COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Contabilizzare l'uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura negli impegni dell'Unione nell'ambito della lotta ai cambiamenti climatici /* COM/2012/094 final */
1.
La necessità di un intervento immediato contro i cambiamenti
climatici
Al termine del 2010, nell'ambito della
convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) è
stato riconosciuto che il riscaldamento globale non deve superare di oltre 2°C
le temperature registrate prima della rivoluzione industriale[1]. Si tratta di un aspetto
cruciale per limitare le conseguenze negative delle interferenze umane con il
sistema climatico. Questo obiettivo a lungo termine richiede che entro il 2050
le emissioni globali di gas a effetto serra siano ridotte di almeno il 50%
rispetto ai livelli del 1990[2]. Entro il 2050 i paesi industrializzati
dovrebbero ridurre collettivamente le loro emissioni in misura compresa tra
l'80% e il 95% rispetto ai livelli del 1990[3].
Nel medio termine, entro il 2020, l'Unione si è impegnata a ridurre le proprie
emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 (del 30%
in caso di condizioni favorevoli). Questo impegno rientra in uno dei cinque
obiettivi principali dell'UE delineati nella Strategia Europa 2020[4]. Inoltre sia il Consiglio che
il Parlamento europeo hanno convenuto che tutti i settori dell'economia devono
contribuire a ridurre le emissioni[5]. Le attività legate all'uso del suolo, ai
cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura (attività LULUCF – Land
use, land use change and forestry) esercitano un impatto positivo e
significativo sulle emissioni di gas a effetto serra dell'UE. Tale settore
assorbe l'equivalente del 9% dei gas a effetto serra emessi in altri settori
dell'economia[6].
Anche se le emissioni e gli assorbimenti delle attività LULUCF sono comunicati
nell'ambito della convenzione UNFCCC e parzialmente contabilizzati a titolo del
protocollo di Kyoto, il settore è stato escluso dagli impegni dell'UE in
materia di lotta ai cambiamenti climatici assunti nel contesto del pacchetto su
clima ed energia[7]
a seguito del riconoscimento di gravi lacune nelle norme internazionali di
contabilizzazione delle emissioni di questo settore. Inoltre, al momento di fissare l'obiettivo di
riduzione delle emissioni dell'Unione si prevedeva che il vertice sul clima di
Copenaghen del 2009 si concludesse con un accordo internazionale sul clima,
comprendente norme di contabilizzazione rivedute per le attività LULUCF, che
avrebbero potuto in seguito essere adottate dall'Unione. Questo non è successo
e, nonostante i progressi realizzati tramite l'accordo di Copenaghen e gli
accordi di Cancun, un accordo internazionale sulla revisione delle norme di
contabilizzazione delle attività LULUCF è stato concluso solo alla 17a
conferenza delle parti contraenti della convenzione UNFCCC riunitasi a Durban
nel dicembre 2011, nel corso del secondo periodo di impegno previsto dal
protocollo di Kyoto. La presente comunicazione indica come sarebbe
possibile integrare in modo più efficace il settore LULUCF nella politica
dell'UE sul clima applicando un approccio graduale. Per prima cosa si propone
di stabilire rigorose norme comuni in materia di contabilizzazione,
monitoraggio e comunicazione. In considerazione del particolare profilo del
settore per quanto riguarda le emissioni, la Commissione propone di istituire
un quadro giuridico specifico anziché inserire tale settore nel sistema per lo
scambio di quote di emissione dell'UE[8]
o integrarlo nelle norme stabilite dalla decisione sulla condivisione dello
sforzo[9]. La definizione di rigorose norme di
contabilizzazione per le emissioni e gli assorbimenti nell'UE che tengano conto
dello specifico profilo del settore LULUCF apporterebbe molteplici vantaggi.
Soprattutto, essa completerebbe la contabilizzazione delle emissioni di gas a
effetto serra di origine antropica provenienti da tutte le attività economiche
dell'UE[10],
registrando flussi rilevanti che sono attualmente ignorati. In quest'ambito, la
proposta aumenterebbe la visibilità degli sforzi di mitigazione in corso e dei
nuovi sforzi nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e delle industrie
correlate e fornirebbe una base per definire adeguati incentivi politici (ad
es. nell'ambito della PAC e in vista della Tabella di marcia verso un'Europa
efficiente nell'impiego delle risorse[11].
