28.9.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 348/1


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA CORTE DEI CONTI

Conti annuali consolidati dell’Unione europea 2017

(2018/C 348/01)

INDICE

PREMESSA 2
QUADRO POLITICO, GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ DELL’UNIONE EUROPEA 4
NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AI CONTI CONSOLIDATI 9
FATTI SALIENTI DELL’ESERCIZIO FINANZIARIO 2017 10
BILANCIO CONSOLIDATO E NOTE ESPLICATIVE 12
STATO PATRIMONIALE 13
PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO 14
RENDICONTO FINANZIARIO 15
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DELL’ATTIVO NETTO 16
NOTE AL BILANCIO 17
DISCUSSIONE E ANALISI DEL BILANCIO 92
RELAZIONE SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO E NOTE ESPLICATIVE 109
GLOSSARIO 166
ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI 170

PREMESSA

Sono lieto di presentare i conti annuali dell’Unione europea — Esercizio 2017. Offrono una panoramica completa delle finanze dell’UE e dell’attuazione del bilancio UE per l’ultimo esercizio finanziario, comprese informazioni su passività potenziali, impegni finanziari e altre obbligazioni dell’Unione. I conti, che riflettono la natura pluriennale delle attività dell’Unione, offrono spiegazioni sui principali dati finanziari e sulla loro evoluzione. I conti annuali consolidati dell’Unione europea sono parte integrante del pacchetto integrato di informativa finanziaria della Commissione e costituiscono una parte essenziale del nostro sistema altamente sviluppato di contabilità finanziaria.

Mentre il 2016 è stato un anno all’insegna dei dubbi per il progetto europeo, anche a seguito della decisione del Regno Unito di recedere dall’Unione, il 2017 è stato caratterizzato da speranze e prospettive rinnovate.

Il 60o anniversario del trattato di Roma ha fatto da sfondo a un periodo di profonda riflessione sul futuro dell’Europa. Abbiamo approfittato di tale opportunità per riaffermare il nostro impegno nei confronti dei valori dell’Unione e definire le priorità dell’Unione a 27.

Nel 2017, l’Unione europea ha incentrato la propria azione sul rendere la crescita economica più sostenibile. I tassi di crescita dell’UE e della zona euro hanno superato le aspettative registrando una crescita del 2,4 %, il livello più elevato degli ultimi dieci anni . Ciononostante, l’UE ha dovuto far fronte a una serie di sfide legate alla competitività, alla migrazione o alla sicurezza, e affrontare una serie di gravi catastrofi naturali.

Il bilancio dell’UE rappresenta una risorsa unica per l’Unione che traduce le sue ambizioni in risultati concreti sul campo. Integra i bilanci nazionali apportando il valore aggiunto europeo in ambiti nei quali una risposta coordinata rappresenta il modo più efficiente ed efficace per realizzare le nostre priorità.

Il 2017 è stato il quarto anno di esecuzione dell’attuale quadro finanziario pluriennale; tutti i programmi finanziari sono ora a pieno regime. Al tempo stesso, si conferma ancora una volta l’importanza di adottare un approccio flessibile nell’attuazione del bilancio, in considerazione delle numerose sfide inattese. La revisione di medio termine del QFP ha messo a disposizione ulteriori strumenti per far fronte alle circostanze impreviste.

Il bilancio adottato nel 2017 si è incentrato su due principali priorità strategiche per l’Europa: sostenere la ripresa in corso dell’economia europea e affrontare la crisi della migrazione e dei rifugiati. Ha garantito l’attuazione dei programmi in corso da un lato e fornito il sostegno finanziario necessario a far fronte alle nuove sfide dall’altro.

Pressoché metà dei fondi, ovvero 83,2 miliardi di EUR di impegni, hanno favorito la crescita, l’occupazione e la competitività. Gli impegni hanno compreso finanziamenti per ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte 2020, istruzione nel quadro di Erasmus+, piccole e medie imprese nell’ambito del programma COSME e infrastrutture in seno al meccanismo per collegare l’Europa (MCE). Inoltre, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ha permesso l’attuazione del piano di investimenti per l’Europa, mentre i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) hanno favorito la convergenza tra Stati membri e regioni.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha già attivato investimenti per oltre 287 miliardi di EUR e contribuito a creare oltre 300 000 posti di lavoro. A dicembre 2017, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso di aumentare ed estendere il fondo al fine di catalizzare investimenti fino a 500 miliardi di EUR entro il 2020. Il fondo di garanzia FEIS, istituito dalla Commissione per fornire una riserva di liquidità in caso di attivazioni delle garanzie da parte del gruppo BEI per i suoi investimenti, ha raggiunto i 3,5 miliardi di EUR alla fine del 2017.

54 miliardi di EUR sono stati stanziati a favore di programmi che mirano a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, ivi compresi il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo. L’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, che ha registrato un’accelerazione nella sua attuazione nel 2017, mira a diminuire la disoccupazione giovanile nell’Unione europea. Entro la fine del 2017 i costi totali ammissibili degli interventi selezionati per il sostegno sono stati di poco inferiori a 7 miliardi di EUR. Gli Stati membri sostengono che 1,7 milioni di giovani hanno già beneficiato dell’assistenza fornita da tale iniziativa.

Il bilancio dell’UE è inoltre servito come strumento di solidarietà grazie, ad esempio, agli 1,2 miliardi di EUR mobilitati nell’ambito del Fondo di solidarietà dell’UE, la somma più elevata mai stanziata in un unico importo, in seguito agli eventi sismici del 2016 e del 2017 nelle regioni italiane di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

58,6 miliardi di EUR sono stati stanziati per la promozione della crescita sostenibile e la conservazione delle risorse naturali europee. I programmi hanno compreso i pilastri della politica agricola comune (PAC) delle misure di sostegno al mercato e sviluppo rurale, della pesca e delle attività per il clima e l’ambiente nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima.

Il bilancio dell’UE ha altresì continuato a sostenere la risposta europea complessiva alla crisi migratoria e la gestione dei confini esterni dell’UE. Il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) ha promosso la gestione efficiente dei flussi migratori e lo sviluppo di un approccio comune dell’UE alle questioni legate all’asilo e alle migrazioni. I pagamenti totali eseguiti nel 2017 sono stati pari a 576,2 milioni di EUR, pressoché raddoppiando la cifra registrata nel 2016. Finanziata con risorse del bilancio dell’UE, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera con il suo mandato più ampio ha rafforzato in modo significativo la propria presenza ai confini esterni dell’UE per sostenere gli Stati membri nelle loro attività di gestione delle frontiere e attuare congiuntamente una gestione integrata delle frontiere a livello dell’UE.

Il bilancio dell’UE ha altresì permesso all’Unione di svolgere un ruolo forte oltre i confini dell’Europa durante un periodo di turbolenza nei paesi vicini. Da ultimo, il bilancio dell’UE ha contribuito alla risposta europea a sfide globali, quali i cambiamenti climatici, integrando le azioni di mitigazione e adattamento in tutti i principali programmi di spesa dell’UE, con il contributo complessivo di bilancio all’integrazione della dimensione climatica stimato al 20,3 % per il 2017.

Un bilancio dell’Unione dai risultati ottimali è sempre stata una priorità della Commissione Juncker, sin dal primo giorno del suo insediamento. Sosteniamo con forza l’attenzione crescente posta da Parlamento europeo, Stati membri e Corte dei conti europea non solo sulle modalità di attuazione dei programmi, ma anche sulla verifica che tali programmi producano risultati in ambiti di reale interesse per i cittadini europei.

La Commissione continuerà a svolgere il suo ruolo, insieme all’autorità di bilancio, di sfruttare il potenziale del bilancio dell’UE di investire nella crescita, creare posti di lavoro e affrontare le nostre sfide comuni.

Günther H. Oettinger

Commissario per il bilancio e le risorse umane della Commissione europea

QUADRO POLITICO, GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ DELL’UNIONE EUROPEA

L’Unione europea (UE) è un’unione cui 28 (1) paesi europei (gli Stati membri) hanno attribuito competenze per realizzare obiettivi comuni. L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata da pluralismo, non discriminazione, tolleranza, giustizia, solidarietà e parità tra uomini e donne.

1.   QUADRO POLITICO

Trattati UE

Gli obiettivi e i principi generali che guidano l’Unione e le istituzioni europee sono definiti nei trattati. L’Unione e le istituzioni dell’UE possono agire solo nei limiti delle competenze attribuite dai trattati per raggiungere gli obiettivi da questi stabiliti, e devono farlo in conformità con i principi di sussidiarietà e proporzionalità (2). Per conseguire i suoi obiettivi e attuare le sue politiche, l’Unione si dota dei necessari mezzi finanziari. La Commissione è responsabile dell’attuazione degli obiettivi in collaborazione con gli Stati membri e conformemente al principio della sana gestione finanziaria.

L’UE persegue gli obiettivi stabiliti dal trattato con una serie di strumenti, uno dei quali è il bilancio dell’UE. Essa può anche, ad esempio, presentare proposte legislative o perseguire strategie politiche.

Strategia Europa 2020

La strategia Europa 2020, approvata nel 2010 dai capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’UE definisce a livello dell’UE una strategia decennale per l’occupazione e la crescita per l’UE (3). La strategia presenta tre priorità che si rafforzano a vicenda: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, nonché cinque obiettivi principali per l’UE. Il suo successo dipende dall’azione collettiva di tutti gli attori dell’Unione.

Il bilancio dell’UE è solo una delle leve a disposizione dell’UE per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020. Un ampio ventaglio di azioni è attuato a livello nazionale, dell’UE e internazionale per conseguire risultati concreti in relazione alla strategia Europa 2020.

Le priorità politiche della Commissione

Le priorità politiche della Commissione sono definite negli orientamenti politici stabiliti dal Presidente della Commissione, che forniscono una tabella di marcia per l’azione della Commissione pienamente coerente e compatibile con la strategia Europa 2020 in quanto strategia di crescita a lungo termine dell’UE.

LE 10 PRIORITÀ

Il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti.

Un accordo realistico ed equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti.

Un mercato unico del digitale connesso.

Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia.

Un’Unione dell’energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici.

Verso una nuova politica della migrazione.

Un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida.

Un ruolo più incisivo dell’Europa a livello mondiale.

Un’Unione economica e monetaria (UEM) più profonda e più equa.

Un’Unione di cambiamento democratico.

Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (4)

Il bilancio dell’UE svolge un ruolo fondamentale nell’ambito di numerose sfide legate alla sostenibilità, che spaziano dalla disoccupazione giovanile all’invecchiamento della popolazione, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento, all’energia sostenibile e alla migrazione. L’attuale Commissione tiene conto dello sviluppo sostenibile in progetti trasversali fondamentali, nonché in politiche e iniziative settoriali. Le politiche finanziate dal bilancio dell’UE sono attuate conformemente al quadro finanziario pluriennale (QFP) e alla corrispondente legislazione di settore che definisce i programmi di spesa.

Quadro finanziario pluriennale e programmi di spesa

Il quadro finanziario pluriennale traduce le priorità politiche dell’UE in termini finanziari per un periodo sufficientemente lungo per essere efficace e per offrire ai beneficiari dei fondi dell’UE e delle autorità nazionali di cofinanziamento una visione coerente a lungo termine. Fissa importi massimi annui (massimali) della spesa dell’UE, nel suo complesso e per le principali categorie di spesa (rubriche). La somma dei massimali di tutte le rubriche corrisponde al massimale totale degli stanziamenti di impegno.

Il quadro finanziario pluriennale è adottato all’unanimità e sancisce l’accordo di tutti gli Stati membri a favore del rispetto degli obiettivi e dei livelli di spesa stabiliti (livello massimo di impegni di bilancio e pagamenti), con il consenso del Parlamento europeo. La Commissione è responsabile della gestione e dell’attuazione del bilancio dell’UE e dei programmi adottati dal Parlamento e dal Consiglio. Gran parte delle attività di attuazione e spesa effettive (circa il 75 %) è svolta dalle autorità nazionali e locali, tuttavia la Commissione è responsabile della relativa supervisione. La Commissione gestisce il bilancio sotto l’occhio vigile della Corte dei conti europea. Obiettivo di entrambe le istituzioni è garantire una sana gestione finanziaria.

Accordo interistituzionale

Il quadro finanziario pluriennale è integrato dall’accordo interistituzionale (5), un accordo politico siglato tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione. L’obiettivo di tale accordo, adottato nel 2013 in conformità all’articolo 295 del TFUE, è implementare la disciplina di bilancio, migliorare il funzionamento della procedura annuale di bilancio e la cooperazione tra le istituzioni in materia di bilancio, nonché garantire una sana gestione finanziaria.

Bilancio annuale

Il bilancio annuale è predisposto dalla Commissione e di norma approvato a metà dicembre dal Parlamento europeo e dal Consiglio, secondo la procedura di cui all’articolo 314 del TFUE. Secondo il principio dell’equilibrio di bilancio, il totale dei proventi dell’esercizio deve essere uguale al totale delle spese (stanziamenti di pagamento).

Le principali fonti di finanziamento dell’UE sono le entrate provenienti dalle risorse proprie, integrate da altre entrate. Tre sono le categorie di risorse proprie: le risorse proprie tradizionali (ossia i dazi doganali e i contributi zucchero), la risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) e la risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL). Le altre entrate, derivanti dalle attività dell’UE (ad esempio, le ammende in materia di concorrenza), rappresentano di norma meno del 10 % delle entrate totali. L’importo complessivo delle risorse proprie necessario per finanziare il bilancio si calcola detraendo dalle spese totali le altre entrate. L’importo totale delle risorse proprie non può superare l’1,20 % della somma dei redditi nazionali lordi (RNL) degli Stati membri.

Le spese operative dell’UE coprono le varie rubriche del quadro finanziario pluriennale e assumono forme diverse a seconda delle modalità di pagamento e di gestione del denaro. L’esecuzione del bilancio dell’UE avviene secondo tre modalità di gestione:

Gestione concorrente: tale metodo prevede che i compiti di esecuzione del bilancio siano delegati agli Stati membri. Circa il 75 % delle spese rientra in questa categoria, che comprende settori quali la spesa agricola e le azioni strutturali.

Gestione diretta: in questo caso l’esecuzione del bilancio è affidata direttamente ai servizi della Commissione.

Gestione indiretta: si riferisce ai casi in cui la Commissione conferisce i compiti di esecuzione del bilancio a soggetti terzi, quali le agenzie di regolazione dell’UE, od organizzazioni internazionali.

Regolamento finanziario

Il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale, che definisce le norme finanziarie dell’UE è un atto centrale nel quadro normativo delle finanze dell’UE che definisce le regole finanziarie dell’UE applicabili al bilancio dell’UE.

2.   GOVERNANCE E RESPONSABILITÀ DELL’UE

2.1.   STRUTTURA ISTITUZIONALE

La governance organizzativa dell’UE si articola in una serie di istituzioni, agenzie e altri organismi dell’UE, elencati nella nota 9 al bilancio consolidato. La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il fondo europeo per gli investimenti (FEI) non sono inclusi nell’ambito di applicazione del regolamento finanziario. Le principali istituzioni incaricate di formulare le politiche e di adottare le decisioni sono il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio e la Commissione.

La Commissione costituisce l’esecutivo dell’UE e promuove l’interesse generale. A questo scopo, presenta proposte di atti legislativi; attua le politiche dell’UE; sorveglia la corretta applicazione dei trattati e del diritto dell’UE; gestisce il bilancio dell’UE e rappresenta l’Unione fuori dall’Europa.

Il funzionamento interno della Commissione si basa su una serie di principi fondamentali alla base della buona governance: ruoli e responsabilità chiari, forte impegno a favore della gestione delle prestazioni e del rispetto del quadro giuridico, meccanismi di responsabilità chiari, quadro regolamentare di alta qualità e inclusivo, apertura e trasparenza ed elevate norme deontologiche.

2.2.   LA STRUTTURA DI GOVERNANCE DELLA COMMISSIONE

La Commissione europea ha un sistema di governance unico, che prevede una chiara distinzione tra le strutture politiche e le strutture di controllo amministrativo e che definisce chiaramente la catena di responsabilità e la responsabilità finanziaria (6). Il sistema ha la sua base nei trattati e la sua struttura si è evoluta per adeguarsi ad un contesto in evoluzione e per rimanere in linea con le migliori prassi, previste nei pertinenti principi internazionali (7).

Il collegio dei commissari detiene la responsabilità politica collegiale dell’azione della Commissione. L’esecuzione operativa del bilancio è delegata ai direttori generali e ai capi servizio, che dirigono la struttura amministrativa della Commissione (8).

Il collegio delega i compiti di gestione finanziaria ai direttori generali o ai capi servizio, che diventano in tal modo ordinatori delegati. Tali compiti possono essere ulteriormente delegati ai direttori, ai capi unità e ad altri, che diventano pertanto ordinatori sottodelegati. Sugli ordinatori ricade la responsabilità dell’intero processo di gestione: dalla definizione degli interventi necessari per conseguire gli obiettivi politici stabiliti dall’istituzione alla gestione delle attività, dal punto di vista sia operativo sia di bilancio.

Nella Commissione i ruoli e le responsabilità in materia di gestione finanziaria sono quindi chiaramente definiti e applicati. Si tratta di un approccio decentralizzato, con una chiara definizione delle responsabilità, mirante a creare una cultura amministrativa che incoraggia i funzionari ad assumere la responsabilità delle attività che esercitano e a dare loro il controllo sulle attività di cui sono responsabili.

Nel quadro del ciclo di pianificazione strategica e di programmazione della Commissione, ogni ordinatore è tenuto a redigere la «relazione annuale di attività», in cui illustra le attività, le realizzazioni e i risultati dell’anno e in cui dichiara che le risorse sono state utilizzate in base ai principi della sana gestione finanziaria e che sono state messe in atto procedure di controllo che danno le garanzie necessarie per quanto riguarda la legittimità e la regolarità delle operazioni sottostanti. A livello della Commissione, tali risultati vengono adottati e pubblicati in forma aggregata nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio UE e inviati al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione rappresenta il principale strumento attraverso il quale il collegio dei commissari si assume la responsabilità politica della gestione del bilancio.

Il contabile della Commissione è responsabile a livello centrale della gestione della tesoreria, delle procedure di recupero, della fissazione delle norme contabili, basate sui Principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards — IPSAS) e i relativi metodi, della convalida dei sistemi contabili e della redazione dei conti annuali della Commissione e dei conti annuali consolidati dell’UE. Il contabile è inoltre tenuto a firmare i conti annuali dichiarando che presentano un quadro fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della situazione patrimoniale-finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi finanziari. I conti annuali sono adottati dal collegio dei commissari. Il contabile è una funzione indipendente ed ha una grande responsabilità per quanto riguarda l’informativa finanziaria della Commissione. Il revisore interno della Commissione riveste anch’esso una funzione centralizzata e indipendente e fornisce consulenza, pareri e raccomandazioni indipendenti sulla qualità e il funzionamento dei sistemi di controllo interno in seno alla Commissione, alle agenzie UE e ad altri enti autonomi.

Il comitato di controllo degli audit dà seguito all’attuazione degli audit, in particolare del servizio di audit interno, ma anche sulla base dei controlli della Corte dei conti europea, e valuta la qualità degli audit interni, allo scopo di avere una panoramica generale dei sistemi di controllo della Commissione.

L’organo di gestione interno ha un ruolo nella governance interna della Commissione, in quanto assicura il controllo e l’orientamento strategico sulle principali questioni relative alla gestione interna, anche per quanto riguarda la gestione delle risorse finanziarie e umane. Presieduto dal Segretario generale, riunisce periodicamente i direttori generali e i gabinetti responsabili per il bilancio, le risorse umane e l’IT, per assicurare che nella Commissione siano messe in atto le necessarie strutture organizzative e tecniche per realizzare in modo efficiente ed efficace le priorità politiche fissate dal Presidente.

2.3.   QUADRO DI RIFERIMENTO SULLA PERFORMANCE

L’attuazione di un solido quadro di riferimento sulla performance è essenziale per assicurare un forte accento sui risultati, il valore aggiunto dell’UE e la sana gestione dei programmi dell’UE. Il quadro di riferimento sulla performance del bilancio dell’UE è altamente specializzato e presenta il punteggio più alto di ogni altro paese dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) per quanto riguarda l’indice standard dei quadri di performance di bilancio. Il quadro di riferimento sulla performance di bilancio dell’UE indica numerose tipologie e livelli di scopi, obiettivi e traguardi strategici, compresa la strategia Europa 2020 e altre priorità politiche. Deve prendere altresì in considerazione la complementarità e l’integrazione delle politiche e dei programmi, nonché il ruolo chiave degli Stati membri nell’esecuzione del bilancio dell’UE.

La base giuridica dei programmi pone particolare enfasi su obiettivi, indicatori e traguardi e ogni anno la Commissione riferisce in merito attraverso le dichiarazioni di programma che accompagnano il progetto di bilancio. Forniscono tutte le informazioni fondamentali necessarie a un’attenta valutazione del programma e alla misurazione della performance, compresi gli impegni finanziari settennali, i valori di partenza della performance del programma (vale a dire, i punti di partenza per l’azione politica), gli obiettivi finali (da conseguire al termine del periodo di programmazione pluriennale), nonché le tappe intermedie.

Per assicurare che le risorse siano assegnate alle priorità e che ogni azione generi una performance elevata e un valore aggiunto, la Commissione attua l’iniziativa «Un bilancio dell’UE incentrato sui risultati». Muovendo dal quadro di riferimento sulla performance 2014-2020, promuove un migliore equilibrio tra conformità e performance.

La relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio dell’UE fornisce una panoramica completa sulla performance, la gestione e la protezione del bilancio dell’UE. Illustra il modo in cui il bilancio dell’UE sostiene le priorità politiche dell’Unione europea, i risultati ottenuti con il bilancio dell’UE e il ruolo che la Commissione svolge nell’assicurare e promuovere gli standard più elevati in materia di gestione finanziaria e di bilancio.

La Corte dei conti europea adotta un approccio sistematico e completo alla valutazione degli aspetti qualitativi del bilancio, compresa la dimensione relativa alla performance, nell’ambito della sua attività di informativa annuale e attraverso la redazione di relazioni speciali.

Tutti questi elementi consentono all’autorità di bilancio di avere una posizione forte nel tenere conto della performance quale elemento significativo nel decidere in merito al bilancio annuale successivo.

2.4.   INFORMATIVA FINANZIARIA

L’elemento principale dell’informativa finanziaria dell’UE è costituito dal pacchetto integrato di informativa finanziaria dell’UE, che comprende i conti annuali consolidati dell’UE, la relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio e la relazione sul seguito dato al discarico. Il pacchetto integrato di informativa finanziaria fornisce ogni anno al pubblico un quadro completo della situazione finanziaria e operativa dell’UE.

I conti annuali consolidati dell’UE forniscono informazioni finanziarie sulle attività delle istituzioni, delle agenzie e degli altri organismi dell’UE sia in termini di competenza economico-patrimoniale che di competenza finanziaria. Essi non comprendono i conti annuali degli Stati membri.

I conti annuali consolidati dell’UE si articolano in due parti distinte ma connesse:

a)

il bilancio consolidato; e

b)

le relazioni sull’esecuzione del bilancio, che forniscono informazioni aggregate sull’esecuzione del bilancio.

Inoltre, i conti annuali consolidati dell’UE sono corredati del documento di discussione e di analisi del bilancio (Financial Statement Discussion and Analysis — FSDA), che riepiloga le variazioni e le tendenze significative del bilancio e illustra i rischi significativi e le incertezze che l’UE ha dovuto e dovrà affrontare in futuro.

Informativa e responsabilità nella Commissione:

Pacchetto integrato di informativa finanziaria

Conti annuali consolidati dell’UE

Relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio

Relazione sul seguito dato alle decisioni di discarico

Altre relazioni

Relazione generale sulle attività dell’UE

Relazioni annuali di attività delle direzioni generali

Relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio

2.5.   CONTROLLO ESTERNO E PROCEDURA DI DISCARICO

Revisione esterna

La Corte dei conti europea (la Corte) è il revisore esterno delle istituzioni (e degli organismi) dell’UE. La missione della Corte è contribuire al miglioramento della gestione finanziaria dell’UE, promuovere la responsabilità e la trasparenza e fungere da custode indipendente degli interessi finanziari dei cittadini dell’UE. Il ruolo della Corte quale revisore esterno indipendente dell’UE è di controllare che i fondi UE siano correttamente contabilizzati, siano riscossi e spesi conformemente alla normativa applicabile e che sia stato conseguito un impiego ottimale delle risorse.

I conti annuali dell’UE e la loro sana gestione finanziaria vengono controllati dalla Corte, la quale, nel quadro delle sue attività, redige per il Parlamento europeo e il Consiglio:

1)

una relazione annuale sulle attività finanziate dal bilancio generale, con osservazioni dettagliate sui conti annuali e sulle operazioni sottostanti;

2)

un parere, basato sui propri audit e riportato nella relazione annuale sotto forma di dichiarazione di affidabilità, in merito i) all’attendibilità dei conti e ii) alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti che comportano sia entrate riscosse sia pagamenti a beneficiari finali e

3)

relazioni speciali riguardanti aree specifiche.

Discarico

L’ultima fase del ciclo di vita del bilancio è la procedura di discarico per un determinato esercizio. Rappresenta la dimensione politica del controllo esterno dell’esecuzione del bilancio e costituisce la decisione mediante la quale l’autorità competente per il discarico (ovvero, il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio), «solleva» la Commissione (e gli altri organismi dell’UE) dalla sua responsabilità relativa alla gestione di un determinato bilancio. Tale decisione si basa su un esame dei conti annuali consolidati dell’UE e su una serie di relazioni della Commissione (la relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio, la relazione sul seguito dato al discarico dell’esercizio precedente e la relazione annuale all’autorità competente per il discarico sugli audit interni svolti), nonché sulla relazione annuale della Corte dei conti europea, sul parere di audit (ovvero, sulla «dichiarazione di affidabilità») e sulle relazioni speciali. Tiene conto altresì delle risposte scritte della Commissione alle domande e alle ulteriori richieste di informazioni, nonché delle audizioni del commissario per il bilancio e dei commissari responsabili dei principali ambiti di spesa di fronte alla commissione di controllo dei bilanci del Parlamento europeo (CONT).

L’esito della procedura di discarico può essere uno dei seguenti: concessione, rinvio o diniego del discarico. Le relazioni finali di discarico comprendono altresì richieste specifiche del Parlamento europeo e del Consiglio alla Commissione. Tali richieste sono l’oggetto di una relazione sul seguito dato al discarico, in cui la Commissione sottolinea le azioni concrete già adottate o che intende adottare.

NOTA DI ACCOMPAGNAMENTO AI CONTI CONSOLIDATI

I conti consolidati annuali dell’Unione europea per l’esercizio 2017 sono stati elaborati in base alle informazioni presentate dalle istituzioni e dagli organismi a norma dell’articolo 148, paragrafo 2, del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell’Unione europea. Si dichiara pertanto che detti conti sono stati elaborati conformemente al titolo IX del regolamento finanziario e ai principi, alle norme e ai metodi contabili definiti nelle note al bilancio.

La sottoscritta ha ottenuto dai contabili delle istituzioni e degli organismi, che ne hanno certificato l’attendibilità, tutte le informazioni necessarie per l’elaborazione dei conti, che presentano le attività e le passività dell’Unione europea e l’esecuzione del bilancio.

Con la presente la sottoscritta dichiara che, in base a tali informazioni e ai controlli che ha ritenuto necessario effettuare per convalidare i conti della Commissione europea, ha la ragionevole certezza che i conti presentano un quadro fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della posizione patrimoniale-finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi finanziari dell’Unione europea.

[firmato]

Rosa ALDEA BUSQUETS

Contabile della Commissione

22 giugno 2018

FATTI SALIENTI DELL’ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

Attuazione del bilancio dell’Unione 2017

Il bilancio adottato nel 2017 si è incentrato su due principali priorità strategiche per l’Europa: sostenere la ripresa in corso dell’economia europea e affrontare le sfide della sicurezza e umanitarie che affliggono i paesi vicini. Maggiori finanziamenti sono stati destinati ad investimenti a favore della crescita, dell’occupazione e della competitività nell’Unione europea, nonché a garantire le risorse necessarie a proteggere le frontiere esterne dell’UE, rafforzare la sicurezza all’interno e all’esterno dell’Unione, offrire sostegno all’accoglienza e all’integrazione dei rifugiati e affrontare le cause profonde della migrazione nei paesi di origine e transito.

Nel 2017 l’attuazione del bilancio dell’UE ha registrato complessivamente 171,1 miliardi di EUR in stanziamenti di impegno e 137,4 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento.

Pressoché metà dei fondi, ovvero 83,3 miliardi di EUR di impegni, hanno favorito la crescita, l’occupazione e la competitività. Tali fondi hanno compreso finanziamenti per ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte 2020, istruzione nel quadro di Erasmus+, piccole e medie imprese nell’ambito del programma COSME e il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), il fondo di garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che è il veicolo per l’attuazione del piano di investimenti per l’Europa, nonché finanziamenti per favorire la convergenza tra Stati membri e regioni attraverso i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE). Inoltre, il sostegno del bilancio dell’UE agli agricoltori europei è stato pari a 44,7 miliardi di EUR di pagamenti.

Il bilancio è stato altresì utilizzato per rafforzare le frontiere esterne dell’Unione e far fronte alla crisi dei rifugiati e la migrazione irregolare attraverso il finanziamento di strumenti più efficaci per prevenire il traffico di migranti e affrontare i fattori scatenanti a lungo termine della migrazione in collaborazione con i paesi di origine e di transito, nonché di politiche più forti a favore della migrazione legale, compreso il ricollocamento di persone bisognose di protezione, e di strumenti a sostegno degli Stati membri relativamente all’integrazione dei rifugiati nell’UE.

Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea

Contesto

Il 23 giugno 2016 la maggioranza dei cittadini del Regno Unito che ha votato in occasione del referendum sull’adesione all’Unione europea si è espressa a favore del recesso dall’UE. Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha formalmente notificato al Consiglio europeo la propria intenzione di recedere dall’UE e dalla Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Con tale notifica, ha dato avvio all’applicazione dell’articolo 50 del trattato sull’Unione Europea, che stabilisce la procedura in base alla quale uno Stato membro può recedere dall’Unione.

Il negoziato

In occasione di una riunione speciale del Consiglio europeo del 29 aprile 2017, i leader degli altri 27 Stati membri hanno adottato orientamenti politici relativi al recesso ordinato del Regno Unito dall’UE. Tali orientamenti hanno definito il quadro del negoziato e stabilito le posizioni e i principi complessivi dell’UE. Quattro giorni dopo, la Commissione ha inviato al Consiglio la raccomandazione di avviare il negoziato con il Regno Unito previsto dall’articolo 50, compresi i progetti di direttive di negoziato.

Il 22 maggio il Consiglio ha adottato una decisione con la quale autorizza l’apertura dei negoziato con il Regno Unito e nomina formalmente la Commissione quale negoziatore per l’UE. Il Consiglio ha altresì adottato la prima serie di direttive di negoziato. Tali direttive hanno impresso al negoziato una struttura chiara e un approccio unitario dell’UE.

L’UE è rappresentata da Michel Barnier, nominato capo negoziatore dalla Commissione europea. In seno alla Commissione europea, una task force guidata da Michel Barnier coordina il lavoro su tutte le questioni strategiche, operative, giuridiche e finanziarie relative al negoziato. La Commissione riferisce al Consiglio durante l’intero negoziato e provvede altresì a tenere tempestivamente e regolarmente informato il Parlamento europeo.

La prima fase del negoziato

La prima fase dei colloqui è iniziata il 19 giugno 2017. Durante questa fase l’obiettivo è stato assicurare quanta più chiarezza e certezza del diritto possibili e avviare la separazione del Regno Unito dall’UE.

Nel corso del 2017 si sono tenuti sei cicli di negoziato, incentrati su tre questioni prioritarie: la protezione dei diritti dei cittadini; il contesto per far fronte alla situazione, unica nel suo genere, di Irlanda e Irlanda del Nord; e l’accordo finanziario per garantire che sia l’UE, sia il Regno Unito rispettino gli obblighi finanziari assunti prima del recesso. Il negoziato ha inoltre trattato altre questioni legate alla separazione.

L’8 dicembre 2017 la Commissione europea ha inviato al Consiglio europeo una raccomandazione, indicando che erano stati compiuti sufficienti progressi nella prima fase del negoziato con il Regno Unito relativo all’articolo 50. La valutazione della Commissione si è basata su una relazione congiunta concordata fra i negoziatori della Commissione e il governo del Regno Unito. In tale relazione congiunta, il Regno Unito ha acconsentito a far fronte a tutti i suoi obblighi di pagamento nell’ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) attuale e delle precedenti prospettive finanziarie, come fosse ancora uno Stato membro dell’UE, ivi compresa la sua quota di passività e passività potenziali dell’Unione.

In data 15 dicembre il Consiglio europeo ha confermato che erano stati compiuti progressi sufficienti e i leader hanno adottato orientamenti per il passaggio alla seconda fase del negoziato, relativa ai possibili accordi transitori e ai futuri rapporti tra Unione europea e Regno Unito.

La fase successiva del negoziato

Il 20 dicembre 2017 la Commissione europea ha inviato una raccomandazione al Consiglio, invitandolo ad avviare le discussioni sulla fase successiva del negoziato, ivi compresi i progetti di direttive di negoziato. Tali progetti integrano le direttive di negoziato del maggio 2017 e prevedono ulteriori dettagli relativi a possibili accordi transitori.

La raccomandazione ricorda altresì la necessità di tradurre in termini giuridici i risultati della prima fase del negoziato, delineati nella comunicazione della Commissione e nella relazione congiunta. In linea con gli orientamenti del Consiglio europeo del 15 dicembre, le direttive di negoziato aggiuntive relative agli accordi transitori sono state adottate il 29 gennaio 2018.

Il 19 marzo 2018 la Commissione ha pubblicato un progetto di accordo di recesso, che riportava i progressi compiuti nell’ambito del negoziato con il Regno Unito nel periodo 16-19 marzo 2018. Nella sezione relativa alla compensazione finanziaria dell’accordo di recesso, Unione europea e Regno Unito hanno tradotto in un testo giuridico i progressi compiuti durante la prima fase del negoziato (presentati nella relazione congiunta).

In seguito alla pubblicazione del progetto di accordo di recesso, il 23 marzo 2018 il Consiglio europeo ha rilasciato ulteriori orientamenti allo scopo di aprire il negoziato alla dimensione complessiva del contesto delle future relazioni UE-Regno Unito. Il negoziato dovrebbe essere ultimato entro l’autunno del 2018, al fine di assicurare che vi sia tempo sufficiente affinché il Consiglio finalizzi l’accordo di recesso entro il 29 marzo 2019, dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo, e il Regno Unito approvi tale accordo conformemente alle proprie procedure.

Compensazione finanziaria e conti annuali dell’UE 2017

In merito alla compensazione finanziaria, la relazione congiunta, confermata dalla pubblicazione del progetto di accordo di recesso il 19 marzo, ha confermato l’impegno del Regno Unito a pagare tutte le sue obbligazioni previste dall’attuale QFP, nonché le precedenti prospettive finanziarie, come se fosse ancora uno Stato membro. Più specificatamente, il progetto di accordo di recesso stabilisce che il Regno Unito è, in particolare, responsabile nei confronti dell’Unione per quanto riguarda la sua quota dei seguenti impegni:

gli impegni di bilancio del bilancio dell’Unione e dei bilanci delle agenzie decentrate dell’Unione da liquidare al 31 dicembre 2020 — cfr. articolo 133 dell’accordo di recesso;

il finanziamento delle passività dell’Unione sostenute fino al 31 dicembre 2020, con talune eccezioni — cfr. articolo 135;

le passività finanziarie potenziali dell’Unione che derivano da operazioni finanziarie decise/approvate prima della data del recesso — cfr. articolo 136; e

i pagamenti necessari a onorare le passività potenziali dell’Unione che diventano esigibili in relazione a cause legali relative agli interessi finanziari dell’Unione (a condizione che i fatti che costituiscono l’oggetto delle cause si siano verificati prima del 31 dicembre 2020) — cfr. articolo 140.

Queste le informazioni più recenti disponibili alla data della redazione dei presenti conti. In base alla situazione attuale, non risulta alcun impatto sui conti annuali consolidati dell’UE alla data del 31 dicembre 2017 dovuto al processo di recesso.

Si evidenzia altresì che in data 2 maggio 2018 la Commissione ha trasmesso la sua proposta di QFP con decorrenza dal 2021, proposta redatta sulla base del fatto che il Regno Unito non sarà più uno Stato membro dell’UE.

BILANCIO CONSOLIDATO E NOTE ESPLICATIVE (1)

INDICE

STATO PATRIMONIALE 13
PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO 14
RENDICONTO FINANZIARIO 15
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DELL’ATTIVO NETTO 16
NOTE AL BILANCIO 17

1.

POLITICHE CONTABILI PERTINENTI 17

2.

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE 29

3.

NOTE AL PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO 58

4.

PASSIVITÀ E ATTIVITÀ POTENZIALI 66

5.

IMPEGNI DI BILANCIO E GIURIDICI 70

6.

GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI 74

7.

INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 86

8.

FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO 88

9.

AMBITO DEL CONSOLIDAMENTO 88

STATO PATRIMONIALE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

ATTIVITÀ NON CORRENTI

 

 

 

Attività immateriali

2.1

405

381

Immobili, impianti e macchinari

2.2

10 745

10 068

Investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

2.3

581

528

Attività finanziarie

2.4

59 980

62 247

Prefinanziamenti

2.5

25 022

21 901

Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6

611

717

 

 

97 344

95 842

ATTIVITÀ CORRENTI

 

 

 

Attività finanziarie

2.4

8 655

3 673

Prefinanziamenti

2.5

24 005

23 569

Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6

11 755

10 905

Rimanenze

2.7

295

165

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

2.8

24 111

28 585

 

 

68 821

66 897

TOTALE ATTIVITÀ

 

166 165

162 739

PASSIVITÀ NON CORRENTI

 

 

 

Pensioni e altri benefici per i dipendenti

2.9

(73 122 )

(67 231 )

Accantonamenti

2.10

(2 880 )

(1 936 )

Passività finanziarie

2.11

(50 063 )

(55 067 )

 

 

(126 065 )

(124 234 )

PASSIVITÀ CORRENTI

 

 

 

Accantonamenti

2.10

(659)

(675)

Passività finanziarie

2.11

(6 850 )

(2 284 )

Debiti

2.12

(39 048 )

(40 005 )

Ratei e risconti passivi

2.13

(63 902 )

(67 580 )

 

 

(110 459 )

(110 544 )

TOTALE PASSIVITÀ

 

(236 524 )

(234 778 )

ATTIVO NETTO

 

(70 359 )

(72 040 )

Riserve

2.14

4 876

4 841

Importi da richiedere agli Stati membri  (2)

2.15

(75 234 )

(76 881 )

ATTIVO NETTO

 

(70 359 )

(72 040 )

PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO

in milioni di EUR

 

Nota

2017

2016

PROVENTI

 

 

 

Proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente

 

 

 

Risorse RNL

3.1

78 620

95 578

Risorse proprie tradizionali

3.2

20 520

20 439

Risorse IVA

3.3

16 947

15 859

Ammende

3.4

4 664

3 858

Recupero spese

3.5

1 879

1 947

Altro

3.6

10 376

5 740

 

 

133 006

143 422

 

 

 

 

Proventi generati da operazioni di scambio

 

 

 

Proventi finanziari

3.7

1 845

1 769

Altro

3.8

1 332

998

 

 

3 177

2 767

Totale proventi

 

136 183

146 189

SPESE

 

 

 

Eseguite dagli Stati membri

3.9

 

 

Fondo europeo agricolo di garanzia

 

(44 289 )

(44 152 )

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e altri strumenti per lo sviluppo rurale

 

(11 359 )

(12 604 )

Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione

 

(17 650 )

(35 045 )

Fondo sociale europeo

 

(7 353 )

(9 366 )

Altro

 

(1 253 )

(1 606 )

Eseguite dalla Commissione, dalle agenzie esecutive e dai fondi fiduciari

3.10

(15 738 )

(15 610 )

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

3.11

(2 667 )

(2 547 )

Eseguite da paesi terzi e organizzazioni internazionali

3.11

(4 115 )

(3 258 )

Eseguite da altre entità

3.11

(1 478 )

(2 035 )

Costi di personale e pensioni

3.12

(10 002 )

(9 776 )

Variazioni delle ipotesi attuariali relative ai benefici per i dipendenti

3.13

(3 544 )

(1 068 )

Oneri finanziari

3.14

(1 896 )

(1 904 )

Altre spese

3.15

(6 756 )

(5 486 )

Totale spese

 

(128 101 )

(144 456 )

RISULTATO ECONOMICO DELL’ESERCIZIO

 

8 082

1 733

RENDICONTO FINANZIARIO

in milioni di EUR

 

2017

2016

Risultato economico dell’esercizio

8 082

1 733

Attività operative

 

 

Ammortamento

99

88

Deprezzamento

888

575

(Aumento)/diminuzione prestiti

497

1 774

(Aumento)/diminuzione prefinanziamenti

(3 557 )

(314)

(Aumento)/diminuzione crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

(745)

(1 297 )

(Aumento)/diminuzione rimanenze

(130)

(26)

Aumento/(diminuzione) passività derivanti da pensioni e altri benefici per i dipendenti

5 891

3 417

Aumento/(diminuzione) accantonamenti

928

581

Aumento/(diminuzione) passività finanziarie

(438)

(2 351 )

Aumento/(diminuzione) debiti

(957)

7 813

Aumento/(diminuzione) ratei e risconti passivi

(3 678 )

(821)

Avanzo di bilancio dell’esercizio precedente considerato come provento non monetario

(6 405 )

(1 349 )

Altri movimenti non monetari

3

18

Attività di investimento

 

 

(Aumento)/diminuzione attività immateriali e immobili, impianti e macchinari

(1 687 )

(2 073 )

(Aumento)/diminuzione investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

(53)

(31)

(Aumento)/diminuzione attività finanziarie disponibili per la vendita

(3 190 )

(822)

(Aumento)/diminuzione delle attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

(22)

(0)

FLUSSI FINANZIARI NETTI

(4 474 )

6 914

Aumento/(diminuzione) netto disponibilità liquide e mezzi equivalenti

(4 474 )

6 914

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all’inizio dell’esercizio

28 585

21 671

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell’esercizio

24 111

28 585

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DELL’ATTIVO NETTO

in milioni di EUR

 

Importi da richiedere agli Stati membri Avanzo/(disavanzo) accumulato

Altre riserve

Riserva del fair value (valore equo)

Attivo netto

SALDO AL 31.12.2015

(77 124 )

4 390

292

(72 442 )

Movimenti della riserva del Fondo di garanzia

(82)

82

Movimenti del fair value (valore equo)

33

33

Altro

(59)

44

(15)

Risultato di bilancio 2015 accreditato agli Stati membri

(1 349 )

(1 349 )

Risultato economico dell’esercizio

1 733

1 733

SALDO AL 31.12.2016

(76 881 )

4 516

325

(72 040 )

Movimenti della riserva del Fondo di garanzia

(20)

20

Movimenti del fair value (valore equo)

(2)

(2)

Altro

(11)

62

(46)

5

Risultato di bilancio 2016 accreditato agli Stati membri

(6 405 )

(6 405 )

Risultato economico dell’esercizio

8 082

8 082

SALDO AL 31.12.2017

(75 234 )

4 598

278

(70 359 )

NOTE AL BILANCIO

1.   PRINCIPALI POLITICHE CONTABILI

1.1.   BASE GIURIDICA E NORME CONTABILI

I conti dell’UE sono tenuti conformemente alle disposizioni del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione e che abroga il regolamento (EC, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1) (di seguito il «regolamento finanziario») e del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012 (GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1), recante le modalità di applicazione del regolamento finanziario.

A norma dell’articolo 143 del regolamento finanziario, l’UE prepara il bilancio consolidato secondo le norme della contabilizzazione per competenza, basate sui Principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards — IPSAS). Tali norme contabili, adottate dal contabile della Commissione, devono essere applicate da tutte le istituzioni e da tutti gli organismi dell’UE che rientrano nell’ambito del consolidamento, al fine di creare un corpus uniforme di norme per la tenuta, la valutazione e la presentazione dei conti e armonizzare il processo di redazione del bilancio e di consolidamento.

Applicazione di norme contabili dell’Unione europea nuove e modificate

Modifiche alle norme contabili dell’Unione europea in vigore per esercizi finanziari annuali a partire dal 1o gennaio 2017

Il contabile della Commissione ha adottato le seguenti modifiche:

modifiche alle norme contabili dell’UE «Rendiconti finanziari»; e

modifiche alle norme contabili dell’UE 14 «Politiche contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori».

Tali modifiche sono il risultato dei recenti cambiamenti ai principi IPSAS 1 «Presentazione del bilancio» e IPSAS 3 «Politiche contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori», che propongono miglioramenti al fine di garantire la coerenza fra gli standard IPSAS. Di conseguenza, le norme contabili dell’UE correlate sono state aggiornate e le principali modifiche si riferiscono alla descrizione delle caratteristiche qualitative dell’informativa finanziaria e agli aggiornamenti della gerarchia di fonti da usare nella selezione e nell’applicazione delle politiche contabili.

L’adozione di tali modifiche non ha avuto impatto sui conti annuali dell’UE del 2017.

Norme contabili dell’UE nuove e modificate adottate ma non ancora in vigore al 31 dicembre 2017

L’UE non ha applicato le seguenti norme contabili nuove e modificate, adottate dal contabile della Commissione, ma non ancora in vigore:

Revisione alla norma contabile dell’Unione europea «Benefici per i dipendenti» (in vigore per esercizi finanziari annuali a partire dal 1o gennaio 2018): la norma contabile dell’Unione europea 12 è stata modificata in linea con il nuovo IPSAS 39 «Benefici per i dipendenti». La principale modifica consiste nel fatto che ogni profitto o perdita risultante da modifiche alle ipotesi attuariali deve essere riconosciuto nell’attivo netto, in contrasto all’obbligo attuale di riconoscerli nell’avanzo o nel disavanzo.

L’UE sta attualmente analizzando l’impatto e le conseguenze pratiche dell’applicazione di tale norma contabile modificata. Tuttavia, non è previsto alcun impatto significativo sul bilancio consolidato, tranne per il riconoscimento delle ipotesi attuariali nell’attivo netto anziché del prospetto del risultato economico.

Nuova norma contabile dell’Unione europea 20 «Aggregazioni di aziende del settore pubblico» (in vigore per esercizi finanziari annuali a partire dal 1o gennaio 2019): La norma contabile dell’Unione europea 40 «Aggregazioni di aziende del settore pubblico» prevede due diversi tipi di aggregazioni nel settore pubblico a seconda che la transazione si svolga sotto controllo comune o meno: i) fusione, nell’ambito della quale la transazione si basa sui valori contabili dell’entità aggregata all’UE; e ii) acquisizione, nell’ambito della quale la transazione si basa sui valori equi, alla data dell’acquisizione, dell’entità acquisita dall’UE. Entrambe le tipologie hanno requisiti e livelli di informazione distinti, al fine di favorire la comprensione dei rispettivi effetti fra gli utenti del bilancio dell’UE.

L’impatto sul bilancio dell’UE nell’esercizio di applicazione iniziale dipende dall’eventualità che in quel periodo l’UE intraprenda una transazione di aggregazione nel settore pubblico.

1.2.   PRINCIPI CONTABILI

L’obiettivo del bilancio è fornire informazioni, utili ad una vasta gamma di utilizzatori, sulla situazione patrimoniale-finanziaria, la performance e i flussi finanziari di un’entità. Nello specifico, per l’Unione europea in quanto entità pubblica gli obiettivi sono fornire informazioni utili ai fini del processo decisionale e dimostrare la responsabilità dell’entità in relazione alle risorse a essa affidate. A questo scopo è stato redatto il presente documento.

Le considerazioni generali (principi contabili) da seguire nella redazione del bilancio sono elencate nella norma contabile dell’UE n. 1 «Bilancio» e sono le stesse descritte nell’IPSAS 1: l’attendibilità della presentazione, la contabilizzazione per competenza, la continuità aziendale, la coerenza nella presentazione, la rilevanza e l’aggregazione, la compensazione e le informazioni comparative. Le caratteristiche qualitative dell’informativa finanziaria sono la pertinenza, la rappresentazione fedele (affidabilità), la comprensibilità, la tempestività, la comparabilità e la verificabilità.

1.3.   CONSOLIDAMENTO

Ambito del consolidamento

Il bilancio consolidato dell’UE comprende tutte le entità controllate (ovverosia le istituzioni UE, compresa la Commissione, e le agenzie UE), le collegate e le joint venture più importanti. Per l’elenco completo delle entità consolidate si rimanda alla nota 9 del bilancio dell’UE. Attualmente l’elenco comprende 52 entità controllate e una collegata. Le entità che rientrano nell’ambito del consolidamento, ma che non sono rilevanti per il bilancio consolidato dell’UE nel suo complesso, non devono essere consolidate o contabilizzate con il metodo del patrimonio netto, se ciò può comportare tempi o costi eccessivi per l’UE. Queste entità, indicate con il termine di «entità minori» sono riportate in un elenco distinto nella nota 9. Nel 2017 le entità classificate come entità minori erano 7.

Entità controllate

La decisione di includere un’entità nell’ambito del consolidamento si basa sul concetto di controllo. Le entità controllate sono entità per le quali l’UE è esposta a, o ha diritto a, benefici variabili derivanti dalla sua partecipazione e ha il potere di influenzare la natura e l’ammontare di detti benefici grazie al potere di cui dispone sull’altra entità. Tale potere deve essere esercitabile attualmente e deve riguardare le pertinenti attività dell’entità. Le entità controllate sono pienamente consolidate. Il consolidamento viene effettuato a decorrere dalla prima data in cui il controllo sussiste e termina quando il controllo cessa.

Gli indicatori di controllo più comuni nell’UE sono: la creazione dell’entità in forza dei trattati istitutivi o del diritto derivato, il finanziamento dell’entità mediante il bilancio dell’UE, l’esistenza di diritti di voto negli organi direttivi, l’audit da parte della Corte dei conti europea e il discarico da parte del Parlamento europeo. Per ciascuna entità viene effettuata una valutazione individuale per decidere se uno o tutti i summenzionati criteri sono sufficienti per far scattare il controllo.

Secondo questa impostazione, le istituzioni (ad eccezione della Banca centrale europea) e le agenzie dell’UE (escludendo le agenzie dell’ex secondo pilastro) sono sotto il controllo esclusivo dell’UE e rientrano pertanto nell’ambito del consolidamento. Anche la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) in liquidazione è considerata un’entità controllata.

Tutte le «operazioni e i saldi tra le entità controllate» dell’UE sono eliminati, mentre i profitti e le perdite non realizzati su tali operazioni, essendo non rilevanti, non sono stati eliminati.

Accordi a controllo congiunto

Un accordo a controllo congiunto è un accordo nel quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Il controllo congiunto è la condivisione, stabilita contrattualmente, del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo. Gli accordi a controllo congiunto possono essere attività a controllo congiunto o joint venture. Se l’accordo a controllo congiunto è strutturato in un veicolo separato e le parti dell’accordo vantano diritti sulle attività nette dell’accordo, l’accordo è considerato una joint venture. Le partecipazioni nelle joint venture sono contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio netto (cfr. nota 1.5.4). Se le parti detengono diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all’accordo, l’accordo è considerato un’attività a controllo congiunto. Per quanto riguarda le sue interessenze nelle attività a controllo congiunto, l’UE rileva nel proprio bilancio: le attività e le passività, i proventi e le spese, nonché la sua quota di attività, passività, proventi e spese detenuti o sostenuti congiuntamente.

Entità collegate

Le entità collegate sono entità sulle quali l’UE esercita, direttamente o indirettamente, un’influenza notevole, ma non il controllo. Per influenza notevole si intende che l’UE detiene direttamente o indirettamente il 20 % o più dei diritti di voto. Le partecipazioni in collegate sono contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio netto (cfr. nota 1.5.4).

Entità non consolidate i cui fondi sono gestiti dalla Commissione

I fondi del regime comune di assicurazione malattia per il personale dell’UE, il Fondo europeo di sviluppo e il Fondo di garanzia per i partecipanti sono gestiti dalla Commissione per conto dei fondi stessi; tuttavia, non essendo controllate dall’UE, tali entità non sono consolidate nel suo bilancio.

1.4.   BASE DELLA PREPARAZIONE

Il bilancio è presentato annualmente. L’esercizio contabile si apre il 1o gennaio e si chiude il 31 dicembre.

1.4.1.    Valuta e base di conversione

Valuta funzionale e moneta di presentazione

Salvo diversamente indicato, il bilancio è presentato in milioni di euro, essendo l’euro la valuta funzionale e la moneta di presentazione dell’UE.

Operazioni e saldi

Le operazioni in valuta estera sono convertite in euro utilizzando i tassi di cambio in vigore alla data dell’operazione. I profitti e le perdite su cambi derivanti dal regolamento di operazioni in valuta estera e dalla riconversione ai tassi di cambio a fine esercizio delle attività e passività monetarie denominate in valuta estera sono rilevati nel prospetto del risultato economico. Le differenze di conversione relative agli strumenti finanziari non monetari classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita sono incluse nella riserva del fair value (valore equo).

Metodi di conversione diversi si applicano agli immobili, impianti e macchinari e alle attività immateriali, il cui valore viene convertito in euro al tasso vigente alla data del loro acquisto.

I saldi di fine esercizio delle attività e passività monetarie denominate in valuta estera sono convertiti in euro sulla base dei tassi di cambio della Banca centrale europea (BCE) del 31 dicembre.

