Bruxelles, 9.6.2021

COM(2021) 279 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO EMPTY

Verso una pesca più sostenibile nell'UE: situazione attuale e orientamenti per il 2022

{SWD(2021) 122 final}


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Verso una pesca più sostenibile nell'UE: situazione attuale e orientamenti per il 2022

1.Introduzione

La presente comunicazione illustra i progressi compiuti per una pesca sostenibile nell'UE ed esamina l'equilibrio tra la capacità di pesca e le possibilità di pesca, i risultati socioeconomici del settore e l'attuazione dell'obbligo di sbarco.

Illustra anche i principali orientamenti che daranno forma alle proposte e alle consultazioni della Commissione con i paesi terzi sulle possibilità di pesca per il 2022.

2.I progressi realizzati per una pesca sostenibile

Nell'Atlantico nord-orientale si è registrato, tra il 2003 e il 2019, un calo della pressione di pesca sugli stock, che di conseguenza sono aumentati. Per garantire alle generazioni future stock ittici sani, l'indicatore della mortalità per pesca (utilizzato per misurare la sostenibilità di questa attività) non può essere superiore a 1, il che significa che il prelievo di pesce non può superare la capacità riproduttiva annuale degli stock. La mortalità per pesca mediana, che nei primi anni 2000 superava di oltre 1,7 volte il rendimento massimo sostenibile (MSY), si è ora ridotta e dal 2011 si è stabilizzata su un valore inferiore a 1,2, avvicinandosi a 1 nel 2019.

Per gli stock gestiti esclusivamente dall'UE nell'Atlantico, nel Mar Baltico e nello Skagerrak/Kattegat sono stati compiuti ulteriori progressi mediante l'adozione delle possibilità di pesca per il 2021. I totali ammissibili di catture (TAC) sono stati fissati al livello dell'MSY per tutti gli stock oggetto di parere MSY, fatta eccezione per l'aringa del Baltico occidentale. In questo caso l'UE ha applicato misure molto rigorose in linea con il piano pluriennale per il Mar Baltico 1 . Per due TAC precedentemente fissati al livello dell'MSY (nasello australe nell'Atlantico nord-orientale e salmone nel Baltico), il Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) non ha fornito alcun parere MSY e di conseguenza tali stock non sono stati inclusi nell'analisi di quest'anno.

È notevolmente aumentato anche il numero dei TAC (12 su 21) fissati dal Consiglio in linea con il parere precauzionale del CIEM 2 . Sono state inoltre adottate misure aggiuntive per il merluzzo bianco del Kattegat, l'aringa del Baltico occidentale e il merluzzo bianco del Baltico orientale 3 .

L'Unione europea dimostra così di tener fede ai suoi obiettivi ambiziosi sulla pesca sostenibile per gli stock che gestisce in maniera esclusiva. Essa si adopera per raggiungere lo stesso standard elevato anche per gli stock gestiti congiuntamente ai paesi terzi.

Per gli stock condivisi di sgombro e aringa norvegese riproduttrice nel periodo primaverile, gli Stati costieri interessati hanno concordato i livelli dei TAC in base al parere sull'MSY. Per quanto riguarda il melù, invece, hanno seguito la strategia di gestione a lungo termine per la fissazione dei TAC. La pesca entro i livelli concordati, tuttavia, non è garantita per nessuno dei suddetti TAC poiché non si è più giunti ad un accordo sulle modalità di ripartizione dei contingenti per nessuno dei tre. L'UE intensificherà i propri sforzi per risolvere la questione nel contesto degli Stati costieri. Per quanto riguarda lo sgombro e l'aringa, l'UE rispetta la quota precedentemente fissata nell'ambito delle ultime modalità di ripartizione.

