COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 20.11.2019
COM(2019) 910 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
Relazione della Commissione al Consiglio, ai sensi dell'articolo -11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97, sulla missione di sorveglianza rafforzata effettuata in Romania il 25 settembre 2019
La presente relazione sulla missione di sorveglianza rafforzata effettuata in Romania è trasmessa al Consiglio ai sensi dell'articolo -11, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1466/97
. Come previsto all'articolo -11, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1466/97, le conclusioni provvisorie della missione sono già state trasmesse alle autorità rumene per consentire loro di formulare osservazioni.
Romania – Procedura per deviazione significativa
Missione di sorveglianza rafforzata, 25 settembre 2019
Relazione
1. Introduzione
La Romania è oggetto di procedure per deviazione significativa dalla primavera 2017. Sia nel giugno 2017 che nel giugno 2018 il Consiglio ha constatato, a norma dell'articolo 121, paragrafo 4, del trattato, che rispettivamente nel 2016 e 2017 in Romania vi era stata una deviazione significativa rispetto all'obiettivo di bilancio a medio termine e rispetto al percorso di avvicinamento a tale obiettivo. Il Consiglio ha formulato raccomandazioni che invitavano la Romania ad adottare gli interventi necessari per correggere tali deviazioni. Entrambe le raccomandazioni sono state rivedute sei mesi dopo, quando il Consiglio ha concluso che la Romania non aveva dato seguito effettivo alle raccomandazioni di giugno. La Romania non ha dato seguito nemmeno alle raccomandazioni rivedute.
A seguito della deviazione significativa del 2018, è stata avviata una nuova procedura per deviazione significativa nella primavera 2019. Il 5 giugno 2019 la Commissione ha rivolto un avvertimento alla Romania secondo il quale nel 2018 lo Stato membro si era nuovamente discostato dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine e ha proposto al Consiglio di avviare una nuova procedura per deviazione significativa. Nella sua nuova raccomandazione, approvata il 14 giugno, il Consiglio ha invitato la Romania a prendere le misure necessarie per garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi il 4,5 % nel 2019 e il 5,1 % nel 2020, corrispondenti a un aggiustamento strutturale annuo dell'1,0 % del PIL nel 2019 e dello 0,75 % del PIL nel 2020.
Questa relazione presenta i risultati della missione di sorveglianza rafforzata in Romania che ha avuto luogo il 25 settembre 2019. La missione è stata fondata sull'articolo -11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97. Nel suo ambito si sono svolti incontri con Daniela Pescaru e Tiberiu Valentin Mavrodin, sottosegretari del ministero delle Finanze, Mirela Călugăreanu, a capo dell'amministrazione fiscale (ANAF), Mugur Isărescu, governatore della Banca nazionale di Romania, e Daniel Dăianu, presidente del Consiglio di bilancio della Romania, accompagnati dai rispettivi funzionari. Come in analoghe missioni precedenti, lo scopo era di discutere le misure di bilancio previste dalle autorità, sottolineare l'esistenza di rischi di bilancio e incoraggiare il rispetto della raccomandazione relativa alla procedura per deviazione significativa. La presente relazione si basa sulle informazioni ottenute fino alla missione e nel corso del suo svolgimento.
2. Risultati della missione
Le autorità non intendono dare seguito alla raccomandazione relativa alla procedura per deviazione significativa. I rappresentanti del ministero delle Finanze hanno spiegato che il governo non ha in programma un aggiustamento strutturale nel 2019 o nel 2020. Le autorità rumene continuano a concentrarsi sul mantenimento del disavanzo nominale al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato, prefiggendosi così di evitare il braccio correttivo del patto di stabilità e crescita. La modifica del bilancio 2019, adottata nell'agosto 2019, ha confermato l'obiettivo di disavanzo nominale del 2,76 % del PIL in termini di cassa (2,78 % del PIL in termini SEC). Il governo rumeno ha già approvato i massimali di spesa per il prossimo bilancio 2020 e ha fornito le stime a medio termine. Per il disavanzo nominale sono fissati gli obiettivi del 2,92 % del PIL nel 2020, del 2,99 % nel 2021, del 2,74 % nel 2022 e del 2,40 % nel 2023. Nell'ambito della missione il ministero non ha comunicato gli obiettivi di disavanzo strutturale, tuttavia ha spiegato che dai summenzionati obiettivi di disavanzo nominale consegue che l'aggiustamento strutturale avrà inizio solo nel 2022. I ministeri competenti stanno preparando piani di spesa concreti entro i massimali di spesa approvati.
