COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Quadro di valutazione UE della giustizia 2014 /* COM/2014/0155 final */
1. Introduzione L'edizione
2014 del quadro di valutazione UE della giustizia (di seguito denominato "quadro
di valutazione") è presentato in un contesto in cui vari Stati membri sono
impegnati in un processo di riforma dei propri sistemi giudiziari per renderli
più efficaci per cittadini e imprese. Tali riforme hanno una rilevanza diretta
per l'Unione e sono attentamente seguite dalle istituzioni europee e dalle
parti interessate. Qualità,
indipendenza ed efficienza sono le componenti fondamentali di un sistema
giudiziario efficiente. Il buon funzionamento dei sistemi giudiziari è un
prerequisito strutturale importante su cui gli Stati membri basano le proprie
politiche in materia di crescita sostenibile e stabilità sociale. Per questi
motivi, dal 2011 le riforme giudiziarie nazionali sono diventate parte
integrante delle componenti strutturali negli Stati membri interessati dai
programmi di aggiustamento economico[1]. Dal
2012[2] il
miglioramento della qualità, dell'indipendenza e dell'efficienza dei sistemi giudiziari
è anche una priorità del semestre europeo, il ciclo annuale di coordinamento
delle politiche economiche dell'Unione, come segnalato nell'analisi annuale
della crescita 2014[3].
Il quadro di valutazione alimenta il processo del semestre europeo fornendo
dati oggettivi sul funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali, contribuendo
così all'identificazione degli aspetti che meritano particolare attenzione per
garantire l'attuazione delle riforme. L'accesso
a una giustizia effettiva è un diritto essenziale, che è alla base delle
democrazie europee ed è riconosciuto dalle tradizioni costituzionali comuni degli
Stati membri. Per questo motivo, il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un
giudice è sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
(articolo 47). Quando un tribunale nazionale applica la normativa dell'Unione
europea, agisce come "tribunale dell'Unione" e deve offrire una
tutela giurisdizionale effettiva a cittadini e imprese di cui sono stati
violati i diritti garantiti dal diritto dell'Unione. L'efficacia dei sistemi
giudiziari è pertanto cruciale per l'attuazione del diritto dell'Unione e il
rafforzamento della fiducia reciproca. Che
cos'è il quadro di valutazione UE della giustizia? Il
quadro di valutazione UE della giustizia è uno strumento informativo volto ad
aiutare l'Unione europea e gli Stati membri a ottenere una giustizia più
efficace fornendo dati oggettivi, attendibili e comparabili sulla qualità, l'indipendenza
e l'efficienza dei sistemi giudiziari di tutti gli Stati membri. Il
quadro di valutazione contribuisce a individuare le possibili carenze, i
possibili miglioramenti e le buone prassi, e intende illustrare le tendenze del
funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali nel tempo, per cui non presenta
una graduatoria unica generale, bensì una panoramica sul funzionamento di tutti
i sistemi giudiziari in base a vari indicatori di interesse comune a tutti gli
Stati membri. Il
quadro di valutazione non promuove un tipo particolare di sistema giudiziario. Qualunque
sia il modello applicato dal sistema giudiziario nazionale o la tradizione
giuridica a cui è ancorato, la tempestività, l'indipendenza, i costi contenuti
e la facilità di accesso sono alcuni dei parametri essenziali di un sistema
giudiziario efficace. Il
quadro di valutazione 2014 si concentra sul contenzioso civile, commerciale e amministrativo,
al fine di sostenere gli sforzi degli Stati membri volti a migliorare il clima
imprenditoriale e superare la crisi finanziaria e del debito sovrano. Il quadro
di valutazione è uno strumento che si sviluppa nell'ambito del dialogo con gli
Stati membri e il Parlamento europeo con lo scopo di identificare i parametri
fondamentali di un sistema giudiziario efficace. Il Parlamento europeo ha
esortato la Commissione ad ampliare progressivamente la portata del quadro di
valutazione. In che modo il quadro di
valutazione UE della giustizia alimenta il semestre europeo? Le
scarse prestazioni poste in evidenza dagli indicatori del quadro di valutazione
richiedono un'analisi più approfondita dei motivi di tale risultato. La
valutazione specifica per paese viene svolta nel contesto del processo del
semestre europeo attraverso un dialogo bilaterale con le autorità e le parti
interessate. La valutazione tiene conto delle peculiarità dell'ordinamento
giuridico e del contesto degli Stati membri in questione e può in ultima
analisi indurre la Commissione a proporre al Consiglio raccomandazioni
specifiche per paese in merito alla necessità di migliorare i sistemi
giudiziari[4]. Qual
è la metodologia del quadro di valutazione UE della giustizia? Il
quadro di valutazione si avvale di diverse fonti di informazione. Attualmente, la
maggior parte dei dati quantitativi è fornita dalla commissione per la
valutazione dell'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa (CEPEJ), cui
la Commissione ha commissionato uno studio specifico[5].
I dati risalgono al 2012 e sono stati forniti dagli Stati membri secondo la
metodologia della CEPEJ[6]. Lo studio contiene
anche schede per paese che contestualizzano meglio le informazioni e che,
pertanto, andrebbero lette unitamente ai dati. Per
il quadro di valutazione 2014, la Commissione si è anche avvalsa di altre fonti
di informazione, segnatamente Eurostat, la Banca mondiale, il World Economic
Forum e le reti giudiziarie europee, in particolare la rete europea dei
Consigli di giustizia, che ha risposto a un questionario sull'indipendenza della
magistratura. Ulteriori dati sono stati altresì ottenuti attraverso due studi
pilota sul campo relativi al funzionamento degli organi giurisdizionali
nazionali per l'applicazione delle norme in materia di concorrenza e tutela del
consumatore[7]. Efficacia
dei sistemi giudiziari nazionali: una componente strutturale della crescita Istituzioni
di alta qualità, tra cui sistemi giudiziari nazionali efficaci, sono
determinanti per la performance economica. In un'epoca di crisi finanziaria,
economica e del debito sovrano, tali istituzioni svolgono un ruolo fondamentale
per ristabilire la fiducia e promuovere la ripresa della crescita. Decisioni
giudiziarie prevedibili, tempestive ed esecutive sono componenti strutturali
importanti di un contesto favorevole per le imprese in quanto contribuiscono a
creare fiducia e stabilità nell'intero ciclo economico mantenendo la fiducia necessaria
per avviare un'impresa, far eseguire un contratto, promuovere investimenti, rimborsare
un debito privato o proteggere il diritto di proprietà o altri diritti. L'impatto
dei sistemi giudiziari nazionali sull'economia è sottolineato dal Fondo monetario
internazionale[8],
dalla Banca centrale europea[9], dall'OCSE[10],
dal World Economic Forum[11]
e dalla Banca mondiale[12]. L'efficacia
del sistema giudiziario incentiva gli investimenti in un determinato paese[13].
Studi dimostrano che sussiste una correlazione positiva tra le dimensioni delle
imprese e l'efficacia del sistema giudiziario e minori incentivi agli
investimenti e alle assunzioni e carenze nel funzionamento della giustizia[14].
La crescita, soprattutto nei settori più innovativi, quelli che spesso fanno affidamento
su attività immateriali come i diritti di proprietà intellettuale, dipende dal buon
funzionamento del sistema di applicazione della legge[15].
Sistemi giudiziari efficienti promuovono anche la concorrenza sul mercato.
Laddove i sistemi giudiziari garantiscono una corretta esecuzione dei
contratti, le imprese sono dissuase dall'assumere comportamenti opportunistici
nei loro rapporti economici, e i costi delle operazioni si riducono. Infine, la
fiducia nel buon funzionamento dei sistemi giudiziari favorisce l'imprenditorialità.
Le carenze dei sistemi giudiziari comportano costi di finanziamento più elevati[16].
