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14.7.2015 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 230/39 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema: «Il contributo del settore della lavorazione del legno al bilancio del carbonio»
(parere d’iniziativa)
(2015/C 230/06)
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Relatore: |
JÍROVEC |
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Correlatore: |
PESCI |
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 27 febbraio 2014, ha deciso, conformemente al disposto dell’articolo 29, paragrafo 2 del Regolamento interno, di elaborare un parere d’iniziativa sul tema:
Il contributo del settore della lavorazione del legno al bilancio del carbonio.
La commissione consultiva per le trasformazioni industriali (CCMI), incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 13 novembre 2014.
Alla sua 503a sessione plenaria, dei giorni 10 e 11 dicembre 2014 (seduta del 10 dicembre), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 119 voti favorevoli, 1 voto contrario e 5 astensioni.
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Al fine di sfruttare al massimo i vantaggi offerti dai prodotti in legno nel quadro del bilancio del carbonio e di rafforzare la competitività dell’industria europea della lavorazione del legno (1) e la sua capacità di dare impulso all’innovazione, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha elaborato le seguenti raccomandazioni. |
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1.2. |
Il CESE riconosce che la legislazione, sia europea che nazionale, ha un notevole impatto sulle industrie della lavorazione del legno. Per questo motivo, invita gli Stati membri a esaminare tutte le opportunità legate all’uso del legno come materiale ecosostenibile, al fine di rafforzare la competitività di questo settore, promuovere l’occupazione e sostenere gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione. |
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1.3. |
Il CESE invita la Commissione europea a elaborare, in consultazione con le parti interessate, degli orientamenti europei sull’approvvigionamento di legno al fine di aumentare l’offerta e promuovere un utilizzo sostenibile delle risorse legnose, includendovi principi generali relativi all’uso efficiente delle risorse. In tale contesto occorre prendere in considerazione ed eventualmente rafforzare le raccomandazioni contenute negli orientamenti (del 2010) sulle buone pratiche in materia di mobilitazione sostenibile delle risorse legnose in Europa. |
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1.4. |
Il CESE sottolinea l’importanza di escludere «i pallet e il legno di post-consumo recuperato» dalla definizione di «biomassa terziaria». |
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1.5. |
Come evidenziato nel suo parere d’iniziativa sul tema Opportunità e sfide per una maggiore competitività del settore europeo della lavorazione del legno e dei mobili (2), adottato nell’ottobre 2011, e conformemente ai principi illustrati nella recente comunicazione della Commissione europea intitolata Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti, il CESE sottolinea che il principio dell’uso «a cascata» (utilizzo, riutilizzo, riciclaggio, recupero energetico), purché economicamente e tecnicamente praticabile tenendo conto di determinate peculiarità nazionali e regionali, rappresenta il modo ottimale per massimizzare un uso efficiente nell’impiego delle risorse del legno. Il Comitato si compiace che tale principio, del quale aveva chiesto di riconoscere l’importanza, sia stato recepito in diversi documenti dell’UE quali due comunicazioni rispettivamente dal titolo Per una rinascita industriale europea e Una nuova strategia forestale dell’Unione europea, come anche il documento di lavoro dei servizi della Commissione sul tema Un piano per le industrie europee connesse al settore delle foreste (la lavorazione del legno, l’industria del mobile, la fabbricazione e la trasformazione della carta e della pasta di carta, e la stampa/tipografia) che accompagna la comunicazione dal titolo Una nuova strategia forestale dell’Unione europea: per le foreste e il settore forestale. Tuttavia, il Comitato non può sostenere l’idea di norme giuridicamente vincolanti e si esprime a favore di un approccio aperto basato sul mercato e la libertà degli operatori del mercato. |
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1.6. |
Le opzioni di gestione dei materiali da costruzione dovrebbero comprendere misure atte a evitare che materiali riciclabili, come il legno, finiscano nelle discariche. Il CESE invita la Commissione europea e le parti interessate a definire orientamenti e raccomandazioni sulla raccolta dei rifiuti del legno e a proporre soluzioni per il trattamento del legno di post-consumo. |
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1.7. |
Il CESE invita la Commissione europea a introdurre una norma che rispecchi correttamente le caratteristiche acustiche degli ambienti chiusi, poiché il legno può svolgere un ruolo essenziale nell’isolamento acustico. Il legno infatti ha la capacità di isolare acusticamente i locali dai rumori esterni e ridurre il tempo di riverbero. Vanno quindi esplorate le opportunità legate alle altre applicazioni del legno. |
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1.8. |
Il CESE invita gli Stati membri e i soggetti interessati a definire piani d’azione nazionali volti a rafforzare l’uso del legno nell’edilizia e nelle infrastrutture verdi. Gli enti locali dovrebbero essere coinvolti direttamente nell’attuazione di tali piani d’azione. |
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1.9. |
Riconoscendo che i costruttori e gli architetti non hanno con il legno la stessa familiarità che hanno con altri materiali, il CESE invita gli Stati membri ad avviare iniziative volte a promuovere una cultura del legno. I rappresentanti delle industrie europee della lavorazione del legno e le parti sociali europee dovrebbero inoltre organizzare campagne nazionali coordinate al fine di rendere più attraente l’immagine del settore. |
2. Descrizione del settore europeo della lavorazione del legno. Sfide e opportunità. Eventuale impatto della normativa UE sulla competitività del settore.
