25.10.2018   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 387/1


Parere del Comitato europeo delle regioni — Obiettivi del partenariato orientale per il 2020: contributo degli enti locali e regionali

(2018/C 387/01)

Relatore:

Sören HERBST (DE/PPE), membro del consiglio comunale di Magdeburgo

Testo di riferimento:

Dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale del 24 novembre 2017, allegato 1, «20 obiettivi per il 2020».

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI

Osservazioni generali

1.

accoglie con favore l’accordo sui «20 obiettivi per il 2020» sancito nella dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale (PO) tenutosi il 24 novembre 2017 a Bruxelles, e si compiace del fatto che in tale dichiarazione si metta in rilievo il ruolo svolto dagli enti locali e regionali nel promuovere attivamente gli obiettivi del PO tramite la Conferenza degli enti regionali e locali per il partenariato orientale (Corleap);

2.

accoglie con soddisfazione la nuova struttura istituzionale per l’attuazione di questi «20 obiettivi per il 2020», presentata il 12 marzo 2018 e articolata in modo tale da realizzare nei paesi del PO un’economia più solida, una governance più salda, una migliore connettività e una società più forte, oltre che affrontare alcune questioni trasversali;

3.

sottolinea l’importanza determinante di una cooperazione differenziata tra l’UE e i singoli paesi del PO ai fini dello sviluppo democratico, economico e della società civile di questi sei paesi, dal momento che essi presentano sia numerose caratteristiche comuni sia differenze anche notevoli in tutti i settori della vita politica, economica e sociale;

4.

fa notare che gli enti locali e regionali, vista la loro prossimità ai cittadini e in considerazione della riforma delle autonomie locali nei paesi del PO, svolgono un ruolo determinante ai fini della buona riuscita dell’attuazione dei «20 obiettivi per il 2020»;

5.

segnala che l’annessione illegale della Crimea da parte della Federazione russa e il contributo di quest’ultima al conflitto tuttora in corso nelle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk hanno avuto gravi conseguenze sociali per la popolazione dell’Ucraina e lo Stato ucraino nel suo complesso, difficoltà che possono essere superate soltanto con il sostegno dell’UE e dei partner occidentali;

6.

rammenta che purtroppo l’Ucraina non è l’unico paese del PO in cui esistono conflitti con altri paesi del partenariato orientale o con un paese terzo; e ribadisce pertanto il sostegno dell’UE all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale di tutti i paesi partner e la sua piena adesione a tutti i principi, gli obiettivi e gli impegni sanciti nell’Atto finale di Helsinki del 1975, nella Carta di Parigi del 1990 e nella Carta delle Nazioni Unite;

7.

chiede di compiere nuovi sforzi per promuovere la composizione pacifica dei conflitti irrisolti nella regione sulla base dei principi e delle norme del diritto internazionale: la risoluzione dei conflitti, la realizzazione di un clima di fiducia e l’instaurarsi di rapporti di buon vicinato sono essenziali per lo sviluppo e la cooperazione economici e sociali;

Rafforzamento delle istituzioni e buona governance

8.

fa notare che, nei paesi del PO, la riforma delle autonomie locali, che prevede un rafforzamento delle istituzioni statali e una buona governance, rappresenta una priorità. La Carta europea dell’autonomia locale è stata già firmata dalla Moldova e dall’Ucraina nel 1997, dall’Armenia e dall’Azerbaigian nel 2002 e dalla Georgia nel 2004, mentre la Bielorussia, non essendo membro del Consiglio d’Europa, non ha sottoscritto la Carta;

9.

chiede che le riforme volte a garantire un decentramento efficiente siano accompagnate da misure efficaci contro la corruzione a tutti i livelli di governo, per far sì che una governance più solida e affidabile influisca positivamente sulla vita quotidiana dei cittadini;

10.

accoglie con favore l’esplicito riferimento, nella dichiarazione congiunta, all’attuazione della riforma della pubblica amministrazione, e reputa che le statistiche ufficiali, che dovrebbero essere prodotte a livello locale e regionale e fornire dati di elevata qualità, vadano rese disponibili a livello locale e regionale sotto forma di «dati aperti» nei paesi del PO;

