Bruxelles, 14.2.2020

COM(2020) 56 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sull'attuazione del regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai conti economici ambientali europei


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sull'attuazione del regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai conti economici ambientali europei

1)Introduzione

Il regolamento (UE) n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei 1 ("il regolamento") ha istituito un quadro comune per la raccolta, la compilazione, la trasmissione e la valutazione di tali conti. L'articolo 10 del regolamento specifica che:

Entro il 31 dicembre 2013 e successivamente ogni tre anni la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento. Tale relazione valuta, in particolare, la qualità dei dati trasmessi, i relativi metodi di raccolta, l'onere amministrativo che grava sugli Stati membri e sulle unità partecipanti, nonché la fattibilità e l'efficacia di tali statistiche.

Questa è la terza relazione che ottempera a tale obbligo. Le relazioni precedenti sono state pubblicate nel 2016 2 e nel 2013 3 . La presente relazione di attuazione riguarda il periodo compreso tra il 2016 e il 2018.

2)Conti economici ambientali

4 Il Green Deal europeo riformula su nuove basi l'impegno della Commissione ad affrontare i problemi legati al clima e all'ambiente. La Commissione si impegna ad avviare stabilmente l'Europa su un nuovo percorso di crescita sostenibile e inclusiva, proteggendo e rafforzando al contempo il capitale naturale dell'UE. Nel quadro del Green Deal, l'Unione europea mira a:

·rendere più ambiziosi i propri obiettivi in materia di clima per conseguire la neutralità climatica entro il 2050;

·garantire l'approvvigionamento di energia pulita;

·creare un'economia circolare;

·costruire in modo efficiente sotto il profilo energetico e delle risorse;

·realizzare l'obiettivo "inquinamento zero" e un ambiente privo di sostanze tossiche;

·preservare e ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità;

·garantire un sistema alimentare sostenibile e sano;

·promuovere una mobilità sostenibile e intelligente.

Garantire una "transizione giusta" verso la neutralità climatica e finanziare la transizione sono elementi chiave che devono essere integrati in tutte le politiche. Il Green Deal europeo è parte integrante della strategia della Commissione per attuare l'Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

I conti economici ambientali, o, in breve, i conti ambientali, costituiscono un quadro informativo efficace e polivalente che affronta gli aspetti connessi alla sostenibilità del nostro comportamento economico. Le statistiche economiche generali, come i conti nazionali, su cui si basa il PIL, non tengono conto degli aspetti ambientali a livello di produzione, consumo, investimenti o finanziamenti. I conti ambientali permettono di integrare gli aspetti economici e ambientali per completare questo quadro.

L'elemento fondamentale dei conti ambientali è l'integrazione. Con questo termine si intendono sia l'integrazione degli aspetti ambientali ed economici sia l'integrazione in un sistema di contabilità economica coerente di una serie di aspetti ambientali tematici fondamentali quali i) energia, tassazione ed emissioni atmosferiche, ii) rifiuti ed estrazioni di materie prime e iii) spesa e investimenti pubblici e delle imprese. Questa integrazione permette di sviluppare insiemi di indicatori coerenti e consente di individuare sinergie e compromessi possibili tra politiche settoriali. I conti ambientali agevolano tale obiettivo per i motivi elencati di seguito:

·generano insiemi coerenti di indicatori che sono connessi l'un l'altro in un contesto economico e ambientale globale e coerente. Di conseguenza, i conti sono uno strumento utile per elaborare quadri di valutazione riguardanti le componenti fondamentali del capitale naturale (aria, acqua, suolo e biodiversità) e per trattare questioni multidimensionali e trasversali quali i progressi verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile o dell'economia circolare;

·forniscono una struttura e migliorano le possibilità di analisi. Le informazioni sono organizzate per sfruttare le sinergie tra i singoli settori tematici. In tal modo è possibile elaborare analisi del rapporto costi-efficacia, modelli di scenari e previsioni. I conti permettono di assegnare le emissioni o l'uso delle risorse alle importazioni, alle esportazioni, al consumo e agli investimenti e di calcolare gli indicatori del tipo d'impronta utilizzando tecniche input-output. Fra le altre applicazioni figurano la misurazione del contributo delle risorse naturali e dell'energia alla crescita economica (contabilità della crescita, analisi disaggregata).

L'approccio contabile è utile perché permette di produrre informazioni di alta qualità (ad esempio integrando dati di base e combinandoli tra loro per ottenere stime affidabili) e di riutilizzare i dati a disposizione per limitare l'onere amministrativo a carico di imprese e cittadini.

