COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2016
COM(2016) 636 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2016
COM(2016) 636 final
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento
1Introduzione
Nel settembre 2015, a causa dell'afflusso continuato e straordinario di migranti nell'Unione europea, il Consiglio ha adottato due decisioni giuridicamente vincolanti che istituivano un meccanismo di ricollocazione temporanea ed eccezionale a favore di 160 000 persone provenienti dalla Grecia e dall'Italia 1 , gli Stati membri sottoposti alla pressione più estrema. Queste decisioni erano espressione del principio di solidarietà che è al cuore del progetto europeo.
Al contempo, per affrontare la crisi migratoria mondiale in modo complessivo e per mostrare solidarietà nei confronti dei paesi terzi parimenti colpiti, il 20 luglio 2015 gli Stati membri, insieme con gli Stati associati al sistema di Dublino, hanno concordato di reinsediare 22 504 persone bisognose di protezione internazionale dal Medio Oriente, dal Corno d'Africa e dall'Africa settentrionale.
Data la sua novità e la natura complessa dell'esercizio sottostante, il meccanismo di ricollocazione ha impiegato del tempo per raggiungere la velocità di crociera. L'Italia, la Grecia e gli Stati membri di ricollocazione hanno dovuto stabilire nuove strutture e procedure, costruire capacità e fiducia reciproca e migliorare le condizioni di accoglienza per alloggiare il numero significativo di richiedenti asilo che potevano beneficiare della ricollocazione.
Oggi, un anno dopo l'entrata in vigore della seconda decisione del Consiglio, le fondamenta necessarie per far funzionare la ricollocazione sono state gettate e sono stati realizzati importanti progressi in diversi settori. I punti di crisi (hotspot) sono stati creati e il metodo dei punti di crisi viene attuato anche al di fuori delle zone espressamente designate come punti di crisi; gli Stati membri, le agenzie dell'UE e le organizzazioni internazionali stanno collaborando strettamente con l'Italia e la Grecia per gestire le frontiere dell'UE e i flussi migratori; e le procedure necessarie per facilitare la ricollocazione sono in funzione sia in Grecia che in Italia. Grazie a questi sforzi sono state create autentiche squadre operative europee, è stato possibile rilevare le impronte digitali quasi nel 100% dei casi, è stata rafforzata la sicurezza ed è aumentato nettamente il numero di richiedenti che possono essere ricollocati.
Questi sforzi hanno anche permesso di accelerare in misura significativa la ricollocazione, specialmente negli ultimi mesi in Grecia. Nel periodo di riferimento un notevole numero di Stati membri ha rafforzato il suo impegno relativo al meccanismo di ricollocazione, il che ha consentito un forte aumento del numero di persone ricollocate. A partire dall'ultimo periodo di riferimento sono state ricollocate 2 595 persone (di cui 2 242 dalla Grecia), delle quali 1 202 dall'inizio di settembre (di cui 1 026 dalla Grecia), mentre nel precedente periodo erano state ricollocate solo 776 persone. Altri Stati membri hanno dichiarato la loro disponibilità a impegnarsi di più. A metà del percorso di attuazione delle decisioni del Consiglio, sono state ricollocate finora 5 651 persone (di cui 4 455 dalla Grecia e 1 196 dall'Italia). Con il continuo arrivo di migranti in Italia e la situazione umanitaria tuttora critica in Grecia, la ricollocazione rimane cruciale per alleviare la pressione in tali paesi.
Nella riunione del 28 giugno 2016, il Consiglio europeo 2 ha ribadito l'invito a porre in essere ulteriori interventi per accelerare l'attuazione dei programmi di ricollocazione e di reinsediamento. La tabella di marcia di Bratislava del 16 settembre 2016 3 ha riaffermato la necessità di applicare i principi di responsabilità e solidarietà nella futura politica di migrazione.
Nella lettera d'intenti al presidente Martin Schulz e al primo ministro Robert Fico, il presidente Juncker e il primo vicepresidente Timmermans hanno riaffermato che intensificare la ricollocazione di rifugiati dalla Grecia e dall'Italia sarà una priorità per il biennio 2016-2017.
Ora che sono disponibili le strutture e le procedure necessarie, in questo secondo anno di attuazione delle decisioni del Consiglio è giunto il momento che gli Stati membri di ricollocazione progrediscano sulla base dei risultati ottenuti finora rispondendo pienamente a questi appelli e impegnandosi di più per sostenere la Grecia e l'Italia, soddisfacendo così i loro obblighi giuridici e mettendo in pratica la solidarietà.
Per quanto riguarda il reinsediamento, l'attuazione è in corso. Finora sono state reinsediate 10 695 delle 22 504 persone previste dal programma del luglio 2015, di cui 2 426 a partire dalla data della precedente relazione, soprattutto da Turchia, Giordania e Libano. Dopo il 4 aprile, data d'inizio dell'esecuzione delle misure previste dalla dichiarazione UE-Turchia 4 , 1 614 persone sono state reinsediate dalla Turchia nell'UE in base al meccanismo 1:1, di cui 812 nel periodo successivo alla precedente relazione.
La sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento presenta una descrizione della situazione aggiornata rispetto alla precedente relazione del 13 luglio 5 e valuta le azioni intraprese da tutti i portatori d'interessi dal 12 luglio al 27 settembre 2016 (il periodo di riferimento) al fine di attuare le raccomandazioni formulate per accelerare l'applicazione dei meccanismi di ricollocazione e reinsediamento.
2Ricollocazione
2.1Eventi principali durante il periodo di riferimento
Dal 12 luglio 2016 sono arrivate in Grecia 7 300 persone 6 . Il numero di migranti presenti in Grecia è aumentato rispetto al precedente periodo di riferimento: al 27 settembre ammonta a circa 60 500 persone, di cui circa 13 800 sulle isole e circa 46 700 nella parte continentale del paese 7 .
Nel periodo di riferimento, la generale tendenza positiva nel numero di ricollocazioni è proseguita ed è notevolmente cresciuta in settembre (1 134 persone ricollocate, di cui 577 in una sola settimana) 8 . Inoltre il servizio greco di asilo, in stretta cooperazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) e con il sostegno finanziario della Commissione, è riuscito a concludere un'operazione di pre-registrazione di massa il 30 luglio. Sono state registrate in tutto 27 592 persone 9 , il 67% delle quali appartenenti a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione 10 . Il 1° settembre sono iniziati gli appuntamenti per la presentazione completa delle domande di asilo; la priorità è accordata ai minori non accompagnati, alle persone anziane e a quelle gravemente malate. Il servizio greco di asilo ha rafforzato la sua capacità di trattare le richieste di ricollocazione: in agosto era in grado di inviare un numero di richieste superiore alle offerte disponibili 11 . È ora essenziale che, parallelamente all'aumento della capacità del servizio greco di asilo di trattare le richieste di ricollocazione, gli altri Stati membri rafforzino le loro capacità di mettere a disposizione e occupare posti di ricollocazione.
In Italia sono arrivate dal 12 luglio 52 656 persone 12 . Gli arrivi di eritrei, una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione (la seconda per numero di arrivi in Italia: più di 2 000 persone nel periodo di riferimento), sono rimasti elevati. Secondo dati trasmessi dal ministero dell'Interno italiano, 5 000 eritrei sono attualmente in attesa di ricollocazione in Italia. I trasferimenti dall'Italia ai fini della ricollocazione hanno seguito una tendenza analoga a quella del precedente periodo di riferimento. Tuttavia, in occasione della riunione ad hoc dei punti di contatto nazionali sulla ricollocazione svoltasi a Roma il 15 settembre sono stati compiuti notevoli progressi nella soluzione dei principali ostacoli identificati in precedenza, specie quelli collegati a questioni di sicurezza. Oltre agli Stati membri, all'UNHCR, all'EASO e all'Organizzazione internazionale per le migrazioni, hanno partecipato alla riunione Europol e Frontex. Ciò dovrebbe permettere una notevole accelerazione del meccanismo di ricollocazione anche dall'Italia.
