RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIAsui progressi compiuti dalla Bulgaria secondo il meccanismo di cooperazione e verifica /* COM/2012/057 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIA
sui progressi compiuti dalla Bulgaria secondo il meccanismo di cooperazione e
verifica 1. Introduzione La presente relazione intermedia fornisce un
aggiornamento tecnico sugli sviluppi rilevanti verificatisi in Bulgaria negli
ultimi sei mesi secondo il meccanismo di cooperazione e verifica
("MCV")[1].
L'aggiornamento verte sulle misure che sono già state attuate integralmente, o
che sono in fase di completamento, e individua le azioni che devono ancora
essere intraprese. Le raccomandazioni dell'ultima relazione, adottata
dalla Commissione il 20 luglio 2011, sono il punto di riferimento per valutare
i progressi registrati rispetto ai parametri fissati e individuare i problemi
che ancora sussistono. Nell'estate del 2012 la Commissione procederà a una
valutazione globale dei progressi compiuti dalla Bulgaria secondo l'MCV. 2. Riforma giudiziaria e lotta
contro la corruzione e la criminalità organizzata: sintesi degli sviluppi alla
luce delle raccomandazioni della Commissione Per quanto riguarda la risposta della Bulgaria
alle raccomandazioni contenute nell'ultima relazione della Commissione vanno
segnalati in particolare i seguenti sviluppi. Il nuovo tribunale e la nuova
procura specializzati in materia di criminalità organizzata sono operativi, la
commissione per l'individuazione e la confisca dei proventi di reato ha
ottenuto risultati significativi e la commissione incaricata di individuare e
reprimere i conflitti di interessi ha adottato le sue prime decisioni. Inoltre
la Bulgaria ha preso provvedimenti per migliorare la prassi giudiziaria,
l'organizzazione delle procure e la collaborazione tra la magistratura, la
polizia e le altre autorità amministrative. Per i prossimi mesi sono annunciate
ulteriori tappe della riforma giudiziaria. Gli sviluppi osservati in Bulgaria negli ultimi
mesi evidenziano la necessità di adoperarsi con maggiore impegno per attuare le
raccomandazioni della Commissione in un certo numero di settori. Per poter
costituire un deterrente efficace contro la criminalità organizzata e la
corruzione ad alto livello, la legge sulla confisca dei beni attualmente
discussa in Parlamento deve avere portata globale ed essere sostenuta da
istituzioni forti. Non è ancora stata eseguita un'analisi globale delle carenze
delle prassi giudiziarie e investigative nei casi importanti connessi alla
criminalità organizzata e alla corruzione. L'attuazione della riforma di legge
sul sistema giudiziario, finalizzata all'applicazione di procedure trasparenti
e obiettive per le nomine, le promozioni e le valutazioni nel settore
giudiziario e al conferimento di un carattere prioritario all'integrità, non ha
ancora prodotto i cambiamenti previsti. Occorre riformare le modalità di elezione
del Consiglio superiore della magistratura per rafforzare la trasparenza e
l'integrità di quest'organo come tappa importante verso una riforma
fondamentale del sistema giudiziario. Le decisioni e le sanzioni adottate nei
casi di corruzione ad alto livello, frode e criminalità organizzata durante le
indagini e i processi non producono ancora i risultati convincenti necessari
per costituire deterrenti efficaci. Nei prossimi mesi occorreranno ulteriori sforzi
per dimostrare risultati convincenti e contribuire alla valutazione globale dei
progressi compiuti dalla Bulgaria secondo l'MCV dopo la sua adesione all'UE a
cui la Commissione procederà nell'estate del 2012. La Commissione continuerà a
sostenere gli sforzi della Bulgaria a tal fine. 3. Situazione aggiornata Riforma del settore giudiziario Per conseguire gli obiettivi di riforma della
nuova legge sul sistema giudiziario, nell'ultima relazione secondo l'MCV la
Commissione ha raccomandato in particolare alla Bulgaria di dimostrare una
casistica di nomine e valutazioni che rispettino i principi della trasparenza,
dell'indipendenza, dell'integrità e del merito professionale. La Commissione ha
raccomandato inoltre alla Bulgaria di dimostrare una casistica di provvedimenti
disciplinari e penali a seguito di casi di corruzione e irregolarità nel
settore giudiziario nonché di garantire l'accesso elettronico a tutte le
sentenze e un'applicazione rigorosa del principio dell'assegnazione casuale
delle cause. Dopo l'ultima relazione della Commissione la
Bulgaria ha iniziato ad applicare le disposizioni della legge sul sistema
giudiziario riguardanti la riforma delle nomine, promozioni e valutazioni e il
rafforzamento della formazione iniziale dei magistrati e ha preso misure volte
a migliorare la gestione del carico di lavoro nella magistratura. Durante
questo periodo sono state avviate le prime valutazioni dei giudici secondo il
nuovo sistema e si è proceduto a diverse nomine ad alto livello. Sono state
create commissioni etiche locali incaricate di fornire consulenza
sull'integrità dei magistrati proposti per la nomina, la promozione o la
valutazione. È stato avviato uno studio volto a razionalizzare il carico di
lavoro dei magistrati e sono state adottate norme sugli esami di ammissione per
l'Istituto nazionale della giustizia. La nomina e la promozione di magistrati competenti
di elevata integrità sono una componente importante della riforma giudiziaria.
