Bruxelles, 18.10.2016

COM(2016) 700 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

Prima relazione sui progressi compiuti
relativamente al nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi
nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione


1.    INTRODUZIONE

L'azione esterna dell'UE è un aspetto fondamentale della strategia globale dell'UE per gestire la sfida migratoria indicata nell'agenda europea sulla migrazione 1 . I fattori che spingono oggi i flussi migratori sono destinati a perdurare. Per questo motivo l'UE ha bisogno di una risposta a lungo termine. Un passo fondamentale è già stato compiuto con il vertice tenutosi a La Valletta nel novembre 2015. Successivamente, nel giugno 2016, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione 2   3 . Il Consiglio europeo del giugno 2016 ha approvato il quadro di partenariato e ne ha chiesto una rapida attuazione, cominciando con un numero limitato di paesi. A settembre, la tabella di marcia di Bratislava ha sottolineato che questo processo dovrebbe portare alla "riduzione dei flussi di migrazione illegale e all'aumento dei tassi di rimpatrio", e ha ricordato che tali progressi sarebbero stati valutati dal Consiglio europeo di dicembre 4 .

Il quadro di partenariato costituisce un approccio europeo ambizioso e lungimirante per approfondire la cooperazione con i paesi di origine, di transito e di destinazione. La sua riuscita dipenderà da un impegno a tutto tondo di tutte le parti. Questo significa uno sforzo congiunto da parte dell'UE e degli Stati membri, che sfrutti tutta la gamma di leve dell'UE per trovare soluzioni a breve termine alla pressione migratoria immediata e per realizzare un investimento più incisivo per contrastare le cause profonde della migrazione irregolare, promuovendo lo sviluppo sostenibile e la stabilità e aprendo opportunità alla migrazione regolare. Tutto ciò deve essere associato a un vero e proprio partenariato con ciascun paese terzo, concepito su misura per tenere conto delle specifiche esigenze e degli specifici interessi e mirato ai risultati. In tutti i casi, gli imperativi umanitari e relativi ai diritti dell'uomo della politica dell'UE devono restare al centro dell'approccio.

In tale contesto, questa prima relazione presenta i progressi compiuti e descrive come l'Alta rappresentante, la Commissione e gli Stati membri hanno lavorato insieme per attuare il quadro di partenariato 5 .

Se riuscire a realizzare una buona gestione della migrazione è un lavoro a lungo termine, l'imperativo di salvare vite umane, smantellare il modello di attività dei trafficanti e porre sotto controllo i movimenti irregolari di persone richiede invece risultati immediati. La prima fase ha inevitabilmente posto come priorità la creazione delle nuove strutture e dei nuovi strumenti necessari per realizzare gli obiettivi del quadro di partenariato, ma anche visto risultati tangibili. La presente relazione espone le sfide principali restanti e i prossimi passi da compiere nell'attuazione del partenariato per dicembre e oltre 6 .    

2.    RENDERE OPERATIVO IL QUADRO DI PARTENARIATO

I patti

L'approccio sotteso al quadro di partenariato è quello del cambiamento del modo in cui l'UE, insieme agli Stati membri, gestisce le relazioni migratorie con i paesi terzi di origine e di transito. Una componente fondamentale di questo approccio è il concetto di "patto". I patti sono un quadro politico per una cooperazione costante e operativa. Essi raggruppano i vari filoni di lavoro per sviluppare un partenariato globale con i paesi terzi, che combini gli strumenti, i dispositivi e le leve a disposizione dell'UE e degli Stati membri per realizzare chiari obiettivi e impegni comuni. Dal processo dei patti possono scaturire accordi internazionali ufficiali, come gli accordi di riammissione. L'approccio basato sui patti evita tuttavia il rischio che l'attuazione pratica venga ritardata da negoziati tecnici per un accordo formale a tutto tondo. A mano a mano che gli elementi di una relazione mutualmente benefica vengono progressivamente individuati, questa reciproca comprensione viene resa operativa attraverso i patti, concepiti su misura per la specifica situazione di ciascun paese partner. Questo, a sua volta, guiderà la realizzazione sostenibile degli obiettivi concordati in comune. Il Consiglio europeo di dicembre valuterà i progressi compiuti relativamente a tali patti.

Al centro di questo concetto vi è il partenariato. In primo luogo, per la riuscita dei patti è fondamentale che l'UE e gli Stati membri pongano in atto un approccio congiunto. Il quadro di partenariato potrà dare il massimo dei risultati solo attraverso il coinvolgimento degli Stati membri, sia in termini di impegno politico — per sottolineare la priorità di questa azione — e sostegno pratico — in particolare per la riammissione e i rimpatri, ma anche in settori come la migrazione legale. In secondo luogo, un'interpretazione comune degli interessi dell'UE e dei paesi partner è fondamentale: per apportare vantaggi reciproci, la gestione della migrazione deve riconciliare gli interessi e le priorità di entrambe le parti. Il lavoro dei paesi partner nel mantenere lo slancio verso il conseguimento di risultati consentirà all'UE di continuare ad approfondire le relazioni e la cooperazione in tali paesi in tutta la gamma delle politiche europee. Per creare la leva necessaria per la cooperazione dovrebbero essere mobilitati tutti gli incentivi. Occorre essere pronti a fornire un sostegno maggiore ai paesi partner che compiono i maggiori sforzi, sapendo tuttavia di dover subire delle coseguenze se i progressi non vanno a buon fine.

Più in generale, la sfida migratoria richiede un approccio globale. La dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti 7 ha sottolineato la necessità di una condivisione globale delle responsabilità. La continua leadership europea sarà importante per mostrare che l'approccio del quadro di partenariato e le iniziative prese servono come esempi guida nel processo di follow-up del vertice ONU.

Applicare in pratica il nuovo quadro di partenariato — Attuare una nuova architettura

Come primo passo, l'UE e gli Stati membri hanno lavorato insieme per determinare in dettaglio approcci su misura con i primi paesi prioritari individuati nella comunicazione di giugno 8 . È stato dato uno slancio a questi pacchetti attraverso un grosso sforzo politico e diplomatico da parte sia dell'UE che degli Stati membri per comunicare con i paesi partner prioritari. Il lavoro di coordinamento è stato svolto anche col pieno impegno delle delegazioni dell'UE e delle ambasciate degli Stati membri, per garantire un messaggio coerente.

Vi è stato un cambiamento nel livello di coordinamento fra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri, con una pianificazione strategica di visite ad " livello ai paesi prioritari, una comunicazione coerente attraverso briefing condivisi in caso di opportunità importanti come l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, feedback condivisi e resoconti. Come risultato, i temi attinenti alla migrazione sono ora al centro delle relazioni politiche generali con i paesi prioritari - insieme ad altre questioni chiave di politica estera come la sicurezza, gli scambi e la riduzione della povertà. L'importanza che l'UE attribuisce alle questioni attinenti alla migrazione è ora ben chiara ai paesi prioritari interessati.

Lo sforzo esterno deve essere accompagnato da miglioramenti delle procedure e delle operazioni all'interno dell'Unione europea — ad esempio affrontando eventuali ostacoli a livello nazionale e dell'UE che potrebbero impedire rapide procedure di rimpatrio e di riammissione e la disponibilità di apposita capacità per l'identificazione e il perseguimento di gruppi dediti al traffico di migranti. Il nuovo mandato della guardia di frontiera e costiera europea presenterà ulteriori opportunità a tal fine.

Un contributo essenziale degli Stati membri nell'attuazione del quadro in oggetto è stata l'assunzione di funzionari di collegamento europei per la migrazione da distaccare in importanti paesi terzi. Questi funzionari di collegamento fungeranno da punti di contatto fondamentali, e secondo i piani i primi assumeranno le loro funzioni prima della fine dell'anno. Lavorando con i funzionari di collegamento per la migrazione degli Stati membri, con le agenzie dell'UE, con le autorità nazionali e regionali competenti e con le organizzazioni internazionali, essi fungeranno da importanti punti focali nelle delegazioni dell'UE per mantenere " l'impegno, mantenere i contatti e cooperare con i partner dell'UE, e supportare il conseguimento di risultati tangibili.

