7.6.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 174/7


Parere del Comitato delle regioni — Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2013-2014

2014/C 174/03

Relatore

Arnoldas Abramavičius (LT/PPE) sindaco e membro del consiglio comunale di Zarasai

Testo di riferimento

Comunicazione della Commissione — Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2013-2014 —

COM(2013) 700 final

I.   RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

Contesto politico e importanza dell'allargamento per gli enti locali e regionali e il CdR

1.

osserva che il presente parere sottolinea l'impegno del Comitato nei confronti del processo di allargamento, e mette in luce il ruolo fondamentale degli enti locali e regionali nel preparare all'allargamento sia gli Stati membri dell'UE che i paesi candidati, le loro amministrazioni ai diversi livelli e i loro cittadini; presenta qui di seguito la sua valutazione dei progressi compiuti e le sue proposte specifiche in merito ai paesi dei Balcani occidentali (Montenegro, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia, Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo (1)), alla Turchia e all'Islanda, come pure le sue indicazioni per i futuri sviluppi in questo campo;

2.

ricorda che l'avvio del secondo strumento di assistenza preadesione è previsto per il 2014, e che il relativo finanziamento nel periodo 2014-2020 dovrebbe ammontare a 11,7 miliardi di euro;

3.

ribadisce l'importanza di migliorare la governance economica e la competitività nel processo di preadesione (2) allo scopo di soddisfare i criteri economici di adesione, vale a dire il conseguimento dello status di economia di mercato funzionante. Rileva in questo contesto l'importanza di garantire che le piccole e medie imprese nei paesi candidati siano adeguatamente preparate, in particolare quelle che operano in aree non metropolitane; l'importanza di tale questione è ulteriormente sottolineata dal fatto che nessuno dei paesi dei Balcani occidentali vanta in questo momento un'economia di mercato efficiente;

4.

ribadisce l'importanza di promuovere la parità tra uomini e donne nei paesi candidati e sottolinea il ruolo degli enti locali e regionali nel sensibilizzare i cittadini a questo tema;

5.

prende atto con rammarico dell'intenzione del governo islandese di ritirare la domanda di adesione, e osserva che l'adesione di tale paese avrebbe comportato benefici per entrambe le parti;

6.

ribadisce l'invito rivolto alla Commissione europea affinché tenga conto della situazione delle autonomie locali e regionali nei paesi candidati e potenziali candidati, come elemento essenziale per valutare l'avanzamento del decentramento e come requisito preliminare per un sistema efficace di governance multilivello.

Osservazioni generali

7.

accoglie con grande favore due approcci alla strategia di allargamento adottati di recente: 1) il primo, adottato dal Consiglio nel 2011, in base al quale i capitoli su sistema giudiziario, diritti fondamentali, giustizia, libertà e sicurezza vengono esaminati già nelle prime fasi dei negoziati di adesione, garantendo così che un sistema giudiziario ben funzionante e una lotta efficace alla criminalità organizzata e alla corruzione siano condizioni fondamentali per l'adesione e 2) il secondo, adottato dal Consiglio nel 2013, secondo cui vanno affrontati in primo luogo i fondamentali dell'economia e il rispetto dei criteri economici, essenziali per lo sviluppo economico e per creare un ambiente propizio agli affari e agli investimenti;

8.

fa presente che dall'esperienza di precedenti allargamenti emerge che la prospettiva dell'adesione è stata, per i paesi candidati, un fondamentale incentivo a varare le necessarie riforme politiche ed economiche;

9.

sottolinea che l'adesione costituisce un processo bidirezionale, nel cui quadro occorre non soltanto che i paesi candidati siano adeguatamente preparati, ma anche che l'UE sia in grado di integrare tali nuovi Stati membri e si adoperi per sostenerli nel superamento delle sfide cui fanno fronte;

10.