11.

sottolinea che statistiche ufficiali di qualità contribuiscono a una migliore comprensione dei contesti sociali, economici e ambientali e consentono di assumere decisioni politiche ed economiche basate su dati fattuali come anche di promuovere la partecipazione civica ai processi politici; invoca, a tale proposito, un sostegno concreto sotto forma di progetti sostenibili per superare le difficoltà esistenti nell’acquisizione di dati statistici ufficiali, con particolare riferimento al livello subnazionale; e richiama l’attenzione sul sito web «Divisione dei poteri», ospitato e sviluppato dal Comitato europeo delle regioni, che offre una panoramica dei livelli di decentramento istituzionale e fiscale nell’UE e nei paesi vicini;

12.

ricorda, sempre a tale proposito, che la raccolta, il trattamento e la messa a disposizione di dati statistici ufficiali da parte delle autorità pubbliche nel quadro della riforma delle autonomie locali racchiudono un notevole potenziale economico, in quanto, oltre a porre le autorità locali e regionali in condizione di valutare efficacemente il potenziale economico dei rispettivi territori, consentono altresì alle piccole e medie imprese (PMI) di trovare la propria nicchia di mercato e di contribuire a una crescita economica sostenibile a livello locale e regionale. Inoltre, disporre di dati affidabili e di elevata qualità aiuta anche a prevenire la corruzione e a elaborare meccanismi efficaci per combatterla. Oltre a ciò, i dati raccolti costituiscono il materiale di partenza per molte delle analisi effettuate dagli istituti scientifici, rafforzando così la ricerca nei paesi del partenariato orientale;

13.

chiede di porre all’ordine del giorno il tema dell’efficienza e dell’efficacia della gestione dei bilanci pubblici locali e di assoggettare tali bilanci a requisiti di audit interno ed esterno, in modo da garantire che i fondi pubblici siano impiegati in modo utile ed efficiente. La partecipazione civica all’audit indipendente dovrebbe aiutare le autorità locali a migliorare la capacità di valutare le loro prestazioni, i loro programmi e la qualità dei loro servizi e di adeguare le une e gli altri alle esigenze dei cittadini;

14.

raccomanda di sostenere le iniziative volte a promuovere la partecipazione civica in relazione ai bilanci pubblici degli enti locali e regionali, sotto forma di bilancio partecipativo, per dare ai cittadini la possibilità di impegnarsi, di contribuire alla gestione delle risorse pubbliche e di esprimere le loro preferenze in materia di spesa pubblica.

Mobilità e contatti interpersonali

15.

apprezza il fatto che i paesi del PO possano partecipare a programmi quali Erasmus+, Europa creativa, COSME e Orizzonte 2020, che offrono maggiori opportunità di scambio per gli atenei, le amministrazioni, le imprese e i ricercatori, e chiede di promuovere più progetti d’informazione in merito a tali programmi a livello locale e regionale, in particolare alla luce del fatto che, in alcuni paesi del PO, i programmi internazionali di sostegno rappresentano l’unica piattaforma per lo scambio e che il tasso di successo delle candidature provenienti da alcuni di questi paesi è relativamente basso;

16.

chiede di non limitarsi a promuovere progetti (di scambi) nel campo della scienza di base, ma di consentire anche lo scambio di esperienze in materia di metodi di ricerca e integrazione dei ricercatori nelle strutture di ricerca europee anche nell’ambito delle discipline umanistiche, che aiutano a comprendere meglio gli sviluppi politici, sociali e culturali nei paesi del PO;

17.

esprime preoccupazione per il fatto che, nella dichiarazione congiunta, si affermi che le reti di università nei paesi del PO dovrebbero concentrarsi soltanto sull’attività didattica;

18.

raccomanda vivamente, a tale riguardo, non solo di promuovere il miglioramento dell’attività didattica nelle università dei paesi del PO, ma anche di sostenere l’attività di ricerca attraverso progetti concreti per la diffusione di esempi di buone pratiche in materia di metodi di ricerca e produzione di pubblicazioni scientifiche;

19.

