Bruxelles, 14.6.2016

COM(2016) 375 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO

Relazione sullo stato dei lavori che fa seguito alle conclusioni del Consiglio
sulla cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale


INDICE

1.Introduzione

2.Conclusioni del Consiglio sui progressi compiuti nella cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale

3.Panoramica dei progressi compiuti

3.1.Cooperazione doganale con la Georgia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina

3.2.Cooperazione doganale con la Bielorussia

3.3.Cooperazione doganale con la Russia

3.4.Colloqui trilaterali UE-Russia-Ucraina

3.5.Unione economica eurasiatica

3.6.Cooperazione doganale con l'Armenia e l'Azerbaigian

3.7.Attività del partenariato orientale

4.Conclusione

1.Introduzione

Con il presente documento la Commissione intende valutare i progressi compiuti nei settori prioritari individuati dal Consiglio dell'Unione europea nelle "conclusioni del Consiglio sui progressi compiuti nella cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale" (di seguito "conclusioni del Consiglio"), adottate nel corso della sessione del Consiglio "Economia e finanza" del 28 gennaio 2014 a Bruxelles.

Il documento fornisce un aggiornamento sulle relazioni doganali con i partner orientali e con la Russia rispetto alla precedente relazione della Commissione sullo stato dei lavori che fa seguito alle conclusioni del Consiglio sulla cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale (Bruxelles, 21.11.2013, SWD(2013) 487 final).

2.Conclusioni del Consiglio sui progressi compiuti nella cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale

I tre obiettivi prioritari, ovvero "sviluppare corridoi commerciali sicuri e fluidi", "promuovere la gestione dei rischi e la lotta contro la frode" e "investire nell'ammodernamento delle infrastrutture doganali nella regione" sono stati concordati durante i seminari ad alto livello sulla cooperazione doganale alla frontiera orientale dell'UE svoltisi a Budapest dal 14 al 15 aprile 2011 e a Cracovia dal 20 al 21 ottobre 2011 e menzionati nelle conclusioni del Consiglio sulla cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale (adottate nel corso della sessione del Consiglio del 5 dicembre 2011 a Bruxelles).

In tale contesto il Consiglio, nelle conclusioni del 28 gennaio 2014, ha invitato la Commissione e gli Stati membri a cooperare con i paesi del vicinato orientale per:

1.sviluppare corridoi commerciali sicuri e fluidi, in particolare attraverso le iniziative seguenti:

definire le condizioni, ivi compresi i requisiti in materia di protezione di dati, e lanciare progetti pilota relativi allo scambio di informazioni doganali anticipate tra gli Stati membri e i paesi del vicinato orientale che portino a controlli maggiormente mirati e a una facilitazione del commercio;

sostenere i paesi del vicinato orientale nello sviluppo di sistemi di operatori economici autorizzati (AEO) e nella preparazione dei presupposti giuridici necessari per l'eventuale riconoscimento reciproco con l'UE;

incoraggiare, sostenendoli, i paesi del vicinato orientale a seguire le principali tappe verso l'adesione alle convenzioni relative ad un regime comune di transito e alla semplificazione delle formalità negli scambi di merci, ivi compresi la creazione di un gruppo di progetto, l'espletamento di un'analisi delle lacune, la preparazione di una tabella di marcia, la fornitura di formazione ai funzionari dell'autorità doganale e di informazioni alle imprese, e la ricerca di strumenti di sostegno finanziario;

adoperarsi per garantire il funzionamento corretto e trasparente della convenzione TIR del 1975 e per creare condizioni favorevoli alle operazioni di transito al confine orientale dell'UE.

2.Promuovere la gestione dei rischi e la lotta contro la frode, in particolare attraverso le iniziative seguenti:

rafforzare la cooperazione operativa, organizzare ulteriori operazioni doganali congiunte che coinvolgano i paesi del vicinato orientale e siano basate sulle migliori prassi e sulle raccomandazioni, tra l'altro, dell'operazione doganale congiunta ROMOLUK (2013);

definire le norme per monitorare che il volume di prodotti del tabacco fabbricati sia proporzionato ad una domanda legittima.