A livello europeo, i conti ambientali europei sono alla base della dimensione sovranazionale delle questioni ambientali e garantiscono un approccio sistematico che si estende a tutti gli Stati membri e a tutte le questioni ambientali e che permette di formulare una valutazione strategica e di effettuare confronti fra uno Stato membro e l'altro.

I conti ambientali europei si basano sulla norma internazionale costituita dal quadro centrale del sistema di conti economici ambientali (System of Environmental-Economic Accounting – Central Framework, SEEA CF) 2012 5 . Tale norma è stata elaborata e pubblicata sotto l'egida delle Nazioni Unite, della Commissione europea (Eurostat), dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), del Fondo monetario internazionale e del gruppo della Banca mondiale.

Il regolamento istituisce i conti economici ambientali europei ed è rilevante ai fini del SEE 6 . Esso struttura i conti in moduli, che erano inizialmente tre (allegati da I a III del regolamento):

·conti delle emissioni atmosferiche: le emissioni nell'atmosfera di sei gas a effetto serra (tra cui CO2 e CO2 generata dalla biomassa utilizzata come combustibile) e sette inquinanti atmosferici (tra cui ammoniaca e particelle di polveri sottili), con una ripartizione comprendente 64 industrie responsabili delle emissioni più le famiglie;

·imposte ambientali ripartite per attività economica: imposte ambientali per quattro grandi gruppi: energia, trasporti, inquinamento e risorse, con una ripartizione comprendente 64 industrie paganti più le famiglie e i non residenti;

·conti dei flussi di materia a livello di intera economia: la quantità di input fisici nell'economia, l'accumulo materiale nell'economia e gli output in altre economie o nell'ambiente.

Dal 2013 vige l'obbligo di trasmettere dati alla Commissione (Eurostat) a norma degli allegati da I a III del regolamento.

Nel 2014 sono stati aggiunti gli altri tre moduli seguenti (allegati da IV a VI) 7 :

·conti delle spese per la protezione dell'ambiente: spese sostenute dalle unità economiche a fini di protezione dell'ambiente;

·conti del settore dei beni e dei servizi ambientali: produzione, valore aggiunto ed esportazioni di beni e servizi specificamente progettati e realizzati a fini di protezione dell'ambiente o di gestione delle risorse. Sono compresi i posti di lavoro associati a tali attività;

·conti dei flussi fisici di energia: flussi di energia dall'ambiente verso l'economia (estrazione di risorse naturali), all'interno dell'economia (fabbricazione e uso di prodotti energetici) e dall'economia all'ambiente (scarico di residui energetici).

Dal 2017 vige l'obbligo di trasmettere dati alla Commissione (Eurostat) a norma degli allegati da IV a VI del regolamento.

A ottobre 2019 la Corte dei conti europea ha pubblicato la relazione speciale n. 16/2019 sui conti economici ambientali europei 8 . La Corte ha appurato se la Commissione avesse istituito, gestito e utilizzato in modo soddisfacente i conti ambientali. La Corte ha concluso che i conti ambientali costituiscono una fonte di dati importante per monitorare e valutare le politiche ambientali, come il settimo programma di azione per l'ambiente, e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La Corte ha formulato tre raccomandazioni riguardanti i) il quadro strategico per i conti ambientali, ii) la pertinenza per il processo di definizione delle politiche e iii) la tempestività dei dati. Sebbene alcune delle raccomandazioni coincidano con le attività portate attualmente avanti dalla Commissione (Eurostat) e dagli Stati membri, la relazione della Corte dei conti richiederà un lavoro ulteriore.

3)Attività dalla pubblicazione dell'ultima relazione

Quadro giuridico

Non sono stati adottati nuovi atti giuridici connessi al regolamento dall'ultima relazione di attuazione del 2016.

Metodi di raccolta dei dati e oneri amministrativi

I conti economici ambientali generalmente non richiedono la raccolta di nuovi dati, ma si avvalgono perlopiù di dati esistenti già in possesso delle autorità nazionali, integrati, ove necessario, da stime aggiuntive. Ciò è dovuto al fatto che essi riuniscono dati provenienti da un'ampia gamma di fonti, ad esempio le statistiche di base sull'energia, i trasporti, l'agricoltura, la spesa pubblica e la tassazione e alcune fonti non statistiche, oltre ai dati di contabilità nazionale.

