28.4.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 140/1


Risoluzione in merito al programma di lavoro della Commissione europea 2015

(2015/C 140/01)

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI,

visti la comunicazione della Commissione europea sul suo «Programma di lavoro 2015» e il protocollo di cooperazione fra la Commissione europea e il Comitato delle regioni:

1.

accoglie con favore la ferma volontà della Commissione di rivolgersi ai cittadini europei per riconquistarne la fiducia nell'UE, e pone l'accento sul ruolo che le città e le regioni d'Europa possono svolgere a questo scopo;

2.

si compiace per il fatto che il programma di lavoro della Commissione metta l'accento sui principi di sussidiarietà e proporzionalità, e rammenta che il CdR controlla il rispetto della sussidiarietà per garantire che il valore aggiunto dell'azione legislativa dell'UE sostenga l'approccio politico più integrato, ossia trasversale alle diverse competenze; invoca una valutazione sistematica dell'impatto territoriale di tutte le nuove iniziative dell'UE, compreso il programma REFIT;

3.

ribadisce la sua ferma intenzione di partecipare all'intero ciclo legislativo negli ambiti in cui può dare il suo contributo in virtù delle sue competenze, e chiede alla Commissione di essere consultato in merito alle proposte che vengono modificate in modo sostanziale nel corso del processo legislativo;

4.

invoca un'alleanza interistituzionale per ammodernare e completare le infrastrutture dell'Unione europea, mettendo in evidenza la grande importanza di risolvere le strozzature, sviluppare i collegamenti che mancano tra nodi e reti come pure le sezioni transfrontaliere, considerando la connettività e l'accessibilità di tutte le regioni, in termini di trasporti, energia, telecomunicazioni e infrastrutture e servizi digitali, la chiave per lo sviluppo dei territori e la solidarietà in Europa;

5.

invita la Commissione ad affrontare il problema dei divari ancora esistenti nel mercato unico europeo e a rivolgere una particolare attenzione alle regioni frontaliere; in tal senso, chiede alla Commissione di sviluppare iniziative comuni da realizzare appoggiandosi alla propria Piattaforma dei gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT); analogamente, va prestata un'attenzione particolare alle regioni che soffrono di svantaggi demografici gravi e permanenti, a norma del disposto del TFUE;

6.

in questa ottica, chiede alla Commissione europea di tener conto nelle sue iniziative della situazione particolare in cui si trovano le regioni ultraperiferiche, le cui caratteristiche specifiche e la cui necessità di una normativa adattata appaiono ben definite all'articolo 349 del TFUE, con l'obiettivo della loro piena partecipazione al mercato unico europeo;

7.

si compiace dell'impegno della Commissione a raccogliere i punti di vista dei colegislatori prima di procedere al ritiro delle proposte legislative elencate nell'allegato II al programma di lavoro, e chiede che anche al CdR sia offerta un'analoga opportunità; invita la Commissione a non ritirare la proposta sull'economia circolare; reputa necessario che le disposizioni vigenti in materia di rifiuti siano rivedute il più presto possibile;

8.

sostiene gli sforzi della Commissione per alleviare il peso della regolamentazione al fine di promuovere gli investimenti, la crescita e l'occupazione, a condizione, però, che non risultino compromessi gli elevati livelli di protezione sociale, sanitaria e ambientale e di scelta dei consumatori vigenti in Europa; chiede di essere invitato a far parte di gruppi di lavoro sulla semplificazione della normativa europea, considerato che in molti casi gli enti regionali e locali sono preposti all'attuazione a tale normativa;

9.

deplora che il programma di lavoro ometta di far riferimento a iniziative specifiche in materia di politica di coesione, sviluppo rurale, industria turistica e ambiente; e in particolare lamenta l'assenza di nuove iniziative riguardanti l'agenda urbana, le strategie macroregionali, la coesione territoriale e le sfide demografiche; invita la Commissione a lavorare insieme al CdR allo sviluppo di iniziative in questi campi.

Occupazione, crescita e investimenti

10.