è fermamente convinto della necessità di rispettare il principio dei rapporti di buon vicinato tra gli Stati membri dell'UE, i paesi candidati e gli altri paesi, e del ruolo e dell'importanza di sviluppare una cooperazione transfrontaliera e regionale tra questi paesi;

11.

invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per garantire che durante i preparativi all'adesione tutti i paesi candidati siano in grado di beneficiare del secondo Strumento di assistenza preadesione;

12.

prende atto dell'importanza delle connessioni energetiche e di quelle di trasporto ai fini dello sviluppo sostenibile delle regioni, e si compiace dell'attenzione che la Commissione dedica a tale questione nella recente comunicazione sulla strategia di allargamento;

13.

ribadisce l'importanza di livelli di governo locali e regionali efficienti e richiama l'attenzione sulle raccomandazioni dirette a rafforzare l'autonomia locale e a dare maggiore priorità alla riforma della pubblica amministrazione nei paesi in fase di preadesione;

14.

accoglie con favore il proposito della Commissione di attivarsi nella promozione della libertà di espressione nei paesi in fase di preadesione, e osserva che i mezzi di informazione locali e regionali dispongono generalmente di minori risorse finanziarie e sono molto più soggetti alle pressioni esterne, e pertanto necessitano di assistenza e formazione in misura maggiore;

15.

constata che l'integrazione efficace dei Rom dipende essenzialmente dagli enti locali, e chiede che venga dedicata maggiore attenzione alla capacità di intervento in tale campo degli enti locali dei paesi in fase di preadesione interessati;

16.

ribadisce l'importanza del sostegno della cittadinanza al processo di allargamento e sottolinea il ruolo degli enti locali e regionali, e della società civile, nel mobilitare i cittadini intorno a questo dibattito, e nel provvedere a una comunicazione bidirezionale tra le istituzioni degli Stati membri e dell'UE e i cittadini;

17.

ritiene che lo sviluppo delle strategie macroregionali sia un utile strumento di cooperazione per affrontare le sfide comuni a più regioni e per iniziare una collaborazione concreta tra Stati già membri dell'UE, paesi candidati e potenziali candidati mediante uno sforzo collettivo che consenta di impiegare i fondi disponibili in modo più efficace e per progetti comuni;

18.

invita i partner, soprattutto degli Stati membri dell'UE confinanti con paesi in fase di preadesione, ad approfittare delle opportunità di cooperazione transfrontaliera e decentrata per garantire una cooperazione più intensa e più ampia con gli enti locali e regionali di tali paesi, considerando la nuova programmazione comunitaria 2014-2020 e i nuovi strumenti finanziari a supporto;

19.

auspica di proseguire la cooperazione con la Commissione sul programma Strumento per l'amministrazione locale, che è stato predisposto per gli enti locali e regionali dei paesi dei Balcani occidentali, della Turchia e dell'Islanda, ed è inteso ad accrescere la loro comprensione, anzitutto a livello locale e regionale, dei principi basilari dell'UE. Raccomanda di estendere la disponibilità di tale strumento a tutti i paesi del partenariato orientale interessati;

20.

ritiene che la Commissione dovrebbe prendere chiaramente posizione in merito agli sforzi intrapresi da alcuni paesi del partenariato orientale per aderire all'UE;

RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE PER PAESE

Paesi candidati

Islanda

21.

constata che l'Islanda, in quanto democrazia consolidata ed efficiente, nonché economia di mercato matura, corrisponde pienamente ai requisiti politici ed economici richiesti per l'adesione;

22.

ricorda che sono stati aperti 27 capitoli negoziali, e che 11 di essi sono stati chiusi in via provvisoria;

23.

osserva che il governo islandese ha sospeso il processo di adesione e spera che in materia sarà indetto un referendum nazionale;

24.

sottolinea il proprio impegno a proseguire la cooperazione con l'associazione islandese degli enti locali al fine di preparare tali enti all'adesione, in particolare attraverso il già costituito comitato consultivo misto, nel caso in cui l'Islanda decidesse di riprendere i negoziati di adesione;

25.

ribadisce il proposito di continuare a sostenere la costruzione di capacità a livello locale, ad esempio nel quadro dello Strumento per l'amministrazione locale;

