Bruxelles, 15.6.2016

COM(2016) 349 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Seconda relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia


1.Introduzione

Si conferma la tendenza delineata nella prima relazione sull’attuazione della dichiarazione UE-Turchia 1 : la dichiarazione UE-Turchia 2 ha iniziato a produrre i suoi frutti, nonostante le numerose difficoltà.

La forte diminuzione del numero di migranti irregolari e richiedenti asilo che hanno compiuto la traversata dalla Turchia in Grecia è la prova dell’efficacia della dichiarazione e dimostra, segnatamente, che il modello operativo dei trafficanti può essere smantellato. Il chiaro messaggio inviato ai migranti è che non vale la pena di salire a bordo di un’imbarcazione in Turchia, mettendo a rischio vite umane, dato che esiste un percorso legale e sicuro che consiste nel reinsediamento. La prima relazione ha messo in evidenza i considerevoli progressi compiuti nel rendere operativa la dichiarazione e ha indicato i settori che richiedono un’azione urgente, in particolare il rafforzamento della gestione quotidiana dei processi di rimpatrio e di reinsediamento nel pieno rispetto delle norme internazionali e dell’UE.

Questa seconda relazione illustra gli ulteriori importanti progressi compiuti nell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia dopo la prima relazione e individua le prossime azioni da intraprendere per consolidare questi risultati in modo da mantenere lo slancio. Tali azioni sono necessarie considerato che il contesto rimane difficile e persistono rischi geopolitici e che tutti gli aspetti della dichiarazione UE-Turchia non poggiano ancora su basi stabili.

Situazione attuale

Dopo la pubblicazione della prima relazione in aprile, il numero di migranti che lasciano la Turchia per dirigersi verso le isole greche ha continuato a diminuire. Nel mese precedente l’attuazione della dichiarazione, circa 1 740 migranti hanno attraversato ogni giorno il Mar Egeo verso le isole greche. Per contro, dal 1° maggio, il numero giornaliero medio di arrivi è calato a 47. L’aspetto più importante è che il numero di vite umane perse nel Mar Egeo si è considerevolmente ridotto; prima della dichiarazione UE-Turchia, ad esempio, nel mese di gennaio sono decedute in mare 89 persone, mentre dal 20 marzo le vite perse in mare sono sette, anche se comunque si tratta di sette morti di troppo.

Coordinamento rafforzato e sostegno fornito dalla Commissione

Come indicato in aprile, un coordinatore dell’UE che dirige tre gruppi, a Bruxelles, Atene e Ankara, garantisce il controllo quotidiano insieme con le autorità greche e turche, le agenzie dell’UE, le organizzazioni internazionali e gli Stati membri coinvolti.

Anche le agenzie dell’UE stanno fornendo il necessario sostegno per l’attuazione della dichiarazione. Gli attuali distacchi 3 in Grecia sono: 43 interpreti, 47 esperti in materia di asilo e 51 funzionari per l’accompagnamento, cifre queste che corrispondono alle esigenze attualmente individuate.

Cooperazione tra l’UE e la Turchia per la prevenzione della migrazione irregolare

Le continue attività di pattugliamento da parte delle autorità turche e greche nelle rispettive zone costiere sono un importante fattore per impedire che i migranti attraversino il Mar Egeo. Le autorità greche e turche si scambiano adesso informazioni su base regolare 4 . Nei primi cinque mesi del 2016, la guardia costiera greca ha allertato la controparte turca per 120 casi di ricerca e di salvataggio, attivando una risposta specifica in 42 casi, ed ha anche inviato 189 messaggi relativamente a 268 imbarcazioni di migranti, con risposta da parte delle autorità turche per 31 imbarcazioni.

Le operazioni di Frontex e della NATO attualmente in corso continuano a rafforzare le attività di allarme rapido e di sorveglianza e la condivisione di informazioni operative con le guardie costiere greca e turca. A partire da aprile, Frontex ha distaccato un funzionario di collegamento sulla nave ammiraglia della NATO “Bonn”, anche se la NATO deve ancora nominare un funzionario di collegamento presso Frontex. Frontex e la NATO stanno lavorando attualmente su procedure operative standard e sullo sviluppo di un quadro situazionale comune che copra le rispettive aree di intervento al fine di consentire che l’attività della NATO nel Mar Egeo accresca ulteriormente questo elevato tasso di rilevamento e acceleri lo scambio di informazioni sui casi di traffico di migranti, sulle rotte e sui metodi utilizzati.

L’UE continua a sostenere le capacità della guardia costiera turca nell’Egeo con un programma dotato di 14 milioni di EUR, finalizzato a sostenere l’acquisto di imbarcazioni a risposta rapida e di sistemi radar mobili. Nel mese di maggio la Commissione ha impegnato 20 milioni di EUR per rafforzare le capacità di ricerca e salvataggio della guardia costiera turca.

La cooperazione operativa continua anche attraverso i funzionari di collegamento. Il distacco di un funzionario di collegamento Frontex ad Ankara a partire da aprile ha permesso di tenere contatti operativi regolari e di comunicare quotidianamente 5 con il punto di contatto nazionale turco presso Frontex. Dal 2 maggio 2016 un funzionario di collegamento turco è di stanza presso Europol.

Le autorità turche hanno istituito unità sul traffico di migranti e la tratta degli esseri umani – sebbene l’organico di tali unità non sia ancora completo – e stanno adottando misure legislative per l’applicazione di pene più severe contro i trafficanti. Anche lo scambio di dati e le attività relative all’analisi congiunta dei rischi fra le autorità preposte alla gestione delle frontiere sono in fase di rafforzamento attraverso l’adozione di un regolamento che prevede l’istituzione di un centro nazionale di coordinamento e di analisi congiunta dei rischi. Esistono ora unità di analisi in almeno tre aeroporti internazionali.

La task force interistituzionale sulla strategia di informazione dei migranti, istituita dalla Commissione, sta lavorando per individuare i canali utilizzati dai richiedenti asilo e dai migranti per ottenere informazioni, definire in modo mirato i messaggi chiave ed elaborarne e diffonderne il contenuto. Il materiale informativo e comunicativo è stato elaborato dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo nei punti di crisi (hotspot) e nelle delegazioni dell’UE nei paesi di origine e di transito dei migranti. La Commissione ha preparato altresì dei video sulla ricollocazione e sul reinsediamento. La Commissione ha avviato con successo una campagna d’informazione congiunta con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, basata sulle testimonianze delle vittime dei trafficanti di esseri umani e dei passatori 6 e sta sviluppando nuovi progetti per contrastare le versioni diffuse da questi ultimi, in particolare in Afghanistan.

La Commissione sta avvalendosi altresì dei canali mediatici regolari per fare arrivare il messaggio ai rifugiati e ai migranti nei paesi terzi, facendo leva sulle reti di giornalisti locali, corrispondenti e blogger, che si rivolgono ai principali destinatari nelle loro lingue. Sono in atto i lavori per la realizzazione di un canale informativo centrale per gli oltre 300 milioni di migranti e di rifugiati in tutto il mondo 7 .

