52012DC0216

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua /* COM/2012/0216 final */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

sul partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua

1. Introduzione

Inondazioni, scarsità d'acqua e siccità hanno enormi conseguenze ambientali, sociali ed economiche. La presenza di acque caratterizzate da livelli di qualità insufficienti rappresenta una minaccia per la salute pubblica e la biodiversità; inoltre, la fornitura di acqua potabile e servizi igienici continua a rappresentare un problema, sia in Europa che altrove. Per gestire in modo sostenibile la pressione crescente sulle risorse idriche, sono necessari approcci nuovi e innovativi.

I partenariati europei per l'innovazione (European Innovation Partnerships, EIPs) proposti dall'iniziativa faro Europa 2020 "L'Unione dell'innovazione"[1], propongono un approccio strategico e un quadro per affrontare le carenze del sistema europeo di ricerca e innovazione in modo da accelerare le innovazioni in grado di apportare un contributo significativo per risolvere le sfide che la società deve affrontare. In questo modo si potrebbe stimolare la competitività a livello europeo, contribuendo alla creazione di posti di lavoro e alla crescita economica. I partenariati per l'innovazione costituiscono una modalità di condivisione delle competenze e delle risorse rispetto a priorità politiche cruciali, tramite la mobilitazione e il collegamento di tutte le parti interessate, attraverso i diversi settori, le diverse politiche e al di là dei confini nazionali, affinché i cittadini possano usufruire più velocemente dei potenziali vantaggi derivanti dai progressi ottenuti e dall'innovazione.

L'importanza dell'innovazione nel settore della gestione delle risorse idriche è un fatto riconosciuto dagli Stati membri dell'UE. Il 21 giugno 2011 il Consiglio dell'Unione europea ha invitato la Commissione "a studiare un partenariato per l'innovazione in materia di acque in stretta cooperazione con gli Stati membri, al fine di raggiungere un uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche"[2].

L'importanza dell'impegno da parte dell'Europa per una gestione sostenibile dell'acqua in quanto risorsa fondamentale emerge chiaramente dall'iniziativa faro "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse"[3] nell'ambito della strategia Europa 2020. La "Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse[4]" evidenzia gli incrementi di efficienza che è possibile ottenere.

La Commissione sta elaborando un piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee, che rappresenta una tappa fondamentale nella tabella di marcia verso l'efficienza nell'impiego delle risorse. Il documento presenterà, entro la fine del 2012, la risposta politica alle sfide rappresentate dai problemi e dalle lacune in materia di attuazione dell'attuale quadro per la gestione delle risorse idriche dell'UE. Tale progetto e il partenariato per l'innovazione saranno messi a punto in stretto coordinamento, onde garantire l'integrazione tra approcci innovativi e provvedimenti sul fronte della domanda, nell'ottica di definire e poi attuare una politica di gestione delle risorse idriche dell'UE. Inoltre, il partenariato si baserà sul Piano d'azione per l'ecoinnovazione[5], che a sua volta si concentra sulle innovazioni in grado di ridurre, o che cercano di ridurre, le pressioni sull'ambiente e di colmare il divario tra innovazione e mercato.

2. Cogliere le opportunità offerte dall'innovazione

I cittadini, i diversi contesti sociali, l'agricoltura e le industrie avranno sempre più bisogno di soluzioni innovative per rispondere alla necessità di utilizzare le risorse idriche in modo più efficace ed efficiente. Il ricorso a un atteggiamento innovativo e a un uso più intelligente dell'innovazione può potenzialmente consentire alle nuove soluzioni di giungere sul mercato in modo più rapido ed efficace, rispondendo contemporaneamente alle esigenze degli utilizzatori finali nelle aree urbane, rurali e industriali.

Liberare il potenziale d'innovazione nel settore della gestione delle risorse idriche può contribuire in modo significativo alla creazione di posti di lavoro, alla crescita economica e alla competitività in Europa. Un aumento dell'1% nel tasso di crescita dell'industria idrica in Europa può rappresentare tra 10 000 e 20 000 nuovi posti di lavoro[6]. Se l'Europa riuscirà a sfruttare queste nuove e importanti opportunità, potrà assumere un ruolo sempre più importante nel mercato globale della tecnologia e dell'innovazione nel settore idrico.

