7.3.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 86/365


Parere del Comitato europeo delle regioni sul «Programma spaziale dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale»

(2019/C 86/20)

Relatore:

Andres JAADLA (EE/ALDE), consigliere comunale di Rakvere (Rakvere linnavolikogu liige)

Testo di riferimento:

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma spaziale dell’Unione e l’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale e che abroga i regolamenti (UE) n. 912/2010, (UE) n. 1285/2013 e (UE) n. 377/2014 e la decisione n. 541/2014/UE

COM(2018) 447 final

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI

1.

riconosce l’importanza dello spazio come tecnologia abilitante a sostegno di diverse politiche dell’UE, ad esempio in materia di soluzioni per le città intelligenti, agricoltura, ambiente, clima, riduzione del rischio di catastrofi e risposta alle catastrofi, migrazione, sicurezza, pianificazione territoriale ecc.; sottolinea le opportunità offerte dall’accesso a dati aggiornati e di elevata qualità per le esigenze attuali e future, il rafforzamento della competitività dell’Europa, l’offerta di ampi vantaggi socioeconomici e il miglioramento della sicurezza europea;

2.

sostiene la visione della Commissione europea relativa alla strategia spaziale dell’Unione europea e l’attuazione di tale strategia attraverso l’istituzione del programma spaziale dell’Unione. Un programma spaziale unificato e integrato consentirà di ottenere sinergie crescenti tra le sue componenti, nonché una maggiore efficienza ed efficacia;

3.

ritiene che la concentrazione delle attività spaziali dell’UE in un regolamento permetta di ottenere un quadro coerente e una maggiore visibilità in questo settore strategico;

4.

considera questa riforma della politica spaziale dell’UE come una vera opportunità di «apertura» e come una possibilità per un’ampia gamma di settori di beneficiare delle attività spaziali, per le attività già esistenti e per quelle nuove;

5.

osserva che l’uso di sinergie tra gli aspetti energetici e spaziali, è fondamentale per una corretta attuazione della politica energetica dell’UE. Gli enti regionali e locali sono sempre più coinvolti nel settore dell’energia e pertanto devono essere promossi settori quali la sincronizzazione delle infrastrutture energetiche, attraverso l’uso di tecnologie satellitari;

6.

invita la Commissione europea a chiarire e approfondire ulteriormente il concetto e la creazione di poli spaziali e di partenariati per l’innovazione, in particolare per quanto riguarda le responsabilità finanziarie e di gestione di diversi attori, e sottolinea che tali iniziative possono essere particolarmente pertinenti per le regioni, comprese le regioni che coinvolgono più di uno Stato membro;

7.

invita inoltre la Commissione europea ad aggiungere proposte più chiare su come consentire un maggiore uso di dati e tecnologie di osservazione della Terra da parte delle autorità nazionali, regionali e locali, delle piccole e medie imprese, di scienziati e ricercatori e delle reti dedicate per la distribuzione dei dati di Copernicus, affinché tali soggetti siano non solo in grado ma abbiano anche la possibilità di ricavare dai dati informazioni utili per i cittadini;

8.

riconosce che la promozione, nell’intera catena di approvvigionamento, della partecipazione più ampia e aperta possibile delle start-up, dei nuovi operatori, delle piccole e medie imprese, degli altri operatori economici e degli enti locali e regionali, anche richiedendo agli offerenti di ricorrere al subappalto, è menzionata nella proposta, ma raccomanda maggiore chiarezza sulle modalità con le quali il programma spaziale propone di sostenere l’investimento iniziale per questi enti locali e regionali, nell’introduzione dell’uso dei dati satellitari per assicurare che assolvano alle loro responsabilità di fronte a ostacoli tecnici, finanziari o relativi a consulenze tecniche;

9.

ritiene che il regolamento dovrebbe spiegare meglio come l’UE intende affrontare il problema degli operatori commerciali nello spazio, al fine di sostenere l’industria europea in un settore specifico sotto molti aspetti, per la sua natura concentrata, la caratteristica del duplice uso, gli ostacoli elevati all’ingresso per via dei consistenti investimenti iniziali e dei fattori collegati, e osserva che le disposizioni sulle modalità per garantire un accesso indipendente allo spazio dovrebbero essere rafforzate;

