, è più che mai indispensabile ridurre gli ostacoli strutturali all'apprendimento e allo sviluppo delle competenze che incidono sulle prospettive occupazionali dei giovani e sulla loro partecipazione alla società. La comunicazione della Commissione sulla realizzazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025 punta ad arricchire ulteriormente la qualità e l'inclusività dei sistemi nazionali di istruzione e formazione e ad eliminare gli ostacoli all'apprendimento transfrontaliero. La comunicazione "Un nuovo SER per la ricerca e l'innovazione" si concentra sul miglioramento del livello delle competenze e sulla riqualificazione dei ricercatori al fine di garantire le prospettive occupazionali e l'efficacia. Si promuovono le sinergie tra istruzione superiore e ricerca sulla base dell'iniziativa delle università europee sostenuta da Erasmus+, integrata da Orizzonte 2020/Europa. La Commissione sta inoltre co-creando con i portatori di interessi e gli Stati membri una strategia europea per le università, che si dedicherà, fra l'altro, a sostenere i giovani talenti. La Commissione sta preparando una raccomandazione del Consiglio su un approccio europeo alle microcredenziali al fine di accrescere l'utilizzo e il riconoscimento di brevi corsi di apprendimento da parte di erogatori d'istruzione formale e non formale.
L'adozione del nuovo piano d'azione per l'istruzione digitale sostiene l'impiego delle tecnologie digitali necessarie per l'istruzione e la formazione e mira a dotare tutti i cittadini di competenze digitali. Nell'agosto 2021 la Commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio relativa all'apprendimento misto per meglio sostenere le scuole e i discenti interessati dal passaggio al digitale provocato dalla pandemia, fra l'altro tramite ulteriori opportunità di apprendimento e sostegno mirato ai discenti con difficoltà di apprendimento.
Immagine: realizzare lo spazio europeo dell'istruzione
Contribuire a migliorare l'occupabilità dei giovani e sostenere l'obiettivo per la gioventù "Occupazione di qualità per tutti" ha rappresentato una priorità importante. Le
conclusioni del Consiglio sui giovani e il mondo del lavoro del futuro
hanno individuato misure per porre rimedio alle condizioni di lavoro precarie che i giovani devono affrontare, ad esempio sistemi di sicurezza sociale e sistemi di istruzione e formazione reattivi, promuovere l'apprendimento permanente, garantire una transizione agevole dalla scuola al lavoro e da un posto di lavoro a un altro e assicurare a tutti i giovani parità di accesso a posti di lavoro di qualità.
L'agenda per le competenze per l'Europa promuove il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione in linea con le esigenze della ripresa. Per una migliore ricostruzione dopo la nuova crisi economica prodotta dalla pandemia, che ha inciso pesantemente sui giovani, nel 2020 la Commissione ha adottato il pacchetto di sostegno all'occupazione giovanile. Il "Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione" si articola su quattro assi: una garanzia per i giovani rafforzata, un approccio all'istruzione e formazione professionale adeguato alle esigenze future, un'alleanza europea per l'apprendistato rinnovata e ulteriori elementi a sostegno dell'occupazione giovanile. La garanzia per i giovani rafforzata intende garantire che tutti i giovani di età inferiore a 30 anni ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione.
Anche il nuovo Fondo sociale europeo Plus rimarrà importante per investire nelle persone, compresi gli investimenti a sostegno dell'occupazione giovanile. Inoltre il Fondo sosterrà le misure di istruzione e inclusione sociale per i giovani, dedicando particolare attenzione a coloro che si trovano in una situazione di vulnerabilità o che provengono da contesti svantaggiati.
Entro la fine del 2021 la Commissione avvierà una valutazione della raccomandazione del Consiglio del 2014 su un quadro di qualità per i tirocini, che esorta i paesi dell'UE a migliorare la qualità dei tirocini, in particolare per quanto riguarda i contenuti di apprendimento e le condizioni di lavoro, al fine di facilitare la transizione al lavoro.
Di seguito è riportata una panoramica delle principali azioni dell'UE durante la prima fase della strategia dell'UE per la gioventù, articolate sui tre pilastri.
Mobilitare
Rafforzare la partecipazione democratica dei giovani
È fondamentale anche rafforzare la partecipazione democratica dei giovani e fornire spazi dedicati ai giovani in tutti i settori della società per mantenere una società civile dinamica in Europa. Il trio di presidenza del Consiglio dell'UE formato da Germania, Portogallo e Slovenia (luglio 2020 - dicembre 2021) ha scelto come tema comune "Europe for YOUth - YOUth for Europe: Space and Participation for All"("L'Europa per la giovenTU - la giovenTU per l'Europa: uno spazio per la democrazia e la partecipazione") in collegamento con l'obiettivo per la gioventù europea n. 9, "Spazio e partecipazione per tutti". Questo è anche il tema dell'ottavo ciclo del dialogo dell'UE con i giovani.
