Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 /* COM/2011/0809 konč. - 2011/0401 (COD) */
RELAZIONE 1. CONTESTO DELLA PROPOSTA La serie di proposte relative al programma "Orizzonte
2020" è stata redatta interamente in linea con la comunicazione della
Commissione "Un bilancio per la strategia 2020"[1] che sostiene integralmente la
strategia Europa 2020, nella quale la ricerca e l'innovazione sono il fulcro
dell'azione per centrare gli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva. La serie comprende proposte relative a: (1)
un programma quadro per Orizzonte 2020 (trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, TFUE); (2)
una serie unica di regole di partecipazione e
diffusione (TFUE); (3)
un programma specifico unico per attuare Orizzonte 2020
(TFUE); nonché (4)
una proposta unica per le parti di Orizzonte 2020
corrispondenti al trattato Euratom. L'integralità della storia politica e il
contesto di queste proposte legislative sono contenuti in una comunicazione
della Commissione adottata nello stesso tempo e che mira ad affrontare diversi
elementi intersettoriali di rilievo, quali la semplificazione e le modalità di
rafforzamento dell'approccio all'innovazione. Orizzonte 2020 contribuisce direttamente ad
affrontare le principali sfide per la società identificate dall'iniziativa
Europa 2020 e dalle relative iniziative faro, contribuendo inoltre in ugual
misura a creare una leadership industriale in Europa. Ne trarrà vantaggi anche
la base scientifica, fondamento della sostenibilità, della prosperità e del
benessere di lungo termine in Europa. Al fine di conseguire tali obiettivi, le
proposte comprendono un'ampia serie di sostegni integrati nel ciclo della
ricerca e dell'innovazione. Orizzonte 2020 riunisce e rafforza quindi le
attività attualmente finanziate nell'ambito del Settimo programma quadro
per la ricerca, le sezioni che riguardano l'innovazione nel programma quadro "Competitività
e innovazione" e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia. In tal
modo le proposte sono elaborate per conseguire anche una semplificazione di
rilievo a beneficio dei partecipanti. 2. RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE
PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO La preparazione delle quattro proposte ha
tenuto in debita considerazione le risposte a un'ampia consultazione pubblica
basata sul Libro verde "Trasformare le sfide in opportunità: verso un
quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'Unione
europea", COM(2011) 48. Il Consiglio europeo, gli Stati membri e una
vasta compagine di parti interessate dell'industria, dell'accademia e della
società civile hanno formulato osservazioni. Le proposte si basano inoltre su due
valutazioni d'impatto approfondite che a loro volta si fondano sulle
consultazioni con le parti, su valutazioni interne ed esterne nonché su
contributi di esperti di livello internazionale. Le valutazioni hanno evidenziato
che l'opzione Orizzonte 2020 è in grado di apportare una maggior chiarezza
di intenti, conseguendo al meglio la necessaria massa critica di sforzi a
livello di programma e di progetto e di creare il maggior impatto sugli
obiettivi politici e sulle conseguenze economiche, sociali e in termini di
vantaggi per la società; è in grado di semplificare l'iter, per esempio
alleggerendo gli oneri amministrativi per i partecipanti e razionalizzando le
norme e le procedure applicabili, in modo da garantire la coerenza fra gli
strumenti con un nuovo equilibrio fra rischio e fiducia. 3. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA 3.1 Base giuridica La proposta integra le attività di ricerca e
innovazione senza soluzione di continuità al fine di centrare gli obiettivi politici. Orizzonte 2020 si basa quindi sui titoli "Industria"
e "Ricerca e sviluppo tecnologico e spazio" del TFUE (articoli 173 e 182).
Le pertinenti regole di partecipazione e diffusione saranno basate sui medesimi
titoli del TFUE, ossia gli articoli 173, 183 e 188. La base "Industria"
in entrambi i casi fa capo principalmente all'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia (IET), finanziato da un contributo finanziario proveniente da
Orizzonte 2020. Lo IET non è presente a livello di programma specifico. Si rammenta che le attività innovative sono
state esplicitamente incluse in diversi programmi quadro basati sul titolo "Ricerca"
del TFUE e che gli attuali programmi quadro comprendono anche un'ampia gamma di
attività innovative. Ne consegue che il programma specifico mirato ad attuare
Orizzonte 2020 è basato sul titolo "Ricerca e sviluppo tecnologico e
spazio" del TFUE (articolo 182) poiché le attività di tali programmi
ricadono in quelle interessate dal titolo in questione. La proposta di programma Euratom per la
ricerca e la formazione che contribuisce a Orizzonte 2020 è basata sull'articolo
7 del trattato Euratom. 3.2 Principi di sussidiarietà e
di proporzionalità Le proposte sono state elaborate per
massimizzare il valore aggiunto e l'impatto unionali, mantenendo il centro d'interesse
sugli obiettivi e le attività che non possono essere conseguiti dall'azione dei
soli Stati membri. L'intervento a livello unionale è in grado di rafforzare il
quadro complessivo per la ricerca e l'innovazione nonché di coordinare le
attività di ricerca degli Stati membri, evitando in tal modo sovrapposizioni,
mentre si garantisce la certezza di avere una massa critica nei settori chiave
e di utilizzare al meglio il finanziamento pubblico. L'intervento a livello
unionale consente una concorrenza a livello europeo per selezionare le migliori
proposte che innalzino il livello di eccellenza e forniscano visibilità alla
ricerca e all'innovazione d'avanguardia. Un programma a tale livello è inoltre
il migliore strumento per sostenere la mobilità transnazionale che a sua volta
migliora la formazione e lo sviluppo della carriera dei ricercatori. Tale
programma è maggiormente in grado di assumere attività di R&S ad alto
rischio e di lungo termine, poiché il rischio è condiviso mentre si creano una
portata ed economie di scala altrimenti non conseguibili. L'intervento dell'Unione
può ridistribuire equamente gli investimenti pubblici e privati in ricerca e
innovazione, contribuendo allo Spazio europeo di ricerca nel quale conoscenze,
ricercatori e tecnologie possano circolare liberamente, accelerando la
commercializzazione e la diffusione di innovazione nel mercato unico. Sono
inoltre necessari programmi a livello unionale per sostenere le decisioni
strategiche nonché gli obiettivi fissati da un insieme di politiche. Le
valutazioni d'impatto allegate presentano tutti gli elementi a sostegno. 4. INCIDENZA SUL BILANCIO Il bilancio di tutte le proposte è presentato
in prezzi correnti. La scheda finanziaria dell'atto normativo allegata alla presente
decisione stabilisce le implicazioni in materia di bilancio e le risorse umane
e amministrative. Per l'attuazione di Orizzonte 2020 la Commissione può far
ricorso, previa analisi costi-benefici, a un'agenzia esecutiva esistente o di
nuova istituzione, secondo il disposto del regolamento (CE) n. 58/2003 del
Consiglio, del 19 maggio 2003, che definisce lo statuto delle agenzie
esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione
dei programmi comunitari. 2011/0401 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO del XXX che istituisce il programma quadro di ricerca
e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 (Testo rilevante ai fini del SEE) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (TFUE), in particolare l'articolo 173, paragrafo 3, e l'articolo 182,
paragrafo 1, vista la proposta della Commissione europea, previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali, visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[2], visto il parere del Comitato delle regioni[3], deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria, considerando quanto segue: (1)
L'Unione ha per obiettivo di rafforzare le proprie
basi tecnologiche e scientifiche attraverso l'attuazione di uno Spazio europeo
della ricerca (European Research Area, ERA) nel quale possano circolare
liberamente ricercatori, conoscenze scientifiche e tecnologie, al fine di
esortare l'Unione a essere più competitiva anche nel suo settore industriale.
Al fine di conseguire tali obiettivi è opportuno che l'Unione svolga attività
mirate ad attuare la ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione in ambito
tecnologico, a promuovere la cooperazione internazionale, a diffondere e a ottimizzare
i risultati nonché a stimolare la formazione e la mobilità. (2)
L'Unione ha inoltre per missione di garantire le
condizioni necessarie alla competitività dell'industria dell'Unione. A tal fine
è opportuno che l'azione sia mirata a promuovere il miglior sfruttamento del
potenziale industriale di politiche per lo sviluppo dell'innovazione, della
ricerca e della tecnologia. (3)
L'Unione è impegnata a conseguire la strategia
Europa 2020[4],
che ha fissato obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; in
essa si sottolinea il ruolo della ricerca e dell'innovazione quali motori
fondamentali della prosperità sociale ed economica nonché della sostenibilità
ambientale, con l'obiettivo di incrementare la spesa di R&S fino al 3% del
prodotto interno lordo (PIL) entro il 2020, sviluppando nel contempo un
indicatore di intensità dell'innovazione. In questo contesto le iniziative faro
dell'Unione dell'innovazione delineano un approccio strategico e integrato alla
ricerca e all'innovazione, stabilendo il quadro di riferimento e gli obiettivi
ai quali è chiamato a contribuire il futuro finanziamento dell'Unione dell'innovazione.
La ricerca e l'innovazione rappresentano inoltre fattori essenziali per le
altre iniziative faro di Europa 2020, in particolare per quanto attiene alle
iniziative "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse", "La
politica industriale per l'era della mondializzazione" e "Un'Agenda
digitale per l'Europa". La politica di coesione svolge inoltre un ruolo di
rilievo per conseguire gli obiettivi Europa 2020 relativi alla ricerca e all'innovazione,
poiché rafforza le capacità istituzionali e spiana così la via all'eccellenza. (4)
In occasione del vertice del 4 febbraio 2011, il
Consiglio europeo ha caldeggiato il concetto di quadro strategico comune per il
finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'Unione europea al fine di
migliorare l'efficienza del finanziamento della ricerca e dell'innovazione a
livello nazionale e unionale; ha altresì invitato l'Unione ad affrontare senza
indugi gli ostacoli residui per attrarre i talenti e gli investimenti per
completare il SER entro il 2014 e a creare un vero mercato unico delle
conoscenze, della ricerca e dell'innovazione. (5)
Nella sua risoluzione dell'11 novembre 2010[5] il Parlamento europeo ha auspicato
una radicale semplificazione del meccanismo di finanziamento dell'Unione della
ricerca e dell'innovazione, sottolineando l'importanza di tale Unione per
trasformare l'Europa per il mondo che seguirà la crisi; nella sua risoluzione
del 12 maggio 2011[6]
ha attirato l'attenzione sulle importanti esperienze da trarre dalla
valutazione intermedia del Settimo programma quadro nella sua risoluzione dell'8
giugno 2011[7]
e ha sostenuto il concetto di quadro strategico comune per il finanziamento
della ricerca e dell'innovazione nella risoluzione del 27 settembre 2011[8]. (6)
Il 26 novembre 2010 il Consiglio dell'Unione
europea ha chiesto che i futuri programmi di finanziamento dell'UE siano
maggiormente incentrati sulle priorità di Europa 2020, riguardino le problematiche
sociali e le tecnologie fondamentali, facilitino la ricerca collaborativa e la
ricerca promossa dall'industria, razionalizzino gli strumenti, semplifichino
notevolmente l'accesso, riducano i tempi di commercializzazione e
contribuiscano a rafforzare l'eccellenza. (7)
L'importanza di un approccio strategico coerente è
stata inoltre sottolineata nei pareri emessi dal comitato per lo Spazio europeo
della ricerca il 3 giugno 2011[9],
dal Comitato delle regioni il 30 giugno 2011[10]
e dal Comitato economico e sociale il 13 luglio 2011[11]. (8)
Nella revisione del bilancio, adottato il 19
ottobre 2010, si è stabilito su quali principi fondamentali è opportuno basare
in futuro il bilancio dell'UE, ossia l'applicazione di strumenti che
garantiscano un valore aggiunto unionale, un indirizzo maggiormente orientato
ai risultati e la mobilitazione di risorse provenienti da altre fonti di
finanziamento pubbliche e private; si è proposto di fondere tutti gli strumenti
unionali per la ricerca e l'innovazione in un quadro strategico comune. (9)
Il Libro verde "Trasformare le sfide in
opportunità: verso un quadro strategico comune per il finanziamento della
ricerca e dell'innovazione dell'Unione europea"[12]: ha individuato le principali
questioni sulle modalità di realizzazione di tali obiettivi ambiziosi e ha
avviato un'ampia consultazione pubblica, nel corso della quale le parti
interessate e le istituzioni dell'Unione si sono dichiarate in gran parte d'accordo
con le idee ivi presentate. (10)
Nella comunicazione "Un bilancio per la
strategia Europa 2020"[13],
la Commissione ha proposto di affrontare con un unico quadro strategico comune
per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione i settori interessati nel
periodo 2007-2013 dal Settimo programma quadro per la ricerca, dalle sezioni
che riguardano l'innovazione nel programma quadro "Competitività e
innovazione" e dall'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, al fine
di conseguire l'obiettivo della strategia Europa 2020 di aumentare la spesa in
R&S fino al 3% del PIL entro il 2020. In questa comunicazione la
Commissione si è altresì impegnata a integrare i cambiamenti climatici nei
programmi di spesa dell'Unione e a destinare almeno il 20% del bilancio dell'Unione
agli obiettivi legati al clima. L'azione per il clima e l'efficienza delle risorse
sono obiettivi che si rafforzano reciprocamente per centrare l'obiettivo dello
sviluppo sostenibile. È opportuno integrare gli obiettivi specifici pertinenti
a entrambi attraverso gli altri obiettivi specifici di Orizzonte 2020. Ne
consegue che è necessario che almeno il 60% della dotazione complessiva di
Orizzonte 2020 sia collegato allo sviluppo sostenibile. Si stima inoltre che è
opportuno che la spesa afferente al clima superi il 35% del bilancio, comprese
misure reciprocamente compatibili per migliorare l'efficienza delle risorse. È
necessario che la Commissione fornisca informazioni in merito alla scala e ai
risultati degli obiettivi in materia di cambiamenti climatici. È opportuno che
la spesa per il clima nell'ambito di Orizzonte 2020 si attenga alle
prescrizioni metodologiche stabilite in tale comunicazione. (11)
Il programma quadro di ricerca e innovazione nell'Unione
europea Orizzonte 2020 (nel prosieguo, Orizzonte 2020), è incentrato su tre
priorità: generare una scienza eccellente finalizzata a rafforzare l'eccellenza
scientifica dell'Unione a livello internazionale, promuovere la leadership
industriale mirata a sostenere l'attività economica, comprese le PMI, e infine
innovare per affrontare le sfide sociali, per rispondere direttamente alle sfide
identificate nella strategia Europa 2020 per mezzo di attività ausiliari che
coprono l'intero spettro dalla ricerca al mercato. È opportuno che Orizzonte 2020
sostenga tutte le fasi della catena dell'innovazione, in particolare le
attività prossime al mercato grazie all'inclusione di strumenti finanziari,
nonché di innovazioni non tecnologiche e sociali che mirano a soddisfare le
esigenze della ricerca di un'ampia gamma di strategie europee ponendo l'accento
sull'uso e la diffusione più ampi possibile delle conoscenze ottenute dalle
attività finanziate fino allo sfruttamento commerciale. È inoltre opportuno
finanziare le priorità di Orizzonte 2020 per mezzo di un programma nell'ambito
del trattato Euratom sulla ricerca e la formazione nel settore nucleare. (12)
È opportuno che il Centro comune di ricerca (CCR)
fornisca un sostegno scientifico e tecnico alle politiche unionali, basato
sulla domanda, con la flessibilità necessaria per adattarsi alle nuove esigenze
strategiche. (13)
Nell'ambito del triangolo della conoscenza
costituito da ricerca, educazione e innovazione, è opportuno che le comunità
della conoscenza e dell'innovazione dell'istituto europeo di innovazione e
tecnologia contribuiscano in modo deciso ad affrontare gli obiettivi Orizzonte 2020,
comprese le sfide sociali, in particolare attraverso l'integrazione di ricerca,
educazione e innovazione. Al fine di garantire la complementarità fra Orizzonte
2020 e un adeguato utilizzo dei fondi, è opportuno che il contributo
finanziario dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia sia erogato
mediante due stanziamenti, il secondo dei quali è subordinato a un riesame. (14)
È auspicabile che Orizzonte 2020 contribuisca agli
obiettivi dei partenariati europei per l'innovazione, in linea con l'iniziativa
faro "Unione dell'innovazione" che riunisce tutte parti interessate
dell'intera catena della ricerca e dell'innovazione, al fine di razionalizzare,
semplificare e coordinare meglio strumenti e iniziative. (15)
La semplificazione è l'obiettivo centrale di
Orizzonte 2020 e tale preoccupazione deve trovare eco nella sua elaborazione,
nelle sua norme, nella sua gestione finanziaria e nella sua attuazione.
Orizzonte 2020 mira ad attrarre una forte partecipazione delle università, dei
centri di ricerca, dell'industria, in particolare le PMI, e può essere aperto a
nuovi partecipanti, poiché riunisce l'intera gamma di sostegni alla ricerca e
all'innovazione in un quadro strategico comune, comprensivo di una serie
razionalizzata di forme di finanziamento e si basa su regole di partecipazione
i cui principi si applicano a tutte le azioni del programma. La semplificazione
delle norme di finanziamento riduce le spese amministrative di partecipazione e
contribuirà a ridurre gli errori finanziari. (16)
A norma dell'articolo 182, paragrafo 1, del TFUE,
il programma quadro fissa il massimale complessivo e le norme particolareggiate
di partecipazione finanziaria dell'Unione allo stesso programma nonché le
rispettive quote per ciascuna attività prevista. (17)
È opportuno che il presente regolamento stabilisca,
per tutta la durata di Orizzonte 2020, una dotazione finanziaria
complessiva, che costituisce per l'autorità di bilancio il riferimento
privilegiato nel corso della procedura di bilancio annuale, ai sensi del
punto [] dell'accordo interistituzionale del XX/201Z tra il
Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla cooperazione in materia
di bilancio e la sana gestione finanziaria. (18)
È opportuno garantire una corretta finalizzazione
di Orizzonte 2020 e dei programmi precedenti, soprattutto in relazione alla
proroga dei meccanismi pluriennali di gestione, come il finanziamento dell'assistenza
tecnica e amministrativa. (19)
La realizzazione di Orizzonte 2020 può comportare l'istituzione
di programmi complementari cui partecipano soltanto alcuni Stati membri, la
partecipazione dell'Unione a programmi avviati da più Stati membri o la
creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli
articoli 184, 185 e 187 del TFUE. (20)
Con l'intento di approfondire la relazione fra
scienza e società nonché di rafforzare la fiducia del pubblico nella scienza, è
opportuno che Orizzonte 2020 favorisca un impegno informato dei cittadini e
della società civile per quanto attiene alle questioni di ricerca e
innovazione, per mezzo della promozione dell'educazione scientifica, rendendo
le conoscenze scientifiche più accessibili, sviluppando programmi di ricerca e
innovazione scientifiche responsabili che rispondano ai dubbi e alle
aspettative dei cittadini e della società civile, agevolandone la
partecipazione a Orizzonte 2020. (21)
È opportuno che l'attuazione di orizzonte 2020
risponda alle opportunità e alle esigenze in evoluzione negli ambiti
scientifici, tecnologici, industriali, politici e sociali. In quanto tali, è
necessario che questi programmi siano definiti in stretta collaborazione con le
parti di tutti i settori interessati, consentendo inoltre una flessibilità
sufficiente in caso di nuovi sviluppi. Durante lo svolgimento di
Orizzonte 2020 è opportuno avvalersi in via continuativa di consulenze
esterne, facendo altresì uso delle strutture pertinenti, quali le piattaforme
tecnologiche europee, le iniziative di programmazione congiunta e i
partenariati europei per l'innovazione. (22)
È necessario che Orizzonte 2020 contribuisca a
rendere attraente la professione di ricercatore nell'Unione europea. A tal fine
è opportuno conferire un'attenzione adeguata alla Carta europea dei ricercatori
e al Codice di condotta per l'assunzione di ricercatori[14], oltre agli altri quadri di
riferimento pertinenti definiti nell'ambito dello Spazio europeo della ricerca,
rispettandone la natura volontaria. (23)
È opportuno che le attività sviluppate nell'ambito
di Orizzonte 2020 mirino a promuovere l'uguaglianza di genere nei settori
R&S, risolvendo in particolare le cause dello squilibrio fra i generi,
sfruttando il pieno potenziale dei ricercatori donne e uomini e integrando la
dimensione di genere nel contenuto dei progetti al fine di migliorare la
qualità della ricerca e stimolare l'innovazione. È inoltre opportuno che le
attività mirino all'attuazione dei principi relativi alla parità tra uomini e
donne quali enunciati agli articoli 2 e 3 del TUE e all'articolo 8 del TFUE. (24)
È necessario che le attività di ricerca e
innovazione finanziate nell'ambito di Orizzonte 2020 rispettino i principi
etici di base. È opportuno prendere in considerazione anche in futuro i pareri
espressi dal Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie. È
inoltre auspicabile che le attività di ricerca tengano conto dell'articolo 13
del TFUE e riducano l'impiego di animali nella ricerca e nella sperimentazione,
con l'obiettivo finale di una rinuncia al loro utilizzo. È opportuno che tutte
le attività siano condotte garantendo un livello elevato di protezione della
salute umana ai sensi dell'articolo 168 del TFUE. (25)
La Commissione europea non richiede esplicitamente
l'uso di cellule staminali embrionali umane. La decisione di utilizzare cellule
staminali umane, adulte o embrionali, spetta ai ricercatori in funzione dell'obiettivo
che intendono conseguire ed è subordinata a un rigoroso esame etico. È
opportuno non finanziare i progetti che comportano l'uso di cellule staminali
embrionali umane e che non ottengano la necessaria approvazione degli Stati
membri. È opportuno non finanziare attività che risultino vietate in tutti gli
Stati membri. È opportuno non finanziare in uno Stato membro attività in esso
proibite. (26)
Al fine di conseguire il massimo impatto, è
necessario che Orizzonte 2020 sviluppi sinergie con altri programmi unionali in
settori quali l'educazione, lo spazio, l'ambiente, la competitività e le PMI,
la sicurezza interna, la cultura e i media, in collaborazione con i fondi della
politica di coesione e della politica di sviluppo rurale, particolarmente
indicati per rafforzare le capacità di ricerca e innovazione a livello
nazionale e regionale nell'ambito delle strategie di specializzazione
intelligente. (27)
Le PMI rappresentano una significativa fonte di
innovazione e crescita in Europa. Di conseguenza, è richiesta in Orizzonte 2020
una forte partecipazione delle PMI quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE[15] della Commissione del 6 maggio
2003. Questo dato mira a sostenere le finalità del quadro fondamentale sulle
piccole imprese (Small Business Act)[16]. (28)
Nell'intento di conseguire il maggior impatto possibile
sui finanziamenti unionali, è auspicabile che Orizzonte 2020 sviluppi strette
sinergie che possono anche assumere la forma di partenariati pubblico-privato,
mediante programmi nazionali e regionali a sostegno della ricerca e dell'innovazione. (29)
È inoltre possibile incidere maggiormente
combinando i finanziamenti di Orizzonte 2020 e quelli dei partenariati
pubblico-privato nei settori chiave nei quali la ricerca e l'innovazione
possono contribuire agli obiettivi di maggiore competitività dell'Europa e a
risolvere le sfide sociali. È possibile continuare ad avvalersi dei
partenariati pubblico-privato sotto forma di iniziative tecnologiche congiunte
varate nell'ambito della decisione n. 1982/2006/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente il Settimo programma quadro
della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e
dimostrazione (2007-2013)[17],
ricorrendo a strutture più adeguate. (30)
È necessario che Orizzonte 2020 promuova la
cooperazione con i paesi terzi sulla base degli interessi comuni e dei
reciproci vantaggi. È opportuno far sì che la cooperazione internazionale in
ambito scientifico, tecnologico e innovativo sia mirata a conseguire gli
obiettivi di Europa 2020 per rafforzare la competitività e ad affrontare le
sfide sociali nonché a sostenere le politiche unionali esterne e di sviluppo,
anche per mezzo dello sviluppo di sinergie con i programmi esterni e del
contributo agli impegni internazionali, quali il conseguimento degli obiettivi
di sviluppo del millennio. (31)
Al fine di mantenere condizioni di parità per tutte
le imprese che operano sul mercato interno, è opportuno che il finanziamento di
Orizzonte 2020 sia elaborato conformemente alla legislazione sugli aiuti di
Stato, al fine di garantire l'efficacia della spesa pubblica e di prevenire
distorsioni del mercato, come l'esclusione del finanziamento privato, che crea
strutture di mercato inefficienti o il mantenimento di imprese inefficienti. (32)
L'esigenza di un nuovo approccio al controllo e
alla gestione del rischio nel finanziamento unionale della ricerca è stata
riconosciuta dal Consiglio europeo del 4 febbraio 2011, ne consegue
che è necessario un nuovo equilibrio tra fiducia e controlli e tra l'assunzione
e l'evitamento dei rischi. Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione dell'11
novembre 2010 sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di
ricerca, ha auspicato una transizione pragmatica verso la semplificazione
amministrativa e finanziaria ribadendo che è opportuno che la gestione dei
finanziamenti unionali della ricerca sia maggiormente basata sulla fiducia e
più tollerante ai rischi nei confronti dei partecipanti. La relazione di
valutazione intermedia del Settimo programma quadro di ricerca (2007-2013)
conclude che si impone un approccio più radicale per giungere a un salto di
qualità in materia di semplificazione e che è necessario ristabilire l'equilibrio
fra il rischio e la fiducia. (33)
È opportuno che gli interessi finanziari dell'Unione
siano tutelati attraverso misure proporzionate in tutto il ciclo di spesa,
anche attraverso la prevenzione e l'individuazione di irregolarità, lo
svolgimento di indagini sulle stesse, il recupero dei fondi perduti, pagati
indebitamente o non correttamente utilizzati e, se del caso, attraverso sanzioni.
Una strategia di controllo riveduta, che sposti il centro focale dalla
minimizzazione dei livelli di errore verso il controllo basato sul rischio e l'individuazione
delle frodi, è in grado di ridurre l'onere dei controlli per i partecipanti. (34)
È importante garantire la sana gestione finanziaria
di Orizzonte 2020, la sua attuazione nel modo più efficiente e semplice,
assicurando la certezza giuridica e l'accessibilità del programma per tutti i
partecipanti. È necessario garantire la conformità con il regolamento (UE)
n. XXXX/2012 [nuovo regolamento finanziario] e con i requisiti della
semplificazione e di una migliore regolamentazione. (35)
Una gestione efficace delle prestazioni comprensiva
di valutazione e monitoraggio richiede lo sviluppo di indicatori specifici di
efficienza misurabili diacronicamente; è necessario che siano nel contempo
realistici e rispecchino la logica dell'intervento e risultino importanti per l'adeguata
gerarchia di obiettivi e attività. È opportuno istituire adeguati meccanismi di
coordinamento fra l'attuazione e il monitoraggio di Orizzonte 2020 e il
monitoraggio dei progressi, dei risultati e del funzionamento dello Spazio
europeo della ricerca. (36)
Gli obiettivi di Orizzonte 2020 non possono essere
conseguiti in modo adeguato dagli Stati membri per quanto attiene al
rafforzamento del quadro complessivo della ricerca e dell'innovazione e al
coordinamento degli sforzi intraunionali, evitando sovrapposizioni, garantendo
la certezza di avere una massa critica nei settori chiave e di utilizzare al
meglio il finanziamento pubblico; tali obiettivi possono invece essere
conseguiti meglio a livello unionale, e pertanto è opportuno che l'Unione
adotti misure ai sensi del principio di sussidiarietà quale enunciato all'articolo
5 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'iniziativa Orizzonte 2020
si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza
al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. (37)
Per ragioni di chiarezza e di certezza del diritto
è opportuno abrogare la decisione n. 1982/2006/CE, HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: TITOLO I
ISTITUZIONE Articolo 1
Oggetto Il presente regolamento istituisce il
programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte 2020 (nel prosieguo,
Orizzonte 2020) e stabilisce il quadro giuridico che disciplina il sostegno
unionale alle attività di ricerca e innovazione e che promuove lo sfruttamento
del potenziale industriale delle strategie relative all'innovazione, alla
ricerca e allo sviluppo tecnologico. Articolo 2
Definizioni Ai fini del presente regolamento, si applicano
le seguenti definizioni: (a)
"attività di ricerca e innovazione":
l'intera gamma di attività di ricerca, sviluppo tecnologico, dimostrazione e
innovazione, comprese la promozione della cooperazione con i paesi terzi e le
organizzazioni internazionali, la diffusione e l'ottimizzazione dei risultati
nonché la promozione della formazione e della mobilità dei ricercatori nell'Unione; (b)
"azioni dirette": attività di
ricerca e innovazione avviate dalla Commissione attraverso il proprio Centro
comune di ricerca; (c)
"azioni indirette": attività di
ricerca e innovazione cui l'Unione fornisce sostegno finanziario e che sono intraprese
dai partecipanti; (d)
"partenariato pubblico-privato":
un partenariato nel quale i partner del settore privato, l'Unione e, se del
caso, altri partner si impegnano a sostenere congiuntamente lo sviluppo e l'attuazione
di un programma o di attività di ricerca e innovazione; (e)
"partenariato pubblico-pubblico":
un partenariato nel quale organismi pubblici o organismi investiti di
attribuzioni di servizio pubblico a livello regionale, nazionale o
internazionale si impegnano con l'Unione a sostenere congiuntamente lo sviluppo
e l'attuazione di un programma o di attività di ricerca e innovazione. Articolo 3
Istituzione di Orizzonte 2020 Orizzonte 2020 è istituito per il periodo dal 1° gennaio
2014 al 31 dicembre 2020. Articolo 4
Valore aggiunto unionale Orizzonte 2020 svolge un ruolo centrale nell'attuazione
della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva creando un quadro strategico comune per il finanziamento della
ricerca e dell'innovazione dell'Unione, che funga da mezzo per moltiplicare gli
investimenti privati, creare nuove opportunità occupazionali e garantire la
crescita e competitività di lungo termine per l'Europa. Articolo 5
Obiettivi generali, priorità e obiettivi specifici 1. Orizzonte 2020 contribuisce a
costruire un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione in tutta l'Unione
mediante la mobilitazione di finanziamenti supplementari sufficienti per la
ricerca, lo sviluppo e l'innovazione. In tal modo sostiene l'attuazione della
strategia Europa 2020 e altre politiche dell'Unione, nonché il conseguimento e
il funzionamento dello Spazio europeo della ricerca (SER). I pertinenti
indicatori di efficienza sono stabiliti nell'introduzione dell'allegato I. 2. Tale obiettivo di natura
generale è perseguito per mezzo di tre priorità che si rafforzano
reciprocamente, dedicate a: (a)
Eccellenza scientifica; (b)
Leadership industriale; (c)
Sfide per la società. Gli obiettivi specifici corrispondenti a ciascuna
delle tre priorità sono stabiliti nelle sezioni da I a III dell'allegato I,
congiuntamente alle grandi linee delle attività. 3 Il Centro comune di ricerca
contribuisce all'obiettivo generale e alle priorità di cui ai paragrafi 1 e 2
fornendo sostegno scientifico e tecnico alle politiche unionali. Le grandi
linee delle attività sono stabilite alla parte IV dell'allegato I. 4. L'istituto europeo di
innovazione e tecnologia (IET) istituito dal regolamento (CE) n. 294/2008
del Parlamento europeo e del Consiglio[18]
contribuisce all'obiettivo generale e alle priorità di cui ai paragrafi 1 e 2
con l'obiettivo specifico di integrare il triangolo della conoscenza composto da
ricerca, innovazione e istruzione. I pertinenti indicatori di efficienza dell'Istituto
europeo di innovazione e tecnologia sono stabiliti nell'introduzione dell'allegato
I e le grandi linee di tale specifico obiettivo nonché le attività sono
stabilite alla parte V dell'allegato I. 5. Fra le priorità e le grandi
linee di cui al paragrafo 2, si tiene conto delle nuove esigenze impreviste
suscettibili di insorgere nel periodo di attuazione di Orizzonte 2020. Tra
esse si annoverano le risposte alle opportunità emergenti, le crisi e le
minacce, alle esigenze relative allo sviluppo di nuove politiche unionali e
allo svolgimento di azioni previste a sostegno nell'ambito di programmi futuri. Articolo 6
Dotazione di bilancio 1. La dotazione finanziaria per
l'attuazione di Orizzonte 2020 è pari a 87 740 milioni di euro, dei quali
un massimale di 86 198 milioni di euro è destinato alle attività del
titolo XIX del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). 2. Gli importi destinati alle
attività del titolo XIX del TFUE sono distribuiti fra le priorità di cui all'articolo
5, paragrafo 2, con le seguenti modalità: (a)
Eccellenza scientifica, 27 818 milioni di euro; (b)
Leadership industriale, 20 280 milioni di euro; (c)
Sfide per la società, 35 888 milioni di euro. L'importo complessivo massimo del contributo
finanziario unionale proveniente da Orizzonte 2020 alle azioni dirette non
nucleari del Centro comune di ricerca è pari a 2 212 milioni di euro. La ripartizione indicativa per obiettivo specifico
fra le priorità e l'importo massimo complessivo del contributo alle azioni
dirette non nucleari del centro comune di ricerca è stabilità all'allegato II. 3. L'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia è finanziato mediante un contributo massimo
proveniente da Orizzonte 2020 pari a 3 194 milioni di euro, come stabilito
all'allegato II. Un primo stanziamento di 1 542 milioni di euro è
destinato all'Istituto europeo di innovazione e tecnologia per le attività di
cui al titolo XVII del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Un
secondo stanziamento pari a non oltre 1 652 milioni di euro è
destinato subordinatamente al riesame di cui all'articolo 26, paragrafo 1.
Tale importo supplementare è erogato in proporzione, come stabilito all'allegato
II, dall'importo per l'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali" nella priorità sulla leadership industriale di
cui al paragrafo 2, lettera b), e dall'importo per la priorità sulle Sfide per
la società di cui al paragrafo 2, lettera c). Tale finanziamento ripartito in due stanziamenti
pluriennali copre: (a)
nel primo stanziamento, gli sviluppi in corso delle
attuali comunità della conoscenza e dell'innovazione (nel prosieguo denominate "CCI")
e il capitale di avviamento per il varo della seconda fase relativa a tre nuove
CCI; (b)
nel secondo stanziamento, gli sviluppi in corso
delle CCI già varate e il capitale di avviamento per il varo della terza fase
relativa a tre nuove CCI. Il secondo stanziamento è erogato subordinatamente
al riesame di cui all'articolo 26, paragrafo 1, tenendo conto in particolare: (a)
della tempistica concordata della creazione di una
terza fase di CCI; (b)
delle esigenze finanziarie programmate sulla base
di quelle esistenti conformemente al loro sviluppo specifico. (c)
del contributo dell'Istituto europeo di innovazione
e tecnologia e delle sue CCI agli obiettivi di Orizzonte 2020. 4. La dotazione finanziaria di
Orizzonte 2020 può coprire spese relative ad attività di preparazione,
monitoraggio, controllo, verifica e valutazione necessarie per la gestione del
programma e il conseguimento dei suoi obiettivi, in particolare studi, riunioni
di esperti (purché in relazione con gli obiettivi generali di Orizzonte 2020),
spese legate alle reti informatiche dedicate essenzialmente all'elaborazione e
allo scambio di dati, nonché ogni altra spesa per assistenza tecnica e
amministrativa sostenuta dalla Commissione per la gestione di Orizzonte 2020. Se necessario, dopo il 2020 possono essere
iscritti a bilancio stanziamenti per coprire le spese di assistenza tecnica e
amministrativa mirate a consentire la gestione delle azioni non ancora concluse
entro il 31 dicembre 2020. 5. Al fine di far fronte a
situazioni impreviste o a nuovi sviluppi ed esigenze, e di prendere in
considerazione le disposizioni del paragrafo 3 del presente articolo, in
seguito alla valutazione intermedia di Orizzonte 2020 di cui all'articolo 26,
paragrafo 1, lettera a), del presente regolamento, la Commissione, nell'ambito
della procedura di bilancio annuale, riesamina gli importi stabiliti per le
priorità di cui al paragrafo 2 e la ripartizione indicativa per obiettivi
specifici fra tali priorità stabilita all'allegato II e trasferisce
stanziamenti fra le priorità e gli obiettivi specifici fino al 10% della
dotazione iniziale complessiva di ciascuna priorità e fino al 10% della
ripartizione indicativa iniziale di ciascun obiettivo specifico. Questo non
interessa l'importo stabilito per le azioni dirette del Centro comune di
ricerca di cui al paragrafo 2 né il contributo per l'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia di cui al paragrafo 3. Articolo 7
Associazione di paesi terzi 1 Orizzonte 2020 è aperto all'associazione
di: (a)
paesi in via di adesione, paesi candidati e
potenziali candidati, conformemente ai principi generali e alle condizioni generali
per la partecipazione di questi paesi ai programmi unionali stabiliti nel
rispettivo accordo quadro e nelle rispettive decisioni dei consigli di
associazione o in accordi analoghi; (b)
paesi terzi selezionati che soddisfano i seguenti
criteri: (i) avere buone capacità in ambito
scientifico, tecnologico e innovativo; (ii) avere buoni riscontri storici di
partecipazione a programmi unionali nell'ambito della ricerca e dell'innovazione; (iii) avere stretti legami economici e
geografici con l'Unione; (iv) essere membri dell'Associazione europea
di libero scambio (EFTA) o paesi o territori elencati nell'allegato del
regolamento (UE) n. XX/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio[19] che istituisce lo strumento
europeo di prossimità. 2. Le modalità e le condizioni
specifiche relative alla partecipazione di paesi associati a Orizzonte 2020,
compreso il contributo finanziario basato sul prodotto interno lordo del paese
associato, sono determinate per mezzo di accordi internazionali fra l'Unione e
i paesi associati. TITOLO II
Esecuzione CAPO I
ATTUAZIONE, GESTIONE E FORME DI SOSTEGNO Articolo 8
Attuazione tramite un programma specifico e il contributo
all'Istituto europeo di innovazione e tecnologia Orizzonte 2020 è attuato per mezzo di uno
specifico programma consolidato e di un contributo finanziario all'Istituto
europeo di innovazione e tecnologia. Il programma specifico stabilisce una parte
per ciascuna delle tre priorità di cui all'articolo 5, paragrafo 2, e una parte
per le azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca. Articolo 9
Gestione 1. Orizzonte 2020 è attuato
dalla Commissione in conformità con il regolamento (UE) n. XXXX/2012
[nuovo regolamento finanziario]. 2. La Commissione può altresì
affidare parzialmente l'attuazione di Orizzonte 2020 agli organismi di cui all'articolo
[55, paragrafo 1, lettera b)], del regolamento (UE) n. XXXX/2012 [nuovo
regolamento finanziario]. Articolo
10
Forme di sostegno unionale 1. Orizzonte 2020 sostiene una o
più forme di finanziamento tra quelle previste dal regolamento (UE) n. XX/2012
[nuovo regolamento finanziario], in particolare sovvenzioni, premi, appalti e
strumenti finanziari. 2. Orizzonte 2020 sostiene
inoltre le azioni dirette avviate dal Centro comune di ricerca. 3. Qualora le azioni dirette del
Centro comune di ricerca contribuiscano alle iniziative istituite a norma dell'articolo
185 o dell'articolo 187 del TFUE, tali contributi non sono considerati parte
del contributo finanziario stanziato per dette iniziative. Articolo 11
Regole di partecipazione e diffusione dei risultati Si applicano alle azioni indirette le regole
di partecipazione e diffusione dei risultati stabilite dal regolamento (UE)
n. XX/2012 [regole di partecipazione e diffusione]. CAPO II
PROGRAMMAZIONE SEZIONE I
PRINCIPI GENERALI Articolo 12
Consulenza esterna e impegno sociale 1. Ai fini dell'attuazione di
Orizzonte 2020, si tengono in considerazione le consulenze e i contributi
forniti da gruppi di consulenza composti da esperti indipendenti di alto
livello istituiti dalla Commissione, strutture di dialogo create a norma di
accordi internazionali vertenti su scienza e tecnologia, attività proattive,
consultazioni pubbliche mirate, e processi trasparenti e interattivi che
garantiscano un sostegno alla ricerca e all'innovazione responsabili. 2. Si tiene altresì conto degli
aspetti rilevanti dei programmi di ricerca e innovazione stilati dalle
piattaforme tecnologiche europee, dalle iniziative di programmazione congiunta
e dai partenariati europei per l'innovazione. Articolo 13
Azioni trasversali 1. I collegamenti e le
interfacce sono realizzati all'interno e fra le priorità di Orizzonte 2020.