Il numero di minori non accompagnati in arrivo in Italia ha continuato ad aumentare (più di 20 500 persone dall'inizio di gennaio, di cui più di 2 800 eritrei e più di 115 iracheni). La pre-registrazione di massa in Grecia ha permesso di identificare 1 225 minori non accompagnati 13 , il 48% dei quali appartiene a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione (il 36% siriani e il 12% iracheni).
Il ritmo della ricollocazione dei minori non accompagnati rimane basso: nel periodo di riferimento ne sono stati ricollocati soltanto 46 e unicamente dalla Grecia. Si prevede tuttavia che tale ritmo si acceleri prossimamente, e sono stati compiuti progressi in proposito. In particolare la Grecia ha annunciato che i minori non accompagnati saranno considerati una priorità dopo la conclusione dell'operazione di pre-registrazione e l'Italia intende svolgere un primo trasferimento pilota ai fini della ricollocazione. Inoltre sono aumentati gli Stati membri (alla Finlandia, al Lussemburgo e al Portogallo si sono aggiunti Belgio, Paesi Bassi, Germania e Spagna) che offrono posti per la ricollocazione di minori non accompagnati e si prevede che altri Stati membri partecipano attivamente alla ricollocazione di questa categoria di richiedenti vulnerabili.
2.2Azioni intraprese dagli Stati membri di ricollocazione
Dal 12 luglio al 27 settembre sono state ricollocate altre 2 595 persone, di cui 2 242 dalla Grecia
14
e 353 dall'Italia
15
. La Francia ha continuato a ricollocare un numero significativo di persone mediante viaggi aerei e la Germania e il Belgio si sono dichiarati disposti a impegnarsi maggiormente. La Finlandia, la Francia, i Paesi Bassi e il Portogallo hanno proseguito i loro trasferimenti settimanali e mensili regolari e l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, il Lussemburgo e Malta hanno reso più regolari i loro trasferimenti (una volta al mese o ogni due mesi). La Francia è il paese che ha ricollocato il maggior numero di richiedenti (1 952), seguita dalla Finlandia (690) e dai Paesi Bassi (726). Entro la fine di settembre sono previsti altri 81 trasferimenti a fini di ricollocazione dalla Grecia
16
e almeno 67 dall'Italia
17
e per l'inizio di ottobre è previsto il trasferimento di altre 134 persone
18
.
Azioni volte ad affrontare l'esiguo numero di impegni: durante il periodo di riferimento la Germania ha annunciato che indicherà ogni mese la sua disponibilità a ricollocare rapidamente richiedenti protezione internazionale ("impegni formali"). Tali impegni formali riguarderebbero 500 persone per l'Italia e 500 per la Grecia. Anche il Belgio ha annunciato un impegno relativo a 100 persone per l'Italia e 200 per la Grecia. Estonia, Lettonia, Lituania e Lussemburgo hanno aumentato la frequenza dei loro impegni e ora presentano impegni formali ogni mese. A questi si aggiungono gli impegni formali mensili da parte di Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Romania e gli impegni formali regolari da parte di Portogallo, Slovenia e Svizzera. Inoltre il Liechtenstein partecipa ora al meccanismo di ricollocazione e ha presentato impegni formali relativi a 10 posti dalla Grecia, e la Norvegia ha presentato il suo piano di ricollocazione dalla Grecia e un impegno formale relativo a 20 posti.
In tutto 16 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia) 19 , con l'aggiunta del Liechtenstein, della Norvegia e della Svizzera 20 , hanno presentato 4 466 impegni formali nel periodo di riferimento (1 381 per l'Italia e 3 085 per la Grecia). Il numero totale di impegni formali da parte degli Stati membri di ricollocazione ammonta a 13 585 (3 809 per l'Italia e 9 776 per la Grecia). Occorrono tuttavia maggiori progressi per garantire che tutti gli Stati membri offrano un numero sufficiente di posti; a metà del periodo di attuazione, la Commissione si aspetterebbe che almeno il 50% delle assegnazioni degli Stati membri siano impegnate.
L'Austria 21 e l'Ungheria rimangono gli unici due paesi che non hanno presentato alcun impegno, mentre a partire da aprile la Polonia non prosegue l'attuazione dei suoi impegni, non ha presentato alcun impegno né ricollocato alcun richiedente 22 .
Azioni volte ad accelerare i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione: la maggior parte degli Stati membri e degli Stati associati che partecipano al meccanismo di ricollocazione stanno aumentando gli sforzi per abbreviare il tempo di risposta alle richieste di ricollocazione e rispettare l'obiettivo dei 10 giorni lavorativi stabilito dai protocolli di ricollocazione. In generale, la maggior parte degli Stati risponde positivamente alle richieste di ricollocazione. Rimangono tuttavia casi in cui il tasso di accettazione potrebbe essere notevolmente accresciuto e la giustificazione dei rifiuti dovrebbe essere migliorata. Le buone prassi per quanto riguarda la giustificazione adeguata dei rifiuti di richieste di ricollocazioni, ad esempio quelle dei Paesi Bassi, dovrebbero essere seguite da altri Stati.
La Slovacchia e la Repubblica ceca, in particolare, continuano ad avere un tasso di rifiuto elevato rispetto ad altri Stati membri (superiore al 50%) e generalmente le motivazioni dei rifiuti si riferiscono alla mancanza di documenti d'identità o documenti di viaggio da parte del richiedente, ritenuta un ostacolo allo svolgimento di adeguate verifiche di sicurezza. Considerando che l'Italia e la Grecia svolgono già accurati controlli di sicurezza secondari prima di trasmettere le richieste di ricollocazione, gli Stati membri potrebbero se opportuno ricorrere ai metodi aggiuntivi di verifiche di sicurezza disponibili per i richiedenti privi di documenti di viaggio, come lo scambio di impronte digitali.
Azioni volte a far fronte alle sfide connesse alla ricollocazione di richiedenti vulnerabili, tra cui minori non accompagnati: tra il 1° luglio e il 31 agosto sono arrivati in Italia 7 036 minori non accompagnati, di cui 1 296 appartenenti a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione (1 211 eritrei, 44 iracheni, 40 siriani e un centrafricano). In Grecia, sebbene non sia noto il numero di arrivi di minori non accompagnati durante lo stesso periodo, il Centro nazionale di solidarietà sociale (EKKA) riferisce che, dall'inizio del 2016 sono stati affidati all'EKKA 3 779 minori non accompagnati in cerca di alloggio. Il 19 settembre 2016 la Grecia ha informato la Commissione che sono disponibili 860 posti per i minori non accompagnati. Tali strutture sono attualmente al completo e vi è una lista di attesa di 1 487 minori non accompagnati che devono essere sistemati in strutture adeguate. Secondo i dati dell'operazione di pre-registrazione, al 19 settembre erano stati registrati 1 225 minori non accompagnati 23 . Al 19 settembre si calcola che si trovino in Grecia 2 477 minori non accompagnati.
Il ritmo di ricollocazione dei minori non accompagnati continua a essere lento. Dal 12 luglio, sono stati ricollocati dalla Grecia (in Finlandia, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) 46 minori non accompagnati e il numero totale dei minori non accompagnati ricollocati è così sceso a 75.