Le
conclusioni del Consiglio sulla promozione della consapevolezza democratica e dell'impegno democratico tra i giovani in Europa
riflettono le idee e le opinioni raccolte in occasione della conferenza UE sulla gioventù nell'ottobre 2020. All'evento giovani di tutta Europa hanno affrontato questioni con gli esponenti politici e sviluppato domande concrete su come potrebbe essere attuato l'obiettivo per la gioventù europea n. 9, "Spazio e partecipazione per tutti".
Le
conclusioni del Consiglio sul rafforzamento della governance multilivello
promuovono la partecipazione dei giovani ai processi politici e ad altri processi decisionali a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Le conclusioni del Consiglio invitano gli Stati membri a responsabilizzare i giovani attraverso l'istruzione e la formazione, l'informazione orientata ai giovani, la fornitura di un riscontro, l'apprendimento non formale e informale e l'animazione socioeducativa. Le conclusioni invitano altresì la Commissione a organizzare attività di apprendimento tra pari (nel giugno 2021 è stata svolta un'attività su un approccio alle politiche per la gioventù basato sui diritti) e a contribuire allo sviluppo di conoscenze e capacità in materia di partecipazione dei giovani ai processi decisionali a più livelli.
Su iniziativa della presidenza rumena del Consiglio, la risoluzione del 2019 del Consiglio ha definito nuovi orientamenti sulla governance del dialogo dell'UE con i giovani
. È stata sviluppata una metodologia affinché i gruppi di lavoro possano progettare i rispettivi dialoghi locali, nazionali ed europei. Il coinvolgimento di ricercatori nel ciclo (a sostegno della preparazione di kit di strumenti per la consultazione o impegnati nell'analisi dei contributi dei giovani) è stata una risorsa straordinaria per migliorare la qualità dei suddetti processi e potrebbe rivelarsi fondamentale per una maggiore sensibilizzazione nel contesto post COVID-19.
Oltre 56 000 giovani provenienti da tutta Europa hanno partecipato al settimo ciclo del dialogo dell'UE con i giovani, incentrato sul tema "Creare opportunità per i giovani", che si fondava sui traguardi raggiunti dal dialogo precedente, ovvero l'adozione della strategia dell'UE per la gioventù e l'elaborazione degli
obiettivi per la gioventù europea
. La
risoluzione del Consiglio sui risultati del 7° ciclo del dialogo dell'UE con i giovani
adottata a maggio 2020 illustra le raccomandazioni principali su tale ciclo.
La versione aggiornata del Portale europeo per i giovani della Commissione, lanciata nel 2020, comprende una sezione dedicata al processo di dialogo dell'UE con i giovani. Il Portale è utilizzato per la pubblicazione di consultazioni online, come il sondaggio a sostegno dell'ottavo ciclo del dialogo dell'UE con i giovani. L'obiettivo di questo sondaggio, avviato nella primavera del 2021, è comprendere le opinioni dei giovani sul tema "Spazio e partecipazione per tutti". Oltre i due terzi degli 8 500 rispondenti hanno ritenuto di avere un'influenza scarsa o nulla sulla politica pubblica e sul processo decisionale politico e hanno espresso l'esigenza di disporre di più spazi per la partecipazione e l'educazione civica. Nell'ultimo trimestre del 2021 sarà lanciato anche un sondaggio Flash Eurobarometro per fare luce sulla partecipazione dei giovani alla vita sociale e civica e raccogliere le loro idee sul futuro dell'Europa.
L'Unione europea promuove attivamente la partecipazione dei giovani alla definizione delle politiche a livello globale, sulla base dell'esperienza del dialogo dell'UE con i giovani. L'ufficio regionale per la cooperazione giovanile, ad esempio, è un'iniziativa intergovernativa congiunta dei sei paesi candidati e potenziali candidati dei Balcani occidentali che intende promuovere lo spirito della riconciliazione e la comprensione tra i giovani nella regione tramite la cooperazione e gli scambi intraregionali di giovani. Nel 2021 la Commissione ha inoltre lanciato un invito per istituire il comitato "Youth Sounding Board" per i partenariati internazionali al fine di creare uno spazio per un coinvolgimento significativo dei giovani nella politica di cooperazione internazionale dell'UE. I 25 membri del comitato selezionati contribuiranno a rendere l'azione dell'UE più partecipativa, pertinente ed efficace per i giovani nei paesi partner dell'UE.
Sostenere la transizione verde equa
La strategia dell'UE per la gioventù contribuisce alla realizzazione degli obiettivi del Green Deal europeo sostenendone l'invito a garantire una transizione inclusiva e giusta, anche nei settori identificati dai giovani europei come quelli che stanno loro maggiormente a cuore: la protezione dell'ambiente e la lotta contro i cambiamenti climatici. Dal 2019 la partecipazione e l'impegno civici da parte dei giovani, in particolare tramite il movimento globale per il clima, dimostrano l'importanza che essi attribuiscono alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla realizzazione della giustizia climatica.
