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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Relazione di verifica sui preparativi per l’adesione della Croazia /* COM/2012/0186 final */


COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Relazione di verifica sui preparativi per l’adesione della Croazia

1.           Introduzione

I negoziati di adesione con la Croazia sono stati chiusi nel giugno 2011 con l’accordo di tutti gli Stati membri, giacché il paese soddisfa tutti i criteri stabiliti nei capitoli negoziali. Su tale base, il trattato di adesione è stato firmato il 9 dicembre 2011 dagli Stati membri e dalla Croazia, che diverrà membro dell’Unione europea il 1° luglio 2013, a condizione che il trattato sia ratificato dai parlamenti nazionali di tutti gli Stati membri.

Nel corso dei negoziati, la Croazia ha accettato una serie di impegni che dovrà rispettare entro la data di adesione, a meno che non siano state convenute disposizioni transitorie specifiche.

Conformemente all’articolo 36 dell’atto di adesione, la Commissione deve sorvegliare attentamente tutti gli impegni assunti dalla Croazia nel corso dei negoziati di adesione, con particolare attenzione alla politica di concorrenza, al sistema giudiziario e ai diritti fondamentali, nonché allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. L’atto di adesione prevede inoltre che, come parte integrante delle sue tabelle e relazioni di controllo periodiche, la Commissione pubblichi fino all’adesione della Croazia valutazioni semestrali sull’attuazione degli impegni assunti dal paese in tali settori.

In conformità dell’articolo 36 dell’atto di adesione, la presente relazione valuta i progressi compiuti dalla Croazia tra il 1° settembre 2011 e il 29 febbraio 2012 nei preparativi per l’adesione, presenta una valutazione globale del suo grado di preparazione ed evidenzia i settori che richiedono un maggiore impegno affinché il paese sia pronto ad aderire all’Unione europea il 1° luglio 2013.

La valutazione si basa su informazioni raccolte e analizzate dalla Commissione, compresi dati forniti dalla Croazia, nonché sulle informazioni comunicate da Stati membri, organizzazioni internazionali e organizzazioni della società civile nell’ambito dei loro regolari contatti con la Commissione. La valutazione poggia altresì sulle conclusioni tratte dalla Commissione nelle sue tabelle di controllo aggiornate, uno strumento di lavoro inteso a esaminare nei dettagli tutti gli impegni assunti dalla Croazia nel quadro dei negoziati. Le tabelle di controllo vengono aggiornate ogni sei mesi.

Con la presente relazione, la Commissione intende inoltre assistere la Croazia nel suo cammino verso l’adesione.

2.           Impegni e obblighi derivanti dai negoziati di adesione

2.1.        Politica di concorrenza

Nel complesso, la Croazia sta compiendo progressi verso il rispetto degli impegni e degli obblighi derivanti dai negoziati di adesione per questo capitolo. I preparativi per l’adesione nel settore della politica di concorrenza possono considerarsi sostanzialmente a buon punto.

Il paese ha continuato ad impegnarsi per conseguire risultati positivi in termini di attuazione della normativa nel settore dell’antitrust, compresi le concentrazioni e gli aiuti di Stato. L’agenzia per la concorrenza della Croazia, pienamente operativa e funzionalmente indipendente, svolge le proprie funzioni conformemente alla normativa in vigore. È stato predisposto un adeguato sistema di controllo delle concentrazioni e degli aiuti di Stato.

Per quanto riguarda gli obblighi di comunicazione della Croazia per il settore siderurgico e l’industria cantieristica, le prime relazioni sono state presentate alla Commissione conformemente ai requisiti fissati nel corso dei negoziati. La prima relazione sull’industria siderurgica, inviata alla Commissione il 15 dicembre 2011, è completa e rispetta l’impegno della Croazia di informare la Commissione sull’andamento del recupero degli aiuti di Stato, maggiorati degli interessi composti, percepiti dall’acciaieria CMC Sisak. Quest’ultima deve ancora rimborsare gli aiuti ricevuti. Nell’ottobre 2011 i proprietari hanno deciso di chiudere l’acciaieria e di venderla, cessando quindi completamente la produzione. La relazione contiene inoltre informazioni aggiornate sulla procedura fallimentare dell’altra acciaieria, Željezara Split.

