52012DC0278

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO concernente una consultazione sulle possibilità di pesca per il 2013 /* COM/2012/0278 final */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

AL CONSIGLIO concernente una consultazione sulle possibilità di pesca per il 2013  

1.           Introduzione

Il presente documento di consultazione espone le idee della Commissione europea sulle modalità di fissazione dei totali ammissibili di cattura (TAC) e dei livelli di sforzo di pesca nelle acque europee e per i pescatori europei nel 2013 e, per taluni stock, nel biennio 2013-2014. Gli Sati membri, i Consigli consultivi regionali (CCR) e il Comitato consultivo per la pesca e l'acquacoltura (CCPA) sono invitati a comunicare le loro opinioni per esame alla Commissione prima che la decisione finale sia presa sulla base delle proposte della stessa.

La Commissione delinea un nuovo approccio alla fissazione dei TAC per gli stock per i quali non si dispone di pareri scientifici basati su dati quantitativi completi. Tale approccio si basa sull'ottenimento di pareri qualitativi e sul ricorso a procedure meno esigenti in termini di dati nella formulazione di pareri da parte delle istituzioni scientifiche (sezione 4.1).

Il documento, che offre una sintesi delle informazioni più recenti sull'evoluzione della politica comune della pesca nel corso degli ultimi anni, è basato sui pareri scientifici relativi allo stato degli stock ittici sfruttati nelle acque europee e in quelle adiacenti nonché sui dati economici forniti dagli Stati membri.

La graduale eliminazione del sovrasfruttamento deve restare l'obiettivo della fissazione dei TAC, dei contingenti e dei livelli dello sforzo di pesca. Lo sfruttamento eccessivo rischia di causare un crollo commerciale. Ponendo fine al sovrasfruttamento si potrà catturare altrettanto pesce, se non di più, con un'attività di pesca inferiore, un minor consumo di carburante e attrezzi da pesca di minori dimensioni. Ciò implica che ogni anno venga prelevata la proporzione più appropriata di pesci, lasciando il resto dei pesci crescere e riprodursi in mare nel momento di maggiore fecondità nella situazione ecologica del momento. Se si rispettano queste condizioni, a lungo termine il livello di cattura sarà tale da garantire il rendimento massimo sostenibile (Maximum Sustainable Yield – MSY). Nel 2002 la Commissione europea e gli Stati membri dell'Unione si sono impegnati a raggiungere l'obiettivo di pesca MSY entro il 2015. Nel 2006[1] la Commissione ha elaborato un piano per conseguire l'obiettivo MSY. Nel 2007 gli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, hanno incoraggiato la Commissione ad operare per il conseguimento dell'MSY e hanno espresso consapevolezza della necessità di raccogliere pareri scientifici, attuare piani a lungo termine sulla base di valutazioni d'impatto e consultare le parti interessate.

Il raggiungimento e il mantenimento dell'MSY produrrà effetti positivi, inducendo un cambiamento nelle modalità di pesca: da una pesca intensiva su risorse scarseggianti a una pesca più efficiente su popolazioni più abbondanti. Ne risulterà la stessa o una maggiore quantità di pescato, ma con minore impatto sull'ambiente. Grazie ad un'attività di pesca generalmente meno intensiva, sarà attenuato l'impatto della pesca sui fondi marini e diminuiranno le catture accessorie di organismi vulnerabili come focene, delfini e altri mammiferi marini. Diminuirà notevolmente anche il consumo del carburante, fattore importante in un periodo in cui i prezzi del carburante sono alti, poiché occorre meno tempo per catturare una tonnellata di pescato da uno stock abbondante che da uno spopolato. Con il minore consumo di carburante da parte dei pescherecci si ridurranno anche le emissioni di carbonio.

Un altro effetto positivo sarà la diminuzione dei rigetti. Gli stock sottoposti a sfruttamento intensivo sono costituiti per lo più da pesci di piccola taglia e di scarso valore, che vengono rigettati in mare o perché di poco valore sul mercato o perché sotto taglia, per cui secondo le norme vigenti non possono essere legalmente sbarcati. Riducendo il tasso di cattura, più pesci avranno la possibilità di crescere fino a raggiungere dimensioni che abbiano un valore commerciale e per i pescatori sarà molto più facile catturare pesci di buone dimensioni senza pescare anche quelli più piccoli.