La dimensione verde è stata integrata come priorità generale anche nei nuovi programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà. In linea con il Green Deal europeo e in risposta alle crescenti preoccupazioni dei giovani cittadini sullo stato di deterioramento del clima e dell'ambiente, la Commissione sta attuando e preparando una serie di iniziative. Il patto europeo per il clima è stato lanciato nel 2020 per collegare persone di ogni sfera sociale, compresi i giovani, per migliorare la loro comprensione delle sfide della transizione verde, per invitare tutti gli europei a partecipare e a beneficiare dei risultati, formulare soluzioni grandi e piccole e innescare e diffondere un cambiamento positivo. In seguito all'adozione della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, la Commissione sta preparando una raccomandazione del Consiglio per incoraggiare la cooperazione in materia di educazione all'ecosostenibilità, il primo passo per aiutare i paesi dell'UE a cooperare su questo argomento. In vista della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica sarà attuata una campagna ad hoc per coinvolgere i giovani su natura e biodiversità. La coalizione "Istruzione per il clima", un'iniziativa dal basso verso l'alto per una società climaticamente neutra guidata da allievi e studenti con le loro scuole, università e comunità, comprende impegni per azioni concrete.
Collegare
Attività di mobilità duramente colpite dalla pandemia
La pandemia di COVID-19 ha inciso pesantemente su molte esperienze Erasmus+ di mobilità ai fini dell'apprendimento. Un quarto degli studenti in mobilità all'epoca ha dovuto annullare la propria esperienza e tornare a casa. Il numero di discenti che ha iniziato un'esperienza di mobilità all'estero nel 2020 è stato pari alla metà dei discenti che ne hanno iniziata una nel 2019.
Nel corso dell'ultimo anno la Commissione ha sostenuto organizzazioni e persone partecipanti ai programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà, affrontando aspetti negativi della pandemia come le gravi restrizioni alla mobilità fisica. La Commissione ha istituito misure di attenuazione, come la possibilità di sostituire con attività virtuali le attività fisiche previste, e ha consentito lo svolgimento di attività miste o permesso di rimandare i progetti, considerando come obiettivi fondamentali la sicurezza e la protezione dei partecipanti.
La Commissione ha inoltre adottato azioni mirate per assistere gli Stati membri nei loro sforzi per mobilitare forme di supporto per l'apprendimento a distanza, in particolare soluzioni digitali. Nell'agosto 2020 sono stati pubblicati due inviti straordinari a presentare proposte Erasmus+ per sostenere la "preparazione all'istruzione digitale" e la "creatività", anche per il settore della gioventù, ciascuno dei quali prevedeva 100 milioni di EUR per rispondere alle sfide in materia di istruzione poste dalla COVID-19 tramite progetti collaborativi.
Opportunità di mobilità nei programmi 2021-2027
I programmi Erasmus+, Corpo europeo di solidarietà e Orizzonte Europa per il periodo 2021-2027 offrono ai giovani e ai giovani ricercatori tantissime opportunità di collegarsi e partecipare a scambi, cooperazione, azioni culturali e civiche in un contesto europeo.
Con una dotazione finanziaria quasi raddoppiata, il nuovo programma Erasmus+ offre nuove e maggiori opportunità di cooperazione e mobilità transnazionale ai fini dell'apprendimento per tutti i settori dell'istruzione e della formazione, introducendo opportunità di mobilità anche per gli alunni delle scuole. DiscoverEU, una recente iniziativa pilota di successo che dà ai diciottenni l'opportunità di scoprire l'Europa attraverso esperienze di apprendimento all'estero, è stata integrata nel programma Erasmus+. L'azione non solo offre ai diciottenni un pass di viaggio, ma incoraggia anche il collegamento e il dialogo culturale fra i giovani in tutta Europa. Ora Erasmus+ prevede attività di partecipazione dei giovani che offrono loro maggiori possibilità di assumere un ruolo attivo nei processi civici e democratici a livello locale, regionale, nazionale ed europeo al di fuori dell'istruzione e della formazione formali.
Il nuovo Corpo europeo di solidarietà permetterà ai giovani di contribuire ad affrontare le sfide sociali tramite il volontariato o istituendo i propri progetti di solidarietà, compreso il volontariato nel settore dell'aiuto umanitario in tutto il mondo a partire dal 2022.
La Commissione sta preparando un riesame della raccomandazione del Consiglio del 2008 relativa alla mobilità dei giovani volontari nell'Unione europea al fine di sostenere ulteriormente le opportunità di mobilità e volontariato. Il riesame è pertinente e tempestivo nel contesto della pandemia e delle priorità emergenti (salute e sicurezza dei volontari, solidarietà intergenerazionale) ed esplora nuove forme di volontariato tra cui il volontariato digitale o misto. L'eliminazione degli ostacoli alla mobilità transfrontaliera, compresi quelli di natura giuridica o amministrativa, è stata ritenuta uno dei settori di cooperazione fondamentali per gli Stati membri nell'ambito "Collegare". Il riesame della raccomandazione del Consiglio si è basato sulle risultanze di un gruppo di esperti, uno studio dedicato, una valutazione e una consultazione pubblica organizzata nel periodo 2019-2021.