Ex Repubblica iugoslava di Macedonia

26.

constatando che l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia è stato il primo paese a firmare un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'UE, che essa ha ottenuto già nel 2005 lo status di paese candidato, che ha efficacemente soddisfatto i criteri politici per l'appartenenza all'UE, e che la Commissione ha raccomandato l'apertura di negoziati di adesione entro cinque anni dalla firma dell'accordo di stabilizzazione e associazione, si rammarica del rinvio della relativa decisione da parte del Consiglio, e invita quest'ultimo a decidere affermativamente nel 2014;

27.

sostiene gli sforzi fatti dall'ex Repubblica iugoslava di Macedonia per accrescere la propria capacità di assumere gli obblighi derivanti dall'adesione e insiste sulla necessità di intensificare tali sforzi nei settori dello Stato di diritto (comprese l'indipendenza della magistratura e la lotta alla corruzione), della libertà d'espressione e dei mezzi di informazione. Sottolinea altresì che è essenziale mantenere relazioni di buon vicinato, risolvendo tra l'altro, con gli auspici delle Nazioni Unite, la questione del nome sulla base di una soluzione accettabile per le parti;

28.

si compiace dei progressi compiuti in direzione del decentramento della governance, elemento importante dell'accordo quadro di Ohrid, e chiede che vengano compiuti ulteriori passi in avanti nel settore del decentramento amministrativo e finanziario, concentrandosi in particolare sulla piena attuazione del relativo quadro giuridico e garantendo un adeguato finanziamento e una consultazione continua tra autorità centrali e locali;

29.

sottolinea l'importanza di rafforzare le capacità amministrative del paese per garantire un uso e una gestione efficaci dei fondi UE. Invita a dedicare maggiore attenzione alle limitate capacità nazionali di programmazione e di assorbimento dei fondi dello strumento di preadesione nel quadro del sistema di attuazione decentrato, e raccomanda di rafforzare i sistemi nazionali di gestione e di controllo;

30.

ricorda che il finanziamento del livello comunale, sebbene costituisca un requisito preliminare della sostenibilità finanziaria, permane insufficiente. Tra le misure in questo settore potrebbe figurare il trasferimento ai comuni di una quota maggiore dell'IVA e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;

31.

ribadisce l'importanza di coordinare lo sviluppo regionale e si rammarica del fatto che la legislazione in materia non sia stata applicata pienamente, e che gli organismi responsabili dello sviluppo economico regionale debbano subire ulteriori riduzioni del loro già inadeguato bilancio;

32.

si compiace dell'importante lavoro eseguito dall'Associazione nazionale dei poteri locali al fine di introdurre iniziative di e-governance nell'amministrazione pubblica comunale, e invita a condividere tale esperienza. Chiede al governo nazionale di sostenere le attività del centro di formazione dell'Associazione nazionale dei poteri locali al fine di accrescere le capacità delle amministrazioni locali.

Montenegro

33.

si compiace dei risultati ottenuti dal Montenegro, a partire dalla dichiarazione di indipendenza nel 2006, nel campo della costruzione di capacità di governo e di amministrazione locale;

34.

prende atto dei progressi compiuti nei negoziati di adesione, avviati nel giugno 2012, e si compiace dell'apertura dei negoziati sui capitoli 23 — Diritti giudiziari e fondamentali; 24 — Giustizia, libertà e sicurezza; 20 — Politica delle imprese e politica industriale; 6 — Diritto delle società; 5 — Appalti pubblici, in seguito alla chiusura provvisoria di due capitoli (Scienza e ricerca e Istruzione e cultura);

35.

si compiace del fatto che siano state predisposte le strutture necessarie per dei negoziati di adesione caratterizzati dalla partecipazione di rappresentanti della società civile, e che siano stati fatti ulteriori sforzi per accrescere la trasparenza e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali politici;

36.

invita il governo montenegrino a proseguire le riforme volte a costituire un'amministrazione trasparente, efficiente e responsabile e sollecita l'attuazione in tempi rapidi della nuova legge sulla funzione pubblica e sui dipendenti statali a livello locale;