A tal proposito si attribuisce un'attenzione particolare allo sviluppo e all'applicazione
di tecnologie abilitanti e industriali fondamentali, al ciclo
scoperta-commercializzazione, alla ricerca e all'innovazione interdisciplinari,
alle scienze economiche e sociali e alle discipline umanistiche, alla
promozione del funzionamento e dei risultati dello Spazio economico della
ricerca, alla cooperazione con i paesi terzi, alla ricerca e all'innovazione
responsabile comprensiva delle questioni di genere nonché al rafforzamento dell'attrattività
della professione di ricercatore e all'agevolazione della mobilità
transfrontaliera e intersettoriale dei ricercatori. 2. Qualora si sostenga un'azione
indiretta di ampio rilievo per le priorità di cui all'articolo 5, paragrafo 2,
o per diversi obiettivi specifici facenti parte di tali priorità, lo
stanziamento per tale azione è composto dagli importi rispettivamente assegnati
a ciascuna priorità o specifico obiettivo in questione. Articolo 14
Carattere evolutivo della scienza, delle tecnologie, dell'innovazione, dei
mercati
e della società Orizzonte 2020 è attuato in modo da garantire
che le priorità e le azioni sostenute siano rilevanti ai fini delle esigenze in
mutazione e tengano conto del carattere evolutivo della scienza, delle
tecnologie, dell'innovazione, dei mercati e della società, qualora l'innovazione
comprenda aspetti commerciali, organizzativi e sociali. Articolo 15
Parità di genere Orizzonte 2020 garantisce l'efficace
promozione della parità di genere e della dimensione di genere nel contenuto
della ricerca e dell'innovazione. Articolo 16
Principi etici 1. Tutte le attività di ricerca
e di innovazione condotte nell'ambito di Orizzonte 2020 rispettano i principi
etici e la pertinente legislazione nazionale, unionale e internazionale, ivi
compresa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione
europea sui diritti dell'uomo e i suoi protocolli addizionali. Si presta un'attenzione particolare al principio
di proporzionalità, al diritto alla tutela della sfera privata, al diritto alla
protezione dei dati personali, al diritto al rispetto dell'integrità fisica e
mentale di una persona, al diritto alla non discriminazione e all'esigenza di
garantire livelli elevati di protezione della salute umana. 2. Le attività di ricerca svolte
nell'ambito di Orizzonte 2020 sono esclusivamente incentrate sulle applicazioni
per uso civile. 3. Non sono finanziati i
seguenti ambiti di ricerca: (a)
attività di ricerca finalizzate alla clonazione
umana a fini riproduttivi; (b)
attività di ricerca volte a modificare il
patrimonio genetico degli esseri umani suscettibili di rendere ereditabili tali
modifiche; (c)
attività di ricerca volte a creare embrioni umani
soltanto a fini di ricerca o per l'approvvigionamento di cellule staminali,
anche mediante il trasferimento di nuclei di cellule somatiche. 4. Qualsiasi ricerca sulle
cellule staminali umane, allo stato adulto ed embrionale, può essere
finanziata, in funzione sia dei contenuti della proposta scientifica, sia del
contesto giuridico esistente negli Stati membri interessati. Non è concesso
alcun finanziamento alle attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri.
Non sono finanziate in uno Stato membro attività in esso proibite. 5. Gli ambiti di ricerca di cui
al paragrafo 3 sono soggetti a riesame nel contesto della valutazione
intermedia stabilita all'articolo 26, articolo 1, alla luce dei progressi
scientifici. Articolo 17
Complementarità con altri programmi unionali Orizzonte 2020 è attuato in modo complementare
ad altri programmi unionali di finanziamento, compresi i Fondi strutturali. SEZIONE II
SETTORI D'INTERVENTO SPECIFICI Articolo 18
Piccole e medie imprese 1. Nell'ambito di Orizzonte 2020
si presta particolare attenzione a garantire una partecipazione adeguata delle
piccole e medie imprese (PMI), nonché un impatto commisurato dell'innovazione
sulle stesse. La valutazione quali-quantitativa della partecipazione delle PMI
è eseguita in quanto parte degli accordi di valutazione e monitoraggio. 2. Si attuano azioni specifiche
nell'ambito dell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali fondamentali" di cui all'allegato I, parte II, punto
1, e di ciascun obiettivo specifico della priorità "Sfide per la società"
fissate all'allegato I, parte III, punti da 1 a 6. Tali azioni specifiche
assumono la forma di uno strumento specificamente destinato alle PMI e mirato a
tutte le PMI dal potenziale innovativo e sono attuate in modo coerente,
adeguato alle esigenze delle PMI quali delineate nell'ambito dell'obiettivo
specifico "Innovazione nelle PMI" dell'allegato I, parte II, punto 3,
comma 3, lettera a). 3. Si stima che l'approccio
integrato di cui ai paragrafi 1 e 2 possa assegnare alle PMI circa il 15% dello
stanziamento complessivo combinato per l'obiettivo specifico relativo a "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali fondamentali" e alla priorità "Sfide
per la società". Articolo 19
Partenariati pubblico-privato 1. Orizzonte 2020 è attuato per
mezzo di partenariati pubblico-privato nei quali tutti i partner interessati si
impegnano a sostenere lo sviluppo e l'attuazione di attività di ricerca e
innovazione di importanza strategica per la competitività dell'Unione e la
leadership industriale o per affrontare specifiche sfide sociali. 2. La partecipazione dell'Unione
a questi partenariati assume una delle forme in appresso: (a)
contributi finanziari dell'Unione destinati a
imprese comuni create sulla base dell'articolo 187 del TFUE nell'ambito del
Settimo programma quadro, con riserva di modifica del loro atto di base; a
nuovi partenariati pubblico-privato istituiti sulla base dell'articolo 187 del
TFUE e ad altri organismi di finanziamento di cui all'articolo [55, paragrafo 1,
lettera b), punti v. o vii.], del regolamento (UE) n. XX/2012 [nuovo
regolamento finanziario]. Tale forma di partenariato è attuata solo nel caso in
cui si giustifichi con la portata degli obiettivi perseguiti e dalla scala
delle risorse richieste; (b)
la conclusione di un accordo contrattuale fra i
partner di cui al paragrafo 1, nel quale si specificano gli obiettivi del
partenariato, i rispettivi impegni dei partner, gli indicatori chiave di
prestazione e i risultati da conseguire, compresa l'identificazione delle
attività di ricerca e innovazione che richiedono il sostegno di Orizzonte 2020. 3. I partenariati
pubblico-privato sono identificati in modo aperto e trasparente, sulla base dei
criteri che seguono: (a)
il valore aggiunto dell'azione a livello unionale; (b)
la scala dell'impatto sulla competitività
industriale, la crescita sostenibile e le questioni socio-economiche; (c)
l'impegno di lungo termine di tutti i partner sulla
base di una visione condivisa e di obiettivi chiaramente definiti; (d)
la scala delle risorse impegnate e la capacità di
mobilitare investimenti supplementari in ricerca e innovazione; (e)
una chiara definizione dei ruoli di ciascun partner
e gli indicatori chiave di prestazione concordati per il periodo scelto. Articolo 20
Partenariati pubblico-pubblico 1. Orizzonte 2020 contribuisce a
rafforzare i partenariati pubblico-pubblico qualora nell'Unione siano attuate
congiuntamente azioni a livello regionale, nazionale o internazionale. Si attribuisce un'attenzione particolare alle
iniziative di programmazione congiunta fra Stati membri. 2. I partenariati pubblico-pubblico
sono sostenuti sia nell'ambito delle priorità di cui all'articolo 5, paragrafo 2,
sia a livello interprioritario, nella fattispecie mediante: (a)
uno strumento ERA-NET che si avvalga di sovvenzioni
per sostenere i partenariati pubblico-pubblico nella loro preparazione, nella
creazione di strutture di rete, nell'elaborazione, nell'attuazione e nel
coordinamento di attività congiunte, nonché per finanziare in via aggiuntiva
singoli inviti congiunti e azioni a carattere transnazionale; (b)
la partecipazione dell'Unione ai programmi avviati
da diversi Stati membri conformemente all'articolo 185 del TFUE. Ai fini del punto a), il finanziamento aggiuntivo
è subordinato a un significativo livello dei precedenti impegni finanziari da
parte degli organismi partecipanti alle azioni e agli inviti congiunti a
presentare proposte. Lo strumento ERA-NET include un obiettivo di
armonizzazione delle norme e delle modalità di attuazione delle azioni e degli
inviti a presentare proposte congiunti. È inoltre usato al fine di preparare un'iniziativa
a norma dell'articolo 185 del TFUE. Ai fini del punto b), tali iniziative sono
proposte solo qualora sussista un'esigenza di disporre di una struttura
attuativa dedicata e vi sia un elevato livello di impegno per l'integrazione a
livello scientifico, gestionale e finanziario da parte dei paesi partecipanti. Le
proposte di iniziative di cui al punto b) sono inoltre identificate sulla base
di tutti i criteri in appresso: (a)
definizione chiara dell'obiettivo perseguito e sua
pertinenza rispetto agli obiettivi di Orizzonte 2020 e dei più ampi obiettivi
strategici unionali; (b)
chiari impegni finanziari dei paesi partecipanti,
compresi gli impegni precedenti di mettere in comune gli investimenti nazionali
e/o regionali per la ricerca e l'innovazione transnazionali; (c)
il valore aggiunto dell'azione a livello unionale; (d)
la massa critica in relazione alla dimensione e al
numero di programmi interessati, la similitudine delle attività previste e la
quota di ricerca pertinente svolta; (e)
l'efficacia dell'articolo 185 del TFUE come mezzo
più adeguato per conseguire gli obiettivi. Articolo 21
Cooperazione internazionale con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali 1. Gli organismi stabiliti in
paesi terzi e le organizzazioni internazioni sono ammessi a partecipare alle
azioni indirette di Orizzonte 2020 alle condizioni fissate nel regolamento (UE)
XX/XX [regole di partecipazione]. La cooperazione internazionale con i paesi
terzi e le organizzazioni internazionali è promossa nell'ambito di Orizzonte 2020
per conseguire nella fattispecie i seguenti obiettivi: (a)
rafforzare l'eccellenza e l'attrattività dell'Unione
nella ricerca e nell'innovazione nonché la relativa competitività economica e
industriale; (b)
affrontare efficacemente le Sfide per la società
mondiali; (c)
sostenere gli obiettivi unionali strategici esterni
e di sviluppo a complemento dei programmi esterni e di sviluppo. 2. Si attuano azioni mirate
volte a promuovere la cooperazione con paesi terzi specifici o gruppi di paesi
terzi sulla base degli interessi comuni e dei vantaggi reciproci, tenuto conto
delle rispettive capacità scientifiche e tecnologiche nonché delle opportunità
di mercato e dell'impatto previsto. Si incoraggia l'accesso reciproco ai programmi dei
paesi terzi. Al fine di massimizzare l'impatto, si promuovono il coordinamento
e le sinergie con le iniziative degli Stati membri e dei paesi associati. Le priorità di cooperazione tengono conto degli sviluppi
politici nell'Unione e delle opportunità di cooperazione con paesi terzi,
nonché delle eventuali lacune nei sistemi di proprietà intellettuale dei paesi
terzi. 3. Si attuano inoltre attività
orizzontali e trasversali volte a promuovere lo sviluppo strategico della
cooperazione internazionale nell'ambito di Orizzonte 2020, nell'obiettivo
specifico "Società inclusive, innovative e sicure", fissato nell'allegato
I, parte III, punto 6, comma 3, punto 2, lettera d). Articolo 22
Informazione, comunicazione e diffusione La Commissione realizza azioni di informazione
e comunicazione riguardo a Orizzonte 2020, comprese le misure di comunicazione
relative ai progetti finanziati e ai relativi risultati. Il bilancio assegnato
alla comunicazione nell'ambito di Orizzonte 2020 contribuisce altresì a coprire
la comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell'Unione a
condizione che siano afferenti agli obiettivi del presente regolamento. Le attività di diffusione di informazioni e di
comunicazione costituiscono parte integrante dell'insieme di tutte le azioni
sostenute da Orizzonte 2020. Si sostengono, inoltre, le seguenti azioni
specifiche: (a)
iniziative volte a incrementare la conoscenza e ad
agevolare l'accesso ai finanziamenti nell'ambito di Orizzonte 2020, in
particolare per le regioni o i tipi di partecipanti sottorappresentati; (b)
assistenza mirata ai progetti e ai consorzi per
fornire loro l'accesso alle competenze necessarie per ottimizzare le
comunicazione e la diffusione dei risultati; (c)
azioni che riuniscono i risultati provenienti da
uno spettro di progetti, compresi quelli suscettibili di essere finanziati da
altre fonti, al fine di fornire banche dati di agile consultazione e relazioni
di sintesi sui principali risultati; (d)
diffusione presso i responsabili politici, compresi
gli organismi di normazione, al fine di promuovere l'uso dei risultati
pertinenti a livello strategico da parte di tali organismi sul piano
internazionale, unionale, nazionale e regionale; (e)
iniziative volte a stimolare il dialogo e il dibattito
con il pubblico in merito a questioni scientifiche, tecnologiche e relative a
innovazioni, e ad avvalersi dei media di socializzazione e di altre tecnologie
e metodologie innovative; CAPO III
CONTROLLO Articolo 23
Controllo e audit 1. Il sistema di controllo
istituito per attuare il presente regolamento è elaborato in modo da fornire
una ragionevole garanzia di conseguire un'adeguata gestione dei rischi connessi
all'efficacia e all'efficienza delle operazioni nonché la legalità e la
regolarità delle transazioni afferenti, tenuto conto del carattere pluriennale
nonché della natura dei pagamenti in questione. 2. Il sistema di controllo
garantisce un equilibrio adeguato fra fiducia e controllo, tenuto conto dei
costi amministrativi e di altri costi dei controlli a tutti i livelli, al fine
di conseguire gli obiettivi di Orizzonte 2020 e di attrarre i migliori
ricercatori e le imprese più innovative. 3. In quanto parte del sistema
di controllo, la strategia di audit per le spese relative alle azioni indirette
nell'ambito di Orizzonte 2020 è basata sull'audit finanziario di un campione
rappresentativo di spese sostenute all'interno del programma quadro completo.
Tale campione rappresentativo è integrato da una selezione basata su una
valutazione dei rischi connessi alle spese. Gli audit delle spese relative alle azioni
indirette nell'ambito di Orizzonte 2020 sono eseguiti con modalità coerenti con
i principi di economia, efficienza ed efficacia al fine di minimizzare gli
oneri di audit facenti capo ai partecipanti. Articolo 24
Tutela degli interessi finanziari dell'Unione 1. In sede di attuazione delle
azioni finanziate in virtù del presente regolamento, la Commissione adotta
misure atte ad assicurare la tutela degli interessi finanziari dell'Unione
mediante l'applicazione di misure di prevenzione contro le frodi, la corruzione
e qualsiasi altra attività illecita, attraverso controlli effettivi e, nel caso
in cui siano riscontrate irregolarità, il recupero delle somme indebitamente
corrisposte nonché, se del caso, mediante l'applicazione di sanzioni effettive,
proporzionate e dissuasive. 2. La Commissione o i suoi
rappresentanti e la Corte dei conti hanno la facoltà di sottoporre ad audit,
sulla base di documenti e con verifiche e controlli in loco, tutti i beneficiari
di sovvenzioni, i contraenti e i subcontraenti nonché altri terzi che hanno
ottenuto fondi unionali nell'ambito di Orizzonte 2020. Senza pregiudizio nei confronti di quanto disposto
dal paragrafo 3, gli audit della Commissione sono eseguiti fino a quattro anni
dal pagamento finale. 3. L'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può
effettuare controlli e verifiche sul posto presso gli operatori economici
interessati direttamente o indirettamente da un finanziamento di questo tipo,
secondo le procedure stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del
Consiglio[20],
per accertare eventuali casi di frode, corruzione o altre attività illecite
lesive degli interessi finanziari dell'Unione europea in relazione a una
convenzione o decisione di sovvenzione o a un contratto avente per oggetto un
finanziamento unionale. 4. Fatti salvi i paragrafi 1, 2
e 3, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni
internazionali, le convenzioni e decisioni di sovvenzione e i contratti
risultanti dall'applicazione del presente regolamento, abilitano espressamente
la Commissione, la Corte dei conti e l'OLAF a svolgere tali audit, controlli e
verifiche sul posto. CAPO IV
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Articolo 25
Monitoraggio 1. La Commissione esegue un
monitoraggio annuale dell'attuazione di Orizzonte 2020, del suo programma
specifico e delle attività dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia.
Tale monitoraggio comprende informazioni relative a questioni trasversali quali
la sostenibilità e i cambiamenti climatici, ivi comprese le informazioni
relative all'importo della spesa relativa ai cambiamenti climatici. 2. La Commissione comunica in
merito e diffonde i risultati di questo monitoraggio. Articolo 26
Valutazione 1. Le valutazioni sono eseguite
in modo sufficientemente tempestivo per partecipare al processo decisionale. (a)
Entro il 2017 la Commissione, assistita da esperti
indipendenti, effettua un riesame dell'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia. Il secondo stanziamento di fondi per l'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia come stabilito all'articolo 6, paragrafo 3, è messo a
disposizione subordinatamente a tale riesame. Il riesame valuta i progressi
dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia in merito a quanto segue: (i) al livello di utilizzo del primo
stanziamento di fondi di cui all'articolo 6, paragrafo 3, differenziando il
livello degli importi destinati allo sviluppo della prima fase delle CCI e l'effetto
di finanziamento per la seconda fase, e alla capacità dell'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia di mobilitare importi supplementari presso i partner
delle comunità della conoscenza e dell'innovazione e del settore privato, come
stabilito dal regolamento XX/2012 [regolamento IET rivisto]; (ii) alla tempistica concordata per avviare
la terza fase delle comunità della conoscenza e dell'innovazione e delle
esigenze finanziarie programmate sulla base di quelle esistenti conformemente
al loro sviluppo specifico; infine (iii) al contributo dell'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia e delle comunità della conoscenza e dell'innovazione
alla priorità relativa alle Sfide per la società e all'obiettivo specifico "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali" del programma Orizzonte 2020. (b)
Entro la fine del 2017 e tenuto conto della
valutazione ex post del Settimo programma quadro che sarà completato
entro la fine del 2015 nonché del riesame dell'Istituto europeo di innovazione
e tecnologia, la Commissione esegue con l'assistenza di esperti indipendenti,
una valutazione intermedia di Orizzonte 2020, del suo programma specifico,
compreso il Consiglio europeo della ricerca, e delle attività dell'Istituto
europeo di innovazione e tecnologia, in merito agli esiti (a livello di
risultati e di progresso verso l'impatto) degli obiettivi di Orizzonte 2020 e
la continua pertinenza di tutte le misure, l'efficienza nell'uso delle risorse,
il margine per un'ulteriore semplificazione nonché il valore aggiunto unionale.
Tale valutazione prende in oltre in considerazione gli aspetti connessi con l'accesso
alle opportunità di finanziamento per i partecipanti di tutte le regioni, per
le PMI e per la promozione dell'equilibrio di genere. Tale valutazione prende
inoltre in considerazione il contributo delle misure alle priorità dell'Unione
per quanto attiene alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e ai
risultati dell'impatto di lungo termine delle misure precedenti. (c)
Entro la fine del 2023 la Commissione esegue con l'assistenza
di esperti indipendenti, una valutazione ex post di Orizzonte 2020, del suo
programma specifico e delle attività dell'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia. Questa valutazione riguarda le motivazioni, l'attuazione e i
risultati, nonché gli impatti di lungo termine e la sostenibilità delle misure,
per elaborare una decisione in merito a un'eventuale rinnovamento, modifica o
sospensione di un'ulteriore misura. 2. Gli indicatori di efficienza
per gli obiettivi generali e per l'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia, quali stabiliti nell'introduzione dell'allegato I del presente
regolamento, e per gli obiettivi specifici, quali stabiliti nel programma
specifico, compresi i pertinenti valori di riferimento, costituiscono la base
minima per valutare l'entità del conseguimento degli obiettivi di Orizzonte 2020. 3. Gli Stati membri forniscono
alla Commissione tutti i dati e le informazioni necessari per il monitoraggio e
la valutazione delle misure interessate. 4. La Commissione comunica le
conclusioni delle valutazioni di Orizzonte 2020, corredate delle proprie
osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni. TITOLO III DISPOSIZIONI FINALI Articolo 27
Abrogazione e disposizioni transitorie 1. La decisione n. 1982/2006/CE
è abrogata a decorrere dal 1° gennaio 2014. 2. Le azioni avviate a norma
della decisione n. 1982/2006/CE e gli obblighi finanziari connessi a tali
azioni continuano tuttavia a essere disciplinati dalla predetta decisione fino
al loro completamento. 3. La dotazione finanziaria di
cui all'articolo 6 dispone tuttavia della facoltà di coprire le spese di
assistenza tecnica e amministrativa necessarie per assicurare la transizione
fra le misure adottate a norma della decisione n. 1982/2006/CE e il
presente programma. Articolo 28 Il presente regolamento entra in vigore il
terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea. Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri. Fatto a Per il Parlamento europeo Per
il Consiglio Il presidente Il
presidente ALLEGATO I
Grandi linee degli obiettivi specifici e delle attività Orizzonte 2020 ha per obiettivo generale
costruire un'economia basata sulle conoscenze e sull'innovazione nell'Unione,
contribuendo nel contempo allo sviluppo sostenibile. Orizzonte 2020
sostiene l'attuazione della strategia Europa 2020 e altre politiche dell'Unione,
nonché il conseguimento e il funzionamento dello Spazio europeo della ricerca. Gli indicatori di efficienza per valutare i
progressi relativamente a tale obiettivo generale sono: –
l'obiettivo della strategia Europa 2020 per
R&S, ossia investire il 3% del PIL; –
l'indicatore principale dell'innovazione della
strategia Europa 2020. Tale obiettivo generale è perseguito per mezzo
di tre priorità distinte ma di reciproco sostegno, ciascuna contenente un
insieme di obiettivi specifici. La loro attuazione coerente consente di
stimolare le interazioni fra i diversi obiettivi specifici, evitando
sovrapposizioni di sforzi e rafforzandone l'impatto congiunto. Il Centro comune di ricerca contribuisce all'obiettivo
generale e alle priorità di Orizzonte 2020 con l'obiettivo specifico di
fornire un sostegno scientifico e tecnico integrato orientato al cliente nell'ambito
delle politiche unionali. L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia
(IET) contribuisce all'obiettivo generale e alle priorità di Orizzonte 2020 con
l'obiettivo specifico di integrare il triangolo della conoscenza costituito da
ricerca, educazione e innovazione. Gli indicatori per valutare le prestazioni
dell'IET sono: –
le organizzazioni di università, imprese e ricerca
integrate nelle comunità della conoscenza e dell'innovazione; –
la collaborazione all'interno del triangolo della
conoscenza per sviluppare prodotti e processi innovativi. Il presente allegato illustra le grandi linee
di questi obiettivi specifici e delle attività di cui all'articolo 5, paragrafi
2, 3 e 4. Parte I. Priorità "Eccellenza scientifica" La presente
sezione mira a rafforzare e ad ampliare l'eccellenza della base di conoscenze
scientifiche dell'Unione e a consolidare lo Spazio europeo della ricerca al
fine di rendere il sistema unionale di ricerca e innovazione più competitivo su
scala mondiale. Essa si articola in quattro obiettivi specifici. (a)
Il Consiglio europeo della ricerca fornisce
finanziamenti attraenti e flessibili per consentire a singoli ricercatori
creativi e talentosi e alle loro équipe di esplorare le vie più
promettenti alle frontiere della scienza sulla base di una concorrenza di
livello unionale. (b)
Le Tecnologie emergenti e future (TEF) sostengono
la ricerca collaborativa al fine di ampliare la capacità dell'Europa di
produrre innovazioni d'avanguardia e in grado di rivoluzionare il pensiero
tradizionale. Esse intendono stimolare la collaborazione scientifica
interdisciplinare sulla base di idee radicalmente nuove, ad alto rischio,
accelerando lo sviluppo dei settori scientifici e tecnologici emergenti più
promettenti nonché la strutturazione su scala unionale delle corrispondenti
comunità scientifiche. (c)
Le Azioni Marie Curie forniscono un'eccellente
e innovativa formazione nella ricerca nonché una carriera interessante e
opportunità di scambio di conoscenze grazie alla mobilità transfrontaliera e
intersettoriale dei ricercatori, al fine di prepararli al meglio ad affrontare
le sfide sociali attuali e future. (d)
Le Infrastrutture di ricerca sviluppano le
infrastrutture europee di ricerca per il 2020 e oltre, promuovono il potenziale
innovativo e il capitale umano, integrando in tal modo la corrispondente
politica unionale e la cooperazione internazionale. Ognuno di essi ha dimostrato di possedere un elevato valore aggiunto
unionale. Congiuntamente generano un insieme di attività potente ed equilibrato
che, associato alle attività a livello nazionale e regionale, copre l'integralità
dei bisogni europei relativi alla scienza e alla tecnologia di punta. Il loro
raggruppamento in un unico programma consente loro di funzionare con maggior
coerenza in modo razionale, semplificato e più mirato, mantenendo nel contempo
la continuità necessaria a sostenerne l'efficacia. Queste attività sono intrinsecamente orientate al futuro, allo sviluppo
di lungo termine, si incentrano sulla prossima generazione di conoscenze
scientifiche, tecnologiche, di ricercatori e innovazioni, sul sostegno dei
talenti emergenti provenienti da tutta l'Unione, dai paesi associati nonché dal
resto del mondo. Tali attività sono naturalmente orientate verso la scienza e
sono ampiamente basate su modi di finanziamento ascendenti derivati dalle
iniziative degli stessi ricercatori; la comunità scientifica europea svolge
quindi un importante ruolo nel determinare le prospettive di ricerca seguite
dal programma. Parte II. Priorità "Leadership industriale" La presente sezione mira ad accelerare lo
sviluppo delle tecnologie e delle innovazioni a sostegno delle imprese del
futuro e ad aiutare le PMI europee innovative a crescere per divenire imprese
di importanza mondiale. Essa si articola in tre obiettivi specifici. (a)
La leadership nelle tecnologie abilitanti e
industriali fondamentali fornisce un sostegno mirato alla ricerca, allo
sviluppo e alla dimostrazione di TIC, nanotecnologie, materiali avanzati,
biotecnologie, tecnologie produttive avanzate e tecnologia spaziale. L'accento
è posto sulle interazioni e le convergenze fra le diverse tecnologie. (b)
Un più facile accesso al capitale di rischio
mira a superare i disavanzi nella disponibilità di crediti e fondi propri per
il settore R&S e per le imprese e i progetti innovativi in tutte le fasi di
sviluppo. Congiuntamente allo strumento di capitale del Programma per la
competitività delle imprese e le PMI, si intende sostenere lo sviluppo di un
capitale di rischio di livello unionale. (c)
L'innovazione nelle PMI promuove tutte le
forme di innovazione nelle PMI, con un interesse specifico per quelle dotate
del potenziale di crescita suscettibile di internazionalizzazione sul mercato
unico e oltre. Queste attività seguono un programma
determinato dalle imprese. Gli stanziamenti per gli obiettivi specifici "Accesso
al capitale di rischio" e "Innovazione nelle PMI" seguono una
logica ascendente basata sulla domanda, priva di priorità predeterminate. Tali
attività sono integrate dall'uso di strumenti finanziari e di uno strumento ad
hoc basato su una logica strategica nell'ambito delle "Sfide per la
società" e dell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali fondamentali". Orizzonte 2020 adotta un approccio integrato
per quanto riguarda la partecipazione delle PMI. In tal modo si attribuisce
alle PMI circa il 15% degli stanziamenti complessivi combinati per tutti gli
obiettivi specifici nell'ambito delle Sfide per la società e dell'obiettivo
specifico "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali
fondamentali". L'obiettivo specifico "Leadership nelle
tecnologie abilitanti e industriali fondamentali" segue un approccio
basato sulla tecnologie al fine di sviluppare tecnologie abilitanti
suscettibili di essere fruite in numerosi settori, quali l'industria e i servizi.
Le domande riguardanti tali tecnologie mirate alle Sfide per la società sono
finanziate congiuntamente alle "Sfide per la società". Parte III. Priorità "Sfide per la società" La presente sezione affronta direttamente le
priorità politiche e le sfide sociali identificate nella strategia Europa 2020
che mirano a stimolare la massa critica degli sforzi di ricerca e innovazione
necessari a conseguire gli obiettivi politici dell'Unione. Il finanziamento è
incentrato sui seguenti obiettivi specifici: (a)
salute, cambiamento demografico e benessere; (b)
sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile,
ricerca marina e marittima nonché bioeconomia; (c)
energia sicura, pulita ed efficiente; (d)
trasporti intelligenti, verdi e integrati; (e)
azione per il clima, efficienza delle risorse e
materie prime; (f)
società inclusive, innovative e sicure. Tutte le attività adottano un approccio basato
sulle sfide e si concentrano sulle priorità politiche senza determinare in
precedenza la scelta precisa di tecnologie o soluzioni da sviluppare. L'accento
riposa sulla creazione di una massa critica di risorse e di conoscenze
intersettoriali, tecnologie e discipline scientifiche volte ad affrontare le
sfide. Le attività interessano l'intero ciclo dalla ricerca al mercato, con un
nuovo accento sulle attività connesse all'innovazione, quali il pilotaggio, le
dimostrazioni, i banchi di prova, il sostegno allo svolgimento di gare d'appalto,
la progettazione, le innovazioni dettate dagli utenti, l'innovazione sociale e
la commercializzazione delle innovazioni. Le scienze sociali e le discipline umanistiche
costituiscono parte integrante delle attività mirate ad affrontare le sfide. Il
soggiacente sviluppo di tali discipline è inoltre sostenuto nell'ambito dell'obiettivo
specifico "Società inclusive, innovative e sicure". Il sostegno verte
inoltre sulla costituzione di una robusta base di conoscenze per le decisioni
politiche a livello internazionale, unionale, nazionale e regionale.