Il fatto di definire norme di contabilizzazione comuni creerebbe inoltre
condizioni di equità fra tutti gli Stati membri. Questo consentirebbe in particolare
di registrare l'evoluzione delle riserve di carbonio dovuta all'uso di biomassa
prodotta sul mercato interno, completando così le informazioni contabili
relative alla bioenergia a livello dell'economia, condizione stabilita dal
gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC)[12] affinché la bioenergia possa
essere considerata neutrale dal punto di vista del carbonio nel settore
dell'energia. Sarebbe così rafforzata l'integrità ambientale della politica
dell'UE sul clima. Si tratterebbe infine di un passo importante e necessario
nella ricerca di mezzi efficaci sul piano dei costi per perseguire obiettivi
più ambiziosi in materia di clima. La seconda tappa consisterebbe nell'includere
ufficialmente le attività LULUCF nell'obiettivo dell'UE di riduzione dei gas a
effetto serra. Si propone di passare a questa tappa quando gli Stati membri
avranno messo in atto il quadro di contabilizzazione e ne avranno verificato
l'affidabilità. Dato che l'impatto positivo del settore LULUCF
sulle emissioni dell'UE diminuisce con il tempo, è necessario e urgente agire
in modo coerente. La Commissione propone pertanto, nell'ambito della prima
tappa, che gli Stati membri elaborino piani d'azione LULUCF volti a definire
una strategia a lungo termine per il settore che coinvolga diverse politiche
settoriali.
2.
Il ruolo dell'uso del suolo e della silvicoltura nei cambiamenti
climatici
Nel settore LULUCF il carbonio è assorbito
dall'atmosfera e conservato in alberi e piante viventi, nel suolo e nei
prodotti del legno. Le emissioni di carbonio sono il risultato della
deforestazione e della degradazione delle foreste (a causa, ad esempio, dello
sviluppo di infrastrutture, dell'espansione agricola, della conversione in
pascoli e degli incendi) o delle pratiche agricole (ad esempio, l'aratura). I diversi elementi del settore LULUCF
presentano caratteristiche differenti in termini di riserve di carbonio e di
emissioni ed assorbimenti potenziali. Il tenore di carbonio del suolo delle
foreste (0-30 cm) è relativamente elevato rispetto a quello dei suoli agricoli.
Nell'UE è stimato intorno a 90 tC/ha, mentre nel suolo delle terre coltivate e
dei pascoli è, rispettivamente, di 65 e 90 tC/ha (figura 1). Esistono tuttavia
variazioni significative da uno Stato membro all'altro e all'interno di uno
stesso Stato membro. In Europa il tenore di carbonio può arrivare a 1 000
tC/ha nei suoli organici/nelle torbiere . Diversi usi del suolo e diverse
attività di gestione in agricoltura e silvicoltura, oltre agli usi dei prodotti
ottenuti dall'estrazione del legno, possono influire sulle riserve di carbonio
e sulle emissioni e assorbimenti nell'atmosfera. Figura 1: Riserve
medie di carbonio (tC/ha) corrispondenti ai diversi usi del suolo nell'UE Nota: per le torbiere
le stime possono raggiungere fino a 1000 tC/ha, con variazioni in
funzione del tipo di torba. Fonte: Elaborazioni
del Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC) sulla base di
varie fonti[13].
La riserva mondiale di carbonio contenuto
nella biomassa e nel suolo è immensa (rispetto alle emissioni annuali di gas a
effetto serra). Le attività LULUCF sono tuttavia responsabili globalmente di
circa il 15% delle emissioni di gas a effetto serra[14] a causa della massiccia
deforestazione. Questa percentuale è superiore a quella delle emissioni
provenienti dall'intero settore dei trasporti in tutto il mondo e pone il
settore LULUCF al secondo posto, solo dopo quello dell'energia. È pertanto fondamentale preservare e aumentare
la riserva di carbonio e ridurre le emissioni del settore LULUCF provenienti da
tale riserva. L'obiettivo dell'UE è fermare la deforestazione mondiale entro il
2030[15].
