COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO ELEMENTI PER UNA STRATEGIA DELL'UNIONE EUROPEA IN AFGHANISTAN PER IL PERIODO 2014-16 /* JOIN/2014/017 final */
ELEMENTI
PER UNA STRATEGIA DELL'UNIONE EUROPEA IN AFGHANISTAN PER IL PERIODO 2014-16 1.
Finalità Il
20 gennaio 2014 il Consiglio ha concluso che il principale obiettivo strategico
per il futuro ruolo dell'UE in Afghanistan dovrebbe essere incentrato sullo
sviluppo di istituzioni locali dotate delle capacità necessarie a salvaguardare
i progressi compiuti sinora e in grado di offrire una piattaforma per uno Stato
afghano più efficace e, in ultima analisi, più sostenibile[1]. In
Afghanistan l'UE ha assunto impegni a lungo termine e sta per confermare il suo
impegno finanziario fino al 2020. Una serie di Stati membri ha già comunicato
di voler continuare a offrire il proprio sostegno a lungo termine. L'Afghanistan
è il principale destinatario degli aiuti dell'UE[2]
rivolti a paesi specifici. Il presente documento fornisce un quadro strategico
inteso a migliorare il coordinamento dell'impegno civile dell'UE e degli Stati
membri in Afghanistan, a partire dalla metà del 2014 fino al 2016, attraverso
la definizione degli obiettivi dell'UE per tale periodo e degli interventi
previsti per conseguirli. La strategia deve essere sufficientemente flessibile,
così da poter influenzare e reagire adeguatamente a una serie di scenari
potenziali per il paese. L'obiettivo strategico e i vari obiettivi specifici
sono stati definiti senza avere un'idea chiara di quali saranno l'entità e la
portata di qualsiasi presenza militare internazionale per il periodo successivo
al 2014. Nel caso di una presenza internazionale fortemente contenuta, le
aspettative in merito ai progressi ottenibili e all'erogazione di assistenza
internazionale per sostenere le priorità del governo afghano dovranno essere
necessariamente rivedute. 2.
Contesto politico Nell'ultimo
decennio l'Afghanistan ha compiuto progressi notevoli in materia di politica,
sicurezza, economia e sviluppo, ma i vantaggi conseguiti sono per lo più
fragili e reversibili. Nei prossimi tre anni il paese dovrà affrontare
importanti sfide per salvaguardare ciò che ha ottenuto e realizzare le
necessarie riforme e strutture in grado di garantire l'obiettivo auspicato di
uno Stato pienamente sostenibile. È
difficile fare previsioni precise su come sarà l'Afghanistan nel 2016. Sembra
evidente che il popolo afghano assumerà sempre di più il controllo dei propri
affari interni nel corso dei prossimi tre anni e che l'influenza internazionale
andrà scemando. Anche nell'ipotesi più ottimista, l'Afghanistan continuerà a
essere uno Stato fragile, con alcuni dei più bassi indici di sviluppo umano a
livello mondiale, dipendente dall'assistenza finanziaria internazionale e
soggetto al verificarsi di violenti conflitti. Per poter mantenere credibilità
e sostegno popolare, il governo centrale dovrà agire sulle minacce
rappresentate da rivolte, corruzione e criminalizzazione dello Stato — in
particolare a causa dei proventi del narcotraffico — e garantire la sicurezza e
l'erogazione di servizi nelle zone rurali scarsamente popolate. L'Afghanistan
si colloca in una regione complessa e instabile: nonostante le molte lacune, la
democrazia e la libertà di espressione sono più avanzate in questo paese che
nella maggior parte della regione circostante. La storia recente di molti dei
paesi vicini è contrassegnata da violenti conflitti che hanno avuto
ripercussioni in Afghanistan a causa della debolezza dello Stato e hanno
esacerbato la situazione di conflitto interno. Il processo di pace in
Afghanistan dovrebbe essere promosso e guidato dal paese stesso, ma è chiaro
che tutti gli attori presenti nella regione hanno un ruolo importante da
svolgere, sia per l'avvio di un fruttuoso processo di pace sia per il
mantenimento degli accordi di pace che eventualmente ne risultassero e dai
quali potrebbero trarre vantaggio non solo l'Afghanistan ma l'intera regione. L'interdipendenza
e una maggiore cooperazione a livello regionale hanno un importante ruolo da
svolgere per sostenere il processo politico, attraverso la creazione di
incentivi per i paesi della regione a trarre vantaggio da un Afghanistan più
stabile, in particolare grazie alla promozione di maggiori scambi e attività
commerciali. A
breve termine, le insurrezioni ancora in corso e il trasferimento delle
competenze in materia di sicurezza appesantiscono una già difficile situazione
politica ed economica. I ritardi nella finalizzazione dell'accordo bilaterale
sulla sicurezza tra il governo afghano e gli Stati Uniti, che costituisce il
presupposto per mantenere la presenza di forze internazionali, aggravano l'incertezza
circa la situazione post-2014. In assenza di un accordo di pace inclusivo, è
probabile che le divergenze significative nell'ambiente operativo che
caratterizzano le diverse aree del paese possano richiedere approcci flessibili
e diversi: nei settori più stabili si continueranno a sviluppare relazioni più
costruttive per lo sviluppo istituzionale, mentre le zone teatro di conflitti
dovranno ritornare ad approcci di tipo umanitario. A causa del conflitto nel
paese si registrano più di 600 000 sfollati interni. I paesi limitrofi, in
particolare Iran e Pakistan, continuano a ospitare un gran numero di rifugiati