10.

sottolinea che l’attenzione che la proposta riserva alle procedure di gestione per la cooperazione tra l’UE, la sua Agenzia per il programma spaziale, gli Stati membri e l’Agenzia spaziale europea (ESA), dovrebbe assicurare che non vi siano duplicazioni delle attività e che lo sviluppo della nuova Agenzia non dia luogo ad un raddoppiamento delle strutture. Il trasferimento di nuovi compiti alla nuova Agenzia non dovrebbe essere deciso dalla sola Commissione, ma dovrebbe avvenire soltanto con l’accordo del Parlamento europeo e del Consiglio;

11.

accoglie con favore l’aumento dei finanziamenti per il programma spaziale, al fine di garantire il mantenimento e l’ulteriore sviluppo dei programmi spaziali faro dell’Unione, Copernicus, Galileo e EGNOS, aggiungendo anche due nuove iniziative: SST e Govsatcom;

12.

deplora la mancanza di un finanziamento specifico destinato alla ricerca spaziale nell’ambito di Orizzonte Europa, che potrebbe invece fornire maggiori incentivi e sicurezza all’industria europea, in modo da promuovere ulteriori sviluppi in questo settore e garantire le migliori sinergie possibili tra l’industria e la ricerca.

Osservazioni generali e analisi

13.

Il 26 ottobre 2016 la Commissione europea ha adottato la Strategia spaziale per l’Europa, il cui scopo era definire la visione strategica globale per le attività dell’Unione nello spazio, garantendo nel contempo un adeguato coordinamento e una complementarità con le attività intraprese dagli Stati membri e dall’Agenzia spaziale europea (ESA). Il progetto di regolamento persegue gli obiettivi della strategia spaziale dell’Unione europea con misure specifiche tese a rafforzare i programmi esistenti, crearne di nuovi e stanziare 16 miliardi di EUR per la politica spaziale.

14.

Il Comitato delle regioni sostiene l’obiettivo della strategia spaziale dell’UE e ne riconosce l’importanza per le regioni. Il progetto di regolamento persegue questi obiettivi ma, in alcuni casi, non è sufficiente o non è abbastanza chiaro in merito a come conseguire i risultati auspicati. I cittadini europei, le imprese e le comunità di ricerca sono sempre più attivi nel settore spaziale. In tale contesto, la diffusione e la promozione degli impieghi dei dati e servizi spaziali sono essenziali per assicurare che la società, gli enti di governo infrastatali e le imprese ne beneficino. Tenuto conto dell’impatto strategico per la politica spaziale europea, la competenza in materia di diffusione e promozione dell’utilizzo di dati e servizi spaziali dovrebbero quindi continuare ad essere oggetto di particolare attenzione da parte della Commissione europea, che riferisce regolarmente sul proprio operato in questo campo al Parlamento europeo e al Consiglio.

15.

L’utilizzo delle tecnologie spaziali per sostenere i servizi sulla Terra sta acquistando un’importanza crescente. Il numero di soggetti privati attivi nello spazio è aumentato e l’utilizzo dello spazio extra-atmosferico è diventato una caratteristica della vita di tutti i giorni, in un modo che sessant’anni fa, agli albori dell’era spaziale, non sarebbe stato immaginabile, e le informazioni e i servizi spaziali interessano molti settori della vita quotidiana. Le tecnologie spaziali sono indispensabili per l’economia digitale e rappresentano un elemento fondamentale per rendere i servizi pubblici più efficienti e offrire inoltre nuove opportunità per la ricerca. L’Unione europea è da decenni un utilizzatore importante delle tecnologie spaziali, e ha sviluppato componenti spaziali essenziali quali Galileo e Copernicus. L’UE può conseguire ciò che per qualunque Stato membro da solo sarebbe per lo più impossibile: se l’Europa vuole avere un ruolo importante nello spazio, la cooperazione riveste un ruolo fondamentale.

16.