I creditori sono più propensi a prestare denaro quando possono contare sul
fatto che il sistema giudiziario è efficiente e permette di ottenere il rimborso
dei finanziamenti concessi. Un
ampio dibattito sull'efficienza dei sistemi giudiziari La
presentazione della prima edizione del quadro di valutazione ha contribuito a
un ampio scambio di pareri sull'efficienza dei sistemi giudiziari nazionali nell'Unione
europea. Nella risoluzione del 4 febbraio 2014 sul
quadro di valutazione UE della giustizia[17], il
Parlamento europeo ha manifestato grande interesse per il quadro di
valutazione, esortando la Commissione a procedere in tale esercizio. Il
Parlamento ha messo in luce l'importanza di garantire un sistema giudiziario
efficiente e indipendente che possa concorrere alla crescita economica in
Europa e promuovere la competitività, sottolineando che una giustizia efficace
e affidabile offre alle imprese incentivi per svilupparsi e investire a livello
nazionale e transfrontaliero. Durante
la riunione del Consiglio informale "Giustizia e affari interni" di
dicembre, il Consiglio ha avuto uno scambio di pareri sugli aspetti del
semestre europeo 2014 legati alla giustizia, compreso il quadro di valutazione
2013. In occasione della riunione del Consiglio GAI del marzo 2014, la
Commissione ha illustrato le principali caratteristiche del quadro di
valutazione UE della giustizia 2014. Il 4 marzo il Consiglio e gli Stati membri
hanno adottato la conclusione sui sistemi giudiziari degli Stati membri in
materia civile e commerciale[18]. L'efficienza
dei sistemi giudiziari nazionali e il quadro di valutazione 2013 sono stati
inoltre discussi in occasione delle "Assises de la Justice",
conferenza di alto livello, organizzata dalla Commissione europea a Bruxelles
il 21 e 22 novembre 2013, sul corso da imprimere in Europa alle politiche in
materia di giustizia negli anni a venire[19].
Rappresentanti del sistema giudiziario (ad esempio, corti supreme, consigli di
giustizia e giudici) e degli operatori del diritto (ad esempio, avvocati e
ufficiali giudiziari) hanno espresso interesse e formulato suggerimenti per lo sviluppo
futuro del quadro di valutazione. Alcuni Stati membri hanno contribuito alla
discussione sottolineando aspetti della metodologia che potrebbero essere
ulteriormente migliorati. In tale occasione è stato pubblicato un sondaggio
Eurobarometro[20] sul
tema "La giustizia nell'Unione europea" in cui, segnatamente, si
sottolineava che il livello di fiducia nei sistemi giudiziari nazionali varia
notevolmente tra gli Stati membri. La
Commissione ha avviato un dialogo sistematico con gli esperti degli Stati
membri per promuovere lo scambio di buone prassi sull'efficienza dei sistemi
giudiziari e sviluppare ulteriormente il quadro di valutazione. Agli Stati
membri è stato chiesto di designare due referenti, uno della magistratura e uno
del Ministero della giustizia. Le prime due riunioni dei referenti hanno riguardato
la disponibilità di dati sul funzionamento dei sistemi giudiziari e le buone
prassi nel campo della raccolta dei dati. 2. Seguito dato al quadro
di valutazione UE della giustizia 2013 I risultati del
quadro di valutazione 2013 hanno aiutato, unitamente alla valutazione specifica
della situazione degli Stati membri, a definire raccomandazioni specifiche per
paese nel settore della giustizia. A seguito di una proposta della Commissione,
il Consiglio ha formulato raccomandazioni a dieci Stati membri[21]
affinché migliorino, a seconda del paese interessato, l'indipendenza, la
qualità e/o l'efficienza del proprio sistema giudiziario o rafforzino
ulteriormente il potere giudiziario. Di questi dieci Stati membri, sei[22]
erano già stati identificati nel 2012 come paesi chiamati ad affrontare sfide
per quanto concerne il funzionamento dei rispettivi sistemi giudiziari. Tali
Stati membri stanno adottando misure relative al funzionamento dell'apparato
giudiziario che spaziano da misure operative, come l'ammodernamento della
gestione dei tribunali, l'uso di nuove tecnologie informatiche e lo sviluppo di
metodi alternativi di risoluzione delle controversie, a misure più strutturali,
come la riorganizzazione dei tribunali o la semplificazione delle norme
procedurali civili, onde consentire una riduzione della durata dei
procedimenti. L'intensità e lo stato di avanzamento delle riforme varia a
seconda degli Stati membri. Mentre in alcuni le misure sono state già adottate
e sono in fase di attuazione, in altri il processo è ancora agli esordi. Il
quadro di valutazione riporta i dati dal 2012 e, pertanto, non è ancora in
grado di rispecchiare gli effetti delle riforme in corso, anche per gli Stati
membri che hanno già adottato misure ambiziose[23]. Le
conclusioni del quadro di valutazione contribuiscono a stabilire le priorità dei
Fondi strutturali dell'Unione. Precedenti esperienze hanno dimostrato che i
fondi dell'Unione possono essere utilizzati per migliorare l'efficienza dei
sistemi giudiziari. Ad esempio, l'Estonia ha impiegato i Fondi strutturali per
sviluppare strumenti di giustizia elettronica e adesso è uno dei paesi più
avanzati nell'uso degli strumenti TIC per la gestione dei tribunali e la
comunicazione tra tribunali e parti. La
Commissione ha identificato la giustizia come settore prioritario di
finanziamento per dodici Stati membri nell'ambito del quadro finanziario
pluriennale 2014-2020[24].
Gli Stati membri stanno definendo la propria strategia sull'uso dei fondi dell'Unione
per sostenere la strategia Europa 2020 nei cosiddetti "accordi di
partenariato", che offrono l'opportunità per garantire l'adeguato
stanziamento di fondi per riflettere pienamente l'importanza del miglioramento dell'efficienza
dei sistemi giudiziari. 3. Indicatori del quadro di
valutazione UE della giustizia 2014 Efficienza dei sistemi giudiziari Il
quadro di valutazione 2014 mantiene gli stessi indicatori di efficienza dei
procedimenti impiegati nel 2013: durata dei procedimenti, tasso di ricambio e
numero di cause pendenti. Inoltre riporta i risultati di due studi pilota[25] che forniscono
dati più precisi sulla durata dei procedimenti giudiziari in materia di
concorrenza e tutela del consumatore, espressa in giorni medi. L'efficienza dei
sistemi giudiziari in questi due settori è importante per l'economia. Ad esempio,
l'impatto negativo sul benessere del consumatore di tutti i cosiddetti cartelli
"hard-core", espresso in percentuale del prodotto interno lordo dell'Unione
europea, è stimato tra lo 0,20% e lo 0,55% del PIL dell'UE nel 2011[26].
Analogamente, l'applicazione del diritto dei consumatore è anch'essa importante
per l'economia in quanto il consumo finale delle famiglie rappresenta il 56%
del PIL[27]. Qualità
dei sistemi giudiziari Per
quanto concerne la qualità dei sistemi giudiziari, il quadro di valutazione
2014 utilizza gli stessi indicatori impiegati nel 2013 concentrandosi su alcuni
fattori che possono contribuire a migliorare la qualità della giustizia, come
la formazione, il monitoraggio e la valutazione delle attività dei tribunali,
le risorse umane e finanziarie assegnate ai tribunali, la disponibilità di
tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) presso i tribunali
(che agevolino, in particolare, il rapporto tra i tribunali e le parti), nonché
la disponibilità di metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR)
che permettano alle parti di ricorrere ad altri sistemi per superare le proprie
divergenze. Inoltre, il quadro di valutazione 2014 fornisce dati più precisi
sulla formazione nel campo del diritto dell'Unione, l'uso di sondaggi di
soddisfazione, le risorse finanziarie a disposizione dei tribunali e il numero
di giudici. Indipendenza dei sistemi giudiziari Il
quadro di valutazione presenta dati sulla percezione dell'indipendenza dei
sistemi giudiziari secondo quanto disposto dal World Economic Forum
(FEM) nella relazione annuale sulla competitività globale. Sebbene
l'indipendenza percepita sia importante in quanto può influire sulle decisioni
di investimento, ciò che conta maggiormente è che in un sistema giudiziario l'indipendenza
della magistratura sia effettivamente tutelata attraverso garanzie giuridiche.
