Bruxelles, 2.3.2017

COM(2017) 204 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Quinta relazione sui progressi compiuti in merito all'attuazione della dichiarazione UE-Turchia




Quinta relazione sui progressi compiuti in merito all’attuazione della dichiarazione UE-Turchia

Introduzione

A quasi un anno dall’inizio dell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 1 , la presente quinta relazione 2 conferma ancora una volta che la dichiarazione ha prodotto risultati tangibili nonostante il difficile contesto. Il numero di attraversamenti continua a rimanere sostanzialmente ridotto e le perdite di vite umane sono state contenute.

Contestualmente al proseguimento degli sforzi dell’UE e degli Stati membri per rafforzare la gestione della migrazione e la capacità dell’amministrazione greca di trattare le domande di asilo, dalla quarta relazione gli arrivi nelle isole greche sono diminuiti a meno di 50 al giorno. Per il momento, tuttavia, il numero degli arrivi nelle isole greche supera ancora quello dei rinvii dalle isole greche in Turchia. Le condizioni di vita nelle strutture di accoglienza delle isole, già messe a dura prova, rimangono molto difficili, specialmente a causa di condizioni meteorologiche invernali particolarmente rigide.

Sono stati compiuti ulteriori passi avanti anche per quanto riguarda altri elementi della dichiarazione, tra cui un ritmo più regolare dei reinsediamenti dei rifugiati siriani dalla Turchia e un’attività più intensa nell’ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia. Gli esborsi sono arrivati a 750 milioni di EUR (da 677 milioni). Sui 2,2 miliardi di EUR già assegnati per il 2016-2017 sono stati firmati contratti per 39 progetti per un importo maggiorato di 1,5 miliardi di EUR – la metà dei 3 miliardi di EUR – che sono tutti in corso di attuazione. A dicembre 2016 la Commissione ha inoltre proposto al Consiglio un progetto di direttive di negoziato volte a modernizzare l’attuale unione doganale UE-Turchia per un ulteriore approfondimento delle relazioni commerciali ed economiche tra le parti.

Il Consiglio europeo del 15 dicembre 2016 ha ribadito il proprio impegno nei confronti della dichiarazione UE-Turchia, sottolineato l’importanza di un’attuazione integrale e non discriminatoria di tutti i suoi aspetti e approvato il piano d’azione comune sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia elaborato dalla Grecia e dalla Commissione 3 . La presente quinta relazione descrive i costanti progressi compiuti dall’8 dicembre 2016 e le misure ancora necessarie per la piena attuazione della dichiarazione.

1.Situazione attuale

Rispetto alla quarta relazione, il numero complessivo di persone sbarcate dalla Turchia nelle isole greche si è attestato a 3 449 (8 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017), con una media di 43 arrivi al giorno. Queste cifre sono nettamente inferiori a quelle registrate nello stesso periodo dell’anno precedente (quasi 200 000 per i due mesi che vanno dall’8 dicembre 2015 al 26 febbraio 2016) e nel mese che ha preceduto la dichiarazione (quando la media degli arrivi ha superato le 1 700 persone al giorno). Nel periodo successivo alla dichiarazione UE-Turchia, 70 persone sono decedute o scomparse nel Mar Egeo 4 . Fermo restando che si tratta di una tragedia umana, questo rappresenta una forte diminuzione rispetto ai circa 1 100 decessi registrati nello stesso periodo del 2015 e del 2016.

Un coordinamento e una cooperazione rafforzati

Il coordinatore dell’UE ha operato in stretta collaborazione con le autorità greche, le agenzie dell’UE, le organizzazioni internazionali e altri Stati membri per attuare il piano d’azione comune sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia 5 . Il coordinatore UE ha inoltre continuato ad assicurare il follow-up quotidiano della dichiarazione con le autorità greche e turche, le agenzie dell’UE, le organizzazioni internazionali e altri Stati membri al fine di accelerare le procedure di asilo, incrementare il numero di migranti rinviati in Turchia dalle isole greche e definire adeguate misure di sicurezza nei punti di crisi (“hotspot”). Ci si è adoperati con particolare impegno per migliorare le condizioni di vita e predisporre strutture adeguate, tra cui centri chiusi sulle isole, nonché aumentare la produttività delle commissioni di ricorso 6 .

Il Consiglio europeo ha riconosciuto a più riprese che la partecipazione degli Stati membri è indispensabile per garantire l’efficacia del sostegno fornito dalle agenzie dell’UE all’attuazione della dichiarazione UE-Turchia. I rischi umanitari e per l’ordine pubblico derivanti dalla presenza di un numero consistente di migranti irregolari e richiedenti asilo nelle isole con capacità di accoglienza limitate rafforzano la necessità per gli Stati membri di coprire urgentemente il fabbisogno individuato dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e dalla guardia di frontiera e costiera europea. L’efficienza del personale attualmente distaccato può inoltre essere massimizzata rispondendo alle richieste con i profili individuati e prolungando la durata dei distacchi.

L’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo ha invitato gli Stati membri a distaccare esperti presso il gruppo d’intervento in materia di asilo per sostenere in qualsiasi momento e con numeri sufficienti gli Stati membri in prima linea. L’Ufficio ha inoltre messo a punto un ampio programma pilota di formazione destinato agli operatori con poca esperienza nazionale che si occupano dei casi affinché possano continuare ad essere distaccati e sostenere le autorità greche. Tuttavia, le lacune individuate nelle relazioni precedenti non sono ancora state interamente colmate. Al 27 febbraio, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo aveva inviato in Grecia 118 interpreti e 89 esperti degli Stati membri, di cui 73 nei punti di crisi, 59 dei quali sono operatori addetti ai casi. Questo significa che attualmente mancano 77 esperti.

Per quanto riguarda il sostegno alle frontiere, la guardia di frontiera e costiera europea ha dispiegato 790 agenti in Grecia, 70 dei quali a sostegno della riammissione nell’ambito dell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia. Non vi è carenza di agenti a fini di scorta o di riammissione, mentre mancano agenti per la sorveglianza delle frontiere e le attrezzature tecniche sono insufficienti. Nel caso di Europol, è stato creato un pool di 116 agenti distaccati dagli Stati membri e formati da Europol per fornire sostegno in caso di necessità. Da settembre 2016 gli agenti sono stati inviati a turno, su base trimestrale, nei cinque hotspot greci. In seguito a un secondo invito a manifestare interesse, Europol ha avviato una procedura di selezione per portare la disponibilità del pool a circa 250 agenti distaccati. Il numero di agenti distaccati può variare da una settimana all’altra; 12 agenti distaccati sono attualmente presenti negli hotspot greci per eseguire le verifiche di sicurezza secondarie. Ad essi si aggiungono tre agenti di stanza presso la task force regionale dell’Unione europea al Pireo a fini di coordinamento. Contribuisce al coordinamento anche la presenza in Turchia, dal 1° febbraio, di un funzionario di collegamento europeo per la migrazione.

La NATO contribuisce all’azione internazionale volta a contrastare il traffico di migranti e la migrazione irregolare attraverso attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione nel Mar Egeo. Le operazioni della guardia di frontiera e costiera europea e della NATO comprendono attività di allarme rapido e di sorveglianza e la condivisione di informazioni operative con le guardie costiere greca e turca. La guardia di frontiera e costiera europea e il comando marittimo della NATO continuano a cooperare per elaborare un quadro comune della situazione. L’obiettivo è rafforzare la conoscenza degli incidenti e delle rotte del traffico, migliorare lo scambio di informazioni e intensificare l’individuazione e gli arresti dei trafficanti. La NATO ha fornito alla guardia di frontiera e costiera europea attrezzature che le consentono di accedere alla sua rete regionale protetta. Dal canto suo, l’Agenzia ha aperto la sua applicazione di segnalazione per lo scambio di informazioni e un funzionario di collegamento distaccato presso la NATO assicura un coordinamento operativo costante 7 .

Iniziative di informazione

La task force sulla strategia di informazione dei migranti, istituita dalla Commissione, ha posto le basi di un consorzio di alto livello dei mezzi di comunicazione per la creazione del portale di informazione online multilingue “InfoMigrants.net”. Il portale, la cui seconda versione dovrebbe essere lanciata a marzo 2017, mira a informare milioni di potenziali migranti in tutto il mondo circa i pericoli e le realtà giuridiche.

La Grecia ha predisposto sportelli informativi sulle isole di Chios e Lesbo per trasmettere ai migranti un messaggio uniforme e ora intende prendere misure analoghe in altri hotspot. Si stanno inoltre preparando, in collaborazione con le autorità greche, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, opuscoli e materiale informativo, contenenti un messaggio comune chiaro, che saranno distribuiti sistematicamente ai migranti al loro arrivo.

Sfide principali e prossime tappe    

Gli Stati membri mettono urgentemente a disposizione il personale necessario per rispondere alle esigenze individuate dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e dalla guardia di frontiera e costiera europea, compresi i profili identificati e i distacchi a più lungo termine.