Occorre sottolineare l’importanza di un più stretto coordinamento tra i programmi scientifici e spaziali dell’UE, nonché del ruolo delle regioni e delle autorità locali nel promuovere una migliore integrazione delle attività scientifico-spaziali e dell’imprenditorialità. Lo sviluppo delle tecnologie digitali e spaziali dovrebbe essere sostenuto maggiormente dall’UE e i bilanci della ricerca e dello spazio dovrebbero essere coordinati più strettamente, dal momento che tali tecnologie sono fattori chiave riconosciuti per l’innovazione in una serie di settori pertinenti per lo sviluppo sostenibile (come la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, l’energia, l’ambiente, la gestione del rischio di catastrofi e il cambiamento climatico). L’accesso a progetti scientifici altamente tecnologici e ad alta intensità di conoscenze è essenziale per il futuro del settore spaziale nell’UE. Al fine di rafforzare la capacità dell’industria spaziale europea, è importante continuare a garantire, in parallelo, la partecipazione delle imprese e delle università o degli istituti di ricerca europei ai programmi dell’ESA, per la messa a punto di tecnologie di punta per le missioni e i sistemi spaziali. I benefici per lo sviluppo delle imprese dovrebbero essere promossi utilizzando lo strumento dell’UE per le PMI, allo scopo di potenziare le opportunità per l’imprenditoria e le imprese in materia di prodotti e servizi spaziali, nell’ambito dei futuri programmi quadro.

17.

La proposta consolida le attività spaziali già esistenti e ne crea di nuove quali la «sorveglianza dell’ambiente spaziale» (space situational awareness o SSA), che consentirebbe di adottare misure contro i rischi nello spazio quali i detriti spaziali, gli incidenti in orbita, i fenomeni di meteorologia spaziale e così via. È poi in programma la creazione di un servizio di comunicazione satellitare per scopi governativi (GOVSATCOM), che consentirebbe le comunicazioni in luoghi o situazioni in cui le normali comunicazioni non sono disponibili.

Politica industriale e appalti pubblici

18.

Le tecnologie spaziali sono costose e ad elevata intensità di conoscenze: questo significa che sono notevoli le barriere all’ingresso delle imprese. Al contempo, la comprensione dell’importanza dello spazio quale tecnologia abilitante è ancora insufficiente. Le imprese di ogni dimensione in tutte le regioni potrebbero utilizzare lo spazio in vari modi; tuttavia, sono soprattutto le imprese più piccole, le regioni più remote oppure gli Stati membri più piccoli che possono avere bisogno di informazioni o di un sostegno supplementari per mettere a punto idee su come sfruttare il potenziale delle tecnologie spaziali.

19.

Il riferimento ai poli spaziali, ai partenariati per l’innovazione, e ad altre forme di sostegno all’innovazione è senz’altro positivo, e la proposta cita esplicitamente il livello regionale. Mancano tuttavia i dettagli su come tale obiettivo debba essere conseguito.

20.

Nonostante le disposizioni contenute nella proposta, la natura competitiva degli appalti dell’UE e le competenze e risorse necessarie per la partecipazione agli stessi possono configurare condizioni vantaggiose per le società più grandi. Questo squilibrio potrebbe tradursi in distorsioni del mercato che possono ostacolare l’accesso delle imprese in fase di avviamento, dei nuovi partecipanti e delle piccole e medie imprese nonché degli enti locali e regionali, alle opportunità economiche che il programma spaziale può offrire.

21.

Le piccole imprese possono risultare più flessibili e reattive, in ragione della loro maggiore vicinanza agli utilizzatori, assicurando in tal modo importanti collegamenti della catena del valore e svolgendo un ruolo predefinito nello spazio. Le imprese in tutte le regioni potrebbero utilizzare lo spazio in modi diversi e a vari livelli. Le imprese più piccole, le regioni remote e gli Stati membri di piccole dimensioni possono altresì contribuire al trattamento degli enormi quantitativi di dati generati, scoprendo modi nuovi e innovativi per utilizzarli. Le autorità regionali, attraverso gli strumenti finanziari disponibili ed azioni di promozione, dovrebbero contribuire ad accrescere l’interesse per l’uso delle tecnologie spaziali a fini commerciali, ad esempio attraverso iniziative volte a fornire sostegno agli incubatori per startup nel settore.