fa notare, a questo proposito, che attività di scambio tra attori chiave quali le università, gli istituti di ricerca e le organizzazioni della società civile (gruppi di riflessione, PMI ecc.) potrebbero contribuire a sviluppare sinergie positive, da cui trarrebbe beneficio l’intero settore della ricerca e dell’innovazione;

20.

condivide l’opinione secondo cui la riforma dell’amministrazione comunale e del decentramento produce un impatto positivo sui bilanci locali e regionali e racchiude un enorme potenziale in termini di promozione della ricerca e dell’innovazione a livello locale e regionale;

21.

fa osservare che i progetti nel campo dell’imprenditorialità dovrebbero rivolgersi non solo ai giovani, ma anche agli adulti e in particolare alle donne;

22.

invoca, a tale proposito, misure concrete per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale come forma di istruzione non formale tra i giovani e gli adulti a livello locale e regionale, tale da risolvere problemi locali, generare reddito, creare posti di lavoro e stimolare l’innovazione sociale sul territorio;

23.

fa notare che occorrerebbe promuovere non solo gli scambi tra i paesi del PO e con l’UE, ma anche quelli all’interno dei singoli paesi del PO: tali paesi, infatti, sono contraddistinti da una mobilità relativamente modesta, e ciò finisce per consolidare i pregiudizi e gli stereotipi al loro interno e a creare un terreno fertile per la disinformazione;

24.

sottolinea la necessità di sostenere progetti di scambi interregionali rivolti verso l’interno in particolare in Ucraina, dato che tale paese continua a essere vittima di un’aggressione militare ed è oggetto di una costante attività di disinformazione da parte della Federazione russa.

Sviluppo economico e opportunità di mercato

25.

apprezza il fatto che i paesi del PO siano ammessi a partecipare al programma COSME per le PMI;

26.

pone l’accento, a tale proposito, sul fatto che finora l’Armenia, l’Azerbaigian e la Georgia non hanno mai preso parte al suddetto programma e che i progetti partecipanti presentati da Ucraina, Moldova e Bielorussia sono relativamente pochi (da 1 a 8) e si concentrano in larga misura sulle rispettive capitali;

27.

è fermamente convinto che tale programma vada sviluppato ulteriormente e che debba rivolgersi in particolare alle PMI regionali e locali dei paesi del PO, anche lontano dalle rispettive capitali. Programmi di questo tipo, infatti, sono intesi a sostenere le PMI e ad aiutare una crescita sostenibile a livello locale e regionale;

28.

fa notare come sia importante, per gli enti territoriali dell’UE, promuovere le associazioni di categoria, gli ordini professionali e le camere di commercio e industria regionali e locali, dato che tali organismi facilitano l’integrazione nelle strutture europee e aiutano a sviluppare una cultura della concorrenza leale, il che a sua volta contribuirebbe alla lotta contro la corruzione;

29.

ribadisce che occorre promuovere l’imprenditoria sociale, in quanto essa migliora lo sviluppo economico a livello regionale e locale e crea posti di lavoro;

30.

considera importante stimolare l’innovazione nelle PMI e favorire le sinergie tra l’imprenditoria e la ricerca;

31.

sottolinea che non è sufficiente limitarsi (come indicato nei 20 obiettivi per il 2020) a sostenere gli enti locali e regionali nell’attuazione delle strategie di sviluppo economico, ma che è necessario offrire ad essi un sostegno tecnico sin dalla fase di sviluppo di tali strategie.

Obiettivi generali

32.

auspica (conformemente a quanto affermato negli obiettivi) un maggiore impegno da parte dei paesi interessati a favore delle misure che rafforzano lo Stato di diritto e il sistema giudiziario, garantiscono i diritti fondamentali, le libertà e la sicurezza e sanciscono la protezione delle minoranze e dell’uguaglianza di genere, anche in relazione alla lotta contro la violenza domestica;

33.

tiene a sottolineare che nei paesi del PO la società civile svolge un ruolo decisivo per lo sviluppo democratico della società nel suo insieme e dovrebbe pertanto essere considerata dai governi un interlocutore credibile e un partner di primo piano;

34.