L'approccio del quadro di partenariato fornisce un percorso stabile verso l'ottenimento di risultati a lungo termine. Questi sforzi, comunque, hanno già cominciato a dare i primi risultati. Il quadro di partenariato ha impresso una nuova dinamica al dialogo con i paesi partner, portando a una migliore comprensione delle priorità dell'UE e a una maggiore disponibilità a cooperare. Negli ultimi mesi sono stati compiuti più progressi concreti di quanti ne siano stati realizzati in molti anni, anche in materia di rimpatrio e di riammissione. Sono in corso di organizzazione missioni di identificazione per sbloccare i casi in cui i rimpatri non avanzano 9 . Le discussioni sulle procedure operative standard a livello dell'UE per l'identificazione e il rimpatrio stanno progredendo e, dopo anni di stallo, stanno per cominciare negoziati sulla riammissione con partner importanti. È in via di predisposizione un'assistenza finanziaria e tecnica a sostegno del dialogo politico, con misure di accompagnamento e sostegno mirato per garantire la resilienza delle comunità più colpite dai fenomeni di migrazione e traffico e per intensificare il lavoro di contrasto delle cause profonde.

3.    PAESI PARTNER

3.1    Paesi prioritari

La tematica della migrazione è ora al centro delle relazioni UE-Africa. Il vertice tenutosi a La Valletta nel novembre 2015 è riuscito a convogliare gli interessi di tutti in un programma comune, portando i leader di 35 Stati africani e degli Stati membri UE a concordare un insieme condiviso di principi relativi alle modalità di gestione della migrazione. Il risultato è stato una dichiarazione politica generale e l'impegno ad attuare un ambizioso piano d'azione, che prevede una collaborazione ampia ed equilibrata e azioni parallele articolate intorno a cinque ambiti 10 . La capacità di combinare soluzioni generali consensuali ed applicabili a tutti gli Stati partecipanti, con l'opzione di una cooperazione più profonda fra paese e paese, ha creato il contesto per il quadro di partenariato.

I paesi individuati come le prime priorità d'azione sono paesi importanti di origine o di transito della migrazione irregolare, e alcuni di essi stanno anche ospitando un ingente numero di profughi e si trovano a dover affrontare situazioni di sfollamento interno. La maggior parte di essi, inoltre, si trova di fronte a problemi specifici di sviluppo e di sicurezza.

Niger

Il Niger è un importante paese di transito lungo la rotta del Mediterraneo centrale per i migranti provenienti dall'Africa occidentale. Al crocevia per l'attraversamento del deserto del Sahara, la regione di Agadez è un luogo di smistamento di decine di migliaia di migranti irregolari che cercano di raggiungere il Mediterraneo e l'Europa, principalmente attraverso la Libia. Questi migranti affrontano enormi pericoli e molti muoiono lungo il cammino. Al tempo stesso, il Niger è un paese estremamente povero ed è esposto a serie minacce per la sicurezza, compreso Boko Haram, che esauriscono le sue limitatissime risorse di bilancio. L'attività delle reti criminali dedite al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani verso le frontiere settentrionali resta una sfida considerevole.

Il Niger ha mostrato un grande impegno nello sviluppare una cooperazione più approfondita sulla migrazione con l'UE — un lavoro già in corso prima del quadro di partenariato. Le visite in Niger dell'Alta rappresentante/Vicepresidente nel settembre 2015 e del Commissario Mimica nel novembre 2015 sono servite ad avviare un dialogo che ha portato a misure concrete per frenare il flusso dei migranti irregolari attraverso il paese. I Ministri degli Affari esteri tedesco e francese hanno a loro volta condotto un dialogo ad alto livello nel maggio 2016, sfociato in una dichiarazione congiunta sulla migrazione, e l'approccio è stato portato avanti con l'incontro fra l'Alta rappresentante/Vicepresidente e il Ministro degli Affari esteri nigerino ai margini della riunione ministeriale UE del G5 a giugno.

Dal mese di giugno 2016 il quadro di partenariato ha impresso un ulteriore impulso significativo alla cooperazione. La migrazione è stata una questione fondamentale della missione del Commissario Stylianides in luglio, cui è stato dato seguito a livello tecnico. Questo ha fornito lo slancio per l'istituzione di una piattaforma di coordinamento locale in materia di migrazione ("Cadre de Concertation"), co-presieduta dal Ministro dell'Interno e dal capo della delegazione UE in Niger, che si sono riuniti per la prima volta il 6 ottobre 2016, con la partecipazione di alti funzionari degli Stati membri. Le autorità nigerine hanno creato un'apposita agenzia di contrasto della tratta di esseri umani, verso cui si può indirizzare il sostegno dell'UE. La migrazione è stata una questione fondamentale anche delle visite del Ministro federale tedesco della Cooperazione economica e dello sviluppo in agosto e della Cancelliera tedesca in ottobre.

In stretta cooperazione con l'Unione europea, le autorità nigerine stanno anche completando un piano d'azione per la lotta anti-traffico e per la riduzione dell'immigrazione irregolare, e per fornire opportunità economiche alternative alle comunità più coinvolte nelle operazioni di traffico di migranti. Da agosto il governo del Niger ha considerevolmente rafforzato la sua azione contro il traffico di migranti. Come risultato, 47 presunti trafficanti sono stati arrestati e sono in attesa di processo e più di 63 veicoli sono stati sequestrati. Il governo del Niger sta applicando misure più severe per controllare i migranti irregolari che si dirigono verso la Libia o l'Algeria senza documenti validi e sta organizzando campagne di sensibilizzazione per scoraggiare le persone dall'intraprendere viaggi rischiosi in Europa. Varie centinaia di migranti irregolari sono stati rinviati ad Agadez e sono stati rilasciati o consegnati al centro di transito dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni per il rimpatrio volontario nei loro paesi d'origine.

L'Unione europea, da parte sua, sta mobilitando una varietà di strumenti. L'esistente missione PSDC in Niger (EUCAP Sahel Niger) ha creato un ufficio locale permanente (antenna) ad Agadez, che utilizza 10 funzionari internazionali e che impartisce sia formazioni specifiche (anche sulla contraffazione dei documenti, sulla tratta degli esseri umani e sui metodi di indagine penale) che consulenza alle forze di sicurezza civile e ai pubblici ministeri nigerini. L'ufficio locale raggiungerà la piena capacità operativa entro la fine dell'anno.

L'UE ha considerevolmente rafforzato il sostegno destinato alla gestione delle frontiere e alle misure contro le reti criminali così come al contrasto delle cause profonde della migrazione irregolare, ad esempio attraverso la creazione di occupazione giovanile. Per migliorare la gestione della migrazione, la sicurezza e la gestione delle frontiere, in Niger si sta anche utilizzando il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa 11 (in appresso "Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa"). I progetti comprendono un meccanismo di risorse e di risposta per le migrazioni, sviluppo delle capacità e sostegno all'economia locale di Agadez, che dipende pesantemente dagli introiti generati dal flusso di migranti in transito. Il sostegno degli Stati membri include la fornitura di attrezzature fondamentali per assistere le autorità nigerine.

Figura — Tendenze nel numero di migranti in entrata e in uscita dal Niger (fonte: Organizzazione internazionale per le migrazioni)

È ancora presto per valutare il pieno impatto del rafforzamento della cooperazione in materia di migrazione fra l'UE e il Niger dal giugno 2016. Finora, comunque, gli sforzi intrapresi possono aver contribuito al visibile calo dei flussi in uscita osservato fino all'inizio di ottobre, quando la tendenza precedente è stata rovesciata. Si è inoltre riscontrato un aumento significativo dei rimpatri volontari, che sono passati da 1 721 nel 2015 a più di 3 020 nei primi otto mesi del 2016. I quattro centri di transito per migranti in Niger sostenuti dall'UE, con 1 500 posti in totale, hanno assistito più di 12 000 migranti da novembre 2015 a luglio 2016.

Questi sviluppi positivi stanno avendo luogo nel contesto di una situazione difficile per quanto concerne la sicurezza, in un paese devastato da un'estrema povertà. L'UE si è impegnata a portare avanti questi progressi e a continuare ad aiutare il Niger a far fronte ai diversi tipi di sfide.

Sfide principali e prossime tappe

Impegno continuo attraverso il "Cadre de Concertation" e con visite ad alto livello

Piena capacità operativa dell'antenna di Agadez e più intensa cooperazione PSDC

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sostegno alle comunità e alle persone implicate nelle attività di traffico di migranti e tratta degli esseri umani, fornendo mezzi di sussistenza alternativi

Sostegno all'attuazione del piano d'azione contro il traffico di migranti nella regione di Agadez, anche per la sorveglianza delle frontiere e la cooperazione nell'attività di contrasto

Continua prestazione di formazione e fornitura di attrezzature

Creazione di un apposito ufficio per rafforzare la capacità di analisi dei rischi a livello nazionale, la cooperazione regionale e lo scambio di informazioni

Assistenza finanziaria rafforzata per il reinserimento dei migranti rimpatriati e per le comunità di accoglienza.