Per contrastare questa tendenza le Nazioni Unite hanno messo a punto il
meccanismo per la riduzione delle emissioni derivanti dalla deforestazione e
dalla degradazione delle foreste (REDD) nei paesi in via di sviluppo. Nei paesi industrializzati
il settore LULUCF rappresenta in gran parte dei casi un pozzo netto (ossia gli
assorbimenti sono superiori alle emissioni). La capacità di tale pozzo è
tuttavia in diminuzione per motivi quali l'aumento della domanda di biomassa,
l'invecchiamento delle foreste in alcuni paesi e una tendenza
all'intensificazione dell'uso delle foreste. Nell'UE le emissioni di gas a
effetto serra provengono principalmente dalla produzione di energia, dai
trasporti e dagli edifici (figura 2). Figura 2: Emissioni e assorbimenti per settore
nell'UE-27 in percentuale del totale, escluse le attività LULUCF (2009) Nota: 1) I numeri negativi indicano
assorbimenti netti, quelli positivi emissioni nette. 2)
Le emissioni derivanti dall'agricoltura comprendono metano (ad esempio dagli
allevamenti) e ossido di azoto (dai fertilizzanti). Le
emissioni e gli assorbimenti di CO2 associati all'uso dei suoli
agricoli sono compresi nel settore LULUCF. Fonte: EEA (2011). Nell'ipotesi di uno scenario immutato[16], nell'UE il pozzo
rappresentato dal settore LULUCF dovrebbe ridursi entro il 2020. Per il settore
LULUCF nel suo complesso si prevede nel 2020 un calo del 10% circa rispetto al
periodo 2005-2009, equivalente a un'emissione di 33 milioni di tonnellate di CO2
in più all'anno. Questo volume è all'incirca equivalente a tutte le emissioni
di gas a effetto serra della Lettonia e della Lituania insieme o al doppio di
quelle dell'Estonia nel 2009. Da un esame più attento di questa previsione
emerge che esistono differenze notevoli tra le singole attività del settore. La
diminuzione dovrebbe essere molto netta nella gestione delle foreste, nel cui
ambito gli assorbimenti netti dovrebbero calare di circa 60 milioni di
tonnellate di CO2, pari all'incirca al totale delle emissioni di gas
a effetto serra di Bulgaria, Danimarca, Irlanda o Svezia nel 2009. Questa
diminuzione è in parte compensata dalla piantagione di boschi (imboschimento).
Le emissioni e gli assorbimenti derivanti da attività agricole come la gestione
delle terre coltivate e dei pascoli dovrebbero rimanere relativamente stabili o
registrare un miglioramento. Ma le pressioni esercitate sull'uso del suolo,
come la conversione dei pascoli permanenti in terre coltivate a causa
dell'esigenza accresciuta di biomassa (ad esempio, per la produzione di biogas
a partire dal granturco) e il mantenimento della coltivazione dei suoli
organici possono ridurre il tenore di carbonio del suolo e contribuire alle
emissioni. Secondo le previsioni, indicate nella tabella
di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050[17], questa tendenza negativa
dovrebbe continuare nel lungo termine. I risultati effettivi per questo settore
dipenderanno tuttavia in larga misura dagli incentivi concessi nell'ambito
delle varie politiche. Figura 3: Emissioni
e assorbimenti previsti nel settore LULUCF in generale e nelle foreste
esistenti prima del 1990 (2000-2020) Legenda: ●–●–● LULUCF
(insieme di tutte le attività) ▲–▲–▲ Disboscamento
+–+–+ Gestione delle terre coltivate ––– Gestione dei pascoli ♦–♦–♦ Imboschimento e ■–■–■
Gestione delle foreste. I punti non collegati indicano i dati
dichiarati/storici. Nota: un numero negativo
indica che gli assorbimenti sono superiori alle emissioni per l'attività in
questione. Fonte: Böttcher et al.
(2011) e JRC (2011b).
3.
