Bruxelles, 28.5.2018

SWD(2018) 255 final

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO

Plastica monouso e attrezzi da pesca

che accompagna il documento

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica nell'ambiente

{COM(2018) 340 final}
{SEC(2018) 253 final}
{SWD(2018) 254 final}
{SWD(2018) 256 final}
{SWD(2018) 257 final}


Il problema

La quantità di rifiuti di plastica nei mari è in aumento. Il problema, di natura transfrontaliera, è una minaccia per gli ecosistemi, la biodiversità e la salute umana, così come per il turismo, la pesca e la navigazione.

L’85% dei rifiuti sulle spiagge europee è di plastica: di questi, metà sono articoli monouso utilizzati per poco tempo prima di essere gettati e il 27% è costituito da attrezzi da pesca abbandonati, persi o altrimenti dismessi.

Le politiche europee in materia di acqua, ambiente marino, rifiuti, prodotti e pesca non hanno ancora risolto in modo soddisfacente il problema dei rifiuti marini, lasciando molte misure alla discrezionalità degli Stati membri e frammentando così il mercato interno.

Necessità e obiettivo dell’azione dell’Unione

L’azione congiunta e proporzionata a livello di Unione può ridurre i rifiuti marini assicurando nel contempo il funzionamento del mercato unico e la certezza del diritto per le imprese.

L’obiettivo generale consiste nel ridurre i danni causati all’ambiente da determinati prodotti di plastica e favorire la transizione verso un’economia circolare promuovendo soluzioni alternative innovative e multiuso.

Opzioni strategiche

L’analisi si è concentrata sugli attrezzi da pesca e sui 10 articoli di plastica monouso più diffusi (che rappresentano circa l’86% della plastica monouso): mozziconi di sigaretta; bottiglie per bevande e tappi; bastoncini cotonati; pacchetti di patatine; salviette umidificate; assorbenti igienici; posate; cannucce; mescolatori e tazze per bevande; contenitori per alimenti.

Sono state esaminate varie opzioni rispetto a uno scenario di riferimento che comprende la revisione in corso del regolamento sul controllo della pesca e della direttiva sugli impianti portuali di raccolta, nonché la strategia sulla plastica e la legislazione riveduta sui rifiuti.

Opzione prescelta

Questa opzione ridurrà in misura significativa la quantità di rifiuti marini. In particolare, il numero di articoli in plastica monouso sarà pressoché dimezzato. L’opzione prevede:

-la responsabilità estesa del produttore riguardo ai costi della prevenzione e della rimozione dei rifiuti costituiti da mozziconi di sigaretta, bottiglie, pacchetti di patatine, salviette umidificate, assorbenti igienici, tazze per bevande, contenitori di alimenti e palloncini, e una gestione corretta dei rifiuti di attrezzi da pesca danneggiati, fuori uso e ripescati;

-misure che incentivino i pescatori a conferire in porto gli attrezzi da pesca danneggiati, fuori uso e ripescati;

-misure di progettazione delle bottiglie per bevande con tappo non staccabile;

-obiettivi di riduzione delle tazze, delle salviette umidificate e dei contenitori per alimenti in plastica monouso;

-il divieto di commercializzazione di bastoncini cotonati, aste per palloncini, posate, cannucce e mescolatori per bevande in plastica monouso.

Nel 2030 le misure per gli articoli di plastica monouso previste da questa opzione consentirebbero di risparmiare 2,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti e di evitare danni all’ambiente (dell’ordine di 11 miliardi di EUR). Comporterebbero costi di messa in conformità per le imprese (circa 2 miliardi di EUR) e costi di gestione dei rifiuti (510 milioni di EUR); pur dovendo far fronte a qualche inconveniente, i consumatori ne ricaverebbero un risparmio (di circa 6,5 miliardi di EUR).

Con una misura supplementare, come un sistema di cauzione-rimborso o un sistema equivalente, si otterrebbe un’ulteriore riduzione significativa dei rifiuti marini a un costo supplementare accettabile (circa 1,4 miliardi di EUR).

L’opzione prescelta per gli attrezzi da pesca e da acquacoltura consiste nell’introdurre la responsabilità estesa dei produttori dei componenti di plastica degli attrezzi e nell’offrire incentivi finanziari per incoraggiare gli utilizzatori a riportarli a terra. Il costo a carico del settore equivarrebbe a circa lo 0,16% delle entrate. Questa misura andrà a integrare le misure destinate agli attrezzi da pesca e farà sì che le materie plastiche in essi contenute siano immesse nel flusso dei rifiuti e del riciclaggio, coinvolgendo i produttori di materie plastiche per attrezzi da pesca e aumentando i tassi di riciclaggio delle materie con cui sono fabbricati i componenti di questi articoli.