Il 16 gennaio 2012, la Croazia ha presentato la prima relazione semestrale sulla ristrutturazione dei cantieri navali croati in difficoltà, come richiesto dall’allegato VIII dell’atto di adesione. La relazione contiene dati sulle misure adottate per ripristinare la redditività, sugli aiuti utilizzati, sul contributo proprio e sulla capacità di produzione, secondo la metodologia convenuta con i servizi della Commissione per quanto riguarda il controllo dell’attuazione da parte della Croazia. La relazione fornisce altresì informazioni dettagliate sugli accordi che disciplinano il diritto di proprietà.

Nel marzo 2012, l’offerta per il cantiere navale Brodosplit è stata accettata e la Croazia ha indicato che il contratto di privatizzazione sarà concluso quanto prima e presentato alla Commissione per approvazione. Il governo ha però respinto le offerte per i cantieri navali Kraljevica e Brodotrogir e l’offerta per il cantiere 3.Maj è stata ritirata dal potenziale investitore. Il governo ha deciso di avviare la procedura fallimentare per Kraljevica e di vagliare nuove modalità di privatizzazione e di ristrutturazione per 3.Maj e Brodotrogir entro novanta giorni.

· La Croazia dovrebbe procedere con urgenza alla firma del contratto di privatizzazione di Brodosplit e alla ricerca di una soluzione per 3.Maj e Brodotrogir, al fine di soddisfare entro la data di adesione i requisiti dell’allegato del trattato in materia di ristrutturazione dei cantieri navali.

Per quanto riguarda gli aiuti esistenti, infine, la Croazia ha fornito alla Commissione un elenco delle undici misure di aiuto che vorrebbe fossero considerate come aiuti esistenti alla data di adesione. Sette di queste misure sono state incluse nell’atto di adesione, mentre le altre sono all’esame della Commissione.

2.2.        Sistema giudiziario e diritti fondamentali

La Croazia sta compiendo progressi verso il rispetto degli impegni e degli obblighi derivanti dai negoziati di adesione su questo capitolo, indicati nell’allegato VII dell’atto di adesione. I preparativi per l’adesione nel settore giudiziario e dei diritti fondamentali possono considerarsi sostanzialmente a buon punto.

1)           Continuare a garantire un’effettiva attuazione della strategia di riforma del sistema giudiziario e del relativo piano d’azione

L’attuazione della strategia di riforma del settore giudiziario e del relativo piano d’azione, compreso l’adeguamento legislativo in una serie di settori, è proseguita nel complesso secondo il calendario previsto. È stata rinviata tuttavia l’entrata in vigore del nuovo sistema dei pubblici ufficiali giudiziari, che fa parte della riforma in materia di applicazione delle leggi e che rappresenta un elemento importante della strategia (si veda anche il punto 3).

· La Croazia deve ancora migliorare la programmazione delle risorse umane, anche per tener conto delle esigenze a lungo termine dell’apparato giudiziario.

2)           Continuare a rafforzare l’indipendenza, la responsabilità, l’imparzialità e la professionalità della magistratura

È proseguita l’attuazione delle varie misure adottate nel 2010 e nel 2011 per rafforzare l’indipendenza, la responsabilità, l’imparzialità e la professionalità della magistratura. Il Consiglio giudiziario dello Stato e il Consiglio delle procure dello Stato, oggetto di riforma, hanno continuato a funzionare in modo indipendente e a nominare funzionari giudiziari in base a criteri trasparenti, uniformi e oggettivi.

· Bisogna tuttavia migliorare l’attuazione del sistema transitorio di nomina dei giudici, garantendo tra l’altro una maggiore trasparenza nella valutazione delle prove orali e rivolgendo particolare attenzione alla parità di trattamento di tutti i candidati.

L’Accademia giudiziaria continua a funzionare bene. Tuttavia, l’iscrizione del secondo contingente annuale di studenti alla scuola pubblica per funzionari giudiziari è stata ritardata. Il Consiglio giudiziario dello Stato ha iniziato a utilizzare il nuovo sistema di dichiarazioni patrimoniali dei giudici. Vengono presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari che non rispettano le norme.

· Occorre modificare il diritto derivato per limitare l’immunità dei giudici, completando in tal modo il quadro legislativo nel settore, e fornire ulteriori orientamenti sull’applicazione del codice di condotta.

· Per garantire un funzionamento più efficiente del Consiglio giudiziario dello Stato e del Consiglio delle procure dello Stato bisogna fornire loro ulteriori risorse amministrative, anche per quanto riguarda le procedure di selezione e il funzionamento della scuola, il controllo sistematico e preciso delle dichiarazioni patrimoniali e l’applicazione proattiva di procedure disciplinari.