L'UE, la Norvegia e il Regno Unito hanno concordato la fissazione di TAC per l'aringa, la passera di mare, il merlano e il merluzzo carbonaro del Mare del Nord in linea con il parere del CIEM sull'MSY. Il TAC per l'eglefino è stato fissato al di sotto del valore suggerito dal CIEM al fine di limitare l'impatto sul merluzzo bianco, catturato nell'ambito dello stesso tipo di pesca e il cui stock risulta depauperato. Per il merluzzo bianco, sebbene l'UE abbia cercato di seguire il parere del CIEM, nell'ottica di una generale soluzione di compromesso frutto delle consultazioni sui TAC è stato solo possibile raggiungere un accordo per TAC a livelli (leggermente) superiori rispetto a quelli del parere sul valore dell'MSY. Le parti hanno convenuto di proseguire con ulteriori misure correttive. I TAC per lo Skagerrak sono in generale simili a quelli fissati per il Mare del Nord e, per i gamberetti e il merlano, l'UE e la Norvegia hanno convenuto di seguire il parere del CIEM.

In una nota verbale indirizzata alla Norvegia l'UE ha espresso il proprio disaccordo sulla fissazione, da parte di tale paese, di un contingente per il merluzzo dell'Artico inferiore sia alla quota tradizionale dell'UE per tale stock che al contingente unilaterale adottato dall'UE e non specularmente applicato alle navi norvegesi e russe. L'UE ha chiesto alla Norvegia di ritirare tali disposizioni discriminatorie e si è dichiarata pronta ad adottare adeguate contromisure correttive per garantire i suoi diritti legittimi.

Con l'uscita del Regno Unito dall'UE, il numero di TAC gestiti esclusivamente dall'UE nell'Atlantico, nel Mar Baltico e nello Skagerrak/Kattegat si è ridotto drasticamente, scendendo a soli 35 TAC (10 nel Baltico, 4 nello Skagerrak/Kattegat e 21 nell'Atlantico).

L'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito è stato concluso alla fine del 2020 4 senza che vi fosse tempo sufficiente a portare a termine le consultazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito sui contingenti di pesca per il 2021. Tra l'altro, le consultazioni tra il Regno Unito, la Norvegia e l'UE e tra l'UE e la Norvegia si sono rivelate complesse e non si erano ancora concluse fino all'adozione di una dichiarazione politica in tal senso. In attesa di un accordo sugli stock condivisi, sono stati fissati TAC provvisori sulla base di pareri scientifici per il periodo fino al 31 marzo 2021. I TAC in questione sono stati successivamente prorogati fino al 31 luglio 2021 5 , mentre le conclusioni di altre consultazioni (tra UE, Regno Unito e Norvegia, tra UE e Norvegia e tra Stati costieri) sono confluite nel regolamento sui TAC per l'intero anno. Per alcuni stock che presentano circostanze particolari (TAC raccomandato pari a zero, pesca multispecifica e situazioni di contingente limitante, vale a dire in cui il contingente disponibile per una data specie risulta esaurito (molto tempo) prima di quelli relativi ad altre specie catturate insieme nell'ambito di un'attività di pesca multispecifica) i pareri scientifici sono stati seguiti nella misura e in conformità ai requisiti della normativa UE applicabile 6 . Altre deroghe all'approccio generale riguardano la stagionalità della pesca, soprattutto per gli stock pelagici. Le misure correttive corrispondenti previste nell'ambito dei piani pluriennali (ad esempio, per gli stock di merluzzo bianco e di merlano nel Mar Celtico) sono state anch'esse prorogate sulla base di quelle del 2020 7 .

Nel Mediterraneo e nel Mar Nero, l'indicatore della mortalità per pesca è sceso a circa 2,1, un valore che, sebbene ancora superiore al doppio dei livelli sostenibili, risulta in lieve miglioramento. Le iniziative energiche avviate in materia di conservazione dovranno proseguire, in particolare con l'attuazione del piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale (West Med) 8 nonché delle dichiarazioni MedFish4Ever 9 e di Sofia 10 . L'impatto delle misure di gestione adottate nel 2019 e nel 2020 sarà evidente nei dati del prossimo anno, poiché gli indicatori di monitoraggio coprono il periodo fino al 2018.

L'adozione di un regolamento autonomo sulle possibilità di pesca per il 2021 11 per tali bacini marittimi è un passo importante verso una gestione sostenibile della pesca. Il regolamento traspone un pacchetto consistente di misure adottate nel 2018 e nel 2019 dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) e continua ad attuare il piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale.

