[pic] | COMMISSIONE EUROPEA | Bruxelles, 7.4.2011 COM(2011) 183 definitivo Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla concessione del concorso reciproco alla Romania RELAZIONE INTRODUZIONE Il 6 marzo 2009, a fronte del netto aumento dell'avversione al rischio nel corso della crisi economica mondiale, il quale ha provocato una diminuzione dei flussi in entrata di capitali, pressioni sul tasso di cambio e un accesso sempre più ristretto al mercato dei titoli di Stato, le autorità rumene hanno chiesto il sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea e si sono anche rivolte al Fondo monetario internazionale (FMI) e alla Banca mondiale per chiedere un ulteriore sostegno integrativo. Il 9 marzo 2009 la Commissione europea e la presidenza del Consiglio hanno espresso la disponibilità dell'Unione europea a partecipare con l'FMI ad un pacchetto di misure coordinate di finanziamento volto a sostenere la bilancia dei pagamenti della Romania. Esse hanno tuttavia sottolineato che tali misure sarebbero state subordinate all'attuazione di un programma politico di sostegno. Il programma, trasmesso in forma di lettera di intenti alla CE e all'FMI il 28 aprile 2009, poneva l'accento sull'attenuazione degli effetti del netto calo dei flussi in entrata di capitali privati, attuando allo stesso tempo misure politiche per far fronte agli squilibri esterni e di bilancio e per rafforzare il settore finanziario. Alla luce del pacchetto coordinato di finanziamento sostenuto dal programma, nel contesto dell'iniziativa di coordinamento delle banche europee, le imprese capogruppo delle nove maggiori banche di proprietà estera registrate in Romania si sono impegnate a mantenere la loro esposizione globale nei confronti della Romania a livelli elevati. Il 6 maggio 2009, in connessione con l'accordo stand-by dell'FMI per un importo di 11,4 miliardi approvato il 4 maggio 2009 e di un ulteriore sostegno da parte della Banca Mondiale, della BEI e della BERS per un importo fino a 2 miliardi di euro, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di accordare il concorso reciproco alla Romania e di concederle il sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea per un importo fino a 5 miliardi di euro[1]. Il 23 giugno 2009 un protocollo d'intesa è stato concluso tra l'Unione europea e la Romania, in cui sono state specificate le misure concrete da attuare durante il periodo del programma e prima del versamento di ognuna delle cinque rate del prestito dell'Unione europea. Tra ottobre 2009 e febbraio 2011 i servizi della Commissione hanno effettuato diverse missioni per valutare il rispetto delle condizioni legate alla concessione del sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea. Sulla base dell'esito delle missioni, la Commissione ha concluso che nel complesso erano state rispettate le condizioni alle quali era subordinata l'erogazione delle cinque rate del prestito dell'Unione europea. Nel periodo intercorso tra la prima e la quinta rata sono state aggiunte quattro appendici al protocollo d'intesa, che riflettono gli effetti dell'evoluzione del contesto economico e le ulteriori misure di riforma strutturale. Il 17 febbraio 2011, dopo ampie discussioni con i servizi della Commissione e dell'FMI nel corso di una missione effettuata a Bucarest tra il 25 gennaio e l'8 febbraio 2011, le autorità rumene hanno chiesto la concessione a titolo precauzionale di un sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea per un importo fino a 1,4 miliardi di euro per continuare a sostenere il programma di riforme economiche del governo. Al pari del precedente, questo nuovo sostegno sarà fornito in connessione con un accordo stand-by concluso con l'FMI per un importo di 3,09 miliardi di DSP che la Romania dovrebbe altresì considerare come