L'agricoltura, la silvicoltura e l'utilizzo efficiente delle risorse
del suolo come elementi essenziali per lottare contro i cambiamenti climatici
L'agricoltura, la silvicoltura e le industrie
correlate possono contribuire in vari modi a ridurre le emissioni del settore
LULUCF. Le misure agricole dovrebbero puntare a
ridurre la conversione dei pascoli in terre coltivate e a ridurre le perdite di
carbonio dai suoli organici coltivati. Esse potrebbero includere il
miglioramento delle pratiche agronomiche, differenziando maggiormente le specie
coltivate (ad esempio aumentando le leguminose), estendendo la rotazione delle
colture ed evitando o riducendo i terreni incolti (ad esempio mediante la
copertura vegetale o la messa a riposo ecologica). Anche le pratiche
agroforestali che aumentano le riserve di carbonio presenti nei suoli
potrebbero contribuire a ridurre le emissioni associando, sulle stesse terre,
l'allevamento di bestiame o la produzione di colture alimentari alla
coltivazione di alberi destinati alla produzione di legname, energia o altri
prodotti del legno. È inoltre possibile reintrodurre o lasciare quantitativi di
materiali organici nei terreni (ad esempio, letame, paglia o residui di
colture) per migliorare la produttività delle terre coltivate e dei pascoli,
mentre la riumidificazione, il ritiro dalla produzione o l'assenza di drenaggio
dei suoli organici, incluse le torbiere, e il ripristino dei suoli degradati
possono avere un impatto positivo rilevante in termini di mitigazione e
biodiversità. In tali condizioni, includere la gestione delle terre coltivate e
dei pascoli nella contabilizzazione delle emissioni costituirebbe un passo
necessario verso il pieno riconoscimento del contributo di queste attività al
rispetto degli impegni assunti in materia di lotta contro i cambiamenti
climatici. Anche la silvicoltura offre varie
possibilità per favorire la mitigazione, ad esempio grazie all'uso di pratiche
come la conversione di aree non boschive in foreste (imboschimento)[18], evitando la conversione delle
superfici forestali in altri tipi di terreni (disboscamento), immagazzinando il
carbonio nelle foreste esistenti grazie all'allungamento dei periodi di
rotazione forestale, evitando il taglio raso (ossia la gestione forestale
mediante sfoltimento o abbattimento selettivo) e favorendo la conversione in
foreste intatte, nonché promuovendo il ricorso generalizzato a misure di
prevenzione volte a limitare gli impatti di eventi perturbanti come gli
incendi, gli attacchi di parassiti e le tempeste. Le foreste esistenti possono
inoltre essere rese più produttive allineando maggiormente la frequenza delle
rotazioni al massimo produttivo, aumentando la resa delle foreste a bassa
produttività e intensificando la raccolta di rami e residui di legno, a
condizione che vengano salvaguardate la biodiversità, la fertilità dei suoli e
la materia organica. Altri risultati si possono ottenere modificando la
composizione delle specie e i ritmi di crescita. Oltre alle opportunità direttamente connesse
alla silvicoltura e all'agricoltura, anche le industrie ad esse
correlate (pasta e carta, trasformazione del legno) e i settori delle
energie rinnovabili offrono possibilità di mitigazione se la gestione delle
superfici agricole e delle foreste è finalizzata alla produzione di legno ed
energia. Il carbonio, oltre che negli alberi, in altre piante e nei suoli, può
essere anche immagazzinato per vari decenni in alcuni prodotti (ad esempio il
legname da costruzione). L'industria e le politiche orientate ai consumatori
possono offrire un importante contributo per aumentare l'uso prolungato e il
riciclaggio del legno e/o la produzione di pasta, carta e prodotti del legno in
sostituzione di prodotti equivalenti a più alta intensità di emissioni (come ad
esempio il cemento, l'acciaio e la plastica ottenuta da combustibili fossili).
Le bioindustrie possono far uso delle colture destinate a sostituire determinati
materiali (ad esempio la canapa e l'erba da usare come materiali isolanti
invece della fibra di vetro, la paglia per la fabbricazione di mobili, il lino
e il sisal per la produzione di pannelli per le porte delle auto) o produrre
energia (ad esempio utilizzando la biomassa invece dei combustibili fossili).
Gli studi effettuati mostrano che per ogni tonnellata di carbonio contenuto in
prodotti del legno che sostituiscono prodotti diversi dal legno è possibile
ottenere una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di circa due
tonnellate di carbonio[19]. Il fatto di estendere il regime di
contabilizzazione obbligatoria alla gestione delle foreste, delle terre
coltivate e dei pascoli darebbe maggiore visibilità alle misure adottate dagli
agricoltori, dai silvicoltori e dalle industrie forestali e fornirebbe la base
per definire incentivi politici volti a intensificare i loro sforzi di
mitigazione. Se tali sforzi venissero contabilizzati, il loro effetto globale
sui gas a effetto serra sarebbe rispecchiato in modo più corretto, con un
conseguente miglioramento del rapporto costi-efficacia nel conseguire gli
obiettivi di riduzione delle emissioni. Dato che l'uso delle terre agricole, la