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2.1. |
Il settore europeo della lavorazione del legno genera un fatturato annuo di circa 122 miliardi di euro per un valore della produzione che supera i 115 miliardi di euro. Secondo Eurostat, nel 2012 il settore consisteva di oltre 3 11 000 imprese, circa 1 26 000 delle quali erano attive anche nel settore dei mobili. Tra le industrie della lavorazione del legno in senso stretto, più o meno 40 000 erano segherie, mentre gli altri sottosettori di prodotti della lavorazione del legno contavano circa 1 45 000 imprese. Nonostante vi siano stati dei miglioramenti, è possibile che questi dati non rispecchino la situazione reale, poiché non tutti gli Stati membri dichiaranti tengono necessariamente conto delle piccole imprese, che sono particolarmente numerose nei settori dei mobili e dei materiali da costruzione. Il numero effettivo di imprese può pertanto essere stimato a oltre 3 75 000. |
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2.2. |
Nel 2012 il settore della lavorazione del legno ha fatto registrare in tutta l’UE un forte calo del numero di posti di lavoro. La diminuzione media è stata pari al 4,4 %, ma le cifre variano dal -3,2 % della Germania fino al -13,7 % della Spagna. La Croazia e la Danimarca hanno fatto registrare i maggiori aumenti del numero di posti di lavoro, mentre i cali più significativi si sono verificati nel 2012 in Spagna (-13,7 %), a Cipro (-13,1 %) e in Slovacchia (-11,5 %). Le politiche europee e nazionali incidono in modo massiccio sulla competitività del settore della lavorazione del legno. Come evidenziato nella relazione sulla competitività dell’UE del 2014, i costi di produzione, del lavoro e delle materie prime tendono a essere assai più elevati in Europa che in molte altre regioni, il che comporta un forte rischio di delocalizzazione per un’ampia parte del settore. Per questo motivo, l’Europa dovrebbe esigere che i prodotti immessi nel mercato UE rispettino le stesse norme sociali, ambientali e di sicurezza di quelli prodotti in Europa. Inoltre, il CESE sottolinea il fatto che il settore europeo della lavorazione del legno continua a far fronte ad aumenti significativi dei costi di produzione, in particolare per quanto riguarda le resine e l’energia. In Europa i costi dell’energia sono tre volte superiori a quelli degli Stati Uniti. |
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2.3. |
Lo sviluppo delle energie rinnovabili e le relative sovvenzioni provocano una riduzione della disponibilità di materie prime di legno e un corrispondente aumento del loro prezzo. Nel 2012, circa il 15 % dei 182 milioni di m3 di legname prodotti nella regione ECE è stato utilizzato come legna da ardere. Dall’ultima Indagine comune sul legno e l’energia (JWEE, Joint Wood Energy Enquiry, 2011) della ECE/FAO emerge che l’energia ricavata dal legno, con il 38,4 % del totale, costituisce la componente principale dell’energia rinnovabile. Secondo il recente studio sull’offerta e la domanda di legno come materia prima per l’industria UE della lavorazione del legno, eseguito da Indufor (3) su incarico della Commissione europea, la quantità di legno utilizzato a fini energetici nell’UE sarebbe equivalente all’intera produzione attuale di legno, se si conseguisse l’obiettivo in materia di energie rinnovabili entro il 2020. Entro il 2016, si verificherà una carenza di 63 milioni di m3 di legno rispetto al fabbisogno previsto dagli Stati membri nei loro piani di azione nazionali per le energie rinnovabili. |
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2.4. |
Considerando la nuova comunicazione della Commissione europea sul «quadro per l’energia e il clima 2030» e la richiesta di aumentare la quota di energie rinnovabili, portandola almeno al 27 % entro il 2030, il CESE ritiene fondamentale prendere in considerazione diverse soluzioni per migliorare la mobilitazione delle risorse legnose nell’UE, ad esempio tenendo conto delle raccomandazioni contenute negli orientamenti sulle buone pratiche in materia di mobilitazione sostenibile delle risorse legnose in Europa, pubblicati nel 2010, e individuare soluzioni atte a evitare qualsiasi distorsione della concorrenza tra i vari utenti di risorse di biomassa. |
