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9.5.2013 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 133/22 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Promuovere l'uso condiviso delle risorse dello spettro radio nel mercato interno»
COM(2012) 478 final
2013/C 133/04
Relatore: HERNÁNDEZ BATALLER
La Commissione europea, in data 3 settembre 2012, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Promuovere l'uso condiviso delle risorse dello spettro radio nel mercato interno
COM(2012) 478 final.
La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 23 gennaio 2013.
Alla sua 487a sessione plenaria, dei giorni 13 e 14 febbraio 2013 (seduta del 13 febbraio), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 89 voti favorevoli, nessun voto contrario e 3 astensioni.
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1 |
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) sostiene l'approccio della Commissione volto a promuovere l'uso condiviso delle risorse dello spettro radio nel mercato interno, considerato il fatto che i collegamenti senza fili hanno acquisito un'importanza crescente per l'economia. |
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1.2 |
Il CESE si augura che il beneficiario finale dell'intera strategia sarà per davvero il cittadino europeo, e che si possa trarre vantaggio da tutti i progressi conseguiti garantendo l'uso più ampio possibile dello spettro assegnato, in piena sicurezza e con piena garanzia della riservatezza dei dati personali. |
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1.3 |
Qualsiasi normativa approvata dovrà garantire un elevato livello di protezione dei consumatori e la coesione economica, sociale e territoriale, per evitare un ampliamento del divario digitale e impedire che la società dell'informazione avanzi a due velocità diverse. |
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1.4 |
La gestione dell'uso condiviso dello spettro deve portare a un livello elevato di occupazione e aumentare la competitività dell'economia europea, in un quadro che non porti a distorsioni della libera concorrenza e che dia l'occasione di approfondire la ricerca e le tecnologie innovative. Il Comitato chiede alla Commissione di garantire, prima di promuovere la liberalizzazione dello spettro, che l'aumento della concorrenza tra gli operatori nello spettro dia luogo a una creazione netta di posti di lavoro. In tale contesto, conformemente alla strategia Europa 2020, occorre prestare una particolare attenzione alla situazione in cui si trovano gli stati colpiti dallo shock economico e fiscale. |
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1.5 |
Il CESE si augura che la Commissione adotti la raccomandazione relativa a un formato comune per i diritti condivisi di accesso allo spettro e a una terminologia comune per documentare le condizioni e le norme di condivisione. |
2. Introduzione
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2.1 |
Lo spettro è una risorsa pubblica fondamentale per settori e servizi essenziali come quelli delle comunicazioni mobili, senza fili di banda larga e via satellite, le trasmissioni radiofoniche e televisive, il trasporto e la radiolocalizzazione, nonché per applicazioni come gli allarmi, i telecomandi, le protesi uditive, i microfoni e le attrezzature mediche. |
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2.2 |
Esso inoltre contribuisce al buon funzionamento di servizi pubblici come quelli di protezione e sicurezza, compresa la protezione civile, nonché ad attività scientifiche come la meteorologia, l'osservazione della Terra, la radioastronomia e la ricerca spaziale. |
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2.3 |
Un accesso facile allo spettro svolge anche un ruolo nella realizzazione delle comunicazioni elettroniche, in particolare da parte degli utilizzatori e delle imprese situati nelle zone meno popolate o remote, come quelle rurali e insulari. |
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2.4 |
Tutte le norme di regolamentazione dello spettro possono avere implicazioni per la sicurezza, la salute e l'interesse pubblico, nonché conseguenze economiche, culturali, scientifiche, sociali e ambientali. |
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2.5 |
Nel 2002, la decisione sullo spettro radio ha stabilito il quadro normativo fondamentale per la politica in questa materia, e nel 2012 è stata completata dalla decisione sul programma pluriennale relativo alla politica in materia di spettro radio nell'UE, su cui il CESE si è già pronunciato. |
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2.6 |