Considerato il carattere mondiale di molte sfide, la cooperazione strategica con
i paesi terzi costituisce parte integrante di ciascuna sfida. Il sostegno
trasversale per la cooperazione internazionale è inoltre presente nell'ambito
dell'obiettivo specifico "Società inclusive, innovative e sicure". L'obiettivo specifico "Società inclusive,
innovative e sicure" comprende anche un'attività volta a colmare il
divario esistente fra ricerca e innovazione con misure specifiche per sbloccare
l'eccellenza nelle regioni meno sviluppate dell'Unione. Le attività del Centro comune di ricerca costituiscono
parte integrante di Orizzonte 2020 al fine di fornire un sostegno robusto e
documentato alle politiche unionali. A tal fine si tengono in considerazione le
esigenze dei consumatori per mezzo di attività proattive. L'IET svolge un ruolo di primo piano poiché
riunisce ricerca, istruzione e innovazione d'eccellenza, che integrano in tal
modo il triangolo delle conoscenze. L'IET si avvale principalmente delle
comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI). e garantisce inoltre la
condivisione delle esperienze al di fuori delle CCI grazie a una diffusione
mirata e a misure di scambio delle conoscenze, per promuovere in tal modo una
più rapida diffusione dei modelli innovativi nell'Unione. PARTE I
ECCELLENZA SCIENTIFICA 1. Consiglio europeo della ricerca 1.1 Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è rafforzare l'eccellenza,
il dinamismo e la creatività della ricerca europea. L'Europa intende effettuare la transizione
verso un nuovo modello economico basato sulla crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva. Questo tipo di trasformazione non richiede solo
miglioramenti incrementali delle attuali tecnologie, ma necessita anche di una
capacità nettamente superiore di innovazioni scientifiche corroborate da
conoscenze radicalmente nuove, che consentano all'Europa di assumere un ruolo
di guida nella creazione del nuovo paradigma scientifico che in futuro
rappresenterà il motore della crescita della produttività, della competitività,
del benessere e del progresso sociale. Storicamente questi cambiamenti di
direzione provengono di norma dalla base scientifica del settore pubblico prima
di gettare le fondamenta di interi nuovi settori e industrie. L'innovazione di punta è strettamente
associata all'eccellenza scientifica. Una volta leader indiscusso, l'Europa è
rimasta indietro nella corsa alla produzione della migliore scienza d'avanguardia
e ha svolto solo un ruolo secondario rispetto agli Stati Uniti d'America per
quanto riguarda i principali progressi tecnologici del dopoguerra. Anche se l'Unione
resta il maggior produttore di pubblicazioni scientifiche a livello mondiale,
gli Stati Uniti producono il doppio dei più influenti articoli scientifici (l'1%
superiore per numero di citazioni). Analogamente, la classifica internazionale
delle università mostra che le università statunitensi dominano i primi posti e
che il 70% dei laureati del premio Nobel sono basati negli USA. Un aspetto della
sfida è che, mentre l'Europa e gli Stati Uniti investono importi simili nei
rispettivi basi scientifiche del settore pubblico, l'Unione ha il triplo dei
ricercatori del settore pubblico, il che equivale a un investimento minore per
ricercatore. Il finanziamento degli Stati
Uniti è inoltre maggiormente selettivo per quanto concerne lo stanziamento di
fondi per i ricercatori di punta. Questi dati contribuiscono a
spiegare perché i ricercatori del settore pubblico unionale siano mediamente
meno produttivi e la loro incidenza scientifica sia nel complesso minore
rispetto alle controparti d'oltreoceano. Un altro aspetto
di rilievo della sfida è che in molti paesi europei il settore pubblico non
offre ancora condizioni abbastanza interessanti ai migliori ricercatori. È
possibile che giovani ricercatori di talento impieghino molti anni prima di
diventare veri e propri scienziati indipendenti. Per l'Europa si tratta di uno
spreco ingente del potenziale di ricerca poiché ritarda l'emergenza della nuova
generazione di ricercatori con il loro bagaglio di idee nuove e la loro
energia, e spinge ottimi ricercatori all'inizio della carriera a cercare
avanzamento altrove. Questi fattori
contribuiscono tutti a rendere relativamente poco attraente l'Europa nell'arena
mondiale dei talenti scientifici. La capacità del sistema statunitense, ossia
offrire maggiori risorse per ricercatore e migliori prospettive di carriera,
spiega perché questo continui ad attrarre i migliori ricercatori da tutto il
mondo, comprese decine di migliaia di europei. 1.2 Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Il Consiglio europeo della ricerca (CER) è
stato istituito per fornire ai migliori ricercatori europei, uomini e donne, le
risorse necessarie per consentire loro di competere meglio a livello
internazionale, finanziando singole équipe sulla base della concorrenza
paneuropea. La sua attività è indipendente: un consiglio scientifico composto
da scienziati, ingegneri e studiosi della massima fama e competenza stabilisce
la strategia scientifica globale e gode di piena autorità sulle decisioni del
tipo di ricerca da finanziare. Sono queste le caratteristiche del Consiglio,
volte a garantire l'efficacia del suo programma scientifico, la qualità delle
sue attività e il processo di valutazione inter pares nonché la sua
credibilità preso la comunità scientifica. In quanto
organismo che opera a livello europeo su base competitiva, il CER è in grado di
attingere a un insieme di talenti e idee ben più ampio di quanto sarebbe
possibile per qualsiasi altro programma nazionale. I migliori ricercatori e le
miglior idee si trovano in reciproca concorrenza. I richiedenti sanno di dover
fornire prestazioni di massimo livello, poiché la ricompensa consiste in un
finanziamento flessibile in condizioni di parità, che non patisca delle
strozzature locali, né della disponibilità dei finanziamenti nazionali. La ricerca d'avanguardia
finanziata dal CER è pertanto intesa a incidere direttamente e in modo
sostanziale sui progressi alle frontiere della conoscenza, aprendo nuove vie,
spesso inattese, verso risultati scientifici e tecnologici e nuovi settori di
ricerca che sono infine in grado di generare idee radicalmente nuove capaci di
moltiplicare l'innovazione e l'inventiva del settore commerciale e affrontare
le sfide sociali. La combinazione di singoli scienziati eccellenti e di idee
innovative costituisce la base di tutte le fasi della catena dell'innovazione. Oltre quanto
illustrato, il CER esercita un impatto strutturale significativo poiché genera
un potente stimolo al miglioramento della qualità del sistema europeo di
ricerca nel suo complesso, che va oltre i ricercatori e i progetti direttamente
dì finanziata dal CER. I progetti e i ricercatori finanziati dal CER
rappresentano un obiettivo chiaro e illuminante per quanto riguarda la ricerca
di frontiera in Europa, ne innalzano il profilo e la rendono più attraente per
i migliori ricercatori a livello mondiale. Il prestigio di ospitare borsisti
del CER e del relativo marchio d'eccellenza sono fattori che intensificano la
concorrenza fra le università europee e le altre organizzazioni di ricerca per
offrire le migliori condizioni ai ricercatori di punta La capacità dei sistemi
nazionali e dei singoli istituti di ricerca di attrarre e ospitare i vincitori
delle borse del CER costituisce un parametro di riferimento che consente loro
di valutare le rispettive forze e debolezza e di riformare di conseguenza le
loro politiche e prassi. Il finanziamento del CER è quindi un ausilio ai
continui sforzi di livello unionale, nazionale e regionale per riformare,
rafforzare e sbloccare tutto il potenziale e l'interesse del sistema europeo di
ricerca. 1.3 Le attività a grandi linee L'attività
fondamentale del CER consiste nel fornire finanziamenti attraenti di lungo
termine per sostenere ricercatori d'eccellenza e le loro équipe di
ricerca per perseguire una ricerca innovativa, ad alto potenziale di guadagno e
di rischio. I finanziamenti
del CER sono assegnati secondo i ben consolidati principi illustrati in
appresso. L'eccellenza scientifica è l'unico criterio in base al quale sono
assegnati i finanziamenti del CER, che agisce su base ascendente senza priorità
predeterminate. I finanziamenti del CER sono aperti a tutte le équipe di
ricercatori, senza distinzione di età né provenienza, che lavorano in Europa, dove
si mira a stimolare una sana concorrenza. Il CER conferisce
una priorità speciale all'assistenza di eccellenti scienziati che iniziano l'attività
per agevolar loro la transizione verso l'indipendenza grazie alla fornitura di
un sostegno adeguato nella fase cruciale di avviamento o di consolidamento
della loro équipe o del loro programma. Il CER sostiene
inoltre l'eventuale sostegno alle nuove modalità emergenti di lavoro nel mondo
scientifico dotate del potenziale di generare risultati innovativi e agevolare
l'esplorazione del potenziale innovativo sul piano commerciale e sociale della
ricerca finanziata. Il CER mira dunque
a dimostrare entro il 2020 che i migliori ricercatori partecipano ai concorso
del CER, che il finanziamento del CER ha prodotto direttamente pubblicazioni
scientifiche dalla massima qualità, che si è effettuata la transizione commerciale
e l'applicazione delle tecnologie innovative e delle idee e che il CER ha
contribuito in modo significativo a rendere l'Europa un ambiente più
interessante per i migliori scienziati del mondo. In particolare il CER mira a
un miglioramento misurabile della quota unionale dell'1% mondiale delle
pubblicazioni più citate. Mira inoltre a un sostanziale incremento del numero
di ricercatori d'eccellenza finanziati provenienti da fuori Europa nonché a
specifici miglioramenti delle prassi istituzionale e delle politiche nazionali
di sostengo ai ricercatori di punta. Il consiglio scientifico del CER osserva
costantemente le attività del CER e stabilisce le migliori modalità per
conseguire gli obiettivi per mezzo di regimi di sovvenzioni volti a rafforzare
la chiarezza, la stabilità e la semplicità, sia per i richiedenti, sia nell'attuazione
e nella gestione e, se del caso, al fine di affrontare esigenze nuove. Si
tratta di tentare di sostenere e rifinire ulteriormente l'eccellente sistema di
valutazione inter pares del CER, che si fonda sul trattamento
trasparente, equo e imparziale delle proposte, al fine di identificare l'eccellenza
scientifica innovativa e i talenti, senza distinzione di genere, nazionalità o
età dei ricercatori. Infine il CER continua a condurre i propri studi
strategici per preparare e sostenere le proprie attività, mantenere contatti
stretti con la comunità scientifica e le altre parti interessate e per far sì
che tali attività siano di complemento alla ricerca svolta ad altri livelli. 2. Tecnologie emergenti e future 2.1. Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è promuovere tecnologie radicalmente nuove per mezzo dell'esplorazione
di idee nuove e ad alto rischio fondate su basi scientifiche. Grazie a un
sostegno flessibile orientato ai risultati e alla ricerca operativa e
interdisciplinare su scale diverse e grazie all'adozione di prassi di ricerca
innovative, si vogliono identificare e cogliere le opportunità di vantaggio a
lungo termine per i cittadini, l'economia e la società. Le TEF promuovono la ricerca oltre quanto è
già conosciuto, accettato o ampiamente adottato e incoraggia un pensiero nuovo
e visionario per aprire percorsi promettenti verso nuove e potenti tecnologie,
alcune delle quali sono suscettibili di sviluppare i paradigmi tecnologici e
intellettuali forti dei prossimi decenni. Le TEF promuovono gli sforzi per
perseguire le opportunità di ricerca su piccola scala in tutti i settori,
compresi i temi emergenti e le grandi sfide scientifiche e tecnologiche che
esigono federazione e collaborazione fra i programmi in Europa e oltre. Questo
approccio è guidato dall'eccellenza e si spinge a esplorare le idee
precompetitive per plasmare il futuro della tecnologie, consentendo alla
società di trarre vantaggio dalla collaborazione multidisciplinare nella
ricerca che deve essere avviata a livello europeo creando il legame fra la
ricerca spinta dalla scienza e quella spinta dalle sfide sociali o dalla
competitività industriale. 2.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le scoperte radicali ad alto potenziale
trasformativo riposano sempre più su un'intensa collaborazione
interdisciplinare fra scienza e tecnologia, per esempio in ambiti quali
informazione e comunicazione, biologia, chimica, scienze della Terra, scienze
dei materiali neuroscienze e scienze cognitive, scienze sociali o economia, o
nelle arti e nelle discipline umanistiche. A tal fine non è sufficiente la sola
eccellenza scientifica o tecnologica, ma anche nuove attitudini e nuove
interazioni all'interno di un ampio spettro di attori della ricerca. Talune idee possono essere sviluppare su scala
ridotta, altre possono rappresentare sfide così importanti da richiedere uno
sforzo collaborativo di lungo periodo. Le grandi economie mondiali riconoscono
questo fatto ed esiste una concorrenza globale per identificare e perseguire le
opportunità tecnologiche emergenti alla frontiera della scienza suscettibili di
produrre un impatto di rilievo sull'innovazione e i vantaggi sociali. Per
essere efficaci questi tipi di attività devono crescere rapidamente su un'ampia
scala, aggregando diversi programmi a livello unionale, nazionale e regionale
interno a obiettivi comuni per conseguire una massa critica, incoraggiare le
sinergie e ottenere effetti di leva ottimali. Il programma TEF copre l'intera gamma di
innovazioni basate sulla scienza: dalle esplorazioni ascendenti su scala
ridotta di idee in fase embrionale e ancora fragili fino alla creazione di
nuove comunità di ricerca e innovazione aggregate intorno a nuovi settori di
ricerca emergenti e nuove iniziative di ricerca, di ampio respiro e
collaborative create attorno a un programma di ricerca mirato a conseguire
obiettivi ambiziosi e visionari. Questi tre livelli di impegno hanno ciascuno
il proprio valore specifico, restando complementari e sinergici. A titolo di
esempio, le esplorazioni su scala ridotta possono rivelare l'esigenza di
sviluppare nuovi temi suscettibili di condurre a un'azione su ampia scala
basata su tabelle di marcia. Queste coinvolgono un ampio numero di attori della
ricerca, compresi i giovani ricercatori e le PMI a elevata intensità di ricerca
nonché le comunità interessate, quali la società civile, i responsabili
politici, l'industria e la ricerca pubblica, aggregati interono a programmi di
ricerca man mano che tali esplorazioni prendono forma, maturano e si
diversificano. 2.3. Le attività a grandi linee Laddove l'obiettivo TEF mira a essere
visionario, rivoluzionario e non convenzionale, le sue attività seguono logiche
diverse, siano esse totalmente aperte o strutturate in diversa misura per
quanto riguarda i temi, le comunità e i finanziamenti. Tali attività modellano accuratamente le
diverse logiche dell'azione, su scala adeguata, identificando e cogliendo le
opportunità a vantaggio di lungo termine per i cittadini, l'economia e la
società: (a)
Incoraggiando nuove idee ("TEF aperte"), le TEF sostengono la ricerca scientifica e tecnologica in fase
iniziale esplorando nuove basi per tecnologie future radicalmente nuove
mediante la sfida agli attuali paradigmi e l'incursione in terreni ignoti. Un
processo di selezione ascendente ampiamente aperto a tutte le idee di ricerca
si basa su un portafoglio diversificato di progetti mirati. L'individuazione
tempestiva di nuovi settori, sviluppi e tendenze promettenti, congiuntamente all'attrazione
di attori della ricerca e dell'innovazione nuovi e ad alto potenziale
rappresentano fattori chiave. (b)
Favorendo i temi e le comunità emergenti ("TEF
proattive"), le TEF affrontano un certo numero di
temi promettenti nell'ambito della ricerca esplorativa dotati del potenziale di
generare una massa critica di progetti interrelati che, nel complesso,
costituiscano un'esplorazione ampia e sfaccettata dei temi per sfociare nella
costruzione di una insieme europeo di conoscenze. (c)
Perseguendo le grandi sfide interdisciplinari in
materie di ricerca e tecnologie ("TEF faro"),
le TEF sostengono una ricerca su ampia scala, basata sulla scienze e mirata a
conseguire scoperte scientifiche epocali. Tali attività traggono vantaggio dall'allineamento
dei programmi nazionali ed europei. Il progresso scientifico intende fornire
una base solida e ampia per le future innovazioni tecnologiche e le
applicazioni economiche in diversi settori, oltre a generare nuovi vantaggi per
la società. La sapiente miscela di apertura e di vari
gradi di strutturazione dei temi, delle comunità e dei finanziamenti è definita
per ciascuna attività al fine di perseguire in modo ottimale gli obiettivi
fissati. 3. Azioni Marie Curie 3.1. Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è garantire lo
sviluppo ottimale e l'uso dinamico del capitale intellettuale europeo al fine
di generare nuove competenze e innovazione e, in tal modo, realizzarne il pieno
potenziale fra i settori e le regioni. Ricercatori ben formati, dinamici e creativi
rappresentano la linfa vitale della migliore scienze e dell'innovazione di
ricerca più produttiva. Anche se in Europa vi è una presenza cospicua
e diversificata di risorse umane competenti nell'ambito della ricerca e dell'innovazione,
è necessario provvedere al suo ricambio, miglioramento e adeguamento, al fine
di stare al passo con le mutate esigenze del mercato del lavoro. Attualmente
solo il 46% di queste persone lavora nel settore commerciale, che rappresenta
una quota molto inferiore a quella dei principali concorrenti economici dell'Europa,
ossia il 69% in Cina, il 73% in Gippone e l'80% negli USA. I fattori
demografici indicano inoltre che un numero molto elevato di ricercatori
raggiungerà l'età della pensione nei prossimi anni. Congiuntamente all'esigenza
di offrire molta più occupazione di elevata qualità mentre l'intensità di
ricerca dell'economia europea cresce, questo dato costituisce una delle
principali sfide per i sistemi europei di istruzione, ricerca e innovazione
negli anni a venire. La necessaria riforma deve iniziare nelle
prime fasi della carriera dei ricercatori, durante i loro studi di dottorato o
di analoga formazione postlaurea. L'Europa deve sviluppare regimi di formazione
innovativi e d'avanguardia, coerenti con le esigenze altamente competitive e
sempre più interdisciplinari della ricerca e dell'innovazione. Un forte impegno
delle imprese, comprese le PMI e gli altri operatori socioeconomici, sarà
necessario per dotare i ricercatori delle competenze innovative richieste per i
lavori di domani. Sarà inoltre importante rafforzare la mobilità di questi
ricercatori, poiché questa si attesta a un livello troppo modesto: nel 2008
solo il 7% dei candidati al dottorato è stato formato in un altro Stato membro,
mentre l'obiettivo è del 20% entro il 2030. Questa riforma deve proseguire in ogni fase
della carriera dei ricercatori. È essenziale incrementare la mobilità dei
ricercatori a tutti i livelli, compresa la mobilità di metà carriera, non solo
fra gli Stati ma anche fra i settori pubblico e privato. Questo genera un forte
stimolo a imparare e sviluppare nuove competenze. Si tratta inoltre di un
fattore fondamentale nella cooperazione fra le università, i centri di ricerca
e l'industria di diversi paesi. Il fattore umano rappresenta la colonna
portante della cooperazione sostenibile che a sua volta è il motore di un'Europa
innovativa e creativa, in grado di far fronte alle sfide della società e alla
frammentazione delle politiche nazionali. Collaborare e scambiare conoscenze
attraverso la mobilità individuale in tutte le fasi della carriera e per mezzo
di scambi di personale altamente qualificato e innovativo sono elementi
essenziali affinché l'Europa riprenda la via della crescita sostenibile e
affronti le sfide sociali. Se l'Europa intende stare alla pari con i suoi
concorrenti nell'ambito della ricerca e dell'innovazione, deve convincere più
giovani donne e uomini ad abbracciare la carriera di ricercatore, offrendo
opportunità e ambienti di lavoro nel settore della ricerca e dell'innovazione
altamente interessanti. I ricercatori più bravi, europei e stranieri,
dovrebbero giungere a considerare l'Europa un luogo di lavoro privilegiato. La
parità di genere, un'occupazione e condizioni di lavoro di qualità e affidabili
oltre al riconoscimento rappresentano aspetti cruciali da assicurare in modo
coerente in tutta Europa. 3.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Il mero finanziamento unionale o degli Stati
membri da soli non è in grado di risolvere questa sfida. Anche se gli Stati
membri hanno effettuato riforme per migliorare i loro sistemi di istruzione
universitaria e ammodernare i sistemi formativi, i progressi registrati in
Europa sono ancora disomogenei, con notevoli differenze fra i paesi. Nel
complesso, la cooperazione scientifica e tecnologica fra i settori pubblico e
privato rimane generalmente debole in Europa. Lo stesso è applicabile alla
parità di genere e agli sforzi per attrarre studenti e ricercatori provenienti
da paesi esterni allo Spazio europeo della ricerca. Attualmente circa il 20%
dei candidati al dottorato nell'Unione è composto da cittadini di paesi terzi,
mentre negli Stati Uniti il dato si attesta al 35%. Per imprimere un impulso a
questo cambiamento, è necessario a livello unionale un approccio strategico che
superi i confini nazionali. Il finanziamento unionale è essenziale per generare
incentivi e incoraggiare le necessarie riforme strutturali. Le azioni europee Marie Curie hanno compiuto
progressi notevoli nella promozione della mobilità, sia a livello
transazionale, sia intersettoriale, e nell'apertura di carriere di ricerca a
livello europeo e internazionale, con eccellenti condizioni occupazionali e
lavorative nel rispetto della Carta europea dei ricercatori e del Codice. Negli
Stati membri non esistono equivalenti per quanto riguarda la scala e la
portata, il finanziamento, il carattere internazionale, la generazione e il
trasferimento delle conoscenze. Queste azioni hanno rafforzato le risorse delle
istituzioni capaci di attirare ricercatori a livello internazionale, incoraggiando
in tal modo la diffusione dei centri di eccellenza nell'Unione. Hanno svolto il
ruolo di modello con un importante effetto strutturante grazie alla diffusione
delle migliori pratiche a livello nazionale. L'approccio ascendente delle
azioni Marie Curie ha inoltre consentito a un'ampia maggioranza di queste
istituzioni di formare e aggiornare le competenze di una nuova generazione di
ricercatori in grado di affrontare le sfide sociali. Un ulteriore sviluppo delle azioni Marie Curie
conferisce un contributo significativo allo sviluppo dello Spazio europeo della
ricerca. Grazie alla loro struttura di finanziamento di livello europeo, le
azioni Marie Curie incoraggiano tipi di formazione nuovi, creativi e
innovativi, come i dottorati industriali che coinvolgono gli attori dell'istruzione,
della ricerca e dell'innovazione in competizione a livello planetario per una
reputazione di eccellenza. Le azioni promuovono altresì una più ampia
diffusione e divulgazione, verso una formazione di dottorato più strutturata,
poiché il finanziamento unionale per la migliore ricerca e i migliori programmi
seguono i principi applicabili alla formazione innovativa per il dottorato in
Europa. Le sovvenzioni Marie Curie sono inoltre estese
alla mobilità temporanea di ricercatori confermati e di ingegneri dalle
istituzioni pubbliche al settore privato e viceversa, incoraggiando e
sostenendo così le università, i centri di ricerca e le imprese affinché
cooperino a livello europeo e internazionale. Con l'aiuto del sistema di valutazione
ben definito trasparente ed equo, le azioni Marie Curie identificano i talenti
eccellenti in ricerca e innovazione in un ambiente internazionale competitivo
che conferisce prestigio e motiva quindi i ricercatori a proseguire la loro
carriera in Europa. Le sfide sociale che si trovano ad affrontare
ricercatori altamente qualificati e innovativi non sono solo un problema
europeo. Si tratta di sfide internazionali di complessità e ampiezza colossali.
I migliori ricercatori in Europa e nel mondo devono collaborare fra paesi,
settori e discipline. A questo proposito le azioni Marie Curie svolgono un
ruolo di primo piano poiché sostengono gli scambi di personale in grado di
stimolare il pensiero collaborativo grazie allo scambio di conoscenze a livello
internazionale e intersettoriale che riveste tanta importanza per l'innovazione
aperta. L'estensione del meccanismo di cofinanziamento
delle azioni Marie Curie è essenziale per ampliare l'insieme dei talenti
europei. L'impatto numerico e strutturale dell'azione unionale è incrementato
dall'effetto di leva del finanziamento regionale, nazionale, internazionale e
privato, al fine di creare nuovi programmi e di aprire quelli esistenti alla
formazione, alla mobilità e allo sviluppo di carriera internazionale e intersettoriale.
Un tale meccanismo crea legami più forti fra le attività di ricerca e
istruzione a livello nazionale e unionale. Tutte le attività volte ad affrontare questa
sfida contribuiscono a creare in Europa una visione del tutto nuova cruciale
per la creatività e l'innovazione. Le misure di finanziamento Marie Curie
rafforzano la messa in comune delle risorse in Europa e migliorano quindi il
coordinamento e la gestione della formazione, della mobilità e dello sviluppo
di carriera dei ricercatori. Esse contribuiscono a conseguire gli obiettivi
fissati dalle iniziative "Unione dell'innovazione", "Youth on
the Move" (Gioventù in movimento) e dall'"Agenda per nuove competenze
e nuovi posti di lavoro" che a loro volta saranno essenziali per
realizzare lo Spazio europeo della ricerca. 3.3. Le attività a grandi linee (a)
Incoraggiare nuove competenze per mezzo di un'eccellente
formazione iniziale dei ricercatori L'obiettivo è formare una nuova generazione di
ricercatori creativi e innovativi, in grado di convertire le conoscenze e le
idee in prodotti e servizi a beneficio economico e sociale dell'Unione. Le principali attività mirano a fornire una
formazione eccellente e innovativa a ricercatori, a livello postuniversitario
in fase iniziale per mezzo di progetti interdisciplinari o programmi dottorali
che coinvolgano università, istituti di ricerca, imprese, PMI e altri gruppi
socioeconomici di diversi paesi, al fine di migliorare le prospettive di
carriera per i giovani ricercatori postuniversitari in entrambi i settori
pubblico e privato. (b)
Favorire l'eccellenza per mezzo della mobilità
transfrontaliera e intersettoriale. L'obiettivo è rafforzare il potenziale
innovativo e creativo dei ricercatori di maggior esperienza a tutti i livelli
di carriera creando opportunità di mobilità transfrontaliera e intersettoriale. Le principali attività mirano a incoraggiare i
ricercatori di maggior esperienza ad approfondire o ad ampliare le loro
competenze per mezzo della mobilità, in grado di creare opportunità di carriera
interessanti presso università, istituti di ricerca, imprese, PMI e altri
gruppi socioeconomici in Europa e oltre. È inoltre previsto il sostegno alla
ripresa della carriera di ricerca in seguito a un'interruzione. (c)
Stimolare l'innovazione per mezzo dello scambio di conoscenze
produttivo L'obiettivo è rafforzare la collaborazione
internazionale transfrontaliera e intersettoriale nella ricerca e nell'innovazione
per mezzo di scambi di personale ad hoc, finalizzati ad affrontare
meglio le sfide mondiali. Le attività principali consistono in scambi di
breve periodo di personale di ricerca e di innovazioni per mezzo di un
partenariato fra università, istituti di ricerca, imprese, PMI e altri gruppi
socioeconomici in Europa e nel mondo. È compreso il rafforzamento della
cooperazione con i paesi terzi. (d)
Incrementare l'impatto strutturale mediante il
cofinanziamento delle attività L'obiettivo consiste nello sfruttamento dell'effetto
di leva dei fondi supplementari, per incrementare l'impatto numerico e
strutturale delle azioni Marie Curie e di promuovere l'eccellenza a livello
nazionale per quanto riguarda la formazione, la mobilità e lo sviluppo di
carriera dei ricercatori. Con l'ausilio del meccanismo di
cofinanziamento le principali attività mirano a incoraggiare le organizzazioni
regionali, nazionali e internazionali, a creare nuovi programmi e ad aprire
quelli esistenti alla formazione, alla mobilità e allo sviluppo di carriera
internazionale e intersettoriale. Questo incrementa la qualità della formazione
di ricerca in Europa a tutti i livelli di carriera, compreso il livello
dottorale, incoraggia la libera circolazione dei ricercatori e delle conoscenze
scientifiche in Europa, promuove carriere di ricerca interessanti grazie a
condizioni di assunzione e di lavoro attraenti e sostiene la cooperazione di
ricerca e innovazione fra le università, gli istituti di ricerca e le imprese
nonché la cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. (e)
Sostegno specifico e azione strategica Gli obiettivi consistono nel monitorare i
progressi, nell'identificare le lacune nelle azioni Marie Curie e nell'incrementarne
l'impatto. In questo contesto si sviluppano gli indicatori e si analizzano i
dati relativi alla mobilità, alle competenze e alle carriere dei ricercatori,
alla ricerca di sinergie e di stretto coordinamento nell'ambito delle azioni di
sostegno strategico dei ricercatori, dei loro datori di lavoro e dei
finanziatori, nell'ambito dell'obiettivo specifico "Società inclusive,
innovative e sicure". L'attività mira inoltre a sensibilizzare in merito
all'importanza e all'attrattività di una carriera di ricerca e di diffusione
dei risultati di ricerca e innovazione generati dalle attività sostenute dalle
azioni Marie curie. 4. Infrastrutture di ricerca 4.1 Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è dotare l'Europa di infrastrutture di ricerca d'avanguardia a
livello mondiale, accessibili a tutti i ricercatori in Europa e non solo, al
fine di sfruttarne appieno il potenziale di progresso e innovazione
scientifici. Le infrastrutture
di ricerca sono elementi essenziali della competitività europea nell'intero
spettro dei campi scientifici e costituiscono la base dell'innovazione
scientifica. In molti campi la ricerca è impossibile senza avere accesso ai
supercomputer, alle fonti radianti per i nuovi materiali, ad ambienti puliti
per le nanotecnologie, a banche di dati per la genomica e le scienze sociali,
agli osservatori per le scienze della Terra, alle reti a banda larga per
trasferire i dati, ecc. Le infrastrutture di ricerca sono essenziali per
svolgere la ricerca necessaria per affrontare le grandi Sfide per la società,
quali l'energia, i cambiamenti climatici, la bioeconomia e la salute e il
benessere per tutta la durata della vita. Queste infrastrutture stimolano la
collaborazione e le discipline transfrontaliere senza soluzione di continuità
in uno Spazio europeo della ricerca in linea. Promuovono inoltre la mobilità
delle persone e delle idee, riuniscono i migliori scienziati di tutta Europa e
del mondo e rafforzano l'educazione scientifica Esse incanalano l'eccellenza
nelle comunità di ricerca e di innovazione e possono rappresentare vetrine
scientifiche d'eccezione per la società nel suo complesso. L'Europa deve
stabilire una base adeguata e stabile per costruire, mantenere e gestire le
infrastrutture di ricerca se vuole una ricerca europea che resti di livello
mondiale. A tal fine è necessaria una cooperazione sostanziale ed efficace fra
l'Unione, i finanziatori nazionali e regionali nella quale sono necessari forti
legami con la politica di coesione per garantire le sinergie e un approccio
coerente. L'obiettivo
specifico mira ad affrontare un impegno centrale dell'iniziativa faro "Unione
dell'innovazione", che sottolinea il ruolo di primo piano svolto dalle
infrastrutture di ricerca di livello mondiale nel consentire la realizzazione
di ricerca e innovazione di portata rivoluzionaria. L'iniziativa sottolinea la
necessità di mettere in comune le risorse a livello europeo, a volte mondiale,
al fine di costruire e gestire infrastrutture di ricerca. Analogamente l'iniziativa
faro "Agenda digitale europea" sottolinea l'esigenza di rafforzare le
infrastrutture digitali europee e l'importanza di sviluppare aggregati
innovativi per creare il vantaggio innovativo europeo. 4.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le infrastrutture
di ricerca d'avanguardia diventano sempre più costose e complesse, spesso
richiedono l'integrazione di attrezzature, fonti di dati e servizi diversi
nonché un'ampia collaborazione transnazionale. Nessun paese dispone delle
risorse sufficienti per sostenere tutte le infrastrutture di ricerca
necessarie. Negli ultimi anni l'approccio europeo alle infrastrutture di
ricerca ha compito progressi notevoli grazie all'attuazione della tabella di
marcia ESFRI per le infrastrutture[21],
che integra e apre gli impianti di ricerca nazionali e sviluppa le
infrastrutture digitali alla base dello Spazio europeo della ricerca. La rete
delle infrastrutture di ricerca in Europa rafforza la base di capitale umano
grazie all'istituzione di una formazione di livello mondiale per una nuove
generazione di ricercatori e ingegneri e promuovendo la collaborazione
interdisciplinare. Un ulteriore
sviluppo e un ricorso più ampio alle infrastrutture di ricerca a livello
unionale contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dello Spazio
europeo della ricerca. Mentre il ruolo degli Stati membri resta cruciale nello
sviluppo e nel finanziamento delle infrastrutture di ricerca, l'Unione ha una
parte importante nel sostegno delle infrastrutture a livello unionale,
incoraggiando la creazione di nuove strutture, favorendo un ampio accesso alle
strutture nazionali ed europee e garantendo che le politiche regionali,
nazionali, europee e internazionali siano coerenti ed efficaci. Non solo è necessario
evitare le duplicazioni di sforzi e coordinare e razionalizzare l'uso di tali
strutture, ma è d'uopo mettere in comune le risorse in modo che l'Unione possa
anche acquisire e gestire infrastrutture di ricerca a livello mondiale. L'efficienza della
scala e della portata conseguite mediante un approccio europeo alla
costruzione, all'uso e alla gestione delle infrastrutture di ricerca, comprese
quelle digitali, contribuisce in modo significativo a rafforzare il potenziale
europeo di ricerca e innovazione. 4.3. Le attività a grandi linee Le attività mirano
a sviluppare le infrastrutture europee di ricerca per il 2020 e oltre,
promuovendo il loro potenziale innovativo e il capitale umano nonché
rafforzando la politica europea per le infrastrutture di ricerca. (a)
Sviluppo delle infrastrutture di ricerca europee
per il 2020 e oltre Gli obiettivi consistono nell'attuazione e
nella gestione di ESFRI e di altre infrastrutture partner di livello regionale,
nell'integrazione e nell'accesso alle infrastrutture di ricerca nazionali e
nello sviluppo, nell'introduzione e nella gestione delle infrastrutture
digitali. (b)
Promozione del potenziale innovativo delle
infrastrutture di ricerca e del loro capitale umano Gli obiettivi consistono nell'incoraggiare le
infrastrutture di ricerca ad agire in veste di pioniere nell'uso delle
tecnologie, nella promozione di partenariati R&S con l'industria, al fine
di agevolare l'uso industriale delle infrastrutture di ricerca e di stimolare
la creazione di aggregati innovativi. Tale attività mira inoltre a sostenere la
formazione e/o gli scambi del personale che dirige e gestisce le infrastrutture
di ricerca. (c)
Rafforzare la politica per le infrastrutture di
ricerca europee e la cooperazione internazionale L'obiettivo è sostenere i partenariati fra i
pertinenti responsabili politici e gli organismi di finanziamento, mappando e
monitorando gli strumenti di decisione politica e le attività di cooperazione
internazionale. La seconda e la
terza attività sono perseguite per mezzo delle relative azioni specifiche e, se
del caso, in quanto parte della prima attività. PARTE II
LEADERSHIP INDUSTRIALE 1. Leadership nelle tecnologie abilitanti e
industriali L'obiettivo specifico è mantenere e
costruire una leadership mondiale nelle tecnologie abilitanti e nella ricerca e
innovazione spaziale, soggiacenti alla competitività in un ampio spettro di
industrie e settori esistenti ed emergenti. L'ambiente commerciale mondiale è in rapida
mutazione e gli obiettivi di Europa 2020 per una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva presentano sfide e opportunità per le industrie
europee. L'Europa deve accelerare l'innovazione, trasformando le conoscenze
ottenute per sostenere e rafforzare i prodotti, servizi e i mercati esistenti e
crearne di nuovi. L'innovazione deve essere sfruttata in senso lato, oltre la
tecnologia al fine di includere aspetti commerciali, organizzativi e sociali. Per restare all'avanguardia della concorrenza
mondiale con una base tecnologica e capacità industriali forti, è necessario
incrementare gli investimenti strategici in ricerca, sviluppo, convalida e la
sperimentazione di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC),
nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, tecnologie produttive
avanzate e tecnologia spaziale. La conoscenza e la diffusione di tecnologie
essenziali da parte dell'industria europea è un fattore chiave per rafforzare
la produttività e la capacità di innovazione dell'Europa e garantire un'economia
avanzata, sostenibile e competitiva, nonché una leadership mondiale nei settori
di applicazione ad alta tecnologia, oltre alla capacità di sviluppo di
soluzioni efficaci per le sfide sociali. Il carattere preponderante di tali
attività può stimolare ulteriormente i progressi compiuti attraverso le
invenzioni e le applicazioni complementari, assicurando un maggiore ritorno
sugli investimenti in queste tecnologie rispetto a qualsiasi altro settore. Tali attività contribuiscono agli obiettivi
delle iniziative faro di Europa 2020, ossia "Unione per l'innovazione",
"Un'Europa efficiente in termini di risorse", "Una politica
industriale integrata per l'era della globalizzazione" e "Un'Agenda
digitale per l'Europa" nonché agli obiettivi della politica spaziale dell'Unione. Complementarità
con altre attività di Orizzonte 2020 Le attività nell'ambito
di "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali fondamentali"
sono principalmente basate sul programma di ricerca e innovazione stabilito
dall'industria e dalle imprese con la comunità dei ricercatori e hanno un forte
accento sulla promozione degli investimenti del settore privato. L'integrazione
delle tecnologie abilitanti nelle soluzioni alle sfide sociali è sostenuta
congiuntamente alle sfide pertinenti. Le domande di tecnologie abilitanti che
non rientrano nell'ambito delle sfide della società, ma sono importanti per
rafforzare la competitività dell'industria europea, sono finanziate a titolo
della sezione "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali
fondamentali". Un approccio comune Tale approccio
comprende sia attività programmate, sia spazi più aperti per promuovere
progetti innovativi e soluzioni rivoluzionarie. L'accento è posto sulle
attività di R&S, progetti pilota su vasta scala, attività dimostrative,
banchi di prova e laboratori viventi, sulla creazione di prototipi e sulla
convalida del prodotto in linee pilota. Le attività sono intese a potenziare la
competitività industriale promuovendo l'industria, e in particolare le PMI,
affinché effettuino maggiori investimenti in ricerca e innovazione. Un approccio integrato alle tecnologie abilitanti fondamentali Una componente importante di "Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali fondamentali" è data dalle tecnologie abilitanti
fondamentali (KET, Key Enabling Technologies), ossia la microelettronica e la
nanoelettronica, la fotonica, i materiali avanzati, le biotecnologie, le
nanotecnologie e sistemi di fabbricazione avanzati[22]. Tali tecnologie
multidisciplinari ad alta intensità di conoscenza e capitale, interessano vari
settori che costituiscono la base di un significativo vantaggio concorrenziale
per l'industria europea. Un approccio integrato, che promuove la combinazione,
la convergenza e lo scambio di conoscenze delle KET nei diversi cicli d'innovazione
e delle catene del valore, può dare risultati di ricerca promettenti e aprire
la via a tecnologie industriali, prodotti, servizi e applicazioni nuovi, per
esempio spazio, trasporti, ambiente, salute ecc.. Le numerose interazioni delle
KET e delle tecnologie abilitanti, dovranno pertanto essere sfruttate in modo
flessibile, poiché rappresentano un'importante fonte di innovazione. Questo
elemento integra il sostegno alla ricerca e all'innovazione nelle KET che può
essere fornito da autorità nazionali o regionali nell'ambito dei Fondi per la politica
di coesione nel quadro di strategie di specializzazione intelligente. Per tutte le
tecnologie abilitanti e industriali, comprese le KET, un obiettivo di rilievo è
favorire le interazioni fra le tecnologie e le domande poste dalle Sfide per la
società. Nella definizione e nell'attuazione dei programmi e delle priorità è
opportuno tenere in debita considerazione questo elemento. A tal fine è
necessario che le parti che rappresentano le diverse prospettive siano
pienamente coinvolte nella definizione e nell'attuazione delle priorità. In
alcuni casi possono essere necessarie altresì azioni finanziate congiuntamente
dalle tecnologie industriali e dalle pertinenti sfide sociali. Questo comprende
il cofinanziamento di partenariati pubblico-privato mirati a sviluppare le
tecnologie e ad applicarle per affrontare le sfide sociali. Le TIC svolgono un
ruolo importante in quanto ricomprendono alcune KET e forniscono le principali
infrastrutture, tecnologie e sistemi di base per processi economici e sociali
vitali nonché nuovi prodotti e servizi pubblici e privati. L'industria europea
deve rimanere all'avanguardia degli sviluppi tecnologici nel settore delle TIC,
mentre molte tecnologie sono entrate in una nuova fase di rottura ed è il
momento di aprire nuove opportunità. Il settore
spaziale è in rapida crescita, fornisce informazioni essenziali per molti
settori della società moderna, ne soddisfa le richieste fondamentali, affronta
questioni scientifiche universali e serve a garantire la posizione dell'Unione
come protagonista sulla scena internazionale. La ricerca spaziale è la base di
tutte le attività intraprese nello spazio, ma è attualmente frammentata in
programmi nazionali gestiti da un sottogruppo di Stati membri dell'Unione
europea. Al fine di mantenere la competitività, salvaguardare le infrastrutture
spaziali dell'Unione, come Galileo, e sostenere un futuro ruolo dell'Unione nel
settore spaziale sono richiesti un coordinamento a livello unionale nonché
investimenti nella ricerca spaziale (vedasi articolo 189 del TFUE). Inoltre, le
applicazioni che utilizzando servizi innovativi a valle e informazioni derivate
dal settore spaziale rappresentano un'importante fonte di crescita e di
creazione di posti di lavoro. Collaborazione e valore aggiunto L'Europa può raggiungere
una massa critica attraverso partenariati, cluster e reti, la
standardizzazione, promuovendo la cooperazione tra diverse discipline
scientifiche e tecnologiche e i settori con esigenze di sviluppo e di ricerca
simili, per ottenere risultati epocali, nuove tecnologie e soluzioni
innovative. Lo sviluppo e l'attuazione
dei programmi di ricerca e di innovazione attraverso partenariati
pubblico-privato, la creazione di collegamenti efficaci tra l'industria e l'università,
l'effetto di leva degli investimenti aggiuntivi, l'accesso al capitale di
rischio, la normalizzazione e il sostegno agli appalti precommerciali e agli
appalti pubblici di prodotti e servizi innovativi rappresentano tutti aspetti
essenziali in materia di competitività. A tale riguardo sono
anche necessari forti legami con l'IET per creare talenti imprenditoriali di
punta e accelerare l'innovazione, riunendo persone di diversi paesi nonché
diverse discipline e organizzazioni. La collaborazione a livello unionale può anche
sostenere opportunità commerciali grazie allo sviluppo di norme europee o
internazionali per i nuovi prodotti, servizi e tecnologie emergenti. Si
promuovo le attività a sostegno della standardizzazione e dell'interoperabilità,
nonché le attività in materia di sicurezza e l'aspetto prenormativo. 1.1. Tecnologie dell'informazione
e della comunicazione (TIC) 1.1.1. Obiettivo specifico delle TIC In linea con l'Agenda digitale europea[23], l'obiettivo specifico
delle TIC per quanto riguarda la ricerca e l'innovazione (R&I) è consentire
all'Europa di sviluppare e valorizzare le opportunità offerte dai progressi
compiuti grazie alle TIC a vantaggio dei cittadini, delle imprese e delle
comunità scientifiche. In quanto economia più grande del mondo che
rappresenta la maggior quota di mercato mondiale delle TIC, attualmente
superiore a 2 600 miliardi di euro, l'Europa può legittimamente pretendere
che imprese, governi, centri di ricerca e sviluppo e università dirigano gli
sviluppi delle TIC, creino nuove attività commerciali e investano maggiormente
nelle innovazioni delle TIC. Entro il 2020, il settore delle TIC in Europa
dovrebbe fornire almeno l'equivalente della sua quota di mercato mondiale in
materia di TIC, oggi pari a circa un terzo. È necessario che in Europa
aumentino le imprese innovative nel settore delle TIC in modo che un terzo di
tutte le spese delle imprese in R&S sulle ICT, oggi superiori a 35 miliardi
di euro l'anno, sia investito da società costituite negli ultimi due decenni. A
tal fine è necessario un aumento considerevole degli investimenti pubblici in
R&S sulle ICT in modo da favorire gli investimenti privati, avendo per
obiettivo il raddoppio degli investimenti nei prossimi dieci anni, disponendo
di assai più poli europei di eccellenza di livello mondiale in materia di TIC. Per gestire una tecnologia sempre più
complessa e interdisciplinare e le catene commerciali nel settore delle TIC, è
necessario concludere partenariati, ripartire i rischi e mobilitare una massa
critica nell'Unione. Un'azione a livello unionale aiuta l'industria a porsi in
una prospettiva d mercato interno, a realizzare economie di scala e a
conseguire i suoi obiettivi. La collaborazione nel quadro di piattaforme
tecnologiche aperte comuni con effetti di ricaduta e di stimolo consente a un'ampia
gamma di parti interessate di beneficiare dei nuovi sviluppi e di applicare
ulteriori innovazioni. La centralizzazione e la conclusione di partenariati a
livello unionale consentono inoltre la formazione del consenso, creano un punto
di contatto visibile per i partner internazionali e sfociano nello sviluppo di
standard di livello unionale e mondiale e di soluzioni interoperabili. 1.1.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le TIC sostengono l'innovazione e la
competitività attraverso un'ampia gamma di mercati e di settori pubblici e
privati, e consentono progressi scientifici in tutte le discipline. Nel
prossimo decennio l'impatto rivoluzionario delle tecnologie digitali, dei
componenti delle TIC, delle infrastrutture e dei servizi sarà sempre più visibile
in tutti i settori della vita sociale. Ogni cittadino del pianeta potrà
accedere a risorse di elaborazione, comunicazione e conservazione di dati
illimitata. Sensori, macchine e prodotti informatici produrranno una grande
quantità di informazioni e dati, rendendo l'azione a distanza un fatto comune,
consentendo una diffusione globale dei processi aziendali e dei siti di
produzione sostenibili e generando un'ampia gamma di servizi ed applicazioni.