2.Rinvio di tutti i nuovi migranti irregolari dalla Grecia in Turchia

La dichiarazione prevede il rinvio di tutti i nuovi migranti irregolari e richiedenti asilo le cui domande sono state dichiarate inammissibili o infondate e che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche dopo il 20 marzo. Tali misure sono attuate rigorosamente, in conformità degli obblighi previsti dal diritto internazionale e dell’UE e nel pieno rispetto del principio di non respingimento 8 .

Situazione attuale

Dalla quarta relazione fino al 24 febbraio sono state rinviate nel quadro della dichiarazione UE-Turchia 151 persone entrate in Grecia attraverso la Turchia, tra cui 64 siriani. Fra le altre nazionalità figurano pakistani (35), algerini (17), marocchini (10), bangladesi (7), iraniani (6), nigeriani (5), iracheni (3), afghani (2), egiziani (1) e palestinesi (1). Il numero complessivo di migranti rinviati in Turchia dalla data della dichiarazione UE-Turchia ammonta a 1 487. Le persone rinviate avevano ricevuto decisioni negative in merito alle loro domande di asilo (comprese decisioni negative in secondo grado) oppure avevano ritirato le loro domande di asilo o di protezione internazionale o non avevano presentato domanda di asilo.

Sebbene siano in corso rinvii dalle isole greche in Turchia, il numero di persone rinviate rimane nettamente inferiore a quello degli arrivi, il che esercita ulteriori pressioni sulle strutture degli hotspot sulle isole. Ciò è dovuto all’arretrato accumulato nell’espletamento di tutte le fasi delle domande di asilo sulle isole greche e alla difficoltà di localizzare i migranti nelle diverse fasi delle relative procedure di asilo e di rinvio. Alcune delle misure indicate nel piano d’azione comune mirano ad affrontare questo problema predisponendo un sistema efficiente di monitoraggio dei casi, continuando ad applicare le restrizioni geografiche ai migranti sulle isole e creando capacità di accoglienza adeguate, tra cui centri chiusi sulle isole. Queste attività sono in corso e dovrebbero essere accelerate per poter consentire progressi in termini di rinvii.

Per intensificare la cooperazione e migliorare le operazioni di rinvio, il 20 gennaio 2017 è stata organizzata ad Ankara una prima riunione trilaterale fra Commissione, Grecia e Turchia, durante la quale sono state discusse in dettaglio le operazioni di rinvio svolte finora per individuare problemi e soluzioni per il futuro. La Grecia e la Turchia hanno istituito punti di contatto per consentire una comunicazione diretta, in particolare sulle operazioni di rinvio specifiche, e monitorare tutti gli ostacoli individuati, ed è stato deciso di organizzare riunioni trilaterali su base bimestrale.

Occorre adoperarsi con ulteriore impegno per dare ai migranti la possibilità di un rinvio volontario effettivo in Turchia o nei paesi di origine. Proseguono gli sforzi per aumentare i rimpatri volontari dalle isole greche, incoraggiati dal recente rafforzamento del programma di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione con l’inclusione di pacchetti di reintegrazione per tutti i partecipanti. Nelle 12 settimane successive alla quarta relazione, circa 283 migranti sono tornati volontariamente nel loro paese di origine dalle isole (e 900 dalla Grecia continentale), grazie al sostegno del programma greco. Questo porta a circa 7 000 il numero complessivo di migranti che si sono avvalsi del programma di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione dall’inizio del 2016. La Grecia è ulteriormente incoraggiata a partecipare pienamente ai programmi congiunti di rimpatrio finanziati dall’UE (in particolare la rete europea dello strumento di reintegrazione), operando in modo proattivo e in stretta collaborazione con le principali agenzie esecutive e utilizzando al meglio il supporto finanziario e tecnico disponibile.

I migranti non siriani vengono rinviati dalle isole greche in Turchia via mare e trasferiti in un centro di trattenimento a Kirklareli, dove vengono informati dei loro diritti, compresa la possibilità di chiedere lo status di protezione in Turchia. Finora 9 55 persone hanno presentato domanda alle autorità turche: ad una è stato concesso lo status di rifugiato, 43 domande sono ancora in fase di trattamento e quattro persone hanno ricevuto una decisione negativa 10 . 529 persone che non avevano chiesto lo status di rifugiato in Turchia sono state rimpatriate nel rispettivi paesi di origine. Una visita recente ha permesso alle autorità dell’UE di accertare che la situazione nel centro risponda agli standard richiesti. I cittadini siriani vengono rinviati dalle isole greche in aereo e sistemati in un campo profughi a Duzici. Hanno il diritto di chiedere protezione temporanea e, dopo una rapida preregistrazione a tal fine, sono liberi di scegliere se restare nel campo o lasciarlo e stabilirsi in una provincia di loro scelta . Finora, tutti i siriani rinviati sono stati preregistrati, ad eccezione di dieci che hanno deciso di rientrare volontariamente in Siria. 133 vivono al di fuori del campo, mentre 16 hanno deciso di rimanere nel campo.

Misure giuridiche

L’autorità di ricorso greca ha istituito ad oggi 13 commissioni di ricorso – sette in più rispetto alla quarta relazione –, di cui 12 operative, che prendono decisioni sui ricorsi presentati dal 20 luglio contro le decisioni in primo grado adottate dal servizio per l’asilo nell’ambito delle procedure di ricevibilità e ammissibilità.

Per quanto riguarda i ricorsi presentati sulle isole greche, sono stati presentati in tutto 2 846 11 ricorsi contro 11 752 12 decisioni in primo grado sull’ammissibilità e sul merito adottate finora dal servizio per l’asilo. Su questi 2 846 ricorsi sono state finora adottate 1 319 decisioni in secondo grado (ossia nel 46% dei casi). Delle 439 decisioni in materia di ricorso adottate finora sull’ammissibilità, 24 decisioni in secondo grado hanno confermato le decisioni di inammissibilità prese in primo grado, mentre 415 decisioni in secondo grado hanno riformato le decisioni di inammissibilità in primo grado 13 . Per quanto riguarda le 880 decisioni in materia di ricorso sul merito, 876 decisioni in secondo grado hanno confermato le decisioni negative in primo grado e quattro 14 le hanno riformate.

L’adozione delle decisioni delle nuove commissioni di ricorso procede tuttora a rilento. Finora le commissioni hanno emanato 880 decisioni nell’ambito della dichiarazione UE-Turchia: 21 sull’ammissibilità e 859 15 sul merito. Nella decisione del 15 febbraio 2017 sul caso presentato da due cittadini siriani e un’organizzazione non governativa greca, la quarta sezione del Consiglio di Stato greco ha deciso di sottoporre alla plenaria del Consiglio di Stato la questione della compatibilità con la legislazione greca e il diritto dell’Unione della decisione della commissione di ricorso di dichiarare inammissibile la domanda di asilo dei richiedenti in base al concetto del paese terzo sicuro. In questo ambito occorre stabilire anche se il richiedente abbia avuto accesso a un ricorso giurisdizionale effettivo. Si è in attesa della decisione della plenaria del Consiglio di Stato. La data della plenaria è stata fissata al 10 marzo 2017.



Tappe operative

Le autorità greche hanno adottato, con il sostegno della Commissione, misure volte a ovviare alla situazione negli hotspot e alle difficili condizioni per i migranti, per la popolazione locale e per chi lavora sulle isole. Secondo le autorità greche, sono attualmente presenti sulle isole 14 371 16 migranti a fronte di soli 7 450 posti nelle strutture di accoglienza ufficiali e di altri 1 564 posti nell’ambito del programma di locazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La gestione della situazione negli hotspot è inoltre complicata dal pesante onere che grava sulle autorità greche, con la presenza complessiva di circa 62 300 migranti sul continente e sulle isole.

La Grecia ha preso una serie di provvedimenti per migliorare la situazione, adoperandosi per potenziare le strutture e garantire procedure più efficienti. Con il sostegno delle Commissione sono state adottate misure per garantire per tutti i migranti capacità di accoglienza adeguate alle condizioni invernali e fornire assistenza umanitaria sotto forma di cibo, indumenti, cure mediche e adeguati servizi idrici e igienico-sanitari. A Lesbo, tutti i migranti che erano alloggiati in tende individuali sono stati trasferiti in strutture più adatte alle condizioni invernali, mentre proseguono i lavori per migliorare ulteriormente le condizioni di vita nel campo di Moria e ampliare la capacità del campo di Kara Tepe. In particolare, i migranti sono stati trasferiti in alberghi e appartamenti, nel campo di Kara Tepe, in tende più adatte alle condizioni invernali e in una tensostruttura vicina al campo di Moria. Sono in corso lavori anche a Samo per l’allestimento di ripari supplementari nel punto di crisi esistente.