Siamo in presenza di importanti potenzialità in grado di rafforzare la competitività e la crescita del settore europeo dell'acqua, che comprende 9 000 PMI attive e che fornisce, nel solo comparto delle società di approvvigionamento idrico, 600 000 posti di lavoro diretti6: queste potenzialità esistono anche per altri settori collegati al comparto dell'acqua (industrie che utilizzano acqua, ricerca e sviluppo nell'ambito idrico, ecc.), dove l'innovazione può creare una maggiore efficienza operativa. Il mercato mondiale dell'acqua è in rapida crescita e si ritiene che raggiungerà una cifra d'affari che potrebbe toccare i 1 000 miliardi di dollari entro il 2020[7].

I settori europei connessi alle risorse idriche operano già a livello mondiale per sviluppare soluzioni innovative ma, spesso, non traggono vantaggio dalla successiva commercializzazione di queste ultime. Eliminando gli ostacoli che impediscono al mercato di progredire e promuovendo i vantaggi comparativi dell'Europa per quanto riguarda la catena del valore dell'innovazione, si incentiveranno le imprese europee a presentare soluzioni sul mercato e quindi a realizzare pienamente il loro potenziale economico.

Attraverso soluzioni innovative che rispondono alle sfide connesse alla gestione delle acque è possibile sostenere direttamente obiettivi ambientali di più vasta portata, ad esempio la protezione del nostro capitale naturale e degli ecosistemi, nonché della biodiversità dalla quale essi scaturiscono. Inoltre, ogni soluzione innovativa nel settore dell'acqua potabile e del trattamento delle acque reflue va a vantaggio della salute pubblica e ciò, a sua volta, è in grado di produrre risparmi significativi. Le soluzioni volte a migliorare la protezione nelle e delle zone a rischio di inondazioni contribuiranno anche a migliorare la sicurezza pubblica e a prevenire eventuali perdite economiche.

3. Le sfide a carattere sociale

In mancanza di un'efficace politica di stimolo dell'innovazione, l'Europa rischia di non essere in grado di realizzare il proprio potenziale sui mercati mondiali per quanto riguarda l'innovazione nel settore idrico e, quindi, potrebbe essere inopportunamente costretta ad acquisire altrove le tecnologie per poter affrontare le sfide che l'attendono in questo settore[8].

Studi recenti dimostrano che le pressioni concorrenti che pesano sulle già scarse risorse idriche potrebbero condurre entro il 2030 a una carenza pari al 40% per l'approvvigionamento idrico mondiale[9], che inciderà anche su larga parte d'Europa. Si prevede che la concorrenza per l'accesso ad acque pulite comporterà un numero sempre maggiore di problematiche di ordine sociale, economico, ambientale e geopolitico a livello mondiale.

Le sfide connesse alla qualità e alla quantità dell'acqua sono rilevanti. Una percentuale importante delle acque dolci europee rischia di non raggiungere gli obiettivi stabiliti nella direttiva quadro europea in materia di acque entro il 2015. Secondo l'analisi preliminare del 2009, il 30% delle acque superficiali e il 38% delle acque sotterranee corrono il rischio di non raggiungere un "buono stato"[10]. Ciò ha effetti negativi sulla biodiversità e sulla salute pubblica e ostacola la fornitura dei servizi ecosistemici.

Per quanto riguarda la quantità di acqua, va notato che la carenza idrica e la siccità colpiscono già un terzo del territorio dell'UE, a latitudini diverse. Confrontando gli impatti della siccità nell'UE nel periodo 1976-1990 e nel periodo 1991-2006, si nota un raddoppio sia in termini di superfici che di popolazione interessate[11]. Inoltre, negli ultimi dieci anni, l'Europa è stata vittima di oltre 175 disastrose inondazioni che hanno provocato morti, evacuazione di persone e importanti perdite economiche11.

