52013DC0540

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Dodicesima relazione sui preparativi pratici in vista del futuro allargamento dell'area dell'euro /* COM/2013/0540 final */


RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Dodicesima relazione sui preparativi pratici in vista del futuro allargamento dell’area dell’euro

1.           Introduzione

A seguito dell’adozione dell’euro da parte dell’Estonia il 1º gennaio 2011, l’area dell’euro è costituita da diciassette Stati membri dell’UE. Dei rimanenti undici Stati membri, nove dovrebbero adottare l’euro non appena avranno soddisfatto le condizioni necessarie. La Danimarca e il Regno Unito godono di un regime speciale di esenzione (opt-out) e non sono impegnati ad adottare l’euro.

La presente relazione valuta l’avanzamento dei preparativi pratici in vista dell’introduzione dell’euro in Lettonia e i progressi compiuti nell’organizzazione della relativa campagna di comunicazione. Sulla base della decisione del Consiglio del 9 luglio 2013, che ha concluso che le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro sono soddisfatte, la Lettonia adotterà l’euro il 1º gennaio 2014 (“€-day”). Il tasso di conversione tra il lats lettone e l’euro è stato fissato irrevocabilmente a 0,702804 lats lettoni per un euro.

2.           avanzamento dei preparativi in vista del passaggio all’euro in Lettonia

La Lettonia sarà il sesto del gruppo di Stati membri che hanno aderito all’UE nel 2004 ad adottare l’euro. L’obiettivo iniziale della Lettonia previsto nel piano d’azione per l’introduzione della moneta unica europea del 1º novembre 2005, ossia adottare l’euro il 1º gennaio 2008, è stato successivamente rivisto. La data del 1º gennaio 2014 è stata stabilita dal governo lettone con decreto del Consiglio dei ministri n. 165 del 24 marzo 2010. Il piano nazionale di passaggio all’euro per la Lettonia è stato approvato dal Consiglio dei ministri lettone il 19 settembre 2012 e aggiornato da ultimo il 4 aprile 2013. Il piano nazionale di passaggio all’euro è integrato da un piano d’azione dettagliato per l’introduzione della moneta unica europea in Lettonia. Nel corso degli ultimi mesi le autorità lettoni hanno compiuto uno sforzo intenso e sistematico per assicurare la fluidità della transizione.

2.1.        Organizzazione della futura introduzione dell’euro, adeguamento del sistema giuridico e preparativi del settore pubblico

I preparativi pratici per l’adozione dell’euro in Lettonia sono coordinati da un comitato direttivo, presieduto dal sottosegretario di Stato presso il ministero delle Finanze. Il comitato direttivo è soggetto alla supervisione del consiglio di coordinamento per il passaggio alla moneta unica europea. I lavori preparatori in settori specifici vengono effettuati attraverso cinque gruppi di lavoro, ai quali partecipano rappresentanti del settore pubblico e privato (gruppo di lavoro sull’amministrazione statale, gruppo di lavoro sulla liquidità e sui sistemi di pagamento, gruppo di lavoro sulle società non finanziarie e sui consumatori, gruppo di lavoro sul sistema finanziario e gruppo di lavoro sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e sulla comunicazione). I gruppi di lavoro sono coordinati da un responsabile del progetto sull’euro, che riferisce al comitato direttivo. Come la vicina Estonia, la Lettonia non ha nominato “un Signor o una Signora euro”, vale a dire una persona responsabile di seguire tutti i preparativi a livello nazionale in vista dell’introduzione dell’euro. Presso il ministero delle finanze, tuttavia, è stato istituito un ufficio che funge da principale punto di comunicazione con il pubblico.

Nel gennaio 2013, il parlamento lettone ha adottato la legge sulla procedura per l’introduzione dell’euro, legge quadro che stabilisce i principi di base per il passaggio all’euro (ad esempio i principi di arrotondamento alla conversione, il periodo di doppia circolazione, le procedure per il passaggio del contante e il prelievo di lats in contanti, le regole per la conversione e per la doppia indicazione dei prezzi ecc.). Inoltre, la legge sulla procedura per l’introduzione dell’euro definisce il calendario per l’adeguamento degli atti giuridici che devono essere modificati a seguito dell’introduzione dell’euro. La legge sulla banca centrale lettone è stata anch’essa modificata per garantire la compatibilità con il trattato sul funzionamento dell’Unione europea e con lo statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE).

I preparativi del settore pubblico in vista del passaggio all’euro sono a buon punto. Dato che la Lettonia non ha nominato “un Signor o una Signora euro” che incarni la transizione verso l’euro, è particolarmente importante garantire, intorno al 1º gennaio 2014, la piena disponibilità di uno o più coordinatori, in modo da poter reagire rapidamente agli eventuali problemi.