Fra le misure prese per migliorare le condizioni e ridurre il numero di migranti nei punti di crisi rientra anche il trasferimento dei migranti vulnerabili e delle loro famiglie in alberghi o alloggi in affitto nell’ambito del programma di locazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Vengono trasferiti sul continente anche i rifugiati e i migranti che non possono essere rinviati in Turchia, come i gruppi vulnerabili e i minori non accompagnati 17 . Ad oggi sono state trasferite sul continente circa 5 400 di queste persone 18 .

I coordinatori permanenti in Grecia, che il 20 febbraio avevano assunto le proprie funzioni in tutti i punti di crisi, sono responsabili della gestione generale degli hotspot e si occupano in particolare delle questioni relative alla sicurezza e all’ordine pubblico. Sono state elaborate linee guida di emergenza, comprese istruzioni per l’evacuazione, insieme alla task force regionale dell’Unione europea, coinvolgendo anche il servizio greco di accoglienza e identificazione. La polizia greca sta elaborando piani di sicurezza generali per ciascun punto di crisi, che copriranno la sicurezza sia del personale che dei migranti e comprenderanno piani di evacuazione ufficiali per tutti.

Per quanto riguarda l’efficienza delle procedure, il piano d’azione comune per l’attuazione della dichiarazione mira ad affrontare la questione accelerando le procedure di asilo in primo e in secondo grado. Il servizio greco per l’asilo ha inoltre aumentato la propria capacità e viene distaccato più personale nelle isole identificate come punti di crisi.

Nonostante le misure adottate nell’ambito dell’attuazione del piano d’azione comune, resta ancora molto da fare per fronteggiare la situazione sulle isole. Il servizio preposto alla registrazione e all’identificazione dovrebbe mettere a punto e adottare, in via prioritaria, le procedure operative standard per i punti di crisi, tenendo pienamente conto della dichiarazione UE-Turchia. Il periodo di tempo che intercorre tra la presentazione e l’inoltro di una domanda dovrebbe inoltre essere abbreviato in conformità dell’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva procedure, che dispone che chiunque presenti domanda d’asilo abbia l’effettiva possibilità di inoltrarla quanto prima. Inoltre, mentre la guardia di frontiera e costiera europea cofinanzia l’invio di 280 agenti della polizia greca nei punti di crisi, il loro uso coordinato ed efficace deve essere ulteriormente facilitato e pianificato per garantire la massima sicurezza possibile in loco.

Assistenza finanziaria dell’UE alla Grecia

Anche se la revisione dei programmi nazionali greci per il periodo 2014-2020 nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione è stata ultimata e quella del Fondo sicurezza interna è in fase di completamento, e la Grecia ha finalmente iniziato a utilizzare le risorse di questi programmi, la Commissione continua a sollecitare le autorità greche affinché utilizzino i programmi nazionali 19 in modo efficiente ed efficace. Le autorità greche dovrebbero adottare tutte le misure legislative, amministrative e operative necessarie e migliorare il coordinamento fra le parti interessate, rafforzare la capacità operativa e potenziare i meccanismi di attuazione, anche semplificando le procedure di appalto. Gli aiuti di emergenza concessi alla Grecia attraverso il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e il Fondo sicurezza interna sono saliti a 356,8 milioni di EUR, di cui si stima che circa 70 milioni di EUR siano serviti per finanziare direttamente l’attuazione della dichiarazione UE-Turchia, mediante erogazione diretta alle autorità greche o attraverso le agenzie dell’Unione e le organizzazioni internazionali 20 .

Nel 2016 la Commissione ha inoltre impegnato 192 milioni di EUR nell’ambito del nuovo strumento di sostegno di emergenza nell’intento di collaborare con le organizzazioni internazionali e le ONG per coprire il fabbisogno umanitario dei rifugiati in Grecia. Nel 2017 saranno disponibili, attraverso questo strumento, altri 253,6 milioni di EUR per proseguire gli interventi di soccorso. Pur essendo destinati per la maggior parte a persone sul continente, questi finanziamenti sostengono anche azioni sulle isole nel cui ambito vengono forniti aiuti sotto forma di contributi in denaro con diverse finalità, assistenza sanitaria, cibo, acqua, servizi igienico-sanitari e altri servizi di base.

Sfide principali e prossime tappe

Accelerare con urgenza il trattamento delle domande di asilo e l’adozione di decisioni da parte delle commissioni di ricorso, dando la precedenza alle isole e aumentando il ritmo dei rinvii in Turchia nell’ambito della dichiarazione UE-Turchia;

garantire la capacità di accoglienza necessaria, compresi centri chiusi sulle isole;

finalizzare e adottare le procedure operative standard per gli hotspot, tenendo pienamente conto della dichiarazione UE-Turchia;

adottare urgentemente tutte le misure legislative, amministrative e operative necessarie per garantire l’uso efficiente ed efficace dei finanziamenti UE disponibili nell’ambito dei programmi nazionali della Grecia.

3.Reinsediamento “uno a uno” dalla Turchia nell’UE

Situazione attuale

Al 27 febbraio 2017 erano stati reinsediati complessivamente dalla Turchia nell’UE secondo il quadro “uno a uno” 3 565 siriani. Dalla quarta relazione, 954 siriani sono stati reinsediati in nove Stati membri (Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lussemburgo e Paesi Bassi) 21 . Il numero complessivo di persone il cui fascicolo è stato approvato e che attendono di essere reinsediate è attualmente pari a 965. Come nel periodo oggetto della precedente relazione, i reinsediamenti si sono notevolmente accelerati rispetto ai rinvii dalle isole greche e procedono a un ritmo regolare 22 , che deve essere mantenuto e ulteriormente intensificato.

I preparativi di ulteriori operazioni di reinsediamento negli Stati membri, che comprendono anche missioni in Turchia per svolgere colloqui con i candidati al reinsediamento, procedono bene. Le autorità turche hanno inoltre rispettato l’impegno a fornire elenchi di segnalazioni più completi. Dall’inizio dell’anno, hanno trasmesso all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati nuovi elenchi di segnalazioni in cui figuravano oltre 11 000 persone. In parallelo, gli Stati membri dell’UE hanno comunicato all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati le proprie quote di reinsediamento per quest’anno. In questo contesto, va osservato che le recenti decisioni degli Stati Uniti potrebbero avere ripercussioni per l’UE riducendo notevolmente le opzioni giuridiche disponibili per i quasi 300 000 non siriani registrati presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in Turchia e interessati al reinsediamento.

Tappe operative

Come seguito immediato dell’adozione della decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio 23 , la Commissione ha ricevuto dagli Stati membri le prime indicazioni sul numero di siriani presenti in Turchia a cui gli Stati membri intendono concedere l’ammissione legale a norma di tale decisione. Su queste basi gli Stati membri prevedono di ammettere oltre 34 000 siriani dalla Turchia, anche attraverso il reinsediamento “uno a uno” dalla Turchia nell’UE. In seguito ad impegni assunti, la Commissione ha riveduto i programmi nazionali degli Stati membri interessati nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione includendo un importo complessivo di circa 213 milioni di EUR per l’ammissione di cittadini siriani presenti in Turchia. La metà di questa assegnazione è già stata versata come prefinanziamento.

Sfide principali e prossime tappe

Mantenere il ritmo del reinsediamento.

4.Prevenire l’apertura di nuove rotte marittime o terrestri di migrazione irregolare

Non si dispone di molti elementi da cui risulti che gli sforzi profusi per controllare i flussi lungo la rotta del Mediterraneo orientale abbiano consentito di trovare nuove rotte dalla Turchia. Nel periodo di riferimento, tuttavia, nonostante il proseguimento dell’operazione “Safe Med” da parte della Turchia 24 , sette imbarcazioni che trasportavano complessivamente 580 migranti hanno raggiunto l’Italia dalla Turchia, mentre tre imbarcazioni sono giunte a Cipro con a bordo 123 migranti 25 , quasi tutti siriani.

Negli ultimi sei mesi il numero di attraversamenti irregolari individuati lungo le frontiere terrestri della Turchia con la Bulgaria e la Grecia sembra essersi attestato a livelli bassi, con una media giornaliera di circa otto attraversamenti irregolari della frontiera registrati dalla Turchia verso la Grecia e cinque dalla Turchia verso la Bulgaria. In seguito al varo di un’operazione della guardia di frontiera e costiera europea nell’ottobre 2016, 114 agenti sono attualmente dispiegati lungo la frontiera Bulgaria-Turchia.

5.Programma volontario di ammissione umanitaria

In seguito a una recente missione di esperti in Turchia, la Commissione spera di poter finalizzare rapidamente le procedure operative standard per il programma volontario di ammissione umanitaria con il Consiglio e la Turchia. Una volta concordate le procedure operative standard, dovrebbe essere realizzata una valutazione per accertare se siano state soddisfatte le condizioni per avviare l’attuazione di questo programma. La dichiarazione UE-Turchia prevede che il programma sia attivato dopo che gli attraversamenti irregolari tra la Turchia e l’UE saranno cessati o almeno diminuiti in modo significativo e sostenibile. L’attuazione per quanto possibile tempestiva del programma rafforzerebbe l’attuazione della dichiarazione, offrendo ai siriani un’alternativa sicura e legale all’immigrazione irregolare nell’UE.