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2.5. |
A questo proposito, il CESE invita gli Stati membri a valutare la quantità di biomassa legnosa nel paese o nella regione che è chiaramente disponibile per uso energetico e i volumi già utilizzati dall’industria della lavorazione del legno come materia prima. |
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2.6. |
Inoltre, il CESE deplora la persistenza in diversi Stati membri di disposizioni che impongono limitazioni all’utilizzo del legno negli edifici a più piani e di regolamenti discriminanti in materia di prevenzione degli incendi. In molti paesi le norme antincendio costituiscono il principale ostacolo all’uso del legno nell’edilizia. Sono state concordate norme europee per la sicurezza antincendio negli edifici, ma la sicurezza antincendio continuerà a rientrare tra le competenze nazionali. Tali norme dovrebbero essere immediatamente abrogate in quanto rappresentano chiaramente ostacoli al mercato che impediscono una maggiore diffusione dei prodotti in legno nel settore delle costruzioni (4). |
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2.7. |
Infine, il CESE deplora l’esclusione dei settori europei dei pannelli a base di legno e delle segherie dall’elenco dei settori ritenuti esposti alla delocalizzazione delle emissioni di carbonio. La rimozione di questi settori dall’elenco comporterà molto probabilmente un’intensificazione della delocalizzazione già in corso dei suddetti settori manifatturieri verso i paesi terzi. Mantenere entrambi i settori nell’elenco è essenziale al fine di limitare l’impatto negativo della pressione concorrenziale cui sono esposte tutte le imprese per effetto dell’aumento esponenziale dei costi del legno causato dalla concorrenza con il settore dell’energia da biomasse. Dal 2008 al 2013, solo nel settore europeo dei pannelli a base di legno sono stati chiusi 51 stabilimenti, con una perdita di capacità di 10 386 milioni di m3. Alcune di queste linee chiuse sono state smantellate e rimontate al di fuori dell’Unione europea. Il mantenimento di industrie manifatturiere entro i confini europei deve rappresentare una priorità per tutti i responsabili politici, e in particolare per la Commissione europea. Per questo motivo, le pertinenti direzioni generali della Commissione sono invitate ad adottare misure volte a garantire la competitività dell’industria europea e a evitare la delocalizzazione del settore manifatturiero. |
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2.8. |
Una misura efficace per garantire la competitività dell’industria europea e prevenire la delocalizzazione della produzione potrebbe essere quella di introdurre una nuova imposta sull’energia/CO2 che metterebbe fine della discriminazione dei produttori europei. |
3. Incrementare l’uso di prodotti in legno per ridurre le emissioni di CO2 nel quadro della lotta al cambiamento climatico
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3.1. |
Il surriscaldamento globale, che figura tra le principali preoccupazioni politiche, ha un forte impatto sulla salute umana e le risorse naturali. Le scelte che operiamo circa i materiali da utilizzare possono avere un effetto significativo sulle emissioni di biossido di carbonio, che sono una delle principali cause del riscaldamento globale. Termini quali «prodotto verde» e/o «rispettoso dell’ambiente» sono accettati sempre più diffusamente dai produttori e dai consumatori. Nel contempo vengono adottate politiche nazionali ed europee volte a promuovere tali prodotti. Il CESE ritiene che le valutazioni del ciclo di vita (Life-Cycle Assessments — LCA (5)) rappresentino lo strumento di gestione ambientale adeguato per il futuro. |
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3.2. |