37.

fa osservare che lo strumento di assistenza preadesione costituisce un importante campo di prova delle capacità del paese candidato di gestire i fondi di preadesione e i fondi strutturali una volta ultimato il processo di adesione, e invita il Montenegro a rafforzare la propria capacità amministrativa nel quadro delle strutture già esistenti del fondo di assistenza preadesione e a intervenire per preparare adeguatamente tali strutture al fine di accrescere la propria capacità di assorbire i fondi di preadesione;

38.

osserva che il Montenegro deve continuare a lavorare per soddisfare i criteri economici per l'adesione, garantendo che le proprie piccole e medie imprese siano adeguatamente preparate a far fronte alla pressione concorrenziale derivante dall'ingresso nell'UE;

Serbia

39.

si compiace della decisione di avviare negoziati di adesione con la Serbia nel gennaio 2014, che ha confermato il percorso della Serbia verso l'adesione. Accoglie inoltre con favore l'avvio dei preparativi per i negoziati di adesione, e in particolare dell'esame analitico (screening) dell'acquis dell'UE eseguito nel settembre 2013 in seguito all'entrata in vigore, il 1o di tale mese, dell'accordo di stabilizzazione e di associazione;

40.

sottolinea l'importanza di una accordo pacifico e a vasto raggio ai fini della normalizzazione delle relazioni con il Kossovo (1), e si compiace dei progressi realizzati nel 2013 nell'attuazione dei criteri politici del processo di stabilizzazione e di associazione;

41.

in considerazione dell'importanza del livello regionale per lo sviluppo sostenibile, sottolinea il grande significato della dichiarazione adottata dall'assemblea provinciale della Voivodina (3) sulla protezione dei propri diritti giuridici, e osserva che non è stata ancora adottata la legge, prevista dalla costituzione serba, sulle risorse proprie della Voivodina.

42.

invita a proseguire nel processo di decentramento per rafforzare ulteriormente le competenze degli enti locali. Si rammarica del limitato coinvolgimento del Consiglio nazionale per il decentramento e della persistente insufficienza della consultazione degli enti locali nell'ambito del processo decisionale per l'elaborazione di leggi con implicazioni a livello locale;

43.

chiede che venga risolta immediatamente la questione ancora in sospeso dello statuto della Provincia autonoma di Voivodina dopo che la Corte costituzionale della Serbia ha decretato che alcune disposizioni dello statuto sono in contrasto con la costituzione;

44.

segnala che l'attuazione del quadro giuridico esistente per le autonomie locali rimane molto limitata e che le responsabilità continuano a essere esercitate a livello locale senza un'analisi adeguata delle capacità e delle risorse necessarie. Il quadro giuridico per le autonomie locali deve ancora essere chiarito e correttamente applicato;

45.

si rallegra dei progressi compiuti nell'ambito della politica regionale e del coordinamento degli strumenti strutturali e osserva che occorre garantire un'ulteriore e adeguata capacità di attuazione a livello locale, in particolare sotto forma di un iter solido per i progetti, basato su strategie pertinenti;

46.

ricorda l'invito rivolto dalla Commissione alla Serbia, a proseguire il lavoro volto a consolidare lo Stato di diritto, contrastare la corruzione e la criminalità organizzata e promuovere la libertà d'informazione, la lotta contro la discriminazione e la protezione delle minoranze;

47.

propone di costituire un comitato consultivo misto con la Serbia una volta entrato in vigore l'accordo di stabilizzazione e di associazione.