Nel 2010 il Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) ha elaborato un nuovo tipo di pareri sui livelli dei TAC atti a raggiungere l'MSY entro il 2015. Nel 2011 la Commissione ha basato le proposte dei TAC su questo nuovo approccio. Per il 2013 il CIEM intende sviluppare ulteriormente il quadro dell'MSY per fornire un parere quantitativo sugli stock per i quali non aveva finora potuto farlo. Questo sviluppo si fonderà su un ricorso più ampio a metodi di valutazione che risentano meno di informazioni mancanti e su un utilizzo maggiore e più sistematico delle valutazioni qualitative effettuate nell'ambito di un quadro quantitativo. La Commissione accoglie con favore tale approccio, che migliorerà notevolmente le informazioni che fungono da base per l'elaborazione delle proposte dei TAC.

2.           Stato degli stock ittici

È preoccupante il fatto che per il 65% degli stock presenti nelle acque europee non vengano effettuate valutazioni esaustive e che solo il 22% degli stock soggetti a TAC non siano sovrasfruttati (allegato I). Inoltre, negli ultimi anni la percentuale di stock che può essere classificata come rientrante nei limiti biologici di sicurezza ha continuato a calare (passando dal 47% nel 2003 al 35% nel 2012). Non è chiaro come questa situazione possa influire sui dati; in altri termini, sono gli stock maggiormente a rischio a non essere più oggetto di una valutazione?

Tuttavia, lo stato degli stock che sono stati valutati sembra registrare un miglioramento, anche se lento: nell'Atlantico e nei mari adiacenti la proporzione di stock sovrasfruttati[2] è scesa da 32 su 34 stock nel 2004 a 18 su 38 nel 2011, ovvero dal 94% al 47% (cfr. l'allegato I per ulteriori dettagli). Conseguire l'MSY è un obiettivo realistico e raggiungibile. I nuovi stock che, secondo le valutazioni, non sono più sovrasfruttati comprendono la rana pescatrice della zona iberico-atlantica, il melù, la sogliola del Mar Celtico, l'eglefino delle acque della Scozia occidentale, l'aringa del Mare del Nord, la passera di mare del Mare del Nord e l'aringa del Golfo di Botnia. Per il 2012 è stato possibile aumentare alcuni TAC, che rappresenteranno un reddito supplementare di oltre 135 milioni di EUR per i pescatori. Le politiche di pesca basate sull'MSY cominciano già a portare frutti: più pesce per i consumatori e potenzialmente più impieghi e un reddito superiore per i lavoratori del settore della pesca e della trasformazione del pesce.

Le conoscenze attuali sullo stato degli stock ittici sono sintetizzate nell'allegato I e brevemente descritte di seguito, suddivise per regione[3].

Stock pelagici dell'Atlantico nordorientale: le catture di tutti i principali stock pelagici, tranne quello di sgombro, sono ora a livelli pari all'MSY o ivi rientranti e TAC corrispondenti sono stati fissati per il 2012. L'Unione ha tentato a più riprese di ottenere il consenso dell'Islanda e delle Isole Færøer ad unirsi alla Norvegia e all'UE nella gestione sostenibile degli stock di sgombro. I TAC complessivamente fissati per gli stock di sgombro nel 2012 dall'UE e da Norvegia, Isole Færøer e Islanda erano superiori del 36% a quelli raccomandati dagli esperti (escluse le catture russe). Il tasso di pesca dello sgombro supera ampiamente i limiti sostenibili e nei prossimi anni lo stock subirà un calo se non si potrà raggiungere un accordo con l'Islanda e le Isole Færøer sulla sua gestione sostenibile. Questa incapacità di raggiungere un accordo e la gestione inadeguata dello stock hanno comportato la perdita della certificazione di stock gestito in modo sostenibile del Marine Stewardship Council.

Nel Mare del Nord, nello Skagerrak e nel Kattegat la passera di mare, l'eglefino, l'aringa, lo scampo e la sogliola (soltanto nello Skagerrak e nel Kattegat) sono pescati conformemente ai tassi di mortalità per pesca dell'MSY. Gli altri stock sono sovrasfruttati oppure non se ne conosce lo stato. Nel 2012 i TAC hanno superato del 5% i livelli raccomandati dagli esperti (il divario era dell'11% nel 2011, del 17% nel 2010 e del 37% nel 2009).