3)           Continuare a migliorare l’efficienza del sistema giudiziario

La Croazia ha continuato ad attuare diverse misure volte a migliorare l’efficienza del sistema giudiziario. Prosegue la fusione dei tribunali nell’ambito del processo di razionalizzazione dell’ordinamento giudiziario. L’esecuzione delle sentenze è migliorata, grazie in particolare all’operato dell’agenzia finanziaria FINA. L’entrata in vigore del nuovo sistema dei pubblici ufficiali giudiziari è stata rinviata di sei mesi, ossia al 1° luglio 2012. Si registrano alcuni progressi in termini di infrastrutture fisiche e informatizzazione dei tribunali. Il sistema di gestione integrata delle cause è operativo nel 60% circa dei tribunali. Tra dicembre 2010 e dicembre 2011, il numero complessivo delle cause pendenti è aumentato del 5,2%. Si registra una costante riduzione del numero di vecchie cause penali pendenti, diminuito del 12,3% nel corso del 2011. Il numero di vecchie cause civili è aumentato però del 6,5% nel medesimo periodo, mentre il numero di vecchie cause civili presso i tribunali di primo grado è diminuito del 9,5%.

· Occorre garantire che i tribunali superiori, compresa la Corte suprema, dispongano di mezzi adeguati per far fronte all’eccessivo aumento di cause in corso.

Il nuovo sistema di giustizia amministrativa è entrato in vigore il 1° gennaio 2012, seppure con un certo ritardo nella nomina del personale necessario.

· La Croazia deve continuare ad attuare con determinazione misure volte a garantire l’efficienza, soprattutto per conseguire migliori risultati in materia di gestione delle cause e ridurre il numero di vecchie cause pendenti.

4)           Continuare a migliorare la gestione dei casi di crimini di guerra nazionali

La Croazia ha continuato a trattare i casi di crimini di guerra, con ulteriori arresti, rinvii a giudizio e sentenze, anche in casi ritenuti prioritari a livello nazionale e regionale nel quadro della strategia del 2011 in materia di impunità. Sono stati aperti alcuni importanti processi per crimini di guerra, compreso quello nei confronti di un ex viceministro dell’Interno e di due ex agenti di polizia accusati dell’assassinio di civili serbi nel caso di “Grubori”. Altri casi sono stati trasferiti a sezioni specializzate. Sono stati adottati provvedimenti per proteggere i testimoni attraverso migliori servizi di sostegno in determinati tribunali. Il nuovo governo ha preso contatto con la Serbia e la Bosnia-Erzegovina per far fronte ai potenziali effetti negativi sulla cooperazione bilaterale in materia di casi di crimini di guerra della legge sull’invalidazione di taluni atti degli organi giudiziari del disciolto esercito nazionale iugoslavo, della ex Repubblica federativa socialista di Iugoslavia e della Repubblica di Serbia, adottata nel novembre 2011 dal parlamento croato uscente.

· La lotta contro l’impunità per i crimini di guerra resta tuttavia un grave problema in Croazia, soprattutto perché la maggior parte di essi dev’essere ancora perseguita in maniera soddisfacente. Occorrono misure volte ad agevolare la presenza dei testimoni ai processi, in particolare nei casi trasferiti alle sezioni specializzate.

5)           Continuare a garantire risultati significativi in termini di indagini, azioni penali e sentenze efficienti, efficaci e imparziali nei casi di criminalità organizzata e corruzione a tutti i livelli, compresa la corruzione ad alto livello, e in settori vulnerabili quali gli appalti pubblici.

È in essere un quadro giuridico e istituzionale adeguato per la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata e si continuano a registrare risultati in termini di attuazione. Gli organi di contrasto rimangono attivi, soprattutto nei casi ad alto livello. Fra gli sviluppi recenti figurano un verdetto di colpevolezza nei confronti di un ex direttore dell’azienda elettrica pubblica, altri rinvii a giudizio di sindaci (Dubrovnik) e giudici dei tribunali di contea (Spalato) per abuso di ufficio e l’accusa di corruzione mossa a un partito politico. Mentre gli organi di contrasto continuano a concentrarsi sui casi di alto livello più complessi, il numero complessivo di casi trattati è in calo.

