RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sull'esito dei programmi di eradicazione, di lotta e di sorveglianza relativi alle malattie degli animali e alle zoonosi cofinanziati dall'UE nel periodo 2005-2011 /* COM/2014/0115 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO sull'esito dei programmi di eradicazione, di
lotta e di sorveglianza relativi alle malattie degli animali e alle zoonosi
cofinanziati dall'UE nel periodo 2005-2011 Sintesi La presente relazione verte sugli esiti
dell'attuazione dei programmi di eradicazione, di lotta e di sorveglianza
relativi alle malattie degli animali e alle zoonosi cofinanziati dall'UE, come
previsto dall'articolo 41 della decisione 2009/470/CE del Consiglio relativa
a talune spese nel settore veterinario[1].
Il cofinanziamento dei programmi di
eradicazione, di lotta e di sorveglianza relativi alle malattie degli animali
(nel seguito "programmi veterinari") rappresenta la voce di spesa di
gran lunga più rilevante nell'ambito del bilancio dell'UE destinato alla
sicurezza alimentare[2].
Nel periodo in esame l'UE ha speso oltre 1,17 miliardi di EUR per cofinanziare
l'attuazione di programmi indirizzati alla lotta contro tredici malattie[3]. In questi 7 anni hanno
beneficiato del contributo dell'UE tutti i 27 Stati membri (SM) (UE-25 fino al
31 dicembre 2006). Nonostante permangano alcuni aspetti
problematici i programmi veterinari continuano a svolgere un ruolo fondamentale
nella gestione efficace delle malattie degli animali considerate, garantendone
la sorveglianza e l'eradicazione, un controllo più mirato delle malattie
transfrontaliere più rilevanti per l'UE e la prevenzione e la reazione rapida
alle malattie animali emergenti e riemergenti, che costituiscono un elemento
fondamentale della strategia europea in materia di salute animale. Ciò presenta
a sua volta chiari vantaggi economici per i settori dell'economia dell'UE
interessati e per il buon funzionamento del mercato unico, nonché ai fini della
protezione dei consumatori e della sanità pubblica (nel caso delle zoonosi),
che costituiscono beni pubblici fondamentali per la società dell'UE. Alla luce delle minacce e delle sfide cui
dovranno in futuro far fronte i programmi veterinari cofinanziati dall'UE, la
presente analisi consente di formulare diverse conclusioni sulle future azioni
necessarie per migliorare la gestione dei programmi, che consistono, in
particolare, in una migliore definizione delle priorità, nella riduzione dei
costi di gestione dei programmi sia per la Commissione che per gli Stati
membri, in una migliore elaborazione, attuazione ed analisi costo-efficacia dei
programmi veterinari cofinanziati dall'UE. Il 29 giugno 2011 la Commissione ha
proposto un nuovo regolamento[4]
relativo al settore delle spese connesse alla sicurezza alimentare nel suo
complesso. L'obiettivo è quello di ottimizzare il quadro finanziario esistente,
migliorando la semplificazione, la trasparenza e la flessibilità, e di
dimostrare il rapporto costo-efficacia delle spese in materia di sicurezza
alimentare, comprese le spese relative ai programmi veterinari. La proposta sarà
formalmente adottata dai colegislatori nella prima metà del 2014. 1. Introduzione In base all'articolo 41 della
decisione 2009/470/CE del Consiglio relativa a talune spese nel settore
veterinario "ogni quattro anni la Commissione presenta al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione sulla situazione sanitaria degli animali e
sul rapporto costo-efficacia dei programmi dei vari Stati membri, compresa
un'illustrazione dei criteri adottati"[5]. Nell'ambito dell'attuale sistema di sorveglianza e
di valutazione non sono stati adottati strumenti specifici per misurare il
rapporto costo-efficacia della spesa nel campo dell'alimentazione umana e
animale. Pertanto la presente relazione costituisce essenzialmente un'analisi
costi-benefici preliminare dei programmi attuati. Occorre osservare che molti programmi veterinari,
soprattutto quelli connessi ad attività di eradicazione (ad esempio, della
tubercolosi), sono per loro natura attività a lungo termine. I risultati
vengono pertanto spesso conseguiti molto tempo dopo l'attuazione di misure
specifiche. Poiché la presente è la prima relazione ad essere
effettuata in questo ambito, il periodo di valutazione viene esteso ai sette
anni che vanno dal 2005 al 2011. 2. Contesto Il contributo finanziario dell'UE ai programmi di
eradicazione, di lotta e di sorveglianza relativi alle malattie degli animali
rappresenta la voce di spesa di gran lunga più significativa nell'ambito del
bilancio dell'UE destinato alla sicurezza alimentare. Tale contributo viene
erogato al fine di eliminare progressivamente le malattie degli animali e
attuare misure per la sorveglianza di tali malattie negli Stati membri e
nell'UE nel suo insieme, oltre a costituire parte integrante della
strategia europea in materia di salute animale[6],
il cui scopo è garantire un elevato livello di protezione della salute degli
animali, della sanità pubblica e dei consumatori. Gli obiettivi finali dei
programmi veterinari consistono nell'assicurare un elevato livello di
protezione della salute degli animali e della sanità pubblica, nello stimolare
il miglioramento della produttività del settore zootecnico e nel contribuire
alla sostenibilità economica dei settori direttamente o indirettamente
interessati da un focolaio di malattia animale[7]. Le malattie animali e le zoonosi ammissibili al
cofinanziamento dell'UE sono elencate nell'allegato I della
decisione 2009/470/CE del Consiglio. L'ordine di priorità dei finanziamenti viene definito
ed adeguato dalla Commissione su base annua per garantirne la piena aderenza
alla situazione reale. Rivestono la massima importanza le malattie rilevanti
per la salute degli animali o per la sanità pubblica (quali le zoonosi) e
quelle con forti implicazioni sotto il profilo economico per gli scambi
commerciali e per le perdite di reddito per il settore zootecnico nell'UE.