Prende atto dell'introduzione del nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), inteso a mobilitare, nei prossimi tre anni, 315 miliardi di euro di investimenti supplementari in settori strategici;

11.

sottolinea che il Piano di investimenti per l'Europa e il FEIS sono complementari alla politica di coesione, e che robuste sinergie tra questo nuovo fondo e i programmi operativi dei Fondi strutturali e d'investimento europei (Fondi SIE) saranno cruciali per assicurare la coerenza tra i progetti d'investimento e le strategie di sviluppo regionale e locale; raccomanda un adeguato coinvolgimento degli enti locali e regionali nel processo di selezione dei progetti nonché l'organizzazione di forum decentrati sugli investimenti;

12.

plaude al fatto che la comunicazione della Commissione sulle modalità di applicazione dei margini di flessibilità previsti dal Patto di stabilità e di crescita accolga la richiesta del CdR di non applicare le regole del Patto ai cofinanziamenti nazionali dei progetti finanziati dal FEIS e dai Fondi SIE. Il CdR è infatti convinto che un'applicazione più ampia della «clausola sugli investimenti» contribuirà enormemente a rimuovere gli ostacoli al rilancio degli investimenti a favore della crescita;

13.

esprime preoccupazione per la persistente crisi dei pagamenti che caratterizza il bilancio dell'UE e per il costante aumento del livello delle fatture non pagate; si attende pertanto che la Commissione presenti in tempi brevi un piano per liquidare l'arretrato di fatture non pagate come si era impegnata a fare nell'ambito dell'accordo istituzionale relativo alla procedura di bilancio 2014. La revisione del quadro finanziario pluriennale dovrebbe, in una seconda fase, fornire l'opportunità di una soluzione strutturale al fine di evitare che tale arretrato si traduca in un indebitamento strutturale dell'UE. La revisione dovrebbe anche comportare una riforma del sistema delle risorse proprie dell'UE ai fini di una minore vulnerabilità delle finanze dell'UE alle dispute nazionali e di un allineamento con la revisione intermedia della strategia Europa 2020;

14.

propone, nell'ambito della revisione intermedia della strategia Europa 2020, di introdurre nel quadro di valutazione macroeconomico un indicatore relativo al tasso di investimento;

15.

sollecita la Commissione a valutare anche l'impatto delle nuove regole ESA 2010 sulla capacità d'investimento degli enti locali e regionali;

16.

si compiace dell'attenzione specifica rivolta dalla Commissione alla lotta contro la disoccupazione, e sottolinea la necessità di misure decise in questo campo, con uno stretto coinvolgimento degli enti locali e regionali e delle loro associazioni; si congratula con la Commissione della proposta, presentata il 4 febbraio 2015, di mettere a disposizione 1 miliardo di euro sin dal 2015 per incrementare drasticamente il prefinanziamento che gli Stati membri ricevono nel quadro dell'iniziativa per l'occupazione giovanile e invita la Commissione europea a organizzare un dialogo strutturato con il CdR e le associazioni territoriali per valutare insieme i modi in cui il sistema europeo di «garanzia per i giovani» potrebbe essere attuato meglio sul campo;

17.

sollecita la Commissione e gli Stati membri ad aggiungere una dimensione territoriale alla strategia Europa 2020 riveduta e ad allineare il semestre europeo agli obiettivi di lungo termine della strategia Europa 2020; esorta la Commissione a garantire il coinvolgimento dei livelli subnazionali di governo nei processi di riesame della governance economica, compreso il semestre europeo; considera l'efficienza nell'uso delle risorse un elemento cruciale dell'anzidetta strategia ai fini del conseguimento di una crescita sostenibile, e sollecita la Commissione e gli Stati membri a introdurre un «obiettivo principale» riguardante la produttività delle risorse;

18.

si rammarica per il fatto che la pubblicazione della revisione intermedia della strategia Europa 2020 da parte della Commissione, prevista per il febbraio 2015, sia stata rimandata; sollecita la Commissione a presentare al più presto le sue proposte di revisione della strategia.

Mercato unico digitale

19.