· Occorre dar prova di vigilanza per quanto riguarda la corruzione a livello locale, in particolare nei casi di appalto. L’attuazione del quadro giuridico sul sequestro e la confisca degli attivi dev’essere rafforzata a tutti i livelli.

· Si dovrà prestare ulteriore attenzione al sistema di controllo dell’archiviazione dei rapporti penali da parte della procura.

L’amministrazione uscente ha effettuato una serie di nomine a posti di alto livello nella polizia.

· Bisognerà seguire attentamente le nomine e le riforme future della polizia, soprattutto per garantirne la depoliticizzazione e una maggiore professionalità.

6)           Continuare a migliorare i risultati in termini di rafforzamento delle misure di prevenzione nella lotta alla corruzione e al conflitto di interessi

Per quanto riguarda il finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, è stata rafforzata la commissione elettorale nazionale incaricata del controllo; l’applicazione delle nuove disposizioni del 2011 non ha presentato grosse difficoltà durante le elezioni legislative del dicembre 2011, in occasione delle quali si sono riscontrate poche lacune. Vengono applicate altresì nuove norme in materia di accesso all’informazione e i tribunali sono chiamati a pronunciarsi sui primi ricorsi.

· Occorre sviluppare la prassi che prevede l’esame dell’interesse pubblico per le informazioni segretate.

La legislazione sugli appalti pubblici viene allineata dal gennaio 2012 mediante l’ordinanza governativa della primavera 2011 che prevede una maggiore trasparenza, compresa la pubblicazione di informazioni sull’effettiva esecuzione dei contratti. Finora, sono state rese pubbliche poche informazioni.

· Sebbene all’inizio del 2011 sia stata adottata una normativa migliorata e più rigorosa sul conflitto di interessi, la nuova commissione competente in materia non è ancora stata nominata, il che ritarda l’attuazione della legge. Resta da potenziare un sistema di verifica delle dichiarazioni patrimoniali e delle ricchezze ingiustificate.

I primi passi compiuti dal nuovo governo in materia di norme sul conflitto di interessi destano preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda i consigli di amministrazione e i consigli direttivi delle imprese pubbliche. Precedenti disposizioni sui criteri di appartenenza a tali consigli sono state soppresse.

· La Croazia deve garantire che sia predisposto un sistema efficace per prevenire la corruzione nelle imprese pubbliche.

· Si deve continuare a sviluppare il concetto di responsabilità politica e tolleranza zero in materia di corruzione.

7)           Continuare a rafforzare la protezione delle minoranze, anche con l’effettiva attuazione della legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali

La tutela delle minoranze ha continuato a registrare miglioramenti grazie alla costante attuazione di misure in tale ambito, tra cui la legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali. Nel dicembre 2011 sono stati eletti otto parlamentari in rappresentanza delle minoranze nazionali. Benché i rappresentanti politici delle minoranze non facciano parte della coalizione di governo, la loro collaborazione con il governo ha registrato un avvio positivo. Il governo ha adottato alcune disposizioni per attuare il piano del maggio 2011 relativo all’occupazione delle minoranze per il periodo 2011-2014 nell’ambito della legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali.

· L’effettiva assunzione di persone appartenenti a minoranze resta però limitata, in gran parte a causa del basso livello di assunzioni. Occorre vigilare maggiormente su questo aspetto.

· La Croazia deve inoltre continuare a promuovere la tolleranza nei confronti delle minoranze, in particolare quella serbo-croata, e ad adottare opportuni provvedimenti per tutelare quanti potrebbero ancora essere oggetto di minacce o atti discriminatori, ostili o violenti. La minoranza rom affronta condizioni di vita particolarmente difficili e notevoli problemi in materia di istruzione, previdenza sociale, assistenza sanitaria, occupazione e accesso ai documenti personali.

8)           Continuare ad affrontare le questioni in sospeso riguardanti il rimpatrio dei rifugiati

Sono stati compiuti ulteriori progressi per quanto riguarda le questioni legate all’edilizia abitativa. Si continuano ad attuare programmi di fornitura di alloggi ai rimpatriati. Nell’ambito del piano del marzo 2011 volto a trattare le circa 2 350 domande in sospeso, sono stati risolti 210 casi e sono state consegnate le chiavi a 86 famiglie. Sono state approvate finora 1 012 domande di alloggio ed è proseguita l’attuazione della decisione sulla convalida dei diritti alla pensione. La Croazia ha inoltre continuato a partecipare con i paesi vicini al processo di Sarajevo, nel cui ambito si registrano progressi, in particolare nel quadro di un importante progetto regionale di edilizia abitativa. L’attuazione del nuovo sistema di opzioni di acquisto a condizioni favorevoli offerte ai beneficiari dei programmi di fornitura di alloggi risulta limitata.