Dall'estate scorsa è stata espressa preoccupazione circa l'obiettività e la
trasparenza di diverse nomine ad alto livello nel settore giudiziario nonché
circa l'accuratezza della valutazione relativa al merito e all'integrità dei
candidati. Sono state espresse preoccupazioni anche in merito alle procedure di
valutazione. Le prossime valutazioni e promozioni dovranno dimostrare di poter
riflettere adeguatamente le differenze in termini di rendimento e di tenere
pienamente conto delle questioni attinenti all'integrità. La situazione è eterogenea per quanto riguarda la
lotta alla corruzione nel sistema giudiziario. La commissione etica del
Consiglio superiore della magistratura e le nuove commissioni etiche locali non
sono ancora riuscite ad effettuare un'analisi sufficientemente accurata
dell'integrità nell'ambito delle recenti nomine e valutazioni. Nel corso del
2011 sei magistrati sono stati assolti in sei casi di corruzione e abuso
d'ufficio. Vi sono cause in corso contro 28 magistrati in 27 procedimenti
penali. In 13 casi sono state adottate decisioni in primo o secondo grado,
seguite in dieci casi da condanne, di cui sei con sospensione di pena. Nonostante qualche esempio di buone
pratiche, la pubblicazione delle sentenze non è ancora sistematica né sono
state allineate le norme di pubblicazione. La Bulgaria ha annunciato l'adozione
da parte del Consiglio superiore della magistratura di linee guida per ovviare
alle carenze nell'assegnazione casuale delle cause. Per migliorare la gestione, la responsabilità e
l'efficienza del sistema giudiziario, la Commissione ha raccomandato alla
Bulgaria di adottare altre misure ai fini di una riforma fondamentale del
sistema giudiziario, in particolare la stesura e l'attuazione di proposte di
riforma del Consiglio superiore della magistratura e della procura. Dall'ultima relazione
della Commissione, il Procuratore generale ha annunciato iniziative volte a
promuovere un'ulteriore specializzazione della procura, tra cui misure di
carattere organizzativo, orientamenti metodologici e software. Si prevede di
estendere il mandato delle squadre specializzate incaricate dei casi di frode riguardanti
i fondi UE ai reati contro il bilancio dello Stato quali la frode fiscale,
nonché di costituire squadre comuni specializzate nei casi di corruzione ad
alto livello. Il Procuratore generale ha inoltre istituito un servizio di
ricerca terminologica e l'accesso a un registro dei mezzi investigativi
speciali dovrebbe essere esteso a tutte le procure. Deve ancora essere creato
un sistema di informazione unificato per le procure, la polizia e le altre
autorità amministrative. Sono all'esame proposte più ampie per la riforma delle
procure che dovrebbero essere presentate all'inizio del 2012. La credibilità del Consiglio superiore della
magistratura è stata messa in discussione negli ultimi mesi. Dopo le dimissioni
di due membri del Consiglio in segno di protesta per il suo operato, alcuni
tribunali hanno boicottato le elezioni tenutesi a settembre per sostituirli, il
che ha dato vita a un dibattito pubblico su come migliorare la capacità
professionale e la responsabilità del Consiglio. Occorre conferire rapidamente
un carattere concreto a questo dibattito sulla riforma dell'ammissibilità e
delle procedure di elezione al Consiglio superiore della magistratura per poter
attuare le riforme prima dell'autunno 2012, quando scadrà l'attuale mandato del
Consiglio. Le discussioni avviate dal ministero della Giustizia con le parti
interessate dovrebbero fornire una base per l'elaborazione di proposte
concrete. Nel frattempo possono essere adottate misure concrete per migliorare
la responsabilità del Consiglio superiore della magistratura, come la
pubblicazione anticipata dei programmi, l'apertura sistematica delle riunioni
delle commissioni al pubblico o a osservatori della società civile e la
trasmissione in webstreaming delle riunioni del Consiglio. Per ottenere risultati migliori nei casi di