Si prevede che questo tipo di minacce possa aumentare a causa dei cambiamenti climatici, degli sviluppi socio-economici e della crescente domanda di acqua da parte del settore agricolo per produrre cibo e biomassa. I processi di urbanizzazione e di rapida industrializzazione, cui si aggiungono i cambiamenti in campo demografico, hanno accelerato l'insorgere di problemi connessi all'acqua, evidenziati altresì dall'invecchiamento delle infrastrutture di approvvigionamento idrico, un problema, questo, che rappresenta un'ulteriore sfida. Inoltre, i guadagni a livello di efficienza e interazione tra acqua ed energia saranno sempre più importanti in un'ottica di gestione sostenibile delle risorse idriche.

Per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio in materia di acqua potabile e impianti igienico-sanitari contribuisce a combattere la povertà e a promuovere lo sviluppo economico di milioni di esseri umani.

4. La risposta dell'UE

La tutela delle risorse idriche e la promozione di una crescita economica sostenibile sono interdipendenti e richiedono un approccio integrato. Il partenariato europeo per l'innovazione agevolerà la ricerca di soluzioni innovative a sostegno di un'efficace politica idrica dell'UE e contribuirà a liberare il potenziale innovativo del settore industriale e commerciale, conferendo a quest'ultimo un vantaggio competitivo. Oltre a ricorrere a nuovi approcci nella ricerca e nello sviluppo tecnologico sarà necessario utilizzare anche nuovi approcci nei settori del finanziamento, delle TIC, della governance, della pianificazione territoriale, delle istituzioni, della gestione e di altre discipline, oppure avvalersi di un nuovo modello di interazione.

4.1 Valore aggiunto a livello di Unione europea

Le conoscenze e la tecnologia nel settore delle risorse idriche dell'Unione europea sono ottime, ma disorganiche. Il partenariato europeo per l'innovazione può creare una massa critica raggruppando le risorse distribuite tra settori e paesi diversi, promuovendo la concorrenza e condizioni di parità. Un'azione condotta a livello europeo può facilitare il coordinamento delle iniziative, la prevenzione di inutili doppioni, la definizione di obiettivi comuni, l'ampliamento di scala delle iniziative e una più rapida messa a punto di soluzioni innovative. Il partenariato europeo per l'innovazione si propone di utilizzare al meglio le risorse esistenti e di suggerire azioni per le quali è necessario un ulteriore sostegno. Inoltre, un approccio a livello dell'UE consentirà di realizzare le economie di scala necessarie per sviluppare, attuare, e promuovere la diffusione di soluzioni innovative.

Le risorse idriche non sono limitate da confini amministrativi. Le caratteristiche transfrontaliere della gestione delle risorse idriche necessitano di un approccio europeo globale e integrato da applicare a livello di bacino idrografico, come indicato nella politica europea nel settore dell'acqua. Il coordinamento regionale e internazionale è uno strumento importante per il conseguimento di questo obiettivo.

Le misure a livello della domanda (gli appalti, i quadri normativi, l'elaborazione di norme, ecc.) sono di fondamentale importanza per la diffusione e il recepimento delle innovazioni relative all'acqua e devono essere chiaramente individuate dal partenariato. La normativa europea è un motore importante per l'innovazione e per le imprese. Il partenariato può facilitare soluzioni innovative che confluiranno nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche. Gli appalti indetti dalle amministrazioni e dalle aziende di fornitura e distribuzione pubbliche e riguardanti il settore dell'acqua hanno il potenziale necessario per diventare un fattore chiave per lo sviluppo e per l'adozione di soluzioni innovative. Altri quadri normativi, quali la direttiva sulla progettazione ecocompatibile, potrebbero essere considerati strumenti pertinenti per migliorare la diffusione sul mercato di progetti innovativi che sostengono gli obiettivi politici. Potrebbe essere necessario sviluppare nuove norme in materia o aggiornare quelle esistenti.