Responsabilizzare
Promuovere l'inclusione sociale e la ripresa
Alcune azioni dell'UE si concentrano sullo sviluppo di un approccio inclusivo con misure specifiche per i minori e i giovani svantaggiati, come la strategia dell'UE sui diritti dei minori, l'iniziativa "garanzia per l'infanzia", Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà e il Fondo sociale europeo Plus, o con misure connesse all'inclusione dei giovani migranti e dei rifugiati. La Commissione sta preparando una raccomandazione del Consiglio sui percorsi per il successo scolastico, destinata ai discenti svantaggiati.
La strategia dell'UE sui diritti dei minori, adottata a marzo 2021, riconosce l'impatto che la pandemia di COVID-19 ha sui minori e contiene azioni mirate per favorire la promozione e la protezione dei loro diritti. La partecipazione dei minori e dei giovani alla vita politica e democratica dell'UE è inoltre una delle sei priorità tematiche della strategia, preparata tenendo in considerazione i punti di vista di oltre 10 000 minori e giovani tra gli 11 e i 18 anni.
Sostenendo l'obiettivo per la gioventù "Opportunità per i giovani nelle zone rurali", le conclusioni del Consiglio sul tema "Aumentare le opportunità per i giovani nelle zone rurali e remote", adottate durante la presidenza croata del Consiglio, incoraggiano lo scambio di migliori pratiche nell'utilizzo delle opportunità offerte dai programmi e dalle politiche per i giovani al fine di migliorarne l'occupabilità, la mobilità e la partecipazione. Esse promuovono approcci volti a ridurre le disuguaglianze tra le zone urbane e le zone rurali/remote.
Le due iniziative di investimento in risposta al coronavirus (CRII e CRII+) hanno permesso agli Stati membri di mobilitare e reindirizzare le risorse disponibili nell'ambito dei fondi della politica di coesione dell'UE per affrontare la pandemia di COVID-19, compreso il suo impatto sui giovani. Questo sostegno da parte dell'UE è stato integrato dal pacchetto REACT-EU (assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa), del valore di 50,6 miliardi di EUR, che prosegue ed estende la risposta alla crisi e le misure per superarla e funge da ponte verso la ripresa verde, digitale e resiliente a lungo termine dell'economia. Gli Stati membri utilizzeranno queste risorse aggiuntive per aiutare i giovani in termini di accesso all'occupazione, a un'istruzione e a una formazione di qualità e ai servizi sociali.
Animazione socioeducativa di qualità per tutti
La strategia dell'Unione europea per la gioventù ha indicato chiaramente la necessità di riconoscere e inquadrare l'animazione socioeducativa nonché di investire su di essa. La presidenza finlandese del Consiglio si è concentrata sul sostegno e sullo sviluppo dell'animazione socioeducativa con due serie di conclusioni del Consiglio. Le
conclusioni sull'animazione socioeducativa digitale
invitano gli Stati membri e la Commissione a promuovere lo scambio di migliori pratiche, promuovere e sfruttare gli strumenti di finanziamento dell'UE, le attività di apprendimento tra pari e la ricerca, e a migliorare le competenze digitali attraverso l'apprendimento e la formazione non formali. Nelle
conclusioni del Consiglio sull'istruzione e la formazione degli animatori socioeducativi
, gli Stati membri e la Commissione sono invitati ad approfondire la ricerca, a promuovere il riconoscimento dell'apprendimento non formale nell'animazione socioeducativa e a vagliare le opzioni per sviluppare ulteriormente l'istruzione e la formazione degli animatori socioeducativi.
L'agenda europea per l'animazione socioeducativa è stata una priorità assoluta per la presidenza tedesca del Consiglio, che ha portato all'adozione di una risoluzione del Consiglio cui ha fatto seguito il terzo convegno europeo sull'animazione socioeducativa, svoltosi a Bonn. La risoluzione del Consiglio chiede agli Stati membri e alla Commissione di adottare misure per integrare l'animazione socioeducativa nelle politiche esistenti e future concernenti i giovani, riconoscere il ruolo e le esigenze della comunità nel settore dell'animazione socioeducativa e creare formazione, strumenti, applicazioni e meccanismi con il sostegno di Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà. Per rafforzare e sviluppare ulteriormente l'animazione socioeducativa in tutta Europa, il processo di Bonn intende allineare l'impegno dei vari portatori di interessi nella comunità di pratica nel settore dell'animazione socioeducativa.
I programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà sosterranno ulteriormente l'animazione socioeducativa, in particolare tramite attività di cooperazione transnazionale e attività di rete tra le agenzie nazionali, contribuendo all'impatto strategico del programma e sostenendo lo sviluppo della qualità per l'animazione socioeducativa a livello nazionale ed europeo.