criminalità organizzata e di corruzione ad alto livello, la Commissione ha
raccomandato in particolare alla Bulgaria di analizzare le prassi giudiziarie e
investigative, di adottare e attuare piani d'azione dettagliati e di ovviare
alle carenze, in collaborazione con esperti internazionali e con la società
civile. Dall'ultima relazione della Commissione, sono
state adottate o preparate diverse misure per rispondere alle preoccupazioni
della Commissione relative alle prassi giudiziarie e investigative. Fra queste
figurano una relazione sulle carenze nella prassi giudiziaria elaborata dalla
Corte suprema di cassazione, il lavoro del Procuratore generale per la stesura
di linee guida sull'analisi delle assoluzioni e accordi di collaborazione
interagenzie tra la polizia e le autorità amministrative di controllo. È stato
svolto un certo numero di programmi di formazione per pubblici ministeri e
investigatori di polizia. Si è inoltre modificato il codice di procedura penale
per limitare il numero di ricorsi in cassazione e la Corte suprema di
cassazione ha creato un'unità incaricata di individuare la giurisprudenza
divergente e di sostenere le attività interpretative della Corte. Queste iniziative devono essere completate da
un'analisi più globale e sistematica delle carenze a livello di indagini,
azioni giudiziarie e processi nei casi di notevole interesse pubblico. Il
coinvolgimento di esperti esterni e indipendenti permetterebbe di usufruire
delle migliori pratiche per le misure adottate e di dimostrare i progressi
mediante indicatori obiettivi. Lotta alla criminalità organizzata Per migliorare l'efficacia della lotta contro la
criminalità organizzata, la Commissione ha raccomandato in particolare alla
Bulgaria di dotare di risorse sufficienti il nuovo tribunale e la nuova procura
specializzati in materia di criminalità organizzata, di definirne il mandato e
di proseguire la riforma della polizia. Dall'ultima relazione della Commissione è stata
pronunciata in appello una condanna contro persone che erano state assolte in
primo grado in un caso importante connesso alla criminalità organizzata. Una
sentenza definitiva in cassazione è pendente. Nello stesso caso sono state
espresse preoccupazioni per l'assenza di una protezione efficace dei testimoni.
Casi importanti di reati gravi e criminalità organizzata sono in fase
processuale. A novembre e dicembre 2011 sono state adottate decisioni in primo
grado contro una serie di imputati in altri due casi di criminalità
organizzata. Negli ultimi mesi si sono registrati pochi sviluppi giudiziari per
altri casi importanti connessi alla criminalità organizzata. Occorre ancora
dimostrare l'ulteriore miglioramento delle prassi investigative in termini di
tecniche investigative e di acquisizione delle prove attraverso una maggiore
professionalità delle azioni di polizia, la riduzione della durata delle
indagini e le sentenze definitive. I nuovi tribunali specializzati (primo grado e
appello) per i casi connessi alla criminalità organizzata e le procure collegate
sono operativi dall'inizio di gennaio 2012. Sebbene la Corte costituzionale
abbia recentemente pronunciato una sentenza sulle competenze dei nuovi
tribunali, occorre ancora definire con precisione tali competenze mediante
alcune "cause di prova" (test cases) sotto la guida della Corte
suprema di cassazione, il che potrebbe avere implicazioni in termini di carico
di lavoro e, pertanto, di personale. Una divisione speciale composta da trenta
funzionari di polizia a livello centrale e venti agenti investigativi di tutto
il paese è stata incaricata di coadiuvare le indagini della procura
specializzata in materia di criminalità organizzata. Occorre ancora valutare in
che misura queste strutture contribuiscano ad accelerare la gestione dei casi
relativi a reati gravi. La riforma delle prassi investigative della
polizia avviata nel 2010 è proseguita con l'organizzazione di ulteriori
formazioni negli ultimi mesi[2].