Tassi di cambio dell’Euro

Valuta

31.12.2017

31.12.2016

Valuta

31.12.2017

31.12.2016

BGN

1,9558

1,9558

PLN

4,177

4,4103

CZK

25,5350

27,0210

RON

4,6585

4,5390

DKK

7,4449

7,4344

SEK

9,8438

9,5525

GBP

0,8872

0,8562

CHF

1,1702

1,0739

HRK

7,4400

7,5597

JPY

135,01

123,4000

HUF

310,3300

309,8300

USD

1,1993

1,0541

1.4.2.    Impiego di stime

Conformemente agli IPSAS e ai principi contabili comunemente accettati (GAAP), il bilancio include necessariamente importi basati su stime e ipotesi formulate dall’amministrazione sulla base delle informazioni più affidabili a disposizione. Le stime principali comprendono, tra l’altro: gli importi delle passività derivanti da benefici per i dipendenti, gli accantonamenti, il rischio finanziario sulle rimanenze e i crediti, i ratei passivi e attivi, le attività e passività potenziali, il grado di riduzione di valore delle attività immateriali e di immobili, impianti e macchinari e gli importi indicati nelle note riguardanti gli strumenti finanziari. I risultati effettivi possono discostarsi dalle stime. Le variazioni delle stime sono indicate nel periodo in cui sono rese note.

1.5.   STATO PATRIMONIALE

1.5.1.    Attività immateriali

Le licenze di software acquistate sono iscritte al costo storico, detratti gli ammortamenti accumulati e le perdite per riduzione di valore. Le attività sono ammortizzate secondo il metodo delle quote costanti lungo la loro vita utile stimata (3-11 anni). La vita utile stimata delle attività immateriali dipende dalla durata specifica della loro vita economica o giuridica determinata per accordo. Le attività immateriali prodotte internamente sono capitalizzate quando vengono soddisfatti i pertinenti criteri dei principi contabili dell’UE e si riferiscono soltanto alla fase di sviluppo dell’attività. I costi capitalizzabili comprendono tutti i costi direttamente imputabili, necessari per creare, produrre e preparare le attività in modo da poter funzionare come previsto dall’amministrazione. I costi associati alle attività di ricerca, i costi di sviluppo non capitalizzabili e i costi di manutenzione sono rilevati come spese al momento in cui sono sostenuti.

1.5.2.    Immobili, impianti e macchinari

Tutti gli immobili, gli impianti e i macchinari sono registrati al costo storico, detratti l’ammortamento accumulato e le perdite per riduzione di valore. Il costo comprende le spese direttamente riconducibili all’acquisizione, alla costruzione o al trasferimento delle attività.

I costi successivi sono inclusi nel valore contabile dell’attività o rilevati, se del caso, come attività separata solo se è probabile che i benefici economici futuri o i servizi potenziali connessi all’attività andranno all’UE e il costo del bene possa essere calcolato in maniera affidabile. I costi di manutenzione e riparazione sono registrati nel prospetto del risultato economico dell’esercizio nel corso del quale sono sostenuti.

I terreni e le opere d’arte non sono ammortizzati, in quanto si ritiene abbiano una vita utile indefinita. Le immobilizzazioni in corso non sono ammortizzate, in quanto non sono ancora disponibili per l’uso. L’ammortamento delle altre attività è calcolato utilizzando il metodo dell’ammortamento a quote costanti per imputare i relativi costi meno il loro valore residuo durante la vita utile stimata, come segue:

Tipo di attività

Tasso di ammortamento a quote costanti

Immobili

dal 4 % al 10 %

Attività spaziali

dal 8 % al 25 %

Impianti e macchinari

dal 10 % al 25 %

Mobilio e mezzi di trasporto

dal 10 % al 25 %

Materiale informatico (hardware)

dal 25 % al 33 %

Altro

dal 10 % al 33 %

I profitti e le perdite derivanti dalla dismissione sono determinati raffrontando le entrate, al netto delle spese per la vendita, con il valore contabile dell’attività dismessa e sono inclusi nel prospetto del risultato economico.

Leasing

I leasing di attività materiali, nei quali l’UE sopporta sostanzialmente tutti i rischi e riceve tutti i benefici della proprietà, sono classificati come leasing finanziario. I leasing finanziari sono capitalizzati alla data di inizio del leasing al minore fra il fair value (valore equo) dell’attività locata e il valore attuale dei pagamenti minimi per il leasing. La parte degli interessi dei pagamenti dovuti per il leasing finanziario è rilevata come spesa per il periodo del leasing ad un tasso periodico costante in relazione al saldo residuo. Le obbligazioni di pagamento del canone di locazione, al netto degli oneri finanziari, sono incluse nelle passività finanziarie (non correnti e correnti). La componente interessi degli oneri finanziari è rilevata nel prospetto del risultato economico per il periodo del leasing, in modo da produrre un tasso di interesse periodico costante sulla passività residua per ciascun periodo. Le attività detenute mediante leasing finanziario sono ammortizzate sul periodo più breve tra la vita utile dell’attività e la durata del leasing.

Il leasing nel quale il locatore mantiene una parte significativa dei rischi e dei benefici inerenti alla proprietà è classificato come leasing operativo. I pagamenti per i leasing operativi sono rilevati come spesa nel prospetto del risultato economico a quote costanti per il periodo del leasing.

1.5.3.    Riduzione di valore delle attività non finanziarie

Le attività che hanno una vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento e ogni anno ne viene verificata la riduzione di valore. Si procede alla verifica della riduzione di valore delle attività soggette ad ammortamento ogniqualvolta determinati eventi o cambiamenti di circostanze indichino che il valore contabile potrebbe non essere recuperabile. È rilevata una perdita per riduzione di valore pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività e il relativo valore recuperabile (servizio). Il valore recuperabile (servizio) è il più elevato tra il fair value (valore equo) dell’attività, detratti i costi di vendita, e il valore d’uso.

Il valore residuo delle attività immateriali, degli immobili, degli impianti e dei macchinari e la loro vita utile sono rivisti e, se necessario, rettificati almeno una volta all’anno. Qualora sia superiore al valore recuperabile (servizio) stimato, il valore contabile dell’attività è immediatamente ridotto al valore recuperabile (servizio). Se i motivi delle riduzioni di valore rilevate in anni precedenti non sono più validi, le perdite per riduzione di valore vengono rettificate di conseguenza.

1.5.4.    Investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto

Partecipazioni in collegate e joint venture

Gli investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto sono inizialmente rilevati al prezzo di costo. La partecipazione dell’UE in detti investimenti è rilevata nel prospetto del risultato economico, e la sua quota dei movimenti delle riserve è rilevata nella riserva del fair value (valore equo) nell’attivo netto. Il costo iniziale assieme a tutti i movimenti (ulteriori contributi, quota dei risultati economici e movimenti delle riserve, riduzioni di valore e dividendi) danno il valore contabile dell’investimento nel bilancio alla data di riferimento del bilancio. I dividendi derivanti dall’investimento riducono il valore contabile dell’attività.

Se la quota dell’UE dei disavanzi di un investimento contabilizzato con il metodo del patrimonio netto è uguale o superiore alla partecipazione nell’investimento, l’UE cessa di rilevare la propria quota delle perdite ulteriori («perdite non rilevate»). Dopo aver azzerato la partecipazione dell’UE, le ulteriori perdite sono accantonate e rilevate come passività, soltanto nella misura in cui l’UE abbia contratto obbligazioni legali o implicite oppure abbia effettuato pagamenti per conto dell’entità.

Se vi sono indicazioni di una riduzione di valore, è necessario procedere ad una svalutazione al valore recuperabile più basso. Il valore recuperabile si determina come descritto alla nota 1.5.3. Se successivamente il motivo della riduzione di valore non è più valido, la perdita per riduzione di valore viene rettificata al valore contabile che sarebbe stato determinato qualora non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

Laddove detiene una percentuale pari o superiore al 20 % di un fondo di investimento, l’UE non mira a esercitare un’influenza notevole. Tali fondi sono pertanto trattati come strumenti finanziari classificati come disponibili per la vendita.

Le collegate e le joint venture classificate come entità minori non sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto. I contributi dell’UE a favore di dette entità sono contabilizzati come spese dell’esercizio.

1.5.5.    Attività finanziarie

Classificazione

L’UE classifica le proprie attività finanziarie nelle seguenti categorie: attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo; finanziamenti e crediti; investimenti posseduti sino alla scadenza; e attività finanziarie disponibili per la vendita. La classificazione degli strumenti finanziari è stabilita in sede di rilevazione iniziale e nuovamente valutata ad ogni data di riferimento del bilancio.

i)   Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

Un’attività finanziaria è classificata in questa categoria se acquisita principalmente a scopo di vendita a breve termine. Anche gli strumenti derivati sono classificati in questa categoria. Le attività che rientrano in questa categoria sono classificate come attività correnti qualora se ne preveda il realizzo entro 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio.

ii)   Finanziamenti e crediti

I finanziamenti e crediti sono attività finanziarie non derivate con pagamenti fissi o determinabili non quotate in un mercato attivo. Si creano quando l’UE fornisce fondi, beni o servizi direttamente a un debitore senza l’intenzione di utilizzare il credito a fini di negoziazione o nel caso in cui l’UE assume i diritti del prestatore originario a seguito di un pagamento effettuato dall’UE nel quadro di un contratto di garanzia. I pagamenti dovuti entro 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio sono classificati come attività correnti. I pagamenti dovuti dopo 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio sono classificati come attività non correnti. I finanziamenti e crediti comprendono i depositi a termine con scadenza originaria superiore a tre mesi.

iii)   Investimenti posseduti sino alla scadenza

Gli investimenti posseduti sino alla scadenza sono attività finanziarie non derivate con pagamenti fissi o determinabili e scadenze fisse che l’UE può e intende possedere sino alla scadenza. Nel corso dell’esercizio finanziario considerato, l’UE non ha detenuto investimenti appartenenti a questa categoria.

iv)   Attività finanziarie disponibili per la vendita

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono o strumenti non derivati rientranti in questa categoria o strumenti non classificati in nessuna delle altre categorie. Sono classificate come attività correnti o come attività non correnti, in funzione del periodo di tempo per il quale l’UE intende mantenerle. Anche gli investimenti in entità che non sono né consolidate né contabilizzate con il metodo del patrimonio netto e altri investimenti di tipo azionario (ad esempio, le operazioni su capitali di rischio) sono classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita.

Rilevazione e valutazione iniziali

Le acquisizioni e le vendite di attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo, possedute sino alla scadenza e disponibili per la vendita, sono rilevate alla data di negoziazione, ovvero alla data alla quale l’UE si impegna ad acquistare o a vendere l’attività. I mezzi equivalenti a disponibilità liquide e i prestiti sono rilevati quando il contante viene erogato ai mutuatari. Gli strumenti finanziari sono inizialmente rilevati al fair value (valore equo). Per tutte le attività finanziarie non contabilizzate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo al momento della rilevazione iniziale il fair value (valore equo) è maggiorato dei costi di transazione. Le attività finanziarie contabilizzate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo sono inizialmente rilevate al fair value (valore equo) e i costi di transazione sono rilevati nel prospetto del risultato economico.

Il fair value (valore equo) di un’attività finanziaria al momento della rilevazione iniziale è normalmente il prezzo dell’operazione (ossia il fair value (valore equo) del corrispettivo ricevuto), a meno che il fair value (valore equo) dello strumento sia individuato mediante il confronto con altre operazioni correnti di mercato osservabili per lo stesso strumento o basate su una tecnica di valutazione le cui variabili includono soltanto dati provenienti da mercati osservabili (ad esempio nel caso di alcuni contratti derivati). Tuttavia, quando viene concesso un prestito a lungo termine a tasso zero o a un tasso inferiore a quello di mercato, il suo fair value (valore equo) può essere stimato pari al valore attuale di tutti gli incassi futuri, calcolato sulla base del tasso di interesse prevalente nel mercato per strumenti simili con analogo rating di credito.

I prestiti concessi sono valutati al loro importo nominale, che è considerato il fair value (valore equo) del prestito. I motivi sono i seguenti:

il mercato per le attività di concessione di prestiti dell’UE è molto specifico e diverso dal mercato dei capitali utilizzato per l’emissione di titoli commerciali o titoli di Stato. Poiché i prestatori che operano in tali mercati hanno l’opportunità di scegliere investimenti alternativi, nei prezzi di mercato si tiene conto di questa circostanza. Tuttavia, l’opportunità di effettuare investimenti alternativi non esiste per l’UE, alla quale non è consentito investire denaro sui mercati di capitali; essa ha soltanto la possibilità prendere in prestito fondi per concedere prestiti allo stesso tasso. Ne consegue che l’UE non dispone di un’opzione alternativa di investimento o di erogazione di prestiti per gli importi presi a prestito. Non esiste quindi un costo di opportunità e pertanto non vi è una base di confronto con i tassi di mercato. In effetti, il mercato è rappresentato dalla stessa operazione di prestito dell’UE. In sostanza, poiché «l’opzione» del costo di opportunità non è applicabile, il prezzo di mercato non rispecchia correttamente la sostanza delle operazioni di prestito dell’UE. Non è opportuno pertanto determinare il fair value (valore equo) dei prestiti dell’UE in riferimento ai titoli commerciali o ai titoli di Stato.

Inoltre, poiché non esistono un mercato attivo o operazioni simili paragonabili, il tasso di interesse che l’UE deve utilizzare per calcolare il fair value (valore equo) delle proprie operazioni di prestito a titolo del MESF, della BdP e di altri prestiti simili, dovrebbe essere il tasso di interesse applicato.

Inoltre, per tali prestiti, esistono effetti compensativi tra prestiti erogati e prestiti assunti, dovuti al loro carattere di prestiti back-to-back. Pertanto, l’interesse effettivo del prestito concesso è pari al tasso di interesse effettivo per il relativo prestito assunto. I costi di transazione sostenuti dall’UE e successivamente addebitati al beneficiario del prestito concesso sono rilevati direttamente nel prospetto del risultato economico.

Gli strumenti finanziari sono eliminati contabilmente quando i diritti di ricevere i flussi finanziari che ne derivano sono scaduti o quando l’UE ha trasferito ad un’altra parte sostanzialmente tutti i rischi e i benefici inerenti alla proprietà.

Valutazione successiva

a)

Le attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo sono successivamente contabilizzate al fair value (valore equo). I profitti e le perdite derivanti da variazioni del fair value (valore equo) della categoria «strumenti finanziari valutati al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo» sono inclusi nel prospetto del risultato economico nell’esercizio in cui insorgono.

b)

I finanziamenti e crediti sono contabilizzati al costo ammortizzato secondo il metodo dell’interesse effettivo. Nel caso di prestiti concessi con fondi presi a prestito, viene applicato il medesimo tasso di interesse effettivo sia ai prestiti concessi che ai prestiti assunti, dato che i prestiti concessi hanno le caratteristiche di operazioni back-to-back e le differenze tra le condizioni e gli importi dei prestiti concessi e di quelli assunti non sono rilevanti. I costi di transazione sostenuti dall’UE e successivamente addebitati al beneficiario del prestito concesso sono rilevati direttamente nel prospetto del risultato economico.

c)

Le attività possedute sino alla scadenza sono contabilizzate al costo ammortizzato secondo il metodo dell’interesse effettivo. Attualmente l’UE non detiene investimenti posseduti fino alla scadenza.

d)

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono successivamente contabilizzate al fair value (valore equo). I profitti e le perdite derivanti da variazioni del fair value (valore equo) delle attività finanziarie disponibili per la vendita sono rilevati nella riserva del fair value (valore equo), fatta eccezione per le differenze di conversione sulle attività monetarie, che sono rilevate nel prospetto del risultato economico. Quando le attività classificate come attività finanziarie disponibili per la vendita sono eliminate contabilmente o subiscono una riduzione di valore, gli adeguamenti cumulativi del fair value (valore equo) rilevati in precedenza nella riserva del fair value (valore equo) sono rilevati nel prospetto del risultato economico. Gli interessi sulle attività finanziarie disponibili per la vendita, calcolati secondo il criterio dell’interesse effettivo, sono rilevati nel prospetto del risultato economico. I dividendi relativi agli strumenti rappresentativi di capitale disponibili per la vendita sono rilevati una volta accertato il diritto dell’UE di ricevere il pagamento.

Il fair value (valore equo) degli investimenti quotati nei mercati attivi è basato sui prezzi di offerta correnti. Qualora per un’attività finanziaria non vi siano mercati attivi (come nel caso dei titoli non quotati e dei derivati OTC), l’UE stabilisce un fair value (valore equo) ricorrendo a tecniche di valutazione. Tali tecniche includono l’utilizzo di operazioni in condizioni di libera concorrenza, il riferimento ad altri strumenti sostanzialmente analoghi, l’analisi dei flussi finanziari attualizzati, i modelli per la misurazione del prezzo delle opzioni e altre tecniche di valutazione comunemente in uso fra i partecipanti al mercato.

Gli investimenti in fondi di venture capital, classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita, che non hanno un prezzo di mercato quotato in un mercato attivo sono valutati al valore dell’attivo netto attribuibile, che è considerato un equivalente del loro fair value (valore equo).

Qualora il fair value (valore equo) degli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale che non hanno un prezzo di mercato quotato in un mercato attivo non sia misurabile in maniera affidabile, tali investimenti sono valutati al costo detraendo le perdite per riduzione di valore.

Riduzione di valore delle attività finanziarie

Ad ogni data di riferimento del bilancio l’UE valuta se sussistano elementi oggettivi che indichino una riduzione di valore di un’attività finanziaria. Un’attività finanziaria ha subito una riduzione di valore e le perdite per riduzione di valore sono sostenute se, e soltanto se, vi siano elementi oggettivi che indicano una riduzione del valore a seguito di uno o più eventi verificatisi dopo la rilevazione iniziale dell’attività e tale evento (o eventi) di perdita produca effetti sui flussi finanziari futuri stimati dell’attività finanziaria che possono essere stimati attendibilmente.

a)   Attività contabilizzate al costo ammortizzato

Quando esistono elementi oggettivi che indicano il verificarsi di una perdita per riduzione di valore su finanziamenti e crediti o su investimenti posseduti sino alla scadenza contabilizzati al costo ammortizzato, l’importo della perdita è misurato come la differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati (escludendo perdite di credito future che non sono state sostenute) attualizzato al tasso di interesse effettivo originario dell’attività finanziaria. Il valore contabile dell’attività è ridotto e l’importo della perdita è rilevato nel prospetto del risultato economico. Laddove un prestito o un investimento posseduto sino a alla scadenza ha un tasso di interesse variabile, il tasso di attualizzazione per misurare le perdite per riduzione di valore è il tasso di interesse effettivo corrente stabilito secondo contratto. Il calcolo del valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati di un’attività finanziaria con pegno riflette i flussi finanziari che possono risultare dal pignoramento, meno i costi per l’ottenimento e la vendita del pegno, a seconda se il pignoramento sia probabile o meno. Se in un esercizio successivo l’importo della perdita per riduzione di valore diminuisce e tale diminuzione può essere oggettivamente ricondotta a un evento verificatosi dopo che la riduzione di valore è stata rilevata, la perdita per riduzione di valore rilevata in precedenza è stornata nel prospetto del risultato economico.

b)   Attività contabilizzate al valore equo

Nel caso di investimenti azionari classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita, per determinare se i titoli hanno subito una riduzione di valore, si prende in considerazione una riduzione significativa o permanente (prolungata) del fair value (valore equo) del titolo al di sotto del suo costo. Laddove esistano elementi a conferma in relazione alle attività finanziarie disponibili per la vendita, la perdita cumulativa (misurata come la differenza tra costo di acquisizione e fair value (valore equo) corrente, detratte le perdite per riduzione di valore dell’attività finanziaria in questione in precedenza rilevate nel prospetto del risultato economico) viene eliminata dalle riserve e rilevata nel prospetto del risultato economico. Le perdite per riduzione di valore su strumenti rappresentativi di capitale rilevate nel prospetto del risultato economico non sono rettificate nel prospetto del risultato economico. Se in un esercizio successivo il fair value (valore equo) di un titolo di debito classificato come attività finanziaria disponibile per la vendita aumenta e tale aumento può essere oggettivamente ricondotto a un evento verificatosi dopo la rilevazione della perdita per riduzione di valore, la perdita per riduzione di valore è stornata nel prospetto del risultato economico.

1.5.6.    Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è calcolato utilizzando il metodo FIFO (first-in, first-out). Il costo dei prodotti finiti e di quelli in corso di produzione comprende le materie prime, la manodopera diretta, altri costi direttamente imputabili e i relativi costi generali di produzione (in base alla normale capacità operativa). Il valore netto di realizzo è il prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento dell’attività al netto dei costi di completamento e dei costi di vendita. Quando le rimanenze sono destinate alla distribuzione gratuita o a un prezzo simbolico, sono valutate al minore fra il costo e il costo di sostituzione attuale. Il costo di sostituzione attuale è il costo che l’UE dovrebbe sostenere per acquistare l’attività alla data di riferimento del bilancio.

1.5.7.    Prefinanziamenti

I prefinanziamenti sono pagamenti destinati a fornire al beneficiario un anticipo di cassa, ossia un fondo cassa. Possono essere frazionati in diversi versamenti nell’arco di un periodo definito nel contratto, nella decisione, nella convenzione o nella base giuridica specifici. Il fondo cassa o anticipo di cassa è utilizzato per gli scopi per cui è corrisposto nel periodo fissato nell’accordo oppure è restituito. Se non sostiene spese ammissibili, il beneficiario è tenuto a restituire all’UE l’anticipo concesso a titolo di prefinanziamento. L’importo del prefinanziamento può essere ridotto (in tutto o in parte) in base all’accettazione dei costi ammissibili (che sono rilevati come spese).

Alle successive date di riferimento del bilancio il prefinanziamento è valutato all’importo inizialmente rilevato nello stato patrimoniale meno le spese ammissibili (se necessario, anche utilizzando importi stimati) sostenute durante il periodo.

Gli interessi sui prefinanziamenti sono rilevati al momento della riscossione, conformemente alle pertinenti disposizioni dell’accordo. A fine esercizio viene fatta una stima degli interessi maturati, sulla base delle informazioni più attendibili, che viene inclusa nello stato patrimoniale.

Gli altri anticipi agli Stati membri che hanno origine dal rimborso, da parte dell’UE, di importi versati come anticipo dagli Stati membri ai loro beneficiari (inclusi gli «strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente») sono rilevati come attività e presentati nella rubrica prefinanziamenti. Gli altri anticipi agli Stati membri vengono successivamente valutati all’importo inizialmente rilevato nello stato patrimoniale meno la migliore stima delle spese ammissibili sostenute dai beneficiari finali, calcolata sulla base di ipotesi ragionevoli e sostenibili.

Anche i contributi dell’UE ai fondi fiduciari del Fondo europeo di sviluppo o ad altre entità non consolidate sono classificati come prefinanziamenti, in quanto il loro scopo è fornire un fondo cassa al fondo fiduciario per permettere a quest’ultimo di finanziare azioni specifiche definite nel quadro degli obiettivi del fondo fiduciario. I contributi dell’UE ai fondi fiduciari sono valutati all’importo iniziale del contributo dell’UE meno le spese ammissibili, anche utilizzando importi stimati, se necessario, sostenute dal fondo fiduciario nel periodo di riferimento e assegnate al contributo dell’UE conformemente al relativo accordo.

1.5.8.    Crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

Poiché le norme contabili dell’UE richiedono la presentazione separata delle operazioni di scambio e delle operazioni senza corrispettivo equivalente, ai fini dell’elaborazione dei conti, i crediti sono definiti come derivanti da operazioni di scambio e i valori recuperabili sono definiti come derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente (vale a dire quando l’UE riceve valore da un’altra entità senza dover dare in cambio un valore approssimativamente uguale, ad esempio nel caso dei valori recuperabili dagli Stati membri relativi alle risorse proprie).

I crediti derivanti da operazioni di scambio soddisfano la definizione di strumenti finanziari e sono pertanto classificati come finanziamenti e crediti e valutati di conseguenza (cfr. nota 1.5.5). Le informazioni di cui alle note relative agli strumenti finanziari riguardanti i crediti derivanti da operazioni di scambio comprendono ratei e risconti attivi derivanti da operazioni di scambio, non avendo questi carattere rilevante.

I valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente sono contabilizzati all’importo originale (rettificato per tenere conto degli interessi e delle ammende) meno la svalutazione per la riduzione di valore. Si stabilisce una svalutazione per riduzione di valore dei valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente quando sussistono elementi obiettivi che indicano che l’UE non sarà in grado di riscuotere la totalità degli importi dovuti entro le scadenze originariamente previste. L’importo della svalutazione è pari alla differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore recuperabile. L’importo della svalutazione è rilevato nel prospetto del risultato economico. Viene altresì effettuata una svalutazione generale, basata sull’esperienza passata, per gli ordini di recupero in essere non ancora soggetti a svalutazione specifica. Cfr. nota 1.5.14 sul trattamento dei ratei attivi a fine esercizio. Gli importi esposti e indicati come valori recuperabili derivanti da operazioni senza corrispettivo equivalente non sono strumenti finanziari, dato che non derivano da un contratto che darebbe origine a una passività finanziaria o a uno strumento rappresentativo di capitale. Tuttavia, nelle note al bilancio, i valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente sono indicati assieme ai crediti derivanti da operazioni di scambio, se del caso.

1.5.9.    Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono strumenti finanziari e includono il denaro contante, i depositi bancari a vista o a breve termine e altri investimenti a breve termine ad alta liquidità con scadenze originarie pari o inferiori ai tre mesi.

1.5.10.    Pensioni e altri benefici per i dipendenti

Obbligazioni pensionistiche

L’UE gestisce un regime pensionistico a benefici definiti. Il personale contribuisce, tramite detrazioni applicate alla retribuzione, a coprire un terzo del costo previsto di tali benefici, mentre la passività a titolo del regime pensionistico non è finanziata. La passività rilevata nello stato patrimoniale in relazione ai piani pensionistici a benefici definiti è pari al valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti alla data di riferimento del bilancio meno il fair value (valore equo) delle attività dei piani. L’obbligazione per benefici definiti è calcolata dagli attuari secondo il metodo della proiezione unitaria del credito. Il valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti è determinato attualizzando i futuri flussi finanziari in uscita stimati sulla base dei tassi di interesse di obbligazioni di Stato espresse nella valuta in cui saranno pagati i benefici e con termini di scadenza prossimi ai termini della relativa passività pensionistica.

I profitti e le perdite attuariali risultanti da adeguamenti basati sull’esperienza passata e modifiche delle ipotesi attuariali sono immediatamente rilevati nel prospetto del risultato economico. I costi relativi alle prestazioni di lavoro passate sono immediatamente rilevati nel prospetto del risultato economico, a meno che le modifiche del piano pensionistico siano subordinate alla permanenza in servizio dei dipendenti per un determinato periodo di tempo (periodo di maturazione). In tal caso, i predetti costi sono ammortizzati con il metodo delle quote costanti lungo il periodo di maturazione.

Benefici malattia successivi alla fine del rapporto di lavoro

L’UE fornisce al proprio personale benefici malattia consistenti nel rimborso delle spese mediche. Per la gestione quotidiana è stato creato un fondo distinto. I membri del personale in attività o in pensione, i vedovi e i loro aventi diritto beneficiano di questo regime. I benefici concessi ai «non in attività» (pensionati, orfani, ecc.) sono classificati come «Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro». Data la natura di tali benefici, è necessario un calcolo attuariale. La passività nello stato patrimoniale è determinata sulle stesse basi dell’obbligazione pensionistica (cfr. sopra).

1.5.11.    Accantonamenti

Gli accantonamenti sono rilevati quando l’UE ha un’obbligazione attuale, legale o implicita nei confronti di terzi, a seguito di eventi passati, ed è probabile che per adempiere all’obbligazione si renda necessaria un’uscita di risorse di cui è possibile fare una stima affidabile. Non sono rilevati accantonamenti per future perdite di esercizio. L’ammontare dell’accantonamento è dato dalla migliore stima delle spese che si prevede saranno necessarie per adempiere all’obbligazione attuale alla data di riferimento del bilancio. Quando l’accantonamento include un ampio numero di voci, l’obbligazione è stimata ponderando tutti i possibili risultati con le relative probabilità (metodo del «valore atteso»).

1.5.12.    Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono classificate come passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo, passività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato o come passività per garanzie finanziarie.

I prestiti assunti sono costituiti da prestiti ricevuti da istituti di credito e da debiti rappresentati da certificati. Essi sono inizialmente rilevati al fair value (valore equo), con i proventi della loro emissione [fair value (valore equo) del corrispettivo percepito] al netto dei costi di transazione sostenuti, e successivamente contabilizzati al costo ammortizzato utilizzando il metodo dell’interesse effettivo; le differenze tra i proventi, al netto dei costi di transazione, e il valore di riscatto sono rilevate nel prospetto del risultato economico lungo la durata del prestito utilizzando il metodo dell’interesse effettivo. Nel caso di prestiti concessi con fondi presi a prestito, il metodo dell’interesse effettivo non può essere applicato ai prestiti assunti e ai prestiti erogati, per ragioni di rilevanza. I costi di transazione sostenuti dall’UE e successivamente addebitati al beneficiario del prestito concesso sono rilevati direttamente nel prospetto del risultato economico.

Le passività finanziarie classificate come al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo includono i derivati il cui fair value (valore equo) è negativo. Si applica il medesimo trattamento contabile riservato alle attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo (cfr. nota 1.5.5).

Le passività per garanzie finanziarie sono inizialmente rilevate al fair value (valore equo), ossia il premio ricevuto. Successivamente, le passività per garanzie finanziarie sono valutate al valore più alto fra la migliore stima delle spese che si prevede verranno richieste per estinguere la passività per garanzie finanziarie e l’importo inizialmente riconosciuto, dedotto l’ammortamento cumulativo, se del caso. L’UE riconosce una passività per garanzie finanziarie quando riceve un corrispettivo a fronte della concessione di tale garanzia, cioè a condizioni di mercato, ovvero quando il valore equo della garanzia può essere valutato in maniera affidabile. Qualora non vi sia un mercato attivo per un contratto di garanzia direttamente equivalente, l’UE registra la garanzia come passività potenziale (cfr. nota 1.7.2), ovvero — quando è piuttosto probabile che si renderà necessaria un’uscita di risorse per liquidare l’obbligazione — l’UE registra un accantonamento (cfr. nota 1.5.11).

Le passività finanziarie sono classificate come passività non correnti, ad eccezione delle scadenze inferiori a 12 mesi a decorrere dalla data di riferimento del bilancio.

I fondi fiduciari dell’UE, considerati facenti parte delle attività operative della Commissione, sono contabilizzati nei conti della Commissione e consolidati nei conti annuali dell’UE. Pertanto, i contributi di altri donatori ai fondi fiduciari dell’UE soddisfano i criteri dei proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente soggette a condizioni e sono presentati come passività finanziarie fino a quando sono soddisfatte le condizioni cui sono soggetti i contributi trasferiti, ossia i costi ammissibili sono sostenuti dal fondo fiduciario. Il fondo fiduciario è tenuto a finanziare progetti specifici e a restituire i fondi rimanenti al momento della liquidazione. Alla data di riferimento del bilancio le passività residue relative ai contributi sono valutate in base ai contributi ricevuti al netto delle spese sostenute dal fondo fiduciario, utilizzando, ove necessario, importi stimati. Ai fini dell’informativa, le spese nette sono ripartite tra i contributi di altri donatori in proporzione ai contributi netti versati al 31 dicembre. La ripartizione dei contributi è solo indicativa. Quando il fondo fiduciario è liquidato l’effettiva divisione delle risorse restanti è decisa dal consiglio del fondo fiduciario.

1.5.13.    Debiti

Una parte considerevole dei debiti dell’UE consiste in dichiarazioni di spesa non liquidate presentate da beneficiari di sovvenzioni o di altri finanziamenti dell’UE (operazioni senza corrispettivo equivalente). Sono registrate come debiti per l’importo richiesto al momento del ricevimento. Successivamente alla verifica e all’accettazione dei costi ammissibili, i debiti sono valutati all’importo ammissibile accettato.

I debiti derivanti dall’acquisizione di beni e servizi sono rilevati al ricevimento della fattura per l’importo originario, mentre le relative spese sono contabilizzate al momento della consegna o prestazione e dell’accettazione da parte dell’UE.

1.5.14.    Ratei e risconti attivi e passivi e oneri

Le operazioni e gli eventi sono rilevati nel bilancio nel periodo al quale si riferiscono. A fine esercizio, qualora non sia ancora stata emessa la fattura ma il servizio sia stato prestato o le forniture siano state consegnate dall’UE ovvero esista un accordo contrattuale (ad esempio in riferimento a un trattato), viene rilevato in bilancio un rateo attivo. Inoltre, al termine dell’esercizio, qualora sia stata emessa una fattura ma i servizi non siano ancora stati prestati o le forniture non siano ancora state consegnate, i proventi sono oggetto di risconto e rilevati nell’esercizio successivo.

Anche le spese sono contabilizzate nel periodo al quale si riferiscono. Alla fine dell’esercizio i ratei passivi sono rilevati in base all’importo stimato delle obbligazioni di trasferimento nell’esercizio. Il calcolo dei ratei passivi viene effettuato in conformità alle linee guida pratiche e operative dettagliate pubblicate dalla Commissione che mirano ad assicurare che il bilancio fornisca un quadro fedele dei fenomeni economici e di altra natura che intende rappresentare. Per analogia, se è stato effettuato un pagamento anticipato per servizi e beni non ancora ricevuti, la spese è oggetto di risconto e rilevata nell’esercizio successivo.

1.6.   PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO

1.6.1.    Proventi

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

La maggior parte delle entrate dell’UE deriva da operazioni senza corrispettivo equivalente:

Risorse basate sull’RNL e risorse IVA

I proventi sono rilevati per l’esercizio per il quale la Commissione invia una richiesta di fondi agli Stati membri domandandone il contributo. Esse sono valutate al rispettivo «importo richiesto». Poiché le risorse IVA e RNL sono basate su stime dei dati relativi all’esercizio contabile in oggetto, esse sono soggette a revisione per tenere conto delle variazioni intervenute fino alla data in cui gli Stati membri comunicano i dati definitivi. L’effetto della variazione delle stime è contabilizzato quando si determina l’avanzo o il disavanzo netto relativo all’esercizio in cui la variazione è intervenuta.

Risorse proprie tradizionali

I valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente e i relativi proventi sono rilevati al momento del ricevimento degli estratti mensili del «conto A» (comprendenti i diritti riscossi e gli importi dovuti che sono garantiti e non contestati) inviati dagli Stati membri. Alla data di riferimento del bilancio, le entrate riscosse dagli Stati membri per l’esercizio ma non ancora versate alla Commissione sono stimate e rilevate come ratei attivi. Gli estratti trimestrali del conto «B» (comprendente i diritti né riscossi né garantiti, nonché gli importi garantiti che sono stati contestati dal debitore) trasmessi dagli Stati membri sono rilevati come entrate al netto dei costi di riscossione loro dovuti. Inoltre, è rilevata una riduzione di valore per l’importo stimato del mancato recupero.

Ammende

I proventi derivanti dalle ammende sono rilevati quando l’UE adotta la decisione di infliggere l’ammenda e questa è ufficialmente notificata al destinatario. In caso di dubbi riguardo alla solvibilità di un’impresa, viene rilevata una riduzione di valore sul diritto. Dopo la decisione di infliggere l’ammenda il debitore dispone di un termine di due mesi dalla notifica per:

a)

accettare la decisione e quindi pagare l’importo dell’ammenda nei termini prescritti; l’importo è incassato dall’UE in via definitiva; oppure

b)

non accettare la decisione e presentare ricorso ai sensi del diritto dell’UE.

Tuttavia, anche in caso di ricorso, l’importo dell’ammenda deve essere pagato entro i tre mesi prescritti, dato che il ricorso non ha effetto sospensivo (articolo 278 del trattato UE) oppure in sostituzione il debitore può, a talune condizioni e previo consenso del contabile della Commissione, presentare una garanzia bancaria per l’importo.

Se l’impresa presenta ricorso contro la decisione e ha già provveduto a pagare l’ammenda in via provvisoria, l’importo dell’ammenda è registrato come passività potenziale. Tuttavia, dato che il ricorso contro la decisione dell’UE da parte del destinatario dell’ammenda non ha effetto sospensivo, la liquidità percepita viene utilizzata per estinguere il valore recuperabile. Quando è fornita una garanzia in sostituzione del pagamento, l’ammenda resta contabilizzata come valore recuperabile. Qualora appaia probabile che il Tribunale emetta una sentenza sfavorevole nei confronti dell’UE, viene rilevato un accantonamento per far fronte a detto rischio. Laddove invece sia stata presentata una garanzia, il valore recuperabile viene cancellato come prescritto. Gli interessi accumulati percepiti dalla Commissione sui conti bancari in cui sono depositati i pagamenti ricevuti, sono contabilizzati come entrate, e le passività potenziali sono aumentate in proporzione.

Dal 2010 gli importi delle ammende incassate in via provvisoria sono gestiti dalla Commissione in un fondo appositamente creato (BUFI) e investiti in strumenti finanziari.

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

I proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi vengono rilevati quando i rischi e i vantaggi significativi inerenti la proprietà dei beni sono trasferiti all’acquirente. I proventi associati a un’operazione di fornitura di servizi sono rilevati in funzione della fase raggiunta dall’operazione alla data di riferimento del bilancio.

Interessi attivi e passivi

Gli interessi attivi e passivi sono rilevati nel prospetto del risultato economico in base al metodo dell’interesse effettivo. Questo metodo permette di calcolare il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria e di distribuire gli interessi attivi e passivi nel corso dell’esercizio pertinente. Nel calcolare il tasso di interesse effettivo, l’UE stima i flussi finanziari prendendo in considerazione tutti i termini contrattuali dello strumento finanziario (ad esempio le possibilità di pagamento anticipato) senza considerare tuttavia perdite su crediti future. Il calcolo include tutte le commissioni e i punti versati o riscossi tra le parti del contratto, che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, nonché i costi di transazione e tutti gli altri premi o sconti.

Una volta che un’attività finanziaria, o un gruppo di attività finanziarie simili, è stata svalutata in seguito a una perdita per riduzione di valore, gli interessi attivi sono rilevati utilizzando il tasso di interesse applicato per attualizzare i flussi finanziari futuri al fine di valutare la perdita per riduzione di valore.

Proventi da dividendi

I proventi da dividendi e le ripartizioni simili sono rilevati quando è stato accertato il diritto di ricevere il pagamento.

1.6.2.    Spese

Le spese per operazioni senza corrispettivo equivalente rappresentano la maggior parte delle spese dell’UE. Esse si riferiscono a trasferimenti a favore di beneficiari e possono essere di tre tipi: diritti; trasferimenti nel quadro di contratti; sovvenzioni, contributi e donazioni discrezionali.

I trasferimenti sono rilevati come spese nel periodo in cui si sono verificati gli eventi che hanno dato luogo al trasferimento, a condizione che la natura di tale trasferimento sia ammessa dal regolamento (regolamento finanziario, statuto del personale o altro regolamento) o che sia stato sottoscritto un accordo che autorizza il trasferimento, che il beneficiario soddisfi gli eventuali criteri di ammissibilità e che sia possibile fare una stima ragionevole dell’importo.

Quando si ricevono richieste di pagamento o dichiarazioni di spesa conformi ai criteri di rilevazione, il trasferimento è rilevato come spesa per l’importo ammissibile. Alla chiusura dell’esercizio le spese ammissibili sostenute dovute ai beneficiari ma non ancora dichiarate sono stimate e contabilizzate come ratei passivi.

Le spese per operazioni di scambio associate all’acquisto di beni e servizi sono rilevate quando le forniture sono consegnate e accettate dall’UE. Sono valutate all’importo originario della fattura. Inoltre, alla data di riferimento del bilancio le spese relative al servizio prestato durante un periodo per il quale la fattura non è ancora stata incassata o accettata sono stimate e rilevate nel prospetto del risultato economico.

1.7.   ATTIVITÀ E PASSIVITÀ POTENZIALI

1.7.1.    Attività potenziali

Un’attività potenziale è una possibile attività derivante da eventi passati, la cui esistenza potrebbe essere confermata solo dal verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti su cui l’UE non esercita un controllo completo. L’attività potenziale è segnalata quando l’afflusso dei benefici economici o di servizi potenziali è probabile.

1.7.2.    Passività potenziali

Una passività potenziale è una possibile obbligazione derivante da eventi passati, la cui esistenza potrebbe essere confermata solo dal verificarsi o meno di uno o più eventi futuri incerti, su cui l’UE non esercita un controllo completo; può altresì trattarsi di un’obbligazione attuale originata da eventi passati ma non rilevata per una delle seguenti ragioni: è improbabile che sia necessaria un’uscita di risorse rappresentative di benefici economici o servizi potenziali per liquidare l’obbligazione, oppure, in circostanze rare, l’ammontare dell’obbligazione non può essere quantificato in maniera sufficientemente attendibile.

1.8.   RENDICONTO FINANZIARIO

Le informazioni relative ai flussi finanziari costituiscono il punto di partenza per valutare la capacità dell’UE di generare disponibilità liquide e mezzi equivalenti e le sue necessità di utilizzo di detti flussi.

Il rendiconto finanziario viene preparato utilizzando il metodo indiretto: il risultato economico dell’esercizio finanziario viene rettificato per gli effetti delle operazioni non monetarie, dei risconti o dei ratei relativi a incassi o pagamenti operativi già effettuati o previsti o di voci di entrata o spesa associate ai flussi finanziari inerenti agli investimenti.

I flussi finanziari derivanti da operazioni in valuta estera sono contabilizzati nella moneta di presentazione dell’UE (EUR), applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio tra l’euro e detta valuta estera in vigore alla data dell’operazione.

Il rendiconto finanziario riporta i flussi finanziari relativi all’esercizio, classificandoli in attività operative e di investimento (l’UE non ha attività di finanziamento).

Le attività operative sono le attività dell’UE diverse dalle attività di investimento. Si tratta della maggior parte delle attività svolte. I prestiti erogati ai beneficiari (e gli eventuali relativi prestiti assunti) non sono considerati attività di investimento (o di finanziamento), in quanto rientrano negli obiettivi generali, e pertanto nelle operazioni quotidiane dell’UE.

Le attività di investimento includono l’acquisizione e la cessione di attività immateriali, immobili, impianti e macchinari e altri investimenti non rientranti nelle disponibilità liquide equivalenti. Tra le attività di investimento non figurano i prestiti concessi ai beneficiari. L’obiettivo è illustrare gli investimenti effettivi realizzati dall’UE.

2.   NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE

ATTIVITÀ

2.1.   ATTIVITÀ IMMATERIALI

in milioni di EUR

Valore contabile lordo al 31.12.2016

820

Incrementi

105

Dismissioni

(1)

Trasferimenti fra categorie di attività

4

Altre variazioni

12

Valore contabile lordo al 31.12.2017

940

Ammortamenti accumulati al 31.12.2016

(439)

Spese di ammortamento per l’esercizio

(96)

Ripresa di valore dell’ammortamento

(3)

Dismissioni

4

Trasferimenti fra categorie di attività

(2)

Altre variazioni

0

Ammortamenti accumulati al 31.12.2017

(535)

Valore contabile netto al 31.12.2017

405

Valore contabile netto al 31.12.2016

381

Gli importi di cui sopra si riferiscono essenzialmente a software.

2.2.   IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI

La categoria «Attività spaziali» comprende le immobilizzazioni fisse operative relative ai due programmi spaziali dell’UE:i sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) Galileo ed EGNOS e il programma europeo di osservazione della terra Copernicus, mentre le immobilizzazioni dei sistemi spaziali non ancora operativi sono riportate nella rubrica «Immobilizzazioni in corso».

Per Galileo, nel 2017 sono stati aggiunti quattro nuovi satelliti alla costellazione operativa, che ora conta 18 satelliti. Al 31 dicembre 2017 le immobilizzazioni fisse operative di Galileo erano pari a 2 276 milioni di EUR, al netto degli ammortamenti (2016: 2 146 milioni di EUR). Le immobilizzazioni in corso rimanenti, pari a 1 026 milioni di EUR (2016: 756 milioni di EUR), comprendono i quattro satelliti lanciati a dicembre 2017, per i quali i test in orbita non erano ancora stati completati alla data di riferimento del bilancio. Lo sviluppo del sistema di Galileo continuerà fino a quando il sistema avrà raggiunto la sua piena capacità operativa. Una volta completata, la costellazione di Galileo comprenderà 24 satelliti operativi e 6 ricambi.

Per quanto riguarda Copernicus, un nuovo satellite (Sentinel 2B) è entrato in funzione nel 2017, in aggiunta ad altri quattro satelliti operativi di Copernicus, aumentando in tal modo il valore complessivo delle immobilizzazioni operative di Copernicus a 1 140 milioni di EUR (2016: 1 073 milioni di EUR), al netto dell’ammortamento accumulato. Ulteriori 1 443 milioni di EUR relativi ai satelliti di Copernicus sono rilevati come immobilizzazioni in corso (2016: 1 133 milioni di EUR).

Le immobilizzazioni fisse relative all’infrastruttura terrestre del servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria (EGNOS) pari a 67 milioni di EUR (2016: 83 milioni di EUR) sono altresì incluse nella rubrica «Attività spaziali». In più, le immobilizzazioni in corso di EGNOS ammontano a 52 milioni di EUR (2016: 21 milioni di EUR).

Le attività relative ai programmi spaziali dell’UE sono realizzate con l’assistenza dell’Agenzia spaziale europea (ESA).

Immobili, impianti e macchinari

in milioni di EUR

 

Terreni e fabbricati

Attività spaziali

Impianti e macchinari

Mobilio e mezzi di trasporto

Materiale informatico (hardware)

Altro

Leasing finanziari

Immobilizzazioni in corso

Totale

Valore contabile lordo al 31.12.2016

5 297

3 603

583

269

658

298

2 783

2 292

15 783

Incrementi

84

0

27

14

62

17

9

1 417

1 630

Dismissioni

(24)

(1)

(17)

(19)

(49)

(8)

(0)

(119)

Trasferimenti fra categorie di attività

98

641

2

1

1

1

(5)

(743)

(5)

Altre variazioni

1

21

1

1

3

2

(44)

(14)

Valore contabile lordo al 31.12.2017

5 456

4 264

597

266

675

309

2 787

2 920

17 273

Ammortamento accumulato al 31.12.2016

(2 865 )

(301)

(474)

(186)

(535)

(203)

(1 150 )

 

(5 715 )

Spese di ammortamento per l’esercizio

(182)

(480)

(44)

(20)

(64)

(30)

(97)

 

(917)

Reinserimenti relativi all’ammortamento

9

2

18

1

 

29

Dismissioni

13

1

8

16

32

7

 

78

Trasferimenti fra categorie di attività

0

0

(0)

(0)

(1)

(0)

3

 

2

Altre variazioni

(1)

(1)

(1)

(1)

(2)

(0)

 

(6)

Ammortamento accumulato al 31.12.2017

(3 035 )

(780)

(502)

(188)

(553)

(226)

(1 244 )

 

(6 528 )

VALORE CONTABILE NETTO AL 31.12.2017

2 422

3 484

95

78

122

83

1 543

2 920

10 745

VALORE CONTABILE NETTO AL 31.12.2016

2 432

3 302

109

83

122

95

1 633

2 292

10 068

2.3.   INVESTIMENTI CONTABILIZZATI CON IL METODO DEL PATRIMONIO NETTO

La partecipazione dell’EU, rappresentata dalla Commissione, al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) è trattata come una partecipazione in una società collegata utilizzando il metodo del patrimonio netto. Il FEI è l’istituzione finanziaria dell’UE specializzata nella fornitura di capitale di rischio e di garanzie alle piccole e medie imprese (PMI). Il FEI ha sede a Lussemburgo e opera come partenariato pubblico-privato, i cui membri sono la Banca europea per gli investimenti (BEI), l’UE e un gruppo di enti finanziari. Al 31 dicembre 2017 l’UE deteneva il 29,7 % delle quote del FEI (2016: 28,1 %) e il 29,7 % dei diritti di voto (2016: 28,1 %). Conformemente al suo statuto, il FEI è tenuto a destinare alla riserva legale almeno il 20 % del suo risultato netto annuo, fino a che l’importo aggregato della riserva sia pari al 10 % del capitale sottoscritto. Tale riserva non è destinata alla distribuzione.

in milioni di EUR

 

Fondo europeo per gli investimenti

Partecipazioni al 31.12.2016

528

Contributi

44

Dividendi ricevuti

(7)

Quota risultato netto

21

Quota attività nette

(6)

Partecipazioni al 31.12.2017

581

I valori contabili seguenti sono imputabili all’UE sulla base della sua percentuale di partecipazione:

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

 

Totale FEI

Totale FEI

Attività

2 488

2 301

Passività

(532)

(423)

Proventi

263

240

Spese

(153)

(118)

Avanzo/(disavanzo)

110

122

La riconciliazione delle informazioni finanziarie riportate in sintesi in alto con il valore contabile degli interessi detenuti nel FEI è la seguente:

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Attivo netto della collegata

1 956

1 878

Quote CE nel FEI

29.7 %

28.1 %

Valore contabile

581

528

L’UE, rappresentata dalla Commissione, ha versato il 20 % delle sue quote sottoscritte nel capitale FEI al 31 dicembre 2017, con l’importo non richiamato suddiviso come segue:

in milioni di EUR

 

Totale capitale FEI

Sottoscrizione UE

Totale quota del capitale

4 500

1 337

Versato

(900)

(267)

Non richiamato

3 600

1 070

2.4.   ATTIVITÀ FINANZIARIE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Attività finanziarie non correnti

 

 

 

Attività finanziarie disponibili per la vendita

2.4.1

11 758

9 131

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2

16

Prestiti erogati

2.4.3

48 205

53 116

 

 

59 980

62 247

Attività finanziarie correnti

 

 

 

Attività finanziarie disponibili per la vendita

2.4.1

1 873

1 311

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.4.2

6

0

Prestiti erogati

2.4.3

6 776

2 361

 

 

8 655

3 673

Totale

 

68 635

65 920

2.4.1.    Attività finanziarie disponibili per la vendita

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Investimenti BUFI

2 158

2 013

CECA in liquidazione

1 658

1 685

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

188

188

 

4 004

3 886

Fondi di garanzia per le garanzie di bilancio:

 

 

Fondo di garanzia del FEIS

3 414

948

Fondo di garanzia per le azioni esterne

2 199

2 069

 

5 613

3 017

Strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE:

 

 

Orizzonte 2020

1 730

1 213

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi

665

719

Sportello MET per l’avviamento

483

476

Meccanismo per collegare l’Europa

482

483

Fondo europeo per l’Europa sudorientale

119

118

Operazioni su capitali di rischio

113

132

Altro

422

398

 

4 014

3 539

Totale

13 632

10 442

Non correnti

11 758

9 131

Correnti

1 873

1 311

Sul totale di 13 632 milioni di EUR, l’UE detiene attività finanziarie disponibili per la vendita sotto forma di titoli di debito (ad esempio obbligazioni) per 12 048 milioni di EUR, strumenti rappresentativi di capitale per 1 333 milioni di EUR e investimenti nello Unitary Fund della BEI (fondo comune monetario) per 251 milioni di EUR. I titoli di debito e le quote dello Unitary Fund della BEI sono utilizzati principalmente per investire in via temporanea gli importi assegnati alla garanzia dell’UE e agli strumenti di condivisione dei rischi fino al momento della loro utilizzazione per soddisfare le attivazioni delle garanzie.

Investimenti BUFI

Le ammende incassate in via provvisoria in relazione a casi di concorrenza sono assegnate a un fondo appositamente creato (fondo BUFI -«Budget Fines» Fund) e investite dalla Commissione in strumenti di debito classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita.

CECA in liquidazione

Per quanto riguarda gli importi della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) in liquidazione, tutte le attività finanziarie disponibili per la vendita sono titoli di credito denominati in EUR e quotati in un mercato attivo.

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

L’UE detiene un investimento finanziario nel capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). Al 31 dicembre 2017 il numero di azioni detenute era pari a 90 044 (2016: 90 044 azioni), pari al 3 % del capitale sottoscritto totale. L’UE ha sottoscritto un importo complessivo di 900 milioni di EUR di capitale azionario, 713 milioni di EUR dei quali costituiti attualmente da capitale non richiamato. In base all’accordo costitutivo della BERS, gli azionisti devono sottostare a talune restrizioni contrattuali, quali il fatto che le azioni non sono trasferibili e il loro riscatto è limitato al valore massimo del costo di acquisto originario.

L’UE valuta l’investimento nella BERS al fair value (valore equo). Il costo di acquisto originario è ritenuto la stima migliore del fair value, in particolare in considerazione delle restrizioni contrattuali di cui sopra. Sebbene le azioni della BERS non siano quotate in nessun mercato azionario, transazioni recenti riguardanti il capitale netto della società partecipata (emissione di capitale al valore nominale) indicano che il costo rappresenta la garanzia migliore del fair value in tale situazione.

FONDI DI GARANZIA PER LE GARANZIE DI BILANCIO

Fondo di garanzia del FEIS

Ai sensi del regolamento sul FEIS, è stato istituito il Fondo di garanzia del FEIS per fornire una riserva di liquidità contro potenziali perdite sostenute dalla BEI in relazione alle sue operazioni di finanziamento e di investimento ammissibili alla garanzia UE del FEIS ai sensi dell’accordo sul FEIS, cfr. nota 4.1.1. Il Fondo di garanzia del FEIS è finanziato mediante contributi del bilancio dell’UE. È inoltre alimentato con i rendimenti degli investimenti delle risorse del Fondo di garanzia, i proventi ricevuti dall’UE come corrispettivo per la garanzia dell’UE ai sensi dell’accordo sul FEIS e gli importi recuperati dalla BEI da debitori inadempienti in relazione a precedenti attivazioni delle garanzie. Il Fondo è gestito dalla Commissione, che è autorizzata a investire le attività del Fondo di garanzia del FEIS sui mercati finanziari nel rispetto del principio della sana gestione finanziaria, applicando opportune norme prudenziali. Il Fondo di garanzia del FEIS ha avviato le operazioni nell’aprile 2016. Conformemente al regolamento FEIS, modificato a dicembre 2017 [regolamento (UE) 2017/2396], sarà progressivamente dotato di risorse per raggiungere gradualmente i 9,1 miliardi di EUR, ossia il 35 % delle obbligazioni totali di garanzia FEIS dell’UE.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

Il Fondo di garanzia per le azioni esterne copre i prestiti garantiti dal bilancio dell’UE, in particolare le operazioni di prestito della BEI fuori dell’UE finanziate con le risorse proprie della BEI, i prestiti di assistenza macrofinanziaria (AMF) e i prestiti Euratom fuori dell’UE (cfr. nota 4.1.1). Si tratta di uno strumento a lungo termine (parte non corrente: 2 078 milioni di EUR) gestito dalla BEI e destinato a coprire eventuali prestiti in stato di default garantiti dall’UE. Il Fondo è alimentato da pagamenti a carico del bilancio dell’UE, dagli interessi sugli investimenti effettuati con le attività del Fondo e dagli importi recuperati presso i debitori insolventi per i quali il Fondo ha dovuto attivare la sua garanzia. Il Fondo dovrebbe essere mantenuto ad un importo obiettivo corrispondente al 9 % dei prestiti garantiti in essere alla fine dell’esercizio. La differenza tra l’importo obiettivo e il valore delle attività del Fondo a fine esercizio è coperta dal bilancio dell’UE nell’anno n+2, mentre l’eventuale avanzo è riversato al bilancio dell’UE.