Molti stock delle acque della Scozia occidentale, del Mare d'Irlanda e del Mar Celtico risultano alquanto ridotti e le valutazioni che li riguardano sono incerte. Il CIEM ha segnalato problemi di registrazione delle catture e di altri dati, compresi i rigetti, per numerosi stock. Cinque stock sono talmente depauperati che, secondo i pareri scientifici, le catture dovrebbero essere ridotte al livello più basso possibile. Su 18 stock che sono stati oggetto di valutazione dell'MSY, un terzo era sovrasfruttato e il tasso di cattura degli altri 12 era pari o inferiore agli obiettivi fissati per l'MSY. L'aringa del Mar Celtico e l'eglefino delle acque della Scozia occidentale hanno di recente mostrato segni di miglioramento, ma i rigetti già consistenti di merluzzo, eglefino e merlano aumenteranno se continuerà la pesca intensiva dello scampo con reti a maglie di piccole dimensioni e se non saranno utilizzati maggiormente attrezzi da pesca più selettivi, che consentono la fuga dei pesci di piccola taglia. Le norme relative alla composizione delle catture introdotte per proteggere questo stock quando risultava depauperato sono ora state sospese[4]. Gli Stati membri si sono impegnati a adottare attrezzi da pesca più selettivi per ridurre i rigetti.

Poche valutazioni sono disponibili per gli stock presenti nel Golfo di Biscaglia e nella zona iberico-atlantica. Il nasello abbonda grazie a un buon reclutamento di novellame, ma nel 2011 sono state effettuate catture ampiamente superiori al contingente, che mettono a rischio la sostenibilità a lungo termine di questo stock e hanno fatto calare i prezzi di mercato. Per rimediare a tale situazione, la Commissione e la Spagna stanno lavorando ad un piano di azione inteso ad adeguare il sistema nazionale di registrazione delle catture e dello sforzo di pesca. Durante l'estate del 2012 saranno ultimati audit dei sistemi di registrazione delle catture e dello sforzo di pesca di altri Stati membri che si affacciano sull'Atlantico. Per lo scampo del Mare Cantabrico il parere scientifico raccomanda ancora l'interruzione dell'attività di pesca.

Nel Mar Baltico sono tuttora sovrasfruttati cinque dei sette stock di cui si conosce lo stato. Solo il merluzzo nel Baltico orientale e l'aringa nel Mare di Botnia sono pescati ai livelli del rendimento massimo sostenibile.

L'80% delle risorse studiate del Mediterraneo sono sovrasfruttate e alcuni stock hanno raggiunto livelli molto bassi (cfr. allegato Ib). Anche se ancora non ben distribuite geograficamente e non regolari nel tempo, le valutazioni hanno continuato a migliorare per numero e qualità, arrivando attualmente a coprire oltre 100 stock di 27 specie; solo il 63% degli stock valutati è stato tuttavia considerato conforme ai criteri dell'MSY. Lo stato del 37% degli stock rimane sconosciuto. Dato che tali valutazioni sono iniziate solo di recente e che non tutti gli stock sono valutati ogni anno, non è possibile utilizzare tali dati per esaminare l'evoluzione dello stato degli stock nel tempo.

Nel Mar Nero la situazione non è sostanzialmente cambiata: lo spratto è in buone condizioni grazie a recenti massicci reclutamenti e viene pescato in modo sostenibile, mentre il rombo chiodato è ancora fortemente sovrasfruttato.

3.           Analisi economica

Si prevedono scarsi risultati economici in numerosi settori dell'industria della pesca europea, soprattutto in quelli demersali, e questo per due motivi.

In primo luogo, i tassi di cattura sono inferiori a causa del cattivo stato in cui versano da tempo numerosi stock ittici e i costi associati alla pesca — in particolare l'uso del carburante — sono superiori al previsto. Tuttavia, già nel 2012 è stato possibile aumentare i TAC per un valore di almeno 135 milioni di EUR e questo risultato indica che le ripercussioni economiche e sociali negative a breve termine risultanti dalla transizione all'MSY potrebbero essere meno gravi di quanto si temeva. I benefici a lungo termine attesi dell'MSY cominciano a farsi sentire prima del previsto. Al momento, tuttavia, la resistenza finanziaria del settore rimane piuttosto bassa.