Nigeria

La Nigeria è il paese più popoloso dell'Africa, con una rapida crescita in termini di abitanti 12 . È inoltre un importante paese d'origine di immigrazione irregolare verso l'UE, con più di 23 000 attraversamenti irregolari della frontiera nel 2015 e quasi lo stesso numero (22 800) nei primi otto mesi del 2016. Il fenomeno della tratta degli esseri umani è una seria preoccupazione. Il tasso di rimpatrio è andato calando negli ultimi anni. Nel 2015, tuttavia, era superiore al 34%, cosa che rispecchia la cooperazione esistente. Nonostante la considerevole crescita economica degli ultimi anni, la Nigeria si trova a dover affrontare molteplici problemi, anche sul fronte della sicurezza (con l'insurrezione di Boko Haram). È una grossa piattaforma per l'ottenimento di passaporti e altri documenti di identità falsi, un problema considerevole sia per la Nigeria che per l'UE. La Nigeria è inoltre un importante paese di origine di vittime della tratta di esseri umani. Il rafforzamento della cooperazione dovrebbe quindi essere un punto di grande attenzione nelle prossime settimane.

L'UE ha già firmato con la Nigeria, nel marzo 2015, un'Agenda comune su migrazione e mobilità (la prima mai concordata con un paese terzo), che fornisce un solido quadro per una cooperazione rafforzata. Tale Agenda interessa questioni quali i percorsi di migrazione legali verso l'UE, in particolare attraverso il riconoscimento delle qualifiche e la migrazione circolare, la facilitazione della mobilità intra-africana, gli investimenti nelle infrastrutture critiche e la creazione di opportunità economiche e di occupazione in settori fondamentali come l'agricoltura.

Il quadro di partenariato ha conferito a tale cooperazione una nuova profondità. I negoziati per un accordo di riammissione UE–Nigeria sono stati accelerati, con l'adozione formale del mandato di negoziazione da parte del Consiglio nel settembre 2016 e l'avvio delle trattative previsto per il 25 ottobre. La Nigeria è particolarmente interessata a semplificare la cooperazione in materia di riammissione concludendo un accordo a livello dell'UE. I Ministri degli Affari esteri italiano e tedesco si sono recati in visita in Nigeria e hanno sottolineato l'importanza di un impegno in materia di migrazione. La cooperazione pratica ha incluso la designazione di referenti in ambiti fra cui la riammissione e il traffico di migranti, e lavori per rafforzare le migliori prassi per operazioni di rimpatrio congiunte. Nel frattempo ha fatto passi avanti anche la cooperazione operativa in materia di rimpatri: la Nigeria parteciperà ad una manifestazione organizzata per novembre dalla guardia di frontiera e costiera europea relativa ai rimpatri e alle missioni di identificazioni negli Stati membri. L'esito positivo dipenderà dalla piena cooperazione degli Stati membri.

Analogamente alla cooperazione in corso nel quadro del Fondo europeo di sviluppo, il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa ha mobilitato progetti riguardanti specifiche problematiche di gestione della migrazione e le cause profonde della migrazione irregolare. È in preparazione un progetto che contribuirà a una migliore gestione della migrazione e che faciliterà i rimpatri e il reinserimento sostenibile.

Sfide principali e prossime tappe

Realizzazione di progressi nei negoziati sull'accordo di riammissione ai fini di una conclusione in tempi rapidi

Ulteriore miglioramento della cooperazione operativa in materia di rimpatri e riammissione, anche attraverso missioni d'identificazione

Potenziamento delle attività di contrasto della tratta e del traffico di esseri umani

Aumento delle iniziative di cooperazione tra imprese anche al fine di affrontare le cause profonde della migrazione

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Varo di una piattaforma UE di cooperazione sul traffico di migranti

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti.

Senegal

Il Senegal è un partner politico fondamentale per l'UE nella regione dell'Africa occidentale. Il livello di migrazione irregolare da questo paese verso l'UE è significativo (più di 6 300 ingressi irregolari nel 2015), e il tasso di rimpatri è insufficiente (22,4% nel 2015). La migrazione all'interno dell'Africa ma anche verso l'UE ha una lunga tradizione in Senegal ed è economicamente importante, con rimesse pari grosso modo al 10% del PIL. Esistono già significativi percorsi legali: nel 2014 più di 220 000 Senegalesi soggiornavano legalmente nell'UE, con una media di 15 000-20 000 nuovi permessi di soggiorno rilasciati ogni anno dagli Stati membri dell'UE a cittadini senegalesi. Il Senegal è stato un interlocutore fondamentale del processo di Rabat e del vertice e del piano d'azione de La Valletta, dando particolare importanza alla migrazione legale, alla lotta contro il traffico di migranti e alle cause profonde della migrazione irregolare.

Con il quadro di partenariato si è ora intrapreso col Senegal un intenso dialogo sulle questioni attinenti alla migrazione. Il Commissario Avramopoulos si è recato in visita a Dakar nel luglio 2016 per proporre di sviluppare una cooperazione su tutti gli aspetti della gestione della migrazione. Questo è stato essenziale ai fini delle missioni di identificazione ora programmate per la fine di novembre. Nell'ambito dell'approccio generale dell'UE vari Stati membri hanno stabilito o proposto negoziati su accordi bilaterali in materia di rimpatrio e di riammissione. Dal mese di luglio hanno avuto luogo varie visite ad " livello. Il Ministro tedesco della Cooperazione economica e dello sviluppo si è recato in Senegal in agosto e il Ministro dell'Interno francese in ottobre. I negoziati fra la guardia di frontiera e costiera europea e le autorità senegalesi sul miglioramento delle modalità operative per i rimpatri procedono a buon ritmo. Queste iniziative contribuiranno a rafforzare la cooperazione in materia di migrazione, anche per quanto riguarda i rimpatri e il rilascio dei documenti di viaggio.

A sostegno dell'impegno del Senegal ai fini del contrasto delle cause profonde della migrazione irregolare, nell'ambito del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa sono stati adottati progetti per la creazione di posti di lavoro per i giovani. Il Senegal beneficia anche di un progetto regionale di sostegno ai servizi di contrasto, e sono in fase di preparazione progetti finalizzati a migliorare la gestione della migrazione e ad agevolare i rimpatri, a sostenere il consolidamento dei registri di stato civile e a creare opportunità economiche e occupazionali nelle regioni con potenziale migratorio elevato.

Sfide principali e prossime tappe

Svolgimento delle previste missioni d'identificazione negli Stati membri

Cooperazione sui documenti di viaggio

Potenziamento delle possibilità di cooperazione bilaterale nel quadro dell'UE

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sostegno all'ulteriore rafforzamento dei registri di stato civile e delle tecniche biometriche

Conclusione della definizione delle modalità operative con la guardia di frontiera e costiera europea

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti.

Mali

Il Mali è un importante paese di origine e di transito. Ha una lunga tradizione di emigrazione, dimostrata da un volume di rimesse che tocca il 7,7% del PIL (2014). Si stima che in Africa occidentale i migranti maliani siano 1,5 milioni. Con gli oltre 6 500 attraversamenti irregolari delle frontiere del 2015 costituiscono inoltre uno dei gruppi più nutriti di migranti irregolari che dall'Africa occidentale arrivano in Europa. Il rimpatrio in Mali dei migranti irregolari non ha finora registrato grandi numeri: nel 2015 il tasso di rimpatrio non è andato oltre l'11,4%. Negli ultimi quattro anni il Mali si è trovato a dover fronteggiare la crisi e i disordini interni risultanti dalla presenza di vari gruppi armati. A giugno 2015 è stato firmato un accordo di pace, ma il processo di pace avanza molto lentamente generando instabilità politica e precarietà sotto il profilo della sicurezza. Quest'evoluzione rischia di intralciare la gestione della migrazione. L'UE e gli Stati membri forniscono un ampio sostegno politico, diplomatico e di sicurezza per stabilizzare il paese.