6.Liberalizzazione dei visti

Per quanto riguarda l’attuazione della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti, sette parametri non sono ancora stati soddisfatti, come hanno evidenziato le precedenti relazioni:

 

rilasciare documenti di viaggio biometrici pienamente compatibili con le norme dell’UE;

adottare le misure volte a prevenire la corruzione previste dalla tabella di marcia;

concludere un accordo di cooperazione operativa con Europol;

rivedere legislazione e pratiche in materia di terrorismo, in linea con gli standard europei;

allineare la legislazione sulla protezione dei dati personali alle norme dell’UE;

offrire a tutti gli Stati membri dell’UE un’efficace cooperazione giudiziaria in materia penale;

attuare tutte le disposizioni dell’accordo di riammissione UE-Turchia.    

Come riferito in precedenza, la Commissione continua a incoraggiare gli sforzi della Turchia per soddisfare quanto prima tutti i parametri rimanenti della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti. La Commissione e la Turchia hanno proseguito un dialogo volto a trovare soluzioni, comprese le modifiche legislative e procedurali necessarie per tutti i parametri rimanenti.

Per quanto riguarda il parametro relativo ai documenti di viaggio biometrici, mentre i passaporti di seconda generazione vengono rilasciati temporaneamente dal novembre 2016, il rilascio dei passaporti di terza generazione (cofinanziati dall’UE e del tutto conformi dagli standard dell’Unione e al parametro della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti) dovrebbe iniziare nel secondo trimestre del 2017.

La Commissione ha continuato a chiedere alla Turchia di proseguire l’attuazione degli accordi bilaterali di riammissione con la Grecia, la Bulgaria e la Romania. Nel settembre 2016 la Bulgaria e la Turchia hanno concordato modalità pratiche per la riammissione dei cittadini di paesi terzi, ma finora la Turchia ha accettato solo 19 delle richieste bulgare relative alla riammissione di 735 persone, consentendo sei riammissioni. Per quanto riguarda il protocollo bilaterale di riammissione Grecia-Turchia, le parti hanno concentrato le proprie risorse sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia e sui rinvii dalle isole.

 

Il 7 dicembre 2016 è stato raggiunto un accordo tra i colegislatori sulla proposta della Commissione 26 volta a rafforzare il meccanismo di sospensione esistente, che indica le circostanze che fanno scattare una possibile sospensione dei viaggi esenti da visto per i cittadini di tutti i paesi che godono della liberalizzazione dei visti. La modifica del regolamento (CE) n. 539/2001 27 dovrebbe entrare in vigore per la fine di marzo 2017.



7.Strumento per i rifugiati in Turchia

Dopo la quarta relazione la Commissione ha continuato a impegnarsi per far fronte alle esigenze più critiche dei rifugiati e delle comunità ospitanti in Turchia. L’importo complessivo stanziato 28 a titolo dello strumento per l’assistenza sia umanitaria che non umanitaria ha raggiunto 750 milioni di EUR. Le somme impegnate sono aumentate in tempo record, attraverso 39 progetti, arrivando a 1,5 miliardi di EUR sui 2,2 miliardi di EUR già assegnati per il 2016-2017, importo che corrisponde alla metà del totale, pari a 3 miliardi di EUR per il 2016-2017. Le azioni umanitarie da approvare a marzo durante la prossima riunione del comitato direttivo porteranno l’assegnazione complessiva a quasi 3 miliardi di EUR.

L’ultima riunione del comitato direttivo, svoltasi il 12 gennaio 2017, ha riconosciuto che i finanziamenti coordinati dallo strumento continuavano ad avere un’incidenza diretta significativa sul terreno. Gli effetti positivi dei progetti sono illustrati finora da un certo numero di risultati: più di 250 000 rifugiati hanno già ricevuto sostegno attraverso la rete di sicurezza sociale di emergenza, sono stati assunti e formati 5 200 insegnanti di lingua turca e a 1 800 dirigenti scolastici è stata impartita una formazione sull’integrazione degli studenti siriani 29 . La Commissione collabora strettamente con le autorità turche e altri partner per accelerare ulteriormente l’aggiudicazione dei contratti, l’attuazione e l’esborso.

Assistenza umanitaria

La Commissione ha continuato ad attuare la sua strategia umanitaria nell’ambito dello strumento 30 . I contratti aggiudicati sono saliti a 551 milioni di EUR (sui 595 milioni di EUR assegnati finora) nel quadro di 28 progetti umanitari con 19 partner per fornire una risposta alle necessità di base (protezione, istruzione, assistenza sanitaria, generi alimentari e alloggi). Dei 551 milioni di EUR assegnati, sono stati finora erogati 411 milioni di EUR.

Dopo la quarta relazione l’attuazione della rete di sicurezza sociale di emergenza si è notevolmente accelerata. Sono pervenute circa 200 000 domande, corrispondenti a quasi un milione di rifugiati vulnerabili che hanno chiesto di ricevere il trasferimento mensile in contanti di 100 lire turche/persona. Un terzo delle domande è stato giudicato ammissibile secondo i criteri della rete di sicurezza sociale di emergenza. Per la fine di febbraio 2017 avranno ricevuto sostegno attraverso questo programma più di 250 000 rifugiati. Sono in corso discussioni con il Programma alimentare mondiale, la Mezzaluna rossa turca e i ministeri turchi competenti per rivedere i criteri di assegnazione e, eventualmente, il valore del trasferimento in modo da massimizzare la copertura e l’impatto di quello che è il più vasto programma umanitario nella storia dell’UE.

Per quanto riguarda la protezione, il piano di risposta globale è stato finalizzato ed è già stato avviato un gran numero di interventi. Più di recente, alla fine di dicembre del 2016 è stato firmato un contratto da 5 milioni di EUR con l’ONG Mercy Corps. Il progetto mira a migliorare il livello di protezione per 50 000 rifugiati rafforzandone le capacità (autodifesa) e creando reti di sicurezza a livello delle comunità per agevolare un accesso sicuro a servizi quali l’assistenza sanitaria, la documentazione, il sostegno al reddito (ad esempio la rete di sicurezza sociale di emergenza), la consulenza legale, l’istruzione, la traduzione e i trasporti.

Di recente è stato firmato un contratto da 34 milioni di EUR con il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia per il trasferimento condizionale di denaro contante a favore dell’istruzione. Il progetto sarà collegato alla rete di sicurezza sociale di emergenza e contribuirà a innalzare il tasso di iscrizione e di frequenza dei minori più vulnerabili.

Assistenza non umanitaria

I contratti aggiudicati nell’ambito dell’assistenza non umanitaria prevista dallo strumento sono saliti a 944 milioni di EUR e i pagamenti ai partner di attuazione sono ammontati a 339 milioni di EUR. Le risorse mobilitate (circa 1,6 miliardi di EUR) sono state quasi completamente assegnate.

A dicembre 2016 sono stati firmati altri due contratti, per un totale di 200 milioni di EUR, con la banca tedesca per lo sviluppo KfW e con la Banca mondiale, che prevedono la costruzione e l’allestimento di 70 nuove scuole in province con un’alta concentrazione di rifugiati siriani. Dovrebbero beneficiarne 50 000 minori siriani. I contratti dovrebbero inoltre consentire di potenziare la capacità di attuazione e di gestione del ministero dell’Istruzione nazionale 31 .

Il 2 febbraio 2017 è stato firmato un altro contratto nell’ambito del Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana. Questo progetto, del valore di 5,9 milioni di EUR, è attuato dall’ONG olandese Spark e mira ad accrescere la partecipazione e la parità di accesso all’istruzione post-scolastica e superiore di giovani siriani vulnerabili. Il suo obiettivo è fornire a 484 studenti siriani una borsa di studio completa per un corso di laurea, comprese le indennità di trasporto e di sussistenza.

Complessivamente, grazie all’accesso ai progetti educativi nell’ambito dello strumento per i rifugiati in età scolare presenti in Turchia, è stato acquistato materiale scolastico per 60 000 studenti e sono stati creati incentivi per quasi 8 000 insegnanti volontari, consulenti pedagogici e altro personale scolastico siriano. I progetti mirano a impartire un’istruzione formale a 500 000 minori e a garantire il trasporto scolastico a 40 000 minori.

La Commissione sta preparando interventi supplementari nell’ambito dello strumento, sotto forma di sostegno socioeconomico e di strutture locali e sanitarie, che dovrebbero essere firmati nel primo semestre del 2017. I relativi contratti dovrebbero essere attuati con l’aiuto delle istituzioni finanziarie internazionali.

La terza misura speciale del luglio 2016 prevedeva anche uno strumento per la preparazione dei progetti, con una dotazione massima di 25 milioni di EUR, il cui obiettivo è contribuire a individuare progetti d’investimento futuri in ambiti prioritari (sanità, istruzione e infrastrutture locali) in province selezionate della Turchia. Nell’intento di firmare i contratti entro la primavera del 2017, la Commissione sta riesaminando le domande presentate allo strumento per la preparazione dei progetti e dovrebbe garantire il follow-up con le istituzioni finanziarie internazionali interessate in consultazione con le autorità turche.