2.2.        Preparativi nei settori finanziario e bancario

Per il passaggio all’euro la Lettonia prevede di far ricorso ad uno scenario di tipo “big bang”[1], così come ad un periodo di doppia circolazione di due settimane.

Le monete metalliche in lats hanno un potere di acquisto relativamente elevato e sono ampiamente utilizzate dal pubblico per i pagamenti correnti. A differenza dei vicini estoni, i lettoni fanno minore affidamento sui mezzi di pagamento elettronici (nell’aprile 2013, circa il 15% della popolazione lettone non aveva un conto in banca). In totale, sono attualmente in circolazione 51 milioni di banconote in lats e 482 milioni di monete in lats (dati al 1º giugno 2013). Circa 293 milioni di monete in lats dovranno essere ritirati. La struttura parallela dei tagli delle monete in lats e in euro faciliterà la gestione delle monete in euro in Lettonia. Tuttavia, dato che un lats vale più di un euro, la conversione provocherà un aumento degli importi. Prima dell’introduzione dell’euro è molto importante spiegare tale effetto ai cittadini e cercare di dissipare i loro timori circa l’inflazione.

Non possedendo una zecca propria, la Lettonia ha bandito una gara d’appalto per la fornitura di monete in euro. I 400 milioni di monete in euro lettoni saranno coniati dalla Staatliche Münzen Baden-Württemberg (Stoccarda, Germania). Il disegno delle facce nazionali delle monete in euro lettoni è stato scelto a seguito di un concorso pubblico organizzato in Lettonia nel 2004. Le monete da 1 e da 2 euro riportano l’immagine di una giovane donna che rappresenta la Lettonia, mentre le monete da 50, 20 e 10 cent raffigurano lo stemma della Lettonia completo e le monete da 5, 2 e 1 cent lo stemma della Lettonia in formato semplice. Le banconote in euro saranno prese in prestito dalle riserve dell’Eurosistema. Per il passaggio all’euro la banca centrale lettone ha ordinato 110 milioni di banconote in euro di diversi tagli.

La prealimentazione degli istituti di credito è prevista a partire dal 1º novembre 2013, mentre la sub-prealimentazione dei principali clienti delle banche commerciali avrà inizio il 10 dicembre 2013. Secondo le prime stime, la prealimentazione e la sub-prealimentazione ammonteranno a circa 25 milioni di banconote in euro e circa 192 milioni di monete in euro, in vari tagli. Tenendo conto del rischio di cattive condizioni meteorologiche nel periodo dell’introduzione dell’euro in Lettonia, è opportuno pianificare con molta attenzione il volume della prealimentazione e della sub-prealimentazione. Per far fronte ai maggiori rischi sotto il profilo della sicurezza, è stato messo a punto un piano d’azione che, durante il periodo di transizione, prevede misure intese a migliorare la sicurezza del trasporto di contante, effettuato da società specializzata in trasporto valori.

Il 50% delle monete destinate alla prealimentazione verrà fornito in un mini kit per i cittadini (circa 800 000 kit per circa 816 000 famiglie) e per i dettaglianti (circa 70 000 kit). Si prevede che ciascun mini kit standard conterrà 14,23 euro se destinato ai cittadini e 200 euro se destinato ai commercianti al dettaglio. La dimensione del kit per i dettaglianti sembra piuttosto rilevante per le imprese più piccole. Si raccomanda di fornire kit di dimensione nettamente inferiore o di consentire ai dettaglianti di ordinare quantitativi di monete più piccoli, che potranno ottenere presso le agenzie bancarie nel pomeriggio dell’€-day. L’inizio della vendita dei mini kit per i cittadini è previsto per il 10 dicembre 2013. I kit saranno venduti nelle agenzie della banca centrale lettone, negli istituti di credito e negli uffici postali. A partire dall’€-day saranno inoltre disponibili kit specifici per collezionisti (in totale 35 000 kit).

Al fine di ridurre fisicamente il volume di lats da cambiare sono state previste varie misure, quali ad esempio il cambio illimitato di monete metalliche da parte della banca centrale lettone a partire dall’ottobre 2013 e la progressiva diminuzione del numero di banconote di grosso taglio in circolazione con largo anticipo sull’€-day. Inoltre, le monete possono essere depositate presso le maggiori banche senza limiti e gratuitamente a partire dall’ottobre 2013. In vista dell’eccezionale volume di contante da gestire durante il periodo di transizione, le banche commerciali e gli uffici postali potenzieranno le proprie capacità di stoccaggio di contante.