In secondo luogo, i prezzi del carburante sono saliti di nuovo a livelli vicini ai valori massimi raggiunti nel luglio 2008, mentre i prezzi del pesce sui principali mercati dei consumatori hanno registrato una leggera flessione. Alcune di queste pressioni potrebbero essere allentate passando a sistemi di propulsione più efficienti sotto il profilo del carburante e modificando i comportamenti e gli attrezzi da pesca. La stabilità del settore potrebbe essere rafforzata anche migliorando le strategie di commercializzazione. È tuttavia l'eliminazione graduale del sovrasfruttamento che può contribuire in misura maggiore all'efficienza economica e alla stabilità, a fronte delle sfide rappresentate dai costi più elevati e dal calo dei prezzi dei prodotti.

Secondo i dati disponibili più recenti sull'occupazione (per il 2009), il numero totale di pescatori attivi nella flotta da pesca dell'Unione (esclusa la Grecia, i cui dati non sono stati inviati) era di 134 700, con un calo dell'8% rispetto al 2005. L'occupazione nel settore è pertanto in calo continuo. Per contrastare questa tendenza è essenziale migliorare lo stato degli stock ittici.

4.           Orientamenti politici

4.1.        Evoluzione dei pareri scientifici per gli stock per i quali non si dispone di informazioni complete

Nel 2011 è stato fornito un parere scientifico quantitativo sul sovrasfruttamento in relazione all'Fmsy[5] (escluse le specie di acque profonde) per 38 dei 92 stock presenti nell'Atlantico nordorientale, ossia per il 41% degli stock, anche se tale parere riguarda principalmente le risorse più importanti e più interessanti sotto il profilo commerciale. Complessivamente, tale parere copre 2 milioni di tonnellate di possibilità di pesca su un totale di 2,5 milioni di tonnellate (ossia copre l'80% del quantitativo di catture). Nel Mediterraneo e nel Mar Nero un parere sul sovrasfruttamento ha potuto essere fornito in 65 casi (63%) dei 103 stock esaminati nel 2011.

Nell'Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mar Baltico il numero di stock per cui è stato possibile fornire un parere in relazione all'MSY è passato da 34 nel 2005 a 39 nel 2010 ed era di 38 nel 2012. Si è registrata una leggera tendenza al ribasso nella percentuale di stock per i quali si dispone di analisi e previsioni quantificate. La percentuale di stock per i quali non sono disponibili pareri scientifici è aumentata dal 45% nel 2003 al 52% nel 2006 per scendere di nuovo al 36% nel 2012.

I motivi che giustificano l'assenza di pareri sono vari: informazioni sulle catture inesistenti o inaffidabili, indagini incomplete o campionamento insufficiente, incertezze sulla biologia dello stock e mancanza di risorse umane nel processo di elaborazione dei pareri scientifici. In conformità al quadro dell'UE per la raccolta di dati[6], spetta agli Stati membri fornire dati scientifici sulla pesca, ma in alcuni casi tali obblighi non sono pienamente osservati nonostante la disponibilità di fondi dell'UE. Nel 2011 gli Stati membri sono stati invitati dalla Commissione e dal Consiglio a migliorare la disponibilità di dati relativi agli stock di cui alla tabella 1. I risultati di questo esercizio diverranno palesi nel prossimo parere del CIEM, atteso per giugno 2012.

Tabella 1 — Stock che formano oggetto di una dichiarazione comune del Consiglio e della Commissione concernente il miglioramento della disponibilità di dati nelle acque europee dell'Atlantico nordorientale e del Mar Baltico.

Stock || Zone

Rana pescatrice || [Mare del Nord e] A/acque della Scozia occidentale

Rana pescatrice || Mar Celtico

Rana pescatrice || Golfo di Biscaglia

Eglefino || Mar Celtico

Suri/sugarelli || Mare del Nord

Lepidorombi || Mar Celtico

Lepidorombi || Golfo di Biscaglia

Passera di mare || Mare d'Irlanda

Passera di mare || Mar Celtico (zona VIIfg)

Passera di mare || Mar Baltico

Merluzzo giallo || Acque della Scozia occidentale

Merluzzo giallo || Mar Celtico

Razze || Acque della Scozia occidentale

Spratto || Manica

Spratto || Mare del Nord

Merlano || Mar Celtico

Con la realizzazione di studi scientifici supplementari nel 2012, si prevede che la portata dei pareri scientifici sarà ampliata in modo da coprire un numero superiore, se non la maggior parte, degli stock. Mentre nel 2011 i pareri scientifici non hanno potuto essere completati per oltre 44 stock, questa cifra dovrebbe scendere a 10 o 12 nel 2012. Per ottenere questo risultato sarà necessario ricorrere a metodi di valutazione e a procedure di consultazione che risultano nuovi in ambito europeo, ma che sono stati sperimentati e utilizzati con successo altrove. Sarà così possibile tener conto degli aspetti specifici per ciascun caso, conformemente alle raccomandazioni formulate nell'ambito delle consultazioni pubbliche svoltesi nel 2011.