Come annunciato nel quadro di valutazione 2013, la Commissione ha iniziato a
collaborare, in tema di indipendenza strutturale del sistema giudiziario, con
le reti giudiziarie europee, segnatamente la rete europea dei Consigli di
giustizia. Il quadro di valutazione 2014 presenta, in allegato, una prima
rassegna comparativa generale delle garanzie giuridiche per la tutela dell'indipendenza
strutturale della magistratura negli ordinamenti giuridici degli Stati membri. 4. Principali risultati del
quadro di valutazione UE della giustizia 2014
4.1 Efficienza dei sistemi giudiziari
Giustizia
tardiva equivale a giustizia negata. La tempestività delle decisioni è essenziale
per le imprese e gli investitori. Nelle loro decisioni di investimento, le
imprese tengono conto del rischio di essere coinvolte in vertenze commerciali,
di lavoro o tributarie o in procedure di insolvenza. L'efficienza con cui un
sistema giudiziario di uno Stato membro tratta le riveste grande importanza. Ad
esempio, l'esecuzione forzata di un contratto di fornitura o di servizi diventa
molto costosa se si allungano i tempi di definizione di una controversia
giudiziaria e addirittura viene privata di sostanza oltre un certo periodo di
tempo, in quanto diminuisce la probabilità di recuperare il denaro risultante
da pagamenti e sanzioni. 4.1.1
Durata dei procedimenti La durata dei procedimenti
esprime il tempo (in giorni) necessario per definire una causa dinanzi all'autorità
giudiziaria, ossia il tempo impiegato da un tribunale per giungere a una
decisione di primo grado. L'indicatore "tempi di trattazione"
corrisponde al numero di cause rimaste senza definizione diviso per il numero
di cause definite alla fine di un anno, moltiplicato per 365 giorni[28]. Tutti i grafici, ad eccezione dei
numeri 4, 11 e 12, riguardano procedimenti di primo grado. Sebbene i diversi tipi
di ricorso possano avere un impatto notevole sulla durata dei procedimenti, l'efficienza
di un sistema giudiziario dovrebbe già evincersi in primo grado perché il primo
grado è una fase obbligatoria per chiunque agisca in giudizio. Grafico 1: tempo necessario per definire i contenziosi civili,
commerciali, amministrativi e di altra natura* (1° grado/in giorni) (fonte:
studio CEPEJ[29]) *Secondo
la metodologia della CEPEJ, questo grafico comprende tutte le cause civili e
commerciali, contenziose e non contenziose, le cause relative alle misure di
esecuzione, le cause relative al catasto, le cause di diritto amministrativo
(contenziose e non contenziose) e altre cause non penali. Grafico
2: tempo necessario per definire i contenziosi civili e commerciali* (1°
grado/in giorni) (fonte: studio CEPEJ) *Secondo
la metodologia della CEPEJ, i contenziosi civili (e commerciali) riguardano le
controversie tra parti, come per esempio le controversie relative a contratti.
Per contro, le cause civili (e commerciali) non contenziose riguardano i
procedimenti in cui non viene fatta opposizione, come per esempio i procedimenti
di ingiunzione di pagamento di crediti non contestati. In alcuni paesi le cause
commerciali sono trattate da appositi tribunali commerciali e in altri da
tribunali (civili) ordinari. Grafico
3: tempo necessario per definire le cause amministrative* (1° grado/in
giorni) (fonte: studio CEPEJ) *Secondo
la metodologia della CEPEJ, le cause di diritto amministrativo riguardano le
controversie tra cittadini e autorità locali, regionali o nazionali. In alcuni
paesi le cause di diritto amministrativo sono trattate da appositi tribunali
amministrativi e in altri da tribunali (civili) ordinari. Grafico
4: tempo necessario per definire le procedure di insolvenza* (in anni)
(fonte: Banca mondiale: Doing Business) *
Tempo necessario ai creditori per recuperare il loro credito. Il periodo di
tempo va dalla dichiarazione di insolvenza dell'impresa e il pagamento di una
parte o della totalità del denaro dovuto alla banca. Sono prese in
considerazione le possibili tattiche dilatorie delle parti, come la
presentazione di ricorsi dilatori o richieste di proroga. I dati provengono
dalle risposte fornite a un questionario da curatori fallimentari locali e sono
stati verificati attraverso uno studio delle disposizioni legislative e
regolamentari e informazioni pubbliche sulle procedure concorsuali. 4.1.2
Tasso di ricambio Il tasso di ricambio è il
rapporto tra il numero di procedimenti esauriti e il numero di procedimenti
sopravvenuti. Tale indicatore rileva la capacità di un tribunale di far fronte
al carico giudiziario. La durata dei procedimenti è legata al tasso al quale i
tribunali definiscono le cause, ossia il "tasso di ricambio", e al
numero di cause ancora in attesa di definizione (cause pendenti). Un tasso
di ricambio pari o superiore a circa il 100% sta a indicare che il sistema
giudiziario è in grado di definire almeno tutte le cause avviate. Un tasso di
ricambio inferiore al 100% sta a indicare che il numero delle cause definite
dai tribunali è inferiore alle sopravvenienze e quindi, alla fine dell'anno, le
cause rimaste senza definizione aumentano il numero delle cause pendenti. Se
persiste per vari anni, questa situazione potrebbe essere indicativa di un
problema sistemico in quanto l'arretrato si accumula aggravando ulteriormente
il carico di lavoro dei giudici e provocando un ulteriore aumento della durata
dei procedimenti. Grafico
5: tasso di definizione delle cause civili, commerciali, amministrative e di
altra natura (1° grado/in % — i valori superiori al 100% indicano che è
stato definito un numero di cause maggiore rispetto a quello delle nuove cause
avviate, mentre i valori inferiori al 100% indicano che è stato definito un
numero di cause inferiore a quello delle nuove cause avviate) (fonte:
studio CEPEJ) Grafico
6: tasso di definizione dei contenziosi civili e commerciali (1°
grado/in %) (fonte: studio CEPEJ) Grafico 7: tasso di definizione delle cause
amministrative (1° grado/in %) (fonte: studio CEPEJ) 4.1.3
Cause pendenti Il numero di cause pendenti esprime
il numero di cause ancora da trattare alla fine di un periodo. Il numero di
cause pendenti influisce sui tempi di trattazione. Pertanto, per ridurre la
durata dei procedimenti, è necessario adottare misure che diminuiscano il
numero di cause pendenti. Grafico
8: numero di cause civili, commerciali, amministrative e di altra natura
pendenti (1° grado/per 100 abitanti) (fonte: studio CEPEJ) Grafico
9: numero di contenziosi civili e commerciali pendenti (1° grado/per 100
abitanti) (fonte: studio CEPEJ) Grafico
10: numero di cause amministrative pendenti (1° grado/per 100 abitanti)
(fonte: studio CEPEJ) 4.1.4.
Risultati degli studi pilota sul campo I risultati degli studi pilota
sul campo riguardanti la durata dei procedimenti in materia di concorrenza e
tutela del consumatore indicano il numero medio di giorni necessario per definire
nel merito le cause promosse in questi due ambiti specifici. La durata media in
giorni è fornita per il primo, il secondo e (se pertinente) il terzo grado, quando
tali informazioni sono disponibili. Viste le differenze nel modo in cui i dati
sono presentati per i vari gradi, gli Stati membri sono classificati in ordine
alfabetico in base al loro nome geografico in lingua originale. La durata media dei procedimenti
di controllo giurisdizionale in materia di concorrenza riportata di seguito
sembra essere generalmente superiore alla durata media delle cause civili,
commerciali, amministrative e di altra natura riportata nel grafico 1. Ciò
potrebbe essere dovuto alla complessità intrinseca di questo tipo di controversie.