Turchia

48.

ritiene che la Turchia e l'Unione europea debbano fare sforzi particolari per superare le tensioni attuali continuando a far avanzare i negoziati in uno spirito di cooperazione, sul modello dei positivi sviluppi bilaterali registrati nell'ultimo periodo. Nell'interesse delle due parti, la prospettiva di adesione della Turchia dev'essere accompagnata da riforme che consolidino lo Stato di diritto e garantiscano il pluralismo;

49.

accoglie favorevolmente la recente riforma che introduce un rafforzamento delle competenze dei governatori provinciali, ma chiede che tale riforma venga attuata, per contribuire alla regionalizzazione della Turchia e al rafforzamento della democrazia regionale grazie all'elezione democratica dei governatori;

50.

si compiace della recente apertura dei negoziati sul capitolo 22 Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali e sulla strategia nazionale per lo sviluppo regionale, e auspica che questi progressi contribuiranno alla riduzione delle disuguaglianze tra regioni e tra città e campagna;

51.

si preoccupa per la difficile situazione cui alcuni rappresentanti locali eletti fanno fronte in Turchia nello svolgimento delle proprie funzioni di rappresentanti delle rispettive circoscrizioni, e chiede che essi siano trattati nel rispetto della legge e in un clima di fiducia, in linea con le raccomandazioni del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa (4);

52.

concorda con la Commissione sulla necessità di proseguire le riforme dell'ordinamento giuridico turco per poter garantire la tutela delle libertà di espressione, d'informazione, di religione, di riunione e di associazione, garantendo così la sostenibilità delle attuali politiche riformatrici;

53.

sollecita a istituire quanto prima le corti d'appello regionali, che per legge sarebbero dovute entrare in funzione dal giugno 2007, e a considerare un obiettivo prioritario la formazione permanente di giudici e pubblici ministeri di tali organi; sottolinea che rendere operative le corti d'appello regionali costituisce un importante passo avanti per garantire l'efficienza del sistema giudiziario e per ridurne l'arretrato;

54.

ribadisce la propria delusione per il mancato rispetto degli impegni derivanti dal protocollo aggiuntivo all'accordo di associazione UE-Turchia e invita la Turchia a procedere all'attuazione integrale di detto protocollo, sottolineando che un ulteriore ritardo può comportare nuove ripercussioni sul processo di adesione;

55.

sottolinea inoltre che le relazioni di buon vicinato sono un elemento essenziale della preparazione all'adesione, e che qualunque tipo di minaccia o azione rivolta contro uno Stato membro e i suoi diritti sovrani costituisce una grave violazione dei valori comuni europei;

56.

esprime preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi in Turchia e sottolinea l'importanza di una magistratura indipendente. Ricorda che la Turchia è candidata all'adesione all'UE e, in questo senso, si è impegnata a soddisfare nella loro totalità i criteri politici di Copenaghen;

57.

rileva che sono state manifestate delle preoccupazioni circa il fatto che il governo turco non sempre realizza consultazioni o valutazioni d'impatto sufficienti con gli enti locali, anche riguardo a provvedimenti legislativi fondamentali quali la recente legge sui comuni metropolitani. Un'ampia discussione su tale legge avrebbe potuto costituire un utile progresso in quella direzione, e un contributo concreto all'attuazione del principio della governance multilivello;

58.

si compiace dei recenti progressi nella devoluzione di poteri alle autonomie locali, di cui si notano le conseguenze nella nuova legge sui comuni metropolitani, che ha esteso la portata delle competenze comunali e in tal modo ha tenuto parzialmente conto delle critiche espresse dal Congresso del Consiglio d'Europa (5) a proposito delle scarse capacità dei comuni più piccoli di fornire servizi pubblici. Si rammarica tuttavia del fatto che non siano state ascoltate le raccomandazioni del Congresso riguardanti la necessità di rafforzare i comuni consentendo loro di aumentare le entrate;

59.

si compiace del fatto che il decentramento e la devoluzione di poteri agli enti locali siano stati discussi nell'ambito dei lavori per l'elaborazione di una nuova costituzione e della recente adozione del pacchetto sulla democratizzazione, nonché in relazione ai diritti della minoranza curda e delle altre minoranze; sottolinea il crescente consenso sulla necessità di superare le riserve della Turchia circa la Carta europea dell'autonomia locale del Consiglio d'Europa;

60.