La Bulgaria ha annunciato l'elaborazione di orientamenti metodologici comuni
per la polizia, le procure e altri organi amministrativi riguardanti
l'individuazione e il congelamento dei proventi di reato. Occorreranno
ulteriori sforzi per migliorare le prassi professionali onde dimostrare
l'impatto della riforma in termini di maggior numero di rinvii a giudizio
conformi a standard professionali elevati e di decisioni definitive dei
tribunali nei casi di criminalità organizzata. Sebbene le donazioni alla polizia siano state
limitate alle autorità pubbliche e alle imprese statali e vengano ora iscritte
in un registro pubblico, questa prassi solleva ancora dubbi circa la
responsabilità e la trasparenza finanziaria, specie per quanto riguarda il
rischio di elusione delle norme sugli appalti pubblici. Per sostenere la lotta contro la corruzione e la
criminalità organizzata, la Commissione ha raccomandato in particolare alla
Bulgaria di adottare una normativa rafforzata sulla confisca dei beni e di
migliorare le prassi e i risultati ottenuti in questo campo. Nel 2011 la commissione per l'individuazione
e la confisca dei proventi di reato (CEPACA) ha ottenuto decisioni definitive
del tribunale che confermavano la confisca per un valore di quasi 5 milioni di
euro, il che rappresenta un aumento considerevole rispetto agli anni
precedenti. La commissione è stata riorganizzata dopo la nomina di un nuovo
direttore nella primavera del 2011. La collaborazione con la procura è stata
intensificata in alcuni casi specifici ma non è sistematica. A gennaio è stato
presentato in Parlamento un nuovo disegno di legge sulla confisca dei beni, che
definisce un regime per la confisca non basata su sentenza di condanna e
riguarda prevalentemente i beni legati all'attività della criminalità
organizzata. Sebbene la Commissione abbia raccomandato anche di conferire alla
CEPACA il potere di procedere a una verifica proattiva dei beni degli alti
funzionari e dei politici, questo aspetto sembra essere stato trascurato. Il
disegno di legge collega le indagini della CEPACA ai procedimenti istruttori
penali avviati dalla procura, consentendo quindi alla commissione di
intervenire con maggior tempestività, ma precludendole la possibilità di
procedere a controlli ex officio a seguito di infrazioni amministrative. Il
disegno di legge solleva anche questioni circa l'indipendenza operativa della CEPACA.
Il dibattito parlamentare dovrebbe essere un'occasione per rafforzare il
disegno di legge onde instaurare un regime di confisca dei beni che abbia
portata globale, copra un periodo sufficiente a garantirne l'efficacia e sia
sostenuto da istituzioni forti. L'incidenza reale della futura legge dovrà
essere valutata in termini di ulteriore aumento delle decisioni sui beni
confiscati e di indipendenza della CEPACA. Lotta alla corruzione Per migliorare l'efficacia della lotta alla
corruzione ad alto livello, la Commissione ha raccomandato in particolare alla
Bulgaria di creare una rete di pubblici ministeri specializzati, di adottare
strategie investigative proattive e di dimostrare una casistica di sanzioni nei
casi di conflitti di interessi. Dall'ultima relazione
della Commissione, sono state pronunciate una condanna definitiva e due
condanne non definitive contro tre parlamentari coinvolti in casi di corruzione
ad alto livello, mentre un ex primo ministro è stato assolto in secondo grado. Sono state pronunciate sei condanne non definitive
contro sindaci in carica e ex sindaci, di cui quattro con sospensioni della
pena. La procura non ha proseguito le indagini su presunte frodi nell'uso dei
fondi UE, anche se le indagini su casi connessi, basate sugli stessi elementi,
proseguono in un altro Stato membro. In tutti i casi di frode nell'uso dei
fondi UE oggetto di procedimenti giudiziari nel 2011, la responsabilità penale
è stata sostituita con ammende amministrative. Un importante caso di frode
nell'uso dei fondi UE è stato rinviato in appello per oltre 18 mesi. La procura non si è ancora occupata di diversi
dossier riguardanti gravi irregolarità nella gestione dei fondi UE trasmessi
dall'OLAF nel 2010-2011. La commissione per la
prevenzione e l'individuazione dei conflitti di interessi, istituita nel giugno
2011 e attualmente operativa, ha ricevuto 146 segnalazioni e adottato 25
decisioni, accertando l'esistenza di un conflitto di interessi in 12 casi. Il
suo effetto deterrente dipenderà, tra l'altro, dal numero di casi conclusi e
dalla sua capacità di perseguire in modo proattivo i conflitti di interessi e
di adottare decisioni valide e debitamente motivate nei casi più delicati. Per