22.

I principi in materia di appalti pubblici, enunciati nel progetto di regolamento, fanno riferimento alle piccole e medie imprese e a un’ampia scelta geografica, nonché all’utilizzo di fornitori molteplici e alla necessità di coinvolgere tutti gli Stati membri e di evitare la concentrazione. Nel testo del regolamento non figurano proposte specifiche in materia di sostegno alla competitività.

23.

È necessario fare opera di sensibilizzazione in merito ai possibili effetti di mercato, sull’industria europea e sulle regioni. La procedura UE di aggiudicazione degli appalti pubblici dell’UE ha un peso diverso rispetto alle procedure dell’ESA che riguardano la distribuzione geografica o il giusto ritorno (juste retour). L’effetto di un cambiamento del sistema degli appalti sulle regioni deve essere preso in considerazione, poiché gli appalti dell’ESA hanno un’importanza notevole per molte regioni.

24.

Mancano condizioni di parità nel settore dello spazio, dato che in altri paesi i settori della difesa hanno dimensioni importanti e possono quindi garantire investimenti e patrocinare usi civili, tenuto conto della natura di duplice uso della maggior parte delle attività nel settore spaziale. L’Europa deve garantire una stretta cooperazione e assicurare che siano adottate tutte le misure possibili per rimediare all’assenza di condizioni di parità e sostenere le imprese europee.

25.

Gli enti locali e regionali dovrebbero essere coinvolti nei cluster spaziali in una varietà di settori ai quali lo spazio può fornire dati importanti (ad esempio l’energia, i trasporti, il monitoraggio ambientale, l’agricoltura e le soluzioni per le città intelligenti). I cluster regionali, che accolgono più Stati membri, possono anch’essi rivelarsi un utile strumento di politica industriale per la politica spaziale, rafforzando la competitività dell’UE e sostenendo lo sviluppo regionale.

26.

Il regolamento dovrebbe spiegare meglio in che modo l’UE intende relazionarsi con i fornitori commerciali, in particolare nel contesto dei dati relativi alla sicurezza; inoltre, dovrebbe in generale indicare più dettagliatamente priorità e modalità di interazione con le entità private, e riconoscere le possibilità di appalti congiunti con tali entità.

Sensibilizzazione e una politica spaziale inclusiva

27.

L’uso dello spazio offre molti vantaggi potenziali alle attività di ricerca e sviluppo e, laddove adeguatamente promosso e presentato, compreso a tutti i livelli di istruzione, può incoraggiare e ispirare le nuove generazioni di ricercatori e imprenditori in Europa. Ciò è fondamentale se l’Europa vuole restare in prima linea nelle attività spaziali in un contesto sempre più globalizzato. Gli enti regionali e locali dovrebbero sostenere le azioni in materia di istruzione (sia formale che informale) finalizzate ad accrescere nei giovani la consapevolezza dei benefici derivanti dall’uso delle tecnologie spaziali per l’economia civile e per la vita quotidiana delle persone, anche nel settore della sicurezza a livello locale e regionale.

28.

Peraltro, l’Unione europea è in una buona posizione per sostenere le attività di ricerca, gli scambi e attività analoghe, mentre la proposta non presta particolare attenzione a questo aspetto della politica spaziale. La ricerca e lo sviluppo potrebbero essere citati più spesso e in maniera più precisa. Attualmente sembra che alla sinergia tra industria e ricerca non sia dato sufficiente rilievo.

29.

Dovrebbero essere trovate sinergie nel settore della cibersicurezza, che interessa infatti tutti gli aspetti delle attività spaziali (segmento di terra, satellite, uplink/downlink e dati).

Galileo e Copernicus

30.