Proseguono inoltre i lavori sul quadro dei risultati dello strumento 32 , che è fase di completamento dopo l’ultima riunione del comitato direttivo. Nell’ambito del sistema di controllo e valutazione dello strumento, tale quadro ne illustra in dettaglio le realizzazioni e gli esiti e conferma l’impatto dei suoi risultati. È stata inoltre ultimata una strategia di comunicazione per lo strumento.

La prima relazione annuale sullo strumento, presentata parallelamente a questa quinta relazione, fornisce ulteriori informazioni 33 .

Sfide principali e prossime tappe

Accelerare ulteriormente l’aggiudicazione dei contratti per tutte le azioni programmate, compreso l’importo rimanente del piano di attuazione dell’assistenza umanitaria 2016, e la loro effettiva esecuzione in linea con i principi di una sana gestione finanziaria;

attuare lo strumento per la preparazione dei progetti nella primavera 2017;

pubblicare il piano di attuazione dell’assistenza umanitaria 2017 e concludere i primi contratti umanitari per il 2017 nel secondo trimestre del 2017;

rendere operativo il sistema di monitoraggio e valutazione dello strumento entro l’estate 2017;

avviare le attività di comunicazione dello strumento.

8.Rafforzare l’unione doganale

La Commissione ha terminato il lavoro preparatorio interno nel dicembre 2016 e ha pubblicato la valutazione d’impatto 34 e il relativo studio esterno 35 , in cui vengono sottolineati i notevoli vantaggi economici che un’unione doganale ampliata e modernizzata comporterebbe sia per l’UE che per la Turchia. La Turchia è il 5° partner dell’UE per gli scambi di beni. Il valore del commercio bilaterale di beni è più che quadruplicato dal 1996 e ammonta attualmente a 140 miliardi di EUR all’anno. L’UE ha un saldo positivo di 17 miliardi di EUR. Tuttavia, il potenziale delle relazioni commerciali ed economiche UE-Turchia non viene interamente sfruttato.

A dicembre 2016 36 la Commissione ha adottato una proposta al Consiglio relativa all’avvio di negoziati con la Turchia su un quadro aggiornato per il commercio bilaterale. L’obiettivo è, in primo luogo, quello di ampliare le relazioni commerciali preferenziali bilaterali estendendole a nuovi settori, in particolare l’ulteriore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e della pesca e un’ampia copertura di servizi, appalti pubblici e norme a favore delle imprese e degli investimenti, anche in materia di sviluppo sostenibile. In secondo luogo, lo sforzo di modernizzazione mira a migliorare il funzionamento dell’unione doganale ovviando, mediante meccanismi di consultazione perfezionati, alle difficoltà incontrate dalla Turchia nell’allineare la sua politica commerciale e la sua normativa tecnica relativa all’unione doganale con quelle dell’UE. Un altro obiettivo è dotare l’unione doganale di un meccanismo moderno per la risoluzione delle controversie che consenta di affrontare in modo più efficace gli attuali ostacoli agli scambi e prevenire l’insorgere di nuove barriere. Il Consiglio ha iniziato ad esaminare la proposta e, una volta adottate le direttive di negoziato, saranno avviati i negoziati con la Turchia.

9.Processo di adesione

Nell’ambito dei negoziati di adesione, sono stati aperti finora 16 capitoli, uno dei quali è stato provvisoriamente chiuso.

Prosegue il lavoro tecnico in settori chiave quali il sistema giudiziario e i diritti fondamentali, nonché la giustizia, la libertà e la sicurezza (capitoli 23 e 24). Questi capitoli contemplano una serie di questioni cruciali, tra cui diritti fondamentali come la libertà di parola, il sistema giudiziario, la politica anticorruzione, la migrazione e l’asilo, le norme sui visti, la gestione delle frontiere, la cooperazione di polizia e la lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo. L’UE si attende che la Turchia si conformi ai massimi standard in termini di democrazia, Stato di diritto e rispetto delle libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione.

Già nella primavera scorsa erano stati presentati al Consiglio, fatte salve le posizioni degli Stati membri in conformità delle norme in vigore, documenti preparatori in materia di energia (capitolo 15), istruzione e cultura (capitolo 26) e politica esterna, di sicurezza e di difesa (capitolo 31).

La Commissione ha riferito in merito alla situazione generale in Turchia nella sua relazione del 9 novembre 2016 37 .

10.Condizioni umanitarie in Siria

L’accordo sul cessate il fuoco entrato in vigore ad Aleppo sembra essere in parte rispettato, ma si segnala una recrudescenza degli atti di violenza, con bombardamenti o offensive terrestri, nel Ghouta orientale e a Idleb, Al Waer, Hama, Wadi Barada e Daraa, mentre nella Siria settentrionale proseguono le operazioni contro l’ISIS.

L’UE accoglie con favore la cessazione delle ostilità, l’impegno dei garanti del cessate il fuoco ad agevolare l’accesso umanitario, il rinnovo della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che consente le attività di assistenza transfrontaliere, anche in Turchia, e tutti gli sforzi volti a far tornare la pace in Siria. A livello umanitario, queste iniziative potrebbero permettere di accedere alle zone assediate e contese, sebbene la cessazione delle ostilità e il rinnovo della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non si siano ancora tradotte in un accesso notevolmente agevolato per l’assistenza e il personale umanitari. Ciò è di fondamentale importanza per contribuire ad attenuare il forte deterioramento delle condizioni di vita della popolazione sia nelle zone controllate dal governo che in quelle controllate dall’opposizione. In tutte le parti della Siria la situazione umanitaria è drammatica e l’entità delle distruzioni immensa; il fabbisogno di servizi di base, protezione e infrastrutture è enorme sia nelle zone urbane che in quelle rurali. La principale priorità è fornire assistenza sanitaria, aiuti alimentari, acqua, servizi igienico-sanitari, ripari, combustibile e articoli necessari per affrontare l’inverno. Rimane di fondamentale importanza promuovere l’accesso degli attori umanitari (agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative) alle persone bisognose in Siria.

L’UE e gli Stati membri guidano insieme la fornitura di aiuti internazionali nell’ambito della crisi siriana. Sono stati mobilitati più di 9,4 miliardi di EUR per i soccorsi e il sostegno alla ripresa a favore dei siriani presenti nel paese, arrivati da tutti i possibili punti di ingresso, nonché dei rifugiati e delle comunità di accoglienza nei vicini Libano, Giordania, Iraq, Turchia e Egitto. I 445 milioni di EUR di assistenza umanitaria dell’UE stanziati per il 2016 in seguito alla crisi siriana, a cui si aggiungono i 425 milioni di EUR programmati per il 2017, servono a coprire il fabbisogno in Siria e le necessità dei rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza nei paesi limitrofi aiutando i partner umanitari a fornire assistenza salvavita (cibo e acqua potabile, prodotti non alimentari, ripari, cure mediche di emergenza e protezione) alle persone più vulnerabili.

L’UE continuerà a caldeggiare un accesso senza ostacoli e senza condizioni a tutte le persone bisognose, il rispetto del diritto umanitario internazionale e la protezione dei civili nel paese.

11.Conclusioni

A quasi un anno dall’attivazione della dichiarazione UE-Turchia, i suoi risultati sono stati consolidati e si è confermata la tendenza a una forte diminuzione degli attraversamenti irregolari e pericolosi, come pure dei decessi nel Mar Egeo.

Sono stati compiuti progressi in relazione a tutti gli elementi della dichiarazione UE-Turchia, ma l’attuazione richiederà un impegno e uno sforzo costanti. Il successo dell’attuazione dipende principalmente dalla volontà politica di tutte le parti di prendere i provvedimenti opportuni.

Gli effetti dei progetti a sostegno dei rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza nell’ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia si stanno già facendo sentire in loco. Tuttavia, il ritmo dell’aggiudicazione dei contratti e dell’attuazione dei progetti può essere ulteriormente accelerato. Il reinsediamento dei rifugiati siriani dalla Turchia in Europa può inoltre essere maggiormente incentivato raggiungendo rapidamente un accordo sulle procedure del programma volontario di ammissione umanitaria e decidendo di attivare il programma.

L’UE e gli Stati membri dovranno continuare ad adoperarsi per sostenere la capacità dell’amministrazione greca di gestire la migrazione e trattare le domande di asilo, garantendo in particolare la piena attuazione della gestione quotidiana dei rinvii effettivi nel totale rispetto delle norme internazionali e dell’UE e l’intensificazione del ritmo dei rinvii. Questo richiede un impegno costante da parte delle autorità greche, delle agenzie dell’UE e degli Stati membri per fare in modo che la situazione sulle isole greche migliori al più presto. Il piano d’azione comune elaborato dalla Grecia e dalla Commissione e approvato dal Consiglio europeo fornisce la base per questo lavoro.