Azioni volte a rafforzare la capacità dell'EASO di sostenere l'Italia e la Grecia: per quanto riguarda la Grecia, il 28 luglio 2016 l'EASO ha inviato un promemoria agli Stati membri sul quinto bando per esperti 24 per sostenere il programma di ricollocazione, dal momento che vi è la necessità continua di stanziare nuovi esperti man mano che il loro periodo di utilizzo giunge al termine. Anche la Commissione ha inviato una lettera in agosto per incitare gli Stati membri a inviare un maggior numero di esperti di alto livello e per periodi più lunghi. Dopo questo promemoria l'EASO ha ricevuto 28 nomine dagli Stati membri. Al 27 settembre erano stati inviati in Grecia complessivamente 27 esperti in materia di asilo e 27 interpreti, i quali non sono sufficienti per far fronte all'aumento dei casi ora che è stata completata la pre-registrazione di massa.
Per quanto riguarda l'Italia, il bando più recente per esperti, pubblicato il 28 maggio 2016, richiedeva altri 35 esperti per raggiungere il totale di 74 esperti previsto nel piano di emergenza concordato con le autorità italiane. Al 27 settembre 2016 erano state ricevute 76 offerte 25 . Il numero totale di esperti stanziati in Italia al 27 settembre 2016 è di 33 esperti in materia di asilo e 35 mediatori culturali 26 , il che è ancora insufficiente per far fronte al crescente numero di arrivi di persone ammissibili alla ricollocazione ed è inferiore al numero di esperti necessari nell'ambito della pianificazione di emergenza.
I tempi brevi di distacco sono di ostacolo al flusso generale della ricollocazione sia in Italia che in Grecia: quando l'incarico termina viene interrotto il ritmo della registrazione, finché arrivano i sostituti. La brevità del distacco influenza anche la qualità dei fascicoli delle richieste di ricollocazione, poiché gli esperti hanno bisogno di tempo per abituarsi alle procedure applicate. È urgente che gli incarichi diventino più numerosi e più lunghi per garantire una presenza adeguata dell'EASO sul terreno e la capacità di trattamento delle squadre sia in Italia che in Grecia.
2.3Azioni intraprese dalla Grecia e dall'Italia, ivi compresi gli elementi principali delle tabelle di marcia
Grecia
Azione per accelerare la registrazione dei migranti e il trattamento delle richieste: il servizio greco di asilo ha concluso il 30 luglio la pre-registrazione di massa. Sono state pre-registrate in tutto 27 592 persone, il 67% delle quali (circa 18 000) appartenenti a una delle nazionalità ammissibili alla ricollocazione (il 54% siriani e il 13% iracheni). Grazie a questa operazione su vasta scala, migliaia di persone sono state dotate di una carta di richiedenti asilo che permette loro di soggiornare legalmente in Grecia e accedere ai servizi sanitari e all'istruzione. Il 1° settembre sono iniziati gli appuntamenti per la presentazione completa delle domande di asilo; la priorità è accordata ai minori non accompagnati, alle persone anziane e a quelle gravemente malate 27 . Le persone pre-registrate si aggiungono a quelle già registrate e inserite nel meccanismo di ricollocazione. Di conseguenza, accelerare la ricollocazione diventa una priorità se si vuole evitare un accumulo insostenibile di casi che potrebbe fra l'altro minare la credibilità del meccanismo.
Azioni per migliorare la capacità di registrazione del servizio greco di asilo: il servizio greco di asilo ha iniziato l'assunzione di 177 membri del personale da impiegare progressivamente fino a metà novembre 2016 per aumentare la propria capacità di presentazione e trattamento delle domande, di cui 56 funzionari incaricati di registrare i richiedenti ammissibili alla ricollocazione. L'obiettivo del servizio greco di asilo è completare la presentazione delle domande per coloro che sono stati pre-registrati entro quattro-cinque mesi e al massimo entro il marzo 2017. In una lettera del 14 luglio 2016 le autorità greche hanno affermato che un ampliamento più rapido dell'organico non è fattibile per la mancanza di personale esperto in grado di formare, assistere e sorvegliare i neoassunti.
Dal 26 settembre 2016 l'unità di ricollocazione di Atene entrerà in funzione nella nuova sede all'interno della città (Alimos), che offrirà lo spazio supplementare tanto necessario per aumentare la capacità di trattamento ai fini della ricollocazione (registrazione e notifica).
La squadra di registrazione mista del servizio di asilo e dell'EASO è composta da 7 esperti ad Atene, 6 esperti a Salonicco e 4 esperti ad Alexandropouli al 27 settembre. Poiché il servizio greco di asilo ha bisogno di personale esperto aggiuntivo e di profili professionali specializzati (a causa delle nuove assunzioni), l'EASO fornirà un sostegno più diversificato. In media, il servizio greco di asilo, con il sostegno dell'EASO, presenta su base giornaliera 113 candidati ammissibili alla ricollocazione. Tale media giornaliera dovrebbe aumentare ulteriormente quando entrerà in funzione il nuovo personale e l'EASO offrirà ai neoassunti il suo sostegno diversificato.
Se il divario tra il numero di richieste di ricollocazione presentate dalla Grecia e le accettazioni da parte degli Stati membri è diminuito nel periodo di riferimento, il divario tra il numero di registrazioni eseguite dal servizio greco di asilo e il numero totale di impegni è nettamente aumentato. Tale divario ha costituito un grave problema nell'ultima settimana di agosto, quando il servizio greco di asilo non è stato in grado di inviare richieste di ricollocazione per mancanza di posti disponibili e potrebbe aggravarsi ulteriormente in seguito alla pre-registrazione di massa.
Azioni finalizzate a migliorare la capacità di accoglienza in Grecia: al 14 settembre la capacità totale di accoglienza in Grecia era superiore a 62 987 posti 28 in strutture temporanee e in posti di accoglienza permanenti, sia per i migranti irregolari che per le persone potenzialmente bisognose di protezione internazionale che hanno espresso la volontà di chiedere asilo o lo hanno già fatto. Secondo dati forniti dalle autorità greche, la capacità totale prevista dei 39 siti permanenti nella parte continentale del paese è di circa 32 700 posti. In una lettera del 19 settembre la Grecia ha affermato che questi nuovi siti, che offrono condizioni di vita dignitose in conformità delle norme dell'UE, sono stati identificati e saranno completamente ristrutturati. È necessario attuare urgentemente questi piani e, dato che alcune strutture temporanee saranno trasformate in strutture permanenti, che sia anche mantenuta una capacità sufficiente in termini di strutture temporanee per rimediare eventuali carenze di capacità dovute a flussi migratori imprevisti 29 .
Dei 20 000 posti destinati ai candidati alla ricollocazione nell'ambito del programma di affitto dell'UNHCR 30 , al 19 settembre erano disponibili 12 045 posti, tra cui 3 404 in alberghi/interi edifici, 6 559 in appartamenti, 385 in famiglie ospitanti e 507 in apposite strutture per minori non accompagnati. Inoltre, per quanto riguarda i centri di ricollocazione, al 20 settembre era pronto soltanto uno (Lagadikia) dei tre centri di ricollocazione che le autorità greche si sono impegnate a creare. Al 19 settembre erano disponibili nel centro 1 190 posti. Per gli altri due, le autorità greche non hanno ancora designato siti idonei. Sono tuttora in corso discussioni tra l'UNHCR e le autorità greche riguardo alla disponibilità di altri siti per la costruzione di nuovi centri di ricollocazione, in particolare in Attica. I tre centri di ricollocazione dovrebbero raggiungere una capacità di 6 000 persone. Come indicato nella quinta relazione, questi siti dovrebbero essere designati con urgenza per evitare strozzature nelle ultime fasi dell'iter di ricollocazione, una volta completata la pre-registrazione di massa.