misura precauzionale, e con prestiti della Banca mondiale. In tal modo, il sostegno congiunto accordato a titolo precauzionale consentirà di far adeguatamente fronte alle gravi minacce che pesano ancora sulla bilancia dei pagamenti della Romania e ai conseguenti rischi che incombono sulla stabilità economica e finanziaria del paese e dei suoi principali partner commerciali dell'Unione europea. SVILUPPI E PROSPETTIVE A LIVELLO MACROECONOMICO Dopo un calo del PIL del 7,1% nel 2009 e un'ulteriore diminuzione dell'1,3% nel 2010, si sono moltiplicati i segnali positivi di aumento della fiducia e di ripresa dell'attività. Gli ultimi sondaggi confermano la tendenza al miglioramento della fiducia nell'economia. La produzione industriale è aumentata del 5,5% nel 2010. Allo stesso modo, nel secondo semestre del 2010 i nuovi ordini dell'industria sono aumentati in media di circa il 25% su base annua. Le esportazioni hanno continuato a registrate una forte crescita (27,3% nel 2010 in leu rumeni). Nel settore della costruzione l'attività ha registrato una netta ripresa nel dicembre 2010, mentre il settore delle vendite al dettaglio risente ancora degli effetti del forte aumento dell'IVA e della riduzione delle retribuzioni nel settore pubblico. Il modesto aumento delle retribuzioni (la retribuzione media mensile netta è aumentata dell'1,3% su base annua nel mese di dicembre) è indice di miglioramenti sul mercato del lavoro e contribuirà a sostenere i consumi. La disoccupazione ufficiale è ulteriormente diminuita nel mese di gennaio 2011, ma il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare nel corso del primo semestre, dato l'impatto dei nuovi obblighi di registrazione a carico dei disoccupati. L'economia dovrebbe segnare una ripresa nel 2011, con una crescita del PIL reale dell'1,5% secondo le previsioni. Dopo il forte calo nel 2009 e nel 2010, gli investimenti delle imprese dovrebbero crescere di nuovo, visto che la domanda esterna è in aumento e l'utilizzo delle capacità produttive è prossimo ai massimi storici del 2008. Esportazioni vigorose e l'aumento degli ordinativi nel settore industriale dovrebbero rassicurare le imprese e incoraggiarle a investire anche se i differenziali in termini di rischio rimangono relativamente elevati. Poiché l'attività creditizia resta bassa, il settore dell'edilizia abitativa rimarrà probabilmente contenuto, mentre i prezzi delle abitazioni dovrebbero ulteriormente stabilizzarsi. Dopo il forte calo del 2009 e del 2010, i consumi delle famiglie dovrebbero crescere lentamente nell'anno in corso, sostenuti da un aggiustamento al rialzo delle retribuzioni nel settore pubblico (+15% dopo il calo del 25% nel luglio 2010) e nell'industria, dove si è registrata una forte ripresa dell'attività. Le continue restrizioni fiscali, l'elevato rapporto tra servizio del debito e entrate e la limitata crescita del credito alle famiglie, a causa di un'alta percentuale di crediti inesigibili nel settore bancario al dettaglio, ostacolano una ripresa più vigorosa. Per il 2012 è prevista una crescita reale dell'economia di circa il 4%. La crescita dovrebbe progressivamente estendersi e la domanda interna dovrebbe avere un ruolo di primo piano nel rilancio dell'economia. La spesa per i consumi privati aumenterà probabilmente più rapidamente grazie a miglioramenti dei bilanci delle famiglie, soprattutto a seguito di ulteriori aumenti delle retribuzioni e dell'occupazione. L'inflazione ha raggiunto un massimo dell'8% nel dicembre 2010 (su base annua), in seguito ad aumenti significativi delle imposte indirette. Si tratta di un risultato nettamente superiore all'obiettivo di inflazione del 3,5% ±1 punto percentuale fissato per la fine del 2010 dalla Banca nazionale rumena. Nel primo semestre del 2010 l'inflazione è rimasta elevata a