accoglie con grande favore le disposizioni del pacchetto sulla democratizzazione, che prevedono il decentramento del sistema educativo e i diritti dei partiti politici in materia di propaganda, consentendo l'impiego, oltre al turco, di altre lingue e dialetti; si compiace inoltre che tali nuove disposizioni autorizzino a ripristinare gli antichi nomi di località o insediamenti in lingue diverse dal turco oppure a trascriverli in alfabeti diversi da quello utilizzato dalla lingua turca;

61.

invita le autorità turche a collaborare da vicino con la Commissione europea per stabilire quali programmi potrebbero essere impiegati, a titolo dello strumento di assistenza preadesione (IPA), per promuovere lo sviluppo sostenibile delle regioni sud-orientali nel quadro dei negoziati sul capitolo 22;

62.

si rammarica del tasso estremamente basso di partecipazione femminile alla politica svolta a livello locale ed esorta tutti i partiti politici a candidare un maggior numero di donne alle prossime elezioni locali;

63.

accoglie con favore il rafforzamento delle istituzioni implicate nell'attuazione dell'assistenza preadesione attraverso la formazione e l'assistenza tecnica; raccomanda di compiere ulteriori sforzi al fine di rafforzare le capacità amministrative degli enti locali;

64.

approva ulteriori misure volte a migliorare la trasparenza e incoraggia a proseguire nel contrasto della corruzione, in particolare a livello comunale, nonché ad adottare misure volte a rafforzare la trasparenza, la responsabilità e la partecipazione;

65.

invita la Turchia e le altre parti coinvolte a sostenere attivamente i negoziati in corso nell'ambito delle Nazioni Unite per trovare una soluzione equa, globale e durevole della questione cipriota; invita altresì la Turchia a contribuire al processo di pace iniziando a ritirare i propri militari da Cipro e restituendo la zona chiusa di Famagosta ai suoi legittimi abitanti, conformemente alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nel rispetto dei principi sui quali si fonda l'UE;

66.

tenendo conto dei negoziati in corso, chiede ancora una volta che il gruppo di lavoro del Comitato delle regioni sulla Turchia sia trasformato in comitato consultivo misto;

I paesi candidati potenziali

67.

tenendo conto dell'aspirazione dei paesi candidati potenziali a fare progressi verso l'adesione, e dell'intensificazione dei contatti che coinvolgono gli attori locali e regionali, auspica la costituzione di comitati consultivi misti con ciascuno dei paesi candidati potenziali della regione dei Balcani occidentali;

Albania

68.

prende atto dei progressi compiuti verso un sistema in cui siano garantiti i principi di libera e leale concorrenza nelle elezioni nazionali (6) e locali (2011) (7), oltre che dei progressi generali verso il rispetto delle condizioni politiche necessarie all'avvio dei negoziati di adesione all'UE;

69.

rilancia la raccomandazione formulata dalla Commissione nell'ottobre 2012 e ancora nel 2013 di concedere all'Albania lo status di paese candidato purché sia attuata una serie di riforme strutturali; esorta l'Albania a fare progressi in ambiti quali la riforma della pubblica amministrazione, l'indipendenza del potere giudiziario, la lotta alla corruzione, il contrasto della criminalità organizzata e la protezione dei diritti umani;

70.

osserva che sono stati registrati progressi limitati nell'ambito della politica regionale e nel coordinamento degli strumenti di politica strutturale. In vista dell'accredito relativo allo strumento di assistenza preadesione, vanno rafforzati ulteriormente i sistemi di gestione e di controllo per ridurre al minimo i rischi di ritardi e disimpegni. Occorre inoltre migliorare la capacità di programmazione, in particolare per quanto riguarda la definizione di un iter solido per i progetti;

71.

prende atto dei piani delle autorità albanesi per la riduzione del numero delle unità amministrative locali e insiste sulla necessità di trovare il giusto equilibrio tra l'efficienza amministrativa e la legittimità democratica e di garantire, in tale processo, l'accessibilità a tutti i cittadini;

72.