Per soddisfare le prescrizioni in materia di dati stabilite dal regolamento, gli Stati membri possono adeguare i dati esistenti per allinearli con i concetti utilizzati nel quadro centrale del sistema di conti economici ambientali. Gli istituti nazionali di statistica degli Stati membri potrebbero dover svolgere un lavoro specifico a tal fine. Il fatto che i conti economici ambientali riutilizzino dati esistenti significa che l'ulteriore onere di risposta per le imprese e le famiglie è molto limitato, a condizione che le fonti di dati esistano e siano mantenute. I paesi possono anche scegliere di istituire specifici processi di raccolta dei dati per i conti economici ambientali, contribuendo a migliorare la qualità dei dati. Tale azione è stata avviata ad esempio per i conti del settore dei beni e dei servizi ambientali (allegato V del regolamento), per i quali alcuni paesi hanno predisposto indagini mirate a integrazione di altre fonti di dati. Tali indagini hanno cadenza annuale o pluriennale e gli oneri che gravano sulle imprese sono spesso esigui.

Le autorità nazionali (in genere gli istituti nazionali di statistica) svolgono la maggior parte del lavoro necessario a elaborare i conti, che prevede il trattamento dei dati esistenti e il miglioramento del loro potenziale analitico. Si stima che il numero medio di personale necessario per compilare i conti presso ogni autorità nazionale vada da quattro a sei equivalenti a tempo pieno per i sei allegati del regolamento. Esistono differenze fra gli Stati membri a causa delle loro situazioni nazionali, dell'esistenza/entità delle fonti di dati, ecc. I conti apportano un notevole valore aggiunto ai dati di base e incrementano le possibilità di analizzare le influenze reciproche tra gli aspetti contemplati negli allegati (ad esempio emissioni atmosferiche e uso di energia). Varie autorità nazionali hanno utilizzato studi pilota (cofinanziati dalla Commissione) allo scopo di definire i metodi per il trattamento e l'analisi dei dati.

Fattibilità ed efficacia

I moduli stabiliti dal regolamento sono stati testati e sperimentati prima che la Commissione proponesse un quadro giuridico, così da garantirne la fattibilità (cfr. di seguito). Le prove sono eseguite in collaborazione con gli Stati membri al fine di beneficiare delle loro competenze e garantire un'intesa comune sulla fattibilità dei moduli. Studi pilota di ulteriori potenziali nuovi moduli sono attualmente in corso.

L'efficacia dei conti economici ambientali dipende da due fattori: in primo luogo, il modo in cui le informazioni esistenti possono essere riorganizzate in un quadro comune; in secondo luogo, il modo e la misura in cui i conti sono utilizzati.

Per quanto riguarda il primo punto, i conti delle emissioni atmosferiche (allegato I del regolamento) offrono un esempio di come sono state riorganizzate le informazioni esistenti. I conti delle emissioni atmosferiche usano informazioni già raccolte per gli inventari delle emissioni atmosferiche necessari a fini di comunicazione a norma della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e della Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (CLRTAP) della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Ai dati vengono quindi aggiunte ulteriori informazioni al fine di allinearli alle classificazioni e ai concetti utilizzati nei conti nazionali. I conti delle emissioni atmosferiche possono poi essere combinati con le tavole delle interdipendenze settoriali per l'elaborazione delle impronte ambientali; possono essere utilizzati con i conti nazionali per calcolare la misura in cui l'ambiente contribuisce alla crescita economica (analisi disaggregata).

I conti delle emissioni atmosferiche possono essere utilizzati anche insieme ai conti ambientali per altri settori come l'energia o le imposte ambientali. Queste informazioni possono essere usate nei quadri di causalità per descrivere e analizzare le interazioni tra la società e l'ambiente, come il DPSIR (Driving forces, Pressures, State, Impact and Responses) adottato dall' Agenzia europea dell'ambiente .

Per quanto riguarda il secondo punto, i conti ambientali sono alla base del settimo programma di azione per l'ambiente dell'Unione europea fino al 2020, "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta" 9 . I conti economici ambientali sono utilizzati per monitorare i progressi compiuti verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel contesto dell'UE 10 . I conti ambientali sono utilizzati anche per misurare i progressi realizzati nelle politiche dell'UE sull'economia circolare, poiché gli indicatori basati sui conti ambientali fanno parte del quadro di monitoraggio per l'economia circolare dell'Unione europea 11 . Le imposte ambientali (allegato II del regolamento) sono utilizzate negli studi sulla riforma fiscale ambientale 12 .

Qualità dei dati trasmessi dalla pubblicazione dell'ultima relazione

Il regolamento prevede che gli Stati membri e i paesi SEE trasmettano dati a Eurostat 13 . La Svizzera e una serie di paesi candidati e potenziali paesi candidati all'adesione all'UE trasmettono a loro volta alcuni dati su base volontaria. La presente relazione di attuazione si concentra sul primo gruppo di paesi (paesi UE/SEE). Eurostat convalida i dati ricevuti e li pubblica sul proprio sito web 14 , con spiegazioni tecniche (metadati) e una sezione dedicata 15 con informazioni di contesto.