L'ordine di priorità proposto viene discusso con gli Stati membri in seno al
comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali
(SCoFCAH)[8].
La valutazione interna della Commissione si basa sui dati inviati dagli SM,
sulle relazioni dell'Ufficio alimentare e veterinario (UAV)[9], sulle relazioni di
audit finanziario[10]
e sugli esiti dell'attività della task force per il controllo dell'eradicazione
delle malattie negli Stati membri (TF)[11]. Nel 2006 è stato introdotto un approccio
pluriennale per i programmi veterinari per garantire che gli obiettivi
prefissati siano conseguiti in modo più efficiente ed efficace. I programmi veterinari cofinanziati dall'UE
comprendono un'ampia gamma di misure tra cui la vaccinazione, le prove
effettuate sugli animali e gli indennizzi per la macellazione o l'abbattimento.
Di norma il contributo finanziario dell'UE è pari al 50% delle spese sostenute
dagli SM per l'attuazione di misure specifiche[12]
con un massimale. Fanno eccezione i costi relativi alla sorveglianza, alle
prove ed alla genotipizzazione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili
(TSE), che sono oggetto di finanziamento al 100%, con un massimale, ed i costi
relativi ai programmi per la rabbia (acquisto e distribuzione di vaccini, prove
di laboratorio) che, dal 2010, sono oggetto di cofinanziamento al 75%. Nel 2011
tutte le malattie precedentemente cofinanziate al 50% sono diventate oggetto di
un cofinanziamento ad un tasso più elevato, pari al 60%, come contributo al
risanamento di bilancio negli Stati membri alle prese con la crisi
economico-finanziaria. Nel periodo 2005-2011 il totale dei pagamenti dell'UE si
è attestato ad oltre 1,17 miliardi di EUR[13]
per il finanziamento dei programmi destinati a tredici malattie. Va osservato che l'importo complessivo del
finanziamento ha subito notevoli variazioni in funzione della natura della
malattia, nonché del numero di programmi approvati per ciascuna malattia. Nel corso dei 7 anni in esame tutti i 27 Stati
membri (EU-25 fino al 31 dicembre 2006) hanno beneficiato del
cofinanziamento dell'UE. La distribuzione dei finanziamenti nel periodo in
esame per malattia oggetto di cofinanziamento e Stato membro interessato è
illustrata rispettivamente nelle figure 1 e 2 del documento di lavoro dei
servizi della Commissione SANCO/11377/2013, capitolo III[14]. Figura 1 Distribuzione dei pagamenti per SM (2005-2011) Figura 2 Distribuzione dei pagamenti per malattia (2005-2011) Figura 3 Evoluzione
dei finanziamenti (2005-2011) L'evoluzione dei finanziamenti (figura 3)
registra un aumento molto significativo a partire dal 2009: questo trend
crescente è dovuto principalmente al notevole aumento dei fondi per i programmi
di eradicazione della febbre catarrale degli ovini, in particolare in Francia e
in Spagna (per ulteriori informazioni cfr. il documento di lavoro dei servizi
della Commissione SANCO/11377/2013, capitolo IV.2), e della tubercolosi bovina,
in particolare in Irlanda e nel Regno Unito (per ulteriori informazioni cfr. il
documento di lavoro dei servizi della Commissione SANCO/11377/2013, capitolo
IV.3). È inoltre dovuto all'incremento, nel 2011, del tasso di finanziamento
per tutte le malattie, come spiegato in precedenza. La figura 1 illustra come nel corso del periodo in
esame due SM, segnatamente Francia e Spagna, abbiano assorbito quasi il 38% del
contributo totale dell'UE. Gli altri principali beneficiari, che hanno
assorbito complessivamente un ulteriore 35% dei pagamenti dell'UE, troviamo:
Italia (9,5%), Regno Unito (10,1%), Germania (7,7%) e Irlanda (7,7%). Il restante 27% della spesa è stato ripartito tra
gli altri 21 SM, la cui quota individuale ha superato il 3% solo per Polonia,
Portogallo e Paesi Bassi. L'evoluzione dei pagamenti destinati ai sei paesi
principali destinatari è illustrata nella figura 4, che fornisce inoltre
informazioni sulla ripartizione dei pagamenti per malattia all'interno di
ciascuno SM[15]. Figura 4 SM principali beneficiari dei programmi veterinari (2005-2011) Come illustrato nella figura 2, oltre il 74%
dei pagamenti dell'UE erogati nel periodo in esame è stato destinato a tre
principali programmi veterinari. L'UE ha investito nella sorveglianza delle TSE
e nell'eradicazione delle encefalopatie spongiformi bovine (BSE) e della
scrapie circa il 44,5% del cofinanziamento complessivo. Il secondo stanziamento
per importanza (pari a circa il 15,5% del cofinanziamento dell'UE) è stato
destinato all'eradicazione della tubercolosi bovina, seguito da quello per
l'eradicazione della febbre catarrale degli ovini (oltre il 14%). Un ulteriore 20,5% è stato ripartito tra quattro
malattie ed è stato destinato, in particolare, all'eradicazione della
brucellosi bovina (6%), della rabbia (5,5%) e della brucellosi ovina e caprina
(4,7%) ed al controllo delle salmonelle (4,3%). Il rimanente 5,2% della spesa dell'UE è stato
destinato al cofinanziamento dei programmi per le restanti sette malattie. 3. Situazione zoosanitaria dell'UE nel periodo 2005-2011 La valutazione qualitativo-quantitativa dei