È opportuno che la Turchia adotti le misure necessarie per soddisfare i rimanenti parametri per la liberalizzazione dei visti quanto prima possibile, onde consentire all’UE di abolire l’obbligo del visto per i cittadini turchi.

La Commissione continuerà a portare avanti il lavoro in questo ambito e presenterà la sesta relazione sui progressi compiuti nel giugno 2017.

(1)

     http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/03/18-eu-turkey-statement/

(2)

     Che segue i documenti COM(2016) 231 final del 20 aprile 2016 (“prima relazione”), COM(2016) 349 final del 15 giugno 2016 (“seconda relazione”), COM(2016) 634 final del 28 settembre 2016 (“terza relazione”) e COM(2016) 792 final dell’8 dicembre 2016 (“quarta relazione”).

(3)

     http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/12/15-euco-conclusions-final/

(4)

     Dati forniti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni; il periodo va dal 1° aprile 2016 al 23 febbraio 2017.

(5)

     Le misure operative previste dal piano d’azione comune elaborato dalla Grecia e dalla Commissione mirano a: accelerare il trattamento delle domande di asilo, anche in fase di ricorso; migliorare il coordinamento, la gestione e la sicurezza nelle isole; aumentare il numero di rinvii dei richiedenti asilo non ammissibili o respinti in Turchia o nei paesi di origine migliorando gli incentivi al rimpatrio volontario assistito; creare capacità supplementari di accoglienza e trattenimento sulle isole e migliorare le infrastrutture; trasferire i migranti sottoposti al normale processo di asilo, compresi i gruppi vulnerabili, verso strutture specifiche nella Grecia continentale. I principali partner per l’attuazione del piano d’azione comune sono il servizio greco per l’asilo, il servizio di accoglienza e identificazione, l’autorità di ricorso, la polizia greca, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e la guardia di frontiera e costiera europea. Il coordinatore dell’UE sorveglia attentamente l’attuazione, presentando una relazione di monitoraggio bisettimanale (si veda l’allegato 1) e fornendo sostegno, all’occorrenza, per garantire l’attuazione entro i termini fissati.

(6)

     Il coordinamento delle attività è proseguito attraverso riunioni bisettimanali del comitato direttivo, riunioni bisettimanali fra le agenzie e riunioni settimanali della task force regionale dell’Unione europea. La task force regionale dell’Unione europea sta intensificando il proprio ruolo di coordinamento operativo per diventare la principale piattaforma di discussione sulle questioni fondamentali connesse alla migrazione e alla sicurezza e sulle sfide operative incontrate nei punti di crisi. A questo riguardo, in futuro si organizzeranno riunioni ad hoc fra agenzie per discutere le azioni che coinvolgono un elenco specifico di parti interessate.

(7)

     Il quartier generale della guardia di frontiera e costiera europea e il comando marittimo della NATO organizzano inoltre periodicamente riunioni operative strategiche.

(8)

     Chiunque sia arrivato nelle isole greche dopo il 20 marzo ha il diritto di presentare domanda di asilo. Ciascuna domanda è trattata individualmente con riguardo alla situazione particolare del richiedente, in conformità della direttiva procedure. Questo esclude qualsiasi tipo di espulsione collettiva. I richiedenti hanno diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo contro qualsiasi decisione negativa sulla loro domanda di asilo. Sia la Grecia che la Turchia hanno adottato e stanno attuando misure giuridiche appropriate per garantire il pieno rispetto del diritto internazionale e dell’Unione.

(9)

     Stando alle informazioni ricevute dalle autorità turche.

(10)

     Sette domande sono inoltre classificate alla voce “ altro” (domanda ritirata, ecc.).

(11)

     Al 19 febbraio erano state presentate complessivamente nelle isole greche 14 259 domande di asilo dalla dichiarazione. Su queste 14 259 domande, dal 20 marzo il servizio greco per l’asilo ha adottato 11 752 decisioni nel quadro delle procedure sulle isole, di cui 8 378 sull’ammissibilità e 3 374 sul merito.

(12)

     Al 19 febbraio 2017.

(13)

     La cifra complessiva comprende le decisioni in secondo grado che riformano decisioni di inammissibilità in primo grado e concedono lo status di rifugiato.

(14)

     Questa cifra complessiva non comprende le decisioni in secondo grado che concedono lo status di rifugiato e riformano decisioni di inammissibilità in primo grado. Questo è un metodo diverso da quello utilizzato nella quarta relazione.

(15)

     Confermando le decisioni negative in primo grado in 876 casi e riformandole in quattro casi.

(16)

     Al 27 febbraio 2017.

(17)

     Questi trasferimenti sono effettuati solo in casi specifici, quando la domanda di asilo è stata valutata in primo grado e ha dovuto essere sottoposta alla normale procedura di asilo per un ulteriore trattamento.

(18)

     Al 10 febbraio 2017. Queste persone sono state sistemate in alloggi del programma di locazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o in strutture situate sul continente oppure vi hanno trovato da sole un alloggio. La fornitura di alloggi adeguati ai minori non accompagnati resta prioritaria per la Commissione, che ha messo a disposizione finanziamenti per predisporre capacità di accoglienza supplementari e incoraggia gli Stati membri ad accelerare la ricollocazione dei minori non accompagnati ammissibili provenienti dalla Grecia e dall’Italia.

(19)

     509 milioni di EUR sono disponibili per il periodo 2014-2020 nell’ambito di questi programmi nazionali.

(20)

     Questa ingente assistenza finanziaria dell’UE ha permesso di: fornire rifugi, alloggi, assistenza sanitaria, trasporti e altri servizi nei punti di crisi e altrove sulle isole mediante finanziamenti al ministero della Difesa e all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; aumentare la capacità del ministero dell’Interno e della riforma amministrativa per quanto riguarda il trattamento delle domande di asilo e la prestazione di servizi a cittadini di paesi terzi; aumentare gli effettivi dei centri di prima accoglienza; rafforzare la capacità dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo per quanto concerne il trattamento delle domande di asilo e il rilevamento delle impronte digitali.

(21)

     Dati fino al 27 febbraio 2017. Dal 4 aprile ad oggi, inoltre, la Norvegia ha reinsediato 150 siriani dalla Turchia. Sebbene la Norvegia applichi le procedure operative standard per il reinsediamento concordate con la Turchia nell’ambito del programma 1:1, il numero di reinsediamenti in Norvegia nell’ambito di questo programma non viene considerato ai fini del calcolo dei rinvii di siriani dalla Grecia.

(22)

     COM(2017) 74 final dell’8 febbraio 2017 e COM(2017) 202 final del 2 marzo 2017.

(23)

     L’adozione, in data 29 settembre, della decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio consente agli Stati membri di adempiere ai loro obblighi a norma della decisione (UE) 2015/1601 utilizzando i 54 000 posti non assegnati per ricollocare richiedenti protezione internazionale dall’Italia e dalla Grecia o per ammettere nel loro territorio, attraverso il reinsediamento o altra forma di ammissione legale, cittadini siriani in evidente bisogno di protezione internazionale presenti in Turchia.

(24)

     Stando alle informazioni ricevute dalle autorità turche, 1 100 membri del personale, 21 imbarcazioni della guardia costiera turca e quattro elicotteri/aerei della guardia costiera turca partecipano all’operazione “ Safe Med” , in cui sono coinvolti anche veicoli terrestri con radar mobili.

(25)

     Dalla dichiarazione UE-Turchia, sono 447 in totale i migranti irregolari che hanno raggiunto Cipro dalla Turchia.

(26)

     COM(2016) 290 final del 4 maggio 2016.

(27)

     Regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo.

(28)

     I fondi saranno interamente erogati, a rate, solo fino al completamento dei progetti, in linea con i principi di una sana gestione finanziaria. Nell’ambito delle misure per la visibilità previste dallo strumento, una mappa interattiva permette di visualizzare direttamente l’ubicazione e i risultati previsti dei vari progetti: http://ec.europa.eu/enlargement/news_corner/migration/index_en.htm.

(29)

     Prime formazioni finanziate dalla sovvenzione diretta presso il ministero turco dell’Istruzione nazionale, per un valore di 300 milioni di EUR, che sono iniziate nell’ottobre 2016.

(30)

     L’assistenza umanitaria a titolo dello strumento continua a essere fornita in linea con la normativa dell’UE sugli aiuti umanitari e nel rispetto dei principi enunciati nel consenso europeo sugli aiuti umanitari.

(31)

     I progetti si aggiungono a un progetto analogo, del valore di 70 milioni di euro, volto a costruire e attrezzare altre 26 scuole, che però non rientra nell’ambito dello strumento.

(32)

     Il quadro dovrebbe costituire un documento in evoluzione che consenta il riesame costante della pertinenza e dei risultati dei suoi interventi. Il sistema di controllo e valutazione dello strumento perseguirebbe quindi un triplice obiettivo: un meccanismo di responsabilità, uno strumento di controllo delle prestazioni e uno strumento di gestione delle informazioni.