silvicoltura e le industrie correlate presentano grandi differenze in termini
di potenziale di mitigazione da uno Stato membro all'altro dell'UE-27, non è
possibile applicare un'unica strategia che soddisfi tutte le esigenze. Occorre
un approccio su misura, capace di adeguarsi alle varie forme di impiego dei
terreni e alle varie pratiche forestali. In Svezia e in Finlandia, ad esempio,
gli assorbimenti netti nel settore LULUCF rappresentano oltre la metà delle
emissioni totali degli altri settori, mentre raggiungono quasi il doppio in
Lettonia (figura 4); in altri Stati membri, come Malta, l'importanza di questo
settore è marginale. Si evidenzia così l'importanza di considerare le diverse
situazioni nazionali in fase di elaborazione di una strategia per il settore al
fine di onorare gli impegni assunti nella lotta contro i cambiamenti climatici. Figura 4:
Importanza relativa del settore LULUCF negli Stati membri: emissioni e
assorbimenti del settore rispetto al totale delle emissioni di gas a effetto
serra negli altri settori (2009). Nota: un numero
negativo indica che gli assorbimenti sono superiori alle emissioni nel settore
LULUCF per lo Stato membro considerato. A causa delle variazioni interannuali
di emissioni e assorbimenti, la quota cambia da un anno all'altro. Fonte: AEE (2011). Il prerequisito fondamentale per preservare e
potenziare le riserve di carbonio, nonché il ritmo degli assorbimenti, consiste
nel porre su un piano di parità i vari tipi di misure (ad esempio, gestione dei
pascoli o produzione di bioenergia), i differenti settori (ad esempio,
silvicoltura o industria forestale) e i diversi Stati membri, assicurando che
le emissioni e gli assorbimenti provenienti da differenti pratiche di gestione
delle terre e usi delle risorse siano accuratamente contabilizzati. Questo
rafforzerà anche l'integrità ambientale degli impegni assunti dall'UE nella
lotta ai cambiamenti climatici.
4.
Le misure attuali non sono sufficienti
4.1.
Stabilire norme di contabilizzazione affidabili
e armonizzate
Benché il settore LULUCF non venga ancora
contabilizzato nel quadro dell'obiettivo di riduzione delle emissioni fissato
dall'Unione per il 2020, esso è preso in considerazione ai fini dell'impegno
dell'Unione nel quadro del protocollo di Kyoto alla convenzione UNFCCC per il
periodo dal 2008 al 2012[20].
Le norme di contabilizzazione vigenti, che rappresentano un misto di pratiche
volontarie e obbligatorie, presentano tuttavia notevoli inconvenienti. Durante
i negoziati internazionali svoltisi negli ultimi anni i partecipanti hanno
convenuto sulla necessità di migliorare il sistema. Secondo le norme vigenti, la contabilizzazione
è volontaria per gran parte delle attività LULUCF, in particolare per la
gestione delle foreste (che rappresenta circa il 70% del settore) e per la
gestione delle terre coltivate e dei pascoli (circa il 17% del settore). È
obbligatoria solo per alcune attività legate ai cambiamenti d'uso del suolo
(imboschimento, rimboschimento e disboscamento). Di conseguenza, attualmente la
contabilizzazione varia notevolmente da uno Stato membro all'altro (figura 5).
Meno dei due terzi degli Stati membri contabilizzano la gestione delle foreste,
solo tre la gestione delle terre coltivate e/o dei pascoli e uno la
rivegetazione. Un altro inconveniente è rappresentato dalla
mancanza di incentivi a favore della mitigazione dei cambiamenti climatici nel
settore della silvicoltura. Essenzialmente, le norme vigenti riguardanti la
gestione delle foreste garantiscono ai paesi un determinato credito a
prescindere dalle misure adottate. Gli incentivi volti a migliorare le pratiche
sono limitati da un massimale sulle emissioni e sugli assorbimenti oltre il
quale la misura non è più presa in considerazione. Questo provoca distorsioni
tra i diversi settori e usi del suolo e rende necessario introdurre
miglioramenti per creare condizioni di parità tra i settori della silvicoltura,
dell'agricoltura e dell'energia negli Stati membri al fine di ripartire gli
sforzi in modo equo e di garantire un trattamento coerente dei settori agricolo
e forestale e delle industrie correlate nel mercato interno dell'Unione. Figura 5: Percentuale degli Stati membri che hanno
scelto di contabilizzare volontariamente le diverse pratiche
4.2.
Migliorare il monitoraggio e la comunicazione
Una stima affidabile e armonizzata delle
emissioni e degli assorbimenti nei settori dell'agricoltura e della
silvicoltura richiede investimenti nelle capacità di monitoraggio e di
comunicazione. Gli Stati membri sono tenuti a presentare una relazione annuale
alla convenzione UNFCCC e a rispettare gli obblighi di dichiarazione
supplementari previsti dal protocollo di Kyoto. Il monitoraggio e la
comunicazione hanno mostrato segni di miglioramento negli ultimi anni e tale
tendenza dovrebbe continuare. Le definizioni, le modalità e le norme relative
al settore LULUCF per il secondo periodo di impegno previsto dal protocollo di
Kyoto sono state rivedute e migliorate durante la 17a conferenza
delle parti contraenti della convenzione UNFCCC, svoltasi a Durban nel dicembre
2011[21].