9)           Continuare a migliorare la tutela dei diritti umani

I diritti umani continuano, nel complesso, ad essere rispettati.

· Occorre tuttavia applicare con maggior determinazione le disposizioni giuridiche in vigore.

La Croazia ha continuato a migliorare il proprio bilancio in materia di applicazione della legge antidiscriminazioni e della legislazione sui reati generati dall’odio.

· Si deve proseguire su tale strada, adoperandosi per garantire l’applicazione di sanzioni dissuasive.

Nell’ottobre 2011 è stata adottata una legge che prevede la fusione dell’Ufficio del mediatore con il Centro per i diritti umani e con i tre difensori civici specializzati in materia di parità tra i sessi, bambini e disabili. In febbraio la Corte costituzionale ha deciso che, per motivi procedurali, la legge non potrà entrare in vigore il 1° luglio 2012 come previsto.

· Una volta predisposto il quadro legislativo, la Croazia deve garantire la corretta attuazione della fusione degli uffici. Si deve prestare particolare attenzione al rafforzamento del sistema di tutela dei diritti umani e alla disponibilità di locali adeguati per gli uffici, di una banca dati comune e di finanziamenti trasparenti.

10)         Continuare a collaborare pienamente con il Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia (ICTY)

È proseguita la cooperazione tra la Croazia e il Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia. Non si registrano particolari sviluppi per quanto riguarda le indagini svolte dalla Croazia per rintracciare i documenti militari mancanti richiesti dall’Ufficio del procuratore dell’ICTY. La richiesta della Croazia di intervenire in veste di amicus curiae nella procedura di appello avverso la sentenza del 15 aprile 2011 contro i generali croati Gotovina e Markač è stata respinta dal Tribunale.

2.3.        Giustizia, libertà e sicurezza

La Croazia sta compiendo progressi verso il rispetto degli impegni e degli obblighi derivanti dai negoziati di adesione per questo capitolo. I preparativi per l’adesione nel settore della giustizia, della libertà e della sicurezza possono considerarsi a buon punto.

In materia di migrazione, una nuova legge sugli stranieri è stata adottata il 28 ottobre 2011 ed è già entrata in vigore, consentendo un ulteriore allineamento della legislazione croata con l’acquis nel settore.

· Occorre tuttavia una strategia in materia di migrazione che permetta di trattare in un’ottica più ampia la questione della protezione dei migranti e dei rifugiati. È necessario un maggiore impegno per risolvere i problemi legati alla costruzione dei centri di accoglienza e fornire un’assistenza adeguata ai minori non accompagnati.

In materia di asilo, avanzano i preparativi per l’attuazione dell’acquis nel settore. Dal gennaio 2012 sono pienamente operativi i tribunali amministrativi recentemente creati per le cause di secondo grado. Sono stati nominati i presidenti dei quattro tribunali, nonché 20 giudici e 34 dipendenti pubblici. Poiché nel 2011 il numero di domande di asilo è sensibilmente aumentato, occorre potenziare la capacità amministrativa del settore.

· Bisogna garantire, in particolare, il trasferimento di know-how dalla commissione competente in materia di diritto d’asilo ai tribunali amministrativi, nonché la formazione dei loro nuovi giudici.

Per quanto riguarda la politica dei visti, l’elenco dei paesi i cui cittadini devono ottenere un visto per entrare nel territorio della Croazia continua ad essere solo parzialmente allineato con quello dell’Unione europea.

· Quanto alla sicurezza dei documenti, il paese dovrà continuare ad adoperarsi per rilasciare passaporti biometrici conformi alle norme dell’UE, nonché per eliminare gradualmente le carte d’identità rilasciate prima del 2003 e modificare il quadro giuridico di conseguenza.

Per quanto concerne le frontiere esterne e Schengen, è continuato il processo di allineamento con l’acquis di Schengen grazie all’ulteriore miglioramento del sistema di gestione integrata delle frontiere. La cooperazione tra servizi, nonché il coordinamento con i paesi vicini e con gli organismi dell’UE in questo campo, registrano progressi.

