Bruxelles, 10.7.2017

COM(2017) 379 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2015 (Sintesi)


Relazione sul seguito dato alle richieste formulate dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni sul discarico e dal Consiglio nella sua raccomandazione sul discarico per l’esercizio 2015 1  

0.INTRODUZIONE

Il 27 aprile 2017 il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, ha concesso il discarico alla Commissione per l’esercizio finanziario 2015. Il discarico è la procedura con cui Parlamento europeo e Consiglio esaminano l’esecuzione del bilancio dell’UE e chiedono alla Commissione di rendere conto della sua gestione finanziaria. La relazione annuale e le relazioni speciali della Corte dei conti europea costituiscono contributi fondamentali, insieme alle relazioni della Commissione stessa sui conti dell’UE e sulla gestione ed esecuzione del bilancio dell’UE.

La procedura di discarico per l’esercizio finanziario 2015 è stata contraddistinta da uno scambio di vedute continuo e fruttuoso tra le istituzioni su come migliorare la gestione dei fondi dell’UE a vantaggio dei suoi cittadini. Durante il dibattito conclusivo presso il Parlamento europeo nell’aprile 2017, i principali intervenenti del Parlamento europeo e del Consiglio hanno appoggiato l’idea di una maggior attenzione ai risultati, confermando che il conseguimento di risultati grazie al bilancio dell’UE è importante quanto garantire il rispetto delle regole formali. Si tratta di una posizione pienamente coerente con l’iniziativa della Commissione per un “Bilancio dell’UE incentrato sui risultati”, tesa a rafforzare l’enfasi sistematica sui risultati e le realizzazioni, facilitando al tempo stesso la comprensione degli obiettivi e degli effetti del bilancio dell’UE per i cittadini e le parti interessate. Anche la Corte dei conti europea si è impegnata ad espandere costantemente la sua relazione annuale e a concentrarsi maggiormente sugli aspetti attinenti alla performance.

Il discarico è un processo constante che permette di trarre insegnamenti dal passato per migliorare la spesa futura dell’UE. Nel corso della riunione plenaria, l’on. Zeller, in veste di relatore per il discarico della Commissione, ha auspicato che la risoluzione relativa al discarico formasse oggetto di un follow-up adeguato. Per fornire un feedback più rapido sulle priorità principali del Parlamento europeo e del Consiglio, quest’anno la Commissione ha deciso di stilare la sua relazione di follow-up già a luglio.

La presente relazione dà seguito alle principali richieste del Parlamento europeo e del Consiglio nell’ambito del discarico e fa parte del pacchetto integrato di informativa finanziaria sul bilancio 2016 dell’UE. Essa si concentra in particolare sui seguenti aspetti: 1) il futuro delle finanze dell’UE, 2) la gestione di bilancio e finanziaria, 3) ottenere risultati dal bilancio dell’Unione, e 4) la gestione del fondo per la pace in Africa.

Le risposte dettagliate alle richieste specifiche emesse nell’ambito del discarico dal Parlamento europeo e dal Consiglio, comprese le richieste formulate nel quadro delle relazioni speciali della Corte dei conti europea sempre in relazione alla procedura di discarico 2015, saranno pubblicate ad una data successiva.

1.Principali richieste relative all’avvenire delle finanze dell’UE

Il relatore, on. Zeller, ha fatto osservare che nel 2015 il bilancio dell’UE ha dovuto sostenere obiettivi politici a più lungo termine, quali le priorità politiche della Commissione e la strategia Europa 2020, dovendo al contempo rispondere a situazioni di crisi in diversi settori, tra cui la migrazione. In questo contesto, ha sollevato la questione di come sia possibile conseguire un migliore equilibrio tra le priorità politiche e le risorse di bilancio in futuro, nonché garantire un controllo parlamentare su tutti i fondi legati alle strategie dell’UE.

L’on. Zeller ha inoltre espresso timori circa l’utilizzazione di meccanismi finanziari che “non sono finanziati direttamente dal bilancio dell’UE né figurano in esso” e dei rischi potenziali legati a un ricorso aumentato agli strumenti finanziari.

Questi punti sono stati discussi in maniera approfondita nel corso della procedura di discarico e formeranno parte del processo di riflessione generale in vista della preparazione del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP). Il Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa, pubblicato nel marzo 2017, ha dato l’avvio al dibattito generale sull’Europa nel 2025, in particolare per quanto riguarda le prospettive finanziarie dell’Europa, illustrate in dettaglio in un documento di riflessione sul futuro delle finanze dell’UE del 28 giugno 2017.