In particolare diventerà obbligatoria la contabilizzazione delle attività di gestione
forestale, compresi i prodotti ottenuti dall'estrazione del legno, e sono state
stabilite le definizioni di "perturbazioni naturali" e
"drenaggio e riumidificazione delle zone umide". Ciononostante permangono lacune significative
e occorre fare di più per migliorare il livello di precisione e completezza dei
dati comunicati, in particolare di quelli relativi ai suoli agricoli. L'attuale
livello di incertezza è relativamente alto (circa il 35%, il che significa che
1 tonnellata di CO2 potrebbe corrispondere a 1,35 o a 0,65
tonnellate). I miglioramenti apportati non sono faciliteranno la
contabilizzazione, ma forniranno anche un indicatore affidabile, chiaro e
visibile dei progressi realizzati nei settori dell'agricoltura e della
silvicoltura[22].
4.3.
Favorire la creazione di sinergie con obiettivi
strategici più ampi
Se esistono incentivi destinati a promuovere
l'uso della bioenergia[23],
attualmente non è previsto un approccio coerente alla mitigazione dei
cambiamenti climatici nel settore LULUCF da realizzare mediante misure nei
settori agricolo e forestale e nelle industrie correlate. La mitigazione dei cambiamenti climatici
potrebbe svolgere di fatto un ruolo sempre più importante nell'ambito della
PAC. Nel quadro della riforma della PAC, la cosiddetta valutazione dello
"stato di salute" del 2008[24],
la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi erano
presentati come "nuove sfide". Nell'elaborazione della PAC per il
periodo 2014-2020 la Commissione ha indicato come i risultati delle politiche
agricole sotto il profilo ambientale e climatico potevano essere migliorati
mediante "componenti ecologiche"[25]
obbligatorie dirette al conseguimento di obiettivi in materia di cambiamenti
climatici e di ambiente[26].
Inoltre, nell'ambito della politica di sviluppo rurale dell'UE successiva al
2013, l'offerta di incentivi migliori per la cattura del carbonio nei settori
dell'agricoltura e della silvicoltura potrebbe favorire la mitigazione dei
cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi. Alcuni di tali incentivi
permetterebbero al tempo stesso di potenziare e preservare le riserve di
carbonio, generando benefici collaterali per la biodiversità e per
l'adattamento grazie all'aumento della capacità di ritenzione dell'acqua e alla
riduzione dell'erosione. La contabilizzazione obbligatoria dei flussi di
carbonio associati renderebbe più visibile il contributo positivo di queste
misure e confermerebbe il loro pieno contributo alla lotta contro i cambiamenti
climatici. La contabilizzazione del settore LULUCF chiarirebbe
inoltre i benefici della bioenergia sostenibile evidenziando con maggiore
chiarezza le emissioni ad esso correlate, in particolare quelle risultanti
dalla combustione della biomassa, che attualmente non vengono contabilizzate.
Ciò rafforzerebbe gli incentivi costituiti dai criteri di sostenibilità nel
quadro degli obiettivi connessi alle energie rinnovabili.
4.4.
Tener conto delle caratteristiche particolari
del settore
Il settore LULUCF è tuttavia diverso dagli
altri. Gli assorbimenti e le emissioni di gas a effetto serra in questo settore
sono il risultato di processi naturali relativamente lenti. Prima che misure
come il rimboschimento possano avere effetti significativi possono passare
decine di anni. Gli interventi intesi ad aumentare gli assorbimenti e a ridurre
le emissioni nei settori agricolo e forestale devono pertanto essere
considerati sul lungo periodo. Inoltre, le emissioni e gli assorbimenti sono
fenomeni reversibili. Le inversioni possono essere causate da eventi estremi,
come incendi, tempeste, siccità o attacchi di parassiti che incidono sulle
foreste e sulla copertura vegetale del suolo, o possono essere il risultato di
decisioni legate alla gestione (ad esempio, la raccolta del legno o l'impianto
di alberi). Inoltre le fluttuazioni annue di emissioni e di assorbimenti nelle
foreste sono elevate e in alcuni Stati membri possono raggiungere il 35% del
totale delle emissioni annue a causa di perturbazioni naturali e di attività di
raccolta. Ciò renderebbe difficile per gli Stati membri conformarsi ad
obiettivi annuali.