Il cambio illimitato di contante sarà possibile presso le banche commerciali per un periodo di sei mesi a decorrere dall’€-day e in 302 uffici postali per tre mesi a decorrere dall’€-day (con una possibile proroga fino ad altri tre mesi). Per non pregiudicare gli sforzi di comunicazione circa il nuovo tasso di conversione, le banche e gli uffici di cambio dovrebbero essere tenuti ad applicare il tasso di conversione ufficiale a partire dalla sua determinazione e fino all’€‑day, nonché ad indicare le eventuali spese separatamente. La banca centrale lettone cambierà quantità illimitate di lats in euro per un periodo di tempo illimitato e gratuitamente.

987 dei 1 105 distributori automatici di banconote (ATM) in Lettonia distribuiranno banconote in euro dalla prima ora del 1º gennaio 2014, mentre ancora non è garantito che i rimanenti 118 ATM saranno disponibili per i prelievi in euro prima del 2 gennaio 2014. In considerazione del ruolo essenziale della disponibilità degli ATM per un buon avvio della sostituzione del contante, è opportuno garantire che al 1° gennaio 2014 tutti gli ATM siano pienamente operativi in euro. Gli ATM che non possono essere adattati in tempo dovrebbero essere chiusi. Considerando che i dettaglianti dovranno dare il resto esclusivamente in euro fin dall’€-day, sarebbe opportuno evitare temporaneamente di introdurre negli ATM banconote di taglio superiore a 50 euro. Le banche dovrebbero inoltre astenersi dal mettere in circolazione banconote di grosso taglio (in lats o in euro) nelle settimane immediatamente precedenti e successive al passaggio all’euro, in quanto la presenza di banconote di grosso taglio rende più difficile per i dettaglianti dare il resto in euro. Le banche commerciali e la First Data Latvia hanno già cominciato ad adeguare i terminali POS (point of sale) in modo che essi siano immediatamente operativi in euro il 1º gennaio 2014. Nei giorni immediatamente successivi all’€-day i consumatori dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare con maggiore frequenza i pagamenti elettronici. Il 99,3% dei POS è già compatibile con l’area unica dei pagamenti in euro (SEPA).

Il settore bancario lettone comprende 406 agenzie bancarie, 339 delle quali offrono servizi di cassa. Le banche commerciali prevedono di rafforzare il personale nelle agenzie che effettuano  operazioni di cassa. I dispositivi di conteggio e stoccaggio nelle agenzie verranno adeguati. I servizi alla clientela al dettaglio saranno offerti separatamente dai servizi ai clienti privati. Ai dettaglianti e agli altri clienti commerciali saranno offerti servizi di  raccolta di contante. Alla fine dell’anno alcune banche commerciali estenderanno il proprio orario di apertura. Mentre la banca centrale lettone prevede di offrire al pubblico operazioni di cambio di contante il 1º gennaio 2014, generalmente le banche e gli uffici postali non intendono aprire l’€-day. Sarebbe opportuno rivedere questo punto, per facilitare un avvio fluido della transizione di contante e consentire ai piccoli dettaglianti che non hanno partecipato alla sub‑prealimentazione di ottenere il contante di cui hanno bisogno. Le agenzie delle banche e gli uffici postali dovrebbero essere aperti almeno nel pomeriggio del 1º gennaio 2014.

Dalla metà del 2013 il personale delle banche riceverà una formazione specifica per il passaggio all’euro. L’adeguamento dei sistemi informatici delle banche è in corso; il test finale è previsto per fine novembre/inizio dicembre 2013. Per agevolare il ritiro delle monete in lats sotto il profilo logistico, ai portavalori e alle banche commerciali saranno forniti contenitori mobili standard per la raccolta, lo stoccaggio e il trasporto delle monete. I conti delle banche commerciali presso la banca centrale lettone riceveranno l’accredito il giorno stesso del deposito delle monete, comprese le eventuali correzioni da effettuare dopo il conteggio.