Sebbene siano state parzialmente realizzate le attività previste nel piano d’azione del 2011 sulla gestione integrata delle frontiere, i contratti d’appalto per la fornitura di alcune apparecchiature tecniche e infrastrutture accusano ritardi. Nell’ottobre 2011 è stata modificata la legge sul controllo delle frontiere nazionali per introdurre la verifica in seconda linea, ma la sua attuazione necessita ancora di infrastrutture adeguate. Un sistema di analisi dei rischi è in corso di attuazione. È proseguita la cooperazione con Frontex. Si svolgono periodicamente riunioni con le autorità competenti dei paesi vicini e vengono organizzati pattugliamenti congiunti della polizia di frontiera. È stato istituito un ufficio di contatto comune con la Serbia presso il valico di frontiera di Bajakovo. Nel dicembre 2011 si è tenuta una prima riunione di coordinamento con le autorità della Bosnia-Erzegovina per l’attuazione dell’accordo reciproco sul controllo delle frontiere nazionali. Proseguono le discussioni – che dovrebbero concludersi prima dell’adesione – con entrambi i paesi e con il Montenegro per allineare gli accordi bilaterali sul traffico frontaliero locale con l’acquis dell’UE. L’accordo in materia di libertà di transito con la Bosnia-Erzegovina dovrebbe essere allineato con l’acquis dell’UE prima dell’adesione.

Gli effettivi della polizia di frontiera sono aumentati, con l’assunzione di 308 agenti nel 2011. La loro formazione specializzata non è stata però sistematicamente integrata nei programmi dei corsi. È proseguita l’installazione del sistema informatico per la gestione delle frontiere nazionali ad altri 33 valichi di frontiera. Alla fine di febbraio 2012 esso era operativo in 74 valichi di frontiera, 38 dei quali situati alla futura frontiera esterna dell’UE; il sistema non è ancora pienamente operativo. A Neum funziona 24 ore su 24 un sistema di sorveglianza integrata delle frontiere. I lavori di costruzione ai nuovi valichi accusano ritardi, ma dovrebbero concludersi entro la fine del 2012. È operativo un sistema di videosorveglianza alla frontiera verde di Metkovic. È stata portata a termine la prima fase della realizzazione del centro marittimo nazionale per lo scambio di informazioni, che consente di localizzare e sorvegliare le navi in territorio croato.

· Il centro dev’essere potenziato con personale specializzato e qualificato. Dev’essere garantita l’interconnessione con i radar dei ministeri competenti.

· L’attuazione del piano d’azione per la gestione integrata delle frontiere deve continuare entro i termini ed eventuali ritardi andranno adeguatamente recuperati. Occorre elaborare un piano globale per il rinnovo delle infrastrutture alle frontiere.

Nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale, nell’ottobre 2011 sono stati firmati un accordo sulla reciproca esecuzione delle sentenze penali con il Montenegro e un accordo di estradizione con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia. È stato istituito un gruppo di lavoro che si è riunito a più riprese per elaborare la nuova legge sul diritto internazionale privato. La cooperazione con la rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale ha registrato progressi.

· Si devono proseguire gli sforzi per allineare la legislazione e rafforzare il quadro istituzionale e la comunicazione tra autorità in materia di cooperazione giudiziaria.

In materia di cooperazione di polizia e lotta contro la criminalità organizzata, è proseguita la proficua cooperazione con Europol. Si registrano progressi per quanto riguarda i preparativi tecnici e la formazione del personale ai fini della creazione della struttura di scambio delle informazioni supplementari (Supplementary Information Request at the National Entry - S.I.Re.N.E) e dell’ufficio nazionale per il sistema d’informazione Schengen (S.I.S.).

· Continua però a mancare il quadro regolamentare per tali uffici.

Sono state organizzate varie formazioni sulla lotta contro la criminalità organizzata, vertenti tra l’altro su temi quali il rafforzamento dell’analisi dell’intelligence penale e la lotta contro il riciclaggio di denaro. È attivo un sistema di controllo per combattere la corruzione nel quadro della gestione delle frontiere.

· È in fase di elaborazione una nuova legge sulla polizia. Si dovrebbe assicurare che il progetto tenga conto dei criteri di trasparenza e di parità di trattamento, conformemente alla strategia di gestione delle risorse umane.

Si continuano a registrare risultati nel settore della criminalità organizzata, in particolare con una serie di indagini e di condanne legate al traffico di stupefacenti.