Il vertice de La Valletta e il successivo primo dialogo ad alto livello sulla migrazione condotto ad aprile 2016 dal Ministro olandese degli Affari esteri per conto dell'UE hanno permesso d'intensificare la cooperazione con il Mali sui diversi aspetti della migrazione, attività che è stata potenziata nel quadro di partenariato. Da aprile il Mali ha accolto varie missioni ad alto livello, da ultimo quelle del Primo ministro dell'Estonia a inizio settembre, del Commissario Mimica a fine settembre e della Cancelliera tedesca a ottobre. Il Mali ha nominato un referente per la migrazione, che opererà come sportello unico e coordinatore per il dialogo operativo sulla migrazione. Sono in via di finalizzazione le procedure operative standard che permetteranno di migliorare la cooperazione tra i consolati del Mali e le autorità per la migrazione degli Stati membri e di sveltire le procedure di identificazione e di rimpatrio. A fine novembre si svolgerà inoltre una missione d'identificazione. L'attività diplomatica, fra cui le visite del Commissario Mimica a settembre 2016 e della Cancelliera tedesca a ottobre, ha permesso a queste iniziative concrete di mantenere lo slancio.

Il Mali è finora stato uno dei principali beneficiari dei progetti finanziati nell'ambito del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa: sono già stati approvati sei progetti, compreso in materia di gestione delle frontiere. Altri sono in fase di preparazione al fine di migliorare la gestione della migrazione e agevolare il rimpatrio e il reinserimento sostenibile, sostenere il consolidamento dei registri di stato civile e creare opportunità economiche e occupazionali nelle regioni con potenziale migratorio elevato.

Sfide principali e prossime tappe

Finalizzazione dell'accordo sulle procedure operative e avvio della relativa attuazione

Condotta delle previste missioni d'identificazione negli Stati membri

Maggiore implicazione delle agenzie dell'UE sul campo (guardia di frontiera e costiera europea e Europol)

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti.

Etiopia

L'Etiopia è un paese di origine e di transito fondamentale per la migrazione proveniente dal Corno d'Africa e ospita la più grande comunità di profughi dell'Africa
(oltre 730 000 persone). Tra i fattori che inducono a migrare si annoverano l'insicurezza alimentare, combinata con una popolazione in rapida crescita, la pressione sulle risorse naturali, la mancanza di sbocchi lavorativi, la carenza di governance e la negazione delle libertà politiche. A seguito dell'intensificarsi delle proteste violente, il 9 ottobre l'Etiopia ha decretato lo stato di emergenza per un periodo massimo di sei mesi. L'UE e gli Stati membri intrattengono intensi contatti attraverso i canali diplomatici con i partner etiopi per aiutarli nella ricerca di soluzioni che consentano di superare la situazione attuale.

Con una popolazione di oltre 100 milioni di persone l'Etiopia è anche fonte di migrazione irregolare verso l'Europa 13 . Sebbene nel 2015 si siano registrati soltanto 2 700 attraversamenti irregolari delle frontiere, si stima che il numero di migranti etiopi irregolari possa essere superiore, perché si sospetta che molti si dichiarino eritrei dato il più " tasso di riconoscimento delle domande di asilo che caratterizza i cittadini dell'Eritrea. Le rimesse costituiscono una parte ingente delle entrate dell'Etiopia (si stima che il loro contributo all'economia del paese sia triplice rispetto alla cooperazione allo sviluppo). Il tasso di rimpatrio è molto basso (12,2% nel 2015).

A ottobre 2015 è stato avviato un dialogo ad alto livello sulla migrazione, mentre a novembre 2015 è stata sottoscritta un'agenda comune su migrazione e mobilità. Con l'intensificarsi dei rapporti l'impegno strategico UE-Etiopia ha varato, a giugno 2016, un dialogo settoriale sulla migrazione. In quanto futuro presidente del processo di Khartoum l'Etiopia assumerà un ruolo guida nelle iniziative regionali di contrasto alla tratta degli esseri umani e al traffico di persone.

Il quadro di partenariato ha voluto dedicare questo dialogo alla soluzione di specifici casi attuali di rimpatrio come esempio illustrativo di un partenariato efficace e gli Stati membri hanno organizzato visite ad alto livello ad ottobre, in particolare da parte del Ministro degli Affari esteri slovacco e della Cancelliera tedesca. L'attività diplomatica continuerà a rafforzare ulteriormente la cooperazione su vari aspetti della migrazione, in particolare sui rimpatri, settore in cui non emergono ancora risultati concreti. L'annuncio con cui il governo etiope comunica di aver ultimato l'identificazione nella maggioranza dei casi sottoposti negli scorsi mesi dell'anno è quindi un primo passo importante. Le autorità etiopi hanno nominato un referente incaricato della cooperazione con gli Stati membri ai fini dell'identificazione e del rimpatrio.

L'UE fornisce sostegno finanziario per migliorare la gestione dei flussi migratori misti in Etiopia. Il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa ha approvato vari progetti, che sono venuti ad aggiungersi ai programmi regionali. Sono in preparazione progetti sulle tecniche biometriche e sul reinserimento.

L'Etiopia sta compiendo, con il sostegno dell'UE, progressi nell'offrire ai profughi fonti di sostentamento, in particolare dopo aver annunciato, a settembre 2016, che avrebbe riservato loro 30 000 posti di lavoro in due parchi industriali di prossima realizzazione (su un obiettivo totale di 100 000 posti di lavoro).

Sfide principali e prossime tappe

Conclusione della procedura per i casi in sospeso

Predisposizione di una procedura concordata per decidere e attuare i rimpatri

Potenziamento dell'assistenza per i progetti intesi a migliorare i mezzi di sostentamento e le possibilità di lavoro per i profughi

Aumento dell'assistenza per il potenziamento dei registri di stato civile e dei documenti d'identità

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti.

3.2    Giordania e Libano

La comunicazione di giugno ha sottolineato le grandi sfide che la gestione della crisi siriana pone a Giordania e Libano. La Giordania ospita circa 1,4 milioni di siriani, pari al 20% della popolazione; l'UNHCR ha registrato 630 000 profughi siriani, per il 70% donne e bambini. Il Libano è il paese che, al mondo, conta la percentuale più alta di profughi pro capite: attualmente ospita oltre un milione di profughi siriani registrati dall'UNHCR (giugno 2016), il quale stima però che il numero effettivo possa addirittura toccare 1,3 milioni. La situazione attuale comporta sollecitazioni pesanti sulle risorse naturali, come l'acqua, il deterioramento dei rapporti fra profughi e comunità di accoglienza e un accesso più limitato all'istruzione, ai servizi sanitari e all'occupazione 14 .

La politica europea di vicinato riveduta fissa un quadro nuovo per le relazioni bilaterali con i partner. Queste si rispecchiano altresì nelle priorità del partenariato, il quale getta le basi delle relazioni con un dato paese in funzione di un numero limitato di priorità concordate e mirate da perseguire negli anni successivi. L'UE ha concordato sia con il Libano sia con la Giordania di allegare al documento su tali priorità un altro documento, detto anche "patto", nel quale sono stabiliti gli impegni rispettivi dell'UE, del Libano e della Giordania per assorbire l'impatto della crisi siriana. Tali documenti sono ora pronti per essere approvati formalmente dal rispettivo consiglio di associazione. L'UE ha già concluso un partenariato per la mobilità con la Giordania, mentre con il Libano intende concludere presto i negoziati a tal fine. L'8 novembre saranno avviati i negoziati sull'accordo di riammissione dell'UE in immediata successione con i negoziati sull'accordo di facilitazione del rilascio dei visti.

Il fatto che i lavori a questo fine fossero già in corso al momento della comunicazione sul quadro di partenariato spiega il motivo per cui hanno forma diversa pur rispecchiando già l'impostazione della comunicazione. Il loro fulcro sono le priorità indicate dai due paesi, cui sarà offerto ulteriore sostegno attingendo a varie politiche di settori diversi. L'obiettivo principale è rafforzare la resilienza istituzionale ed economica dei due paesi migliorando nel contempo i servizi e le opportunità economiche per i profughi siriani e le comunità di accoglienza, attraverso una maggiore protezione e l'accesso all'occupazione, a un'istruzione di qualità e a servizi di base. S'iscrive in questo contesto l'accordo concluso a luglio con la Giordania, volto a semplificare le norme d'origine su cui gli esportatori giordani si basano negli scambi con l'UE, agevolando così l'accesso al mercato dell'Unione, e nel contempo aiutare la Giordania a dare occupazione ai profughi siriani ospitati nel paese.

Le azioni prioritarie saranno finanziate dagli ulteriori fondi che l'UE si è impegnata a erogare al Libano e alla Giordania alla conferenza di Londra 15 , fra cui almeno 1 miliardo di EUR da assegnare nel 2016 e 2017, e dagli eventuali ulteriori fondi che l'UE metterà a disposizione in futuro, in particolare attraverso il Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana.