5.
Le azioni previste: un approccio graduale
Al fine di prepararsi a trarre vantaggio dal
potenziale di mitigazione offerto dal settore LULUCF mediante la sua inclusione
ufficiale negli impegni assunti dall'UE nell'ambito della lotta ai cambiamenti
climatici occorre tenere adeguatamente conto delle carenze esistenti nel quadro
di contabilizzazione vigente, delle caratteristiche particolari del settore
LULUCF e della situazione di ciascuno Stato membro. È pertanto necessario un approccio
graduale. È in primo luogo necessario attuare quadri
atti a garantire una contabilizzazione e un monitoraggio affidabili. In
parallelo alla presente comunicazione, la Commissione presenta una proposta
legislativa intesa a stabilire norme di contabilizzazione rigorose. Essa
comporta una contabilizzazione completa delle emissioni e degli assorbimenti
derivanti dalle attività forestali e agricole e accorda la stessa importanza
alle misure di mitigazione, siano esse adottate nel settore agricolo, forestale
o nelle industrie correlate oppure nel settore delle energie rinnovabili. È necessario migliorare ulteriormente il
monitoraggio e la comunicazione in materia di bilancio del carbonio nel settore
LULUCF al fine di sostenere il quadro di contabilizzazione e gli indicatori
dell'UE che misurano i progressi realizzati nei settori dell'agricoltura e
della silvicoltura. La Commissione propone di migliorare il monitoraggio e la
comunicazione mediante un riesame della decisione sul meccanismo di
monitoraggio[27]
e l'ulteriore sviluppo degli attuali sistemi di monitoraggio dell'uso del
suolo, come LUCAS (Indagine statistica della struttura di copertura/uso del
suolo – Land use/cover area frame survey). La grande variabilità di emissioni e
assorbimenti nelle foreste e la scarsa frequenza con cui sono raccolti i dati
fondamentali necessari per gli inventari mostrano l'inopportunità di richiedere
che il settore rispetti gli obiettivi annuali di riduzione delle emissioni che
si applicano ad altri settori. Anche i tempi lunghi necessari affinché le
misure di mitigazione producano effetti differenzia il settore LULUCF dagli
altri. La Commissione propone pertanto di stabilire un quadro distinto che
tenga conto delle condizioni particolari del settore LULUCF. In secondo luogo, una volta che sia stato
istituito all'interno dell'UE un quadro solido e armonizzato per la
contabilizzazione, si potrebbe considerare la possibilità di includere
ufficialmente il settore nell'ambito dell'impegno dell'UE per la lotta ai
cambiamenti climatici. Questo non significa tuttavia che le misure di
mitigazione nel settore LULUCF debbano essere sospese. Considerate le tendenze
registrate nel settore e al fine di avviare i necessari sforzi di mitigazione,
nella proposta la Commissione impone agli Stati membri di elaborare piani
d'azione per il settore. Tali piani costituiranno una prospettiva strategica
per il settore LULUCF nonché una tappa intermedia verso la piena inclusione del
settore e la sua integrazione nelle politiche dell'UE per il clima. In conclusione, esistono validi motivi per
integrare gradualmente il settore LULUCF nelle politiche dell'UE in materia di
cambiamenti climatici. La proposta legislativa della Commissione a favore di un
approccio graduale mira a: –
redigere norme rigorose per la contabilizzazione
delle emissioni e degli assorbimenti nelle attività legate all'uso del suolo,
ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura e, mediante un atto
distinto, per il miglioramento del monitoraggio e della comunicazione; –
potenziare la visibilità delle misure di
mitigazione adottate nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della
produzione e uso sostenibile dei prodotti ottenuti dall'estrazione del legno e
fungere da punto di partenza per mettere a punto incentivi volti a incoraggiare
un ampio spettro di misure di mitigazione in agricoltura; –
rafforzare l'integrità ambientale degli impegni
assunti assicurando che le emissioni e gli assorbimenti siano contabilizzati
correttamente; –
favorire sinergie con le politiche esistenti sulle energie
rinnovabili e l'industria del legno promuovendo nell'UE una produzione
sostenibile e compatibile con il clima; –
generare benefici collaterali per la biodiversità,
la protezione del suolo e l'adattamento ai cambiamenti climatici (ad esempio