3.Favorire l'ammodernamento delle dogane, in particolare attraverso le iniziative seguenti:

identificare le differenze nella normativa e nelle procedure doganali, in particolare nei settori più importanti, quali quelli concernenti le dichiarazioni in dogana, il transito, la determinazione del valore in dogana, l'origine delle merci, la classificazione delle merci, la gestione dei rischi e le autorizzazioni rilasciate dalle autorità doganali al fine di sviluppare ed attuare un'agenda di ravvicinamento utilizzando come strumento la versione riveduta dei Customs Blueprints e gli esempi di buone prassi dell'UE;

sfruttare appieno le opportunità offerte dagli strumenti di finanziamento dell'UE attuali e futuri ai fini di finanziamento di attrezzatura, progetti di gemellaggio, formazione dei funzionari dell'autorità doganale, scambio di esperienza e di migliori prassi.

4.Proseguire il dialogo con le autorità doganali russe circa la valutazione del progetto pilota relativo allo scambio di informazioni e circa il meccanismo di allarme rapido, che potrebbe fungere da strumento per effettuare la notifica anticipata di situazioni che possono perturbare i flussi commerciali UE-Russia e per proporre soluzioni pratiche.

5.Avviare un dialogo tecnico informale in merito alle questioni doganali con le istituzioni sovranazionali istituite in seguito alla creazione di un'unione doganale tra la Bielorussia, il Kazakhstan e la Russia per consentire lo scambio di informazioni, la soluzione di problemi pratici o la convergenza della normativa doganale.

6.Considerare la preparazione e l'adozione di quadri strategici nonché la creazione di gruppi sulla cooperazione doganale con l'Armenia, l'Azerbaigian, la Bielorussia e la Georgia, proseguire la cooperazione con la Russia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina nell'ambito dei pertinenti quadri strategici.

7.Proseguire lo stretto monitoraggio dei progressi compiuti nei settori summenzionati e il dialogo tra l'UE e i paesi del vicinato orientale in sede di seminari ad alto livello sulla cooperazione doganale alla frontiera orientale dell'UE e/o di altre sedi di confronto su questioni doganali al fine di garantire la pertinenza delle azioni intraprese e di coordinare e adeguare l'assistenza fornita.

Infine il Consiglio ha invitato la Commissione a valutare, insieme agli Stati membri, i progressi compiuti nei settori prioritari della cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale tenendo conto, inter alia, delle iniziative e delle migliori prassi degli Stati membri. La Commissione è stata inoltre invitata a riferire al Consiglio sui progressi affinché quest'ultimo proponga il seguito da dare a tali azioni entro la fine del 2015.

3.Panoramica dei progressi compiuti

Nel 2014 la firma degli accordi di associazione che includono zone di libero scambio globale e approfondito (Association Agreements/Deep and Comprehensive Free Trade Areas – AA/DCFTA) con la Georgia 1 , la Repubblica di Moldova 2 e l'Ucraina 3 ha innalzato il livello delle relazioni con questi paesi. Tali accordi sono intesi a conseguire progressivamente l'associazione politica e l'integrazione economica di questi paesi nell'Unione attraverso l'attuazione di riforme e impegni. Gli sviluppi politici nella regione, ovvero il conflitto in Ucraina e le tensioni tra l'UE e la Russia, nonché la nascita e l'ampliamento dell'Unione economica eurasiatica hanno influenzato il livello di impegno dell'UE con i paesi della regione.

3.1.Cooperazione doganale con la Georgia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina

La cooperazione con la Georgia e la Repubblica di Moldova ha registrato notevoli progressi dall'applicazione provvisoria dell'accordo di associazione/zona di libero scambio globale e approfondito, iniziata il 1° settembre 2014, mentre per quanto riguarda l'Ucraina l'applicazione provvisoria della DCFTA è stata rinviata alla fine del 2015.

La cooperazione doganale con la Repubblica di Moldova, l'Ucraina e la Georgia si basa sul quadro strategico approvato per la Repubblica di Moldova e l'Ucraina rispettivamente a ottobre 2011 e a maggio 2012 e firmato con la Georgia a marzo 2015. L'attuazione pratica del sostegno e delle attività definite di comune accordo è stata organizzata nel quadro del programma "Dogana 2020". È proseguito il dialogo costante con le autorità doganali, volto a delineare la prospettiva strategica.