accoglie favorevolmente l'adozione della legge in materia di urbanistica (aprile 2013), che costituisce un passo verso la creazione di autonomie locali efficaci e moderne, ma deplora che l'attuazione di tale legge rimanga estremamente lenta;

73.

constata con rammarico che, nonostante i miglioramenti amministrativi in corso, gli enti locali dispongano tuttora di risorse finanziarie e amministrative assai limitate per lo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi, e che le loro entrate sono calate del 21 %;

74.

deplora altresì che i loro sistemi di gestione delle risorse umane e di controllo finanziario rimangano deboli; ritiene che ciò abbia ostacolato la loro efficacia e limitato il ruolo degli enti locali e delle loro associazioni nel rafforzare il coordinamento tra il governo centrale e le amministrazioni locali. Chiede quindi che vi sia un più stretto coordinamento tra i livelli di governo centrale e locale e che sia rafforzato il ruolo delle associazioni di enti locali;

75.

mette in risalto le gravi lacune che rimangono, anche a livello locale, sul piano del controllo della corruzione, e chiede che sia nominato un coordinatore anticorruzione con un mandato forte, che proceda a una valutazione dell'impostazione generale della lotta alla corruzione;

76.

si rallegra del fatto che esiste una strategia nazionale per il miglioramento delle condizioni di vita dei Rom e del corrispondente piano d'azione nazionale; sottolinea la necessità di rispettare gli impegni assunti nei due documenti;

Bosnia-Erzegovina

77.

constata con rammarico che la Bosnia-Erzegovina ha compiuto progressi assai limitati sul fronte del miglioramento della funzionalità e dell'efficienza di tutti i livelli di governo. Esprime preoccupazione per lo stallo nel processo di integrazione nell'UE e ritiene che siano ancora necessari sforzi sostanziali per soddisfare le condizioni richieste per una candidatura credibile;

78.

sottolinea inoltre che le autorità della Bosnia-Erzegovina non hanno compiuto passi avanti verso la creazione della struttura necessaria alla gestione decentrata dei fondi UE; questo ritardo rischia di compromettere l'assistenza finanziaria dell'UE nel quadro dello strumento di assistenza preadesione e quest'anno ha già cagionato al paese la perdita di una parte dei suddetti fondi;

79.

segnala una mancanza di chiarezza riguardo alla ripartizione delle competenze tra gli enti, i cantoni e i comuni, con un livello relativamente basso di autonomia finanziaria a livello comunale;

80.

osserva che l'attuale situazione politica della Bosnia-Erzegovina si ripercuote negativamente sulla capacità del paese di parlare con una sola voce riguardo alle questioni europee. Al fine di coordinare le questioni europee a tutti i livelli di governo, considera importante rafforzare il ruolo della direzione per l'Integrazione europea o, in alternativa, creare a tal fine un meccanismo analogo. Rileva che la Commissione è stata costretta a rinviare ulteriori discussioni sul secondo strumento di assistenza preadesione in assenza di un tale meccanismo;

81.

si rammarica che l'Assemblea parlamentare della Bosnia Erzegovina abbia compiuto solo progressi molto limitati nell'adozione della legislazione riguardante l'UE. I dissidi politici continuano ad avere conseguenze negative sul funzionamento dell'Assemblea;

82.

esorta a tenere conto dei risultati del gruppo di esperti creato con il sostegno degli Stati Uniti e dell'UE, che ha elaborato alcune raccomandazioni sulla riforma della costituzione federale volte a migliorare le costose e complesse strutture di governance del paese, caratterizzate da una certa sovrapposizione di competenze tra la Federazione, i cantoni e i comuni. Si compiace che il suddetto gruppo di esperti abbia fondato le proprie raccomandazioni su un processo di consultazione ampio e partecipativo, che ha coinvolto tutti i livelli di governo, incluso quello locale, grazie alla partecipazione dei comuni e delle città della Federazione e della società civile;

83.

insiste sulla necessità di rafforzare la protezione dei diritti umani, anche attraverso l'attuazione di strategie mirate già adottate;

84.