Il processo politico sarà completato da un riesame dell’efficienza, dell’efficacia e del valore aggiunto dell’UE. Questa impostazione sarà la base per la preparazione della prossima generazione di fondi e per l’ammodernamento del bilancio dell’UE.

Inoltre, la Commissione migliora costantemente le sue relazioni sulla performance nell’ambito della sua strategia relativa ad un “Bilancio incentrato sui risultati”. Il progetto di bilancio 2018 contiene dichiarazioni programmatiche che indicano ciò che i programmi hanno conseguito finora e cosa si ci aspetta da essi in termini di risultati, progressi e sfide da affrontare in futuro, il che favorisce un’impostazione di bilancio maggiormente orientata ai risultati.

Le sezioni 1.1 e 1.2 rispondono più dettagliatamente alle due principali preoccupazioni del Parlamento europeo.

1.1. Occorre trovare un nuovo equilibrio tra la definizione delle priorità politiche, l’attuazione delle misure e i quadri finanziari (paragrafi 9-17)

Il Parlamento europeo (PE) ha appoggiato la proposta avanzata dalla Corte nel suo “Documento di riflessione sul riesame intermedio del quadro finanziario pluriennale 2014-2020”, del 28 ottobre 2016, secondo cui “è giunto il momento che la Commissione esamini altre opzioni, come ad esempio:

- la definizione di un programma di bilancio “mobile” con un orizzonte di pianificazione quinquennale, una clausola(e) di revisione per obiettivi e politiche e un programma di valutazione “mobile”;

- la fissazione della durata dei programmi e dei regimi in funzione delle esigenze delle politiche anziché della durata del periodo di programmazione finanziaria; - l’introduzione dell’obbligo, per gli Stati membri e la Commissione, di motivare in maniera adeguata la necessità di a) finanziamenti dell’Unione e b) di conseguire i risultati prima di stabilire la spesa;”

La Commissione valuterà effettivamente quale sia la durata del prossimo QFP più adeguata al fine di trovare il giusto equilibrio tra la durata dei mandati dei membri del PE e della Commissione e la necessità di garantire la stabilità dei cicli di programmazione e la prevedibilità degli investimenti.

Il QFP viene discusso e approvato sotto forma di pacchetto insieme alla legislazione sulle risorse proprie. Poiché ciò determina i massimali annuali degli stanziamenti di impegno che corrispondono ai grandi settori di attività dell’Unione e i massimali annuali degli stanziamenti di pagamento, la legislazione sui programmi di spesa viene proposta in modo da riflettere e rispettare le scelte politiche e di bilancio operate nel quadro del QFP. Pertanto tale legislazione include, in generale, clausole di riesame allineate al rispettivo periodo coperto dal QFP.

Il PE ha anche chiesto di inserire i suggerimenti avanzati dalla Corte nel suo Documento di riflessione sul riesame intermedio e le raccomandazioni del Gruppo di alto livello sulle risorse proprie nell’ordine del giorno della prossima riunione di esperti sul bilancio incentrato sui risultati. La Commissione proporrà al gruppo di discutere le questioni sollevate dal PE. Per quanto riguarda gli elementi direttamente legati all’esecuzione del bilancio, in occasione delle riunioni di esperti sono già state formulate - e continueranno ad essere formulate - considerazioni di ordine generale su questioni come le relazioni sull’esecuzione e l’utilizzazione delle informazioni nel quadro del processo decisionale per il ciclo del bilancio. La Commissione esaminerà in che modo integrare le raccomandazioni del gruppo di esperti di alto livello sulle risorse proprie nelle attività del gruppo di esperti. Si terrà conto delle esperienze condivise durante le riunioni di esperti nella preparazione della conferenza annuale 2017 sul bilancio dell’UE incentrato sui risultati.

Il PE invita inoltre la Commissione a tenere conto dell’accordo di Parigi per innalzare l’obiettivo di spesa a favore del clima nel bilancio dell’UE dal 20% al 30%. La Commissione ha illustrato la sua posizione in merito alla possibilità di introdurre modifiche importanti nel QFP attuale nelle sue risposte alla relazione speciale n. 31/2016 della Corte 2 , che valuta i progressi compiuti dalla Commissione nel destinare il 20% del bilancio alle spese connesse al clima, ponendo così il bilancio dell’UE all’avanguardia in materia di azione a favore dell’integrazione delle questioni climatiche.