lottare efficacemente contro il conflitto di interessi occorre instaurare una prassi
unificata per la pubblicazione delle dichiarazioni sul conflitto di interessi
da parte dei vari organi amministrativi nonché razionalizzare la base giuridica
della commissione per quanto riguarda le sanzioni e i termini di prescrizione. Il Procuratore generale si è impegnato a creare
reti di pubblici ministeri specializzati nella criminalità economica e finanziaria
entro la fine del 2011 e a stilare istruzioni metodologiche per le indagini sui
casi complessi connessi a questo tipo di criminalità, in collaborazione con
esperti internazionali, entro aprile 2012. Il ministero dell'Interno e il
Procuratore generale intendono sviluppare ulteriormente le istruzioni comuni in
materia di indagini e acquisizione delle prove e la collaborazione con
l'Agenzia nazionale delle entrate si svolge ora secondo regole più chiare. Si
stanno elaborando anche relazioni mensili sui casi di notevole interesse
pubblico. Occorrerà valutare in che misura i cambiamenti suddetti permettano di
intensificare l'azione in questi casi. La procura sta indagando sulle accuse di
frode elettorale consecutive alle elezioni presidenziali e locali dell'ottobre
scorso. Per rassicurare la popolazione circa la capacità delle autorità di
combattere la criminalità organizzata e la corruzione occorrono sanzioni
dissuasive e una totale trasparenza del finanziamento dei partiti politici, in
linea con le raccomandazioni del GRECO[3].
Per migliorare la
prevenzione della corruzione, la Commissione ha raccomandato in particolare
alla Bulgaria di dimostrare di aver ottenuto risultati concreti nell'attuazione
di un progetto globale anticorruzione, di migliorare il sistema di
dichiarazione e verifica dei beni dei pubblici funzionari e di aumentare la
capacità amministrativa nel settore degli appalti pubblici. Il progetto
orizzontale anticorruzione ("Borkor") proposto all'inizio del 2010
dispone ora di locali e di personale assunto in via permanente. È stato
istituito un consiglio consultivo, sono state definite le modalità di
collaborazione con l'amministrazione centrale e locale ed è stato stilato un
elenco di mansioni e possibili proposte legislative. Il progetto dovrebbe
essere operativo per la metà del 2012. La Bulgaria ha
pubblicato nuove istruzioni sulle misure disciplinari presso il ministero
dell'Interno e a dicembre sono state adottate modifiche del codice etico, il
cui scopo è contrastare e prevenire la corruzione a livello dei funzionari del
ministero dell'Interno. L'impatto di queste misure dovrà essere dimostrato
concretamente. Dopo l'ultima relazione della Commissione non vi
sono stati sviluppi concreti per quanto riguarda il sistema di controllo delle
dichiarazioni patrimoniali degli alti funzionari pubblici a fini di
individuazione e repressione delle ricchezze inspiegabili. Il nuovo codice
penale dovrebbe tener conto delle recenti raccomandazioni di ovviare alle
lacune legislative per quanto riguarda la tutela contro la corruzione a norma
della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC). Gli emendamenti
legislativi dell'autunno 2011 miravano a rafforzare le verifiche ex‑ante
e ex-post nelle procedure di appalto pubblico. Perché queste misure siano
efficaci occorrerà garantire una capacità amministrativa sufficiente e definire
con precisione le competenze delle varie autorità competenti nel campo degli
appalti pubblici e delle altre autorità, comprese quelle incaricate
dell'esecuzione dei fondi strutturali. Secondo quanto comunicato, l'organico
delle due autorità competenti in materia di appalti pubblici sarebbe stato
potenziato. L'impatto di queste misure dovrà essere valutato in termini di
applicazione pratica. [1] Decisione 2006/929/CE della Commissione, del 13 dicembre
2006, che istituisce un meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi
compiuti dalla Bulgaria per rispettare i parametri di riferimento in materia di
riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione e la criminalità
organizzata (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 58). [2] La Bulgaria riferisce che 1660 funzionari di polizia
operativi sono stati formati a svolgere mansioni investigative nel periodo
giugno-novembre 2011. 1149 agenti investigativi di polizia sono stati formati
alle indagini sulla corruzione e sulla criminalità economica e organizzata
nonché alle indagini finanziarie. [3] La relazione finale dell'OSCE sulle elezioni locali e
presidenziali in Bulgaria è disponibile all'indirizzo http://www.osce.org/odihr/elections/86893