Gli strumenti dell'UE che si incentrano sull'offerta di innovazione, ad esempio nel settore del finanziamento della ricerca e dello sviluppo, devono essere adeguatamente collegati alle azioni incentrate sulla domanda nonché alle misure e alle politiche necessarie per promuovere l'innovazione. Nel partenariato europeo per l'innovazione confluiranno, da un lato, l'importante dimensione costituita dalla ricerca e dall'innovazione e, dall'altro, le misure collegate alla domanda presenti in settori diversi, in modo da ridurre i tempi di commercializzazione grazie a un'innovazione in grado di sostenere azioni a livello sia nazionale che dell'UE (ossia riesaminando la normativa e proponendo nuove norme, accelerando l'approvazione dei prodotti e i processi di normazione, attuando nuove strategie per gli appalti pubblici, ecc.). Infine, il partenariato creerà opportunità transfrontaliere per le imprese, in particolare le PMI, in modo che possano trovare partner con i quali sviluppare, in tutta l'UE, soluzioni innovative.

4.2 Obiettivi e traguardi

In linea con le sfide e le opportunità di cui sopra e considerando l'importanza di un intervento a livello europeo, il partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua deve contribuire a raggiungere gli obiettivi globali della politica europea in questo settore, definiti dalla direttiva quadro in materia di acque e dalla tabella di marcia per un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, superando inoltre le difficoltà di esecuzione. Più specificamente, gli obiettivi strategici del partenariato europeo per l'innovazione, da conseguire entro il 2020, sono i seguenti:

· Fornire a tutti gli utilizzatori risorse idriche sicure, disponibili e a buon mercato, garantendo al contempo la presenza di sufficienti risorse idriche per l'ambiente.

· Conseguire un relativo disaccoppiamento tra l'esaurimento delle risorse idriche e il livello di attività economica nei settori chiave dell'UE (compresi quelli dell'energia, dell'agricoltura e dell'industria chimica).

· Mantenere e migliorare il "buono stato" delle acque nei bacini fluviali di tutta l'UE - in termini di qualità, quantità e uso, e nel contesto delle crescenti pressioni sulle risorse idriche.

Per poter misurare i progressi nel conseguire questi obiettivi strategici e incentivare la partecipazione attiva delle parti interessate, è necessario stabilire alcuni obiettivi che riflettano i vari settori coinvolti, integrati nell'obiettivo strategico e nel partenariato stesso. Gli obiettivi saranno ulteriormente sviluppati all'interno del piano strategico di attuazione, che sarà elaborato nel corso dell'autunno 2012 e sarà strettamente collegato con il Piano per le risorse idriche europee, previsto per novembre 2012.

Partendo da queste premesse, il partenariato europeo per l'innovazione si prefigge di raggiungere i seguenti obiettivi entro il 2020:

· Tutti piani di gestione dei bacini idrografici dovranno essere attuati per tempo, cioè nel 2015. In presenza di sempre maggiori pressioni sull'acqua, gli obiettivi continueranno ad essere soddisfatti e l'impatto della siccità e delle inondazioni verrà ridotto al minimo grazie a colture più adattate, a una maggiore ritenzione idrica dei terreni e a sistemi di irrigazione più efficienti. Si ricorrerà ad opzioni alternative per l'approvvigionamento idrico solo quando non siano praticabili opportunità di risparmio meno costose.

· Le perdite idriche dovranno essere ridotte a livelli sostenibili in tutta l'UE, grazie a innovazioni incentrate sulle regioni nelle quali le perdite sono il problema più grave.

· L'estrazione di acqua dovrà attestarsi al di sotto del 20% delle risorse idriche rinnovabili disponibili in tutte le regioni.

Queste azioni dovrebbero comportare i seguenti benefici in termini di competitività e di innovazione:

· La tempistica per la commercializzazione delle innovazioni in materia di acque in Europa sarà più breve rispetto ad economie che presentano un grado di sviluppo analogo. L'Europa sarà l'esponente di punta nel mercato mondiale delle soluzioni innovative che affrontano in modo efficace le sfide connesse con il settore idrico..

· Entro il 2030 le ecoindustrie collegate alla gestione dell'acqua aumenteranno il loro fatturato realizzato nell'UE del 20% e le loro opportunità di lavoro del 20%[12].

· Verranno introdotte pratiche sostenibili per la gestione dell'acqua sul mercato mondiale, che saranno integrate nella cooperazione in materia di acque tra l'UE e degli Stati membri con i paesi limitrofi e con i paesi in via di sviluppo.