STRUMENTI FINANZIARI FINANZIATI DAL BILANCIO DELL’UE

Per una panoramica di tutti gli strumenti finanziari finanziati dal bilancio, cfr. la discussione e l’analisi del bilancio.

Orizzonte 2020

Ai sensi del regolamento dell’UE che istituisce Orizzonte 2020, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione (2014-2020), sono stati istituiti nuovi strumenti finanziari, al fine di migliorare l’accesso ai finanziamenti per le entità attive nella ricerca e innovazione (R&I). Tali strumenti sono: il servizio InnovFin di prestiti e garanzie per R&I con il quale la Commissione condivide i rischi finanziari connessi a un portafoglio di nuove operazioni di finanziamento realizzate dalla BEI; la garanzia InnovFin per le PMI, compreso lo strumento di garanzia illimitata dell’iniziativa per le PMI (SME Initiative Uncapped Guarantee Instrument — SIUGI) — strumenti di garanzia gestiti dal FEI che forniscono garanzie o controgaranzie agli intermediari finanziari per i nuovi portafogli di prestiti (nel quadro del SIUGI, la Commissione condivide con gli Stati membri, il FEI e la BEI i rischi finanziari connessi con la garanzia prestata) e lo strumento di equity InnovFin per R&I, gestito dal FEI, che effettua investimenti in fondi di venture capital.

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi

Il Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (RSFF) è gestito dalla BEI e il portafoglio di investimenti della Commissione viene utilizzato per coprire i rischi finanziari relativi ai prestiti e alle garanzie forniti dalla BEI ai progetti di ricerca ammissibili. In totale, nell’ambito del QFP 2007-2013, all’RSFF è stata assegnata una dotazione di 1 miliardo di EUR. Nell’ambito del QFP 2014-2020, non sono previsti nuovi contributi di bilancio all’RSFF. Il rischio complessivo per l’UE è limitato all’importo che fornisce come contributo al meccanismo.

Sportello MET per l’avviamento

Si tratta di strumenti rappresentativi di capitale finanziati dal programma Crescita e occupazione, dal programma MAP, dal programma CIP e dal progetto pilota di trasferimento di tecnologie, in gestione fiduciaria al FEI, che sostengono la creazione e il finanziamento di PMI in fase di avviamento investendo in idonei fondi di venture capital specializzati.

Meccanismo per collegare l’Europa

Ai sensi del regolamento (UE) n. 1316/2013, è stato creato uno strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa (MCE), con l’obiettivo di facilitare l’accesso dei progetti infrastrutturali ai finanziamenti nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Lo strumento è gestito dalla BEI conformemente ad una convenzione conclusa con l’UE. Lo strumento di debito dell’MCE rappresenta la continuazione dello strumento di garanzia dei prestiti per i progetti TEN-T (LGTT) e della fase pilota dell’iniziativa «Prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti» (PBI). Il portafoglio dell’LGTT e della PBI sono stati fusi nello strumento finanziario del MEC con effetto a decorrere dal 1o gennaio 2016. Quest’ultimo offre la condivisione del rischio per il finanziamento mediante debito in forma di debito senior o di debito subordinato o di garanzia, nonché sostegno per i prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti.

2.4.2.    Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

in milioni di EUR

Tipo di derivato

31.12.2017

31.12.2016

Importo nozionale

Fair value (valore equo)

Importo nozionale

Fair value (valore equo)

Contratto forward su valuta estera

634

6

50

0

Garanzia FEIS su portafoglio azionario

258

16

Totale

892

23

50

0

Non correnti

258

16

Correnti

634

6

50

0

L’UE conclude contratti forward su valuta estera per coprire il rischio di valuta estera relativo ai titoli di debito denominati in USD detenuti dal Fondo di garanzia del FEIS. Ai sensi dei contratti forward su valuta estera, l’UE fornirà l’importo nozionale in valuta estera concordato contrattualmente («gamba pagatrice», o pay leg), riportato nella tabella in alto, e riceverà l’importo nozionale in EUR («gamba ricevente» o receive leg) alla data di scadenza. Tali contratti derivati sono valutati al fair value (valore equo) alla data di riferimento del bilancio e classificati come attività finanziarie o come passività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo, a seconda se il loro fair value (valore equo) è positivo o negativo. Al 31 dicembre 2017, vi era un solo contratto forward su valuta estera attivo, con un conseguente fair value positivo di 6 milioni di EUR 6 (livello gerarchico fair value 2), riconosciuto pertanto come attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo.

La garanzia FEIS dell’UE al gruppo BEI in relazione ai portafogli di investimenti azionari è classificata come strumento finanziario derivato e considerata attività finanziaria o passività finanziaria tramite avanzo o disavanzo (livello gerarchico fair value 3), cfr. nota 4.1.1. Al 31 dicembre 2017 l’importo degli investimenti azionari di base erogati dalla BEI e dal FEI sono stati pari a 258 milioni di EUR e il fair value della garanzia FEIS dell’UE sul portafoglio azionario FEIS ha registrato un valore complessivo di 16 milioni di EUR.

Gerarchia delle attività finanziarie rilevate al fair value (valore equo)

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Livello 1: prezzi quotati nei mercati attivi

11 983

8 910

Livello 2: input osservabili diversi dai prezzi quotati

510

231

Livello 3: tecniche di valutazione con input non basati sui dati di mercato osservabili

1 161

1 302

Totale

13 654

10 442

Nell’esercizio non vi sono stati trasferimenti tra il livello 1 e 2.

Riconciliazione di attività finanziarie misurate utilizzando tecniche di valutazione con input non basati su dati mercato osservabili (livello 3)

in milioni di EUR

Saldo di apertura al 31.12.2016

1 302

Acquisti e vendite

39

Profitti o perdite dell’esercizio in proventi finanziari e oneri finanziari

(21)

Profitti o perdite nell’attivo netto

30

Trasferimenti verso il livello 3

Trasferimenti dal livello 3

(188)

Altro

Saldo di chiusura al 31.12.2017

1 161

2.4.3.    Prestiti erogati

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Prestiti erogati per assistenza finanziaria

2.4.3.1

54 844

55 134

Altri prestiti

2.4.3.2

137

343

Totale

 

54 981

55 477

Non correnti

 

48 205

53 116

Correnti

 

6 776

2 361

2.4.3.1.   Prestiti erogati per assistenza finanziaria

in milioni di EUR

 

MESF

BdP

Assistenza macro-finanziaria (AMF)

Euratom

CECA in liquidazione

Totale

Totale al 31.12.2016

47 456

4 272

2 964

252

191

55 134

Nuovi prestiti erogati

1 013

50

1 063

Rimborsi

(1 150 )

(58)

(51)

(76)

(1 335 )

Differenze di cambio

(1)

(7)

(8)

Variazioni del valore contabile

0

(8)

5

0

(8)

(11)

Riduzione di valore

Totale al 31.12.2017

47 456

3 114

3 924

250

100

54 844

Non correnti

42 300

1 700

3 846

203

96

48 144

Correnti

5 156

1 414

78

47

5

6 700

Il valore nominale dei prestiti erogati per l’assistenza finanziaria al 31 dicembre 2017, compresi i prestiti per la CECA in liquidazione, ammontava a 54 093 milioni di EUR (2016: 54 373 milioni di EUR). Le variazioni del valore contabile corrispondono alla variazione degli interessi maturati.

Il MESF permette di concedere assistenza finanziaria a uno Stato membro che si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà causate da circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo. L’assistenza può prendere la forma di un prestito o di una linea di credito. Le conclusioni del Consiglio ECOFIN del 9 maggio 2010 limitano lo strumento a 60 miliardi di EUR, tuttavia il limite giuridico limita l’importo in essere dei prestiti concessi o delle linee di credito al margine disponibile in relazione al massimale delle risorse proprie. I prestiti assunti relativi a prestiti erogati nell’ambito del MESF sono garanti dal bilancio dell’UE. Non è previsto che il MESF concluda nuovi programmi di finanziamento o stipuli nuovi accordi di prestito.

Lo strumento BdP, uno strumento finanziario basato sulle politiche, offre assistenza finanziaria a medio termine agli Stati membri dell’UE che non hanno aderito all’euro. Esso permette di concedere prestiti agli Stati membri che si trovano, o che corrono seri rischi di trovarsi, in difficoltà per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti o i movimenti di capitali. L’importo massimo in essere dei prestiti concessi nell’ambito dello strumento è limitato a 50 miliardi di EUR. I prestiti assunti relativi ai prestiti concessi nell’ambito dello strumento BdP sono garantiti dal bilancio dell’UE.

L’assistenza AMF è uno strumento finanziario strategico di sostegno, generale e non vincolato, alla bilancia dei pagamenti e/o al bilancio, a beneficio di paesi partner che seguono un programma FMI. Viene erogata sotto forma di prestiti o sovvenzioni a medio o lungo termine, ovvero di un’adeguata combinazione di entrambi, e generalmente integra i finanziamenti previsti nel quadro di un programma di riforma e adeguamento che beneficia del supporto dell’FMI. Questi prestiti sono garantiti dal Fondo di garanzia per le azioni esterne. Nel 2017, i nuovi prestiti erogati nell’ambito dell’assistenza AMF hanno registrato un totale di 1 013 milioni di EUR a favore di Ucraina (600 milioni di EUR), Tunisia (300 milioni di EUR), Giordania (100 milioni di EUR) e Georgia (13 milioni di EUR). Al 31 dicembre 2017 risultavano concessi, ma non ancora versati, 460 milioni di EUR relativi a un accordo di prestito a titolo dell’AMF a favore di Tunisia (300 milioni di EUR), Giordania (100 milioni di EUR), Georgia (60 milioni di EUR) (cfr. nota 4.1.2). I restanti 600 milioni di EUR disponibili nell’ambito di un accordo di prestito a titolo dell’AMF con l’Ucraina non sono stati richiesti dall’Ucraina entro il periodo di disponibilità, che è terminato a gennaio 2018.

L’a Comunità europea dell’energia atomica (Euratom, rappresentata dalla Commissione) concede prestiti agli Stati membri e non membri, nonché a entità di entrambi, per finanziare progetti legati agli impianti energetici. Al 31 dicembre 2017 risultava concesso all’Ucraina, ma non ancora versato, un prestito di 250 milioni di EUR (cfr. nota 4.1.2). Sono state ricevute garanzie da terzi pari a 250 milioni di EUR (2016: 252 milioni di EUR) a copertura dei prestiti Euratom.

I prestiti per la CECA in liquidazione non sono prestiti erogati per assistenza finanziaria, bensì pagherò cambiari al fine di mantenere i flussi finanziari allineati ai prestiti. Tuttavia, analogamente ai prestiti erogati per assistenza finanziaria, sono stati concessi sulla base di fondi presi a prestito ai sensi degli articoli 54 e 56 del trattato CECA per il finanziamento di progetti.

Tassi di interesse effettivi sui prestiti concessi (espressi come intervallo di tassi di interesse)

 

31.12.2017

31.12.2016

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

0 % — 4,54  %

0 % — 4,54  %

Euratom

0,08  % — 5,76  %

0 % — 5,76  %

Bilancia dei pagamenti (BdP)

2,88  % — 3,38  %

2,37  % — 3,37  %

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF)

0,62  % — 3,75  %

0,62  % — 3,75  %

CECA in liquidazione

5,23  % — 5,81  %

5,23  % — 5,81  %

2.4.3.2.   Altri prestiti

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Prestiti a condizioni speciali

78

93

Mutui edilizi della CECA in liquidazione

4

5

Depositi a termine tra i 3 e i 12 mesi

55

245

Totale

137

343

Non correnti

61

77

Correnti

76

266

Il valore nominale degli altri prestiti concessi al 31 dicembre 2017 ammontava in totale a 561 milioni di EUR (2016: 673 milioni di EUR).

I prestiti a condizioni speciali sono accordati a tassi preferenziali nel quadro della cooperazione con paesi terzi.

Riduzione di valore su altri prestiti

in milioni di EUR

 

31.12.2016

Incrementi

Storni

Cancellazioni

Altro

31.12.2017

Prestiti a condizioni speciali

7

0

8

Prestiti oggetto di surrogazione

332

100

(0)

432

Totale

339

101

(0)

440

I prestiti oggetto di surrogazione sono prestiti in stato di inadempimento concessi dalla BEI e garantiti dal bilancio UE, per i quali l’UE è subentrata in tutti i diritti a seguito del pagamento da parte del Fondo di garanzia per le azioni esterne. Questi prestiti hanno subito una riduzione di valore totale per un importo di 432 milioni di EUR (2016: 332 milioni di EUR). Le attivazioni delle garanzie del 2017 sono state parzialmente coperte dagli accantonamenti finanziari degli anni precedenti. Un accordo sottoscritto fra l’UE e la BEI prevede che la BEI avvii il procedimento di recupero per conto dell’UE allo scopo di recuperare ogni eventuale somma dovuta.

2.5.   PREFINANZIAMENTI

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Prefinanziamenti non correnti

 

 

 

Prefinanziamenti

2.5.1

21 939

20 219

Altri anticipi agli Stati membri

2.5.2

3 018

1 651

Contributo a fondi fiduciari

 

64

31

 

 

25 022

21 901

Prefinanziamenti correnti

 

 

 

Prefinanziamenti

2.5.1

22 361

21 386

Altri anticipi agli Stati membri

2.5.2

1 645

2 183

 

 

24 005

23 569

Totale

 

49 027

45 470

I livello degli importi di prefinanziamento dei vari programmi deve essere sufficiente ad assicurare ai beneficiari i finanziamenti necessari per l’avvio dei progetti, tutelando allo stesso tempo gli interessi finanziari dell’UE e tenendo conto delle restrizioni di ordine giuridico, operativo e legate all’efficienza sotto il profilo dei costi. La Commissione, al fine di migliorare il seguito dato ai prefinanziamenti, ha tenuto debito conto di tutti questi elementi.

2.5.1.    Prefinanziamenti

in milioni di EUR

 

Importo lordo

Compensati in sede di chiusura dell’esercizio

Importo netto al 31.12. 2017

Importo lordo

Compensati in sede di chiusura dell’esercizio

Importo netto al 31.12. 2016

Gestione concorrente

 

 

 

 

 

 

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

3 735

3 735

3 955

3 955

FESR + FC

20 561

(5 678 )

14 883

19 858

(4 727 )

15 131

FSE

6 792

(1 182 )

5 610

6 477

(617)

5 860

Altro

5 037

(2 267 )

2 770

4 219

(2 393 )

1 826

 

36 125

(9 127 )

26 998

34 509

(7 737 )

26 772

Gestione diretta

 

 

 

 

 

 

effettuata da:

 

 

 

 

 

 

Commissione

12 165

(8 331 )

3 834

12 424

(8 843 )

3 581

Agenzie esecutive UE

13 843

(8 749 )

5 094

13 136

(8 348 )

4 788

Fondi fiduciari

440

(212)

228

142

(82)

60

 

26 447

(17 292 )

9 155

25 701

(17 273 )

8 429

Gestione indiretta

 

 

 

 

 

 

effettuata da:

 

 

 

 

 

 

altre agenzie e altri organismi dell’UE

723

(148)

575

616

(157)

459

Paesi terzi

1 586

(956)

630

1 861

(1 135 )

726

Organizzazioni internazionali

9 000

(5 879 )

3 121

7 230

(4 432 )

2 797

Altre entità

7 753

(3 933 )

3 820

6 498

(4 077 )

2 422

 

19 062

(10 916 )

8 146

16 206

(9 801 )

6 404

Totale

81 635

(37 335 )

44 300

76 416

(34 811 )

41 605

Non correnti

21 939

21 939

20 219

20 219

Correnti

59 696

(37 335 )

22 361

56 197

(34 811 )

21 386

I prefinanziamenti sono somme erogate e, pertanto, rappresentano l’esecuzione degli stanziamenti di pagamento. Come spiegato nella nota 1.5.7, si tratta di anticipi non ancora liquidati. Pertanto, sebbene riducano il RAL (cfr. nota 5.1), i prefinanziamenti rappresentano spese non ancora rilevate nel prospetto del risultato economico.

La chiusura del periodo di programmazione 2007-2013 e la graduale impostazione dei programmi per il periodo 2014-2020 esercitano una forte influenza sugli importi a bilancio: i prefinanziamenti relativi ai vecchi programmi diminuiscono per via dell’accettazione dei costi dei programmi chiusi, mentre altri prefinanziamenti relativi al nuovo periodo di programmazione sono stati versati.

Per quanto riguarda la gestione concorrente, la transizione tra i periodi di programmazione è il motivo dei movimenti tra i saldi correnti e non correnti. Per quanto riguarda il periodo di programmazione 2014-2020, i prefinanziamenti iniziali versati sono contabilizzati come non correnti, mentre i prefinanziamenti annuali sono contabilizzati come correnti.

L’aumento di 0,9 miliardi di EUR della gestione concorrente (voce «altro») riguarda il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), principalmente a sostegno delle attività di ricostruzione dopo gli eventi sismici nelle regioni italiane di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Per quanto riguarda la gestione diretta, gli importi dei prefinanziamenti riguardano prevalentemente Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l’Europa.

I prefinanziamenti nell’ambito della gestione indiretta riguardano prevalentemente programmi delle politiche interne, quali Erasmus, Galileo ed EGNOS, ma anche strumenti associati alle relazioni esterne come ENI (Strumento europeo di vicinato), DCI (Strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo) e gli aiuti umanitari.

Garanzie ricevute in relazione a prefinanziamenti

Si tratta di garanzie che in alcuni casi la Commissione richiede a beneficiari diversi dagli Stati membri, quando vengono effettuati pagamenti anticipati (prefinanziamenti). Vi sono due valori da indicare per questo tipo di garanzie: il valore «nominale» e il valore «in corso». Per il valore nominale, il fatto generatore è collegato all’esistenza della garanzia. Per il valore in corso, il fatto generatore della garanzia è costituito dal pagamento del prefinanziamento e/o dalle successive compensazioni. Al 31 dicembre 2017 il valore nominale delle garanzie ricevute in relazione a prefinanziamenti ammontava a 620 milioni di EUR, mentre il valore in corso di tali garanzie era pari a 462 milioni di EUR (2016: 844 milioni di EUR e 626 milioni di EUR rispettivamente).

Alcuni importi di prefinanziamento versati nell’ambito del Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (7o PQ) e di Orizzonte 2020 sono effettivamente coperti dal Fondo di garanzia per i partecipanti (FGP). Si tratta di uno strumento a beneficio reciproco istituito per coprire i rischi di mancato pagamento degli importi da parte dei beneficiari durante la fase di attuazione delle azioni indirette del 7o PQ e di Orizzonte 2020. Tutti i partecipanti alle azioni indirette che ricevono una sovvenzione dall’UE contribuiscono al capitale dell’FGP in misura pari al 5 % dell’importo totale ricevuto.

Al 31 dicembre 2017 gli importi dei prefinanziamenti coperti dall’FGP ammontavano a 1,9 miliardi di EUR (2016: 1,8 milioni di EUR). L’UE (rappresentata dalla Commissione) funge da agente esecutivo dei partecipanti dell’FGP, ma il fondo resta di proprietà dei partecipanti.

A fine esercizio le attività totali dell’FGP ammontavano a 1 997 milioni di EUR (2016: 1 951 milioni di EUR). Le attività dell’FGP comprendono anche le attività finanziarie gestite dalla direzione generale Affari economici e finanziari della Commissione. Trattandosi di un’entità separata, le attività dell’FGP non sono consolidate nei presenti conti annuali dell’UE.

2.5.2.    Altri anticipi agli Stati membri

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Anticipi agli Stati membri per gli strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente

2 768

2 534

Regimi di aiuto

1 895

1 300

Totale

4 663

3 834

Non correnti

3 018

1 651

Correnti

1 645

2 183

Anticipi agli Stati membri per gli strumenti finanziari nell’ambito della gestione concorrente

Nel quadro dei programmi dei fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), è possibile effettuare pagamenti anticipati dal bilancio dell’UE a favore degli Stati membri, in modo da consentire loro di contribuire agli strumenti finanziari (ossia prestiti, garanzie o investimenti azionari). Tali strumenti finanziari sono istituiti e gestiti sotto la responsabilità degli Stati membri e non della Commissione, ma gli importi che non vengono utilizzati da tali strumenti al termine dell’esercizio sono di proprietà dell’UE (come tutti i prefinanziamenti) e sono pertanto registrati come attività nel bilancio dell’UE.

Periodo 2014-2020:

conformemente alla politica di coesione, gli Stati membri hanno contribuito con un importo di 3 714 milioni di EUR, di cui, secondo le stime, 2 760 milioni di EUR dovevano ancora essere eseguiti al 31 dicembre 2017. Vi è incluso anche il contributo degli Stati membri all’iniziativa per le PMI, uno strumento mirante a stimolare la concessione di ulteriori prestiti alle PMI da parte del settore bancario (966 milioni di EUR pagati, di cui, secondo le stime, 315 milioni di EUR non ancora eseguiti).

Per lo sviluppo rurale, alla fine dell’esercizio risultavano non utilizzati 8 milioni di EUR.

Periodo 2007-2013:

tutti gli importi relativi alla politica di coesione si ritiene siano stati attuati o riassegnati ad altre misure, pertanto non restano altre attività a bilancio al 31 dicembre 2017. È opportuno osservare che l’effettiva attuazione dei vari strumenti sarà oggetto di revisione in sede di chiusura dei programmi.

Regimi di aiuto

Analogamente, gli anticipi versati dagli Stati membri per diversi regimi di aiuto (aiuti di Stato, misure di mercato del FEAGA o misure di investimenti del FEASR) che non sono stati utilizzati a fine esercizio sono registrati come attività nel bilancio dell’UE. La Commissione ha stimato il valore di tali anticipi sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri; i relativi importi sono inclusi nella sottorubrica «Regimi di aiuto».

Periodo 2014-2020:

a fine esercizio si stima che gli importi non utilizzati siano stati pari a 680 milioni di EUR per la politica di coesione e 904 milioni di EUR per la politica agricola.

Periodo 2007-2013:

si stima che 311 milioni di EUR (2016: 461 milioni di EUR) di anticipi versati nel quadro della politica agricola siano rimasti inutilizzati alla fine del 2017.

2.6.   CREDITI DERIVANTI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO E VALORI RECUPERABILI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Non correnti

 

 

 

Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6.1

594

700

Crediti derivanti da operazioni di scambio

2.6.2

17

16

 

 

611

717

Correnti

 

 

 

Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

2.6.1

11 065

10 347

Crediti derivanti da operazioni di scambio

2.6.2

689

558

 

 

11 755

10 905

Totale

 

12 366

11 621

2.6.1.    Importi recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Non correnti

 

 

 

Stati membri

2.6.1.1

594

700

 

 

594

700

Correnti

 

 

 

Stati membri

2.6.1.1

6 190

8 162

Ammende per violazioni delle norme di concorrenza

2.6.1.2

4 225

1 808

Ratei e risconti attivi

2.6.1.3

570

329

Altri importi recuperabili

 

81

47

 

 

11 065

10 347

Totale

 

11 659

11 047

2.6.1.1.   Valori recuperabili dagli Stati membri

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

RPT iscritte nel conto A

3 113

3 261

RPT iscritte nel conto separato

1 617

1 437

Risorse proprie da ricevere

46

1 764

Riduzione di valore

(997)

(753)

Altro

56

36

Valori recuperabili da risorse proprie

3 836

5 745

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

2 280

2 606

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

955

924

Strumento temporaneo per lo sviluppo rurale (STSR)

16

30

Programma speciale di adesione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (SAPARD)

136

167

Riduzione di valore

(804)

(999)

Valori recuperabili da FEAGA e sviluppo rurale

2 583

2 729

Recuperi di prefinanziamenti previsti

182

293

IVA pagata e da recuperare

64

41

Altri valori recuperabili dagli Stati membri

120

55

Totale

6 784

8 863

Non correnti

594

700

Correnti

6 190

8 162

Gli importi non correnti dovuti dagli Stati membri si riferiscono a decisioni di verifica di conformità non eseguite relative al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che vengono attuate a fronte di rate annuali e/o risconti. Gli importi degli altri valori recuperabili comprendono altresì somme relative ad ammende inflitte a Stati membri per violazioni delle norme di diritto dell’UE (24 milioni di EUR).

Valori recuperabili da risorse proprie

Le risorse proprie tradizionali (RPT), costituite da dazi doganali e contributi nel settore dello zucchero, sono riscosse dagli Stati membri per conto della Commissione. Gli Stati membri determinano le RPT e comunicano alla Commissione l’importo dei diritti accertati per mezzo degli estratti mensili del conto «A». I diritti accertati che non sono stati iscritti nel conto «A», perché gli Stati membri non li hanno recuperati o perché non è stata fornita alcuna garanzia (o, sebbene la garanzia sia stata fornita, sono comunque contestati), sono riportati nel «conto separato». Tali diritti sono soggetti a riduzione di valore sulla base delle informazioni trasmesse ogni anno dagli Stati membri.

Al 31 dicembre 2016 risultavano adeguamenti alle risorse proprie ratificati per gli esercizi finanziari 2014, 2015 e 2016, collegati alle nuove disposizioni introdotte dalla decisione sulle risorse proprie (DRP) del 2014, che gli Stati membri erano tenuti a pagare il 1o gennaio 2017. Gli importi restanti fanno riferimento al bilancio rettificativo n. 6/2017 approvato il 30 novembre 2017. La ricezione degli importi era prevista il primo giorno lavorativo di gennaio 2018.

In data 8 marzo 2018, la Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora (procedimento di infrazione n. 2018/2008) al Regno Unito, poiché questo si rifiuta di mettere gli importi relativi ai dazi doganali a disposizione del bilancio dell’UE, come previsto dal diritto dell’UE. Una relazione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) del 2017 ha evidenziato che importatori del Regno Unito hanno evaso un’elevata quantità di dazi doganali attraverso fatture false e dichiarazioni doganali inesatte all’importazione. La Commissione calcola che la violazione delle norme dell’UE da parte del Regno Unito abbia causato, nel periodo compreso fra novembre 2011 e dicembre 2017, perdite al bilancio dell’UE pari a 2,2 miliardi di EUR (valore netto, ovvero dopo la detrazione dei costi di riscossione trattenuti dal Regno Unito dall’importo lordo 2,7 miliardi di EUR). Su detto importo dovranno essere altresì versati interessi di mora. Gli importi in questione non sono compresi nei presenti conti annuali 2017, in quanto saranno riconosciuti solo al rispetto dei criteri di riconoscimento dei ricavi, ai sensi delle norme contabili dell’EU.

Valori recuperabili da FEAGA e strumenti di sviluppo rurale

Tale voce copre principalmente gli importi dovuti dagli Stati membri al 31 dicembre 2017, dichiarati e certificati dagli Stati membri il 15 ottobre 2017. Per i volumi recuperabili che insorgono dopo la predetta dichiarazione e fino al 31 dicembre 2017 viene effettuata una stima. La Commissione procede inoltre alla valutazione degli importi dovuti dai beneficiari che si ha scarsa probabilità di recuperare. Il fatto che un tale adeguamento venga effettuato non implica una rinuncia da parte della Commissione ad un recupero futuro di detti importi. Nell’adeguamento è anche inclusa una detrazione del 20 %, che corrisponde all’importo che gli Stati membri sono autorizzati a trattenere a copertura delle spese amministrative.

2.6.1.2.   Valori recuperabili da ammende per violazioni delle norme di concorrenza

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Valori recuperabili dall’importo lordo delle ammende

7 679

6 510

Al netto degli importi incassati

(3 282 )

(4 524 )

Al netto degli importi svalutati

(172)

(178)

Totale

4 225

1 808

Non correnti

Correnti

4 225

1 808

I valori recuperabili di 4 225 milioni di EUR si riferiscono ad ammende per violazioni delle norme di concorrenza che non erano ancora state riscosse alla fine dell’esercizio (4 397 milioni di EUR), al netto degli importi svalutati (172 milioni di EUR). Gli importi incassati si riferiscono prevalentemente a incassi da società che hanno comunque presentato un ricorso o hanno ancora la possibilità di avanzare ricorso presso i tribunali dell’UE contro l’irrogazione di ammende. Viene iscritta una passività potenziale per preservare la possibilità di rimborsare tali importi alle società (cfr. nota 4.1.4).

Le società a cui è stata inflitta un’ammenda che hanno presentato o stanno progettando di presentare un ricorso hanno la possibilità di effettuare pagamenti in via provvisoria o fornire garanzie alla Commissione.

Va sottolineato che ammende per un valore di 942 milioni di EUR, che non sono state incassate finora, presentavano una scadenza di pagamento successiva al 31 dicembre 2017. Per alcune di queste ammende non incassate al termine dell’esercizio, la Commissione ha accettato garanzie per un valore totale di 3 124 milioni di EUR (2016: 1 012 milioni di EUR). Dopo il 31 dicembre 2017, la Commissione ha accettato garanzie aggiuntive per 880 milioni di EUR.

Gli importi svalutati riflettono la valutazione della Commissione, effettuata caso per caso, degli importi delle ammende non incassate o non coperte da garanzia, che la Commissione non prevede di recuperare.

L’aumento dei valori recuperabili relativi ad ammende per violazioni delle norme di concorrenza riguarda prevalentemente un’ammenda di importo significativo (2 424 milioni di EUR); nel caso in questione le società interessate hanno coperto l’ammenda con garanzie bancarie accettate dalla Commissione, ovvero l’ammenda non verrà incassata fino al giudizio finale del tribunale.

2.6.1.3.   Ratei e risconti attivi

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Rettifiche finanziarie

1

9

Altri ratei attivi

327

64

Risconti attivi relativi a operazioni senza corrispettivo equivalente

241

256

Totale

570

329

Non correnti

Correnti

570

329

Gli altri ratei attivi comprendono 271 milioni di EUR che la Commissione prevede di recuperare dagli Stati membri nell’ambito della coesione. Il recupero avverrà a seguito dell’esame e dell’accettazione dei conti annuali trasmessi dagli Stati membri il 15 febbraio 2018. Tale procedura di accettazione dei conti annuali degli Stati membri è stata introdotta per la prima volta nell’ambito della coesione per il periodo di programmazione 2014-2020.

2.6.2.    Crediti derivanti da operazioni di scambio

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Non correnti

 

 

Altri crediti

17

16

 

17

16

Correnti

 

 

Clienti

241

246

Riduzione di valore dei crediti verso clienti

(141)

(128)

Risconti attivi relativi a operazioni di scambio

259

250

Altro

331

191

 

689

558

Totale

707

574

La riduzione di valore dei crediti verso clienti indicata sopra comprende 68 milioni di EUR di riduzione di valore determinata su base individuale.

2.7.   RIMANENZE

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Materiale scientifico

45

54

Altro

250

111

Totale

295

165

2.8.   DISPONIBILITÀ LIQUIDE E MEZZI EQUIVALENTI

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Conti presso Tesoro e banca centrale

 

20 078

24 566

Conti correnti

 

152

127

Fondi di anticipazione

 

5

5

Trasferimenti (disponibilità liquide in transito)

 

0

Conti bancari per l’attuazione del bilancio

2.8.1

20 236

24 698

Disponibilità liquide appartenenti a strumenti finanziari

2.8.2

1 608

1 390

Disponibilità liquide relative ad ammende

2.8.3

1 234

1 325

Disponibilità liquide relative ad altre istituzioni, agenzie e organismi

 

999

1 006

Disponibilità liquide relative a fondi fiduciari

 

34

167

Totale

 

24 111

28 585

2.8.1.    Conti bancari per l’esecuzione del bilancio e altri depositi a termine

In tale rubrica rientrano i fondi detenuti dalla Commissione in conti bancari presso gli Stati membri e i paesi dell’EFTA (Tesoro o banca centrale) e in conti correnti presso banche commerciali, nonché fondi di anticipazione e fondi per spese minute. Il livello del saldo di tesoreria alla fine del 2017 è dovuto principalmente ai seguenti elementi:

per quanto riguarda le risorse proprie, il saldo di tesoreria di fine esercizio comprende un importo totale netto di 8,9 miliardi di EUR da restituire agli Stati membri all’inizio del 2018 in seguito a un bilancio rettificativo adottati alla fine del 2017;

l’importo aggiuntivo delle ammende inflitte dalla Commissione per violazione delle norme sulla concorrenza, di 0,5 miliardi di EUR, definitivamente incassato al termine del 2017, figura altresì nel saldo di tesoreria a fine esercizio;

il saldo di tesoreria comprende altresì entrate con destinazione specifica e stanziamenti di pagamento pari a 8,4 miliardi di EUR.

2.8.2.    Disponibilità liquide appartenenti a strumenti finanziari

Gli importi che figurano in tale rubrica riguardano soprattutto equivalenti di liquidità, gestiti da fiduciari per conto della Commissione per l’attuazione di particolari programmi relativi a strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE (cfr. nota 2.4.1). Le disponibilità liquide appartenenti a strumenti finanziari possono essere impiegate esclusivamente nell’ambito dei relativi programmi.

2.8.3.    Disponibilità liquide relative ad ammende

Si tratta di disponibilità liquide percepite relative ad ammende inflitte dalla Commissione in casi ancora aperti. Detti importi sono detenuti in specifici conti di deposito che non vengono utilizzati per altre attività. Se è stato presentato ricorso o nei casi in cui si ignora se l’altra parte presenterà ricorso, l’importo sottostante è presentato come passività potenziale nella nota 4.1.4.

Dal 2010 tutte le nuove ammende incassate in via provvisoria sono gestite dalla Commissione nel fondo BUFI e investite in strumenti finanziari classificati come disponibili per la vendita (cfr. nota 2.4.1).

PASSIVITÀ

2.9.   PENSIONI E ALTRI BENEFICI PER I DIPENDENTI

Passività nette derivanti da benefici per i dipendenti

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale al 31.12.2017

Totale al 31.12.2016

Obbligazione per benefici definiti

63 951

1 854

7 756

73 560

67 664

Attività dei piani

N/D

(137)

(301)

(438)

(432)

Passività nette

63 951

1 717

7 455

73 122

67 231

L’aumento del totale delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti è principalmente dovuto all’aumento delle passività nette del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea. Tale aumento è principalmente dovuto al fatto che i diritti aggiuntivi a benefici acquisiti dagli affiliati al regime sono stati maggiori dei pagamenti dei benefici da parte del regime, a ipotesi attuariali aggiornate e a un controllo della qualità dei dati; tali fattori sono stati parzialmente compensati dall’aumento del tasso di attualizzazione.

2.9.1.    Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

Questa obbligazione per benefici definiti rappresenta il valore attuale dei pagamenti futuri attesi che l’UE dovrà effettuare per onorare le obbligazioni pensionistiche derivanti dall’attività lavorativa dei dipendenti nell’esercizio corrente e in quelli precedenti. Il regime è in corso e pertanto tutti i pagamenti che devono essere effettuati dal regime su base annua sono inclusi ogni anno nel bilancio dell’UE.

Ai sensi dell’articolo 83 dello statuto dei funzionari, il pagamento dei benefici previsti dal regime pensionistico dei funzionari è a carico del bilancio dell’UE. Si tratta di un regime senza patrimonio di previdenza, per il quale gli Stati membri garantiscono collettivamente il pagamento dei benefici previsti. I contributi pensionistici obbligatori sono detratti dalla retribuzione di base degli affiliati in attività e sono attualmente pari al 9,8 %. I contributi sono trattati come entrate di bilancio dell’esercizio e contribuiscono al finanziamento della spesa generale dell’UE (cfr. altresì nota 3.6).

Le passività del regime pensionistico sono state valutate sulla base del numero di membri del personale in attività e in pensione al 31 dicembre 2017 e delle disposizioni dello statuto dei funzionari applicabili a tale data. La valutazione è stata effettuata in conformità alla metodologia dell’IPSAS 25 (e pertanto anche della norma contabile n. 12 dell’UE). Come già evidenziato nei conti annuali del 2016, i servizi pertinenti della Commissione hanno continuato a lavorare nel corso del 2017 per rafforzare i metodi di raccolta dei dati e dunque la qualità dei dati alla base. Sono stati registrati miglioramenti, che si riflettono nell’importo complessivo della passività derivante dai benefici per i dipendenti. Tale lavoro è ancora in corso.

Nel 2018 sarà possibile applicare la norma contabile dell’UE n. 12, che si basa sull’IPSAS 39. L’impatto di ogni cambiamento si rifletterà pertanto nei conti del 2018.

2.9.2.    Altri regimi pensionistici

Si tratta delle passività relative alle obbligazioni pensionistiche nei confronti dei membri ed ex membri della Commissione, della Corte di giustizia (e del Tribunale), della Corte dei conti, dei segretari generali del Consiglio, del Mediatore europeo, del Garante europeo della protezione dei dati e del Tribunale della funzione pubblica dell’Unione europea. Questa rubrica comprende anche la passività relativa alle pensioni di alcuni membri del Parlamento.

2.9.3.    Regime comune di assicurazione malattia

Oltre ai suddetti regimi pensionistici, viene effettuata una valutazione delle passività stimate dell’UE relative al regime comune di assicurazione malattia per quanto riguarda i costi dell’assistenza sanitaria che devono essere versati nel periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro (al netto dei contributi). Il calcolo di tale passività, che si basa sulla norma contabile dell’UE 12 , tiene conto della totalità del periodo di servizio attivo. L’aggiornamento della norma contabile dell’UE 12, che entrerà in vigore da 2018, rifletterà l’IPSAS 39 e può comportare la revisione di tale metodo.

Variazione del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti

Il valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti è il valore attualizzato, senza deduzione di alcuna attività dei piani, dei pagamenti futuri attesi necessari per onorare l’obbligazione derivante dall’attività lavorativa dei dipendenti nell’esercizio corrente e in quelli precedenti.

L’analisi della variazione dell’obbligazione per benefici definiti registrata nell’esercizio corrente è riportata di seguito:

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale

Valore attuale al 31.12.2016

58 746

1 882

7 036

67 664

Costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti

2 637

87

266

2 990

Interessi passivi

1 148

29

134

1 311

(Profitti) e perdite attuariali netti

3 616

(86)

394

3 924

Contributi degli affiliati al regime

21

21

Benefici erogati

(1 417 )

(61)

(94)

(1 572 )

Aumento/(diminuzione) delle passività per imposte sulle pensioni

(778)

1

(777)

Valore attuale al 31.12.2017

63 951

1 854

7 756

73 560

I costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti corrispondono all’incremento del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti risultante dalle prestazioni di lavoro correnti per gli affiliati al regime per l’esercizio corrente.

Gli interessi passivi corrispondono all’aumento nel corso dell’esercizio del valore attuale dell’obbligazione per benefici definiti, dato che la liquidazione dei benefici si è avvicinata di un esercizio.

I profitti e le perdite attuariali netti comprendono:

gli adeguamenti basati sull’esperienza passata (gli effetti delle differenze tra le precedenti ipotesi attuariali per il 2017 e quanto si è effettivamente verificato nel 2017) e

gli effetti delle ipotesi attuariali, sia di quelle finanziarie (quali gli aumenti previsti delle retribuzioni) che di quelle demografiche (quali i tassi di mortalità). Tali ipotesi vengono aggiornate regolarmente affinché riflettano i cambiamenti delle condizioni soggiacenti.

I benefici (ad esempio, sotto forma di pensioni o rimborsi di spese mediche) sono corrisposti nel corso dell’anno conformemente alle norme del regime pensionistico. I benefici corrisposti determinano una riduzione dell’obbligazione per benefici definiti, in quanto non dovranno più essere pagati in futuro.

Ipotesi attuariali — Benefici per i dipendenti

Le principali ipotesi attuariali utilizzate nella valutazione dei due principali regimi di benefici per i dipendenti dell’UE sono riportate di seguito:

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

Regime comune di assicurazione malattia

2017

 

 

Tasso di attualizzazione nominale

1,9  %

2,0  %

Tasso di inflazione atteso

1,5  %

1,6  %

Tasso di attualizzazione reale

0,4  %

0,4  %

Tasso previsto degli aumenti retributivi

1,8  %

1,7  %

Tassi tendenziali dei costi dell’assistenza medica

N/D

3,0  %

Età pensionabile

63/64/66

63/64/66

2016

 

 

Tasso di attualizzazione nominale

1,7  %

1,9  %

Tasso di inflazione atteso

1,4  %

1,5  %

Tasso di attualizzazione reale

0,3  %

0,4  %

Tasso previsto degli aumenti retributivi

1,2  %

1,1  %

Tassi tendenziali dei costi dell’assistenza medica

N/D

3,0  %

Età pensionabile

63/64/66

63/64/66

I tassi di mortalità si basano sulla Tavola di mortalità dei funzionari dell’UE (EU Civil Servants Life Table — EULT) 2018 (2016: Tavola di mortalità dei funzionari internazionali — International Civil Servants Life Table — ICSLT 2013).

Il tasso di attualizzazione nominale è definito come il valore del rendimento dei titoli in euro «zero coupon» (con scadenza, nel dicembre 2017, a 20 anni per il regime pensionistico dei funzionari europei e a 25 anni per il regime comune di assicurazione malattia). Il tasso di inflazione utilizzato è il tasso di inflazione atteso per il periodo equivalente. Esso deve essere determinato in modo empirico, in base ai valori prospettici espressi dalle obbligazioni indicizzate sui mercati finanziari europei. Il tasso di attualizzazione reale è calcolato dal tasso di attualizzazione nominale e al tasso di inflazione atteso a lungo termine.

Variazioni del valore attuale delle attività dei piani

in milioni di EUR

 

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale

Valore attuale al 31.12.2016

139

293

432

Variazioni nette delle attività dei piani

(2)

8

6

Valore attuale al 31.12.2017

137

301

438

Tendenza a 5 anni

in milioni di EUR

 

2013

2014

2015

2016

2017

Passività derivanti dai benefici per i dipendenti

46 818

58 616

63 814

67 231

73 122

Il forte aumento delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti nell’arco dei cinque anni è in larga parte imputabile alla diminuzione del tasso di attualizzazione reale utilizzato per attualizzare i flussi finanziari futuri. Tale diminuzione è legata alle condizioni economiche, in particolare alla riduzione dei tassi di interesse. Per il principale regime pensionistico dei funzionari europei, ad esempio, il tasso di attualizzazione reale è passato dall’1,8 % alla fine del 2013 allo 0,4 % alla fine del 2017.

Importi rilevati nel prospetto del risultato economico

in milioni di EUR

 

Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

Altri regimi pensionistici

Regime comune di assicurazione malattia

Totale

2017

 

 

 

 

Costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti

2 360

89

266

2 715

Interessi passivi

1 027

29

134

1 190

Costo relativo alle prestazioni di lavoro passate

Variazioni delle attività dei piani

(15)

(81)

(96)

Costi di personale e pensioni

3 387

103

318

3 808

Profitti e perdite attuariali

3 236

(86)

394

3 544

Totale riconosciuto

6 623

17

712

7 353

Sensibilità del regime comune di assicurazione malattia

Una variazione di un punto percentuale dei tassi tendenziali ipotizzati dei costi dell’assistenza medica avrebbe i seguenti effetti:

in milioni di EUR

 

Incremento di un punto percentuale

Diminuzione di un punto percentuale

Aggregato della componente dei costi relativi alle prestazioni di lavoro correnti e della componente dei costi per interessi dei costi netti periodici dell’assistenza medica nel periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro

166

(141)

Importo complessivo dell’obbligazione relativa ai benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro per i costi dell’assistenza medica

2 538

(1 867 )

2.10.   ACCANTONAMENTI

in milioni di EUR

 

Importo al 31.12.2016

Accantonamenti aggiuntivi

Importi inutilizzati stornati

Importi utilizzati

Trasferimenti fra categorie

Variazione delle stime

Importo al 31.12.2017

Cause legali:

 

 

 

 

 

 

 

Agricoltura

149

49

(26)

(122)

49

Coesione

217

2

(198)

20

Altro

102

21

(3)

(2)

3

120

Smantellamento siti nucleari

1 113

(32)

853

1 934

Finanziari

880

378

(46)

(94)

(3)

1 115

Ammende

23

7

(4)

27

Altro

127

191

(39)

(8)

1

272

Totale

2 611

648

(118)

(456)

853

3 538

Non correnti

1 936

440

(30)

(128)

(194)

856

2 880

Correnti

675

208

(88)

(328)

194

(3)

659

Gli accantonamenti sono importi derivanti da eventi passati, che probabilmente dovranno essere pagati in futuro dal bilancio dell’UE.

Cause legali

Si tratta di una stima degli importi che dovranno probabilmente essere pagati dopo la fine dell’esercizio in relazione ad una serie di cause legali in corso.

Disattivazione di siti nucleari

Nel 2017 è stata aggiornata la base di calcolo dell’accantonamento alla luce della «Strategia del programma di disattivazione e gestione dei rifiuti del JRC (D&WMP) — Aggiornata nel 2017». La revisione della strategia, insieme alle relative esigenze in termini di risorse di bilancio e personale, è stata condotta in collaborazione con il gruppo di esperti indipendenti D&WMP. Essa costituisce il seguito dato ai commenti sollevati dalla revisione del programma di disattivazione e gestione dei rifiuti del JRC del 2012 e delle raccomandazioni espresse successivamente all’audit interno sulla disattivazione dei siti nucleari condotto dal JRC nel 2015. Costituisce la migliore stima disponibile delle risorse di bilancio e del personale necessari per il completamento della disattivazione dei siti JRC di Ispra, Geel, Karlsruhe e Petten.

In conformità alle norme contabili dell’UE, tale accantonamento è indicizzato all’inflazione e quindi attualizzato al suo valore netto attuale (utilizzando la curva degli swap in EUR). Al 31 dicembre 2017 ne deriva un accantonamento pari a 1 934 milioni di EUR, ripartiti in importi che si prevede di utilizzare nel 2018 (30 milioni di EUR) e negli anni successivi (1 904 milioni di EUR). L’aumento di 821 milioni di EUR rispetto al 31 dicembre 2016 è prevalentemente dovuto all’estensione della tempistica (attualmente di circa 40 anni, mentre prima era di circa 20 anni).

Occorre sottolineare la presenza di forti incertezze insite ne pianificazione a lungo termine della disattivazione dei siti nucleari, che potrebbero influenzare tale stima facendola aumentare in modo significativo in futuro. Le principali fonti di incertezza sono correlate allo stato finale del sito disattivato, ai materiali nucleari, agli aspetti legati alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, alla definizione carente o del tutto assente di quadri normativi nazionali, al processo di autorizzazione complicato e lungo e ai futuri sviluppi del mercato industriale della disattivazione.

Accantonamenti finanziari

Si tratta principalmente di accantonamenti che rappresentano perdite attese che saranno sostenute in relazione alle garanzie fornite nell’ambito di diversi strumenti finanziari, per i quali le entità incaricate sono abilitate a emettere garanzie a proprio nome, ma per conto e a rischio dell’UE. Il rischio finanziario dell’UE correlato alle garanzie è limitato e le attività finanziarie vengono progressivamente dotate delle loro risorse per coprire le attivazioni di garanzie future. Tale rubrica comprende altresì accantonamenti per i prestiti in essere a favore della Siria emessi dalla BEI nell’ambito del suo mandato di prestiti esterni e dunque garantiti dall’UE tramite il suo Fondo di garanzia per le azioni esterne. Gli accantonamenti finanziari non correnti sono scontanti al loro valore attuale netto.

L’aumento degli accantonamenti finanziari è correlato all’incremento del volume delle operazioni in garanzia nell’ambito degli strumenti finanziari H2020 e COSME.

2.11.   PASSIVITÀ FINANZIARIE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Passività finanziarie non correnti

 

 

 

Passività finanziarie al costo ammortizzato

2.11.1

50 061

55 067

Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.11.2

2

 

 

50 063

55 067

Passività finanziarie correnti

 

 

 

Passività finanziarie al costo ammortizzato

2.11.1

6 850

2 283

Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

2.11.2

1

 

 

6 850

2 284

Totale

 

56 913

57 351

2.11.1.    Passività finanziarie al costo ammortizzato

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Prestiti assunti per assistenza finanziaria

2.11.1.1

54 841

55 128

Altre passività finanziarie

2.11.1.2

2 070

2 222

Totale

 

56 911

57 350

Non correnti

 

50 061

55 067

Correnti

 

6 850

2 283

2.11.1.1.   Prestiti assunti per assistenza finanziaria

in milioni di EUR

 

MESF

BdP

Assistenza macro-finanziaria (AMF)

Euratom

CECA in liquidazione

Totale

Totale al 31.12.2016

47 456

4 272

2 964

252

184

55 128

Nuovi prestiti assunti

1 013

50

1 063

Rimborsi

(1 150 )

(58)

(52)

(76)

(1 336 )

Differenze di cambio

(1)

(7)

(8)

Variazioni del valore contabile

0

(8)

5

(4)

(7)

Totale al 31.12.2017

47 456

3 114

3 924

250

97

54 841

Non correnti

42 300

1 700

3 846

203

93

48 141

Correnti

5 156

1 414

78

47

5

6 700

I prestiti assunti includono principalmente debiti rappresentati da titoli di credito, che ammontano a 54 674 milioni di EUR (2016: 54 951 milioni di EUR). Le variazioni del valore contabile corrispondono a variazioni degli interessi maturati.

Oltre alla CECA in liquidazione, il rimborso dei predetti prestiti assunti è garantito in ultima istanza dal bilancio dell’UE (cfr. nota 4.1.2) e, per estensione, da ogni Stato membro.

Tassi di interesse effettivi sui prestiti assunti (espressi come intervallo di tassi di interesse)

 

31.12.2017

31.12.2016

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

0 % — 4,54  %

0 % — 4,54  %

Euratom

0 % — 5,68  %

0 % — 5,68  %

Bilancia dei pagamenti (BdP)

2,88  % — 3,38  %

2,37  % — 3,37  %

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF)

0,62  % — 3,75  %

0,62  % — 3,75  %

CECA in liquidazione

6,91  % — 8,97  %

6,92  % — 9,78  %

2.11.1.2.   Altre passività finanziarie

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Non correnti

 

 

Passività relative a leasing finanziari

1 456

1 545

Edifici pagati a rate

305

329

Altro

159

160

 

1 920

2 034

Correnti

 

 

Passività relative a leasing finanziari

89

84

Edifici pagati a rate

24

22

Ammende da rimborsare

13

25

Altro

24

58

 

150

189

Totale

2 070

2 222

Passività relative a leasing finanziari

in milioni di EUR

Descrizione

Importi futuri da pagare

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale passività

Terreni ed edifici

85

424

1 023

1 532

Altre attività materiali

4

9

13

Totale al 31.12.2017

89

433

1 023

1 545

Componente interessi

69

249

247

565

Totale pagamenti minimi futuri per leasing al 31.12.2017

158

682

1 271

2 111

Totale pagamenti minimi futuri per leasing al 31.12.2016

156

678

1 439

2 274

Gli importi di cui sopra relativi a leasing ed edifici dovranno essere finanziati dai bilanci futuri.

2.11.2.    Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

in milioni di EUR

Tipo di derivato

31.12.2017

31.12.2016

Importo nozionale

Fair value (valore equo)

Importo nozionale

Fair value (valore equo)

Contratto forward su valuta estera

101

1

Opzione sui tassi di cambio (spread su put)

9

2

TOTALE

9

2

101

1

Non correnti

9

2

Correnti

101

1

Al 31 dicembre 2017 l’UE detiene uno strumento finanziario derivato (opzione in valuta estera — tipo di opzione: spread su put) che le consente di coprire la svalutazione della valuta estera (UHA) correlata a prestiti erogati da enti finanziari alle PMI in Ucraina, al fine di promuoverne l’accesso ai finanziamenti, nonché migliorare l’attrattiva delle condizioni creditizie in Ucraina. In base al contratto, l’UE offre ai suoi partner l’opzione di chiedere, per ciascun prestito ammissibile ed entro il limite massimo del 30 %, un contributo UE in caso di peggioramento del rapporto UHA/EUR.

Al 31 dicembre 2017 tutte le passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo sono classificate al livello 2 della gerarchia del fair value (valore equo) (valutazione basata su input osservabili diversi dai prezzi quotati).

2.11.3.    Passività per garanzie finanziarie

La garanzia FEIS sul portafoglio debiti erogato dalla BEI nell’ambito della finestra per l’innovazione e l’infrastruttura FEIS (IIW) è classificata come passività per garanzie finanziarie. Al 31 dicembre 2017 le passività relative alla garanzia finanziaria del FEIS erano pari a zero, dato che le entrate da riscuotere a titolo della garanzia superano le perdite attese (cfr. nota 4.1.1).