Sfide principali e prossime tappe

Approvazione dei patti in sede di consiglio di associazione

Avvio dei negoziati sugli accordi UE-Giordania di riammissione e di facilitazione del rilascio dei visti

Conclusione dei negoziati sul partenariato per la mobilità UE-Libano.

3.3    Situazione di altri paesi

Parallelamente all'attività intensa svolta nei confronti dei paesi della prima priorità, l'impostazione del quadro di partenariato è stata portata avanti in un'ampia gamma di paesi che rivestono grande importanza per l'attuazione di una politica migratoria efficace. Il risultato consiste in misure concrete verso la realizzazione degli obiettivi del quadro di partenariato.

Un esempio illuminante è la "azione congiunta UE-Afghanistan per il futuro in materia di questioni migratorie" firmata il 2 ottobre, che dimostra chiaramente l'impegno dell'Afghanistan ad attribuire una priorità nuova alla cooperazione nel settore grazie a un quadro completo che andrà a beneficio di entrambe le parti e le aiuterà a superare gli ostacoli che hanno frenato i progressi in passato. L'UE attende con interesse di lavorare a stretto contatto con l'Afghanistan per garantirne l'effettiva attuazione.

In altri casi si è assistito a un'intensificazione dei contatti fra l'UE e i partner che ha messo in risalto il posto nuovo occupato dalla migrazione nelle relazioni esterne. Nelle riunioni periodiche del comitato misto per la riammissione si è dato un risalto nuovo al superamento delle difficoltà che persistono nell'attuazione dell'accordo di riammissione UE-Pakistan, mentre per affrontare il problema del traffico di migranti è stata varata a luglio una piattaforma collaborativa mirata. È ora prioritario portare avanti con urgenza i miglioramenti realizzati. Analogamente, le misure concordate con il Bangladesh ad aprile 2016 hanno segnato un importante passo avanti, con l'impegno di stabilire procedure operative standard sul rimpatrio, missioni d'identificazione, campagne informative e progetti di reinserimento. Successivamente, tuttavia, i progressi concreti sono stati lenti. Fra gli altri paesi in cui i nuovi processi devono concretarsi in risultati si annovera l'Iran, paese di origine, di transito e di destinazione con il quale è in programma l'avvio di un dialogo globale sulla migrazione. Anche Algeria e Marocco richiedono particolare attenzione.

Le problematiche della migrazione svolgono ora un ruolo centrale nella prestazione di assistenza finanziaria dell'UE a partner fondamentali. Sebbene i numeri restino contenuti, si avvertono segnali di un incremento del traffico di migranti in provenienza dall'Egitto 16 . I contatti col paese sono stati intensificati, da ultimo con la visita del Commissario Hahn. I fondi, attinti sia al Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana sia al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, sono stati diretti verso progetti di sviluppo di capacità a sostegno dei gruppi vulnerabili e di altri gruppi a rischio di migrazione e verso azioni comuni di contrasto del traffico. La stessa concentrazione mirata dell'intervento costituirà uno degli aspetti fondamentali anche delle nuove relazioni con la Tunisia 17 , al fine di aumentare la resilienza in un contesto di fragilità sotto il profilo socioeconomico e della sicurezza. Con il paese sono stati avviati negoziati in vista della conclusione di accordi di riammissione e di facilitazione del rilascio dei visti: la loro conclusione dovrebbe essere una priorità.

In quanto principale punto di partenza per la rotta centromediterranea la Libia riveste un'importanza fondamentale. Il massimo contributo possibile alla gestione della situazione discenderebbe da un governo libico unito e stabile con effettiva autorità su tutte le forze di sicurezza, in grado non soltanto di gestire la situazione nelle zone costiere ma anche d'improntare maggiormente alla prevenzione la gestione della migrazione nel paese. L'EUNAVFOR MED operazione SOPHIA è da tempo in prima linea nella risposta dell'Europa alla crisi migratoria nel Mediterraneo 18 , supportata anche dalla missione dell'Unione europea di assistenza alla gestione integrata delle frontiere in Libia tramite i piani relativi a una missione di sviluppo delle capacità civili per la gestione delle crisi, tra cui un comitato UE-Libia sulla gestione integrata delle frontiere terrestri. I progetti completati di recente o in corso rappresentano un valore di 30 milioni di EUR e vertono principalmente sull'assistenza e la protezione dei migranti e sfollati interni vulnerabili nelle comunità e nei centri di trattenimento, sul consolidamento della stabilizzazione nelle comunità e sul contrasto del traffico di migranti. Sono inoltre in corso lavori per rafforzare il rimpatrio umanitario e il reinserimento. A livello regionale si sta sviluppando, con il sostegno dell'UE, un quadro di cooperazione nella scia della riunione trilaterale dei ministri degli Affari esteri di Libia, Niger e Ciad dedicata alla gestione delle frontiere 19 . Aumentano le notizie che riferiscono di un netto peggioramento della situazione umanitaria dei migranti bloccati in Libia.

3.4    Ambiti di cooperazione trasversali

Il quadro di partenariato è stato impostato muovendo dalla cooperazione già attuata dall'UE in materia di migrazione e ne ha accelerato i risvolti concreti. Il piano d'azione de La Valletta ha posto le premesse di una cooperazione rafforzata con i paesi africani in materia di migrazione. Come da incarico impartito da tale vertice, il dialogo Europa-Africa su migrazione e sviluppo (" processo di Rabat ") e il processo di Khartoum verificano l'attuazione del piano d'azione de La Valletta. Il processo di Rabat sta attuando un progetto volto a promuovere gli investimenti delle diaspore nei paesi di origine della migrazione.

Il quadro di partenariato ha attinto anche alle attività del processo di Budapest. Il progetto del "partenariato della via della seta per la migrazione" ha determinato l'istituzione di due centri di risorse per la migrazione in Pakistan. La Commissione approverà a breve un nuovo meccanismo "via della seta", dotato di 12 milioni di EUR e inteso a favorire i dialoghi politici, sviluppare le capacità e avviare iniziative faro in materia di migrazione con i paesi della via della seta.

3.5    Meccanismi finanziari: Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa    

L'UE ha approntato una vasta gamma di strumenti finanziari per sostenere il quadro di partenariato, tra cui, in particolare, il Fondo europeo di sviluppo 20 , lo strumento di cooperazione allo sviluppo 21 , lo strumento europeo di vicinato 22 e lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace 23 . Un ruolo particolarmente importante spetta al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, istituito dal vertice de La Valletta per rispondere ai problemi legati alla stabilità e alle cause profonde della migrazione nelle regioni del Sahel/Lago Ciad, Corno d'Africa e Nordafrica, per un totale di 23 paesi 24 .

Per il Fondo fiduciario per l'Africa l'UE ha accantonato un contributo complessivo di 1,8 miliardi di EUR 25 . I programmi adottati dall'avvio del Fondo, meno di un anno fa, sono 59, per un valore di 927 milioni di EUR. In meno di un anno sono stati firmati contratti per quasi 400 milioni di EUR a sostegno degli interventi previsti nel piano d'azione de La Valletta e a fine 2016 saranno stati firmati contratti per oltre il 90% dei fondi finora approvati dai comitati operativi.

Il metodo basato sul Fondo fiduciario è particolarmente utile per il nuovo quadro di partenariato, perché il Fondo è uno strumento rapido e flessibile in grado di essere mirato esattamente agli obiettivi legati alla migrazione. Entro il 2016 sarà avviato nei cinque paesi prioritari un totale di 24 progetti finanziati dal Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, per un valore di oltre 425 milioni di EUR. Con il consenso degli Stati membri la Commissione ha adottato la decisione di aumentare il finanziamento del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa di altri 0,5 miliardi di EUR, attinti alla riserva del Fondo europeo di sviluppo, per finanziare le azioni di questi partenariati per la migrazione.

I contributi degli Stati membri dell'UE e degli altri donatori ammontano finora a soli 81,8 milioni di EUR, importo inferiore a quello che deriva dall'invito, rivolto agli Stati membri nella comunicazione sul quadro di partenariato, di contribuire con lo stesso importo versato dall'UE.

4.    PIANO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI ESTERNI

Rispettando l'impegno assunto a giugno, a settembre la Commissione ha presentato il nuovo piano di investimenti esterni 26 , che rappresenta per l'Unione un'impostazione nuova al sostegno dello sviluppo sostenibile, della crescita inclusiva, dello sviluppo economico e sociale e dell'integrazione regionale al di fuori dell'Europa. Seppur imperniato sullo sviluppo il generale, il piano propone nel contempo risposte specifiche alle cause profonde della migrazione.