Il quadro normativo dell'Unione mira a facilitare l'accesso allo spettro, in base al sistema di autorizzazione meno oneroso possibile. Tale quadro favorisce l'utilizzo di autorizzazioni generali, tranne quando le licenze individuali siano chiaramente necessarie. Esso si basa sui principi di un utilizzo efficiente, di una gestione efficace dello spettro e della neutralità rispetto ai servizi e alla tecnologia. La base giuridica è sufficiente affinché la Commissione si occupi della gestione dello spettro, visti il quadro giuridico per le comunicazioni elettroniche, le regole del mercato interno, le norme in materia di trasporti e quelle che impediscono le distorsioni della libera concorrenza. |
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2.7 |
Poiché la gestione dello spettro costituisce una premessa essenziale per il mercato unico digitale, l'iniziativa in esame contribuisce direttamente al perseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020. La Commissione desidera ottenere un ampio consenso per quanto riguarda le misure proposte, in linea con il programma relativo alla politica in materia di spettro radio, per promuovere lo sviluppo di innovazioni senza fili nell'UE e garantire che lo spettro attualmente assegnato sia utilizzato nella massima misura possibile. |
3. La comunicazione della Commissione
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3.1 |
La comunicazione esamina i fattori che rendono possibile e quelli che rafforzano l'uso condiviso dello spettro, come la banda larga senza fili, la società connessa senza fili e la ricerca e le tecnologie innovative, osservando che:
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3.2 |
La comunicazione affronta le sfide sulla via verso un maggiore uso condiviso dello spettro, e riflette sulla gestione delle interferenze dannose per eliminare l'incertezza, sulla creazione di garanzie e incentivi sufficienti per tutte le parti interessate e sulla capacità delle bande non soggette a licenza. |
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3.2.1 |
Per favorire un maggiore uso condiviso dello spettro è necessario:
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3.3 |
La Commissione propone di creare due strumenti per incentivare un uso maggiore e più efficiente delle risorse dello spettro esistenti:
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3.4 |
Nella misura in cui il progresso tecnologico consente maggiori opportunità di condivisione vantaggiose nel mercato interno, la Commissione considera necessario promuovere gli investimenti e incoraggiare gli utilizzatori dello spettro a usare più efficacemente le risorse dello stesso definendo, in stretta cooperazione con gli Stati membri, una procedura e i criteri fondamentali per individuare le opportunità di condivisione vantaggiose a livello UE (ad esempio, mediante l'adozione di una raccomandazione). |
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3.5 |
Secondo la Commissione, i contratti di condivisione dello spettro possono offrire agli utilizzatori una maggior certezza del diritto, creando al contempo incentivi basati sul mercato, tra cui compensazioni finanziarie, al fine di individuare ulteriori opportunità di condivisione vantaggiose nel mercato interno, nel caso in cui le autorità nazionali di regolamentazione (ANR) concedano diritti di accesso condiviso allo spettro ad altri utilizzatori di una banda di frequenze. |
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3.6 |
La Commissione propone di stabilire, per le prossime tappe, le misure che seguono:
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4. Osservazioni generali
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4.1 |
Il Comitato valuta positivamente il contenuto della comunicazione della Commissione, poiché comporta l'apertura di un processo necessario di riflessione per un futuro adeguamento del contesto normativo dell'UE agli obiettivi del programma pluriennale relativo alla politica in materia di spettro radio (RSPP). |
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4.1.1 |
In quest'ottica, la comunicazione esplora le formule per rimediare all'assenza di spettro libero e ai costi elevati legati a una riassegnazione dello spettro per nuovi usi, fattori che comportano serie limitazioni all'uso dei collegamenti senza fili, e propone modifiche sostanziali alla gestione dello spettro. |
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4.2 |
Per rimuovere gli attuali ostacoli normativi che frenano la diffusione di tecnologie innovative di accesso alle frequenze radio e per agevolare la condivisione dello spettro, la Commissione opta per un approccio onnicomprensivo in cui le autorità nazionali di regolamentazione e gli accordi fra gli utilizzatori storici e quelli nuovi dovranno facilitare attivamente l'uso collettivo e condiviso dello spettro. |
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4.3 |