causa principalmente degli aumenti delle accise sui tabacchi e dei prezzi del carburante: l'inflazione annua ha raggiunto il 4,5% in media, mentre inflazione IPCA a imposte invariate ha oscillato intorno al 2%. L'inflazione è aumentata al 7,5% nel terzo trimestre, a causa dell'aumento dell'IVA e dei prezzi dei prodotti alimentari. Nel secondo semestre 2011 l'inflazione dovrebbe tornare gradualmente entro l'intervallo di riferimento fissato dalla Banca nazionale rumena (3% ±1 punto percentuale) man mano che si attenueranno gli effetti sui prezzi degli aumenti delle imposte indirette. La Banca nazionale rumena mantiene la stabilità del tasso di riferimento dal maggio 2010. Tuttavia, negli ultimi mesi l'abbondanza di liquidità nel mercato interbancario ha mantenuto i tassi a breve termine a livelli ben inferiori al tasso di riferimento della Banca nazionale rumena. Nonostante il calo dei tassi del mercato monetario, la crescita del credito al settore privato rimane particolarmente contenuta a causa delle avverse condizioni congiunturali e della stretta creditizia. La politica monetaria continua a dover far fronte a difficili problemi. Il superamento ripetuto degli obiettivi di inflazione potrebbe minare la credibilità della Banca nazionale rumena, anche se i recenti aumenti dei prezzi sfuggono in gran parte al suo controllo diretto. L'approccio prudente verso l'allentamento della politica monetaria seguito dalla Banca nazionale rumena nella seconda metà del 2010 era giustificato da possibili effetti indiretti di un aumento dell'inflazione connesso all'IVA. La Banca nazionale rumena continuerà la sua politica di comunicazione attiva per dare basi più solide alle aspettative sull'inflazione. FINANZE PUBBLICHE Nel 2010 il disavanzo in termini di cassa è stato pari al 6,5% del PIL, risultato migliore rispetto all'obiettivo di disavanzo del PIL del 6,8%. Le entrate sono cresciute del 7,2% nel 2010, grazie alle maggiori entrate generate dall'aumento dell'aliquota IVA al 24% e dalle accise e alle entrate non di natura fiscale che sono aumentate del 28,2%. Il gettito delle imposte sugli utili è invece sceso del 17,4% nel 2010 a causa degli effetti ritardati della crisi. Inoltre, i contributi previdenziali e le imposte sui redditi sono altresì diminuiti rispettivamente del 4,5% e del 3,2%. La spesa nominale è aumentata del 4,2% nel 2010 a causa degli aumenti di altri trasferimenti, dell'assistenza sociale e dei beni e servizi. Quest'ultima evoluzione è in parte dovuta al pagamento degli arretrati nel settore sanitario per un importo di 2 miliardi di leu rumeni nel mese di settembre. I principali tagli di spesa hanno interessato la spesa in conto capitale, scesa dell'11,7% nel 2010, seguita dalla spesa per il personale, diminuita dell'8,6% e dalle sovvenzioni, che hanno registrato un calo del 6,7%. Secondo le previsioni dei servizi della Commissione, la Romania ha anche raggiunto l'obiettivo SEC di disavanzo per il 2010, un'informazione questa che dovrà tuttavia essere confermata nei prossimi mesi. Va tuttavia rilevato che la riclassificazione operata da Eurostat di alcune imprese statali nel settore delle amministrazioni pubbliche nel settembre 2010 e nell'aprile 2011 avrà un effetto di aumento del disavanzo di almeno lo 0,5% del PIL fino a quando i disavanzi delle imprese interessate non saranno stati appianati. In funzione dei risultati di bilancio nel 2011, potrebbe essere necessario un aggiustamento dell'obiettivo di disavanzo per il 2011 che tenga conto di questo sviluppo. Potrebbero allora essere necessari ulteriori sforzi in tal senso per assicurare il conseguimento nel 2012 di un disavanzo inferiore al 3% del PIL in termini SEC, in linea con le raccomandazioni formulate dal Consiglio nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. Gli