afghani. Le esigenze umanitarie che caratterizzano i gruppi più vulnerabili
della popolazione afghana persisteranno per il prossimo futuro. Si
continueranno a registrare progressi solo se il nuovo governo sarà in grado di
negoziare un accordo politico inclusivo con tutti i principali gruppi di
insorti e le milizie, di mantenere la sicurezza, di affrontare la corruzione e
di avviare fondamentali riforme economiche e politiche. La
credibilità e il successo della transizione in Afghanistan dipendono in egual
misura dal rafforzamento di una governance democratica e responsabile a tutti i
livelli e dalle capacità espresse dalle forze di sicurezza. Si tratta di un
compito a lungo termine, addirittura generazionale, ma i progressi conseguibili
nei prossimi tre anni potranno impedire eventuali derive e contemporaneamente
fornire una solida base per ulteriori passi avanti negli anni a venire. L'Afghanistan
rischia seriamente di dover far fronte a una grave contrazione dell'economia se
il governo non sarà in grado di creare la fiducia necessaria per attrarre
investimenti e arginare la fuga di capitali, nel momento in cui la presenza
internazionale e i contratti di assistenza diminuiranno. Vi è in particolare la
necessità di creare posti di lavoro per i circa 400 000 cittadini afghani
che ogni anno si affacciano sul mercato occupazionale. Se tale domanda non è
soddisfatta, si corre il rischio di creare una nuova generazione di
sottoccupati e di alienare i giovani, alimentando un sempre maggior serbatoio
di reclutamento per le milizie ribelli e creando flussi di immigrazione
illegale e incontrollata verso i paesi limitrofi e l'Europa. 3.
Visione strategica e obiettivi La
strategia dell'UE si concentra sulle aree critiche che consentiranno di realizzare
progressi nel paese nel periodo fino al 2016, tenendo conto dei quadri istituiti
dalle conferenze internazionali nel 2011 e nel 2012, in particolare del Quadro
di Tokyo sulla responsabilità reciproca, su cui continueranno a basarsi le
relazioni tra la comunità internazionale nel suo complesso e il governo afghano
per la maggior parte del periodo in questione. L'importanza
fondamentale di un processo di riforma sistemica che consenta progressi in
Afghanistan è uno dei motivi per i quali l'UE continuerà a difendere i principi
sanciti dal Quadro di Tokyo sulla responsabilità reciproca, che allinea l'assistenza
con le priorità del governo e utilizza l'influenza collettiva dei finanziamenti
dell'Unione europea per incentivare le riforme. La strategia sarà inoltre una
piattaforma per l'attuazione dell'accordo di cooperazione per il
partenariato e lo sviluppo, che costituirà il quadro giuridico per l'impegno
a lungo termine dell'Unione europea, subordinatamente al completamento dei
negoziati e alla sottoscrizione del progetto di accordo da parte del nuovo
governo. Il
principale obiettivo strategico per il futuro ruolo dell'UE nel periodo
2014-2016 dovrebbe essere lo sviluppo di istituzioni locali che abbiano le
capacità necessarie per salvaguardare i progressi compiuti sinora e
costituiscano una piattaforma per uno Stato afghano più efficace e, in ultima
analisi, più sostenibile. L'obiettivo
strategico si articola a sua volta in quattro obiettivi che indirizzano l'impegno
dell'Unione europea verso settori nei quali essa può apportare un maggior
valore aggiunto e rafforzare valori condivisi da cittadini europei e afghani,
tra cui la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani. Gli obiettivi
sono stati stabiliti in maniera da rafforzarsi vicendevolmente. È evidente, ad
esempio, che una componente fondamentale sia dello Stato di diritto sia del
rispetto dei diritti umani è rappresentata dall'esistenza di una polizia civile
efficace. In tutti i settori di intervento della strategia comunitaria in
Afghanistan, la lotta alla corruzione e la promozione dei diritti delle donne
sono al centro del nostro impegno. Gli obiettivi sono:
promuovere
la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione,
attraverso un accordo di pace globale, l'attenuazione dei rischi derivanti
dal narcotraffico e dalla criminalità organizzata e il sostegno allo
sviluppo di un servizio di polizia civile professionale e responsabile;
rafforzare
la democrazia, perché una democrazia
funzionante va incorporata a livello nazionale, provinciale e distrettuale
grazie al controllo democratico, a elezioni inclusive e trasparenti e al
potenziamento delle capacità delle istituzioni chiave della governance;
incoraggiare
lo sviluppo economico e umano, anche
attraverso la creazione di un quadro economico trasparente che stimoli gli
investimenti, aumenti le entrate, assegni finanziamenti, rafforzi la
resilienza e migliori l'accesso ai servizi sanitari e all'istruzione, in
particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione;
rafforzare
lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli
delle donne e dei bambini, promuovendo il
rispetto dei diritti umani (specialmente attraverso la piena attuazione di
misure normative di protezione per i diritti delle donne e delle bambine),
sostenendo la maggiore uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge
e contribuendo allo sviluppo di un quadro globale per rafforzare e
riformare il settore giudiziario.