La Commissione si adopererà per allineare ancora di più la spesa di bilancio agli obiettivi politici dell’UE nel contesto del quadro legislativo attuale. Con la sua revisione intermedia dell’attuale QFP, la Commissione ha già preso provvedimenti per rafforzare la capacità del bilancio di affrontare le priorità dell’UE. Le proposte della Commissione per i bilanci futuri dell’UE (e per il prossimo QFP) terranno conto delle priorità politiche e degli impegni internazionali dell’Unione. L’obiettivo per il QFP dopo il 2020 è di disporre di un insieme armonizzato ed efficiente di programmi dell’UE in grado di attuare le priorità politiche.

1.2.“I bilanci ombra devono essere ricondotti nel quadro del bilancio dell’Unione” (paragrafi 24-27)

Si chiede alla Commissione di proporre misure per rendere i meccanismi di finanziamento dell’Unione per l’esecuzione del bilancio dell’Unione più capaci di assicurare una sufficiente trasparenza e rendicontabilità; di presentare una valutazione dell’impatto del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) sugli altri programmi e strumenti finanziari; di assicurarsi che gli strumenti finanziari risultino compatibili con la strategia dell’UE e di redigere una comunicazione sui cosiddetti “bilanci ombra”.

La Commissione fa osservare che alcuni di questi meccanismi sono stati creati per rispondere alla crisi della zona euro e che sono di natura intergovernativa ed è questo il motivo per cui essi non fanno parte del bilancio dell’UE. Altri strumenti come il FEIS e il Fondo europeo per gli investimenti integrano i meccanismi di esecuzione più tradizionali del bilancio dell’UE, rafforzandone la portata e l’effetto leva.

Di conseguenza, l’architettura finanziaria attuale dell’UE ha permesso di mobilitare fondi per venire incontro a nuove esigenze e ottenere maggiori risultati con meno spesa. L’impatto di questi strumenti nel bilancio dell’UE è spiegato nei conti annuali dell’UE che sono rivisti dalla Corte dei conti europea. Vengono inoltre fornite relazioni specifiche sugli strumenti finanziari, i fondi fiduciari e lo strumento per i rifugiati in Turchia, il che garantisce la trasparenza e l’obbligo di rendere conto.

Per quanto riguarda la comunicazione richiesta dal PE, la Commissione fa notare che il Libro bianco sul futuro dell’Europa nel 2025 ha avviato un processo globale di dibattito e riflessione che precede i preparativi per il prossimo QFP. In tale contesto la Commissione ha appena adottato un documento di riflessione sul futuro delle finanze dell’UE. La questione dell’architettura finanziaria dell’UE formerà parte del processo generale di riflessione per preparare il prossimo QFP.

Per quanto concerne la compatibilità degli strumenti finanziari con la strategia dell’UE, la Commissione sottolinea che gli strumenti finanziari sono uno strumento al servizio delle politiche dell’UE. Non mettono a rischio le politiche concordate e non devono essere visti come una minaccia a qualsivoglia politica. La loro utilizzazione nei prossimi anni dipenderà dal livello delle ambizioni riposte nel bilancio e nelle politiche dell’UE, nonché dalla loro capacità o meno di costituire uno strumento adatto a realizzare tali politiche.

Con la sua proposta di revisione del Regolamento finanziario/Omnibus 3 , la Commissione intende già riunire i diversi meccanismi di finanziamento dell’Unione, in particolare i fondi fiduciari, il fondo per gli investimenti strategici, i fondi di garanzia, i meccanismi, gli strumenti finanziari e l’assistenza macrofinanziaria, nel quadro regolamentare unico del regolamento finanziario e in particolare nel titolo X. Inoltre, le norme relative ai fondi strutturali e di investimento e ai fondi gestiti dalla Commissione vengono razionalizzate nella misura del possibile. La proposta è attualmente in corso di esame presso il PE e il Consiglio. La Commissione si rallegra quindi di ogni proposta del Parlamento volta a migliorare ancora il modo in cui tali problemi vengono affrontati.