Molti servizi pubblici e commerciali cruciali e tutti i principali processi di
produzione di conoscenza nelle scienze, nell'istruzione, nell'imprese e nel
settore pubblico saranno forniti per mezzo delle TIC. Le TIC forniscono le
infrastrutture necessarie alla produzione e ai processi, alla comunicazione e
alle attività aziendali. Le TIC saranno inoltre indispensabili per contribuire
alle sfide sociali e ai processi sociali fondamentali, quali la formazione, il
comportamento dei consumatori, e l'amministrazione pubblica, a titolo di
esempio attraverso i media sociali. Il sostegno unionale alla ricerca e all'innovazione
nelle TIC è una componente significativa per preparare la prossima generazione
di tecnologie e di applicazioni in quanto rappresenta una parte significativa
della spesa totale per questo tipo di rischio R&I, medio-alto in Europa.
Gli investimenti pubblici nella ricerca e nell'innovazione sulle TIC a livello
unionale sono e restano essenziali per aggregare la massa critica suscettibile
di generare progressi e un'adozione più ampia nonché un migliore utilizzo di
soluzioni, prodotti e servizi innovativi. Esse continuano a svolgere un ruolo
centrale nello sviluppo di piattaforme aperte e di tecnologie applicabili in
tutta l'Unione, per provare e indirizzare le innovazioni in contesti realmente
paneuropei al fine di ottimizzare le risorse e affrontare la competitività dell'Unione
e le grandi sfide sociali comuni. Il sostegno dell'Unione alla ricerca e all'innovazione
nelle TIC consente alle PMI ad alta tecnologia di crescere e di sfruttare la
dimensione unionale dei mercati. Questo mira a rafforzare la collaborazione e l'eccellenza
tra scienziati e ingegneri dell'Unione, le sinergie con e fra i bilanci
nazionali, e a fungere da punto focale per la collaborazione con partner
extraeuropei. Valutazioni successive delle attività TIC nel
programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione hanno dimostrato che
gli investimenti mirati nella ricerca e nell'innovazione delle TIC realizzati a
livello unionale hanno svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di una
leadership industriale in settori come le comunicazioni mobili, i sistemi TIC
fondamentali per la sicurezza e nell'ambito delle sfide quali il cambiamento
demografico o l'efficienza energetica. Gli investimenti dell'Unione in
infrastrutture di ricerca nel campo delle TIC hanno fornito ai ricercatori
europei le migliori strutture di rete e di elaborazione per la ricerca. 1.1.3. Le attività a grandi linee Una serie di linee di attività delle TIC mira
ad affrontare le sfide della leadership industriale e tecnologica e a coprire
generici programmi di ricerca e di innovazione nelle TIC, tra le quali in
particolare: (a)
una nuova generazione di componenti e
sistemi: ingegneria di componenti e sistemi integrati
avanzati e intelligenti; (b)
elaborazione di prossima generazione: sistemi e tecnologie informatiche avanzate; (c)
l'internet del futuro: infrastrutture, tecnologie e servizi; (d)
tecnologie di contenuto e gestione dell'informazione: TIC per i contenuti e la creatività digitali; (e)
interfacce avanzate e robot: robotica e locali intelligenti; (f)
microelettronica, nanoelettronica e
fotonica: tecnologie abilitanti fondamentali relative
alla microelettronica, alla nanoelettronica e alla fotonica. Si ritiene che queste sei grandi linee di
attività coprano la gamma completa delle esigenze. Fra esse si annoverano la
leadership industriale sulle soluzioni, prodotti e servizi generici basati
sulle TIC, necessari per affrontare le principali Sfide per la società e
programmi di ricerca e l'innovazione nell'ambito delle TIC stimolato dalle
applicazioni, sostenuti congiuntamente alla pertinente sfida sociale. Questi sei linee di attività comprendono anche
le infrastrutture di ricerca specifiche per le TIC, quali i laboratori viventi
per la sperimentazione su vasta scala e le infrastrutture di base per le
tecnologie abilitanti fondamentali e la loro integrazione in prodotti avanzati
e sistemi intelligenti innovativi, compresi attrezzature, strumenti, servizi di
sostegno, ambienti puliti, e accesso alle fonderie per la messa a punto di
prototipi. 1.2. Nanotecnologie 1.2.1. Obiettivo specifico delle
nanotecnologie L'obiettivo specifico della ricerca e dell'innovazione
nel campo delle nanotecnologie è garantire all'Unione un ruolo di leadership in
questo mercato globale in crescita rapida, mediante la promozione di
investimenti nel settore delle nanotecnologie e la loro diffusione in prodotti
e servizi competitivi a elevato valore aggiunto, in tutta una serie di
applicazioni e settori. Entro il 2020, le
nanotecnologie saranno integrate senza soluzione di continuità nella maggior
parte delle tecnologie e delle applicazioni, con vantaggi per i consumatori, la
qualità della vita, lo sviluppo sostenibile e un forte potenziale industriale
per raggiungere soluzioni per la produttività e l'efficienza delle risorse non
disponibili in precedenza. È inoltre necessario che l'Europa
diventi il parametro di riferimento mondiale in materia di sviluppo di
nanotecnologie sicure e responsabili nonché per quanto attiene a una gestione
in grado di garantire rendimenti elevati sociali e industriali. I prodotti che utilizzano le
nanotecnologie costituiscono un mercato mondiale che l'Europa non può
permettersi di ignorare. Le stime di mercato dei prodotti che incorporano le
nanotecnologie come componente essenziale sono pari a 700 miliardi di euro
entro il 2015 e a 2 000 miliardi entro il 2020, con rispettivamente 2
e 6 milioni di posti di lavoro. Le imprese europee del settore delle
nanotecnologie devono sfruttare questo mercato in rapida crescita e l'Europa
deve essere in grado di acquisire una quota di mercato pari almeno al
finanziamento della ricerca globale (un quarto) entro il 2020. 1.2.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le nanotecnologie rappresentano uno spettro di
tecnologie in evoluzione dotate di potenziale accertato, con un impatto
rivoluzionario, per esempio sui materiali, le TIC, le scienze della vita, l'assistenza
sanitaria e i beni di consumo quando la ricerca è applicata ai prodotti e
processi produttivi rivoluzionari. Le nanotecnologie hanno un ruolo essenziale da
svolgere nell'affrontare le sfide individuate nella strategia Europa 2020 per
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La riuscita dell'introduzione
di queste tecnologie abilitanti fondamentali contribuirà alla competitività dell'industria
unionale, consentendo nuovi e migliori prodotti o processi più efficienti,
rispondendo altresì alle sfide future. Il finanziamento globale
della ricerca sulle nanotecnologie è raddoppiato, passando da circa 6,5
miliardi di EUR nel 2004 a circa 12,5 miliardi di euro nel 2008, dove l'Unione
rappresenta circa un quarto del totale. Unione riconosce la leadership di
ricerca nel settore delle nanoscienze e delle nanotecnologie con una proiezione
di circa 4 000 imprese nell'Unione entro il 2015. L'Europa deve ora garantire
e consolidare la sua posizione sul mercato mondiale, promuovendo la
cooperazione su larga scala all'interno e tra le varie catene del valore e i
diversi settori industriali per realizzare il processo di sviluppo di queste
tecnologie in prodotti commerciali sostenibili. Gli aspetti dell'analisi e
della gestione del rischio, nonché una gestione responsabile emergono come
fattori che determinano il futuro impatto delle nanotecnologie sulla società e
l'economia. Pertanto, il centro focale dell'attività
consiste in un'applicazione ampia e responsabile delle nanotecnologie nell'economia,
per consentire vantaggi dal forte impatto sociale e industriale. Per garantire
le potenziali opportunità, comprese la costituzione di nuove imprese e la creazione
di nuovi posti di lavoro, è necessario che la ricerca fornisca gli strumenti
necessari per consentire di attuare correttamente la normalizzazione e la
normazione. 1.2.3. Le attività a grandi linee (a)
Sviluppo di nanomateriali, nanodispositivi e nanosistemi
di prossima generazione Mirati a creare prodotti del tutto nuovi che
consentano soluzioni sostenibili in un'ampia gamma di settori. (b)
Garantire lo sviluppo e l'applicazione sicuri delle
nanotecnologie Migliorare le conoscenze scientifiche relative
all'impatto potenziale delle nanotecnologie e dei nanosistemi sulla salute e
sull'ambiente, nonché fornire gli strumenti per valutare e gestire i rischi
lungo tutto il ciclo di vita. (c)
Sviluppo della dimensione sociale delle
nanotecnologie Enfasi sulla gestione delle nanotecnologie a
vantaggio della società; (d)
Sintesi e produzione efficienti di nanomateriali,
componenti e sistemi Accento sulle nuove operazioni, l'integrazione
intelligente di processi nuovi ed esistenti, nonché ampliamento di scala per
conseguire la produzione di massa di prodotti e impianti polivalenti, al fine
di garantire un efficace trasferimento delle conoscenze verso l'innovazione
industriale. (e)
Sviluppo di tecniche, metodi di misurazione e
attrezzature abilitanti Accento sulle tecnologie di supporto a
sostegno dello sviluppo e introduzione sul mercato di nanomateriali e
nanosistemi complessi. 1.3. Materiali avanzati 1.3.1. Obiettivo specifico dei
materiali avanzati L'obiettivo specifico della ricerca e dell'innovazione
nei materiali avanzati è sviluppare materiali con nuove potenzialità e migliori
prestazioni d'uso, per prodotti più competitivi che consentano di ridurre al
minimo l'impatto sull'ambiente e lo sfruttamento delle risorse. I materiali sono al centro dell'innovazione
industriale e rappresentano strumenti chiave. I materiali avanzati a più
elevata intensità di conoscenze, dotati di nuove funzionalità e migliori
prestazioni, sono indispensabili per la competitività industriale e lo sviluppo
sostenibile in diverse applicazioni e settori. 1.3.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Per sviluppare prodotti e processi più
efficienti e sostenibili sono necessari nuovi materiali avanzati. Tali
materiali costituiscono parte della soluzione ai nostri problemi industriali e
sociali, poiché offrono una maggiore efficienza d'uso, minori requisiti per l'uso
di risorse ed energia, nonché la sostenibilità al termine del ciclo di vita dei
prodotti. Lo sviluppo promosso dalle applicazioni spesso
comporta la progettazione di materiali del tutto nuovi e in grado di fornire le
prestazioni di servizio previste. Tali materiali sono un elemento importante
nella catena di approvvigionamento della fabbricazione di valore elevato. Essi
costituiscono inoltre anche la base per realizzare progressi in settori tecnologici
trasversali (per esempio le bioscienze, l'elettronica e la fotonica) e
praticamente in tutti i settori di mercato. I materiali stessi rappresentano un
passo fondamentale per aumentare il valore dei prodotti e le loro prestazioni.
Il valore e l'impatto stimati dei materiali avanzati sono significativi, con un
tasso di crescita annuo di circa il 6% e una dimensione di mercato prevedibile
dell'ordine di 100 miliardi di euro entro il 2015. I materiali sono progettati secondo un
approccio basato sul ciclo di vita completo, dalla fornitura di materiali
disponibili fino alla fine della vita ("dalla culla alla culla"), con
approcci innovativi per ridurre al minimo le risorse necessarie per tale
trasformazione. È necessario integrarvi anche l'uso continuo, il riciclaggio o
l'utilizzazione secondaria dei materiali arrivati a fine ciclo nonché la
pertinente innovazione sociale. Per accelerare i
progressi è necessario incoraggiare una concezione pluridisciplinare con un
approccio convergente che inglobi la chimica, la fisica, l'ingegneria, la
modellizzazione teorica e computazionale, le scienze biologiche e un design
industriale sempre più creativo. È necessario incoraggiare le nuove alleanze
verdi per l'innovazione e le simbiosi industriali per diversificare, espandere
il proprio modello commerciale, riutilizzare i rifiuti come base per le nuove
produzioni di carbonio, per esempio il CO2 come base carbonica per
prodotti chimici fini e i combustibili alternativi. 1.3.3. Le attività a grandi linee (a)
Tecnologie trasversali e abilitanti per i materiali Ricerca sui materiali funzionali,
multifunzionali e strutturali, per l'innovazione in tutti i settori
industriali. (b)
Sviluppo e trasformazione dei materiali Ricerca e sviluppo per garantire un
ampliamento di scala efficiente e sostenibile volto a consentire la produzione
industriale dei futuri prodotti. (c)
Gestione dei componenti dei materiali Ricerca e sviluppo di tecniche e sistemi nuovi
e innovativi. (d)
Materiali per un'industria sostenibile a basse
emissioni di carbonio Sviluppo di nuovi prodotti, applicazioni e
comportamenti dei consumatori in grado di ridurre la domanda di energia nonché
di agevolare la produzione a basse emissioni di carbonio. (e)
Materiali per le industrie creative Applicazione, progettazione e sviluppo di tecnologie
convergenti per creare nuove opportunità commerciali, inclusa la conservazione
dei materiali con valore storico o culturale. (f)
Metrologia, caratterizzazione, normalizzazione e
controllo di qualità Promozione delle tecnologie quali la
caratterizzazione, la valutazione non distruttiva e la modellizzazione di tipo
predittivo per all'efficienza dei progressi nella scienza e nell'ingegneria dei
materiali. (g)
Ottimizzazione dell'impiego di materiali Ricerca e sviluppo per cercare alternative all'uso
dei materiali e strategie aziendali innovative. 1.4. Biotecnologia 1.4.1. Obiettivo specifico della
biotecnologia L'obiettivo
specifico della ricerca e dell'innovazione biotecnologiche è sviluppare
prodotti e processi industriali competitivi, sostenibili e innovativi e
contribuire come motore innovativo in un certo numero di settori, come l'agricoltura,
i prodotti alimentari, i prodotti chimici e la salute. Una forte base
scientifica, tecnologica e innovativa nel settore della biotecnologia sostiene
le industrie europee garantendo una posizione di leader in questa tecnologia
abilitante fondamentale. Tale posizione è ulteriormente rafforzata dall'integrazione
della valutazione di sicurezza e degli aspetti di gestione dei rischi
complessivi derivanti dallo sviluppo della biotecnologia. 1.4.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Alimentata dall'espansione delle conoscenze in
materia di sistemi viventi, la biotecnologia mira a generare un flusso di nuove
applicazioni e a rafforzare la base industriale dell'Unione e la sua capacità
di innovazione. Esempi della crescente importanza della biotecnologia sono
reperibili nelle applicazioni industriali anche biochimiche, la cui quota di
mercato dovrebbe aumentare fino al 12-20% della produzione chimica entro il 2015.
Un certo numero delle cosiddette dodici norme di chimica verde è interessato
dalla biotecnologia, considerata la selettività e l'efficienza dei biosistemi. Gli
eventuali oneri economici per le imprese dell'Unione possono essere ridotti
sfruttando il potenziale dei processi biotecnologici e dei prodotti biologici
al fine di ridurre le emissioni di CO2, di un intervallo compreso tra 1 e 2,5 miliardi
di tonnellate di CO2 equivalente l'anno entro il 2030. Nel settore
biofarmaceutico europeo ben il 20% dei farmaci esistenti deriva dalla
biotecnologia, quota che sale al 50% per quanto concerne i nuovi farmaci. La
biotecnologia crea anche nuove possibilità per sfruttare l'enorme potenziale
delle risorse marine finalizzate alla produzione di applicazioni innovative in
ambito industriale, sanitario e ambientale. Si prevede che il settore emergente
di della biotecnologia ("blu") marina sia destinato a crescere del 10%
annuo. Altre fonti principali di innovazione si
trovano all'incrocio fra la biotecnologia e altre tecnologie abilitanti e
convergenti, in particolare le nanotecnologie e le TIC, con applicazioni quali
il rilevamento e la diagnosi. 1.4.3. Le attività a grandi linee (a)
Rafforzare le biotecnologie d'avanguardia in quanto
motore delle future innovazioni Sviluppo dei settori a tecnologia emergente
come la biologia sintetica, la bioinformatica e la biologia dei sistemi, che
risultano molto promettenti per nuove applicazioni. (b)
Processi industriali basati sulla biotecnologia Sviluppo della biotecnologia industriale per
prodotti e processi industriali competitivi, quali per esempio chimica, salute,
industria mineraria, energia, pasta e carta, tessile, amido, trasformazione
alimentare nonché della sua dimensione ambientale. (c)
Tecnologie di piattaforma innovative e competitive Sviluppo di tecnologie di piattaforma, quali
per esempio genomica, meta-genomica, proteomica, strumenti molecolari, per
rafforzare la leadership e il vantaggio competitivo in un'ampia gamma di
settori economici. 1.5. Fabbricazione e
trasformazione avanzate 1.5.1. Obiettivo specifico L'obiettivo specifico della ricerca e dell'innovazione
nella fabbricazione e trasformazione avanzate è trasformare gli attuali modelli
di produzione industriale in tecnologie produttive a più alta densità di
conoscenze, più sostenibili e intersettoriali, il che si traduce in prodotti,
processi e servizi più innovativi. 1.5.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Il settore manifatturiero riveste un'importanza
cruciale per l'economia europea poiché contribuisce a circa il 17% del PIL e
rappresentava circa 22 milioni di posti di lavoro nell'Unione europea nel 2007.
Con la riduzione delle barriere economiche agli scambi e l'effetto positivo
della tecnologia delle comunicazioni, il settore manifatturiero è sottoposto a
una forte concorrenza ed è rilocalizzato nei paesi a minor costo complessivo. A
causa delle retribuzioni elevate, l'approccio europeo al settore manifatturiero
deve pertanto trasformarsi radicalmente per restare competitivo a livello
mondiale; a questo proposito Orizzonte 2020 può contribuire a riunire tutte le
parti interessate per centrare tale obiettivo. L'Europa deve continuare a investire a livello
unionale per mantenere le proprie leadership e competenza in materia di
tecnologie produttive e compiere la transizione verso prodotti di elevato
valore e ad alta intensità di conoscenza, creando le condizioni e i mezzi per
produrre e fornire un'assistenza globale al prodotto. Un processo produttivo ad
alta intensità di risorse e il settore manifatturiero hanno la necessità di
mobilitare ulteriormente risorse e conoscenze a livello unionale e di
continuare a investire in ricerca, sviluppo e innovazione per consentire
ulteriori progressi verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio
al fine di rispettare i limiti concordati con l'Unione relativi alla riduzione
delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 per i settori industriali[24]. Dotandosi di forti politiche unionale, l'Europa
rafforza le sue industrie esistenti e coltiva le industrie emergenti del futuro.
Il valore stimato e l'impatto del settore dei sistemi produttivi avanzati
sono significativi, con una quota di mercato prevista pari a circa 150 miliardi
di euro entro il 2015 e un tasso di crescita annuo cumulato di circa il 5%. È di fondamentale importanza preservare le
conoscenze e le competenze per mantenere la capacità di produzione e
trasformazione in Europa. L'accento delle attività di ricerca e
innovazione va posto sulle delle attività manifatturiere e di trasformazione
sostenibili, introducendo le necessarie innovazioni tecniche e un orientamento
al cliente al fine di produrre beni e servizi ad alto contenuto di conoscenze
con un basso consumo di energia e materiali. L'Europa deve inoltre trasferire
queste tecnologie e conoscenze abilitanti ad altri settori produttivi, quali l'edilizia,
che è una delle principali fonti di gas a effetto serra, considerato che le
attività edili rappresentano circa il 40% del consumo totale di energia in
Europa, che corrisponde al 36% delle emissioni di CO2. Il settore
edile che genera il 10% del PIL e fornisce circa 16 milioni di posti di lavoro
in Europa presso 3 milioni di imprese, di cui 95% sono PMI, dovrà adottare
materiali innovativi e metodi di fabbricazione per attenuarne l'impatto
ambientale. 1.5.3. Le attività a grandi linee (a)
Tecnologie per le fabbriche del futuro Promuovere la crescita industriale sostenibile
in Europa attraverso uno spostamento strategico dalla produzione orientata ai
costi a un approccio basato sulla creazione di elevato valore aggiunto. (b)
Tecnologie per edifici efficienti sul piano
energetico Ridurre il consumo di energia e le emissioni
di CO2 grazie allo sviluppo e alla diffusione di tecnologie di
costruzione sostenibile. (c)
Tecnologie sostenibili e a basse emissioni di
carbonio in processi industriali a elevata intensità energetica Aumentare la competitività delle industrie di
trasformazione, migliorando drasticamente l'efficienza delle risorse e dell'energia,
riducendo l'impatto ambientale di tali attività industriali sull'intera catena
del valore e promuovendo l'adozione di tecnologie a basse emissioni di
carbonio. (d)
Nuovi modelli economici sostenibili Sviluppare concetti e metodologie relativi a
modelli economici di adattamento e basati sulle conoscenze con approcci
personalizzati. 1.6. Spazio 1.6.1. Obiettivo specifico per lo
spazio L'obiettivo specifico della ricerca e dell'innovazione
nel settore spaziale è promuovere un'industria e una comunità di ricerca
spaziale concorrenziali e innovative e sviluppare e sfruttare le infrastrutture
spaziali per soddisfare le future esigenze della politica dell'Unione e della
società. Rafforzare il settore spaziale europeo per
mezzo della promozione della ricerca e dell'innovazione spaziali è essenziale
per mantenere e garantire la capacità dell'Europa di accesso e attività nello
spazio a sostegno delle politiche unionali, degli interessi strategici
internazionali e della competitività tra nazioni consolidate ed emergenti in
ambito spaziale. 1.6.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Lo spazio è un importante ma spesso invisibile
motore di attività, i cui diversi servizi e prodotti sono fondamentali per la
società moderna, come la navigazione, la comunicazione, le previsioni
meteorologiche e le informazioni geografiche. La formulazione e l'attuazione
delle politiche a livello europeo, nazionale e regionale dipendono sempre più
da informazioni derivanti dallo spazio. L'intero settore spaziale è in rapida
crescita ed espansione in nuove regioni, come per esempio la Cina e il Sud
America. L'industria europea è attualmente un grande esportatore di satelliti
di prim'ordine per usi scientifici e commerciali. La crescente concorrenza
mondiale rende difficile mantenere la posizione dell'Europa in questo settore.
L'Europa ha quindi interesse a garantire che l'industria continui a prosperare
in questo mercato estremamente competitivo. I dati dei satelliti scientifici
europei costituiscono inoltre uno dei maggiori risultati scientifici degli
ultimi decenni nell'ambito delle scienze della Terra e dell'astronomia. Grazie
a questa capacità unica, il settore spaziale europeo svolge un ruolo essenziale
nell'affrontare le sfide identificate da Europa 2020. Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione
sostengono le capacità nel settore spaziale di vitale importanza per la società
europea. Mentre gli Stati Uniti spendono circa il 25% del loro bilancio per
R&S in ambito spaziale, l'Unione europea ne spende meno del 10%. La ricerca
spaziale nell'Unione è inoltre frammentata fra i diversi programmi nazionali di
alcuni Stati membri. Per mantenere il vantaggio tecnologico e concorrenziale
occorre intervenire a livello unionale per coordinare la ricerca spaziale,
promuovere la partecipazione dei ricercatori provenienti da tutti gli Stati
membri, ed eliminare le barriere transfrontaliere ai progetti collaborativi di
ricerca spaziale. A tal fine è opportuno il coordinamento con l'Agenzia
spaziale europea, che dal 1975 gestisce con successo su base intergovernativa,
insieme a un sottogruppo di Stati membri, lo sviluppo dei satelliti industriali
e le missioni nello spazio profondo. Le informazioni fornite dai satelliti
europei offrono inoltre un potenziale crescente di ulteriore sviluppo di
servizi satellitari innovativi discendenti. Si tratta di un tipico settore di
attività per le PMI ed è opportuno che sia sostenuto da misure di ricerca e
innovazione al fine di cogliere tutti i benefici di questa possibilità, in
particolare considerati i notevoli investimenti effettuati sulle due iniziative
faro dell'Unione dell'innovazione, Galileo e GMES. Lo spazio trascende naturalmente i confini
terrestri, offrendo un punto di osservazione unico di dimensione mondiale,
suscettibile di dar luogo a progetti su vasta scala, come per esempio la
Stazione spaziale internazionale o il Sistema di sorveglianza dell'ambiente
spaziale, siano svolti attraverso la cooperazione internazionale. Per svolgere
un ruolo significativo in queste attività spaziali internazionali nei prossimi
decenni, sono indispensabili sia una politica spaziale europea comune, sia
attività spaziali di ricerca e d'innovazione di livello europeo. La ricerca e l'innovazione spaziali nell'ambito
di Orizzonte 2020 sono allineate alle priorità della politica spaziale
unionale, poiché continuano a essere definite dai Consigli "Spazio"
dell'Unione e dalla Commissione europea[25]. 1.6.3. Le attività a grandi linee (a)
Favorire la competitività europea, la non
dipendenza e l'innovazione del settore spaziale europeo Questo comporta il mantenimento e lo sviluppo
di un'industria spaziale concorrenziale e imprenditoriale di livello mondiale,
in combinazione con una comunità di ricerca spaziale per mantenere la
leadership europea e l'indipendenza nel campo delle tecnologie spaziali, per
promuovere l'innovazione nel settore spaziale e per consentire l'innovazione di
terra con base spaziale, per esempio con l'uso dei sistemi di telerilevamento e
dei dati di navigazione. (b)
Favorire progressi nelle tecnologie spaziali Quest'iniziativa mira a sviluppare tecnologie
spaziali avanzate e concetti operativi dall'idea alla dimostrazione nello
spazio, compresi la navigazione e il telerilevamento, nonché la protezione dei
dispositivi spaziali da minacce quali detriti spaziali ed eruzioni solari. Lo
sviluppo e l'applicazione di tecnologie spaziali avanzate richiede un'istruzione
e una formazione continue di ingegneri e ricercatori altamente qualificati. (c)
Favorire l'utilizzo dei dati spaziali È possibile sfruttare maggiormente i dati
provenienti dai satelliti europei con uno sforzo concertato per coordinare e
organizzare il trattamento, la convalida e la standardizzazione dei dati
spaziali. Le innovazioni nella gestione e nella diffusione dei dati possono
altresì garantire un ritorno degli investimenti più elevato per le
infrastrutture spaziali e contribuire ad affrontare le sfide sociali, in
particolare coordinate in uno sforzo globale, come per esempio attraverso
Global Earth Observation System of Systems, il programma europeo di navigazione
satellitare denominato Galileo o IPCC per i problemi legati ai cambiamenti
climatici. (d)
Favorire la ricerca europea a sostegno dei
partenariati spaziali internazionali Le imprese spaziali hanno una natura
intrinsecamente globale. Questo è particolarmente evidente per attività quale
il sistema di sorveglianza dell'ambiente spaziale (Space Situational Awareness,
SSA) e molti progetti di scienze ed esplorazione spaziali. Lo sviluppo di una
tecnologia spaziale di punta avviene sempre più nell'ambito di partenariati di
tipo internazionale. Garantire l'accesso a queste iniziative rappresenta un
importante fattore di successo per i ricercatori europei e l'industria. 2. Accesso al capitale di rischio 2.1. Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è contribuire a correggere le carenze del mercato relative all'accesso
al capitale di rischio per la ricerca e l'innovazione. La situazione degli investimenti nel settore
della ricerca e innovazione (R&I) è grave, in particolare per le PMI
innovative e le imprese di dimensione intermedia (mid-caps) con un elevato
potenziale di crescita. Esistono diverse importanti carenze di mercato nell'accesso
ai finanziamenti, poiché le innovazioni necessarie per conseguire gli obiettivi
politici risultano di norma troppo rischiose per il mercato. Una Debt facility ("dispositivo
per la concessione di crediti") e un'Equity facility "dispositivo
per l'acquisizione di equity") sono in grado di aiutare a superare
tali problemi poiché migliorano il finanziamento e i profili di rischio delle
attività di R&I in questione. A sua volta questo faciliterà l'accesso ai
prestiti, alle garanzie e ad altre forme di capitale di rischio da parte delle
imprese e di altri beneficiari, promuove gli investimenti in fase iniziale e lo
sviluppo di nuovi fondi di capitale di rischio, migliora il trasferimento di
conoscenze e il mercato della proprietà intellettuale, attrae fondi per il
mercato dei capitali di rischio e, complessivamente, catalizza il passaggio
dalla concezione, dallo sviluppo e dalla dimostrazione di nuovi prodotti e
servizi fino alla loro commercializzazione. L'effetto globale è di aumentare la volontà
del settore privato a investire nella R&I e contribuire così al
raggiungimento di un obiettivo chiave di Europa 2020: il 3% del PIL unionale
investito in R&S entro la fine del decennio. L'uso di strumenti finanziari
contribuirà inoltre a conseguire gli obiettivi di R&I tutti i settori e
negli ambiti di fondamentale importanza per risolvere i problemi della società
(come il cambiamento climatico, l'efficienza energetica e delle risorse, la
sicurezza alimentare globale, l'assistenza sanitaria e l'invecchiamento
demografico), per rafforzare la concorrenzialità e sostenere la crescita
sostenibile, inclusiva nonché la fornitura di beni pubblici ambientali e di
altro genere. 2.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione È necessaria una Debt facility a
livello unionale per le attività di R&I al fine di aumentare la probabilità
di ottenere i prestiti e le garanzie in quest'ambito e di raggiungere gli
obiettivi politici auspicati. Il divario esistente sul mercato tra la domanda e
l'offerta di prestiti e garanzie per investimenti rischiosi in ambito R&I,
oggetto dell'attuale meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio
(RSFF), è destinato a persistere se le banche commerciali restano
sostanzialmente assenti dal prestito ad alto rischio. Dal suo varo nella metà
del 2007 la domanda di prestiti nell'ambito del RSFF è stata elevata: nella sua
prima fase (2007-2010), il ricorso a tale meccanismo ha superato le previsioni
iniziali di oltre il 50% in termini di approvazione di prestiti attivi (7,6 miliardi
di euro a fronte di una previsione di 5 miliardi di euro). Di norma le banche sono prive della capacità
di valutare i cespiti basati sulla conoscenza, quale la proprietà
intellettuale, e sono spesso quindi riluttanti a investire in imprese basate sulla
conoscenza. Ne consegue che molte imprese innovative consolidate grandi e
piccole non riescono a ottenere prestiti ad alto rischio per attività di
R&I. Tali divari di mercato derivano essenzialmente
da incertezze, da asimmetrie di informazione e dai costi elevati dei tentativi
di affrontare questi problemi: le imprese di recente costituzione hanno una
storia imprenditoriale troppo breve per soddisfare i potenziali prestatori, ma
anche le imprese consolidate spesso non sono in grado di fornire informazioni
sufficienti, e all'inizio di un investimento di R&I, non è affatto certo
che gli sforzi intrapresi si possano tradurre effettivamente in un'innovazione
di successo. Inoltre, imprese che si trovano nella fase di
sviluppo del concetto o che lavorano in settori emergenti di norma sono
sprovviste di garanzie reali sufficienti. Un ulteriore elemento dissuasivo è
che, anche se le attività di R&I danno origine a un prodotto o un processo
commerciale, non è affatto certo che l'impresa che ha svolto il lavoro sarà in
grado di fruire in via esclusiva dei vantaggi da questo derivanti. In termini di valore aggiunto unionale, una Debt
facility consentirà di rimediare alle carenze del mercato che impediscono
al settore privato di investire in R&I a un livello ottimale. La sua
attuazione consentirà la messa in comune di una massa critica di risorse del
bilancio dell'Unione e, su una base di ripartizione dei rischi, della o delle
istituzioni finanziarie incaricate dell'attuazione dello stesso. L'attuazione
stimolerà le imprese a investire una quota maggiore di capitale proprio in
R&I rispetto a quanto avrebbero fatto altrimenti. Inoltre, tale dispositivo
consentirà alle organizzazioni pubbliche e private di ridurre dell'appalto
precommerciale o dell'appalto di prodotti e servizi innovativi. Un'Equity facility di livello unionale
per la R&I è necessario per contribuire a migliorare la disponibilità di
capitale per gli investimenti in fase iniziale e di crescita e per incentivare
lo sviluppo del mercato del capitale di rischio nell'Unione. Nel corso della
fase di avviamento e di trasferimento delle tecnologie le nuove imprese devono
attraversare una "valle della morte", ossia un periodo in cui vengono
meno i finanziamenti pubblici alla ricerca e al tempo stesso è impossibile attrarre
finanziamenti privati. Il sostegno pubblico mirante a integrare i finanziamenti
privati e i fondi per l'avviamento destinati a colmare questa lacuna risultano
attualmente troppo frammentati e discontinui, oppure gestiti da personale privo
della necessaria esperienza. La maggior parte dei fondi di questo tipo in
Europa ha inoltre dimensioni troppo ridotte per sostenere con continuità la
crescita delle imprese innovative e non dispongono della massa critica per
specializzarsi ed operare al di là delle frontiere nazionali. Le conseguenze sono gravi. Prima della crisi
finanziaria, l'importo investito nelle PMI dai fondi di capitale di rischio
europei era di circa 7 miliardi di euro l'anno, mentre le cifre per il 2009
e il 2010 sono comprese fra 3 e 4 miliardi di euro. La riduzione dei
finanziamenti per investimenti in capitale di rischio ha colpito il numero di
imprese in fase di avvio interessate da tali fondi: nel 2007 circa 3 000 PMI
hanno ricevuto i finanziamenti in capitali di rischio, rispetto a solo circa 2 500
nel 2010. In termini di valore aggiunto unionale, un'equity
facility per il settore R&I intende integrare i programmi nazionali che
non riescono a sostenere gli investimenti transfrontalieri in quest'ambito. Gli
accordi della prima fase avranno inoltre un effetto dimostrativo suscettibile
di tradursi in un vantaggio per gli investitori pubblici e privati in tutta
Europa. Per la fase di crescita, solo a livello europeo è possibile ottenere la
necessaria scala e una forte partecipazione degli investitori privati
essenziali per il funzionamento di un mercato dei capitali di rischio più
autonomo. La Debt Facility e l'Equity facility,
sostenute da una serie di misure di accompagnamento, sosterranno la
realizzazione degli obiettivi politici di Orizzonte 2020. A tal fine saranno
intese a consolidare e ad aumentare il livello di eccellenza della base
scientifica europea, promuovendo la ricerca e l'innovazione con un programma d'impresa
e affrontando le sfide sociali, concentrandosi su attività quali la
sperimentazione, la dimostrazione, i banchi di prova e lo sfruttamento
commerciale. Esse contribuiranno inoltre ad affrontare gli
obiettivi di R&I di altri programmi e settori di intervento, come la
politica agricola comune, l'azione per il clima (transizione verso un'economia
a basse emissioni di carbonio e l'adattamento ai cambiamenti climatici) e la
politica comune della pesca. Le complementarità con gli strumenti finanziari
nazionali e regionali saranno elaborate nel contesto del quadro strategico comune
per la politica di coesione, in cui si prevede un ruolo accresciuto degli
strumenti finanziari. La loro elaborazione tiene conto della
necessità di affrontare le specifiche carenze, caratteristiche (come il grado
di dinamismo e il tasso di creazione di imprese) ed esigenze di finanziamento
del mercato di questi e altri settori. Gli stanziamenti di bilancio tra gli
strumenti possono essere adattati nel corso di Orizzonte 2020 in risposta a
cambiamenti nelle condizioni economiche. L'Equity facility e la sezione PMI della
Debt facility sono attuati in quanto parte dei due strumenti finanziari
dell'UE mirati a fornire capitale e credito a sostegno della crescita e delle
attività di R&I delle PMI, in abbinamento con i fondi di capitale e di
debito del Programma per la competitività delle imprese e le PMI. 2.3. Le attività a grandi linee (a)
La Debt facility che fornisce finanziamenti
in ambito R&I: "Servizio di prestiti e garanzie dell'Unione per la
ricerca e l'innovazione" La finalità è migliorare l'accesso al finanziamento
del debito tramite prestiti, garanzie, controgaranzie e altre forme di debito e
capitale di rischio, per le entità pubbliche e private e i partenariati
pubblico-privato che esercitano attività di ricerca e innovazione che
richiedono investimenti rischiosi per il loro svolgimento. L'obiettivo è
sostenere la ricerca e l'innovazione con un forte potenziale d'eccellenza. I beneficiari finali sono potenzialmente
soggetti giuridici di tutte le dimensioni in grado di contrarre prestiti e
rimborsare fondi e, in particolare, le PMI dotate del potenziale di svolgere
attività innovative e crescere rapidamente, Le imprese di dimensione intermedia
(mid-caps) e le grandi imprese, le università e gli istituti di ricerca, le
infrastrutture di ricerca e innovazione, i partenariati pubblico privato e i
veicoli o i progetti per uso speciale. Il finanziamento della Debt facility ha
due componenti principali: (1) Un elemento basato sulla domanda,
fornisce prestiti e garanzie su un principio "primo arrivato, primo servito"
con un sostegno specifico per beneficiari quali le PMI e le mid-caps. Questa
componente risponde alla progressiva e continua di crescita del volume dei
prestiti RSFF, che dipende dalla domanda. Nell'ambito della sezione PMI, sono
sostenute le attività che mirano a migliorare l'accesso alla finanza per le PMI
e le altre entità promosse da attività innovative o di R&S. (2) Un elemento mirato, concentrato
sulle politiche e i settori chiave indispensabili per affrontare le
problematiche della nostra società, migliorare la competitività, promuovere la
crescita inclusiva a basse emissioni e fornire beni pubblici ambientali e di
altro genere. Questo componente aiuta l'Unione ad affrontare gli aspetti di
ricerca e innovazione degli obiettivi strategici settoriali. (b)
L'Equity facility che fornisce finanziamenti
in ambito R&I: "Strumenti di capitale dell'Unione per la ricerca e l'innovazione" L'obiettivo è contribuire a superare le
carenze del mercato europeo dei capitali di rischio e fornire capitale proprio
o assimilabile al fine di finanziare lo sviluppo e il fabbisogno di
finanziamento delle imprese innovatrici dalla fase di avvio fino alla crescita
e all'espansione. La finalità è il sostegno degli obiettivi di Orizzonte 2020 e
delle politiche afferenti. I beneficiari finali sono potenzialmente le
imprese di tutte le dimensioni che esercitano o avviano attività di
innovazione, con particolare attenzione per le PMI innovative e le mid‑caps. L'Equity facility è incentrata su
capitali di rischio di prima fase mirati a fornire capitali azionari e quasi
azionari, compreso il capitale "mezzanino", a singole imprese
portafoglio. Il duispositivo ha inoltre la possibilità di effettuare
investimenti espansivi e di crescita congiuntamente al dispositivo per l'acquisizione
di equity del Programma per la competitività delle imprese e le PMI, al
fine di garantire un sostegno continuo durante le fasi di avviamento e di
sviluppo delle imprese. L'Equity facility, principalmente basata
sulla domanda, si avvale di un approccio di portafoglio, nel quale i fondi di
capitale di rischio e strumenti analoghi scelgono le imprese nelle quali
investire. È possibile destinare una parte dei fondi per
contribuire a raggiungere obiettivi politici specifici, basandosi sull'esperienza
positiva nell'ambito del Programma quadro per la competitività e l'innovazione
con destinazione specifica per l'ecoinnovazione. La sezione di avviamento, a sostegno della
costituzione e delle fasi iniziali, consente tra l'altro investimenti azionari
in organizzazioni di trasferimento delle conoscenze, strumenti di capitale di
avviamento, fondi di capitale di avviamento transfrontalieri, strumenti di
coinvestimento "business angels", attivi da proprietà intellettuale,
piattaforme per lo scambio dei diritti di proprietà intellettuale e fondi di
capitale di rischio iniziale. La sezione di crescita è mirata a effettuare
investimenti espansivi e di crescita congiuntamente al dispositivo per l'acquisizione
di equity del Programma per la competitività delle imprese e le PMI,
compresi i fondi-di-fondi che operano a livello transfrontaliero e su
investimenti in fondi di capitali di rischio, la maggior parte dei quali ha un
oggetto tematico a sostegno degli obiettivi di Europa 2020 3. Innovazione nelle piccole e medie
imprese 3.1 Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è stimolare la crescita aumentando il livello di innovazione nelle
PMI per quanto riguarda le diverse necessità in materia di innovazione durante
l'intero ciclo di innovazione per tutti i tipi di innovazione, creando PMI a
crescita più rapida, attive a livello internazionale. Considerato il
ruolo centrale delle PMI nell'economia europea, la ricerca e l'innovazione
nelle PMI svolgeranno un ruolo cruciale nel rafforzare la competitività,
promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro e quindi
raggiungendo gli obiettivi della strategia Europa 2020 e in particolare la sua
iniziativa faro "Unione dell'innovazione". Nonostante la loro
importanza economico, la quota di occupati e il notevole potenziale d'innovazione,
le PMI hanno problemi di dimensione per divenire più innovative e più
competitive. Anche se l'Europa produce un numero simile di imprese start-up
analogo a quello degli Stati Uniti d'America, rispetto alle loro controparti
statunitensi le PMI europee hanno molte più difficoltà per diventare grandi
imprese. L'internazionalizzazione del contesto imprenditoriale, con catene di
valore sempre più interconnesse, esercita ulteriori pressioni su di esse. Le
PMI devono rafforzare la loro capacità di innovazione. Devono generare,
accettare e commercializzare nuove conoscenze e idee imprenditoriali più
rapidamente e in misura maggiore per competere con successo su mercati mondiali
in rapida evoluzione. La sfida è stimolare l'innovazione nelle PMI, potenziandone
la competitività e la crescita. Le azioni proposte
mirano a integrare le politiche nazionali e regionali riguardanti l'innovazione
e programmi aziendali volti a promuovere la cooperazione tra PMI e altri attori
di rilievo ai fini dell'innovazione, per colmare il divario fra R&S e un
riuscito assorbimento da parte del mercato, per creare un ambiente più
favorevole all'innovazione commerciale, comprese misure di sostegno della
domanda, tenendo conto dell'evoluzione della natura dei processi d'innovazione,
delle nuove tecnologie, dei mercati e dei modelli aziendali. È opportuno
stabilire specifici legami forti con le politiche dell'Unione, in particolare
con il Programma per la competitività delle imprese e le PMI e con i fondi
della politica di coesione, per assicurare sinergie e un approccio coerente. 3.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le PMI sono motori fondamentali dell'innovazione
grazie alla loro capacità di trasformare rapidamente e più efficacemente le
idee nuove in imprese di successo. Esse fungono oggi da importanti veicoli per
traslare i risultati della ricerca verso il mercato. Gli ultimi vent'anni hanno
dimostrato che interi settori sono stati rinnovati e nuove industrie create
grazie a PMI innovative. Le imprese in rapida crescita sono essenziali per lo
sviluppo di industrie emergenti e per l'accelerazione dei mutamenti strutturali
in un'Europa che deve diventare un'economia basata sulla conoscenza e a basse
emissioni di carbonio, con una crescita sostenuta e posti di lavoro di alta qualità. Le PMI possono essere presenti in tutti i
settori dell'economia. Esse costituiscono una parte più importante dell'economia
europea rispetto a quella di altre regioni, quali gli Stati Uniti d'America. Tutte
le categorie di PMI possono innovare. È opportuno incoraggiarle e sostenerle
negli investimenti in ricerca e innovazione. A tal fine, esse devono poter
contare sul pieno potenziale innovativo del mercato interno e sullo Spazio
europeo della ricerca, in modo da creare nuove opportunità commerciali in
Europa e nel mondo e da contribuire a risolvere le sfide fondamentali per la
società. La partecipazione
alla ricerca e all'innovazione dell'Unione rafforza la R&S e la capacità
tecnologica delle PMI, ne aumenta la capacità di generare, assorbire e utilizzare
nuove conoscenze, rafforza lo sfruttamento economico delle nuove soluzioni,
favorisce l'innovazione in materia di prodotti, servizi e modelli commerciali,
promuove attività imprenditoriali su mercati più grandi e internazionalizza le
reti di conoscenze delle PMI. Le PMI capaci di una buona gestione dell'innovazione,
che spesso dipendono da esperti esterni e competenze, superano le altre. Le collaborazioni
transfrontaliere rappresentano un elemento importante nella strategia dell'innovazione
delle PMI per superare alcuni problemi connessi alla dimensione, quali l'accesso
alle competenze scientifiche e tecnologiche e ai nuovi mercati. Esse
contribuiscono a loro volta a trasformare le idee in profitti e in crescita
dell'impresa e a loro volta incrementano gli investimenti privati nella ricerca
e nell'innovazione. I programmi
regionali e nazionali di ricerca e innovazione, spesso sostenuti dalla politica
europea di coesione, svolgono un ruolo essenziale nel promuovere le PMI. In
particolare, fondi della politica di coesione svolgono un ruolo fondamentale,
mediante il rafforzamento delle capacità e la fornitura di un percorso di
eccellenza per le PMI al fine di sviluppare progetti eccellenti in grado di
competere ai fini del finanziamento a norma dell'iniziativa Orizzonte 2020.