2.12.   DEBITI

in milioni di EUR

 

Importo lordo

Adegua- menti

Importo netto al 31.12.2017

Importo lordo

Adegua- menti

Importo netto al 31.12.2016

Dichiarazioni di spesa e fatture ricevute da:

 

 

 

 

 

 

Stati membri:

 

 

 

 

 

 

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

481

481

500

(34)

467

FESR + FC

12 602

(883)

11 719

10 663

(793)

9 871

FSE

4 183

(264)

3 919

4 145

(95)

4 050

Altro

746

(280)

466

793

(47)

747

Enti pubblici e privati

1 563

(144)

1 419

1 677

(169)

1 507

Totale dichiarazioni di spesa e fatture ricevute

19 574

(1 571 )

18 004

17 779

(1 138 )

16 641

FEAGA

11 534

N/D

11 534

12 193

N/D

12 193

Debiti relativi a risorse proprie

8 836

N/D

8 836

10 441

N/D

10 441

Altri debiti

341

N/D

341

364

N/D

364

Altro

333

N/D

333

364

N/D

364

Totale

40 618

(1 571 )

39 048

41 142

(1 138 )

40 005

I debiti comprendono fatture e dichiarazioni di spesa ricevute ma non ancora pagate al termine dell’esercizio. Vengono inizialmente rilevati al momento del ricevimento delle fatture / dichiarazioni di spesa per gli importi richiesti. I debiti vengono successivamente adeguati per riflettere solo gli importi accettati a seguito della revisione dei costi, e gli importi stimati ammissibili, in seguito alle operazioni di chiusura dell’esercizio. Gli importi non ammissibili vengono inclusi nella colonna «Adeguamenti»; gli importi più elevati riguardano le azioni strutturali.

Nel periodo di programmazione 2014-2020, il regolamento recante disposizioni comuni (RDC) applicabili ai fondi strutturali (FESR e FSE), al Fondo di coesione e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) prevede che il bilancio dell’Unione sia protetto mediante una trattenuta sistematica del 10 % sui pagamenti intermedi effettuati. Entro il febbraio successivo alla fine dell’esercizio contabile RDC (1o luglio — 30 giugno) il ciclo dei controlli termina con le verifiche di gestione da parte delle autorità di gestione e con gli audit da parte delle autorità di audit. La Commissione esamina i documenti di affidabilità e i conti forniti dalle autorità competenti degli Stati membri. Il pagamento o il recupero del saldo finale viene effettuato solo dopo il completamento di detta valutazione e ad accettazione dei conti avvenuta. A fine 2017 l’importo trattenuto ai sensi di questa disposizione ammontava a 3,1 miliardi di EUR. Parte di tale importo (0,6 miliardi di EUR) si stima sia non ammissibile sulla base delle informazioni trasmesse dagli Stati membri nei loro conti ed è altresì inserita nella colonna «Adeguamenti».

La componente finale degli adeguamenti dei debiti è rappresentata dagli importi che corrispondono ad altri anticipi agli Stati membri (cfr. nota 2.5.2) e che devono essere ancora versati alla fine dell’esercizio (0,3 miliardi di EUR).

In merito alla politica di coesione (FESR, FC, FSE), le dichiarazioni di spesa relative al periodo 2007-2013 costituiscono ancora un importo notevole, pari a 10 miliardi di EUR, essendo in corso il controllo, da parte della Commissione, delle dichiarazioni di spesa finali trasmesse dagli Stati membri. Allo stesso tempo, le dichiarazioni di spesa relative al periodo 2014-2020 sono aumentate a 5 miliardi di EUR in seguito ai progressi compiuti nell’attuazione dei programmi.

Domande di prefinanziamento

Oltre ai suddetti importi, 0,5 miliardi di EUR di domande di prefinanziamento ricevute non risultavano ancora pagate a fine esercizio. In base alle norme contabili dell’Unione europea, tali importi non vengono iscritti come debiti.

Debiti relativi a risorse proprie

I debiti relativi a risorse proprie sono i contributi degli Stati membri al bilancio dell’UE che dovranno essere rimborsati alla fine dell’esercizio in seguito al bilancio rettificativo n. 6/2017. I bilanci rettificativi sono attuati sulla base del disposto dell’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 609/2014. L’importo significativo al 31 dicembre 2017 è dovuto all’approvazione del bilancio rettificativo n. 6/2017 in data 30 novembre 2017. In base a tale disposizione di legge, gli importi risultanti sono stati restituiti agli Stati membri il primo giorno lavorativo utile di gennaio 2018.

2.13.   RATEI E RISCONTI PASSIVI

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Ratei passivi

63 588

66 800

Risconti passivi

111

638

Altro

203

143

Totale

63 902

67 580

La ripartizione dei ratei passivi è la seguente:

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

FEAGA

33 303

33 033

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

17 464

17 024

FESR e FC

4 249

7 157

FSE

2 870

3 473

Altro

5 702

6 112

Totale

63 588

66 800

Il movimento principale riguarda la politica di coesione e consta in una riduzione di 2,9 miliardi di EUR per il FESR e il FC e 0,6 miliardi di EUR per il FSE. Ciò è dovuto alla diminuzione dei ratei per il precedente periodo di programmazione 2007-2013, essendo il programma entrato nella sua fase di chiusura.

ATTIVO NETTO

2.14.   RISERVE

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Riserva del fair value (valore equo)

2.14.1

278

325

Riserva del Fondo di garanzia

2.14.2

2 663

2 643

Altre riserve

2.14.3

1 935

1 873

Totale

 

4 876

4 841

2.14.1.    Riserva del fair value (valore equo)

Nel rispetto delle norme contabili dell’UE, l’adeguamento al fair value (valore equo) delle attività finanziarie disponibili per la vendita è contabilizzato nella riserva del fair value (valore equo).

Movimenti della riserva del fair value (valore equo) nell’esercizio

in milioni di EUR

 

2017

2016

Inlusi nella riserva del fair value (valore equo)

(8)

34

Inclusi nel prospetto del risultato economico

6

Totale

(2)

34

2.14.2.    Riserva del Fondo di garanzia

Questa riserva corrisponde all’importo obiettivo del 9 % degli importi in essere garantiti dal bilancio dell’UE nel quadro del mandato di prestiti esterni della BEI, che deve essere registrato tra le attività del Fondo di garanzia per le azioni esterne (cfr. nota 2.4.1).

2.14.3.    Altre riserve

Tale importo si riferisce principalmente alle riserve della CECA in liquidazione (1 515 milioni di EUR) per le attività del Fondo di ricerca carbone e acciaio, creato nel contesto della liquidazione della CECA.

2.15.   IMPORTI DA RICHIEDERE AGLI STATI MEMBRI

in milioni di EUR

Importi da richiedere agli Stati membri al 31.12.2016

76 881

Restituzione agli Stati membri dell’avanzo di bilancio 2016

6 405

Movimenti della riserva del Fondo di garanzia

20

Altri movimenti della riserva

11

Risultato economico dell’esercizio

(8 082 )

Totale importi da richiedere agli Stati membri al 31.12.2017

75 234

Tale importo rappresenta la parte delle spese già sostenute dall’UE fino al 31 dicembre che deve essere finanziata dai bilanci futuri. Conformemente alle norme della contabilizzazione per competenza, numerose spese vengono rilevate nell’esercizio N, sebbene possano essere effettivamente pagate nell’esercizio N+1 (o in esercizi successivi) e quindi finanziate dal bilancio dell’esercizio N+1 (o di esercizi successivi). L’iscrizione nei conti di queste passività, unita al fatto che i relativi importi saranno finanziati dai bilanci futuri, fa sì che alla fine dell’esercizio le passività eccedano di gran lunga le attività. Gli importi più significativi da evidenziare riguardano le attività del FEAGA e le passività derivanti dai benefici per i dipendenti.

Si osservi inoltre che quanto sopra non influisce sul risultato di bilancio: le entrate di bilancio devono essere sempre pari o superiori alle spese di bilancio e le eventuali eccedenze vengono restituite agli Stati membri.

3.   NOTE AL PROSPETTO DEL RISULTATO ECONOMICO

PROVENTI

PROVENTI DERIVANTI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE: RISORSE PROPRIE

3.1.   RISORSE RNL

Le entrate da risorse proprie costituiscono l’elemento principale delle entrate di esercizio dell’Unione europea. Le entrate da RNL (reddito nazionale lordo) ammontano a 78 620 milioni di EUR nel 2017 (2016: 95 578 milioni di EUR) e costituiscono l’importo più significativo delle tre categorie di risorse proprie. Una percentuale uniforme è applicata all’RNL di ciascuno Stato membro. Le entrate da RNL equilibrano entrate e spese, ovvero finanziano la parte di bilancio non coperta da altre fonti di reddito. La diminuzione delle entrate da RNL è prevalentemente dovuta alla sostanziale riduzione degli stanziamenti di pagamento e all’avanzo di bilancio relativamente elevato dall’esercizio precedente (6 405 milioni di EUR). Entrambi gli elementi hanno contribuito a ridurre il contributo RNL richiesto agli Stati membri nel 2017, essendo tale contributo un importo a pareggio.

3.2.   RISORSE PROPRIE TRADIZIONALI

in milioni di EUR

 

2017

2016

Dazi doganali

20 475

20 301

Contributi zucchero

45

138

Totale

20 520

20 439

Le risorse proprie tradizionali sono costituite dai dazi doganali e dai contributi zucchero. Gli Stati membri trattengono, a titolo di rimborso delle spese di riscossione, il 20 % delle risorse proprie tradizionali, per cui gli importi di cui sopra sono riportati al netto di tale detrazione.

3.3.   RISORSE IVA

La risorsa basata sull’IVA è riscossa sulle basi IVA degli Stati membri, che a tal fine sono oggetto di un’armonizzazione nozionale in conformità alle norme dell’UE. Il contributo IVA è calcolato applicando un’aliquota uniforme di prelievo dello 0,3 % alla base di ciascuno Stato membro. Per il periodo 2014-2020 la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio prevede una riduzione dell’aliquota di prelievo dello 0,15 % per la Germania, i Paesi Bassi e la Svezia.

PROVENTI DERIVANTI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE: TRASFERIMENTI

3.4.   AMMENDE

Tali proventi pari a 4 664 milioni di EUR (2016: 3 858 milioni di EUR) si riferiscono ad ammende che la Commissione ha inflitto a società per aver violato le norme dell’UE in materia di concorrenza, nonché ad ammende inflitte dalla Commissione agli Stati membri per violazioni delle norme di diritto dell’UE. La Commissione rileva i proventi da ammende nel momento in cui adotta la decisione di infliggere un’ammenda e notifica ufficialmente tale decisione al destinatario. Nel 2017 tali importi riguardano prevalentemente le ammende per violazioni delle norme di concorrenza (4 568 milioni di EUR). I casi principali riguardano le violazioni delle norme dell’UE in materia di antitrust, ad esempio l’ammenda inflitta ad Alphabet Inc. e Google Inc. per abuso di posizione dominante sul mercato quale motore di ricerca (2 424 milioni di EUR), un ammenda a Scania per la partecipazione della società a un cartello nel settore degli automezzi pesanti (881 milioni di EUR) e ammende a 11 vettori aerei di trasporto merci per un cartello per la fissazione dei prezzi (776 milioni di EUR).

3.5.   RECUPERO SPESE

in milioni di EUR

 

2017

2016

Gestione concorrente

1 775

1 876

Gestione diretta

81

56

Gestione indiretta

23

15

Totale

1 879

1 947

Tale rubrica rappresenta principalmente gli ordini di recupero emessi dalla Commissione che sono incassati o compensati con (vale a dire detratti dai) pagamenti successivi registrati nel sistema contabile della Commissione, allo scopo di recuperare spese precedentemente pagate dal bilancio generale. I recuperi si basano su controlli, audit e valutazioni di ammissibilità, per cui queste azioni hanno un ruolo importante nell’esecuzione del bilancio dell’UE. Tali operazioni, che tutelano il bilancio dell’UE dal rischio di spese illegali, sono tanto più importanti in quanto i risultati degli audit della Corte dei conti europea hanno rivelato un livello di errori rilevante nei pagamenti effettuati a valere sul bilancio UE (cfr. la relazione annuale della Corte, in particolare la dichiarazione di affidabilità sulla legittimità e la regolarità delle operazioni sottostanti).

Sono inoltre inclusi gli ordini di recupero emessi dagli Stati membri nei confronti dei beneficiari delle spese del FEAGA, nonché la variazione delle stime dei ratei attivi dalla fine dell’esercizio precedente fino a quella dell’esercizio corrente.

Gli importi indicati nella tabella precedente rappresentano le entrate derivanti dall’emissione degli ordini di recupero. Per tale ragione, queste cifre non illustrano e non possono illustrare la totalità delle misure adottate per tutelare il bilancio UE, in particolare per quanto riguarda la politica di coesione, per la quale esistono meccanismi specifici atti a garantire la correzione delle spese inammissibili, che per la maggior non comportano l’emissione di un ordine di recupero. Non sono inclusi gli importi recuperati tramite compensazione con le spese, gli importi recuperati tramite revoche e i recuperi dei prefinanziamenti.

I recuperi nel quadro della gestione concorrente rappresentano la maggior parte del totale:

Agricoltura: FEAGA e sviluppo rurale

Nell’ambito del FEAGA e del FEASR, gli importi iscritti come entrate dell’esercizio in questa rubrica sono rettifiche finanziarie dell’esercizio e rimborsi dichiarati dagli Stati membri e recuperati durante l’esercizio, cui si aggiunge l’aumento netto degli importi in essere dichiarati dagli Stati membri da recuperare a fine esercizio in relazione a frodi e irregolarità.

Politica di coesione

Gli importi principali relativi alla politica di coesione sono gli ordini di recupero emessi dalla Commissione per recuperare le spese indebite effettuate negli esercizi precedenti e le trattenute dalle spese meno la diminuzione dei ratei attivi a fine esercizio.

3.6.   ALTRI PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI SENZA CORRISPETTIVO EQUIVALENTE

in milioni di EUR

 

2017

2016

Adeguamenti di bilancio

5 806

1 956

Contributi di paesi terzi

1 269

953

Imposte e contributi del personale

1 218

1 189

Contributi degli Stati membri per l’aiuto esterno

988

732

Trasferimento di attività

208

147

Adeguamenti degli accantonamenti

29

14

Prelievi agricoli

4

5

Altro

854

744

Totale

10 376

5 740

Gli adeguamenti di bilancio includono l’avanzo di bilancio del 2016 (6 405 milioni di EUR). L’avanzo di bilancio dell’esercizio precedente è riportato all’esercizio successivo e costituisce un ricavo per il 2017.

I contributi dei paesi terzi sono i contributi dei paesi EFTA e dei paesi candidati all’adesione.

I proventi derivanti da imposte e contributi del personale derivano principalmente dalle trattenute sulle retribuzioni del personale e sono costituite da due importi significativi: i contributi pensionistici del personale e le imposte sul reddito.

I contributi degli Stati membri per gli aiuti esterni sono costituiti principalmente dagli importi ricevuti per la creazione dello strumento per i rifugiati in Turchia.

I proventi derivanti dal trasferimento di attività riguardano principalmente il trasferimento di satelliti nel quadro del programma Copernicus (in precedenza programma GMES) dall’Agenzia spaziale europea (ESA) alla Commissione (cfr. nota 2.2). Tale trasferimento rappresenta un’operazione senza corrispettivo equivalente in base alle norme contabili dell’UE e negli esercizi futuri sarà effettuata anche per i restanti satelliti Copernicus attualmente in fase di costruzione.

I prelievi agricoli riguardano i prelievi latte, che costituiscono uno strumento di gestione del mercato mirato a penalizzare i produttori di latte che superano le rispettive quantità di riferimento. Poiché non sono legati a pagamenti precedenti da parte della Commissione, sono in pratica considerati come entrate con destinazione specifica.

L’importo del 2017 relativo agli altri proventi da operazioni senza corrispettivo equivalente comprende 300 milioni di EUR stornati dal FES, che rappresentano il contributo di tale fondo al fondo di garanzia del FEIS che sarà istituito nel 2018 ai sensi del regolamento (UE) 2017/1601.

PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

3.7.   PROVENTI FINANZIARI

in milioni di EUR

 

2017

2016

Interessi su:

 

 

Prestiti erogati

1 379

1 446

Ritardi di pagamento

217

108

Altro

41

38

Premio su passività per garanzie finanziarie (FEIS)

61

16

Proventi finanziari da attività o passività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

57

0

Profitti realizzati su attività finanziarie disponibili per la vendita

38

35

Dividendi

23

13

Altro

28

112

Totale

1 845

1 769

Gli interessi attivi sui prestiti concessi riguardano principalmente i prestiti concessi per l’assistenza finanziaria (cfr. nota 2.4.3).

Gli interessi attivi sui ritardi di pagamento sono prevalentemente dovuti alle ammende e ai contributi alle risorse proprie dovuti e non versati in tempo.

3.8.   ALTRI PROVENTI GENERATI DA OPERAZIONI DI SCAMBIO

in milioni di EUR

 

2017

2016

Commissioni percepite per la fornitura di servizi (agenzie)

557

267

Profitti derivanti da operazioni su cambi

281

331

Proventi da commissioni e premi relativi a strumenti finanziari

51

48

Proventi relativi a immobili, impianti e macchinari

43

17

Vendita di beni

42

46

Quota risultato netto del FEI

21

2

Altro

338

288

Totale

1 332

998

Le commissioni percepite per la fornitura di servizi comprendono prevalentemente le tariffe per l’autorizzazione all’immissione in commercio imposte dall’Agenzia europea per i medicinali e le tasse relative ai marchi riscosse dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.

SPESE

3.9.   GESTIONE CONCORRENTE

in milioni di EUR

Eseguite dagli Stati membri

2017

2016

Fondo europeo agricolo di garanzia

44 289

44 152

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e altri strumenti per lo sviluppo rurale

11 359

12 604

Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione

17 650

35 045

Fondo sociale europeo

7 353

9 366

Altro

1 253

1 606

Totale

81 905

102 772

La transizione dal precedente periodo di programmazione 2007-2013 all’attuale periodo di programmazione 2014-2020 spiega la riduzione delle spese di 17,4 miliardi di EUR per il settore della coesione: i costi dichiarati per il periodo 2007-2013 sono diminuiti in modo sostanziale (28,6 miliardi di EUR), in quanto la fase di attuazione è terminata e i programmi sono entrati nella loro fase di chiusura. Al tempo stesso, i costi dichiarati per il periodo 2014-2020 sono aumentati, ma solo di 11,2 miliardi di EUR in quanto i programmi sono in fase di avanzamento.

Le altre spese comprendono prevalentemente le seguenti voci: Fondo Asilo, migrazione e integrazione (485 milioni di EUR), Fondo di aiuti europei agli indigenti (378 milioni di EUR) e Fondo sicurezza interna (226 milioni di EUR).

3.10.   GESTIONE DIRETTA

in milioni di EUR

 

2017

2016

Eseguite dalla Commissione

8 831

9 254

Eseguite dalle agenzie esecutive dell’UE

6 699

6 259

Eseguite dai fondi fiduciari

208

97

Totale

15 738

15 610

Tali importi riguardano principalmente l’attuazione della politica di ricerca (7,2 miliardi di EUR), dei programmi di rete (1,3 miliardi di EUR), degli strumenti della cooperazione allo sviluppo (1,3 miliardi di EUR), della politica europea di vicinato (1,2 miliardi di EUR) e dell’aiuto umanitario (0,7 miliardi di EUR).

3.11.   GESTIONE INDIRETTA

in milioni di EUR

 

2017

2016

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

2 667

2 547

Eseguite da paesi terzi

1 101

876

Eseguite da organizzazioni internazionali

3 014

2 382

Eseguite da altre entità

1 478

2 035

Totale

8 260

7 840

Delle spese di gestione indiretta, 4,2 miliardi di EUR fanno riferimento ad azioni esterne (prevalentemente in settori, quali preadesione, aiuti umanitari, cooperazione internazionale e vicinato). Ulteriori 3,6 miliardi di EUR fanno si riferiscono all’aumento della competitività in Europa (in ambiti quali ricerca, sistemi di navigazione satellitare e istruzione).

3.12.   COSTI DI PERSONALE E PENSIONI

in milioni di EUR

 

2017

2016

Costi per il personale

6 193

6 074

Costi per le pensioni

3 808

3 702

Totale

10 002

9 776

I costi per le pensioni rappresentano elementi dei movimenti apparsi a seguito della valutazione attuariale delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti, che non dipendono dalle ipotesi attuariali. Pertanto, non costituiscono pagamenti di pensioni effettivi effettuati durante l’esercizio, che sono significativamente inferiori.

3.13.   VARIAZIONI DELLE IPOTESI ATTUARIALI RELATIVE AI BENEFICI PER I DIPENDENTI

La perdita attuariale netta di 3 544 milioni di EUR registrata in questa rubrica si riferisce a tutte le passività derivanti dai benefici per i dipendenti rilevate nello stato patrimoniale (cfr. nota 2.9).

3.14.   ONERI FINANZIARI

in milioni di EUR

 

2017

2016

Interessi passivi:

 

 

Prestiti assunti

1 373

1 440

Altro

22

57

Perdite per riduzione di valore di finanziamenti e crediti

324

184

Leasing finanziari

81

67

Perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie disponibili per la vendita

39

40

Perdite su attività o passività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

12

1

Perdite realizzate su attività finanziarie disponibili per la vendita

2

0

Altro

42

116

Totale

1 896

1 904

L’importo degli interessi passivi sui prestiti assunti corrisponde prevalentemente agli interessi attivi sui prestiti concessi per l’assistenza finanziaria (operazioni back to back).

Le perdite dovute alla riduzione di valore di finanziamenti e crediti comprendono l’importo di 243 milioni di EUR relativi alle risorse proprie tradizionali (cfr. nota 2.6.1.1).

3.15.   ALTRE SPESE

in milioni di EUR

 

2017

2016

Spese amministrative e informatiche

2 521

2 455

Spese relative a immobili, impianti e macchinari

1 423

1 021

Adeguamenti degli accantonamenti

1 377

685

Perdite dovute a operazioni su cambi

446

505

Spese di leasing operativo

414

383

Riduzione dell’importo delle ammende da parte della Corte di giustizia

67

18

Altro

509

419

Totale

6 756

5 486

L’aumento delle spese per accantonamenti è dovuto prevalentemente alla variazione della stima dell’accantonamento per la disattivazione di siti nucleari (cfr. nota 2.10).

Le spese relative a ricerca e sviluppo sono incluse nelle spese amministrative e informatiche e sono le seguenti:

in milioni di EUR

 

2017

2016

Costi delle attività di ricerca

376

344

Costi di sviluppo non capitalizzati

81

88

Totale

456

431

3.16.   INFORMATIVA SETTORIALE PER RUBRICA DEL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE (QFP)

in milioni di EUR

 

Crescita intelligente e inclusiva

Crescita sostenibile

Sicurezza e cittadinanza

Ruolo mondiale dell’Europa

Amministrazione

Non assegnato ad una rubrica del QFP (9)

Totale

Risorse RNL

78 620

78 620

Risorse proprie tradizionali

20 520

20 520

IVA

16 947

16 947

Ammende

4 664

4 664

Recupero spese

357

1 488

5

28

0

0

1 879

Altro

1 172

244

43

414

4 827

3 676

10 376

Proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente

1 529

1 732

48

443

4 827

124 428

133 006

Proventi finanziari

147

(4)

0

17

1

1 684

1 845

Altro

196

(12)

(6)

10

338

805

1 332

Proventi generati da operazioni di scambio

343

(15)

(6)

27

338

2 489

3 177

Totale proventi

1 873

1 716

42

470

5 166

126 917

136 183

Spese eseguite dagli Stati membri:

 

 

 

 

 

 

 

FEAGA

(44 289 )

(44 289 )

FEASR e altri strumenti di sviluppo rurale

(11 359 )

(11 359 )

FESR + FC

(17 650 )

(17 650 )

FSE

(7 353 )

(7 353 )

Altro

(439)

74

(897)

9

0

(1 253 )

Eseguite dalla CE, dalle agenzie esecutive e dai fondi fiduciari

(9 809 )

(525)

(1 080 )

(4 337 )

(12)

25

(15 738 )

Eseguite da altre agenzie e altri organismi dell’UE

(2 530 )

(121)

(754)

(24)

762

(2 667 )

Eseguite da paesi terzi e organizzazioni internazionali

(434)

0

(177)

(3 504 )

(4 115 )

Eseguite da altre entità

(819)

15

1

(675)

(0)

(1 478 )

Costi personale e pensioni

(1 638 )

(360)

(426)

(615)

(5 977 )

(986)

(10 002 )

Variazioni delle ipotesi attuariali relative ai benefici per i dipendenti

(3 544 )

(3 544 )

Oneri finanziari

(88)

(16)

(0)

(18)

(106)

(1 668 )

(1 896 )

Altre spese

(2 453 )

(88)

(196)

(113)

(3 386 )

(521)

(6 756 )

Totale spese

(43 213 )

(56 669 )

(3 528 )

(9 277 )

(13 025 )

(2 389 )

(128 101 )

Risultato economico dell’esercizio

(41 341 )

(54 953 )

(3 486 )

(8 807 )

(7 859 )

124 528

8 082

La presentazione dei proventi e delle spese per rubrica del QFP si basa su stime, dato che non tutti gli impegni sono collegati a una rubrica del QFP.

4.   PASSIVITÀ E ATTIVITÀ POTENZIALI

4.1.   PASSIVITÀ POTENZIALI

Le passività potenziale sono possibili obbligazioni di pagamento future a carico dell’UE che possono sorgere a causa di eventi passati o impegni giuridicamente vincolanti assunti, ma che dipenderanno dai eventi futuri non interamente sotto il controllo dell’UE. Esse si riferiscono principalmente a garanzie finanziarie concesse (sui prestiti concessi e sui programmi di assistenza finanziaria) e a rischi giuridici. Tutte le passività potenziali, eccetto quelle relative ad ammende e a garanzie coperte da fondi (cfr. nota 2.4.1), saranno finanziate, se dovute, dal bilancio dell’UE (e quindi da parte degli Stati membri dell’UE) negli anni a venire.

4.1.1.    Garanzie di bilancio

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Massimale

Sottoscritti

Erogati

Massimale

Sottoscritti

Erogati

Garanzie per il mandato di prestiti esterni della BEI

37 479

28 950

19 972

40 645

30 161

21 145

Garanzia FEIS

16 000

13 473

10 128

16 000

11 245

4 392

Totale

53 479

42 423

30 100

56 645

41 406

25 537

La precedente tabella illustra il grado di esposizione del bilancio dell’UE a eventuali pagamenti futuri legati alle garanzie concesse al gruppo BEI. Gli importi erogati rappresentano gli importi già versati ai beneficiari finali, mentre gli importi sottoscritti comprendono le somme erogate più gli accordi già sottoscritti con i beneficiari, ma non ancora erogati. Il massimale rappresenta la garanzia totale che il bilancio dell’UE, e quindi gli Stati membri, si sono impegnati a coprire.

Garanzie per il mandato di prestiti esterni della BEI

Il bilancio dell’UE garantisce prestiti sottoscritti e garantiti dalla BEI a titolo delle sue risorse proprie a favore di paesi terzi. Al 31 dicembre 2017 l’importo dei prestiti in essere coperti dalla garanzia dell’UE ammontava in totale a 19 972 milioni di EUR (2016: 21 145 milioni di EUR). Il bilancio dell’UE garantisce:

18 583 milioni di EUR (2016: 19 481 milioni di EUR tramite il Fondo di garanzia per le azioni esterne (cfr. nota 2.4.1), e

1 389 milioni di EUR (2016: 1 664 milioni di EUR) direttamente per prestiti concessi agli Stati membri prima dell’adesione.

Oltre all’importo di 19 972 milioni di EUR indicato sopra come erogato, l’UE garantisce ulteriori 258 milioni di EUR di prestiti in essere a favore della Siria, per i quali sono stati effettuati accantonamenti.

La garanzia dell’UE per il mandato di prestiti esterni relativa ai prestiti concessi dalla BEI è limitata al 65 % dei saldi residui per gli accordi conclusi dopo il 2007 (mandati 2007-2013 e 2014-2020). Per gli accordi conclusi prima del 2007, la garanzia dell’UE è limitata a una percentuale del massimale delle linee di credito autorizzate, pari nella maggior parte dei casi al 65 %, ma anche al 70 %, al 75 % o al 100 %. Quando il massimale non è raggiunto, è la totalità dell’esposizione che beneficia della garanzia dell’UE.

Tuttavia, ai fini della comunicazione dell’esposizione massima dell’UE al 31 dicembre 2017, si devono anche includere i prestiti autorizzati da sottoscrivere, ma non ancora sottoscritti (8 529 milioni di EUR) e i prestiti sottoscritti ma non ancora erogati (8 978 milioni di EUR).

A marzo 2018, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la decisione (UE) 2018/412 che consente l’innalzamento del massimale delle operazioni di finanziamento della BEI coperte dalla garanzia UE. Ciò si tradurrà in un accordo di garanzia aggiornato con la BEI, che, quando modificato, consentirà di aumentare l’esposizione massima dell’UE di 3,4 miliardi di EUR.

Garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

Il FEIS è un’iniziativa che mira ad aumentare la capacità di assunzione di rischi del gruppo BEI consentendo alla BEI di ampliare i propri investimenti nell’UE. L’obiettivo del FEIS è sostenere ulteriori investimenti nell’UE e l’accesso al credito da parte delle piccole imprese. Il FEIS non è né un’entità giuridica distinta né un fondo di investimento in senso stretto. La riserva rischi del FEIS offre alla BEI una protezione contro le perdite potenziali relative alle operazioni sottostanti ed è composta da uno stanziamento di 5 miliardi di EUR di capitale proprio della BEI ed una garanzia a carico del bilancio dell’UE fino a un massimo di 16 miliardi di EUR («garanzia FEIS dell’UE»). La garanzia FEIS dell’UE è fornita alla BEI in forza di un accordo sottoscritto fra UE e BEI, in appresso denominato l’«accordo FEIS».

Gli importi relativi alle passività potenziali FEIS, compreso il massimale della garanzia, comunicati nella presente nota, si basano sull’accordo FEIS in vigore al 31 dicembre 2017. È tuttavia opportuno evidenziare che il regolamento FEIS modificato (regolamento UE 2017/2396), adottato nel dicembre 2017, ha permesso di incrementare la garanzia FEIS dell’UE fino a 26 miliardi di EUR. L’accordo FEIS è stato modificato di conseguenza nel marzo 2018.

Le operazioni del FEIS sono effettuate nel quadro di due strutture: lo sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione (IIW) attuato dalla BEI (garanzia dell’UE di 13 miliardi di EUR) e lo sportello PMI (SMEW) attuato dal FEI (garanzia dell’UE di 3 miliardi di EUR), entrambi dotati di un portafoglio di strumenti rappresentativi di debito e di un portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale. Il FEI opera nel quadro di un accordo con la BEI sulla base di una garanzia della BEI a sua volta controgarantita dalla garanzia FEIS dell’UE in forza dell’accordo FEIS.

Ai fini dell’utilizzo della garanzia dell’UE, l’esecuzione del FEIS è sorvegliata da un comitato direttivo, che delibera per consenso ed è composto da quattro membri, di cui tre nominati dalla Commissione e uno dalla BEI. Ai sensi del regolamento sul FEIS modificato, il comitato direttivo del FEIS è composto da cinque membri, compreso un membro senza diritto di voto nominato dal Parlamento europeo, mentre le decisioni sono assunte per consenso e, qualora questo non possa essere raggiunto, con il voto unanime dei suoi componenti aventi diritto di voto. Il comitato direttivo del FEIS non adotta decisioni sugli investimenti.

L’UE e la BEI svolgono ruoli distinti nell’ambito del FEIS. Il FEIS è stato istituito nell’ambito della BEI, che finanzia le operazioni (titoli di debito e investimenti azionari) e, a tal fine, prende in prestito le risorse necessarie sui mercati dei capitali. Per quanto riguarda l’IIW, la BEI adotta le decisioni di investimento in piena indipendenza e gestisce le operazioni conformemente alle proprie regole e procedure. Lo stesso si applica alle operazioni dello sportello SMEW gestite dal FEI.

Per garantire che gli investimenti effettuati a titolo del FEIS continuino a rimanere focalizzati sull’obiettivo specifico di colmare le carenze del mercato che ostacolano gli investimenti nell’UE e siano ammissibili alla protezione offerta dalla garanzia dell’UE, è stata istituita un’apposita struttura di governance. Il comitato per gli investimenti, composto da esperti indipendenti, esamina tutti i progetti proposti dalla BEI nell’ambito dell’IIW per quanto riguarda l’ammissibilità alla copertura della garanzia dell’UE. Quando un’operazione viene considerata ammissibile come operazione garantita dal FEIS la decisione di proseguire con il progetto e la relativa gestione sono soggette al normale ciclo di progetto della BEI e al suo normale processo di governance. In merito allo sportello SMEW, il comitato per gli investimenti si limita ad svolgere un ruolo di consulenza sulla descrizione dei prodotti SMEW, che vengono approvati dal comitato direttivo FEIS e dall’amministratore delegato FEIS.

Il ruolo dell’UE consiste nella fornitura della garanzia del bilancio dell’UE per una parte delle possibili perdite che la BEI potrebbe subire relativamente ai propri investimenti in strumenti rappresentativi di debito e di capitale. Di conseguenza, l’UE non interviene nella selezione e nella gestione delle operazioni del FEIS, non investe denaro nelle operazioni del FEIS e non è parte contraente diretta degli strumenti sottostanti. Dal momento che i criteri di controllo e i requisiti contabili in materia di consolidamento previsti dalle norme contabili dell’UE (e dagli IPSAS) non sono soddisfatti, le relative attività garantite non vengono contabilizzate nei conti annuali consolidati dell’UE.

Secondo le norme contabili dell’UE, la garanzia UE concessa al gruppo BEI nell’ambito del FEIS è stata contabilizzata come passività per garanzie finanziarie per il portafoglio di strumenti rappresentativi di debito IIW, come accantonamento finanziario per il portafoglio di strumenti rappresentativi di debito SMEW e come un derivato [attività o passività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo] per entrambi i portafogli di strumenti rappresentativi di capitale. Inoltre, la presente nota comunica una passività potenziale associata alla garanzia FEIS.

Nel quadro del portafoglio di strumenti rappresentativi di debito dell’IIW del FEIS, la garanzia dell’UE copre la «tranche di prima perdita» di un portafoglio di operazioni di finanziamento realizzate dalla BEI, che sono principalmente prestiti e garanzie standard. La garanzia dell’UE viene attivata quando il debitore si rende inadempiente non effettuando il versamento alla data dovuta o in caso di ristrutturazione del debito. La garanzia dell’UE è remunerata proporzionalmente al rischio assunto dall’UE sotto forma di distribuzione, tra la BEI e l’UE, dei proventi relativi ai rischi che spettano alla BEI nel quadro delle operazioni garantite. Le entrate dell’UE sono in primo luogo destinate a coprire le perdite sulle operazioni garantite. La garanzia dell’UE è pertanto contabilizzata come passività per garanzie finanziarie e valutata, in sede di rilevazione iniziale, al fair value (valore netto), ossia il valore attuale netto dei premi da ricevere (i proventi dell’UE). Alle successive date di riferimento del bilancio, la passività per garanzie finanziarie è valutata al valore delle perdite attese o, se più elevato, all’importo rilevato inizialmente, meno, se del caso, l’ammortamento accumulato dei proventi. La passività per garanzie finanziarie è presentata al netto dei proventi dell’UE non ancora percepiti, che erano pari a 0 al 31 dicembre 2017 (cfr. nota 2.11.3).

Nel quadro del portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale IIW del FEIS, costituito da partecipazioni azionarie dirette, partecipazioni in quasi-equity o prestiti subordinati, la BEI investe di pari passo a proprio rischio e a rischio dell’UE. Di conseguenza, la garanzia dell’UE copre, per la parte di investimenti azionari garantita dall’UE, le rettifiche di valore negative (perdite non realizzate) a ciascuna data di riferimento del bilancio, le perdite realizzate all’atto del disinvestimento e i costi di finanziamento della BEI. Nei casi in cui ad una data di riferimento successiva il valore di un investimento, precedentemente soggetto ad una rettifica di valore negativa, aumenti, la BEI rimborsa all’UE un importo a concorrenza del costo iniziale dell’investimento. Al momento del disinvestimento l’UE ha anche diritto ai profitti sull’investimento che superano il costo originario. La garanzia dell’UE viene remunerata con i profitti della BEI su operazioni garantite, compresi interessi, dividendi e profitti realizzati. Il regolamento tra l’Unione europea e la BEI avviene ogni anno al netto delle perdite e dei proventi.

Nel quadro del portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale SMEW del FEIS, l’EU garantisce investimenti azionari in fondi di venture capital e fondi azionari privati, finanziati dalla BEI e originati e gestiti dal FEI. La garanzia UE è offerta sulla base di un portafoglio suddiviso in due sottosportelli: il sottosportello 1 e il sottosportello 2. La garanzia FEIS va a coprire riduzioni di valore e perdite realizzate dovute agli investimenti garantiti e ai costi di finanziamento BEI. L’UE ha diritto alla remunerazione per il rischio assunto sotto forma di dividendi e profitti realizzati dalle operazioni azionarie garantite. Nell’ambito del sottosportello 2, anche il programma Orizzonte 2020 dell’UE investe in parte nello stesso portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale (l’investimento di Orizzonte 2020 finanziato dall’UE è contabilizzato come attività finanziaria AFS nei conti UE) e sostiene le prime perdite dagli investimenti, mentre le ulteriori perdite sono coperte dalla garanzia UE e dal FEI.

La garanzia FEIS sul portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale FEIS è classificata come strumento finanziario derivato e contabilizzata come attività finanziaria o passività finanziaria a fair value (valore equo) tramite avanzo o disavanzo. Al 31 dicembre 2017 il fair value (valore equo) della garanzia FEIS dell’UE sul portafoglio di strumenti rappresentativi di capitale FEIS era pari a 16 milioni di EUR (cfr. nota 2.4.2).

Detta passività potenziale comprende le operazioni dei programmi COSME, H2020, CCS ed EaSI per la parte coperta dalla garanzia dell’UE relativa al FEIS nel quadro del portafoglio di strumenti rappresentativi di debito dello SMEW.

I pagamenti a titolo della garanzia dell’UE verrebbero effettuati dal Fondo di garanzia del FEIS (cfr. nota 2.4.1). Al termine del 2017 le attività del fondo di garanzia hanno raggiunto un valore totale di 3,5 miliardi di EUR (2016: 1 miliardo di EUR), mentre altri 2,6 miliardi di EUR (2016: 2,4 miliardi di EUR) sono stati impegnati ma non ancora erogati e sono compresi nell’importo indicato come RAL alla nota 5.1.

4.1.2.    Garanzie relative all’assistenza finanziaria (attività di assunzione e concessione di prestiti)

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Utilizzate

Non utilizzate

Totale

Utilizzate

Non utilizzate

Totale

MESF

47 456

47 456

47 456

47 456

BdP

3 114

3 114

4 272

4 272

Assistenza macro-finanziaria (AMF)

3 924

460

4 384

2 964

1 313

4 277

Euratom

250

250

500

252

300

552

Totale

54 744

710

55 454

54 944

1 613

56 557

Il bilancio dell’UE garantisce i prestiti assunti dalla Commissione per finanziare i prestiti concessi agli Stati membri e agli Stati non membri in operazioni back-to-back. Tali prestiti assunti sono già rilevati come passività nel bilancio dell’UE (cfr. nota 2.11.1). Tuttavia, se si verifica un inadempimento sui prestiti concessi in contropartita diretta dei prestiti assunti, il bilancio dell’UE dovrebbe, ai sensi dell’articolo 14 del regolamento n. 609/2014 del Consiglio, sostenere l’intero costo dell’importo oggetto dell’inadempimento:

i prestiti assunti relativi a prestiti erogati nell’ambito del MESF sono garantiti unicamente dal bilancio dell’UE;

i prestiti assunti relativi ai prestiti BdP sono garantiti unicamente dal bilancio dell’UE;

i prestiti AMF sono in primo luogo garantiti dal Fondo di garanzia per le azioni esterne (cfr. nota 2.4 1) e quindi dal bilancio dell’UE; e

garanzie dei terzi costituiscono la prima copertura per l’intero importo in essere dei prestiti Euratom. Se le garanzie dei terzi non dovessero coprire gli importi dei prestiti esterni, la copertura sarebbe assicurata dal Fondo di garanzia.

I prestiti della CECA in liquidazione concessi su fondi presi a prestito non sono coperti da una garanzia del bilancio dell’UE. Essi sono invece coperti dalle attività finanziarie della CECA in liquidazione (cfr. nota 2.4.1).

4.1.3.    Garanzie concesse per gli strumenti finanziari dell’UE

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Orizzonte 2020

1 297

921

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi

654

711

Meccanismo per collegare l’Europa

490

465

Altro

32

3

Totale

2 473

2 101

Come previsto dall’articolo 140, paragrafo 3, del regolamento finanziario, le spese di bilancio connesse a uno strumento finanziario e la responsabilità finanziaria dell’UE non superano in alcun caso l’importo del corrispondente impegno di bilancio, il che esclude pertanto passività potenziali per il bilancio. In pratica ciò significa che queste passività hanno una contropartita sul lato dell’attivo dello stato patrimoniale o sono coperte da impegni di bilancio non ancora liquidati. Le passività potenziali di cui sopra sono riportate al netto di accantonamenti finanziari effettuati per tali strumenti finanziari (cfr. nota 2.10).

4.1.4.    Cause legali

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Ammende

3 242

1 834

Agricoltura

1 737

1 711

Coesione

3

3

Altro

481

600

Totale

5 463

4 148

Ammende

Detti importi riguardano prevalentemente ammende, inflitte dalla Commissione per violazione delle norme sulla concorrenza, pagate in via provvisoria dalle società cui sono state inflitte e contro le quali è stato presentato (o si ignora se sarà presentato) ricorso. La passività potenziale continuerà a essere contabilizzata fino alla decisione definitiva sul caso da parte della Corte di giustizia o fino alla scadenza dei termini per il ricorso. Gli interessi maturati sui pagamenti provvisori figurano nel risultato economico dell’esercizio nonché come passività potenziale, per tenere conto del carattere incerto del diritto della Commissione a detti importi.

Qualora l’UE dovesse perdere cause relative ad ammende inflitte, non vi sarebbero oneri a carico del bilancio dell’UE, dal momento che le ammende sono state pagate in via provvisoria e il relativo importo è depositato in specifici conti bancari (cfr. nota 2.8) o nel fondo BUFI creato a tal fine (cfr. nota 2.4.1). Le ammende sono rilevate come entrate di bilancio solo quando sono definitive (articolo 83 del regolamento finanziario).

Agricoltura

Si tratta delle passività potenziali nei confronti degli Stati membri correlate alle decisioni di conformità del FEAGA e alle rettifiche finanziarie relative allo sviluppo rurale e alla preadesione in attesa della sentenza della Corte di giustizia. La determinazione dell’importo definitivo della passività e dell’esercizio in cui verranno iscritti in bilancio gli effetti dei ricorsi accolti dipende dalla durata del procedimento dinanzi alla Corte di giustizia.

Coesione

Si tratta delle passività potenziali nei confronti degli Stati membri correlate ad azioni nel quadro della politica di coesione in attesa della data di audizione o della sentenza della Corte di giustizia.

Altre cause legali

Questa rubrica comprende le cause per risarcimento danni dirette contro l’UE, altri contenziosi legali, nonché le spese legali stimate. Si noti che in un’azione per risarcimento danni ai sensi dell’articolo 288 del trattato CE, il ricorrente deve dimostrare una violazione sufficientemente grave, da parte dell’istituzione, di una norma di legge volta a conferire un diritto individuale, un reale danno subito dal ricorrente e un nesso causale diretto fra l’atto illegittimo e il danno.

4.2.   ATTIVITÀ POTENZIALI

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Garanzie ricevute:

 

 

Garanzie di buona esecuzione

352

369

Altre garanzie

22

28

Altre attività potenziali

34

34

Totale

409

431

Si richiedono garanzie di buona esecuzione per assicurare che i beneficiari dei finanziamenti UE onorino le obbligazioni assunte nell’ambito di contratti stipulati con l’Unione europea.

5.   IMPEGNI DI BILANCIO E GIURIDICI

La presente nota fornisce informazioni sulla procedura di bilancio e sul futuro fabbisogno di finanziamento e non sulle passività esistenti al 31 dicembre 2017.

Il quadro finanziario pluriennale (QFP) concordato dagli Stati membri definisce i programmi e presenta i massimali delle rubriche per gli stanziamenti di impegno e il totale degli stanziamenti di pagamento a concorrenza dei quali l’UE può assumere impegni di bilancio e giuridici, e, in ultima analisi, effettuare pagamenti per un periodo di 7 anni (cfr. la tabella 1.1 nelle note delle relazioni sull’esecuzione del bilancio).

I massimali del QFP sono stati adottati dal Consiglio (ossia degli Stati membri), con l’assenso del Parlamento europeo; inoltre, l’articolo 16 del regolamento (UE) n. 1306/2013 sul finanziamento della PAC instaura un collegamento diretto tra il massimale annuo delle spese del FEAGA e il regolamento sul QFP. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno inoltre adottato i rispettivi atti di base per le spese del FEAGA, che indicano le spese per Stato membro per l’intero periodo 2014-2020.

Gli impegni giuridici corrispondono a programmi, progetti, accordi o contratti firmati, quindi giuridicamente vincolanti per l’UE. L’impegno giuridico è l’atto con il quale l’ordinatore crea o constata un’obbligazione (per l’UE) dalla quale deriva un onere (articolo 85 del regolamento finanziario).

Di norma, l’impegno di bilancio è contratto prima dell’impegno giuridico, ma per alcuni programmi/progetti pluriennali succede il contrario: gli impegni di bilancio sono assunti in frazioni annue, su più esercizi, quando ciò è previsto dall’atto di base. Ad esempio, per quanto riguarda la coesione, l’articolo 76 del regolamento recante disposizioni comuni [regolamento (UE) n. 1303/2013] prevede che la decisione della Commissione di adozione di un programma costituisce un impegno giuridico ai sensi del regolamento finanziario, ma che gli impegni di bilancio dell’Unione per ciascun programma sono effettuati in rate annuali per ciascun Fondo nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020. Altre basi giuridiche possono contenere disposizioni analoghe. Per questo motivo, vi possono essere importi che l’UE si è giuridicamente impegnata a pagare, ma per i quali l’impegno di bilancio non è stato ancora assunto, cfr. infra note 5.2 e 5.3.

Se l’impegno di bilancio è stato assunto, ma i pagamenti non sono ancora stati effettuati, l’importo degli impegni da liquidare è denominato «Reste à Liquider» (RAL). Ciò può riguardare programmi o progetti, spesso pluriennali, sottoscritti ma non ancora (pienamente) attuati. Essi rappresentano obbligazioni di pagamento per gli esercizi futuri. Poiché il bilancio è redatto secondo la contabilità per competenza, mentre le relazioni sull’esecuzione del bilancio sono redatte secondo il principio di cassa, una parte degli importi complessivi non pagati (RAL) è già stata liquidata e rilevata come passività nello stato patrimoniale (cfr. note 2.12 e 2.13). Il calcolo di dette spese viene effettuato sulla base delle dichiarazione di spesa/fatture ricevute, o sulla stima dell’esecuzione del programma o progetto, se le dichiarazione di spesa non sono state ancora trasmesse all’UE (cfr. nota 5.1 infra). Una volta effettuati i pagamenti relativi al RAL dopo il 31 dicembre 2017, la passività è eliminata contabilmente dallo stato patrimoniale. La parte del RAL non ancora liquidata non è inclusa tra le passività ma è invece riportata di seguito.

Le informazioni riportate di seguito rappresentano quindi importi al 31 dicembre 2017 che l’UE si è impegnata a pagare in adempimento di accordi contrattuali e che sono quindi destinati ad essere finanziati dai futuri bilanci dell’UE.

in milioni di EUR

 

Nota

31.12.2017

31.12.2016

Impegni di bilancio non ancora liquidati

5.1

221 391

189 881

Impegni giuridici in gestione concorrente ai sensi del vigente QFP in attesa di esecuzione

5.2

211 688

276 351

Impegni giuridici significativi in altri settori

5.3

20 030

22 275

Totale

 

453 109

488 507

5.1.   IMPEGNI DI BILANCIO NON ANCORA LIQUIDATI

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Impegni di bilancio non ancora liquidati

221 391

189 881

L’importo sopra indicato è costituito dal RAL («Reste à Liquider») del bilancio pari a 267 258 milioni di EUR (cfr. tabella 4.4 nelle note alle relazioni sull’esecuzione del bilancio), meno importi relativi inseriti come passività nello stato patrimoniale e come spese nel prospetto del risultato economico. Il RAL del bilancio è un importo che rappresenta gli impegni aperti, per i quali non sono ancora stati effettuati pagamenti e/o disimpegni. Come spiegato sopra, si tratta della normale conseguenza dell’esistenza di programmi pluriennali.

Occorre rilevare che gli anticipi dei prefinanziamenti in essere al 31 dicembre 2017 ammontavano a 49 miliardi di EUR (cfr. nota 2.5). Si tratta di impegni di bilancio che sono stati pagati, con conseguente riduzione del RAL, ma gli importi pagati sono ancora considerati appartenenti all’UE e non al beneficiario fino all’adempimento degli impegni contrattuali. Al pari del RAL indicato in precedenza, essi non sono ancora liquidati.

5.2.   IMPEGNI GIURIDICI IN GESTIONE CONCORRENTE AI SENSI DEL VIGENTE QPF IN ATTESA DI ESECUZIONE

in milioni di EUR

Fondi

Quadro finanziario 2014-2020 (A)

Impegni giuridici conclusi (B)

Impegni di bilancio (C)

Disimpegni (D)

Bilancio disponibile ai sensi del QFP (=A-C)

Impegni giuridici meno impegni di bilancio (=B-C+D)

Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione

262 058

262 058

140 302

121 756

121 756

Fondo sociale europeo

91 991

91 991

51 813

40 178

40 178

Fondo di aiuti europei agli indigenti

3 814

3 814

2 114

1 699

1 699

RUBRICA 1B: FONDI POLITICA DI COESIONE

357 862

357 862

194 229

163 633

163 633

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

99 343

99 343

56 401

42 942

42 942

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

5 749

5 749

3 210

2 539

2 539

RUBRICA 2: RISORSE NATURALI

105 093

105 093

59 611

45 482

45 482

Fondo Asilo e migrazione

5 391

4 233

2 794

2 597

1 439

Fondo sicurezza interna

2 812

2 635

1 500

1 311

1 134

RUBRICA 3: SICUREZZA E CITTADINANZA

8 202

6 868

4 294

3 908

2 573

Totale

471 157

469 822

258 134

213 023

211 688

Si tratta di obbligazioni giuridiche che l’UE si è impegnata a pagare in sede di adozione dei programmi operativi relativi alla gestione concorrente. La decisione della Commissione di adottare un programma operativo costituisce una decisione di finanziamento ai sensi dell’articolo 84 del regolamento finanziario e, una volta notificata allo Stato membro interessato, un impegno giuridico ai sensi dello stesso regolamento.

L’articolo 76 del regolamento recante disposizioni comuni dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) prevede:

«Gli impegni di bilancio dell’Unione per ciascun programma sono effettuati in rate annuali per ciascun Fondo nel periodo compreso tra il 1o gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020. Gli impegni di bilancio relativi alla riserva di efficacia dell’attuazione in un singolo programma sono distinti dalla restante ripartizione del programma.»

La precedente tabella inizia con il QFP totale (colonna A) e presenta gli impegni giuridici per i quali non sono ancora stati assunti impegni di bilancio e, per informazione, gli impegni massimi in rapporto ai massimali previsti dal QFP 2014-2020, rubriche 1b, 2 e 3. Pertanto, tali impegni giuridici rappresentano gli importi in essere che l’UE ha impegnato a bilancio e che si è impegnata a pagare dopo il 31 dicembre 2017. La colonna B riporta gli impegni giuridici assunti dalla Commissione a fine esercizio e la colonna C indica gli impegni di bilancio resi disponibili in relazione ai predetti impegni giuridici a fine esercizio. Al 31 dicembre 2017 non sono stati effettuati disimpegni (colonna D).

5.3.   IMPEGNI GIURIDICI SIGNIFICATIVI IN ALTRI SETTORI

in milioni di EUR

 

31.12.2017

31.12.2016

Meccanismo per collegare l’Europa

12 676

13 799

Copernicus

1 841

2 393

ITER

1 496

1 891

Galileo

253

523

Accordi di pesca

133

247

Impegni di leasing operativo

2 577

2 419

Altri impegni contrattuali

1 054

1 003

Totale

20 030

22 275

Tali importi rispecchiano gli impegni giuridici a lungo termine non ancora coperti da stanziamenti di impegno iscritti in bilancio a fine esercizio. Tali obbligazioni vincolanti saranno iscritte in bilancio in rate annuali negli esercizi futuri e pagate.

Alcuni programmi importanti (cfr. infra) possono essere attuati mediante frazioni annue, conformemente all’articolo 85, paragrafo 4, del regolamento finanziario. Ciò consente all’UE di assumere impegni giuridici (firmare le convenzioni di sovvenzione, gli accordi di delega e i contratti di appalto) per importi superiori agli stanziamenti di impegno disponibili per un dato esercizio. Pertanto, una parte consistente della dotazione complessiva per il vigente QFP può essere già impegnata. Ciò vale in particolare per i programmi di seguito descritti:

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

Il MCE fornisce assistenza finanziaria alle reti transeuropee per sostenere progetti di interesse comune nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture energetiche. Gli impegni giuridici per il programma MCE coprono un periodo che va dal 2014 al 2020 per l’MCE per i trasporti e fino al 2021 per l’MCE per l’energia. La base giuridica di questi impegni è il regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20 dicembre 2013), che, all’articolo 19, prevede l’uso di rate annuali.

Copernicus

Copernicus è il programma dell’Unione di osservazione e monitoraggio della Terra (cfr. anche nota 2.2). Tali impegni sono assunti per il periodo fino al 2020. Sulla base del regolamento (UE) n. 377/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, (GU L 122 del 24 aprile 2014, pag. 44), la Commissione ha firmato accordi di delega con l’Agenzia spaziale europea (ESA), EUMETSAT e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. L’articolo 8 del regolamento (UE) n. 377/2014 autorizza l’uso di quote annuali.