programmi veterinari cofinanziati a livello di UE attuati nel periodo 2005-2011
dimostra come, nel complesso, tali programmi abbiano contribuito efficacemente
a migliorare la situazione zoosanitaria all'interno dell'UE e siano stati
caratterizzati da un buon rapporto costi-benefici. Nella maggior parte dei casi
sono stati conseguiti risultati positivi, fatta eccezione per determinate
malattie in alcuni SM in cui persistono settori problematici. In alcuni casi, nonostante i progressi, i
risultati tendono a variare in funzione delle malattie ed in alcune regioni
dell'UE permangono problemi a livello locale. Tra le motivazioni vi sono fattori
epidemiologici, in particolare il ruolo svolto dalla fauna selvatica o dai
vettori, che incidono sull'efficacia dei provvedimenti presi nell'ambito di
determinati programmi, ma anche problemi specifici relativi all'attuazione dei
programmi a livello di SM. Gli SM interessati si sono spesso trovati a dover
affrontare difficoltà connesse a problemi di bilancio o di personale (in numero
insufficiente o assegnato in modo inadeguato) che, nonostante tutti gli sforzi
compiuti, hanno ostacolato la corretta attuazione delle azioni definite nei
programmi. La Commissione intende sostenere ulteriormente gli SM
nell'affrontare le suddette carenze, ad esempio, riducendo i costi connessi
alla gestione dei programmi e migliorando la definizione delle priorità delle. Le lacune sono inoltre attribuibili a questioni
socioculturali quali l'inadeguato coordinamento tra attori nazionali e
regionali/locali o la mancanza di dialogo (comunicazione) fra parti interessate
del settore pubblico e privato. Per affrontare le suddette lacune verrà
ulteriormente potenziato il ruolo della task force nel diffondere le pratiche
ottimali e condividere le esperienze degli SM. Nelle sezioni seguenti sono esaminati i risultati
dell'analisi per ciascuna malattia. 3.1. Risultati significativi Nella maggior parte dei casi si è riusciti a
circoscrivere efficacemente le malattie oggetto dei programmi ed a contenerne
l'incidenza o la presenza. Molte di queste malattie sono state progressivamente
eradicate da vaste zone dell'UE, come dimostra la significativa espansione
delle "zone indenni da malattia" nel periodo in esame nell'UE (con
riferimento, ad esempio, alla tubercolosi bovina, alla brucellosi bovina ed
alla peste suina classica)[16]. • L'attuazione
dei programmi obbligatori per la sorveglianza e l'eradicazione della BSE
nei bovini si è rivelata un elemento necessario nell'ambito di una serie di
misure adottate a livello di UE che hanno determinato un drastico calo dei casi
di BSE rilevati nel periodo 2005-2011, con una riduzione media annua pari al
38%. Fino al 2011 sono stati individuati solo 28 casi positivi su oltre 6,3
milioni di prove effettuate. Sono stati ripristinati gli scambi di bovini vivi,
di carni bovine e di prodotti di origine bovina provenienti dagli SM
maggiormente colpiti ed è stata ristabilita la fiducia tra i consumatori. Le
misure obbligatorie a livello di UE per la sorveglianza e l'eradicazione della
scrapie negli allevamenti di ovini e caprini infetti hanno consentito di
migliorare notevolmente le conoscenze in merito alla distribuzione della
malattia e, mediante test discriminanti, di garantire che l'incidenza della BSE
negli ovi-caprini sia attualmente nulla o trascurabile. • I programmi
relativi alla febbre catarrale degli ovini hanno svolto un ruolo
importante nella lotta e nell'eradicazione della malattia, in particolare per
quanto riguarda la lotta alle epidemie sostenute dai sierotipi BTV-8 e BTV-1,
comparsi inaspettatamente nel 2006 e nel 2007. L'UE ha mobilitato notevoli
risorse economiche, consentendo agli SM di avviare una campagna di vaccinazione
coordinata che ha interessato tutte le regioni infette, e che si è rivelata
estremamente positiva poiché ha permesso di contenere efficacemente la febbre
catarrale degli ovini e di eliminare i sierotipi BTV-8 e BTV-1 praticamente in
tutta Europa. • I programmi
cofinanziati per la vaccinazione orale contro la rabbia, avviati alla
fine degli anni '80, hanno avuto un esito molto positivo, rivelandosi in grado
di eradicare stabilmente la malattia in diversi SM. Tra
il 2005 e il 2011 si è registrato un calo significativo del numero totale di
casi positivi di rabbia a livello di UE, che è passato da 2 575 a 518. L'eradicazione della rabbia in Europa sembra ora a
portata di mano. Questa situazione è unica al mondo, in quanto il livello di
eradicazione della rabbia conseguito dall'UE non è stato finora mai raggiunto
in altre parti del mondo[17]. La malattia è ora circoscritta nelle regioni orientali dell'UE e la
Commissione sta ultimando le disposizioni per finanziare l'istituzione di zone
cuscinetto di vaccinazione attraverso accordi bilaterali conclusi tra gli Stati
membri interessati e i rispettivi paesi limitrofi, in cui la rabbia rappresenta
ancora una minaccia[18]. • I programmi
cofinanziati obbligatori per la lotta alle salmonelle, la cui attuazione