Promuovere uno stile di vita sano e attivo
La Commissione ha sostenuto gli Stati membri e i portatori di interessi nel miglioramento dell'alfabetizzazione sanitaria e nella promozione di uno stile di vita sano e attivo, in giovane età, per contribuire a ridurre le malattie non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, cancro, diabete e obesità) in una fase successiva della vita. Tra le azioni dell'UE espressamente dedicate alla salute dei giovani e dei minori figurano il piano europeo di lotta contro il cancro e l'azione comune "Health Equity Europe", che riunisce gli sforzi degli Stati membri nell'affrontare i determinanti sociali e le disuguaglianze in termini di salute. La campagna "HealthyLifestyle4All" avviata nel 2021 collega sport e stili di vita attivi alla salute, all'alimentazione e ad altre politiche. Fondamentale per l'iniziativa è una piattaforma ad hoc volta a illustrare gli impegni assunti dai differenti portatori di interessi.
L'azione comune per la salute mentale (ImpleMENTAL) attuerà un programma nazionale multilivello di prevenzione dei suicidi e una riforma del sistema per rafforzare i servizi di prossimità, rivolgendo particolare attenzione ai servizi destinati ai minori e ai giovani. Per sostenere gli sforzi dei portatori di interessi, la Commissione ha istituito un gruppo sul "sostegno alla salute mentale nel contesto della COVID-19" nell'ambito della piattaforma per la politica sanitaria dell'UE
e nel maggio 2021 ha ospitato una conferenza di alto livello
sull'impatto della pandemia sulla salute mentale.
5.Strumenti principali a sostegno della cooperazione e dell'apprendimento reciproco
La strategia dell'UE per la gioventù ha permesso di sviluppare strumenti pertinenti che consentono una cooperazione rafforzata e lo scambio di pareri tra gli Stati membri.
Sostegno all'elaborazione di politiche fondate su dati concreti
Gli strumenti europei per migliorare le conoscenze sono diventati fondamentali per sostenere lo sviluppo di politiche per la gioventù. Il partenariato per la gioventù tra la Commissione europea e il Consiglio d'Europa, oltre a condurre studi in materia di partecipazione, inclusione e animazione socioeducativa, si è anche impegnato in merito all'impatto della COVID-19 sui giovani e sul settore della gioventù istituendo il
polo di conoscenze
.
La piattaforma online
Youth Wiki
fornisce una panoramica esaustiva delle politiche nazionali per la gioventù in 32 paesi europei e comprende un capitolo sull'animazione socioeducativa e mappe comparative.
Il quadro operativo degli indicatori relativi alla gioventù è stato rivisto per il periodo 2019-2021 da un gruppo di esperti ad hoc che ha anche presentato proposte di nuovi indicatori strategici quantitativi e qualitativi. Ora il quadro dovrebbe essere reso operativo, in particolare al fine di monitorare meglio la spesa dell'UE in materia di gioventù.
Attività di apprendimento reciproco
Gli Stati membri hanno manifestato grande interesse per le attività di apprendimento reciproco, come dimostrato dall'elevato numero di partecipanti nel periodo di riferimento. Questo maggiore interesse ha evidenziato i vantaggi derivanti dallo scambio di buone pratiche e dal raggiungimento di un'intesa comune. I gruppi di esperti e le attività di apprendimento tra pari hanno permesso di giungere a un consenso sulle soluzioni e sulla loro attuazione pratica. Hanno rafforzato la cooperazione tra gli Stati membri e affrontato tematiche di interesse comune.
Gli scambi avvenuti all'interno del gruppo di esperti sulla mobilità dei giovani volontari hanno preparato la proposta di revisione della raccomandazione relativa alla mobilità dei volontari. Il gruppo di esperti sugli indicatori ha presentato proposte di revisione del quadro operativo volte a comprendere meglio la situazione dei giovani. Un gruppo di esperti sull'animazione socioeducativa inizierà le proprie attività nell'ultimo trimestre del 2021 nell'ambito dell'attuazione dell'agenda europea per l'animazione socioeducativa.
A metà del 2021 sono state organizzate per la prima volta attività di apprendimento tra pari nel settore delle politiche per la gioventù. Nel giugno 2021 un'attività di apprendimento tra pari sulle qualifiche non professionali per l'animazione socioeducativa avviata su iniziativa della Francia si è concentrata sul riconoscimento delle competenze e delle qualifiche degli animatori socioeducativi al fine di facilitare la mobilità e gli scambi transfrontalieri. Gli Stati membri hanno convenuto sulla necessità di sostenere ulteriormente gli scambi di animatori socioeducativi nonché gli approcci dell'educazione formale e non formale alla fornitura e al riconoscimento delle qualifiche non professionali degli animatori socioeducativi.
Inoltre nel giugno 2021, su iniziativa della presidenza portoghese, si è svolta un'attività di apprendimento tra pari su un approccio basato sui diritti alla politica in materia di gioventù. Dalle discussioni è emersa la necessità di integrare la dimensione giovanile nelle differenti politiche, di intensificare l'utilizzo delle tecnologie digitali, di promuovere l'approccio basato sui diritti e di coinvolgere i giovani e altri portatori di interessi. Entro la fine del 2021, su iniziativa dell'Estonia, è previsto lo svolgimento di un'attività di apprendimento tra pari sulla mobilità del volontariato per discutere del lavoro sul riesame delle raccomandazioni del Consiglio relative alla mobilità dei volontari e dell'istituzione di sistemi civici nazionali.