L’Europa può ridurre drasticamente le emissioni di CO2 incrementando i bacini di assorbimento del carbonio costituiti dalle sue foreste (ottimizzandone la gestione) e rafforzando l’uso di prodotti in legno realizzati in modo sostenibile. È scientificamente dimostrato che l’uso di prodotti in legno nelle costruzioni e nella vita quotidiana ha un effetto positivo sul clima. La quantità di carbonio immagazzinata negli alberi e nei relativi prodotti in legno dipende dalla specie arborea, dalle condizioni di crescita (ambiente), dall’età dell’albero e dalla densità di alberi circostanti. È stato dimostrato, tuttavia, che utilizzando un metro cubo di legno in sostituzione di altri materiali da costruzione si ottiene un significativo risparmio medio oscillante tra 0,75 e 1 t di CO2. In 1 m3 di legno è inoltre possibile immagazzinare 0,9 t di CO2. |
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3.3. |
Un recente studio realizzato sotto la guida dell’università di Yale e intitolato Carbon, fossil fuel and biodiversity mitigation with wood and forests («Carbonio, combustibili fossili e attenuazione attraverso la biodiversità con il legno e le foreste») (6) ha rivelato che un maggiore ricorso al legno nella costruzione degli edifici e dei ponti ridurrebbe sensibilmente le emissioni globali di CO2 e il consumo di combustibili fossili. I ricercatori hanno rilevato che incrementando l’utilizzo dei prodotti in legno e portandolo all’equivalente del 34 % si potrebbero ottenere profondi effetti positivi. Si potrebbero evitare tra il 14 % e il 31 % delle emissioni globali di CO2 attraverso lo stoccaggio di CO2 nella cellulosa e nella lignina dei prodotti in legno. |
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3.4. |
Il CESE invita la Commissione europea a sostenere gli Stati membri e il settore forestale europeo nell’individuare e attuare misure e, eventualmente, incentivi all’uso di prodotti ottenuti dall’estrazione del legno e caratterizzati da lunghi cicli di vita (7). Più a lungo il legno viene utilizzato e riutilizzato, più a lungo esso trattiene il biossido di carbonio. I rifiuti di materiali in legno (intesi in senso stretto) possono essere ridotti al minimo, soprattutto perché tutte le parti del legno possono essere utilizzate e riutilizzate in modo efficiente, e alla fine del ciclo di vita possono infine essere bruciate per recuperare energia (8). Se l’Europa vuole combattere efficacemente i cambiamenti climatici, è necessario che gli Stati membri e le istituzioni europee incoraggino l’uso di prodotti in legno e creino un contesto politico favorevole alla massimizzazione del ciclo di vita del legno. |
4. Il legno nell’edilizia
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4.1. |
La costruzione e la gestione degli edifici comportano notevoli benefici per l’ambiente. Nel complesso, gli edifici sono responsabili del 20 % del consumo complessivo di acqua, dal 25 al 40 % del consumo di energia, e dal 30 al 40 % delle emissioni di gas a effetto serra. La scelta dei prodotti impiegati per la costruzione o la ristrutturazione ha un impatto significativo sull’ambiente. Per questo motivo il CESE riconosce che il legno svolge un ruolo importante nello sviluppo di edifici sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Le opportunità connesse all’uso del legno nell’edilizia non sono pienamente sfruttate, e ciò incide negativamente sulla competitività del settore della lavorazione del legno. Il CESE intende analizzare le possibilità di migliorare tale situazione senza creare effetti nefasti per gli altri materiali. |
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4.2. |
Il legno è da tempo riconosciuto come un materiale ecologico per un’ampia gamma di prodotti, Le valutazioni del ciclo di vita realizzate in tutto il mondo hanno dimostrato che i prodotti del legno offrono grandi vantaggi ambientali. Il legno è uno dei pochi materiali da costruzione rinnovabili al 100 %, è in grado di assorbire CO2 ed è un isolante naturale grazie alle sacche d’aria all’interno della sua struttura cellulare. È un materiale sicuro, resistente e affidabile, anche in condizioni di forte stress come gli uragani e i terremoti, nonché in caso di incendio. |
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4.3. |