Il conseguimento dell'obiettivo di bilancio 2019 è a rischio. Nel periodo gennaio-agosto 2019 il disavanzo pubblico in termini di cassa ha superato di 0,6 punti percentuali di PIL quello del corrispondente periodo dell'anno precedente (il disavanzo pubblico in termini di cassa dell'intero 2018 è stato pari al 2,9 % del PIL). Secondo il Consiglio di bilancio, si rischia seriamente di superare l'obiettivo di disavanzo 2019 e addirittura il valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato. Questo in ragione della sopravvalutazione delle entrate (in particolare del gettito IVA e dei contributi sociali) e della sottostima della spesa per prestazioni sociali e beni e servizi. Il Consiglio di bilancio stima che, se non vengono adottate misure compensative aggiuntive credibili, nel 2019 il disavanzo di bilancio potrebbe collocarsi tra il 3,4 % e il 3,7 % del PIL. Il Consiglio di bilancio ha osservato che il governo vorrebbe probabilmente tentare di controllare il disavanzo nominale tramite il taglio degli investimenti pubblici, che sono già prossimi a livelli minimi record, e altre misure di minore impatto.
La nuova legge sulle pensioni comporta un significativo rischio al rialzo per il disavanzo pubblico a partire dal 2020. La legge, in vigore dal giugno 2019, prevede consistenti aumenti annui ad hoc del valore del punto di pensione (il parametro principale utilizzato per l'indicizzazione delle pensioni di vecchiaia) nel periodo 2019-2021, tra cui un aumento del 40 % nel settembre 2020. Prevede inoltre generose modifiche della formula standard di indicizzazione delle pensioni e una rivalutazione delle pensioni esistenti a partire dal 2022. Secondo le stime ufficiali del governo figuranti nella relazione di accompagnamento, la legge farà aumentare la spesa pubblica in misura pari allo 0,8 % del PIL nel 2019, al 2,3 % nel 2020 e al 4,9 % nel 2021, rispetto al livello nominale del 2018. I funzionari del ministero delle Finanze hanno dichiarato che la strategia di bilancio per i prossimi anni prevede un margine di bilancio sufficiente per far fronte a tali costi, grazie al maggiore rispetto degli obblighi fiscali e al blocco della spesa. Gli stessi funzionari si sono offerti di dare più ampie informazioni in occasione della prossima visita prevista della Commissione. I partecipanti alla missione hanno sottolineato che non è chiaro come la nuova legge sulle pensioni (in particolare l'aumento pensionistico del 40 %) possa essere applicata senza la modifica del suo calendario di attuazione. Secondo il Consiglio di bilancio e la Banca nazionale di Romania, l'attuazione della legge sulle pensioni nei tempi previsti dal legislatore non è compatibile con il mantenimento del disavanzo nominale entro il valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato.
La presidente dell'amministrazione fiscale (ANAF) ha presentato una panoramica dei provvedimenti in programma e degli obiettivi di incremento della riscossione. Tra questi, la nomina di un nuovo consiglio consultivo, la semplificazione delle dichiarazioni dei redditi e dei pagamenti, misure relative ai prezzi di trasferimento, la definizione di criteri per differenziare il trattamento dei contribuenti in base al rischio fiscale, la riorganizzazione delle risorse dell'amministrazione fiscale (ANAF) a favore delle sedi regionali che ne hanno maggiormente bisogno (ad esempio Bucarest), nuovi audit fiscali basati sull'analisi integrata dei rischi, aggregazione e analisi dei dati desunti dai registratori di cassa elettronici, maggiore digitalizzazione dell'amministrazione fiscale (ANAF), messa a punto di un sistema di monitoraggio delle merci trasportate e stima del divario dell'IVA. I partecipanti alla missione hanno apprezzato l'impegno, ma hanno avvisato che per conseguire un maggiore rispetto degli obblighi fiscali ci vuole tempo e che comunque il gettito potrebbe non essere sufficiente per finanziare gli aumenti delle pensioni previsti dalla legge. Il Consiglio di bilancio ritiene che, secondo i dettami del principio di prudenza in materia di bilancio, il potenziale impatto positivo sul bilancio delle misure volte a migliorare la riscossione non deve essere preso in conto ex ante nella proiezione delle entrate di bilancio.
Il Consiglio di bilancio ha espresso timori per la struttura delle finanze pubbliche e la Banca nazionale di Romania ha espresso preoccupazione per l'impatto dei disavanzi di bilancio sulla politica monetaria. Il Consiglio di bilancio teme che le entrate di bilancio non siano sufficienti per finanziare la spesa pubblica necessaria. Le entrate fiscali sono molto basse, a causa delle basse aliquote legali e della scarsa osservanza degli obblighi fiscali, come dimostrato dall'importante divario dell'IVA. La Romania dovrebbe trarre insegnamenti dalle esperienze positive maturate nell'ambito del miglioramento della riscossione da altri paesi della regione, come la Bulgaria e la Polonia. La Banca nazionale di Romania condivide questa analisi e individua nel basso gettito fiscale e nella scarsa qualità della spesa pubblica i principali problemi strutturali delle finanze pubbliche. La Banca nazionale di Romania è preoccupata che elevati disavanzi e una politica di bilancio espansiva complichino la conduzione della politica monetaria.