ITER — Reattore termonucleare sperimentale internazionale

Tali impegni sono destinati a coprire il fabbisogno futuro di finanziamento degli impianti ITER fino al 2021. Il contributo dell’UE (Euratom) a ITER International è versato tramite l’Agenzia «Fusion for Energy» e comprende altresì i contributi degli Stati membri e della Svizzera. Si tratta di impegni assunti ai sensi della decisione 2013/791/Euratom del Consiglio, del 13 dicembre 2013, che modifica la decisione 2007/198/Euratom che istituisce l’Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione, la quale autorizza l’uso di frazioni annue. ITER è stata creata per gestire gli impianti ITER e incoraggiarne l’utilizzo, promuovere la comprensione e l’accettazione da parte dell’opinione pubblica dell’energia da fusione e intraprendere qualsiasi altra attività necessaria per il conseguimento della sua finalità. A ITER partecipano UE, Cina, India, Russia, Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti.

Galileo

Si tratta di importi impegnati nel programma Galileo, che sviluppa un sistema globale europeo di navigazione satellitare (cfr. anche nota 2.2). Tali impegni sono assunti per il periodo fino al 2020. Ai sensi del regolamento (UE) n. 1285/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, (GU L 347 del 20 dicembre 2013, pag. 1) la Commissione ha firmato un accordo di delega con l’ESA. L’articolo 9 del regolamento (UE) n. 1285/2013 autorizza l’uso di annualità.

Accordi di pesca

Si tratta di impegni assunti fino al 2020 con paesi terzi per operazioni nell’ambito degli accordi di pesca internazionali. Questi impegni sono stati assunti sulla base di decisioni del Consiglio per ogni paese terzo [ad es. la decisione (UE) 2015/1894 del Consiglio, del 5 ottobre 2015, relativa alla conclusione del protocollo tra l’Unione europea e la Repubblica del Capo Verde che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica del Capo Verde, GU L 277 del 22 ottobre 2015]. Si tratta di trattati internazionali specifici, che comportano diritti e obbligazioni pluriennali.

Impegni di leasing operativo

Gli importi minimi impegnati da pagare ai sensi del relativo contratto nel corso del periodo rimanente di durata di questi contratti di leasing sono i seguenti:

in milioni di EUR

 

Pagamenti minimi per contratti di leasing

 

< 1 anno

1- 5 anni

> 5 anni

Totale

Immobili

374

1 106

1 078

2 558

Materiale informatico e altre attrezzature

7

13

0

21

Totale

380

1 120

1 078

2 577

Altri impegni contrattuali

Gli importi qui inclusi corrispondono agli importi che rimangono da versare nel periodo di durata dei contratti. Tra gli importi qui inclusi, il più consistente si riferisce ai contratti di costruzione del Parlamento europeo (175 milioni di EUR).

6.   GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI

Le seguenti informazioni si riferiscono alla gestione dei rischi finanziari dell’UE e riguardano:

le attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria svolte dalla Commissione mediante MESF, BdP, AMF e azioni dell’Euratom e per prestiti concessi con fondi presi a prestito della CECA in liquidazione;

operazioni di tesoreria effettuate dalla Commissione per dare esecuzione al bilancio dell’UE, comprese le entrate risultanti da ammende;

le attività detenute in fondi di garanzia di bilancio quali il Fondo di garanzia per le azioni esterne e il Fondo di garanzia del FEIS; e

strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE.

6.1.   TIPI DI RISCHIO

Il rischio di mercato è il rischio di fluttuazione del fair value (valore equo) o dei flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario a seguito di variazioni dei prezzi di mercato. Il rischio di mercato include non solo le potenziali perdite ma anche i potenziali profitti. Esso comprende il rischio di valuta, il rischio di tasso di interesse e altri rischi legati al prezzo (l’UE non è esposta in modo significativo ad altri rischi legati al prezzo).

Il rischio di valuta è il rischio che le operazioni dell’UE o il valore dei suoi investimenti risenta delle variazioni dei tassi di cambio. Questo rischio deriva dalla variazione del prezzo di una valuta rispetto ad un’altra.

Il rischio di tasso di interesse è la possibilità di una riduzione di valore di un titolo, in particolare delle obbligazioni, derivante da un aumento dei tassi di interesse. Di norma, tassi di interesse più elevati determinano una diminuzione del prezzo delle obbligazioni a tasso fisso e viceversa.

Il rischio di credito è il rischio di perdita dovuto al mancato pagamento da parte del debitore/mutuatario di un prestito o di altra linea di credito (del capitale, degli interessi o di entrambi) o all’inadempimento di un’altra obbligazione contrattuale. Tra i casi di inadempimento sono inclusi il ritardo nei pagamenti, la ristrutturazione dei pagamenti del mutuatario e il fallimento.

Il rischio di liquidità è il rischio derivante dalla difficoltà di vendita di un’attività, ad esempio il rischio che un’attività o un titolo determinati non possano essere negoziati nel mercato con la rapidità necessaria per evitare perdite o per adempiere un’obbligazione.

6.2.   POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO

L’esecuzione del bilancio dell’UE si basa sempre più sull’uso di strumenti finanziari dei programmi operativi. Il concetto fondamentale alla base di questo approccio è che, a differenza del metodo tradizionale di attuazione del bilancio mediante la concessione di sovvenzioni e sussidi, per ogni euro del bilancio erogato tramite strumenti finanziari il beneficiario finale riceve, grazie all’effetto leva, un sostegno finanziario superiore ad un euro. Tale uso del bilancio dell’UE consente di massimizzare l’impatto dei fondi disponibili. Per maggiori informazioni sugli importi, cfr. nota 2.4.1.

Comune alla maggior parte degli strumenti finanziari è il fatto che l’attuazione è delegata o al gruppo BEI (compreso il FEI) o ad altre istituzioni finanziarie, sulla base di un accordo tra la Commissione e l’istituzione finanziaria. Gli accordi conclusi con tali istituzioni finanziarie prevedono termini e obblighi rigorosi che gli intermediari devono rispettare e che garantiscono che i fondi UE siano gestiti adeguatamente e che la loro gestione sia oggetto di adeguate relazioni. Una volta impegnato il contributo finanziario a favore di uno strumento, i fondi vengono trasferiti su un conto bancario dall’istituzione finanziaria appositamente creato (conto fiduciario). L’istituzione finanziaria può, a seconda dello strumento in questione, utilizzare i fondi depositati sul conto fiduciario per concedere prestiti, emettere strumenti di debito, investire in strumenti di capitale o coprire le attivazioni di garanzie. I proventi dagli strumenti finanziari devono di norma essere rimborsati al bilancio dell’UE.

Il rischio relativo a tali strumenti finanziari è limitato al massimale indicato nei relativi accordi, che corrisponde all’importo previsto per lo strumento che è stato iscritto in bilancio. Poiché la Commissione sostiene spesso la «tranche di prima perdita» (first loss piece) e poiché gli strumenti sono destinati a finanziare i beneficiari più rischiosi (che hanno difficoltà ad ottenere finanziamenti dai prestatori commerciali), è probabile che il bilancio dell’UE subisca perdite.

Valutazione degli strumenti finanziari

Le seguenti classi di attività e passività finanziarie non sono valutate al fair value (valore equo): disponibilità liquide e mezzi equivalenti; crediti derivanti da operazioni di scambio e valori recuperabili da operazioni senza corrispettivo equivalente, prestiti assunti e altre passività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Il valore contabile di tali attività e passività finanziarie è considerato un’approssimazione ragionevole del loro fair value (valore equo).

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria

Le operazioni di assunzione e concessione di prestiti, e la gestione della relativa tesoreria, vengono effettuate dall’UE conformemente alle rispettive decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio, e, ove applicabili, alle linee guida interne. Sono stati redatti manuali che descrivono la procedura da seguire per specifiche operazioni, quali i prestiti assunti, i prestiti concessi e la gestione di tesoreria, e che sono utilizzati dalle competenti unità operative. Di norma, non vengono effettuate attività per compensare le variazioni del tasso di interesse o del tasso di cambio (attività di copertura), dato che le operazioni di prestito sono generalmente finanziate mediante assunzioni di prestiti back-to-back, che non generano posizioni aperte su tassi di interesse o in valuta. Il rispetto della caratteristica back-to-back viene verificato regolarmente.

Tesoreria

Le norme e i principi di gestione delle operazioni di tesoreria della Commissione sono stabiliti dal regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio [modificato dal regolamento (UE, Euratom) 2016/804 del Consiglio] e dal regolamento finanziario e relative modalità di esecuzione.

Sulla base dei regolamenti di cui sopra, si applicano i seguenti principi fondamentali:

le risorse proprie sono versate dagli Stati membri in conti aperti a tale scopo a nome della Commissione presso il Tesoro o la banca centrale nazionale. Sui conti di cui sopra la Commissione può unicamente effettuare prelievi destinati a coprire i propri bisogni di liquidità;

le risorse proprie sono versate dagli Stati membri nella moneta nazionale, mentre i pagamenti della Commissione sono denominati per lo più in EUR;

non sono consentiti scoperti di conto sui conti bancari aperti a nome della Commissione. Tale restrizione non si applica ai conti delle risorse proprie della Commissione in caso di inadempimento su prestiti contratti o garantiti in conformità ai regolamenti e alle decisioni del Consiglio dell’UE e a determinate condizioni nel caso in cui il fabbisogno di liquidità superi le attività sui conti;

i fondi detenuti in conti bancari denominati in valute diverse dall’euro vengono utilizzati per i pagamenti in quelle stesse valute oppure convertiti periodicamente in euro.

Oltre ai conti delle risorse proprie, la Commissione apre altri conti bancari presso le banche centrali e le banche commerciali al fine di effettuare i pagamenti e incassare somme diverse dai contributi degli Stati membri al bilancio.

Le operazioni di tesoreria e di pagamento sono altamente automatizzate e si avvalgono di moderni sistemi informatici. Procedure specifiche sono applicate per garantire la sicurezza dei sistemi e assicurare la separazione delle funzioni conformemente al regolamento finanziario, alle norme di controllo interno della Commissione e ai principi di audit.

Un insieme di linee guida e procedure scritte disciplina la gestione delle operazioni di pagamento e di tesoreria della Commissione, al fine di limitare i rischi finanziari e operativi e garantire un adeguato livello di controllo. Tali linee guida e procedure coprono diverse aree operative (ad esempio: effettuazione di pagamenti e gestione di cassa, previsioni dei flussi finanziari, continuità dell’attività, ecc.) e il loro rispetto viene verificato regolarmente. Inoltre, vengono condivise informazioni tra la direzione generale Bilancio e la direzione generale Affari economici e finanziari sulla gestione del rischio e le migliori pratiche.

Ammende

Ammende incassate in via provvisoria: depositi

Gli importi percepiti prima del 2010 rimangono nei conti bancari presso istituti appositamente selezionati per il deposito di ammende incassate in via provvisoria. La selezione delle banche avviene in conformità alle procedure di gara definite dal regolamento finanziario. Il deposito dei fondi presso istituti specifici è determinato dalla politica interna di gestione dei rischi, che definisce i requisiti di rating del credito e l’importo delle risorse che potrebbero essere depositate in proporzione al capitale proprio della controparte. I rischi finanziari e operativi sono individuati e valutati, e il rispetto delle politiche e procedure interne viene verificato regolarmente.

Ammende incassate in via provvisoria: portafoglio BUFI

A partire dal 2010, gli importi delle ammende incassate in via provvisoria sono investiti in un portafoglio appositamente creato denominato BUFI. I principali obiettivi del portafoglio sono la riduzione dei rischi connessi ai mercati finanziari e la parità di trattamento di tutte le entità sanzionate, con l’offerta di un rendimento garantito calcolato sulla stessa base. La gestione patrimoniale delle ammende incassate in via provvisoria è svolta dalla Commissione in base alle linee guida interne in materia di gestione patrimoniale. Sono stati redatti manuali di procedura relativi ad operazioni specifiche, come la gestione di tesoreria, che sono utilizzati dalle competenti unità operative. I rischi finanziari e operativi sono individuati e valutati, e il rispetto delle linee guida e procedure interne viene verificato regolarmente.

L’obiettivo delle attività di gestione patrimoniale è investire le ammende pagate in via provvisoria alla Commissione in modo tale da:

garantire che i fondi siano facilmente disponibili quando sono necessari;

ottenere, in circostanze normali, un rendimento che in media sia in linea con il rendimento del parametro di riferimento del BUFI al netto dei costi sostenuti, proteggendo allo stesso tempo l’importo nominale delle ammende.

Gli investimenti sono essenzialmente limitati alle seguenti categorie: depositi a termine presso le banche centrali degli Stati membri, agenzie di emissione di debito sovrano, istituzioni sovranazionali o banche interamente di proprietà statale o garantite dallo Stato e obbligazioni, buoni e certificati di deposito emessi da enti sovrani o da istituzioni sovranazionali.

Garanzie finanziarie

La Commissione detiene importi significativi di garanzie emesse da istituti finanziari in relazione alle ammende inflitte alle imprese che violano le norme dell’UE in materia di concorrenza (cfr. nota 2.6.1.2). Tali garanzie vengono fornite dalle imprese a cui è stata inflitta l’ammenda in alternativa al pagamento in via provvisoria. Le garanzie sono gestite conformemente alla politica interna di gestione dei rischi. I rischi finanziari e operativi sono individuati e valutati, e il rispetto delle politiche e procedure interne viene verificato regolarmente.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

Le norme e i principi per la gestione patrimoniale del Fondo di garanzia sono contenuti nella convenzione del 25 novembre 1994 tra la Commissione e la BEI, modificata il 17-23 settembre 1996, l’8 maggio 2002, il 25 febbraio 2008 e il 9 novembre 2010. Questo Fondo di garanzia opera unicamente in euro, che è l’unica valuta in cui il fondo investe, per evitare il rischio di cambio. La gestione patrimoniale si conforma alle tradizionali norme di prudenza applicate per le attività finanziarie. Deve prestare particolare attenzione alla riduzione dei rischi e garantire che le attività gestite possano essere vendute o trasferite senza ritardi significativi, tenendo conto degli impegni coperti.

Fondo di garanzia del FEIS

Il Fondo di garanzia del FEIS è stato istituito dal regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015 [modificato dal regolamento (UE) 2017/2396 del 13 dicembre 2017]. Le norme e i principi per la gestione patrimoniale del Fondo sono stabiliti dalla decisione della Commissione C(2016) 165, del 21 gennaio 2016. Le attività gestite devono fornire sufficiente liquidità in relazione alle possibili attivazioni di garanzie, pur con l’obiettivo di ottimizzare il rendimento e il livello di rischio, compatibilmente con il mantenimento di un alto grado di sicurezza e di stabilità.

6.3.   RISCHIO DI VALUTA

Esposizione al rischio di valuta degli strumenti finanziari dell’UE a fine esercizio — Posizione netta

in milioni di EUR

 

31.12.2017

USD

GBP

DKK

SEK

EUR

Altro

Totale

Attività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Attività finanziarie disponibili per la vendita

680

57

17

56

12 806

16

13 632

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

(632)

655

23

Prestiti erogati  (10)

6

0

123

7

137

Crediti e valori recuperabili

15

549

63

86

11 591

62

12 366

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

49

3 180

27

693

18 468

1 694

24 111

 

118

3 787

107

835

43 642

1 779

50 268

Passività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

(2)

(2)

Debiti

(4)

(2)

(0)

(1)

(39 029 )

(12)

(39 048 )

 

(4)

(2)

(0)

(1)

(39 029 )

(14)

(39 050 )

Totale

114

3 785

107

834

4 613

1 765

11 218


in milioni di EUR

 

31.12.2016

USD

GBP

DKK

SEK

EUR

Altro

Totale

Attività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Attività finanziarie disponibili per la vendita

228

58

14

42

10 080

21

10 442

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

(49)

50

0

Prestiti erogati  (10)

4

0

329

10

343

Crediti e valori recuperabili

1

593

51

81

10 888

8

11 622

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

39

2 394

428

1 220

22 387

2 117

28 585

 

222

3 045

493

1 342

43 734

2 156

50 993

Passività finanziarie

 

 

 

 

 

 

 

Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

(100)

100

(1)

Debiti

(1)

(5)

(0)

(0)

(39 983 )

(16)

(40 005 )

 

(101)

(5)

(0)

(0)

(39 883 )

(16)

(40 005 )

Totale

121

3 040

493

1 342

3 851

2 140

10 987

Se l’euro si fosse rafforzato del 10 % rispetto alle altre valute, l’impatto sarebbe stato il seguente:

in milioni di EUR

 

Risultato economico

USD

GBP

DKK

SEK

2017

(5)

(339)

(8)

(71)

2016

(4)

(272)

(43)

(118)


in milioni di EUR

 

Attivo netto

USD

GBP

DKK

SEK

31.12.2017

(5)

(5)

(2)

(5)

31.12.2016

(7)

(5)

(1)

(4)

Se l’euro si fosse indebolito del 10 % rispetto a tali valute, l’impatto sarebbe stato il seguente:

in milioni di EUR

 

Risultato economico

USD

GBP

DKK

SEK

2017

6

414

10

87

2016

5

332

53

145


in milioni di EUR

 

Attivo netto

USD

GBP

DKK

SEK

31.12.2017

7

6

2

6

31.12.2016

9

6

2

5

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria

Gran parte delle attività e passività finanziarie è in euro, pertanto in questi casi l’UE non è esposta ad alcun rischio di cambio. Tuttavia, l’UE offre prestiti in USD, attraverso lo strumento finanziario Euratom, finanziati tramite l’assunzione di prestiti con un importo equivalente in USD (operazione back-to-back). Alla data di riferimento del bilancio l’UE non è esposta ad alcun rischio di cambio in relazione all’Euratom.

Tesoreria

Le risorse proprie versate dagli Stati membri in valute diverse dall’euro sono depositate sui conti delle risorse proprie, in conformità al regolamento del Consiglio n. 609/2014 del Consiglio (modificato dal regolamento n. 2016/804 del Consiglio). Esse sono convertite in euro quando sono necessarie per effettuare pagamenti. Le procedure applicate alla gestione di tali fondi sono disciplinate dal summenzionato regolamento. In un numero limitato di casi, tali fondi sono utilizzati direttamente per effettuare pagamenti nelle stesse valute.

La Commissione detiene una serie di conti in valute dell’UE diverse dall’euro e in USD e CHF presso alcune banche commerciali per effettuare pagamenti denominati in tali valute. Detti conti vengono alimentati in funzione dell’importo dei pagamenti da effettuarsi e per questo motivo i loro saldi non rappresentano un’esposizione al rischio di valuta.

Al momento dell’incasso di somme varie (diverse dalle risorse proprie) in valute diverse dall’euro, le somme sono trasferite su conti della Commissione denominati in quelle stesse valute qualora siano necessarie per coprire l’esecuzione di pagamenti, oppure sono convertite in euro e trasferite su conti denominati in euro. I fondi di anticipazione detenuti in valute diverse dall’euro sono alimentati in funzione del fabbisogno stimato di pagamenti locali da effettuarsi a breve termine nelle stesse valute. I saldi di questi conti vengono tenuti nel rispetto dei rispettivi massimali.

Ammende

Ammende incassate in via provvisoria (depositi e portafoglio BUFI) e garanzie bancarie

Poiché tutte le ammende sono inflitte e pagate in euro, non vi è alcun rischio di cambio.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

Le attività finanziarie del fondo in questione sono in euro e pertanto non vi è alcun rischio di valuta. I prestiti nei quali l’UE subentra a seguito dell’attivazione del fondo risultante dall’inadempimento dell’obbligazione di pagamento da parte del beneficiario di un prestito sono effettuati nella valuta originaria e quindi espongono l’UE al rischio di valuta. A causa dell’incertezza sui tempi di rimborso dei prestiti non vengono effettuate attività di compensazione delle variazioni dei cambi (attività di copertura).

Fondo di garanzia del FEIS

Il Fondo di garanzia del FEIS opera attualmente sia in euro che in dollaro statunitense. Nel dicembre 2016 sono stati effettuati i primi investimenti in titoli di debito a tasso fisso denominati in USD (titoli del Tesoro statunitense), al fine di aumentare il rendimento e diversificare il rischio di mercato attraverso esposizioni sul mercato statunitense. Il rischio di valuta è gestito con contratti derivati (contratti forward su valuta estera) a copertura del valore di mercato del portafoglio di investimenti in USD. Il limite dell’esposizione massima al rischio di cambio senza copertura è fissato all’1 % del valore totale del portafoglio entro i limiti del valore di riferimento e delle assegnazioni strategiche annuali. Pertanto, le variazioni al rialzo e al ribasso del valore di mercato degli investimenti in USD superiori o inferiori al limite dell’1 % farebbero scattare un’operazione di riequilibrio (un nuovo contratto forward di pari od opposta direzione), per adeguare o invertire la posizione coperta. L’adeguamento della copertura può anche essere indotto da variazioni del tasso di cambio EUR/USD.

6.4.   RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE

La seguente tabella illustra la sensibilità al tasso di interesse delle attività finanziarie disponibili per la vendita nell’ipotesi di una variazione di +/-100 punti base (1 %) del tasso di interesse.

in milioni di EUR

 

Aumento (+)/diminuzione (–) in punti base

Effetto sull’attivo netto

31.12.2017: Attività finanziarie disponibili per la vendita

+100

(359)

-100

382

31.12.2016: Attività finanziarie disponibili per la vendita

+100

(291)

-100

313

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria

Data la natura delle sue attività di assunzione e concessione di prestiti, l’UE detiene importanti attività e passività che generano interessi. Tuttavia, il rischio di tasso di interesse dovuto ai prestiti assunti è compensato da prestiti equivalenti per termini e per condizioni (back-to-back).

Tesoreria

La tesoreria della Commissione non concede prestiti e non è di conseguenza esposta al rischio di tasso di interesse. Interessi sono tuttavia calcolati sui saldi dei diversi conti bancari. La Commissione ha pertanto adottato misure per garantire che gli interessi maturati sui suoi conti bancari rispecchino regolarmente i tassi di interesse di mercato e le relative fluttuazioni.

I conti aperti presso il Tesoro di ciascuno Stato membro per i versamenti delle risorse proprie sono infruttiferi e senza spese. I conti aperti presso le banche centrali nazionali possono essere remunerati al tasso ufficiale applicato da ciascuna istituzione. Dato che in alcuni casi la remunerazione applicata a tali conti può attualmente essere negativa, vengono applicate procedure di gestione della liquidità per ridurre al minimo i saldi.

Inoltre, i conti per le risorse proprie sono protetti dall’impatto degli interessi negativi, conformemente al regolamento 609/2014 del Consiglio, modificato dal regolamento 2016/804 del Consiglio.

I saldi dei conti overnight (a un solo giorno) detenuti presso le banche commerciali maturano interessi su base giornaliera. Tale remunerazione è basata sui tassi variabili di mercato, ai quali viene applicato un margine contrattuale (positivo o negativo). In generale, i tassi applicati dalle banche commerciali sono contrattualmente pari a zero. Di conseguenza, non vi è il rischio che la Commissione maturi interessi a tassi inferiori rispetto a quelli di mercato.

Ammende

Ammende incassate in via provvisoria (depositi e portafoglio BUFI) e garanzie bancarie

Le ammende incassate in via provvisoria sono investite in un portafoglio di strumenti del mercato monetario e obbligazioni a lungo termine con una durata complessiva media del portafoglio di 2,6 anni.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

La dotazione di bilancio del Fondo di garanzia è investita in un portafoglio di strumenti del mercato monetario e obbligazioni a lungo termine con una durata complessiva media del portafoglio di 2,93 anni.

Fondo di garanzia del FEIS

La dotazione di bilancio del Fondo di garanzia del FEIS è investita in un portafoglio di strumenti del mercato monetario e obbligazioni a lungo termine con una durata complessiva media del portafoglio di 3,5 anni.

6.5.   RISCHIO DI CREDITO

Gli importi che rappresentano l’esposizione al rischio di credito dell’UE alla fine del periodo di riferimento sono i valori contabili degli strumenti finanziari di cui alla nota 2.

Analisi dell’anzianità delle attività finanziarie che non hanno subito riduzione di valore

in milioni di EUR

 

Totale

Non scadute e che non hanno subito una riduzione di valore

Scadute ma che non hanno subito una riduzione di valore

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Prestiti erogati

54 981

54 980

0

Crediti e valori recuperabili

12 366

8 905

2 894

359

208

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

23

23

Totale al 31.12.2017

67 369

63 908

2 894

359

208

Prestiti erogati

55 477

55 476

1

Crediti e valori recuperabili

11 622

10 310

130

909

273

Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

0

0

Totale al 31.12.2016

67 099

65 786

131

909

273

I crediti e i valori recuperabili fra 1 e 5 anni comprendono i valori recuperabili associati ad ammende inflitte per violazioni delle norme sulla concorrenza per un valore pari a 278 milioni di EUR (2016: 870 milioni di EUR), in gran parte coperti da garanzie bancarie, per cui l’esposizione della Commissione al rischio di credito è limitata. Tali garanzie vengono fornite dalle imprese a cui è stata inflitta l’ammenda in alternativa al pagamento in via provvisoria.

Qualità creditizia delle attività finanziarie che non sono scadute né hanno subito una riduzione di valore

in milioni di EUR

 

31.12.2017

AFS (11)

Attività finanziarie all’FVSD (12)

Finanziamenti e crediti (13)

Disponibilità liquide

Totale

Controparti con rating esterno del credito

 

 

 

 

 

Prime e high grade

8 068

16

3 132

19 261

30 477

Upper medium grade

1 794

23 879

3 977

29 650

Lower medium grade

2 186

28 041

463

30 691

Non-investment grade

4 087

389

4 476

 

12 048

16

59 139

24 090

95 293

Controparti senza rating esterno del credito

 

 

 

 

 

Gruppo 1

6

4 745

21

4 772

Gruppo 2

1

1

 

6

4 746

21

4 773

Totale

12 048

23

63 885

24 111

100 067


in milioni di EUR

 

31.12.2016

 

AFS (11)

Attività finanziarie all’FVSD (12)

Finanziamenti e crediti (13)

Disponibilità liquide

Totale

Controparti con rating esterno del credito

 

 

 

 

 

Prime e high grade

6 451

3 386

21 990

31 828

Upper medium grade

1 412

23 826

5 325

30 563

Lower medium grade

1 056

4 532

492

6 081

Non-investment grade

27 724

744

28 468

 

8 920

59 469

28 552

96 941

Controparti senza rating esterno del credito

 

 

 

 

 

Gruppo 1

0

6 238

33

6 272

Gruppo 2

79

79

 

0

6 317

33

6 351

Totale

8 920

0

65 786

28 585

103 292

Nella tabella non sono incluse le attività finanziarie disponibili per la vendita sotto forma di strumenti di capitale senza rating del credito esterno. Le quattro categorie di rischio si basano in linea di principio sulle categorie di rating delle agenzie di rating del credito esterne e corrispondono a:

Prime e high grade (grado eccellente o elevato): Moody P-1, Aaa — Aa3; S&P A-1+, A-1, AAA — AA -; Fitch F1+, F1, AAA — AA- ed equivalenti

Upper medium grade (gradio medio-alto): Moody P-2, A1 — A3; S&P A-2, A+ — A-; Fitch F2, A+ — A- ed equivalenti

Lower medium grade (grado medio-basso): Moody P-3, Baa1 — Baa3, S&P A-3, BBB+ — BBB-; Fitch F-3, BBBB+ — BBB- ed equivalenti

Non-investment grade (grado di non investimento): Moody not prime, Ba1 — C; S&P B, C, BB+ — D; Fitch B, C, BB+ — D ed equivalenti

L’UE si serve di tali categorie di rating utilizzate dalle agenzie esterne come riferimento, in particolare per gli strumenti finanziari e le banche commerciali, ma può, dopo aver effettuato la propria analisi dei singoli casi, mantenere gli importi in una determinata categoria di rischio anche se una o più delle citate agenzie di rating ha proceduto ad un declassamento. Per quanto riguarda le controparti, il gruppo 1 comprende i debitori senza episodi di inadempimento in passato e il gruppo 2 i debitori con episodi di inadempimento in passato.

Gli importi indicati in «Finanziamenti e crediti», classificati nella categoria non-investment grade, si riferiscono principalmente al sostegno finanziario sotto forma di prestiti erogati dalla Commissione a favore di Stati membri in difficoltà finanziarie e a valori recuperabili da alcuni Stati membri a norma dei regolamenti sulle risorse proprie o di altre basi giuridiche. L’importo riportato in «Disponibilità liquide» riguarda i conti per le risorse proprie aperti presso il Tesoro o la banca centrale degli Stati membri e su cui sono depositati i contributi alle risorse proprie, come previsto dal regolamento di cui sopra. La Commissione può attingere a tali conti solo per coprire il fabbisogno di liquidità derivante dall’esecuzione del bilancio.

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria

L’esposizione al rischio di credito è gestita innanzitutto ottenendo, nel caso di Euratom, le garanzie da parte dei paesi, poi attraverso il Fondo di Garanzia per le azioni esterne (AMF ed Euratom), quindi ricorrendo alla possibilità di prelevare i fondi necessari dai conti per le risorse proprie della Commissione presso gli Stati membri e infine mediante il bilancio dell’UE.

La normativa in materia di risorse proprie fissa il massimale per i pagamenti a titolo delle risorse proprie all’1,20 % dell’RNL degli Stati membri, e durante il 2017 è stato utilizzato effettivamente lo 0,76 % per coprire gli stanziamenti di pagamento. Ciò significa che al 31 dicembre 2017 vi era un margine disponibile dello 0,44 % per coprire tali garanzie. A tal fine, l’UE ha il diritto di chiedere a tutti gli Stati membri di garantire il rispetto delle obbligazioni giuridiche dell’UE nei confronti dei propri prestatori.

Tesoreria

La maggior parte delle risorse di tesoreria della Commissione è detenuta, in conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio (modificato dal regolamento 2016/804 del Consiglio) in materia di risorse proprie, sui conti aperti dagli Stati membri per il pagamento dei loro contributi (risorse proprie). Tutti questi conti sono tenuti presso il Tesoro o la banca centrale nazionale dei singoli Stati membri. Dette istituzioni presentano un rischio di credito (o di controparte) molto basso per la Commissione, dato che l’esposizione è nei confronti degli Stati membri. Per la parte delle risorse di tesoreria della Commissione detenute presso banche commerciali al fine di coprire l’esecuzione di pagamenti, l’alimentazione di tali conti avviene in base al principio del just in time ed è gestita automaticamente dal sistema di gestione del contante della tesoreria. Su ogni conto vengono mantenuti livelli minimi di liquidità, che tengono conto dell’importo medio dei pagamenti quotidiani effettuati dal relativo conto. Di conseguenza, gli importi complessivi detenuti overnight su questi conti sono sempre molto bassi (mediamente meno di 80 milioni di EUR distribuiti su oltre 21 conti), cosicché l’esposizione della Commissione al rischio è limitata. Tali importi devono essere considerati alla luce dei saldi quotidiani di tesoreria complessivi, che nel 2017 hanno oscillato tra 4 e 40 miliardi di EUR, e dell’importo totale dei pagamenti effettuati a partire dai conti della Commissione nel 2017, che sono stati superiori a 134 miliardi di EUR.

Inoltre, per la selezione delle banche commerciali vengono applicate linee guida specifiche, per ridurre ulteriormente il rischio di controparte al quale è esposta la Commissione:

Tutte le banche commerciali vengono selezionate mediante gara d’appalto. Il rating di credito a breve termine minimo richiesto per l’ammissione alle procedure di gara è Moody’s P-1 o rating equivalente. In determinate circostanze debitamente motivate può essere accettato un livello inferiore.

I rating di credito delle banche commerciali presso cui la Commissione detiene conti sono monitorati quotidianamente.

Nelle delegazioni al di fuori dell’UE i fondi di anticipazione sono detenuti presso banche locali selezionate mediante procedura di gara semplificata. I livelli di rating richiesti dipendono dalla situazione locale e possono variare notevolmente da uno Stato all’altro. Al fine di limitare l’esposizione al rischio, i saldi di questi conti vengono tenuti al livello più basso possibile (tenuto conto del fabbisogno operativo)e alimentati regolarmente, e i massimali applicati sono rivisti annualmente.

Ammende

Ammende incassate in via provvisoria: depositi

Gli istituti presso i quali sono depositate le ammende incassate in via provvisoria prima del 2010 sono selezionati con procedura di gara, in conformità alla politica di gestione del rischio, che definisce i requisiti in termini di rating e l’importo dei fondi che potrebbero essere depositati in proporzione al capitale della controparte.

Per le banche commerciali specificatamente selezionate per il deposito delle ammende incassate in via provvisoria è necessario, di norma, un rating minimo a lungo termine pari ad A (S&P o equivalente) e un rating minimo a breve termine pari a A-1 (S&P o equivalente). Vengono adottate misure specifiche nel caso in cui alcune banche del gruppo siano soggette a declassamento del rating. Inoltre, l’importo depositato presso ciascuna banca è limitato ad una determinata percentuale dei fondi propri della banca, che varia a seconda del livello di rating di ciascun istituto. Il calcolo del limite tiene inoltre conto dell’importo delle garanzie in essere erogate alla Commissione dallo stesso istituto. La conformità dei depositi in essere ai requisiti della politica in vigore viene rivista regolarmente.

Ammende incassate in via provvisoria: portafoglio BUFI

Per gli investimenti in debito sovrano effettuati con gli importi delle ammende incassate in via provvisoria inflitte a partire dal 2010, la Commissione si espone al rischio di credito. La maggiore concentrazione di esposizioni si ha verso la Francia, che rappresenta il 26 % del portafoglio. I cinque paesi con l’esposizione più elevata (Francia, Italia, Spagna, Germania e Belgio) rappresentano insieme il 72 % del portafoglio di investimento. Il rating di credito medio ponderato del portafoglio è pari ad A -(S&P o equivalente).

Garanzie finanziarie

La politica di gestione del rischio applicata per l’accettazione di tali garanzie assicura un’elevata qualità creditizia per la Commissione. La conformità delle garanzie in essere ai requisiti della politica in vigore viene rivista regolarmente.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

Gli orientamenti approvati per la gestione delle attività del portafoglio di tesoreria e/o la strategia di investimento definiscono determinati limiti e restrizioni, al fine di limitare l’esposizione del portafoglio al rischio di credito. I predetti limiti e restrizioni includono i criteri di ammissibilità, i limiti di credito assoluti in termini nominali in funzione della categoria dell’emittente, i limiti di concentrazione relativi in funzione della categoria dell’emittente e i limiti di concentrazione per emissione. Tutti gli investimenti rientrano almeno nella categoria investment grade.

Fondo di garanzia del FEIS

Gli orientamenti per la gestione delle attività e le strategie di rischio e di investimento definiscono determinati limiti e restrizioni, al fine di limitare l’esposizione del portafoglio al rischio di credito, che è di norma limitato all’investment grade. Il rating di credito medio ponderato del portafoglio è pari ad A -(S&P o equivalente).

Dato che al 31 dicembre 2017 l’unica controparte per tutti i contratti forward su valuta era la Banca dei regolamenti internazionali (BRI), a tale data non sono stati messi in atto supporti del credito, quali garanzie reali, accordi di compensazione o garanzie. L’esposizione massima al rischio di credito per i derivati su valuta estera aventi un fair value (valore equo) positivo alla fine del periodo di riferimento è uguale al valore contabile nello stato patrimoniale.

6.6.   RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Analisi delle scadenze delle passività finanziarie per scadenze contrattuali residue

in milioni di EUR

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Prestiti assunti

(6 700 )

(14 862 )

(33 279 )

(54 841 )

Debiti

(39 048 )

(39 048 )

Altro

(150)

(665)

(1 255 )

(2 070 )

Totale al 31.12.2017

(45 898 )

(15 527 )

(34 534 )

(95 959 )

Prestiti assunti

(2 094 )

(18 084 )

(34 950 )

(55 128 )

Debiti

(40 005 )

(40 005 )

Altro

(189)

(637)

(1 397 )

(2 222 )

Totale al 31.12.2016

(42 288 )

(18 721 )

(36 346 )

(97 355 )

Passività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

in milioni di EUR

 

< 1 anno

1-5 anni

> 5 anni

Totale

Pay leg del derivato

(634)

(2)

(635)

Receive leg del derivato

638

638

Valore contabile netto al 31.12.2017

5

(2)

3

Pay leg del derivato

(150)

(150)

Receive leg del derivato

149

149

Valore contabile netto al 31.12.2016

(1)

(1)

Attività di assunzione e concessione di prestiti per l’assistenza finanziaria

Il rischio di liquidità derivante dai prestiti assunti è generalmente compensato da prestiti concessi equivalenti per termini e condizioni (operazioni back-to-back). Per l’AMF e Euratom, il Fondo di garanzia per le azioni esterne funge da riserva di liquidità (o rete di sicurezza) nel caso di inadempimenti o di ritardi di pagamento dei mutuatari. Per la BdP, il regolamento (CE) n. 431/2009 del Consiglio prevede una procedura che concede tempo sufficiente per mobilitare i fondi mediante i conti delle risorse proprie della Commissione presso gli Stati membri. Il regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio prevede una procedura simile per il MESF.

Tesoreria

I principi di bilancio dell’UE garantiscono che le risorse di cassa complessive per un determinato esercizio siano sempre sufficienti per l’effettuazione dei pagamenti. I contributi totali degli Stati membri sono infatti pari all’importo degli stanziamenti di pagamento per l’esercizio contabile. Tuttavia, i contributi degli Stati membri vengono versati in dodici rate mensili nel corso dell’esercizio, mentre i pagamenti sono soggetti a una certa stagionalità. Inoltre, conformemente al regolamento 609/2014 del Consiglio (regolamento sulle modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie, modificato dal regolamento 2016/804 del Consiglio), i contributi degli Stati membri riguardanti bilanci (rettificativi) approvati dopo il 16 di un dato mese (N) sono messi a disposizione soltanto nel mese N+2, mentre i relativi stanziamenti di pagamento sono messi a disposizione immediatamente. Per assicurare che le risorse di tesoreria disponibili siano sempre sufficienti per coprire i pagamenti da effettuare in ogni mese, vengono adottate procedure di previsione regolare di cassa e le risorse proprie o finanziamenti aggiuntivi possono, se necessario, essere richiesti in anticipo agli Stati membri, fino a un determinato limite e a determinate condizioni. La stagionalità della spesa e le restrizioni generali di bilancio degli ultimi anni hanno reso necessario il rafforzamento del monitoraggio del ritmo dei pagamenti nel corso dell’esercizio. Inoltre, nel contesto delle operazioni quotidiane di tesoreria della Commissione, strumenti automatizzati di gestione del contante garantiscono quotidianamente la disponibilità di liquidità sufficiente su tutti i conti bancari della Commissione.

Ammende

Ammende incassate in via provvisoria: portafoglio BUFI

Il fondo è gestito secondo il principio che le attività devono presentare un grado sufficiente di liquidità e mobilitazione in rapporto agli impegni pertinenti. Il portafoglio è composto per lo più da titoli altamente liquidi che possono essere venduti per coprire deflussi di liquidità imprevisti. Inoltre, la percentuale di depositi, titoli con scadenza entro 1 anno e di titoli a tasso variabile è pari al 38 %.

Fondo di garanzia per le azioni esterne

Il fondo è gestito secondo il principio che le attività devono presentare un grado sufficiente di liquidità e mobilitazione in rapporto agli impegni pertinenti. Il fondo deve mantenere un minimo di 100 milioni di EUR in un portafoglio a breve termine con scadenza inferiore a 12 mesi, che deve essere investito in strumenti monetari. Al 31 dicembre 2017 tali investimenti, contante compreso, ammontavano a 244 milioni di EUR. Inoltre, almeno il 20 % del valore nominale del fondo comprende strumenti monetari, obbligazioni a tasso fisso con scadenza residua inferiore a un anno e obbligazioni a tasso variabile. Al 31 dicembre 2017 tale valore era pari al 23 %.

Fondo di garanzia del FEIS

Il Fondo di garanzia è gestito secondo il principio che le attività devono presentare un grado sufficiente di liquidità e mobilitazione in rapporto agli impegni pertinenti. Il portafoglio è composto da attività altamente liquide che possono essere vendute per coprire deflussi di liquidità imprevisti, comprese le attività più liquide denominate in USD: il 16 % del totale del portafoglio di investimenti alla data di riferimento è costituito da titoli del Tesoro statunitense.

Il regolamento dei contratti derivati è al lordo ed è basato sulla scadenza contrattuale. Le obbligazioni sono onorate mediante la vendita di attività denominate in USD e/o operazioni swap, per cui è possibile che si verifichi un deflusso di liquidità a causa delle differenze di cambio.

Non è necessaria la gestione della liquidità per quanto riguarda i requisiti in termini di garanzie reali/margini, in quanto l’attuale controparte che fornisce la copertura accetta di operare con la Commissione senza requisiti in materia di garanzie reali/margini.

Altri strumenti finanziari — opzione in valuta estera

Durante l’esercizio che è terminato il 31 dicembre 2017, l’UE ha sottoscritto un contratto derivato (opzione in valuta estera) a copertura della svalutazione della valuta estera relativa a prestiti erogati dagli enti finanziari (cfr. nota 2.11.2). Come per gli altri strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE, l’importo di cui l’UE è responsabile per tale opzione non può essere superiore all’importo impegnato, che è il rischio di liquidità mitigato in tal modo.

7.   INFORMATIVA SULLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

7.1.   PARTI CORRELATE

Le parti correlate dell’UE sono le entità consolidate e collegate dell’UE e il personale con funzioni direttive di tali entità. Le operazioni tra queste entità hanno luogo nell’ambito di normali operazioni dell’UE e pertanto, ai sensi delle norme contabili dell’UE, non sono previsti obblighi specifici di informativa per tali operazioni.

7.2.   DIRITTI DELLE FUNZIONI DIRETTIVE

Per presentare le informazioni sulle operazioni con parti correlate riguardanti le funzioni direttive dell’UE, tali soggetti sono di seguito raggruppati in cinque categorie:

Categoria 1: i presidenti di Consiglio europeo, Commissione e Corte di giustizia dell’Unione europea

Categoria 2: il vicepresidente della Commissione e alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e per la politica di sicurezza e gli altri vicepresidenti della Commissione

Categoria 3: il segretario generale del Consiglio, i membri della Commissione, i giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia dell’Unione europea, il presidente e i membri del Tribunale, il presidente e i membri del Tribunale della funzione pubblica europea, il Mediatore europeo e il Garante europeo della protezione dei dati

Categoria 4: il presidente e i membri della Corte dei conti europea

Categoria 5: i funzionari di più alto grado delle istituzioni e delle agenzie

Di seguito viene presentato il riepilogo dei diritti loro spettanti. Ulteriori informazioni sono contenute nello statuto dei funzionari, pubblicato sul sito web Europa, che è il documento ufficiale in cui sono descritti i diritti e gli obblighi di tutti i funzionari dell’Unione europea. Il personale con funzioni direttive non ha ricevuto alcun prestito preferenziale dall’UE.

DIRITTI PECUNIARI DELLE FUNZIONI DIRETTIVE

EUR

Diritto (per dipendente)

Categoria 1

Categoria 2

Categoria 3

Categoria 4

Categoria 5

Stipendio base (mensile)

27 436,90

24 852,26 -

19 881,81 -

21 472,36 -

12 641,93 -

 

 

25 846,36

22 367,04

22 864,09

19 881,81

 

 

 

 

 

 

Indennità di abitazione/dislocazione

15 %

15 %

15 %

15 %

0-4 %-16 %

 

 

 

 

 

 

Assegni familiari:

 

 

 

 

 

Nucleo familiare (% stipendio)

2 % +

184,55

2 % +

184,55

2 % +

184,55

2 % +

184,55

2 % +

184,55

Figlio a carico

403,25

403,25

403,25

403,25

403,25

Indennità prescolastica

98,51

98,51

98,51

98,51

98,51

Indennità scolastica

273,6

273,6

273,6

273,6

273,6

Indennità per figlio che frequenta un istituto scolastico di un paese diverso dalla sede di servizio

547,2

547,2

547,2

547,2

547,2

Indennità di presidenza per i giudici

N/D

N/D

627,76

N/D

N/D

 

 

 

 

 

 

Indennità di rappresentanza

1 486,84

955,58

627,76

N/D

N/D

 

 

 

 

 

 

Spese di viaggio annuali

N/D

N/D

N/D

N/D

N/D

 

 

 

 

 

 

Trasferimenti verso uno Stato membro:

 

 

 

 

 

Indennità scolastica (14)

% dello stipendio (14)

5 %

5 %

5 %

5 %

5 %

% dello stipendio senza cc

max 25 %

max 25 %

max 25 %

max 25 %

max 25 %

Spese di rappresentanza

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

N/D

N/D

 

 

 

 

 

 

Entrata in servizio:

 

 

 

 

 

Spese di insediamento

54 873,80

48 969,98 -

39 763,62 -

42 944,71 -

Rimborsate

 

 

50 928,78

44 734,07

45 728,19

 

Spese di viaggio della famiglia

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Spese di trasloco

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Cessazione dal servizio:

 

 

 

 

 

Spese di reinsediamento

27 436,90

24 852,26 -

19 881,81 -

21 472,36 -

Rimborsate

 

 

25 846,36

22 367,04

22 864,09

 

Spese di viaggio della famiglia

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Spese di trasloco

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Rimborsate

Transizione (% stipendio) (15)

40 % — 65 %

40 % — 65 %

40 % — 65 %

40 % — 65 %

N/D

Assicurazione malattia

Coperto

Coperto

Coperto

Coperto

Coperto

Pensione (% stipendio lordo)

Max 70 %

Max 70 %

Max 70 %

Max 70 %

Max 70 %

 

 

 

 

 

 

Detrazioni:

 

 

 

 

 

Imposta sullo stipendio

8 % — 45 %

8 % — 45 %

8 % — 45 %

8 % — 45 %

8 % — 45 %

Assicurazione malattia (% dello stipendio)

1,7  %

1,7  %

1,7  %

1,7  %

1,7  %

Prelievo speciale sullo stipendio

7 %

7 %

7 %

7 %

6-7 %

Detrazione pensione

N/D

N/D

N/D

N/D

9,8  %

Numero di persone al termine dell’esercizio

3

6

93

28

112

8.   FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Alla data di sottoscrizione dei presenti conti il contabile della Commissione non aveva constatato o ricevuto segnalazioni di alcuna questione rilevante tale da dover essere riferita in questa sezione. Come spiegato nella nota 4.1.1, l’accordo FEIS è stato modificato a marzo 2018 in seguito al regolamento (UE) 2017/2396 modificato.

I conti e le relative note esplicative sono stati redatti sulla base delle informazioni disponibili più recenti, come risulta dalle informazioni riportate.

9.   AMBITO DEL CONSOLIDAMENTO

A.   ENTITÀ CONTROLLATE (52)

1.   Istituzioni e organismi consultivi (11)

Parlamento europeo

Consiglio europeo

Commissione europea

Corte dei conti europea

Corte di giustizia dell’Unione europea

Servizio europeo per l’azione esterna

Garante europeo della protezione dei dati

Comitato economico e sociale europeo

Mediatore europeo

Comitato europeo delle regioni

Consiglio dell’Unione europea

2.   Agenzie dell’UE (39)

2.1.    Agenzie esecutive (6)

Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura

Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare

Agenzia esecutiva per la ricerca

Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese

Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca

2.2.    Agenzie decentrate (33)

Agenzia europea per la sicurezza marittima

Agenzia europea per i medicinali

Agenzia del GNSS europeo

Agenzia europea per le sostanze chimiche

Impresa comune europea Fusion for Energy

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust)

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

Agenzia europea dell’ambiente

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia

Autorità bancaria europea

Ufficio europeo di sostegno per l’asilo

Ufficio dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex)

Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nellos pazio di libertà, sicurezza e giustizia (EU-LISA)

Autorità europea per la sicurezza alimentare

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie

Ufficio comunitario delle varietà vegetali

Agenzia europea di controllo della pesca

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (EUROPOL)

Agenzia europea per la sicurezza aerea

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

Fondazione europea per la formazione

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL)

3.   Altre entità controllate (2)

Comunità europea del carbone e dell’acciaio (in liquidazione)

Istituto europeo di innovazione e tecnologia

B.   ENTITÀ COLLEGATE (1)

Fondo europeo per gli investimenti

ENTITÀ MINORI

Le entità elencate di seguito non sono state consolidate utilizzando il metodo del patrimonio netto, nel bilancio consolidato dell’UE per il 2017, in ragione della loro non rilevanza:

Impresa comune Bioindustrie

Bioindustrie (BBI) è un partenariato pubblico-privato (PPP) tra l’UE e il consorzio Bioindustrie (consorzio BIC). La BBI si prefigge lo scopo di realizzare il potenziale della bioeconomia europea, per trasformare residui e rifiuti biologici in prodotti di consumo più ecologici grazie a tecnologie innovative e bioraffinerie, che sono al centro della bioeconomia.

Impresa comune Clean Sky

Clean Sky è il più grande programma di ricerca europeo per lo sviluppo di tecnologie innovative e all’avanguardia volte a ridurre le emissioni di CO2, le emissioni di gas a effetto serra e i livelli di rumore prodotti dagli aeromobili. Finanziato dal programma dell’UE Orizzonte 2020, Clean Sky contribuisce a rafforzare la collaborazione, la leadership mondiale e la competitività dell’industria aeronautica europea.

Impresa comune per l’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)

L’IMI è la principale iniziativa pubblico-privato europea volta ad accelerare lo sviluppo di medicinali migliori e più sicuri per i pazienti. L’IMI è un’impresa comune tra l’Unione europea e un’associazione dell’industria farmaceutica.

Impresa comune Componenti e sistemi elettronici per la leadership europea (ECSEL) (fusione delle imprese comuni ARTEMIS & ENIAC)

ECSEL è un partenariato pubblico-privato nel settore dei componenti e dei sistemi elettronici, inteso a colmare il divario tra ricerca e sfruttamento, ad allineare le strategie per incrementare gli investimenti a livello europeo e nazionale e a creare un ecosistema avanzato.

Impresa comune «Celle a combustibile e idrogeno» (FCH)

L’impresa comune FCH è un partenariato pubblico-privato per sostenere la ricerca, lo sviluppo tecnologico e le attività di dimostrazione delle tecnologie energetiche delle celle a combustibile e dell’idrogeno in Europa. L’obiettivo è accelerare la commercializzazione di tali tecnologie e utilizzarne le potenzialità per realizzare un sistema energetico a basse emissioni di carbonio.

Impresa comune «Ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo» (SESAR)

SESAR è un partenariato pubblico-privato responsabile della modernizzazione del sistema europeo di gestione del traffico aereo (ATM), mediante il coordinamento e la concentrazione di tutti gli sforzi di ricerca e innovazione in materia nell’UE.

Impresa comune Shift2Rail

Shift2Rail è la prima iniziativa tecnologica congiunta europea nel settore ferroviario mirata a ricerca e innovazione (R&I) e soluzioni orientate al mercato, mediante l’accelerazione dell’integrazione di tecnologie nuove e avanzate in prodotti ferroviari innovativi.

I conti annuali delle predette entità sono disponibili sui rispettivi siti web.

DISCUSSIONE E ANALISI DEL BILANCIO

ESERCIZIO FINANZIARIO 2017 (16)

INDICE

1.

BILANCIO CONSOLIDATO DELL’UE: SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA NEL 2017

93

1.1.

PROVENTI 93

1.2.

SPESE 93

1.3.

ATTIVITÀ 94

1.4.

PASSIVITÀ 102

2.

TUTELA DEL BILANCIO DELL’UE 103

3.

GESTIONE DEI RISCHI E DELLE INCERTEZZE NELL’ESECUZIONE DEL BILANCIO DELL’UE 105

3.1.

CONTESTO MACROECONOMICO 105

3.2.

PASSIVITÀ POTENZIALI DI BILANCIO PER L’ASSISTENZA FINANZIARIA 106

3.3.

PASSIVITÀ POTENZIALI RELATIVE ALLE GARANZIE DI BILANCIO 107

3.4.

IL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE, DELLA CRESCITA E DEGLI INVESTIMENTI 107

3.5.

RISERVA PER I NUOVI ENTRANTI (NER) 300 108

L’obiettivo della presente discussione e analisi del bilancio (Financial Statement Discussion and Analysis — FSDA) è aiutare il lettore a comprendere la situazione patrimoniale-finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari esposti nel bilancio consolidato dell’UE. Le informazioni presentate nell’FSDA non sono state sottoposte ad audit.

1.   BILANCIO CONSOLIDATO DELL’UE: SITUAZIONE PATRIMONIALE-FINANZIARIA NEL 2017

1.1.   PROVENTI

I proventi consolidati dell’UE comprendono importi relativi a operazioni di scambio e operazioni senza corrispettivo equivalente, laddove queste ultime rappresentano la categoria più significativa.

La seguente tabella fornisce un quadro d’insieme delle principali categorie di operazioni senza corrispettivo equivalente.

Tendenza quinquennale dei proventi generati da operazioni senza corrispettivo equivalente (in milioni di EUR)

Image

Nel 2017 i proventi consolidati sono diminuiti del 7 % a 136,2 miliardi di EUR rispetto all’esercizio precedente, prevalentemente per le seguenti motivazioni:

diminuzione di 17 miliardi di EUR delle risorse RNL, ovvero del 18 % rispetto all’esercizio precedente. Tale effetto è osservabile dalla tabella in alto e riflette primariamente l’impatto della riduzione degli stanziamenti di pagamento al bilancio 2017. La risorsa RNL viene utilizzata per finanziare la parte del bilancio non coperta da altre fonti di entrate; e

la diminuzione sopra descritta è stata parzialmente compensata da «Altri proventi» generati da operazioni senza corrispettivo equivalente, laddove tale voce comprende l’impatto dell’avanzo di bilancio del 2016, presentato sotto la linea dell’adeguamento di bilancio con un importo pari a 6,4 miliardi di EUR. Tale avanzo di bilancio è stato largamente dovuto alla sottoesecuzione dei programmi nel 2016, come spiegato nella nota 2.2 della relazioni sull’esecuzione del bilancio del 2016. Si tratta di un meccanismo che indirettamente rimborsa gli Stati membri, in quanto porta in detrazione l’importo delle risorse proprie dell’esercizio successivo (in tal caso ridotto per l’esercizio fiscale 2017); per tale motivo, l’avanzo di bilancio è contabilizzato come provente.