Tuttavia, solo un numero ristretto di programmi nazionali e regionali fornisce
finanziamenti per attività transnazionali di ricerca e di innovazione svolte
dalle PMI, per attività di diffusione a livello unionale e la valorizzazione di
soluzioni innovative o servizi transfrontalieri di supporto all'innovazione. La
sfida consiste nel fornire alle PMI un supporto aperto a livello tematico per
realizzare progetti internazionali in linea con le strategie di innovazione
delle imprese. Le azioni a livello unionale sono quindi necessarie per
integrare le attività intraprese a livello nazionale e regionale, per
aumentarne l'incidenza e per aprire i sistemi di sostegno alla ricerca e all'innovazione. 3.3. Le attività a grandi linee (a)
Integrazione del sostegno alle PMI Orizzonte 2020 mira nel complesso al sostegno
delle PMI. A tal fine un apposito strumento per le PMI fornisce sostegno a fasi
e senza soluzione di continuità per coprire l'intero ciclo dell'innovazione. Lo
strumento per le PMI è rivolto a tutti i tipi di PMI innovative che presentano
una forte volontà di svilupparsi, crescere e internazionalizzarsi. È opportuno
ricorrervi per tutti i tipi d'innovazione, compresa l'innovazione sociale, di
servizio e non tecnologica. Lo scopo è sviluppare e sfruttare il potenziale
innovativo delle PMI colmando le lacune nel finanziamento della fase iniziale
ad alto rischio della ricerca e dell'innovazione, al fine di promuovere le
innovazioni e incrementare la commercializzazione dei risultati della ricerca
da parte del settore privato. È opportuno che tutti gli obiettivi specifici
relativi alle Sfide per la società e alla Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali applichino l'apposito strumento per le PMI,
assegnandovi un importo. (b)
Sostegno per le PMI ad alta intensità di ricerca L'obiettivo è promuovere l'innovazione
orientata al mercato delle PMI che effettuano attività di R&S. Un'azione
specifica deve mirare alle PMI ad alta intensità di ricerca nei settori ad alta
tecnologia che mostrano la capacità di sfruttare commercialmente i risultati
dei progetti. (c)
Rafforzare la capacità di innovazione delle PMI È opportuno
sostenere le attività per la fornitura di assistenza all'attuazione e l'integrazione
delle misure specifiche destinate alle PMI in Orizzonte 2020, in particolare
per migliorare la capacità di innovazione delle PMI. (d)
Sostegno alle innovazioni promosse dal mercato Sostenere le
innovazioni promosse dal mercato al fine di migliorare le condizioni generali
per l'innovazione e affrontare il problema costituito dagli ostacoli specifici
che impediscono, in particolare, la crescita delle PMI innovative. PARTE III
SFIDE PER LA SOCIETÀ 1. Salute, cambiamento demografico e
benessere 1.1. Obiettivo specifico L'obiettivo specifico consiste nel migliorare
la salute e il benessere lungo tutto l'arco della vita di tutti. La salute e il benessere per tutta la durata
della vita per tutti, sistemi sanitari e assistenziali di alta qualità ed
economicamente sostenibili nonché opportunità di nuovi posti di lavoro e di
crescita costituiscono gli obiettivi di sostegno alla ricerca e all'innovazione
per rispondere a questa sfida e recherà un contributo importante a Europa 2020. Il costo dei sistemi sanitari e di assistenza
sociale nell'Unione aumenta poiché le misure di cura e prevenzione per tutte le
fasce di età sono sempre più care, il numero di europei ultrasessantacinquenni
dovrebbe quasi raddoppiare, dagli 85 milioni del 2008 a 151 milioni entro il 2060,
mentre gli ultraottantenni passeranno da 22 a 61 milioni nello stesso periodo.
Ridurre o contenere tali costi affinché non diventino insostenibili dipende in
parte dal garantire la salute e il benessere lungo tutto l'arco della vita di
tutti, e quindi da una prevenzione, una gestione e un trattamento efficaci delle
malattie e della disabilità. Condizioni croniche, quali le malattie
cardiovascolari (CVD), il cancro, il diabete, i disturbi neurologici e mentali,
il sovrappeso e l'obesità nonché diversi limiti funzionali, sono fra le
principali cause di disabilità, cattivo stato di salute e morte precoce, e
presentano notevoli costi economici e sociali. Nell'Unione, le CVD ogni anno rappresentano
oltre 2 milioni di decessi e costi economici pari a oltre 192 miliardi di euro,
mentre il cancro è causa di un quarto di tutti i decessi ed è la prima causa di
morte nelle persone nella fascia di età 45-64. Oltre 27 milioni di persone nell'Unione
soffrono di diabete e il costo totale dei disturbi cerebrali (compresi, ma non
limitati a quelli che riguardano la salute mentale) è stato stimato a 800
miliardi di euro. Gli stili di vita, i fattori ambientali e socioeconomici
hanno importanza in diverse di queste problematiche e si ritiene che fino a un
terzo degli oneri sanitari complessivi siano collegati a questi elementi. Le malattie contagiose, come per esempio l'HIV/AIDS,
la tubercolosi e la malaria, rappresentano un problema di livello mondiale,
poiché costituiscono il 41% dell'1,5 miliardi di anni di vita con disabilità a
livello mondiale, l'8% dei quali in Europa. Le nuove epidemie e la minaccia di
un aumento della resistenza antimicrobica sono inoltre un fattore cui si deve
far fronte. Nel frattempo i processi di sviluppo di
farmaci e di vaccini diventano più costosi e meno efficaci. È necessario
affrontare le persistenti disuguaglianze nel settore della salute e garantire l'accesso
a sistemi sanitari efficaci e competenti per tutti gli europei. 1.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le malattie e l'invalidità non si fermano alle
frontiere nazionali. Un'adeguata risposta in termini di ricerca e innovazione a
livello europeo può e dovrebbe contribuire radicalmente ad affrontare tali
sfide, a offrire salute e benessere migliori per tutti e a fare dell'Europa un
leader sui dinamici mercati globali delle innovazioni nel settore della salute
e del benessere. La risposta dipende dall'eccellenza nel campo
della ricerca al fine di migliorare la nostra comprensione fondamentale della
salute, della malattia, della disabilità, dello sviluppo e dell'invecchiamento
della popolazione, compresa l'aspettativa di vita, e dalla trasformazione
continua e diffusa dei risultati e delle conoscenze esistenti in prodotti,
strategie, interventi e servizi efficaci, scalabili e innovativi. Inoltre, la
pertinenza di queste sfide in Europa e, in molti casi, a livello mondiale,
richiede una risposta caratterizzata da un sostegno coordinato di lungo termine
alla cooperazione tra eccellenti squadre multidisciplinari e multisettoriali. Analogamente, la complessità del problema e l'interdipendenza
delle sue componenti richiede un intervento di livello europeo. Innumerevoli
approcci, strumenti e tecnologie sono applicabili in molti settori della
ricerca e dell'innovazione pertinenti a questa sfida e sono i più sostenuti a
livello unionale. Fra queste, lo sviluppo di coorti a lungo termine e lo
svolgimento di prove cliniche, l'uso clinico di "-omiche" o lo
sviluppo delle TIC e le loro applicazioni nella pratica dell'assistenza
sanitaria, segnatamente la sanità on-line. Le esigenze di alcune popolazioni
specifiche sono affrontate meglio con modalità integrate, per esempio nello
sviluppo della medicina stratificata e/o personalizzata, nel trattamento delle
malattie rare, nonché nel fornire soluzioni per un modo di vita assistito e
indipendente. Al fine di massimizzare l'impatto delle azioni
a livello unionale, sarà fornito un sostegno all'intera gamma delle attività di
ricerca e di innovazione: dalla ricerca di base attraverso la traduzione di
conoscenze fino alle grandi azioni di sperimentazione e di dimostrazione in
grado di mobilitare gli investimenti privati, passando per gli appalti pubblici
e gli appalti precommerciali per nuovi prodotti, servizi, soluzioni scalabili,
se necessario interoperabili e sostenuti da norme e/o orientamenti comuni
definiti. Questo sforzo coordinato di livello europeo contribuirà allo sviluppo
continuo del SER. Se del caso, al momento opportuno tale sforzo può interagire
con le attività sviluppate nell'ambito del programma "Salute per la
crescita" e del partenariato europeo per l'innovazione a favore dell'invecchiamento
attivo e sano. 1.3. Le attività a grandi linee Una promozione efficace della salute,
sostenuta da una robusta base di dati, previene la malattia, migliora il
benessere e risulta efficiente sul piano dei costi. La promozione della salute
e la prevenzione delle malattie dipendono anche dalla comprensione dei
determinanti sanitari, da strumenti di prevenzione efficaci, come i vaccini, da
un'efficace salute e dalla sorveglianza delle malattie e dalla prontezza a
combattere le malattie oltre che a efficaci programmi di screening. Il successo degli sforzi volti a prevenire,
gestire, trattare e curare le malattie, la disabilità e la ridotta funzionalità
si fondano la comprensione fondamentale dei relativi determinanti e delle cause,
dei processi e dell'impatto, nonché dei fattori alla base delle buone
condizioni di salute e del benessere. È inoltre essenziale un'efficace
condivisione dei dati e il collegamento di questi dati con studi di coorti su
larga scala, poiché si tratta di traslare i risultati della ricerca nella
prassi clinica, in particolare attraverso la realizzazione di sperimentazioni
cliniche. Un onere crescente in termini di malattie e
disabilità nel contesto di una popolazione che invecchia pone ulteriori
richieste ai settori sanitari e assistenziali. Se si intende mantenere una
sanità e un'assistenza efficaci per tutte le età, è necessario compiere sforzi
per migliorare il processo decisionale in tema di offerta di prevenzione e di
trattamento, al fine di individuare e sostenere la diffusione delle migliori
pratiche nei settori della sanità e dell'assistenza, e forme integrate di
assistenza con l'ampia diffusione delle innovazioni tecnologiche, organizzative
e sociali che consentono di coinvolgere in particolare gli anziani e i disabili
affinché restino attivi e indipendenti. Questo fatto contribuirà ad aumentare e
prolungare la durata del loro benessere fisico, sociale e mentale. È necessario che tutte queste attività siano
svolte in modo da fornire un sostegno lungo tutto il ciclo della ricerca e dell'innovazione,
rafforzando la competitività delle industrie europee e lo sviluppo di nuove
opportunità di mercato. Tali attività specifiche includono la
comprensione dei determinanti sanitari, inclusi i fattori ambientali e
climatici, il miglioramento della promozione della salute e della prevenzione
delle malattie, la comprensione della malattia e il miglioramento della
diagnosi, lo sviluppo di efficaci programmi di screening e il miglioramento
della valutazione della predisposizione alle malattie, il miglioramento della
sorveglianza e della capacità di risposta, lo sviluppo di migliori vaccini
preventivi; il ricorso alla medicina in-silico per migliorare la gestione e la
previsione delle malattie, il trattamento delle malattie, il trasferimento
delle conoscenze verso la pratica clinica e le azioni di innovazione scalabili,
un uso migliore dei dati sanitari, l'invecchiamento attivo, indipendente e la
domotica per le categorie deboli, la partecipazione attiva dei singoli all'autogestione
della salute, la promozione di forme integrate di assistenza, il miglioramento
di strumenti e metodi scientifici per sostenere la formulazione delle politiche
e delle esigenze normative e l'ottimizzazione dell'efficienza e dell'efficacia
dei sistemi sanitari nonché la riduzione delle ineguaglianze per mezzo di un
processo decisionale basati su dati di fatto nonché sulla diffusione delle
migliori prassi con tecnologie e approcci innovativi. 2. Sicurezza alimentare, agricoltura
sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia 2.1 Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è garantire un
sufficiente approvvigionamento di prodotti alimentari sicuri e di elevata
qualità e altri prodotti di origine biologica, sviluppando sistemi di produzione
primaria produttivi e basati su un uso efficiente delle risorse, promuovendo i
servizi ecosistemici correlati, congiuntamente a catene di approvvigionamento
competitive e a basse emissioni di carbonio. Ciò consentirà di accelerare la
transizione verso una bioeconomia europea sostenibile. Nel corso dei prossimi decenni, l'Europa sarà
minacciata da una crescente concorrenza per le risorse naturali limitate e
finite, dagli effetti dei cambiamenti climatici, in particolare sulla
produzione primaria (agricoltura, silvicoltura, pesca e acquacoltura) e dalla
necessità di giungere a una sicurezza dell'approvvigionamento alimentare
sostenibile e sicuro per la popolazione europea e la crescente popolazione
mondiale. Si ritiene necessario un aumento del 70% dell'offerta alimentare
mondiale per nutrire i 9 miliardi di abitanti del globo entro il 2050. L'agricoltura
rappresenta circa il 10% delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione e,
sebbene queste siano in calo in Europa, si prevede che le emissioni globali del
settore agricolo aumenteranno fino al 20% entro il 2030. È inoltre necessario
che l'Europa garantisca un'offerta sufficiente di materie prime, energia e
prodotti industriali, in condizioni di decremento delle risorse fossili (la
produzione di idrocarburi dovrebbe registrare un calo di circa il 60% entro il 2050),
mantenendo nel contempo la competitività. I rifiuti organici, stimati sino a 138
milioni di tonnellate per anno nell'Unione, dei quali fino al 40% è collocato
in discarica, rappresentano un notevole problema dai costi ingenti, nonostante
il suo elevato valore aggiunto potenziale. A titolo di esempio, si stima che il
30% di tutti i prodotti alimentari nei paesi sviluppati sia gettato nella
spazzatura. Sono necessari cambiamenti sostanziali per ridurre tali cifre al 50%
nell'Unione entro il 2030[26].
I confini nazionali sono inoltre irrilevanti per quanto attiene alla diffusione
di parassiti e di malattie delle piante e degli animali, comprese le zoonosi, e
delle sostanze patogene di origine alimentare. Mentre sono necessarie misure di
prevenzione nazionali, l'azione a livello unionale è essenziale per il
controllo finale e l'efficace funzionamento del mercato unico. La sfida è
complessa, riguarda un'ampia gamma di settori interconnessi e richiede una
pluralità di approcci. Sono necessarie risorse biologiche sempre
maggiori per soddisfare la domanda di mercato di un approvvigionamento
alimentare sicuro e sano, dei biomateriali, dei biocarburanti e dei
bioprodotti, che vanno dai prodotti di consumo ai prodotti chimici alla
rinfusa. Tuttavia le capacità degli ecosistemi terrestri e acquatici necessarie
per la produzione di tali beni sono limitate, mentre vi sono pressioni
concorrenti per il loro utilizzo, e spesso la gestione non è ottimale, come
dimostra una grave diminuzione della fertilità e del tenore di carbonio nel
suolo. Vi è un sottoutilizzo delle possibilità di promuovere i servizi
ecosistemici provenienti da terreni agricoli, foreste, acque dolci e marine dal
punto di vista agronomico e ambientale, integrandovi obiettivi di produzione
sostenibile. Il potenziale delle risorse biologiche e degli
ecosistemi potrebbe essere utilizzato in modo molto più sostenibile, efficiente
e integrato. A titolo di esempio, il potenziale della biomassa derivata dalle
foreste e i flussi di rifiuti agricoli, acquatici, industriali e urbani
potrebbero essere sfruttati meglio. In sostanza è necessaria una transizione verso
un uso delle risorse biologiche ottimale e rinnovabile e verso sistemi di
produzione e trasformazione primari sostenibili in grado di produrre una
quantità maggiore di alimenti e di prodotti biologici con fattori produttivi
ridotti, un impatto ambientale ed emissioni di gas a effetto serra ridotte al
minimo, migliorando nel contempo i servizi ecosistemici con l'azzeramento della
produzione di rifiuti e un adeguato valore sociale. L'elemento chiave per
realizzare questo obiettivo, in Europa e al di fuori, è uno sforzo critico di
ricerca e l'innovazione interconnesse. 2.2 Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione L'agricoltura, la silvicoltura e la pesca
congiuntamente alle bioindustrie sono i settori principali che sostengono la
bioeconomia. Quest'ultima rappresenta un mercato ampio e crescente stimato a
oltre 2 milioni di miliardi di euro, con venti milioni di posti di lavoro
che rappresentano il 9% dell'occupazione totale nell'Unione nel 2009. Gli
investimenti in ricerca e innovazione nell'ambito di questa sfida sociale
consentiranno all'Europa di svolgere un ruolo di primo piano sui mercati
interessati e contribuiranno alla realizzazione degli obiettivi della strategia
Europa 2020 e delle pertinente iniziative faro "Unione dell'innovazione"
e "Un'Europa efficiente in termini di risorse". Una bioeconomia europea perfettamente
funzionale che comprenda la produzione sostenibile di risorse rinnovabili da
suoli e dai ambienti acquatici e la loro conversione in prodotti alimentari e
biologici nonché bioenergia e relativi beni pubblici, è suscettibile di
generare un elevato valore aggiunto europeo. Gestita in modo sostenibile,
consente di ridurre l'impatto ambientale della produzione primaria e della
catena di approvvigionamento nel suo complesso. Essa può aumentare la loro
competitività e creare posti di lavoro e opportunità commerciali per lo
sviluppo rurale e costiero. La sicurezza alimentare, l'agricoltura sostenibile,
e più generalmente le sfide collegate ala bioeconomia, sono di natura globale
ed europea. Azioni a livello unionale sono essenziali per riunire i gruppi
necessari a conseguire l'ampiezza e la massa critica essenziali per integrare
gli sforzi effettuati da un unico Stato membro o da gruppi di Stati membri. Un
approccio multilaterale garantirebbe la necessaria interazione produttiva tra
ricercatori, imprese, agricoltori/produttori, consulenti e utilizzatori finali.
Il livello unionale è altresì necessario al fine di assicurare la coerenza tra
i settori nell'affrontare tale sfida e con forti collegamenti con le politiche
dell'Unione. Il coordinamento della ricerca e dell'innovazione a livello
unionale consentirà di stimolare e aiutare ad accelerare i cambiamenti
necessari in tutta l'Unione. La ricerca e l'innovazione avranno contatti
con un ampio spettro di politiche dell'Unione e i relativi obiettivi, compresa
la Politica agricola comune (in particolare la Politica di sviluppo rurale) e
il Partenariato europeo per l'innovazione "Produttività e sostenibilità in
campo agricolo", la Politica comune della pesca, la Politica marittima
integrata, il Programma europeo per il cambiamento climatico, la direttiva
quadro sulle acque, la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino,
il piano d'azione sulla silvicoltura, la strategia tematica per la protezione
del suolo, la strategia dell'Unione per il 2020 per la diversità biologica, il
Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche, la politica dell'Unione
per l'innovazione e la politica industriale, la politica esterna e le politiche
di aiuto allo sviluppo, le strategie in materia sanità dei vegetali, sanità e
benessere degli animali e quadri normativi mirati a proteggere l'ambiente e la
sicurezza, nonché l'efficienza delle risorse e l'azione per il clima, e infine
ridurre i rifiuti. Una migliore integrazione della ricerca e dell'innovazione
nelle pertinenti politiche dell'Unione può migliorare in maniera significativa
il valore aggiunto europeo, fornire gli effetti di leva, incrementare l'interesse
per la società e contribuire a sviluppare ulteriormente una gestione
sostenibile dei suoli, dei mari e degli oceani e i mercati bioeconomici. Al fine di
sostenere le politiche dell'Unione connesse alla bioeconomia e agevolare la
governance e il controllo della ricerca e dell'innovazione, sarà realizzata una
ricerca socioeconomica e sulle attività proattive in relazione alla strategia
bioeconomica, compreso lo sviluppo di indicatori, di basi di dati, di modelli,
di stima e previsione, nonché una valutazione dell'impatto delle iniziative
sull'economia, la società e l'ambiente. Le azioni motivate dalle sfide si concentrano
sui benefici sociali ed economici, mentre la modernizzazione dei settori e dei
mercati associati in ambito bioeconomico deve essere sostenuta attraverso una
ricerca multidisciplinare, che induce all'innovazione e allo sviluppo di
prassi, prodotti e processi nuovi. Essa deve ugualmente perseguire un approccio
di ampio respiro all'innovazione tecnologica, non tecnologica, organizzativa,
economica e sociale, per esempio nuovi modelli d'impresa, marchi e servizi. 2.3 Le attività a grandi linee (a)
Agricoltura e silvicoltura sostenibili La finalità è fornire, prodotti alimentari,
mangimi, biomassa e altre materie prime in quantità sufficienti, tutelando le
risorse naturali e promuovendo servizi ecosistemici, compresa la lotta agli
effetti del cambiamento climatico. Le attività si concentrano su un'agricoltura
e sistemi forestali più sostenibili e produttivi, basati su un uso efficiente
delle risorse, a basse emissioni di carbonio e resilienti, sviluppando al tempo
stesso servizi, idee e nuove politiche per far prosperare i mezzi di
sussistenza della popolazione rurale. (b)
Un settore agroalimentare sostenibile e competitivo
per un'alimentazione sicura e sana L'obiettivo è soddisfare le esigenze dei
cittadini in merito a prodotti alimentari sicuri, sani e a prezzi accessibili,
e rendere la trasformazione e la distribuzione dei prodotti alimentari e dei
mangimi nonché il settore alimentare più sostenibili e più competitivi. È
opportuno che le attività si concentrino su prodotti alimentari sani e sicuri
per tutti, che consentano ai consumatori di effettuare scelte informate, grazie
a metodi di trasformazione alimentare concorrenziali suscettibili di utilizzare
meno risorse e produrre meno rifiuti sottoprodotti e gas a effetto serra. (c)
Sbloccare il potenziale delle risorse acquatiche
viventi L'obiettivo è lo sfruttamento sostenibile
delle risorse acquatiche viventi per massimizzare il rendimento e i vantaggi
sociali ed economici degli oceani e dei mari d'Europa. Le attività si
concentrano su un contributo ottimale per garantire l'approvvigionamento
alimentare mediante lo sviluppo sostenibile e rispettoso della pesca e dell'acquacoltura
europee competitive nel contesto dell'economia globale e per promuovere l'innovazione
marina attraverso le biotecnologie per stimolare la crescita "blu"
intelligente. (d)
Bioindustrie sostenibili e competitive L'obiettivo è la
promozione delle bioindustrie europee a basse emissioni di carbonio, efficienti
sotto il profilo delle risorse, sostenibili e competitive. Le attività si
concentrano sulla promozione della bioeconomia con la trasformazione dei
processi e dei prodotti industriali convenzionali in prodotti e processi
biologici efficienti nell'uso delle risorse e dell'energia, con lo sviluppo di
bioraffinerie che utilizzano biomassa, rifiuti biologici e biotecnologici
sottoprodotti derivati dalla produzione primaria e l'apertura di nuovi mercati
attraverso il sostegno alla standardizzazione, alla regolamentazione e alle
attività dimostrative/sperimentali e altri, tenendo conto delle conseguenze
della bioeconomia sull'utilizzazione del terreno e delle modifiche di
destinazione del terreno. 3. Energia sicura, pulita ed efficiente 3.1. Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è effettuare la transizione verso un sistema energetico affidabile,
sostenibile e competitivo, in tempi di crescente penuria di risorse, di
incremento del fabbisogno di energia nonché di cambiamenti climatici. Entro il 2020 l'Unione intende ridurre le
emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, con un'ulteriore
riduzione di emissioni dell'80-95% entro il 2050. Entro il 2020 le energie
rinnovabili dovrebbero inoltre coprire il 20% del consumo finale di energia,
congiuntamente all'obiettivo del 20% dell'efficienza energetica. Per conseguire
tali obiettivi è necessaria una riforma del sistema che associ il profilo
energetico alle basse emissioni di carbonio, la sicurezza e l'accessibilità
economica dell'approvvigionamento energetico, rafforzando nel contempo la
competitività economica dell'Europa. L'Europa è attualmente lontana dal suo
obiettivo generale. L'80% del sistema energetico europeo si basa ancora sui
combustibili fossili, e il settore produce l'80% di tutte le emissioni di gas a
effetto serra dell'Unione. Ogni anno 2,5% del prodotto interno lordo dell'Unione
(PIL) è speso per le importazioni di energia ed è probabilmente destinato ad
aumentare. Questa tendenza condurrebbe alla dipendenza totale dalle
importazioni di idrocarburi entro il 2050. A fronte della volatilità dei prezzi
dell'energia sul mercato mondiale, accompagnata dalle preoccupazioni relative
alla sicurezza dell'approvvigionamento, le industrie e i consumatori europei
spendono una quota sempre maggiore del loro reddito per l'energia. Il percorso verso un'economia competitiva a
basse emissioni di carbonio per il 2050[27]
indica che le riduzioni di emissioni di gas a effetto serra dovranno in gran
parte essere coperte sul territorio dell'Unione. Questo comporterebbe la
riduzione delle emissioni di CO2 di oltre il 90% entro il 2050 nel
settore della produzione di elettricità e per oltre l'80% nell'industria, con
almeno il 60% nel settore dei trasporti e circa il 90% nel settore residenziale
e servizi. Per conseguire tali riduzioni, sono necessari
notevoli investimenti in ricerca, sviluppo, dimostrazione e immissione in
commercio di tecnologie e servizi efficienti, sicuri e affidabili a basse
emissioni di carbonio. Questi devono andare di pari passo con soluzioni non
tecnologiche sia sul lato dell'offerta, sia sul lato della domanda. Questi
elementi devono essere parte di una politica integrata a bassa emissione di
carbonio, che comprenda la conoscenza delle tecnologie abilitanti fondamentali,
in particolare le soluzioni TIC e fabbricazione, lavorazione e materiali
avanzati. L'obiettivo è realizzare tecnologie e a servizi efficienti sotto l'aspetto
energetico, suscettibili di diffondersi ampiamente sui mercati europei e
internazionali e di stabilire gestione intelligente dal lato della domanda
basata su un mercato di scambio dell'energia aperto e trasparente e su sistemi
di gestione intelligente dell'efficienza energetica. 3.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Le nuove tecnologie e soluzioni devono
competere sui costi e l'affidabilità contro sistemi energetici altamente
ottimizzati dotati di tecnologie e operatori storici consolidati. La ricerca e
l'innovazione sono fondamentali al fine di rendere queste nuove fonti
energetiche più puliti ed efficienti, a basse emissioni di carbonio, oltre che
più interessanti dal punto di vista commerciale sulla scala necessaria. Né l'industria,
né gli Stati membri da soli sono in grado di sostenere i costi e i rischi per i
quali i motori principali, ossia la transizione verso un'economia a basse
emissioni di carbonio che fornisce energia sicura a costi accessibili, sono
esterni al mercato. Accelerare questo sviluppo richiederà un'impostazione
strategica a livello unionale, in grado di ricomprendere l'approvvigionamento,
la domanda e l'utilizzo dell'energia nelle catene di valore dell'edilizia, dei
servizi, dei trasporti e dell'industria. A tal fine è necessario allineare le
risorse in tutta l'Unione, compresi i fondi della politica di coesione, in
particolare tramite le strategie nazionali e regionali per la specializzazione
intelligente, i sistemi di scambio di quote di emissione (ETS), gli appalti pubblici
e altri meccanismi di finanziamento. Sono necessarie anche politiche di
regolamentazione e di diffusione per le fonti energetiche rinnovabili e l'efficienza
energetica, congiuntamente a un'adeguata assistenza tecnica e allo sviluppo di
capacità di eliminare gli ostacoli non tecnologici. Il piano strategico per le tecnologie
energetiche (piano SET) offre un siffatto approccio strategico, mirato a
stabilire una programmazione a lungo termine per affrontare le principali
strozzature che si trovano ad affrontare le tecnologie energetiche nelle fasi
della ricerca di frontiera e di R&S/validità concettuale nonché nelle fasi
di dimostrazione in cui le imprese cercano i capitali per finanziare grandi
progetti iniziali volti ad avviare il processo di sviluppo del mercato. Le risorse necessarie per attuare
integralmente il piano SET sono state stimate a 8 miliardi di euro l'anno nei
prossimi 10 anni[28].