Lo stesso partenariato europeo per l'innovazione si porrà i seguenti obiettivi operativi:

· Entro la fine del 2012: concordare un piano strategico di attuazione.

· Entro il 2013: fungere da piattaforma per le parti interessate - pubbliche e private - in modo che esse collaborino efficientemente allo sviluppo di soluzioni innovative rivolte alle sfide connesse alla gestione dell'acqua.

· Entro il 2013: creare una piattaforma-mercato virtuale destinata alle innovazioni in materia di acqua, che consenta agli attori della domanda e dell'offerta di collaborare su tutto il territorio europeo.

· Entro il 2015: mostrare i primi risultati delle azioni volte a eliminare i principali ostacoli all'innovazione a livello dell'UE, degli Stati membri e delle regioni, in modo da garantire che la normativa e gli strumenti finanziari sostengano le innovazioni.

· Entro il 2020: presentare soluzioni già testate, diffuse e realizzate su scala più ampia, rivolte alle dieci principali sfide connesse alla gestione dell'acqua.

5. Settori prioritari per l'innovazione

Al fine di ottimizzare le attività intese ad abolire gli ostacoli all'innovazione, a sviluppare soluzioni negoziabili e ad elaborare strategie di divulgazione, sono stati proposti tre pacchetti di lavoro: "Gestione delle acque urbane", "Gestione delle acque rurali" e "Gestione delle acque industriali". A seguito di ampie consultazioni, tale approccio ha ottenuto un vasto sostegno da parte dei soggetti interessati. Il ricorso a "pacchetti di lavoro" rappresenta un approccio pragmatico ai fini dell'organizzazione delle attività produttive del partenariato europeo per l'innovazione grazie a un gruppo coerente di soggetti interessati che devono affrontare sfide molto simili. La seguente descrizione indicativa funge da base per lo sviluppo dei pacchetti di lavoro.

· Gestione delle acque urbane

La gestione delle risorse idriche urbane è sottoposta a pressioni sempre più forti a causa della crescente urbanizzazione (si prevede che nel 2050 oltre l'80% della popolazione presente nei paesi dell'UE vivrà in aree urbane[13]). È necessario adottare un approccio integrato che ponga al centro il ciclo idrico urbano e che coinvolga tutti i soggetti interessati che possono incidere sulle sfide in materia di acqua o devono far fronte a problemi in questo settore. Tra questi figurano gli operatori del settore ma anche i cittadini e le amministrazioni locali, in modo da garantire l'accettazione e l'assorbimento delle innovazioni. Sarà estremamente importante trovare soluzioni innovative che si concentrino sul rapporto tra acqua ed energia, sull'efficienza idrica (domestica e industriale), sulla qualità dell'acqua, sulle infrastrutture idriche, sulle attività ricreative, sulla salute pubblica e sulla sensibilizzazione degli utenti alle TIC. Il lavoro progredirà di concerto con l'iniziativa della Commissione "Città intelligenti e comunità intelligenti" nei settori dell'energia, dei trasporti e delle TIC.

· Gestione delle acque rurali

Nelle zone rurali, la biodiversità, l'agricoltura, la pianificazione territoriale e la gestione dell'uso del terreno si influenzano a vicenda e possono entrare in concorrenza per l'accesso alle risorse idriche disponibili. Inoltre, le aree rurali possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle alluvioni e nell'alleviare gli effetti della carenza idrica e della siccità. Il partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua gestirà l'interfaccia tra la gestione delle risorse idriche a livello delle aziende agricole, l'assegnazione di risorse idriche in agricoltura, a livello di bacino idrografico e di corpo idrico, e le pressioni sulla qualità delle acque. Il partenariato sull'acqua si coordinerà con il partenariato sulla produttività e la sostenibilità in agricoltura, che affronterà questioni relative alla qualità e alla quantità dell'acqua a livello delle aziende agricole.