La Commissione è molto interessata ad utilizzare questi nuovi pareri su cui basare le proposte relative alle possibilità di pesca per tali risorse per il 2013 e, ove possibile, per il 2014. Tuttavia, ove non siano disponibili pareri scientifici e sussista una maggiore incertezza, è appropriato continuare ad utilizzare un approccio più prudente per la fissazione delle possibilità di pesca, in conformità al principio di precauzione[7].

Nel frattempo occorre che gli Stati membri stanzino risorse sufficienti per comunicare urgentemente le informazioni necessarie a valutare lo stato degli stock. La Commissione continuerà a promuovere l'elaborazione di norme e programmi comuni per il monitoraggio e la valutazione degli stock nel Mediterraneo e nel Mar Nero, compresi gli stock condivisi con paesi terzi. Saranno costituiti gruppi di lavoro di esperti che si concentreranno sugli stock e sulle zone che hanno finora ricevuto meno attenzione scientifica.

4.2.        Sforzo di pesca

Lo sforzo di pesca (ossia la limitazione del tempo che un peschereccio passa in mare) viene gestito congiuntamente ai TAC allo scopo di ridurre i rigetti e le catture illegali. La gestione dello sforzo rappresenta una misura di conservazione utilizzata in diversi piani di gestione a lungo termine (ad es. merluzzo bianco del Mare del Nord e del Mar Baltico, passera e sogliola del Mare del Nord, sogliola della Manica occidentale e stock di nasello meridionale e di scampi; cfr. allegato II).

L'allegato II mostra una tendenza generale, anche se irregolare, verso un calo dello sforzo di pesca dal 2003 o 2004 fino al 2010.

Lo sforzo di pesca totale è diminuito maggiormente nel Mar Baltico, nel Mare del Nord, nel Kattegat, nel Mare d'Irlanda, nelle acque della Scozia occidentale e, in misura inferiore, nella Manica occidentale. Fino al 2009 nella zona iberico-atlantica si sono registrate solo piccole diminuzioni. Lo sforzo totale è invece aumentato leggermente nel Mar Baltico centrale e anche lo sforzo delle sfogliare è aumentato nella Manica occidentale dal 2010 al 2011.

È chiaro quindi che le misure di riduzione dello sforzo in questa zona non hanno ancora prodotto risultati.

Nel 2012 la Commissione riesaminerà i regimi di gestione dello sforzo finora attuati nell'Unione europea. In tale contesto il 5 luglio 2012 si svolgerà una riunione pubblica nel corso della quale sarà esaminato un ampio spettro di questioni sollevate dagli esperti scientifici, dagli Stati membri, dalle parti interessate e dal settore allo scopo di procedere verso l'obiettivo di una maggiore semplificazione della gestione degli stock nell'ambito di una politica comune della pesca riformata.

5.           Gestione mediante piani pluriennali

La Commissione ha già avviato i preparativi per sostituire gli attuali piani destinati a singoli stock con piani di gestione concernenti più stock. La prima proposta ad essere presentata sarà costituita da un piano multispecifico per il Mar Baltico, che integrerà interazioni biologiche come la predazione e la competizione. Si sta inoltre lavorando a un piano di attività di pesca multispecifiche per il Mare del Nord, che terrà conto delle interazioni tecniche, ossia del modo in cui flotte e attrezzi da pesca diversi catturano differenti combinazioni di pesci.

Una volta consolidate le conoscenze scientifiche, a questo seguiranno altri piani di attività di pesca multispecifiche destinati al Mar Celtico, al Mare d'Irlanda e alle acque della Scozia occidentale. È prevista l'elaborazione di proposte intese a modificare i piani attuali per la sogliola nel Golfo di Biscaglia, per il nasello meridionale e lo scampo, ma dipenderà dalla disponibilità di dati relativi alle attività di pesca interessate.

Le proposte di piani per l'acciuga del Golfo di Biscaglia, per il salmone del Mar Baltico e per il sugarello occidentale sono state adottate dalla Commissione tra il 2009 e il 2011 e sono in fase di discussione al Parlamento e al Consiglio.

