RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Aggiornamento 2012 del quadro di valutazione degli aiuti di Stato Relazione sugli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri dell'UE - Aggiornamento 2012 - /* COM/2012/0778 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Aggiornamento
2012 del quadro di valutazione degli aiuti di Stato
Relazione sugli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri dell'UE
- Aggiornamento 2012 -
INDICE Sintesi delle conclusioni della relazione........................................................................................... 4 Gli aiuti di Stato nel contesto economico
attuale............................................................................. 5 1........... Aiuti di Stato concessi nel 2011...................................................................................... 6 1.1........ Aiuti non legati alla crisi................................................................................................... 6 1.2........ Aiuti legati alla crisi......................................................................................................... 6 2........... Tendenze e modelli di spesa per gli
aiuti di Stato non legati alla crisi negli Stati membri...... 7 2.1........ Aiuti di Stato all’industria e ai
servizi................................................................................ 8 2.2........ Aiuti di Stato destinati a obiettivi
orizzontali di interesse comune....................................... 8 3........... Aiuti di Stato concessi al settore
finanziario e sostegno all'economia reale......................... 9 3.1........ Aiuti di Stato al settore
finanziario.................................................................................... 9 3.1.1..... Contesto........................................................................................................................ 9 3.1.2..... Importi approvati e utilizzati tra il
1° ottobre 2008 e il 1° ottobre 2012............................. 9 3.1.3..... Importi approvati e utilizzati nel
2011.............................................................................. 9 3.2........ Aiuti di Stato a favore
dell'economia reale..................................................................... 10 3.2.1..... Contesto...................................................................................................................... 10 3.2.2..... Importi approvati e utilizzati........................................................................................... 10 4........... Tendenze della spesa per gli aiuti
di Stato per tipo di misura........................................... 11 4.1........ Numero delle misure di aiuto......................................................................................... 11 4.2........ Volumi di aiuti - circa il 32,5%
degli aiuti all'industria e ai servizi è oggetto di un'esenzione per categoria 11 5........... Applicazione delle norme in materia
di aiuti di Stato....................................................... 11 5.1........ Aiuti illegali................................................................................................................... 11 5.2........ Recupero degli aiuti...................................................................................................... 12 5.3........ Applicazione della normativa sugli
aiuti di Stato: collaborazione con i giudici nazionali...... 12 5.4........ Controllo ex post.......................................................................................................... 12 Sintesi delle
conclusioni della relazione Rispetto agli
anni precedenti, il 2011 ha visto un'ulteriore diminuzione della spesa totale
per gli aiuti non legati alla crisi nell'UE, passata a 64,3 miliardi di EUR,
pari allo 0,5% del PIL. Anche se, nel complesso, gli Stati membri hanno
continuato ad adoperarsi per ridurre il livello complessivo dei loro aiuti,
probabilmente questa diminuzione è dovuta in gran parte alle maggiori
restrizioni di bilancio in molti di essi. Ovviamente, i tagli alla spesa hanno
contribuito a ridurre la spesa globale per gli aiuti di Stato nel periodo
2006-2011. Si vedrà nei prossimi anni se questa tendenza al ribasso è destinata
a continuare o piuttosto a stabilizzarsi a lungo termine. Il livello
degli aiuti destinati a obiettivi orizzontali è rimasto elevato, con il 90%
circa degli aiuti complessivi all'industria e ai servizi. L'ulteriore aumento
rispetto agli anni scorsi degli aiuti oggetto di esenzione per categoria,