2.Rimpatrio di tutti i nuovi migranti irregolari dalla Grecia in Turchia

La dichiarazione prevede il rimpatrio di tutti i nuovi migranti irregolari e dei richiedenti asilo le cui domande sono state dichiarate inammissibili o infondate e che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche. Tali misure sono attuate severamente, in conformità dei requisiti previsti dal diritto internazionale e dell’UE e nel pieno rispetto del principio di non respingimento.

2.1    Situazione attuale

Dal 4 aprile, giorno in cui è iniziato il rimpatrio dei migranti irregolari, e nel quadro della dichiarazione, sono state rimpatriate dalla Grecia in Turchia 462 persone 8 che erano arrivate irregolarmente dopo il 20 marzo e non avevano chiesto asilo o avevano revocato spontaneamente la propria domanda di asilo, fra cui 31 siriani che sono ritornati volontariamente. Fra le altre nazionalità si registrano pachistani, afgani, bangladesi e iraniani, nonché cittadini provenienti da Iraq, India, Congo, Algeria, Sri Lanka, Marocco, Nepal, Somalia, Costa d’Avorio, Egitto e dall’Autorità palestinese. In totale, nel corso del 2016 sono stati rimpatriati dalla Grecia in Turchia 1 546 migranti irregolari.

Il ritmo dei rimpatri è stato più lento del previsto a causa del tempo necessario per distaccare e formare gli esperti in materia di asilo e per creare spazi di lavoro per il trattamento delle domande di asilo nei punti di crisi. La richiesta di asilo è aumentata notevolmente: quasi tutti i migranti che sono arrivati in modo irregolare nelle isole greche dal 20 marzo hanno chiesto asilo. I comitati di ricorso incaricati dello smaltimento dell’arretrato 9 , competenti ad esaminare tutti i ricorsi presentati contro le decisioni di inammissibilità adottate in primo grado dal servizio greco per l’asilo per i richiedenti arrivati sulle isole greche dopo il 20 marzo 2016, hanno avuto bisogno di tempo per formulare le loro decisioni – la maggior parte delle quali ha annullato le decisioni di inammissibilità di primo grado: delle decisioni di ricorso pronunciate finora in relazione a 70 persone, solo due hanno confermato le decisioni di inammissibilità di primo grado.

2.2    Misure giuridiche

Al fine di garantire il pieno rispetto del diritto internazionale e dell’UE, la Grecia e la Turchia hanno adottato una serie di misure legislative e amministrative. Le autorità greche hanno accettato di modificare ulteriormente la loro legislazione per istituire la nuova autorità competente in materia di ricorsi e i nuovi comitati di ricorso responsabili della revisione giudiziaria delle decisioni sulle domande di protezione internazionale adottate dal servizio greco per l’asilo.

Oltre a fornire garanzie che a tutti i cittadini siriani rimpatriati sarà concessa una protezione temporanea al loro ritorno, le autorità turche hanno fornito ulteriori garanzie scritte alla Commissione secondo cui ogni persona non siriana che chiede protezione internazionale in Turchia godrà della protezione contro il respingimento, nel rispetto degli standard internazionali, in conformità della legge applicabile sulla protezione internazionale e dei cittadini stranieri. La Turchia ha adottato, inoltre, un regolamento sui permessi di lavoro per coloro che chiedono protezione internazionale e i titolari dello status di protezione internazionale. Ha altresì iniziato ad attuare una tabella di marcia intesa a ridurre significativamente (di 12 000/13 000 al mese) l’arretrato delle domande di protezione internazionale in sospeso, che velocizzerà la trattazione tempestiva delle domande di asilo di cittadini non siriani. Lo scopo di questi nuovi sforzi è di trattare ogni nuova domanda di protezione internazionale entro sei mesi. La Turchia ha poi accettato di consentire all’UE di monitorare regolarmente la situazione dei siriani e dei non siriani rinviati in Turchia, e anche di poter accedere ai campi e ai centri dei rifugiati, e ha concluso un accordo con l’UNHCR per fornire l’accesso ai centri di trasferimento ai fini del monitoraggio dell’attuazione delle procedure di protezione internazionale. Le prime visite ai campi e ai centri di trasferimento hanno già avuto luogo. Il parlamento turco ha approvato l’entrata in vigore delle disposizioni sui cittadini dei paesi terzi contenute nell’accordo di riammissione UE-Turchia a decorrere dal 1° giugno. La legge è stata firmata dall’ufficio del Presidente il 18 maggio e pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Turchia il 20 maggio. Adesso tutte le condizioni per una rapida entrata in vigore dell’accordo di riammissione, anche in relazione ai cittadini di paesi terzi, sono state create. Tuttavia, è ancora necessaria una decisione del Consiglio dei ministri della Turchia relativa all’applicazione della legge prima di procedere all’effettiva riammissione dei cittadini dei paesi terzi.

La Commissione ha continuato a sostenere la Grecia fornendole tutti gli elementi per concludere che la Turchia è un paese terzo sicuro e/ o un paese di primo asilo ai sensi della direttiva sulle procedure di asilo ai fini del rimpatrio in Turchia dei migranti irregolari giunti nelle isole greche attraverso la Turchia a partire dal 20 marzo 2016, nell’ambito della dichiarazione UE-Turchia.

Più di recente, il 5 maggio 2016 la Commissione ha inviato alle autorità greche la propria valutazione scritta delle misure adottate dalla Turchia. Ad avviso della Commissione, la Turchia ha adottato tutte le necessarie misure legislative e di altra natura indicate nella sua comunicazione del 16 marzo 2016 10 al fine di consentire alla Grecia di dichiarare inammissibile una domanda di asilo sulla base di valutazioni individuali, in conformità dell’articolo 33, paragrafo 2, lettera b) o c), della direttiva sulle procedure di asilo, per i richiedenti asilo sia siriani che non siriani arrivati irregolarmente nelle isole greche attraverso la Turchia dopo il 20 marzo 2016. Inoltre, nel corso della riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni del 20 maggio 2016, gli Stati membri hanno indicato di condividere questa valutazione 11 .

La dichiarazione UE-Turchia ha chiarito che tutte le domande di asilo devono essere trattate sulla base di una valutazione individuale, in linea con il diritto internazionale e dell’UE, compreso il principio di non respingimento. Fino al 12 giugno 2016, delle 1 429 domande di asilo presentate da persone entrate nelle isole greche attraverso la Turchia dopo il 20 marzo 2016, 267 sono state dichiarate inammissibili dal servizio greco per l’asilo. Tutte le domande di asilo sono state esaminate su base individuale.

Fino al 12 giugno 2016, contro queste decisioni sono stati presentati 252 ricorsi dinanzi ai comitati di ricorso greci, che hanno adottato 70 decisioni di accoglimento e 2 decisioni di rigetto. Tutti i ricorsi sono stati esaminati su base individuale. Uno dei due richiedenti il cui ricorso è stato respinto ha presentato appello dinanzi alla Corte amministrativa greca, chiedendo l’effetto sospensivo del ricorso (la persona deve rimanere in Grecia nelle more dell’adozione della decisione sul ricorso). È attesa la decisione della Corte sull’effetto sospensivo del ricorso.