· Gestione delle acque industriali

Le innovazioni nei processi industriali, le applicazioni TIC e le nuove tecnologie per un trattamento più efficace delle acque, ridurranno i costi e il fabbisogno energetico e limiteranno l'inquinamento. Per le industrie ad elevato consumo d'acqua, ad esempio quelle che producono energia o prodotti chimici, le innovazioni che consentono di aumentare l'efficienza idrica nei processi di produzione avranno effetti positivi e consentiranno di ridurre la loro impronta idrica. Il partenariato sull'acqua si concentrerà sulla diffusione di tali innovazioni presso l'industria e le PMI. Saranno esaminate le complementarietà con il partenariato europeo per l'innovazione relativo alle materie prime.

Verranno definiti una serie di temi trasversali in grado di affrontare problematiche diffuse in più settori e pertinenti alle attività di almeno due dei tre pacchetti di lavoro. Essi potrebbero includere, ad esempio, la gestione dei bacini idrografici, i cambiamenti climatici e l'acqua, l'interconnessione energia/risorse idriche, la gestione delle risorse idriche, la cooperazione allo sviluppo nel settore idrico, l'ingegneria finanziaria o la normalizzazione.

6. Attuazione del partenariato europeo per l'innovazione

Un piano strategico di attuazione costituirà la base dalla quale partire per conseguire le realizzazioni previste dal partenariato. Attraverso un approccio dal basso verso l'alto, il piano stabilirà le priorità d'azione nell'ambito dei pacchetti di lavoro e determinerà i temi trasversali da affrontare. Il piano strategico deve tenere pienamente conto dei pertinenti programmi di finanziamento dell'UE[14] nonché delle iniziative per ottimizzare l'impatto dei finanziamenti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del partenariato. Il piano strategico prenderà inoltre in esame gli obiettivi del partenariato, tenendo conto del piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee.

6.1 Realizzazioni

L'attuazione del partenariato europeo per l'innovazione si propone di ottenere le realizzazioni seguenti:

· Siti per l'innovazione

Una prima serie di siti per l'innovazione sarà lanciata entro il 2013 e servirà ad individuare ostacoli all'innovazione, a sviluppare, verificare e dimostrare attività concrete, azioni, prototipi e soluzioni in linea con il piano strategico, in relazione a specifiche sfide nel settore dell'acqua. Le proposte possono consistere in veri e propri siti dimostrativi ma si può trattare anche di progetti di cooperazione o dello sviluppo di reti. I siti per l'innovazione svolgeranno un ruolo fondamentale nell'attuazione del partenariato.

· Diffusione di soluzioni innovative

Il partenariato faciliterà lo sviluppo di strategie per la diffusione di scoperte e soluzioni innovative che rispondano alle principali sfide connesse alla gestione dell'acqua, accelerando la loro penetrazione sul mercato.

· Affrontare gli ostacoli che si frappongono alle innovazioni nel settore dell'acqua

Lo sviluppo di soluzioni che consentono di portare sul mercato delle soluzioni valide, e di diffonderle con successo, è frenato da una serie di ostacoli (di regolamentazione o normalizzazione, ma anche di ordine finanziario, tecnico, sociale, ecc.). Il partenariato faciliterà l'individuazione dei principali ostacoli all'innovazione. Esso procederà, inoltre, a una mappatura delle misure e delle azioni necessarie per superare le strozzature e per accelerare le innovazioni e le nuove scoperte in ogni fase della catena del valore, dalla ricerca al mercato.

· Un "mercato" dell'innovazione nel settore dell'acqua

Entro il 2013 verrà sviluppata e consolidata una piattaforma-mercato virtuale che consentirà l'interazione tra chi incontra difficoltà in questo settore e chi invece può offrire soluzioni, Questa piattaforma-mercato sarà monitorata attraverso la struttura di governance del partenariato e verrà collegata ad altri settori d'azione.

6.2 Finanziamento

Il partenariato individuerà la migliore modalità di interazione tra i vari programmi di finanziamento a livello UE, nazionale e regionale, nonché con i finanziatori privati, in modo da accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative, per esempio utilizzando la rete dei finanziatori dell'ecoinnovazione, istituita nel quadro del piano d'azione per l'ecoinnovazione. La Commissione considererà l'opportunità di sostenere le attività svolte nel quadro del partenariato tramite il Settimo programma quadro. Gli Stati membri sono incoraggiati a includere gli investimenti pertinenti nei futuri programmi a titolo dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020.