Nei primi due anni di attuazione del piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale lo sforzo di pesca si è ridotto complessivamente del 17,5 % e ulteriori iniziative hanno permesso di consolidare e sviluppare le zone vietate alla pesca, che assicurano una riduzione delle catture accessorie di novellame e di riproduttori, garantire una miglior selettività degli attrezzi e raccogliere dati sulla pesca ricreativa. La Commissione mira a un'ulteriore riduzione degli sforzi di pesca in linea con i pareri scientifici al fine di conseguire l'MSY entro il 1° gennaio 2025.

L'incessante attività condotta nell'ambito della CGPM, favorita dalla posizione coerente dell'UE all'interno delle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), ha portato all'adozione del piano pluriennale di gestione della pesca demersale nell'Adriatico 12 che, nei primi due anni, ha portato a una riduzione dello sforzo di pesca del 12 % per i pescherecci da traino a divergenti e del 16 % per i pescherecci a sfogliara. La gestione degli stock di piccoli pelagici dell'Adriatico è proseguita con una diminuzione del 15 % delle catture nell'arco di tre anni. Sono stati introdotti limiti di capacità della flotta per le specie demersali e le piccole specie pelagiche e la capacità di pesca per i gamberi di profondità nel Mar di Levante e nel Mar Ionio è stata congelata. Sono stati fissati limiti di raccolta per il corallo rosso ed è proseguita l'attuazione delle misure per l'anguilla. Per le specie del Mar Nero, sono stati fissati TAC per il rombo chiodato nell'ambito del piano CGPM ed è stato definito un contingente autonomo per lo spratto.

Nell'Atlantico nord-orientale (solo acque dell'UE), la biomassa è generalmente aumentata dal 2007 in poi, attestandosi nel 2019 su livelli mediamente superiori di circa il 35 % rispetto al 2003 13 per gli stock valutati nella loro interezza. Nel Mediterraneo e nel Mar Nero la biomassa è aumentata a partire dal 2015.

3.Lo stato della flotta dell'UE

Il numero delle navi della flotta dell'UE ha continuato a diminuire. Il registro della flotta dell'UE (escluse le regioni ultraperiferiche) contava 70 756 navi, con una riduzione dello 0,4 %. Se nel complesso la capacità della flotta, in termini sia di stazza lorda che di potenza motrice, rimane al di sotto dei massimali fissati dal regolamento sulla politica comune della pesca 14 , per alcune flotte nazionali, soprattutto nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, essa si avvicina molto a questi massimali. La Commissione continuerà a monitorare da vicino la situazione, tenuto conto del lieve aumento rilevato sia nella stazza lorda che nella potenza motrice e delle persistenti preoccupazioni riguardanti la diffusa non conformità con la potenza motrice dichiarata 15 . Se si analizza l'equilibrio tra capacità e possibilità di pesca si nota come in tutti i bacini marittimi tale equilibrio non sia stato ancora probabilmente raggiunto per un gran numero di segmenti della flotta. Nel 2018, 145 dei 182 segmenti dell'intera flotta dell'UE valutati non risultavano in equilibrio rispetto a uno degli indicatori biologici fondamentali (prelievo sostenibile). Per i segmenti in cui si è rilevata una sovraccapacità strutturale, la Commissione ha ricordato agli Stati membri l'obbligo di predisporre un piano d'azione.

Quanto ai risultati economici, il calo della domanda e le perturbazioni della catena di approvvigionamento provocati dalla pandemia di COVID-19 hanno interrotto le tendenze positive osservate negli ultimi anni. Le stime suggeriscono che, nel 2020, i risultati economici delle flotte dell'UE sono diminuiti, con un calo del 17 % del valore del pesce sbarcato, del 19 % dell'occupazione e del 29 % dei profitti netti rispetto al 2019.

La Commissione ha fornito un rapido sostegno al settore introducendo nel Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) modifiche volte a consentire pagamenti compensativi. Nell'ambito del FEAMP è stata prevista l'erogazione di 136 milioni in 22 Stati membri per misure di sostegno connesse alla pandemia di COVID-19. Il 61 % dei finanziamenti è stato speso per il sostegno all'arresto temporaneo delle attività, il 17 % per compensazioni agli acquacoltori e il 14 % per il sostegno al settore della trasformazione. Sono state selezionate oltre 8 200 operazioni, dalla diversificazione di impianti di marinocoltura convertiti in impianti di produzione di disinfettanti per mani a servizi innovativi di consegna del pescato tramite distributori automatici e strumenti online. Sono stati inoltre introdotti un quadro temporaneo di aiuti di Stato e un sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale.