Questa recente esperienza dimostra chiaramente che le salvaguardie previste dalla direttiva sulle procedure di asilo, come definite nella comunicazione del 16 marzo, sono attuate e rispettate. L’attuale sostegno (attraverso i progetti finanziati a titolo dello strumento per i rifugiati in Turchia) e i miglioramenti della capacità di asilo e di accoglienza della Turchia faciliteranno ulteriormente la valutazione individuale delle domande di asilo. Ciò è sintomatico della fragilità dell’attuazione della dichiarazione fino a questo momento.

2.3 Misure operative

Con il sostegno della Commissione e di Frontex, i punti di crisi sono stati adeguati per facilitare i rimpatri rapidi dalle isole verso la Turchia e l’integrazione dei funzionari responsabili dei rimpatri e dell’asilo nelle rispettive infrastrutture e nei rispettivi flussi di lavoro. Nonostante questi miglioramenti, permangono nelle isole greche circa 8 450 migranti, il che eccede le capacità di accoglienza progettata per ospitare 7 450 persone. Ciò causa sovraffollamento e un’eccessiva pressione sulle strutture, anche per quanto riguarda i minori e i gruppi vulnerabili. Le carenze in termini di coordinamento nei punti di crisi da parte delle autorità continuano ad ostacolare l’efficace gestione della situazione.

La capacità di accoglienza complessiva sulla terraferma e sulle isole deve essere fortemente aumentata con urgenza. La Grecia ha iniziato a trasferire i migranti fra le isole e i gruppi più vulnerabili in strutture specifiche. Questa misura dovrebbe essere rafforzata, in particolare spostando dalle isole le persone la cui domanda di asilo è stata considerata ammissibile.

Sono stati realizzati alcuni miglioramenti per rafforzare la sicurezza nei punti di crisi, in primo luogo nelle zone in cui operano il servizio per l’asilo e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo; tuttavia, la sicurezza nei centri di accoglienza greci e nei punti di crisi resta tuttora da migliorare 12 per proteggere i migranti e i lavoratori sul campo, in considerazione del sovraffollamento, della frustrazione e della ricorrente tensione fra i gruppi di migranti.

2.4 Assistenza finanziaria dell’UE

Dopo la prima relazione del 20 aprile, la Commissione ha erogato ulteriori 56 milioni di EUR di finanziamenti per l’emergenza a titolo del Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione al fine di aumentare la capacità delle autorità greche di registrare i nuovi arrivi e trattare le relative domande di asilo. Questo finanziamento creerà condizioni migliori per i migranti vulnerabili e rafforzerà il processo di registrazione e di asilo con ulteriori risorse umane, migliori infrastrutture informatiche, una maggiore disponibilità di interpreti e un più ampio accesso alle informazioni. Questo finanziamento, assegnato il 20 maggio, consiste in:

30 milioni di EUR per sostenere il lavoro dell’UNHCR in relazione al piano di risposta di emergenza per la Grecia e rafforzare la capacità del servizio greco per l’asilo e del nuovo servizio di accoglienza e identificazione di recente istituzione;

13 milioni di EUR all’Organizzazione internazionale per le migrazioni per fornire assistenza ai migranti più vulnerabili sbarcati in Grecia;

13 milioni di EUR al ministero dell’Interno e della Ricostruzione amministrativa greco e al servizio greco per l’asilo per rafforzare l’efficienza del processo di asilo, migliorare il processo di registrazione e fornire supporto operativo alla polizia ellenica lungo le frontiere esterne.

Inoltre, il 24 maggio la Commissione ha erogato 25 milioni di EUR di finanziamenti per l’emergenza all’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo per rafforzarne la capacità di sostenere ulteriormente le autorità greche. Questo finanziamento aggiuntivo consentirà il distacco di ulteriori esperti degli Stati membri e di interpreti ed anche di uffici mobili nei punti di crisi per favorire il trattamento delle domande di asilo, contribuendo così all’attuazione della dichiarazione e del programma dell’UE di ricollocazione di emergenza.

Sono in corso discussioni con le autorità greche su ulteriori richieste di assistenza di emergenza, compresa una richiesta del ministero della Sanità greco. Questa serie finale di richieste di assistenza di emergenza completerebbe l’attuazione del piano di risposta d’emergenza per la Grecia definito nel marzo 2016.

Tale recente assistenza di emergenza si aggiunge ai finanziamenti di emergenza precedentemente erogati e ai 509 milioni di EUR assegnati alla Grecia per il periodo 20142020 attraverso i programmi nazionali sulla base dei fondi disponibili (Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione e Fondo per la sicurezza), nell’ambito dei quali è disponibile un sostanziale finanziamento anche per l’attuazione delle politiche di asilo e di rimpatrio.

Inoltre, viene prestata ulteriore attenzione al rafforzamento dei bilanci operativi dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (da luglio).

Sfide principali e prossime tappe

La Grecia, con il sostegno coordinato dell’UE e degli Stati membri, dovrebbe:

aumentare la propria capacità procedere alla valutazione individuale delle domande di asilo e dei ricorsi con la massima tempestività, in particolare ricorrendo al concetto di paese terzo sicuro;

adottare le misure necessarie per garantire la rapida riammissione in Turchia dei migranti irregolari arrivati dopo il 20 marzo 2016;

aumentare la capacità di accoglienza sulle isole e di trasferimento verso la terraferma dei richiedenti le cui domande di asilo sono state considerate ammissibili;

rafforzare significativamente il coordinamento, la fornitura di servizi e la sicurezza presso i centri di accoglienza greci e nei punti di crisi;

usare al meglio i finanziamenti dell’UE forniti alla Grecia, garantendo la complementarietà fra l’assistenza di emergenza e le azioni finanziate attraverso programmi nazionali, nonché rafforzando il bilancio operativo dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo.

3.Reinsediamento “uno a uno” dalla Turchia nell’UE

In base alla dichiarazione, l’UE reinsedierà un siriano dalla Turchia nell’UE per ogni siriano che la Turchia riammetterà dalle isole greche. Nel quadro degli impegni esistenti, sarà accordata priorità ai migranti che non sono già entrati o non hanno tentato di entrare nell’UE in modo irregolare. Questo programma “uno a uno” (1:1) mira sia ad alleviare la situazione in Turchia sia a soddisfare l’impegno dell’UE di creare vie legali per le vittime della crisi siriana per stabilirsi nell’UE.

3.1 Situazione attuale

Sono stati compiuti progressi sostanziali nella creazione di un quadro operativo per lo svolgimento delle operazioni di reinsediamento dalla Turchia verso l’UE. Oltre ai 103 siriani reinsediati, indicati nella prima relazione, fino all’8 giugno altri 408 siriani sono stati reinsediati dalla Turchia in Svezia, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia, Lituania e Portogallo 13 ], portando a 511 il numero complessivo di reinsediamenti effettivi dalla Turchia. In questo momento, il numero di siriani reinsediati eccede notevolmente il numero di siriani rimpatriati nel quadro della dichiarazione UE-Turchia.

Tuttavia, è importante continuare a organizzare un numero sostanziale di reinsediamenti in modo da comunicare un chiaro messaggio ai siriani, cioè che è stata istituita una via sicura e legale per consentire loro di raggiungere l’UE. Inoltre, attualmente permangono nelle isole greche oltre 2 300 siriani la cui domanda di asilo è oggetto del processo di valutazione dell’inammissibilità.