I nuovi accordi hanno istituito sottocomitati doganali, muniti di poteri decisionali, allo scopo di monitorare la convergenza della legislazione e delle procedure sulla base degli impegni assunti nel quadro della DCFTA. L'obiettivo è raggiungere un elevato grado di cooperazione e il ravvicinamento normativo tra le parti contraenti. A giudicare dai risultati delle prime riunioni di comitato con la Georgia e la Repubblica di Moldova (marzo/maggio 2015), entrambi i paesi sono sulla buona strada nel rispettare gli impegni in materia doganale entro i termini concordati nel quadro del nuovo accordo.

La cooperazione doganale con l'Ucraina è stata influenzata dai recenti eventi politici nel paese e dagli sviluppi organizzativi nell'amministrazione doganale ucraina. Durante tale periodo la Commissione e gli Stati membri hanno sostenuto alcuni progetti riguardo ai quali si sono registrati progressi.

Oltre all'allineamento della legislazione doganale con l'acquis dell'Unione, l'UE si concentra sui seguenti aspetti:

-sviluppo di sistemi di gestione dei rischi, compreso un programma per gli operatori economici autorizzati, e scambio di informazioni in materia doganale;

-fornitura di assistenza per l'adesione alla convenzione relativa ad un regime comune di transito, per consentire il transito ininterrotto fino al cuore dell'UE;

-fornitura di assistenza nel percorso verso l'adesione alla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee, per promuovere l'integrazione economica regionale per gli scambi di merci.

Lo sviluppo del concetto di operatore economico autorizzato (Authorised Economic Operator – AEO) in linea con la legislazione dell'Unione è uno degli impegni assunti dalla Georgia, dalla Repubblica di Moldova e dall'Ucraina nei nuovi accordi di associazione. Attualmente l'attenzione è concentrata su un'analisi comparativa delle rispettive legislazioni in materia di AEO condotta da esperti della Commissione e degli Stati membri. Sarà realizzato uno scambio di esperienze e migliori prassi grazie alla partecipazione agli incontri della Rete AEO e attraverso visite di studio negli Stati membri dell'UE.

Inoltre il 1° luglio 2015 è stato avviato, per un periodo iniziale di sei mesi, un progetto pilota sul riconoscimento degli AEO dell'Unione presso uno dei valichi lungo il confine tra Moldova e Romania; il progetto pilota intende offrire ulteriori vantaggi agli AEO dell'UE al valico di Leuseni (riduzione dei tempi procedurali, migliore determinazione dei rischi, minor numero di controlli fisici e documentali).

Al fine di migliorare la gestione dei rischi e agevolare gli scambi commerciali tra l'UE e i suoi vicini orientali è stato deciso di avviare un progetto pilota con la Moldova e l'Ucraina relativo alla trasmissione dei dati di transito a questi paesi, con l'obiettivo di attuare il progetto nel 2016.

L'adesione futura dei vicini orientali al regime comune di transito rappresenterebbe un importante passo avanti verso l'integrazione regionale dei regimi di transito; essa consentirebbe di introdurre semplificazioni, accelerare i controlli alle frontiere e migliorare la gestione dei rischi. A gennaio 2015 è stato avviato in Ucraina un progetto relativo al transito di breve durata, il cui obiettivo principale è fornire sostegno e consulenza al servizio fiscale nazionale nei preparativi per l'adesione alla convenzione. Per dare seguito al progetto, è stato raccomandato un progetto di gemellaggio. È in corso la preparazione della scheda di un progetto di gemellaggio per la Repubblica di Moldova relativo all'allineamento al nuovo sistema di transito informatizzato (NCTS).

Sono stati organizzati seminari sulla convenzione relativa ad un regime comune di transito (a Varsavia nel settembre del 2013, a Kiev nell'aprile del 2015 e a Tbilisi nel giugno del 2015); a complemento dei seminari, sono state effettuate visite di studio negli Stati membri. La Georgia, la Repubblica di Moldova e l'Ucraina hanno lo status di osservatori nel gruppo di lavoro UE-EFTA sul transito comune e sulla semplificazione delle formalità negli scambi di merci, nel cui ambito forniscono aggiornamenti periodici sui progressi compiuti.

La convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee (Pan-Euro-Mediterranean Convention – PEM), relativa a una zona di cumulo dei processi produttivi tra l'UE e gli altri paesi aderenti, promuove l'integrazione economica regionale per gli scambi di merci. La Repubblica di Moldova ha ratificato la convenzione PEM il 28 maggio 2015 e ne è diventata parte il 1° settembre 2015. La Georgia ha presentato richiesta di adesione alla convenzione PEM nell'ottobre del 2015; l'Ucraina ha informato la Commissione in merito al dibattito interno relativo alla sua adesione alla convenzione. Per questi tre paesi sono stati organizzati, nel 2014 e nel 2015, vari seminari sulle norme di origine (a Kiev il 5 giugno 2014, a Chisinau il 3 novembre 2014 e a Tbilisi il 17 marzo 2015).