Italia
Azioni per aumentare il numero dei punti di crisi e renderli pienamente operativi: i picchi registrati negli ultimi mesi nel numero di arrivi hanno dimostrato che l'attuale capacità di 1 600 posti nei quattro punti di crisi operativi (Pozzallo, Lampedusa, Trapani e Taranto) non è sufficiente. Inoltre, la maggior parte degli sbarchi (circa il 70%) continua ad aver luogo al di fuori dei punti di crisi. I preparativi sono già stati intrapresi, ma l'Italia dovrebbe accelerare l'apertura dei punti di crisi aggiuntivi già annunciati. Occorre inoltre attuare sistematicamente il metodo dei punti di crisi 31 e le procedure operative standard per i punti di crisi 32 in altri porti di sbarco, nella più ampia misura possibile. A questo scopo è necessario fornire personale sufficiente alle agenzie dell'UE (Frontex, Europol, EASO). Occorre inoltre prevedere ove possibile strutture di accoglienza, anche nei porti che non diventeranno punti di crisi a pieno titolo nell'immediato. Dato l'alto tasso di minori non accompagnati che sbarcano in Italia, occorre prevedere zone destinate a loro e un'assistenza particolare in tutti i punti di crisi e completare il trasferimento in strutture di alloggio di prima o seconda linea nel più breve tempo possibile. Anche se non esiste un termine legale in proposito, a regola le domande dei migranti dovrebbero essere trattate più rapidamente possibile e comunque entro 72 ore.
Azioni per migliorare il coordinamento: in seguito all'adozione e alla pubblicazione delle procedure operative standard sui punti di crisi 33 in giugno e a una prima serie di sessioni di formazione, il gruppo che ha redatto tali procedure ne sorveglierà ora l'applicazione, ad esempio stabilendo indicatori adeguati. La prima riunione del gruppo è stata fissata al 26 settembre. I contratti nuovi e rinnovati tra prefetture e organismi di gestione dei punti di crisi dovranno essere conformi alle procedure operative standard per i punti di crisi. La persistente mancanza di un coordinatore italiano per ciascun punto di crisi rimane un ostacolo al funzionamento dei punti di crisi.
Per quanto riguarda la ricollocazione, il progetto di protocollo è in corso di adattamento sulla base delle conclusioni della riunione ad hoc dei punti di contatto nazionali per la ricollocazione del 15 settembre e sarà discusso in occasione della prossima riunione dei funzionari di collegamento, prevista in autunno.
Azioni volte a migliorare la capacità di trattamento in Italia: come indicato nella quinta relazione, e in funzione del recente aumento dei posti offerti dagli Stati membri, occorre adeguare la capacità delle autorità italiane di registrare e trattare le richieste. In questo modo sarà possibile anche ridurre i rischi di fuga, visto che le richieste dei candidati verranno trattate più rapidamente. In tale quadro, occorre rafforzare le unità preposte alla registrazione delle domande e garantire la presenza dell'EASO nei nuovi centri di registrazione.
Azioni volte ad accelerare i tempi di risposta alle richieste di ricollocazione: in occasione della riunione ad hoc dei punti di contatto nazionali per la ricollocazione è stato raggiunto un accordo circa il metodo da seguire su questioni attinenti alla sicurezza. In particolare, i partecipanti hanno convenuto di aumentare la partecipazione di Europol per facilitare lo scambio di impronte digitali e colloqui di sicurezza supplementari, e la partecipazione dell'EASO per aumentare i colloqui destinati a individuare eventuali motivi di esclusione, conformemente a molte delle raccomandazioni formulate dalla Commissione nella quarta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento 34 . Di conseguenza, dovrebbe ora essere possibile intensificare rapidamente la ricollocazione dall'Italia.
Azioni volte a far fronte alle sfide connesse alla ricollocazione di richiedenti vulnerabili e minori non accompagnati: finora non è stato ricollocato dall'Italia nessun minore non accompagnato. È prioritario attuare questa procedura, poiché quest'anno sono sbarcati in Italia quasi 3 000 minori non accompagnati potenzialmente ammissibili alla ricollocazione (per lo più provenienti dall'Eritrea). Dopo che l'Italia ha annunciato l'avvio di un'operazione pilota di ricollocazione per minori non accompagnati, alcuni Stati membri hanno manifestato interesse. Per eseguire rapidamente tale operazione e in generale la ricollocazione di minori non accompagnati, l'Italia dovrebbe designare uno o più centri destinati ai candidati potenzialmente ammissibili, nei quali potrebbe intervenire e fornire assistenza l'EASO.
Azioni volte a limitare i movimenti secondari: nel quadro delle azioni intraprese dalle autorità italiane per limitare i movimenti secondari, la polizia italiana trasferisce regolarmente i migranti che si sono spostati irregolarmente dal Sud al Nord del paese rinviandoli nelle strutture di accoglienza nell'Italia meridionale. Per informare meglio i potenziali richiedenti sul meccanismo di ricollocazione, sono in corso discussioni sull'eventuale impiego di altre squadre dell'EASO in zone in cui sono presenti numerosi richiedenti che potrebbero beneficiare della ricollocazione, specialmente eritrei. Occorre sorvegliare attentamente la presenza e la circolazione di migranti irregolari sul territorio italiano e impedire movimenti secondari irregolari.
2.4Azioni della Commissione e delle agenzie dell'UE
Commissione europea
La Commissione ha continuato a sostenere Italia e Grecia sul terreno giorno per giorno, favorendo il coordinamento dei vari portatori di interessi e aiutando le autorità greche e italiane a individuare eventuali problemi, risolverli rapidamente e sviluppare procedure. Nel quadro di questo sostegno, la riunione dei funzionari di collegamento svoltasi ad Atene il 13 settembre ha offerto l'occasione per discutere i risultati della pre-registrazione e pianificare con le autorità greche e gli Stati membri di ricollocazione le azioni future, tra cui l'individuazione degli Stati membri disposti ad accettare minori non accompagnati. La riunione ad hoc dei punti di contatto nazionali per la ricollocazione svoltasi in Italia il 15 settembre e presieduta congiuntamente con le autorità italiane è servita a trovare soluzioni ai principali ostacoli che rallentano la ricollocazione in Italia, specialmente questioni attinenti alla sicurezza. La Commissione mantiene inoltre contatti continui con gli Stati membri di ricollocazione per individuare su base bilaterale possibili ostacoli nella procedura di ricollocazione e proporre soluzioni.
La Commissione ha continuato a fornire alla Grecia notevoli finanziamenti per sostenere gli sforzi del paese intesi ad adeguare il sistema di gestione della migrazione e dell'asilo alle norme dell'UE. Nel periodo di riferimento sono stati accordati direttamente alle autorità greche circa 90 milioni di EUR per rafforzare le capacità del paese di migliorare le condizioni di vita e fornire servizi sanitari di base nei centri di alloggio dei rifugiati, nonché per fornire ai migranti alloggio e cure mediche. Con quest'ultimo finanziamento, gli aiuti di emergenza concessi dalla Commissione alla Grecia dall'inizio del 2015 nell'ambito dei fondi del settore affari interni (Fondo Asilo, migrazione e integrazione, AMIF, e Fondo sicurezza interna, ISF) sono saliti complessivamente a 352 milioni di EUR 35 , versati o direttamente alle autorità greche o tramite le agenzie dell'Unione e le organizzazioni internazionali che operano nel paese. Questi aiuti di emergenza si aggiungono ai 509 milioni di EUR già assegnati alla Grecia tramite i programmi nazionali per il periodo 2014-2020 (294,5 milioni di EUR a titolo dell'AMIF e 214,7 milioni di EUR tramite l'ISF). Altri sostanziosi finanziamenti (circa 198 milioni di EUR), destinati a sopperire alle esigenze umanitarie fondamentali dei migranti e dei rifugiati, sono elargiti a organizzazioni partner umanitarie, tramite il recente strumento per il sostegno di emergenza.