Il grafico sottostante mostra inoltre che, in vari Stati membri, sono
riscontrabili differenze notevoli tra il primo, il secondo e (ove esistente) il
terzo grado del controllo giurisdizionale. Grafico
11: tempo medio necessario per definire i procedimenti di controllo giurisdizionale
delle decisioni delle autorità nazionali garanti della concorrenza che
applicano gli articoli 101 e 102 del TFUE* (in giorni) (fonte: studio
pilota sul campo[30]) *Il
calcolo della durata si basa su uno studio che ha cercato di identificare tutti
i ricorsi contro decisioni delle autorità nazionali garanti della concorrenza
che applicano gli articoli 101 e 102 del TFUE giudicati nel merito tra il 2008
e il 2013. I dati riguardano il primo, il secondo e, ove pertinente, il terzo
grado. Grafico
12: tempo medio necessario per definire le cause in materia di tutela del
consumatore* (in giorni) (fonte: studio pilota sul campo[31]) Sebbene la durata media appaia
superiore a quella dei contenziosi civili e commerciali di cui al grafico 2, è
necessario tener conto del fatto che la durata è stata calcolata in base ai
contenziosi in materia di tutela del consumatore che sono stati pubblicati, che
tendono a essere più complessi. Il grafico conferma altresì che, in tale
ambito, alcuni Stati membri presentano notevoli differenze in termini di durata
media tra il primo, il secondo e il terzo grado. *Il
calcolo della durata si basa su campioni di cause decise tra il 2008 e il 2013 riguardanti
l'applicazione della direttiva sulle clausole abusive nei contratti stipulati
con i consumatori, della direttiva sulle vendite a distanza, della direttiva
sulla vendita e le garanzie dei beni di consumo, della direttiva sulle pratiche
commerciali sleali e delle relative disposizioni attuative nazionali. Poiché la
dimensione del campione varia a seconda della disponibilità di decisioni pubblicate,
i dati vanno analizzati con prudenza[32]. Ø Conclusioni sull'efficienza dei sistemi giudiziari · Dal quadro di valutazione si evince che in alcuni Stati membri permangono problemi specifici per quanto concerne l'efficienza del sistema giudiziario, ossia lunghi procedimenti di primo grado unitamente a un basso tasso di ricambio o un numero elevato di cause pendenti. Questi Stati membri sono già stati identificati nel semestre europeo 2013 e nei programmi di aggiustamento economico e sono in procinto di definire, adottare o attuare misure per migliorare il funzionamento del sistema giudiziario. I dati confermano l'importanza di realizzare con impegno tutte le riforme necessarie e proseguire con risolutezza tali sforzi. · Per alcuni Stati membri i dati indicano un aumento della durata dei procedimenti. I motivi sottostanti possono essere diversi. Ad esempio, nei paesi particolarmente colpiti dalla crisi finanziaria, economica e del debito sovrano, l'aumento delle nuove cause ha inciso sul funzionamento del sistema giudiziario[33]. · Gli effetti delle riforme ambiziose recentemente adottate in alcuni Stati membri non sono ancora percepibili in quanto i dati partono dal 2012. Occorre tempo per attuare e raccogliere i frutti delle riforme strutturali della giustizia, soprattutto nei paesi interessati dai programmi di aggiustamento economico[34]. Poiché il quadro di valutazione è un esercizio periodico, l'esito di tali riforme potrebbe essere visibile nelle prossime edizioni.
4.2. Qualità dei sistemi giudiziari
Affinché
la giustizia sia efficiente, occorre qualità a tutti i livelli. La mancanza di
qualità delle decisioni giudiziarie può aumentare i rischi
imprenditoriali per le grandi e le piccole e medie imprese e influire sulle
scelte dei consumatori. Alcuni indicatori di input, come la formazione, il
monitoraggio e la valutazione delle attività, la disponibilità di sistemi TIC e
metodi ADR, e le risorse umane e finanziarie, possono contribuire a migliorare
la qualità dei sistemi giudiziari. 4.2.1
Monitoraggio e valutazione: due fattori che contribuiscono a diminuire la
durata dei procedimenti La definizione
di politiche in materia di qualità e la valutazione delle attività delle
autorità giurisdizionali sono strumenti che aumentano la qualità del sistema
giudiziario al fine di migliorare l'accesso alla giustizia, la fiducia, la
prevedibilità e la tempestività delle decisioni giudiziarie. Tali strumenti
possono consistere nel monitoraggio dell'attività quotidiana dei tribunali
grazie alla raccolta di dati o nella valutazione dei risultati dei sistemi
giudiziari utilizzando indicatori o introducendo sistemi di qualità presso i
tribunali. L'assenza di un monitoraggio e una valutazione affidabili può
rendere più difficile migliorare il funzionamento di un sistema giudiziario. Un'efficace
gestione dei tempi di trattazione delle cause richiede che i tribunali, la
magistratura e tutti gli utenti finali del sistema giudiziario possano essere
informati sul funzionamento dei tribunali attraverso un meccanismo di
monitoraggio periodico. I
dati dei grafici a barre sovrapposte sui fattori di qualità risalgono al 2012
perché riflettono indicatori descrittivi che tendono a rimanere stabili. Le
differenze rispetto a precedenti esercizi per alcuni Stati membri sono spiegate
caso per caso. Gli Stati membri nella parte destra dei grafici senza valori
sono quelli per i quali non c'erano dati disponibili. Laddove in alcuni Stati
membri gli indicatori non esistono o non sono applicabili, tale circostanza è
stata resa esplicita a destra dei grafici. Grafico
13: disponibilità di monitoraggio delle attività delle autorità giurisdizionali
nel 2012* (fonte: studio CEPEJ) *La
disponibilità di strumenti di monitoraggio è stata indicata in aumento in CY,
EL (relazioni di attività annuali) e SI (altri elementi di monitoraggio) e in
diminuzione in SK (nessuna relazione di attività annuale perché i singoli
tribunali sono tenuti a inviare dati statistici al ministero della Giustizia
che pubblica i dati per l'intero sistema giudiziario). Grafico
14: disponibilità di valutazioni delle attività delle autorità giurisdizionali
nel 2012* (fonte: studio CEPEJ) *La
disponibilità di tali strumenti è stata indicata in aumento in EE, HU e SI e in
diminuzione in LV. Grafico
15: sondaggi condotti presso gli utenti del sistema giudiziario o i
professionisti del diritto nel 2012* (fonte: studio CEPEJ) I sondaggi condotti presso i
professionisti del diritto e/o gli utenti del sistema giudiziario possono
fornire informazioni rilevanti sulla qualità del sistema stesso. È stato
introdotto un ulteriore indicatore per riflettere i gruppi di riferimento e la
misura in cui tali sondaggi sono utilizzati negli Stati membri. *Secondo
la metodologia della CEPEJ, sondaggi rivolti a coloro che sono a contatto
diretto con un tribunale (operatori della giustizia, parti in causa e altri
utenti del sistema giudiziario, ad esempio testimoni, periti, interpreti,
ecc.). 4.2.2
Sistemi di tecnologia dell'informazione e della comunicazione: un contributo
per ridurre la durata dei procedimenti e facilitare l'accesso alla giustizia I
sistemi TIC per la registrazione e la gestione delle cause sono strumenti
indispensabili di cui le autorità giurisdizionali possono disporre per un'efficace
gestione dei tempi delle cause, in quanto contribuiscono a migliorare il ritmo
al quale un tribunale può trattare le cause e, quindi, a ridurre la durata
complessiva dei procedimenti[35]. Grafico
16: sistemi TIC per la registrazione e la gestione delle cause (indicatore
ponderato — min=0, max=4)[36] (fonte:
studio CEPEJ) Grafico
17: comunicazione elettronica tra i tribunali e le parti (indicatore ponderato
— min=0, max=4) (fonte: studio CEPEJ) I
sistemi TIC per la comunicazione tra i tribunali e le parti (ad esempio, la
presentazione elettronica delle domande) possono contribuire a ridurre i ritardi
e i costi per i cittadini e le imprese agevolando l'accesso alla giustizia. I
sistemi TIC svolgono anche un ruolo sempre più importante nella cooperazione
transfrontaliera tra le autorità giudiziarie e, pertanto, facilitano l'attuazione
del diritto dell'Unione. Grafico
18: trattamento elettronico delle controversie di modesta entità* (0 =
disponibile presso lo 0% delle autorità giurisdizionali; 4 = disponibile presso
il 100% delle autorità giurisdizionali) (fonte: studio CEPEJ) *Per "controversia
di modesta entità" si intende una causa civile in cui il valore monetario della
domanda è relativamente basso. Tale nozione varia tra gli Stati membri e lo
studio della CEPEJ utilizza la definizione nazionale di ciascuno Stato membro. Grafico 19: trattamento elettronico del
recupero di crediti non contestati* (0 = disponibile presso lo 0%
delle autorità giurisdizionali; 4 = disponibile presso il 100% delle autorità
giurisdizionali) (fonte: studio CEPEJ) Grafico
20: presentazione elettronica delle istanze (0 = disponibile presso lo 0% delle
autorità giurisdizionali; 4 = disponibile presso il 100% delle autorità
giurisdizionali) (fonte: studio CEPEJ) 4.2.3 Metodi
alternativi di risoluzione delle controversie (ADR): un contributo per ridurre
il carico di lavoro dei tribunali Una
mediazione efficace e altri metodi alternativi di risoluzione delle
controversie ampliano le possibilità per cittadini e imprese di veder definito
il proprio contenzioso e contribuiscono a una cultura di composizione pacifica
delle controversie. L'interesse per tali metodi è confermato da un sondaggio
Eurobarometro da cui emerge che l'89% degli intervistati ricercherebbe un
accordo extragiudiziale, mentre solo l'8% adirebbe comunque le vie legali[37].