Nel Mediterraneo proseguiranno gli sforzi intesi a consolidare i pareri scientifici relativi a un numero crescente di specie e di stock al fine di elaborare piani di pesca internazionali a lungo termine. Secondo il regolamento per il Mediterraneo[8], gli Stati membri dell'UE devono adottare piani pluriennali a livello nazionale. Nonostante ritardi considerevoli, di recente sono stati riscontrati progressi nell'osservanza di questo obbligo, che è attualmente oggetto di attento monitoraggio e di sostegno. Per accelerare ulteriormente questo processo la Commissione ha già avviato procedure precontenziose nei confronti di diversi Stati membri e tale azione proseguirà nel 2012. Per quanto riguarda gli stock condivisi si prevede inoltre un'azione di controllo in sede di Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo.

Scopo di queste iniziative è migliorare il processo decisionale per l'istituzione di piani pluriennali internazionali.

6.           Metodo operativo utilizzato per proporre i TAC

Si applicano i seguenti principi.

Se i TAC o lo sforzo di pesca sono disciplinati da piani a lungo termine, occorre attenersi a questi ultimi. La Commissione proporrà inoltre TAC o limiti dello sforzo di pesca coerenti con le proprie proposte per i piani di gestione a lungo termine.

Se TAC e altre misure sono stati concordati con paesi terzi, occorre applicarli.

Se sono forniti pareri scientifici basati su dati completi e su analisi e previsioni quantitative corrispondenti al "quadro MSY" del CIEM, i TAC devono essere fissati in conformità a detti pareri. Se tali pareri sono disponibili, bisogna fare diretto riferimento ad essi nel fissare i livelli dei contingenti o dello sforzo, anche se si può accettare una realizzazione graduale del suddetto quadro entro il 2015, sempreché sia compatibile con i pareri.

Se sono forniti pareri scientifici indicativi fondati su un'analisi qualitativa delle informazioni disponibili (anche se sono incomplete o comportano un giudizio di esperti), tali pareri devono fungere da base per le decisioni relative ai TAC.

Se non esiste alcun parere scientifico, è necessario seguire l'approccio precauzionale.

Qualora pareri scientifici segnalino un aumento costante degli sbarchi, possono essere proposti TAC per specie che finora non erano oggetto di TAC e di contingenti. Fra le specie candidate al riguardo rientrano la spigola e la triglia di scoglio. Per le attività di pesca nuove e quelle in fase di sviluppo saranno elaborati orientamenti in conformità alle dichiarazioni contenute nei verbali delle riunioni del Consiglio di dicembre 2010 e 2011. Tali orientamenti seguiranno i principi, le migliori pratiche e le norme internazionali di pesca sostenibile. Per questi stock sarà necessario mettere a punto criteri di ripartizione, basati sulle catture comprovate, a condizione che tali catture siano state registrate mentre l'attività di pesca era praticata nel pieno rispetto delle misure di conservazione applicabili (ad esempio, misure tecniche).

È necessario assicurare la massima corrispondenza tra le zone di regolamentazione dei TAC e l'identità degli stock affinché le possibilità di pesca rispondano allo stato di conservazione e di gestione dei vari stock. A tale riguardo è opportuno riconsiderare la gestione dello scampo mediante unità funzionali e la gestione dei due stock di passera di mare nella Manica; la Commissione incoraggia gli Stati membri a sostenere il lavoro di riorganizzazione dei TAC necessario in questi casi. Si riserva il diritto di inserire tali disposizioni nelle proprie proposte e accoglie con favore il ritorno di informazioni da parte degli Stati membri e delle parti interessate su tale questione specifica. Per porre le basi della gestione inerente ai singoli stock per sogliola limanda, limanda, passera pianuzza e passera lingua di cane nel Mare del Nord si proporranno dichiarazioni separate sugli sbarchi di tali specie.

7.           Specie di acque profonde nell'Atlantico nordorientale

Lo stato di molti stock di acque profonde è preoccupante. Risultano depauperati gli stock di pesce specchio atlantico, di taluni squali pelagici e di occhialone nel Golfo di Biscaglia, nonché quello di granatiere. Per la maggior parte degli stock i pareri scientifici raccomandano di ridurre o di non espandere le attività di pesca, a meno che non ne sia stata accertata la sostenibilità. Per le specie a crescita rapida, come brosmio, molva, molva azzurra, occhialone e pesce sciabola nero, potrà risultare possibile individuare punti di riferimento che consentano una gestione degli stock sostenibile nel lungo termine, ma al momento questi non sono disponibili.