3(a).
Promuovere la pace, la stabilità e la sicurezza Una
sicurezza duratura richiede un accordo di pace inclusivo con i gruppi ribelli,
che conduca a una notevole riduzione dell'incidenza del conflitto e della
violenza nel paese. L'Unione cercherà di promuovere un accordo inclusivo
guidato e promosso dalle autorità afghane e di rispondere con scelte calcolate
al fine di sostenere la risoluzione dei conflitti. La cooperazione regionale
può svolgere un ruolo importante per garantire la stabilità e i paesi vicini
dovrebbero svolgere un ruolo di primo piano nel promuovere la pace e la
stabilità. Nel frattempo, sarà vitale utilizzare le capacità delle forze di
sicurezza nazionali afghane per contenere le rivolte e gettare le fondamenta
per la sicurezza. Il vertice di Chicago del 2012 ha stabilito un certo numero
di impegni da parte della comunità internazionale volti a sostenere lo sviluppo
della capacità delle forze di sicurezza nazionali afghane. La presente
strategia dell'UE, invece, si concentra esclusivamente sullo sviluppo di una
forza di polizia civile. L'Unione
europea farà fede ai propri impegni e utilizzerà gli strumenti a sua
disposizione, come opportuno, per: Sotto-obiettivi Ø sostenere
un processo di pace e riconciliazione inclusivo, promosso e guidato dalle
autorità afghane, che conduca a una soluzione politica del conflitto, rifugga
la violenza, sconfessi ogni legame con il terrorismo e rispetti i diritti
umani, in particolare i diritti delle donne; Ø rafforzare
la cooperazione politica ed economica tra l'Afghanistan e i suoi vicini; Ø sostenere
la strategia che privilegia una soluzione regionale per il reinserimento dei
rifugiati afghani, sulla base dei principi del rimpatrio volontario e della
sostenibilità; Ø potenziare
gli sforzi promossi dagli stessi afghani per accrescere la qualità e la
sostenibilità delle attività di polizia civile; Ø rafforzare
le iniziative afghane e regionali volte a ridurre la criminalità organizzata
nonché la produzione, il traffico e la domanda di droghe. 3(b).
Rafforzare la democrazia Per
garantire la legittimità dello Stato occorrerà integrare al suo interno dei
meccanismi politici funzionanti. Ciò richiede un controllo democratico efficace
e la separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. Il
cambiamento istituzionale dovrebbe essere integrato dalla presenza di media
indipendenti e diversi tra loro, da una società civile attiva e pluralista e da
una maggiore partecipazione e rappresentanza delle donne a tutti i livelli
della pubblica amministrazione. Queste misure contribuiranno a garantire la
solidità delle istituzioni democratiche, a rafforzare l'assunzione di
responsabilità dello Stato nei confronti dei cittadini in merito al proprio
operato e a fornire più efficacemente servizi ai cittadini. L'Unione
europea farà fede ai propri impegni e utilizzerà gli strumenti a sua disposizione,
come opportuno, per sostenere: Sotto-obiettivi Ø un'architettura
e procedure elettorali solide; Ø elezioni
parlamentari credibili nel 2015, i cui risultati siano ampiamente accettati dai
cittadini afghani; Ø una
maggiore responsabilità dell'esecutivo grazie a un controllo sia parlamentare
sia indipendente; Ø lotta
alla corruzione e maggiore responsabilità nei confronti dei cittadini,
attraverso il rafforzamento delle capacità di governance subnazionale, con
particolare attenzione al miglioramento della fornitura di servizi e della
gestione del bilancio. 3(c).
Incoraggiare lo sviluppo economico e umano L'Afghanistan
deve affrontare il problema della corruzione al fine di aumentare la fiducia
della popolazione nello Stato e di incoraggiare maggiormente gli investitori.