Le opzioni di gestione alla fine del ciclo di vita per i materiali da costruzione comprendono elementi quali il riutilizzo, di riciclaggio e di recupero. Attualmente buona parte dei rifiuti di costruzione finisce ancora nelle discariche, rendendone ancor più gravosi il carico e la gestione. I materiali come il legno possono essere riciclati direttamente in uno stesso prodotto per il riutilizzo o ricostituiti in altri prodotti utilizzabili. Il CESE sottolinea che il riciclaggio richiede un ritrattamento che di solito non è economicamente praticabile, a meno di organizzare una raccolta efficiente in prossimità della fonte di materia. Il CESE invita pertanto la Commissione europea e le parti interessate a stilare un inventario di tutte le buone pratiche esistenti a livello nazionale, al fine di definire orientamenti e raccomandazioni sulla raccolta dei rifiuti del legno e proporre soluzioni per il trattamento del legno di post-consumo. La riduzione e il riciclaggio dei materiali di costruzione e demolizione possono inoltre contribuire a ridurre i costi complessivi di costruzione e smaltimento. |
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4.4. |
Il settore edilizio è il maggiore utilizzatore di prodotti del legno. In Finlandia, per esempio, circa il 70-80 % dei prodotti di legno nazionali è utilizzato nell’edilizia. Di recente, l’impiego di strutture in legno ha guadagnato terreno in diversi paesi europei, in particolare il Regno Unito, l’Irlanda e la Francia. Tuttavia, il CESE riconosce che l’uso del legno può contribuire allo sviluppo dell’economia verde, e pertanto è opportuno promuoverlo. |
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4.5. |
Il CESE rileva una scarsa conoscenza dei vantaggi connessi all’utilizzo del legno nell’edilizia, e non soltanto tra gli architetti: troppo spesso gli utenti finali non conoscono a sufficienza le proprietà del legno. Ciò determina sovente un utilizzo limitato del legno e di conseguenza problemi che influiscono negativamente sull’immagine di questo materiale. Inoltre, la carenza di lavoratori qualificati nella costruzione di edifici con struttura in legno costituisce un ostacolo alla diffusione di questo metodo di costruzione in molti paesi europei. |
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4.6. |
Il CESE invita le industrie europee della lavorazione del legno e le relative parti sociali a organizzare campagne di informazione coordinate al fine di rendere più attraente l’immagine del settore. Occorre incoraggiare i giovani a scegliere i programmi di istruzione e di formazione atti a prepararli adeguatamente a una carriera nell’industria della lavorazione del legno. |
5. Aspetti sociali connessi a un miglior utilizzo dei materiali in legno e al rafforzamento del ruolo del settore della lavorazione del legno nell’economia (9)
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5.1. |
Il Comitato sottolinea il fatto che la maggior parte dei lavoratori di questo settore riceve una formazione sul posto di lavoro e acquisisce competenze in modo informale da lavoratori più esperti. Questi lavoratori imparano in pochi mesi a utilizzare i macchinari e a compiere le mansioni fondamentali del loro mestiere, ma per diventare operatori qualificati sono spesso necessari due anni o più. L’occupazione si crea anche offrendo ai lavoratori formazione e istruzione adatte alle esigenze e alle richieste del mercato del lavoro. Inoltre, il CESE ribadisce che i programmi di ricerca e innovazione stimolano la crescita e l’occupazione nell’UE. Per tale motivo il settore della lavorazione del legno va incoraggiato a sfruttare le opportunità rese disponibili nell’ambito del programma Orizzonte 2020. |
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5.2. |
La recente comunicazione della Commissione europea Opportunità per migliorare l’efficienza delle risorse nell’edilizia dovrebbe essere attuata in maniera ambiziosa dagli Stati membri al fine di garantire gli investimenti nella ristrutturazione degli edifici e creare occupazione. |
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5.3. |