Galileo, il sistema satellitare globale di navigazione (GNSS), fornisce dati di posizionamento gratuiti che assicurano all’Europa un’autonomia strategica, mentre EGNOS fornisce un sistema europeo regionale. Nell’attuale contesto geopolitico, complicato e imprevedibile, l’autonomia europea è fondamentale. Inoltre, l’importanza dei dati satellitari è in constante aumento: le tecnologie del futuro, come le autovetture a guida autonoma, non sono che un esempio. Galileo garantisce la possibilità, anche alle piccole e medie imprese, e in tutti gli Stati membri, di sviluppare nuovi servizi e prodotti. Queste possibilità, unitamente ai vantaggi che è possibile trarre dalle stesse, devono essere presentate in maniera accessibile così da incoraggiarne l’uso diffuso.

31.

L’utilizzo dei dati di Copernico, benché gratuito, non è così diffuso come ci si potrebbe attendere; sono dunque necessarie misure per promuovere l’utilizzo di dati da parte di una comunità più ampia. Il regolamento fa riferimento alla catena di dati che sosterrebbe tale uso più ampio; con un gran numero di utenti e un elevato volume di dati, un accesso rapido e sicuro è essenziale. Ciò è estremamente importante per le regioni poiché le imprese, comprese le PMI, possono sviluppare nuovi servizi sulla base dei dati disponibili.

32.

È positivo che si propongano misure volte a fornire servizi di accesso alle informazioni e ai dati (DIAS). Un sostegno più mirato dell’UE e delle fonti nazionali allo sviluppo del settore a valle per i servizi e le applicazioni satellitari sarebbe importante. La proposta ha altresì riconosciuto la necessità di promuovere e agevolare l’uso di dati e tecnologie di osservazione della Terra da parte degli enti locali, delle piccole e medie imprese, di scienziati e ricercatori, reti dedicate per la distribuzione dei dati di Copernicus e organismi nazionali e regionali. Tuttavia, non è ancora chiaro in che modo saranno raggiunti tali obiettivi.

SST

33.

La proposta di un sistema di sorveglianza dello spazio e tracciamento (SST) è un importante e utile elemento aggiuntivo, considerata la maggiore intensità di utilizzo dello spazio.

34.

Nelle disposizioni concernenti l’ambito di applicazione dell’SST, dovrebbe essere chiarito l’ampio coinvolgimento dei diretti interessati in tutte le regioni dell’UE, compreso l’uso delle soluzioni esistenti, che possono essere anche di tipo commerciale, al fine di fornire servizi agli utilizzatori dell’SST in maniera rapida ed efficiente.

GOVSATCOM

35.

GOVSATCOM soddisferà direttamente le esigenze degli Stati membri che non sono stati in grado di sviluppare i propri sistemi spaziali, creando in tal modo un valore aggiunto diretto per l’azione dell’UE.

36.

Per alcune regioni, ad esempio quelle di confine, l’iniziativa GOVSATCOM può essere particolarmente importante. Essa, in un primo momento, si svilupperà soprattutto attraverso gli Stati membri e successivamente (dopo la valutazione del 2024) forse attraverso le regioni in grado di contribuire direttamente alle attività dell’Agenzia.

Accesso allo spazio

37.

L’accesso allo spazio è importante per attività quali il sistema satellitare globale di navigazione (GNSS) e i programmi Copernicus e Galileo. Per assicurare la sostenibilità, l’Europa dovrebbe avere un accesso autonomo e indipendente allo spazio. Poiché iniziare ad avviare attività in presenza di notevoli ostacoli all’accesso risulta costoso e complicato, dovrebbero essere prese in considerazione soluzioni per sostenere infrastrutture di lancio moderne, efficienti e flessibili.

38.

Tali soluzioni possono comprendere, ad esempio, la definizione di una politica adattata in materia di appalti per i lanci istituzionali europei, nonché una politica coerente in materia di sostenibilità delle infrastrutture critiche. Nel regolamento dovrebbero essere chiaramente indicati la possibilità di aggregare i servizi di lancio, lo sviluppo di tecnologie di lancio alternative e il sostegno delle infrastrutture di terra.

Aspetti organizzativi

39.