3.2 Misure giuridiche

Il 28 aprile 2016 14 sono state concordate procedure operative standard rapide per accelerare il processo di reinsediamento.

Procedono lentamente le discussioni legislative sulla proposta della Commissione del 21 marzo di mettere a disposizione i 54 000 posti inizialmente destinati alla ricollocazione per l’ammissione legale di cittadini siriani dalla Turchia nell’UE tramite reinsediamento, ammissione umanitaria o altri percorsi legali, quali visti umanitari, borse di studio, programmi di ricongiungimento familiare 15 . La Commissione sta lavorando a stretto contatto con i co-legislatori per una rapida adozione di tale proposta.

3.3 Misure operative

Una squadra per i reinsediamenti, istituita dalla Commissione presso la delegazione UE ad Ankara, continua a coordinare e ad assistere le operazioni degli Stati membri e il collegamento con i partner principali (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’UNHCR e la direzione generale turca per la gestione della migrazione). Questo lavoro ha uniformato gli aspetti logistici del processo di reinsediamento basato su un modello UNHCR comune per rinviare i casi agli Stati membri. La metodologia fornisce informazioni chiave standard sui candidati. È anche disponibile ad Ankara un centro per lo svolgimento condiviso dei colloqui, istituito con l’aiuto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni a favore di tutti gli Stati membri per effettuare colloqui con i candidati siriani ai fini del reinsediamento.

Sfide principali e prossime tappe

Continuare a sostenere un numero sostanziale di reinsediamenti dalla Turchia verso l’UE.

Rapida adozione della decisione proposta di usare per i reinsediamenti e altre forme di ammissione i 54 000 posti originariamente previsti per la ricollocazione.

Garantire un’agevole gestione del maggior numero di operazioni di reinsediamento attraverso il coordinamento sul campo ad Ankara.

4.Prevenire l’apertura di nuove rotte marittime o terrestri di migrazione irregolare dalla Turchia

La graduale riduzione dei flussi irregolari sulla rotta del Mediterraneo orientale rischia di aumentare la pressione su altre rotte. La Commissione, il Servizio europeo per l’azione esterna e Frontex stanno monitorando attentamente la situazione. Finora non vi sono prove sostanziali che si stiano sviluppando nuove rotte come diretta conseguenza della dichiarazione UE-Turchia. Gli sforzi per controllare i flussi sulle rotte del Mediterraneo orientale proseguono.

Sebbene siano stati registrati pochi incidenti isolati con le imbarcazioni che arrivano direttamente dalla Turchia, non vi è la prova diretta che tali incidenti siano il risultato di uno spostamento dalla rotta del Mediterraneo orientale a quella del Mediterraneo centrale.

È stato osservato un aumento delle attività dei trafficanti lungo la rotta dei Balcani occidentali a seguito delle misure frontaliere che hanno effettivamente chiuso il corridoio dei Balcani occidentali. Le persone continuano a cercare opportunità per spostarsi attraverso i paesi dei Balcani occidentali verso gli Stati membri centrali dell’UE, in particolare Austria e Germania. È stato osservato un piccolo aumento degli attraversamenti fra Grecia e Bulgaria e Turchia e Bulgaria, ma le cifre complessive rimangono basse.

Di recente è arrivato a Creta un certo numero di rifugiati, partiti da Antalya nella Turchia meridionale dopo che i trafficanti avevano promesso loro di portarli in Italia. La facilitazione dell’immigrazione irregolare con barche a vela o a motore verso l’Italia dalla Turchia non è un fenomeno nuovo. Un recente tragico evento – un’imbarcazione capovoltasi vicino a Creta – è ancora oggetto di indagine, ma le indicazioni suggeriscono che l’imbarcazione fosse partita dall’Egitto.

5.Programma volontario di ammissione umanitaria

La dichiarazione prevedeva l’attivazione del programma di ammissione umanitaria con la Turchia dopo che gli attraversamenti irregolari tra la Turchia e l’UE fossero cessati o almeno diminuiti in modo significativo e sostenibile. Le procedure operative standard per il programma volontario di ammissione umanitaria sono in via di elaborazione in seno al Consiglio in stretta collaborazione con la Commissione, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, l’UNHCR e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Il testo è stato comunicato alla Turchia il 7 giugno. Una volta concordate le procedure operative standard, dovrebbe essere realizzata una valutazione per accertare se le condizioni per avviare l’attuazione di questo programma siano state soddisfatte.

6.Liberalizzazione dei visti

La relazione della Commissione del 4 maggio 2016 16 sull’attuazione della tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti ha riconosciuto i validi progressi compiuti dalle autorità turche e le ha incoraggiate a incrementare con urgenza il loro impegno per soddisfare tutti i requisiti ai fini della liberalizzazione dei visti. Sette dei 72 requisiti – che hanno costituito tutti la base del processo di liberalizzazione dei visti con la Turchia sin dal 2013 – non erano stati soddisfatti e alcuni erano di particolare importanza. La relazione era corredata da una proposta 17 per il trasferimento della Turchia nell’elenco dei paesi esenti dall’obbligo di visto 18 . La proposta si basava sul presupposto che le autorità turche avrebbero soddisfatto, in termini di urgenza, i rimanenti parametri della tabella di marcia, come si sono impegnate a fare il 18 marzo 2016. La relazione spiegava inoltre che in quel momento, per ragioni pratiche e procedurali, l’attuazione di due 19 dei sette parametri rimanenti richiedeva un periodo di tempo più lungo, rendendo impossibile il loro soddisfacimento al momento della pubblicazione della relazione sui progressi. Pertanto, la Commissione e le autorità turche hanno concordato modalità pratiche per l’attuazione di questi parametri prima del loro soddisfacimento completo.

Gli altri cinque parametri che rimangono da soddisfare, già individuati nella relazione del 4 maggio, sono i seguenti:

adottare le misure volte a prevenire la corruzione previste dalla tabella di marcia, garantendo un efficace seguito delle raccomandazioni formulate dal Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa;

allineare la legislazione sulla protezione dei dati personali alle norme dell’UE, in particolare per garantire che l’autorità garante della protezione dei dati possa agire in modo indipendente e che le attività dei servizi di contrasto rientrino nell’ambito di applicazione della legge;

concludere un accordo di cooperazione operativa con Europol;

offrire a tutti gli Stati membri dell’UE un’efficace cooperazione giudiziaria in materia penale;

rivedere la legislazione e le pratiche in materia di terrorismo in linea con gli standard europei, in particolare allineando in modo più conforme la definizione di terrorismo al fine di restringerne l’ambito di applicazione e introducendo un criterio di proporzionalità.