Per assicurare la fluidità della transizione, è opportuno garantire la fornitura di contanti in euro ai dettaglianti più piccoli mettendo a loro disposizione kit supplementari di monete più piccoli o consentendo loro di effettuare ordini specifici. Dal luglio 2013 fino al 1º gennaio 2014, le banche e gli uffici di cambio dovrebbero essere invitati ad applicare il tasso di conversione ufficiale per operazioni di cambio in euro, con una fatturazione separata delle eventuali spese. È essenziale che tutti gli ATM consentano il prelievo di banconote in euro a partire dal 1º gennaio 2014. Gli ATM che, per motivi tecnici, non possono essere adattati in tempo dovrebbero essere chiusi. Per evitare che i dettaglianti rimangano sprovvisti di resto perché i clienti pagano con banconote di grosso taglio, occorre evitare che nel periodo di transizione gli ATM vengano caricati con banconote di taglio superiore a 50 euro. Le banche, inoltre, dovrebbero evitare di distribuire banconote di grosso taglio allo sportello. Nei giorni immediatamente successivi all’€-day i consumatori dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare con maggiore frequenza i pagamenti elettronici.

2.3.        Impedire pratiche abusive ed evitare che i cittadini abbiano una percezione sbagliata dell’evoluzione dei prezzi

Ai sensi della legge sulla procedura per l’introduzione dell’euro, il periodo di doppia indicazione dei prezzi in euro e in lats inizierà tre mesi prima dell’€-day, ossia il 1° ottobre 2013, a meno che la fissazione ufficiale del tasso di conversione da parte del Consiglio dell’Unione europea non avvenga dopo tale data, e terminerà sei mesi dopo l’€-day. Alla luce dell’esperienza acquisita in occasione dei precedenti passaggi all’euro si raccomanda di verificare mediante strumenti normativi che la doppia indicazione dei prezzi si concluda entro il 1º gennaio 2015 e di garantire che tale data finale venga chiaramente comunicata al pubblico, che potrà così fare buon uso del periodo di doppia indicazione dei prezzi per imparare la nuova scala di valori. In tal modo sarà più facile per i cittadini abituarsi alla nuova moneta.

I dettagli sulla doppia indicazione dei prezzi sono stabiliti nel regolamento n. 178 “Procedura per l’indicazione dei prezzi di merci e servizi” del 18 maggio 1999, modificato il 9 maggio 2013. Inoltre, il Centro per la tutela dei diritti dei consumatori (CRPC) ha elaborato linee guida in materia di indicazione dei prezzi nel periodo di doppia indicazione, che sono state approvate il 30 maggio 2013.

Dal gennaio 2013 la società “Aptauju centrs” controlla i prezzi di 120 prodotti e servizi frequentemente acquistati presso i principali punti di vendita nelle sette maggiori città della Lettonia. Tra i prezzi sottoposti a monitoraggio figurano quelli che, in base all’esperienza dei precedenti passaggi all’euro, sono più esposti all’aumento dei prezzi legato alla transizione, quali ad esempio parrucchieri, ristoranti e caffè e servizi di riparazione di automobili. I risultati del monitoraggio sono regolarmente pubblicati sul sito internet del ministero dell’Economia e sul sito dedicato al passaggio all’euro.

Il ministero dell’economia lettone ha preparato una campagna a favore dell’introduzione equa dell’euro (“Fair Euro Introducer”). Ispirata alle iniziative volontarie adottate con successo durante i precedenti passaggi all’euro, questa campagna invita le imprese (ad esempio commercianti al dettaglio, istituti finanziari, punti vendita su internet) ad impegnarsi a non abusare del passaggio all’euro per trarne profitto, a rispettare le regole e a fornire la necessaria assistenza ai propri clienti. Coloro che parteciperanno a questa campagna riceveranno il logo “Fair Euro Introducer”, che dimostrerà la loro adesione, e figureranno su una “lista bianca” disponibile sul sito internet dedicato all’euro. L’invito alla sottoscrizione è stato lanciato il 12 giugno 2013. L’inizio della campagna è fissato al luglio 2013, ossia oltre due mesi prima dell’inizio del periodo di doppia indicazione obbligatoria dei prezzi. Le autorità lettoni mirano ad ottenere un tasso di partecipazione di almeno il 70% del mercato. Si raccomanda di puntare ad una partecipazione molto più ampia.