invita tutte le entità della Federazione a mantenere un dialogo politico costruttivo con le altre entità e con le autorità federali;

Kosovo  (1)

85.

si compiace della decisione del Consiglio di avviare i negoziati per un accordo di stabilizzazione e di associazione con il Kosovo;

86.

approva altresì la decisione del Consiglio di cooperazione regionale (CCR) di modificare il proprio statuto per consentire al Kosovo di partecipare a pieno titolo. La formula adottata per la partecipazione del Kosovo al CCR costituisce una buona base per l'estensione di detta partecipazione ad altri forum regionali;

87.

si rallegra della partecipazione attiva e costruttiva del Kosovo e della Serbia al dialogo promosso dall'UE e rileva l'importanza di una soluzione pacifica e globale delle controversie tra le due parti per lo sviluppo dell'intera regione;

88.

segnala che, pur esistendo le strutture fondamentali della governance a livello sia centrale che locale, il livello comunale rimane debole e bisognoso di finanziamenti adeguati e di capacità amministrative. Chiede che si facciano ulteriori sforzi per migliorare l'attuazione della legislazione, la responsabilità e la trasparenza dell'amministrazione, anche a livello comunale, e che gli enti locali siano aiutati a proseguire nel processo di decentramento;

89.

si compiace del fatto che gli enti locali siano riusciti a rafforzare le loro capacità, anche per quanto riguarda il ritorno e il reintegro dei rifugiati e degli sfollati, la trasparenza delle informazioni relative alla gestione e al bilancio e la rendicontazione circa le decisioni a livello comunale;

90.

insiste sull'importanza di un'amministrazione trasparente ed efficace, e invita le autorità kosovare a esaminare con la massima attenzione le raccomandazioni della Commissione riguardanti la necessità di contrastare la criminalità organizzata e la corruzione e di creare un efficace sistema giudiziario e amministrativo pubblico;

91.

constata che la collaborazione tra le organizzazioni della società civile e le istituzioni governative del Kosovo continua a svolgersi prevalentemente in modo occasionale e dovrebbe essere migliorata, in particolare per quanto riguarda la definizione e l’attuazione delle politiche pubbliche;

92.

torna a sottolineare la necessità di promuovere lo Stato di diritto, pietra angolare del processo di stabilizzazione e di associazione. In tale contesto, si compiace in modo particolare della continuazione del dialogo strutturato sullo Stato di diritto, che consente di sostenere e guidare il Kosovo in quest'ambito, anche attraverso le discussioni sul futuro della Missione dell'UE per lo Stato di diritto in Kosovo (EULEX);

93.

propone negoziati ulteriori per conferire uno status speciale di autonomia locale all'enclave regionale a maggioranza serba intorno a Mitrovica nel Kosovo settentrionale.

Bruxelles, 2 aprile 2014

Il presidente del Comitato delle regioni

Ramón Luis VALCÁRCEL SISO


(1)  Questa denominazione lascia impregiudicate le posizioni concernenti lo status ed è in linea con la risoluzione 1244/99 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con il parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione d'indipendenza del Kosovo.

(2)  Cfr. comunicazione della Commissione Strategia di allargamento e sfide principali per il periodo 2013-2014 COM(2013) 700 final

(3)  Dichiarazione del 21 maggio 2013 dell'assemblea provinciale della Voivodina sulla protezione dei diritti costituzionali e giuridici della Provincia autonoma di Voivodina.

(4)  Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa, raccomandazione 301 (2011), Local and regional democracy in Turkey [Democrazia locale e regionale in Turchia], Strasburgo, 22-24 marzo 2011.

(5)  Idem.

(6)  Le elezioni si sono svolte nel giugno 2013. Cfr. la relazione di avanzamento del PE sull'Albania, presentata dal relatore Nikola Vuljanić (GUE/NGL), riunione AFET del 25 novembre 2013.

(7)  Cfr. la relazione sulla missione di monitoraggio dell'OSCE e del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa dell'8 maggio 2011, http://www.osce.org/odihr/77446.