Pianificatori delle attività nazionali future
I pianificatori delle attività nazionali future introdotti nel 2019 consentono agli Stati membri di condividere, su base volontaria, le loro priorità in linea con la strategia dell'UE per la gioventù. Nell'ambito dei pianificatori delle attività nazionali future, nel 2019 e nel 2021 la Commissione ha svolto indagini negli Stati membri per raccogliere informazioni sulle loro priorità strategiche per la gioventù riguardo all'attuazione degli obiettivi per la gioventù europea e alle esigenze di cooperazione in linea con la strategia dell'UE per la gioventù. 21 Stati membri hanno condiviso i loro piani nel 2019 e 18 Stati membri hanno fornito aggiornamenti sui pianificatori delle attività nazionali future nel 2021.
Questo ha contribuito a una maggiore trasparenza sulle priorità nazionali per la gioventù e all'individuazione di esigenze comuni. Si raccomanda di svolgere tali indagini almeno una volta in ogni ciclo del trio di presidenza, fornendo ai paesi la possibilità di aggiornare i loro pianificatori delle attività nazionali future qualora se ne presenti la necessità.
Nel 2019 le tre principali sfide comuni per la politica in materia di gioventù elencate dai paesi rispondenti nei pianificatori delle attività nazionali future sono state: 1) la necessità di accrescere la partecipazione giovanile, 2) l'accesso all'istruzione di qualità e allo sviluppo professionale e 3) lo sviluppo di competenze digitali e l'alfabetizzazione mediatica.
Nel 2021 le risposte sono fortemente concentrate sull'impatto della pandemia di COVID-19 sui giovani. Due terzi ritengono che la sfida principale sia la salute mentale dei giovani. Gli ostacoli riguardanti la crescita professionale e la disoccupazione dei giovani continuano a figurare ai primi posti. Gli Stati membri esprimono anche la necessità di concentrarsi maggiormente sull'occupabilità e sull'acquisizione di competenze, specialmente per chi dispone di minori opportunità o vive in zone socialmente escluse.
·Mobilitare
Il sostegno a favore del dialogo dell'UE con i giovani al fine di includere la pluralità delle loro voci nei processi decisionali, seguito dalla necessità di incoraggiare la partecipazione democratica inclusiva nella società e nei processi democratici, e lo sviluppo di opportunità di "apprendimento della partecipazione" sono priorità della cooperazione europea nei pianificatori delle attività nazionali future per il 2021 (come nel 2019).
Gli Stati membri hanno individuato nelle attività di cooperazione transnazionale previste dal programma Erasmus+ il loro strumento di cooperazione preferito per quest'ambito, seguite dai gruppi di esperti e dall'apprendimento tra pari. La collaborazione fra il trio di presidenza del Consiglio dell'UE, la Commissione e il Forum europeo della gioventù sull'8° ciclo del dialogo dell'UE con i giovani è illustrata come esempio di buona pratica nei pianificatori delle attività nazionali future.
·Collegare
In quest'ambito, nei loro pianificatori delle attività nazionali future gli Stati membri hanno individuato due tematiche principali in materia di cooperazione per il futuro: 1) consentire l'accesso di tutti i giovani, nonché degli animatori socioeducativi, alle opportunità di mobilità e di volontariato transfrontalieri, con un'attenzione particolare per i giovani che dispongono di minori opportunità, e 2) condividere le migliori pratiche e continuare i lavori su sistemi efficaci di convalida e riconoscimento delle competenze acquisite mediante l'apprendimento non formale e informale.
Nel 2021 le attività di cooperazione transnazionale nell'ambito del programma Erasmus+ sono state indicate come lo strumento di cooperazione più preferibile dal 60 % degli Stati membri rispondenti.
·Responsabilizzare
I due terzi delle risposte pervenute dall'esercizio dei pianificatori delle attività nazionali future per il 2021 hanno confermato l'animazione socioeducativa di qualità come il tema più pertinente per la cooperazione, seguito dalla necessità di attuare l'agenda europea per l'animazione socioeducativa. In questo ambito centrale è attribuita priorità all'utilizzo dell'apprendimento tra pari incentrato sull'elaborazione di politiche, scelto da oltre la metà dei rispondenti.
Dialogo con i portatori di interessi
La piattaforma della strategia dell'UE per la gioventù è stata lanciata nel 2019 per agevolare la governance partecipativa e il coordinamento dell'attuazione della strategia, in contesti sia reali che virtuali. Riunisce rappresentanti delle istituzioni dell'UE, degli Stati membri, delle agenzie nazionali di Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà, organizzazioni giovanili, autorità locali e regionali e altri portatori di interessi. La piattaforma getta le basi di un dialogo civico regolare, conferisce ai portatori di interessi un ruolo maggiore nel coordinamento dell'attuazione della strategia e offre opportunità di scambio di informazioni sulle attività e sui risultati. La Commissione ha mobilitato questa piattaforma durante la pandemia per consentire ai portatori di interessi di scambiarsi informazioni e dati riguardo all'impatto della pandemia sul settore della gioventù.