La lotta contro il contrabbando di sigarette e altre forme di commercio illecito dei prodotti del tabacco rimane una priorità per l'Unione in relazione ai vicini orientali. La Commissione prosegue attivamente l'attuazione del piano d'azione contenuto nella comunicazione "Intensificare la lotta contro il contrabbando di sigarette e altre forme di commercio illecito dei prodotti del tabacco" in stretta cooperazione con gli Stati membri.

Sulla base dell'esperienza positiva acquisita con la precedente operazione doganale congiunta (ROMOLUK I), alla quale hanno partecipato sia la Repubblica di Moldova sia l'Ucraina, nel 2015 l'OLAF ha organizzato un'altra operazione doganale congiunta (ROMOLUK II) relativa al contrabbando di sigarette.

L'assistenza fornita dall'UE alla Georgia, alla Repubblica di Moldova e all'Ucraina per sostenere l'attuazione dell'AA/DCFTA e migliorare le capacità dei partner orientali nel settore doganale è di cruciale importanza. La missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere per la Repubblica di Moldova e l'Ucraina (EU Border Assistance Mission – EUBAM) ha permesso di erogare un'assistenza preziosa in materia di norme e prassi doganali, comprese le attività antifrode.

3.2.Cooperazione doganale con la Bielorussia

Riconoscendo i passi importanti compiuti dalla Bielorussia dal 2014, che hanno condotto al miglioramento delle relazioni con l'Unione, il 15 febbraio 2016 il Consiglio ha convenuto di sospendere la maggior parte delle misure restrittive nei confronti della Bielorussia e di intensificare l'attuazione dell'elenco di misure concrete volte a rafforzare la politica di impegno critico dell'Unione nei confronti di questo paese. L'elenco di misure è stato approvato dal COREPER nel gennaio del 2015 e comprende attività nel settore doganale.

In tale contesto la Commissione ha proposto di riprendere i contatti tra esperti.

L'Unione ha inoltre finanziato progetti nel quadro del programma del partenariato orientale.

3.3.Cooperazione doganale con la Russia

La crisi politica in corso e alcuni elementi di perturbazione degli scambi e del settore doganale hanno inciso sulla cooperazione. La Russia ha adottato misure che creano attriti commerciali e si ripercuotono negativamente sugli operatori dell'Unione:

- da luglio 2013 la Russia limita l'applicazione geografica della convenzione TIR a un ristretto numero di valichi lungo il confine UE-Russia e richiede garanzie (nazionali) aggiuntive per le merci in transito sul territorio russo. Queste perturbazioni commerciali perdurano tuttora;

- per vari mesi nel 2014 le autorità di frontiera russe hanno inoltre adottato nei confronti dei vettori stradali lituani misure di controllo rafforzate che hanno contribuito a perturbare gli scambi;

- da settembre 2014 il transito delle merci tra l'UE e i paesi dell'Asia centrale e del Caucaso meridionale attraverso il territorio russo è ostacolato dal divieto di importazione istituito dalla Russia nei confronti dei prodotti agroalimentari dell'Unione in risposta alle sanzioni imposte dall'UE a seguito dell'intervento russo in Ucraina.

Il quadro strategico per la cooperazione doganale approvato a novembre 2010 ha fissato l'orientamento generale della cooperazione. Tuttavia l'attuazione è rimasta assai limitata. Non è stato dato alcun seguito al meccanismo di allarme rapido e la valutazione congiunta del progetto pilota relativo allo scambio di informazioni non è stata completata. Ciononostante una nuova tabella di marcia per l'attuazione del quadro strategico è stata preparata alla fine del 2015 e approvata all'inizio del 2016.

3.4.Colloqui trilaterali UE-Russia-Ucraina

Colloqui informali tra l'UE e la Russia in merito alle preoccupazioni espresse dalla Russia riguardo all'attuazione della DCFTA tra l'UE e l'Ucraina sono iniziati a novembre 2013 prima della firma dell'AA/DCFTA (27 giugno 2014); tali colloqui sono stati estesi all'Ucraina a giugno 2014.