La vasta maggioranza degli Stati membri trasmette sistematicamente insiemi di dati completi entro i termini indicati nel regolamento. Un numero esiguo di Stati membri ha registrato un ritardo, in genere di pochi giorni; soltanto uno Stato membro ha trasmesso i dati con un ritardo maggiore. Tali ritardi non hanno avuto effetti concrei sul trattamento o sulla diffusione dei dati.

Sono stati individuati diversi settori ed elementi specifici per i quali i paesi hanno difficoltà a garantire dati di buona qualità. La Commissione (Eurostat) continua a collaborare con gli Stati membri per risolvere i problemi tecnici. Finché tali criticità non saranno completamente risolte, per ridurre al minimo la perdita di informazioni per gli utilizzatori derivante dalla suddetta trasmissione incompleta dei dati, la Commissione (Eurostat) ha colmato le lacune nei dati trasmessi dagli Stati membri e ha calcolato gli aggregati UE.

Fra le attività svolte tra il 2016 e il 2018 per migliorare la qualità dei dati figurano quelle elencate di seguito.

Per quanto riguarda i conti trasmessi dal 2013, e per i quali è stata maturata una maggiore esperienza, la relazione di attuazione precedente aveva già individuato settori ed elementi specifici per i quali i paesi hanno difficoltà a garantire dati di buona qualità. I problemi indicati nella precedente relazione di attuazione che sono ora risolti o in via di risoluzione sono descritti nel prosieguo.

·Per l'allegato I (conti delle emissioni atmosferiche), i problemi risolti sono: copertura delle emissioni di gas fluorurati. Per l'allegato III (conti dei flussi di materia a livello di intera economia): i) stime per residui delle colture, colture foraggere e biomassa dei pascoli, estrazione di sabbia e ghiaia (con orientamenti e soluzioni proposte in un nuovo manuale Eurostat 16 pubblicato nel 2018 e nuove statistiche di Eurostat disponibili sulla produzione vegetale); ii) l'adeguamento al principio della residenza per tutta l'UE.

·Per l'allegato I, i problemi in via di risoluzione sono: la riconciliazione con le stime prodotte per rispettare gli obblighi di comunicazione stabiliti dall'UNFCCC e dalla CLRTAP (soluzione in fase di preparazione mediante l'uso di banche dati internazionali del trasporto aereo di passeggeri e del trasporto su strada mediante autocarri). Per l'allegato II (imposte ambientali ripartite per attività economica): i) l'attribuzione di entrate fiscali ai non residenti è notevolmente migliorata poiché quasi il 70 % dei paesi sta ora trasmettendo dati completi su questo aspetto; ii) in seguito alle revisioni delle statistiche macroeconomiche, i casi di dati amministrativi di base non adatti sono ormai limitati.

Oltre ad avere affrontato i suddetti problemi, dalla relazione di attuazione del 2016 la qualità dei dati per gli allegati da I a III è stata consolidata i) producendo serie temporali più lunghe, ii) colmando le lacune nei dati, iii) rafforzando la coerenza, iv) migliorando i processi di convalida e diffusione e v) aumentando le attività di trasmissione volontaria di variabili supplementari e ripartizioni al di là delle prescrizioni del regolamento. Inoltre, la diffusione dei dati avviene più rapidamente grazie a stime preliminari speciali basate su modelli da parte di Eurostat e a una trasmissione più tempestiva da parte degli Stati membri.

Per quanto riguarda gli allegati da IV a VI (rispettivamente conti delle spese per la protezione dell'ambiente, conti del settore dei beni e dei servizi ambientali e conti dei flussi fisici di energia), le attività svolte nel periodo 2016-2017 fino al primo termine per la trasmissione dei dati alla fine del 2017 hanno compreso lavori preparatori per la prima raccolta obbligatoria di dati, fra cui i) attività annuali di raccolta volontaria di dati, ii) orientamenti della Commissione (Eurostat), iii) preparazione di manuali, e iv) messa a disposizione di strumenti di compilazione ed erogazione di corsi di formazione. Dal 2018 i corsi di formazione proseguono e l'attività si è concentrata sulla fornitura di riscontri agli Stati membri sulla qualità dei dati trasmessi. Gruppi di esperti ("task force") continuano a dedicarsi allo sviluppo di soluzioni per due questioni metodologiche: i) l'attribuzione delle emissioni del trasporto su strada alla classificazione NACE (riguardante principalmente gli allegati I e VI) e ii) l'aggiornamento della classificazione delle attività economiche ambientali (riguardante gli allegati IV e V).