Il CESE riconosce che l’inquinamento acustico nelle aree pubbliche ha gravi ripercussioni sulla salute umana (10). Oltre a essere un importante materiale rispettoso dell’ambiente, il legno, se utilizzato come materiale isolante, può apportare numerosi benefici sul piano sociale e sanitario, grazie all’importante ruolo che può svolgere nell’isolamento acustico e come materiale di assorbimento. Il legno ha la capacità di isolare i locali dai rumori esterni e di ridurre il tempo di riverbero. Il CESE invita la Commissione europea a introdurre una norma che rispecchi correttamente le caratteristiche acustiche degli ambienti chiusi. Dato che il legno può produrre suoni (se percosso direttamente) e può amplificare o assorbire onde sonore provenienti da altre fonti, vanno studiate le opportunità legate alle sue possibili applicazioni in quest’ambito. È inoltre scientificamente dimostrato che il legno ha effetti positivi sulla qualità e il comfort dell’aria negli ambienti chiusi. |
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5.4. |
A livello nazionale, esistono varie iniziative per l’educazione dei cittadini in merito alla possibilità di utilizzare il legno come materiale ecosostenibile, ma manca un vero coordinamento. Il crescente consumo di prodotti in legno è chiaramente connesso alla realizzazione di campagne di informazione che andrebbero condotte a livello nazionale. Il principale obiettivo di tali campagne è quello di creare un atteggiamento favorevole all’uso del legno, sotto il profilo sia tecnico che culturale. |
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5.5. |
Un esempio interessante di buona pratica, a giudizio del CESE, è costituito dall’iniziativa denominata WOODDAYS, lanciata a Milano il 21 marzo 2014 (11): si tratta di un programma della durata di dieci giorni dedicato ai temi delle città in crescita e della ridensificazione urbana intelligente ed efficiente nell’impiego delle risorse grazie al legno. L’evento è stato organizzato per valorizzare il legno come materiale da costruzione dal potenziale ancora inesplorato, collocandolo proprio nei punti nevralgici nei quali in futuro l’edilizia in legno avrà un ruolo importante: nel cuore delle nostre città. L’iniziativa avrà successive tappe in altre città europee: Bratislava, Lubiana e Bruxelles. |
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5.6. |
Il CESE fa notare che tra i principali programmi di sviluppo verde vi sono alcune differenze per quanto riguarda il ricorso ai prodotti del legno. Mentre alcuni si concentrano sui risultati da ottenere più che sul materiale utilizzato, altri pongono «limitazioni» all’uso del legno come materiale accettabile (senza prevedere «requisiti» analoghi per altri prodotti da costruzione). L’aumento dell’utilizzo del legno avrebbe anche molteplici effetti positivi sull’economia dell’UE. Il CESE raccomanda pertanto di stabilire, sull’esempio della Francia, degli obiettivi vincolanti per l’utilizzo del legno nell’edilizia. |
6. La mobilitazione delle risorse legnose
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6.1. |
Per incrementare l’uso del legno nell’edilizia e nella vita quotidiana occorrono soluzioni e misure volte a intensificare la mobilitazione delle risorse legnose (comprese le soluzioni volte a recuperare una maggiore quantità di legno, prodotti del legno, residui industriali e rifiuti post-consumo a fini di riutilizzo e riciclaggio) e ad allungare il ciclo di vita dei prodotti del legno. |
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6.2. |
Un approvvigionamento sostenibile e costante di materie prime legnose è essenziale per mantenere la competitività del settore industriale dei prodotti del legno. Sarebbe opportuno studiare attentamente ed eventualmente rafforzare le raccomandazioni contenute negli orientamenti sulle buone pratiche in materia di mobilitazione sostenibile delle risorse legnose in Europa (pubblicati nel 2010). |
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6.3. |
Negli ultimi anni l’approvvigionamento di legno è stato sottoposto a forti pressioni, a causa soprattutto delle misure europee e nazionali volte a promuovere l’uso delle fonti di energia rinnovabile, che si sono tradotte in parte nel ricorso alla combustione del legno. Il CESE sottolinea l’importanza di escludere «i pallet e il legno di post-consumo recuperato» dalla definizione di «biomassa terziaria». Tali materiali forniscono un importante apporto di materia prima alla fabbricazione in alcuni tipi di prodotto realizzati dall’industria dei pannelli a base di legno e, in alcuni casi, possono rappresentare fino al 95 % dell’apporto di legno (12). |
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6.4. |
Il CESE sottolinea a questo proposito che il principio dell’uso «a cascata» (utilizzo, riutilizzo, riciclaggio, recupero energetico), purché economicamente e tecnicamente praticabile tenendo conto di determinate peculiarità nazionali e regionali e dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di legname, rappresenterà il modo ottimale per massimizzare un uso efficiente nell’impiego delle risorse del legno, materia prima naturale. Tuttavia, il Comitato non può sostenere l’idea di norme giuridicamente vincolanti e si esprime a favore di un approccio aperto basato sul mercato e la libertà degli operatori del mercato. L’impiego del legno secondo il principio dell’uso «a cascata» non solo garantisce un utilizzo economico ottimale della materia prima, ma offre anche importanti benefici per il clima attraverso il continuo stoccaggio del carbonio e l’effetto di sostituzione, prima ancora del suo uso come fonte di energia. |
Bruxelles, 10 dicembre 2014
Il presidente del Comitato economico e sociale europeo
Henri MALOSSE
(1) Il CESE si conforma alla definizione di «settore della lavorazione del legno» fornita dal codice n. 16 della Classificazione statistica delle attività economiche delle Comunità europee (NACE): Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli di paglia e materiali da intreccio. Taglio e piallatura del legno. Fabbricazione di prodotti in legno, sughero, paglia e materiali da intreccio. Fabbricazione di fogli da impiallacciatura e di pannelli a base di legno. Fabbricazione di pavimenti a parquet assemblati. Fabbricazione di altri prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia. Fabbricazione di imballaggi in legno. Fabbricazione di altri prodotti in legno, fabbricazione di articoli in sughero, paglia e materiali da intreccio.
(2) Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema Opportunità e sfide per una maggiore competitività del settore europeo della lavorazione del legno e dei mobili (parere d’iniziativa, GU C 24 del 28.1.2012, pag. 18).
(3) Indufor è un gruppo internazionale indipendente con società in Finlandia e Nuova Zelanda, che fornisce servizi di consulenza a clienti sia pubblici che privati attraverso un approccio che integra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (economica, sociale e ambientale). Gli ambiti di cui si occupa includono la gestione sostenibile delle foreste, gli investimenti nelle foreste da legname e nelle piantagioni, valutazioni e dovuta diligenza, l’industria del legno e delle fibre, i prodotti biologici, la valutazione e la mappatura delle risorse forestali, il cambiamento climatico e i servizi ecosistemici nei paesaggi boschivi, la politica forestale e gli studi strategici, nonché la consultazione in materia di sostenibilità e sviluppo connessa alla gestione delle foreste e l’utilizzo del territorio sostenibili.
(4) In molti paesi le normative edilizie nazionali hanno mostrato una tendenza a limitare l’uso di elementi in legno per la costruzione di edifici a più piani. Il motivo per cui molti paesi si sono astenuti dall’utilizzare materiali infiammabili è l’incertezza circa gli incendi negli edifici. Tuttavia, un’estensiva attività di ricerca e sviluppo ha dimostrato che è preferibile adottare norme edilizie neutre riguardo ai materiali, e regolamenti basati sulle funzioni sono comuni in molti paesi. da oltre un decennio. Il legno brucia, ma in maniera controllata: è infatti possibile stimare in quale misura la sezione trasversale rimarrà indenne dal fuoco dopo un’ora di combustione. Il legname resiste ottimamente al fuoco: in caso di combustione si forma uno strato di materiale carbonizzato che contribuisce a mantenere la robustezza e l’integrità strutturale del legno all’interno, riducendo il rischio di completo cedimento.
(5) L’LCA è uno strumento per individuare le emissioni ambientali e valutare i relativi impatti causati da un processo, prodotto o attività. Costituisce uno strumento utile all’industria nella ricerca di modelli decisionali pratici e di facile uso per uno sviluppo dei prodotti rispettoso dell’ambiente.
(6) Journal of Sustainable Forestry 33:248-275, 2014
(7) Come riconosciuto nella decisione dell’UE COM(2012) 93 final sulle norme di contabilizzazione relative alle emissioni e agli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti da attività di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura e sulle informazioni relative alle azioni connesse a tali attività, l’aumento dell’utilizzo sostenibile di prodotti ottenuti dall’estrazione del legno può limitare sostanzialmente le emissioni e rafforzare l’assorbimento di gas a effetto serra dall’atmosfera.
(8) I dati raccolti nell’ambito del recente studio italiano Analisi del ciclo di vita di confronto tra utilizzo del legno post-consumo per la produzione di un pannello truciolare in legno grezzo e per il recupero energetico hanno dimostrato che, considerando l’impatto sui cambiamenti climatici, l’utilizzo del legno di materie prime riciclate negli impianti di produzione dei pannelli risulta più vantaggioso rispetto all’attività di combustione in una centrale a biomasse. Lo studio è stato realizzato dall’istituto di ricerca «eAmbiente» presso il Parco scientifico tecnologico «VEGA», e presentato nel corso dell’audizione sul contributo del settore della lavorazione del legno al bilancio del carbonio svoltasi a Mestre (VE) il 19 settembre 2014.
(9) . Il CESE ritiene che gli aspetti sociali messi in risalto e le osservazioni formulate nel proprio parere sul tema Opportunità e sfide per una maggiore competitività del settore europeo della lavorazione del legno e dei mobili siano tuttora validi.
(10) ‘Gli effetti del rumore sulla salute sono le conseguenze sanitarie di elevati livelli sonori, provenienti sia dall’ambiente di lavoro che da altre fonti, e possono consistere in danni all’udito, ipertensione, cardiopatie ischemiche, fastidio e disturbi del sonno. Anche alterazioni del sistema immunitario e malformazioni congenite sono state attribuite all’esposizione al rumore. (Cfr. Passchier-Vermeer W, Passchier WF (2000), Noise exposure and public health (Esposizione al rumore e sanità pubblica) Environ. Health Perspect. 108 Suppl 1: 123–31. doi:10.2307/3454637. JSTOR 3454637. PMC 1637786. PMID 10698728.)
(11) L’evento WOODDAYS è un’iniziativa di pro-Holz Austria in collaborazione con il Dipartimento per l’edilizia in legno presso l’Università tecnica di Monaco di Baviera e con il sostegno della European Organisation of the Sawmill Industry (EOS, Organizzazione europea delle segherie) e della European Panel Federation (EPF, Federazione europea dei produttori di pannelli).
(12) Il gruppo italiano Saviola, noto per lo slogan «Aiutateci a salvare gli alberi», è il più importante trasformatore di rifiuti di legno del mondo, con una capacità di riciclo di 1,5 milioni di tonnellate di legno post-consumo all’anno. La filosofia di produzione si fonda sul recupero e sul riutilizzo di una materia prima secondaria che può rinascere ed essere riutilizzata senza bisogno di abbattere nuovi alberi, con un processo economicamente ed ecologicamente sostenibile. Tipi di legname che sono raccolti dal gruppo: pallet, cassette per la frutta, casse da imballaggio.
ALLEGATO
al parere della CCMI
Il seguente testo del parere della CCMI è stato respinto a vantaggio di un emendamento accolto dall’Assemblea, ma ha ottenuto più di un quarto dei voti espressi.
Punto 6.4
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6.4. |
Il CESE sottolinea a questo proposito che il principio dell’uso “a cascata” (utilizzo, riutilizzo, riciclaggio, recupero energetico), purché economicamente e tecnicamente praticabile tenendo conto di determinate peculiarità regionali, rappresenterà il modo ottimale per massimizzare un uso efficiente nell’impiego delle risorse del legno, materia prima naturale. Tipi di legno idonei dovrebbero essere utilizzati come materiale piuttosto che servire da combustibile. L’impiego del legno secondo il principio dell’uso “a cascata” non solo garantisce un utilizzo economico ottimale della materia prima, ma offre anche importanti benefici per il clima attraverso il continuo stoccaggio del carbonio e l’effetto di sostituzione, prima ancora del suo uso come fonte di energia. |