arretrati di pagamento nazionali erano diminuiti a fine 2010 e le autorità si sono impegnate a mantenerli ad un livello contenuto per tutto il 2011. Lo stock di arretrati di pagamento nazionali (di più di 90 giorni) ammontava a 1,1 miliardi di leu rumeni (0,2% del PIL) a fine 2010, contro 1,6 miliardi leu (0,3% del PIL) a fine 2009. Si tratta soprattutto di arretrati degli enti locali (circa l'84% dello stock totale a fine 2010) e in misura minore, del settore sanitario, compresi gli ospedali. Gli arretrati degli enti locali sono più difficili da controllare, ma una nuova legge sul finanziamento degli enti locali in vigore dal 1° gennaio 2011 dovrebbe migliorare la situazione. Dopo il pagamento degli arretrati del settore sanitario per un importo di 2 miliardi di leu (0,4% del PIL) nel settembre 2010, gli arretrati in questo settore sono rimasti contenuti, tranne che per gli ospedali. Un'ulteriore riforma della sanità è essenziale per impedire che riemergano arretrati in questo settore. L'obiettivo è avere un sistema sanitario efficiente che funzioni nei limiti degli stanziamenti di bilancio che gli sono destinati. I provvedimenti presi e che verranno presi includono l'introduzione di un sistema di ticket basato sul reddito, l'abolizione dei contratti obbligatori stipulati dal fondo per la salute con tutti gli ospedali e la riforma del pacchetto di prestazioni fornite dal governo per escludere i servizi sanitari non essenziali. La Banca mondiale fornisce e fornirà assistenza tecnica su queste materie. Inoltre, il ministero delle Finanze monitorerà le cifre aggregate dei bilanci degli ospedali per verificare che esse siano in linea con la spesa pubblica programmata. In caso contrario, prenderà provvedimenti assieme al ministero della Salute per prevenire un nuovo accumulo di arretrati nel settore ospedaliero. Le autorità continuano a cercare di raggiungere un disavanzo di bilancio del 4,4% del PIL nel 2011 in termini di cassa (inferiore al 5% del PIL in termini di SEC). Esse hanno adottato e attuato il bilancio 2011 nonché la strategia di bilancio a medio termine per il periodo 2011-2013. Sul lato delle entrate, tutte le principali imposte restano invariate per garantire la prevedibilità. Sul lato della spesa, il bilancio continua a mantenere le retribuzioni entro il massimale di 39 miliardi di leu, esclusi i contributi previdenziali per i militari (1,6 miliardi di leu), che saranno a carico dello Stato a partire dall'esercizio in corso a causa della nuova legge sulle pensioni. Dopo una riduzione temporanea di emergenza del 25% delle retribuzioni nel pubblico impiego a metà 2010 per riportare il disavanzo entro i limiti, le retribuzioni del settore pubblico sono aumentate del 15% rispetto ai livelli del dicembre 2010. Tuttavia, questo aumento è stato compensato dalla soppressione della 13a mensilità e del premio vacanza. Inoltre, il numero di dipendenti del settore pubblico è stato nuovamente ridotto di 20 000 unità rispetto al necessario per rispettare la dotazione salariale complessiva. Tra le altre misure del bilancio 2011 rientrano il mantenimento del blocco delle pensioni, la riduzione continua dei posti di lavoro nel settore pubblico mediante la sostituzione di 1 lavoratore su 7 e l'abolizione del contributo per il riscaldamento. Inoltre, la riforma del sistema pensionistico, assieme al testo unico sulle retribuzioni e alla ristrutturazione del servizio sanitario, dovrebbe consentire di realizzare significativi risparmi. Per il 2012 le autorità continuano a cercare di ridurre il disavanzo sotto il 3% del PIL in termini di SEC, ma sono necessarie ulteriori misure. Le previsioni economiche dell'autunno 2010 dei servizi della Commissione, basate sull'ipotesi di politiche invariate, indicano già la necessità di uno sforzo supplementare