· Occorre incrementare la confisca di beni.

· Si deve rivolgere attenzione al coordinamento delle indagini penali e finanziarie, nonché all’attuazione del quadro giuridico nel settore della lotta contro la tratta di esseri umani.

Le capacità dell’ufficio di polizia nazionale per la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata (PNUSKOK) sono state potenziate grazie a corsi di formazione ad hoc per il personale.

· Occorre un maggiore impegno per potenziare le attrezzature e gli impianti, in particolare nella regione di Spalato.

La cooperazione tra servizi in materia di scambio di dati su casi sospetti di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo risulta agevolata dalla firma di un allegato al protocollo sulla cooperazione fra le autorità preposte alla lotta contro la corruzione, la criminalità organizzata e i reati associati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

2.4.        Panoramica dello stato di avanzamento dei preparativi in altri capitoli dell’acquis

I preparativi per l’adesione sono a buon punto nella maggior parte dei settori dell’acquis. I preparativi sono quasi completi nei seguenti settori: libera circolazione dei lavoratori, diritto societario, diritti di proprietà intellettuale, servizi finanziari, politica economica e monetaria, statistiche, reti transeuropee, scienza e ricerca, istruzione e cultura, nonché politica estera, di sicurezza e di difesa.

La Croazia ha conseguito un buon livello di allineamento nella maggior parte dei capitoli dell’acquis anche se restano alcune questioni in sospeso.

· Per quanto riguarda la libera circolazione delle merci, il paese deve completare l’allineamento legislativo in materia di misure orizzontali, nonché la legislazione sui prodotti del nuovo e del vecchio approccio. Dev’essere trattata con urgenza la questione dell’obbligo di stoccaggio intermedio supplementare dei prodotti petroliferi importati, imposto dalla Croazia, che costituisce una misura di effetto equivalente a restrizioni quantitative, in violazione dell’acquis.

· Quanto alla libera circolazione dei capitali, occorre prestare maggiore attenzione alle modifiche della legge sulla privatizzazione di INA e della legge sulla privatizzazione di Telecom; devono proseguire le iniziative per l’attuazione del piano d’azione contro il riciclaggio.

· In materia di appalti pubblici, si deve prestare attenzione all’allineamento legislativo del diritto derivato, specialmente nel settore degli appalti per la difesa, nonché alla corretta attuazione della normativa recentemente adottata, in particolare a livello locale, anche in vista della futura gestione dei fondi strutturali.

· Nel settore della società dell’informazione e dei media dev’essere abolita quanto prima la tassa/misura fiscale relativa ai servizi mobili, reintrodotta nel gennaio 2012.

· In materia di politica dei trasporti, bisogna adoperarsi per garantire l’ulteriore allineamento legislativo nel settore del trasporto combinato e migliorare la capacità amministrativa, in particolare per quanto concerne il funzionamento dell’agenzia per la sicurezza ferroviaria.

· Per quanto riguarda l’energia, ci si dovrà concentrare sull’allineamento legislativo nei settori del mercato interno dell’energia e sul proseguimento del processo di liberalizzazione dei mercati dell’elettricità e del gas.

· Per quanto attiene alla fiscalità, la Croazia deve garantire che tutti i sistemi informatici pertinenti siano stati predisposti e permettano di scambiare informazioni con l’UE e con altri Stati membri al momento dell’adesione.

· Nel settore della politica sociale e dell’occupazione occorre perseguire un ulteriore allineamento legislativo in materia di lotta contro la discriminazione e pari opportunità. Si devono colmare altresì le carenze strutturali del mercato del lavoro e rafforzare ulteriormente le capacità delle parti sociali e la capacità amministrativa in tutti i settori.

· Per quanto riguarda la politica industriale e delle imprese, bisogna adoperarsi per migliorare il contesto imprenditoriale.

· In materia di salute e protezione dei consumatori occorre un impegno costante al fine di ammodernare, ristrutturare e autorizzare strutture per la manipolazione di sangue, tessuti e cellule conformemente alle prescrizioni tecniche dell’UE.

· Quanto all’unione doganale, la Croazia deve mettere a punto la preparazione e l’installazione di tutti i sistemi informatici necessari per l’interconnettività e l’interoperabilità con i sistemi doganali dell’UE.

· Nel settore delle relazioni esterne, il paese deve garantire l’allineamento dei suoi accordi internazionali con l’acquis entro la data di adesione.