Sono stati inoltre forniti finanziamenti alle autorità italiane per sostenerne l'impegno nella gestione del numero accresciuto di migranti/richiedenti asilo che arrivano nel paese. Nel periodo di riferimento, la Commissione ha elargito alla Guardia costiera italiana e alla Marina italiana un importo totale di 3,2 milioni di EUR nell'ambito dei finanziamenti di emergenza dell'ISF. Finora l'Italia ha ricevuto complessivamente 23,5 milioni di EUR di assistenza di emergenza dalla Commissione a titolo dell'AMIF e dell'ISF. Questo importo si aggiunge ai 592,6 milioni di EUR assegnati all'Italia con i programmi nazionali nell'ambito dell'AMIF (347,7 milioni di EUR) e dell'ISF (244,9 milioni di EUR).
Nell'ambito del monitoraggio dell'attuazione delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione, la Commissione ha espresso e continuerà a esprimere riserve nei riguardi degli Stati membri che finora non hanno adempiuto i rispettivi obblighi.
Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
Azioni volte ad accelerare il processo di ricollocazione e a migliorare la capacità di registrazione in Grecia e Italia: agli esperti vengono assegnate varie funzioni. Al momento in Grecia 20 esperti sostengono direttamente il processo di registrazione mediante il trattamento congiunto, mentre altri 7 esperti partecipano alla distribuzione di informazioni gestendo due sportelli telefonici e fornendo informazioni in materia di registrazione, ricollocazione e procedure Dublino. Sulla base delle raccomandazioni su come migliorare il processo di abbinamento, volto ad abbinare i richiedenti a Stati membri specifici, l'EASO ha preparato un piano di azione per iniziare l'attuazione in ottobre.
In seguito alla pre-registrazione, il servizio greco di asilo sta preparandosi a potenziare la sua capacità di registrazione. L'EASO diversificherà il suo sostegno alla procedura di ricollocazione e dedicherà un maggior numero di esperti alla valutazione di vulnerabilità, alla valutazione dell'interesse superiore del minore, agli indicatori di esclusione, al regolamento Dublino, al ricongiungimento familiare e all'individuazione di documenti falsi. Tali esperti fungeranno da ufficio di assistenza per i casi difficili, che aiuterà a decongestionare il regolare processo di registrazione e a salvaguardare la qualità dei fascicoli di ricollocazione. Resta l'esigenza di potenziare il sostegno nelle varie fasi della procedura di ricollocazione, dalla trasmissione di informazioni alla registrazione e al processo di abbinamento. L'EASO sta allestendo uffici mobili a Salonicco per aumentare ulteriormente la capacità di registrazione.
Dall'11 al 15 luglio una delegazione del consiglio di amministrazione dell'EASO ha svolto una missione per analizzare le carenze nel processo di ricollocazione in Grecia. La delegazione ha concluso che la ricollocazione funziona bene e ha formulato una serie di raccomandazioni che sono conformi a quelle espresse nella presente relazione e in quelle precedenti. L'EASO controllerà il seguito dato ad altre raccomandazioni di più breve termine, di natura dettagliata e pratica.
L'EASO sta attualmente utilizzando in Italia 33 dei 74 esperti degli Stati membri e dei paesi associati richiesti: 10 esperti nei punti di crisi, 8 esperti in due unità mobili (a Roma e Catania), 11 esperti nei centri di ricollocazione e 4 esperti nell'unità Dublino di Roma. L'EASO impiega inoltre fino a 48 mediatori culturali (per arabo, tigrinya e curdo) per sostenere il processo di ricollocazione (al 27 settembre, 35 mediatori culturali erano presenti sul campo).
3Reinsediamento
Sulla base delle informazioni ricevute dagli Stati partecipanti, 10 695 persone sono state reinsediate nel periodo fino al 26 settembre 2016, nel quadro del programma di reinsediamento del 20 luglio 2015, in 21 Stati di reinsediamento (Austria, Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito). A poco più di un anno dall'avvio del programma, la Svezia e il Regno Unito sono i primi Stati membri ad aver concretizzato i loro impegni, reinsediando rispettivamente 491 e 2 200 persone bisognose di protezione internazionale. Gli Stati associati Svizzera e Liechtenstein avevano già concretizzato in precedenza i rispettivi impegni.
La maggior parte degli Stati che partecipano al programma ha comunicato che l'impegno a favore del reinsediamento era rivolto principalmente, ma non esclusivamente, ai cittadini siriani presenti in Giordania, Libano e Turchia. Ciò include gli sforzi fatti dagli Stati membri per reinsediare siriani dalla Turchia in conformità della dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo.
I reinsediamenti dalla Turchia continuano ad aumentare, man mano che gli Stati membri completano le valutazioni dei fascicoli loro inviati dalla Turchia tramite l'UNHCR. Dal 4 aprile 2016, 1 614 Siriani sono stati reinsediati dalla Turchia nell'ambito della parte del meccanismo 1:1 relativa al reinsediamento. Aumenta anche il numero di Stati membri che partecipano attivamente al meccanismo. Dopo la precedente relazione, si sono svolte operazioni di reinsediamento anche in Belgio, Estonia e Francia, oltre che in Finlandia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svizzera.
La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo prevede l'attivazione del programma volontario di ammissione umanitaria con la Turchia quando gli attraversamenti irregolari tra la Turchia e l'UE saranno cessati o almeno diminuiti in modo significativo e sostenibile. Il Consiglio sta elaborando, in stretta cooperazione con la Commissione, l'EASO, l'UNHCR e l'OIM, le procedure operative standard per il programma. I negoziati sul testo concordato con la Turchia il 28 giugno sono in corso e si svolgeranno ulteriori scambi con gli Stati membri e la Turchia per completarlo.
Sono proseguite le discussioni sulla proposta della Commissione che modifica la decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio per consentire agli Stati membri di rispettare i loro obblighi di ricollocazione per i 54 000 posti non ancora assegnati ammettendo nel loro territorio cittadini siriani in evidente bisogno di protezione internazionale presenti in Turchia, mediante reinsediamento o altre forme di ammissione legale. Il 21 settembre il Consiglio ha stabilito un approccio generale con cambiamenti minimi, mentre il Parlamento europeo ha votato sul suo parere il 15 settembre 2016. Si prevede ora che il Consiglio adotti la proposta nei prossimi giorni.
Il 13 luglio la Commissione ha adottato una proposta di regolamento che istituisce un quadro dell'Unione per il reinsediamento 36 , per stabilire una politica europea in materia di reinsediamento e garantire che le persone bisognose di protezione internazionale arrivino in Europa in modo ordinato e sicuro. Il testo è attualmente sotto esame da parte dei colegislatori.
4Prospettive future
Come ha sottolineato il presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione, la solidarietà è il collante che tiene insieme l'Unione e spesso emerge più spontaneamente davanti alle emergenze. La Grecia e l'Italia sono ancora in una situazione di emergenza che richiede una costante espressione di solidarietà da parte di tutti gli Stati membri.