Questa cifra è notevolmente superiore alla capacità dei singoli Stati membri o
delle parti interessate dell'industria e della ricerca. Gli investimenti in
ricerca e innovazione a livello unionale, combinati con la mobilitazione degli
sforzi in tutta Europa sotto forma di attuazione congiunta e di ripartizione
del rischio e delle risorse. Il finanziamento unionale della ricerca e dell'innovazione
in ambito energetico deve pertanto integrare le attività degli Stati membri,
concentrandosi sulle attività dotate di un chiaro valore aggiunto unionale, in
particolare quelle ad alto potenziale di aumento delle risorse nazionali. L'azione
a livello unionale sostiene inoltre programmi di lungo periodo ad alto rischio
e con costi elevati, che vanno al di là della portata dei singoli Stati membri,
mette in comune gli impegni per ridurre i rischi di investimento su larga scala
nelle attività industriali e dimostrative e sviluppare le soluzioni energetiche
interoperabili a livello europeo. L'attuazione del piano SET come il pilastro
della ricerca e dell'innovazione della politica energetica europea,
contribuisce a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Unione e la
transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, consente di
collegare programmi di ricerca e innovazione con gli investimenti transeuropei
e regionali nelle infrastrutture dell'energia e aumentare la disponibilità
degli investitori a immettere capitale in progetti con tempi di esecuzione
lunghi e notevoli rischi tecnologici e di mercato. Questo piano crea
opportunità di innovazione per le piccole e grandi imprese, e le aiuta a
divenire o a restare competitive a livello mondiale, dove le opportunità per le
tecnologie energetiche sono numerose e in aumento. Sulla scena internazionale, le azioni condotte
a livello unionale generano una "massa critica" in grado di attrarre
l'interesse da altri leader in campo tecnologico e di promuovere partenariati
internazionali per realizzare gli obiettivi dell'Unione, semplificando ai
partner internazionali l'interazione con l'Unione al fine di costruire un'azione
comune di vantaggio e interesse reciproci. Le attività
svolte nell'ambito di questa sfida costituiscono quindi il pilastro della
politica climatica ed energetica europea, contribuendo inoltre al conseguimento
dell'Unione dell'innovazione nel settore dell'energia e degli obiettivi
politici delineati nelle comunicazioni "Un'Europa efficiente sotto il
profilo delle risorse", "Una politica industriale nell'era della
globalizzazione" e "Un'agenda digitale per l'Europa". Le attività di
ricerca e innovazione sulla fissione nucleare e sull'energia da fusione sono svolte
nella parte EURATOM di Orizzonte 2020. 3.3. Le attività a grandi linee (a)
Ridurre il consumo di energia e le emissioni di
carbonio grazie all'uso intelligente e sostenibile Le attività si concentrano sulla ricerca e la
sperimentazione su larga scala di nuovi concetti, di soluzioni non
tecnologiche, di componenti più efficienti, socialmente accettabili e
accessibili nonché su sistemi tecnologici con intelligenza integrata, che
permettono di conoscere in tempo reale la gestione energetica degli edifici con
emissioni prossime allo zero, energie rinnovabili per il riscaldamento e il
raffreddamento, industrie altamente efficienti e adozione massiccia di
soluzioni di efficienza energetica per le imprese, i cittadini, le comunità e
le città. (b)
Energia elettrica a basso costo e a basse emissioni Le attività si concentrano sulla ricerca, lo
sviluppo e la dimostrazione su scala reale di fonti energetiche rinnovabili e
tecnologie innovative per la cattura e lo stoccaggio del carbonio a costi
inferiori, sicure per l'ambiente, dotate di un rendimento di conversione
superiore e di una più ampia disponibilità per diversi mercati e contesti
operativi. (c)
Fonti energetiche mobili e combustibili alternativi Le attività si concentrano sulla ricerca, lo
sviluppo e la dimostrazione su scala reale di tecnologie e catene del valore
mirate a rendere più competitiva e sostenibile la bioenergia, al fine di
ridurre i tempi di commercializzazione per l'idrogeno e le celle a combustibile
e proporre nuove opzioni aventi potenzialità a lungo termine prima di giungere
a maturità. (d)
Un'unica rete elettrica europea intelligente Le attività si concentrano sulla ricerca, lo
sviluppo e la dimostrazione su scala reale di nuove tecnologie di rete,
compresi stoccaggio, sistemi e configurazioni di mercato per pianificare,
monitorare, controllare e gestire in condizioni di sicurezza le reti
interoperabili, in un mercato aperto, decarbonizzato, competitivo e adattabili
al profilo climatico, in condizioni normali e di emergenza. (e)
Nuove conoscenze e tecnologie Le attività si concentrano sulla ricerca
multidisciplinare nell'ambito delle tecnologie energetiche, comprensive di
azioni visionarie, e dell'attuazione congiunta di programmi e strutture di
ricerca paneuropee di livello mondiale. (f)
Processo decisionale e impegno pubblico di rilievo Le attività si concentrano in particolare
sullo sviluppo di strumenti, metodi e modelli per un solido e trasparente
sostegno alla politica, comprese le attività di raccolta e impegno pubblici, il
coinvolgimento degli utenti e la sostenibilità. (g)
Adozione delle innovazioni in campo energetico Le attività si concentrano sulle innovazioni
applicate al fine di agevolare l'adozione da parte del mercato delle tecnologie
e dei servizi, al fine di abbattere gli ostacoli non tecnologici e ad accelerare
un'attuazione efficiente in termini di costi delle politiche energetiche
europee. 4. Trasporti intelligenti, verdi e
integrati 4.1 Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è realizzare un
sistema di trasporto europeoefficiente sotto il profilo delle risorse,
rispettoso dell'ambiente, sicuro e regolare a vantaggio dei cittadini, dell'economia
e della società. L'Europa deve conciliare le crescenti esigenze
di mobilità dei cittadini con gli imperativi dei risultati economici e i
requisiti di una società a basse emissioni di carbonio e di un'economia
resiliente sotto il profilo climatico. Nonostante la sua crescita, il settore
dei trasporti deve conseguire una sostanziale riduzione dei gas a effetto serra
e di altri impatti ambientali negativi e porre fine alla sua dipendenza dal
petrolio, mantenendo nel contempo elevati livelli di efficienza e di mobilità. La mobilità sostenibile può essere conseguita
solo mediante un mutamento radicale del sistema dei trasporti, ispirato da
svolte importanti nella ricerca in materia di trasporti, nell'innovazione di
ampia portata e nell'attuazione di una legislazione coerente, su scala europea
per soluzioni di trasporti più intelligenti, più sicuri e più ecologici. La ricerca e l'innovazione devono generare
miglioramenti mirati e tempestivi, suscettibili di conseguire gli obiettivi
strategici fondamentali, incrementando nel contempo la competitività economica,
sostenendo la transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle
risorse e resistente ai cambiamenti climatici e mantenendo la leadership sul
mercato mondiale. Sebbene i necessari investimenti in materia di
ricerca, innovazione e diffusione siano significativi, se non riescono a
migliorare la sostenibilità dei trasporti ne deriveranno livelli inaccettabilmente
elevati in termini di costi ecologici, sociali ed economici di lungo termine. 4.2 Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione I trasporti sono un importante motore della
competitività e della crescita economica europea. Essi garantiscono la mobilità
delle persone e delle merci necessaria a un mercato unico integrato e una
società inclusiva ed aperta. Essi rappresentano una delle maggiori attività in
termini di capacità industriale e di qualità del servizio, poiché svolgono un
ruolo guida su molti mercati mondiali. L'industria dei trasporti e la
produzione di attrezzature per i trasporti rappresentano complessivamente il 6,3%
del PIL dell'UE. Al tempo stesso, l'industria dei trasporti europea deve far
fronte a una concorrenza sempre più agguerrita proveniente da altre parti del
mondo. Le tecnologie di punta devono garantire il futuro vantaggio competitivo
dell'Europa e ovviare agli inconvenienti del nostro attuale sistema dei
trasporti. Il settore dei trasporti è una delle
principali fonti di gas a effetto serra e genera fino a un quarto di tutte le
emissioni. I trasporti sono dipendenti al 96% dai combustibili fossili. Nel
frattempo, la congestione è un problema sempre più grave, i sistemi non sono
ancora sufficientemente intelligenti; le alternative per la transizione tra i
differenti modi di trasporto non sono sempre attraenti, la mortalità per
incidente stradale continua a essere notevolmente elevata, con 34 000
vittime l'anno nell'Unione; i cittadini e le imprese si aspettano un sistema di
trasporto sicuro e protetto. Il contesto urbano presenta sfide specifiche per
la sostenibilità dei trasporti. Entro pochi decenni il tasso di crescita
previsto per il settore dei trasporti porterà il traffico europeo a una fase di
stallo che renderà insostenibile l'impatto dei costi economici e sociali. Si
stima che il dato passeggeri-chilometro sia destinato a raddoppiare nei
prossimi quarant'anni anni, crescendo in maniera esponenziale per il trasporto
aereo. Le emissioni di CO2 dovrebbero crescere del 35% entro il 2050.
I costi dovuti alla congestione sono stimati in crescita di circa il 50%, per
ammontare a circa 200 miliardi di euro all'anno. I costi esterni degli
incidenti aumenterebbero di circa 60 miliardi di euro rispetto al 2005. Lasciare lo scenario di status quo non
è pertanto un'opzione valida. La ricerca e l'innovazione strategiche, motivate
da obiettivi strategici e incentrate sulle principali sfide, contribuiscono
notevolmente a conseguire gli obiettivi fissati dall'Unione di limitare l'aumento
della temperatura globale a 2°C, riducendo del 60% le emissioni di CO2
dovute ai trasporti, riducendo drasticamente la congestione e i costi legati
agli incidenti ed eliminando in pratica la mortalità stradale entro il 2050. I problemi di inquinamento, congestione e
sicurezza sono comuni a tutta l'Unione ed esigono risposte concertate a livello
europeo. Accelerare lo sviluppo e l'impiego di nuove tecnologie e di soluzioni
innovative per i veicoli, le infrastrutture e la gestione dei trasporti, è di
fondamentale importanza per realizzare un sistema di trasporto più pulito ed
efficiente nell'Unione, per conseguire i risultati necessari per attenuare il
cambiamento climatico e migliorare l'efficienza delle risorse e per mantenere
la leadership europea sui mercati mondiali di prodotti e servizi connessi
trasporto. Tali obiettivi non possono essere raggiunti solo attraverso sforzi
nazionali frammentati. Il finanziamento unionale della ricerca e dell'innovazione
per i trasporti mira a integrare le attività degli Stati membri, concentrandosi
su attività aventi un chiaro valore aggiunto europeo. Questo significa che è
necessario porre l'accento sui settori prioritari che rispecchino gli obiettivi
strategici dell'Unione europea dove è necessaria una massa critica di sforzi, dove
è opportuno perseguire a livello europeo soluzioni di trasporto interoperabile
O dove unire gli sforzi di ricerca a livello transnazionale può ridurre i
rischi di investimento, norme comuni pionieristiche e abbreviare i tempi di
commercializzazione dei risultati della ricerca. Le attività di ricerca e innovazione
comprendono una vasta gamma di iniziative che coprono l'intera catena dell'innovazione.
Diverse attività sono specificamente mirate a portare sul mercato i risultati
ottenuti: un approccio programmatico alla ricerca e all'innovazione, progetti
dimostrativi, azioni di adozione e sostegno da parte del mercato per la
standardizzazione, la regolamentazione e le strategie innovative in materia di
appalti contribuiscono tutti al conseguimento di tale obiettivo. Inoltre, con l'impegno
e la competenza dei soggetti interessati è possibile colmare il divario tra i
risultati della ricerca e il loro impiego nel settore dei trasporti. Investire in ricerca e innovazione per un
sistema di trasporto integrato più intelligente e più verde è un importante
contributo al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, ossia una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva e gli obiettivi dell'iniziativa faro "Unione
dell'innovazione". Le attività sostengono l'attuazione del Libro bianco
sui trasporti a favore di uno spazio comune europeo dei trasporti. Anch'esse
dovranno dare un contributo al conseguimento degli obiettivi strategici
delineati nelle iniziative faro "Un'Europa efficiente sotto il profilo
delle risorse", "Una politica industriale nell'era della
globalizzazione" e "Un'agenda digitale per l'Europa". 4.3. Le attività a grandi linee (a)
Trasporto efficiente in termini di risorse e
rispettoso dell'ambiente L'obiettivo è ridurre al minimo l'impatto dei
trasporti sul clima e sull'ambiente, migliorandone l'efficienza nell'uso delle
risorse naturali, e riducendone la dipendenza dai combustibili fossili. Il centro dell'attività è ridurre il consumo
di risorse e le emissioni di gas a effetto serra, oltre a migliorare l'efficienza
dei veicoli, al fine di accelerare lo sviluppo e la realizzazione di una nuova
generazione di veicoli elettrici e altri con emissioni basse o pari a zero,
anche mediante progressi di rilievo per quanto concerne motori, batterie e
infrastrutture, esaminare e sfruttare il potenziale dei carburanti alternativi
e dei sistemi di propulsione innovativi e più efficienti, comprese le
infrastrutture per il combustibile, ottimizzare l'uso delle infrastrutture, per
mezzi di sistemi di trasporto intelligenti e attrezzature intelligenti e
incrementare l'uso della gestione della domanda e dei trasporti pubblici e non
motorizzati, in particolare nelle aree urbane. (b)
Migliorare la mobilità, meno traffico, maggiore
sicurezza L'obiettivo è conciliare le crescenti esigenze
di mobilità con una maggiore fluidità dei trasporti, grazie a soluzioni
innovative riguardanti sistemi di trasporto regolari, inclusivi, sicuri e
robusti. Il centro dell'attività è ridurre la
congestione stradale, migliorare l'accessibilità e soddisfare le esigenze degli
utenti grazie alla promozione dei trasporti e della logistica integrata porta a
porta, rafforzare l'intermodalità e la diffusione delle soluzioni di
pianificazione e gestione intelligenti nonché ridurre drasticamente gli
incidenti e l'impatto delle minacce alla sicurezza. (c)
Leadership mondiale per l'industria europea dei
trasporti L'obiettivo è rafforzare la concorrenzialità e
i risultati dell'industria manifatturiera europea dei trasporti e dei servizi
correlati. Il centro dell'attività è lo sviluppo della
prossima generazione di mezzi di trasporto innovativi e la preparazione del
terreno per la seguente, lavorando su nuovi concetti e progetti e modelli, su
sistemi di controllo intelligenti e norme interoperabili, su processi di produzione
efficienti, tempi di sviluppo minori e costi di ciclo di vita ridotti. (d)
Attività di ricerca socioeconomica e rivolte al
futuro del processo decisionale politico L'obiettivo è favorire un'azione politica più
efficace necessaria per promuovere l'innovazione e far fronte alle sfide poste
dai trasporti e alle esigenze sociali a essi connesse. Il centri dell'attività è migliorare la
comprensione delle tendenze e delle prospettive socioeconomiche connesse ai
trasporti e fornire ai responsabili politici dati e analisi basate su dati
concreti. 5. Azione per il clima, efficienza delle
risorse e materie prime 5.1. Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è garantire un'economia efficiente sotto il
profilo delle risorse e capace di reagire ai cambiamenti climatici nonché un
approvvigionamento sostenibile di materie prime, al fine di rispondere alle
esigenze di una popolazione mondiale in crescita entro i limiti naturali delle
risorse naturali del pianeta. Le attività contribuiscono ad accrescere la
competitività europea e a migliorare il benessere, garantendo l'integrità e la
sostenibilità ambientale, in modo che il riscaldamento globale medio non superi
i 2°C, al fine di consentire agli ecosistemi e alla società di adattarsi al
cambiamento climatico. Durante il XX secolo, il mondo ha decuplicato sia l'uso, sia l'estrazione
di risorse materiali. Quest'era apparentemente ricca di risorse abbondanti e a
buon mercato sta volgendo al termine. Le materie prime, l'acqua, l'aria, la
biodiversità e gli ecosistemi marini, terrestri e acquatici sono tutti
sottoposti a pressione. Molti dei principali ecosistemi mondiali sono in uno
stato di degrado, con ben il 60% dei servizi che essi forniscono utilizzati in
maniera insostenibile. Nell'Unione, ogni anno si usano circa 16 tonnellate per
persona di materiali, di cui 6 tonnellate sono sprecate e metà di esse è
collocata in discarica. La domanda globale di risorse continua ad aumentare con
l'incremento demografico e le crescenti aspirazioni, in particolare della
classe media nelle economie emergenti. È necessario disaccoppiare in modo
deciso la crescita economica dal consumo di risorse. La temperatura media della superficie del nostro pianeta è aumentata di
circa 0,8°C negli ultimi cent'anni, ed è previsto un aumento compreso fra 1,8 e
4°C entro la fine del XXI secolo rispetto alla media 1980-1999[29]. Il probabile impatto sui
sistemi naturali e umani collegato a tali modifiche costituirà una sfida per il
pianeta e la sua capacità di adattamento, nonché una minaccia per lo sviluppo
economico futuro e il benessere dell'umanità. L'impatto crescente dei cambiamenti climatici e dei problemi
ambientali, come l'acidificazione degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci
nell'Artico, il degrado e l'uso del suolo, la mancanza d'acqua, l'inquinamento
chimico e la perdita di biodiversità, indicano che il pianeta si sta
avvicinando ai limiti della sua sostenibilità. Per esempio, senza incrementi in
termini di efficienza, si stima che la domanda di acqua superi del 40% l'offerta
nei prossimi vent'anni. Le foreste stanno scomparendo all'allarmante ritmo di
cinque milioni di ettari l'anno. L'interazione tra le risorse può provocare
rischi sistemici, con l'esaurimento di una risorsa che fissa un inevitabile
punto di svolta per le altre risorse e gli ecosistemi. Sulla base delle
tendenze attuali, sarà necessario l'equivalente di oltre due pianeti Terra
entro il 2050 al fine di sostenere la crescita della popolazione mondiale. Un approvvigionamento sostenibile e una gestione più efficiente in
termini di risorse delle materie prime, compresi l'esplorazione,l'estrazione,
la lavorazione, il riutilizzo, il riciclaggio e la sostituzione, sono
essenziali per il funzionamento delle società moderne e delle loro economie. I
settori europei come l'edilizia, la chimica, l'industria automobilistica e
aerospaziale nonché l'industria dei macchinari e delle attrezzature, che
rappresentano un valore aggiunto totale di circa 1,3 milioni di miliardi di
euro e occupano circa trenta milioni di persone, dipendono fortemente dall'accesso
alle materie prime. Tuttavia, l'approvvigionamento di materie prime vero l'Unione
è sottoposta a una pressione sempre maggiore. L'Unione è inoltre fortemente
dipendente dalle importazioni di materie prime di importanza strategica
gravemente colpite da distorsioni del mercato. L'Unione dispone per di più
ancora di preziosi depositi minerari le cui esplorazione ed estrazione sono
limitate per mancanza di tecnologie adeguate e sono ostacolate da un'accresciuta
concorrenza mondiale. Considerata l'importanza delle materie prime per la
competitività e l'economia europea, oltre che per la loro applicazione in
prodotti innovativi, un approvvigionamento sostenibile e una gestione
efficiente in termini di risorse delle materie prime costituiscono una priorità
fondamentale per l'Unione. La capacità dell'economia
di adattarsi e di diventare più adattabile ai cambiamenti climatici ed
efficiente in termini di risorse, mantenendo nel contempo la competitività,
dipende da livelli elevati di ecoinnovazione di natura sociale e tecnologica.
Per un mercato globale dell'ecoinnovazione che ha un valore di circa 1 milione
di miliardi di euro l'anno, destinati a triplicare entro il 2030, l'ecoinnovazione
rappresenta una grande opportunità per rafforzare la competitività e la creazione
di posti di lavoro nelle economie europee. 5.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Conseguire gli obiettivi unionali e internazionali relativi alle
concentrazioni e alle emissioni di gas a effetto serra e i mezzi per far fronte
alle conseguenze dei cambiamenti climatici richiede lo sviluppo e la diffusione
di tecnologie economicamente efficaci nonché misure di mitigazione e
adattamento. I quadri di riferimento unionali e mondiali devono garantire che
gli ecosistemi e la biodiversità siano protetti, valorizzati e ripristinati
adeguatamente in modo da preservare la loro capacità di fornire risorse e
servizi in futuro. La ricerca e l'innovazione possono contribuire a rendere
sicuro, affidabile e sostenibile l'accesso alle materie prime e garantire una
significativa riduzione dell'uso e degli sprechi delle risorse. L'azione unionale è incentrata sul sostegno
agli obiettivi e alle politiche unionali chiave, in particolare la strategia "Europa
2020", le iniziative "Unione dell'innovazione", "Un'Europa
efficiente sotto il profilo delle risorse" e la corrispondente tabella di
marcia, "Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse
emissioni di carbonio nel 2050"[30],
"L'adattamento ai cambiamenti climatici verso un quadro d'azione europeo"[31], l'iniziativa "Materie
prime"[32],
la Strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile[33], "Una politica marittima
integrata per l'Unione europea"[34],
la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino"[35], il piano d'azione per l'ecoinnovazione
e l'Agenda digitale europea[36].
Tali azioni devono rafforzare la capacità della società di adattarsi al
cambiamento ambientale e climatico e garantire la disponibilità di materie
prime. Considerati il
carattere transnazionale e la natura globale del clima e dell'ambiente, della
loro portata e complessità nonché la dimensione internazionale della catena di
approvvigionamento delle materie prime, le attività devono essere svolte a
livello unionale e superiore. Il carattere multidisciplinare della ricerca
richiede la messa in comune delle conoscenze e delle risorse complementari al
fine di affrontare efficacemente questa sfida. La riduzione dell'uso delle
risorse e l'impatto ambientale, rafforzando nel contempo la competitività,
imporranno una decisiva transizione sociale e tecnologica verso un'economia
basata su un rapporto sostenibile tra natura e benessere umano. Le attività di
ricerca ed innovazione coordinate devono migliorare la comprensione e la
previsione dei cambiamenti climatici e ambientali in una prospettiva sistemica
e intersettoriale, ridurre le incertezze, individuare e valutare vulnerabilità,
rischi, costi e opportunità, nonché ampliare la gamma e a migliorare l'efficacia
delle risposte e delle soluzioni sociali e politiche. Azioni mirano inoltre a
responsabilizzare gli attori a tutti i livelli della società affinché
partecipino attivamente a questo processo. Affrontare la
disponibilità di materie prime esige sforzi di ricerca e innovazione coordinati
in diversi settori e discipline al fine di contribuire a fornire soluzioni
sicure, economicamente realizzabili, compatibili con l'ambiente e socialmente
accettabili lungo l'intera catena del valore (esplorazione, estrazione,
lavorazione, riutilizzo, riciclaggio, sostituzione). L'innovazione in tali
settori mira a generare opportunità di crescita e occupazione, nonché opzioni
innovative che coinvolgono scienza, tecnologia, economia, politica e
governance. Per tale ragione, è in corso di preparazione un partenariato
europeo per l'innovazione sulle materie prime. L'ecoinnovazione
fornirà nuove e preziose opportunità di crescita e di occupazione. Le soluzioni
sviluppate per mezzo di un'azione avviata a livello unionale intendono
contrastare le principali minacce alla competitività industriale e consentire
una rapida diffusione e riproduzione in tutto il mercato unico e oltre. Questo
consentirà la transizione verso un'economia verde che tenga conto dell'uso
sostenibile delle risorse. Le parti in questo approccio sono i responsabili
politici internazionali, europei e nazionali, i programmi di ricerca e di
innovazione internazionale e degli Stati membri, le imprese e le industrie
europee, l'Agenzia europea dell'ambiente o le agenzie ambientali nazionali e
altre parti interessate. Oltre alla cooperazione bilaterale e regionale, le
azioni a livello unionale mirano altresì a sostenere gli sforzi e le iniziative
internazionali pertinenti, compreso il gruppo intergovernativo di esperti dei
cambiamenti climatici (IPCC), la Piattaforma intergovernativa per la
biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) e gruppo sull'osservazione della
terra (GEO). 5.3. Le attività a grandi linee (a)
Lotta e adattamento ai cambiamenti climatici Lo scopo è sviluppare e valutare misure di adattamento e attenuazione
innovative, efficaci in termini di costi e sostenibili per quanto attiene alla
cattura di CO2 e di gas a effetto serra diversi dal CO2,
sottolineando le soluzioni verdi tecnologiche e non, per mezzo la produzione di
prove finalizzata a un'azione informata, tempestiva ed efficace e alla messa in
rete delle competenze richieste. Attività si concentrano sul miglioramento
della comprensione dei cambiamenti climatici e la fornitura di proiezioni
climatiche affidabili, sulla valutazione degli impatti, della vulnerabilità e
mediante lo sviluppo di misure economicamente efficaci e innovative di
prevenzione dei rischi e di adattamento, e mediante il sostegno alle politiche
di mitigazione. (b)
Gestione sostenibile delle risorse naturali e degli
ecosistemi L'obiettivo è fornire le conoscenze utili alla gestione delle risorse
naturali in grado di conseguire un equilibrio sostenibile tra risorse limitate
ed esigenze della società e dell'economia. Le attività si concentrano sullo
sviluppo della nostra comprensione del funzionamento degli ecosistemi, della
loro interazione con i sistemi sociali e del loro ruolo nel sostenere l'economia
e il benessere umani e nel fornire conoscenze e strumenti necessari per un
processo decisionale e per un impegno pubblico efficaci. (c)
Garantire l'approvvigionamento sostenibile di materie
prime non agricole e non energetiche Lo scopo è
migliorare le conoscenze di base sulle materie prime e sviluppare soluzioni
innovative per l'esplorazione, l'estrazione, il trattamento, il riciclaggio e
il recupero di materia prima efficienti in termini di costi e rispettosi dell'ambiente
nonché interessanti sotto il profilo economico della loro sostituzione con
alternative a minor impatto ambientale. Attività si concentrano sul
miglioramento della base delle conoscenze relativa alla disponibilità di materie
prime, sulla promozione della fornitura e l'utilizzo sostenibile delle materie
prime, sull'individuazione di alternative alle materie prime essenziali sulla
sensibilizzazione e le competenze sociali per quanto riguarda le materie prime. (d)
Agevolare la transizione verso un'economia verde
per mezzo dell'ecoinnovazione L'obiettivo è
promuovere tutte le forme di ecoinnovazione suscettibili di agevolare il
passaggio verso un'economia verde. Le attività si concentrano sul rafforzamento
di tecnologie, processi, servizi e prodotti ecoinnovativi e la loro
penetrazione nel mercato e riproduzione, con particolare attenzione per le PMI,
sul sostegno alle politiche innovative e ai cambiamenti sociali, sulla
misurazione e la valutazione dei progressi verso un'economia verde e sulla
promozione dell'efficienza delle risorse per mezzo dei sistemi digitali. (e)
Sviluppare sistemi di osservazione e informazione
ambientali globali ampi e sostenuti L'obiettivo è
garantire la fornitura dei dati e delle informazioni a lungo termine necessari
per far fronte a questa sfida. Le attività si concentrano sulle capacità, le
tecnologie e le infrastrutture di dati relative all'osservazione e alla
sorveglianza della Terra in grado di fornire costantemente informazioni, stime
e proiezioni tempestive e dettagliate. È opportuno promuovere un accesso
libero, aperto e privo di restrizioni a dati e informazioni interoperabili. 6. SOCIETÀ INCLUSIVE, INNOVATIVE E SICURE 6.1. Obiettivo specifico L'obiettivo
specifico è promuovere società europee inclusive, innovative e sicure in un
contesto di trasformazioni senza precedenti e interdipendenze crescenti di
portata mondiale. L'Europa deve
affrontare notevoli sfide socioeconomiche che incidono sostanzialmente sul suo
futuro, come le crescenti interdipendenze economiche e culturali, l'invecchiamento,
l'esclusione sociale e la povertà, le ineguaglianze e i flussi migratori, la
chiusura del divario digitale, la promozione di una cultura dell'innovazione e
della creatività nella società e nelle imprese, oltre a garantire la sicurezza
e la libertà, le fiducia nelle istituzioni democratiche e fra i cittadini anche
oltre le frontiere. Queste sfide sono enormi ed esigono un approccio europeo
comune. Innanzitutto, nell'Unione permangono
disuguaglianze di rilevo, sia all'interno dei paesi, sia fra questi. Nel 2010 l'Indice
di sviluppo umano, un aggregato di misura del progresso in termini di salute,
istruzione e reddito, valutava gli Stati membri dell'Unione fra 0,743 e 0,895,
il che evidenzia considerevoli divergenze fra essi. Tali significative
disuguaglianze sono presenti inoltre per esempio nella differenza retributiva
di genere, che nell'Unione è pari a circa 17,8% a favore degli uomini[37]. Oggi un cittadino su sei,
circa 80 milioni di persone, sono a rischio di povertà. Negli ultimi vent'anni
è aumentata la povertà che colpisce giovani adulti e famiglie con bambini. La
disoccupazione giovanile supera il 20%. 150 milioni di europei, ossia circa
il 25%, non hanno mai usato internet e potrebbero non raggiungere mai un
livello sufficiente di alfabetizzazione digitale. Sono inoltre aumentate l'apatia
politica e la polarizzazione elettorale, a riprova del fatto che vacilla la
fiducia dei cittadini nei confronti degli attuali sistemi politici. Questi dati
indicano che alcuni gruppi sociali e comunità sono sistematicamente esclusi
dallo sviluppo sociale ed economico e/o dalle politiche democratiche. In secondo luogo,
la produttività e la crescita economica europee si sono attestate su un lento
declino nel corso degli ultimi quarant'anni. Per di più la quota europea di
produzione mondiale di conoscenze e di prestazioni innovative sono in rapido
declino rispetto alle principali economie emergenti come il Brasile e la Cina.
Anche se l'Europa possiede una robusta base di ricerca, è necessario che questa
diventi un vantaggio potente per quanto concerne i beni e i servizi innovativi.
È risaputo che l'Europa deve investire maggiormente in ambito scientifico e
innovativo, coordinando tuttavia questi investimenti meglio di quanto abbia fatto
in passato, oltre il 95% dei bilanci nazionali in R&S è speso senza
coordinamento alcuno a livello unionale, un incredibile spreco di risorse in un
momento difficile per le possibilità di finanziamento. Nonostante alcune
recenti convergenze, le capacità innovative degli Stati membri restano molto
disomogenee, con ampi divari fra i leader dell'innovazione e gli innovatori "modesti"[38]. In terzo luogo, sempre più forme di
insicurezza, siano esse crimine, violenza, terrorismo, attacchi informatici,
abusi della privacy e altre forme di disordini economici e sociali, colpiscono
i cittadini. Secondo le stime, è verosimile il dato di settantacinque milioni
di vittime dirette di reati ogni anno in Europa[39]. I costi diretti del crimine,
del terrorismo, delle attività illecite, della violenza e delle catastrofi in
Europa sono stati stimati in almeno 650 miliardi di euro, pari a
circa il 5% del PIL dell'UE nel 2010. Un lampante esempio delle conseguenze del
terrorismo è l'attacco alle torri gemelle a Manhattan l'11 settembre 2001.
Migliaia di vite sono andate perse e si stima che l'accaduto abbia causato nel
trimestre seguente perdite nella produttività statunitense per 35 miliardi di
dollari, 47 miliardi di dollari nel prodotto totale e un aumento di quasi
l'1% della disoccupazione. I cittadini, le imprese e le istituzioni sono sempre
più interessate dalle interazioni e dalle operazioni digitali nei settori
sociali, commerciali e finanziari della vita, ma lo sviluppo di internet ha
recato con sé reati informatici per svariati miliardi di euro l'anno, oltre
alle violazioni della vita privata che colpiscono i singoli o le associazioni
in tutto il continente. L'aumento dell'insicurezza nella vita quotidiana, oltre
alle situazioni inattese, può influire sulla fiducia dei cittadini non solo nei
confronti delle istituzioni, ma anche a livello interpersonale. È opportuno
affrontare queste sfide congiuntamente e con modalità innovative poiché
interagiscono in modi complessi e spesso inattesi. L'innovazione può portare a
un indebolimento dell'inclusione, come si evince, per esempio, dal divario
digitale o dai fenomeni di segmentazione del mercato del lavoro. L'innovazione,
la fiducia e la sicurezza sociali sono talvolta difficili da conciliare nelle
politiche, per esempio rispetto in zone socialmente depresse delle grandi città
europee. Inoltre, la combinazione innovativa nelle richieste in continua
mutazione da parte dei cittadini può anche portare i responsabili politici e
gli operatori economici e sociali a trovare nuove risposte che ignorino i
confini stabiliti tra i vari settori, attività, beni o servizi. Fenomeni come
la crescita di internet, dei sistemi finanziari, dell'invecchiamento dell'economia
e la società ecologica dimostrano chiaramente che è necessario pensare e
rispondere a tali problematiche in tutta la loro dimensione di inclusione,
innovazione e sicurezza nel contempo. La complessità
intrinseca di queste sfide e dell'evoluzione delle esigenze è pertanto
essenziale per sviluppare una ricerca innovativa, tecnologie, processi e metodi
nuovi e intelligenti, meccanismi di innovazione sociale, azioni coordinate e
politiche in grado di anticipare o influenzare i principali sviluppi per l'Europa.
È necessario comprendere le tendenze e gli impatti soggiacenti in gioco in tali
sfide e riscoprire o reinventare forme riuscite di solidarietà, coordinamento e
creatività suscettibili di fare dell'Europa uno specifico modello di società
inclusiva, innovativa e sicura rispetto ad altre regioni del mondo. A tal fine
è necessario un approccio più strategico nella cooperazione con i paesi terzi.
Infine, per quanto attiene alle politiche di sicurezza, queste dovrebbero
interagire con diverse politiche sociali, e rafforzare la dimensione sociale
della sicurezza la ricerca è un aspetto importante del problema. 6.2. Motivazione e valore aggiunto
per l'Unione Queste sfide
ignorano i confini nazionali e richiedono quindi analisi comparative della
mobilità (delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, ma anche
delle competenze e conoscenze) più complesse, oltre a forme di cooperazione
istituzionale, interazioni interculturali e la cooperazione internazionale. Se
non sono comprese e previste meglio, le forze della globalizzazione possono
anche spingere i paesi europei a competere tra di loro, invece di cooperare,
finendo così per accentuare le differenze in Europa piuttosto che i punti
comuni e un giusto equilibrio fra cooperazione e concorrenza. Affrontare tali
sfide socioeconomiche a livello esclusivamente nazionale comporta il rischio di
un uso inefficiente delle risorse, esternalizzando i problemi verso altri paesi
europei e non europei e accentuando le tensioni sociali, economiche e politiche
suscettibili di incidere direttamente sugli obiettivi del trattato UE per
quanto riguarda i suoi valori, in particolare il titolo I del trattato sull'Unione
europea. Al fine di
costruire società inclusive, innovative e sicure, l'Europa ha bisogno di una
risposta che preveda lo sviluppo di nuove conoscenze, tecnologie e capacità
nonché l'identificazione delle opzioni politiche. Tali tentativi consentiranno
all'Europa di affrontare le sfide non solo a livello interno, ma anche come
attore globale sulla scena internazionale. Questo a sua volta consentirà agli
Stati membri di trarre vantaggio dalle esperienze altrui e definire meglio le
proprie azioni specifiche corrispondenti ai rispettivi contesti. La promozione di nuove forme di cooperazione
tra i paesi dell'Unione e in tutto il mondo, congiuntamente alla ricerca e all'innovazione
pertinenti, occuperà quindi un ruolo centrale nell'ambito di questa sfida.
Impegnare i cittadini e l'industria, sostenere processi di innovazione sociale
e tecnologica, incoraggiare la partecipazione intelligente della pubblica
amministrazione, oltre a promuovere il processo di elaborazione delle
politiche, sono azioni sistematicamente perseguite al fine di migliorare la
pertinenza di tutte queste attività per i responsabili politici, gli attori
sociali ed economici e i cittadini. A tale proposito, la ricerca e l'innovazione
costituiscono una condizione essenziale per la competitività delle industrie e
dei servizi europei, in particolare nei settori della sicurezza, dello sviluppo
digitale e della tutela della privacy. Il finanziamento unionale a questa sfida
sosterrà quindi lo sviluppo, l'attuazione e l'adeguamento delle politiche
chiave dell'Unione europea, in particolare le priorità della strategia Europa 2020
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, la politica estera e di
sicurezza comune e la strategia per la sicurezza interna dell'Unione, comprese
le politiche in materia di prevenzione delle catastrofi e di risposta. È
opportuno perseguire il coordinamento con le azioni dirette del Centro comune
di ricerca. 6.3. Le attività a grandi linee 6.3.1. Società inclusive L'obiettivo è rafforzare la solidarietà nonché
l'inclusione sociale, economica e politica e le dinamiche interculturali
positive in Europa e con i partner internazionali, per mezzo di una scienza d'avanguardia,
progressi tecnologici e interdisciplinari e innovazioni organizzative. In
questo caso la ricerca umanistica può svolgere un ruolo importante. È opportuno
che la ricerca sostenga i responsabili politici impegnati nella lotta alla
povertà e prevenga lo sviluppo di diverse forme di separazioni, discriminazioni
e disuguaglianze, quali le disuguaglianze di genere e i divari digitali o
innovativi nelle società europee e nelle altre regioni del mondo. In
particolare deve seguire l'attuazione e l'adattamento alla strategia Europa 2020
e la più ampia azione esterna dell'Unione. Al fine di sbloccare l'eccellenza
nelle regioni meno sviluppate e ampliarne quindi la partecipazione e Orizzonte 2020,
è necessario adottare misure ad hoc. Il centro delle
attività è costituito: (a)
dalla promozione di una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva; (b)
dalla costruzione di società adattabili e inclusive
in Europa; (c)
dal rafforzamento del ruolo di attore mondiale dell'Europa; (d)
dalla chiusura del divario nell'ambito della
ricerca e dell'innovazione in Europa. 6.3.2. Società innovative L'obiettivo è promuovere lo sviluppo di
società e politiche innovative in Europa per mezzo dell'impegno dei cittadini,
delle imprese e degli utenti per quanto concerne la ricerca e l'innovazione
nonché la promozione di politiche di ricerca e innovazione coordinate nell'ambito
della mondializzazione. Si prevede un sostegno particolare per lo sviluppo del
SER nonché delle condizioni generali per l'innovazione. Il centro delle
attività è costituito: (a)
dal rafforzamento della base scientifica e del sostegno
all'Unione dell'innovazione e al SER; (b)
dall'esplorazione di nuove forme di innovazione,
comprese l'innovazione sociale e la creatività; (c)
dalla promozione dell'impegno sociale in ricerca e
innovazione; (d)
dalla promozione di una cooperazione coerente ed efficace
con i paesi terzi. 6.3.3. Società sicure L'obiettivo è sostenere le politiche unionali
di politica interna ed esterna e garantire la sicurezza, la fiducia e la
riservatezza informatiche sul mercato unico digitale, migliorando nel contempo
la competitività della sicurezza dell'Unione, delle TIC e del settore dei
servizi. Questo può essere effettuato per mezzo dello sviluppo di tecnologie e
soluzioni innovative mirate a colmare le lacune di sicurezza e a prevenire le
minacce informatiche. Queste azioni orientate alle missioni intendono integrare
le esigenze di diversi utenti finali (cittadini, imprese e amministrazioni,
comprese le autorità nazionali e internazionali, la protezione civile, le
autorità preposte all'applicazione della legge, le guardie di frontiera, ecc.),
al fine di tenere in considerazione l'evoluzione delle minacce alla sicurezza e
alla protezione della vita privata e i necessari aspetti sociali. Il centro delle attività comprende: (a)
la lotta al crimine e al terrorismo; (b)
il rafforzamento della sicurezza grazie alla
gestione delle frontiere; (c)
la sicurezza informatica; (d)
l'aumento della capacità dell'Europa di affrontare
le crisi e le catastrofi; (e)
la vita e la libertà su internet, il rafforzamento
della dimensione sociale della sicurezza. PARTE IV
Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca (CCR) 1. Obiettivo specifico L'obiettivo è fornire un sostegno
scientifico e tecnico alle politiche unionali, basato sulla domanda, con la
flessibilità necessaria per adattarsi alle nuove esigenze strategiche. 2. Motivazione e valore aggiunto per l'Unione L'Unione ha definito un'ambiziosa agenda
politica per il 2020 che affronta una serie di sfide complesse e interrelate,
quali la gestione sostenibile delle risorse e la competitività. Al fine di affrontare
efficacemente questi problemi, è necessario disporre di solide prove
scientifiche che interessano diverse discipline scientifiche e consentono una
corretta valutazione delle opzioni politiche. Il CCR, che rafforza
ulteriormente il suo ruolo di servizio scientifico a beneficio delle strategie
dell'Unione, fornirà il necessario sostegno scientifico e tecnico in tutte le
fasi del ciclo politico, dalla concezione all'attuazione e alla valutazione. A
tal fine concentrerà la propria ricerca chiaramente sulle priorità politiche
dell'Unione e migliorando nel contempo le competenze trasversali. L'indipendenza
del CCR da interessi particolari, privati o nazionali, congiuntamente al suo
ruolo di referente tecnico-scientifico, agevola il raggiungimento di un necessario
consenso tra le parti interessate e i responsabili politici. Gli Stati membri e
i cittadini dell'Unione traggono vantaggio dalle attività di ricerca del CCR,
in particolare in settori quali la sanità e la tutela dei consumatori, dell'ambiente
e della sicurezza, e la gestione delle crisi e delle catastrofi. Il CCR è parte integrante del SER e continuerà
a sostenerne attivamente il funzionamento attraverso una stretta collaborazione
con i suoi pari e con i soggetti interessati, con l'apertura dei suoi impianti
e attraverso la formazione di ricercatori. Esso consentirà inoltre di
promuovere l'integrazione dei nuovi Stati membri e paesi associati, per questi
ultimi il CCR continuerà a fornire corsi di formazione specifica sulla base
tecnico-scientifico del diritto unionale. Il CCR intende stabilire collegamenti
di coordinamento con altri obiettivi specifici rilevanti di Orizzonte 2020.