è stata progressivamente avviata dal 2007, hanno consentito di registrare un
evidente miglioramento della situazione del pollame. Il numero di casi
segnalati nell'uomo nell'UE è diminuito del 50%. Il calo del numero di casi
nell'uomo nell'UE registrato tra il 2005 ed il 2011 si è rivelato
statisticamente significativo, con una riduzione media annua del 12% (dati
forniti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare - EFSA)[19]. La riduzione della prevalenza dei serovar della salmonella rilevanti
per la sanità pubblica è stata ottenuta attraverso l'attuazione efficace e
coordinata dei programmi nazionali di sorveglianza della salmonellosi
(compresi, tra gli altri, i programmi di sorveglianza sistematica attuati in
azienda e dall'autorità competente) in determinate popolazioni avicole rivolti
ai serovar maggiormente responsabili delle infezioni nell'uomo. • L'influenza
aviaria (IA), la cui presenza nell'UE negli ultimi anni è stata registrata
sempre più frequentemente e la cui diffusione è principalmente dovuta ai
volatili selvatici, è stata contenuta grazie al sostegno dei programmi di
sorveglianza obbligatori. La loro attuazione si è rivelata efficace nel
garantire un allarme tempestivo ed una rapida identificazione di eventuali
focolai di ceppi ad alta ed a bassa patogenicità, riducendo il rischio di
perdite economiche per gli allevatori e di comparsa di un ceppo zoonotico
pericoloso per l'uomo. In seguito alle crisi i programmi in esame si sono
inoltre rivelati estremamente utili per l'individuazione precoce dell'influenza
aviaria ad alta patogenicità (HPAI) nei volatili selvatici, evitando in tal
modo un'ulteriore diffusione della malattia negli allevamenti commerciali e
riducendo il rischio di esposizione per l'uomo. A partire dal 2008 il numero di
volatili selvatici e domestici oggetto di indagine è diminuito. Tale
diminuzione va vista in relazione all'evoluzione positiva del numero di focolai
registrati, con una riduzione significativa dal 2007 sia per quanto riguarda i
volatili domestici che quelli selvatici. Tra i volatili domestici sono stati
registrati 25 focolai di HPAI nel 2007 e 0 nel 2011. A partire dal 2010 non si
sono più verificati focolai nei volatili selvatici. • Nel 2004 la peste
suina classica (PSC) risultava eradicata nella maggior parte degli SM
dell'UE-15, ad eccezione di alcune aree di Germania, Lussemburgo e Francia,
dove la malattia era ancora presente tra i cinghiali. Il rischio di malattia è
tuttavia aumentato in seguito all'allargamento dell'UE, a causa dei serbatoi di
PSC presenti nell'Europa centrale, nella regione dei Balcani, nonché della
situazione endemica della PSC in Bulgaria e Romania all'epoca della loro
adesione all'UE. Negli ultimi anni, in seguito dell'aumento dei finanziamenti
per l'attuazione delle misure di lotta contro la malattia, queste regioni hanno
compiuto buoni progressi nell'eradicazione della malattia. I focolai più
rilevanti nel periodo in esame sono stati registrati nei suini domestici in
Romania tra il 2006 e il 2007 e nei cinghiali in Ungheria nel 2008. Nel 2009
non si sono verificati focolai nei suini domestici e, nel 2010 e 2011, non sono
stati riferiti focolai né tra gli animali domestici né tra quelli selvatici. • I dati
epidemiologici relativi agli SM che hanno beneficiato di programmi cofinanziati
contro la tubercolosi bovina (BT) indicano che, tra il 2005 e il 2011,
sono stati compiuti progressi in vista dell'eradicazione della malattia. In
Spagna, Italia, Portogallo e Polonia si è registrato un netto calo dei casi di
tubercolosi bovina e, nel 2009, la Polonia ha ottenuto la qualifica di paese
"ufficialmente indenne da tubercolosi", come era già avvenuto per
diverse regioni italiane negli ultimi anni. La situazione epidemiologica della
tubercolosi in Irlanda (dove i programmi cofinanziati dall'UE sono stati
avviati nel 2009) ha registrato qualche miglioramento. La situazione deve
essere confermata per gli anni successivi. Nel complesso, si osservano progressi
considerevoli anche nell'eradicazione della brucellosi bovina e della brucellosi
ovina e caprina, che interessano oramai sono alcune aree dell'UE. • La brucellosi
bovina (BB) è stata quasi completamente eradicata nella maggior parte dei
paesi dell'UE: dal 2005 la prevalenza della malattia nei bovini testati negli
SM che hanno attuato programmi cofinanziati è diminuita o si è mantenuta bassa
nella maggior parte di essi (Cipro, Irlanda, Spagna e nel territorio delle
Azzorre). Dopo il 2005 in Irlanda del Nord è stato osservato un aumento, da
valori di partenza comunque molto bassi, con una riduzione del livello di
incidenza a partire dal 2009. Nel 2009 l'attuazione efficace dei programmi ha
comportato il riconoscimento della qualifica di paese "ufficialmente
indenne da brucellosi" alla Repubblica di Irlanda. La stessa qualifica è
stata inoltre concessa a diverse regioni e province in Italia ed alle isole
Canarie in Spagna. • L'attuazione
dei programmi di eradicazione della brucellosi ovina e caprina ha