Complessivamente, nel periodo 2016-2018 la qualità dei dati è migliorata per tutti gli allegati da I a VI. I dati statistici per gli allegati da I a III comunicati dagli Stati membri a norma del regolamento sono di elevata qualità. I dati per gli allegati da IV a VI sono contraddistinti da un livello di maturità minore poiché la trasmissione obbligatoria è iniziata solo nel 2017; fino ad allora, i cicli di raccolta dei dati erano stati solo due. Inoltre, gli allegati IV e V sono più complessi rispetto agli altri e richiedono altre categorie di dati di base. La Commissione prevede che la qualità dei dati per gli allegati da IV a VI migliorerà nei prossimi anni. Vi sono ancora settori in cui sono necessari miglioramenti. La Commissione (Eurostat) continua a collaborare con gli Stati membri per risolvere i problemi tecnici. Sono previste o in fase di attuazione varie misure per il miglioramento della qualità (cfr. la sezione successiva).

4)Misure migliorative

La presente sezione esamina le proposte di introduzione di nuovi moduli di contabilità economica ambientale e le misure adottate per migliorare la qualità dei dati e i relativi metodi di raccolta, come previsto all'articolo 10 del regolamento.

Le iniziative illustrate nella presente sezione sono il risultato di due strategie principali. La prima è la strategia di attuazione 17 per il quadro centrale del sistema di conti economici ambientali, che è la norma statistica internazionale alla quale si attengono i conti economici ambientali europei. Questa strategia di attuazione a livello mondiale raccomanda un approccio modulare e flessibile, al fine di tener conto delle diverse esigenze programmatiche e della disponibilità di vari livelli di dati.

La seconda è la strategia europea per i conti ambientali per il periodo 2019-2023 18 . Si tratta di un programma di lavoro supplementare approvato dalla Commissione (Eurostat) e dagli Stati membri e adottato dal comitato del sistema statistico europeo. Questa strategia coordina gli sforzi europei e apre la strada a eventuali nuovi moduli nel regolamento. Gli obiettivi per il periodo 2019-2023 sono i seguenti:

·continuare a migliorare la qualità dei conti ambientali europei attuali, comprese le serie temporali lunghe e la tempestività;

·comunicare meglio la pertinenza e il contenuto dei conti ambientali europei, anche attraverso la comunicazione dei moduli ambientali come un intero sistema;

·soddisfare le esigenze degli utilizzatori offrendo ulteriori proroghe, applicazioni e indicatori, tra cui impronte, sulla base dei conti ambientali europei attuali;

·valutare l'esigenza di adeguare i conti ambientali europei a nuovi settori e priorità;

·sostenere chi elabora i conti negli Stati membri con risorse finanziarie, corsi di formazione, manuali e strumenti di compilazione;

·contribuire all'ulteriore sviluppo delle norme globali del sistema di conti economici ambientali delle Nazioni Unite e a iniziative globali quali il monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La strategia europea per i conti ambientali non impedisce ai singoli Stati membri di sviluppare anche altri filoni di attività, in base alle rispettive situazioni nazionali, esigenze programmatiche e risorse disponibili.

Proposte di nuovi moduli

L'articolo 10 del regolamento stabilisce che la presente relazione di attuazione, se del caso e tenuto conto dei risultati degli studi pilota, debba essere accompagnata da proposte di nuovi moduli in una serie di settori menzionati 19 .

Si continuano a sviluppare alcuni nuovi conti, compresi quelli elencati all'articolo 10 del regolamento, e a utilizzare il programma di studi pilota istituito a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento. Nel periodo 2016-2018 gli Stati membri hanno sperimentato studi in materia di contabilità degli ecosistemi, sussidi ambientali e trasferimenti analoghi, conti delle risorse idriche nonché conti delle spese di gestione delle risorse.

Oltre ai suddetti studi pilota, sono state svolte altre attività di sviluppo, quali descritte di seguito.

·In materia di sussidi ambientali e trasferimenti analoghi, dal 2015 Eurostat gestisce un'attività di raccolta volontaria di dati alla quale finora hanno partecipato circa 13 Stati membri, ma deve ancora essere raggiunta una massa critica di Stati membri. Più recentemente è stato avviato un lavoro sui sussidi per i combustibili fossili nel contesto degli indicatori degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il settore dei sussidi ambientali è più impegnativo rispetto a quello delle imposte ambientali, in quanto la loro registrazione nelle statistiche sulle finanze pubbliche è più complessa.