(33)

     COM(2017) 130 final del 2 marzo 2017.

(34)

     http://ec.europa.eu/smart-regulation/impact/ia_carried_out/docs/ia_2016/swd_2016_0475_en.pdf

(35)

     http://ec.europa.eu/smart-regulation/impact/ia_carried_out/docs/ia_2016/turkey_anx6_en.pdf

(36)

     http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4468_it.htm

(37)

     SWD(2016) 366 final.


Bruxelles, 2.3.2017

COM(2017) 204 final

ALLEGATO

della

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Quinta relazione sui progressi compiuti in merito all'attuazione della dichiarazione
UE-Turchia


Piano d’azione comune sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia

Azioni prioritarie

Situazione attuale e azioni ancora in sospeso 1

Potenziare la presenza del personale incaricato del trattamento delle domande di asilo sulle isole

L’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) porta a 100, rispettivamente, il numero di operatori addetti ai casi e di interpreti sulle isole e il servizio greco per l’asilo porta a 100 i propri effettivi sulle isole.

L’EASO ha inviato 59 esperti sulle isole. Occorrono altri 41 operatori addetti ai casi, 35 dei quali sono stati assunti dall’EASO come personale interinale e, dopo la formazione iniziale, saranno inviati sulle isole a partire dal 6 marzo per collaborare con operatori esperti degli Stati membri in modo da essere pienamente operativi per la metà di marzo.

L’EASO ha inviato 87 interpreti sulle isole. Occorrono 13 interpreti supplementari.

Il servizio greco per l’asilo ha già inviato sulle isole 100 operatori incaricati di lavorare sui casi.

Trattare i casi di ricongiungimento familiare nel quadro Dublino

Il servizio greco per l’asilo esamina, caso per caso e nel pieno rispetto dell’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, l’applicazione della procedura di inammissibilità ai casi di ricongiungimento familiare nel quadro Dublino ai fini di un eventuale rinvio degli interessati in Turchia, a condizione di aver ricevuto dall’EASO e dagli Stati membri informazioni pertinenti.

L’EASO ha redatto e distribuito agli Stati membri una richiesta d’informazioni sulle loro politiche e prassi per quanto riguarda il ricongiungimento familiare dalla Turchia. Dopo il 17 febbraio, data limite per l’invio delle risposte, dovrebbero essere concluse le consultazioni bilaterali con determinati Stati membri per completare il quadro.

Trattare i casi vulnerabili

Il servizio greco per l’asilo esamina, caso per caso e nel pieno rispetto degli articoli 6 e 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, l’applicazione della procedura di inammissibilità ai casi di richiedenti vulnerabili ai fini di un eventuale rinvio degli interessati in Turchia, a condizione di aver ricevuto dall’EASO informazioni pertinenti, specie per quanto riguarda il trattamento delle persone vulnerabili in Turchia, che consentirebbero di procedere all’esame suddetto.

Il servizio greco di accoglienza e identificazione sta lavorando insieme all’EASO per definire alcune categorie di vulnerabilità ed elaborare un modello standard di valutazione medica per il trattamento delle persone vulnerabili.

Durante una riunione tenutasi il 12 gennaio, l’EASO, il servizio greco per l’asilo e il servizio greco di accoglienza e identificazione hanno individuato un fabbisogno di informazioni in merito al trattamento dei richiedenti vulnerabili in Turchia e all’accesso alle cure mediche. L’EASO sta lavorando con il servizio greco per l’asilo, che ha ricevuto anche le risposte degli Stati membri, per includere un pacchetto informativo aggiornato sulla Turchia riguardo alle malattie incurabili/gravi.

Accelerare i colloqui e le procedure per l’esame delle domande di asilo

Con il sostegno dell’EASO, il servizio greco per l’asilo introduce una suddivisione per categoria di caso, metodi di colloquio e strumenti di sostegno all’adozione di decisioni. Con il sostegno dell’EASO, il servizio greco di accoglienza e identificazione continua a informare i migranti. Le autorità rafforzano ulteriormente l’applicazione dei provvedimenti previsti in caso di omessa collaborazione nel processo di asilo. Con il sostegno dell’EASO, le autorità greche abbreviano i tempi che intercorrono tra la manifestazione della volontà di chiedere asilo e l’inoltro della domanda.

È in corso l’introduzione della suddivisione per categoria di caso.

Il 30 gennaio i modelli per le osservazioni conclusive sulla ricevibilità e sull’ammissibilità sono stati finalizzati e distribuiti in tutte le isole per un’applicazione immediata. In base alle nuove linee guida sulla fusione delle procedure di ricevibilità e di ammissibilità per le nazionalità con un tasso di riconoscimento elevato, l’EASO ha elaborato nuovi modelli per i colloqui e le osservazioni conclusive. Il servizio greco per l’asilo ha formulato commenti sul modello per i colloqui il 17 febbraio e deve ancora inviare all’EASO il suo feedback sul modello di osservazioni conclusive.

Il 29 gennaio il servizio greco per l’asilo ha inoltre convalidato l’elenco dei profili dei paesi proposto dall’EASO in relazione alle 3 nazionalità più rappresentate sulle isole (Iraq, Afghanistan, Pakistan). Dopo ulteriori verifiche e aggiunte ad opera dei rappresentanti delle operazioni sul campo, il 14 febbraio l’EASO ha finalizzato e trasmesso al servizio greco per l’asilo i riferimenti del paese di origine per queste nazionalità.

Il 26 gennaio l’EASO ha finalizzato il materiale formativo da utilizzare per sviluppare le capacità degli interpreti e consentire distacchi flessibili in tutte le fasi della procedura.

A Lesbo e a Chios i migranti vengono informati dei loro diritti e obblighi e delle opzioni disponibili, in particolare attraverso sportelli informativi e sessioni di informazione ad hoc organizzate con un sistema di biglietteria, mentre a Samo, Kos e Leros devono ancora essere allestiti sportelli informativi.

Si stanno predisponendo strumenti per agevolare ulteriormente l’applicazione dei provvedimenti previsti in caso di omessa collaborazione nel processo di asilo, in particolare monitorando gli spostamenti dei richiedenti asilo fintanto che le loro domande sono all’esame e concludendo la procedura di asilo in caso di mancata presentazione. Riguardo a quest’ultimo aspetto, la polizia greca dovrebbe garantire il follow-up dell’elenco di casi archiviati fornito dal servizio greco per l’asilo.

A Lesbo e a Chios l’EASO sta aiutando il servizio greco per l’asilo a gestire i flussi e a programmare i colloqui. Ove possibile, e in funzione dell’arretrato di casi, il tempo che intercorre fra la manifestazione della volontà di chiedere asilo e l’effettivo inoltro della domanda è già stato notevolmente ridotto.

Mantenere e accelerare ulteriormente la procedura di ammissibilità per i richiedenti provenienti da paesi con bassi tassi di riconoscimento

Il servizio greco per l’asilo sta trattando, con il sostegno dell’EASO, casi di richiedenti asilo provenienti da paesi di origine con bassi tassi di riconoscimento nell’ambito della procedura di ammissibilità. Sulle isole di Leros e Kos è stato praticamente smaltito l’arretrato di casi in primo grado.

Migliorare le disposizioni in materia di sicurezza e incolumità sulle isole

La polizia greca aumenta la presenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 degli agenti di polizia nei punti di crisi. Con il supporto della polizia greca, il servizio di accoglienza e identificazione greco aumenta i controlli agli ingressi e il pattugliamento nei punti di crisi e potenzia l’infrastruttura di sicurezza. La polizia greca, in collaborazione con il servizio di accoglienza e identificazione, elabora e collauda piani di sicurezza e di evacuazione per i punti di crisi. Il servizio di accoglienza e identificazione greco rafforza l’infrastruttura di sicurezza nei punti di crisi. Le autorità greche continuano a predisporre aree sicure per i gruppi vulnerabili.

La guardia di frontiera e costiera europea finanzia l’invio di 280 agenti della polizia greca per lo svolgimento di mansioni connesse alla sicurezza nei punti di crisi di Lesbo (65), Chios (65), Samo (65), Kos (45) e Leros (40). Alcuni di questi agenti sono già presenti sulle isole.

I controlli intensificati agli ingressi e il pattugliamento all’interno delle aree di accoglienza dovrebbero essere effettuati in tutti i punti di crisi, ma in realtà vengono attuati integralmente solo a Lesbo. A Chios, Kos e Leros vengono effettuati controlli agli ingressi, ma non si procede ancora a un pattugliamento sistematico nelle aree di accoglienza. A Samo vi sono solo verifiche di sicurezza e pattugliamenti occasionali effettuati dalla polizia greca. Né la polizia greca né il servizio greco di accoglienza e identificazione hanno ancora nominato un referente unico per la sicurezza. Finora la polizia greca si è limitata a pubblicare formalmente il piano di evacuazione per il punto di crisi di Lesbo. In alcuni punti di crisi sono state effettuate con successo esercitazioni di evacuazione. La prossima tappa dovrebbe consistere nella finalizzazione dei piani a Chios, Kos, Leros e Samo, nell’organizzazione di esercitazioni di evacuazione periodiche in tutti i punti di crisi e nella nomina di referenti unici per la sicurezza da parte della polizia greca e del servizio greco di accoglienza e identificazione.