registrato eccellenti progressi a Cipro, nell'Italia settentrionale e centrale,
in Portogallo e in Spagna, dove la prevalenza negli allevamenti è notevolmente
diminuita tra il 2005 ed il 2011. Ampliando l'orizzonte temporale dell'analisi
epidemiologica il successo della Spagna risulta ancor più notevole: il paese ha
registrato un significativo calo della prevalenza negli allevamenti, che è
passata da circa il 30% nel 1999 allo 0,54% nel 2011. • La riuscita
attuazione dei programmi di eradicazione della leucosi bovina enzootica
ha determinato una notevole riduzione dell'incidenza della malattia nei paesi a
rischio, segnatamente Portogallo, Polonia e Italia. • Un'analoga
tendenza positiva è osservata per la malattia di Aujeszky, con un numero
crescente di Stati membri riconosciuti indenni dalla malattia. Nel periodo
2005-2011 il risultato principale dei programmi in esame è stato l'eradicazione
della malattia in Germania, in Slovacchia ed in molte regioni del Regno Unito,
con progressi registrati anche in diverse altre regioni. Alla luce del successo
nell'attuazione di tali programmi e di una ridefinizione delle priorità delle
malattie da parte del Consiglio nel 2006[20],
nel 2010 il cofinanziamento dell'UE per questa malattia è stato sospeso. 3.2. Successo
parziale • Brucellosi bovina: in Portogallo ed in Italia sono state registrate differenze
significative in termini di performance a livello regionale dovute a
circostanze particolari connesse all'attuazione dei programmi di eradicazione
della brucellosi bovina in talune regioni. In Italia la presenza della
brucellosi bovina/bufalina varia notevolmente da regione a regione. Nell'Italia
settentrionale e centrale diverse regioni e province sono ufficialmente
indenni, mentre nelle regioni meridionali la prevalenza e l'incidenza della
malattia nei capi bovini e bufalini sono ancora elevate. Anche nel Portogallo
continentale si registrano variazioni geografiche in termini di prevalenza
della malattia, che in alcune regioni risulta più elevata rispetto al resto del
paese. Si rilevano tuttavia miglioramenti significativi, in particolare nelle
Azzorre, dove l'attuazione del programma di vaccinazione ha dato ottimi
risultati, portando la prevalenza negli allevamenti dal 3% nel 2006 a poco più
dell'1% nel 2011. 3.3. Settori problematici • Brucellosi ovina e caprina: la Grecia e l'Italia meridionale sono le aree più problematiche
relativamente all'eradicazione di questa malattia, con particolari problemi di
attuazione dei programmi che hanno inciso negativamente sulla loro performance
complessiva. È importante tuttavia notare che, nel caso in cui i programmi non
abbiano avuto l'esito atteso a causa di una inadeguata o di una mancata
applicazione a livello di SM o a livello locale, la Commissione ha di fatto
adottato misure correttive o ha imposto sanzioni consistite nella mancata
approvazione del programma, nella riduzione del finanziamento per gli anni
successivi o nella riduzione del contributo per gli anni in esame. • Tubercolosi bovina nel Regno Unito: i programmi di eradicazione cofinanziati sono attuati dal 2010,
interessando l'intero territorio del paese ad eccezione della Scozia
(ufficialmente indenne dalla malattia dal 2009). Durante il periodo in esame la
situazione epidemiologica è stata motivo di preoccupazione e continua a
richiedere particolare attenzione, in special modo in Inghilterra. Occorre che
le misure previste dai programmi approvati siano attuate correttamente. • Peste suina africana in Italia
(Sardegna): la malattia è stata completamente
eradicata dal territorio dell'UE, ad eccezione della Sardegna. Nonostante il
positivo trend discendente registrato negli anni precedenti, nel secondo
semestre del 2011 si è verificata un grave recrudescenza della malattia,
soprattutto a causa di una inadeguata attuazione dei programmi approvati. 4. Analisi del
rapporto costi-benefici dei programmi veterinari nel periodo 2005-2011 Gli esiti delle misure attuate nell'ambito del
cofinanziamento dell'UE nel periodo 2005-2010 sono stati valutati sia a livello
interno sia attraverso studi esterni realizzati negli ultimi anni[21], sulla scorta dei
risultati tangibili conseguiti grazie all'intervento dell'UE a sostegno degli
SM nell'eradicazione, nella lotta e nella sorveglianza di alcune malattie degli
animali. Tali studi hanno dimostrato il successo complessivo dei programmi
veterinari, ma hanno al contempo evidenziato una serie di punti deboli con
particolari problemi di attuazione, che hanno pregiudicato l'esito del
programma, come già illustrato nella sezione 3. Si prevede che questi
inconvenienti possano essere affrontati, ad esempio, attraverso la
modernizzazione in corso degli strumenti di gestione finanziaria e
l'ottimizzazione delle attività svolte dalla task force Va ricordato (cfr. sezione 2) che, nel 2011, le
misure ammissibili, precedentemente cofinanziate al 50%, sono state
cofinanziate a un tasso più elevato (pari al 60%) e che il cofinanziamento ha
interessato un'ulteriore misura[22].