La dichiarazione di Minsk firmata dai quattro della Normandia il 12 febbraio 2015, riguardante il tema più vasto della crisi ucraina, fa riferimento ai colloqui trilaterali sull'AA/DCFTA, precisando che il loro obiettivo è rispondere con soluzioni pratiche alle preoccupazioni espresse dalla Russia in merito all'attuazione della DCFTA.

Per quanto riguarda le questioni doganali, la Russia non ha potuto dimostrare in che modo le disposizioni della DCFTA possano determinare un aumento del rischio di frode negli scambi commerciali bilaterali tra l'Ucraina e la Russia e perché eventuali preoccupazioni in merito a frodi potenziali non possano essere affrontate nell'ambito degli accordi bilaterali e dei quadri di cooperazione doganale esistenti (ovvero tra Ucraina e Russia, tra UE e Russia e tra UE e Ucraina).

Dal 1° gennaio 2016 la Russia ha sospeso le preferenze commerciali a favore dell'Ucraina previste dall'accordo di libero scambio della Comunità di Stati indipendenti (CSI); la Russia ha inoltre istituito un divieto di importazione di prodotti agricoli dall'Ucraina e ha introdotto sanzioni supplementari con restrizioni al transito delle merci dall'Ucraina al Kazakhstan attraverso il territorio russo. L'Ucraina ha a sua volta introdotto restrizioni all'importazione e al transito di merci russe.

3.5.Unione economica eurasiatica

Il trattato che istituisce l'Unione economica eurasiatica è stato firmato il 29 maggio 2014 dalla Bielorussia, dal Kazakhstan e dalla Russia ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2015. Al trattato hanno successivamente aderito l'Armenia, il 2 gennaio 2015, e il Kirghizistan, il 12 agosto 2015. L'Unione economica eurasiatica è stata creata sulla base dell'Unione doganale costituita nel 2010 tra la Russia, la Bielorussia e il Kazakhstan.

Sono stati presi contatti a livello tecnico tra i servizi della Commissione europea e la Commissione economica eurasiatica.

3.6.Cooperazione doganale con l'Armenia e l'Azerbaigian

A ottobre 2014 l'Armenia ha firmato il trattato di adesione all'Unione economica eurasiatica, che è entrato in vigore il 2 gennaio 2015. In seguito alla decisione dell'Armenia, nel 2013, di non siglare l'accordo AA/DCFTA negoziato, l'Armenia e l'Unione proseguono il dialogo politico e commerciale nei settori in cui esso è compatibile con i nuovi obblighi assunti dall'Armenia. A dicembre 2015 sono iniziati i negoziati relativi a un nuovo accordo globale giuridicamente vincolante tra l'UE e l'Armenia finalizzato al miglioramento delle relazioni bilaterali attualmente basate su un accordo di partenariato e di cooperazione.

La cooperazione doganale tra l'Unione e l'Azerbaigian è stata piuttosto limitata in quanto l'Azerbaigian ha deciso di sospendere i negoziati relativi all'accordo di associazione. In occasione del vertice del partenariato orientale di Riga (maggio 2015), l'Azerbaigian ha confermato il suo interesse per un nuovo accordo con l'UE. Questa iniziativa è stata accolta positivamente dall'Unione in linea con la politica europea di vicinato rivista, che prevede un nuovo approccio differenziato dell'Unione nei confronti dei paesi del partenariato orientale per affrontare le loro specifiche esigenze e priorità. A dicembre 2015 sono state avviate discussioni in merito al campo di applicazione del futuro accordo, con l'obiettivo di ottenere un mandato per l'avvio dei negoziati entro il 2016, anche in materia di cooperazione doganale.

3.7.Attività del partenariato orientale

Il partenariato orientale è un impegno comune assunto dall'Unione europea e da Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina con l'obiettivo di sostenere ulteriormente processi di riforma sostenibili in questi paesi.

Nel quadro della piattaforma 2 del partenariato orientale, che si occupa dell'integrazione economica e della convergenza con le politiche dell'UE, è stata avviata una serie di attività di formazione rivolte ai responsabili degli uffici doganali in merito ad aspetti relativi all'agevolazione degli scambi commerciali. A settembre 2014 e a settembre 2015 si sono svolti due eventi organizzati rispettivamente a Varsavia e a Cracovia. 48 partecipanti di sei paesi del partenariato orientale hanno ricevuto una formazione in materia di verifica dell'origine, classificazione, determinazione del valore, tutela dei diritti di proprietà intellettuale, audit post-svincolo, etica e misure anticorruzione. Le attività si sono articolate in 160 ore di conferenze, presentazioni, esercitazioni e studi di casi. In questo settore è necessario che gli Stati membri continuino a fornire il loro sostegno.