Il primo coordinatore dell'UE per la gioventù è stato nominato nel giugno 2021. Il suo ruolo è raggiungere i giovani e le organizzazioni giovanili e ascoltare le loro preoccupazioni. L'obiettivo è continuare ad accrescere la cooperazione interna tra i diversi settori strategici dell'UE che hanno un impatto sulla gioventù e impegnarsi affinché le pertinenti politiche dell'UE tengano conto del punto di vista dei giovani.
Monitoraggio dei finanziamenti in materia di gioventù: programmi e fondi dell'UE
Il monitoraggio della spesa dell'UE in materia di gioventù è parte della trasparenza nell'approccio alle iniziative dell'UE sostenuto dalla strategia. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la relazione sull'attuazione della strategia dell'UE per la gioventù riferisce in merito alle attività dello scorso quadro finanziario pluriennale 2019-2020, ma illustra anche le opportunità di finanziamento in materia di gioventù previste nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e dello strumento temporaneo per la ripresa, NextGenerationEU. Le opportunità di finanziamento previste in quest'ambito comprendono il nuovo programma Erasmus+ con una dotazione finanziaria raddoppiata per offrire ancora più opportunità di finanziamento nel settore della gioventù, il Corpo europeo di solidarietà, l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, il Fondo sociale europeo Plus e Orizzonte Europa.
Comunicare la strategia dell'UE per la gioventù
Nel 2019 sono stati sviluppati materiali per la comunicazione in più lingue al fine di comunicare sulla strategia, in particolare su internet e tramite i social media.
Il
Portale europeo per i giovani
, che è il portale di riferimento multilingue dello sportello unico per i giovani in Europa, ora offre un'ampia gamma di informazioni sulla strategia dell'UE per la gioventù. Con l'aiuto della rete di Eurodesk ed Eurodesk Brussels Link, il Portale fornisce fra l'altro informazioni per i giovani sulle opportunità di mobilità e sui progetti di scambio nonché sulle attività di partecipazione democratica in settori strategici quali l'occupazione, i diritti umani o la costruzione della pace.
6.Conclusioni e prospettive future per la cooperazione UE in materia di gioventù
Alla luce dei primi tre anni di attuazione e nonostante l'impatto dirompente della pandemia di COVID-19, la strategia dell'UE per la gioventù 2021-2027 si è dimostrata in grado di fornire una tabella di marcia solida e incisiva per promuovere la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE e per sostenere le politiche per la gioventù a livello sia dell'UE che nazionale. Per attuare la strategia il settore della gioventù potrebbe avvalersi degli strumenti sviluppati negli ultimi anni nonché dei principali programmi europei per i giovani.
Il dialogo dell'UE con i giovani è riuscito a riunire giovani e responsabili politici per discutere idee, alimentare le politiche in materia di gioventù e promuovere la partecipazione dei giovani al processo democratico garantendo che le loro opinioni siano prese in considerazione. Sono stati compiuti sforzi per raggiungere un maggior numero di giovani, in particolare di contesti e profili differenti. Tuttavia il coinvolgimento dei giovani provenienti da contesti differenti, al di là della rappresentanza tradizionale, può essere ulteriormente rafforzato. La strategia per l'inclusione e la diversità dei nuovi programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà fornirà un quadro solido per potenziare le azioni finalizzate al raggiungimento di tale obiettivo e incoraggerà nuove forme di partecipazione, volte a promuovere il coinvolgimento dei giovani provenienti da contesti svantaggiati. Il Fondo sociale europeo Plus accorda particolare attenzione al sostegno dei giovani NEET e di altri giovani svantaggiati o vulnerabili.
Inoltre l'UE sembra essere una fonte di ispirazione per altre regioni del mondo quando si tratta di sviluppare politiche, programmi e iniziative per i giovani. Sono stati istituiti processi ispirati al dialogo dell'UE con i giovani al di fuori dell'Unione europea, ad esempio nei paesi del partenariato orientale, per coinvolgere i giovani.
Le opportunità per i giovani e il settore della gioventù offerte dai programmi europei per i giovani hanno continuato a essere apprezzate e attrattive anche durante la pandemia. L'approccio di co-creazione attuato dalla Commissione per elaborare i nuovi programmi nel settore della gioventù ha permesso di introdurre misure di flessibilità durante la pandemia per andare incontro alle esigenze del settore della gioventù. La Commissione potrebbe pertanto intervenire rapidamente per aiutare il settore ad adattarsi alle nuove sfide, come la mobilità fisica ridotta e i formati digitali e ibridi.
Eppure la pandemia ha anche sottolineato l'importanza di riflettere sul ruolo della democrazia nella società e ha sottolineato il ruolo chiave dell'educazione civica, dell'alfabetizzazione mediatica, della sensibilizzazione riguardo alla disinformazione e dell'animazione socioeducativa per promuovere la partecipazione attiva e l'impegno dei giovani. Lo spostamento massiccio verso l'istruzione online e l'animazione socioeducativa digitale ha sottolineato la necessità di riforme più rapide, rafforzamento delle capacità, formazione per docenti e animatori socioeducativi, sviluppo delle competenze, nuove pedagogie e una maggiore preparazione digitale, ma anche la fondamentale importanza delle attività in presenza per alcune categorie di giovani.
I programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà per il periodo 2021-2027 e il Fondo sociale europeo Plus sono idonei a rispondere alle necessarie trasformazioni digitale e verde dell'economia e della società. I programmi saranno più inclusivi e incoraggeranno cambiamenti positivi al fine di rendere l'istruzione e la formazione, la gioventù e lo sport più resilienti ai cambiamenti, in stretto allineamento con le priorità per realizzare lo spazio europeo dell'istruzione e con quelle del piano d'azione per l'istruzione digitale.
Per quanto riguarda il futuro, la Commissione si impegna a integrare ulteriormente le questioni legate ai giovani, come dimostrato dalla recente nomina del coordinatore dell'UE per la gioventù. Il coordinatore si adopererà affinché le preoccupazioni dei giovani siano tenute maggiormente in considerazione nell'elaborazione delle politiche dell'UE e si impegnerà a favore di una condivisione delle conoscenze e di sinergie migliori tra i differenti settori strategici che interessano i giovani a livello europeo.
La Commissione sta anche aumentando gli sforzi per coinvolgere i giovani in iniziative europee fondamentali. I giovani hanno un ruolo attivo da svolgere in seno alla Conferenza sul futuro dell'Europa, che affronta questioni pertinenti quali il cambiamento climatico, un'economia più forte tra cui il futuro dell'occupazione e dei posti di lavoro, politiche in materia di istruzione, formazione e gioventù e la crescente importanza delle tecnologie digitali. I giovani sono invitati a svolgere un ruolo attivo nell'iniziativa per un nuovo Bauhaus europeo, un movimento volto a co-progettare e a co-sviluppare nuovi modi di vivere in armonia con il pianeta.
Nonostante la diversità delle situazioni nazionali, la strategia per la gioventù ha permesso agli Stati membri di individuare priorità e sfide comuni, prevalentemente tramite le attività di apprendimento reciproco e in particolare nel contesto della pandemia.
Per il prossimo periodo gli strumenti della strategia potrebbero essere utilizzati per mobilitare, collegare e responsabilizzare maggiormente i giovani, anche rafforzando ulteriormente i processi partecipativi dei giovani e raggiungendo più giovani oltre a quelli solitamente rappresentati nonché portando avanti l'attuazione dell'agenda europea per l'animazione socioeducativa e della futura raccomandazione del Consiglio relativa alla mobilità dei giovani volontari. Gli strumenti della strategia potrebbero essere utilizzati anche per affrontare sfide future specifiche tra cui l'impatto della pandemia di COVID-19 sull'istruzione, sull'occupazione e sulla salute mentale dei giovani, in particolare quelli svantaggiati, e la maggiore necessità di ricorrere all'animazione socioeducativa digitale.
Le suddette priorità attuali saranno integrate nel nuovo piano di lavoro triennale per il periodo 2022-2024, che si concentrerà prevalentemente sulla resilienza e sulla ripresa dei giovani e del settore della gioventù dopo la pandemia di COVID-19. Programmi e fondi dell'UE quali Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà, Orizzonte Europa e il Fondo sociale europeo Plus possono fornire un contributo importante, poiché sono stati rafforzati e adattati in linea con i recenti sviluppi. Inoltre i finanziamenti aggiuntivi di NextGenerationEU, che forniscono un sostegno considerevole a molti settori strategici che interessano i giovani (istruzione, competenze, occupazione, clima, ecc.), possono avere un impatto notevole.
Garantire che tutti i giovani europei abbiano parità di accesso alle opportunità e fornire loro il sostegno necessario per vivere, lavorare, imparare e prosperare continua a essere il fulcro della cooperazione e delle politiche dell'UE in materia di gioventù. La strategia dell'UE per la gioventù 2021-2027 è fondamentale per conseguire tali obiettivi. Istituendo questo solido quadro giuridico, permettendo lo scambio di conoscenze e l'apprendimento reciproco tra gli Stati membri e incanalando i finanziamenti di Erasmus+ e di altri programmi dell'UE verso i tre pilastri strategici "mobilitare, collegare, responsabilizzare" si permetterà a molti giovani in Europa di raggiungere il loro pieno potenziale, di essere preparati per le transizioni verde e digitale e di plasmarsi un futuro più brillante ed equo.
Nel suo discorso sullo stato dell'Unione, pronunciato il 15 settembre 2021, la presidente von der Leyen ha annunciato che la Commissione europea proporrà che il 2022 sia l'anno europeo dei giovani, "un anno dedicato a valorizzare i giovani che si sono tanto sacrificati per gli altri". L'anno europeo punterà a rafforzare gli sforzi dell'Unione, degli Stati membri e delle autorità regionali e locali per rendere omaggio ai giovani, sostenerli e dialogare con loro, in una prospettiva di uscita dalla pandemia, dal momento che "l'Europa ha bisogno di tutti i suoi giovani".