I capi di Stato e di governo hanno riconosciuto a varie riprese e in diversi contesti l'urgenza della situazione e hanno sollecitato ulteriori azioni per accelerare l'attuazione del meccanismo di ricollocazione come espressione essenziale di tale solidarietà.
La Commissione riconosce i notevoli sforzi compiuti, confermati dal progressivo aumento del tasso di ricollocazione, specialmente nel caso della Grecia. La Grecia ha completato con successo una complessa operazione di pre-registrazione che ha contribuito a identificare persone bisognose di protezione internazionale presenti nella parte continentale del paese, e sta prendendo le iniziative necessarie per trattare rapidamente le richieste di ricollocazione entro quattro o cinque mesi. L'Italia ha continuato ad aumentare la sua capacitò di trattamento delle domande e ha mostrato flessibilità nei confronti delle richieste degli Stati membri di ricollocazione relative a questioni di sicurezza. L'UNHCR, l'OIM, l'EASO, Frontex ed Europol stanno intensificando il sostegno all'Italia e alla Grecia per accelerare la procedura di ricollocazione. Alcuni Stati membri mostrano un autentico impegno a favore della ricollocazione e hanno offerto contributi significativi alle tendenze positive registrate negli ultimi mesi.
Tuttavia i risultati conseguiti non sono ancora all'altezza degli impegni assunti e dell'entità delle sfide cui reagire. Occorre rispondere alle richieste formulate dai capi di Stato e di governo con un'azione risoluta e immediata sul campo da parte dei servizi nazionali competenti.
Nella prima relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento 37 , la Commissione ha calcolato che debbano essere portate a termine almeno 6 000 ricollocazioni al mese. Tale obiettivo rimane valido ora che le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione entrano nel secondo anno di attuazione. Per adempiere gli obblighi giuridici previsti dalle decisioni del Consiglio occorrerà un notevole aumento del numero e della regolarità degli impegni e un'accelerazione della ricollocazione nei prossimi mesi. La Commissione esorta pertanto gli Stati membri a rispettare pienamente tali obblighi.
A questo scopo la Commissione invita gli Stati membri a presentare regolarmente impegni e a effettuare regolarmente ricollocazioni in funzione delle quote loro assegnate per l'Italia e per la Grecia, e a nominare esperti per rispondere ai vari inviti dell'EASO, selezionando profili più esperti e specializzati per periodi più lunghi. Gli Stati membri che non hanno ancora assunto impegni, o non hanno ancora effettuato ricollocazioni, dovrebbero farlo senza ulteriori indugi.
Da parte loro, la Grecia e l'Italia dovrebbero continuare ad accrescere la loro capacità di trattamento. Al contempo, la Grecia dovrebbe istituire il prima possibile i centri di ricollocazione rimanenti e l'Italia dovrebbe eseguire le prime ricollocazioni di minori non accompagnati.
La Commissione continuerà a seguire da vicino l'attuazione delle due decisioni del Consiglio sulla ricollocazione e ad elaborare relazioni periodiche in materia. Essa si riserva il diritto di adottare provvedimenti nei confronti degli Stati membri che non ottemperano ai rispettivi obblighi.
Parallelamente, gli Stati membri dovrebbero continuare a onorare i loro impegni di reinsediamento, anche nell'ambito dell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia 38 .
L'obiettivo generale del meccanismo di ricollocazione è di 160 000 persone, ma 54 000 di esse non sono state assegnate a uno specifico Stato membro beneficiario in virtù della seconda decisione del Consiglio sulla ricollocazione. In virtù dell'articolo 4, paragrafo 2, della seconda decisione del Consiglio, l'assegnazione dei migranti rimanenti è stata rimandata a una fase successiva. Il Consiglio dovrebbe adottare in tempi brevi una proposta della Commissione che consente l'uso di tale quota ai fini del reinsediamento (si veda sotto, sezione 4).
Conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno 2016. http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/06/28-euco-conclusions/
SN 38/16 del 18.3.2016.
COM(2016) 480 final.
Attraversamenti irregolari delle frontiere in Grecia dal 13 luglio al 25 settembre - Fonte: Frontex, secondo le informazioni comunicate attraverso l'applicazione JORA (Joint Operations Reporting Applications). I dati possono subire variazioni in seguito alla convalida.
Fonte: autorità greche e UNHCR.
Tenuto conto delle ricollocazioni previste per il 28 settembre.
http://asylo.gov.gr/en/wp-content/uploads/2016/08/Preregistration-data_template_5_EN_EXTERNAL.pdf .
Secondo l'ultima relazione trimestrale (secondo trimestre del 2016), pubblicata da Eurostat il 22 settembre, le nazionalità ammissibili alla ricollocazione sono le seguenti: Siria, Eritrea, Burundi, Mozambico, Bahrein, Bhutan, Qatar e Yemen. Le seguenti nazionalità, che nel primo trimestre del 2016 rispettavano la soglia del 75% di ammissibilità secondo i dati Eurostat, non rispettano più tale soglia: Repubblica centrafricana, Seychelles, Dominica, Laos e Arabia Saudita. Come indicato nella precedente relazione, malgrado gli iracheni non siano più ammissibili alla ricollocazione, questo cambiamento non ha ripercussioni sui migranti già identificati come persone possibilmente bisognose di protezione internazionale (pertanto, quelli pre-registrati possono ancora essere ricollocati). Ciò vale anche per i richiedenti appartenenti ad altre nazionalità che non sono più ammissibili alla ricollocazione.
Alla fine di agosto non erano disponibili offerte di ricollocazione e quindi il servizio greco di asilo non poteva inviare nuove richieste di ricollocazione agli Stati membri. Al 29 agosto il servizio greco di asilo aveva registrato circa 11 130 richieste di ricollocazione mentre il numero totale di impegni ammontava a circa 8 000; tutte le richieste erano in corso di trattamento da parte dallo Stato membro di ricollocazione (in attesa di risposta dallo Stato membro di ricollocazione) o erano state già trattate (il trasferimento era stato effettuato o il richiedente era stato respinto).
Numero di attraversamenti irregolari delle frontiere in Italia dal 13 giugno al 25 settembre, secondo le informazioni comunicate attraverso l'applicazione JORA (Joint Operations Reporting Application) e raccolte nel quadro dell'operazione congiunta Triton 2016. I dati possono subire variazioni in seguito alla convalida.
http://asylo.gov.gr/en/wp-content/uploads/2016/08/Preregistration-data_template_5_EN_EXTERNAL.pdf.
63 persone in Belgio, 10 in Croazia, 7 a Cipro, 8 nella Repubblica ceca, 22 in Estonia, 213 in Finlandia, 911 in Francia, 158 in Germania, 31 in Irlanda, 29 in Lettonia, 52 in Lituania, 33 in Lussemburgo, 306 nei Paesi Bassi, 70 in Portogallo, 128 in Romania, 3 in Slovacchia, 32 in Slovenia e 166 in Spagna.
80 persone in Finlandia, 50 in Francia, 6 in Lettonia, 20 in Lussemburgo, 9 a Malta, 53 in Portogallo, 33 nei Paesi Bassi, 6 in Romania, 8 in Slovenia, 10 in Spagna e 78 in Svizzera.
Tutti per il 28 settembre: 15 in Bulgaria, 35 in Francia, 27 in Portogallo e 31 in Spagna.
67 in Finlandia. Sono inoltre previsti trasferimenti in Francia, Paesi Bassi e Svizzera.
12 in Lettonia e 110 in Romania dalla Grecia e 6 a Malta e 6 in Croazia dall'Italia.