Riguardo alla richiesta di rivedere la valutazione ex ante dello strumento di debito del meccanismo per collegare l’Europa (CEF) alla luce dell’istituzione del FEIS e di presentare altresì al Parlamento un’analisi dell’impatto di quest’ultimo sugli altri programmi e strumenti finanziari dell’Unione, la Commissione ritiene che gli sviluppi di mercato dopo il lancio di uno strumento finanziario debbano essere valutati nell’ambito del processo di riesame intermedio di tale strumento.

Ciò detto, la Commissione accetta di valutare la coerenza dello strumento di debito del CEF con altre iniziative dell’UE, compreso il FEIS, durante il riesame intermedio del CEF che è in corso e che dovrebbe concludersi alla fine del 2017, dopo il completamento della relazione di valutazione da parte dei consulenti esterni. Inoltre, sarà pubblicato un addendum alla valutazione ex ante del CEF che prende in esame il fabbisogno di investimenti dopo il lancio del FEIS e il l’opportunità di utilizzare uno strumento di capitale proprio nei settori del CEF.

Infine, la Commissione potrebbe presentare una valutazione dell’impatto del FEIS sugli altri strumenti finanziari nel quadro della valutazione del FEIS, se opportuno.

2.Gestione di bilancio e finanziaria (paragrafi 40-42)

Il PE e il Consiglio hanno avanzato tre richieste principali riguardanti rispettivamente il monitoraggio in relazione agli impegni da liquidare; la presentazione annuale di una previsione a lungo termine aggiornata sui flussi di cassa e la necessità di tenere conto dei vincoli di capacità presenti in alcuni Stati membri e di fornire loro assistenza tecnica per aumentare i tassi di assorbimento specie nel settore dei Fondi strutturali e d’investimento europei.

Per quanto concerne gli impegni da liquidare, la Commissione continuerà a prendere misure nei confronti degli Stati membri per ridurre il volume di tali impegni e fare un uso maggiore delle rettifiche nette nel settore della coesione, sempre nel rispetto del quadro normativo.

Circa il sostegno agli Stati membri, la Commissione ha già predisposto una task force per un migliore utilizzo dei fondi strutturali e d’investimento europei in determinati Stati membri, nel rispetto della legalità e regolarità delle spese nel quadro definito dal QFP e dalla pertinente legislazione. La Commissione intende assicurare che il lavoro della task force sia messo pienamente a frutto e si concentrerà sull’elaborazione di un’impostazione proattiva e mirata nei confronti degli Stati membri al fine di sostenere l’attuazione del finanziamento della politica di coesione per il periodo 2014-2020.

Per quanto riguarda i flussi di cassa a lungo termine, nella comunicazione sul riesame/la revisione intermedia del QFP, la Commissione ha presentato previsioni di pagamento che valutano la sostenibilità dei massimali attuali e includono una stima dei disimpegni e dell’evoluzione del RAL (reste à liquider) fino alla fine dell’attuale QFP.

La Commissione continuerà a monitorare l’attuazione e aggiornerà le sue previsioni di conseguenza.

Inoltre, nel 2017 la Commissione aggiornerà le previsioni degli stanziamenti di pagamento dopo il 2020 a norma del punto 9 dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria.

3.Ottenere risultati dal bilancio dell’Unione (paragrafi 83, 85, 97, 99 e 101)

Il PE ha avanzato diverse richieste riguardanti rispettivamente la relazione annuale sulla gestione e il rendimento e Orizzonte 2020.

Nel corso degli anni la Commissione ha introdotto meccanismi finalizzati a rendere conto della performance per spiegare le operazioni dei programmi di spesa e dimostrare in che modo i fondi dell’UE vengono utilizzati per conseguire gli obiettivi strategici.

Tutti gli atti di base giuridici e di esecuzione riguardanti i programmi nel quadro del QFP 2014-2020 contengono quadri di performance che definiscono obiettivi e stabiliscono indicatori per misurare lo stato di avanzamento, nonché le modalità di monitoraggio, rendicontazione e valutazione. L’attuazione del quadro della performance viene aggiornata annualmente nel documento di lavoro che accompagna il progetto di bilancio, ovvero le dichiarazioni programmatiche. La relazione annuale sulla gestione e il rendimento raggruppa le informazioni sulla performance e la gestione del bilancio dell’UE e fornisce una veduta d’insieme di come il bilancio dell’UE venga utilizzato per sostenere le priorità politiche dell’Unione.