Il rispetto dei requisiti in materia di indicazione del prezzo e di conversione (ad esempio le regole di arrotondamento) durante il periodo di doppia indicazione nonché l’applicazione del protocollo sull’introduzione equa dell’euro (Fair Euro Introducer Memorandum) saranno verificati dal CRPC, in collaborazione con le ONG che di difesa del consumatore. Il compito di effettuare controlli più approfonditi dei punti vendita sarà affidato a 38 ispettori. Durante le settimane successive all’adozione del tasso di conversione e fino alla fine del periodo di doppia indicazione dei prezzi, si raccomanda caldamente di aumentare ulteriormente il personale addetto alle ispezioni e i volontari disponibili ad effettuarle, allo scopo di garantire un controllo dei prezzi credibile ed efficace. Le autorità locali dovrebbero essere invitate a trovare, in ogni città, volontari disponibili a collaborare ad un attento monitoraggio dei prezzi. Se le istruzioni dei funzionari del CRPC non sono seguite, sono previste ammende fino a 500 lats. Il CRPC controllerà anche l’attuazione del Fair Euro Introducer Memorandum. Le imprese che non correggono le infrazioni individuate dal CRPC, che contravvengono ripetutamente agli obblighi di legge o al Memorandum e/o che fanno uso di pratiche commerciali sleali saranno iscritte su una “lista nera” pubblicamente disponibile. Un’impresa che figura sulla “lista nera” non sarà più ammissibile alla “lista bianca” e perderà il diritto di utilizzare il logo della campagna Fair Euro Introducer.

I consumatori potranno denunciare al CRPC le infrazioni alle regole sull’indicazione dei prezzi attraverso una linea telefonica apposita, attraverso la hotline dedicata all’euro, per e‑mail e per lettera. Per evitare che i cittadini abbiano una percezione sbagliata dell’evoluzione dei prezzi, occorre che le irregolarità riscontrate siano corrette velocemente. Gli aumenti di prezzo sospetti rilevati dagli ispettori o segnalati telefonicamente dai consumatori al CRPC dovrebbero essere oggetto di indagini adeguate e di un’azione correttiva quanto più rapida possibile, preferibilmente entro un termine massimo di 48 ore.

Occorre rafforzare sensibilmente le misure volte a prevenire le pratiche abusive e ad evitare che i cittadini abbiano una percezione sbagliata dell’evoluzione dei prezzi. Gli obiettivi per l’adesione alla campagna Fair Euro Introducer dovrebbero essere il più ambiziosi possibile. Il personale disponibile per il monitoraggio della doppia indicazione dei prezzi e l’attuazione del Fair Euro Introducer Memorandum dovrebbe essere ulteriormente aumentato individuando volontari in tutte le città lettoni. Le azioni correttive nei confronti delle imprese che non rispettano gli obblighi in materia di indicazione del prezzo e di conversione (ad esempio le regole di arrotondamento) o che non applicano correttamente il Fair Euro Introducer Memorandum dovrebbero essere intraprese immediatamente, al fine di adottare una decisione definitiva entro un termine massimo di 48 ore.

2.4.        Preparativi per il passaggio all’euro nelle zone rurali e nelle imprese

Come la vicina Estonia, la Lettonia ha una densità di popolazione molto bassa rispetto alla media UE[2]. Il paese comprende 119 amministrazioni locali. Visto che i cittadini lettoni tendono a preferire i pagamenti in contanti, è fondamentale pianificare e preparare attentamente il processo di transizione nelle zone rurali per garantirne la fluidità. Le strutture necessarie al cambio dei lats in euro e al ritiro del contante in lats devono essere presenti in tutto il territorio. In questo contesto le autorità lettoni hanno elaborato orientamenti pratici per i comuni. Per agevolare il monitoraggio dei progressi a livello comunale è stata inoltre preparata una check-list delle azioni necessarie per il passaggio all’euro. Al fine di garantire che tutte le amministrazioni locali siano effettivamente preparate, l’attuazione delle azioni che figurano sulla check-list dovrebbe essere verificata periodicamente e in modo strutturato. Riunioni regolari dei coordinatori locali per il passaggio all’euro darebbero loro la possibilità di condividere le esperienze nei preparativi per l’introduzione della moneta unica. Nelle zone isolate le autorità locali costituiranno spesso, oltre ai media e ad internet, l’unica fonte di informazione. Esse dovranno pertanto essere perfettamente preparate e formate.

Dal 1º gennaio al 31 marzo 2014 (periodo che può essere prolungato di altri tre mesi) i servizi di cambio del contante non saranno offerti soltanto dalle banche commerciali (339 agenzie), ma anche da 302 uffici postali. La presenza nelle zone rurali di agenzie bancarie, di ATM (mobili) fuori dai locali delle banche e di uffici postali è stata monitorata da vicino fin dall’inizio del 2013. Se ritenuto necessario, le banche commerciali dovrebbero valutare la possibilità di avvalersi di uffici di cambio mobili, oltre agli ATM mobili già esistenti. Il personale degli uffici postali lettoni, specialmente quello a diretto contatto con la clientela, va adeguatamente formato perché sia capace di maneggiare le due valute contemporaneamente e possa fornire informazioni ai cittadini. Sarà inoltre necessaria una formazione specifica sulle caratteristiche di sicurezza del contante in euro e sulla prevenzione della contraffazione.