Il piano per gli investimenti esterni stimolerà la creazione di occupazione catalizzando gli investimenti pubblici e privati al fine di creare posti di lavoro dignitosi e sostenibili. Fornendo garanzie atte a compensare i rischi potenzialmente più elevati che presentano molti investimenti nei paesi partner, apre in tali paesi nuove possibilità d'investimento dotate di effettive potenzialità di crescita. Creerà partenariati più efficaci in cui convergeranno aiuti, investimenti, commercio, mobilitazione delle risorse nazionali e buona governance a complemento del sostegno tradizionale erogato sotto forma di sovvenzioni, per moltiplicare l'impatto sul campo esercitando un effetto leva sui fondi provenienti da UE, donatori, istituzioni finanziarie e settore privato, con la possibilità per gli Stati membri di contribuire. Il piano sostiene l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e il programma di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo.

La proposta di regolamento sul Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile 27 è attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio 28 . Data l'importanza prioritaria che riveste, i colegislatori sono invitati ad adottare le proposte legislative entro marzo 2017 affinché il Fondo possa essere operativo per il vertice UE-Africa dell'autunno 2017.

5.    CONCLUSIONI E PROSSIME TAPPE

Il Consiglio europeo di giugno ha auspicato un'attuazione rapida del quadro di partenariato. Nel periodo intercorso dalla comunicazione di giugno l'UE ha predisposto un'architettura operativa con i paesi prioritari e con gli Stati membri. Sono all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio iniziative fondamentali quali il piano per gli investimenti esterni e la proposta di quadro dell'Unione per il reinsediamento. I partner hanno riconosciuto che la migrazione è ormai al centro delle priorità esterne dell'UE.

Quest'evoluzione si traduce oggi in progressi concreti. Con gli attuali cinque paesi prioritari il partenariato procede a ritmi diversi, come diverso è il loro contesto economico, sociale e politico. Il Niger ha avviato iniziative volte a contrastare il traffico di migranti e a predisporre un quadro istituzionale per la gestione del dialogo sulla migrazione con l'UE e i suoi Stati membri. Con Senegal e Mali si sta instaurando una cooperazione rafforzata sotto il profilo operativo con l'accordo sulla condotta di missioni d'identificazione nelle prossime settimane. Sono in via di finalizzazione le procedure operative standard con il Mali. Nei prossimi giorni si apriranno i negoziati su un accordo di riammissione con la Nigeria. Relativamente all'Etiopia, la cooperazione concreta è partita, ma gli sforzi devono farsi più intensi. Con altri paesi partner sono proseguite le iniziative, che saranno intensificate nei prossimi mesi.

Per mettere a frutto i progressi compiuti in questa fase iniziale e ottenere rapidamente risultati misurabili entro dicembre (e oltre), sono fondamentali un impegno continuo e una cooperazione intensificata con gli attuali paesi partner. Benché attualmente occorra mantenere al centro dell'attenzione i cinque paesi prioritari, ampliando l'orizzonte oltre dicembre si potrebbe allargare il quadro di partenariato ad altri paesi, tenendo conto della necessità di mobilitare risorse adeguate. A tal fine occorre rafforzare ulteriormente la cooperazione e aprire nuovi settori coinvolgendo altre politiche e altri strumenti, migrazione legale compresa. Un'evoluzione in questo senso implica il pieno impegno dell'UE e degli Stati membri a mantenere lo slancio diplomatico e a essere pronti ad attivare tutta la gamma delle politiche dell'UE e degli Stati membri per promuovere il quadro di partenariato, nel totale rispetto della dichiarazione de La Valletta. Implica anche la determinazione dell'UE e degli Stati membri a modificare le procedure per assicurare l'eliminazione di tutti gli ostacoli all'attuazione pratica.

Con siffatto impegno globale e coerente e in effettivo partenariato con i paesi interessati, l'Unione europea può attuare una politica di migrazione e mobilità in grado di comportare un cambiamento profondo e duraturo per i suoi partner e per la stessa Europa.

(1)

COM(2015)240 final del 13.5.2015.

(2)

COM(2016)385 final del 7.6.2016.

(3)

In giugno l'Alta rappresentante ha presentato la strategia globale, un importante aspetto della quale è la gestione della migrazione in partenariato con i paesi terzi.

(4)

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/09/16-bratislava-declaration-and-roadmap/

(5)

Per l'attuazione del partenariato sono state predisposte nuove strutture. Alla Commissione è stato creato un apposito gruppo di progetto composto da Commissari, sotto l'Alta rappresentante nel ruolo di Vicepresidente. Per garantire una cooperazione operativa diretta e rapida con le capitali degli Stati membri è stata mobilitata la rete Sherpa. Con il forte sostegno della Presidenza attraverso il Coreper e le riunioni periodiche del gruppo ad alto livello "Asilo e migrazione", il Consiglio ha svolto un ruolo chiave di coordinamento. Anche le delegazioni dell'UE sono state pienamente coinvolte nel coordinamento locale.

(6)

Vedi allegato.

(7)

Adottata al vertice ONU per affrontare i grandi spostamenti di rifugiati e migranti (refugeesmigrants.un.org/).

(8)

Le priorità definite in giugno erano Niger, Nigeria, Senegal, Mali ed Etiopia.

(9)

Gli Stati membri che partecipano a questa operazione sono finora il Belgio, la Francia, l'Italia, Malta, i Paesi Bassi e la Spagna.

(10)

Benefici della migrazione in termini di sviluppo e contrasto delle cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati; Migrazione legale e mobilità; Protezione e asilo; Prevenzione e lotta contro la migrazione irregolare, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; Rimpatrio, riammissione e reinserimento.

(11)

C(2015)7293 final del 20.10.2015.

(12)

182 milioni nel 2015, 400 milioni previsti per il 2050.

(13)

Anche se la migrazione etiope si dirige principalmente verso est (in paesi come Yemen o Arabia Saudita).

(14)

La Commissione sta lavorando a un partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area mediterranea (PRIMA), finalizzato alla ricerca di soluzioni innovative comuni per la sostenibilità della produzione alimentare e dell'approvvigionamento idrico nell'area mediterranea.

(15)

Alla conferenza di Londra del 4 febbraio 2016 l'UE si è impegnata a erogare 2,39 miliardi di EUR per la Siria e i paesi limitrofi maggiormente colpiti dalla crisi dei profughi.

(16)

Nel 2016 si sono registrati finora in Italia circa 13 000 sbarchi di persone in provenienza dall'Egitto, con un incremento di oltre il 25% rispetto al 2015. I migranti che partono dall'Egitto per attraversare il Mediterraneo sono sia egiziani sia cittadini di altri paesi terzi. Gli egiziani rappresentavano il gruppo più nutrito fra i migranti provenienti dalla Libia nell'agosto-settembre 2016.

(17)

La comunicazione "Intensificare il sostegno dell'UE alla Tunisia" pubblicata a settembre 2016 (JOIN(2016)47) sottolinea l'importanza d'intensificare la cooperazione con la Tunisia in materia di migrazione, in particolare collaborando per prevenire la migrazione irregolare e agire sulle cause profonde del fenomeno. La Tunisia ospita un numero consistente di profughi libici.

(18)

Dalla sua istituzione nel 2015 l'operazione SOPHIA è intervenuta in alto mare salvando oltre 21 000 vite umane, contribuendo al salvataggio di altri 35 751 migranti e mettendo fuori uso 189 imbarcazioni utilizzate dai trafficanti. Il Consiglio "Affari esteri" di giugno ha prorogato l'operazione SOPHIA fino a luglio 2017 ampliandone il mandato per ricomprendervi la formazione della guardia costiera libica e l'attuazione dell'embargo delle Nazioni Unite sulle armi in alto mare al largo delle coste libiche.

(19)

L'Alta rappresentante/Vicepresidente ha indetto la riunione a giugno 2016 a margine del G5.

(20)

  http://ec.europa.eu/europeaid/funding/funding-instruments-programming/funding-instruments/european-development-fund_en . Il Fondo europeo di sviluppo è istituito nel quadro di un accordo internazionale tra l'Unione europea e i paesi partner. L'accordo di partenariato UE-ACP (noto anche come "accordo di Cotonou") è stato concluso nel 2000 e viene riveduto ogni cinque anni.

(21)

Regolamento (UE) n. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2014-2020 (GU L 77 del 15.3.2014, pag. 44).

(22)

Regolamento (UE) n. 232/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento europeo di vicinato (GU L 77 del 15.3.2014, pag. 27).

(23)

Regolamento (UE) n. 230/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (GU L 77 del 15.3.2014, pag. 1).