Il gruppo di esperti sulla gestione integrata delle frontiere del partenariato orientale intende facilitare lo scambio di migliori prassi in tale settore e rafforzare la cooperazione tra i servizi doganali e le guardie di frontiera nei paesi partner. L'iniziativa faro del partenariato orientale sulla gestione integrata delle frontiere ha offerto ai paesi partner la possibilità di presentare proposte di progetto finalizzate alla modernizzazione dei servizi doganali e all'agevolazione degli scambi. I progetti sviluppati nel quadro di questa iniziativa aiuteranno i paesi del partenariato orientale nell'attuazione di strategie di gestione integrata delle frontiere, nonché per quanto riguarda l'integrità, l'agevolazione degli scambi, la gestione dei rischi, l'individuazione di sigarette/prodotti del tabacco di contrabbando e di droga, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e la lotta contro la corruzione 4 .

La nuova versione dei Customs Blueprints, di recente pubblicazione, preparata dalla Commissione europea con il sostegno degli esperti doganali degli Stati membri e dei paesi candidati, dovrebbe essere utilizzata per contribuire a migliorare e rafforzare le capacità operative e amministrative dei servizi doganali dei paesi del partenariato (in particolare Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina). I Blueprints devono costituire un riferimento in base al quale i paesi del partenariato orientale possano valutare le carenze riscontrate nei vari settori di attività e apportare i miglioramenti necessari. Il contenuto dei Blueprints è stato presentato alla riunione del gruppo di esperti sulla gestione integrata delle frontiere tenutasi a Riga a giugno 2015. In futuro potranno essere organizzate attività di follow-up, ad esempio sotto forma di seminari.

4.Conclusione

Dalla pubblicazione della precedente relazione sullo stato dei lavori che fa seguito alle conclusioni del Consiglio sulla cooperazione doganale con i paesi del vicinato orientale (Bruxelles, 21.11.2013, SWD(2013) 487 final) sono stati realizzati notevoli progressi.

La cooperazione doganale con i paesi del partenariato orientale, in particolare con l'Ucraina, la Repubblica di Moldova e la Georgia, si è intensificata. La Commissione si è concentrata sull'attuazione degli accordi di associazione che includono zone di libero scambio globale e approfondito e dei quadri strategici per la cooperazione doganale sostenendo riforme nel settore delle dogane. Sono stati realizzati progressi per quanto riguarda l'attuazione dei programmi concernenti l'operatore economico autorizzato, l'adesione al regime comune di transito e l'adesione alla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee. I paesi interessati hanno partecipato al programma Dogana 2020, ad attività nel quadro dello strumento di assistenza tecnica e scambio di informazioni (Technical Assistance and Information Exchange – TAIEX) e a progetti di gemellaggio grazie ai quali hanno potuto comprendere meglio le attività doganali dell'UE e dunque attuare buone prassi. Gli Stati membri hanno sostenuto le attività di rafforzamento delle capacità.

Nel periodo in esame la cooperazione doganale con la Russia è stata limitata per effetto degli sviluppi osservati in campo politico e commerciale. La Commissione ha insistito affinché la Russia attui appieno la convenzione TIR e si astenga dall'effettuare controlli doganali ingiustificati. Il dialogo è importante per evitare perturbazioni nei flussi commerciali.

La cooperazione in materia doganale con la Bielorussia e l'Unione economica eurasiatica è risultata limitata.

(1) Accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Georgia, dall'altra (GU L 261 del 30.8.2014)
(2) Accordo di associazione tra l'Unione Europea E la Comunità Europea dell'Energia Atomica e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Moldova, dall'altra (GU L 260 del 30.8.2014)
(3) Accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra (GU L 161 del 29.5.2014)
(4) A tale riguardo è opportuno citare il progetto di rafforzamento delle capacità in materia di gestione integrata delle frontiere del partenariato orientale; il progetto è guidato da Frontex ed è volto a facilitare la circolazione delle persone e delle merci attraverso le frontiere dei sei paesi del partenariato orientale.