passati al 32,5% circa degli aiuti complessivi all'industria e ai servizi,
conferma la tendenza ascendente registrata dal 2006. Complessivamente, gli
aiuti concessi a norma dei regolamenti di esenzione per categoria e nell'ambito
di regimi notificati sono rimasti a un livello elevato (87,5% circa), mentre
gli aiuti individuali, oggetto di esame da parte della Commissione, sono
rimasti a un livello modesto. È proseguito
il recupero degli aiuti incompatibili dai beneficiari. Nel 2011 la
Commissione ha autorizzato un minor numero di nuove misure di aiuto a sostegno
del settore finanziario. Gli aiuti approvati tra il 2008 e il 1° ottobre 2012
ammontano complessivamente a 5058,9 miliardi di EUR (40,3% del PIL dell'UE). La
maggior parte delle misure approvate dal 2008, tuttavia, è ancora in corso a
causa delle costanti tensioni sul mercato. Gli aiuti
al settore finanziario concessi nel 2011, pari complessivamente a 714,7
miliardi di EUR (5,7% del PIL dell'UE), sono serviti prevalentemente a
sostenere le garanzie e la liquidità e si sono concentrati in un numero ridotto
di Stati membri. Gli Stati
membri non hanno concesso nuovi aiuti nell'ambito del quadro di riferimento
temporaneo, mentre sono state prorogate alcune misure a favore del settore
agricolo autorizzate nel 2009 e nel 2010. Nel 2011 l'importo degli aiuti
concessi nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo (4,8 miliardi di EUR)
è stato inferiore a quello degli anni precedenti. L'importo complessivo degli
aiuti utilizzati nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo (37,5
miliardi di EUR) è rimasto di gran lunga inferiore all'importo complessivo
degli aiuti approvati (82,9 miliardi di EUR). L'aggiornamento del quadro di valutazione
degli aiuti di Stato dell'autunno 2012 sintetizza le informazioni fornite
quest'anno dagli Stati membri nelle loro relazioni annuali sulla spesa per gli
aiuti di Stato nel 2011. Come nei quadri di valutazione precedenti,
viene fatta una distinzione tra gli aiuti non legati alla crisi e quelli legati
alla crisi, per motivi metodologici e per evitare di presentare un quadro
falsato delle tendenze della spesa per gli aiuti di Stato vista la notevole
entità degli aiuti concessi al settore finanziario[1]. Per quanto riguarda gli aiuti non legati alla
crisi, il quadro di valutazione fornisce un riepilogo della spesa del 2011 e
una panoramica delle tendenze della spesa per gli aiuti di Stato all'industria
e ai servizi (confrontando il periodo 2006-2008 con il periodo 2009-2011),
operando una distinzione per tipo di misura (aiuti oggetto di esenzione per
categoria, regimi e misure individuali, che si tratti di misure individuali in
applicazione di un regime o di decisioni ad hoc). Per quanto riguarda gli aiuti legati alla
crisi, vengono indicati gli importi approvati (dal 1° ottobre 2008 al 1°
ottobre 2012) e gli importi utilizzati (dal 1° ottobre 2008 al 31 dicembre 2011)
per tipo di strumento (ricapitalizzazione, garanzie, misure di sostegno a
fronte di attività deteriorate e misure a sostegno della liquidità). Vengono
fornite informazioni sugli aiuti concessi nell'ambito del quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica
("il quadro temporaneo")[2]
sotto forma di importo degli aiuti approvati e utilizzati, e un aggiornamento
sui risultati ottenuti dal punto di vista dell’applicazione delle norme in
materia di aiuti di Stato. Va osservato che anche l'autorità di vigilanza
EFTA pubblica un quadro di valutazione annuale[3]
contenente aggiornamenti sul volume degli aiuti di Stato concessi da Islanda,
Liechtenstein e Norvegia. Il quadro di valutazione degli aiuti di Stato
comprende una relazione sintetica, adottata dal collegio dei commissari, che
espone i fatti, le conclusioni e le tendenze principali riguardanti gli aiuti
di Stato concessi dagli Stati membri e un documento di lavoro intitolato
"Fatti e cifre sugli aiuti di Stato negli Stati membri dell’UE",
accluso alla relazione, che delinea il contesto fattuale. Gli aiuti di
Stato nel contesto economico attuale Nel 2011 il PIL dell'UE ha registrato una
crescita molto moderata (in media meno dell'1%). La spesa privata e quella
pubblica, rimaste globalmente basse, hanno iniziato a registrare un aumento,
che tuttavia procede lentamente. Il tasso di disoccupazione nell'UE, che ha superato
il 10%, e l'aggravarsi della crisi del debito sovrano hanno inciso pesantemente
sull'economia dell'Unione. Il protrarsi della crisi nel settore
finanziario ha costretto inoltre gli Stati membri a prorogare il sostegno alle