La Commissione continuerà a sostenere la Turchia nel lavoro che deve ancora realizzare per soddisfare i rimanenti parametri della tabella di marcia ai fini della liberalizzazione dei visti. La Commissione riconosce gli ulteriori progressi compiuti finora dalle autorità turche, anche dopo la pubblicazione della terza relazione sui progressi adottata il 4 maggio 2016 20 , in particolare l’entrata in vigore il 1° giugno 2016 delle disposizioni sui cittadini dei paesi terzi dell’accordo di riammissione UE-Turchia, che dovrebbe essere completato, con urgenza, da una decisione del Consiglio dei ministri turco ai fini di un’effettiva riammissione. Nel corso della missione tecnica del 2-3 giugno 2016, la Commissione ha condotto discussioni incoraggianti con le autorità turche su soluzioni coerenti e misure pratiche, comprese le necessarie modifiche legislative e procedurali e i parametri rimanenti. La cooperazione fra la Turchia e il Consiglio d’Europa sull’attuazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo può contribuire a questo processo. Il gruppo di lavoro del Consiglio d’Europa si è riunito il 13 giugno 2016.

Parallelamente all’esame delle proposte della Commissione per modificare l’elenco dei paesi esenti dal visto, i co-legislatori stanno lavorando anche sulla proposta della Commissione 21 di rafforzare il meccanismo di sospensione esistente che indica le circostanze che fanno scattare una possibile sospensione dei viaggi esenti da visto per i cittadini di tutti i paesi che in linea di principio non sono soggetti a tale obbligo.

7.Strumento per i rifugiati in Turchia

Lo strumento ha un bilancio di 3 miliardi di EUR per il 2016-2017, costituito da 1 miliardo di EUR a carico del bilancio dell’UE e da 2 miliardi di EUR a carico degli Stati membri. Tutti gli Stati membri dell’UE hanno inviato i loro certificati di contributo 22 , relativi ai 2 miliardi di EUR per i quali si erano impegnati 23 . Lo strumento, quindi, è ora pienamente operativo.

Il finanziamento a titolo dello strumento viene attuato sia come assistenza UE umanitaria che non umanitaria. Nell’ambito dell’assistenza umanitaria, la Commissione mette a disposizione uno stanziamento a titolo dello strumento e invita organizzazioni umanitarie selezionate a presentare proposte per le azioni previste a favore dei rifugiati in Turchia. Nell’ambito dell’assistenza non umanitaria, la Commissione deve individuare con la Turchia progetti che si inseriscano nell’obiettivo e nei settori prioritari dello strumento da finanziare a favore dei rifugiati. Previa approvazione da parte degli Stati membri, la Commissione accantona stanziamenti nel bilancio come impegni specifici, che le consentono di firmare contratti, il che a sua volta attiva i pagamenti a intervalli regolari in base ai progressi compiuti nell’attuazione dei contratti.

Comitato direttivo dello strumento

Il comitato direttivo dello strumento ha deciso il 12 maggio che lo strumento dovrebbe incentrarsi su sei settori prioritari: 1) assistenza umanitaria, 2) gestione della migrazione, 3) istruzione, 4) salute, 5) infrastrutture locali e 6) sostegno socioeconomico. Ha anche concordato le due modalità di attuazione dello strumento – assistenza umanitaria e non umanitaria – e ha preso atto di un progetto di valutazione delle esigenze che sarà completato nel giugno 2016. La Commissione è impegnata a sostenere l’attuazione sulla base dei principi chiave che ispirano l’attuazione dello strumento: rapidità, efficienza, efficacia e una stretta collaborazione con le autorità turche.

Attuazione del bilancio dello strumento fino ad oggi

L’importo di 1 miliardo di EUR a titolo del bilancio dell’UE previsto per lo strumento è suddiviso in 250 milioni di EUR per il 2016 e 750 milioni di EUR per il 2017. Questi importi saranno combinati con i 2 miliardi di EUR provenienti dagli Stati membri sotto forma di entrate con destinazione specifica esterne. Dei complessivi 3 miliardi di EUR, finora sono stati stanziati in totale 740 milioni di EUR per l’assistenza umanitaria e non umanitaria (cfr. sotto per le rispettive suddivisioni). Dei 740 milioni di EUR stanziati, ne sono stati assegnati 150 milioni. Di questi 150 milioni di EUR assegnati, ne sono stati pagati finora 105 milioni.

In dettaglio:

Nell’ambito della dotazione per l’assistenza umanitaria dello strumento, la Commissione ha pubblicato il 3 giugno 2016 un piano d’attuazione degli aiuti umanitari (HIP), con un bilancio di oltre 500 milioni di EUR. Nell’ambito di questo piano, saranno assegnati ulteriori 75 milioni di EUR a titolo del bilancio dell’UE prima della fine di luglio 2016. Sono coperti, per la prima volta, anche i contributi degli Stati membri, che saranno assegnati gradualmente a partire da settembre 2016 fino alla fine dell’anno. Ciò si aggiunge ai 90 milioni di EUR di assistenza umanitaria assegnati prima del 15 aprile 2016 per potenziare le attività umanitarie in termini di assistenza alimentare e non alimentare, fornitura di alloggi, protezione, assistenza sanitaria e istruzione. Complessivamente, finora, sono stati stanziati 595 milioni di EUR per l’assistenza umanitaria, dei quali sono stati assegnati 90 milioni di EUR. Dei 90 milioni di EUR assegnati, finora ne sono stati pagati 70 milioni.

Nell’ambito della dotazione per l’assistenza non umanitaria, dal 20 aprile 2016 sono stati aggiudicati quattro nuovi progetti relativi alla Turchia del valore di circa 28 milioni di EUR nell’ambito del Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana (nel prosieguo il Fondo fiduciario dell’UE), finanziati con i fondi dello strumento 24 . Questi progetti offrono ulteriori infrastrutture scolastiche a 24 000 minori rifugiati, formazione professionale a 24 000 giovani siriani 25 , sostegno sociale per oltre 74 000 siriani più vulnerabili 26 , e un più ampio accesso per i giovani siriani alle università turche per il prossimo anno accademico 27 . Sempre nell’ambito dell’assistenza non umanitaria, sono stati stanziati ulteriori 20 milioni di EUR per rafforzare la capacità della guarda costiera turca. In totale, finora sono stati stanziati 145 milioni di EUR per l’assistenza non umanitaria, dei quali sono stati assegnati 60 milioni di EUR. Dei 60 milioni di EUR assegnati, ad oggi ne sono stati pagati 35 milioni.

La Commissione sta preparando attualmente un’ulteriore serie di misure finanziate a titolo dello strumento nei settori dell’istruzione, della sanità, delle infrastrutture locali e sociali, e del sostegno socioeconomico, che dovrebbe essere presentata agli Stati membri per l’approvazione entro la fine di luglio. Lo stanziamento stimato per queste misure è di circa 1 250 milioni di EUR.

L’importo complessivo impegnato a titolo dello strumento per l’assistenza sia umanitaria che non umanitaria dovrebbe aumentare, entro la fine dell’estate 2016, a 2 miliardi di EUR per il periodo 2016-2017 e, entro lo stesso periodo, gli importi assegnati dovrebbero aumentare a 1 miliardo di EUR, subordinatamente a un’agevole e puntuale cooperazione con le autorità turche. La Commissione compirà inoltre tutti gli sforzi necessari per garantire un’accelerazione dei pagamenti a titolo dello strumento.