Nel 2020 la flotta dell'UE ha mantenuto nel complesso la sua redditività, registrando buoni margini di profitto lordo e netto, pari rispettivamente al 26 % e al 14 % circa, vale a dire quasi 1,5 miliardi di EUR di profitti lordi e 800 milioni di EUR di profitti netti. Queste cifre sono indice di una notevole resilienza, derivante dai prezzi bassi del carburante sommati agli sforzi compiuti dal settore negli anni precedenti per raggiungere l'MSY. Si tratta di un esempio lampante dei vantaggi di un'economia blu dell'UE ispirata alla sostenibilità. Prima della pandemia, la flotta dell'UE aveva raggiunto livelli di redditività relativa superiori a quelli di altri settori dell'economia blu, quali il turismo costiero.

I dati socioeconomici disponibili suggeriscono, in particolare, che i risultati economici e le retribuzioni dei pescatori dell'UE tendono a migliorare quando le flotte dipendono da stock catturati in modo sostenibile e tendono invece a restare invariati quando gli stock sono oggetto di un'attività di pesca eccessiva o sono sovrasfruttati.

I risultati sono nettamente diversi da una categoria di pesca all'altra e da una regione di pesca all'altra. I segmenti operanti nell'Atlantico e nel Mare del Nord hanno ottenuto risultati economici superiori a quelli del Baltico e del Mediterraneo, dove numerosi stock sono ancora alle prese con il problema di una pesca eccessiva e del sovrasfruttamento.

4.L'obbligo di sbarco

In questo settore il controllo e l'esecuzione rimangono difficoltosi. I primi risultati degli audit effettuati dalla Commissione nel 2020 indicano che gli Stati membri per i quali le relazioni di audit sono state completate non hanno adottato le misure necessarie a garantire il controllo e l'esecuzione dell'obbligo di sbarco e che molti dei rigetti in mare non sono documentati dagli operatori. Lo confermano anche altre relazioni, tra cui tre valutazioni di conformità effettuate dall'Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) 16 . La Commissione sta esaminando le opzioni praticabili per dar seguito ai risultati degli audit.

Per controllare l'obbligo di sbarco, gli strumenti di controllo elettronico a distanza sono il mezzo più efficace ed efficiente dal punto di vista dei costi. Nella sua proposta di modifica del sistema di controllo delle attività di pesca 17 la Commissione si è espressa a favore dell'uso di queste moderne strumentazioni e continuerà a collaborare con i colegislatori per raggiungere un accordo in tal senso.

La raccolta e la trasmissione dei dati sulle catture rimangono fondamentali anche per la qualità dei pareri scientifici e, di conseguenza, per il raggiungimento dell'obiettivo dell'MSY.

Per garantire un maggior rispetto dell'obbligo di sbarco nelle attività di pesca multispecifica, il regolamento sulle possibilità di pesca consente di introdurre una riserva comune per lo scambio di contingenti che copra le catture accessorie inevitabili effettuate dagli Stati membri sprovvisti di contingenti 18 . I gruppi regionali degli Stati membri sono riusciti ad attuare con successo il meccanismo di scambio così introdotto.

Le modalità dettagliate per l'attuazione dell'obbligo di sbarco devono essere specificate nei piani pluriennali o, in loro assenza, nei piani temporanei riguardanti i rigetti. Questi ultimi, dopo i sei anni previsti per la loro attuazione, sono giunti per la maggior parte a scadenza nel 2020. Le disposizioni in essi contenute vengono trasposte gradualmente nelle specifiche adottate nell'ambito dei piani pluriennali. Nel 2020 erano in vigore in tutto sette regolamenti delegati facenti capo ad entrambi i suddetti quadri in cui erano specificate le modalità di attuazione dell'obbligo di sbarco 19 .