Le sezioni locali delle associazioni di consumatori e delle varie organizzazioni non governative dovrebbero essere attivamente coinvolte nei preparativi, in modo che il passaggio all’euro permei il tessuto locale.

La maggior parte delle imprese – comprese le catene di supermercati, che avranno un ruolo importante nella transizione in quanto uffici di cambio “de facto” – hanno rinviato i preparativi concreti che richiedono investimenti in infrastrutture e personale fino all’abrogazione della deroga da parte del Consiglio dell’Unione europea. Nel tempo che resta prima dell’€-day sarà essenziale garantire che tutte le imprese, comprese quelle che non fanno esplicita richiesta di informazioni, siano adeguatamente preparate. In particolare, è opportuno prevedere strumenti di monitoraggio (ad esempio sondaggi d’opinione) che aiutino a valutare il livello di preparazione delle piccole e medie imprese (PMI).

È necessario guidare e verificare con regolarità i preparativi delle autorità locali in vista del passaggio all’euro, al fine di garantire che esse operino tutti gli adeguamenti necessari. Il personale della posta lettone dovrebbe ricevere la formazione necessaria a svolgere il nuovo ruolo che gli competerà nella fase di transizione all’euro. Il coinvolgimento delle sezioni locali delle associazioni di consumatori e delle varie organizzazioni non governative contribuirebbe a che il passaggio all’euro permei il tessuto locale. I preparativi delle imprese dovrebbero iniziare immediatamente, con il sostegno e sotto la supervisione delle autorità competenti. È opportuno prestare particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

2.5.        Attività di comunicazione sull’euro

L’obiettivo generale della strategia di comunicazione sul passaggio all’euro è garantire che almeno il 90% della popolazione della Lettonia[3] sia sufficientemente informato dell’impatto e dei cambiamenti pratici connessi al passaggio dal lats all’euro e accrescere il sostegno dell’opinione pubblica all’introduzione dell’euro, in modo che alla data del passaggio effettivo la maggior parte della popolazione sia favorevole all’introduzione dell’euro. I risultati saranno misurati nel dicembre 2013. È molto importante che la Lettonia presti particolare attenzione alle persone che sono più difficilmente raggiungibili dai media, compresi coloro che vivono in zone isolate e i gruppi vulnerabili, tenendo conto della diversità linguistica della popolazione. La Commissione europea osserva che durante il primo semestre del 2013 sono stati realizzati progressi sostanziali in materia di comunicazione e accoglie con favore l’impegno assunto dalla Lettonia a prestare particolare attenzione alle esigenze di informazione dei gruppi vulnerabili.

Dato che gran parte delle campagne d’informazione non ha ancora raggiunto i gruppi destinatari, non è ancora possibile valutarne l’impatto. Dai sondaggi di opinione, compreso quello recente di Eurobarometro (Flash EB 377), risulta tuttavia che il sostegno all’euro è ancora piuttosto basso e che i timori di pratiche abusive e della perdita di potere d’acquisto sono chiaramente presenti. I sondaggi di opinione aiutano a misurare il successo della campagna di comunicazione sul passaggio all’euro e ad individuare la necessità di adeguare i canali o le attività di comunicazione.

Le autorità lettoni dovrebbero intensificare gli sforzi intesi ad offrire all’intera popolazione della Lettonia tutte le informazioni necessarie e ad ottenere il massimo sostegno possibile per l’introduzione dell’euro.

Per tutte le attività di comunicazione è essenziale che il ministero delle Finanze garantisca procedure di aggiudicazione degli appalti pienamente trasparenti e non discriminatorie che devono essere ultimate in tempo utile, conformemente alla legge sugli appalti pubblici della Repubblica di Lettonia.

La Commissione intende sostenere, nell’ambito di un accordo di partenariato, l’attuazione dei piani di comunicazione sia con contributi in natura sia attraverso una convenzione di sovvenzione che copra fino al 50% dei costi ammissibili di attività/categorie approvate congiuntamente (quali i compensi degli esperti in comunicazione, la campagna sui media, i sondaggi di opinione, i seminari e le formazioni, nonché il materiale informativo per tutte le famiglie).

La Banca centrale europea contribuisce alla campagna di informazione nazionale sull’euro organizzando una mostra ed altri eventi di sensibilizzazione, producendo pubblicazioni e fornendo sostegno alla campagna sui media.