Prossime tappe dell’assistenza umanitaria

Il piano d’attuazione degli aiuti umanitari suindicato presenta due assi principali:

i.    lo sviluppo di una rete di sicurezza sociale d’emergenza per i rifugiati in Turchia, che funzionerà attraverso un sistema di trasferimento di risorse usando una carta elettronica per coprire le necessità di base dei rifugiati più vulnerabili con versamenti mensili alle famiglie. In tal modo, i rifugiati potranno soddisfare le loro esigenze in termini di cibo, alloggio, istruzione e salute in modo più prevedibile e più dignitoso, nonché efficiente dal punto di vista dei costi ed efficace;

ii.    l’attuazione di un solido quadro di protezione per i rifugiati più vulnerabili, compresi progetti di istruzione non formale, di assistenza sanitaria e di gestione delle informazioni. Sarà previsto anche un ampio ricorso ai finanziamenti per rispondere prontamente a necessità umanitarie urgenti e inattese. Le attività a titolo del piano di attuazione degli aiuti umanitari saranno svolte a partire dalla fine di luglio 2016.

La fornitura di assistenza sanitaria a titolo dello strumento continua ad essere attuata in linea con il diritto sugli aiuti umanitari dell’UE e nel rispetto dei principi enunciati nel consenso europeo sugli aiuti umanitari 28 .

Prossime tappe dell’assistenza non umanitaria

La Commissione sta predisponendo consistenti forme di assistenza attraverso misure speciali, lungo tre diversi assi:

i.    garantire un accesso sostenibile all’istruzione per i bambini rifugiati e l’accesso alle cure sanitarie, mediante sovvenzioni dirette ai ministeri turchi competenti, da finanziare e pagare sulla base dei costi effettivi sostenuti e pagati. Ciò dovrebbe garantire rapidità, efficienza e sostenibilità;

ii.    fornire finanziamenti per le infrastrutture locali e sociali, comprese l’assistenza sanitaria e l’istruzione, e il sostegno socioeconomico, in collaborazione con le istituzioni finanziarie internazionali. Un pacchetto di interventi sarà pronto per essere sottoposto a consultazione e concordato con le autorità turche entro la fine di giugno;

iii.    fornire ulteriori finanziamenti per il Fondo fiduciario dell’UE, in particolare per sostenere progetti dal basso verso l’alto, anche in nuovi settori quali la formazione professionale e l’accesso al mercato del lavoro.

Sfide principali e prossime tappe

Garantire la piena attuazione dei progetti già avviati per fornire alimenti e istruzione, della misura speciale a sostegno dei migranti rinviati e della misura eccezionale per la guardia costiera turca.

Avviare il piano di attuazione degli aiuti umanitari adottato il 3 giugno 2016.

Preparare e adottare le misure speciali in materia di istruzione e assistenza sanitaria e di infrastrutture locali e sociali e di sostegno socioeconomico, nonché l’integrazione del Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana entro la fine di luglio 2016.

Attuare ulteriori cinque progetti finanziati (84 milioni di EUR) a titolo del Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana entro l’estate 2016.

Programmare, preparare e adottare interventi aggiuntivi da finanziare a titolo del Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana per l’istruzione, l’assistenza sanitaria e altri settori mirati.

Organizzare il terzo comitato direttivo per il 30 giugno 2016.

8.Ammodernamento dell’unione doganale

Le relazioni economiche con la Turchia rimangono forti: gli scambi bilaterali hanno raggiunto 140 miliardi di EUR nel 2015 e l’UE rappresenta due terzi degli investimenti esteri in Turchia. Questo livello di integrazione economica e industriale e le necessarie riforme indispensabili per rafforzare la fiducia degli investitori sono stati oggetto di dibattito nel primo dialogo economico di alto livello svoltosi fra l’UE e la Turchia alla fine di aprile, alla presenza di istituzioni finanziarie internazionali e del settore privato. È stata anche discussa la necessità di aggiornare e di ammodernare l’unione doganale, vecchia di vent’anni, principale motore di questa profonda integrazione economica.

La Commissione sta proseguendo la preparazione di una valutazione d’impatto 29 . Sono state ricevute 173 risposte nella consultazione pubblica 30 che si è conclusa il 9 giugno. La maggior parte delle risposte è pervenuta da imprese o associazioni commerciali turche, molte delle quali stanno già beneficiando dell’attuale unione doganale. Questo aspetto sarà inserito adesso nella relazione sulla valutazione d’impatto che la Commissione completerà nell’ottobre 2016, anche sulla base di uno studio esterno attualmente in fase di realizzazione. Si prevede che il progetto di direttive per la negoziazione sarà quindi preparato per essere adottato dalla Commissione nel 4° trimestre del 2016 e presentato al Consiglio.

9.Processo di adesione

La Commissione ha presentato il progetto di posizione comune sul capitolo 33 (disposizioni finanziarie e di bilancio) al Consiglio il 29 aprile, consentendo al Consiglio di decidere sull’apertura di questo capitolo per la fine di giugno.

Proseguono a ritmo serrato i preparativi per progredire su altri cinque capitoli, senza pregiudicare le posizioni degli Stati membri conformemente alle norme vigenti. La Commissione e il SEAE hanno lavorato sui documenti preparatori pertinenti in primavera, allo scopo di presentarli al Consiglio come segue.

Sono stati completati i lavori preparatori nell’area dell’energia (capitolo 15). Il 29 aprile 2016 la Commissione ha presentato una relazione di screening aggiornata.

Nelle aree fondamentali del sistema giudiziario e dei diritti fondamentali e della giustizia, della libertà e della sicurezza (capitoli 23 e 24) a seguito delle consultazioni tecniche di aprile e sulla base di informazioni aggiornate ricevute dalla Turchia nel mese di maggio, la Commissione mira a completare i documenti entro la fine di giugno. Questi capitoli riguardano una serie di questioni decisive, tra cui i diritti umani come la libertà di parola, il sistema giudiziario, la politica anticorruzione, la migrazione e l’asilo, le norme sui visti, la gestione delle frontiere, la cooperazione di polizia e la lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo. L’UE si aspetta che la Turchia si conformi ai massimi standard in termini di democrazia, Stato di diritto e rispetto delle libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione.

Per quanto riguarda l’istruzione e la cultura (capitolo 26), la Turchia ha presentato la propria posizione negoziale aggiornata il 24 marzo e su tale base la Commissione ha completato il progetto di posizione comune aggiornato il 2 maggio 2016.

Il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha aggiornato la relazione di screening sulla politica estera, di sicurezza e di difesa (capitolo 31) che è stata pubblicata il 20 maggio 2016.

10.Condizioni umanitarie in Siria

L’UE e la Turchia condividono l’obiettivo comune di affrontare la situazione umanitaria in Siria e prevenire ulteriori sfollamenti. Una stretta collaborazione tra l’UE e la Turchia è fondamentale al fine di mobilitare l’assistenza necessaria e garantire l’accesso umanitario alle persone in condizioni di bisogno in Siria.

L’UE e la Turchia hanno continuato entrambe a mobilitare notevoli risorse per la risposta umanitaria. Il lavoro della task force umanitaria del gruppo di supporto internazionale per la Siria in cooperazione con la Turchia è della massima importanza a tal fine. L’UE e la Turchia collaborano per promuovere il pieno e libero accesso in tutto il territorio siriano e per superare gli ostacoli esistenti, anche in seno alla task force umanitaria del gruppo di supporto internazionale per la Siria, che nel 2016 ha facilitato l’accesso a 820 000 persone in stato di bisogno in zone assediate e difficili da raggiungere.