Dal 2016 la relazione annuale sulla gestione e il rendimento della Commissione fonde insieme due relazioni precedenti: la relazione di valutazione redatta ai sensi dell’articolo 318 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e la relazione di sintesi di cui all’articolo 66, paragrafo 9, del regolamento finanziario. La relazione si basa sulle relazioni annuali di attività dei servizi della Commissione, nonché su altre fonti di informazioni dettagliate sulla performance come le dichiarazioni programmatiche presentate unitamente al bilancio annuale, le relazioni di valutazione dei programmi del bilancio dell’UE e la relazione generale sulle attività dell’Unione. Raggruppando le informazioni sulla performance e la gestione del bilancio dell’UE, la relazione annuale sulla gestione e il rendimento fornisce una veduta d’insieme del modo in cui il bilancio dell’UE sostiene le priorità politiche dell’Unione.

Le realizzazioni indicate nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento sono descritte in funzione dei diversi gradi di maturità dei programmi, e vanno dai dati di partenza raccolti in relazione alle prime fasi dei programmi fino ai risultati dei programmi finalizzati. La Commissione presenta informazioni che sono disponibili al momento dell’elaborazione della relazione annuale sulla gestione e il rendimento. È normale che, nella prima fase dell’esecuzione del programma, queste informazioni riguardino gli input (la dotazione finanziaria) e, se possibile, le realizzazioni. Queste informazioni danno una buona indicazione delle spese del bilancio dell’UE e del contributo di quest’ultimo alle priorità politiche. Una volta che l’esecuzione dei programmi sarà più matura saranno disponibili informazioni sui risultati e sugli impatti. La rendicontazione sulla performance dei programmi del QFP attuale continuerà a essere fornita nelle edizioni future della relazione annuale sulla gestione e il rendimento.

Il PE invita la Commissione ad anticipare la pubblicazione della relazione annuale sulla gestione e il rendimento. Inoltre invita la Commissione a valutare meglio, nelle sue prossime relazioni sulla performance, i risultati e le realizzazioni di tutte le politiche e a indicare chiaramente e in maniera sintetica il contributo delle politiche europee agli obiettivi dell’Unione e a valutare il rispettivo contributo agli obiettivi di Europa 2020.

La Commissione ha adottato la relazione annuale sulla gestione e il rendimento per il 2016 il 13 giugno 2017, prima della scadenza regolamentare del 15 giugno stabilita dall’articolo 66, paragrafo 9, del regolamento finanziario. Anticipare significativamente la pubblicazione della relazione annuale sulla gestione e il rendimento non sarebbe compatibile con le scadenze attuali che gli Stati membri devono rispettare per la trasmissione dei dati pertinenti alla Commissione. Questi dati costituiscono un apporto fondamentale per le relazioni annuali di attività delle direzioni generali incaricate dei fondi in gestione concorrente.

Dal 2016 in poi, e sulla base dei piani strategici elaborati annualmente da ciascun servizio della Commissione, le relazioni annuali di attività spiegheranno in che modo gli obiettivi specifici contribuiscano alle priorità politiche e chiariranno meglio i collegamenti con Europa 2020.

Sia il PE che il Consiglio hanno avanzato richieste relative al miglioramento della performance del quadro di rendicontazione e gestione di Orizzonte 2020.

Riguardo alla performance, la Commissione riferirà nella relazione di valutazione intermedia di Orizzonte 2020 sui progressi nel quadro di Orizzonte 2020 e sul contributo del programma alla strategia Europa 2020, sulla base dei più recenti dati disponibili sulla performance. Inoltre valuterà la performance dei programmi di lavoro che saranno attuati per i programmi di lavoro 2018-2020.

Per quanto riguarda il quadro di gestione della performance, la Commissione garantirà un utilizzo coerente dei termini “risorsa”, “realizzazione”, “risultato” e “impatto”, aderendo alle definizioni contenute negli orientamenti per legiferare meglio. Essa continuerà a promuovere un’applicazione coerente di tali orientamenti mediante azioni di sensibilizzazione e una formazione adeguata.