1.2.   SPESE

La principale componente di spesa riconosciuta nel bilancio consolidato è rappresentata dai trasferimenti nell’ambito della gestione concorrente, che comprendono i seguenti fondi: i) il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA); ii) il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e altri strumenti di sviluppo rurale; iii) il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione (FC); iv) il Fondo sociale europeo (FSE).

Tali fondi rappresentano quasi il 63 % delle spese complessive dell’esercizio terminato il 31 dicembre 2017 — la ripartizione è illustrata nel grafico in basso.

Peso relativo delle spese principali eseguite dagli Stati membri nell’esercizio finanziario 2017

Image

Le spese sostenute nell’ambito della gestione diretta rappresentano l’esecuzione del bilancio da parte della Commissione, delle agenzie esecutive e dei fondi fiduciari. Nell’ambito della gestione indiretta, l’esecuzione del bilancio è affidata alle agenzie dell’UE, agli organismi dell’UE, ai paesi terzi, alle organizzazioni internazionali e ad altri soggetti.

Nel complesso, le spese sostenute nell’ambito della gestione diretta ed indiretta sono risultate pari a circa il 19 % delle spese totali (24 miliardi di EUR) e sono rimaste stabili rispetto al precedente esercizio finanziario.

L’UE riconosce le obbligazioni di pagamento future come spese, anche se non ancora indicate nella contabilità di bilancio per cassa. Gli importi rilevanti figurano tra i debiti e i ratei passivi relativi all’agricoltura e allo sviluppo rurale e tra le passività derivanti da pensioni e altri benefici per i dipendenti relative ai diritti a pensione acquisiti dai commissari, dai deputati del Parlamento europeo e dal personale.

Rispetto al 2016, l’importo delle spese consolidate è diminuito dell’11 % scendendo a 128,1 miliardi di EUR, principalmente per le seguenti motivazioni:

le spese nell’ambito del FESR e del FC sono diminuite di circa il 50 %, ovvero di 17,4 miliardi di EUR, a causa delle minori spese sostenute rispetto al precedente periodo di programmazione (2007-2013); e

per lo stesso motivo, le spese a titolo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e di altri strumenti per lo sviluppo rurale sono anch’esse diminuite di 1,2 miliardi di EUR.

1.3.   ATTIVITÀ

Le voci più significative sul lato dell’attivo dello stato patrimoniale fanno riferimento alle attività finanziarie (prestiti, attività finanziarie disponibili per la vendita e disponibilità liquide) e gli importi dei prefinanziamenti, che rappresentano quasi l’85 % delle attività dell’UE.

Composizione delle attività consolidate dell’UE

Image

Al 31 dicembre 2017 il totale delle attività era pari a 166,2 miliardi di euro, evidenziando una crescita di circa il 2 %. Le variazioni fondamentali sono state le seguenti:

aumento di 3,6 miliardi di EUR dei prefinanziamenti, dovuto a piccoli incrementi registrati in gran parte delle aree strategiche;

aumento di 2,5 miliardi di EUR degli strumenti finanziari relativi alla dotazione del fondo di garanzia per le operazioni FEIS. Tale fondo è stato istituito per fornire una riserva di liquidità contro potenziali perdite sostenute dalla BEI in relazione alle sue operazioni di finanziamento e di investimento ammissibili alla garanzia UE del FEIS ai sensi dell’accordo sul FEIS. Sarà progressivamente dotato delle sue risorse per raggiungere gradualmente i 9,1 miliardi di EUR, ossia il 35 % del totale delle future obbligazioni di garanzia FEIS dell’UE; e

aumento di 0,7 miliardi di EUR della rubrica degli immobili, impianti e macchinari, che è correlata agli ulteriori sviluppi delle attività spaziali (Galileo e Copernicus).

Di norma le istituzioni e gli organismi dell’UE tentano di mantenere a un livello basso gli importi detenuti come disponibilità liquide e mezzi equivalenti. Il saldo delle disponibilità liquide di 24,1 miliardi di EUR a fine esercizio è inferiore rispetto al dato corrispondente del 2016 e comprende i seguenti elementi:

per quanto riguarda le risorse proprie, il saldo di fine esercizio comprende un importo totale netto di 8,9 miliardi di EUR da restituire agli Stati membri all’inizio del 2018 in seguito ai bilanci rettificativi adottati alla fine del 2017;

le ammende inflitte dalla Commissione per violazione delle norme sulla concorrenza, di 0,5 miliardi di EUR, definitivamente incassate al termine del 2017, figurano altresì nel saldo di tesoreria a fine esercizio; e

ll saldo di tesoreria comprende altresì stanziamenti di pagamento e entrate con destinazione specifica pari a 8,4 miliardi di EUR.

Prefinanziamenti

Va osservato che il livello dei prefinanziamenti è influenzato in misura significativa dal ciclo del QFP: ad esempio, è normale che all’inizio del QFP sia necessario versare agli Stati membri anticipi consistenti nel quadro della politica di coesione. La Commissione compie ogni sforzo per garantire che i livelli di prefinanziamenti siano mantenuti a un livello appropriato. Occorre trovare il giusto equilibrio fra la necessità di garantire finanziamenti sufficienti ai progetti e il tempestivo riconoscimento delle spese.

I prefinanziamenti totali (esclusi gli altri anticipi agli Stati membri e i contributi ai fondi fiduciari Bêkou e Africa) nel bilancio dell’UE ammontano a 44,3 miliardi di EUR (2016: 40 miliardi di EUR), di cui la quasi totalità si riferisce ad attività della Commissione. Circa il 61 % dei prefinanziamenti della Commissione sono eseguiti in gestione concorrente, il che significa che l’esecuzione del bilancio è delegata agli Stati membri (la Commissione svolge una funzione di controllo).

Prefinanziamenti della Commissione per modalità di gestione

Image

Gli importi più significativi dei prefinanziamenti in gestione concorrente riguardano il FESR e il FC (14,9 miliardi di EUR).

STRUMENTI FINANZIARI

Nel bilancio consolidato dell’UE sono indicati come strumenti finanziari in termini contabili i seguenti strumenti:

strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE: nel quadro di questa tipologia di attuazione del bilancio i fondi sono già stati erogati ai conti fiduciari gestiti dalle entità incaricate e sono disponibili (sotto forma di disponibilità liquide e mezzi equivalenti) a copertura di future attivazioni di garanzia, ovvero sono stati investiti in titoli rappresentativi di capitale;

attività detenute in fondi di garanzia per le garanzie di bilancio: nel quadro di questa tipologia di attuazione del bilancio, l’UE fornisce garanzie alle entità incaricate, alle quali i fondi vengono erogati solo parzialmente tramite fondi di garanzia istituiti dalla Commissione, creando in tal modo passività potenziali al bilancio dell’UE (cfr. nota 3.3); e

prestiti concessi e relativi prestiti assunti per i programmi di assistenza finanziaria.

Strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE

Il valore e il volume degli strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE nell’ambito della gestione diretta ed indiretta aumentano di anno in anno. Il concetto fondamentale alla base di questo approccio è che, a differenza del metodo tradizionale di attuazione del bilancio mediante la concessione di sovvenzioni e sussidi, per ogni euro del bilancio erogato tramite strumenti finanziari il beneficiario finale riceve, grazie all’effetto leva, un sostegno finanziario superiore ad un euro. Tale uso del bilancio dell’UE mira a massimizzare l’impatto dei fondi disponibili. Gli strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE esistono sotto forma di strumenti di garanzia, strumenti rappresentativi di capitale e strumenti di prestito (cfr. infra, il riepilogo per QFP). Le attività detenute in tali strumenti sono detenute o in disponibilità liquide e mezzi equivalenti o in investimenti in strumenti rappresentativi di capitale e titoli di debito rilevati come attività finanziarie disponibili per la vendita nel bilancio consolidato dell’UE.

Attività finanziarie disponibili per la vendita di strumenti finanziari finanziati dal bilancio UE (valore a fine esercizio)

Image

Le seguenti tabelle forniscono il riepilogo per QFP degli strumenti finanziari finanziati dal bilancio dell’UE e il relativo valore al 31 dicembre 2017:

in milioni di EUR

Relativi a più di un QFP

Attività (17)

Passività (18)

Garanzie (19)

Garanzie e strumenti di condivisione dei rischi:

 

 

 

Strumento di garanzia nell’ambito dello strumento per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese (EDIF) nei Balcani occidentali

28

(26)

 

28

(26)

Strumenti rappresentativi di capitale:

 

 

 

Fondo europeo per l’Europa sudorientale (EFSE)

119

Fondo Green for Growth per la regione del vicinato orientale

70

0

Fondo per l’innovazione imprenditoriale (ENIF)

18

Il Fondo SANAD per le micro, piccole e medie imprese in Medio Oriente e Nord Africa

18

Fondo per la crescita delle imprese (ENEF)

10

Debt Fund della Microfinance Initiative for Asia (MIFA)

8

 

245

0

TOTALE

273

(26)


QFP 2014-2020

Attività

Passività

Garanzie

Garanzie e strumenti di condivisione dei rischi:

 

 

 

Orizzonte 2020 — Servizio prestiti e garanzie per R&I di InnovFin

941

(30)

(813)

Orizzonte 2020 — Garanzia per le PMI di InnovFin

694

(205)

(484)

Strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa(CEF DI)

524

(3)

(490)

Strumento di garanzia dei prestiti di COSME

224

(331)

(2)

Strumento di garanzia per l’occupazione e innovazione sociale (EaSI)

56

(25)

Strumento di finanziamento privato per l’efficienza energetica (Private Finance for Energy Efficiency, PF4EE)

31

(1)

(2)

Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi

17

(4)

Strumento di garanzia dei prestiti destinati agli studenti

14

(1)

Programma di inclusione finanziaria per le MPMI nel SEMED

14

(6)

Strumento di finanziamento del capitale naturale

12

(1)

Strumento per il finanziamento delle PMI nel partenariato orientale

5

(5)

Programma «Women in Business» nel partenariato orientale

4

(4)

Sostegno alla diversificazione economica della Mongolia

2

 

2 538

(604)

(1 802 )

Strumenti rappresentativi di capitale:

 

 

 

Orizzonte 2020 — Strumento di capitale per R&I di InnovFin

312

(9)

COSME — Strumento di capitale per la crescita

45

(2)

Strumento per il capitale di rischio per i paesi del vicinato meridionale

20

Climate Investor One

16

Strumento per gli investimenti in America Latina

13

Fondo agricolo, commerciale e di investimento in Africa

10

 

416

(12)

Strumenti misti:

 

 

 

Strumento UE per la zona di libero scambio globale e approfondita

70

(18)

ElectriFI

32

0

 

102

0

(18)

Totale

3 056

(615)

(1 820 )


QFP prima del 2014

Attività

Passività

Garanzie

Garanzie e strumenti di condivisione del rischio:

 

 

 

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (Risk Sharing Finance Facility — RSFF)

763

(70)

(654)

Meccanismo di garanzia a favore delle PMI nell’ambito del CIP

90

(167)

Programma pluriennale (MAP) a favore delle imprese

32

(32)

Strumento di garanzia per le PMI

12

(5)

European Progress Microfinance Mandate

6

(5)

 

904

(279)

(654)

Strumenti rappresentativi di capitale:

 

 

 

Strumento a favore delle PMI innovative e a forte crescita nell’ambito del CIP

428

(4)

Strumento di capitale del programma quadro pluriennale

217

Fondo europeo per l’efficienza energetica

100

Fondo Marguerite

79

Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili

72

Strumento europeo Progress di microfinanza (PMF) per l’occupazione e l’innovazione sociale

67

Meccanismo europeo per le tecnologie (MET) per l’avviamento 1998

10

Progetti pilota di trasferimento di tecnologie

1

 

974

(4)

Strumenti misti:

 

 

 

Strumento di cooperazione economica e finanziaria MEDA

179

(2)

Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI)

125

(3)

Prestiti a sostegno delle PMI

16

 

320

(5)

TOTALE

2 198

(288)

(654)

Totale generale

5 526

(930)

(2 473 )

Attività detenute in fondi di garanzia per le garanzie di bilancio

La Commissione ha creato fondi di garanzia a copertura delle garanzie di bilancio (cfr. nota 4.1.1 del bilancio consolidato) concesse al gruppo BEI. Tali fondi di garanzia sono alimentati mediante pagamenti dal bilancio dell’UE, al fine di fornire una riserva di liquidità in caso di perdite da operazioni garantite. I pagamenti ai fondi di garanzia sono investiti in strumenti finanziari, tra cui titoli di debito, contante e depositi a termine. Al 31 dicembre 2017 la Commissione detiene attività finanziarie nei seguenti fondi:

Fondo di garanzia per le azioni esterne, per 2,4 miliardi di EUR e

Fondo di garanzia del FEIS, per 3,5 miliardi di EUR.

Prestiti concessi e relativi prestiti assunti per i programmi di assistenza finanziaria

La Commissione offre sostegno finanziario agli Stati membri e ai paesi terzi sotto forma di prestiti bilaterali finanziati con risorse dai mercati dei capitali con la garanzia del bilancio dell’UE in forza di decisioni assunte dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

La Commissione, per conto dell’Unione europea, gestisce attualmente tre programmi principali:

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF);

Assistenza offerta alla Bilancia dei pagamenti (BdP); e

Assistenza macrofinanziaria (AMF), nell’ambito della quale la Commissione ha la possibilità di concedere prestiti.

Il capitale necessario per finanziare le operazioni di concessione di prestiti dell’UE viene raccolto sui mercati dei capitali o presso istituti finanziari.

Al 31 dicembre 2017, l’importo nominale dei prestiti concessi per l’assistenza finanziaria nell’ambito del MESF e della BdP è stato come segue:

in miliardi di EUR

 

BdP

MESF  (20)

TOTALE

 

Lettonia

Romania

Totale

Irlanda

Portogallo

Totale

Totale concesso

3,1

5,0  (21)

8,1

22,5

26,0

48,5

56,6

Totale erogato al 31.12.2017

2,9

5,0

7,9

22,5

24,3

46,8

54,7

Totale rimborsato al 31.12.2017

(2,2 )

(2,7 )

(4,9 )

(4,9 )

Importo da liquidare al 31.12.2017

0,7

2,3

3,0

22,5

24,3

46,8

49,8

MESF

Il MESF è stato creato per fornire assistenza finanziaria a tutti gli Stati membri che subiscano o rischino seriamente di subire gravi perturbazioni economiche o finanziarie causate da circostanze eccezionali che sfuggono al loro controllo. Il MESF è stato utilizzato per fornire assistenza finanziaria, condizionata all’attuazione delle riforme, a Irlanda e Portogallo nel periodo compreso fra 2011 e 2014.

Il programma è terminato e non possono essere contratti altri prestiti, sebbene il programma rimanga in essere per compiti specifici, quali la proroga dei periodi di scadenza dei prestiti erogati a Irlanda e Portogallo e la costituzione di prestiti ponte.

I tre punti principali del programma MESF sono i seguenti:

Irlanda

L’Irlanda ha richiesto l’importo complessivo di 22,5 miliardi di EUR che le sono stati concessi dal MESF nel dicembre 2010. Tale importo è stato erogato in otto rate nel periodo compreso fra gennaio 2011 e marzo 2014;

l’Irlanda ha l’opzione di prorogare la scadenza dei prestiti MESF sulla base della possibilità di proroga della scadenza media massima dei prestiti; e

il primo rimborso di 3,4 miliardi di EUR era previsto ad aprile 2018. Tuttavia, l’Irlanda ha richiesto una proroga della scadenza, che è stata approvata e ha ottenuto prestiti dal mercato nel primo trimestre del 2018, per cui il rimborso di tale importo è stato previsto in due rate da 2,4 miliardi di EUR e 1 miliardo di EUR rispettivamente nel 2025 e nel 2033. Il secondo rimborso di 0,5 miliardi di EUR è previsto a ottobre 2018, tuttavia, anche in questo caso con la possibilità di prorogare la scadenza relativa.

Portogallo

Il Portogallo ha richiesto 24,3 miliardi di EUR del totale di 26 miliardi di EUR concessi dal MESF a maggio 2011. Tale importo è stato erogato in sette rate nel periodo compreso fra maggio 2011 e novembre 2014, e

il primo rimborso di 0,6 miliardi di EUR è previsto a ottobre 2018, tuttavia, come per l’Irlanda, il Portogallo ha la possibilità di prorogare la scadenza relativa.

BdP

Il BdP è un programma di assistenza concepito per i paesi al di fuori dell’eurozona che si trovano, o che corrono seri rischi di trovarsi, in difficoltà per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti. L’assistenza nell’ambito del programma BdP è fornita sotto forma di prestiti a medio termine subordinati all’attuazione di politiche elaborate per far fronte a problemi economici soggiacenti. Solitamente l’assistenza UE alla bilancia dei pagamenti è fornita in collaborazione con il Fondo monetario internazionale (FMI) e altre istituzioni internazionali o paesi.

L’assistenza finanziaria UE a medio termine prevista dal programma BdP è stata attivata a novembre 2008 per aiutare l’Ungheria, e successivamente la Lettonia e la Romania, a gennaio e maggio 2009, a ripristinare la fiducia dei mercati per un impegno complessivo di 14,6 miliardi di EUR. Il programma di assistenza BdP per l’Ungheria è terminato nel 2010 ed è stato interamente rimborsato. Entrambi i programmi di assistenza per Lettonia e Romania sono terminati nel 2012, pertanto non possono essere erogate ulteriori rate aggiuntive.

Inoltre, i due programmi di assistenza finanziaria precauzionale per la Romania sono terminati rispettivamente nel 2013 e nel 2015 senza essere stati utilizzati.

I punti principali sono i seguenti:

nel corso del 2017, gli Stati membri beneficiari del BdP hanno rimborsato tempestivamente e per intero un importo totale di 1,3 miliardi di EUR, 1,2 miliardi dei quali relativi a un rimborso in conto capitale da parte della Romania, mentre la cifra restante era relativa al pagamento di interessi; e

ad aprile 2018, la Romania ha effettuato un rimborso di capitale pari a 1,2 miliardi di EUR e sono previsti ulteriori rimborsi in conto capitale di 0,1 miliardi di EUR a ottobre 2018.

Assistenza macro-finanziaria (AMF)

L’assistenza macrofinanziaria (AMF) è una forma di aiuto finanziario esteso dall’UE a paesi partner al di fuori dell’UE che si trovano ad affrontare una crisi nella bilancia dei pagamenti. Assume la forma di prestiti o sovvenzioni a medio/lungo termine, ovvero di una combinazione fra tali strumenti, ed è disponibile solo per paesi che beneficiano di un programma di finanziamento dell’FMI.

Al 31 dicembre 2017 i prestiti in essere che beneficiavano dell’AMF erano pari ad un importo nominale di 3,9 miliardi di EUR.

1.4.   PASSIVITÀ

Le voci più significative fra le passività del bilancio riguardano primariamente quattro elementi fondamentali: i) obbligazioni pensionistiche e altre passività derivanti dai benefici per i dipendenti; ii) prestiti assunti; iii) debiti nei confronti di terzi, e iv) ratei passivi.

Composizione delle passività nello stato patrimoniale consolidato dell’UE

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Al 31 dicembre 2017 il totale delle passività era pari a 236,5 miliardi di EUR, evidenziando una crescita di circa il 1 % dall’esercizio precedente.

Le variazioni fondamentali sono correlate a effetti nei seguenti ambiti:

l’aumento del totale delle passività derivanti dai benefici per i dipendenti di 5,9 miliardi di EUR è principalmente dovuto all’aumento delle passività nette del regime pensionistico dei funzionari dell’Unione europea;

gli accantonamenti sono aumentati di 1 miliardo di EUR a seguito di uno studio aggiornato sull’accantonamento JRC per attività di disattivazione, che ha generato una stima più elevata dell’obbligo. Il cambiamento si riferisce al fattore di input principale ai fini del calcolo, ovvero la tempistica, che era stata in precedenza calcolata a 20 anni e che è stata ora aggiornata a 40 anni; e

i ratei passivi sono diminuiti di 3,7 miliardi di EUR, a parziale compensazione degli effetti sopra descritti. Tale diminuzione dei ratei passivi è stata dovuta al fatto che i programmi di coesione del precedente QFP stanno per ultimare la loro fase di chiusura.

Soprattutto, altre voci fra le passività sono rimaste stabili. È importante evidenziare che le passività finanziarie sono diminuite nel lungo termine, a causa della diminuzione dei prestiti assunti associata a un aumento delle passività a breve termine; tale effetto è dovuto ai rimborsi di finanziamenti BdP e MESF effettuati nel 2018 dalla Romania (1,35 miliardi di EUR), dall’Irlanda (3,9 miliardi di EUR) e dal Portogallo (0,6 miliardi di EUR), come previsto alla data di riferimento del bilancio.

Totale dichiarazioni di spesa e fatture ricevute e rilevate nella rubrica debiti dello stato patrimoniale

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Attivo netto

L’eccesso di passività rispetto alle attività non significa che le istituzioni e gli organismi dell’UE siano in difficoltà finanziaria, ma piuttosto che alcune passività saranno finanziate dai futuri bilanci annuali. Conformemente alle norme della contabilizzazione per competenza, numerose spese sono state rilevate nel 2017, anche se potranno essere effettivamente pagate nel 2018 o in anni successivi, e finanziate dai bilanci futuri, e le relative entrate verranno contabilizzate solo in esercizi futuri. Gli importi più significativi da evidenziare sono le attività del FEAGA (versate nel 2018) e le passività derivanti dalle prestazioni per i dipendenti (da versare nel corso dei prossimi 30 anni e oltre).

2.   TUTELA DEL BILANCIO DELL’UE

Panoramica delle rettifiche finanziarie e dei recuperi 2017

Una considerazione importante nell’esecuzione del bilancio dell’UE è l’esigenza di assicurare un’adeguata prevenzione delle lacune sistemiche all’origine di errori, irregolarità e frodi o la loro individuazione e conseguente correzione. Nella sua relazione annuale, la Corte dei conti fornisce una dichiarazione di affidabilità sulla legittimità e la regolarità delle operazioni che sono alla base dei conti annuali e una dichiarazione sul livello di rilevanza degli errori nei pagamenti. Nella versione pubblicata nella Gazzetta ufficiale, i conti annuali dell’UE sono corredati dalla dichiarazione di affidabilità.

Gli interventi della Commissione a tutela del bilancio mitigano l’impatto di tali errori sulla base di due meccanismi principali:

1)

meccanismi di prevenzione (ad esempio, controlli ex ante, interruzioni e sospensioni dei pagamenti) e

2)

meccanismi di rettifica (fondamentalmente rettifiche finanziarie imposte agli Stati membri o concordate con essi e recuperi effettuati presso i beneficiari dei pagamenti dell’UE).

Nel caso della gestione concorrente (per le spese inerenti alle politiche agricole e agli interventi strutturali), gli Stati membri hanno la responsabilità principale nell’intero ciclo di vita delle spese di far sì che quelle pagate dal bilancio dell’UE siano legittime e regolari.

Le misure di tutela vengono attuate sulla base dell’attività di sorveglianza e dei controlli effettuati sia dalla Commissione che, nel caso delle spese in gestione concorrente, dagli Stati membri per quanto riguarda l’ammissibilità delle spese finanziate dal bilancio dell’UE. Nel decidere l’ammontare di una rettifica finanziaria o di un recupero, la Commissione tiene conto della natura e della gravità della violazione del diritto applicabile e delle implicazioni finanziarie per il bilancio dell’UE, anche nei casi di carenze nei sistemi di gestione e di controllo.

Processo dei meccanismi di rettifica

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Le rettifiche finanziarie e i recuperi intervengono in due delle fasi principali del processo. Le due fasi possono aver luogo nello stesso anno o in anni diversi:

1)

Rettifiche finanziarie e recuperi in fase di conferma: gli importi sono stati approvati dallo Stato membro interessato o adottati con decisione della Commissione. Nel 2017, il totale delle rettifiche finanziarie e dei recuperi confermati è stato pari a 2 662 milioni di EUR (2016: 3 777 milioni di EUR), 1 826 milioni di EUR dei quali risultanti da azioni di rettifica.

Rettifiche finanziarie e recuperi confermati nel 2017 (*1) — ripartizione per settori

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2)

Rettifiche finanziarie e recuperi in fase di esecuzione: questi importi rappresentano l’ultima fase del processo con cui la situazione riscontrata di spesa indebita è sanata in via definitiva. I quadri normativi dei singoli settori contemplano vari meccanismi di esecuzione. Nel 2017, il totale delle rettifiche finanziarie e dei recuperi eseguiti è stato pari a 2 845 milioni di EUR (2016: 3 389 milioni di EUR), 1 949 milioni di EUR dei quali risultanti da azioni di rettifica. Il processo di esecuzione delle rettifiche finanziarie e dei recuperi può durare alcuni anni, a causa in particolare di decisioni di rateizzazione o di proroga concesse dagli Stati membri nell’ambito della politica agricola comune. Nell’ambito della politica di coesione, il quadro giuridico prevede l’esecuzione durante o dopo la chiusura del periodo di programmazione.

Rettifiche finanziarie e recuperi eseguiti nel 2017 (*1) — ripartizione per settori

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3.   GESTIONE DEI RISCHI E DELLE INCERTEZZE NELL’ESECUZIONE DEL BILANCIO DELL’UE

3.1.   CONTESTO MACROECONOMICO

Il contesto macroeconomico dell’UE (22) incide sulla capacità degli Stati membri dell’UE di rispettare i propri obblighi di finanziamento verso le istituzioni e gli organi dell’UE e, quindi, sulla capacità dell’UE di continuare ad attuare le politiche dell’UE.

Mentre l’accelerazione ad ampio raggio dell’attività economica globale e degli scambi durante l’ultimo anno ha avvantaggiato l’eurozona, la domanda interna si è anch’essa rafforzata, incentivata da un clima di fiducia delle imprese e dei consumatori al di sopra della media, dal continuo sostegno delle politiche e dal miglioramento dei mercati del lavoro. L’economia europea appare pertanto destinata a continuare ad espandersi a un ritmo sostenuto. È previsto che la robusta crescita dell’occupazione continui, alimentando in tal modo la crescita della spesa dei consumatori. Al contempo, le condizioni per gli investimenti sono destinate a rimanere favorevoli, con la domanda sia interna, sia estera destinate a rafforzarsi e con condizioni di finanziamento destinate a rimanere sostanzialmente non rigorose. Il restante eccesso di capacità dell’economia dovrebbe permettere al PIL di continuare nella sua crescita a tassi superiori rispetto alla percentuale di crescita attesa (circa 1,5 %) lungo tutto l’orizzonte di previsione. Si prevede, tuttavia, che lo slancio ciclico nell’eurozona rallenterà leggermente nel corso del 2018 con l’allentamento del ritmo sostenuto della crescita occupazionale.

Secondo le stime, l’eurozona e il PIL dell’UE hanno registrato una crescita del 2,4 % nel 2017 e si prevede che crescano del 2,3 % nel 2018 prima di rallentare leggermente al 2,0 % nel 2019.

Sebbene le condizioni del mercato del lavoro siano migliorate in tutti gli Stati membri, i tassi di disoccupazione continuano a variare in modo significativo. Ciononostante, la previsione relativa alla crescita del PIL è stata rivista per gran parte degli Stati membri dell’eurozona in ciascuno degli esercizi interessati dalla previsione e si prevede un’ulteriore convergenza fra i tassi di crescita. A causa della restante debolezza del mercato del lavoro, si prevede un aumento solo graduale delle pressioni salariali e dell’inflazione di fondo. Fattori temporanei relativi ai prezzi dell’energia continueranno pertanto a svolgere un ruolo primario negli sviluppi inflazionistici e manterranno il tasso di inflazione registrato sulla base degli indici dei prezzi al consumo armonizzati (IPCA) al di sopra dell’inflazione di fondo per gran parte del 2018. Dopo l’1,5 % del 2017, si prevede che l’inflazione su base IPCA registri in media la percentuale dell’1,5 % nel corso del 2018 prima di raggiungere l’1,6 % nel 2019.

I rischi legati alle prospettive per il PIL e l’inflazione restano complessivamente equilibrati. Sebbene appaia esservi margine di crescita per superare le aspettative dei prossimi trimestri, ciò potrebbe causare costrizioni dal lato della domanda che limitano la crescita e che potrebbero verificarsi prima di quanto altresì atteso. Al contempo, le aspettative positive di mercato relative alle valutazioni del prezzo delle attività appaiono vulnerabili nei confronti di una mutazione del clima di fiducia e dei fondamentali. Permangono i rischi associati alla decisione del Regno Unito di recedere dall’UE, così come i rischi al ribasso correlati alle tensioni geopolitiche e al passaggio a politiche più ripiegate su sé stesse e protezioniste.

Lo slancio dell’economia globale resta forte, grazie alla continuazione dell’espansione congiunturale generale, sostenuta dalla risalita degli investimenti e degli scambi, da condizioni finanziarie ancora favorevoli e al complesso di iniziative politiche favorevole. I prezzi più elevati dei prodotti di base esercitano anch’essi un effetto favorevole sulle attività degli esportatori di tali beni. Le prospettive a breve termine sono leggermente più solide rispetto alle previsioni di autunno 2017, con una previsione di crescita del PIL globale al di fuori dell’UE attualmente pari al 4,1 % sia nel 2018, sia nel 2019, rispetto al 3,8 % nel 2017.

3.2.   PASSIVITÀ POTENZIALI DI BILANCIO PER L’ASSISTENZA FINANZIARIA

Le attività dell’UE di assunzione e concessione di prestiti per i programmi di assistenza finanziaria sono operazioni fuori bilancio. In generale, i fondi raccolti sono prestati al paese beneficiario back-to-back, ossia con la stessa cedola, la stessa scadenza e lo stesso importo. Nonostante la metodologia back-to-back, il servizio del debito dello strumento di finanziamento rappresenta un impegno giuridico da parte dell’UE, che garantisce l’esecuzione piena e integrale di tutti i pagamenti. La Commissione ha messo in atto procedure che garantiscono la restituzione del prestito anche in caso di inadempimento.

I prestiti assunti dall’UE rappresentano impegni diretti e incondizionati dell’UE e sono garantiti dagli Stati membri dell’UE (passività potenziali di bilancio). I prestiti assunti per finanziare i prestiti ai paesi terzi sono coperti dal Fondo di garanzia per le azioni esterne. Nell’eventualità in cui uno Stato membro beneficiario vada in default, il servizio del debito verrà, ove possibile, prelevato dal saldo di tesoreria disponibile della Commissione. Qualora ciò non fosse possibile, la Commissione preleverà i fondi necessari presso gli Stati membri. Gli Stati membri dell’UE sono giuridicamente tenuti, ai sensi della normativa dell’UE sulle risorse proprie [articolo 14 del regolamento (UE, Euratom) 609/2014 del Consiglio], a mettere a disposizione fondi sufficienti per rispettare le obbligazioni dell’UE. Gli investitori sono pertanto esposti solo al rischio di credito dell’UE e non a quello dei beneficiari dei prestiti finanziati. L’erogazione di prestiti back-to-back garantisce che il bilancio dell’UE non assuma a proprio carico rischi di interessi o rischi di cambio.

Per ogni programma nazionale, le decisioni del PE, del Consiglio e della Commissione determinano l’importo complessivo garantito, il numero di rate da versare e la scadenza (media) massima del pacchetto di prestiti. Successivamente la Commissione e il paese beneficiario trovano un accordo sui parametri del prestito/finanziamento, compresa la scadenza delle rate. Inoltre, tutte le rate del prestito, meno la prima, dipendono dal rispetto di condizioni politiche rigorose, nel quadro dell’assistenza finanziaria congiunta UE/Fondo monetario internazionale (FMI), che rappresentano un ulteriore fattore che incide sui tempi delle operazioni di finanziamento. I tempi e le scadenze dell’emissione dipendono quindi dalla corrispondente attività di prestito dell’UE. I finanziamenti sono denominati esclusivamente in euro e il ventaglio delle scadenze è compreso tra 3 a 30 anni.

La seguente tabella riporta una panoramica del calendario di rimborso previsto in valore nominale per gli importi dei prestiti MESF e BdP in essere al 31 dicembre 2017:

in miliardi di EUR

 

BdP

MESF

TOTALE

 

Lettonia

Romania

Totale

Irlanda

Portogallo

Totale

2018

1,3  (23)

1,3

3,9  (24)

0,6

4,5

5,8

2019

0,5

1,0

1,5

1,5

2021

3,0

6,8

9,8

9,8

2022

2,7

2,7

2,7

2023

2,0

1,5

3,5

3,5

2024

0,8

1,8

2,6

2,6

2025

0,2

0,2

0,2

2026

2,0

2,0

4,0

4,0

2027

1,0

2,0

3,0

3,0

2028

2,3

2,3

2,3

2029

1,0

0,4

1,4

1,4

2031

2,2

2,2

2,2

2032

3,0

3,0

3,0

2035

2,0

2,0

2,0

2036

1,0

1,0

1,0

2038

1,8

1,8

1,8

2042

1,5

1,5

3,0

3,0

Totale

0,7

2,3

3,0

22,5

24,3

46,8

49,8

I meccanismi intergovernativi di stabilizzazione finanziaria [lo European Financial Stability Facility (EFSF) e il meccanismo europeo di stabilità (MES)] non rientrano nel quadro del trattato UE e non sono pertanto inclusi nei conti annuali consolidati dell’UE.

3.3.   PASSIVITÀ POTENZIALI RELATIVE ALLE GARANZIE DI BILANCIO

L’UE ha concesso garanzie al gruppo BEI sui prestiti accordati al di fuori dell’UE e sulle operazioni in strumenti di debito e di capitale coperte dalla garanzia del FEIS. Al 31 dicembre 2017 nelle note al bilancio consolidato (cfr. nota 4.1.1) l’UE rileva passività potenziali per entrambe le garanzie. Per attenuare i rischi che l’attivazione delle garanzie da parte del gruppo BEI potrebbero avere sul bilancio dell’UE, la Commissione ha creato fondi di garanzia specifici, ossia il Fondo di garanzia per le azioni esterne e del Fondo di garanzia del FEIS.

Il Fondo di garanzia per le azioni esterne è alimentato dal bilancio UE in modo da coprire il 9 % dei prestiti garantiti per le attività del mandato di prestiti esterni della BEI a favore di paesi terzi in essere alla fine dell’esercizio. Al 31 dicembre 2017 attività totali per 2,2 miliardi di EUR coprono un’esposizione di 20 miliardi di EUR per gli importi erogati e di 28,9 miliardi di EUR per gli importi sottoscritti, a fronte di un massimale di 37,5 miliardi di EUR.

Il fondo di garanzia del FEIS ha avviato la sua attività nel 2016. Si prevedeva inizialmente che venisse finanziato fino al totale del 50 % dell’esposizione massima di 16 miliardi di EUR dell’UE, pertanto il fondo dovrebbe gradualmente (ovvero, entro il 2022) raggiungere gli 8 miliardi di EUR. A dicembre 2017, il regolamento FEIS è stato modificato. A seguito della modifica, la garanzia FEIS dell’UE massima è stata aumentata fino a 26 miliardi di EUR e il limite della garanzia del fondo è diminuito al 35 %. Pertanto, in base all’impatto della modifica, si prevede che il fondo di garanzia del FEIS arrivi a un importo totale di 9,1 miliardi di EUR.

Al 31 dicembre 2017, le attività totali che costituiscono il fondo di garanzia del FEIS sono state pari a 3,5 milioni di EUR. Tale cifra garantisce copertura a un’esposizione di importi erogati pari a 10,1 miliardi di EUR e di importi sottoscritti pari a 13,5 miliardi di EUR (comprensivi degli importi erogati). Il Fondo di garanzia del FEIS opera attualmente sia in euro che in dollaro statunitense.

3.4.   IL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE, DELLA CRESCITA E DEGLI INVESTIMENTI

Il Piano di investimenti per l’Europa

Nel 2015 la Commissione ha avviato, insieme alla BEI, il Piano di investimenti per l’Europa, che comprende il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), costituito con una dotazione iniziale di 21 miliardi di EUR e con l’obiettivo principale di attrarre investimenti privati. Le previsioni evidenziano a possibilità di creare ulteriori 700 000 posti di lavoro e realizzare un aumento dello 0,7 % del prodotto interno lordo europeo entro il 2020 grazie agli investimenti approvati nel 2015 e nel 2016. Ciò evidenzia la capacità degli investimenti di favorire l’occupazione e la crescita in Europa anche in settori duramente colpiti dalla crisi un decennio fa. In seguito all’accordo di principio sottoscritto dal Parlamento europeo e dagli Stati membri a settembre, il Parlamento ha votato a dicembre l’adozione di un regolamento che amplia e aumenta il Fondo europeo per gli investimenti strategici. La tempistica del nuovo e potenziato FEIS 2.0 è stata prorogata da metà 2018 alla fine del 2020 e l’obiettivo di investimento del fondo è stato aumentato da 315 miliardi di EUR ad almeno 500 miliardi di EUR.

Nel 2017 il Fondo ha operato conformemente all’obiettivo di mobilitare un importo minimo di 315 miliardi di EUR di investimenti ulteriori nell’economia reale entro la metà del 2018. Ha operato in tutti i 28 Stati membri e secondo previsioni avrebbe attivato circa 256 miliardi di EUR di investimenti complessivi entro la fine del 2017.

Entro il termine dell’esercizio, nell’ambito del fondo erano stati approvati complessivamente 357 progetti infrastrutturali e di innovazione, equivalenti a finanziamenti per 39,2 miliardi di EUR. Erano stati inoltre approvati 347 accordi di finanziamento per piccole e medie imprese del valore di 11,9 miliardi di EUR. Si prevede che circa 539 000 PMI beneficeranno di tali finanziamenti.

È stata incrementata l’attività di consulenza allo sviluppo e alla preparazione di progetti tramite il polo europeo di consulenza sugli investimenti, e ai progetti in cerca di finanziamenti è stata garantita la necessaria visibilità sul portale dei progetti di investimento europei.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici sostiene investimenti in settori di importanza strategica per l’economia dell’UE, ivi compresi energia, trasporti, tecnologie digitali, ricerca, sviluppo e innovazione, ambiente ed efficienza delle risorse, infrastrutture sociali e piccole imprese. Ciò comprende investimenti nell’imprenditoria sociale, negli impatti sociali e nell’innovazione sociale.

Sostegno continuo agli Stati membri dell’UE

Il programma di sostegno alle riforme strutturali è stato istituito nel maggio 2017 con un bilancio di 142,8 milioni di EUR per il periodo 2017-2020. Su richiesta degli Stati membri, il programma finanzia misure personalizzate di sostegno tecnico rivolte agli Stati membri in ambiti fondamentali per i loro sforzi di riforma. Attraverso il programma, la Commissione fornisce sostegno mirato per rafforzare la capacità degli Stati membri di designare e attuare riforme che ritengono necessarie per rendere le loro economie più competitive e favorevoli agli investimenti. Tale sostegno tecnico riguarda riforme in settori, quali governance e pubblica amministrazione, gestione delle finanze pubbliche, ambiente imprenditoriale, mercati del lavoro, istruzione, salute e servizi sociali, settore finanziario e accesso alle finanze. È disponibile a tutti gli Stati membri dell’UE, è orientato dalla domanda e non richiede cofinanziamenti.

L’attuazione del programma è a cura del servizio di sostegno alle riforme strutturali, in cooperazione con altri dipartimenti pertinenti della Commissione. Ad oggi, il servizio ha collaborato con 15 Stati membri per lo svolgimento di oltre 150 progetti di sostegno. Nell’ambito del ciclo di progetti del 2018, ha ricevuto oltre 400 domande di sostegno da più di 20 Stati membri, comportando un surplus di domanda a fronte del bilancio del programma, che è pari a 30,5 milioni di EUR l’anno.

L’UE ha continuato a fornire sostegno anche successivamente al programma a Irlanda, Spagna, Cipro, Portogallo e Romania. Anche in questo caso sono stati compiuti buoni progressi durante l’esercizio nell’attuazione del programma greco, realizzato per creare le condizioni necessarie a far tornare la fiducia e a gettare le basi per una ripresa economica durevole in Grecia. La seconda revisione si è conclusa a luglio e ha portato all’autorizzazione della terza tranche di finanziamenti del valore di 8,5 miliardi di EUR dal meccanismo europeo di stabilità. La terza revisione era in corso a dicembre e all’inizio dello stesso mese è stato possibile sottoscrivere un accordo tecnico. La Grecia ha altresì continuato a ricevere sostegno economico attraverso il piano di investimenti per l’Europa.

Il servizio di sostegno alle riforme strutturali ha altresì assunto incarichi speciali per aiutare a coordinare la risposta alla crisi dei rifugiati in Grecia e ad attuare il programma di aiuti dell’UE per la comunità turco-cipriota.

3.5.   RISERVA PER I NUOVI ENTRANTI (NER) 300

Il Fondo NER 300 è stato costituito a seguito della vendita delle quote nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni ed è di proprietà degli Stati membri che utilizzano risorse per finanziare progetti energetici innovativi dimostrativi a bassa emissione di CO2. La Commissione gestisce il programma per conto degli Stati membri, mentre la BEI è responsabile della gestione delle attività del Fondo NER 300 e funge da consulente tecnico nell’ambito di un accordo di cooperazione con la Commissione. Poiché né i proventi dalle quote, né le spese per i progetti finanziati sono voci del bilancio dell’UE, gli importi relativi non sono contabilizzati nei conti dell’UE.

RELAZIONE SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO E NOTE ESPLICATIVE (25)

INDICE

RISULTATO DEL BILANCIO DELL’UE 111
SCHEDA DI CONFRONTO TRA IMPORTI IN BILANCIO E IMPORTI EFFETTIVI 112
NOTE ALLE RELAZIONI SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO 115

1.

IL QUADRO DI BILANCIO DELL’UE 115

1.1.

QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2014-2020 115

1.2.

RUBRICHE DETTAGLIATE DEL QFP (PROGRAMMI) 117

1.3.

BILANCIO ANNUALE 117

1.4.

PROVENTI 117

1.5.

CALCOLO DEL RISULTATO DI BILANCIO 119

1.6.

RICONCILIAZIONE DEL RISULTATO ECONOMICO CON IL RISULTATO DI BILANCIO 119

2.

ESECUZIONE DEL BILANCIO UE 2017 — COMMENTO 121

2.1.

PROVENTI 121

2.2.

SPESE 121

3.

ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE 123

3.1.

RIEPILOGO DELL’ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE 123

4.

ESECUZIONE DELLE SPESE DI BILANCIO DELL’UE 124

4.1.

QFP: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO 124

4.2.

QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 125

4.3.

QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 127

4.4.

QFP: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL) 128

4.5.

QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE 129

4.6.

QFP DETTAGLIATO: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO 130

4.7.

QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 136

4.8.

QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 143

4.9.

QFP DETTAGLIATO: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL) 149

4.10.

QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE 154

5.

ESECUZIONE DEL BILANCIO PER ISTITUZIONE 159

5.1.

ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO 159

5.2.

ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO 160

5.3.

ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO 161

6.

ESECUZIONE DEL BILANCIO DELLE AGENZIE 162

6.1.

ENTRATE DI BILANCIO 162

6.2.

STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO PER AGENZIA 164

RISULTATO DEL BILANCIO DELL’UE

in milioni di EUR

 

2017

2016

Entrate dell’esercizio

139 691

144 717

Pagamenti eseguiti a fronte degli stanziamenti di bilancio dell’esercizio in corso

(135 764 )

(135 180 )

Stanziamenti di pagamento riportati all’esercizio N+1

(1 796 )

(1 655 )

Annullamento di stanziamenti inutilizzati riportati dall’esercizio N-1

40

63

Evoluzione delle entrate con destinazione specifica

(1 450 )

(1 367 )

Differenze fra i tassi di cambio nell’esercizio

(166)

(173)

Risultato di bilancio

555

6 405

SCHEDA DI CONFRONTO TRA IMPORTI IN BILANCIO E IMPORTI EFFETTIVI

ENTRATE DI BILANCIO

in milioni di EUR

 

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Diritti accertati

Proventi

1

Risorse proprie

131 718

115 484

115 455

115 416

 

Contributi zucchero

133

133

134

134

 

Dazi doganali

21 334

20 374

20 364

20 325

 

IVA

16 599

16 620

16 584

16 584

 

RNL

93 652

78 356

78 279

78 279

 

Correzione degli squilibri di bilancio

94

94

 

Riduzione del contributo basato sull’RNL dei Paesi Bassi e della Svezia

(0)

(0)

3

Avanzi, saldi e adeguamenti

6 405

6 416

6 416

4

Entrate provenienti da persone che lavorano per le istituzioni e altri organismi dell’Unione

1 490

1 490

1 495

1 484

5

Entrate provenienti dal funzionamento amministrativo delle istituzioni

70

70

611

587

6

Contributi e restituzioni in relazione ad accordi e programmi dell’Unione

60

60

12 504

12 179

7

Interessi di mora e ammende

1 120

3 230

11 387

3 573

8

Assunzione ed erogazione di prestiti

7

7

43

28

9

Entrate varie

25

25

15

8

Totale

134 490

126 771

147 926

139 691

SPESE DI BILANCIO: IMPEGNI PER RUBRICA DEL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE (QFP)

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

1

Crescita intelligente e inclusiva

74 899

75 399

85 181

83 268

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

21 312

21 312

24 508

22 654

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

53 587

54 087

60 673

60 614

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

58 584

58 569

62 806

60 859

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

42 613

42 611

45 830

44 759

3

Sicurezza e cittadinanza

4 284

4 284

4 472

4 124

4

Ruolo mondiale dell’Europa

10 162

10 713

12 382

11 814

5

Amministrazione

9 395

9 395

10 190

9 794

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

3 921

3 921

4 344

4 142

6

Compensazioni

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

9

Strumenti speciali

534

1 472

1 544

1 291

Totale

157 858

159 831

176 576

171 150

SPESE DI BILANCIO: PAGAMENTI PER RUBRICA DEL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE (QFP)

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

Bilancio iniziale adottato

Bilancio definitivo adottato

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

1

Crescita intelligente e inclusiva

56 522

49 840

61 168

57 030

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

19 321

20 065

24 370

21 376

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

37 201

29 775

36 797

35 654

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

54 914

54 467

58 575

56 743

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

42 563

42 558

45 975

44 695

3

Sicurezza e cittadinanza

3 787

2 793

2 994

2 867

4

Ruolo mondiale dell’Europa

9 483

8 938

10 944

9 793

5

Amministrazione

9 395

9 392

10 977

9 656

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

3 921

3 921

4 841

4 085

6

Compensazioni

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

9

Strumenti speciali

390

1 341

1 414

1 291

Totale

134 490

126 771

146 071

137 379

NOTE ALLE RELAZIONI SULL’ESECUZIONE DEL BILANCIO

1.   IL QUADRO DI BILANCIO DELL’UE

La contabilità di bilancio viene tenuta conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario e delle sue modalità di applicazione. Il bilancio generale è lo strumento che prevede ed autorizza le entrate e le spese dell’Unione ogni anno, entro i massimali e le altre disposizioni stabilite dal quadro finanziario pluriennale, in linea con gli atti legislativi riguardanti i programmi pluriennali adottati ai sensi di detto quadro.

1.1.   QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE 2014-2020

in milioni di EUR

 

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Totale

1.

Crescita intelligente e inclusiva

52 756

77 986

69 304

73 512

76 420

79 924

83 661

513 563

1.a

Competitività per la crescita e l’occupazione

16 560

17 666

18 467

19 925

21 239

23 082

25 191

142 130

1.b

Coesione economica, sociale e territoriale

36 196

60 320

50 837

53 587

55 181

56 842

58 470

371 433

2.

Crescita sostenibile: risorse naturali

49 857

64 692

64 262

60 191

60 267

60 344

60 421

420 034

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

43 779

44 190

43 951

44 146

44 163

44 241

44 264

308 734

3.

Sicurezza e cittadinanza

1 737

2 456

2 546

2 578

2 656

2 801

2 951

17 725

4.

Ruolo mondiale dell’Europa

8 335

8 749

9 143

9 432

9 825

10 268

10 510

66 262

5.

Amministrazione

8 721

9 076

9 483

9 918

10 346

10 786

11 254

69 584

di cui: spese amministrative delle istituzioni

7 056

7 351

7 679

8 007

8 360

8 700

9 071

56 224

6.

Compensazioni

29

29

8.

Riserva negativa

9.

Strumenti speciali

Stanziamenti di impegno

121 435

162 959

154 738

155 631

159 514

164 123

168 797

1 087 197

Totale stanziamenti di pagamento

135 762

140 719

130 694

142 906

154 565

159 235

162 406

1 026 287

La precedente tabella riporta i massimali del quadro finanziario pluriennale (QFP) a prezzi correnti. Il 2017 è stato il quarto esercizio del nuovo QFP 2014-2020. Il massimale complessivo degli stanziamenti di impegno per il 2017 è stato fissato a 155 631 milioni di EUR, pari all’1,04 % dell’RNL dell’UE, mentre il corrispondente massimale per gli stanziamenti di pagamento era di 142 906 milioni di EUR, pari allo 0,95 % dell’RNL dell’UE valido nel corso di tutto l’esercizio 2017.

Per il QFP 2014-2020 sono state concordate nuove disposizioni di flessibilità. Una delle nuove disposizioni prevede la possibilità di riporto agli anni successivi dei margini inutilizzati al di sotto dei massimali di pagamento, mediante il margine globale per i pagamenti nel quadro dell’adeguamento tecnico del QFP per l’anno successivo. Pertanto, l’importo non utilizzato del 2015 (1 288 milioni di EUR a prezzi correnti) e del 2016 (13 991 milioni di EUR a prezzi correnti) è stato trasferito al 2018-2020 e i massimali del 2015, 2016 e 2018-2020 sono stati adeguati di conseguenza [cfr. il summenzionato adeguamento tecnico del QFP per il 2017 e l’adeguamento tecnico per il 2018, COM(2017) 220 del 24 maggio 2017].

Il 24 maggio 2017, la Commissione ha adottato una comunicazione relativa all’adeguamento tecnico del quadro finanziario per il 2018 all’evoluzione del RNL (ESA 2010) [COM(2017) 220 del 24 maggio 2017]. Successivamente all’entrata in vigore del regolamento 2017/1123 del Consiglio, che modifica il regolamento QFP 1311/2013 (GU L 163, del 24.6.2017) in conseguenza della revisione intermedia, le cifre indicate nella comunicazione del 24 maggio 2017 relative alla riserva per gli aiuti d’emergenza e allo strumento di flessibilità sono state aggiornate e sostituite nella comunicazione del 15 settembre 2017 [COM(2017) 473 final]. Le rettifiche delle cifre riportate in tale comunicazione sono la conseguenza diretta della modifica del regolamento QFP ad opera del regolamento (UE, Euratom) 2017/1123 e non costituiscono deroga al disposto dell’articolo 6, paragrafo 4, del regolamento QFP, in base al quale non vengono effettuate altre modifiche tecniche oltre a quelle di cui all’articolo 6, paragrafo 1, durante l’esercizio o ex-post. La nuova rettifica tecnica introdotta per lo strumento di flessibilità in base all’articolo 6, paragrafo 1, lettera f), è indicata per la prima volta.

Di seguito si riporta la descrizione delle diverse rubriche.

Rubrica 1 — Crescita intelligente e inclusiva

Questa rubrica è costituita da due componenti separate ma interconnesse:

1a

competitività per la crescita e l’occupazione, comprendente la spesa per la ricerca e l’innovazione, l’istruzione e la formazione, il meccanismo per collegare l’Europa, la politica sociale, il mercato interno e le politiche d’accompagnamento;

1b

coesione economica, sociale e territoriale, mirante ad accrescere la convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo, integrare la strategia dell’UE per lo sviluppo sostenibile al di fuori delle regioni meno prospere e sostenere la cooperazione interregionale.

Rubrica 2 — Crescita sostenibile: risorse naturali

La rubrica 2 comprende la politica agricola comune, la politica comune della pesca e le misure ambientali, e in particolare il programma Life+.

Rubrica 3 — Sicurezza e cittadinanza

La rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza) rispecchia la crescente importanza attribuita ad alcuni settori in cui all’UE sono stati assegnati compiti particolari: giustizia e affari interni, protezione delle frontiere, politica di asilo e immigrazione, sanità pubblica e protezione dei consumatori, cultura, gioventù, informazione e dialogo con i cittadini.

Rubrica 4 — Ruolo mondiale dell’Europa

La rubrica 4 comprende tutte le azioni esterne e comprende la cooperazione allo sviluppo, gli aiuti umanitari e gli strumenti di preadesione e di vicinato. Il FES rimane al di fuori del bilancio dell’UE e non fa parte del quadro finanziario pluriennale (QFP).

Rubrica 5 — Amministrazione

Questa rubrica copre le spese amministrative di tutte le istituzioni, le pensioni e le scuole europee. Per le istituzioni diverse dalla Commissione, questi costi rappresentano il totale delle rispettive spese.

Rubrica 6 — Compensazioni

In conformità all’accordo politico secondo cui i nuovi Stati membri non dovrebbero diventare contribuenti netti al bilancio immediatamente dopo l’adesione, è stata prevista una compensazione a titolo di questa rubrica. Il relativo importo è stato messo a disposizione mediante trasferimenti, al fine di equilibrare le entrate e i contributi di bilancio.