Una delle principali fonti di informazione per il pubblico è costituita dal noto sito internet sul passaggio all’euro (www.eiro.lv), lanciato già nel dicembre 2008. Informazioni aggiornate sui preparativi per il passaggio all’euro sono disponibili anche sul sito internet del ministero delle Finanze (http://http://www.fm.gov.lv/en/) e della banca centrale lettone (http://www.bank.lv/eng/main/euro/).

3.           Stato dell’opinione pubblica negli Stati membri di recente adesione

Per valutare l’atteggiamento dei cittadini nei confronti dell’introduzione dell’euro e le loro conoscenze sull’argomento, dal 2004 la Commissione europea incarica  Eurobarometro (EB) di effettuare sondaggi negli Stati che hanno aderito all’Unione europea nel 2004 e nel 2007 e che non hanno ancora adottato la moneta unica. Il sondaggio “NMS-7”[4] (Flash EB n. 377) realizzato nella primavera del 2013 è il sedicesimo di questo tipo. La relativa rilevazione sul campo è stata condotta nell’aprile 2013.

Ai fini della presente relazione, i risultati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro sono stati confrontati con quelli del precedente, realizzato nel quadro di Flash EB n. 349 (lavoro sul campo: aprile 2012).

3.1.        Sostegno all’adozione dell’euro/percezione delle conseguenze

L’ultimo sondaggio conferma i risultati dei precedenti, con una graduale tendenza al ribasso nel sostegno all’introduzione dell’euro nei nuovi Stati membri che non lo hanno ancora adottato (gli NMS-7). La maggior parte degli intervistati negli NMS-7 è contraria all’introduzione dell’euro nel proprio paese: il 51% (+2 punti percentuali) è contrario, mentre il 45% (-2 punti percentuali) è favorevole. I risultati per la Lettonia seguono questa tendenza generale: il 55% (+2 punti percentuali) è contrario, mentre il 42% (-4 punti percentuali) è favorevole all’introduzione dell’euro.

Per quanto riguarda la percezione delle conseguenze dell’introduzione dell’euro, il 45% degli intervistati (-4 punti percentuali) ritiene che ci saranno vantaggi per gli Stati membri che attualmente appartengono all’area dell’euro, ma conseguenze negative per il proprio paese (54%, +3 punti percentuali). Il 40% (-3 punti percentuali) ritiene invece che l’introduzione dell’euro porterà effetti positivi.

A livello personale, il 50% (-1 punto percentuale) degli interpellati negli NMS-7 ritiene che l’introduzione dell’euro avrà conseguenze positive. In Lettonia la tendenza è più negativa: il 42% degli intervistati (-3 punti percentuali) crede in effetti positivi, mentre il 48% (+4 punti percentuali) teme conseguenze negative.

Sulle possibili conseguenze per i prezzi sono state poste due domande. A livello generale, il 67% (-5 punti percentuali) degli interpellati sulle possibili conseguenze dell’introduzione dell’euro prevede che i prezzi aumenteranno. Coloro che ritengono che l’euro manterrà i prezzi stabili, tuttavia, sono in netto aumento con il 22% degli interpellati (+13 punti percentuali). In Lettonia, il 75% (+2 punti percentuali) degli intervistati prevede un forte aumento dei prezzi, ma anche in questo caso il numero di coloro che ritengono che l’euro manterrà la stabilità dei prezzi è salito al 17% (+8 punti percentuali).

 Interpellati specificamente sulla fissazione abusiva dei prezzi, il 74% (dato invariato) dei cittadini degli NMS-7 ha dichiarato di nutrire preoccupazioni, mentre il 24% (dato invariato) si è dichiarato fiducioso.

I cittadini più preoccupati sono i lettoni (81%, -2 punti percentuali).

Il 45% (+2 punti percentuali) dei cittadini degli NMS-7 ritiene che l’introduzione dell’euro comporterà la perdita del controllo sulla politica economica, mentre il 49% (-2 punti percentuali) non ha questo timore. Contrariamente a questa tendenza, la maggioranza dei cittadini lettoni (63%, +6 punti percentuali) ritiene che l’introduzione dell’euro comporterà la perdita del controllo sulla politica economica.

3.2.        Informazioni sull’euro

La popolazione lettone è fortemente sensibilizzata alla possibilità dell’introduzione dell’euro (l’80% si aspetta che questo avvenga entro il 2014). Negli NMS-7 l’impressione di essere informati sull’euro è lievemente migliorata, passando al 41% (+2 punti percentuali). Il dato migliore è quello della Lettonia: il 50% dei cittadini (+11 punti percentuali) si sente informato. A non sentirsi informato, tuttavia, è ancora il 48% (-12 punti percentuali).