banche per mantenere la fiducia nel settore e consentire, in particolare, alle
banche di continuare a erogare crediti all'economia reale. Nel complesso, la politica della Commissione
in materia di controllo degli aiuti di Stato si è confermata un elemento
fondamentale per garantire un'applicazione coordinata delle misure di
salvataggio senza precedenti, evitando di creare distorsioni di concorrenza nel
mercato interno. 1. Aiuti
di Stato concessi nel 2011 1.1. Aiuti
non legati alla crisi Nel 2011 gli aiuti di Stato non legati alla
crisi sono ammontati complessivamente a 64,3 miliardi di EUR[4], pari allo 0,5% del PIL dell'UE[5]. Gli aiuti all'industria e ai
servizi sono ammontati a 52,9 miliardi di EUR (0,42% del PIL dell'UE)[6], gli aiuti all'agricoltura a
8,7 miliardi di EUR (0,07% del PIL dell'UE), gli aiuti alla pesca a 109
milioni di EUR (0,001% del PIL dell'UE) e gli aiuti ai trasporti a 2,2 miliardi
di EUR (0,02% del PIL dell'UE). I primi cinque erogatori di aiuti
all'industria e ai servizi, che rappresentano il 60% circa del totale (39
miliardi di EUR in termini di volume), sono: Germania (13,6 miliardi di EUR),
Francia (12,3 miliardi di EUR), Regno Unito (4,8 miliardi di EUR), Spagna (4,5
miliardi di EUR) e Italia (3,8 miliardi di EUR). La classifica è diversa se si
considera la percentuale del PIL: in questo caso, la maggior parte degli aiuti
viene concessa da Malta (1,6%), seguita da Grecia (1,2%), Finlandia (1,2%),
Ungheria (1,1%) e Slovenia (1,1%). Nel 2011 le sovvenzioni notificate destinate
al settore ferroviario[7]
sono ammontate a 32,3 miliardi di EUR[8],
pari allo 0,25% del PIL dell'UE. 1.2. Aiuti
legati alla crisi Per quanto riguarda gli aiuti legati alla
crisi concessi al settore finanziario, la ricapitalizzazione e le misure di
sostegno a fronte di attività deteriorate sono ammontate a 31,7 miliardi di EUR
(0,25% del PIL dell'UE), mentre il volume complessivo medio delle garanzie,
comprese quelle nuove, e delle misure a sostegno della liquidità non ancora
rimborsate è stato di 682,9 miliardi di EUR (5,4% del PIL dell'UE). Il 1° ottobre
2012 tutti gli Stati membri dell'UE, tranne la Bulgaria, la Repubblica ceca,
l'Estonia, Malta e la Romania, avevano ottenuto l'approvazione della
Commissione per misure legate alla crisi finanziaria. Nel 2011 l'importo
degli aiuti utilizzati nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo è
ammontato a 4,8 miliardi di EUR, ovvero lo 0,037% del PIL dell'UE. Tutti
gli Stati membri, tranne Cipro, hanno ottenuto l'approvazione di misure di
aiuto nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo. 2. Tendenze
e modelli di spesa per gli aiuti di Stato non legati alla crisi negli Stati
membri Figura 1[9]:
Aiuti di Stato complessivi (non legati alla crisi) in % del PIL (UE-27; dati
dal 1992 in poi) La tendenza generale al ribasso della spesa
per gli aiuti di Stato non legati alla crisi è iniziata negli anni '80, quando
essa rappresentava il 2% circa del PIL dell'UE. Negli anni '90 questa spesa è
diminuita all'1% circa del PIL dell'UE per poi scendere allo 0,5% dopo il 2004[10], con l'unica eccezione del
2006. Dopo un lieve incremento nel 2008 e nel 2009, nel 2010 e nel 2011 si è
ritornati allo 0,5% circa del PIL dell'UE. Sul breve periodo, la
spesa per gli aiuti di Stato non legati alla crisi è rimasta a un livello basso
per molti anni, come dimostra anche la tendenza di fondo, passando dallo 0,64%
del PIL dell'UE nel 2006-2008 allo 0,58% nel 2009-2011. Questo sembra indicare,
da un lato, che gli Stati membri hanno mantenuto la propria disciplina in
materia di aiuti di Stato e aumentato gli aiuti non legati alla crisi solo in
alcuni settori in cui occorreva dare una risposta alla crisi finanziaria ed
economica, anche se molti di essi hanno concesso un notevole volume di aiuti al
settore finanziario. Dall'altro, è possibile che, soprattutto nel 2011, molti
Stati membri siano stati costretti a ridurre i volumi di aiuto a causa di
maggiori restrizioni di bilancio, il che non esclude la possibilità di
trasferire la spesa ai prossimi anni o di reintrodurre le misure di aiuto
scadute in una fase successiva. Alla luce delle specificità degli aiuti
all’agricoltura, alla pesca e ai trasporti, le seguenti sezioni sul livello e
sull'orientamento degli aiuti non legati alla crisi (2.1 e 2.2) riguardano
unicamente gli aiuti all'industria e ai servizi. 2.1. Aiuti
di Stato all’industria e ai servizi Da un'analisi della tendenza, cioè dal