La principale proposta organizzativa è di potenziare il ruolo dell’Agenzia del GNSS europeo (GSA) in modo che, anziché essere un organismo dedicato a un programma specifico (Galileo), essa diventi un’Agenzia spaziale per l’UE, che verrà creata a fianco dell’ESA con un elevato rischio di duplicazione delle attività e con un raddoppiamento delle strutture. Questo rischio deve essere evitato introducendo l’obbligo di effettuare, prima di trasferire dei compiti alla GSA, un’accurata valutazione volta a stabilire se l’ESA non disponga già di tali competenze. La pertinenza delle politiche dell’UE dovrebbe garantire un valore aggiunto non solo alle attività degli Stati membri ma anche a quelle della stessa ESA.

40.

Gran parte del progetto di regolamento riguarda gli aspetti organizzativi dell’agenzia proposta, ripresi principalmente dal regolamento sulla GSA. L’attenzione rivolta a tali aspetti comporta il rischio che ci si concentri eccessivamente sulla creazione di strutture amministrative per ritrovarsi, alla fine, con risorse umane e finanziarie insufficienti per le questioni fondamentali quali una più ambiziosa politica industriale dell’UE in materia di spazio.

41.

Attualmente, soprattutto nei paesi più piccoli, vi sono già difficoltà nel reperimento delle risorse umane necessarie per partecipare alle numerose e diverse attività. Tali difficoltà potrebbero esacerbarsi e tradursi in differenze più significative tra gli Stati membri per quanto riguarda la loro capacità di partecipare in maniera attiva. Occorrerebbe poi valutare l’utilizzo ottimale delle risorse, dato che esistono già dei quadri per la cooperazione tra l’ESA e l’UE.

42.

La fruttuosa cooperazione esistente tra le diverse organizzazioni del settore spaziale europeo, che comprendono ad esempio EUMETSAT e CEPMMT, dovrebbe essere mantenuta e rafforzata. Le conoscenze e le strutture esistenti dovrebbero essere utilizzate sfruttandone appieno il potenziale.

Bilancio

43.

La dotazione di bilancio deve essere accolta positivamente. Il programma spaziale sostiene numerose politiche dell’UE, il che significa che il costo rappresenta non solo un costo per attività specifiche, ma anche un mezzo per fornire un elemento essenziale per altre politiche dell’UE. A tale riguardo è necessario sottolineare che le risorse finanziarie previste per la diffusione e la promozione dell’utilizzo dovrebbero tener conto del crescente coinvolgimento di cittadini e imprese. Pertanto, tali risorse non dovrebbero essere inferiori a quelle previste nell’attuale periodo; ad esempio, per Copernicus non meno del 5 % del bilancio totale di Copernicus. La dotazione finanziaria assegnata per la diffusione di EGNOS/Galileo non dovrebbe comprendere le spese per la creazione di nuove strutture amministrative, ma essere esclusivamente destinata alla promozione e allo sviluppo di mercato. Le attività già intraprese, se non vengono adeguatamente finanziate, possono non avere successo oppure divenire irrilevanti, compromettendo in tal modo gli investimenti effettuati.

44.

È deplorevole che il programma Orizzonte non preveda alcun finanziamento dedicato allo spazio.

45.

Osserva che l’introduzione di tecnologie spaziali richiede grandi investimenti iniziali e raccomanda che i poteri pubblici valutino la possibilità di creare nuovi strumenti finanziari orientati al mercato e attraenti, accessibili alle piccole e medie imprese che sviluppano tecnologie spaziali.

Ulteriori questioni

46.

Nelle recenti questioni spaziali controverse, quali l’utilizzo delle risorse dello spazio (comprese le attività minerarie spaziali), di cui si occupa la legislazione di alcuni Stati membri come il Lussemburgo, l’UE può contribuire al raggiungimento di un maggior consenso internazionale sul rapporto tra tale legislazione nazionale e il diritto internazionale (come si legge in numerose convenzioni).

47.

Quanto all’adesione dell’UE alle convenzioni spaziali, tale possibilità è menzionata nella proposta ma dovrebbe essere valutata caso per caso.

Bruxelles, 6 dicembre 2018

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Karl-Heinz LAMBERTZ