4.Risultati in materia di gestione e strumenti di gestione interna della Commissione (paragrafi 62, 70-73, 215e e 306)

Il PE e il Consiglio si rallegrano del fatto che la Corte abbia espresso un giudizio positivo sui conti dell’UE e del fatto che le entrate fossero esenti da errori materiali. La Corte ha anche riscontrato che gli impegni erano legali e regolari in tutti gli aspetti significativi. Tuttavia, pur constatando che il livello di errore stimato globale per i pagamenti è migliorato negli ultimi anni, sia il PE che il Consiglio deplorano il fatto che i pagamenti sono stati inficiati da un elevato livello di errore.

Il PE sottolinea la necessità di utilizzare tutte le informazioni disponibili per prevenire, individuare e correggere eventuali errori. Invita la Commissione a pubblicare una “dichiarazione di affidabilità” basata sulle relazioni annuali di attività delle Direzioni generali per produrre una propria stima statistica del livello di errore e a valutare separatamente l’importo di fondi dell’UE che la Commissione intende recuperare mediante recuperi/rettifiche finanziarie in relazione all’esercizio finanziario 2015.

Il Consiglio incoraggia la Commissione e la Corte a collaborare per far convergere i loro approcci nella valutazione dell’impatto delle rettifiche finanziarie sugli importi a rischio stimati alla chiusura e a fornire dati comparabili. Inoltre invita la Commissione a fornire all’autorità di bilancio una relazione globale relativa ai settori in cui il livello di errore individuato è persistentemente elevato, illustrandone le cause profonde..

Quale gestore del bilancio dell’UE, la Commissione persegue l’obiettivo di garantire la sana gestione finanziaria del bilancio dell’UE applicando controlli preventivi e correttivi, tenendo conto della natura pluriennale dei programmi. Essa adotta misure preventive come i controlli ex ante, la sospensione e l’interruzione dei pagamenti, nonché misure correttive come le rettifiche finanziarie e i recuperi.

La Commissione riferisce su tali misure nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento, basandosi sulle relazioni annuali di attività dei servizi della Commissione. Come richiesto dal Consiglio, continuerà a collaborare con la Corte per migliorare ancora l’attività di rendicontazione.

A seguito delle richieste del PE nel quadro di precedenti procedure di discarico, l’importo a rischio al momento della chiusura è stato introdotto nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento per il 2015 per stimare l’importo di spesa potenzialmente a rischio una volta concluso il ciclo di controllo pluriennale e adottate le misure correttive. Si basa sulla stima prudente e migliore possibile della Commissione dell’importo a rischio per il bilancio e delle rettifiche che si prevede di attuare. Vengono presi in considerazione anche i dati pertinenti degli Stati membri.

La Commissione continuerà a riferire in merito all’importo globale a rischio nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento. L’importo a rischio al momento della chiusura per l’esercizio finanziario 2016 è stimato tra lo 0,65% e l’1,07% del totale della spesa per il 2016. Ciò indica che la Commissione gestisce efficacemente i rischi relativi alla legalità e regolarità della spesa in una prospettiva pluriennale.

Adottando la relazione annuale sulla gestione e il rendimento per il bilancio dell’UE, il Collegio della Commissione assume la responsabilità politica globale della gestione del bilancio dell’UE. La Commissione ritiene che ciò comprenda la responsabilità di render conto dell’attività dei suoi servizi.

Per quanto riguarda la richiesta di fornire una stima statistica del livello di errore, la Commissione ritiene che un’impostazione simile avrebbe per effetto di aggiungere un livello supplementare di audit, in particolare per i fondi gestiti in gestione concorrente con gli Stati membri. La Commissione continuerà a collaborare con le autorità di audit degli Stati membri, definendo insieme a queste un’impostazione statisticamente valida per la stima del livello di errore, e a utilizzare tali tassi dopo la convalida. Pertanto, la Commissione attua il “principio dell’audit unico”, scegliendo di concentrare le proprie attività di audit sui revisori dello Stato membro, convalidando il loro lavoro di audit.

Il 28 febbraio 2017 la Commissione ha adottato una relazione sulle cause di fondo degli errori e sulle azioni intraprese 4 . La relazione ha concluso che la Commissione e la Corte traggono le stesse conclusioni generali circa la natura e le cause di fondo dei livelli di errore persistentemente elevati: si tratta delle carenze nei sistemi di gestione e di controllo, che sono talvolta aggravate dal quadro giuridico complesso. La Commissione prosegue quindi il suo programma di semplificazione delle regole, ad esempio nel quadro della proposta di revisione del regolamento finanziario/omnibus.