·Per quanto riguarda la contabilità degli ecosistemi, si è registrato un considerevole sviluppo, favorito dal progetto INCA 20 della Commissione (fase 1 completata e fase 2 in corso di avanzamento), il cui termine è previsto nel 2020. In questa fase non vi è obbligo di adesione da parte degli Stati membri, che però sono tenuti informati e potranno aderire qualora il progetto risulti efficace. Oltre a INCA, la Commissione (Eurostat) ha contribuito alla pubblicazione delle raccomandazioni tecniche a sostegno della contabilità sperimentale degli ecosistemi del SEEA 21 nel dicembre 2017 e alla revisione della contabilità sperimentale degli ecosistemi del SEEA, il cui termine è previsto entro il 2020 22 .

·Per quanto riguarda i conti delle risorse idriche, la Commissione (Eurostat) ha svolto lavori concettuali sui conti dei flussi fisici dell'acqua, come documentato in un progetto di manuale. Non è stata avviata alcuna raccolta di dati. La Commissione (Eurostat) segue le attività dell'Agenzia europea dell'ambiente per elaborare i conti delle risorse idriche.

·Riguardo ai conti forestali, la Commissione (Eurostat) ha razionalizzato e semplificato un'attività di raccolta volontaria di dati. In alcuni Stati membri partecipanti l'esperienza indica che in passato gli studi pilota non hanno soddisfatto le aspettative degli utilizzatori e il lavoro è stato interrotto a livello nazionale, ma in altri Stati membri la domanda è elevata.

Gli Stati membri sarebbero favorevoli allo sviluppo di nuovi moduli, ma a un ritmo più lento, poiché nutrono preoccupazioni riguardo alle risorse necessarie per l'elaborazione periodica. I moduli che si ritiene producano maggiori benefici al minor costo sono quelli già introdotti nel regolamento. Si reputa che gli altri potenziali nuovi moduli offrano proporzionalmente meno benefici e siano più costosi.

Le priorità riguardanti la pertinenza potrebbero cambiare in futuro. Si stanno registrando molti progressi tecnici, ad esempio in materia di megadati, immagini satellitari (Copernicus), ecc. La richiesta di informazioni per la creazione di processi decisionali è in aumento in settori come quelli connessi agli obiettivi di sviluppo sostenibile, all'economia circolare, al capitale naturale, ecc. La strategia annuale di crescita sostenibile 23 rivolge maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, compresi i cambiamenti climatici, annoverandola fra i suoi obiettivi strategici insieme alla produttività, all'equità e alla stabilità macroeconomica 24 . La Commissione continuerà a monitorare l'attuazione del presente regolamento.

Miglioramento della qualità: attività recenti

Il miglioramento della qualità dei conti continuerà a essere uno dei principali ambiti di intervento negli anni a venire. Sul miglioramento della qualità si è concentrata anche la strategia europea per i conti ambientali. Il miglioramento della qualità aumenta inoltre la pertinenza e permette incrementi di efficienza, riducendo così l'onere amministrativo. Di seguito sono elencate le attività attuali e future.

a)Erogare sovvenzioni per studi pilota e per il miglioramento della qualità. L'articolo 4 del regolamento impone alla Commissione di elaborare un programma di studi pilota da realizzare a opera degli Stati membri su base volontaria. L'obiettivo degli studi è: i) sviluppare metodi di trasmissione dei dati e migliorare la qualità di questi ultimi, ii) produrre serie temporali lunghe, iii) sviluppare i metodi utilizzati per il trattamento dei dati e iv) verificare la fattibilità dell'introduzione di nuovi moduli di contabilità economica ambientale. La Commissione (Eurostat) ha cofinanziato ogni anno studi pilota (ormai fino al 90 % dei costi) e ha pubblicato i risultati sul sito Internet pubblico "Centro risorse di comunicazione e informazione per amministrazioni, imprese e cittadini (Communication and Information Resource Centre for Administrations, Businesses and Citizens, CIRCABC)" 25 . Tali risultati sono tenuti in considerazione in sede di pianificazione dei miglioramenti della qualità e dell'introduzione di nuovi moduli di contabilità economica ambientale.

b)Produrre stime preliminari per ridurre lo scarto temporale nella disponibilità dei dati. I conti ambientali sono stati inizialmente considerati dati strutturali piuttosto dettagliati, che diventano disponibili con tempistiche molto lunghe. La Commissione (Eurostat) e gli Stati membri stanno valutando la possibilità di compilare e trasmettere in anticipo i conti ambientali e stanno inoltre esaminando modalità per produrre stime preliminari per alcuni degli indicatori principali. Queste stime preliminari potrebbero avere un margine di errore più elevato ed essere meno dettagliate rispetto ai dati richiesti a norma del regolamento, ma sembrerebbero offrire importanti informazioni iniziali agli utilizzatori. Le stime preliminari consentono di elaborare statistiche con alcuni mesi di anticipo, senza aumentare l'onere che grava sugli Stati membri. Sono stati compiuti progressi considerevoli per disporre di maggiori e migliori stime preliminari. Pertanto, la Commissione (Eurostat) adesso produce e pubblica stime preliminari dei conti dei flussi di materia a livello di intera economia (allegato III del regolamento) sei mesi dopo la fine dell'anno di riferimento, ossia 18 mesi prima rispetto al termine stabilito dal regolamento. Analogamente, la Commissione (Eurostat) compila stime per i conti delle emissioni atmosferiche (allegato I) 12 mesi dopo la fine del periodo di riferimento, ovvero con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto dal regolamento. Si sta lavorando anche per integrare i dati raccolti in materia di imposte ambientali (allegato II) con i dati sugli elenchi delle imposte nazionali compilati nell'ambito del programma di trasmissione dei dati di contabilità nazionale del SEC2010 26 . La Commissione (Eurostat) sta studiando la fattibilità e la qualità delle stime preliminari per gli altri moduli.