Sottolinea l'importanza di completare il mercato unico digitale al fine di accrescere la competitività del sistema imprenditoriale regionale, anche attraverso incentivi agli investimenti nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; sottolinea la necessità di colmare con urgenza il divario digitale tra le zone urbane e quelle rurali d'Europa, di sviluppare nuovi servizi pubblici e amministrativi elettronici, affidabili e accessibili a tutti, e di attuare misure che incrementino l'alfabetizzazione digitale dei cittadini, iniziative che prevedano gli strumenti necessari per aiutare a risolvere i problemi posti dalle sfide demografiche da cui sono interessati alcuni territori delle regioni europee; suggerisce di migliorare l'attuazione dell'agenda digitale conferendo al Forum digitale annuale una più marcata dimensione territoriale.

Unione dell'energia e politiche in materia di cambiamenti climatici e ambiente

20.

Accoglie con favore il quadro strategico proposto per l'Unione dell'energia, e chiede che la nuova strategia sia basata su soluzioni locali e regionali realistiche in materia di energia, attenuazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi e sviluppo sostenibile; chiede alla Commissione di coinvolgere più da vicino il CdR riguardo ad aspetti cruciali di interesse locale e regionale nei campi della sicurezza energetica, delle energie rinnovabili, del mercato interno dell'energia e della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra: segnatamente, i mercati al dettaglio dell'energia e l'accessibilità del prezzo di questa, nonché la produzione energetica decentrata, la nuova governance energetica e il coinvolgimento attivo dei cittadini in quanto consumatori e produttori di energia; chiede inoltre alla Commissione di coinvolgere il CdR nelle attività del Forum dei cittadini sull'energia e del programma Città intelligenti;

21.

sottolinea l'importanza del contributo delle città e delle regioni in relazione alle questioni dell'approvvigionamento e della sicurezza energetici, al futuro della politica energetica e al ruolo dell'Unione europea, e suggerisce un partenariato strategico tra la Commissione, la BEI e il CdR per sviluppare piani d'azione concreti;

22.

chiede alla Commissione di coinvolgere il CdR nelle attività di preparazione delle proposte legislative per l'attuazione del pacchetto Clima ed energia 2030;

23.

sottolinea l'importanza del coinvolgimento del sistema regionale ai fini di rendere più efficace il sistema di governance delle politiche su energia e clima;

24.

esorta la Commissione a rafforzare e integrare il Patto dei sindaci con l'iniziativa Mayors Adapt («I sindaci si adattano») e a prolungarne l'orizzonte temporale al di là del 2020 al fine di conseguire il necessario coordinamento delle questioni di politica energetica e climatica; evidenzia il proprio ruolo chiave nel mobilitare gli enti locali e regionali e si adopera per essere coinvolto strettamente nel futuro sviluppo di questi strumenti;

25.

intende contribuire alla preparazione della posizione dell'UE per la 21a Conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC COP21) che si terrà a Parigi, ed esorta la Commissione a coinvolgere a pieno titolo il CdR in tutte le relative attività, compresi i negoziati;

26.

è dell'avviso che la Commissione dovrebbe presentare, entro la fine dell'anno, una comunicazione sull'uso della terra come risorsa, una revisione intermedia approfondita della strategia dell'UE sulla biodiversità, una nuova proposta di direttiva sull'accesso alla giustizia in materia ambientale e una proposta legislativa sulle attività ispettive e repressive in materia, verificando attentamente che le nuove proposte legislative, nonché le disposizioni in esse contenute, rispettino i principi di sussidiarietà e proporzionalità;

27.

si compiace dell'attenzione riservata, nel programma di lavoro della Commissione europea 2015, a una più stretta collaborazione con le regioni e le città per una migliore attuazione della normativa ambientale; è pronto a intensificare le attività della piattaforma tecnica congiunta CdR/Commissione europea per la cooperazione ambientale, come indicato nel 7o programma d'azione dell'Unione europea per l'ambiente fino al 2020;

28.

ribadisce la propria richiesta, indirizzata alla Commissione, di proporre misure volte a garantire un mercato del latte equilibrato quando, il 31 marzo 2015, il regime delle quote latte avrà termine, al fine di evitare conseguenze negative sul piano sociale ed economico, e i rischi per gli investimenti a lungo termine nel settore.

Mercato interno

29.