(24)

Data la natura regionale e transfrontaliera della sfida migratoria, anche i paesi limitrofi dei paesi ammissibili possono beneficiare dei progetti che presentano una dimensione regionale.

(25)

Anche un importo supplementare di 100 milioni di EUR nell'ambito della misura speciale per il Sudan dev'essere incanalato tramite il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa.

(26)

COM(2016)581 final del 14.9.2016.

(27)

COM(2016)586 final del 14.9.2016.

(28)

Nel pacchetto del piano per gli investimenti esterni la Commissione ha adottato anche la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento n. 480/2009 che istituisce un Fondo di garanzia per le azioni esterne e la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla concessione di una garanzia dell'Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell'Unione.


Bruxelles, 18.10.2016

COM(2016) 700 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO,
AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Prima relazione sui progressi compiuti
relativamente al nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi
nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione


ALLEGATO I — ASPETTI FONDAMENTALI ED EVENTI SINO A FINE 2016

ATTUAZIONE DEL QUADRO DI PARTENARIATO

Cooperazione UE fra gli Stati membri e con i paesi terzi

   Impegno continuo con visite ad alto livello in tutti e cinque i paesi prioritari, con un impegno più intenso con Nigeria, Senegal e Etiopia.

   Distacco dei funzionari di collegamento europei per la migrazione.

   Missioni d'identificazione accolte negli Stati membri.

   Maggiore implicazione delle agenzie dell'UE sul campo (guardia di frontiera e costiera europea e Europol).

Paesi prioritari — Azioni

   Niger — Piena capacità operativa dell'antenna di Agadez. Sostegno all'attuazione del piano d'azione contro il traffico di migranti nella regione di Agadez. Concentrazione del sostegno dell'UE sull'agenzia di contrasto della tratta di esseri umani. Erogazione di formazione e fornitura di attrezzature.    

   Nigeria — Progressi nei negoziati sull'accordo UE di riammissione ai fini di una conclusione in tempi rapidi. Missioni d'identificazione.

   Senegal — Conclusione dell'intesa operativa con la guardia di frontiera e costiera europea. Missioni d'identificazione. Cooperazione sui documenti di viaggio.

   Mali — Messa a punto di un accordo sulle procedure operative standard. Missioni d'identificazione.

   Etiopia — Conclusione della procedura per i casi in sospeso Predisposizione di una procedura concordata per decidere e attuare i rimpatri.

   Giordania/Libano Approvazione dei patti in sede di consiglio di associazione. Avvio dei negoziati sugli accordi UE-Giordania di riammissione e di facilitazione del rilascio dei visti. Conclusione dei negoziati sul partenariato per la mobilità UE-Libano.

   Nei cinque paesi prioritari saranno avviati 24 progetti finanziati dal Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, per un valore di oltre 425 milioni di EUR.

Presentazione di relazioni

   Seconda relazione della Commissione sull'attuazione prima del Consiglio europeo di dicembre.

PIANO D'AZIONE DE LA VALLETTA

   Avvio di iniziative e progetti per attuare le 16 azioni prioritarie del piano d'azione de La Valletta e esigenza di progressi considerevoli nelle altre 89.

   Tutti gli Stati membri interessati dovranno riferire sul rispettivo contributo al piano d'azione de La Valletta alla riunione di alti funzionari del febbraio 2017 (a ottobre 2016) in modo da permettere una mappatura di tutte le azioni previste dal piano, compresi gli interventi multilaterali, quelli bilaterali e quelli attuati a livello nazionale dai partner africani.

   Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti.

PIANO PER GLI INVESTIMENTI ESTERNI

   Parlamento europeo e Consiglio sono invitati a adottare le proposte legislative entro marzo 2017.

FONDO FIDUCIARIO DELL'UE PER L'AFRICA

   Il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa ha firmato contratti per quasi 400 milioni di EUR a sostegno degli interventi previsti nel piano d'azione de La Valletta. A fine 2016 saranno stati firmati contratti per oltre il 90% dei fondi messi a disposizione finora.

   Aumento del finanziamento del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa di altri 0,5 miliardi di EUR, attinti alla riserva del Fondo europeo di sviluppo, per finanziare le azioni di questi partenariati per la migrazione.

   Individuazione e sviluppo di progetti atti ad affrontare le sfide fondamentali nei paesi prioritari.


Bruxelles, 18.10.2016

COM(2016) 700 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO,
AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Prima relazione sui progressi compiuti
relativamente al nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi
nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione


Paese

Visita

Mese

Niger

G5 Sahel: Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini

Commissario Stylianides (Aiuti umanitari e gestione delle crisi)

Germania, Ministro Müller (Cooperazione economica e sviluppo)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari Stati membri dell'UE, Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini e Commissario Avramopoulos (Migrazione, affari interni e cittadinanza)

Cadre de Concertation copresieduto dal Ministro dell'Interno e dal Capo della delegazione dell'UE con la partecipazione di alti funzionari degli Stati membri

Germania, Cancelliera Merkel

giugno

luglio

agosto

settembre

ottobre

ottobre

Nigeria

Italia, Ministro Gentiloni (Affari esteri)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari Stati membri dell'UE

Germania, Ministro Steinmeier (Affari esteri)

agosto

settembre

ottobre

Senegal

Commissario Avramopoulos (Migrazione, affari interni e cittadinanza)

Germania, Ministro Müller (Cooperazione economica e sviluppo)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari Stati membri dell'UE

Francia, Ministro Cazeneuve (Interno)

Portogallo, Sottosegretaria di Stato Ribeiro (Affari esteri e cooperazione)

luglio

agosto

settembre

ottobre

ottobre

Mali

G5 Sahel: Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini

Missione di alti funzionari (uffici del Servizio europeo per l'azione esterna/Commissione, Paesi Bassi, Germania)

Estonia, Primo Ministro Rõivas

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari Stati membri dell'UE, Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini e Commissario Avramopoulos (Migrazione, affari interni e cittadinanza)

Commissario Mimica (Cooperazione internazionale e sviluppo)

Germania, Cancelliera Merkel

giugno

luglio

settembre

settembre

settembre

ottobre

Etiopia

Incontro tra Primo Ministro e vari membri del Collegio, compresa firma dell'impegno strategico/dialogo ad alto livello sulla migrazione (Presidente della Commissione Juncker).

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, vari Stati membri e
Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini

Slovacchia, Ministro Lajčák (Affari esteri)

Germania, Cancelliera Merkel

giugno

settembre

ottobre

ottobre

Giordania, Libano, Egitto e Tunisia

Commissario Hahn (Politica europea di vicinato e negoziati di allargamento) in Giordania

Commissaria Thyssen (Occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori) in Giordania

Commissario Hahn (Politica europea di vicinato e negoziati di allargamento) in Egitto

giugno

settembre

ottobre


Bruxelles, 18.10.2016

COM(2016) 700 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO,
AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Prima relazione sui progressi compiuti
relativamente al nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi
nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione


Niger

Interventi e progressi giugno-ottobre 2016

Prossime tappe

Impegno ad alto livello

Dichiarazione congiunta sulla migrazione e incontro fra l'AR/VP Mogherini e il Ministro degli Affari esteri alla riunione ministeriale UE-G5 (giugno)

Visita del Commissario Stylianides (luglio)

Visita del Ministro della Cooperazione economica e dello sviluppo della Germania (agosto)

Assemblea generale delle Nazioni Unite (a margine): vari Stati membri dell'UE, AR/VP Mogherini e Commissario Avramopoulos (settembre)

Cadre de Concertation copresieduto dal Ministro dell'Interno e dal Capo della delegazione dell'UE con la partecipazione di alti funzionari degli Stati membri (ottobre)

Visita della Cancelliera tedesca (ottobre)

Principali progressi compiuti dalle autorità nigerine

Istituzione di una piattaforma di coordinamento locale in materia di migrazione ("Cadre de Concertation") e prima riunione il 6 ottobre 2016 con la partecipazione di alti funzionari degli Stati membri

Istituzione di un'agenzia di contrasto della tratta di esseri umani.