Rubrica 9 — Strumenti speciali

I meccanismi di flessibilità consentono all’UE di mobilitare i fondi necessari per far fronte a circostanze impreviste, quali crisi e situazioni di emergenza. L’ambito di applicazione, la dotazione finanziaria e le modalità operative sono previsti dal regolamento relativo al QFP e dall’accordo interistituzionale. Nell’attuale contesto di riduzione della spesa, assicurano anche che le risorse di bilancio possano rispondere all’evoluzione delle priorità, in modo che ogni euro sia utilizzato dove ve n’è più bisogno. La maggior parte dei meccanismi di flessibilità sono pertanto tenuti al di fuori del QFP e il finanziamento può essere mobilizzato oltre i massimali di spesa.

1.2.   RUBRICHE DETTAGLIATE DEL QFP (PROGRAMMI)

Le rubriche del QFP sono ulteriormente ripartite in rubriche dettagliate, che corrispondono ai principali programmi di spesa (ad esempio, Orizzonte 2020, Erasmus+, ecc.). Le basi giuridiche sottostanti all’attuazione del bilancio sono adottate a tale livello di programma. I programmi sono la struttura comunemente utilizzata per informare in merito all’attuazione e ai risultati. Per tale ragione, sono state introdotte tabelle per ciascun programma anche nelle presenti relazioni sull’esecuzione del bilancio (cfr. tabelle da 4.6 a 4.10 infra).

1.3.   BILANCIO ANNUALE

Ogni anno la Commissione procede alla stima per l’esercizio delle entrate e delle spese dell’insieme delle istituzioni e redige un progetto di bilancio che trasmette all’autorità di bilancio. Sulla base del progetto di bilancio, il Consiglio definisce una sua posizione che sarà oggetto di negoziati tra i due rami dell’autorità di bilancio. Il presidente del Parlamento europeo dichiara che il progetto comune di bilancio è stato adottato in via definitiva, e in tal modo lo rende esecutivo. Nel corso dell’esercizio in esame sono stati adottati bilanci rettificativi. L’esecuzione del bilancio incombe soprattutto alla Commissione.

La struttura del bilancio consiste per la Commissione in stanziamenti amministrativi e operativi. Le altre istituzioni dispongono infatti soltanto di stanziamenti amministrativi. Inoltre, il bilancio distingue due tipi di stanziamenti: stanziamenti non dissociati e stanziamenti dissociati. Gli stanziamenti non dissociati sono destinati al finanziamento delle operazioni a carattere annuale (che rispondono al principio dell’annualità del bilancio). Gli stanziamenti dissociati sono utilizzati per conciliare il principio dell’annualità del bilancio con la necessità di finanziare azioni pluriennali la cui realizzazione si estende su più esercizi. Gli stanziamenti dissociati si scompongono in stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento:

stanziamenti di impegno: coprono il costo totale delle obbligazioni giuridiche contratte nel corso dell’esercizio per azioni la cui realizzazione si estende su più anni. Tuttavia, gli impegni di bilancio per azioni la cui realizzazione si estende su più esercizi possono essere ripartiti su più esercizi in frazioni annue, qualora previsto dall’atto di base;

stanziamenti di pagamento: coprono le spese derivanti dall’esecuzione degli impegni contratti nel corso dell’esercizio e/o di esercizi precedenti.

Nei conti questi tipi di finanziamenti sono raggruppati in due voci principali:

gli stanziamenti del bilancio definitivo adottato; e

ulteriori stanziamenti contenenti:

importi riportati dall’esercizio precedente (il regolamento finanziario consente in un numero limitato di casi il riporto all’esercizio corrente degli importi non spesi nell’esercizio precedente); e

entrate con destinazione specifica derivanti da rimborsi, contributi di terze parti/paesi terzi a programmi dell’UE e lavori effettuati per terze parti, che sono iscritte direttamente nelle linee di bilancio di spesa corrispondenti e costituiscono il terzo pilastro del finanziamento.

Tutti i tipi di finanziamento formano insieme gli stanziamenti disponibili.

1.4.   PROVENTI

1.4.1.    Entrate da risorse proprie

La stragrande maggioranza delle entrate proviene da risorse proprie, che si suddividono nelle seguenti categorie:

1)

risorse proprie tradizionali (RPT): di norma rappresentano circa il 15 % delle entrate da risorse proprie;

2)

risorse basate sull’imposta sul valore aggiunto (IVA): di norma rappresentano circa il 13 % delle entrate da risorse proprie;

3)

risorse basate sul reddito nazionale lordo (RNL): di norma rappresentano circa il 72 % delle entrate da risorse proprie.

L’assegnazione delle risorse proprie viene effettuata in conformità alle disposizioni stabilite dalla decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell’UE (DRP 2014). Detta decisione è entrata in vigore il 1o ottobre 2016 e si applica retroattivamente a decorrere dal 1o gennaio 2014. Gli effetti per il 2014 e il 2015 sono stati presi in considerazione per l’esercizio 2016.

L’importo totale delle risorse proprie attribuite all’Unione per coprire gli stanziamenti di pagamento annuali non supera l’1,20 % della somma dell’RNL di tutti gli Stati membri.

1.4.2.    Risorse proprie tradizionali (RPT)

Le risorse proprie tradizionali (RPT) sono costituite dai dazi doganali (riscossi sulle importazioni dai paesi terzi) e dai contributi zucchero (pagati dai produttori di zucchero per finanziare le spese relative all’organizzazione comune dei mercati dello zucchero) prelevate presso gli operatori economici e riscosse dagli Stati membri per conto dell’UE. Tuttavia, gli Stati membri ne trattengono il 20 % a titolo di rimborso spese di riscossione. Tutti gli importi accertati delle risorse proprie tradizionali devono essere rilevati in una delle due contabilità tenute dalle autorità competenti:

nella contabilità ordinaria, a norma dell’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento 609/2014: tutti gli importi recuperati o garantiti;

nella contabilità separata, di cui allo stesso articolo: tutti gli importi non ancora recuperati e/o non garantiti; possono essere iscritti in questa contabilità anche gli importi garantiti ma contestati.

Le risorse proprie tradizionali devono essere versate sul conto della Commissione presso il Tesoro o la banca centrale nazionale dallo Stato membro, al più tardi il primo giorno lavorativo dopo il 19o giorno del secondo mese successivo a quello nel corso del quale ha avuto luogo l’accertamento (o il recupero per il conto separato).

1.4.3.    Imposta sul valore aggiunto (IVA)

La risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) viene riscossa sulle basi IVA degli Stati membri, che sono state a tal fine armonizzate in conformità alle norme dell’UE. Tuttavia, la base IVA è limitata al 50 % dell’RNL di ogni singolo Stato membro. L’aliquota IVA uniforme applicata è fissata allo 0,30 %, eccezion fatta per il periodo 2014-2020, nel quale l’aliquota di prelievo per Germania, Paesi Bassi e Svezia è stata fissata allo 0,15 %.

1.4.4.    Reddito nazionale lordo (RNL)

La risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo (RNL) viene utilizzata per finanziare la parte del bilancio non coperta da altre fonti di entrate. Sull’RNL di ogni Stato membro viene applicata la stessa aliquota, stabilita in conformità alle norme dell’UE.

Le risorse basate sull’IVA e sull’RNL sono determinate in base alle previsioni sulle pertinenti basi imponibili formulate al momento dell’elaborazione del progetto di bilancio. Queste previsioni sono successivamente riviste e aggiornate nel corso dell’esercizio mediante bilancio rettificativo. La differenza tra gli importi dovuti dagli Stati membri in riferimento alle basi imponibili effettive e le somme effettivamente versate in base alle previsioni (riviste), di valore sia positivo che negativo, è chiesta dalla Commissione agli Stati membri per il primo giorno lavorativo del mese di giugno del secondo anno successivo all’esercizio in questione. Durante i quattro esercizi successivi possono ancora essere apportate correzioni alle basi imponibili effettive delle risorse basate sull’IVA e sull’RNL, a meno che vengano formulate riserve. Tali riserve devono essere considerate come potenziali crediti verso gli Stati membri di importo incerto, perché il loro impatto finanziario non può essere stimato accuratamente. Quando è possibile determinare l’importo esatto, le corrispondenti risorse basate sull’IVA o sull’RNL sono richieste o in occasione dell’esercizio di determinazione dei saldi IVA e RNL o mediante singole richieste di fondi.

1.4.5.    Correzione a favore del Regno Unito

Il meccanismo di correzione degli squilibri di bilancio a favore del Regno Unito (che ha ridotto i pagamenti di risorse proprie del paese aumentando contemporaneamente i pagamenti degli altri Stati membri) è stato istituito dal Consiglio europeo di Fontainebleau (giugno 1984). La Germania, l’Austria, la Svezia e i Paesi Bassi beneficiano di un finanziamento ridotto della correzione a favore del Regno Unito (limitato a un quarto della loro quota normale).

1.4.6.    Riduzione lorda

Il Consiglio europeo del 7-8 febbraio 2013 ha concluso che la Danimarca, i Paesi Bassi e la Svezia devono beneficiare di riduzioni lorde del proprio contributo annuo basato sull’RNL per il periodo 2014-2020 e che l’Austria deve beneficiare di una riduzione lorda limitatamente al periodo 2014-2016. Le riduzioni annue sono le seguenti: Danimarca 130 milioni di EUR, Paesi Bassi 695 milioni di EUR e Svezia 185 milioni di EUR.

1.5.   CALCOLO DEL RISULTATO DI BILANCIO

Il risultato del bilancio dell’UE viene restituito agli Stati membri nel corso dell’esercizio successivo previa deduzione delle somme dovute per l’esercizio.

Le risorse proprie iscritte nella contabilità corrispondono agli importi accreditati nel corso dell’esercizio sui conti aperti a nome della Commissione dalle amministrazioni degli Stati membri. Le entrate comprendono altresì, in caso di avanzo, il risultato dell’esecuzione del bilancio dell’esercizio precedente. Le altre entrate sono iscritte sulla base degli importi effettivamente percepiti nel corso dell’esercizio.

Ai fini del calcolo del risultato di bilancio per l’esercizio, le spese comprendono i pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio, ai quali si aggiungono gli stanziamenti dell’esercizio riportati all’esercizio successivo. I pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio sono pagamenti eseguiti dal contabile entro il 31 dicembre dell’esercizio. Per il FEAGA, i pagamenti considerati nel risultato di bilancio sono i pagamenti effettuati dagli Stati membri dal 16 ottobre N-1 al 15 ottobre N, sempre che l’impegno e l’ordine di pagamento siano pervenuti al contabile al più tardi il 31 gennaio N+1. Le spese del FEAGA possono essere oggetto di una decisione di conformità adottata a seguito di controlli effettuati negli Stati membri.

Il risultato di bilancio comprende due elementi: il risultato dell’UE e il risultato della partecipazione dei paesi dell’EFTA appartenenti allo Spazio economico europeo (SEE). Ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014 che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie, questo risultato è costituito dalla differenza tra:

il totale delle entrate di bilancio percepite per l’esercizio, e

l’importo dei pagamenti effettuati in base agli stanziamenti dell’esercizio, più l’importo degli stanziamenti del medesimo esercizio riportati all’esercizio successivo.

La cifra che ne risulta è aumentata o diminuita dei seguenti elementi:

il saldo netto degli stanziamenti di pagamento annullati riportati da esercizi finanziari precedenti e gli importi versati in eccesso, a causa di variazioni dei tassi dell’euro, di pagamenti corrispondenti a stanziamenti non dissociati riportati dal precedente esercizio;

l’evoluzione delle entrate con destinazione specifica, e

i profitti o le perdite netti su cambi registrati nell’esercizio.

Gli stanziamenti riportati dall’esercizio precedente relativi a contributi di terzi e lavori per conto terzi, che per definizione non possono mai essere annullati, sono ripresi come stanziamenti supplementari dell’esercizio. Questo spiega la differenza tra i riporti dall’esercizio precedente indicati nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’esercizio N e i riporti all’esercizio successivo figuranti nelle relazioni sull’esecuzione del bilancio dell’esercizio N-1. Nel calcolo del risultato di bilancio non si tiene conto degli stanziamenti ricostituiti a seguito della restituzione di acconti.

Gli stanziamenti di pagamento riportati comprendono: i riporti automatici e i riporti su decisione. Nella rubrica riferita agli annullamenti di stanziamenti di pagamento inutilizzati riportati dall’esercizio precedente sono inclusi gli annullamenti di stanziamenti riportati automaticamente e su decisione.

1.6.   RICONCILIAZIONE DEL RISULTATO ECONOMICO CON IL RISULTATO DI BILANCIO

in milioni di EUR

 

2017

2016

RISULTATO ECONOMICO DELL’ESERCIZIO

8 082

1 733

Proventi

 

 

Diritti accertati nell’esercizio corrente ma non ancora riscossi

(4 408 )

(1 969 )

Diritti accertati in esercizi precedenti e riscossi nell’esercizio corrente

10 739

3 363

Ratei attivi (netti)

(257)

611

Spese

 

 

Ratei passivi (netti)

3 725

10 678

Spese dell’esercizio precedente pagate nell’esercizio corrente

(3 574 )

(7 656 )

Prefinanziamento netto

(12 059 )

(468)

Stanziamenti di pagamento riportati all’esercizio successivo

(3 373 )

(3 102 )

Pagamenti effettuati a fronte di stanziamenti di pagamento inutilizzati riportati o annullati

1 784

1 379

Variazioni degli accantonamenti

6 752

3 962

Altro

(6 676 )

(2 142 )

Risultato economico Agenzie e CECA

(179)

16

RISULTATO DI BILANCIO DELL’ESERCIZIO

555

6 405

In conformità al regolamento finanziario, il risultato economico dell’esercizio è calcolato in base ai principi della contabilità per competenza, mentre il risultato di bilancio si basa sulle regole modificate della contabilità di cassa. Poiché il risultato economico e il risultato di bilancio si riferiscono alle medesime operazioni sottostanti, la riconciliazione è un utile esercizio di controllo.

Elementi di riconciliazione — Proventi

Le entrate di bilancio effettive di un esercizio finanziario corrispondono alle entrate riscosse in relazione ai diritti accertati nel corso dell’esercizio e agli incassi relativi ai diritti accertati in esercizi precedenti. Pertanto, ai fini della riconciliazione i diritti accertati nell’esercizio in corso, ma non ancora riscossi, devono essere detratti dal risultato economico, perché non fanno parte delle entrate di bilancio. Al contrario, ai fini della riconciliazione i diritti accertati negli esercizi precedenti e riscossi nell’esercizio in corso devono essere aggiunti al risultato economico.

I ratei attivi consistono principalmente in ratei attivi per agricoltura, risorse proprie, interessi e dividendi. Si tiene conto solo dell’effetto netto, ossia i ratei attivi per l’esercizio in corso meno gli storni dei ratei attivi dell’esercizio precedente.

Elementi di riconciliazione — Spese

I ratei passivi consistono principalmente in ratei iscritti a fini di chiusura dell’esercizio, ossia le spese ammissibili sostenute dai beneficiari dei fondi dell’UE, ma non ancora comunicate alla Commissione. Si tiene conto solo dell’effetto netto, ossia i ratei passivi per l’esercizio in corso meno gli storni dei ratei passivi dell’esercizio precedente. I pagamenti effettuati durante l’anno corrente e relativi a fatture registrate in anni precedenti rientrano nella spesa di bilancio dell’anno corrente e devono pertanto essere aggiunte al risultato economico a fini di riconciliazione.

L’effetto netto del prefinanziamento è la combinazione 1) dei nuovi importi di prefinanziamento versati nell’esercizio in corso e rilevati come spese di bilancio dell’esercizio e 2) della compensazione dei prefinanziamenti, mediante accettazione delle spese ammissibili durante l’esercizio in corso. Queste ultime rappresentano spese di competenza, ma non spese di bilancio, dal momento che il pagamento del prefinanziamento iniziale era già stato considerato come una spesa di bilancio al momento del relativo versamento.

Oltre ai pagamenti effettuati a fronte degli stanziamenti dell’esercizio, gli stanziamenti dell’esercizio riportati all’esercizio successivo devono anch’essi essere inclusi nel calcolo del risultato di bilancio [conformemente all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014]. La stessa regola si applica ai pagamenti di bilancio effettuati nell’esercizio in corso a fronte degli stanziamenti riportati da esercizi precedenti e agli annullamenti di stanziamenti di pagamento inutilizzati.

Le variazioni degli accantonamenti riguardano stime di fine esercizio formulate nel bilancio di esercizio (principalmente benefici per i dipendenti) che non incidono sulla contabilità del bilancio. Tra gli altri importi di riconciliazione rientrano vari elementi quali gli ammortamenti delle attività, le acquisizioni di attività, i pagamenti per leasing finanziari e partecipazioni finanziarie, che formano oggetto di un trattamento differente in termini di contabilità finanziaria e di contabilità economico-patrimoniale.

2.   ESECUZIONE DEL BILANCIO UE 2017 — COMMENTO

2.1.   PROVENTI

Nel bilancio iniziale adottato, firmato dal Presidente del Parlamento europeo il 1o dicembre 2016, l’importo degli stanziamenti di pagamento è stato fissato a 134 490 milioni di EUR, da finanziarsi mediante risorse proprie ammontanti a 131 718 milioni di EUR. Le stime delle entrate e delle spese riportate nel bilancio iniziale sono tipicamente soggette ad adeguamento nel corso nell’esercizio contabile e le relative modifiche sono presentate in bilanci rettificativi. Gli adeguamenti delle risorse proprie basate sull’RNL assicurano che le entrate previste siano esattamente pari alle spese previste. In conformità al principio del pareggio, le entrate e le spese di bilancio (stanziamenti di pagamento) devono risultare in pareggio.

Nel corso del 2017 sono stati adottati sei bilanci rettificativi,, considerati i quali l’importo finale delle entrate adottato per il 2017 è risultato pari a 126 771 milioni di EUR. L’avanzo dall’esercizio precedente, la sostanziale riduzione degli stanziamenti di pagamento, incassi significativi di ammende e altri contributi hanno consentito di ridurre il contributo integrativo dell’RNL degli Stati membri nel 2017 (115 484 milioni di EUR).

Per quanto riguarda il risultato delle risorse proprie, la riscossione delle risorse proprie tradizionali è risultata molto vicina agli importi previsti. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le stime di bilancio sono state modificate al momento della formazione del bilancio rettificativo n. 6/2017 (secondo le nuove previsioni della primavera 2017).

Anche i versamenti IVA e RNL finali degli Stati membri sono molto prossimi alle stime di bilancio definitive. Le differenze tra gli importi previsti e gli importi effettivamente versati sono dovute alle differenze tra il tasso di cambio dell’euro utilizzato a fini di bilancio e il tasso in vigore alla data in cui gli Stati membri non partecipanti all’UEM hanno effettivamente effettuato i pagamenti.

Per i saldi IVA e RNL è in vigore una nuova procedura. Le norme sono stabilite all’articolo 10 ter del regolamento sulla messa a disposizione (regolamento n. 609/2014). La nuova procedura non prevede un bilancio rettificativo, e pertanto la Commissione chiederà direttamente agli Stati membri di pagare gli importi netti. L’impatto per il bilancio dell’UE è stato prossimo allo zero grazie al nuovo sistema di compensazione.

La rubrica «Contributi e restituzioni in relazione ad accordi e programmi dell’UE» riguarda in particolare le entrate da rettifiche finanziarie (SIE, FEAGA e FEASR), la partecipazione di paesi terzi ai programmi di ricerca e altri contributi e restituzioni relativi a programmi e attività dell’UE. Una parte consistente del totale è costituito da entrate con destinazione specifica, le quali tipicamente danno luogo all’iscrizione di stanziamenti supplementari sul lato della spesa. Nel 2017, tali contributi e restituzioni sono stati causati prevalentemente da rimborsi per i fondi strutturali (6,7 miliardi di EUR), dalla liquidazione dei conti dei fondi agricoli (1,9 miliardi di EUR), dal contributo degli Stati membri o di terzi ad accordi specifici (1,6 miliardi di EUR) e da contributi a programmi UE (1 miliardo di EUR).

Le entrate provenienti dalle ammende si riferiscono principalmente alle ammende nel settore della concorrenza.

2.2.   SPESE

L’obiettivo del bilancio del 2017 è stato trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di attuare i programmi in corso e la necessità di affrontare nuove sfide. Esso si basa, pertanto, sugli impegni assunti negli anni precedenti e sfrutta il margine di flessibilità esistente per far fronte alle sfide in linea con il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020.

In linea con l’evoluzione annuale prevista per il QFP, gli stanziamenti proposti nel progetto di bilancio sono stati fissati a 157,7 miliardi di EUR (1,7 % in più rispetto al bilancio del 2016) in termini di impegni e a 134,9 miliardi di EUR (– 6,2 %) in termini di pagamenti, che corrispondono rispettivamente all’1,05 % e allo 0,90 % dell’RNL dell’UE. L’aumento degli stanziamenti di impegno è stato pari al 4,8 % dopo aver «neutralizzato» l’impatto della riprogrammazione della tranche annuale del 2014 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, del Fondo asilo, migrazione e integrazione e del Fondo sicurezza interna. La riduzione significativa dei pagamenti complessivi riflette essenzialmente la finalizzazione dell’attuazione dei programmi dal QFP 2007-2013 e la lenta attuazione della nuova generazione di programmi in alcuni settori strategici.

Nel corso dell’esercizio, gli stanziamenti di impegno sono aumentati di 500 milioni di EUR tramite il bilancio rettificativo 3/2017 per l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (IOG) e il bilancio rettificativo 5/2017 volto ad approvare il fondo di garanzia del FEIS con uno stanziamento iniziale di 275 milioni di EUR.

In seguito alla difficile situazione dell’esercizio 2016, in cui gli stanziamenti di pagamento hanno superato il fabbisogno e l’esercizio si è chiuso con un elevato avanzo, la Commissione ha inizialmente osservato la progressione ugualmente lenta nelle domande di pagamento del 2017 e si è adoperata per adeguare il bilancio di conseguenza. Pertanto, il 9 ottobre 2017 è stato presentato un progetto di bilancio rettificativo che propone di ridurre il livello degli stanziamenti di pagamento di 7,7 miliardi di EUR, 5,9 miliardi dei quali da voci di bilancio corrispondenti alla sottorubrica 1b Coesione economica, sociale e territoriale e, in misura minore, dalle rubriche 2 Crescita sostenibile: Risorse naturali, 3 Sicurezza e cittadinanza, e 4 Europa globale, nonché dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE).

Esecuzione degli stanziamenti disponibili nel 2017

L’esecuzione del 2017 di tutti i tipi di stanziamenti (bilancio, riporti dal 2017 e entrate con destinazione specifica) è stata pari al 97 % per gli impegni e del 93,9 % per i pagamenti. Gli stanziamenti a bilancio sono stati pienamente eseguiti nel 2017 (98,35 % in pagamenti), un buon risultato in considerazione delle incertezze che sono prevalse nel corso del 2016 e in gran parte del 2017. La percentuale di esecuzione sale al 99,9 % per gli stanziamenti di impegno e al 99,8 % per gli stanziamenti di pagamento, se si ipotizza il pieno utilizzo degli importi riportati al 2018.

Per la sottorubrica 1b Coesione economica, sociale e territoriale, l’attuazione finanziaria dei programmi per il 2014-2020 ha compiuto significativi passi avanti rispetto al 2016, mentre sono stati eseguiti i pagamenti relativi alle prime chiusure per i programmi 2007-2013. La riduzione degli stanziamenti di pagamento tramite il bilancio rettificativo 6/2017 è stata interamente compensata dall’uso di entrate con destinazione specifica dalla procedura di liquidazione dei conti e l’importo finale speso per i pagamenti ha pressoché eguagliato il bilancio inizialmente previsto.

Nella rubrica 2 Crescita sostenibile: Risorse naturali, l’esecuzione finanziaria dei nuovi programmi FEASR è altresì aumentata rispetto al 2016.

Impegni da liquidare

Gli impegni da liquidare (RAL, importi impegnati non ancora versati) si sono attestati a 267 miliardi di EUR al termine del 2017. L’aumento di oltre 28 miliardi di EUR rispetto a fine 2016 è maggiore del previsto, in quanto la differenza fra impegni e pagamenti è stata più ampia rispetto a quanto inizialmente previsto a causa della riduzione dei pagamenti nel bilancio rettificativo 6/2017. Tuttavia, un aumento del RAL costituisce un’evoluzione naturale, in quanto gli stanziamenti di impegno aumentano a ogni esercizio, come previsto dal quadro finanziario pluriennale. Nel 2018 è previsto un ulteriore aumento del RAL, in considerazione della differenza tra gli stanziamenti di impegno e gli stanziamenti di pagamento iscritti in bilancio. Tale aumento, tuttavia, dovrebbe essere notevolmente inferiore rispetto al 2017, data la minore differenza fra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento nel bilancio approvato per il 2018. Inoltre, è previsto un aumento delle domande di pagamento nel settore della rubrica 1b Coesione economica, sociale e territoriale a causa dell’applicazione della regola automatica di disimpegno «n+3».

Un’analisi più dettagliata degli adeguamenti di bilancio, del relativo contesto, della loro giustificazione e del loro effetto è presentata nella parte A, che contiene il riepilogo del bilancio, e nella parte B, che descrive ciascuna rubrica del quadro finanziario pluriennale della relazione della Commissione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l’esercizio 2017.

Risultato di bilancio

Il risultato di bilancio 2017 ha registrato il livello storicamente basso di 0,56 miliardi di EUR prevalentemente dal lato dei proventi, in cui si sono registrati notevoli proventi da contributi e rimborsi nel 2017 (12,2 miliardi di EUR), dovuti a rimborsi per i fondi strutturali (6,7 miliardi di EUR), alla liquidazione dei conti dei Fondi agricoli (1,9 miliardi di EUR), al contributo degli Stati membri o di terzi ad accordi specifici (1,6 miliardi di EUR) e a contributi a programmi UE (1 miliardo di EUR). Gli stanziamenti di pagamento hanno raggiunto la piena attuazione (98,35 %), è stato concesso il riporto degli importi non spesi al 2018 e gli importi non utilizzati non sono significativi.

3.   ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE

3.1.   RIEPILOGO DELL’ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO DELL’UE

in milioni di EUR

 

Entrate iscritte in bilancio

Diritti accertati

Proventi

Entrate in % sul bilancio

In sospeso

Denominazione

Bilancio iniziale adottato

Bilancio finale adottato

Esercizio in corso

Riportati

Totale

Su diritti dell’esercizio in corso

Su diritti riportati

Totale

 

1

Risorse proprie

131 718

115 484

115 429

26

115 455

115 414

2

115 416

100 %

39

3

Avanzi, saldi e adeguamenti

6 405

6 416

6 416

6 416

6 416

100 %

4

Entrate provenienti da persone che lavorano per le istituzioni e altri organismi dell’Unione

1 490

1 490

1 488

7

1 495

1 478

7

1 484

100 %

11

5

Entrate provenienti dal funzionamento amministrativo delle istituzioni

70

70

590

21

611

572

15

587

836 %

24

6

Contributi e restituzioni in relazione ad accordi e programmi dell’Unione

60

60

12 228

275

12 504

12 061

118

12 179

20 299  %

324

7

Interessi di mora e ammende

1 120

3 230

4 823

6 564

11 387

541

3 032

3 573

111 %

7 814

8

Assunzione ed erogazione di prestiti

7

7

39

5

43

24

5

28

410 %

15

9

Entrate varie

25

25

6

9

15

4

4

8

30 %

7

Totale

134 490

126 771

141 020

6 906

147 926

136 509

3 182

139 691

110 %

8 235

4.   ESECUZIONE DELLE SPESE DI BILANCIO DELL’UE

4.1.   QFP: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

Stanziamenti di bilancio

Stanziamenti supplementari

Totale stanziamenti disponibili

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e trasferimenti

Bilancio finale adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

 

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi e trasferimenti

Bilancio finale adottato

Riporti

Entrate con destinazione specifica

 

1

2

3=1+2

4

5

6=3+4+5

7

8

9=7+8

10

11

12=9+10+11

1

Crescita intelligente e inclusiva

74 899

500

75 399

0

9 782

85 181

56 522

(6 682 )

49 840

130

11 198

61 168

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

21 312

21 312

0

3 195

24 508

19 321

744

20 065

117

4 188

24 370

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

53 587

500

54 087

6 586

60 673

37 201

(7 426 )

29 775

13

7 009

36 797

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

58 584

(15)

58 569

433

3 804

62 806

54 914

(447)

54 467

635

3 473

58 575

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

42 613

(2)

42 611

433

2 786

45 830

42 563

(5)

42 558

630

2 786

45 975

3

Sicurezza e cittadinanza

4 284

4 284

188

4 472

3 787

(994)

2 793

11

189

2 994

4

Ruolo mondiale dell’Europa

10 162

551

10 713

109

1 560

12 382

9 483

(545)

8 938

120

1 887

10 944

5

Amministrazione

9 395

0

9 395

2

794

10 190

9 395

(2)

9 392

786

798

10 977

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

3 921

3 921

0

423

4 344

3 921

3 921

494

426

4 841

6

Compensazioni

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

9

Strumenti speciali

534

938

1 472

31

41

1 544

390

951

1 341

32

41

1 414

Totale

157 858

1 974

159 831

575

16 169

176 576

134 490

(7 720 )

126 771

1 714

17 585

146 071

4.2.   QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

 

Impegni assunti

Stanziamenti riportati al 2018

Stanziamenti da annullare

Totale stanziamenti disponibili

dal bilancio finale adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

Entrate con destinazione specifica

Riporti su decisione

Totale

dal bilancio finale adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+11+12

1

Crescita intelligente e inclusiva

85 181

75 356

0

7 912

83 268

98 %

1 870

27

1 897

16

0

16

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

24 508

21 301

0

1 353

22 654

92 %

1 842

4

1 846

8

0

8

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

60 673

54 056

6 559

60 614

100 %

28

23

51

8

8

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

62 806

58 100

426

2 334

60 859

97 %

1 470

451

1 920

19

8

27

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

45 830

42 150

426

2 183

44 759

98 %

603

451

1 054

10

8

18

3

Sicurezza e cittadinanza

4 472

4 035

89

4 124

92 %

99

247

345

2

0

2

4

Ruolo mondiale dell’Europa

12 382

10 710

108

997

11 814

95 %

563

2

565

1

1

0

3

5

Amministrazione

10 190

9 270

2

522

9 794

96 %

272

272

125

0

125

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

4 344

3 838

0

303

4 142

95 %

120

0

120

83

0

0

83

6

Compensazioni

0 %

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

0 %

9

Strumenti speciali

1 544

1 259

31

1 291

84 %

41

62

103

151

151

Totale

176 576

158 730

567

11 854

171 150

97 %

4 315

788

5 103

314

9

0

323

4.3.   QFP: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

 

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati all’esercizio 2018

Stanziamenti da annullare

Totale stanziamenti disponibili

dal bilancio finaleadottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

Riporti automatici

Riporti su decisione

Entrate con destinazione specifica

Totale

dal bilancio finale adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9

10=7+8+9

11

12

13

14=11+12+13

1

Crescita intelligente e inclusiva

61 168

49 698

111

7 220

57 030

93 %

121

3 977

4 098

21

19

0

40

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

24 370

19 945

101

1 330

21 376

88 %

108

2 858

2 966

12

16

0

28

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

36 797

29 754

11

5 890

35 654

97 %

13

1 119

1 132

9

3

11

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

58 575

53 889

626

2 228

56 743

97 %

111

451

1 245

1 806

17

9

26

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

45 975

41 992

621

2 081

44 695

97 %

103

451

705

1 259

12

8

21

3

Sicurezza e cittadinanza

2 994

2 767

10

90

2 867

96 %

11

5

99

115

11

1

0

12

4

Ruolo mondiale dell’Europa

10 944

8 610

116

1 067

9 793

89 %

314

2

820

1 136

12

4

16

5

Amministrazione

10 977

8 486

720

451

9 656

88 %

781

1

348

1 129

125

67

191

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

4 841

3 363

448

274

4 085

84 %

475

0

152

627

83

46

128

6

Compensazioni

0 %

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

0 %

0

9

Strumenti speciali

1 414

1 241

32

18

1 291

91 %

0

23

24

99

0

99

Totale

146 071

124 691

1 615

11 073

137 379

94 %

1 338

458

6 512

8 308

284

99

0

384

4.4.   QFP: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL)

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

Impegni ancora da liquidare alla fine dell’esercizio precedente

Impegni dell’esercizio in corso

Totale impegni in sospeso a fine dell’esercizio

Impegno riportato dall’esercizio precedente

Disimpegni/Rivalutazioni/Annullamenti

Pagamenti

Impegni da liquidare a fine esercizio

Impegni assunti nell’esercizio

Pagamenti

Annullamento di impegni non riportabili

Impegni da liquidare a fine esercizio

 

1

Crescita intelligente e inclusiva

174 938

(4 337 )

(49 231 )

121 370

83 268

(7 799 )

(3)

75 467

196 837

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

35 622

(1 321 )

(13 887 )

20 414

22 654

(7 489 )

(3)

15 162

35 576

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

139 316

(3 015 )

(35 345 )

100 956

60 614

(310)

(0)

60 304

161 260

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

33 947

(180)

(11 860 )

21 907

60 859

(44 882 )

(0)

15 977

37 883

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

247

(2)

(211)

33

44 759

(44 484 )

275

309

3

Sicurezza e cittadinanza

4 167

(231)

(1 650 )

2 286

4 124

(1 217 )

2 908

5 194

4

Ruolo mondiale dell’Europa

24 974

(517)

(6 662 )

17 795

11 814

(3 131 )

(1)

8 682

26 478

5

Amministrazione

732

(2)

(726)

4

9 794

(8 931 )

(0)

863

867

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

431

20

(448)

3

4 142

(3 637 )

0

505

507

6

Compensazioni

8

Riserva negativa e disavanzo riportati dall’esercizio precedente

9

Strumenti speciali

0

(0)

(0)

1 291

(1 290 )

0

0

Totale

238 759

(5 268 )

(70 129 )

163 362

171 150

(67 250 )

(4)

103 896

267 258

4.5.   QFP: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE

in milioni di EUR

Rubrica del QFP

< 2011

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

Totale

1

Crescita intelligente e inclusiva

1 575

532

1 464

13 556

6 680

41 805

55 759

75 467

196 837

 

1a: Competitività per la crescita e l’occupazione

741

294

829

2 754

3 620

4 893

7 283

15 162

35 576

 

1b: Coesione economica, sociale e territoriale

834

238

635

10 802

3 060

36 912

48 475

60 304

161 260

2

Crescita sostenibile: risorse naturali

227

58

76

992

496

5 470

14 588

15 977

37 883

 

di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti

0

12

22

275

309

3

Sicurezza e cittadinanza

40

34

74

114

77

278

1 669

2 908

5 194

4

Ruolo mondiale dell’Europa

1 036

543

1 054

2 232

2 675

4 226

6 030

8 682

26 478

5

Amministrazione

0

0

0

4

863

867

 

di cui: spese amministrative delle istituzioni

0

0

0

0

0

0

3

505

507

9

Strumenti speciali

0

0

Totale

2 878

1 166

2 668

16 893

9 928

51 779

78 050

103 896

267 258

4.6.   QFP DETTAGLIATO: RIPARTIZIONE ED EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

Programma

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Stanziamenti di bilancio

Ulteriori stanziamenti

Totale stanziamenti disponibili

Stanziamenti di bilancio

Ulteriori stanziamenti

Totale stanziamenti disponibili

Bilancio iniziale adottato

Bilanci rettificativi & trasferimenti

Bilancio finale adottato

Ripor- ti

Entrate con destinazione specifica

 

Bilancio finale adottato

Bilanci rettificativi & trasferimenti

Bilancio finale adottato

Ripor- ti

Entrate con destinazione specifica

 

1

2

3=1+2

4

5

6=3+4+5

7

8

9=7+8

10

11

12=9+10+11

1.1

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

2 661

0

2 661

39

2 700

2 317

150

2 467

39

2 506

 

Navigazione satellitare europea (EGNOS/Galileo)

897

897

148

1 045

688

162

850

3

255

1 108

 

Reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER)

323

(0)

322

19

341

426

298

724

0

19

743

 

Programma europeo di osservazione della terra (Copernicus)

607

607

17

625

697

(60)

637

2

19

658

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

138

138

138

150

204

354

354

 

Orizzonte 2020

10 346

78

10 424

1 828

12 251

10 196

(97)

10 100

71

2 689

12 860

 

Programma Euratom di ricerca e formazione

341

(0)

341

112

452

348

(1)

347

20

152

518

 

Competitività delle imprese e PMI (COSME)

349

0

349

32

381

369

(119)

250

2

71

324

 

Istruzione, formazione e sport (Erasmus+)

2 064

6

2 070

388

2 458

1 887

40

1 927

7

441

2 375

 

Occupazione e innovazione sociale (EaSI)

136

136

10

146

97

(7)

90

2

10

102

 

Dogane, Fiscalis e lotta antifrode

137

7

144

5

149

117

(0)

117

5

5

127

 

MCE — Energia

700

(77)

622

1

623

123

(40)

83

2

0

85

 

MCE — Trasporti

1 723

(1)

1 723

120

1 843

971

279

1 249

2

103

1 354

 

MCE — Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

124

1

125

3

128

118

(54)

63

0

3

67

 

Progetti energetici per la ripresa economica (EERP)

16

16

110

32

142

16

157

 

Agenzie decentrate

344

(7)

338

18

356

336

(16)

319

18

337

 

Altre azioni e programmi

220

(2)

218

435

653

196

2

198

1

344

543

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

56

(0)

56

1

57

44

(15)

29

0

30

 

Competenze specifiche della Commissione

144

(5)

139

0

5

143

131

(13)

118

4

123

Totale rubrica QFP 1.1

21 312

(0)

21 312

0

3 195

24 508

19 321

744

20 065

117

4 188

24 370

1.2

Convergenza regionale (regioni meno sviluppate)

26 122

(30)

26 092

3 405

29 496

19 315

(4 613 )

14 702

3 375

18 078

 

Regioni in transizione

5 627

(15)

5 613

677

6 289

3 314

(1 247 )

2 067

542

2 609

 

Competitività (regioni più sviluppate)

8 251

45

8 296

1 095

9 391

5 853

(1 441 )

4 413

1 259

5 672

 

Regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate

222

222

29

251

140

(14)

126

35

161

 

Fondo di coesione

9 056

9 056

1 133

10 189

5 981

1 107

7 088

1 260

8 348

 

Cooperazione territoriale europea

1 940

1 940

185

2 124

969

(392)

577

53

630

 

Assistenza tecnica

216

(0)

216

1

217

190

(23)

167

13

1

180

 

Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

546

546

6

553

441

(150)

291

0

6

298

 

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

500

500

56

556

600

(551)

49

476

525

 

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

1 593

1 593

1 593

383

(93)

290

2

292

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

13

13

0

13

14

(9)

5

0

5

Totale rubrica QFP 1.2

53 587

500

54 087

6 586

60 673

37 201

(7 426 )

29 775

13

7 009

36 797

Totale rubrica QFP 1

74 899

500

75 399

0

9 782

85 181

56 522

(6 682 )

49 840

130

11 198

61 168

2

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

42 613

(2)

42 611

433

2 786

45 830

42 563

(5)

42 558

630

2 786

45 975

 

Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

14 366

(2)

14 364

862

15 226

11 208

(215)

10 994

1

532

11 527

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

912

912

133

1 045

577

(192)

385

0

133

519

 

Accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS) e Organizzazioni di gestione della pesca (ORGP)

138

(11)

127

2

129

133

3

136

2

139

 

Ambiente e azioni per il clima (LIFE)

494

494

10

504

364

(33)

331

4

8

343

 

Agenzie decentrate

55

(1)

54

10

65

55

(1)

54

10

65

 

Altre azioni e misure

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

8

8

0

8

13

(6)

8

0

8

 

Azioni specifiche

0

0

Totale rubrica QFP 2

58 584

(15)

58 569

433

3 804

62 806

54 914

(447)

54 467

635

3 473

58 575

3

Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF)

1 620

(6)

1 614

46

1 661

1 182

(559)

623

2

45

671

 

Consumatori

27

27

1

28

21

(0)

21

1

1

22

 

Europa creativa

208

1

209

13

222

177

10

187

2

15

204

 

Sostegno di emergenza all’interno dell’Unione

200

(1)

199

199

219

(1)

218

0

218

 

Fondo sicurezza interna

739

(4)

735

61

796

748

(350)

398

2

60

460

 

Sistemi informatici

20

16

35

3

38

17

12

28

3

31

 

Giustizia

54

(0)

54

3

56

41

(4)

37

1

3

41

 

Diritti, uguaglianza e cittadinanza

63

1

64

2

65

47

6

53

1

2

55

 

Meccanismo unionale di protezione civile

31

(2)

30

2

31

31

(3)

28

2

30

 

Europa per i cittadini

26

26

1

27

26

26

0

1

27

 

Alimenti e mangimi

256

3

259

3

262

234

6

241

1

4

246

 

Salute

65

65

2

67

58

1

59

1

2

62

 

Agenzie decentrate

863

(6)

858

51

909

864

(99)

765

51

816

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

12

(2)

10

0

10

19

(6)

14

1

14

 

Azioni specifiche

101

101

1

102

102

(7)

96

1

0

97

Totale rubrica QFP 3

4 284

(0)

4 284

188

4 472

3 787

(994)

2 793

11

189

2 994

4

Strumento per l’assistenza preadesione (IPA II)

2 115

4

2 118

76

2 195

1 716

(330)

1 386

4

414

1 805

 

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

46

(6)

40

40

46

(35)

10

10

 

Fondo di garanzia per le azioni esterne

241

241

110

351

241

241

110

351

 

Meccanismo unionale di protezione civile

21

(9)

11

1

13

20

(10)

10

2

11

 

Iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EUAV)

22

(5)

17

17

24

(7)

17

17

 

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

275

275

300

575

275

275

300

575

 

Strumento europeo di vicinato (ENI)

2 440

40

2 481

54

2 535

2 358

(374)

1 984

5

59

2 048

 

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)

3 168

(17)

3 151

47

3 198

2 769

(140)

2 629

13

74

2 716

 

Strumento di partenariato (PI)

134

5

138

2

140

136

(39)

97

1

2

99

 

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)

189

(5)

184

4

188

168

(9)

159

3

3

166

 

Strumento inteso a contribuite alla stabilità e alla pace (IcSP)

273

(13)

260

11

272

294

(36)

258

3

10

271

 

Aiuto umanitario

945

335

1 280

99

769

2 148

1 146

247

1 393

91

728

2 211

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

327

(41)

287

9

55

351

294

(35)

259

0

55

313

 

Cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)

62

(11)

51

3

54

81

(11)

71

0

3

74

 

Agenzie decentrate

20

20

0

20

20

20

0

20

 

Altre azioni e programmi

84

(1)

83

126

209

93

(27)

66

0

127

193

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

(1)

8

1

0

9

11

(3)

9

0

9

 

Azioni specifiche

66

(0)

66

0

66

67

(12)

56

0

56

Totale rubrica QFP 4

10 162

551

10 713

109

1 560

12 382

9 483

(545)

8 938

120

1 887

10 944

5

Pensioni

1 790

12

1 802

0

1 802

1 790

12

1 802

0

1 802

 

Scuole europee

185

(1)

184

14

198

185

(1)

184

1

14

199

 

Agenzie decentrate

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

5

5

5

5

(3)

2

2

 

Spese amministrative della Commissione

3 494

(11)

3 483

1

357

3 841

3 494

(10)

3 484

292

358

4 134

 

Spese amministrative di altre istituzioni

3 921

3 921

0

423

4 344

3 921

3 921

494

426

4 841

Totale rubrica QFP 5

9 395

0

9 395

2

794

10 190

9 395

(2)

9 392

786

798

10 977

6

Compensazioni

Totale rubrica QFP 6

8

Riserva negativa

 

Riporto disavanzo

Totale rubrica QFP 8

9

Riserva per aiuti d’urgenza)

315

(253)

62

62

315

(216)

99

99

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

169

169

41

210

25

(25)

0

0

41

42

 

Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE)

50

1 191

1 241

31

1 273

50

1 191

1 241

31

1 273

Totale rubrica QFP 9

534

938

1 472

31

41

1 544

390

951

1 341

32

41

1 414

Totale

157 858

1 974

159 831

575

16 169

176 576

134 490

(7 720 )

126 771

1 714

17 585

146 071

4.7.   QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

Programma

 

Impegni assunti

Stanziamenti riportati al 2018

Stanziamenti da annullare

Totale stanziamenti disponibili

da bilancio finale approvato

da ripor- ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

Entrate con destinazione specifica

Ripor- ti su decisione

Totale

da bilancio finale adottato

da ripor- ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+11+12

1.1

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

2 700

2 661

39

2 700

100 %

0

0

0

0

 

Navigazione satellitare europea (EGNOS/Galileo)

1 045

897

32

929

89 %

116

116

 

Reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER)

341

322

1

323

95 %

18

18

0

0

 

Programma europeo di osservazione della terra (Copernicus)

625

607

17

624

100 %

0

0

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

138

138

138

100 %

0

0

 

Orizzonte 2020

12 251

10 422

882

11 304

92 %

946

946

1

0

2

 

Programma Euratom di ricerca e formazione

452

341

17

357

79 %

95

95

0

0

 

Competitività delle imprese e PMI (COSME)

381

349

27

376

99 %

5

5

0

0

 

Istruzione, formazione e sport (Erasmus+)

2 458

2 070

192

2 263

92 %

195

195

0

0

 

Occupazione e innovazione sociale (EaSI)

146

135

3

138

94 %

7

7

1

0

1

 

Dogane, Fiscalis e lotta antifrode

149

144

1

145

97 %

4

4

0

0

 

MCE — Energia

623

621

1

622

100 %

0

0

1

1

 

MCE — Trasporti

1 843

1 722

31

1 753

95 %

89

89

0

0

 

MCE — Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

128

120

3

124

97 %

0

4

4

0

0

0

 

Progetti energetici per la ripresa economica (EERP)

16

0 %

16

16

 

Agenzie decentrate

356

338

13

351

99 %

5

5

0

0

 

Altre azioni e programmi

653

218

92

309

47 %

343

343

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

57

55

1

56

97 %

1

1

1

1

 

Competenze specifiche della Commissione

143

137

0

3

140

98 %

1

1

2

2

Totale rubrica QFP 1.1

24 508

21 301

0

1 353

22 654

92 %

1 842

4

1 846

8

0

8

1.2

Convergenza regionale (regioni meno sviluppate)

29 496

26 092

3 378

29 470

100 %

27

27

 

Regioni in transizione

6 289

5 613

677

6 289

100 %

 

Competitività (regioni più sviluppate)

9 391

8 296

1 095

9 391

100 %

 

Regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate

251

222

29

251

100 %

 

Fondo di coesione

10 189

9 056

1 133

10 189

100 %

 

Cooperazione territoriale europea

2 124

1 917

185

2 101

99 %

0

23

23

 

Assistenza tecnica

217

209

209

96 %

1

1

7

7

 

Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

553

546

6

552

100 %

1

1

 

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

556

500

56

556

100 %

 

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

1 593

1 593

1 593

100 %

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

13

13

13

100 %

0

0

0

0

Totale rubrica QFP 1.2

60 673

54 056

6 559

60 614

100 %

28

23

51

8

8

Totale rubrica QFP 1

85 181

75 356

0

7 912

83 268

97 %

1 870

27

1 897

16

0

16

2

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

45 830

42 150

426

2 183

44 759

98 %

603

451

1 054

10

8

18

 

Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

15 226

14 360

0

14 360

94 %

861

861

4

4

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

1 045

909

133

1 042

100 %

0

0

3

3

 

Accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS) e Organizzazioni di gestione della pesca (ORGP)

129

125

2

128

99 %

2

2

 

Ambiente e azioni per il clima (LIFE)

504

494

6

500

99 %

4

4

0

0

 

Agenzie decentrate

65

54

10

64

99 %

1

1

 

Altre azioni e misure

0 %

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

8

7

7

90 %

0

0

1

1

 

Azioni specifiche

0 %

Totale rubrica QFP 2

62 806

58 100

426

2 334

60 859

97 %

1 470

451

1 920

19

8

27

3

Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF)

1 661

1 408

14

1 422

86 %

32

207

239

0

0

 

Consumatori

28

27

1

28

100 %

0

0

0

0

 

Europa creativa

222

209

9

218

98 %

5

5

0

0

 

Sostegno di emergenza all’interno dell’Unione

199

199

199

100 %

0

0

 

Fondo sicurezza interna

796

695

35

730

92 %

26

40

66

0

0

 

Sistemi informatici

38

35

0

36

94 %

2

2

0

0

 

Giustizia

56

53

0

54

95 %

3

3

0

0

 

Diritti, uguaglianza e cittadinanza

65

64

0

64

97 %

2

2

0

0

 

Meccanismo unionale di protezione civile

31

29

1

30

96 %

1

1

1

0

1

 

Europa per i cittadini

27

26

0

27

98 %

0

0

0

0

 

Alimenti e mangimi

262

259

2

261

100 %

1

1

0

0

 

Salute

67

65

2

66

99 %

1

1

 

Agenzie decentrate

909

858

25

882

97 %

27

27

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

10

9

9

97 %

0

0

0

0

 

Azioni specifiche

102

101

0

101

100 %

0

0

0

0

Totale rubrica QFP 3

4 472

4 035

89

4 124

92 %

99

247

345

2

0

2

4

Strumento per l’assistenza preadesione (IPA II)

2 195

2 117

34

2 151

98 %

43

1

44

0

0

 

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

40

40

40

100 %

0

0

 

Fondo di garanzia per le azioni esterne

351

241

241

69 %

110

110

 

Meccanismo unionale di protezione civile

13

11

1

12

92 %

1

1

0

0

0

 

Iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EUAV)

17

17

17

100 %

0

0

 

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

575

275

275

48 %

300

300

 

Strumento europeo di vicinato (ENI)

2 535

2 481

34

2 515

99 %

20

20

0

0

 

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)

3 198

3 151

24

3 175

99 %

23

23

0

0

 

Strumento di partenariato (PI)

140

138

2

140

100 %

0

0

0

0

 

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)

188

184

3

187

99 %

1

1

0

0

 

Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP)

272

260

8

268

99 %

3

3

0

0

 

Aiuto umanitario

2 148

1 280

99

722

2 101

98 %

47

47

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

351

287

8

45

340

97 %

9

9

0

1

1

 

Cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)

54

51

3

54

100 %

0

0

0

0

 

Agenzie decentrate

20

20

0

20

100 %

0

0

 

Altre azioni e programmi

209

83

121

204

97 %

6

6

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

8

1

9

94 %

0

1

1

 

Azioni specifiche

66

66

0

66

99 %

0

0

0

0

Totale rubrica QFP 4

12 382

10 710

108

997

11 814

95 %

563

2

565

1

1

0

3

5

Pensioni

1 802

1 797

0

1 797

100 %

0

0

5

5

 

Scuole europee

198

184

12

196

99 %

2

2

0

0

 

Agenzie decentrate

0 %

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

5

5

5

100 %

0

0

 

Spese amministrative della Commissione

3 841

3 446

1

207

3 654

95 %

150

150

37

37

 

Spese amministrative di altre istituzioni

4 344

3 838

0

303

4 142

95 %

120

0

120

83

0

0

83

Totale rubrica QFP 5

10 190

9 270

2

522

9 794

96 %

272

272

125

0

125

6

Compensazioni

0 %

Totale rubrica QFP 6

0 %

8

Riserva negativa

0 %

 

Riporto disavanzo

0 %

Totale rubrica QFP 8

0 %

9

Riserva per aiuti d’urgenza

62

0 %

62

62

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

210

18

18

9 %

41

41

151

151

 

Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE)

1 273

1 241

31

1 273

100 %

Totale rubrica QFP 9

1 544

1 259

31

1 291

84 %

41

62

103

151

151

Totale

176 576

158 730

567

11 854

171 150

97 %

4 315

788

5 103

314

9

0

323

4.8.   QFP DETTAGLIATO: ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

Programma

 

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati al 2018

Stanziamenti da annullare

Totale stanziamenti disponibili

da bilancio finale adottato

da ripor- ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

Riporti auto- matici

Riporti su decisione

Entrate con destinazione specifica

Totale

da bilancio finale adottato

da ripor- ti

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9

10=7+8+9

11

12

13

14=11+12+13

1.1

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

2 506

2 467

39

2 506

100 %

0

0

0

0

0

 

Navigazione satellitare europea (EGNOS/Galileo)

1 108

848

3

45

895

81 %

2

210

212

0

0

0

 

Reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER)

743

723

0

1

724

97 %

1

18

19

0

0

0

 

Programma europeo di osservazione della terra (Copernicus)

658

635

2

19

655

100 %

2

1

3

(0)

0

0

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

354

354

354

100 %

0

0

 

Orizzonte 2020

12 860

10 025

63

775

10 863

84 %

68

1 914

1 982

7

8

0

15

 

Programma Euratom di ricerca e formazione

518

327

18

27

371

72 %

20

125

145

0

2

2

 

Competitività delle imprese e PMI (COSME)

324

248

2

18

268

83 %

2

53

55

0

0

0

0

 

Istruzione, formazione e sport (Erasmus+)

2 375

1 920

6

226

2 153

91 %

7

215

222

0

0

(0)

0

 

Occupazione e innovazione sociale (EaSI)

102

87

1

3

92

90 %

2

6

8

1

1

0

2

 

Dogane, Fiscalis e lotta antifrode

127

116

2

1

119

94 %

0

4

4

1

3

4

 

MCE — Energia

85

81

1

0

83

97 %

1

0

1

1

0

2

 

MCE — Trasporti

1 354

1 248

1

62

1 311

97 %

2

41

43

0

0

0

0

 

MCE — Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

67

63

0

3

66

99 %

0

0

1

(0)

0

0

 

Progetti energetici per la ripresa economica (EERP)

157

142

7

149

94 %

0

9

9

0

 

Agenzie decentrate

337

319

13

333

99 %

0

5

5

0

0

 

Altre azioni e programmi

543

197

1

87

285

52 %

1

257

258

0

0

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

30

29

0

29

99 %

0

0

0

0

0

 

Competenze specifiche della Commissione

123

117

3

120

98 %

0

1

1

1

1

Totale rubrica QFP 1.1

24 370

19 945

101

1 330

21 376

88 %

108

2 858

2 966

12

16

0

28

1.2

Convergenza regionale (regioni meno sviluppate)