Il PE invita anche la Commissione ad aggiungere una relazione annuale sulla governance e una dichiarazione di sostenibilità di bilancio a medio e lungo termine al rendiconto finanziario.

La Commissione aggiornerà e pubblicherà le sue modalità di governance con cadenza regolare. Le informazioni riguardanti gli importi a rischio al momento della chiusura vengono presentate nella relazione annuale sulla gestione e il rendimento.

Per quanto riguarda la sostenibilità di bilancio a medio e lungo termine, a causa di differenze riguardanti specificamente il debito (ad esempio la capacità di rispettare gli impegni finanziari o a rifinanziare o aumentare il debito) e le entrate (come la capacità di modulare i livelli di tassazione in vigore o di introdurre nuove fonti di reddito), il bilancio dell’Unione non è paragonabile ai bilanci nazionali. Nel contesto dell’UE, il QFP è lo strumento che garantisce la stabilità a medio e lungo termine e la prevedibilità del fabbisogno futuro di pagamenti e delle priorità di bilancio. La Commissione riferisce su tali aspetti più tardi nel corso dell’anno, visto che il ciclo del bilancio non permette di pubblicare tali informazioni contemporaneamente ai conti annuali.

Per quanto riguarda l’invito del PE e del Consiglio di essere proattiva in merito all’ “approccio di audit unico”, la Commissione conferma che è già così nel caso dei sistemi di controllo a più livelli nei settori politici attuati in collaborazione con gli Stati membri e con le organizzazioni internazionali.

Per quanto riguarda la richiesta di svolgere un’analisi dei cosiddetti “progetti coerenti” che dovrebbe includere valutazioni ex ante per verificare che i progetti sostitutivi rispondano agli obiettivi previsti, la Commissione fa presente che la sostituzione con tali progetti è possibile nell’ambito del quadro giuridico esistente. Nell’ambito della gestione concorrente, lo Stato membro ha la competenza esclusiva in materia e le condizioni di ammissibilità del programma in questione devono essere rispettate, come chiarito dalla Commissione nei suoi orientamenti. La legislazione permette questa impostazione. Non spetta alla Commissione effettuare valutazioni ex ante dei progetti in virtù dei principi della gestione concorrente. Tuttavia, la Commissione effettua periodicamente audit per controllare che gli Stati membri rispettino i loro obblighi.

5.Gestione del Fondo per la pace in Africa (paragrafi 92-93)

Nel quadro della risoluzione del PE riguardante il Fondo europeo di sviluppo, il PE ha avanzato due richieste importanti alla Commissione riguardanti la gestione del Fondo per la pace in Africa per quanto riguarda la governance e la preparazione di relazioni sulle misure correttive nella gestione dei fondi.

Per quanto riguarda la governance, la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) hanno firmato nel gennaio 2017 un nuovo accordo interservizi che definisce chiaramente la ripartizione dei compiti tra la DG DEVCO e il SEAE (sede e delegazione) per la gestione del Fondo per la pace in Africa.

Per quanto riguarda le misure correttive, il Direttore generale della DG DEVCO ha presentato una relazione dinanzi alle commissioni CONT/DEVE riunite congiuntamente il 31 gennaio 2017. È stato concordato con i presidenti delle commissioni che a tempo debito sarebbe seguita una relazione di follow-up.

Inoltre nel 2016 la DG DEVCO ha adottato e lanciato un nuovo piano d’azione, con cui intende trattare in maniera più approfondita le carenze del sistema di controllo a seguito delle riserve emesse nella sua relazione annuale di attività per il 2015 riguardo ai settori di spesa ad alto rischio identificati mediante un’analisi dei tassi di errore. Particolare attenzione viene rivolta al monitoraggio delle operazioni con le organizzazioni internazionali, trattandosi di uno dei due settori specifici associati ad un maggior rischio di errore. Una terza riserva sul Fondo per la pace in Africa è stata formulata separatamente e riguarda una serie di misure specifiche che sono in corso di attuazione.

* * *

(1)

A norma dell'articolo 319, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), dell'articolo 166 del regolamento finanziario, dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario del nono Fondo europeo di sviluppo (FES) e dell'articolo 144 del regolamento finanziario del decimo FES.

(2)

 Disponibile al seguente indirizzo:
http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR16_31/SR_CLIMATE_EN.pdf

(3)

 COM(2016) 605 final del 14.9.2016.

(4)

 (COM(2017)124)