La Commissione prende atto con compiacimento della maggior attenzione rivolta dagli Stati membri a progetti miranti al miglioramento delle tecniche di pesca selettive allo scopo di ridurre ed eliminare il più possibile le catture indesiderate. Alla fine del 2020 gli Stati membri avevano selezionato 4 110 operazioni oggetto di finanziamenti complessivi del FEAMP pari a 147,4 milioni di EUR, impegnati per l'obbligo di sbarco (rispetto alle 2 957 operazioni e ai 116,6 milioni di EUR dell'anno precedente). Progetti analoghi sono stati finanziati anche nell'ambito del programma Orizzonte 2020. Tuttavia, come rilevato dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), la selettività non è ancora migliorata per alcune attività di pesca. Seppur in aumento, l'introduzione di attrezzi più selettivi è ancora lenta e altrettanto lento continua ad essere il passaggio dalla fase sperimentale alla fase dell'adozione legislativa. Occorrono ulteriori sforzi da parte degli Stati membri per ridurre le catture indesiderate, in particolare attraverso il miglioramento delle tecniche di pesca selettive, in linea con la strategia dell'UE per la biodiversità 2030 20 . Il FEAMP è in grado di finanziare questo tipo di investimenti.

5.I messaggi e gli orientamenti principali delle proposte relative alle possibilità di pesca per il 2022

5.1Le tappe principali per la definizione delle possibilità di pesca per il 2022

Le proposte della Commissione relative alle possibilità di pesca saranno basate sui pareri scientifici del CIEM sulle catture pubblicati nei mesi di maggio e giugno e in parte aggiornati dopo le indagini in mare condotte in autunno. Il parere sui grandi stock pelagici sarà formulato a settembre, mentre il parere scientifico dello CSTEP sul Mediterraneo e il Mar Nero sarà pubblicato in autunno. La Commissione includerà il maggior numero possibile di stock nelle sue proposte iniziali.

La Commissione invita gli Stati membri e i portatori di interessi a tener conto del parere scientifico non appena sarà disponibile al pubblico. I portatori di interessi possono anche formulare raccomandazioni tramite i consigli consultivi e le autorità nazionali.

Le proposte continueranno ad includere, come "promemoria", le possibilità di pesca riguardanti gli stock gestiti congiuntamente a partner internazionali e nel caso in cui il parere scientifico sopraggiunga tardivamente nel corso dell'anno. Le possibilità di pesca per gli stock gestiti insieme al Regno Unito, o insieme a quest'ultimo e alla Norvegia, saranno presentate anch'esse come "promemoria", in attesa dello svolgimento e dell'esito delle relative consultazioni.

L'impatto della pandemia di COVID-19 sulla formulazione dei pareri scientifici e sulla continuità della trasmissione dei dati potrebbe tuttavia incidere sulla tempistica e sulla forma dei pareri.

La principale novità di quest'anno è rappresentata dal fatto che, a seguito dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito, a decidere sulla stragrande maggioranza degli stock dell'Atlantico e del Mare del Nord non sarà più esclusivamente l'UE.

Date le forti interconnessioni tra le flotte operanti nelle acque interessate, per garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse e perseguire condizioni di parità per l'industria dell'UE sarà fondamentale mirare ad alti livelli di allineamento con i partner internazionali sulle possibilità di pesca e sulle relative misure, improntate a standard elevati di sostenibilità.

L'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito offre una solida base per la gestione sostenibile degli stock. L'UE cercherà di realizzare tale obiettivo ambizioso nell'ambito delle consultazioni sulle possibilità di pesca e attraverso il comitato specializzato per la pesca istituito nel quadro del suddetto accordo. L'attuazione di quest'ultimo sarà guidata dalle posizioni dell'UE in seno al comitato specializzato, ad esempio nella definizione, entro il 1° luglio 2021, degli orientamenti da seguire per la fissazione di TAC provvisori per gli stock cosiddetti "speciali", vale a dire: gli stock per i quali il CIEM raccomanda un TAC pari a zero, gli stock catturati nell'ambito di un'attività di pesca multispecifica in caso di vulnerabilità di uno o più stock rientranti nell'ambito dello stesso tipo di pesca o altri stock che, a giudizio delle parti, necessitano di un trattamento speciale.