Inoltre, essa propone di agire basandosi sul vigente quadro normativo dell'UE per le comunicazioni elettroniche, mediante lo sviluppo e l'attuazione dei principi di uso efficiente e di gestione efficace dello spettro, nonché di neutralità tecnologica e dei servizi, proposta che il CESE considera estremamente pertinente. Di conseguenza, la Commissione intende fare un utilizzo razionale delle sue competenze in questo settore, con l'intenzione di migliorare e generalizzare, nella misura del possibile, l'uso dello spettro radio. Si tratta di utilizzare la libera concorrenza e la convergenza dei criteri di autorizzazione all'utilizzo da parte delle ANR, ponendo un'enfasi particolare sull'accesso mediante licenze condivise. |
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4.4 |
Ciononostante, il Comitato desidera sottolineare diversi aspetti relativi al contenuto della comunicazione della Commissione in esame, per agevolare, nella misura del possibile, lo sviluppo delle future fasi normative riguardanti lo spettro radio, in modo che poggino su principi solidi, in particolare su quelli della democrazia, della trasparenza, del rispetto dei diritti fondamentali e dei diritti dei consumatori, nonché di quelli degli utilizzatori delle comunicazioni elettroniche. In particolare, i diritti dei consumatori e degli utilizzatori devono essere tutelati in modo chiaro dalle frodi, per cui occorre stabilire criteri a favore di un prezzo giusto, dell'accesso generalizzato allo spettro e di meccanismi efficienti di reclamo e indennizzo, nonché garantire che i controllori indipendenti possano dirimere i conflitti transnazionali sull'uso dello spettro, evitando interferenze dannose. La Commissione dovrà fare il punto, in apposite relazioni periodiche, sulle misure adottate e sugli obiettivi raggiunti in riferimento ai diritti e ai doveri indicati. |
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4.5 |
Il Comitato invita la Commissione, nel contesto del futuro sviluppo del quadro normativo pertinente, a redigere un elenco il più completo possibile sugli «ostacoli normativi» incontrati dalle tecnologie innovative di accesso alle frequenze radio. |
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4.6 |
Si tratta di evitare che, con la scusa di una ferrea protezione degli utilizzatori, si cerchi in realtà, per motivi nazionali o analoghe ragioni di carattere protezionistico, di impedire l'apertura più ampia possibile dello spettro, un'apertura che faciliti l'ingresso di altri utilizzatori e l'adozione di tecnologie innovative. Il Comitato economico e sociale europeo considera necessario che l'applicazione della comunicazione garantisca alle persone con disabilità di avere maggiore accesso alle nuove tecnologie. |
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4.7 |
Ciò fra l'altro comporterebbe un aumento degli introiti grazie ai canoni per l'uso dello spettro, i cui benefici non danno adito a dubbi. Va peraltro sottolineato che, dal momento che lo spettro è uno spazio fisico limitato e che le misure previste aumenteranno il traffico degli utilizzatori, si dovrà riflettere con attenzione su varie questioni, come la compensazione per i detentori attuali di licenze d'uso, il modo di evitare il collasso o la contrazione dello spettro per eccesso di sfruttamento, come garantire l'introduzione di tecnologie più innovative, ecc. In quest'ottica, e nonostante l'oggetto del presente parere non coincida con alcuni di quelli precedenti relativi all'applicazione delle misure dell'UE collegate al mutamento tecnologico, come ad esempio il cosiddetto dividendo digitale, si dovrebbe riflettere sull'impatto reale di tali misure ai fini di una razionalizzazione delle aspettative generate dallo sviluppo della politica dell'UE in materia di spettro radio. |
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4.8 |
D'altro canto, il Comitato è propenso a limitare, per quanto possibile, l'emissione di licenze individuali da parte delle ANR, e si esprime a favore di un accesso molto più aperto, purché ciò sia consentito dalla disponibilità materiale e dal rispetto dei diritti acquisiti dagli utilizzatori dello spettro. Per questo, invita le ANR a fare un ricorso limitato e ben motivato alla concessione di licenze individuali, così da garantire un accesso molto più aperto. |
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4.9 |
Fra gli altri obiettivi importanti, dalla comunicazione si deduce anche la necessità di ridurre il divario tecnologico tra i fabbricanti europei e quelli dei paesi terzi per quanto riguarda gli apparecchi che consentono le comunicazioni elettroniche; una delle cause di tale divario è la frammentazione del quadro normativo vigente. Il CESE chiede alla Commissione europea di aggiungere una scheda d'impatto sui possibili benefici che la liberalizzazione dello spettro potrebbe comportare qualora si desideri porre rimedio al divario digitale tra gli Stati membri dell'UE. Di conseguenza, il Comitato sostiene un adeguamento urgente di tale quadro, e confida in proposito nella capacità della Commissione di arrivare a una soluzione normativa grazie alle procedure di comitato (comitatologia). |