I metodi alternativi di risoluzione delle controversie contribuiscono,
inoltre, al migliore funzionamento dei tribunali. Agevolando una rapida
risoluzione del contenzioso tra le parti su base volontaria, tali metodi
riducono il numero di cause pendenti e possono avere ricadute positive sul
carico di lavoro dei tribunali, che pertanto hanno più possibilità di mantenere
tempi di trattazione ragionevoli. Grafico 21: disponibilità di metodi
alternativi di risoluzione delle controversie nel 2012* (fonte:
studio CEPEJ) *Non è stata
segnalata pressoché alcuna variazione della disponibilità di metodi ADR,
apparentemente aumentata in CY e diminuita LV; LV ha appena avviato l'iter per
creare una nuova base giuridica per la mediazione e un istituto di mediazione. 4.2.4 Promozione
della formazione dei giudici: un possibile contributo per migliorare l'efficienza
della giustizia La
formazione dei giudici è un elemento importante per la qualità delle decisioni
giudiziarie. È stato introdotto un ulteriore indicatore per fornire
informazioni sulla percentuale effettiva di giudici che partecipano alla
formazione continua sul diritto dell'Unione o di un altro Stato membro. Grafico 22: formazione obbligatoria per
i giudici nel 2012* (fonte: studio CEPEJ) *EL,
HU e LT hanno incrementato il numero delle categorie di formazione obbligatoria
rispetto al 2010, mentre LU, SE e RO hanno reso facoltative alcune categorie
che prima erano obbligatorie. Grafico 23: giudici che partecipano alle
attività di formazione continua sul diritto dell'Unione o sul diritto di un
altro Stato membro (% del numero complessivo di giudici)* (fonte: Commissione
europea, Formazione giudiziaria europea, 2012[38]) *In
qualche caso segnalato dagli Stati membri, il rapporto tra partecipanti e
membri effettivi di una professione del diritto supera il 100%, il che
significa che i partecipanti hanno preso parte a più di un'attività di
formazione sul diritto dell'Unione. Alcuni dati eccezionalmente elevati
lasciano intendere che i dati forniti riguardano formazioni su tutte le materie
e non soltanto sul diritto dell'Unione. 4.2.5 Risorse Grafico
24: bilancio per le autorità giurisdizionali (in euro per abitante)* (fonte: studio CEPEJ) *
Il grafico 24 fa riferimento al bilancio annuale approvato stanziato per il
funzionamento di tutte le autorità giurisdizionali, a prescindere dalla fonte e
dal livello (nazionale o regionale). Il grafico non tiene conto degli uffici
dei pubblici ministeri (fuorché in BE, DE, EL, ES (per il 2010), FR, LU e AT) né
del patrocinio a spese dello Stato (fuorché in BE, ES (per il 2010) e AT).[39] Grafico 25: spesa totale delle
amministrazioni pubbliche per i "tribunali"* (in euro per abitante)
(fonte: Eurostat). Questo ulteriore indicatore di
risorse si avvale dei dati forniti da Eurostat sulla spesa delle
amministrazioni pubbliche e riporta il bilancio effettivamente speso,
integrando l'indicatore esistente sul bilancio stanziato per i tribunali. Il
raffronto è eseguito tra gli anni 2010, 2011 e 2012. *Mentre
il grafico 24 indica il bilancio annuale approvato stanziato per il
funzionamento di tutte le autorità giurisdizionali, indipendentemente dalla
fonte e dal livello (nazionale o regionale), il grafico 25 riporta la spesa
totale (effettiva) delle amministrazioni pubbliche per i tribunali (dati
relativi ai conti nazionali, classificazione delle funzioni delle
amministrazioni pubbliche, gruppo 03.3). Il grafico 25 comprende anche gli
uffici dei pubblici ministeri e il patrocinio a spese dello Stato.[40] Grafico 26: spesa delle
amministrazioni pubbliche per le autorità giurisdizionali in percentuale del
PIL (fonte: Eurostat)[41] Grafico
27: numero di giudici* (per 100 000 abitanti) (fonte: studio CEPEJ) Per
migliorare la comparabilità e fornire un'immagine più precisa, l'indicatore è
stato rivisto rispetto al quadro di valutazione 2013. L'indicatore non
comprende più i Rechtspfleger/ausiliari di giustizia, figura che esiste
soltanto in alcuni Stati membri. Sono considerati solamente i giudici a
tempo pieno. *Secondo la
metodologia della CEPEJ, la categoria comprende i giudici a tempo pieno. La
categoria non comprende i Rechtspfleger/ausiliari di giustizia, figura che
esiste soltanto in alcuni Stati membri. Grafico 28: numero di avvocati* (per 100
000 abitanti) (fonte: studio CEPEJ) *
L'avvocato è una persona qualificata e autorizzata in base alla normativa
nazionale a patrocinare e agire per conto dei suoi clienti, esercitare un'attività
giuridica professionale, stare in giudizio od offrire consulenza ai propri
clienti oppure rappresentarli in merito a questioni giuridiche (raccomandazione
Rec(2000)21 del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulla libertà di
esercizio della professione di avvocato). Ø Conclusioni sulla qualità dei sistemi giudiziari · Il monitoraggio e la valutazione delle attività dei tribunali sono già svolti nella maggior parte degli Stati membri. Soltanto qualche paese non dispone di un sistema di valutazione. Presso gli utenti dei tribunali o i professionisti del diritto sono condotti sondaggi in più di metà degli Stati membri. · In quasi tutti gli Stati membri esistono metodi alternativi per la risoluzione delle controversie. Non sono disponibili dati aggiornati sull'uso di tali metodi. · Il numero di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) a disposizione dei tribunali è aumentato. Tali strumenti sono ampiamente disponibili per l'amministrazione e la gestione dei tribunali, in misura minore per la comunicazione elettronica tra tribunali e parti. La trattazione elettronica delle controversie di modesta entità e delle domande di recupero di crediti non contestati e la presentazione elettronica delle domande non sono possibili in un numero notevole di Stati membri. · In quasi un terzo degli Stati membri, il tasso di partecipazione dei giudici alle attività di formazione continua sul diritto dell'Unione è superiore al 50%. In metà degli Stati membri la partecipazione dei giudici alla formazione sul diritto dell'Unione rappresenta meno del 20%. · La formazione di giudici e professionisti del diritto e gli strumenti TIC sono fondamentali per un efficace funzionamento dello spazio europeo di giustizia basato sulla fiducia reciproca. I risultati del quadro di valutazione confermano che la formazione e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione dovrebbero essere componenti essenziali della futura politica dell'Unione in materia di giustizia e contribuiranno a consolidare ciò che è stato conseguito negli ultimi 15 anni in tale settore.
4.3 Indipendenza
L'indipendenza
della giustizia è importante per un ambiente che attiri gli investimenti, in
quanto garantisce la prevedibilità, la certezza, l'equità e la stabilità dell'ordinamento
giuridico in cui operano le imprese. Per questo motivo, il miglioramento dell'indipendenza
dei sistemi giudiziari nazionali, unitamente alla loro qualità ed efficienza, è
un elemento rilevante del semestre europeo. L'indipendenza della magistratura è
anche un requisito derivante dal diritto a un ricorso effettivo sancito dalla
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. L'indipendenza del sistema
giudiziario è importante altresì per una lotta efficace alla corruzione, come
sottolineato nella corrispondente relazione dell'Unione[42]. Per fornire informazioni sull'indipendenza dei
sistemi giudiziari degli Stati membri, il quadro di valutazione 2013 ha
utilizzato l'indicatore dell'indipendenza percepita del sistema giudiziario. L'indipendenza
percepita del sistema giudiziario è, infatti, un fattore di promozione della
crescita, in quanto la percezione di una mancanza di indipendenza può
scoraggiare gli investimenti. Come regola generale, la giustizia non deve
essere solo fatta, ma si deve anche vedere che è stata fatta. Sebbene
l'indipendenza percepita sia un indicatore rilevante, sono necessarie
informazioni sui modi in cui l'indipendenza del sistema giudiziario viene
giuridicamente garantita e mantenuta. Per questo motivo, il quadro di
valutazione 2013 ha annunciato che la Commissione, in collaborazione con le
reti di giudici e delle autorità giudiziarie, esaminerà come è possibile
migliorare la qualità e la disponibilità di dati comparabili sull'indipendenza
strutturale. Assieme
alla rete europea dei Consigli di giustizia (ENCJ), la Commissione ha iniziato
a raccogliere informazioni sulla tutela giuridica dell'indipendenza dei sistemi
giudiziari degli Stati membri. I dati forniti in allegato presentano una prima
rassegna comparativa del modo in cui i sistemi giudiziari sono organizzati per
tutelare l'indipendenza della giustizia in determinate situazioni in cui la
loro indipendenza potrebbe essere messa a repentaglio. Si utilizzano
cinque indicatori per coprire le seguenti situazioni: (i) le garanzie
riguardanti il trasferimento di giudici senza il loro consenso, (ii) la revoca
dei giudici, (iii) l'assegnazione di nuove cause all'interno di un
tribunale, (iv) la rinuncia o ricusazione di giudici e (v) la
minaccia all'indipendenza di un giudice. Per tali situazioni, la
raccomandazione del Consiglio d'Europa del 2010 sui giudici: indipendenza,
efficacia e responsabilità (di seguito, "raccomandazione") illustra i
requisiti per garantire il rispetto dell'indipendenza della magistratura[43]. Grafico 29: indipendenza percepita del sistema giudiziario (percezione
—più alto è il valore, migliore è la percezione) (fonte: World Economic Forum)[44] Ø Conclusioni sull'indipendenza del sistema giudiziario · In vari Stati membri la percezione dell'indipendenza del sistema giudiziario è migliorata, mentre in alcuni è peggiorata. · Il quadro di valutazione 2014 presenta anche, in allegato, una prima rassegna comparativa fattuale delle garanzie giuridiche volte a tutelare l'indipendenza del sistema giudiziario in alcune situazioni in cui tale indipendenza potrebbe essere messa a repentaglio. La Commissione esaminerà in maniera più approfondita, in collaborazione con le reti di autorità giudiziarie e giudici e con gli Stati membri, il modo in cui il quadro di valutazione potrebbe ulteriormente sviluppare dati comparativi sull'efficacia di tali garanzie giuridiche e altre garanzie riguardanti l'indipendenza strutturale. 5. Prossime tappe I risultati del quadro di
valutazione saranno tenuti presenti nella preparazione della prossima analisi
specifica per paese del semestre europeo 2014, nonché nel contesto dei programmi
di aggiustamento economico. Il
quadro di valutazione 2014 conferma che la raccolta di dati oggettivi, comparabili
e attendibili sull'efficienza dei sistemi giudiziari per tutti gli Stati membri
resta problematica. I motivi sono vari: mancanza di disponibilità di dati derivante
da una capacità statistica insufficiente, mancanza di comparabilità dovuta a
procedure o definizioni che possono variare notevolmente, mancanza di volontà
di collaborare appieno con la CEPEJ. La
Commissione ritiene che sia importante compiere progressi tangibili nella
capacità di raccogliere e fornire dati pertinenti sulla qualità, l'efficienza e
l'indipendenza dei sistemi giudiziari. Data l'importanza del buon funzionamento
dei sistemi giudiziari nazionali per la realizzazione degli obiettivi dell'Unione,
la raccolta e la messa a disposizione di dati fondati, imparziali, attendibili,
obiettivi e comparabili dovrebbe essere affrontata in via prioritaria dagli
Stati membri a supporto di questo esercizio. Gli Stati membri e gli ordinamenti
giudiziari nazionali hanno un interesse reciproco a promuovere la raccolta di
tali dati per definire in maniera più adeguata le politiche in materia di
giustizia. La
Commissione intende intensificare il lavoro del gruppo di esperti sui sistemi
giudiziari nazionali per migliorare la disponibilità, la qualità e la comparabilità
di dati rilevanti per l'Unione europea. Oltre a collaborare con la CEPEJ, la
Commissione sta rafforzando la collaborazione con le reti europee nel campo
della giustizia, in particolare con la rete europea dei Consigli di giustizia,
la rete dei presidenti delle Corti supreme dell'Unione europea, l'associazione
dei Consigli di Stato e delle Corti supreme amministrative e le associazioni di
professionisti del diritto, soprattutto avvocati. Sarà
esplorata la possibilità di raccogliere dati sul funzionamento dei sistemi
giudiziari in altri settori specifici rilevanti per la crescita, come la
criminalità economica e finanziaria. 6. Conclusioni Il
quadro di valutazione UE della giustizia contribuisce a identificare, in un
dialogo aperto con gli Stati membri, i buoni esempi e le eventuali carenze dei
sistemi giudiziari nazionali. In linea con il principio della parità di
trattamento, è importante che tutti gli Stati membri siano oggetto del quadro
di valutazione e forniscano i dati necessari. È una questione di interesse
generale per il buon funzionamento dello spazio europeo di giustizia comune
basato sulla fiducia reciproca e, più in generale, dell'Unione. Il
quadro di valutazione UE della giustizia 2014 evidenzia l'importanza di proseguire
con risolutezza gli sforzi per migliorare l'efficienza dei sistemi giudiziari
al fine di sfruttare appieno i vantaggi di tali riforme. Sulla base di tale
quadro di valutazione, la Commissione invita gli Stati membri, il Parlamento
europeo e tutti gli interessati ad avviare un dialogo aperto e una
collaborazione costruttiva per il conseguimento di tale obiettivo. ALLEGATO:
INDIPENDENZA STRUTTURALE DELLA MAGISTRATURA I
dati sottostanti presentano una prima rassegna delle garanzie giuridiche applicabili
in determinate situazioni, senza valutarne l'efficacia[45]. I dati
dei grafici si basano sulle risposte fornite a un questionario elaborato dalla
Commissione in stretta collaborazione con la rete europea dei Consigli di
giustizia[46]. Grafico
I: garanzie riguardanti il trasferimento dei giudici senza il loro consenso (inamovibilità
dei giudici) Il
grafico esamina lo scenario del trasferimento dei giudici senza il loro
consenso, mostrando se e quando tale trasferimento è consentito: (i) autorità
che decidono in merito al trasferimento, (ii) motivi (ad esempio,
organizzativi, disciplinari) per i quali è consentito il trasferimento e (iii)
possibilità di ricorso avverso la decisione di trasferimento[47]. Grafico II: revoca di giudici di 1° e 2°
grado Il
grafico presenta le autorità che hanno il potere di proporre e decidere la
revoca di giudici di primo e secondo grado nei vari Stati membri[48]. La
parte superiore della colonna indica chi prende la decisione finale[49], mentre
la parte inferiore indica, ove pertinente, chi propone la revoca o chi deve
essere consultato prima che venga presa una decisione. Grafico
III: assegnazione delle cause all'interno di un tribunale Il
grafico indica il livello al quale sono definiti i criteri per l'assegnazione
delle cause all'interno di un tribunale (ad esempio, legge, prassi
consolidata), le modalità con cui le cause sono assegnate (ad esempio,
presidente del tribunale, personale del tribunale, assegnazione casuale, ordine
prestabilito) e l'autorità che sovrintende all'assegnazione[50]. Grafico
IV: rinuncia e ricusazione di un giudice Il
grafico illustra se i giudici possono essere oggetto di sanzione nel caso in
cui ignorino l'obbligo di rinunciare all'assegnazione di una causa qualora la
loro imparzialità sia in discussione o compromessa o qualora vi sia una
ragionevole percezione che possa esserlo. Il grafico indica altresì l'autorità[51] che
decide in merito a un'istanza di ricusazione presentata da una parte per
contestare un giudice[52]. Grafico
V: procedure in caso di minaccia all'indipendenza di un giudice Il
grafico illustra le autorità che hanno facoltà di avviare specifiche procedure
per tutelare l'indipendenza del sistema giudiziario qualora i giudici reputino
minacciata la loro indipendenza[53]. Il
grafico presenta altresì le misure che tali autorità possono adottare (ad esempio,
rilascio di dichiarazioni formali, deposito di reclami o sanzioni contro persone
che cerchino di influenzare i giudici in maniera impropria). Le azioni per la
tutela dell'indipendenza del sistema giudiziario emanano dall'ufficio del
pubblico ministero o dal tribunale nel caso delle sanzioni, oppure dal
Consiglio di giustizia nel caso di altre misure. [1] Nel 2014, i programmi di aggiustamento economico in Grecia,
Portogallo e Cipro prevedono precise condizioni in materia di riforma della giustizia. [2] Comunicazione della Commissione, Analisi annuale della
crescita 2013, COM(2012) 750 final. [3] Comunicazione della Commissione, Analisi annuale della
crescita 2014, COM(2013) 800 final. [4] I motivi delle raccomandazioni specifiche per paese
sono esposti dalla Commissione in
un documento di lavoro dei suoi servizi consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-your-country/index_it.htm [5] Consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/effective-justice/scoreboard/index_en.htm [6] Non tutti gli Stati membri hanno fornito dati alla CEPEJ. [7] Studio sul funzionamento dei tribunali nazionali per
l'applicazione delle norme del diritto in materia di concorrenza, svolto dall'ICF GHK, 2014; studio sul funzionamento
dei tribunali nazionali per l'applicazione delle norme del diritto in materia
di tutela del consumatore, svolto dal Centre for Strategy and Evaluation Services LLP, 2014. Consultabili all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/effective-justice/scoreboard/index_en.htm. [8] FMI, "Fostering Growth in Europe Now", 18
giugno 2012. [9] Consultabile all'indirizzo: http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130516.en.html [10] Cfr., ad esempio, il rapporto "Giustizia civile: come promuoverne
l'efficienza?", OCSE, dipartimento Economia, Policy Note 18, giugno 2013,
e "The Economics of Civil Justice: New Cross-Country Data and Empirics",
OCSE, dipartimento Economia, Working Paper 1060. [11] World Economic Forum, "The Global
Competitiveness Report; 2013-2014", consultabile all'indirizzo: http://www3.weforum.org/docs/WEF_GlobalCompetitivenessReport_2013-14.pdf [12] Consultabile all'indirizzo: http://www.doingbusiness.org/reports/global-reports/~/media/GIAWB/Doing%20Business/Documents/Annual-Reports/English/DB14-Chapters/DB14-Enforcing-contracts.pdf [13] Cfr. relazione per paese del FMI n. 13/299. [14] Cfr. documento di lavoro della Banca di Spagna 1303, documento
di lavoro della Banca d'Italia 898 e succitata relazione per paese del FMI
13/299. [15] Cfr. succitato documento del dipartimento Economia dell'OCSE. [16] Cfr. relazione per paese del FMI n. 13/299. [17] Risoluzione sul quadro di valutazione UE della giustizia —
giustizia civile e amministrativa negli Stati membri. [18] Per quanto concerne il Comitato delle regioni, la presidenza
della commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni (CIVEX) ha trasmesso una serie
di osservazioni in cui si sottolinea l'importanza della crescita e di una
giustizia efficiente a livello
locale e regionale. [19] Ulteriori informazioni sulla conferenza, gli interventi e i
contributi scritti sono reperibili all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/events/assises-justice-2013/index_en.htm
[20] Flash Eurobarometro 385 "La giustizia
nell'Unione europea", consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/flash_arch_390_375_en.htm#385 [21] Raccomandazione del Consiglio (2013/C 217/03), del
9 luglio 2013, sul programma nazionale di riforma 2013 della Bulgaria
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della
Bulgaria 2012-2016 (cfr. punto
5); raccomandazione del Consiglio (2013/C 217/20), del 9 luglio 2013, sul
programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e che formula un parere
del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2016 (cfr. punto 9); raccomandazione del Consiglio (2013/C
217/10), del 9 luglio 2013, sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Ungheria
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza dell'Ungheria 2012-2016 (cfr. punto 5); raccomandazione del Consiglio (2013/C
217/11), del 9 luglio 2013, sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Italia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dell'Italia
2012-2017 (cfr. punto 2);
raccomandazione del Consiglio (2013/C 217/12), del 9 luglio 2013, sul programma
nazionale di riforma 2013 della Lettonia e che formula un parere del
Consiglio sul programma di convergenza della Lettonia 2012-2016 (cfr. punto 7); raccomandazione del Consiglio (2013/C
217/15), del 9 luglio 2013, sul programma nazionale di riforma 2013 di Malta
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità di Malta
2012-2016 (cfr. punto 5);
raccomandazione del Consiglio (2013/C 217/16), del 9 luglio 2013, sul programma
nazionale di riforma 2013 della Polonia e che formula un parere del
Consiglio sul programma di convergenza della Polonia 2012-2016 (cfr. punto 7); raccomandazione del Consiglio (2013/C
217/17), del 9 luglio 2013, sul programma nazionale di riforma 2013 della Romania
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della
Romania 2012-2016 (cfr. punto 7);
raccomandazione del Consiglio (2013/C 217/19), del 9 luglio 2013, sul programma
nazionale di riforma 2013 della Slovenia e che formula un parere del
Consiglio sul programma di stabilità della Slovenia 2012-2016 (cfr. punto 7); raccomandazione del Consiglio (2013/C
217/18), del 9 luglio 2013,
sul programma nazionale di riforma 2013 della Slovacchia e che formula
un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovacchia 2012-2016
(cfr. punto 6). Consultabili
all'indirizzo: http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C:2013:217:SOM:IT:HTML. [22] BG, IT, LV, PL,