Le consultazioni con il Regno Unito e la Norvegia si svolgeranno tra i mesi di settembre e novembre così da giungere a una loro conclusione tempestiva prima del Consiglio di dicembre, durante il quale la Commissione auspica di poter includere i risultati ottenuti nel regolamento sui TAC per il 2022. Qualora non si giungesse ad un accordo con il Regno Unito entro il 20 dicembre 2021, l'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione prevede che ciascuna delle parti fissi dei TAC provvisori corrispondenti al livello raccomandato dal CIEM applicabili a partire dal 1º gennaio, unitamente a TAC per gli stock speciali stabiliti conformemente agli orientamenti che dovranno essere adottati dal comitato specializzato per la pesca entro il 1° luglio 2021.

La Commissione intende adottare quattro proposte sulle possibilità di pesca nel 2022, da discutere in riunioni distinte del Consiglio, come specificato nel calendario riportato alla fine della presente comunicazione.

5.2Gli obiettivi delle possibilità di pesca per il 2022

Per gli stock presenti nel Mar Baltico, nello Skagerrak/Kattegat e nelle acque sud‑occidentali, dove la gestione rimane di competenza esclusiva dell'UE 21 , la proposta della Commissione mirerà a mantenere/ridurre ulteriormente la mortalità per pesca in linea con l'MSY per gli stock valutati in base all'MSY e ad attuare pienamente i piani che definiscono intervalli di mortalità MSY.

La Commissione proporrà di utilizzare il valore o l'intervallo dell'MSY indicato dal CIEM, a condizione che i piani pluriennali corrispondenti offrano lo stesso grado di flessibilità 22 . L'intervallo superiore dei valori dell'MSY può essere utilizzato per proporre TAC per gli stock sani, purché i pareri scientifici lo ritengano necessario per conseguire gli obiettivi del piano pluriennale in caso di pesca multispecifica 23 . Un altro obiettivo consisterà nel ricostituire gli stock bersaglio per i quali il CIEM raccomanda catture pari a zero, con misure correttive adottate nell'ambito dei piani pluriennali. Ulteriore attenzione sarà rivolta all'obiettivo di disporre al più presto di una valutazione scientifica completa relativa all'MSY per tali stock.

Per quanto riguarda l'obbligo di sbarco, le quote de minimis o per alto tasso di sopravvivenza saranno detratte, se del caso, da quanto indicato nel parere dello CSTEP. La Commissione valuterà inoltre i progressi conseguiti dagli Stati membri nell'attuare le misure di riduzione delle catture accessorie in vigore.

Per il Mediterraneo e il Mar Nero, la proposta di regolamento sulle possibilità di pesca mirerà a proseguire l'attuazione del piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale, includendo ulteriori riduzioni per conseguire l'MSY al più tardi entro il gennaio 2025. La proposta riguarderà le misure della CGPM che estendono quelle già in vigore 24 e includerà le misure aggiuntive adottate durante la 44a sessione annuale della CGPM. L'Adriatico occuperà un posto di primo piano nelle possibilità di pesca per il 2022.

Per le risorse condivise e gli stock sfruttati anche dai paesi terzi, la Commissione, a nome dell'UE, avvierà un dialogo con questi ultimi al fine di garantire contingenti di pesca ambiziosi e sostenibili nel quadro degli strumenti internazionali pertinenti (accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito, accordo UE-Norvegia del 1980 25 , futuro accordo UE-Regno Unito-Norvegia 26 e Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare - UNCLOS).

Per gli stock gestiti dalle ORGP, la Commissione proporrà possibilità di pesca basate sulle loro stesse decisioni. L'obiettivo principale della partecipazione dell'UE a tali organizzazioni è promuovere la conservazione e la gestione sostenibile degli stock e l'adozione di decisioni scientificamente fondate, migliorando nel contempo l'efficienza delle ORGP stesse.

Nel complesso, sebbene il cattivo stato di alcuni stock sia dovuto anche ad altri fattori cui bisogna far fronte, quali i cambiamenti climatici e l'inquinamento, è comunque necessario ridurre la pressione di pesca. Di concerto con il settore scientifico, la Commissione accelererà ulteriormente i lavori sugli effetti della pesca sull'ecosistema, al fine di includere tali fattori nella gestione delle attività di pesca.