La fornitura di assistenza transfrontaliera a partire dai paesi confinanti come la Turchia rimane un elemento essenziale della risposta ed è diventata ancora più importante in considerazione dell’intensificarsi dei conflitti e del ridotto accesso nella Siria settentrionale. Nel 2015, il 27% dell’assistenza umanitaria dell’UE in Siria è stato fornito a partire dalla Turchia. Ciò continua a essere una priorità, in particolare l’aiuto vitale ai 160 000 sfollati che, secondo le stime, sono bloccati all’interno della Siria settentrionale lungo il confine con la Turchia, a causa della recente intensificazione dei conflitti in tutta la Siria, in particolare attorno ad Aleppo, Idlib e Al-Hasakeh. Anche la stessa Turchia continua a fornire un’assistenza fondamentale alle persone bloccate dalla parte siriana del confine. La Turchia ha inoltre un ruolo particolarmente importante da svolgere nel facilitare il rilascio dei visti e la registrazione delle ONG che operano a livello transfrontaliero.

L’UE continuerà a fornire assistenza umanitaria alle persone in tutta la Siria, e per il 2016 ha erogato un importo iniziale di 140 milioni di EUR per attività volte a salvare vite umane, di cui quasi la metà già assegnati. Questo finanziamento sosterrà settori quali sanità, igiene, protezione e risposta in prima linea, per reagire prontamente alle emergenze e a nuovi sfollamenti, continuando a dare la priorità alle zone assediate, difficili da raggiungere e soggette a sfollamenti.

11. Conclusione

La dichiarazione UE-Turchia ha cominciato a produrre risultati concreti. Sono stati compiuti importanti progressi per quanto riguarda la messa in atto della dichiarazione. Gli sforzi comuni delle autorità greche e turche, della Commissione, degli Stati membri e delle agenzie dell’UE hanno iniziato a dare risultati nell’applicazione quotidiana delle procedure di rimpatrio e di reinsediamento nel pieno rispetto delle norme internazionali e dell’UE.

Adesso che tutti gli Stati membri hanno inviato i certificati di contributo per coprire i 2 miliardi di EUR impegnati per il periodo 2016-2017, è possibile la piena attuazione e la rapida erogazione delle risorse dello strumento. Sono stati avviati progetti a sostegno dei rifugiati dalla Siria in Turchia sono stati avviati e l’UE assegnerà 1 miliardo di EUR entro la fine dell’estate. Ciò garantirà il sostegno necessario a coloro che necessitano di protezione internazionale.

Tuttavia, i progressi conseguiti finora sono fragili ed è troppo presto per concludere che tutti gli aspetti della dichiarazione UE-Turchia sono pienamente funzionanti. Infatti, come osservato nella prima relazione, non è il caso di abbassare la guardia, in particolare perché uno degli elementi più difficili – la gestione quotidiana delle procedure di rimpatrio e di reinsediamento nel piano rispetto delle norme internazionali e dell’UE – non può ancora essere considerato come pienamente attuato. Il successo dell’attuazione dipende principalmente dalla volontà politica di tutte le parti di intraprendere le azioni necessarie. A tal proposito, la Commissione ritiene che debba essere prestata prima di tutto la massima attenzione alle misure indicate di seguito:

La Grecia dovrebbe migliorare le propria capacità per quanto riguarda la valutazione individuale delle domande di asilo e dei ricorsi e garantire con la massima tempestività i rimpatri e i reinsediamenti, in particolare attraverso l’uso del concetto di paese terzo sicuro, nonché rafforzare la capacità di accoglienza sulle isole e migliorare la gestione quotidiana e il coordinamento dei punti di crisi, con il sostegno coordinato dell’UE e degli Stati membri.

L’UE e gli Stati membri dovrebbero consolidare gli sforzi per i reinsediamenti dalla Turchia nell’UE.

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero concludere rapidamente il processo decisionale relativo alla proposta della Commissione del 21 marzo 2016 di utilizzare a fini di reinsediamento i 54 000 posti originariamente destinati alla ricollocazione.

La Turchia dovrebbe adottare le misure necessarie per soddisfare i rimanenti parametri per la liberalizzazione dei visti quanto prima possibile, per consentire all’UE di abolire l’obbligo del visto per i cittadini turchi.

La Commissione presenterà la terza relazione sui progressi compiuti nell’attuazione della dichiarazione UE-Turchia a settembre 2016.

(1)

     COM(2016) 231 final del 20 aprile 2016 (“la prima relazione”).

(2)

     http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/03/07-eu-turkey-meeting-statement/

(3)

     Il numero di esperti distaccati è stabilito dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e da FRONTEX in collegamento con la Commissione e le autorità greche e dipende dalle esigenze operative individuate. Ad esempio, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo ha pubblicato un ulteriore invito per 20 esperti in materia di asilo il 13 giugno. Frontex è pronta a distaccare e/o a incrementare il numero di esperti di riammissione e di funzionari di accompagnamento per il rimpatrio e continua a fornire i mezzi di trasporto necessari per garantire il rimpatrio dei migranti irregolari dalla Grecia alla Turchia.

(4)

     Il centro di coordinamento congiunto per il salvataggio e il centro operativo della guardia costiera ellenica al Pireo e il centro di coordinamento congiunto per il salvataggio in mare della guardia costiera turca ad Ankara. I comandanti regionali del Mare Egeo delle guardie costiere turca e greca si sono incontrati il 26 maggio 2016 a Izmir, intensificando ulteriormente la loro cooperazione quotidiana.

(5)

     Il funzionario di collegamento ha anche facilitato una visita nella sede centrale di Frontex di una delegazione della direzione generale turca per la gestione della migrazione (DGMM) e sta preparando attualmente una visita di reciprocità per luglio 2016.

(6)

     tellingtherealstory.org

(7)

     Il contenuto di questo portale sarà fornito dai principali mezzi di comunicazione dell’UE riuniti in un consorzio, fra cui Deutsche Welle, Radio France Internationale, France 24, RMC Arabic, ANSA, e Radio Netherlands International.

(8)

     Ciò rappresenta un aumento di 137 rinvii rispetto alla prima relazione del 20 aprile 2016.

(9)

     Istituiti con decreto presidenziale 114/2010 per un periodo transitorio fino all’avvio delle attività della nuova autorità per i ricorsi e i nuovi comitati di ricorso.

(10)

     COM(2016) 166 final del 16 marzo 2016.

(11)

     “Gli Stati membri hanno condiviso l’analisi effettuata dalla Commissione sulle misure adottate dalla Turchia a partire dal 20 marzo, inclusa la valutazione secondo cui il paese avrebbe compiuto tutti i passi necessari individuati nella comunicazione del 16 marzo. Gli Stati membri hanno espresso la convinzione che i migranti possono e dovrebbero essere rimpatriati in Turchia conformemente alla dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo”. Risultato della riunione del Consiglio Giustizia e Affari interni del 20 maggio 2016, 9183/16.