confronto tra la spesa per gli aiuti del periodo 2006‑2008 e quella del periodo
2009-2011, emerge un lieve aumento per il periodo 2009‑2011, con un volume di
aiuti pari a 60,0 miliardi di EUR (0,48% del PIL dell'UE) a fronte di 58,6
miliardi di EUR (0,47% del PIL dell'UE) nel periodo precedente. Per i motivi
sopra esposti, non sarebbe ragionevole concludere che si può già constatare un
aumento a lungo termine degli aiuti di Stato o che l'effetto una tantum del
2009 contribuisce tuttora all'incremento globale per questo periodo. In ogni
caso, si ritiene più probabile un'inversione di tendenza a causa della
diminuzione della spesa nel 2010 e nel 2011. Per quanto riguarda la
diminuzione della spesa per gli aiuti all'industria e ai servizi registrata nel
2011, alcuni Stati membri hanno operato tagli a causa delle restrizioni di
bilancio o potrebbero agevolmente scaglionare i piani di spesa su un maggior
numero di anni per mantenere una disciplina di bilancio rigorosa. Il minor
volume di aiuti settoriali concessi nel 2011 ha contribuito a questo calo,
determinando un aumento degli aiuti destinati a obiettivi orizzontali, tra cui
in particolare la promozione dello sviluppo regionale e della tutela ambientale
e il proseguimento degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo. Questi
sviluppi indicano globalmente che gli Stati membri hanno potuto dare una
risposta flessibile non solo alle difficoltà economiche, ma anche alle mutate
necessità economiche. Nel 2011 gli aiuti oggetto di esenzione per
categoria[11]
hanno registrato un incremento considerevole. In linea più generale, il fatto
che gli Stati membri abbiano continuato a concedere aiuti nell'ambito di regimi
dimostra che hanno privilegiato questi strumenti per sostenere un gran numero
di imprese senza bisogno di ulteriori notifiche individuali alla Commissione. 2.2. Aiuti
di Stato destinati a obiettivi orizzontali di interesse comune Il concetto di aiuti orizzontali, che ingloba
gli aiuti non concessi a settori specifici dell'economia e trae origine dal
trattato sul funzionamento dell'Unione europea[12],
consente alla Commissione di operare scelte strategiche in base alle quali gli
aiuti di Stato possono essere considerati compatibili con il mercato interno
per fornire un sostegno efficace alla realizzazione di obiettivi politici
comuni. Come gli anni precedenti, nel 2011 i tre
obiettivi principali per i quali gli Stati membri hanno concesso aiuti sono
stati: sviluppo regionale, tutela dell'ambiente, compresa la promozione del
risparmio energetico e dell'uso delle energie rinnovabili, ricerca, sviluppo e
innovazione ("RSI"). Gli Stati membri hanno utilizzato in misura
minore gli aiuti alle PMI e gli aiuti per la creazione di posti di lavoro e la
promozione della formazione. L'89,7% degli aiuti all'industria e ai
servizi, pari complessivamente a 52,9 miliardi di EUR (0,42% del PIL dell'UE),
è stato destinato a obiettivi orizzontali. Gli aiuti a finalità regionale sono
ammontati a 14,0 miliardi di EUR (0,11% del PIL dell'UE), seguiti dagli aiuti
per la tutela dell'ambiente, compreso il risparmio energetico, pari a 12,4
miliardi di EUR (0,09% del PIL dell'UE), e dagli aiuti per la ricerca, lo
sviluppo e l'innovazione ("RSI"), che sono ammontati a 10 miliardi di
EUR (0,08% del PIL dell'UE). Questi tre obiettivi hanno rappresentato circa due
terzi degli aiuti complessivi all'industria e ai servizi. Il fatto che gli aiuti orizzontali siano
aumentati dello 0,2% circa del PIL dell'UE tra il 2006‑2008 e il 2009-2011
dimostra gli sforzi compiuti gli anni scorsi dagli Stati membri per destinare
aiuti a obiettivi orizzontali. Solo in pochi Stati membri il livello degli
aiuti orizzontali è risultato inferiore al 50%. Nel 2011 gli aiuti
settoriali[13], che rappresentavano circa il 10,3% degli aiuti complessivi concessi
all'industria e ai servizi (5,5 miliardi di EUR, pari allo 0,04% del PIL
dell'UE), sono ulteriormente diminuiti. Ai settori carboniero, manifatturiero e
non manifatturiero sono stati concessi aiuti di minore entità. 3. Aiuti
di Stato concessi al settore finanziario e sostegno all'economia reale 3.1. Aiuti
di Stato al settore finanziario 3.1.1. Contesto Nel 2011 sono perdurate le turbolenze sui
mercati finanziari provocate nel 2008 dalla crisi finanziaria, che hanno reso necessario
un intervento massiccio da parte dei governi europei per contrastare gli
effetti negativi dello shock. Gli aiuti di Stato agli istituti finanziari sono
stati determinanti per ripristinare la fiducia nel settore finanziario ed