7. Governance

Il partenariato richiederà partecipazione e impegno da parte di tutti soggetti interessati che rappresentano l'intera catena del valore dell'innovazione.

Il partenariato si avvarrà delle attività e dei risultati provenienti dalle attuali iniziative europee, nazionali e regionali, nel quadro di uno stretto coordinamento. Si tratta di prevedere un coordinamento che coinvolga le iniziative di programmazione congiunta pertinenti, i programmi di ricerca e innovazione nazionali e regionali, le piattaforme tecnologiche europee, i meccanismi finanziari e altri partenariati per l'innovazione, nonché le iniziative in materia d'innovazione, per evitare sovrapposizioni e favorire sinergie.

Il modello di governance consentirà un approccio dal basso che dia priorità a settori in cui le azioni d'innovazione possono e devono essere portate avanti. Allo stesso tempo, esso garantisce l'impegno assunto da tutte le parti coinvolte al massimo livello decisionale.

Figura 1: Presentazione grafica del modello di governance

Verrà istituito un gruppo direttivo multilaterale di alto livello, su invito della Commissione europea. Il gruppo direttivo sarà presieduto dal commissario per l'ambiente al quale si affiancheranno altri commissari europei, rappresentanti degli Stati membri e del Parlamento europeo, nonché un ampio spettro di parti interessate. I membri saranno invitati a titolo personale e rappresenteranno l'intera catena del valore dell'innovazione. Il gruppo stabilirà il mandato del partenariato europeo per l'innovazione e adotterà sia il piano strategico di attuazione che una tabella di marcia pluriennale per il periodo 2012-2020. Il ruolo del gruppo direttivo multilaterale nella fase di attuazione sarà riesaminato in seguito all'adozione del piano strategico di attuazione.

Il gruppo direttivo multilaterale nominerà una task force che ne rifletterà la composizione, collegando in tal modo il livello operativo e quello decisionale. La task force sarà responsabile della redazione del piano strategico di attuazione, garantendo un approccio dal basso verso l'alto. Dopo l'adozione del piano strategico, sarà possibile riesaminare la configurazione della task force con la possibilità di aumentare il numero di parti interessate rappresentate al suo interno nella fase di attuazione, pur mantenendo un'efficace capacità decisionale. Durante la fase di attuazione del partenariato europeo per l'innovazione, la task force assumerà un ruolo strumentale nel monitoraggio dei progressi delle attività, sulla base degli obiettivi fissati. Inoltre, alla task force è destinato un ruolo di coordinamento che faciliti l'interscambio tra le attività del partenariato e lo sviluppo di strategie di divulgazione.

Per ogni pacchetto di lavoro saranno istituite delle reti operative, formate da rappresentanti di tutte le parti interessate pertinenti a ciascun pacchetto e da soggetti che partecipano ai siti per l'innovazione. Al fine di garantire il massimo scambio possibile di conoscenze ed esperienze e di promuovere l'allargamento delle attività del partenariato, le reti saranno aperte ad altre attività innovative nel settore dell'acqua in Europa. A tutti i membri delle reti sarà richiesto di sottoscrivere una dichiarazione di impegno. Le reti avranno la responsabilità di coordinare i pacchetti di lavoro, di mantenere i collegamenti con siti di innovazione e di agevolare le azioni dei partenariati per l'innovazione (trovare opportunità di mercato, affrontare le diverse barriere che ostacolano l'innovazione, individuare possibilità di finanziamento e sviluppare strategie di divulgazione). Le attività delle reti saranno coordinate e verificate dalla task force.

Verrà organizzata una riunione annuale dedicata al partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua, in modo da consentire a tutti i soggetti coinvolti di discutere le azioni da intraprendere dal partenariato. In questa riunione, le reti riferiranno sulle loro attività, controlleranno gli sviluppi e valuteranno i progressi ottenuti dai siti dell'innovazione. Dopo la riunione delle reti dei pacchetti di lavoro, i soggetti che si occupano dei temi trasversali si riuniranno per discutere dei progressi ottenuti e dei settori in cui è necessario prevedere nuove azioni. In seguito verrà convocata la task force, all'interno della quale i responsabili delle reti e dei temi trasversali riferiranno sui loro progressi e riceveranno un orientamento strategico. Nel corso di queste ultime riunioni, verranno misurati i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi.