Per quanto riguarda la fiducia nelle istituzioni negli NMS-7, i cittadini lettoni interpellati hanno dato risposte in linea con la tendenza generale, che consiste nell’accordare fiducia in primo luogo alla banca nazionale (66%, +1 punto percentuale), seguita da vicino dall’amministrazione tributaria (62%, +9 punti percentuali. La fiducia nelle istituzioni dell’UE, pur rimanendo elevata, è scesa al 60% (-7 punti percentuali).

Per quanto riguarda gli elementi più importanti della campagna di comunicazione sul passaggio all’euro, la doppia indicazione dei prezzi nei negozi si è confermata come l’elemento più importante per il 90% dei cittadini lettoni (+3 punti percentuali), seguita dalla doppia indicazione dei prezzi sulle fatture (86%, +5 punti percentuali) e nella busta paga (77%, +2 punti percentuali).

Per il 69% (-1 punto percentuale) degli intervistati lettoni il valore di 1 euro (tasso di cambio) è una questione importante.

Tali risultati indicano chiaramente la necessità di incentrare la campagna d’informazione sugli aspetti pratici del passaggio all’euro in Lettonia, di garantire la doppia indicazione dei prezzi e di monitorare la fissazione dei prezzi durante il periodo di transizione, dato che queste sono le maggiori preoccupazioni dei cittadini. Le paure e lo scetticismo dei cittadini nei confronti dell’euro dovrebbero essere vinti grazie a informazioni adeguate sull’euro e sul passaggio all’euro.

Le autorità lettoni dovrebbero tenere nella dovuta considerazione i sondaggi di opinione periodici, eventualmente adeguando di conseguenza i temi e i principali messaggi della campagna di informazione. Al fine di individuare le esigenze di informazione delle PMI e di valutare come esse percepiscono lo stato di avanzamento dei propri preparativi, le autorità lettoni dovrebbero effettuare un sondaggio specifico tra le PMI sui preparativi pratici in vista del passaggio all’euro. Il sondaggio dovrebbe essere effettuato in tempo utile affinché i risultati siano presi in considerazione nella campagna d’informazione generale.

4.           Conclusioni generali e prospettive

I preparativi pratici della Lettonia sono generalmente soddisfacenti. La Commissione ha tuttavia individuato alcuni settori per i quali sono necessari ulteriori sforzi. In particolare, le autorità lettoni sono invitate ad aumentare ulteriormente il personale disponibile per il monitoraggio della doppia indicazione dei prezzi e l’attuazione del Fair Euro Introducer Memorandum. Le azioni correttive nei confronti delle imprese che non rispettano gli obblighi in materia di indicazione del prezzo e di conversione (ad esempio le regole di arrotondamento) o che non applicano correttamente il Fair Euro Introducer Memorandum dovrebbero essere prese molto rapidamente, al fine di adottare una decisione definitiva entro un termine massimo di 48 ore. Tutti gli ATM dovrebbero essere in grado di distribuire euro al 1° gennaio 2014.

La Commissione europea rivaluterà i preparativi pratici della Lettonia in vista dell’introduzione dell’euro, compresi la risposta alle raccomandazioni contenute nella presente relazione e gli effetti della campagna d’informazione in corso. Le conclusioni della Commissione saranno pubblicate in un’altra relazione (Tredicesima relazione sui preparativi pratici in vista del futuro allargamento dell’area dell’euro) prima della fine dell’anno in corso.

[1]               Le banconote e le monete in euro saranno introdotte lo stesso giorno in cui l’euro diventerà la moneta della Lettonia. Lo scenario di tipo “big bang” è stato utilizzato in tutti gli Stati membri che hanno aderito all’area dell’euro dopo il 2002.

[2]               Nel 2011 la Lettonia contava 33,1 abitanti per km², rispetto a una media UE di 116,92 (fonte: Eurostat).

[3]               Secondo quanto indicato nella convenzione di sovvenzione n. ECFIN 105-2013 (“Attività di comunicazione relative all’adozione dell’euro in Lettonia”) concluso il 30 aprile 2013 tra la Commissione europea e il ministero delle Finanze lettone.

[4]               Questi sondaggi Eurobarometro forniscono risultati relativi ai nuovi Stati membri che non hanno ancora adottato l’euro. L’ultimo sondaggio ha riguardato la Polonia, la Repubblica ceca, l’Ungheria, la Bulgaria, la Romania, la Lettonia e la Lituania. Facendo già parte dell’area dell’euro, ne sono stati esclusi Cipro, Malta, la Slovenia, la Slovacchia e l’Estonia. In tutto, sono stati intervistati  7 014 cittadini scelti a caso.