dello 0,5% del PIL. Tuttavia, misure ancora più severe potrebbero essere necessarie a seguito della riclassificazione delle imprese statali in perdita nel settore delle amministrazioni pubbliche, il che porterebbe probabilmente lo sforzo aggiuntivo di aggiustamento a circa l'1% del PIL. Occorrerà proseguire con il contenimento della spesa, tra cui le retribuzioni e i premi. Il programma precauzionale proposto mira anche a rafforzare ulteriormente il sistema di gestione del bilancio. L'applicazione della legge sulla responsabilità fiscale e l'adozione di una strategia di bilancio a medio termine dovrebbero contribuire a migliorare il processo di programmazione del bilancio. Inoltre, l'elaborazione del bilancio per la spesa in conto capitale impone un rafforzamento a livello dell'amministrazione centrale. Sebbene i bilanci per la spesa in conto capitale della Romania siano relativamente elevati (7,2% del PIL nel 2011), i risultati sono piuttosto scarsi, il che indica un'inefficienza della spesa in conto capitale. Inoltre, negli anni passati sono stati avviati molti progetti di investimento senza garantire le risorse necessarie per il loro completamento. Pertanto, le risorse attualmente disponibili per la spesa in conto capitale sono ripartite tra un numero molto (troppo) elevato di progetti incompiuti. Un gruppo di lavoro presieduto dal primo ministro stilerà un elenco di progetti di investimento prioritari, per i quali i finanziamenti saranno messi a disposizione nel corso dei prossimi 3-5 anni mediante gli stanziamenti definiti nell'aggiornamento della strategia di bilancio per il 2011-2014. Inoltre, saranno migliorati il monitoraggio e la valutazione dei progetti di investimento a livello dell'amministrazione centrale, potenziando l'unità di monitoraggio degli investimenti pubblici del ministero delle Finanze e migliorando la banca dati sugli investimenti in conto capitale gestita dal ministero. Potrebbe anche essere necessaria l'eventuale assistenza tecnica degli Stati membri dell'Unione europea. Il ministero delle Finanze presenterà relazioni trimestrali al governo sullo stato di avanzamento dei progetti in corso e in programma, e il governo esaminerà le relazioni e prenderà misure per evitare eventuali scostamenti di bilancio o altri problemi legati all'esecuzione del bilancio. Infine, la spesa in conto capitale sarà gradualmente riorientata da investimenti interamente finanziati a livello nazionale verso investimenti finanziati congiuntamente dall'Unione europea, il che dovrebbe anche migliorare l'assorbimento dei fondi dell'Unione europea. MERCATI FINANZIARI I mercati finanziari rumeni registrano ottimi risultati dalla metà del 2010, sebbene la situazione rimanga fragile. Le persistenti turbolenze alla periferia dell'area dell'euro sembrano aver avuto un impatto diretto limitato sui mercati rumeni. Le tensioni finanziarie si sono ridotte parallelamente alla ripresa della fiducia sui mercati mondiali e, in certa misura, in previsione dell'ulteriore programma UE/FMI per la Romania. Negli ultimi mesi il tasso di cambio è rimasto stabile intorno a 4,20-4,30 RON/EUR. Dopo aver raggiunto un livello record di poco più di 400 punti base a metà 2010, il differenziale sui CDS sul debito sovrano oscilla intorno ai 300 punti base dall'ottobre 2010 (inferiore rispetto a Grecia, Irlanda, Portogallo e Ungheria). L'indice di borsa BET è rimasto sostanzialmente piatto nel quarto trimestre del 2010, prima di ricominciare a salire a gennaio. I rendimenti dei buoni del tesoro nazionali ad un anno sono scesi ben al di sotto del 7% all'anno nel gennaio e nel febbraio 2011, il che comporta una riduzione dei costi di rifinanziamento del bilancio rispetto a gran parte del 2010. La redditività del settore bancario ha risentito del deterioramento della qualità