La Commissione europea agirà in qualità di guida e facilitatore nell'ambito delle operazioni del partenariato europeo per l'innovazione. La Commissione istituirà un segretariato per il partenariato che si affiancherà alla task force per definire il piano strategico di attuazione e sostenere la fase di attuazione del partenariato stesso. La Commissione europea prenderà in esame il piano strategico di attuazione, dopo la sua adozione, e formulerà proposte su come esso possa contribuire alla realizzazione degli obiettivi del partenariato europeo per l'innovazione.

8. Le prossime tappe

La Commissione europea prevede le seguenti tappe:

· Entro maggio 2012: esame del partenariato europeo per l'innovazione in sede di Parlamento europeo e di Consiglio.

· Prima dell'estate 2012: definizione del gruppo direttivo multilaterale e riunione di avvio.

· Entro settembre 2012: nomina della task force e istituzione del segretariato del partenariato europeo per l'innovazione.

· Entro dicembre 2012: elaborazione del piano strategico di attuazione da parte della task force.

· Dicembre 2012: adozione del piano strategico di attuazione da parte del gruppo direttivo multilaterale. La Commissione presenterà il piano di cui sopra al Parlamento europeo e al Consiglio, unitamente alla propria risposta a tale piano.

· A partire dall'inizio del 2013: avvio del partenariato europeo per l'innovazione; si procederà, ad esempio, alla selezione dei primi siti per l'innovazione, alla costituzione delle reti per i pacchetti di lavoro, all'attuazione delle misure a livello della domanda, allo sviluppo della piattaforma-mercato virtuale, ecc..

· Nel corso del 2013: la Commissione europea organizzerà un riesame dei partenariati europei per l'innovazione per valutare i progressi realizzati.

· Verranno condotti riesami periodici dei progressi compiuti nell'attuazione e in funzione degli obiettivi.

[1]               Comunicazione COM(2010) 546 definitiva.

[2]               Conclusioni del Consiglio dell'Unione europea del 21 giugno 2011 (doc. 11308/11).

[3]               Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, COM(2011) 21 definitivo.

[4]               Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, COM(2011) 571 definitivo.

[5]               COM(2011) 899 definitivo.

[6]               Documento di lavoro dei servizi della Commissione sull'iniziativa di programmazione congiunta della ricerca “Sfide idriche per un mondo che cambia” (Commission Staff Working Paper Research Joint Programming Initiative on Water SEC(2011) 1 250 definitivo).

[7]               LUX Research report "Water Cultivation: The Path to Profit in Meeting Water Needs", 2008

[8]               Global Water Intelligence, 2011. Global Water Market 2011 - Meeting the world's water and wastewater needs until 2016.

[9]               McKinsey & Company, 2009. Charting our Water Future: Economic frameworks to inform decision-making.

[10]             Note for Water Directors, 'Preliminary analysis of the River Basin Management Plans in 2009'. Water Directors meeting, Varsavia, 8-9 dicembre 2011.

[11]             Water resources: quantity and flows - SOER 2010 thematic assessment, Agenzia europea dell'ambiente (AEA), 2010.

[12]             Le industrie collegate al settore dell'acqua rappresentano il 33% del mercato mondiale delle ecoindustrie, stimato a 1,15 mila miliardi di euro in fatturato annuo nel 2010. L'occupazione nelle industrie collegate all'acqua rappresenta il 22% dell'occupazione totale a livello di ecoindustrie in Europa nel 2010. Studio Ecorys sul numero di posti di lavoro dipendenti dall'ambiente e sui miglioramenti nell'uso efficiente delle risorse (febbraio 2012).

[13]             Population Division of the Department of Economic and Social Affairs of the United Nations Secretariat, World Population Prospects: The 2006 Revision e World Urbanization Prospects: The 2007 Revision, http://esa.un.org/unup.

[14]             Anche attraverso strategie nazionali e regionali per la ricerca e l'innovazione appartenenti alla futura politica di coesione dell'UE.