SI e SK. [23] Ad esempio, a seguito della firma del programma di
aggiustamento economico nel 2011, PT ha adottato misure per migliorare
l'efficacia e la tempestività dell'esecuzione dei contratti, ristrutturare il sistema giudiziario ed eliminare
l'arretrato giudiziario. I dati
preliminari per il 2013 dimostrano sviluppi positivi, ad esempio per quanto
concerne il tasso di ricambio delle
cause in materia di esecuzione. [24] BG, CZ, EL, HR, IT, LV, LT, HU, PL, RO, SI e SK. Le posizioni
dei servizi della Commissione sullo sviluppo di accordi di partenariato e di programmi in tali paesi sono consultabili
all'indirizzo: http://ec.europa.eu/regional_policy/what/future/program/index_it.cfm
[25] Study on the functioning of national courts for the
application of competition law rules, svolto da ICF GHK, 2014; Study on the functioning of national courts for
the application of consumer law rules, svolto dal Centre for Strategy and
Evaluation Services LLP, 2014. [26] Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Impact
Assessment Report, Damages actions for breach of the EU antitrust rules
accompanying the proposal for a Directive of the European Parliament and of the
Council on certain rules governing actions for damages under national law for
infringements of the competition law provisions of the Member States and of the
European Union, 11 giugno 2013, SWD 2013 (203) (punto 65). [27] Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Consumer
Empowerment in the EU, 7 aprile 2011, SEC(2011) 469, (punto 2). [28] La durata dei procedimenti, il tasso di ricambio e il numero di
cause pendenti sono indicatori standard definiti dalla
CEPEJ. Per la loro definizione e correlazione, consultare il
sito http://www.coe.int/t/dghl/cooperation/cepej/evaluation/default_en.asp. [29] Relazione sul funzionamento dei sistemi giudiziari degli Stati
membri dell'UE, elaborata dal
segretariato della CEPEJ per la Commissione. Tutti i grafici confrontano, laddove disponibili, i dati del
2010 con i dati del 2012. I dati
del 2010 includono aggiornamenti effettuati dalla CEPEJ dopo la pubblicazione
del suo studio 2013 trasmesso alla Commissione. [30] Study on the functioning of national courts for the
application of competition law rules, condotto dall'ICF GHK, consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/effective-justice/scoreboard/index_en.htm [31] Study on the functioning of national courts for the
application of consumer law rules, condotto dal Centre for Strategy & Evaluation Services LLP,
consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/effective-justice/scoreboard/index_en.htm [32] Per alcuni Stati membri (*) è indicata soltanto la durata
dell'ultimo grado perché i dati sugli altri gradi erano insufficienti. Per ES (**) la durata media dei procedimenti di terzo
grado differisce notevolmente tra il 2008 e il 2012: nel 2008 era superiore a 2 600 giorni, mentre nel
2012 si è ridotta a circa 1 000 giorni. Per UK
(***) i dati si riferiscono a Inghilterra e Galles e indicano la durata media
dei procedimenti di primo grado dinanzi ai tribunali di contea. [33] Ad esempio, in EL il numero di nuovi contenziosi civili e commerciali
è aumentato del 42% tra il 2010 e il 2012. [34] Cfr. nota 23. [35] CY, IE e SI hanno segnalato alla CEPEJ di aver interpretato in
modo diverso alcune domande sulle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione rispetto al 2010. Ciò spiega perché nel 2012 i valori per alcuni
indicatori TIC sono inferiori rispetto al 2010. [36] I grafici 16 e 17 riportano indicatori compositi costruiti sulla
base di vari indicatori TIC, ciascuno dei quali misura la disponibilità di tali sistemi su una scala da 0 a 4 (0=
disponibile presso lo 0% delle autorità giurisdizionali; 4=disponibile presso
il 100% delle autorità giurisdizionali). [37] Flash Eurobarometro 385, novembre
2013, consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_385_en.pdf [38] Consultabile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/justice/criminal/files/european_judicial_training_annual_report_2012.pdf [39] Nel grafico 24, il notevole calo in ES rispecchia il fatto che nelle informazioni del 2012 non sono
stati inseriti i dati delle Comunità autonome e del Consiglio di giustizia. [40] I seguenti valori sono provvisori: BG, EL e HU per tutti gli
anni, SE per il 2012. [41] I seguenti valori sono provvisori: BG, EL e HU per tutti gli
anni; SE per il 2012. [42] COM (2014)38 def., 4.2.2014, consultabile
all'indirizzo: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/e-library/documents/policies/organized-crime-and-human-trafficking/corruption/docs/acr_2014_it.pdf
e http://ec.europa.eu/anti-corruption-report/. [43] Raccomandazione CM/Rec(2010)12 del Comitato dei ministri agli
Stati membri sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità. [44] L'indicatore del FEM si basa sulle risposte del sondaggio alla
domanda: "In che misura la magistratura del Suo paese è indipendente dalle influenze di membri di
amministrazioni pubbliche, cittadini o imprese?" Al sondaggio ha risposto un campione significativo di imprese in tutti
i paesi che rappresentano i principali settori dell'economia (agricoltura,
industria manifatturiera, industria non manifatturiera e servizi). Il sondaggio è stato proposto in diversi
formati, tra cui colloqui personali con i dirigenti delle imprese, interviste
telefoniche e scambi di e-mail.
In alternativa, era possibile partecipare a un sondaggio online. Consultabile all'indirizzo: http://www.weforum.org/reports/global-competitiveness-report-2013-2014
[45] La rassegna contiene soltanto le informazioni di base sulle modalità organizzative
dei sistemi giudiziari e non intende rispecchiare la
complessità e i dettagli di tali sistemi. L'obiettivo della sezione è fornire una prima mappatura delle garanzie
dell'indipendenza dei sistemi giudiziari e, pertanto, i grafici riportano gli
Stati membri in ordine alfabetico in base al loro nome geografico in lingua
originale. [46] Per gli Stati membri in cui non esistono Consigli di giustizia,
le risposte al questionario sono state ottenute in collaborazione con la rete
dei presidenti delle Corti supreme dell'Unione europea. [47] Il punto 52 della
raccomandazione contiene una serie di garanzie sull'inamovibilità dei giudici, prevedendo, in particolare, che
un giudice non possa essere essere assegnato ad altre funzioni giudiziarie senza
il suo consenso, salvo in caso di sanzioni disciplinari o riforma organizzativa del sistema giudiziario. [48] I punti 46 e 47 della raccomandazione impongono che i sistemi nazionali
prevedano garanzie in merito alla revoca dei giudici. [49] Può trattarsi di uno o due organi
differenti a seconda del motivo della revoca o del tipo di giudice (ad esempio, presidente, ecc.). [50] Il punto 24 della
raccomandazione impone che la distribuzione
degli affari all'interno di un tribunale deve seguire criteri oggettivi
predeterminati, al fine di garantire il diritto a un giudice indipendente e
imparziale. [51] Talvolta più di un'autorità può prendere tale decisione a
seconda del livello del tribunale presso il quale opera il giudice ricusato. [52] I punti 59, 60 e
61 della raccomandazione dispongono che i giudici devono agire in tutti i casi in maniera indipendente e
imparziale e devono astenersi dal giudicare o rifiutare di pronunciare se sussistano
valide ragioni stabilite per legge, e solo in tal caso. [53] I punti 8, 13 e
14 della raccomandazione dispongono che, quando i giudici ritengono che la loro indipendenza sia minacciata devono
disporre di strumenti impugnatori effettivi.