I TAC per le specie di acque profonde sono fissati ogni due anni; i più recenti sono quelli per il 2011 e il 2012. La Commissione presenterà una proposta distinta concernente le possibilità di pesca per le specie di acque profonde per il periodo 2013-2014 basata sul metodo di lavoro sopradescritto.

8.           TAC fissati dagli Stati membri

A partire dal 2011 i TAC per 6 stock sono "delegati" ai soli Stati membri che pescano ciascuno di tali stock (articolo 6 del regolamento (UE) n. 57/2011 del Consiglio e del regolamento (UE) n. 43/2012 del Consiglio). Tale delega è stata concessa — fatte salve misure di salvaguardia relative alla buona gestione — nei casi in cui solo uno Stato membro ha un interesse nella pesca. La comunicazione, da parte degli Stati membri interessati, delle informazioni di cui all'articolo 6 è migliorata, anche se la qualità delle relazioni varia da uno Stato all'altro. In alcuni casi mancano ancora i dati su cui fondare pareri relativi alle misure da adottare per la gestione degli stock; per tali stock è necessaria ulteriore prudenza. La Commissione intende proporre di continuare a delegare questi TAC. Azioni di controllo specifiche saranno effettuate presso gli Stati membri interessati per quanto riguarda gli stock che richiedono sforzi supplementari.

9.           Calendario delle proposte

Il calendario dei lavori potrebbe essere il seguente:

Regolamento sulle possibilità di pesca || Pareri disponibili || Proposta della Commissione || Possibile adozione da parte del Consiglio

Stock di acque profonde 2013-2014 || Giugno || Metà settembre || Ottobre

Stock UE dell'Atlantico e del Mare del Nord (non oggetto di negoziati o accordi internazionali) || Giugno || Settembre || Novembre

Stock internazionali e stock comuni dell'Atlantico, del Mare del Nord, dell'Antartico e di altre zone || Ottobre-Dicembre || Novembre || Dicembre

Mar Baltico || Maggio || Inizio settembre || Ottobre

Mar Nero || Ottobre || Novembre || Dicembre

10.         Conclusione

La Commissione invita gli Stati membri, i CCR e il CCPA a formulare pareri in merito all'approccio esposto nella presente comunicazione.

ALLEGATO Ia — Atlantico nordorientale e acque adiacenti

Tabella 1 — Parere scientifico relativo allo stato dello stock || Numero di stock

|| 2003 || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 2012 || Media

Al di là dei limiti biologici di sicurezza || 30 || 29 || 26 || 26 || 26 || 28 || 27 || 22 || 19 || 14 || 25

Entro i limiti biologici di sicurezza || 12 || 10 || 14 || 11 || 12 || 13 || 12 || 15 || 15 || 18 || 13

% di stock entro i limiti biologici di sicurezza || 29% || 26% || 35% || 30% || 32% || 32% || 31% || 41% || 44% || 56% || 35%

Lo stato dello stock è sconosciuto a causa di dati insufficienti || 48 || 53 || 53 || 57 || 58 || 55 || 57 || 60 || 61 || 60 || 56

% di stock il cui stato è noto || 47% || 42% || 43% || 39% || 40% || 43% || 41% || 38% || 36% || 35% || 40%

Tabella 2 — Parere scientifico sul sovrasfruttamento || Numero di stock

|| 2003 || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 2012 || Media

Il tasso di cattura dello stock rispetto al tasso di rendimento massimo sostenibile è noto || || || 34 || 23 || 32 || 33 || 35 || 39 || 35 || 38 || 34

Lo stock è sovrasfruttato || || || 32 || 21 || 30 || 29 || 30 || 28 || 22 || 18 || 26

Lo stock è pescato al tasso di rendimento massimo sostenibile || || || 2 || 2 || 2 || 4 || 5 || 11 || 13 || 20 || 7

% di stock sovrasfruttati || || || 94% || 91% || 94% || 88% || 86% || 72% || 63% || 47% || 79%

Tabella 3 — Parere scientifico "emergenza" || Numero di stock

|| 2003 || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 2012 || Me- dia

Il parere scientifico raccomanda l'interruzione dell'attività di pesca || 24 || 13 || 12 || 14 || 20 || 18 || 17 || 14 || 11 || 8 || 15