Il capitolo IV del documento di lavoro dei servizi
della Commissione SANCO/11377/2013 presenta i risultati dell'analisi
costi-benefici per le malattie cui sono destinate le quote più elevate del
contributo finanziario dell'UE per i programmi veterinari. 5. Onere amministrativo connesso ai programmi veterinari
cofinanziati dall'UE Gestire e spendere i fondi dell'UE richiede
risorse notevoli, sia a livello nazionale che a livello di Unione. Le risorse
necessarie non cambiano significativamente in proporzione all'entità dei
programmi. La preparazione ed il controllo del programma, la preparazione e
l'adozione di una decisione di esecuzione della Commissione, la gestione
finanziaria e il controllo dei risultati sono necessari in ogni circostanza. Nonostante la notevole entità dei costi connessi
alla presentazione della domanda ed all'ottenimento di modesti contribuiti
finanziari, gli Stati membri riconoscono i vantaggi di tali pagamenti, in
particolare in termini di creazione di capacità e di formazione di consenso. Dal 2005 al 2011 sono stati erogati 825 pagamenti
per un cofinanziamento totale da parte dell'UE di
1 174 253 269,46 EUR. La figura qui di seguito illustra
l'evoluzione del finanziamento nel corso di questo periodo, raggruppando i
pagamenti in base all'importo. Come si può osservare i pagamenti inferiori o pari
a 200 000 EUR (le quattro soglie più basse) hanno rappresentato una
quota molto esigua del cofinanziamento totale dell'UE durante il periodo in
esame, leggermente superiore all'1,5% dell'importo complessivo. D'altro canto
il totale di queste quattro fasce inferiori ha rappresentato circa il 42% del
numero totale di pagamenti. Figura 5 Ripartizione dei pagamenti per importi progressivi (2005-2011) Durante il periodo in esame la soglia più
elevata (pagamenti di importo superiore a 10 000 000 EUR) ha
invece rappresentato da sola oltre il 35% dei finanziamenti dell'UE, pur
corrispondendo solo al 2,6% del numero dei pagamenti effettuati. Ciò significa che una quota significativa dei
pagamenti è di valore relativamente modesto, in particolare: • quasi il 19%
dei pagamenti è stato pari o inferiore a 25 000 EUR, rappresentando
circa lo 0,1% del finanziamento totale; • oltre il 26%
dei pagamenti non ha superato i 50 000 EUR, rappresentando circa lo
0,3% dell'importo cofinanziato nel periodo in esame. Informazioni più dettagliate sui singoli importi
dei pagamenti nel quadro del cofinanziamento dell'UE a favore dei programmi
veterinari sono disponibili nel documento di lavoro dei servizi della
Commissione SANCO/11377/2013, capitolo V. 6. Conclusioni e prospettive Nel periodo in esame i programmi veterinari
cofinanziati dall'UE hanno agito da catalizzatore nel: • migliorare la sanità pubblica e la
salute degli animali: riduzione della
prevalenza/dell'incidenza delle malattie, salvaguardia della sanità pubblica
(nel caso delle zoonosi), importante strumento di prevenzione/gestione delle
malattie nell'ambito della strategia europea in materia di salute animale; • produrre benefici economici per tutta
l'UE: tutela del valore del settore, contributo alla
stabilità del mercato, garanzia di scambi sicuri, incremento degli scambi con i
paesi terzi, riduzione delle spese connesse alla salute umana[23]. I principali punti di forza che hanno
contribuito al successo dei programmi veterinari cofinanziati dall'UE sono i
seguenti: • approccio
dal basso per l'individuazione e la gestione delle questioni di sanità animale,
trattandosi di programmi elaborati a livello di SM, ed approccio dall'alto a
garanzia del rispetto delle norme e dei criteri dell'UE, trattandosi di
programmi approvati dalla Commissione; • flessibilità
nell'assegnazione delle risorse disponibili grazie ad adeguamenti annuali (in
base alla situazione epidemiologica ed alla definizione delle priorità) ed alla
possibilità di applicare tassi di finanziamento diversi; • capacità del
sistema UE di reagire a situazioni sanitarie che presentano caratteri di
eccezionale gravità (ad esempio le crisi legate alla BSE e le epidemie di
febbre catarrale degli ovini) attraverso risorse finanziarie limitate rispetto
all'elevato valore economico complessivo dei settori delle produzioni animali; • sostenibilità
UE del contributo finanziario a livello di UE che consenta la pianificazione a
medio-lungo termine dei programmi veterinari negli SM; • approccio di
cooperazione regionale, in grado di prestare una valida assistenza ai paesi
candidati ed ai paesi terzi confinanti con l'UE, impedendo in tal modo
l'introduzione di malattie nell'UE e garantendo al contempo la sostenibilità
dei risultati conseguiti fino ad oggi negli SM; • condivisione
di conoscenze, di esperienze e di pratiche ottimali tra gli Stati membri, anche
nell'ambito della task force per il controllo dell'eradicazione delle malattie. Sono stati tuttavia evidenziati determinati punti
deboli: alcuni di essi sono stati già parzialmente affrontati dalla
Commissione, mentre altri lo saranno nel prossimo futuro: • mancanza di