6.Conclusioni

La pesca nell'Unione europea sta diventando sempre più sostenibile. Il buono stato di salute degli stock continua a contribuire al miglioramento dei risultati socioeconomici del settore, che ha mantenuto la sua redditività nonostante le ripercussioni negative della pandemia di COVID-19.

Continuare a proteggere le risorse alieutiche dell'UE è tuttavia necessario, oltre che fondamentale, sia per aumentare la sostenibilità dei sistemi alimentari sia per garantire una fonte di reddito sostenibile ai pescatori dell'UE. Nonostante i miglioramenti registrati in tutti i bacini marittimi, occorre fare di più, soprattutto nel Mediterraneo e nel Mar Nero, in cui i tassi di sfruttamento sono pari al doppio dei livelli sostenibili. Entro la fine del 2021, la Commissione intende proporre anche un piano d'azione per la conservazione delle risorse alieutiche e la protezione degli ecosistemi marini.

Con l'uscita del Regno Unito dall'UE, la stragrande maggioranza delle possibilità di pesca nell'Atlantico e nel Mare del Nord ricade ora nella responsabilità congiunta dell'Unione europea, del Regno Unito, della Norvegia e degli Stati costieri. Quest'anno, perciò, si registreranno cambiamenti significativi nel processo di definizione delle possibilità di pesca, con consultazioni internazionali che diventeranno la norma per la fissazione di numerosi TAC. Sulla base degli obiettivi ambiziosi riguardanti la sostenibilità sanciti dall'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito, la Commissione intende continuare a gestire in modo sostenibile le risorse condivise e ad agire per ridurre al minimo quelle differenze a livello di regimi di gestione che potrebbero avere ricadute negative sulle possibilità di pesca e sulle operazioni delle flotte.

La Commissione continuerà inoltre ad adoperarsi per contribuire al conseguimento di obiettivi di sostenibilità ambiziosi nel quadro del processo decisionale delle ORGP.

Gli Stati membri, i consigli consultivi, i portatori di interessi e i cittadini sono inviati a fornire riscontri sulla presente comunicazione entro il 31 agosto 2021.

Calendario

Periodo

Azione prevista

maggio-giugno-ottobre

parere del CIEM sugli stock

giugno-agosto

consultazione pubblica

1° luglio

scadenza prevista dall'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'Unione europea e il Regno Unito entro la quale il comitato specializzato per la pesca, istituito nell'ambito di tale accordo, sarà chiamato a concordare orientamenti per gli "stock speciali"

agosto

adozione da parte della Commissione della proposta relativa alle possibilità di pesca per il Mar Baltico

settembre

adozione da parte della Commissione della proposta relativa alle possibilità di pesca per il Mediterraneo/il Mar Nero

ottobre

valutazione degli stock e parere sullo sforzo di pesca da parte dello CSTEP

riunione del Consiglio sulle possibilità di pesca per il Mar Baltico

adozione da parte della Commissione della proposta relativa alle possibilità di pesca per l'Atlantico/il Mare del Nord

settembre-dicembre

consultazioni annuali sulle possibilità di pesca con il Regno Unito, con il Regno Unito e la Norvegia, con la Norvegia

novembre

sessione annuale della CGPM

dicembre

riunione del Consiglio sulle possibilità di pesca per l'Atlantico/il Mare del Nord e per il Mediterraneo/il Mar Nero

(1)

   Regolamento (UE) 2016/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco, aringa e spratto nel Mar Baltico e per le attività di pesca che sfruttano questi stock (GU L 191 del 15.7.2016, pag. 1).

(2)

   ICES Advice on fishing opportunities, catch, and effort ("Parere del CIEM sulle possibilità di pesca, le catture e lo sforzo di pesca"), 2020.