Belgio: 200 per la Grecia e 100 per l'Italia; Bulgaria: 50 per la Grecia; Croazia: 6 per l'Italia; Estonia: 35 per la Grecia; Finlandia: 150 per la Grecia; Francia: 800 per la Grecia e 50 per l'Italia; Germania: 500 per la Grecia e 500 per l'Italia; Irlanda: 123 per la Grecia; Lettonia: 60 per la Grecia e 45 per l'Italia; Lituania: 80 per la Grecia e 20 per l'Italia; Lussemburgo: 60 per la Grecia e 40 per l'Italia; Malta: 30 per l'Italia; Paesi Bassi: 300 per la Grecia e 100 per l'Italia; Portogallo: 400 per la Grecia; Romania: 247 per la Grecia 70 per l'Italia; Slovacchia: 10 per la Grecia; Slovenia: 40 per la Grecia e 10 per l'Italia.
Liechtenstein: 10 per la Grecia; Norvegia: 20 per la Grecia e 80 per l'Italia; Svizzera: 330 per l'Italia.
In conformità con la decisione 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, l'Austria beneficia di una sospensione temporanea della ricollocazione per una percentuale fino al 30% dei richiedenti assegnati a tale Stato in base alla decisione (UE) n. 2015/1601 del Consiglio. Di conseguenza, fino all'11 marzo 2017 è sospesa la ricollocazione in Austria di 1 065 richiedenti. L'Austria rimane tuttavia tenuta a rispettare gli obblighi previsti dalla decisione 2015/1601 per le restanti quote e di conseguenza ci si attendono da parte sua impegni e ricollocazioni.
All'inizio di aprile la Polonia ha sospeso il trattamento di 73 richieste di ricollocazione trasmesse al paese dal servizio greco di asilo sulla base di un impegno presentato il 16 dicembre 2015, congelando di fatto la procedura di ricollocazione tre mesi e mezzo dopo avere presentato l'impegno. Lo stesso vale per le richieste provenienti dall'Italia.
È possibile che la riduzione dei numeri sia dovuta ai minori che hanno lasciato la Grecia attraverso la rotta dei Balcani occidentali all'inizio del 2016.
Il quinto bando dell'EASO per esperti destinati a sostenere la ricollocazione in Grecia è stato pubblicato il 21 aprile ed è stato menzionato per la prima volta nella terza relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento. Il termine di attività di molti esperti si è concluso durante il periodo di riferimento.
Austria, Svizzera, Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania, Germania, Lettonia, Spagna, Francia, Croazia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Malta, Belgio, Slovacchia e Bulgaria.
La squadra itinerante effettua le registrazioni per la ricollocazione in varie località in cui sono alloggiati i candidati per la ricollocazione (in base alle esigenze indicate dalle autorità italiane) e aiuta la Questura locale a eseguire le registrazioni.
Coloro che non sono riusciti a pre-registrarsi e intendono chiedere protezione internazionale potrebbero farlo ottenendo un appuntamento per la registrazione mediante Skype. Dato che la grande maggioranza di coloro che intendono chiedere protezione internazionale sono stati pre-registrati, si prevede che il sistema di Skype funzioni più efficacemente e su base di sussidiarietà.
Questa cifra non include i posti forniti nell'ambito della capacità del programma di affitto dell'UNHCR e i posti di accoglienza nei punti di crisi.
http://data.unhcr.org/mediterranean/documents.php?page=1&view=grid&Country[]=83
Queste strutture di emergenza temporanee e permanenti sono create sulle isole dell'Egeo nei punti di crisi, oltre che sul continente. All'11 luglio 2016 solo 1 138 posti di accoglienza permanenti ospitano esclusivamente candidati alla protezione internazionale e minori non accompagnati.
Raccomandazione della Commissione alla Repubblica ellenica per l'adozione di misure urgenti da parte della Grecia in vista della ripresa dei trasferimenti ai sensi del regolamento (UE) n. 604/2013 (C(2016)3805).
I principali beneficiari dell'accordo di delega concluso con l'UNHCR per il programma di affitto di 20 000 posti del gennaio 2016 sono i richiedenti asilo ammissibili alla ricollocazione. Il testo dell'accordo di delega è stato riveduto nel luglio 2016 per chiarire che il programma di alloggio include la possibilità di stabilire posti nei siti di ricollocazione gestiti dell'UNHCR e che il gruppo beneficiario del programma di alloggio comprende non solo i candidati alla ricollocazione ma anche altri richiedenti asilo. L'UNHCR ha accettato di mettere a disposizione dei centri di ricollocazione 6 000 posti nell'ambito del programma di affitto, al fine di ospitare tutti i candidati alla ricollocazione registrati.
In particolare la partecipazione di agenzie dell'UE (EASO, Frontex, Europol).
http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/hotspots_sops_-_english_version.pdf
Disponibile al seguente indirizzo:
COM(2016) 416 final.
Questi aiuti di emergenza si aggiungono ai 509 milioni di EUR destinati alla Grecia per il periodo 2014-2020 tramite i programmi nazionali nell'ambito dei fondi del settore affari interni (AMIF e ISF), che mettono a disposizione sostanziosi finanziamenti anche per sostenere l'attuazione delle politiche di asilo.
COM(2016) 468 final.
COM(2016) 165 final.
Terza relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia (COM(2016) 634).
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2016
COM(2016) 636 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento
Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia fino al 27 settembre 2016
|
Stato membro |
Impegno formale 1 |
Ricollocazioni effettive |
Impegno giuridicamente previsto nelle decisioni del Consiglio |
|
Austria 2 |
1491 |
||
|
Belgio |
400 |
153 |
2415 |
|
Bulgaria |
260 |
6 |
831 |
|
Croazia |
10 |
10 |
594 |
|
Cipro |
65 |
42 |
181 |
|
Repubblica ceca |
30 |
12 |
1655 |
|
Estonia |
128 |
49 |
204 |
|
Finlandia |
590 |
430 |
1299 |
|
Francia |
2970 |
1721 |
12599 |
|
Germania |
740 |
195 |
17209 |
|
Ungheria |
988 |
||
|
Islanda |
|||
|
Irlanda |
253 |
69 |
240 |
|
Lettonia |
189 |
68 |
295 |
|
Liechtenstein |
10 |
||
|
Lituania |
460 |
86 |
420 |
|
Lussemburgo |
160 |
104 |
309 |
|
Malta |
24 |
24 |
78 |
|
Paesi Bassi |
750 |
548 |
3797 |
|
Norvegia |
20 |
||
|
Polonia |
65 |
4321 |
|
|
Portogallo |
1130 |
372 |
1778 |
|
Romania |
1022 |
190 |
2572 |
|
Slovacchia |
20 |
3 |
652 |
|
Slovenia |
100 |
60 |
349 |
|
Spagna |
350 |
313 |
6647 |
|
Svezia 3 |
2378 |
||
|
Svizzera |
30 |
||
|
TOTALE |
9 776 |
4 455 |
63 302 |
Trasmesso tramite DubliNet ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della decisione del Consiglio.
Decisione di esecuzione (UE) 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, relative alla sospensione temporanea della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all’Austria a norma della decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.
Decisione (UE) 2016/946 del Consiglio, del 9 giugno 2016, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio della Svezia, conformemente all'articolo 9 della decisione (UE) 2015/1523 e all'articolo 9 della decisione (UE) 2015/1601 che istituiscono misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia.