18 078

14 702

2 622

17 325

96 %

0

753

753

0

 

Regioni in transizione

2 609

2 067

453

2 520

97 %

0

89

89

0

 

Competitività (regioni più sviluppate)

5 672

4 413

991

5 403

95 %

0

269

269

0

 

Regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate

161

126

35

161

100 %

0

 

Fondo di coesione

8 348

7 088

1 260

8 348

100 %

0

 

Cooperazione territoriale europea

630

576

53

629

100 %

0

1

1

 

Assistenza tecnica

180

147

11

0

158

88 %

12

1

13

7

2

9

 

Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

298

291

0

291

98 %

0

6

7

0

0

0

 

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

525

49

475

524

100 %

0

1

1

 

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

292

290

2

291

100 %

0

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

5

5

5

96 %

0

0

0

0

0

Totale rubrica QFP 1.2

36 797

29 754

11

5 890

35 654

97 %

13

1 119

1 132

9

3

11

Totale rubrica QFP 1

61 168

49 698

111

7 220

57 030

94 %

121

3 977

4 098

21

19

0

40

2

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

45 975

41 992

621

2 081

44 695

97 %

103

451

705

1 259

12

8

21

 

Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

11 527

10 990

1

122

11 113

96 %

2

410

412

2

0

2

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

519

384

0

4

389

75 %

1

129

130

0

0

0

 

Accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS) e Organizzazioni di gestione della pesca (ORGP)

139

135

2

137

99 %

0

1

1

 

Ambiente e azioni per il clima (LIFE)

343

326

4

8

337

98 %

4

1

5

1

0

1

 

Agenzie decentrate

65

54

10

64

99 %

0

1

1

0

0

 

Altre azioni e misure

0 %

0

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

8

7

0

7

96 %

0

0

0

0

0

 

Azioni specifiche

0

0 %

0

0

0

Totale rubrica QFP 2

58 575

53 889

626

2 228

56 743

97 %

111

451

1 245

1 806

17

9

26

3

Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF)

671

616

2

13

631

94 %

2

32

34

5

0

5

 

Consumatori

22

20

0

1

21

95 %

1

0

1

0

0

0

 

Europa creativa

204

185

2

7

194

95 %

2

8

10

0

0

0

 

Sostegno di emergenza all’interno dell’Unione

218

217

0

217

100 %

0

0

0

0

0

 

Fondo sicurezza interna

460

395

2

37

433

94 %

2

24

26

1

0

1

 

Sistemi informatici

31

28

1

29

92 %

0

2

2

0

0

 

Giustizia

41

36

1

2

39

95 %

1

1

1

0

0

0

1

 

Diritti, uguaglianza e cittadinanza

55

52

0

1

53

96 %

0

1

2

0

0

1

 

Meccanismo unionale di protezione civile

30

23

1

24

79 %

0

5

1

5

1

1

 

Europa per i cittadini

27

26

0

0

27

97 %

0

0

0

1

0

0

 

Alimenti e mangimi

246

239

1

2

241

98 %

1

2

3

1

0

1

 

Salute

62

58

1

1

60

97 %

1

0

1

0

0

0

0

 

Agenzie decentrate

816

764

25

789

97 %

0

26

26

1

1

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

14

14

14

95 %

0

1

1

0

0

 

Azioni specifiche

97

95

1

0

96

99 %

1

0

1

0

0

0

Totale rubrica QFP 3

2 994

2 767

10

90

2 867

96 %

11

5

99

115

11

1

0

12

4

Strumento per l’assistenza preadesione (IPA II)

1 805

1 376

4

216

1 596

88 %

7

199

205

3

1

4

 

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

10

10

10

99 %

0

0

0

 

Fondo di garanzia per le azioni esterne

351

241

241

69 %

110

110

 

Meccanismo unionale di protezione civile

11

7

1

8

73 %

0

2

0

2

1

1

 

Iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EUAV)

17

17

17

97 %

0

0

0

0

 

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

575

0 %

275

300

575

 

Strumento europeo di vicinato (ENI)

2 048

1 978

5

31

2 014

98 %

5

28

33

0

0

0

 

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)

2 716

2 614

12

16

2 642

97 %

14

58

72

1

2

2

 

Strumento di partenariato (PI)

99

95

1

1

96

97 %

1

1

1

1

0

2

 

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)

166

156

3

2

161

97 %

3

1

4

0

1

1

 

Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP)

271

253

2

4

259

96 %

3

7

10

2

0

2

 

Aiuto umanitario

2 211

1 388

90

644

2 123

96 %

5

83

88

0

0

0

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

313

258

0

32

290

93 %

0

23

23

0

0

0

 

Cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)

74

70

0

2

72

98 %

1

1

1

0

0

0

 

Agenzie decentrate

20

20

0

20

100 %

0

0

0

0

 

Altre azioni e programmi

193

64

0

117

181

94 %

0

10

10

2

2

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

9

8

0

8

95 %

0

0

0

0

0

 

Azioni specifiche

56

55

0

55

98 %

0

0

0

1

1

Totale rubrica QFP 4

10 944

8 610

116

1 067

9 793

89 %

314

2

820

1 136

12

4

16

5

Pensioni

1 802

1 797

0

1 797

100 %

0

0

5

5

 

Scuole europee

199

184

1

12

197

99 %

0

2

2

0

0

0

 

Agenzie decentrate

0 %

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

2

1

1

53 %

0

1

1

0

0

 

Spese amministrative della Commissione

4 134

3 141

271

165

3 577

87 %

305

193

499

37

21

58

 

Spese amministrative di altre istituzioni

4 841

3 363

448

274

4 085

84 %

475

0

152

627

83

46

128

Totale rubrica QFP 5

10 977

8 486

720

451

9 656

88 %

781

1

348

1 129

125

67

191

6

Compensazioni

0 %

Totale rubrica QFP 6

0 %

8

Riserva negativa

0 %

0

 

Riporto disavanzo

0 %

0

Totale rubrica QFP 8

0 %

0

9

Riserva per aiuti d’urgenza

99

0 %

0

99

99

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

42

0

0

18

18

43 %

0

23

24

0

0

0

 

Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE)

1 273

1 241

31

1 273

100 %

0

Totale rubrica QFP 9

1 414

1 241

32

18

1 291

91 %

0

23

24

99

0

99

Totale

146 071

124 691

1 615

11 073

137 379

94 %

1 338

458

6 512

8 308

284

99

0

384

4.9.   QFP DETTAGLIATO: MOVIMENTI DEGLI IMPEGNI ANCORA DA LIQUIDARE (RAL)

in milioni di EUR

Programma

Impegni ancora da liquidare alla fine dell’esercizio precedente

Impegni dell’esercizio in corso

Totale impegni da liquidare alla fine dell’esercizio

Impegni riportati dall’esercizio precedente

Disimpegni/Rivalutazioni/Annullamenti

Pagamenti

Impegni da liquidare a fine esercizio

Impegni assunti nell’esercizio

Pagamenti

Annullamento di impegni non riportabili

Impegni da liquidare a fine esercizio

 

1.1

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

2 460

(0)

(2 451 )

9

2 700

(55)

2 645

2 654

 

Navigazione satellitare europea (EGNOS/Galileo)

1 267

(1)

(738)

528

929

(157)

772

1 300

 

Reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER)

2 128

(0)

(668)

1 460

323

(56)

(0)

267

1 727

 

Programma europeo di osservazione della terra (Copernicus)

205

(0)

(192)

13

624

(464)

161

174

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

867

(0)

(353)

514

138

(1)

137

651

 

Orizzonte 2020

19 940

(458)

(7 173 )

12 309

11 304

(3 689 )

(3)

7 612

19 921

 

Programma Euratom di ricerca e formazione

226

(14)

(106)

106

357

(265)

(0)

92

198

 

Competitività delle imprese e PMI (COSME)

874

(74)

(209)

591

376

(59)

317

908

 

Istruzione, formazione e sport (Erasmus+)

652

(59)

(258)

336

2 263

(1 895 )

368

704

 

Occupazione e innovazione sociale (EaSI)

187

(10)

(61)

115

138

(30)

107

222

 

Dogane, Fiscalis e lotta antifrode

141

(8)

(82)

52

145

(38)

107

159

 

MCE — Energia

1 140

(1)

(77)

1 062

622

(6)

616

1 678

 

MCE — Trasporti

3 892

(661)

(1 022 )

2 210

1 753

(289)

1 464

3 673

 

MCE — Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

304

(1)

(65)

237

124

(1)

123

360

 

Progetti energetici per la ripresa economica (EERP)

694

(0)

(149)

545

545

 

Agenzie decentrate

31

(0)

(25)

6

351

(308)

44

49

 

Altre azioni e programmi

411

(23)

(166)

221

309

(119)

191

412

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

41

(2)

(15)

25

56

(15)

41

66

 

Competenze specifiche della Commissione

162

(9)

(78)

75

140

(42)

99

174

Totale rubrica QFP 1.1

35 622

(1 321 )

(13 887 )

20 414

22 654

(7 489 )

(3)

15 162

35 576

1.2

Convergenza regionale (regioni meno sviluppate)

71 813

(1 537 )

(17 260 )

53 015

29 470

(64)

29 406

82 421

 

Regioni in transizione

12 382

(2 494 )

9 888

6 289

(26)

6 263

16 151

 

Competitività (regioni più sviluppate)

22 235

(352)

(5 340 )

16 542

9 391

(64)

9 327

25 870

 

Regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate

523

(152)

371

251

(9)

242

613

 

Fondo di coesione

23 497

(940)

(8 341 )

14 216

10 189

(7)

10 182

24 398

 

Cooperazione territoriale europea

2 218

(176)

(620)

1 421

2 101

(9)

2 092

3 514

 

Assistenza tecnica

176

(8)

(57)

111

209

(101)

(0)

107

218

 

Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

840

(0)

(267)

573

552

(24)

528

1 101

 

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

2 215

(523)

1 692

556

(0)

556

2 248

 

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

3 402

(0)

(286)

3 117

1 593

(5)

1 588

4 704

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

15

(1)

(5)

9

13

(0)

13

22

Totale rubrica QFP 1.2

139 316

(3 015 )

(35 345 )

100 956

60 614

(310)

(0)

60 304

161 260

Totale rubrica QFP 1

174 938

(4 337 )

(49 231 )

121 370

83 268

(7 799 )

(3)

75 467

196 837

2

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

247

(2)

(211)

33

44 759

(44 484 )

275

309

 

Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

29 641

(145)

(10 928 )

18 567

14 360

(185)

14 175

32 742

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

2 595

(30)

(374)

2 191

1 042

(14)

(0)

1 028

3 218

 

Accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS) e Organizzazioni di gestione della pesca (ORGP)

31

(0)

(22)

9

128

(115)

12

21

 

Ambiente e azioni per il clima (LIFE)

1 404

(2)

(315)

1 087

500

(23)

477

1 564

 

Agenzie decentrate

3

(3)

64

(61)

3

3

 

Altre azioni e misure

6

6

6

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

21

(1)

(7)

13

7

7

20

 

Azioni specifiche

0

0

0

Totale rubrica QFP 2

33 947

(180)

(11 860 )

21 907

60 859

(44 882 )

(0)

15 977

37 883

3

Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF)

1 734

(77)

(582)

1 075

1 422

(49)

1 373

2 447

 

Consumatori

35

(0)

(16)

19

28

(5)

22

41

 

Europa creativa

177

(8)

(82)

87

218

(112)

105

193

 

Sostegno di emergenza all’interno dell’Unione

109

(0)

(78)

31

199

(140)

59

90

 

Fondo sicurezza interna

1 191

(68)

(421)

703

730

(12)

718

1 420

 

Sistemi informatici

43

(3)

(25)

15

36

(4)

32

47

 

Giustizia

93

(18)

(31)

44

54

(7)

46

90

 

Diritti, uguaglianza e cittadinanza

117

(12)

(52)

53

64

(1)

63

115

 

Meccanismo unionale di protezione civile

49

(11)

(16)

22

30

(8)

22

44

 

Europa per i cittadini

23

(1)

(14)

9

27

(13)

13

22

 

Alimenti e mangimi

323

(27)

(189)

108

261

(53)

208

316

 

Salute

127

(0)

(48)

78

66

(12)

54

133

 

Agenzie decentrate

41

(3)

(24)

15

882

(765)

117

132

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

31

(2)

(12)

16

9

(1)

8

24

 

Azioni specifiche

74

(2)

(61)

11

101

(35)

66

77

Totale rubrica QFP 3

4 167

(231)

(1 650 )

2 286

4 124

(1 217 )

2 908

5 194

4

Strumento per l’assistenza preadesione (IPA II)

6 400

(56)

(1 408 )

4 936

2 151

(187)

(0)

1 963

6 899

 

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

10

(0)

(10)

0

40

(0)

40

40

 

Fondo di garanzia per le azioni esterne

241

(241)

 

Meccanismo unionale di protezione civile

15

(0)

(7)

8

12

(2)

10

18

 

Iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EUAV)

17

(4)

13

17

(12)

5

18

 

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

275

275

275

 

Strumento europeo di vicinato (ENI)

7 344

(182)

(1 678 )

5 484

2 515

(336)

(0)

2 178

7 662

 

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)

8 282

(173)

(2 377 )

5 732

3 175

(264)

2 911

8 643

 

Strumento di partenariato (PI)

340

(7)

(83)

250

140

(14)

(0)

126

376

 

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)

346

(2)

(113)

230

187

(47)

140

370

 

Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP)

626

(12)

(224)

390

268

(35)

(0)

233

623

 

Aiuto umanitario

964

(43)

(575)

346

2 101

(1 548 )

(0)

553

899

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

204

(10)

(65)

129

340

(225)

115

243

 

Cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)

145

(5)

(46)

93

54

(26)

29

122

 

Agenzie decentrate

20

(20)

 

Altre azioni e programmi

148

(16)

(23)

109

204

(158)

45

154

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

23

(2)

(8)

14

9

(1)

8

22

 

Azioni specifiche

111

(9)

(40)

62

66

(15)

51

113

Totale rubrica QFP 4

24 974

(517)

(6 662 )

17 795

11 814

(3 131 )

(1)

8 682

26 478

5

Pensioni

1 797

(1 797 )

 

Scuole europee

1

(0)

(1)

196

(196)

0

0

 

Agenzie decentrate

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

2

(0)

(1)

1

5

(0)

4

6

 

Spese amministrative della Commissione

299

(22)

(276)

1

3 654

(3 301 )

(0)

353

354

 

Spese amministrative di altre istituzioni

431

20

(448)

3

4 142

(3 637 )

0

505

507

Totale rubrica QFP 5

732

(2)

(726)

4

9 794

(8 931 )

(0)

863

867

6

Compensazioni

Totale rubrica QFP 6

8

Riserva negativa

 

Riporto disavanzo

Totale rubrica QFP 8

9

Riserva per aiuti d’urgenza

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

0

(0)

(0)

18

(18)

0

0

 

Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE)

1 273

(1 273 )

Totale rubrica QFP 9

0

(0)

(0)

1 291

(1 290 )

0

0

Totale

238 759

(5 268 )

(70 129 )

163 362

171 150

(67 250 )

(4)

103 896

267 258

4.10.   QFP DETTAGLIATO: IMPEGNI DA LIQUIDARE PER ANNO DI ORIGINE

in milioni di EUR

Programma

< 2011

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

Totale

1.1

Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)

2

7

2 645

2 654

 

Navigazione satellitare europea (EGNOS/Galileo)

0

3

4

0

58

463

772

1 300

 

Reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER)

796

98

260

306

267

1 727

 

Programma europeo di osservazione della terra (Copernicus)

0

2

11

161

174

 

Sicurezza nucleare e disattivazione

16

193

90

80

134

137

651

 

Orizzonte 2020

165

222

601

1 374

2 479

3 364

4 103

7 612

19 921

 

Programma Euratom di ricerca e formazione

0

8

1

4

12

30

51

92

198

 

Competitività delle imprese e PMI (COSME)

2

2

32

254

10

77

213

317

908

 

Istruzione, formazione e sport (Erasmus+)

0

0

1

5

46

99

185

368

704

 

Occupazione e innovazione sociale (EaSI)

1

1

4

8

13

33

56

107

222

 

Dogane, Fiscalis e lotta antifrode

0

3

13

36

107

159

 

MCE — Energia

6

2

5

3

330

314

401

616

1 678

 

MCE — Trasporti

29

17

157

82

467

447

1 009

1 464

3 673

 

MCE — Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

0

0

30

49

158

123

360

 

Progetti energetici per la ripresa economica (EERP)

515

30

(0)

545

 

Agenzie decentrate

0

5

44

49

 

Altre azioni e programmi

22

8

7

23

30

39

92

191

412

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

2

1

2

1

6

12

41

66

 

Competenze specifiche della Commissione

0

0

1

6

11

17

41

99

174

Totale rubrica QFP 1.1

741

294

829

2 754

3 620

4 893

7 283

15 162

35 576

1.2

Convergenza regionale (regioni meno sviluppate)

519

229

509

7 711

1 079

19 224

23 744

29 406

82 421

 

Regioni in transizione

38

305

4 671

4 874

6 263

16 151

 

Competitività (regioni più sviluppate)

58

9

58

1 663

611

6 621

7 523

9 327

25 870

 

Regioni ultraperiferiche e scarsamente popolate

23

142

206

242

613

 

Fondo di coesione

178

58

1 257

436

3 870

8 418

10 182

24 398

 

Cooperazione territoriale europea

41

9

170

284

917

2 092

3 514

 

Assistenza tecnica

1

1

1

8

42

59

107

218

 

Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

2

181

391

528

1 101

 

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

123

1 148

420

556

2 248

 

Meccanismo per collegare l’Europa (MCE)

472

728

1 917

1 588

4 704

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

1

1

7

13

22

Totale rubrica QFP 1.2

834

238

635

10 802

3 060

36 912

48 475

60 304

161 260

Totale rubrica QFP 1

1 575

532

1 464

13 556

6 680

41 805

55 759

75 467

196 837

2

Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA)

0

12

22

275

309

 

Fondo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

34

1

623

303

4 228

13 378

14 175

32 742

 

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)

84

0

11

268

8

971

847

1 028

3 218

 

Accordi di partenariato per una pesca sostenibile (APPS) e Organizzazioni di gestione della pesca (ORGP)

9

12

21

 

Ambiente e azioni per il clima (LIFE)

108

57

63

100

180

258

321

477

1 564

 

Agenzie decentrate

3

3

 

Altre azioni e misure

6

6

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

1

1

5

1

6

7

20

 

Azioni specifiche

0

0

0

Totale rubrica QFP 2

227

58

76

992

496

5 470

14 588

15 977

37 883

3

Fondo asilo, migrazione e integrazione (AMIF)

14

10

19

64

6

67

896

1 373

2 447

 

Consumatori

0

0

1

4

13

22

41

 

Europa creativa

0

1

1

4

8

17

56

105

193

 

Sostegno di emergenza all’interno dell’Unione

31

59

90

 

Fondo sicurezza interna

9

14

43

28

14

109

485

718

1 420

 

Sistemi informatici

0

1

0

0

6

2

6

32

47

 

Giustizia

0

1

2

4

7

9

21

46

90

 

Diritti, uguaglianza e cittadinanza

0

3

4

3

7

9

26

63

115

 

Meccanismo unionale di protezione civile

0

0

3

6

13

22

44

 

Europa per i cittadini

0

0

0

0

1

6

13

22

 

Alimenti e mangimi

15

0

0

3

11

23

55

208

316

 

Salute

1

3

3

6

11

23

32

54

133

 

Agenzie decentrate

1

14

117

132

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

0

0

1

1

3

5

5

8

24

 

Azioni specifiche

0

0

0

0

0

10

66

77

Totale rubrica QFP 3

40

34

74

114

77

278

1 669

2 908

5 194

4

Strumento per l’assistenza preadesione (IPA II)

356

119

154

622

686

1 225

1 773

1 963

6 899

 

Assistenza macrofinanziaria (AMF)

0

40

40

 

Fondo di garanzia per le azioni esterne

 

Meccanismo unionale di protezione civile

2

3

3

10

18

 

Iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EUAV)

7

4

2

5

18

 

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

275

275

 

Strumento europeo di vicinato (ENI)

381

215

441

735

794

1 252

1 666

2 178

7 662

 

Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI)

229

168

359

756

943

1 397

1 879

2 911

8 643

 

Strumento di partenariato (PI)

0

0

20

17

59

66

87

126

376

 

Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR)

4

4

6

12

34

61

108

140

370

 

Strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP)

10

11

24

41

64

103

138

233

623

 

Aiuto umanitario

26

13

13

14

8

19

253

553

899

 

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

4

1

17

14

34

32

27

115

243

 

Cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)

9

6

10

11

16

17

24

29

122

 

Agenzie decentrate

 

Altre azioni e programmi

11

4

7

9

20

27

32

45

154

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

4

0

2

0

1

5

1

8

22

 

Azioni specifiche

0

0

2

1

5

16

37

51

113

Totale rubrica QFP 4

1 036

543

1 054

2 232

2 675

4 226

6 030

8 682

26 478

5

Pensioni

 

Scuole europee

0

0

 

Agenzie decentrate

 

Progetti pilota e azioni preparatorie

1

4

6

 

Spese amministrative della Commissione

0

0

0

1

353

354

 

Spese amministrative di altre istituzioni

0

0

0

0

0

0

3

505

507

Totale rubrica QFP 5

0

0

0

4

863

867

6

Compensazioni

Totale rubrica QFP 6

8

Riserva negativa

 

Riporto disavanzo

Totale rubrica QFP 8

9

Riserva per aiuti d’urgenza

 

Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

0

0

 

Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE)

Totale rubrica QFP 9

0

0

Totale

2 878

1 166

2 668

16 893

9 928

51 779

78 050

103 896

267 258

5.   ESECUZIONE DEL BILANCIO PER ISTITUZIONE

5.1.   ESECUZIONE DELLE ENTRATE DI BILANCIO

in milioni di EUR

Istituzione

Entrate iscritte in bilancio

Diritti accertati

Proventi

Entrate in % sul bilancio

Da liquidare

Bilancio iniziale adottato

Bilancio finale adottato

Esercizio in corso

Riportati

Totale

Sui diritti dell’esercizio in corso

Sui diritti riportati

Totale

Parlamento europeo

159

159

207

21

227

204

3

207

130 %

20

Consiglio europeo e Consiglio

52

52

79

1

80

77

1

78

149 %

2

Commissione

134 139

126 419

140 350

6 883

147 234

135 846

3 177

139 023

110 %

8 210

Corte di giustizia

54

54

52

0

52

52

0

52

96 %

0

Corte dei conti

20

20

21

0

21

21

0

21

103 %

0

Comitato economico e sociale europeo

11

11

16

0

16

16

0

16

140 %

Comitato europeo delle regioni

9

9

12

0

12

12

0

12

137 %

Mediatore europeo

1

1

1

0

1

1

0

1

82 %

Garante europeo della protezione dei dati

1

1

1

0

1

1

0

1

74 %

Servizio europeo per l’azione esterna

44

44

282

1

282

280

1

281

643 %

2

Totale

134 490

126 771

141 020

6 906

147 926

136 509

3 182

139 691

110 %

8 235

Le relazioni consolidate sull’esecuzione del bilancio generale dell’UE comprendono, come per gli esercizi precedenti, l’esecuzione del bilancio di tutte le istituzioni, dato che il bilancio dell’UE include un bilancio separato per ciascuna istituzione. Il bilancio dell’UE non include un bilancio separato per le agenzie, in quanto esse sono parzialmente sovvenzionate da finanziamenti del bilancio dell’UE.

Per quanto riguarda il SEAE, occorre sottolineare che, oltre al proprio bilancio, esso riceve contributi anche dalla Commissione per 144 milioni di EUR (2016: 140 milioni di EUR) e dal FES per 72 milioni di EUR (2016: 44 milioni di EUR). Questi crediti di bilancio sono messi a disposizione del SEAE (come entrate con destinazione specifica) in modo da coprire principalmente i costi del personale della Commissione che lavora nelle delegazioni dell’UE, gestite a livello amministrativo dal SEAE.

5.2.   ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI IMPEGNO

in milioni di EUR

Istituzione

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Stanziamenti riportati all’esercizio 2018

Stanziamenti da annullare

dal bilancio finale adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

da entrate con destinazione specifica

riporti su decisione

Totale

dal bilancio finale adottato

dai riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9=7+8

10

11

12

13=10+ 11+12

Parlamento europeo

1 999

1 890

0

49

1 938

97 %

41

0

41

20

0

0

20

Consiglio europeo e Consiglio

609

518

0

24

542

89 %

23

0

23

44

0

0

44

Commissione

172 231

154 892

566

11 551

167 009

97 %

4 195

788

4 983

231

9

0

240

Corte di giustizia

401

394

0

1

395

98 %

1

0

1

5

0

0

5

Corte dei conti

141

138

0

0

138

98 %

0

0

0

3

0

0

3

Comitato economico e sociale europeo

138

129

0

4

133

96 %

0

0

0

5

0

0

5

Comitato europeo delle regioni

97

91

0

4

95

98 %

0

0

0

2

0

0

2

Mediatore europeo

11

10

0

0

10

94 %

0

0

0

1

0

0

1

Garante europeo della protezione dei dati

11

10

0

0

10

89 %

0

0

0

1

0

0

1

Servizio europeo per l’azione esterna

937

658

0

221

880

94 %

55

0

55

2

0

0

2

Totale

176 576

158 730

567

11 854

171 150

97 %

4 315

788

5 103

314

9

0

323

5.3.   ESECUZIONE DEGLI STANZIAMENTI DI PAGAMENTO

in milioni di EUR

Istituzione

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Stanziamenti riportati all’esercizio 2018

Stanziamenti da annullare

da bilancio finale adottato

da riporti

da entrate con destinazione specifica

Totale

%

riporti automatici

riporti da decisione

da entrate con destinazione specifica

Totale

da bilancio finale adottato

da riporti-

da entrate con destinazione specifica

Totale

1

2

3

4

5=2+3+4

6=5/1

7

8

9

10=7+8+9

11

12

13

14

Parlamento europeo

2 285

1 600

263

41

1 904

83 %

290

0

48

338

20

22

0

42

Consiglio europeo e Consiglio

671

466

57

23

547

81 %

52

0

24

75

44

6

0

50

Commissione

141 230

121 328

1 167

10 800

133 294

94 %

862

458

6 359

7 680

201

54

0

255

Corte di giustizia

423

373

19

1

393

93 %

21

0

1

22

5

3

0

8

Corte dei conti

151

130

8

0

138

92 %

8

0

0

8

3

1

0

4

Comitato economico e sociale europeo

147

120

7

3

131

89 %

9

0

1

10

5

1

0

6

Comitato europeo delle regioni

105

84

7

2

93

88 %

8

0

2

9

2

1

0

3

Mediatore europeo

12

9

1

0

10

87 %

1

0

0

1

1

0

0

1

Garante europeo della protezione dei dati

12

9

1

0

9

77 %

1

0

0

1

1

0

0

1

Servizio europeo per l’azione esterna

1 035

572

85

203

859

83 %

86

0

77

163

2

11

13

Totale

146 071

124 691

1 615

11 073

137 379

94 %

1 338

458

6 512

8 308

284

99

0

384

6.   ESECUZIONE DEL BILANCIO DELLE AGENZIE

6.1.   ENTRATE DI BILANCIO

in milioni di EUR

Agenzia

Settore di finanziamento della Commissione

Bilancio finale adottato

Importi percepiti

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER)

6

13

13

Ufficio dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC)

9

4

4

Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV)

17

16

16

Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA)

17

10

10

Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA)

15

50

50

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

4

15

15

Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia — EU-LISA

18

68

70

Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)

18

79

80

Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)

6

192

153

Autorità bancaria europea (ABE)

12

38

39

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex)

18

281

294

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

17

58

59

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP)

15

18

18

Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA)

2

112

114

Agenzia europea dell’ambiente (AEA)

7

70

68

Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA)

11

17

17

Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

17

81

81

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)

4

20

20

Agenzia del GNSS europeo (GSA)

6

28

704

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)

4

8

8

Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)

15

303

304

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)

12

24

24

Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA)

6

79

78

Agenzia europea per i medicinali (EMA)

2

331

317

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT)

18

16

16

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)

18

118

120

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca (ERCEA)

8

47

47

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)

12

42

42

Fondazione europea per la formazione (ETF)

15

20

20

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)

18

23

23

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto -CEPOL

18

9

10

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA)

9

11

11

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie

6

31

32

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

12

401

245

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust)

33

48

49

Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese (EASME)

6

43

43

Fusion for Energy — F4E

8

848

860

Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA)

6

24

24

Agenzia esecutiva per la ricerca (REA)

8

67

67

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea

15

49

44

Totale

 

3 714

4 212


in milioni di EUR

Tipo di entrate

Bilancio finale adottato

Importi percepiti

Sovvenzioni della Commissione

2 429

2 429

Diritti percepiti

677

664

Altre entrate

608

1 118

Totale

3 714

4 212

6.2.   STANZIAMENTI DI IMPEGNO E DI PAGAMENTO PER AGENZIA

in milioni di EUR

Agenzia

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER)

13

13

19

16

Ufficio dell’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC)

4

4

5

4

Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV)

19

17

17

15

Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA)

10

9

11

8

Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA)

50

49

55

48

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

16

15

20

15

Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia — EU-LISA

158

155

78

67

Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)

91

86

87

75

Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)

227

160

236

147

Autorità bancaria europea (ABE)

38

37

41

36

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex)

310

297

384

264

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

59

58

70

58

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP)

18

18

19

17

Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA)

112

109

126

110

Agenzia europea dell’ambiente (AEA)

90

74

95

56

Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA)

18

17

19

14

Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

80

80

90

83

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound)

21

20

24

20

Agenzia del GNSS europeo (GSA)

3 744

1 895

1 192

668

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)

8

8

10

8

Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT)

317

289

308

306

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)

24

24

26

23

Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA)

101

91

94

72

Agenzia europea per i medicinali (EMA)

331

302

374

292

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT)

17

16

17

16

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)

129

125

139

119

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca (ERCEA)

47

47

50

47

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA)

46

45

50

44

Fondazione europea per la formazione (ETF)

20

20

21

20

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)

23

23

29

22

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto -CEPOL

11

10

12

10

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA)

11

11

12

11

Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie

32

31

34

29

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)

417

236

437

230

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust)

50

49

58

49

Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese (EASME)

43

42

47

40

Fusion for Energy — F4E

879

879

869

835

Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA)

24

24

25

24

Agenzia esecutiva per la ricerca (REA)

67

67

70

66

Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea

49

46

53

46

Totale

7 726

5 501

5 323

4 033


in milioni di EUR

Tipo

Stanziamenti di impegno

Stanziamenti di pagamento

Totale stanziamenti disponibili

Impegni assunti

Totale stanziamenti disponibili

Pagamenti effettuati

Spese amministrative

364

350

436

339

Spese operative

6 227

4 045

3 737

2 593

Spese operative per progetti specifici

3

2

3

2

Personale

1 133

1 104

1 148

1 099

Totale

7 726

5 501

5 323

4 033

GLOSSARIO

Annullamento di stanziamenti

Stanziamenti non utilizzati che non possono più essere utilizzati.

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Si tratta di tutte le attività finanziarie (esclusi i derivati) che, conformemente ai Principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards — IPSAS), sono rilevate al fair value (valore equo) e per le quali le variazioni del fair value (valore equo) devono essere rilevate in una riserva nell’attivo netto fino all’eliminazione contabile (o alla riduzione di valore).

Attività o passività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo

Si tratta di tutte le attività o passività finanziarie che, conformemente ai Principi contabili internazionali per il settore pubblico (International Public Sector Accounting Standards — IPSAS), sono rilevate al fair value (valore equo) e per le quali le variazioni del fair value (valore equo) devono essere rilevate nell’avanzo o disavanzo dell’esercizio (ossia i derivati).

Bilancio adottato

Il progetto di bilancio diventa il bilancio adottato non appena è approvato dall’autorità di bilancio.

Bilancio rettificativo

Decisione adottata nel corso dell’esercizio per modificare (in aumento o in diminuzione) alcuni elementi del bilancio dell’esercizio in corso adottato.

Costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti

Incremento delle passività di uno schema risultante dalle prestazioni di lavoro nell’esercizio corrente.

Derivati

Strumenti finanziari il cui valore è legato all’evoluzione del valore di un altro strumento finanziario, di un indicatore o di una materia prima. Diversamente dal titolare di uno strumento finanziario primario (ad esempio un titolo di Stato), che ha il diritto incondizionato a ricevere in futuro denaro (o altri benefici economici), per il titolare di un derivato il diritto è condizionato. Un esempio di derivato è il contratto forward su valuta.

Disimpegno

Atto con cui è annullato un impegno precedente (o parte di esso).

Entrate con destinazione specifica

Entrate dedicate destinate a finanziare specifiche spese. La principale fonte di entrate con destinazione specifica esterne è rappresentata dai contributi dei paesi terzi ai programmi finanziati dall’Unione. La principale fonte di entrate con destinazione specifica interne è costituita dalle entrate provenienti da terze parti per forniture, servizi prestati o lavori effettuati su loro richiesta, dalle entrate provenienti dalla restituzione di somme indebitamente pagate e dalle entrate provenienti dalla vendita di pubblicazioni e film, anche su supporto elettronico.

Gestione concorrente

Modalità di esecuzione del bilancio. Nella gestione concorrente alcuni compiti di esecuzione del bilancio sono delegati agli Stati membri. Circa l’80 % della spesa dell’UE rientra nell’ambito di questa modalità di esecuzione.

Gestione diretta

Modalità di esecuzione del bilancio. Nella gestione diretta l’esecuzione del bilancio è affidata direttamente ai servizi della Commissione, alle agenzie esecutive o ai fondi fiduciari.

Gestione indiretta

Modalità di esecuzione del bilancio. Nella gestione indiretta la Commissione affida i compiti di esecuzione del bilancio a organismi di diritto dell’UE o nazionale.

Impegno

Assunzione dell’obbligo giuridico di fornire finanziamenti, purché siano soddisfatte talune condizioni. L’UE si impegna a rimborsare la propria quota dei costi di un progetto che essa finanzia. Gli impegni di oggi sono i pagamenti di domani, mentre i pagamenti di oggi corrispondono agli impegni di ieri.

Importi da richiedere agli Stati membri

Rappresentano spese sostenute nel periodo di riferimento che dovranno essere finanziate dai bilanci futuri, ossia dagli Stati membri dell’UE. Sono una conseguenza della coesistenza di un bilancio di esercizio per competenza economico-patrimoniale e di un bilancio di previsione per competenza finanziaria.

Interruzioni e sospensioni

La Commissione può interrompere o sospendere i pagamenti, se, nell’esercizio della sua attività o sulla base di informazioni comunicate dalle autorità di audit, constata che uno Stato membro non ha provveduto a colmare gravi lacune nei sistemi di gestione e di controllo e/o a rettificare spese irregolari dichiarate e certificate.

Ipotesi attuariali

Ipotesi utilizzate per il calcolo dei costi di eventi futuri che incidono sulle passività pensionistiche.

Irregolarità

Atto non conforme alle norme dell’UE, avente ripercussioni potenzialmente negative sugli interessi finanziari dell’UE. Può essere il risultato di errori commessi in buona fede sia dai beneficiari dei fondi che dalle autorità responsabili del pagamento. L’irregolarità commessa intenzionalmente costituisce una frode.

Linea di bilancio

Per quanto riguarda la struttura del bilancio, le entrate e le spese sono iscritte in bilancio secondo una nomenclatura vincolante, che riflette una classificazione imposta dall’autorità di bilancio secondo la natura e la finalità di ogni singola voce. Le singole rubriche (titolo, capitolo, articolo o linea) forniscono la descrizione formale della nomenclatura.

Misura preventiva

Misure preventive che la Commissione può adottare per tutelare il bilancio dell’UE, quando viene a conoscenza di potenziali carenze. Vi rientrano la sospensione e l’interruzione dei pagamenti dal bilancio dell’UE a favore del programma operativo.

Prefinanziamenti

Pagamenti destinati a fornire al beneficiario un fondo cassa. Possono essere frazionati in diversi versamenti conformemente alle disposizioni del contratto, della decisione, della convenzione o dell’atto di base sottostanti. Il fondo cassa o anticipo di cassa è utilizzato per gli scopi per cui è corrisposto nel periodo fissato nell’accordo oppure è restituito.

Profitti e perdite attuariali

Per gli schemi a benefici definiti, le variazioni dell’avanzo o del disavanzo attuariale. Derivano dalle differenze tra le ipotesi attuariali e quanto si è effettivamente verificato e degli effetti delle modifiche delle ipotesi attuariali.

Relazione annuale di attività (RAA)

Le relazioni annuali di attività indicano i risultati delle operazioni, con riferimento, tra l’altro, agli obiettivi prefissati, ai rischi associati e alla forma del controllo interno. Dall’esercizio di bilancio 2001 per la Commissione e dall’esercizio 2003 per tutte le istituzioni dell’Unione europea (UE), l’«ordinatore delegato» è tenuto a presentare alla propria istituzione la relazione annuale di attività sull’esercizio delle sue funzioni, insieme a informazioni finanziarie e di gestione.

Reste à Liquider (RAL)

Rappresenta l’importo dell’impegno di bilancio assunto, ma il cui pagamento non è stato ancora eseguito. Costituisce un’obbligazione di pagamento a carico dell’UE per gli esercizi futuri ed è una diretta conseguenza dell’esistenza di programmi pluriennali e della dissociazione tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento.

Rettifica finanziaria

Scopo delle rettifiche finanziarie è proteggere il bilancio dell’UE dall’onere derivante da spese errate o irregolari. Per le spese nell’ambito della gestione concorrente, il recupero degli importi indebitamente pagati è di competenza dello Stato membro.

La rettifica finanziaria è «confermata» quando è stata accettata dallo Stato membro interessato. La rettifica finanziaria è «decisa» quando è stata adottata con decisione della Commissione che impone allo Stato membro di rimborsare i fondi irregolari al bilancio dell’UE con riduzione definitiva della dotazione finanziaria che gli è stata assegnata. Essa è sempre al netto. Nella presente pubblicazione le rettifiche finanziare confermate e le rettifiche finanziarie decise sono indicate in un’unica categoria.

La rettifica finanziaria è «eseguita» quando ha consentito di correggere l’irregolarità constatata.

Riporto degli stanziamenti

Eccezione al principio dell’annualità del bilancio, nella misura in cui gli stanziamenti che non hanno potuto essere utilizzati nel corso di un dato esercizio possono, nel rispetto di rigorose condizioni, essere eccezionalmente riportati all’esercizio successivo.

Risorse proprie

Rappresentano la principale fonte di finanziamento delle istituzioni e degli organismi dell’UE. Sono definite nel regolamento 609/2014 sulle risorse proprie. Le risorse proprie comprendono le risorse basate sull’IVA, le risorse basate sull’RNL e le risorse proprie tradizionali.

Risorse proprie tradizionali

Rappresentano entrate per l’UE e fanno parte delle «risorse proprie» che finanziano le attività dell’UE. Le risorse proprie tradizionali, che sono definite nel regolamento 609/2014 sulle risorse proprie, comprendono i dazi doganali e i contributi nel settore dello zucchero.

Schema a benefici definiti

Schema pensionistico o altro schema per benefici pensionistici nei quali i benefici sono definiti dalle regole dello schema e sono indipendenti dai contributi versati e non sono direttamente legati agli investimenti dello schema. Lo schema può essere con o senza patrimonio di previdenza.

Stanziamenti

Il finanziamento del bilancio. Il bilancio prevede sia gli impegni che i pagamenti (trasferimenti in contanti o bancari ai beneficiari). Spesso gli stanziamenti differiscono per gli impegni e per i pagamenti (stanziamenti dissociati), perché di norma, per i programmi e i progetti pluriennali, gli impegni sono pienamente assunti nell’anno in cui sono decisi mentre i relativi versamenti sono effettuati nel corso degli anni, con l’avanzamento dell’attuazione del programma o del progetto. Gli stanziamenti non dissociati riguardano le spese amministrative, il sostegno ai mercati agricoli e i pagamenti diretti, e in questo caso gli stanziamenti di impegno sono equivalenti agli stanziamenti di pagamento.

Stanziamenti amministrativi

Gli stanziamenti amministrativi coprono i costi di esercizio delle istituzioni e degli organismi (personale, immobili, apparecchiature di ufficio).

Stanziamenti da annullare

Stanziamenti non utilizzati da annullare a fine esercizio. Comportano l’annullamento totale o parziale dell’autorizzazione, rappresentata dallo stanziamento, a effettuare la spesa e/o ad assumere passività. Solo per le imprese comuni, come specificato nelle loro regole finanziarie, ogni stanziamento non utilizzato può essere inserito nella stima dei proventi e delle spese per un numero di esercizi fino a un massimo di tre (cosiddetta regola «N+3»). Pertanto, gli stanziamenti da annullare per le imprese comuni potrebbero essere riattivati fino all’esercizio «N+3».

Stanziamenti di impegno

Gli stanziamenti di impegno coprono i costi totali delle obbligazioni giuridiche (contratti, convenzioni o decisioni di sovvenzione) che potrebbero essere sottoscritte nel corso dell’esercizio corrente.

Stanziamenti di pagamento

Gli stanziamenti di pagamento coprono le spese previste per l’esercizio in corso derivanti dagli impegni giuridici assunti nell’esercizio corrente e/o negli esercizi precedenti.

Storni (tra linee di bilancio)

Gli storni tra linee di bilancio comportano la riassegnazione degli stanziamenti da una linea di bilancio ad un’altra nel corso dell’esercizio finanziario; costituiscono pertanto un’eccezione al principio della specializzazione del bilancio. Sono, tuttavia, espressamente autorizzati dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea alle condizioni stabilite nel regolamento finanziario. Il regolamento finanziario individua vari tipi di storni, a seconda se attuati tra o all’interno di linee, capitoli, articoli o rubriche di bilancio e impone diversi livelli di autorizzazione.

Tasso di attualizzazione

Tasso utilizzato per l’adeguamento al valore temporale del denaro. L’attualizzazione è una tecnica usata per confrontare costi e benefici che si realizzano in momenti diversi.

Tasso di interesse effettivo

Tasso che consente di attualizzare gli incassi o pagamenti futuri stimati lungo la vita attesa dell’attività o della passività finanziaria al valore contabile netto.

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI

ABB

Activity Based Budgeting (bilancio per attività)

ABE

Autorità bancaria europea

ABM

Activity Based Management (gestione per attività)

ACER

Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia

AEA

Agenzia europea dell’ambiente

AESA

Agenzia europea per la sicurezza aerea

AMF

Assistenza macrofinanziaria

AMIF

Fondo asilo, migrazione e integrazione

AOD

Ordinatori delegati

ARTEMIS

Ricerca e tecnologia avanzate per sistemi intelligenti incorporati

ATM

Gestione del traffico aereo

BBI

Impresa comune Bioindustrie

BCE

Banca centrale europea

BdP

Bilancia dei pagamenti

BEI

Banca europea degli investimenti

BEREC

Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche

BERS

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

BIC

Consorzio Bioindustrie

BRI

Banca dei regolamenti internazionali

CC

Corte dei conti europea

CCS LGF

Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi

CECA

Comunità europea del carbone e dell’acciaio

CEDEFOP

Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale

CEPOL

Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto

CHAFEA

Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare

COM

Commissione

COSME

Competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese

COSO

Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (comitato di organizzazioni sponsor della Tradway Commission)

CPR

Regolamento disposizioni comuni

D&WM

Disattivazione e gestione dei rifiuti

EACEA

Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura

EaSI

Occupazione e innovazione sociale

EASME

Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese

EASO

Ufficio europeo di sostegno per l’asilo

ECDC

Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

ECHA

Agenzia europea per le sostanze chimiche

ECOFIN

Consiglio per gli affari economici e finanziari

ECSEL

Impresa comune componenti e sistemi elettronici per la leadership europea

EDIF

Strumento di garanzia nell’ambito dello strumento per lo sviluppo e l’innovazione delle imprese nei Balcani occidentali

EFCA

Agenzia europea di controllo della pesca

EFSA

Autorità europea per la sicurezza alimentare

EFSD

Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile

EFSE

Fondo europeo per l’Europa sudorientale

EFTA

Associazione europea di libero scambio

EGNOS

Sistema europeo di copertura per la navigazione geostazionaria

EIGE

Istituto europeo per l’uguaglianza di genere

EIOPA

Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali

EIT

Istituto europeo di innovazione e tecnologia

ElectriFI

Iniziativa di finanziamento per l’elettrificazione

EMA

Agenzia europea per i medicinali

EMSA

Agenzia europea per la sicurezza marittima

ENEF

Fondo per la crescita delle imprese

ENIAC

Consiglio consultivo sull’iniziativa europea per la nanoelettronica

ENIF

Fondo per l’innovazione imprenditoriale

ENISA

Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione

ENPI

Strumento europeo di vicinato e partenariato

ERCEA

Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca

ESA

Agenzia spaziale europea

ESMA

Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati

ETF

Fondazione europea per la formazione

EUIPO

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale

EU-LISA

Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia

EUMETSAT

Organizzazione europea per l’esercizio dei satelliti meteorologici

EU-OSHA

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Euratom

Comunità europea dell’energia atomica

Eurofound

Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro

EUROJUST

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale

EUROPOL

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto

F4E

Fusion for Energy

FC

Fondo di coesione

FCH

Impresa comune Celle a combustibile e idrogeno

FEAGA

Fondo europeo agricolo di garanzia

FEAMP

Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

FEAOG

Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia

FEASR

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

FEI

Fondo europeo per gli investimenti

FEIS

Fondo europeo per gli investimenti strategici

FEP

Fondo europeo per la pesca

FES

Fondo europeo di sviluppo

FESF

Fondo europeo di stabilità finanziaria

FESR

Fondo europeo di sviluppo regionale

FGP

Fondo di garanzia per i partecipanti

FIFO

First-in, First-out

FMI

Fondo monetario internazionale

Fondi SIE

Fondi strutturali e d’investimento europei

Fondo BUFI

Fondo ammende di bilancio

FRA

Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali

Frontex

Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera

FSDA

Discussione ed analisi dei rendiconti finanziari

FSE

Fondo sociale europeo

FSI

Fondo sicurezza interna

GMES

Programma europeo di osservazione della Terra

GNSS

Sistema globale di navigazione satellitare

H2020

Orizzonte 2020

ICSLT

Tavola di mortalità dei funzionari internazionali

IFRP

Pacchetto integrato di informativa finanziaria

IIW

Sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione

IMI

Iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi

INEA

Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti

IOG

Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile

IPA II

Strumento di assistenza preadesione

IPSAS

Principi contabili internazionali per il settore pubblico

IT

Tecnologia dell’informazione

ITER

Reattore termonucleare sperimentale internazionale

IVA

Imposta sul valore aggiunto

JAP

Piano d’azione comune

JRC

Centro comune di ricerca

JU

Impresa comune

LGTT

Strumento di garanzia dei prestiti per i progetti TEN-T

MAP

Programma pluriennale — Programma di inclusione finanziaria per le medie imprese

MCE

Meccanismo per collegare l’Europa

MCE SD

Strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa

MEP

Membro del Parlamento europeo

MES

Meccanismo di stabilità europeo

MESF

Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria

MET

Meccanismo europeo per le tecnologie per l’avviamento 1998

MPMI

Microimprese e piccole e medie imprese

NEET

Giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano

OEDT

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze

ORD

Decisione risorse proprie

PAC

Politica agricola comune

PBI

Iniziativa prestiti obbligazionari

PE

Parlamento europeo

PF4EE

Strumento di finanziamento privato per l’efficienza energetica

PIL

Prodotto interno lordo

PMF

Strumento europeo Progress di microfinanza

PMI

Piccola(e) e media(e) impresa(e)

PNL

Prodotto nazionale lordo

PPP

Partenariato pubblico-privato

PQ7

7o programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico

PQCI

Programma quadro per la competitività e l’innovazione

PSEO

Regime pensionistico dei funzionari dell’UE

QFP

Quadro finanziario pluriennale

R&I

Ricerca e innovazione

RAA

Relazione annuale di attività

RAL

«Reste à Liquider» (impegni da liquidare)

REA

Agenzia esecutiva per la ricerca

RF

Regolamento finanziario

RPT

Risorse proprie tradizionali

RSFF

Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi

RST

Ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione

S&P

Standard & Poor’s Financial Services LLC

SANAD

Fondo per le micro, piccole e medie imprese in Medio Oriente e Nord Africa

SAPARD

Programma speciale di adesione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale

SEAE

Servizio europeo per l’azione esterna

SEMED

Programma di inclusione finanziaria per le micro, piccole e medie imprese nel Mediterraneo Meridionale e Orientale

SESAR

Impresa comune «Ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo»

SFOP

Strumento finanziario di orientamento della pesca

SIUGI

Iniziativa per PMI Strumento di garanzia senza massimale

SMEW

Sportello PMI (Sportello per piccole e medie imprese)

SSE

Spazio economico europeo

STSR

Strumento temporaneo per lo sviluppo rurale

TFUE

Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea

UCVV

Ufficio comunitario delle varietà vegetali

UE

Unione europea

UEM

Unione economica e monetaria


(1)  Il 29 marzo 2017 il governo del Regno Unito (UK) ha notificato formalmente la sua intenzione di lasciare l’UE, dando così avvio al processo di recesso a norma dell’articolo 50 del trattato sull’Unione europea. Il recesso del Regno Unito dall’UE è previsto il 29 marzo 2019.

(2)  In virtù del principio di sussidiarietà, l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell’azione, essere realizzati meglio a livello dell’Unione. In virtù del principio di proporzionalità il contenuto e la forma dell’azione dell’Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati. Cfr. l’articolo 5 del TFUE.

(3)  Cfr. la comunicazione della Commissione Europa 2020 — Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010)2020, del 3 marzo 2010.

(4)  Lo sviluppo sostenibile è da tempo al centro del progetto europeo. I trattati dell’UE riconoscono la dimensione economica, sociale e ambientale di tale progetto, che dovrebbero essere affrontate insieme. L’UE è impegnata a favore di uno sviluppo che soddisfi i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

(5)  Accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria (2013/C 373/01).

(6)  Per maggiori dettagli, cfr. comunicazione del presidente Juncker e del primo vicepresidente Timmermans alla Commissione: Governance in the European Commission (Governance nella Commissione europea), C(2017) 6915 final, dell’11 ottobre 2017, URL: https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/c_2017_6915_final_en.pdf.

(7)  Ad esempio, le norme di controllo interno si basano su principi di controllo interno COSO 2013.

(8)  Di conseguenza, il termine «Commissione europea» è usato per indicare entrambe le istituzioni: il collegio, formato dai membri della Commissione, e la sua amministrazione, gestita dai direttori generali a capo delle direzioni generali (e dai capi di altre strutture amministrative, quali servizi, uffici e agenzie esecutive).

(1)  Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.

(2)  Il 18 novembre 2017 il Parlamento europeo ha adottato il bilancio, che prevede il pagamento delle passività a breve termine dell’Unione con risorse proprie, raccolte dagli Stati membri o ad essi richieste nel 2018. Inoltre, ai sensi dell’articolo 83 dello statuto del personale [regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, e successive modificazioni], gli Stati membri sono responsabili in solido delle pensioni.

(9)  In «Non assegnato ad una rubrica del QFP» rientrano l’esecuzione del bilancio delle entità consolidate e le eliminazioni dal consolidamento, le operazioni fuori bilancio e i programmi non assegnati di importi non rilevanti.

(10)  Esclusi i presti back-to-back per l’assistenza finanziaria.

(11)  Attività finanziarie disponibili per la vendita (esclusi gli strumenti di capitale e lo Unitary Fund).

(12)  Attività finanziarie valutate al fair value (valore equo) rilevato nell’avanzo o disavanzo.

(13)  Finanziamenti e crediti comprendono i valori recuperabili.

(14)  Con applicazione del coefficiente di correzione («cc»).

(15)  Importo corrisposto per i primi tre anni dalla partenza.

(16)  Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.

(17)  Le attività riportate nella presente tabella comprendono numerose voci a bilancio (disponibili per la vendita per 4 014 milioni di EUR, 1 145 milioni di EUR dei quali strumenti rappresentativi di capitale; disponibilità liquide e mezzi equivalenti per 1 325 milioni di EUR; prestiti per 93 milioni di EUR e altre voci per un importo pari a 94 milioni di EUR).

(18)  Le passività riportate nella presente tabella comprendono numerose voci a bilancio (accantonamenti per 857 milioni di EUR; Debiti per 66 milioni di EUR e altre voci per un importo pari a 7 milioni di EUR).

(19)  Il rischio assunto dall’UE per talune garanzie è interamente coperto dagli accantonamenti operati.

(20)  Senza operazioni di rifinanziamento.

(21)  Esclusa l’assistenza precauzionale.

(*1)  Le cifre suddette riflettono l’effetto finanziario dei meccanismi di prevenzione e di rettifica insieme. Per maggiori dettagli, cfr. la relazione annuale sulla gestione e il rendimento del bilancio dell’UE 2017, sezione 2.

(22)  Per ulteriori informazioni, cfr.: Commissione europea, European Economic Forecast Winter 2018 (Previsioni economiche per l’Europa, inverno 2018), URL: https://ec.europa.eu/info/publications/economic-and-financial-affairs-publications_en.

(23)  Nell’aprile 2018 la Romania ha effettuato un rimborso di capitale pari a 1,2 miliardi di EUR. Un ulteriore rimborso di capitale del valore di 0,1 miliardi di EUR è previsto a ottobre 2018.

(24)  L’Irlanda ha richiesto una proroga della scadenza per il rimborso di 3,4 miliardi di EUR, che è stata approvata e ha ottenuto prestiti dal mercato nel primo trimestre del 2018, per cui il rimborso di tale importo è stato previsto in due rate da 2,4 miliardi di EUR e 1 miliardo di EUR rispettivamente nel 2025 e nel 2033.

(25)  Si noti che, a seguito dell’arrotondamento delle cifre in milioni di EUR, la somma di taluni dati finanziari ripresi nelle tabelle seguenti potrebbe non corrispondere al totale.