(3)

   Regolamento (UE) 2020/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2020, che modifica il regolamento (UE) 2016/1139, per quanto riguarda la riduzione di capacità di pesca nel Mar Baltico, e il regolamento (UE) n. 508/2014, per quanto riguarda l'arresto definitivo delle attività di pesca per le flotte che pescano il merluzzo bianco del Baltico orientale, il merluzzo bianco del Baltico occidentale e l'aringa del Baltico occidentale (GU L 400 del 30.11.2020, pag. 1).

(4)

   Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica, da una parte, e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dall'altra; ST/5198/2021/INIT (GU L 149 del 30.4.2021, pag. 10).

(5)

   Regolamento (UE) 2021/703 del Consiglio, del 26 aprile 2021, che modifica i regolamenti (UE) 2021/91 e (UE) 2021/92 per quanto riguarda determinate possibilità di pesca, per il 2021, nelle acque dell'Unione e in acque non dell'Unione; ST/701/2021/INIT (GU L 146 del 29.4.2021, pag.1).

(6)

   Cfr. nota 6: ST/7401/2021/INIT (GU L 146 del 29.4.2021, pag. 1).

(7)

   Regolamento (UE) 2021/92 del Consiglio, del 28 gennaio 2021, che fissa, per il 2021, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione (GU L 31 del 29.1.2021, pag. 31).

(8)

   Regolamento (UE) 2019/1022 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che istituisce un piano pluriennale per le attività di pesca che sfruttano gli stock demersali nel Mar Mediterraneo occidentale e che modifica il regolamento (UE) n. 508/2014 (GU L 172 del 26.6.2019, pag. 1).

(9)

   Dichiarazione ministeriale di Malta MedFish4Ever (30 marzo 2017).

(10)

   Dichiarazione ministeriale di Sofia (7 giugno 2019).

(11)    Regolamento (UE) 2021/90 del Consiglio, del 28 gennaio 2021, che stabilisce, per il 2021, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero (GU L 31 del 29.1.2021, pag. 1).
(12)

   Raccomandazione CGPM/43/2019/5 relativa a un piano pluriennale per la gestione sostenibile della pesca demersale nel Mare Adriatico (sottozone geografiche 17 e 18).

(13)

   2003: anno di riferimento.

(14)

   Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22).

(15)    Studio sulla verifica della potenza motrice da parte degli Stati membri: https://op.europa.eu/s/oQKG
(16)

   Cfr. documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente comunicazione.

(17)

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 1224/2009, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 1967/2006 e (CE) n. 1005/2008 del Consiglio e il regolamento (UE) 2016/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i controlli nel settore della pesca (COM(2018) 368 final del 30.5.2018).

(18)

   Regolamento (UE) 2020/123 del Consiglio, del 27 gennaio 2020, che stabilisce, per il 2020, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici e gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione (GU L 25 del 30.1.2020, pag. 1).

(19)

   Cfr. elenco figurante nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente comunicazione.

(20)     https://ec.europa.eu/environment/strategy/biodiversity-strategy-2030_it
(21)    Per il Baltico, le consultazioni con la Federazione russa hanno portato a una ripartizione definitiva dei contingenti relativi agli stock interessati e l'UE per molti anni ha deciso di adottare decisioni unilaterali.
(22)

   Il CIEM è invitato a formulare pareri che consentano di valutare la necessità e la possibilità di ricorrere a tale flessibilità.

(23)

   Al fine di evitare danni gravi ad un determinato stock a seguito di dinamiche intra o interspecie tra gli stock oppure di limitare grandi variazioni tra anni consecutivi.

(24)    Regolamento (UE) 2021/90 del Consiglio, del 28 gennaio 2021, che stabilisce, per il 2021, le possibilità di pesca per alcuni stock e gruppi di stock ittici applicabili nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero (GU L 31 del 29.1.2021, pag. 1).
(25)

   L'UE e la Norvegia hanno avviato colloqui preliminari su un nuovo accordo in materia di pesca, basato sulla decisione del Consiglio, del 26 febbraio 2021, che autorizza l'avvio di negoziati con il Regno di Norvegia per un nuovo accordo di pesca tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia (non pubblicato).

(26)    Basato sulla decisione del Consiglio, del 25 gennaio 2021, che autorizza l'avvio di negoziati con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e con il Regno di Norvegia per un accordo di pesca (non pubblicato).