(12)

     La lettera inviata dal ministro delegato alla Politica di migrazione Ioannis Mouzalas del 9 giugno 2016 prima del Consiglio Giustizia e Affari interni del 9 e 10 giugno 2016 indica che la situazione dal punto di vista della sicurezza nei punti di crisi è difficile, ma gestibile, e che la polizia ellenica sta rafforzando il proprio apparato di sicurezza all’interno e attorno ad ogni punto di crisi.

(13)

     La terza relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento (COM(2016)360 final) riguarda il numero di persone reinsediate fra il 12 aprile e il 13 maggio 2016. Questa seconda relazione riguarda il numero di persone reinsediate fra il 20 aprile e il 13 giugno 2016.

(14)

     Confermato con lettera del 10 maggio 2016 delle autorità turche e con lettera del 12 maggio 2016 della Commissione per conto degli Stati membri e di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

(15)

     Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell’Italia e della Grecia, COM(2016) 171 final del 21 marzo 2016.

(16)

     COM(2016) 279 final del 4 maggio 2016.

(17)

     Allegato II del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo, GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1. Questa tempistica ha consentito ai parlamenti nazionali di realizzare un efficace sindacato parlamentare.

(18)

     Questi due parametri riguardavano a) il miglioramento dei passaporti biometrici esistenti, al fine di includervi elementi di sicurezza conformi alle più recenti norme dell’UE, nonché b) la piena attuazione delle disposizioni dell’accordo di riammissione UE-Turchia, ivi comprese quelle relative ai cittadini di paesi terzi.

(19)

     COM(2016) 278 final del 4 maggio 2016.

(20)

     COM(2016) 290 final del 4 maggio 2016.

(21)

     Dalla prima relazione del 20 aprile 2016, dodici Stati membri hanno presentato i loro certificati di contributo.

(22)

     Di questi 2 miliardi di EUR impegnati, finora è stato ricevuto un importo di 1 285 milioni di EUR e il rimanente importo di 715 milioni di EUR sarà ricevuto nelle prossime settimane.

(23)

     Maggiori informazioni sui progetti finanziati dallo strumento per i rifugiati in Turchia sono reperibili all’indirizzo http://ec.europa.eu/enlargement/news_corner/migration/index_en.htm.

(24)

     Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GiZ) (18,2 milioni di EUR).

(25)

     Search for Common Ground (1,75 milioni di EUR).

(26)

     Stichting SPARK (5 milioni di EUR) e DAAD (2,7 milioni di EUR).

(27)

     Dichiarazione congiunta del Consiglio e dei rappresentanti gli Stati membri riuniti nel Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione europea (2008/C 25/01).

(28)

      http://ec.europa.eu/smart-regulation/roadmaps/docs/2015_trade_035_turkey_en.pdf .

(29)

      http://trade.ec.europa.eu/consultations/index.cfm?consul_id=198 .


Bruxelles, 15.6.2016

COM(2016) 349 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Seconda relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della dichiarazione UE-Turchia


Aumento progressivo dei finanziamenti a titolo dello strumento per i rifugiati in Turchia in base alla dichiarazione del 18 marzo

Finanziamento dell'asse nell'ambito dell'approccio rapido

Assistenza umanitaria

Misura speciale di sostegno per i migranti rimpatriati

Misura(e) speciale(i) in materia di istruzione e di assistenza sanitaria

Sostegno socioeconomico e infrastrutture

Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana (EUTF)

Prossime tappe

Luglio - settembre

Avvio del piano di attuazione degli aiuti umanitari concordato in giugno, compresa l'assegnazione dei contratti per progetti del valore di 75 milioni di EUR entro la fine di luglio.

Pendente

Finalizzazione in maggio del progetto di accordo diretto per l'attuazione della misura speciale di sostegno per i migranti rimpatriati, in attesa di firma da parte delle autorità turche.

Fino alla fine di luglio

Adozione di misure speciali, comprese sovvenzioni ai ministeri dell'Istruzione e della Salute.

Fine giugno

24 giugno

Tavola rotonda con le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) per discutere il pacchetto.

29 giugno

Tavola rotonda IFI con la Turchia per approvare il pacchetto.

Fino alla fine di luglio

Adozione dei finanziamenti IFI, se maturi, per le infrastrutture locali e sociali e il sostegno socioeconomico.

Entro l'estate

Altri cinque progetti individuati per un valore di 84 milioni di EUR – ancora da finalizzare e avviare.

Fino alla fine di luglio

Adozione dell'integrazione dell'EUTF.

Continui

Nuovi progetti nell'ambito dell'EUTF in aree non coperte da altri assi: accesso al mercato del lavoro, azioni a livello locale, sovvenzioni di importo ridotto, altre misure di integrazione e misure non vincolanti.

Risultati

3 giugno

Pubblicazione del piano di attuazione degli aiuti umanitari della DG ECHO, compresa la prima dotazione (505,65 milioni di EUR) per la rete di sicurezza sociale d'emergenza (ESSN) e misure complementari.

Marzo/aprile

La DG ECHO firma progetti con 17 partner di assistenza umanitaria per un valore di 90 milioni di EUR.

19 aprile

Assegnazione dei contratti relativi alla prima misura speciale del valore di 60 milioni di EUR per la fornitura di cibo, alloggi e assistenza sanitaria per i migranti rinviati dalla Grecia.

Le esigenze di finanziamento per l'istruzione e l'assistenza sanitaria erano state precedentemente affrontate con misure a breve termine attraverso la DG ECHO e l'EUTF.

22 aprile

Tavola rotonda IFI seguita da riunioni bilaterali sulle infrastrutture e il sostegno socioeconomico.

Entro il 26 maggio

Firma di quattro nuovi progetti per circa 28 milioni di EUR per fornire ulteriori infrastrutture scolastiche, formazione professionale e sostegno sociale.

11 aprile

Il Consiglio d'amministrazione dell'EUTF ha accettato nuove note concettuali.

4 marzo

Firma di un contratto regionale con l'UNICEF con componente del valore di 37 milioni di EUR a favore della Turchia.

Governance dello strumento

Tempistica a partire da aprile

Aprile

Presentazione alla Turchia ed ulteriore elaborazione dell'approccio rapido perché diventi nota concettuale strategica ai fini dell'attuazione dello strumento.

12 maggio

Il 2° comitato direttivo ha approvato la nota concettuale strategica e ha ricevuto una presentazione del progetto di valutazione indipendente delle esigenze.

Ha concordato sei settori prioritari dello strumento: assistenza umanitaria, gestione della migrazione, istruzione, assistenza sanitaria, infrastrutture locali e sostegno socioeconomico.

13 giugno

Ricevuti i certificati di contributo di tutti gli Stati membri a copertura dell'intero importo di 2 miliardi di EUR promessi per il periodo 2016-2017.

30 giugno

Convocazione del 3° comitato direttivo per fare il bilancio della valutazione finalizzata delle esigenze ed esaminare i progressi a livello di attuazione, anche per quanto riguarda le misure speciali in materia di istruzione, assistenza sanitaria, infrastrutture locali e sociali, e sostegno socioeconomico attualmente in fase di preparazione.

Continui

Relazione sull'attuazione e comunicazione dei risultati conseguiti.