evitare una crisi sistemica. L'aggravarsi della crisi del debito sovrano a
metà 2011 ha indotto gli Stati membri e la Commissione a concordare un
pacchetto di misure per rafforzare il capitale delle banche e fornire garanzie
sulle loro passività (pacchetto bancario)[14]. 3.1.2. Importi
approvati e utilizzati tra il 1° ottobre 2008 e il 1° ottobre 2012 Tra il 1° ottobre 2008[15] e il 1° ottobre 2012, la
Commissione ha approvato aiuti al settore finanziario per un importo
complessivo di 5 058,9 miliardi di EUR (40,3% del PIL dell'UE). La maggior
parte degli aiuti è stata autorizzata nel 2008, con l'approvazione di 3 394
miliardi di EUR (27,7% del PIL dell'UE), prevalentemente sotto forma di
garanzie sulle obbligazioni bancarie e sui depositi. Gli aiuti approvati dopo
il 2008 sono serviti più a finanziare la ricapitalizzazione delle banche e le
misure di sostegno a fronte di attività deteriorate che a coprire le garanzie,
mentre più di recente è stata approvata una nuova ondata di misure riguardanti
garanzie, soprattutto nei paesi che hanno registrato un incremento degli spread
del debito sovrano come la Spagna e l'Italia. Gli aiuti utilizzati tra il 2008[16] e il 2011 ammontano
complessivamente a 1 615,9 miliardi di EUR (12,8% del PIL del'UE),
costituiti per la maggior parte da garanzie (circa 1 084,8 miliardi
di EUR, pari all'8,6% del PIL dell'UE), seguite da ricapitalizzazioni (322,1 miliardi
di EUR, pari al 2,5% del PIL dell'UE), misure di sostegno a fronte di attività
deteriorate (119,9 miliardi di EUR, pari allo 0,9% del PIL dell'UE) e misure a
sostegno della liquidità (89 miliardi di EUR, pari allo 0,7% del PIL dell'UE). 3.1.3. Importi
approvati e utilizzati nel 2011 Nel 2011 la Commissione ha approvato aiuti al
settore finanziario per un importo di 274,4 miliardi di EUR (2% del PIL
dell'UE). I nuovi aiuti approvati, concentrati in pochi paesi, consistevano in
garanzie (179,7 miliardi di EUR), misure a sostegno della liquidità (50,2
miliardi di EUR), ricapitalizzazioni (38,1 miliardi di EUR) e misure di
sostegno a fronte di attività deteriorate (6,4 miliardi di EUR). Il volume complessivo degli aiuti utilizzati
nel 2011 ammonta a 714,7 miliardi di EUR, pari al 5,7% del PIL dell'UE. Le
garanzie non rimborsate e le nuove garanzie sono state pari rispettivamente a
521,8 e 110,9 miliardi di EUR. Gli interventi a sostegno della liquidità e le
nuove liquidità fornite nel 2011 sono ammontati rispettivamente a 43,7 e 6,5
miliardi di EUR, mentre le ricapitalizzazioni sono state pari a 31,7 miliardi
di EUR. Non sono stati concessi aiuti nell'ambito delle misure di sostegno a
fronte di attività deteriorate. 3.2. Aiuti
di Stato a favore dell'economia reale 3.2.1. Contesto Il 17 dicembre 2008, in risposta alle
restrizioni dell'accesso al credito applicate alle imprese a seguito della
crisi finanziaria, la Commissione ha adottato il quadro di riferimento
temporaneo, che intendeva innanzitutto garantire la continuità di accesso al
finanziamento per le imprese e creare le condizioni per una crescita
sostenibile a lungo termine incoraggiando gli investimenti. Il quadro di
riferimento temporaneo ha introdotto un certo numero di nuovi strumenti
relativi agli aiuti di Stato nonché adeguamenti temporanei dei quadri
esistenti. Pur essendo aperto a tutti i settori dell'economia, il quadro di
riferimento temporaneo escludeva gli aiuti volti a ovviare a problemi
strutturali preesistenti, privando quindi degli aiuti le imprese che erano in
difficoltà prima della crisi. Il quadro di riferimento temporaneo sarebbe
dovuto scadere alla fine del 2010. Tuttavia, vista l'elevata e persistente
volatilità dei mercati finanziari, a cui si aggiunge l'incertezza delle
prospettive economiche, alla fine del 2010 la Commissione ha deciso di
prorogare di un anno, a condizioni più rigorose, la maggior parte delle misure
del quadro temporaneo[17],
ad eccezione della possibilità di concedere un importo di aiuto compatibile
limitato a 500 000 EUR per impresa. L'importo di aiuto compatibile
limitato (500 000 EUR per impresa) era riservato ai beneficiari che
avessero presentato una richiesta completa nell’ambito di un regime di aiuti
nazionale approvato dalla Commissione entro il 31 dicembre 2010,
conformemente al quadro temporaneo, ed entro il 31 marzo 2011 nel caso di
imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli. 3.2.2. Importi
approvati e utilizzati Nel 2011 gli Stati membri non hanno istituito
nuove misure di aiuto (tranne alcune per gli agricoltori), ma hanno chiesto la
proroga di misure già esistenti[18].
Dall'entrata in vigore del quadro di
riferimento temporaneo alla fine del 2011, il volume totale degli aiuti
approvati autorizzati dalla Commissione è stato di 82,9 miliardi di EUR. Nel 2011 l'importo degli aiuti utilizzati
nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo è ammontato a
circa 4,8 miliardi di EUR, ovvero lo 0,037% del PIL dell'UE. La maggior parte degli Stati membri ha
privilegiato lo strumento della garanzia sovvenzionata (1,9 miliardi di EUR),
seguito dall'importo massimo di 500 000 EUR di aiuti per impresa (0,6 miliardi
di EUR). L'importo complessivo utilizzato dagli Stati
membri nell'ambito del quadro di riferimento temporaneo è ammontato
complessivamente a circa 37,5 miliardi di EUR, pari a un tasso di utilizzazione
del 45% rispetto al totale degli aiuti approvati nell'ambito del quadro di
riferimento temporaneo. Per maggiori particolari sugli aiuti concessi nell'ambito del quadro di
riferimento temporaneo si veda il capitolo 3.2 del documento di lavoro dei
servizi della Commissione. 4. Tendenze
della spesa per gli aiuti di Stato per tipo di misura 4.1. Numero
delle misure di aiuto Anche se nel 2011 gli Stati membri hanno
istituito un minor numero di misure di aiuto, la proporzione degli aiuti
concessi applicando un'esenzione per categoria o mediante regimi di aiuti e
come aiuti individuali è rimasta piuttosto stabile, con un lieve aumento delle
misure di aiuto ad hoc. Molto probabilmente, la riluttanza degli Stati membri
ad attuare nuove misure di aiuto è ascrivibile alle restrizioni di bilancio
nazionali. Il minor numero di nuove misure di aiuto oggetto di esenzione per
categoria può essere riconducibile al fatto che gli Stati membri hanno
eliminato progressivamente le misure attuate nell'ambito delle precedenti
specifiche esenzioni per categoria (PMI, occupazione, formazione e aiuti a
finalità regionale). Visto che il regolamento generale di esenzione per
categoria[19]
dell'agosto 2008 offre un più ampio margine di manovra per la concessione degli
aiuti (es.: maggior numero di obiettivi, un'applicazione più estesa e, in
alcuni casi, condizioni meno rigorose in funzione del singolo obiettivo), gli
Stati membri hanno avuto bisogno di un minor numero di nuove misure di aiuto a
norma di tale regolamento per sostituire quelle precedenti. 4.2. Volumi
di aiuti - circa il 32,5% degli aiuti all'industria e ai servizi è oggetto di
un'esenzione per categoria Nel 2011 gli aiuti oggetto di un'esenzione per
categoria concessi all'industria e ai servizi sono aumentati di circa 5
miliardi di EUR, passando a 17,2 miliardi di EUR (0,13% del PIL dell'UE), e
hanno rappresentato il 32,5% degli aiuti complessivi a questi due settori. Le
misure principali sono consistite in aiuti a finalità regionale, aiuti per la
tutela dell'ambiente e il risparmio di energia e aiuti per la RSI, mentre gli
Stati membri hanno concesso un volume meno elevato di aiuti per le PMI, la
formazione e l'occupazione. 5. Applicazione
delle norme in materia di aiuti di Stato 5.1. Aiuti
illegali[20] Nel periodo 2000-2011 la Commissione ha
adottato 986 decisioni su aiuti concessi illegalmente. Nel 23% dei casi[21] sono state adottate decisioni
negative su misure di aiuto giudicate incompatibili con il mercato interno ed è
stato ordinato allo Stato membro interessato di recuperare l'aiuto concesso
illegalmente. Nel 3% dei casi di aiuti illegali[22], la Commissione ha subordinato
le decisioni a determinate condizioni. Il tasso di intervento in caso di aiuti
illegali è circa nove volte superiore al tasso di decisioni negative e soggette
a condizioni su casi debitamente notificati. Più di metà degli interventi
riguardava misure di aiuto all'industria e ai servizi, meno di un quarto
riguardava il settore agricolo e il resto riguardava la pesca, i trasporti e il
settore carboniero. 5.2. Recupero
degli aiuti Il 30 giugno 2012 i casi di recuperi pendenti