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2016
COM(2016) 636 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento
Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia fino al 27 settembre 2016
|
Stato membro |
Impegno formale 1 |
Ricollocazioni effettive |
Impegno giuridicamente previsto nelle decisioni del Consiglio |
|
Austria 2 |
462 |
||
|
Belgio |
130 |
29 |
1397 |
|
Bulgaria |
140 |
471 |
|
|
Croazia |
16 |
4 |
374 |
|
Cipro |
15 |
10 |
139 |
|
Repubblica ceca |
20 |
1036 |
|
|
Estonia |
8 |
125 |
|
|
Finlandia |
380 |
260 |
779 |
|
Francia |
350 |
231 |
7115 |
|
Germania |
510 |
20 |
10327 |
|
Ungheria |
306 |
||
|
Islanda |
|||
|
Irlanda |
20 |
360 |
|
|
Lettonia |
75 |
8 |
186 |
|
Liechtenstein |
|||
|
Lituania |
60 |
251 |
|
|
Lussemburgo |
60 |
20 |
248 |
|
Malta |
47 |
26 |
53 |
|
Paesi Bassi |
275 |
178 |
2150 |
|
Norvegia |
80 |
||
|
Polonia |
35 |
1861 |
|
|
Portogallo |
388 |
183 |
1173 |
|
Romania |
610 |
12 |
1608 |
|
Slovacchia |
250 |
||
|
Slovenia |
30 |
14 |
218 |
|
Spagna |
50 |
50 |
2676 |
|
Svezia 3 |
50 |
39 |
1388 |
|
Svizzera |
460 |
112 |
|
|
TOTALE |
3 809 |
1 196 |
34 953 |
Trasmesso tramite DubliNet ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della decisione del Consiglio.
Decisione di esecuzione (UE) 2016/408 del Consiglio, del 10 marzo 2016, relativa alla sospensione temporanea della ricollocazione del 30% dei richiedenti assegnati all’Austria a norma della decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia.
Decisione (UE) 2016/946 del Consiglio, del 9 giugno 2016, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio della Svezia, conformemente all'articolo 9 della decisione (UE) 2015/1523 e all'articolo 9 della decisione (UE) 2015/1601 che istituiscono misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia.
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 28.9.2016
COM(2016) 636 final
ALLEGATO
della
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO
Sesta relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento
Allegato 3: Reinsediamenti fino al 26 settembre 2016 in base alle conclusioni del 20 luglio 2015
e al meccanismo "1:1" con la Turchia (in applicazione dal 4 aprile 2016)
|
Stato membro /
|
Impegni presi in base al programma del 20 luglio 2015 |
Totale dei reinsediamenti in base al programma del 20 luglio 2015, compreso il meccanismo "1:1" con la Turchia |
Paese terzo da cui è avvenuto il reinsediamento |
|
Austria |
1 900 |
1 500 1 |
Libano: 880; Giordania: 442; Turchia: 173; Iraq: 1 |
|
Belgio |
1 100 |
450 |
Libano: 331; Giordania: 28; Egitto: 24; Turchia: 67 (di cui 63 nell'ambito del meccanismo "1:1") |
|
Bulgaria |
50 |
0 |
|
|
Croazia |
150 |
0 |
|
|
Cipro |
69 |
0 |
|
|
Repubblica ceca |
400 |
52 |
Libano: 32; Giordania: 20 |
|
Danimarca |
1 000 |
481 |
Libano, Uganda |
|
Estonia |
20 |
11 |
Turchia: 11 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
|
Finlandia |
293 2 |
272 3 |
Libano: 229; Egitto: 34; Giordania: 4; Iraq: 3; Yemen: 2
|
|
Francia |
2 375 4 |
664 5 |
Libano: 243; Turchia: 228 nell'ambito del meccanismo "1:1" Giordania: 193 |
|
Germania |
1 600 |
609 |
Turchia: 609 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
|
Grecia |
354 |
0 |
|
|
Ungheria |
0 |
0 |
|
|
Islanda |
50 |
48 |
Libano |
|
Irlanda |
520 |
439 |
Libano |
|
Italia |
1 989 |
472 |
Libano: 349; Sudan: 48; Turchia: 75 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
|
Lettonia |
50 |
6 |
Turchia: 6 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
|
Liechtenstein |
20 |
20 |
Turchia |
|
Lituania |
70 |
25 |
Turchia: 25 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
|
Lussemburgo |
30 |
0 6 |
Turchia: 27 nell'ambito del meccanismo "1:1", al di fuori del programma del 20 luglio |
|
Malta |
14 |
0 |
|
|
Paesi Bassi |
1 000 |
537 |
Turchia: 177 (di cui 170 nell'ambito del meccanismo "1:1") Libano: 271; Kenya: 70; Etiopia: 8; Giordania: 7; Israele: 2; Marocco: 1; Egitto 1 |
|
Norvegia |
3 500 |
1 769 |
Libano: 1 750; Giordania: 13; Turchia: 6 |
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Polonia |
900 |
0 |
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Portogallo |
191 |
12 7 |
Turchia: 12 nell'ambito del meccanismo "1:1" |
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Romania |
80 |
0 |
|
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Slovacchia |
100 8 |
0 |
|
|
Slovenia |
20 |
0 |
|
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Spagna |
1 449 |
118 |
Libano: 61; Turchia: 57 nell'ambito del meccanismo "1:1"; |
|
Svezia |
491 |
491 9 |
Turchia: 269 nell'ambito del meccanismo "1:1" Sudan: 124; Kenya: 80; Libano: 8; Iraq: 8; Egitto: 1; Giordania: 1 |
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Svizzera |
519 |
519 |
Libano: 431 Siria: 88 |
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Regno Unito |
2 200 |
2 200 10 |
Giordania, Libano, Turchia, Egitto, Iraq e altri paesi in base ai bisogni umanitari. |
|
TOTALE |
22 504 |
10 695
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In tutto 1614 persone sono state reinsediate dalla Turchia in base al meccanismo "1:1", di cui 1525 in virtù del programma del 20 luglio 2015. |
Il numero comprende alcuni casi basati sul programma austriaco di ammissione umanitaria.
Questo numero fa parte della quota nazionale finlandese per il 2016, che ammonta a 750 reinsediamenti.
Questo numero non comprende i 62 siriani che sono stati reinsediati a partire dalla Turchia nell'ambito del meccanismo "1:1" tramite il programma nazionale finlandese.
Questo numero si aggiunge alla quota nazionale annuale della Francia e ai precedenti impegni.
In aggiunta a questo numero, nello stesso periodo la Francia ha ammesso circa 600 siriani provenienti dalla regione e 131 rifugiati provenienti da altre parti del mondo, al di fuori del programma del 20 luglio. Nell'ambito del programma nazionale per i visti e l'asilo la Francia ha inoltre concesso 81 visti a rifugiati siriani vulnerabili provenienti dalla Turchia nell'aprile 2016.
Non sono ancora stati effettuati reinsediamenti a titolo delle conclusioni del 20 luglio, ma 46 siriani sono stati reinsediati in Lussemburgo dalla Turchia nel 2015 nell'ambito del programma nazionale di reinsediamento.
Il Portogallo ha reinsediato 39 rifugiati dall'Egitto nel 2015 nell'ambito del programma nazionale, al di fuori del programma del 20 luglio 2015.
La Slovacchia ha reinsediato 149 assiri, al di fuori del programma del 20 luglio 2015.
La Svezia ha reinsediato 1 900 persone nel 2015 nell'ambito del suo programma nazionale, al di fuori del programma del 20 luglio 2015.
Tra il luglio 2015 e il giugno 2016 sono state reinsediate nel Regno Unito in tutto 3 439 persone nell'ambito degli attuali programmi nazionali di reinsediamento.