Come complemento alle sue azioni dirette e ai fini di un'ulteriore integrazione
e interconnessione nel SER, il CCR può anche partecipare alle azioni indirette
e gli strumenti di coordinamento di Orizzonte 2020 nei settori in cui dispone
delle competenze necessarie a produrre un valore aggiunto. 3. Le attività a grandi linee Le attività del CCR in Orizzonte 2020 sono
concentrate sulle priorità politiche dell'Unione e sulle Sfide per la società
affrontate sono in linea con Europa 2020 e i relativi obiettivi principali,
ossia una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, Sicurezza e
cittadinanza, Europa globale. I principali settori di competenza del CCR
sono l'energia, i trasporti, l'ambiente e i cambiamenti climatici, l'agricoltura
e la sicurezza alimentare, la salute e la tutela dei consumatori, le tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, i materiali di riferimento e la
sicurezza (compresa la sicurezza nucleare del programma Euratom). Tali settori di
competenza saranno notevolmente rafforzati con la capacità di affrontare l'intero
ciclo di definizione delle politiche e di valutare le diverse alternative politiche
possibili. A tal fine si rafforzano le capacità di: (a)
anticipazione e previsione: intelligence strategica
proattiva sulle tendenze e gli eventi che si verificano nella scienza, nella
tecnologia e nella società e sulle loro possibili implicazioni per le politiche
pubbliche; (b)
economiche: per un servizio integrato comprendente
sia aspetti tecnico-scientifici sia macroeconomici; (c)
di modellizzazione: incentrate sulla sostenibilità
e l'economia, rendono la Commissione meno dipendente dai fornitori esterni per
le analisi di scenario fondamentali; (d)
analisi politica: consentire l'esplorazione
intersettoriale delle opzioni politiche; (e)
valutazione d'impatto: produzione di prove
scientifiche a sostengo delle opzioni politiche. Il CCR continuerà a perseguire l'eccellenza della
ricerca come base di un sostegno politico tecnico-scientifico credibile e
solido. A tal fine, esso rafforzerà la collaborazione con partner europei e
internazionali, tra l'altro mediante la partecipazione alle azioni indirette.
Esso effettuerà inoltre, su base selettiva, ricerca esplorativa e sviluppo di
competenze nei settori emergenti e di rilievo per i processi politici. Il CCR si concentrerà sui seguenti aspetti: 3.1 Eccellenza scientifica Effettuare una
ricerca volta a migliorare la base di conoscenze scientifiche del processo
decisionale politico ed esaminare i settori emergenti della scienza e della
tecnologia, anche per mezzo di un programma di ricerca esplorativa. 3.2 Leadership industriale Contribuire alla
competitività europea grazie al sostegno al processo di normalizzazione e alle
norme con ricerca prenormativa, sviluppo di materiali e misure di riferimento e
all'armonizzazione di metodologie in cinque settori chiave (energia, trasporti,
agenda digitale; sicurezza; protezione dei consumatori). Effettuare valutazioni
di sicurezza delle nuove tecnologie in settori quali energia e trasporti,
salute e tutela dei consumatori. Contribuire ad agevolare l'utilizzo, la
normalizzazione e la convalida delle tecnologie e dei dati spaziali, in
particolare per far fronte alle sfide sociali. 3.3 Sfide per la società (a)
Salute, cambiamento demografico e benessere Contribuire alla salute e alla tutela dei
consumatori mediante un sostegno tecnico e scientifico nei settori quali
prodotti alimentari, mangimi, prodotti di consumo, ambiente e salute,
diagnostiche e pratiche di screening sanitario alimenti e diete. (b)
Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile,
ricerca marina e marittima nonché bioeconomia Sostenere lo sviluppo, l'attuazione e il
monitoraggio dell'agricoltura europea e della politica della pesca, compresi la
sicurezza alimentare e lo sviluppo di una bioeconomia attraverso, per
esempio, previsioni di produzione delle colture, tecniche e socioeconomiche
analisi e modellizzazione. (c)
Energia sicura, pulita ed efficiente; Sostenere gli obiettivi "20-20-20" in
materia di clima e di energia con la ricerca sugli obiettivi tecnologici e
gli aspetti economici dell'approvvigionamento energetico, l'efficienza
energetica, le tecnologie a basse emissioni di carbonio, le reti di
trasmissione dell'elettricità/energia. (d)
Trasporti intelligenti, verdi e integrati Sostegno della politica unionale alla mobilità
sostenibile e sicura di persone e di merci con studi di laboratorio,
approcci di modellizzazione e di monitoraggio, comprese le tecnologie a basse
emissioni di carbonio per i trasporti, quali l'elettrificazione, i veicoli
puliti ed efficienti e i combustibili alternativi nonché i sistemi di mobilità
intelligente. (e)
Azione per il clima, efficienza delle risorse e
materie prime Esaminare le sfide intersettoriali della gestione
sostenibile delle risorse naturali mediante il monitoraggio delle variabili
ambientali essenziali e lo sviluppo di un quadro di modellizzazione per la
valutazione della sostenibilità. Sostenere l'efficienza delle risorse, la
riduzione delle emissioni e l'approvvigionamento sostenibile delle materie
prime attraverso valutazioni integrate in ambito sociale, ambientale ed
economico dei processi produttivi, delle tecnologie, dei prodotti e dei servizi"puliti". Sostenere gli obiettivi unionali in materia di politica
di sviluppo mediante la ricerca mirata a contribuire a garantire un
approvvigionamento sufficiente di risorse essenziali, con un'attenzione
particolare al monitoraggio dei parametri ambientali e delle risorse connesse,
della sicurezza alimentare e della relativi analisi nonché del trasferimento di
conoscenze. (f)
Società inclusive, innovative e sicure Alimentare e controllare l'attuazione del
programma "Unione dell'innovazione" grazie a un'analisi
macroeconomica dei fattori e degli ostacoli alla ricerca e all'innovazione, e
mediante lo sviluppo di metodologie, quadri di valutazione e indicatori. Sostegno allo Spazio europeo della ricerca
(SER) per il monitoraggio del funzionamento dello Spazio europeo della
ricerca e l'analisi di fattori e ostacoli di alcuni dei suoi elementi chiave e
alle attività di ricerca in rete, alla formazione, all'apertura delle strutture
del CCR e delle banche dati per gli utenti negli Stati membri e nei paesi
candidati e associati. Contribuire agli obiettivi fondamentali dell'Agenda
digitale mediante determinazione qualiquantitativa degli aspetti economici e
sociali (economia digitale, società digitale, vita digitale). Sostegno alla sicurezza interna attraverso
l'identificazione e la valutazione di vulnerabilità delle infrastrutture
cruciali quali componenti essenziali delle funzioni sociali e attraverso la
operativa valutazione della prestazione delle tecnologie connesse all'identità
digitale. Affrontare le sfide mondiali per la sicurezza comprese le
minacce emergenti o ibride attraverso lo sviluppo di strumenti moderni per l'estrazione
e l'analisi di informazioni nonché per la gestione delle crisi Rafforzare la capacità unionale di gestione delle catastrofi
naturali o causate dall'uomo, rafforzando il monitoraggio delle
infrastrutture e lo sviluppo di un'allerta precoce globale a impostazione
multirischio nonché lo sviluppo di sistemi informativi di gestione del rischio,
avvalendosi dei quadri di osservazione della terra via satellite. PARTE V
L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (IET) 1. Obiettivo specifico L'obiettivo specifico è integrare il
triangolo della conoscenza costituito dalla ricerca, dall'innovazione e dall'istruzione,
e rafforzare quindi la capacità di innovazione dell'Unione e di affrontare le
problematiche della nostra società. L'Europa si trova ad affrontare una serie di
debolezze strutturali in materia di capacità di innovazione e di capacità di
fornitura di nuovi servizi, prodotti e processi. Fra le principali questioni vi
sono i risultati relativamente scarsi nella capacità dell'Europa ad attrarre e
mantenere i talenti, la sottoutilizzazione delle capacità di ricerca esistenti
in termini di creazione di valore economico o sociale, bassi livelli di attività
imprenditoriale, una scala delle risorse nei poli d'eccellenza insufficiente
per competere su scala mondiale e un eccessivo numero di ostacoli alla
collaborazione nell'ambito del triangolo della conoscenza dell'istruzione
superiore, della ricerca e delle imprese a livello europeo. 2. Motivazione e valore aggiunto per l'Unione Se l'Europa desidera competere su scala
internazionale, è necessario superare queste debolezze strutturali. Gli
elementi identificati in precedenza sono comuni a tutti gli Stati membri e
compromettono la capacità di innovazione dell'Unione nel suo insieme. L'IET intende affrontare questi problemi
incoraggiando cambiamenti strutturali nel panorama europeo dell'innovazione
attraverso uno stimolo all'integrazione dell'istruzione superiore, della
ricerca e dell'innovazione ai massimi livelli, in modo da creare nuovi ambienti
propizi all'innovazione, promuovendo e sostenendo una nuova generazione di
imprenditori. In tal modo, l'IET contribuirà pienamente al conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020, in particolare le iniziative faro "Unione
dell'innovazione" e "Youth on the Move". Integrare l'istruzione e l'imprenditorialità
con la ricerca e l'innovazione La caratteristica specifica dell'IET è
integrare istruzione e imprenditorialità con collegamenti con la ricerca e l'innovazione,
in un'unica catena dell'innovazione in tutta l'Unione e oltre. Logica imprenditoriale e approccio basato
sui risultati L'IET, per mezzo delle CCI, è coerente con la
logica imprenditoriale. Una forte leadership rappresenta un prerequisito:
ciascuna CCI è guidata da un amministratore delegato. I partner delle CCI sono
rappresentati da persone giuridiche individuali per consentire un processo
decisionale più efficiente. Le CCI sono tenute a produrre piani annuali di
gestione, comprensivi di un ambizioso portafoglio delle attività che spaziano
dall'istruzione alla creazione di imprese, con obiettivi ed elementi da fornire
chiari, miranti all'impatto sia sociale sia di mercato. Le attuali regole di
partecipazione, valutazione e controllo delle CCI consentono decisioni rapide
di tipo commerciale. Superare la
frammentazione con l'aiuto di partenariati integrati di lungo termine Le CCI dell'IET sono ventures
fortemente integrate di imprese, che riuniscono partecipanti provenienti dall'industria,
dall'istruzione superiore, dai centri di ricerca e tecnologici, rinomati per la
loro eccellenza. Le CCI consentono a partner di livello mondiale di unirsi in
nuove configurazioni transfrontaliere, ottimizzare le risorse esistenti e
spianare la via a nuove opportunità commerciali attraverso nuove catene di
valore in grado di far fronte a sfide su più vasta scala. Sviluppare il principale punto di forza
dell'innovazione europea: le persone di talento Il talento è una componente essenziale dell'innovazione.
L'IET favorisce le persone e le loro interazioni, ponendo studenti, ricercatori
e imprenditori al centro del suo modello di innovazione. L'IET crea una cultura
imprenditoriale, una cultura creativa e un'istruzione interdisciplinare per gli
individui di talento, per mezzo di master e dottorati propri, destinati a
diventare un marchio di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. In
tal modo, l'IET promuove fortemente la mobilità all'interno del triangolo della
conoscenza. 3. Le attività a grandi linee L'IET opera principalmente, ma non
esclusivamente, per mezzo della comunità della conoscenza e dell'innovazione
(CCI) nei campi delle sfide sociali di fondamentale importanza per futuro
comune dell'Europa. Mentre le CCI godono di un elevato grado di autonomia nel
definire le loro strategie e attività, vi è una serie di elementi innovativi
comuni a tutte le CCI. L'IET rafforza inoltre il suo impatto mettendo le
esperienze delle CCI a disposizione in tutta l'Unione e promuovendo attivamente
una nuova cultura della condivisione delle conoscenze. (a)
Trasferimento e applicazione delle attività di
istruzione superiore, ricerca e innovazione per la creazione di nuove imprese L'IET mira a sbloccare il potenziale innovativo
delle persone e sfruttarne le idee, indipendentemente dalla loro posizione
nella catena dell'innovazione. L'IET intende quindi inoltre contribuire ad
affrontare il "paradosso europeo", ossia che l'eccellente ricerca
esistente sia ben lungi dall'essere sfruttata appieno. In tal modo, l'IET
intende portare le idee verso il mercato. Principalmente attraverso le CCI e l'accento
sulla promozione dello spirito imprenditoriale si creeranno nuove opportunità
commerciali in forma di operazioni di start-up e spin-off ma anche all'interno
dell'industria esistente. (b)
La ricerca di punta incentrata sull'innovazione in
settori fondamentali per l'economia e la società. La strategia e le attività dell'IET sono guidate
da un'attenzione alle sfide sociali di fondamentale importanza per il futuro,
come i cambiamenti climatici o l'energia sostenibile. Affrontando le sfide
fondamentali per la società in modo globale, l'IET intende promuovere approcci
interdisciplinari e multidisciplinari e aiutare a concentrare gli sforzi di
ricerca dei partner delle CCI. (c)
Sviluppo di individui di talento, formati e dotati
di spirito imprenditoriale con l'aiuto dell'istruzione e della formazione L'IET integra pienamente l'istruzione e la
formazione in tutte le fasi della carriera e sviluppa curricola nuovi e
innovativi, che consentano di rispecchiare la necessità di nuovi profili
derivati dalle complesse problematiche sociali ed economiche. A tal fine, l'IET
ha un ruolo chiave nel promuovere il riconoscimento di nuovi diplomi e lauree
negli Stati membri. L'IET svolge, inoltre, un ruolo essenziale nella
messa a punto del concetto di spirito imprenditoriale tramite suoi programmi
educativi, che promuovono l'imprenditorialità in un contesto ad alta intensità
di conoscenza, sulla base della ricerca innovativa e contribuiscono a soluzioni
di un chiaro interesse per la società. (d)
Diffusione delle migliori pratiche e scambio di
conoscenze sistematico L'IET mira allo sviluppo di nuovi approcci in
materia di innovazione e a sviluppare una cultura comune dell'innovazione e del
trasferimento di conoscenze, tra l'altro attraverso la condivisione delle
diverse esperienze delle CCI attraverso vari meccanismi di diffusione, come una
piattaforma delle parti interessate e un sistema di borse. (e)
Dimensione internazionale L'IET agisce con la consapevolezza del contesto
globale in cui è chiamato a muoversi e aiuta a instaurare relazioni con i
principali partner internazionali. Ampliando i centri di eccellenza attraverso
le CCI e promuovendo nuove opportunità di studio, l'IET ha per obiettivo di
rendere l'Europa più attraente per i talenti provenienti dall'estero. (f)
Rafforzare un impatto di portata europea attraverso
un modello di finanziamento innovativo L'IET apporta un importante contributo agli
obiettivi fissati in Orizzonte 2020, in particolare affrontando le sfide
sociali in modo da integrare altre iniziative in questi campi. L'IET intende
sperimentare approcci nuovi e semplificati al finanziamento e alla gestione e
quindi svolgere un ruolo di capofila in un panorama europeo dell'innovazione.
Il suo approccio ai finanziamenti intende fondarsi solidamente su un forte
effetto di leva in grado di mobilitare fondi pubblici e privati. Intende
inoltre impiegare mezzi assolutamente nuovi per un sostegno mirato alle singole
attività mediante la Fondazione dell'IET. (g)
Collegare lo sviluppo regionale alle opportunità
europee Attraverso le CCI e i loro centri di collocazione
comune, nodi di eccellenza in grado di riunire l'insegnamento superiore, la
ricerca e le imprese partner in una dato zona geografica, l'IET sarà inoltre
legato alla politica regionale. In particolare, mira a garantire un miglior
collegamento fra gli istituti di istruzione superiore e la crescita e l'innovazione
a livello regionale, nel quadro di strategie di specializzazione intelligente
regionali e nazionali. In tal modo esso contribuisce agli obiettivi di politica
di coesione dell'Unione. ALLEGATO II
Ripartizione del bilancio La ripartizione
indicativa per Orizzonte 2020 è la seguente (in milioni di EUR): I Eccellenza scientifica, di cui: || 27 818 1. Consiglio europeo della ricerca || 15 008 2. Tecnologie emergenti e future || 3 505 3. Azioni Marie Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera || 6 503 4. Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) || 2 802 II Leadership industriale, di cui: || 20 280 1. Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali* || 15 580 di cui 500 per l'IET 2. Accesso al capitale di rischio || 4 000 3. L'innovazione nelle PMI || 700 III Sfide per la società, di cui: || 35 888 1. Salute, cambiamento demografico e benessere || 9 077 di cui 292 per l'IET 2. Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia || 4 694 di cui 150 per l'IET 3. Energia sicura, pulita ed efficiente || 6 537 di cui 210 per l'IET 4. Trasporti intelligenti, verdi e integrati || 7 690 di cui 247 per l'IET 5. Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime || 3 573 di cui 115 per l'IET 6. Società inclusive, innovative e sicure || 4 317 di cui 138 per l'IET Istituto europeo di innovazione e tecnologia (IET) || 1 542 + 1 652*** Azioni non nucleari del Centro comune di ricerca || 2 212 TOTALE || 87 740 * Compresi 8 975
milioni di EUR per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC),
dei quali 1 795 milioni di EUR per la fotonica, la microelettronica e la
nanoelettronica, 4 293 milioni di EUR per le nanotecnologie, i materiali
avanzati e la fabbricazione e trasformazione avanzate, 575 milioni di EUR per
le biotecnologie e 1 737 milioni di EUR per il settore spaziale. Di
conseguenza, 6 663 milioni di EUR saranno disponibili per le tecnologie
abilitanti fondamentali. ** Circa 1 131
milioni di EUR di tale importo possono essere destinati all'attuazione dei
progetti del Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (piano
SET). Circa un terzo di tale importo può essere destinato alle PMI. *** L'importo
complessivo sarà messo a disposizione mediante le assegnazioni disposte dall'articolo 6,
paragrafo 3. Il secondo stanziamento di 1 652 milioni di EUR sarà
messo a disposizione in proporzione dai bilanci delle Sfide per la società e
della Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali, su una base
indicativa e subordinatamente al riesame di cui all'articolo 26, paragrafo 1. SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA 1. CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 1.1. Titolo della proposta/iniziativa 1.2. Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB 1.3. Natura
della proposta/iniziativa 1.4. Obiettivi 1.5. Motivazione
della proposta/iniziativa 1.6. Durata
e incidenza finanziaria 1.7. Modalità
di gestione previste 2. MISURE DI GESTIONE 2.1. Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 2.2. Sistema
di gestione e di controllo 2.3. Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 3. INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 3.1. Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 3.2. Incidenza
prevista sulle spese 3.2.1. Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa 3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale 3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 3.3. Incidenza prevista sulle
entrate SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 1.1. Titolo della
proposta/iniziativa Il
programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 1.2. Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[40] - 08
– Ricerca e innovazione - 09
- Società dell'informazione e media - 02
- Imprese e industria - 05
- Agricoltura - 32
- Energia - 06
- Mobilità e trasporti - 15
- Istruzione e cultura - 07
- Ambiente e azione per il clima - 10
- Centro comune di ricerca 1.3. Natura della
proposta/iniziativa ý La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione ¨ La proposta/iniziativa riguarda una nuova
azione a seguito di un progetto pilota/un'azione preparatoria[41] ¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente ¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 1.4. Obiettivi 1.4.1. Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa Il
programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 ("Orizzonte
2020") contribuirà alla strategia Europa 2020, compreso il completamento
dello spazio europeo della ricerca, promuovendo una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva: -
Crescita intelligente: sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione
(attuazione dell'iniziativa faro "Unione dell'innovazione"). -
Crescita sostenibile: promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo
delle risorse, più verde e più competitiva. -
Crescita inclusiva: promuovere un'economia a elevata occupazione che garantisca
la coesione economica, sociale e territoriale. 1.4.2. Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate -
Parte I: priorità "Eccellenza scientifica" -
Parte II: priorità "Leadership industriale" -
Parte III: priorità "Sfide per la società" -
Parte IV: Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca -
Parte V: "Integrazione del triangolo della conoscenza" (Istituto
europeo di innovazione e tecnologia) Attività ABM/ABB interessate - 08
– Ricerca e innovazione - 09
- Società dell'informazione e media - 02
- Imprese e industria - 05
- Agricoltura - 32
- Energia - 06
- Mobilità e trasporti - 15
- Istruzione e cultura - 07
- Ambiente e azione per il clima - 10
- Centro comune di ricerca 1.4.3. Risultati e incidenza previsti Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati. Si
stima che entro il 2030 Orizzonte 2020 dovrebbe generare un aumento di 0,92%
del PIL, 1,37% delle esportazioni, -0,15% delle importazioni, e 0,40% dell'occupazione. Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 che accompagna la
presente proposta legislativa. 1.4.4. Indicatori
di risultato e di incidenza Precisare gli indicatori che permettono di
seguire la realizzazione della proposta/iniziativa. La seguente tabella specifica per gli obiettivi
generali e specifici di Orizzonte 2020 un numero limitato di indicatori chiave
per valutare i risultati e gli impatti. Altri
indicatori – compresi i nuovi – saranno usati per riflettere i vari tipi di
risultato e di impatto per le varie attività specifiche. Obiettivo
generale: Contribuire
al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e della
realizzazione dello Spazio europeo della ricerca -
Europa 2020 (obiettivo R&S del 3% del PIL) Attuale: 2,01%
del PIL (UE-27, 2009) Obiettivo: 3%
del PIL (2020) -
Indicatore di riferimento sull'innovazione - Europa 2020 Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: Notevole
peso delle imprese innovative a rapida crescita nell'economia Parte I: Priorità "Eccellenza scientifica" Obiettivi specifici * Consiglio
europeo della ricerca -
Quota di pubblicazioni derivanti da progetti finanziati dal CER che rientrano
tra l'1% più frequentemente citato Attuale: 0,8%
(pubblicazioni UE dal 2004 al 2006, citate fino al 2008) Obiettivo: 1,6%
(pubblicazioni CER 2014 - 2020) -
Numero di misure di politica istituzionale e politica nazionale/regionale
ispirate dai finanziamenti del CER Attuale: 20
(stima 2007 – 2013) Obiettivo: 100
(2014 – 2020) * Tecnologie
emergenti e future -
Pubblicazioni su riviste a elevato impatto oggetto di esame inter pares Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 25
pubblicazioni per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 - 2020) -
Domande di brevetto nel settore delle tecnologie emergenti e future Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 1
domanda di brevetto per 10 milioni di euro di finanziamento (2014-2020) *Azioni
Marie Curie in materia di competenze, formazione e sviluppo della carriera -
Circolazione intersettoriale e transnazionale di ricercatori, ivi compresi i
dottorandi Attuale: 50 000,
circa il 20% dei dottorandi (2007 - 2013) Obiettivo: 65 000,
circa il 40% dei dottorandi (2014 - 2020) * Infrastrutture
di ricerca europee (comprese le eInfrastrutture) -
Infrastrutture di ricerca che sono rese accessibili a tutti i ricercatori in
Europa e al di fuori di essa grazie al sostegno dell'Unione Attuale: 650
(2012) Obiettivo: 1000
(2020) Parte II: Priorità "Leadership industriale" Obiettivi specifici *Leadership nel settore delle tecnologie abilitanti e industriali (TIC, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione
avanzata e spazio) -
Domande di brevetto ottenute nelle varie tecnologie abilitanti e industriali Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 3
domande di brevetto per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 – 2020) -Accesso
al capitale di rischio -
Investimenti complessivi mobilitati sotto forma di finanziamenti mediante
cessione di crediti e investimenti in capitale di rischio Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 100
milioni di euro di investimenti totali per ogni 10 milioni di euro di
contributo dell'Unione (2014 - 2020) * Innovazione
nelle PMI -
Quota di PMI partecipanti che introducono innovazioni che costituiscono novità
per l'impresa o il mercato (periodo del progetto più tre anni) Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 50% Parte III: Priorità "Sfide per la società" Obiettivi specifici Per
ciascuna delle sfide, i progressi sono valutati tenendo presente il contributo
ai seguenti obiettivi specifici, illustrati nell'allegato I di Orizzonte 2020
insieme alla descrizione dei progressi significativi necessari per il
conseguimento delle sfide e degli indicatori pertinenti per le politiche: -
Migliorare la salute e il benessere di tutti lungo tutto l'arco della vita. -
Garantire approvvigionamenti sufficienti di prodotti alimentari sicuri e di
elevata qualità e altri bioprodotti, sviluppando sistemi di produzione primaria
produttivi ed efficienti sul piano delle risorse, incentivando i servizi
ecosistemici, parallelamente a catene di approvvigionamento competitive a basse
emissioni di carbonio. -
Compiere la transizione verso un sistema energetico, sostenibile e competitivo,
di fronte alla penuria crescente di risorse, al fabbisogno crescente di energia
e ai cambiamenti climatici. -
Realizzare un sistema di trasporto europeo efficiente sotto il profilo delle
risorse, rispettoso dell'ambiente, sicuro e senza soluzione di continuità a
vantaggio dei cittadini, dell'economia o della società. -
Conseguire un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e resistente
ai cambiamenti climatici e un approvvigionamento sostenibile di materie prime
che risponda alle esigenze della crescita demografica mondiale, entro i limiti
sostenibili delle risorse naturali del pianeta. -
Promuovere società europee inclusive, innovative e sicure in un contesto di
trasformazioni senza precedenti e crescenti interdipendenze mondiali. Ulteriori
indicatori di prestazione sono: - Pubblicazioni oggetto di valutazione inter pares su
riviste a elevato impatto nel settore delle varie "Sfide per la società" Attuale: Nuovo
approccio (per il 7° PQ (2007-2010), 8 149 pubblicazioni in totale - cifra
preliminare) Obiettivo: In
media, 20 pubblicazioni per 10 milioni di euro di finanziamento
(2014 – 2020) -
Domande di brevetto nel settore delle diverse "Sfide per la società" Attuale: 153 (programma Cooperazione del 7° PQ 2007-2010,
cifre preliminari) Obiettivo: In
media, 2 domande di brevetto per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 – 2020) -
Numero di atti legislativi dell'Unione relativi alle attività sostenute nel
settore delle varie "Sfide per la società" Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: In
media, 1 pubblicazione per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 – 2020) Parte IV: Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca Apportare
alle politiche dell'Unione un sostegno scientifico e tecnico orientato ai
clienti -
Numero di occorrenze di impatti specifici tangibili sulle politiche europee
derivanti dal sostegno strategico scientifico e tecnico fornito dal Centro
comune di ricerca Attuale: 175
(2010) Obiettivo: 230
(2020) -
Numero di pubblicazioni soggetto a esami Attuale: 430
(2010) Obiettivo: 500
(2020) Parte V: "Integrazione del triangolo della
conoscenza" (Istituto europeo di innovazione e tecnologia) -
Organizzazioni di università, imprese e organizzazioni di ricerca integrate
nelle Comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 540
(2020) -
Collaborazione nell'ambito del triangolo della conoscenza finalizzata allo
sviluppo di prodotti e processi innovativi Attuale: Nuovo
approccio Obiettivo: 600
start-up e spin-off create da studenti/ricercatori/docenti di ruolo delle CCI;
6 000 innovazioni sviluppate da studenti/ricercatori/professori delle CCI
presso imprese esistenti 1.5. Motivazione della
proposta/iniziativa 1.5.1. Necessità da coprire nel breve
e lungo termine -
Migliorare il contributo della ricerca e dell'innovazione alla soluzione delle
principali sfide per la società. -
Incentivare la competitività industriale dell'Europa promuovendo la leadership
tecnologica e portando le idee valide fino al mercato. -
Rafforzare la base scientifica europea. -
Realizzare lo Spazio europeo della ricerca e rafforzarne l'efficacia (obiettivi
trasversali). Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 ("VI") che
accompagna la presente proposta legislativa. 1.5.2. Valore aggiunto dell'intervento
dell'Unione europea Si
configura un caso evidente di intervento pubblico per affrontare i problemi
delineati al punto 1.5.1. I mercati, da soli, non consentiranno di ottenere la
leadership europea nel nuovo paradigma tecnoeconomico. L'intervento pubblico su
vasta scala, tramite sia a livello di domanda che di offerta, sarà necessario
per ovviare alle disfunzioni del mercato connesse agli sviluppi sistemici nelle
tecnologie di base. Tuttavia,
gli Stati membri da soli non saranno in grado di effettuare l'intervento
pubblico necessario. I loro investimenti nella ricerca e nell'innovazione sono
comparativamente ridotti, sono frammentati e soffrono di inefficienze - un
ostacolo decisivo quando si tratta di cambiamenti dei paradigmi tecnologici. È
difficile per gli Stati membri da soli accelerare lo sviluppo tecnologico in
una gamma sufficientemente ampia di tecnologie o porre rimedio alla mancanza di
coordinamento transnazionale. Come
evidenziato nella proposta concernente il prossimo quadro finanziario
pluriennale, l'Unione è in buona posizione per apportare un valore aggiunto
mediante la realizzazione di investimenti su vasta scala nella ricerca di
frontiera puramente teorica (detta "blue sky"), nella R&S
applicata mirata, e nell'istruzione, formazione e infrastrutture associate che
contribuiranno a rafforzare le nostre prestazioni in materia di R&S
tematica e di tecnologie abilitanti; sostenendo gli sforzi delle imprese per
valorizzare i risultati della ricerca e trasformarli in prodotti, processi e
servizi commercializzabili; e stimolando la diffusione di queste innovazioni
Una serie di azioni transfrontaliere - in materia di coordinamento dei
finanziamenti nazionali della ricerca, concorrenza a livello dell'Unione per il
finanziamento della ricerca, mobilità e formazione dei ricercatori,
coordinamento delle infrastrutture di ricerca, ricerca di tipo collaborativo
transnazionale e innovazione e sostegno all'innovazione - sono organizzate nel
modo più efficiente ed efficace a livello europeo. Le valutazioni ex post
hanno dimostrato in modo convincente che i programmi di ricerca e innovazione
dell'Unione sostengono la ricerca e altre attività che rivestono una grande
importanza strategica per i partecipanti e che, in assenza del sostegno dell'Unione,
semplicemente non esisterebbero. In altri termini, non esistono alternative al
sostegno a livello unionale. I
riscontri ottenuti dimostrano inoltre il valore aggiunto europeo delle azioni
di sostegno alla politica, derivante dall'associazione di conoscenze ed
esperienze da contesti diversi, dal sostegno ai confronti tra paesi in materia
di strumenti ed esperienze strategici dell'innovazione e dalla possibilità di
individuare, sperimentare e promuovere le migliori pratiche provenienti da un'area
geografica il più estesa possibile. Le
azioni dirette del Centro comune di ricerca (di seguito "CCR")
assicurano un valore aggiunto europeo per la loro dimensione europea unica.
Permettono di rispondere alle esigenze della Commissione di disporre di un
accesso "interno" a dati scientifici indipendenti dagli interessi
nazionali e privati o ancora apportano vantaggi diretti per i cittadini dell'Unione
mediante i loro contributi a politiche che consentono di migliorare le
condizioni economiche, ambientali e sociali. Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 ("VI") che
accompagna la presente proposta legislativa. 1.5.3. Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe Il
programma si basa sull'esperienza accumulata nell'ambito dei precedenti
programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (PQ), del programma
Competitività e innovazione (PCI) e dell'Istituto europeo di innovazione e
tecnologia(IET). Nel
corso di un periodo che si estende su diversi decenni, i programmi dell'Unione: -
sono riusciti a coinvolgere i migliori ricercatori e istituti d'Europa, -
hanno prodotto effetti strutturanti su larga scala, impatti scientifici,
tecnologici e in termini di innovazione, vantaggi microeconomici e, a valle,
macroeconomici, sociali e ambientali per tutti gli Stati membri. Insieme
ai successi, vi sono importanti insegnamenti da trarre dal passato: -
la ricerca, l'innovazione e l'istruzione dovrebbero essere affrontati in modo
più coordinato; -
i risultati della ricerca dovrebbero essere diffusi meglio e valorizzati in
nuovi prodotti, processi e servizi; -
la logica d'intervento dovrebbe essere più mirata, concreta, dettagliata e
trasparente; -
l'accesso ai programmi dovrebbe essere migliorato e occorrerebbe potenziare la
partecipazione delle start-up, delle PMI, dell'industria, degli Stati membri
meno efficienti e dei paesi terzi; -
occorre rafforzare il controllo e la valutazione del programma. In
alcune relazioni di valutazione recenti le raccomandazioni per le azioni
dirette diretti rilevano che il CCR può -
promuovere una maggiore integrazione della produzione di conoscenze nell'Unione; -
introdurre analisi di impatto e studi costi/benefici relativi a determinati
lavori; - intensificare
la cooperazione con l'industria, al fine di rafforzare gli effetti a vantaggio
della competitività dell'economia europea. Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 ("VI") che
accompagna la presente proposta legislativa. 1.5.4. Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti Nel
quadro della realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020, saranno
istituite e sviluppate sinergie con gli altri programmi dell'Unione, come il
Quadro strategico comune per la coesione economica, sociale e territoriale e
con il programma per la competitività e le PMI. 1.6. Durata e incidenza
finanziaria ý Proposta/iniziativa di durata limitata –
ý Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall'1.1.2014 fino al 31.12.2020 –
ý Incidenza finanziaria dal 2014 al 2026 ¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata –
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA, –
seguito da un funzionamento a pieno ritmo. 1.7. Modalità di gestione prevista[42] ý Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione ý Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a: –
ý agenzie esecutive –
ý organismi creati dalle Comunità[43] –
ý organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico –
¨ persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario ¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri ¨ Gestione decentrata
con paesi terzi ý Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali, compresa l'Agenzia spaziale europea Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni". Osservazioni: La
Commissione intende utilizzare una gamma di modalità di gestione per realizzare
questa attività, basandosi sulle modalità di gestione utilizzate nell'ambito
delle prospettive finanziarie attuali. Tali modalità di gestione comprendono la
gestione centralizzata e la gestione congiunta. La
gestione avverrà per il tramite dei servizi della Commissione, attraverso le
agenzie esecutive esistenti della Commissione previ rinnovamento e proroga
equilibrati dei loro mandati, e mediante altri organismi esterni quali i
soggetti costituiti ai sensi dell'articolo 187 (per esempio le imprese
comuni, dotate di un nuovo mandato dopo la valutazione, o da istituire nel
contesto delle "Sfide per la società") e dell'articolo 185 (programmi
avviati congiuntamente da diversi Stati membri, cui partecipano gli organismi
pubblici nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblico) del trattato di
Lisbona nonché attraverso l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e
strumenti finanziari. Le
attività già esternalizzate nell'ambito delle prospettive finanziarie attuali
(per esempio la ricerca di frontiera, le azioni Marie Curie, le azioni a favore
delle PMI e le Comunità della conoscenza e dell'innovazione) che proseguiranno
nell'ambito di Orizzonte 2020, saranno attuate mantenendo l'attuale forma di
esternalizzazione. Questo potrebbe richiedere un approfondimento della
specializzazione e una semplificazione delle gestione dei rispettivi organismi
esternalizzati, portandoli ad una dimensione operativa analoga. È
prevista l'esternalizzazione di ulteriori attività di Orizzonte 2020, in
particolare ricorrendo alle agenzie esecutive esistenti della Commissione,
nella misura in cui ciò sia compatibile con il mantenimento della competenze
sulle principali politiche in seno ai servizi della Commissione. I mezzi di
esternalizzazione selezionati per l'esecuzione di queste attività saranno
selezionati in base alla loro comprovata efficacia ed efficienza. Nello stesso
tempo, il personale assegnato alle agenzie esecutive della Commissione dovrà
aumentare in proporzione alla parte di bilancio corrispondente alle attività
esternalizzate e tenendo conto dell'impegno in termini di personale assunto
dalla Commissione ("Un bilancio per l'Europa 2020", COM(2011) 500). Qualora
si ottengano fondi supplementari, l'Agenzia spaziale europea può essere
coinvolta nell'attuazione delle attività spaziali di Orizzonte 2020. 2. MISURE DI GESTIONE Semplificazione Il
programma Orizzonte 2020 deve attirare i migliori ricercatori e le imprese
europee più innovative. Ciò può essere conseguito solo con un programma che
prevede oneri amministrativi ridotti al minimo per i partecipanti e con
adeguate condizioni di finanziamento. La semplificazione nel programma
Orizzonte 2020 riguarderà tre obiettivi generali: ridurre i costi
amministrativi dei partecipanti; accelerare tutti i processi di gestione delle
proposte e delle sovvenzioni e ridurre il tasso di errori finanziari. Inoltre,
la semplificazione del finanziamento della ricerca e dell'innovazione deriverà
anche dalla revisione del regolamento finanziario (per es. conti non fruttiferi
per i prefinanziamenti, IVA rimborsabile, limitazione dell'estrapolazione di
errori sistematici). La
semplificazione del programma Orizzonte 2020 sarà realizzata sotto diversi
aspetti. La
semplificazione strutturale è garantita da -
l'integrazione di tutti gli strumenti di finanziamento relativi alla ricerca e
all'innovazione (EIT, CIP, PQ) nel programma Orizzonte 2020 e dal suo programma
specifico; -
un unico programma specifico di attuazione di Orizzonte 2020; -
un insieme unico di regole di partecipazione per tutti i componenti di
Orizzonte 2020. Una
notevole semplificazione delle regole di finanziamento agevolerà la
preparazione delle proposte e la gestione dei progetti. Parallelamente
diminuirà il numero di errori finanziari. Si propone la seguente impostazione: Principale
modello di finanziamento per le sovvenzioni: -
rimborso semplificato dei costi diretti effettivi, con un'accettazione più
diffusa delle pratiche contabili abituali dei beneficiari, compresa l'ammissibilità
di talune imposte e tasse; -
possibilità di utilizzare costi unitari del personale (costi medi del
personale), per i beneficiari che utilizzano abitualmente questo sistema
contabile, e per i proprietari di PMI che non percepiscono uno stipendio; -
semplificazione della registrazione del tempo di lavoro definendo un insieme
chiaro e semplice di condizioni minime, in particolare eliminazione degli
obblighi di registrazione per il personale che lavora esclusivamente per un
progetto dell'Unione; -
tasso di rimborso unico per tutti i partecipanti invece di 3 diverse aliquote
per tipo di partecipante; -
tasso forfettario unico per i costi indiretti come regola generale, invece di 4
metodi di calcolo dei costi indiretti; -
prosecuzione del sistema di costi unitari e di tassi forfettari per le azioni
di mobilità e formazione (Marie Curie); Finanziamento
basato sui risultati con importi forfettari per interi progetti in settori
specifici. Una strategia di controllo riveduta, come indicato al punto 2.2.2, che garantisce un nuovo equilibrio tra fiducia e controllo, ridurrà
ulteriormente gli oneri amministrativi per i partecipanti. Al
di là della semplificazione delle norme e dei controlli, tutte le procedure
e i processi per l'attuazione dei progetti saranno razionalizzati. Ciò
include disposizioni dettagliate sul contenuto e la forma delle proposte,
processi per trasformare le proposte in progetti, disposizioni applicabili in
materia di rendicontazione e controllo, nonché i relativi documenti di
orientamento e i servizi di supporto. Un importante contributo alla riduzione
dei costi amministrativi di partecipazione verrà da una piattaforma IT di
agevole uso, basata sul portale dei partecipanti del Settimo programma quadro
di R&S dell'Unione per attività di ricerca e sviluppo (2007-2013) (nel
seguito "7° PQ"). 2.1. Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni Sarà
sviluppato un nuovo sistema per la valutazione e il monitoraggio delle azioni
indirette di Orizzonte 2020. Si baserà su una strategia globale, tempestiva e
armonizzata, fortemente incentrata su volume, rendimento, risultati e impatti.