Fa notare che, se l'UE vuole mantenere un vantaggio competitivo nell'economia mondiale, è di vitale importanza promuovere gli investimenti nell'innovazione e rafforzare l'industria europea;

30.

esorta a dar seguito al Libro verde sulla possibile estensione della protezione delle indicazioni geografiche dell'Unione europea ai prodotti non agricoli (1);

31.

si compiace dell'attenzione specifica prestata alle PMI, delle quali evidenzia il contributo alla crescita e all'occupazione a livello regionale e locale nell'UE; sottolinea la propria disponibilità a collaborare alla creazione di una rete di rappresentanti delle PMI; si aspetta che le nuove proposte in materia di Unione dei mercati dei capitali contribuiscano a migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti;

32.

si compiace dell'impegno della Commissione a presentare un pacchetto sulla mobilità dei lavoratori, che dovrebbe includere una proposta di revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori; esorta la Commissione a chiarire ulteriormente le condizioni di ammissibilità alle prestazioni di sicurezza sociale e ad altre prestazioni per i cittadini che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione; sollecita la Commissione a tener conto anche degli effetti negativi della mobilità dei lavoratori, quali la fuga dei cervelli e lo squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze;

33.

nell'ottica di un rafforzamento dell'economia sociale e dell'imprenditorialità sociale nell'UE, sollecita la Commissione a presentare proposte di statuti europei per le società mutue e le associazioni e una proposta riveduta di statuto della società cooperativa europea, nonché a tener ferma la sua proposta di statuto della fondazione europea;

34.

esorta la Commissione a proseguire gli sforzi per rendere il settore finanziario più sicuro, ma anche più capace di svolgere la sua funzione di finanziamento dell'economia reale; attende, in particolare, la proposta sulla risoluzione degli istituti finanziari diversi dalle banche.

Unione economica e monetaria

35.

Si compiace dell'intenzione della Commissione di riesaminare l'Unione economica e monetaria, anche nella sua dimensione sociale, e invita la Commissione a lavorare a stretto contatto con il CdR per formulare proposte concrete;

36.

apprezza il fatto che la Commissione si ponga l'obiettivo di intensificare il suo impegno per combattere l'evasione e la frode fiscali e per passare a un sistema in cui gli utili sono tassati nello stesso paese in cui sono generati; sostiene gli sforzi della Commissione per elaborare una proposta sullo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali per quanto riguarda gli accordi fiscali transfrontalieri.

Accordi di libero scambio

37.

sollecita la Commissione a produrre un documento strategico che descriva gli obiettivi più generali della politica commerciale dell'UE, stabilisca standard più elevati di trasparenza e consultazione nel corso dei negoziati e garantisca un adeguato accesso al mercato, la promozione di elevati standard ambientali e sociali e il pieno rispetto dell'autonomia delle autorità pubbliche a tutti i livelli nell'erogazione di servizi pubblici;

38.

sostiene gli sforzi della Commissione per rendere più trasparenti i negoziati sugli accordi commerciali e in particolare sull'accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP); insiste sulla necessità di evitare che l'esito dei negoziati abbia effetti negativi per le piccole economie locali e regionali, di far sì che i prodotti alimentari con etichette regionali continuino ad essere tutelati e di mantenere gli standard europei in materia di salute e ambiente nonché le strutture e procedure giuridiche dell'UE e degli Stati membri; si aspetta che, nel mandato a negoziare, sia salvaguardata la sovranità degli Stati membri riguardo alla cultura e all'audiovisivo, grazie a una deroga chiara per questi settori; chiede di essere tenuto informato in modo trasparente e regolare, in modo da poter svolgere il suo ruolo di intermediario tra l'Unione e gli enti locali e regionali;

39.

invita la Commissione a coinvolgere il CdR nel seguito dei negoziati sull'Accordo sugli scambi di servizi (TiSA) che è destinato a sostituire l'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), considerando che le disposizioni principali in corso di negoziazione — come campo d'applicazione, definizioni, accesso ai mercati, trattamento nazionale ed esenzioni — sono correlate con le competenze degli enti locali e regionali;

40.

sollecita la Commissione a sviluppare una strategia di comunicazione al fine di informare i cittadini europei in merito ai potenziali benefici di questi accordi commerciali per la loro vita quotidiana.

Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali

41.

Prende atto dell'impegno della Commissione di garantire pari opportunità alle persone con disabilità e promuovere la parità fra uomini e donne, ma deplora l'assenza di nuove iniziative specifiche;

42.

sostiene gli sforzi della Commissione per mettere a punto una politica europea della migrazione che protegga le frontiere dell'Unione, combatta la tratta di esseri umani e l'immigrazione irregolare e nel contempo rispetti i diritti fondamentali dei migranti, crei per loro modi sicuri e legali per raggiungere l'UE, migliori la cooperazione con i paesi d'origine e di transito, sviluppi un'autentica solidarietà tra gli Stati membri e stimoli la competitività europea rafforzando il potenziale dei migranti di contribuire alle economie degli Stati membri;

43.

invoca una politica coordinata in materia di immigrazione, e sottolinea che il nuovo approccio alle questioni migratorie proposto implica l'adozione di misure e strumenti che rispecchino il ruolo cruciale e la capacità degli enti locali e regionali di accogliere e integrare i migranti sulla base del principio di solidarietà;

44.

invita la Commissione ad intraprendere, insieme al CdR, una consultazione degli enti locali e regionali per valutare meglio le sfide esistenti sul campo prima di lanciare nuove iniziative, anche legislative, europee.

L'UE come attore sulla scena mondiale

45.

Si compiace dell'intenzione della Commissione di riesaminare la politica europea di vicinato, alla quale il CdR contribuirà tramite l'ARLEM e la Corleap, invoca il rafforzamento dei meccanismi e dei programmi di cooperazione tra l'UE e gli enti locali e regionali partner, ed esorta a moltiplicare le iniziative di sostegno ai processi di decentramento nei paesi partner; propone di estendere l'ambito di applicazione del programma «Strumento per l'amministrazione locale» a tutti i paesi partner;

46.

si compiace dell'intenzione della Commissione di pubblicare una comunicazione sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile per il dopo 2015, e si tiene pronto a recare l'apporto di esperienza e iniziative degli enti locali e regionali in quanto partner cruciali della cooperazione decentrata allo sviluppo; chiede di essere associato da vicino allo sviluppo della posizione dell'UE nell'ambito dei negoziati a livello mondiale, nonché alle iniziative nel quadro dell'Anno europeo per lo sviluppo 2015.

Governance e cittadinanza

47.

Si compiace dell'impegno della Commissione europea a proporre un nuovo accordo interistituzionale «Legiferare meglio», del quale chiede di essere parte;

48.

esprime vivo compiacimento per la priorità accordata alla riduzione degli oneri burocratici; l'individuazione efficace di questi ultimi, in particolare con l'appoggio degli enti locali e regionali e delle imprese, sarà di cruciale importanza per accrescere l'impatto di tale azione;

49.

considera il ripristino della fiducia nell'Unione europea un'altissima priorità, e invita la Commissione europea a sviluppare ulteriormente il partenariato interistituzionale sulla comunicazione decentrata; continuerà a promuovere una cittadinanza europea attiva e a seguire la revisione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini europei;

50.

prende atto dell'intenzione della Commissione europea di proporre un nuovo accordo interistituzionale, cui partecipi anche il Consiglio, su un registro obbligatorio per la trasparenza, e chiede alla Commissione di presentare una proposta legislativa per l'introduzione di tale registro sulla base dell'articolo 352 TFUE. Per gli enti locali e regionali, come anche per le loro associazioni rappresentative non dovrebbe essere prevista alcuna iscrizione in tale registro, in quanto regioni ed enti locali sono parte integrante del sistema istituzionale europeo multilivello ed i loro rappresentanti sono democraticamente eletti dai cittadini e non rappresentano interessi di parte;

51.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione europea, al Parlamento europeo, al Consiglio e al Presidente del Consiglio europeo.

Bruxelles, 12 febbraio 2015

Il Presidente del Comitato europeo delle regioni

Markku MARKKULA


(1)  COM(2014) 469 final.