un approccio sistematico basato su una chiara serie di obiettivi e di
indicatori che aiuterebbero a valutare gli esiti dei programmi attuati. Ciò
limita anche la possibilità di dimostrare il rapporto costo-efficacia delle
varie misure in attuate; • differenze
significative tra i sistemi veterinari e le strutture zootecniche degli SM che
comportano una variabilità nell'attuazione dei programmi e rischiano di
compromettere i risultati conseguiti a livello di UE, in particolare in caso di
malattie transfrontaliere; • la
presentazione di programmi pluriennali da parte degli SM è ancora
insufficiente, fattore che limita la possibilità di concentrarsi sui progressi
rispetto a chiari obiettivi a medio termine e di ridurre gli sforzi necessari
per gestire il programma. Nel frattempo, fino al 2020 l'Unione dovrà inoltre
far fronte ad una serie di sfide specifiche che potrebbero compromettere
l'efficacia dei programmi degli SM. Tali sfide sono essenzialmente connesse: • alla potenziale ricomparsa di alcune
malattie attualmente prioritarie: –
movimentazione transfrontaliera di animali
selvatici sensibili (con particolare riferimento alla PSC, alla PSA ed alla
rabbia negli SM orientali e baltici); –
importazioni illegali di carni provenienti da paesi
terzi (con particolare riferimento alla PSC ed alla PSA lungo il confine
orientale dell'UE); –
individuazione di casi sporadici di BSE ed
incertezze relative alla "BSE atipica" (in tutti gli SM); • alla potenziale introduzione di
malattie emergenti: –
rischio di introduzione nelle regioni di confine
dell'UE di pericoli presenti nei paesi terzi limitrofi; –
rischio connesso all'eventuale introduzione nell'UE
di malattie emergenti e alla reintroduzione di agenti patogeni già noti da
paesi terzi limitrofi; • all'evoluzione dei principali fattori
di rischio: –
crescente complessità delle catene di
approvvigionamento internazionali; –
rischio crescente di malattie trasmesse da vettori
e possibili modifiche dei modelli di comparsa e di diffusione delle malattie
animali a seguito dei cambiamenti climatici; –
potenziale allentamento delle misure di
sorveglianza nel momento in cui la situazione della malattia ha raggiunto
l'obiettivo prioritario; –
gli sforzi per incrementare la sostenibilità delle
finanze pubbliche sia negli SM sia a livello di UE possono determinare una
riduzione del bilancio potenzialmente dannosa per la sostenibilità dei
programmi. Questo aspetto interesserà essenzialmente i programmi che richiedono
la continuità a lungo termine degli interventi per conseguire i risultati
auspicati. I risultati e gli effetti dei programmi vanno valutati nel
medio-lungo termine per determinarne appieno la performance: trarre conclusioni
raffrontando i risultati conseguiti nel breve termine può essere fuorviante
poiché i risultati raggiunti nel campo della salute animale possono essere dimostrati
solo se visti nell'ottica di un determinato periodo di tempo (in funzione
dell'epidemiologia della malattia). Il 29 giugno 2011 la Commissione ha
proposto un nuovo regolamento relativo al settore delle spese connesse alla
sicurezza alimentare nel suo complesso. L'obiettivo è quello di ottimizzare il
quadro finanziario esistente, migliorando la semplificazione, la trasparenza e
la flessibilità, e di dimostrare il rapporto costo-efficacia delle spese in
materia di sicurezza alimentare, comprese le spese relative ai programmi
veterinari. La proposta sarà formalmente adottata dai colegislatori nella prima
metà del 2014. [1] GU L 155 del 18.6.2009, pag. 30. In seguito a
varie modifiche la decisione 2009/470/CE del Consiglio ha codificato,
abrogato e sostituito la decisione 90/424/CEE del Consiglio relativa a
talune spese nel settore veterinario. [2] Nel 2011 circa il 75% del bilancio complessivo eseguito
nel settore dell'alimentazione umana ed animale è stato destinato al
finanziamento di programmi veterinari. [3] Influenza aviaria, peste suina africana, malattia di
Aujeszky, brucellosi bovina, tubercolosi bovina, febbre catarrale degli ovini,
peste suina classica, leucosi bovina enzootica, rabbia, salmonellosi enzootica,
brucellosi ovina e caprina, malattia vescicolare dei suini, TSE (BSE e
scrapie). [4] COM(2011) 398 definitivo. [5] La relazione si basa inoltre sugli esiti di due
valutazioni condotte in questo ambito:
"Preparation of a report on the outcome of the EU co-financed animal
disease eradication and monitoring programmes in the MSs and the EU as a
whole" ("Preparazione di una relazione sugli esiti dei programmi
di eradicazione e di sorveglianza delle malattie animali cofinanziati dell'UE
negli Stati membri e nell'UE nel suo insieme") (2011, Food Chain Evaluation
Consortium) e
"Evaluation of the Eradication, Monitoring and Control Programmes for
Animal Diseases" ("Valutazione dei programmi di eradicazione,
sorveglianza e controllo delle malattie animali") (2013, ICF - GHK). [6] Comunicazione 539 (2007) COM definitivo della