Messa a punto del piano d'azione per la lotta antitraffico e per la riduzione della migrazione irregolare e disponibilità di opportunità economiche alternative

Intervento incisivo contro il traffico di migranti

Applicazione di misure più severe per controllare i migranti irregolari che intendono recarsi in Libia o in Algeria. Campagne di sensibilizzazione rivolte ai potenziali migranti

Diverse centinaia di migranti irregolari rinviati ad Agadez

Aumento considerevole dei rimpatri volontari
(da 1 721 nel 2015 a oltre 3 020 nei primi 8 mesi del 2016)

Sostegno dell'UE

Istituzione dell'antenna ad Agadez (nel quadro della missione PSDC in Niger (EUCAP Sahel Niger)) incaricata di impartire formazione e offrire consulenza

Sostegno alla gestione delle frontiere e al contrasto delle reti criminali; intervento sulle cause profonde della migrazione irregolare, ad esempio attraverso la creazione di posti di lavoro per i giovani

Progetti del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa su un meccanismo di risorse e di risposta per le migrazioni, sviluppo di capacità e sostegno all'economia di Agadez

Da novembre 2015 a luglio 2016 prestazione di assistenza a oltre 12 000 migranti nei quattro centri di transito per i migranti del Niger sostenuti dall'UE, che contano un totale di 1 500 posti

Nell'ambito del sostegno degli Stati membri, fornitura di attrezzature fondamentali per assistere le autorità nigerine    

Creazione di un apposito ufficio per rafforzare la capacità di analisi dei rischi a livello nazionale, la cooperazione regionale e lo scambio di informazioni

Impegno continuo attraverso il "Cadre de Concertation" e con visite ad alto livello

Piena capacità operativa dell'antenna di Agadez e più intensa cooperazione PSDC

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Concentrazione del sostegno dell'UE sull'agenzia di contrasto della tratta di esseri umani.

Sostegno alle comunità e alle persone implicate nelle attività di traffico di migranti e tratta degli esseri umani, fornendo mezzi di sussistenza alternativi

Sostegno all'attuazione del piano d'azione contro il traffico di migranti nella regione di Agadez

Assistenza finanziaria rafforzata per il reinserimento dei migranti rimpatriati e per le comunità di accoglienza

Prosecuzione dell'erogazione di formazione e della fornitura di attrezzature

Nigeria

Interventi e progressi giugno-ottobre 2016

Prossime tappe

Impegno ad alto livello

Visita del Ministro degli Affari esteri italiano (agosto)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: vari Stati membri dell'UE (settembre)

Visita del Ministro degli Affari esteri tedesco (ottobre)

Principali progressi compiuti dalle autorità nigeriane

Nomina dei referenti in settori quali la riammissione e il traffico di persone

Lavori per promuovere le migliori pratiche nelle operazioni di rimpatrio congiunte

Partecipazione nigeriana all'evento della guardia di frontiera e costiera europea dedicato ai rimpatri

Missioni d'identificazione negli Stati membri in programma per novembre

Sostegno dell'UE

Tramite il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa l'UE ha mobilitato progetti vertenti su specifiche problematiche di gestione della migrazione e sulle cause profonde della migrazione irregolare. È in preparazione un progetto che contribuirà a una migliore gestione della migrazione e a facilitare il rimpatrio e il reinserimento sostenibile.

Progressi nei negoziati sull'accordo di riammissione ai fini di una conclusione in tempi rapidi

Ulteriore miglioramento della cooperazione operativa in materia di rimpatrio e riammissione, anche attraverso missioni d'identificazione

Potenziamento delle attività di contrasto della tratta e del traffico di esseri umani

Maggiori iniziative di cooperazione tra imprese anche al fine di affrontare le cause profonde della migrazione

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Lancio di una piattaforma UE di cooperazione sul traffico di migranti

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti



Senegal

Interventi e progressi giugno-ottobre 2016

Prossime tappe

Impegno ad alto livello

Visita dal Commissario Avramopoulos (luglio)

Visita del Ministro della Cooperazione economica e dello sviluppo della Germania (agosto)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: vari Stati membri dell'UE (settembre)

Visita del Ministro dell'Interno francese (ottobre)

Principali progressi compiuti dalle autorità senegalesi

I negoziati tra la guardia di frontiera e costiera europea e le autorità senegalesi sul miglioramento delle modalità operative per i rimpatri procedono a buon ritmo

Il Senegal ha accettato di ospitare a Dakar una conferenza internazionale sulla migrazione in ottobre e il terzo Forum internazionale sulla pace e la sicurezza in Africa a dicembre

Sostegno dell'UE

Nell'ambito del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa sono stati adottati progetti per la creazione di posti di lavoro per i giovani

Il Senegal è beneficiario di un progetto regionale di sostegno ai servizi di contrasto

Sono in fase di preparazione progetti finalizzati a migliorare la gestione della migrazione e agevolare i rimpatri, sostenere il consolidamento dei registri di stato civile e creare opportunità economiche e occupazionali nelle regioni con potenziale migratorio elevato

Prosecuzione delle attività di cooperazione operativa nelle linee già concordate

Condotta delle previste missioni d'identificazione negli Stati membri

Cooperazione sui documenti di viaggio

Potenziamento delle possibilità di cooperazione bilaterale nel quadro dell'UE

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sostegno all'ulteriore rafforzamento dei registri di stato civile e delle tecniche biometriche

Conclusione della definizione delle modalità operative con la guardia di frontiera e costiera europea

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti



Mali

Interventi e progressi giugno-ottobre 2016

Prossime tappe

Impegno ad alto livello

Incontro fra l'AR/VP Mogherini e il Ministro degli Affari esteri alla riunione ministeriale UE-G5 (giugno)

Missione di alti funzionari (uffici del Servizio europeo per l'azione esterna/Commissione, Paesi Bassi, Germania) (luglio)

Visita del Primo ministro estone (settembre)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: vari Stati membri dell'UE, AR/VP Mogherini e Commissario Avramopoulos (settembre)

Visita dal Commissario Mimica (settembre)

Visita della Cancelliera tedesca (ottobre)

Principali progressi compiuti dalle autorità maliane

Il Mali ha nominato un referente per la migrazione che opererà come sportello unico

Sono in via di finalizzazione le procedure operative standard che permetteranno di migliorare la cooperazione e accelerare le procedure di identificazione e di rimpatrio

Sostegno dell'UE

Nell'ambito del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa sono stati già approvati sei progetti, fra cui in materia di gestione delle frontiere

Altri progetti sono in fase di preparazione al fine di migliorare la gestione della migrazione e agevolare il rimpatrio e il reinserimento sostenibile, sostenere il consolidamento dei registri di stato civile e creare opportunità economiche e occupazionali nelle regioni con potenziale migratorio elevato

Prosecuzione delle attività di cooperazione operativa nelle linee già concordate

Finalizzazione dell'accordo sulle procedure operative standard e avvio della relativa attuazione

Condotta delle previste missioni d'identificazione negli Stati membri

Maggiore implicazione delle agenzie dell'UE sul campo (guardia di frontiera e costiera europea e Europol)

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti

 



Etiopia

Interventi e progressi giugno-ottobre 2016

Prossime tappe

Impegno ad alto livello

Incontro del Presidente dell'Etiopia con vari membri del Collegio, Presidente Juncker compreso, per la firma dell'impegno strategico/dialogo ad alto livello sulla migrazione (giugno)

Riunioni bilaterali in concomitanza dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite: vari Stati membri dell'UE e AR/VP con Presidente dell'Etiopia (settembre)

Visita del Ministro degli Affari esteri slovacco (ottobre)

Visita della Cancelliera tedesca (ottobre)

Principali progressi compiuti dalle autorità etiopi

Nomina di un referente incaricato della cooperazione con gli Stati membri ai fini dell'identificazione e del rimpatrio

Completamento dell'identificazione nella maggior parte dei casi di rimpatrio sottoposti al governo etiope

L'Etiopia sta compiendo, con il sostegno dell'UE, progressi nell'offrire ai profughi fonti di sostentamento, in particolare dopo aver annunciato, a settembre 2016, che avrebbe riservato loro 30 000 posti di lavoro in due parchi industriali di prossima realizzazione (su un obiettivo totale di 100 000 posti di lavoro)

Sostegno dell'UE

Il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa ha approvato vari progetti, che sono venuti ad aggiungersi ai programmi regionali

Sono in preparazione progetti sulle tecniche biometriche e sul reinserimento

Conclusione della procedura per i casi di rimpatrio in sospeso

Predisposizione di una procedura concordata per decidere e attuare i rimpatri

Potenziamento dell'assistenza per i progetti intesi a migliorare i mezzi di sostentamento e le possibilità di lavoro per i profughi

Aumento dell'assistenza per il potenziamento dei registri di stato civile e dei documenti d'identità

Distacco del funzionario di collegamento europeo per la migrazione

Sfruttamento delle occasioni offerte dai canali di migrazione legali, delle possibilità offerte da Erasmus e delle altre politiche e strumenti