A Lesbo sono in corso lavori importanti per il potenziamento dell’infrastruttura di sicurezza. A Samo sono stati completati i lavori inerenti alla sicurezza (recinzione, illuminazione, uscite di emergenza, migliore separazione delle aree e garitte). A Kos e Leros i migranti vengono separati in funzione della cittadinanza e della situazione familiare. Il servizio greco di accoglienza e identificazione deve chiedere un potenziamento dell’infrastruttura di sicurezza (recinzione esterna, gabbiotti della polizia, videosorveglianza) per il punto di crisi di Chios.

Per garantire la sicurezza dei gruppi vulnerabili, a Lesbo i minori non accompagnati, il cui numero è sceso a sette dal 25 gennaio, vengono tenuti in un’area sicura con un monitoraggio 24 ore su 24. A Chios e Samo, i minori non accompagnati non vengono tenuti in un’area sicura né beneficiano di protezione, mentre a Kos vengono tenuti in un’area sicura e chiusa di notte. Il punto di crisi di Leros non accoglie minori non accompagnati, che sono invece alloggiati in locali specifici (Pikpa) dove il personale del servizio greco di accoglienza e identificazione è presente 24 ore su 24. Come prossima tappa si dovrebbe ovviare alla mancanza di aree sicure per i minori non accompagnati a Samo e Chios e nominare responsabili della protezione dei minori per tutti i punti di crisi.

Nominare i coordinatori permanenti dei punti di crisi

Le autorità greche nominano i coordinatori permanenti e adottano procedure operative standard per i punti di crisi.

I coordinatori permanenti si sono ufficialmente insediati il 18 febbraio e hanno assunto ufficialmente le loro funzioni il 20 febbraio 2017.

Il servizio di accoglienza e identificazione greco ha elaborato un progetto di procedure operative standard chiedendo il contributo delle parti interessate per finalizzare il documento.

Aumentare il numero delle commissioni di ricorso

Sono attualmente operative 12 commissioni di ricorso, integrate da una commissione supplente.

Aumentare il numero di decisioni adottate dalle commissioni di ricorso

È stata presentata al parlamento greco una modifica legislativa che consente il ricorso all’assistenza legale per la redazione delle decisioni, la cui adozione è prevista a breve. Alle commissioni di ricorso è stata inoltre assegnata un’area di specializzazione.

Ridurre il numero di fasi del ricorso nell’ambito del processo di asilo

Le autorità greche valutano la possibilità di ridurre le fasi del ricorso.

Mantenere il dispiegamento della guardia di frontiera e costiera europea ai livelli necessari

La guardia di frontiera e costiera europea risponde rapidamente alle richieste di spiegamenti e mezzi di trasporto supplementari necessari per far fronte all’aumento del numero di operazioni di rinvio, sulla base di una valutazione precisa del fabbisogno eseguita dalle autorità greche.

Gli Stati membri e la guardia di frontiera e costiera europea rispondono adeguatamente alle richieste di spiegamenti e mezzi di trasporto per le operazioni di rinvio in corso.

Le operazioni di riammissione mediante traghetto sono tecnicamente possibili da Lesbo, Chios e Kos. I membri della neoistituita riserva di scorte per i rinvii forzati della guardia di frontiera e costiera europea sono presenti in pianta stabile solo a Lesbo (circa 50-60). Possono essere distaccati funzionari per l’accompagnamento a Chios e Kos, in seguito a una richiesta ufficiale della Grecia, almeno 21 giorni lavorativi prima dell’inizio del dispiegamento/dell’operazione. Per garantire una gestione efficace delle risorse disponibili, l’opportunità di inviare scorte degli Stati membri per procedere periodicamente a riammissioni direttamente dalle altre isole greche dovrà essere valutata attentamente in stretto collegamento con le autorità greche, tenendo conto del numero di possibili migranti e della frequenza prevista delle operazioni.

Limitare il rischio di fuga

Le autorità greche gestiscono un sistema chiaro e preciso di registrazione e follow-up di tutti i migranti irregolari al fine di agevolare la pianificazione e lo svolgimento delle procedure di rinvio, introdurre un sistema elettronico di follow-up dei singoli casi e continuare ad applicare le restrizioni geografiche ai migranti presenti sulle isole identificate come punti di crisi.

Attualmente le autorità greche applicano restrizioni geografiche agli spostamenti dei migranti e richiedenti asilo appena arrivati, che quindi non sono autorizzati a lasciare l’isola in cui sono arrivati.

Si sta lavorando per adeguare i sistemi informatici utilizzati per consentire la pubblicazione automatica delle relazioni amministrative e seguire i singoli casi nonché, come prossima fase, agevolare la trasmissione delle informazioni sui singoli casi tra il servizio greco per l’asilo, il servizio greco di accoglienza e identificazione e la polizia greca.

Potenziare il programma di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione sulle isole

Con il sostegno finanziario dell’UE, l’OIM intensifica le campagne di promozione del programma di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione tra i migranti, e le autorità greche rimuovono gli ostacoli amministrativi a un rapido rimpatrio volontario.

Proseguono gli sforzi per aumentare i rimpatri volontari dalle isole greche, incoraggiati dal recente rafforzamento del programma di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione con l’inclusione di pacchetti di reintegrazione per tutti i partecipanti. 212 migranti hanno lasciato volontariamente le isole nel 2017. Sono state condotte campagne d’informazione specifiche che saranno ulteriormente potenziate per promuovere l’aggiornamento del programma rafforzato di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione nelle isole.

Emettere le decisioni di rimpatrio in una fase iniziale della procedura

La polizia greca emette decisioni di rimpatrio contemporaneamente alla notifica di una decisione negativa di primo grado in materia di asilo.

La polizia greca sta valutando l’introduzione di adeguamenti tecnici e informatici per l’attuazione dell’azione in questione.

Creare capacità di accoglienza supplementari sulle isole e migliorare le strutture esistenti

Le autorità greche creano, con il sostegno dell’UE, capacità di accoglienza supplementari e potenziano le strutture esistenti, in collaborazione con le autorità locali ogniqualvolta possibile.

A Lesbo e Samo sono in corso lavori per potenziare gli alloggi e le infrastrutture sanitarie. A Samo sono state allestite strutture temporanee di migliore qualità in sostituzione del campo precedente. Si è fatto altrettanto nel punto di crisi e nel campo di Karatepe a Lesbo, entrambi in via di ampliamento.

A Chios il servizio greco di accoglienza e identificazione e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati hanno esaminato il sito per aumentare la capacità ricettiva del punto di crisi.

Ove possibile, i migranti vengono trasferiti in alberghi e appartamenti nell’ambito del programma di locazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Creare capacità di trattenimento sufficienti sulle isole

Con il sostegno dell’UE, le autorità greche creano quanto prima capacità di trattenimento sufficienti sulle isole, in collaborazione con le autorità locali ogniqualvolta possibile.

L’ubicazione di un centro di trattenimento pre-trasferimento con una capacità di 500 posti è stata scelta dalla polizia greca a Kos, nei pressi dell’attuale punto di crisi. Sono iniziati i lavori di livellamento. I primi 100-150 posti dovrebbero essere pronti per la metà di marzo.

Al momento non si prevede concretamente di allestire una struttura di trattenimento pre-trasferimento a Chios a causa di una sentenza giudiziaria emessa in seguito a reclami circa l’uso proposto di un sito specifico a Mersinidi. Si stanno valutando altre opzioni a Chios.

A Lesbo, la capacità di trattenimento nel punto di crisi è stata ridotta da 200 a 100 posti in seguito alla distruzione di container nella struttura. La polizia greca intende riattare il centro di trattenimento riparando i container danneggiati e aggiungendo recinzioni; i lavori dovrebbero essere ultimati entro il 20 marzo.

A Samo, il servizio di accoglienza e identificazione greco e la polizia greca stanno esaminando in dettaglio le modalità di realizzazione di una struttura di trattenimento da costruire nell’attuale punto di crisi.

Integrare i programmi nazionali AMIF e ISF, ove necessario

La Commissione continua, se del caso, a fornire finanziamenti supplementari (assistenza di emergenza, aiuti umanitari, ecc.) e assistenza tecnica alla Grecia ai fini dell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia.

Il sostegno della Commissione viene attualmente fornito secondo la programmazione finanziaria per il 2017.

(1)

     In corsivo è riportata una breve sintesi delle azioni pertinenti. Per informazioni più dettagliate consultare il piano d’azione comune allegato alla quarta relazione sui progressi compiuti in merito all’attuazione della dichiarazione UE-Turchia (COM(2016) 792 final dell’8 dicembre 2016).