Commissione al Parlamento europeo, al consiglio, Comitato economico e sociale
europeo e al Comitato delle regioni su una nuova strategia per la salute degli
animali nell'Unione europea (2007-2013): "Prevenire è meglio che curare". [7] Alcune cifre circa la rilevanza economica del settore
zootecnico nell'UE nel corso del periodo in esame sono riportate nel documento
di lavoro dei servizi della Commissione SANCO/11377/2013, capitolo VIII. [8] Istituito dal regolamento (CE) n. 178/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che
stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare,
istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel
campo della sicurezza alimentare (GU L 31 dell'1.12.2002) per
coadiuvare la Commissione nel garantire un approccio globale e più efficace in
materia di catena alimentare, è composto da rappresentanti degli Stati membri
ed è presieduto da un rappresentante della Commissione. [9] L'UAV fa parte della direzione generale per la Salute e
i consumatori. La sua missione è di garantire l'efficacia dei sistemi di
controllo mediante audit, ispezioni e attività correlate e di valutare il
rispetto delle norme dell'UE in seno alla stessa e nei paesi terzi relativamente
alle loro esportazioni verso l'UE. [10] Le relazioni di audit sono destinate al management e ad
altre parti interessate e sintetizzano i risultati delle attività di verifica
svolte dal servizio di audit finanziario della Commissione (DG Salute e
consumatori). [11] Questa task force è stata istituita nel marzo 2000 a norma
dell'azione 29 del Libro bianco sulla sicurezza alimentare, è composta da
rappresentanti dei singoli Stati membri ed opera sotto la responsabilità della
Commissione. Si riunisce una o due volte l'anno a Bruxelles. Suoi obiettivi
sono: a) migliorare l'eradicazione delle malattie degli animali e b) migliorare
il rapporto costo-beneficio dei programmi di eradicazione delle malattie degli
animali cofinanziati dall'UE. Nell'ambito della task force sono stati inoltre
istituiti sei sottogruppi: tubercolosi bovina, brucellosi bovina, brucellosi
ovina e caprina, rabbia, salmonellosi e peste suina classica, per affrontare
queste malattie specifiche e fornire supporto tecnico. Le relazioni delle riunioni
della task force sono pubblicate sul sito web della Commissione: http://ec.europa.eu/food/animal/diseases/index_en.htm. [12] Non tutte le misure attuate dagli Stati membri sono
cofinanziate dall'UE, che può contribuire solo a misure specifiche in funzione
della malattia, secondo quanto indicato nelle decisioni della Commissione con
cui vengono approvati annualmente i programmi veterinari. Per maggiori dettagli
si veda la decisione di esecuzione 2012/761/UE della Commissione
(GU L 336 dell'8.12.2012, pag. 83). [13] Alcuni programmi tuttora oggetto di audit finanziario sono
esclusi dal saldo per il 2011. [14] I pagamenti finali dell'UE per i programmi veterinari
attuati dagli SM e precedentemente approvati dalla Commissione europea sono
illustrati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione
SANCO/11377/2013, capitolo III. [15] I dettagli del cofinanziamento dell'UE nei restanti 21 SM
sono illustrati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione
SANCO/11377/2013, capitolo VI. [16] Ulteriori dettagli sulle zone ufficialmente indenni da
malattia sono riportati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione
SANCO/11377/2013, capitolo IX. [17] Negli ultimi anni l'UE ha anche iniziato a finanziare
attività di cooperazione in materia di rabbia (e di PSC) con i paesi dei
Balcani occidentali nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA)
in ragione di un'elevata pressione infettiva che trae origine da tali paesi. [18] Tra i paesi terzi attualmente
presi in considerazione da tale piano figurano Russia, Ucraina e Bielorussia. [19] L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è
stata istituita nel gennaio 2002 in qualità di organismo indipendente di
consulenza e comunicazione scientifica sui rischi connessi alla catena
alimentare. È stata istituita nell'ambito di un programma globale inteso a
migliorare la sicurezza alimentare nell'UE, a garantire un elevato livello di
tutela dei consumatori ed a ripristinare e mantenere la fiducia nei confronti
dell'offerta alimentare nell'UE. [20] Decisione del Consiglio,
del 19 dicembre 2006, che modifica la decisione 90/424/CEE relativa a
talune spese nel settore veterinario (GU L 397 del 30.12.2006,
pagg. 22-27). [21] Cfr. nota 2. [22] È stata introdotta una somma forfettaria per animale
domestico sottoposto a campionamento. [23] Per ulteriori dettagli cfr. il documento "Preparation
of a report on the outcome of the EU co-financed animal disease eradication and
monitoring programmes in the MSs and the EU as a whole"
("Preparazione di una relazione sugli esiti dei programmi di eradicazione
e di sorveglianza delle malattie animali cofinanziati dell'UE negli Stati
membri e nell'UE nel suo insieme") (2011, Food Chain Evaluation
Consortium).