Il sistema si avvarrà di un archivio di dati pertinenti, di esperti, di un'attività
di ricerca specifica, e di una maggiore cooperazione con gli Stati membri e gli
Stati associati, e sarà valorizzato mediante un'adeguata diffusione e
comunicazione. Per le azioni dirette, il CCR continuerà a migliorare il
controllo adeguando ulteriormente i suoi indicatori che misurano i risultati e
l'impatto. Il
sistema conterrà informazioni sui temi trasversali come la sostenibilità e i
cambiamenti climatici. Le spese legate ai cambiamenti climatici saranno
calcolate secondo il sistema di ricerca basato sui cosiddetti "marker di
Rio". 2.2. Sistema di gestione e di
controllo Un
limite di errore del 2% è stato adottato come indicatore principale in materia
di legittimità e regolarità nel settore delle sovvenzioni di ricerca. Tuttavia,
ciò ha provocato alcuni effetti collaterali indesiderati o imprevisti. Secondo
i beneficiari e le autorità legislative, l'onere dei controlli è diventato
decisamente eccessivo. Si rischia di indebolire l'attrattiva dei programmi di
ricerca dell'Unione, incidendo negativamente sulla ricerca e l'innovazione dell'Unione. Il
Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 ha concluso che "è essenziale che
gli strumenti dell'UE volti a promuovere l'RSI, siano semplificati al fine di
agevolare la loro adozione da parte dei migliori scienziati e delle imprese più
innovative, in particolare concordando fra le pertinenti istituzioni un nuovo
equilibrio fra fiducia e controllo e fra assunzione e limitazione dei rischi»
(vedasi EUCO 2/1/11, REV1, Bruxelles, 8 marzo 2011). Il
Parlamento europeo, nella sua risoluzione dell'11 novembre 2010 (P7_TA (2010) 0401)
sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca si
esprime a favore di un rischio di errore più elevato per il finanziamento della
ricerca e "esprime preoccupazione per il fatto che il sistema e le
pratiche attuali di gestione del 7° PQ sono eccessivamente orientati ai
controlli, con conseguente spreco di risorse, scarsa partecipazione e scenari
di ricerca meno interessanti; osserva con preoccupazione che l'attuale sistema
di gestione senza alcuna tolleranza al rischio sembra evitare piuttosto che
gestire i rischi". Il
forte aumento del numero di audit e la successiva estrapolazione dei risultati
hanno inoltre provocato una serie di proteste da parte del mondo della ricerca
(per esempio l'iniziativa "Trust Researchers"[44]che finora ha raccolto oltre 13
800 firme). Si
registra dunque un consenso, tra le parti interessate e le istituzioni, sul
fatto che l'attuale approccio deve essere riesaminato. Occorrerebbe tenere
conto anche di altri obiettivi e interessi, in particolare il successo della
politica di ricerca, la competitività internazionale e l'eccellenza
scientifica. Allo stesso tempo, occorre assolutamente gestire il bilancio in
modo efficace ed effettivo e prevenire le frodi e gli sprechi. Queste sono le
sfide per il programma Orizzonte 2020. Resta
l'obiettivo ultimo della Commissione di giungere a un tasso di errore residuo
inferiore al 2% della spesa totale per l'intera durata del programma. A tal
fine, la Commissione ha introdotto una serie di misure di semplificazione.
Tuttavia, occorre tenere conto di altri obiettivi, come l'attrattività e il
successo della politica di ricerca dell'UE, la competitività internazionale, l'eccellenza
scientifica e in particolare i costi dei controlli (vedasi punto 2.2.2). Alla
luce di questi elementi si propone che le direzioni generali incaricate dell'esecuzione
del bilancio di ricerca e innovazione mettano a punto un sistema di controllo
interno efficace rispetto ai costi che offra ragionevoli garanzie che il
rischio di errore nel corso del periodo pluriennale di spesa, su base annua, si
assesti tra il 2 e il 5%, allo scopo ultimo di giungere ad un livello di errore
residuo il più possibile vicino al 2% al termine dei programmi pluriennali,
dopo aver tenuto conto dell'impatto finanziario di tutti gli audit e delle
misure correttive e di recupero. 2.2.1. Quadro di controllo interno Il
quadro di controllo interno per le sovvenzioni si basa su: -
l'attuazione delle norme di controllo interno della Commissione; - le
procedure di selezione dei progetti migliori e loro traduzione in strumenti
giuridici; -
gestione del progetto e del contratto per tutta la durata di vita di ogni
progetto; -
controlli ex ante sul 100% delle dichiarazioni, compresa la ricezione dei certificati
di audit e la certificazione ex ante delle metodologie di costo; -
audit ex post su un campione di dichiarazioni; -
e valutazione scientifica dei risultati del progetto. Per
le azioni dirette, i circuiti finanziari comportano verifiche ex ante in materia
di appalti e controlli ex-post. I rischi sono valutati ogni anno e i progressi
nell'esecuzione del lavoro e il consumo di risorse sono controllati
regolarmente, sulla base di obiettivi e indicatori definiti. 2.2.2. Costi e benefici dei controlli Il
costo del sistema di controllo interno per le direzioni generali incaricate
dell'esecuzione del bilancio per la ricerca e l'innovazione è stimato a 267
milioni di euro l'anno (sulla base dell'esercizio 2009 sul rischio tollerabile
di errore). Ciò ha determinato anche un notevole onere per i beneficiari e i
servizi della Commissione. 43%
dei costi complessivi dei controlli per i servizi della Commissione (ad
esclusione dei costi per il beneficiario) sono sostenuti nella fase di gestione
dei progetti, 18% nel corso della selezione delle proposte, e 16% nella fase di
negoziazione dei contratti. Gli audit ex post e il loro follow-up
rappresentano 23% (61 milioni di euro) del totale. Tuttavia,
questo importante sforzo di controllo non è riuscito a conseguire pienamente il
suo obiettivo. Il tasso di errore "residuo" stimato per il 6° PQ,
tenuto conto di tutti i recuperi e le rettifiche che sono stati o saranno
effettuati, resta superiore al 2%. L'attuale tasso di errore risultante dagli
audit del 7° PQ effettuati dalla Direzione generale della ricerca e innovazione
è del 5% circa, e malgrado la riduzione prevista determinata dagli audit, e il
fatto che sia leggermente distorto poiché incentrato su beneficiari che non
erano stati in precedenza oggetto di audit, è improbabile che l'errore residuo
del 2% sia raggiunto. Il tasso di errore rilevato dalla Corte dei conti europea
è simile. 2.2.3. Livello previsto di rischio di
inadempimento Il
punto di partenza è il mantenimento dello statu quo, sulla base di audit
effettuati nell'ambito del 7° PQ. Questo tasso di errore rappresentativo
preliminare è prossimo al 5% (per la Direzione generale della ricerca e dell'innovazione).
La maggior parte degli errori rilevati è dovuta al fatto che l'attuale sistema
di finanziamento delle attività di ricerca è basato sul rimborso dei costi
effettivi del progetto di ricerca dichiarati dal partecipante. Questo rende
molto complessa la valutazione dei costi ammissibili. Un'analisi
dei tassi di errore effettuata per gli audit del 7° PQ finora eseguiti nella
Direzione generale ricerca e innovazione evidenzia che: -
circa il 27%, in numero, e 35% in valore, degli errori riguarda l'imputazione
dei costi del personale. I problemi ricorrenti sono l'imputazione di costi medi
o costi iscritti in bilancio (anziché dei costi effettivi), assenza di adeguata
registrazione delle ore di lavoro dedicate al programma, imputazione di voci
non ammissibili; -
circa il 40% in numero, e il 37% in valore, degli errori riguarda gli altri
costi diretti (ad eccezione di quelli per il personale). I problemi ricorrenti
sono l'inclusione dell'IVA, l'assenza di un nesso chiaro con il progetto,
mancata presentazione delle prove di pagamento e delle fatture o il calcolo
errato dell'ammortamento (imputazione dell'intero costo delle apparecchiature
anziché dell'importo ammortizzato), subappalti senza previa autorizzazione
oppure senza rispettare le norme in materia di rapporto qualità/prezzo ecc.; Circa
il 33% in numero e 28% in valore, degli errori riguarda i costi indiretti. I
rischi sono uguali a quelli rilevati per le spese personale, cui si aggiunge
più il rischio di una assegnazione errata o iniqua delle spese generali ai
progetti dell'Unione. In
alcuni casi, i costi indiretti sono una percentuale forfettaria dei costi diretti,
e quindi l'errore nei costi indiretti è proporzionale all'errore nei costi
diretti. Orizzonte
2020 introduce un numero significativo di importanti misure di semplificazione
(vedasi punto 2 supra) suscettibili di ridurre il tasso di errore in
tutte le categorie di errore. Tuttavia, la consultazione delle parti
interessate e delle istituzioni circa un'ulteriore semplificazione e la
valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 indicano chiaramente che il
mantenimento di un modello di finanziamento basato sul rimborso dei costi
effettivi rimane l'opzione preferita. Il ricorso sistematico ai finanziamenti
in funzione dei risultati, ai tassi forfettari o agli importi forfettari sembra
prematuro in questa fase poiché si tratta di un sistema che non è stato testato
nell'ambito di programmi precedenti. Mantenere un sistema basato sul rimborso
dei costi effettivi non significa tuttavia che gli errori continueranno a
verificarsi. Un'analisi
degli errori individuati nel corso di audit del 7° PQ indica che circa il 25‑35%
di essi potrebbero essere evitati con le misure di semplificazione proposte. Il
tasso di errore potrebbe diminuire dell'1,5%, passando da quasi 5% a circa 3,5%,
una cifra menzionata nella comunicazione della Commissione come il punto di
giusto equilibrio tra i costi amministrativi dei controlli e il rischio di
errore. La
Commissione ritiene pertanto che, per le spese di ricerca nell'ambito di
Orizzonte 2020, un rischio di errore compreso fra 2 e 5% su base annua,
sia un obiettivo realistico tenendo conto dei costi dei controlli e delle
misure di semplificazione proposte per ridurre la complessità delle regole e i
relativi rischi associati al rimborso dei costi del progetto di ricerca. L'obiettivo
ultimo per il livello residuo di rischio alla chiusura dei programmi, dopo aver
tenuto conto dell'impatto finanziario di tutti gli audit, delle misure
correttive e di recupero, è giungere ad un livello il più possibile vicino al 2%. La
strategia di audit ex post per le spese nell'ambito di Orizzonte 2020 tiene
conto di tale obiettivo. Si baserà sull'audit finanziario di un unico campione
rappresentativo di spese per l'intero programma, accompagnato da un campione
compilato sulla base di considerazioni sui rischi. Il
numero totale di audit ex post sarà limitato a quanto strettamente necessario
per il raggiungimento di tale obiettivo e l'attuazione della strategia. La governance
delle attività di audit ex post permetterà di ridurre al minimo l'onere degli
audit per i partecipanti. A titolo indicativo, la Commissione ritiene che al
massimo 7% dei partecipanti a Orizzonte 2020 sarebbero soggetti ad un audit nel
corso dell'intero periodo di programmazione. L'esperienza del passato dimostra
che le spese oggetto di audit sarebbero considerevolmente superiori. La
strategia sugli audit ex-post per quanto riguarda la legittimità e la
regolarità delle operazioni sarà integrata da una valutazione scientifica
rafforzata e dalla strategia antifrode (vedasi punto 2.3). Tale
scenario si basa sull'ipotesi che le misure di semplificazione non siano
soggette a modifiche sostanziali nel processo decisionale. Nota:
la presente sezione riguarda soltanto il processo di gestione delle
sovvenzioni; per le spese amministrative e operative nell'ambito delle
procedure di appalti pubblici si applica 2% come limite massimo di rischio di
errore tollerabile. 2.3. Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità Le
direzioni generali incaricate dell'esecuzione del bilancio di ricerca e
innovazione sono fermamente intenzionate a lottare contro le frodi in tutte le
fasi del processo di gestione delle sovvenzioni. Hanno messo a punto e stanno
attuando strategie antifrode, compreso un uso rafforzato dell'intelligence,
soprattutto attraverso strumenti IT avanzati e la formazione e informazione del
personale. Per scoraggiare le frodi sono state stabilite sanzioni nonché penali
adeguate in caso di frode comprovata. Questo impegno proseguirà. Le proposte
per Orizzonte 2020 sono state sottoposte a un esame di "impermeabilità
alle frodi" e a una valutazione d'impatto. Nel complesso, le misure
proposte dovrebbero avere un'incidenza positiva sulla lotta contro la frode, in
particolare la maggiore importanza attribuita agli audit basati sul rischio e
la valutazione scientifica e il controllo rafforzati. Va
sottolineato che le frodi individuate sono state molto poche rispetto al totale
delle spese, tuttavia le direzioni generali responsabili dell'esecuzione del
bilancio per la ricerca sono determinate a combatterle. La
Commissione adotta provvedimenti opportuni volti a garantire che, quando sono
realizzate azioni finanziate nel quadro del presente regolamento, gli interessi
finanziari dell'Unione europea siano tutelati mediante l'applicazione di misure
preventive contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita,
controlli efficaci e, ove fossero rilevate irregolarità, il recupero delle
somme indebitamente versate e, se del caso, sanzioni efficaci, proporzionate e
dissuasive. La
Commissione o i suoi rappresentanti e la Corte dei conti hanno la facoltà di sottoporre
ad audit, sulla base di documenti e con verifiche sul posto, tutti i
beneficiari di sovvenzioni, i contraenti e i subcontraenti che hanno ottenuto
fondi dell'Unione nell'ambito del programma. L'Ufficio
europeo per la lotta antifrode (OLAF) è autorizzato a effettuare controlli e
verifiche presso gli operatori economici interessati direttamente o
indirettamente da un finanziamento di questo tipo, secondo le procedure
stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, per accertare casi di
frode, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari
dell'Unione europea in relazione a una convenzione o decisione di sovvenzione o
a un contratto avente per oggetto un finanziamento dell'Unione Fatti
salvi i commi precedenti, le decisioni, gli accordi di cooperazione con paesi
terzi e organizzazioni internazionali, le convenzioni e decisioni di
sovvenzione e i contratti risultanti dall'applicazione del presente regolamento
autorizzano espressamente la Commissione, la Corte dei conti e l'OLAF a
svolgere tali audit, controlli e verifiche sul posto. 3. INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 3.1. Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate · Linee di bilancio di spesa esistenti (non pertinente) Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio. Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione Numero [Denominazione…...………………………] || SD/SND [45] || di paesi EFTA[46] || di paesi candidati[47] || di paesi terzi || Ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario || [XX.YY.YY.YY] || SD/SND || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No · Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione Secondo l'ordine delle rubriche del quadro
finanziario pluriennale e delle linee di bilancio. Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione Numero [Rubrica 1 – Crescita intelligente e inclusiva] || SD/SND || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario || Spese amministrative Ricerca indiretta: XX 01 05 01 Spese relative al personale di ricerca XX 01 05 02 Personale esterno di ricerca XX 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca Ricerca diretta: 10 01 05 01 Spese relative al personale di ricerca 10 01 05 02 Personale esterno di ricerca 10 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca 10 01 05 04 Altre spese per grandi infrastrutture di ricerca[48] || SND || SÌ || SÌ || SÌ || SÌ || Spese operative XX 02 01 01 Azioni orizzontali Eccellenza scientifica 08 02 02 01 Consiglio europeo della ricerca 15 02 02 00 Azioni Marie Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera 08 02 02 02 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) 09 02 02 01 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) 08 02 02 03 Tecnologie emergenti e future 09 02 02 02 Tecnologie emergenti e future Leadership industriale 08 02 03 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 09 02 03 00 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 02 02 02 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 08 02 03 02 Accesso al capitale di rischio 02 02 02 02 Accesso al capitale di rischio 08 02 03 03 Innovazione nelle PMI 02 02 02 03 Innovazione nelle PMI Sfide sociali 08 02 04 01 Salute, cambiamento demografico e benessere 08 02 04 02 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia 05 02 01 00 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia 08 02 04 03 Energia sicura, pulita ed efficiente 32 02 02 00 Energia sicura, pulita ed efficiente 08 02 04 04 Trasporti intelligenti, verdi e integrati 06 02 02 00 Trasporti intelligenti, verdi e integrati 08 02 04 05 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 07 02 02 00 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 02 02 03 01 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 08 02 04 06 Società inclusive, innovative e sicure 02 02 03 02 Società inclusive, innovative e sicure 09 02 04 00 Società inclusive, innovative e sicure 15 02 03 00 Istituto europeo di innovazione e tecnologia 10 02 01 00 Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca || SD || SÌ || SÌ || SÌ || SÌ 3.2. Incidenza prevista sulle
spese 3.2.1. Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese Mio EUR (al terzo decimale) Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || [Rubrica 1 – Crescita intelligente e inclusiva] DG: Ricerca e innovazione / Società dell'informazione e media / Istruzione e cultura / Imprese e industria / Energia / Mobilità e trasporti / Agricoltura e sviluppo rurale / Centro comune di ricerca - ricerca diretta / Ambiente || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || ≥2021 || TOTALE Stanziamenti operativi || Azioni orizzontali XX 02 01 01 || Impegni || (1a) || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || Pagamenti || (2a) || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || 08 02 02 01 Consiglio europeo della ricerca || Impegni || (1b) || 1640,417 || 1753,575 || 1879,819 || 2009,349 || 2144,525 || 2284,826 || 2427,130 || || 14139,641 Pagamenti || (2b) || 204,154 || 1055,485 || 1335,717 || 1661,563 || 1868,955 || 2063,161 || 2199,449 || 3751,158 || 14139,641 08 02 02 02 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) || Impegni || (1c) || 199,794 || 211,723 || 225,177 || 238,964 || 253,364 || 268,311 || 283,451 || || 1680,784 Pagamenti || (2c) || 24,865 || 128,015 || 161,107 || 199,448 || 223,066 || 244,699 || 259,212 || 440,372 || 1680,784 08 02 02 03 Tecnologie emergenti e future** 09 02 02 02 Tecnologie emergenti e future** || Impegni || (1d) || 283,318 || 300,310 || 320,217 || 469,448 || 606,917 || 642,722 || 678,989 || || 3301,921 Pagamenti || (2d) || 48,847 || 251,487 || 316,496 || 391,819 || 438,217 || 480,715 || 509,225 || 865,115 || 3301,921 08 02 03 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1e) || 545,193 || 577,744 || 614,457 || 652,078 || 691,372 || 732,159 || 773,472 || || 4586,474 Pagamenti || (2e) || 67,851 || 349,323 || 439,624 || 544,249 || 608,697 || 667,728 || 707,329 || 1201,673 || 4586,474 08 02 03 02 Accesso al capitale di rischio** 02 02 02 02 Accesso al capitale di rischio** || Impegni || (1f) || 447,955 || 474,700 || 504,865 || 535,776 || 568,062 || 601,574 || 635,520 || || 3768,450 Pagamenti || (2f) || 447,955 || 474,700 || 504,865 || 535,776 || 568,062 || 601,574 || 635,520 || 0 || 3768,450 08 02 03 03 Innovazione nelle PMI** 02 02 02 03 Innovazione nelle PMI** || Impegni || (1g) || 78,373 || 83,053 || 88,330 || 93,738 || 99,387 || 105,250 || 111,189 || || 659,320 Pagamenti || (2g) || 9,754 || 50,216 || 63,197 || 78,238 || 87,502 || 95,988 || 101,681 || 172,744 || 659,320 08 02 04 01 Salute, cambiamento demografico e benessere || Impegni || (1h) || 1030,952 || 1051,848 || 1073,128 || 950,146 || 1398,959 || 1481,491 || 1565,088 || || 8551,612 Pagamenti || (2h) || 126,578 || 651,675 || 820,134 || 1015,317 || 1135,546 || 1245,671 || 1319,549 || 2237,142 || 8551,612 08 02 04 02 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia** 05 02 01 00 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia** || Impegni || (1i) || 525,695 || 557,082 || 592,481 || 628,757 || 666,645 || 705,974 || 745,810 || || 4422,444 Pagamenti || (2i) || 65,424 || 336,830 || 423,901 || 524,785 || 586,927 || 643,848 || 682,032 || 1158,697 || 4422,444 08 02 04 03 Energia sicura, pulita ed efficiente** 32 02 02 00 Energia sicura, pulita ed efficiente** || Impegni || (1j) || 732,073 || 775,781 || 825,079 || 875,596 || 928,359 || 983,126 || 1038,601 || || 6158,614 Pagamenti || (2j) || 91,108 || 469,063 || 590,317 || 730,805 || 817,344 || 896,610 || 949,786 || 1613,580 || 6158,614 08 02 04 04 Trasporti intelligenti, verdi e integrati** 06 02 02 00 Trasporti intelligenti, verdi e integrati** || Impegni || (1k) || 861,218 || 912,637 || 970,631 || 1030,059 || 1092,129 || 1156,559 || 1221,820 || || 7245,052 Pagamenti || (2k) || 107,180 || 551,811 || 694,454 || 859,727 || 961,532 || 1054,781 || 1117,337 || 1898,231 || 7245,052 08 02 04 05 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** 02 02 03 01 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** 07 02 02 00 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** || Impegni || (1l) || 400,096 || 423,983 || 450,925 || 478,534 || 507,370 || 537,302 || 567,620 || || 3365,830 Pagamenti || (2l) || 49,793 || 256,354 || 322,622 || 399,403 || 446,698 || 490,019 || 519,081 || 881,860 || 3365,830 08 02 04 06 Società inclusive, innovative e sicure** 09 02 04 00 Società inclusive, innovative e sicure** 02 02 03 02 Società inclusive, innovative e sicure** || Impegni || (1m) || 483,533 || 512,402 || 544,963 || 578,329 || 613,179 || 649,353 || 685,994 || || 4067,754 Pagamenti || (2m) || 60,177 || 309,815 || 389,903 || 482,696 || 539,855 || 592,210 || 627,332 || 1065,767 || 4067,754 09 02 02 01 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) || Impegni || (1n) || 113,951 || 120,755 || 128,428 || 136,291 || 144,504 || 153,029 || 161,664 || || 958,622 Pagamenti || (2n) || 14,181 || 73,012 || 91,886 || 113,754 || 127,224 || 139,562 || 147,839 || 251,163 || 958,622 09 02 03 00 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1o) || 1005,176 || 1065,189 || 1132,878 || 1202,241 || 1274,686 || 1349,886 || 1426,056 || || 8456,112 Pagamenti || (2o) || 125,096 || 644,049 || 810,537 || 1003,436 || 1122,258 || 1231,095 || 1304,108 || 2215,533 || 8456,112 02 02 02 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1p) || 194,477 || 206,088 || 219,184 || 232,604 || 246,620 || 261,169 || 275,907 || || 1636,048 Pagamenti || (2p) || 24,203 || 124,608 || 156,819 || 194,140 || 217,129 || 238,186 || 252,313 || 428,651 || 1636,048 15 02 02 00 Azioni Marie Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera || Impegni || (1q) || 728,274 || 771,756 || 820,798 || 871,052 || 923,542 || 978,025 || 1033,212 || || 6126,659 Pagamenti || (2q) || 90,635 || 466,629 || 587,254 || 727,013 || 813,103 || 891,958 || 944,858 || 1605,208 || 6126,659 15 02 03 00 Istituto europeo di innovazione e tecnologia* || Impegni || (1r) || 267,498 || 324,047 || 389,375 || 472,279 || [497,465]* || [554,83]* || [599,78]* || || 1453,199 Pagamenti || (2r) || 232,723 || 281,921 || 338,756 || 410,883 || 188,916 + [243,863]* || [482,704]* || [521,806]* || [403,684]* || 1453,199 10 02 01 00 Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca || Impegni || (1s) || 32,459 || 33,108 || 33,771 || 34,445 || 35,134 || 35,838 || 36,554 || || 241,311 Pagamenti || (2s) || 12,325 || 27,672 || 31,582 || 33,891 || 34,568 || 35,261 || 35,965 || 30,048 || 241,311 * Un ulteriore stanziamento di 1652,057
milioni di EUR sarà messo a disposizione per il periodo 2018-2020 in
proporzione dai bilanci di "Sfide per la società" e "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali", su una base indicativa e
subordinatamente al riesame di cui all'articolo 26, paragrafo 1. ** In questa fase la ripartizione fra DG non è
ancora determinata. || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || ≥2021 || TOTALE TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 9570,455 || 10155,782 || 10814,513 || 11489,691 || 12194,753 || 12926,590 || 13668,077 || || 80819,860 Pagamenti || (5) || 1802,849 || 6502,665 || 8079,171 || 9906,943 || 10785,6 || 11613,07 || 12312,62 || 19816,94 || 80819,860 TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || XX 01 05 01 Spese relative al personale di ricerca* || (6a) || 226,187 || 230,711 || 235,325 || 240,031 || 244,832 || 249,729 || 254,723 || || 1681,538 XX 01 05 02 Personale esterno di ricerca* || (6b) || 169,252 || 232,572 || 258,456 || 289,571 || 316,454 || 341,909 || 376,531 || || 1984,745 XX 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca* || (6c) || 138,404 || 162,149 || 172,823 || 185,361 || 196,450 || 207,073 || 220,939 || || 1283,199 10 01 05 01 Spese relative al personale di ricerca || (6d) || 151,686 || 156,996 || 162,490 || 168,178 || 174,064 || 180,156 || 186,461 || || 1180,031 10 01 05 02 Personale esterno di ricerca || (6e) || 34,280 || 35,052 || 35,840 || 36,647 || 37,471 || 38,314 || 39,176 || || 256,781 10 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca || (6f) || 65,312 || 66,618 || 67,950 || 69,309 || 70,695 || 72,109 || 73,551 || || 485,545 10 01 05 04 Altre spese per grandi infrastrutture di ricerca || (6g) || 6,551 || 6,682 || 6,816 || 6,952 || 7,091 || 7,233 || 7,378 || || 48,703 TOTALE degli stanziamenti amministrativi || 6 || 791,672 || 890,780 || 939,700 || 996,049 || 1047,057 || 1096,523 || 1158,759 || || 6920,542 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 1 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 10362,127 || 11046,561 || 11754,214 || 12485,739 || 13241,811 || 14023,113 || 14826,837 || || 87740,402 Pagamenti || =5+ 6 || 2383,229 || 7221,855 || 8818,966 || 10664,002 || 11835,992 || 12920,485 || 13694,775 || 20201,100 || 87740,402 * Questi dati sono basati su un utilizzo quasi totale
dei massimali di spesa amministrativa autorizzati previsti dalla base giuridica. Essi sono presentati a fini illustrativi
in termini di effettivi suscettibili di essere impiegati con tali importi. Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche: TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Pagamenti || (5) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Pagamenti || =5+ 6 || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" Mio EUR (al terzo decimale) || || || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (vedasi punto 1.6) || TOTALE DG: <…….> || Risorse umane || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Altre spese amministrative || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. TOTALE DG <….> || Stanziamenti || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Mio EUR (al terzo decimale) || || || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anno ≥2021 || TOTALE TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 10362,127 || 11046,561 || 11754,214 || 12485,739 || 13241,811 || 14023,113 || 14826,837 || || 87740,402 Pagamenti || 2383,229 || 7221,855 || 8818,966 || 10664,002 || 11835,992 || 12920,485 || 13694,775 || 20201,100 || 87740,402 3.2.2. Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi –
¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi –
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito: Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo
decimale)/prezzi correnti Specificare gli obiettivi e i risultati ò || || || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE RISULTATI Tipo di risultato[49] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale OBIETTIVO SPECIFICO 1[50] Eccellenza scientifica || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || Totale parziale Obiettivo specifico 1 Eccellenza scientifica || || 2965,755 || || 3158,119 || || 3374,440 || || 3725,105 || || 4072,852 || || 4326,913 || || 4584,446 || || 26207,628 OBIETTIVO SPECIFICO 2 Leadership industriale || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || Totale parziale Obiettivo specifico 2 Leadership industriale || || 2271,175 || || 2406,774 || || 2559,714 || || 2716,437 || || 2880,127 || || 3050,036 || || 3222,143 || || 19106,407 OBIETTIVO SPECIFICO 3 Sfide per la società || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || Totale parziale Obiettivo specifico 3 Sfide per la società || || 4033,565 || || 4233,731 || || 4457,207 || || 4541,423 || || 5206,640 || || 5513,803 || || 5824,934 || || 33811,304 OBIETTIVO SPECIFICO 4 Azioni non nucleari del Centro comune di ricerca || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || Totale parziale Obiettivo specifico 4 Azioni non nucleari del Centro comune di ricerca || || 32,459 || || 33,108 || || 33,771 || || 34,445 || || 35,134 || || 35,838 || || 36,554 || || 241,311 OBIETTIVO SPECIFICO 5 "Integrazione del triangolo della conoscenza" (Istituto europeo di innovazione e tecnologia) || || || || || || || || || || || || || || || || - Risultato || || || || || || || || || || || || || || || || || || Totale parziale Obiettivo specifico 5 "Integrazione del triangolo della conoscenza" (Istituto europeo di innovazione e tecnologia) || || 267,5 || || 324,050 || || 389,380 || || 472,280 || || [497,46] || || [554,832] || || [599,777] || || 1453,199 || || || || || || || || || || || || || || || || COSTO TOTALE || || 9570,455 || || 10155,782 || || 10814,513 || || 11489,691 || || 12194,753 || || 12926,590 || || 13668,077 || || 80819,860 3.2.3. Incidenza prevista sugli stanziamenti
di natura amministrativa 3.2.3.1. Sintesi –
¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi –
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito: Mio EUR (al terzo
decimale) || Anno 2014 [51] || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Risorse umane || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Altre spese amministrative || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. Esclusa la RUBRICA [52]5 del quadro finanziario pluriennale || || || || || || || || Risorse umane* || 581,406 || 655,330 || 692,112 || 734,426 || 772,821 || 810,108 || 856,892 || 5103,095 Altre spese di natura amministrativa* || 210,266 || 235,449 || 247,589 || 261,622 || 274,237 || 286,415 || 301,868 || 1817,447 Totale parziale esclusa RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 791,672 || 890,779 || 939,701 || 996,048 || 1047,058 || 1096,523 || 1158,760 || 6920,545 TOTALE** || 791,672 || 890,779 || 939,701 || 996,048 || 1047,058 || 1096,523 || 1158,760 || 6920,545 * Queste cifre sono basate su un utilizzo quasi
totale dei massimali di spesa amministrativa autorizzati previsti dalla base
giuridica. Sono presentate a fini illustrativi in termini di effettivi
suscettibili di essere impiegati con tali importi. ** Questi dati sono suscettibili di adeguamento in
conseguenza della procedura di esternalizzazione prevista. 3.2.3.2. Fabbisogno previsto di risorse
umane –
¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane –
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane
della Commissione, come spiegato di seguito: Stima espressa in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale) || || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) || || || || || || || || XX 01 05 01 (ricerca indiretta)** || 1681 || 1681 || 1681 || 1681 || 1681 || 1681 || 1681 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[53] || || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || || || || || || || || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) || || || || || || || || XX 01 04 yy[54] || - in sede[55] || || || || || || || || - nelle delegazioni || || || || || || || || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta)* || 867 || 867 || 867 || 867 || 867 || 867 || 867 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 || Altre linee di bilancio (specificare) || || || || || || || || TOTALE || 4631 || 4631 || 4631 || 4631 || 4631 || 4631 || 4631 * Le cifre di cui
sopra sono soggette ad adeguamento secondo i risultati del processo di
esternalizzazione previsto. ** Il carico di
lavoro corrispondente all'attuazione di IET e dell'Innovazione è stimato a
circa 100 posti in organico per la Commissione. XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato. Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di stanziamento, tenendo conto dei vincoli di bilancio. Descrizione dei compiti da svolgere: Funzionari e agenti temporanei || Il numero complessivo di funzionari e di agenti temporanei è usato per contribuire agli obiettivi di Orizzonte 2020 durante l'intero processo, dalla preparazione del programma di lavoro fino alla diffusione finale dei risultati conseguiti nel periodo 2014-2020. Tali risorse umane comprendono tutte le esigenze dei diversi modi di gestione, come indicato al punto 1.7. della scheda finanziaria. Personale esterno || Il numero complessivo di personale esterno assisterà i funzionari e gli agenti temporanei al fine di contribuire agli obiettivi di Orizzonte 2020 durante l'intero processo, dalla preparazione del programma di lavoro fino alla diffusione finale dei risultati conseguiti nel periodo 2014-2020. Tali risorse umane comprendono tutte le esigenze dei diversi modi di gestione, come indicato al punto 1.7. della scheda finanziaria. 3.2.4. Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale –
þ La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale. –
¨ La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale. Non pertinente . –
¨ La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[56]. Non pertinente . 3.2.5. Partecipazione di terzi al
finanziamento –
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito: Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale) || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Total Specificare l'organismo di cofinanziamento || Paesi terzi associati al programma || TOTALE degli stanziamenti cofinanziati* || pm * Gli accordi bilaterali di associazione non
sono ancora stati fissati e saranno quindi aggiunti in un secondo momento.
3.3. Incidenza prevista sulle entrate –
¨ La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate. –
þ La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria: –
¨ sulle risorse proprie –
þ sulle entrate varie Mio EUR (al terzo decimale) Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[57]* Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 Voce 6011 Voce 6012 Voce 6013 Voce 6031 || || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm * Gli accordi bilaterali di associazione non sono
ancora stati fissati e saranno quindi aggiunti in un secondo momento. Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate. 02 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 05 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 06 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 07 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 08 04 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 09 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 10 02 02 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 15 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi 32 03 01 Stanziamenti
provenienti dalla partecipazione di terzi Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate. Taluni
Stati associati possono contribuire a un finanziamento supplementare del
programma quadro per mezzo di accordi di associazione. Il metodo di calcolo
sarà convenuto in sede di accordo e non è necessariamente identico per tutti
gli accordi. La maggior parte dei calcoli è basata sul PIL dello Stato
associato rispetto al PIL degli Stati membri applicando tale percentuale all'insieme
del bilancio sottoposto a voto. [1] COM(2011)
500 definitivo. [2] GU
C […] del […], pag. []. [3] GU
C […] del […], pag. []. [4] COM(2010)
2020. [5] P7
TA(2011)0401. [6] P7
TA(2011)0236. [7] P7
TA(2011)0256. [8] P7
TA(2011)0401. [9] ERAC
1210/11. [10] CdR
67/2011. [11] CESE
1163/2011. [12] COM(2011)
48. [13] COM(2011)
500. [14] COM(2005)
576 def. [15] GU
L 124 del 30.5.2003, pag.36. [16] COM(2008)
394. [17] GU
L 412 del 30.12.2006, pag.1. [18] GU
L 97 del 9.4.2008, pag. 1. [19] GU
L […] del […], pag. []. [20] GU
L 292 del 15.11.1996, pag. 2. [21] ESFRI
Strategy Report on Research Infrastructure — Roadmap 2010 (ESFRI relazione
strategica sulle infrastrutture di ricerca — Tabella di marcia 2010). [22] COM(2009)
512. [23] COM(2010)
245. [24] COM(2011)
112 definitivo. [25] COM(2011)
152. [26] COM(2011)
112. [27] COM(2011)
112. [28] COM(2009)
519. [29] IPCC,
4th Assessment Report: Climate Change 2007 (Quarto rapporto di valutazione del
gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), www.ipcc.ch. [30] COM(2011)
112. [31] COM(2009)
147. [32] COM(2011)
25. [33] COM(2009)
400. [34] COM(2007)
575 definitivo. [35] Direttiva
2008/56/CE. [36] COM(2010)
245. [37] COM(2010)
491 definitivo. [38] Quadro
valutativo dell'Unione dell'innovazione 2010. [39] COM(2011)
274 definitivo. [40] Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity-Based
Budgeting (bilancio per attività). [41] A
norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario. [42] Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al
regolamento finanziario sono disponibili sul sito http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html. [43] A
norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario. [44] Http://www.trust-researchers.eu/. [45] SD
= Stanziamenti dissociati / SND = Stanziamenti non dissociati. [46] EFTA:
Associazione europea di libero scambio. [47] Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali. [48] IL
CCR chiede una nuova linea di bilancio per gli investimenti infrastrutturali.
La maggior parte degli impianti del CCR risale agli anni '60 e '70 e non è più
all'avanguardia. Di conseguenza è necessario disporre di nuove strutture e
aggiornare quelle esistenti al fine di svolgere il programma di lavoro
pluriennale del CCR, in conformità alle norme di sicurezza unionali e agli
obiettivi ambientali di UE 20-20-20. Il CCR ha stilato il proprio "Piano
di sviluppo infrastrutturale 2014-2020" Nel quale identifica le esigenze
in termini di investimenti fino al 2020 per tutti i siti CCR ripresi nella
nuova linea di bilancio proposta. [49] I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (per esempio: numero di scambi
di studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.) [50] Quale
descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…". [51] L'anno
N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa. [52] Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta. [53] AC=
agente contrattuale; INT= personale
interinale; JED= Giovane esperto in
delegazione (Jeune Expert en Délégation); LA= Agente locale; END=
esperto nazionale distaccato. [54] Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee
"BA"). [55] Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP). [56] Vedasi
punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale. [57] Per
quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi
zucchero), gli importi indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi
da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.