Natura 2000) aumentando e preservando le riserve di carbonio; –
migliorare l'efficienza economica nella ricerca di
obiettivi più ambiziosi consentendo a tutti i settori di contribuire. [1] Decisione 1/CP.16 della Conferenza delle parti aderenti
alla convenzione UNFCCC ("accordi di Cancun"). [2] Sulla base della Quarta relazione di valutazione del
gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC). [3] Conclusioni del Consiglio europeo del 29/30.10.2009 e
risoluzione del Parlamento europeo del 4.2.2009 (2008/2105(INI)). [4] COM(2010) 2020 definitivo. [5] Direttiva 2003/87/CE e Decisione 2009/406/CE. [6] Totale nazionale escluso il settore LULUCF. [7] A differenza dei gas a effetto serra diversi dal CO2
derivanti dalle attività agricole, come ad esempio il metano e l'ossido di
azoto provenienti dai ruminanti e dai fertilizzanti. [8] Direttiva 2009/29/CE. [9] Decisione n. 406/2009/CE. [10] Ad eccezione delle emissioni prodotte dal trasporto aereo
e marittimo internazionale. [11] COM(2011) 571 definitivo. [12] Orientamenti 2006 dell'IPCC. [13] Fra le altre fonti: Forest Europe, UNECE e FAO (2011):
State of Europe’s Forests 2011; Status and Trends in Sustainable Forest
Management in Europe; FAO, Global Forest Resources Assessment FRA 2010, http://www.fao.org/forestry/fra/fra2010/en/;
GHG National Inventory Submissions to UNFCCC (2011) http://unfccc.int/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/items/5888.php;
IPCC Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories (2006), Volume 4,
Agriculture, Forestry and Other Land Use; Pan et al. (2011) A large and persistent
carbon sink in the world’s forests. Science DOI: 10.1126/science.1201609;
Hiederer et al. (2011) Evaluation of BioSoil Demonstration Project; http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/111111111/15905/1/lbna24729enc.pdf;
FAO/IIASA/ISRIC/ISS-CAS/JRC, 2009. Harmonized World Soil Database (version 1.1).
FAO, Roma, Italia e IIASA, Laxenburg, Austria; Schulze et al. (2009) Integrated
assessment of the European and North Atlantic Carbon Balance (results of
CarboEurope-IP), DOI 10.2777/31254; Smith et al. (2005) Projected changes in
mineral soil carbon of European croplands and grasslands, 1990–2080. Global
Change Biology DOI: 10.1111/j.1365-2486.2005.001075.x. [14] Quarta relazione del gruppo intergovernativo di esperti
sui cambiamenti climatici (2008). [15] Conclusioni del Consiglio europeo del 4.12.2008. [16] In questo contesto lo "scenario immutato"
implica che gli Stati membri raggiungeranno l'obiettivo di riduzione del 20%,
compreso l'obiettivo relativo alle energie rinnovabili. [17] COM(2011)
112. [18] Occorre tuttavia trovare un compromesso: la conversione
non deve indurre la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, ossia la
sostituzione della produzione alimentare locale con prodotti importati, che
presentano un'impronta di carbonio più negativa. [19] Vedere ad esempio Sathre R. e O'Connor J. (2010), A
synthesis of research on wood products and greenhouse gas impacts, seconda
edizione, Vancouver, B. C. FP Innovations, 117 p. (Relazione tecnica n. TR-19R).
[20] Decisione 2002/358/CE del Consiglio. [21] Decisione -/CMP.7 della conferenza delle parti che fungeva
riunione delle parti contraenti del protocollo di Kyoto. [22] Attualmente nelle attività agricole sono contabilizzate
solo le emissioni di metano e di ossido di azoto, mentre le emissioni e gli
assorbimenti di CO2 associati all'uso delle terre agricole non sono
contabilizzate (emissioni e assorbimenti del carbonio del suolo). L'obbligo di
contabilizzare queste misure mediante proposte legislative completerebbe la
valutazione delle emissioni e degli assorbimenti associati alle attività agricole. [23] Direttiva 2009/28/CE. [24] Regolamento (CE) n. 72/2009 del Consiglio, regolamento
(CE) n. 73/2009 del Consiglio e regolamento (CE) n. 74/2009 del Consiglio
relativi alla valutazione dello "stato di salute"della PAC. [25] Pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima
e l'ambiente [26] COM(2010) 672. [27] Proposta della Commissione di regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio concernente un meccanismo di monitoraggio e
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di
altre informazioni in materia di cambiamenti climatici a livello nazionale e
dell’Unione europea, COM(2011) 789 definitivo – 2011/0372 (COD).