c)Pubblicare manuali e fornire indicazioni metodologiche. Tale materiale di riferimento permette di elaborare le statistiche e aiuta gli statistici sia all'interno che all'esterno dell'UE. Dall'ultima relazione di attuazione del 2016, la Commissione (Eurostat) ha pubblicato i seguenti manuali e orientamenti: i) il Manuale sul settore dei beni e dei servizi ambientali 27 (2016), ii) la Guida pratica sul settore dei beni e dei servizi ambientali 28 (2016), iii) il Manuale sui conti delle spese per la protezione dell'ambiente 29 (2017) e iv) il Manuale sui conti dei flussi di materia a livello di intera economia 30 (2018).

d)Definire norme per le trasmissioni dei dati e le relazioni sulla qualità. Per cercare di garantire una maggiore efficienza e solidità, gli Stati membri e la Commissione (Eurostat) hanno concordato norme per la trasmissione dei dati che, essendo a loro volta allineate alle norme globali elaborate dalle Nazioni Unite, dall'OCSE e dalla Commissione (Eurostat) stessa, permettono di creare banche dati globali di informazioni ambientali. Si sta inoltre abbandonando gradualmente l'utilizzo di Microsoft Word ed Excel per l'elaborazione delle relazioni sulla qualità a favore di relazioni indipendenti da software proprietari.

e)Mantenere le classificazioni. La Commissione (Eurostat) e gli Stati membri mantengono e migliorano due classificazioni utilizzate per gli allegati IV e V: la classificazione delle attività per la protezione dell'ambiente e la classificazione delle attività di gestione delle risorse. Queste classificazioni sono utilizzate anche al di fuori dell'Europa.

f)Fornire strumenti di compilazione. La Commissione (Eurostat) crea strumenti per la compilazione dei conti mettendoli a disposizione degli Stati membri e di altri paesi. Fornisce ad esempio uno strumento informatico, chiamato PEFA-Builder, che compila i conti dei flussi fisici di energia (allegato VI del regolamento) sulla base delle statistiche dell'energia. La Commissione (Eurostat) dispone inoltre di elenchi (classificazioni) aggiornati dei prodotti e delle attività necessari per compilare i conti e fornisce strumenti per calcolare le impronte, che misurano l'impatto globale degli attori economici (imprese, famiglie, governo) sull'ambiente quando utilizzano le risorse naturali. Le impronte sono calcolate combinando i conti economici ambientali con altre statistiche, quali le tavole delle interdipendenze settoriali.

g)Agevolare corsi di formazione nell'ambito del programma europeo di formazione statistica. La Commissione organizza circa cinque corsi di formazione l'anno in materia di conti economici ambientali. Il materiale utilizzato nei corsi passati è pubblicato sul sito CIRCABC 31 .

h)Promuovere lo scambio di esperienze tra paesi. La Commissione (Eurostat) organizza due gruppi di lavoro 32 che si riuniscono ogni anno per condividere esperienze, individuare le migliori pratiche e coordinare le attività migliorative. Vi sono inoltre task force che studiano questioni metodologiche specifiche e propongono raccomandazioni. La Commissione (Eurostat) partecipa alle iniziative internazionali organizzate dall'OCSE, dalla Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite e dalle Nazioni Unite stesse.

5)Conclusioni

La Commissione e gli Stati membri continuano a migliorare i conti ambientali europei a norma del regolamento (UE) n. 691/2011, in particolare:

·rafforzando la qualità e l'efficacia dei dati;

·migliorando la comunicazione;

·sviluppando ulteriori indicatori per soddisfare le esigenze degli utilizzatori; e

·valutando l'esigenza di adeguare i conti ambientali europei a nuovi settori e priorità. 

(1)    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A02011R0691-20140616.
(2)    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1478531808092&uri=CELEX:52016DC0663.
(3)    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:52013DC0864.
(4)      https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2019/IT/COM-2019-640-F1-IT-MAIN-PART-1.PDF.
(5)    http://unstats.un.org/unsd/envaccounting/seea.asp.
(6)

   Comprende la Norvegia e l'Islanda. Al Liechtenstein è stata concessa una deroga totale. L'accordo statistico bilaterale tra la Svizzera e l'Unione europea comprende il regolamento dal dicembre 2019.

(7)

   Regolamento (UE) n. 538/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica il regolamento (UE) n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei.

(8)    https://www.eca.europa.eu/it/Pages/DocItem.aspx?did=51214.
(9)    http://ec.europa.eu/environment/action-programme/.
(10)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-statistical-books/-/KS-01-18-656. Tra gli indicatori basati sui conti ambientali si possono citare, ad esempio, la "produttività delle risorse", il "tasso di utilizzo circolare dei materiali" e la "percentuale delle tasse ambientali sul totale delle entrate da imposte".
(11)     https://ec.europa.eu/eurostat/web/circular-economy/indicators/monitoring-framework . Ad esempio, un indicatore basato sui conti ambientali è il "tasso di utilizzo circolare dei materiali".
(12)    https://ec.europa.eu/environment/integration/green_semester/index_en.htm.
(13)    Per i tre nuovi moduli, Spagna, Francia, Italia e Cipro hanno beneficiato di deroghe a norma della decisione di esecuzione (UE) 2016/335 della Commissione, del 7 marzo 2016, che concede deroghe al regolamento (UE) n. 691/2011 relativo ai conti economici ambientali europei per quanto riguarda la Spagna, la Francia, l'Italia e Cipro (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=uriserv%3AOJ.L_.2016.062.01.0018.01.ITA). Inoltre, l'allegato IV, sezione 5.1, del regolamento (UE) n. 691/2011 concede una deroga per quei codici NACE per i quali gli Stati membri non hanno l'obbligo di raccogliere dati a norma del regolamento (CE) n. 295/2008 relativo alle statistiche strutturali sulle imprese.L'Islanda gode di una deroga temporanea fino al 2019 per la trasmissione dei dati inerenti agli allegati da IV a VI del regolamento, come stabilito in una decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA del 20 ottobre 2015. Al Liechtenstein è stata concessa una deroga totale al regolamento (UE) n. 691/2011, come precisato nella decisione n. 98/2012 del Comitato misto SEE, del 30 aprile 2012, che modifica l'allegato XXI (Statistiche) dell'accordo SEE (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:22012D0098&qid=1579691784018&from=IT).
(14)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/environment/data/database.
(15)    http://ec.europa.eu/eurostat/web/environment/overview.
(16)      https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-18-006.
(17)    http://unstats.un.org/unsd/statcom/doc13/BG-SEEA-Implementation.pdf.
(18)    https://ec.europa.eu/eurostat/documents/1798247/6191525/European+Strategy+for+Environmental+Accounts/.
(19)    Tre dei nuovi settori elencati all'articolo 10 sono stati successivamente integrati negli allegati da IV a VI del regolamento e pertanto non sono candidati a costituire futuri moduli.
(20)    Sistema integrato per la contabilità del capitale naturale e dei servizi ecosistemici; cfr. la descrizione del progetto (http://ec.europa.eu/environment/nature/capital_accounting/pdf/KIP-INCA-ScopingPaper.pdf) e la relazione finale per la fase 1 (http://ec.europa.eu/environment/nature/capital_accounting/pdf/KIP_INCA_final_report_phase-1.pdf).
(21)      https://seea.un.org/sites/seea.un.org/files/technical_recommendations_in_support_of_the_seea_eea_final_white_cover.pdf.
(22)    https://seea.un.org/content/seea-experimental-ecosystem-accounting-revision.
(23)       https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1578392227719&uri=CELEX%3A52019DC0650 .
(24)      https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2019/IT/COM-2019-650-F1-IT-MAIN-PART-1.PDF.
(25)    https://circabc.europa.eu/ui/group/b01d2930-990e-44fb-9121-a9a6b00a1283/library/bfd9a826-38e7-4a02-b7d6-89064f903e51?p=1&n=10&sort=modified_DESC.
(26)    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32013R0549.
(27)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-16-008.
(28)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-16-011.
(29)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-17-004.
(30)    https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-manuals-and-guidelines/-/KS-GQ-18-006.
(31)    https://circabc.europa.eu/w/browse/6ade1ca8-6a06-44bd-bff0-498217d0ec05.
(32)      Gruppo di lavoro "conti ambientali" e gruppo di lavoro "contabilità e statistiche ambientali monetarie".