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4.9.1 |
D'altro canto, il Comitato sottolinea il fermo impegno dell'UE nei confronti dei diritti fondamentali e invita la Commissione, al momento di elaborare le norme di adeguamento necessarie, ad agire con la massima prudenza a favore della protezione di diritti fondamentali quali quelli riguardanti la riservatezza, il segreto professionale o il trattamento dei dati che possono essere immagazzinati dai fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche. |
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4.9.2 |
Allo stesso modo, sembra opportuno stabilire una vigilanza efficace sull'accesso senza licenza di nuovi utilizzatori alle bande quando questi assumono una posizione di primo piano per il valore aggiunto apportato dalle loro innovazioni tecnologiche, in particolare ove interferiscano con l'uso pacifico dello spettro di cui beneficiano parti terze i cui diritti di protezione non siano garantiti da un'ANR. Il Comitato economico e sociale europeo esprime preoccupazione per l'impatto che tale processo di liberalizzazione può avere sull'applicazione del principio di accesso ai servizi d'interesse generale (polizia, ambulanze, servizi di soccorso, ecc.). |
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4.9.3 |
Occorre inoltre esaminare minuziosamente la situazione degli utilizzatori che desiderino accedere allo spettro e che prestino un servizio di interesse generale: tali utilizzatori potrebbero essere esonerati dal pagamento della compensazione finanziaria, oppure si potrebbe stabilire un livello simbolico, mediante una disposizione sovranazionale ed eventualmente tramite l'adozione della normativa pertinente. |
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4.9.3.1 |
Quanto sopra esposto vale fatto salvo il dovere di promuovere gli obiettivi di interesse generale nel rispetto del diritto dell'UE, in particolare per quanto riguarda la normativa sui contenuti e la politica audiovisiva, nonché il diritto degli Stati membri di organizzare e usare il proprio spettro radio a fini di ordine e sicurezza pubblica. |
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4.10 |
Ragioni di indipendenza e di certezza giuridica inducono inoltre il CESE a suggerire che la responsabilità della supervisione e della comunicazione circa l'esistenza degli accordi di uso condiviso fra utilizzatori e la loro conformità rispetto alle norme sulla concorrenza sia affidata alle ANR e - ove opportuno - all'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) quando siano necessari la pianificazione strategica, il coordinamento e l'armonizzazione, in particolare delle procedure di concessione di autorizzazioni generali o di diritti individuali per l'uso delle frequenze radio e quando sia necessario per superare le barriere che ostacolano lo sviluppo del mercato interno. |
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4.11 |
La Commissione dovrebbe elaborare un codice di buone pratiche, in collaborazione coi rappresentanti delle associazioni dei consumatori e con i rappresentanti delle imprese, riguardante la diffusione di informazioni a livello UE sulle richieste di uso condiviso vantaggioso e sui relativi risultati. Ciò faciliterebbe la generalizzazione di processi trasparenti e una gestione ottimale delle risorse esistenti nell'«inventario dello spettro». |
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4.12 |
Infine, il CESE invita la Commissione a elaborare, sulla base dei lavori del gruppo «Politica dello spettro radio» (GPER), un atto di esecuzione come previsto all'articolo 291 del TFUE, che aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi in materie come una nozione comune delle licenze di accesso condiviso, nonché i termini delle raccomandazioni che promuovano l'utilizzo di criteri comuni di concessione delle licenze stesse nell'UE, in modo da facilitarne l'applicazione in tutti gli Stati membri. |
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4.12.1 |
Tale norma dovrebbe prevedere, fra gli altri elementi rilevanti, la protezione dei principi di libera concorrenza, oltre alla tutela della sicurezza e dei diritti degli utilizzatori delle comunicazioni elettroniche, con un'attenzione particolare per la riduzione dei costi legati al pagamento dei servizi prestati dai fornitori delle comunicazioni elettroniche stesse. |
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4.13 |
Il Comitato è convinto che la possibile innovazione tecnologica derivante da una maggiore presenza di operatori nello spettro possa beneficiare di una dotazione a carico dei fondi dell'UE, onde promuovere il progresso tecnologico negli Stati meno sviluppati dell'Unione. |
Bruxelles, 13 febbraio 2013
Il presidente del Comitato economico e sociale europeo
Staffan NILSSON