La presenza di investimenti continuativi e lo sviluppo sia del settore privato
sia dell'economia rurale saranno fondamentali per raggiungere i livelli di
crescita necessari alla creazione di posti di lavoro e per aumentare il reddito
interno. Si tratta di misure necessarie per ridurre la povertà, migliorare i
mezzi di sussistenza, fornire servizi di base, in particolare nei settori della
sanità e dell'istruzione, e accelerare lo sviluppo umano e sociale, attualmente
ben al di sotto degli standard regionali. L'Unione
europea farà fede ai propri impegni e utilizzerà gli strumenti a sua
disposizione per sostenere il governo, come opportuno, per raggiungere gli
obiettivi seguenti: Sotto-obiettivi Ø incremento
dell'indice di sviluppo umano, anche per le fasce più vulnerabili della
popolazione, in particolare nei settori dell'istruzione e della sanità; Ø miglioramento
della gestione delle finanze pubbliche; Ø maggiore
autosufficienza finanziaria dello Stato afghano, attraverso la generazione di
un maggior gettito fiscale; Ø stimolo
dell'economia rurale. 3(d).
Promuovere lo Stato di diritto e i diritti umani Molto
resta ancora da fare per salvaguardare i progressi in materia di diritti umani
e garantire la piena attuazione delle disposizioni di legge. Lo sviluppo di un
sistema giudiziario funzionante ed efficace sarà fondamentale per garantire il
rispetto dei diritti della popolazione afghana, in particolare delle donne e
delle bambine, e per migliorare lo Stato di diritto. La presenza effettiva di
uno Stato di diritto rafforzerà la responsabilità nei confronti dei cittadini e
farà aumentare la fiducia delle imprese, ma richiederà un significativo
sviluppo istituzionale. L'Unione europea farà fede ai propri impegni e
utilizzerà gli strumenti a sua disposizione, come opportuno, per: Sotto-obiettivi Ø
promuovere i diritti umani, in
particolare quelli delle donne e dei bambini; Ø sostenere
tutte le componenti dell'ordinamento giudiziario formale facendo sì che
lavorino insieme in modo più efficace, indipendente ed efficiente, con meno
corruzione e più accessibilità, applicando in maniera più efficace i principi
dello Stato di diritto; Ø promuovere
la fine della cultura dell'impunità per crimini di guerra e violazioni dei
diritti umani di grave portata; Ø mantenere
il diritto alla libertà di riunione e rafforzare il diritto alla libertà di
espressione. 4.
Conclusioni Sarà
la stessa popolazione afghana ad assumersi in larga misura le responsabilità
che faranno sì che il processo di transizione vada a buon fine e costituisca la
base a partire dalla quale l'Afghanistan potrà progredire verso l'obiettivo
dell'autosufficienza. La comunità internazionale ha tuttavia sottolineato a più
riprese la propria disponibilità a fornire livelli eccezionali di assistenza
tecnica e finanziaria per aiutare il paese a mettere a profitto i progressi
realizzati fino a oggi. Si tratta di una strategia che permetterà di migliorare
il coordinamento tra gli interventi dell'UE e degli Stati membri a sostegno del
popolo afghano e dei principi di riferimento, grazie anche a un maggiore
allineamento con gli obiettivi stabiliti dallo stesso governo afghano e all'incentivazione
di riforme fondamentali. La strategia fornirà il contesto globale per un piano
indicativo di attuazione che definirà la prevista ripartizione dei compiti tra
gli strumenti dell'UE e gli interventi degli Stati membri. Fermo restando che l'obiettivo
strategico e gli obiettivi specifici dovrebbero essere sufficientemente solidi
da tener conto della maggior parte degli scenari possibili per l'Afghanistan,
il piano di attuazione e, in particolare, il ritmo di attuazione dipenderanno in
larga misura dal contesto di sicurezza. [1] Il Consiglio ha inoltre affermato che
"L'UE concentrerà gli sforzi nei settori in cui apporta il massimo valore
aggiunto. Gli obiettivi fondamentali dovrebbero consistere nel promuovere la
pace, la stabilità e la sicurezza in Afghanistan e nell'intera regione,
rafforzare la democrazia, incoraggiare lo sviluppo economico e umano,
migliorando inoltre ulteriormente l'accesso alla sanità e all'istruzione, e
sostenere lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, in particolare i
diritti delle donne e delle bambine. La strategia dovrebbe tenere conto della
dimensione regionale e mantenere la flessibilità necessaria per rispondere in
maniera adeguata ai potenziali cambiamenti in Afghanistan." [2]
Ciò vale sia per il dato aggregato che per una serie di singoli donatori, tra
cui la stessa Unione europea oltre a Germania, Italia, Svezia, Danimarca,
Finlandia e Paesi Bassi.