erano in tutto 46 (contro i 41 casi registrati alla fine del 2010). Anche
l'importo degli aiuti illegali e incompatibili recuperati dal 2000 è aumentato,
arrivando a 13,5 miliardi di EUR entro il 30 giugno 2012 (contro 2,3 miliardi
di EUR ancora da recuperare). Di conseguenza, la percentuale di aiuti illegali
e incompatibili non ancora recuperati è passata dall'11,1% nel 2010 al 14,4%
circa il 30 giugno 2012. Nel 2011 la Commissione ha adottato cinque decisioni
negative nel settore della pesca, quattro delle quali comprendono il recupero
degli aiuti, e cinque decisioni di recupero nel settore dell'agricoltura. Non
sono state prese decisioni di recupero nel settore dei trasporti. 5.3. Applicazione
della normativa sugli aiuti di Stato: collaborazione con i giudici nazionali Le azioni di sensibilizzazione sono state
intensificate a seguito della comunicazione del 2009 relativa all'applicazione
della normativa in materia di aiuti di Stato da parte dei giudici nazionali[23]: la Commissione partecipa
attivamente al finanziamento di programmi di formazione per i giudici nazionali
in seguito a un invito annuale a presentare progetti e invia formatori a questo
tipo di seminari e conferenze. Nel febbraio 2012 la Commissione ha organizzato,
in collaborazione con l’associazione europea dei giudici del diritto della
concorrenza, un seminario specifico di un giorno sulle questioni inerenti
all'antitrust e agli aiuti di Stato pertinenti per i giudizi nazionali. 5.4. Controllo
ex post Le modalità di controllo degli aiuti di Stato
hanno subito una notevole evoluzione col passare degli anni. Attualmente l'88%
circa degli aiuti concessi all'industria e ai servizi non viene esaminato
singolarmente dalla Commissione, ma è concesso in base a regimi già approvati o
a norma dei regolamenti di esenzione per categoria. La DG Concorrenza sorveglia
il modo in cui gli Stati membri applicano i regimi di aiuto esistenti. Per
migliorare ulteriormente l'efficacia di questo controllo, nel 2011 la DG
Concorrenza ha deciso di ampliare considerevolmente la portata del monitoraggio
2011-2012. Sebbene le indagini su un certo numero di casi siano ancora in
corso, si osserva globalmente un aumento dei casi problematici. Più di un terzo
dei casi monitorati nel 2011-2012 ha causato problemi di diversa natura e
gravità (modifica non notificata dei regimi, aiuti individuali superiori alle
soglie massime, integrazione inadeguata delle condizioni di compatibilità nelle
basi giuridiche nazionali, ecc.). Tenendo conto delle possibili distorsioni
dovute al numero limitato di casi monitorati finora (rispetto al gran numero di
regimi di aiuto esistenti), il tasso di conformità sembra variare a seconda
degli Stati membri e del tipo di aiuto. La
Commissione esaminerà sistematicamente tutte le irregolarità. Al tempo stesso,
gli Stati membri devono adoperarsi con maggiore impegno per conformarsi alle
norme in materia di aiuti di Stato. Documento di
lavoro della Commissione “Fatti e cifre sugli aiuti di Stato negli Stati membri
dell’UE” [1] Gli aiuti legati alla crisi sono indicati in base i)
all'importo degli aiuti impegnati e ii) all'importo degli aiuti utilizzati. L'importo
o volume degli aiuti impegnati rappresenta l'ammontare massimo di tutte le
misure di aiuto di Stato adottate dagli Stati membri e approvate dalla
Commissione. L'importo utilizzato indica il volume effettivo della misura di
aiuto attuata da uno Stato membro. Nel documento di lavoro della Commissione
figurano ulteriori chiarimenti circa il metodo impiegato per il calcolo degli
aiuti legati alla crisi. Di solito gli aiuti non legati alla crisi sono
espressi dall'elemento di aiuto e, di conseguenza, la spesa totale è espressa
sia in volume assoluto che in % del PIL per presentare una serie di
informazioni confrontabili. [2] Comunicazione della Commissione – Quadro di riferimento
temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso
al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica, GU
C 83 del 7.4.2009, pag. 1, modificato dalla GU
C 261 del 31.10.2009, pag. 1, e dalla GU
C 303 del 15.12.2009, pag. 6. Proroga del quadro temporaneo, GU
C 6 dell'11.1.2011, pag. 5. [3] Cfr. http://www.eftasurv.int/press--publications/scoreboards/state-aid-scoreboards/ [4] Per "UE" si intendono tutti gli Stati membri
dell'Unione europea. [5] L'importo complessivo degli aiuti di Stato non legati
alla crisi comprende gli aiuti concessi all'industria e ai servizi, al settore
carboniero, all'agricoltura, alla pesca e ai trasporti ma esclude, a causa
della mancanza di dati comparabili, gli aiuti al settore ferroviario e le
compensazioni per i servizi di interesse economico generale. Salvo diversamente
specificato, gli importi si riferiscono all'elemento di aiuto (o
all'equivalente sovvenzione lordo in caso di garanzie e prestiti) contenuto in
una misura d'aiuto di Stato. Per maggiori particolari, consultare le note
metodologiche contenute nel documento di lavoro dei servizi della Commissione. [6] Gli aiuti per il settore carboniero, che sono inclusi
negli aiuti all'industria e ai servizi in quanto parte degli aiuti settoriali,
sono ammontati a 2,3 miliardi di EUR, pari al 4,2% degli aiuti complessivi
all'industria e ai servizi. [7] La portata e la precisione delle informazioni sulle
sovvenzioni al settore ferroviario differiscono rispetto ai dati sugli aiuti
concessi all'industria e ai servizi forniti dagli Stati membri conformemente
all'allegato III A del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione (GU L 140
del 30.4.2004, pag. 1). Non è quindi possibile aggregare questi dati in un
unico totale degli aiuti di Stato. [8] Al momento di completare la presente relazione non erano
ancora state ricevute informazioni sulle sovvenzioni al settore ferroviario
dalla Repubblica ceca, dal Lussemburgo, dai Paesi Bassi e dal Portogallo. La
Slovacchia, Cipro e Malta non hanno operatori ferroviari. [9] Fonte: DG Concorrenza; dati PIL: Eurostat. [10] Per
maggiori precisazioni circa i motivi della passata diminuzione della spesa per
aiuti di Stato, si rinvia alle precedenti relazioni del quadro di valutazione,
disponibili sul sito Internet della DG Concorrenza
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/studies_reports/archive/scoreboard_arch.html.
[11] Per maggiori dettagli, si vedano i capitoli 2.2.2.1 e 4
del documento di lavoro. [12] Ad esempio, dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera a),
del TFUE per gli aiuti a finalità regionale e dall'articolo 107, paragrafo 3,
lettera b), del TFUE per la realizzazione di un importante progetto di comune
interesse europeo. [13] Gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione
rientrano negli aiuti settoriali. [14] Conclusioni del Consiglio ECOFIN dell'8 novembre 2011. [15] Compresi gli aiuti concessi per la ricapitalizzazione di
Northern Rock nel 2007. [16] Compresi gli aiuti concessi per la ricapitalizzazione di
Northern Rock nel 2007. [17] Comunicazione della Commissione — Quadro unionale
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al
finanziamento nell'attuale situazione di crisi economica e finanziaria, GU C 6
dell'11.1.2011, pag. 5. [18] Per maggiori dettagli, si veda il capitolo 3.2 del
documento di lavoro. [19] Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, GU L 214
del 9.8.2008, pag. 3. [20] L'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE impone agli Stati
membri non solo di notificare le misure di aiuto di Stato alla Commissione
prima di darvi esecuzione, ma anche di non attuarle prima della decisione
finale. In caso di mancato rispetto dell'uno o dell'altro obbligo, la misura di
aiuto notificata è considerata illegale. [21] 224 casi. [22] 28 casi. [23] GU C 85 del 9.4.2009, pag. 1.