fa notare come, nel contesto delle riforme dell’amministrazione locale e del decentramento, le nuove forze e dirigenze democratiche svolgano un ruolo di rilievo nei processi democratici e vadano quindi sostenute attraverso misure mirate;

35.

sottolinea la necessità di migliorare la qualità dell’amministrazione pubblica; e invoca, a tale proposito, l’introduzione di un programma di osservazione in situazione di lavoro (job shadowing) per il personale amministrativo degli enti regionali e locali, volto a migliorare il trasferimento degli standard europei nella prassi amministrativa;

36.

invita, in tale contesto, la Commissione europea a reintrodurre, in versione modificata, lo Strumento per l’amministrazione locale (Local Administration Facility — LAF), come già proposto nel proprio parere dell’ottobre 1996 sul riesame della politica europea di vicinato (1);

37.

raccomanda vivamente di promuovere le attività di ricerca condotte nell’ambito di strutture della società civile (gruppi di riflessione, istituti di ricerca ecc.), le quali, con le loro analisi, arricchiscono il dialogo sulle politiche e, con le loro proposte pratiche, aiutano i soggetti responsabili ad assumere le decisioni politiche ed economiche nei singoli paesi del PO;

38.

sottolinea la particolare importanza della tutela delle minoranze in tutti i paesi del PO, in quanto elemento fondamentale affinché le persone possano identificarsi con la loro regione e con tutte le sue componenti culturali, sociali e civili specifiche;

39.

considera urgente favorire sia lo sviluppo che l’esistenza di mezzi d’informazione locali e regionali non commerciali, come pure di un servizio pubblico radiotelevisivo, al fine di promuovere una narrazione pluralistica, garantire ai cittadini dei paesi del PO l’accesso a informazioni indipendenti, sostenere un giornalismo di qualità e, in questo modo, contrastare in modo efficace la disinformazione;

40.

richiama l’attenzione sulla particolare situazione degli abitanti della regione del Donbass, i quali possono ricevere sui canali analogici esclusivamente emittenti controllate dalla Federazione russa che diffondono perlopiù contenuti propagandistici; e invoca pertanto l’introduzione di un fondo UE di assistenza tecnica per le emittenti radiofoniche locali non commerciali ucraine, che forniscono alla popolazione del Donbass informazioni indipendenti provenienti dalle zone non occupate.

Osservazioni conclusive

41.

sottolinea il ruolo specifico degli enti locali e regionali, i quali possono operare in tutti i settori, e reputa particolarmente importante promuovere gli scambi tra gli enti subnazionali dell’UE e quelli dei paesi del PO sotto forma di partenariati tra città e tra regioni, nonché tra i diversi enti territoriali all’interno dei singoli paesi del PO;

42.

chiede, a tale proposito, l’introduzione di un programma che miri ad avviare, senza inutili formalità burocratiche, la creazione dei suddetti partenariati tra gli enti locali e regionali dell’UE e quelli dei paesi del PO, offrendo al contempo maggiori opportunità di realizzarne concretamente gli obiettivi grazie a un sostegno finanziario al rafforzamento di tali partenariati;

43.

è preoccupato per il fatto che la proposta in merito al quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 non preveda un incremento delle risorse finanziarie assegnate al nuovo strumento esterno (il quale sostituirebbe, tra l’altro, lo strumento europeo di vicinato), necessario per rispondere agli obiettivi stabiliti per i paesi del PO, pur aumentando la dotazione finanziaria complessiva per le azioni dell’UE nel mondo;

44.

reputa importante che la Corleap non si limiti a fungere da piattaforma di scambio, ma sostenga in modo concreto la cooperazione territoriale attraverso attività che vadano da una mediazione efficace all’apporto di visibilità a progetti concreti; e si impegna inoltre a contribuire alla considerazione in cui è tenuta la Corleap dai suoi partner e a dimostrarsi all’altezza di tale reputazione, dando risalto ai successi e alle potenzialità della cooperazione territoriale e rendendo i benefici della politica del PO più comprensibili e visibili per i cittadini.

Bruxelles, 4 luglio 2018.

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Karl-Heinz LAMBERTZ


(1)  COR-2016-00982-00-00-AC-TRA.