Tabella 4 — Differenza tra TAC e catture sostenibili || Numero di stock

|| 2003 || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 2012 || Media

Eccesso di TAC rispetto alla cattura sostenibile (%) || 46% || 49% || 59% || 47% || 45% || 51% || 48% || 34% || 23% || 11% || 41%

Tabella 5 — Riepilogo dei pareri scientifici sulle possibilità di pesca || Numero di stock

|| 2003 || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 2012 || Media

Stock per i quali si possono prevedere le dimensioni e la mortalità per pesca || 40 || 34 || 40 || 31 || 29 || 30 || 34 || 36 || 36 || 40 || 35

Stock per i quali si dispone di pareri scientifici sulle possibilità di pesca || 59 || 52 || 54 || 65 || 61 || 62 || 63 || 55 || 55 || 47 || 57

Stock per i quali non si dispone di pareri scientifici || 31 || 40 || 39 || 29 || 35 || 34 || 33 || 42 || 40 || 44 || 37

|| || || || || || || || || || ||

(*) Quando un parere riguarda due TAC, non è || || || || || || || ||

contabilizzato due volte. || || || || || || || || || || ||

ALLEGATO Ib — Mediterraneo e Mar Nero || || ||

Parere scientifico relativo al sovrasfruttamento degli stock demersali e degli stock di piccoli pelagici nel Mediterraneo e nel Mar Nero || n. || % ||

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Stock classificati secondo i criteri (punto di riferimento concordato) || 65 || 63,0 ||

Altri stock esclusi a causa di dati insufficienti (punto di riferimento non ancora concordato) || 38 || 37,0 ||

Stock presi in considerazione (su un totale di 27 specie) || 103 || 100 ||

Stock classificati: || || ||

Stock sovrasfruttati (al di sopra dell'Fmsy o della variabile sostitutiva) || 52 || 80,0 ||

Stock pescati a livello uguale o inferiore all'Fmsy o alla variabile sostitutiva || 13 || 20,0 ||

Totale stock || 65 || 100 ||

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ALLEGATO II — Sforzo di pesca regolamentato da piani pluriennali, secondo le informazioni trasmesse dagli Stati membri allo CSTEP

(Dati forniti dal Centro comune di ricerca)

Grafico 1. Sforzo di pesca regolamentato nel Mar Baltico occidentale

Grafico 2. Sforzo di pesca regolamentato nel Mar Baltico centrale

Grafico 3. Sforzo di pesca regolamentato nel Kattegat

Grafico 4. Sforzo di pesca regolamentato nel Mare del Nord, nello Skagerrak e nella Manica orientale

Grafico 5. Sforzo di pesca regolamentato nel Mare d'Irlanda

Grafico 6. Sforzo di pesca regolamentato nelle acque della Scozia occidentale

Grafico 7. Sforzo di pesca regolamentato nella Manica occidentale

Grafico 8. Sforzo di pesca regolamentato nelle acque della zona iberico-atlantica. Nota: il cambiamento di tendenza rispetto all'anno scorso è principalmente dovuto al miglioramento dei dati trasmessi dal Portogallo. La Spagna non ha trasmesso dati per il 2010, per cui i dati riportati sul grafico arrivano fino al 2009.

[1]               Conseguire la sostenibilità della pesca nell'UE tramite l'applicazione del rendimento massimo sostenibile. Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo. COM(2006) 360 definitivo.

[2]               Per "sovrasfruttati" si intende che le stime più recenti indicano un tasso di mortalità per pesca superiore al tasso di mortalità per pesca che assicurerà il rendimento massimo sostenibile nel lungo termine.

[3]               Il seguente link dà accesso a una tabella ricapitolativa dei contingenti europei, con i rispettivi "segnali di avvertimento":

http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/publications/poster_tac2012_en.pdf.

Si troverà un'analisi completa dello stato degli stock ittici nei siti www.ices.dk e https://stecf.jrc.ec.europa.eu

[4]               Regolamento (UE) n. 161/2012 della Commissione, del 23 febbraio 2012, recante misure di emergenza per la protezione degli stock di eglefino nelle acque della Scozia occidentale, GU L 52 del 24.2.2012, pag. 6.

[5]               Il tasso di pesca che consentirà di raggiungere i livelli di catture più elevati in media e nel lungo termine.

[6]               Regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio, del 25 febbraio 2008, che istituisce un quadro comunitario per la raccolta, la gestione e l'uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca. GU L 60 del 5.3.2008, pag. 1.

[7]               Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione COM(2000) 1 definitivo.

[8]               Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio.