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SCHEDA DI SINTESI |
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Valutazione d'impatto della proposta di regolamento della Commissione che stabilisce specifiche per la progettazione ecocompatibile di server e prodotti di archiviazione dati a norma della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che modifica il regolamento (UE) n. 617/2013 della Commissione |
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A. Necessità di intervenire |
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Per quale motivo? Qual è il problema da affrontare? Massimo 11 righe |
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Al giorno d'oggi poco più del 50% del consumo di energia elettrica correlato ai centri di elaborazione dati è dovuto al consumo energetico diretto delle apparecchiature informatiche come server e prodotti di archiviazione dati. In genere gli acquirenti di server e prodotti di archiviazione dati non pongono il consumo energetico e il rendimento energetico ai primi posti tra i fattori considerati per l'acquisto, ma si concentrano piuttosto su aspetti quali l'affidabilità o l'accessibilità economica. Ciò avviene a causa di una disinformazione in merito agli aspetti funzionali dei prodotti (come le prestazioni, il rendimento energetico, l'affidabilità ad alte temperature operative), della mancanza di strumenti per la valutazione del costo totale di possesso, di abitudini degli utenti quali, per esempio, la tendenza a scegliere determinate marche e soluzioni specifiche, di aspetti organizzativi (separazione tra le risorse disponibili per l'acquisto, solitamente un importo specifico stanziato per le tecnologie informatiche, e le spese operative, che ricadono invece nel bilancio amministrativo). Ne deriva una scarsa penetrazione nel mercato di tecnologie per il risparmio energetico improntate al rapporto costi/benefici; questa situazione persiste nonostante la disponibilità di tecnologie affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico. Per quanto riguarda l'efficienza dei materiali, la carenza del mercato è dovuta a vari fattori che ostacolano un elevato tasso di riutilizzo e riciclo: la difficoltà a smontare e separare i prodotti, la mancanza di informazioni sulle materie prime essenziali integrate, la mancanza di un metodo standardizzato di cancellazione dei dati e l'indisponibilità di aggiornamenti dei firmware. |
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Qual è l'obiettivo dell’iniziativa? Massimo 8 righe |
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Gli obiettivi generali dell'iniziativa sono contribuire agli obiettivi energetici e climatici dell'UE entro il 2030 e agli obiettivi dell'economia circolare (alla luce del piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare), garantendo al tempo stesso il funzionamento del mercato interno. Più in particolare, l'iniziativa è destinata a sensibilizzare in merito al rendimento energetico e alle prestazioni ambientali dei server e dei prodotti di archiviazione dati e a facilitare il confronto tra prodotti corrispondenti tra gli utenti, a completare/integrare le disposizioni del programma Energy Star dell'UE e a rimuovere progressivamente dal mercato dell'UE i prodotti meno performanti. Ciò a sua volta ridurrà il consumo energetico e le emissioni di gas a effetto serra e aumenterà la circolarità dei prodotti interessati. |
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Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE? Massimo 7 righe |
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I server e i prodotti di archiviazione dati interessano un mercato globale e, a livello UE, un numero ristretto di grandi fabbricanti globali occupa più di tre quarti del mercato dell'UE; un'azione dell'UE sarebbe pertanto più efficiente in termini di costi. La tecnologia di questi prodotti, infatti, è estremamente complessa, e sarebbe particolarmente difficile per gli Stati membri elaborare sistemi e regolamenti nazionali, mentre un'azione dell'UE eliminerebbe i costi aggiuntivi necessari in ciascuno Stato membro per regolamentare una tecnologia che non presenta variazioni da paese a paese. I fabbricanti ritengono che l'esistenza di sistemi e regolamenti nazionali comporterebbe maggiori ostacoli e oneri amministrativi per l'accesso a ogni mercato nazionale e preferirebbero conformarsi a una normativa applicabile in tutta l'Unione. |
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B. Soluzioni |
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Quali opzioni strategiche legislative e di altro tipo sono state prese in considerazione? Ne è stata prescelta una? Per quale motivo? Massimo 14 righe |
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Sono state accantonate soluzioni quali l'autoregolamentazione e l'etichettatura energetica, poiché, da un lato, l'industria non ha proposto nessun tipo di autoregolamentazione e, dall'altro lato, i server e i prodotti di archiviazione dati sono prevalentemente prodotti B2B. A parte il mantenimento dello status quo (ossia nessuna azione da parte dell'UE), sono state vagliate le seguenti opzioni: Opzione 3.1 Regolamento sulla progettazione ecocompatibile, specifiche meno rigorose per le unità di alimentazione (PSU) a 2 livelli, informazioni sul consumo energetico e sull'efficienza dei server. Opzione 3.2 Regolamento sulla progettazione ecocompatibile, specifiche per le unità di alimentazione a 3 livelli, informazioni sulla classe di condizione operativa, sul consumo energetico e sull'efficienza dei server 1 , limite massimo di consumo allo stato inattivo e prescrizioni relative all'efficienza dei materiali. Opzione 3.3 Regolamento sulla progettazione ecocompatibile, specifiche più rigorose per le unità di alimentazione, prescrizioni obbligatorie sulla classe di condizione operativa e sull'efficienza dei server, informazioni sul consumo energetico, prescrizioni relative all'efficienza dei materiali. Opzione 5 Requisiti ENERGY STAR obbligatori, specifiche relative alle unità di alimentazione a 1 livello, informazioni sul consumo energetico, sull'efficienza dei server e sulla classe di condizione operativa, limite massimo di consumo allo stato inattivo. È stata scelta l'opzione 3.2 poiché consente un elevato risparmio ambientale senza gravare sull'industria e sugli utenti finali con oneri economici ingenti. Quanto all'opzione 3.3, benché generi i maggiori risparmi energetici a lungo termine (a partire dal 2030), essa impone considerevoli oneri all'industria e agli utenti finali negli anni immediatamente successivi all'entrata in vigore del regolamento, al punto che il risparmio cumulativo sui costi per tutti gli utenti finali dell'UE rimarrebbe negativo fino al 2027. |
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Chi sono i sostenitori delle varie opzioni? Massimo 7 righe |
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Le ONG ambientalistiche e dei consumatori, nonché le associazioni che rappresentano le imprese di riparazione, hanno accolto con favore le iniziative della Commissione sulle eventuali specifiche per la progettazione ecocompatibile di server e prodotti di archiviazione dati. Gli Stati membri dell'UE hanno accolto prudentemente le iniziative della Commissione, esprimendo preoccupazioni specificamente correlate alla loro efficacia giuridica. Gli organismi di normazione hanno collaborato per tutta la durata del processo. I principali soggetti industriali sosterrebbero in linea generale le prescrizioni relative all'efficienza energetica allo stato attivo, ma hanno espresso dubbi in merito ai requisiti quantitativi sul consumo energetico allo stato inattivo e sugli obblighi in materia di efficienza dei materiali. Le PMI condividono l'idea che le soluzioni regolamentari non devono comportare un incremento dei costi dei prodotti. |
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C. Impatto dell'opzione prescelta |
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Quali sono i vantaggi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest’ultima, delle opzioni principali)? Massimo 12 righe |
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La valutazione d'impatto mostra che un eventuale regolamento sui server e i prodotti di archiviazione dati ispirato all'opzione 3.2 può far conseguire risparmi energetici entro il 2030 fino a 9 TWh/a (pari a circa il consumo annuo di energia elettrica dell'Estonia nel 2014) e determinare riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra fino a 3 Mton CO2eq/anno. In uno scenario di questo genere, le specifiche relative all'efficienza dei materiali permetterebbero una riduzione aggiuntiva del 7% di CO2eq/a. Il risultato sarebbe positivo anche in termini di accessibilità economica: gli utenti finali di server e prodotti di archiviazione dati beneficerebbero della misura proposta anche attraverso risparmi monetari annuali che nel 2030 raggiungerebbero i 2 miliardi di EUR. Tra gli altri effetti positivi si annoverano una maggiore comparabilità dei prodotti presenti sul mercato dal punto di vista dell'impatto ambientale (come il rendimento energetico dei server) e un aumento dei ricavi e dei profitti delle imprese indipendenti (come le PMI) che operano nel settore della riparazione e della rimessa a nuovo dei prodotti. |
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Quali sono i costi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest’ultima, delle opzioni principali)? Massimo 12 righe |
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Per l'opzione 3.2 prescelta è previsto un costo di miglioramento associato al raggiungimento di una maggiore efficienza delle unità di alimentazione, stimato in 10 EUR per unità di alimentazione per il passaggio dalla classe 80 PLUS Silver alla classe Gold, in 17 EUR per il passaggio dalla classe Gold a quella Platinum e in 23 EUR per raggiungere la classe 80 PLUS Titanium. Si calcola che i costi associati al miglioramento della temperatura di regime ammontino a 150 EUR per unità di vendita, che approssimativamente equivale al prezzo di una ventola ad alte prestazioni. Il miglioramento del consumo energetico allo stato inattivo determinerebbe un costo aggiuntivo di entità compresa fra lo 0,2% e lo 0,35% del prezzo del server per aumentare l'efficienza della CPU. Si calcola che le specifiche relative all'efficienza dei materiali imporrebbero approssimativamente 8 EUR di spese aggiuntive per ciascun server o prodotto di archiviazione dati. L'incremento complessivo dei costi di acquisto dei prodotti dovuti a tali miglioramenti corrisponderebbe a circa 41 milioni di EUR nel 2030 per l'UE. I costi delle prove associate alla misurazione dell'efficienza del server ammonterebbero approssimativamente a 21 000 EUR per impresa con 15 modelli di server. Per le imprese di grandi dimensioni si calcola che il costo delle prove di conformità equivarrebbe a circa 30 000 EUR per impresa con 25 modelli di server. Il costo unitario delle prove associate alla temperatura di regime sarebbero dell'ordine di 1 000 EUR. |
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Quale sarà l'incidenza su aziende, PMI e microimprese? Massimo 8 righe |
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Il regolamento proposto si applica pienamente alle microimprese e alle PMI responsabili della fabbricazione e dell'assemblaggio finale dei server e dei prodotti di archiviazione dati (che stando alle stime degli esperti rappresentano approssimativamente il 20% di tutte le PMI del settore). Tali PMI sarebbero interessate da un aumento dei costi delle prove e dei costi di miglioramento. Tuttavia, parte di tali spese sarebbe trasferita agli utenti finali. Si calcola inoltre che un terzo delle PMI del settore sia coinvolto in attività di riparazione; tali imprese trarrebbero enorme vantaggio dall'introduzione di specifiche sull'efficienza dei materiali. |
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L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo? Massimo 4 righe |
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Il tipo di atto normativo è un regolamento direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. Tale formato garantirebbe l'assenza di spese correlate al recepimento della normativa a carico delle amministrazioni nazionali. Le attività di vigilanza dei mercati comporterebbero costi per le prove e per il personale. |
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Sono previsti altri impatti significativi? Massimo 6 righe |
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Non si prevedono impatti negativi sulla funzionalità, la salute e la sicurezza. |
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D. Tappe successive |
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Quando saranno riesaminate le misure proposte? Massimo 4 righe |
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L'eventuale regolamento su server e prodotti di archiviazione dati dovrà essere rivisto entro 4 anni dall'entrata in vigore del primo regolamento alla luce dei risultati raggiunti, dell'esperienza acquisita nella sua applicazione, degli sviluppi internazionali e dei progressi tecnologici. |