· Nell’ambito del controllo finanziario occorre un impegno costante per migliorare il funzionamento globale del controllo interno delle finanze pubbliche e dell’audit esterno a livello centrale e locale.

· Nel settore delle disposizioni finanziarie e di bilancio, il servizio di coordinamento deve continuare a sviluppare la propria capacità per poter coordinare in maniera efficiente il sistema generale delle risorse proprie dopo l’adesione. Occorre intensificare l’ammodernamento della strategia di controllo doganale concentrandola maggiormente sui controlli a posteriori.

Nel complesso, la Croazia ha raggiunto un buon livello di allineamento anche nei sei restanti capitoli dell’acquis, ma occorre un maggiore impegno in alcuni settori.

· Per quanto riguarda il diritto di stabilimento e la libera prestazione di servizi, i preparativi sono a buon punto. Si dovranno tuttavia concentrare gli sforzi sull’attuazione della legge sui servizi.

· Quanto ad agricoltura e sviluppo rurale, bisogna procedere a un ulteriore allineamento legislativo e potenziare le capacità amministrative nei settori dei pagamenti diretti e dello sviluppo rurale.

· Per quanto riguarda la sicurezza alimentare e la politica veterinaria e fitosanitaria, occorre concentrarsi sulla costruzione e sull’equipaggiamento in tempo utile dei posti d’ispezione alle frontiere e sul miglioramento degli stabilimenti per il trattamento e la trasformazione di latte, carne, pesce e sottoprodotti di origine animale. Bisognerà continuare a prestare attenzione all’ulteriore rafforzamento della capacità amministrativa nel settore.

· Nel settore della pesca, occorre proseguire l’allineamento legislativo e l’attuazione dell’acquis in materia di gestione, ispezione e controllo delle risorse e della flotta, nonché nel settore delle misure strutturali, in particolare per quanto riguarda l’elaborazione dei piani di gestione, la progressiva abolizione della categoria della pesca di sussistenza, come pure la messa a punto del sistema di controllo via satellite dei pescherecci. È necessario altresì prestare costantemente attenzione all’ulteriore rafforzamento della capacità amministrativa, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione e la formazione di ispettori nel settore della pesca.

· Nel campo della politica regionale e del coordinamento degli strumenti strutturali, occorre concentrare ulteriori e costanti sforzi su un’efficace attuazione dei programmi volti a potenziare la capacità amministrativa ai fini dell’attuazione futura della politica di coesione e della creazione di una riserva di progetti maturi.

· Quanto all’ambiente, si dovrà procedere all’ulteriore allineamento e all’attuazione della normativa nei settori dell’acquis orizzontale e dei cambiamenti climatici. Occorre, in particolare, garantire l’effettiva partecipazione dei cittadini e il loro accesso alla giustizia in materia ambientale e, per quanto concerne i cambiamenti climatici, completare l’allineamento della normativa e assicurarne l’attuazione, soprattutto per quanto attiene al sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni.

La Commissione invita infine le autorità croate ad accelerare i lavori riguardanti la traduzione e la revisione dell’acquis, che andranno portati a termine prima della data di adesione, al fine di garantire la certezza del diritto per quanto concerne l’attuazione della normativa dell’UE.

3.           Conclusioni

Nel complesso, i preparativi della Croazia per l’adesione all’UE sono a buon punto. Il paese ha raggiunto un elevato grado di allineamento legislativo con l’acquis. Si registrano ulteriori progressi rispetto alla relazione del 2011 e all’ultimo aggiornamento delle tabelle di controllo nell’autunno 2011. La Commissione ha però individuato alcuni ambiti che richiedono un ulteriore impegno. Le autorità croate devono adottare tutte le misure necessarie per garantire che il paese sia completamente pronto all’adesione entro il 1° luglio 2013, nell’interesse della Croazia e dell’UE.

La Commissione continuerà a sorvegliare l’adempimento degli impegni assunti dalla Croazia nell’ambito dei negoziati di adesione, concentrandosi sulle questioni evidenziate nelle tabelle di controllo e sollevate nella presente relazione e, se le circostanze lo giustificano, ad avvalersi degli strumenti di cui all’articolo 36 dell’atto di adesione.

Conformemente a tale articolo, nell’autunno 2012 la Commissione presenterà una relazione globale di controllo al Parlamento europeo e al Consiglio, nonché un aggiornamento delle tabelle di controllo.