degli attivi. La percentuale di crediti in sofferenza è aumentata all'11,9% a fine 2010, rispetto al 7,9% di fine 2009. Queste tendenze delle attività deteriorate hanno inciso sulla redditività del settore bancario: l'esercizio si è chiuso con una perdita netta (ossia il rendimento sui fondi propri è stato negativo a -1%). Tuttavia, le banche hanno mantenuto sufficienti riserve di capitali e il coefficiente di adeguatezza patrimoniale del sistema è rimasto superiore al 14%. Nonostante che a ottobre 2010 le esposizioni fossero scese al 95% rispetto al livello di riferimento del marzo 2009, le banche capogruppo che aderiscono all'iniziativa "Vienna" per il coordinamento delle banche europee hanno mantenuto il loro livello di esposizione prossimo al livello del marzo 2009 (98% a fine gennaio 2011). REQUISITI IN MATERIA DI BILANCIA DEI PAGAMENTI E DI FINANZIAMENTI ESTERI La bilancia delle partite correnti ha registrato un disavanzo del 4,2% del PIL nel 2010. I flussi in entrata di capitali privati sono progressivamente aumentati. Questo ha permesso un'accumulazione più rapida del previsto delle riserve in valuta estera, che ora si attestano a livelli confortevoli (a circa il 130% del debito a breve termine). Sulla base delle attuali proiezioni formulate nel quadro dello scenario macroeconomico di base, la sostenibilità del debito estero non sarebbe in pericolo nel periodo di riferimento del programma. In caso di shock la Romania potrebbe aver bisogno di risorse aggiuntive fino a 5 miliardi di euro. Se un tale scenario negativo dovesse concretizzarsi, la Romania non sarebbe in grado di coprire tutto il suo fabbisogno di finanziamento esterno con le fonti disponibili, soprattutto a causa del calo del flusso di investimenti diretti esteri e della diminuzione dei tassi di rifinanziamento del debito, specialmente da parte delle banche. In questo caso, il fabbisogno finanziario residuo dovrebbe essere coperto mediante l'attivazione di finanziamenti concessi dall'Unione europea a titolo precauzionale (in connessione con il sostegno dell'FMI). Questo scenario alternativo è stato sviluppato in stretta collaborazione con i servizi dell'FMI ed evidenzia un ulteriore fabbisogno di finanziamento per circa 5 miliardi di euro da coprire mediante il sostegno finanziario internazionale. Persistono ancora squilibri nell'economia, anche se la crisi economica ha contribuito a invertirne l'accumulazione. La bilancia delle partite correnti è scesa dall'11,4% del PIL nel 2008 a circa il 4,2% nel 2010. La crescita del credito si è arrestata e l'attività del settore edilizio ha registrato un calo a due cifre negli ultimi due anni. L'inflazione rimane alta. Tuttavia, il forte calo delle retribuzioni, in particolare nel settore pubblico, e l'ulteriore deprezzamento della moneta nel 2010 hanno aiutato la Romania ad accrescere la competitività dei prezzi. Le misure adottate dalle autorità hanno consentito di ridurre il disavanzo di bilancio al di sotto dell'obiettivo fissato per il 2010. Tuttavia, il disavanzo della bilancia delle partite correnti e il disavanzo pubblico (disavanzi gemelli) restano relativamente elevati. Inoltre, la continua crescita del prestito estero potrebbe generare rischi. Questo significa che persistono squilibri macroeconomici dannosi, che costituiscono una seria minaccia per la sostenibilità della bilancia dei pagamenti della Romania. SOSTEGNO DELL'UNIONE EUROPEA TRAMITE IL MECCANISMO DI SOSTEGNO DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI NEL QUADRO DELL'ASSISTENZA INTERNAZIONALE Alla luce del rischio ancora elevato di dover far fronte a difficoltà della bilancia dei pagamenti e fatto salvo il forte impegno delle autorità rumene ad attuare un vasto programma di aggiustamento di bilancio, finanziario e strutturale, la Commissione, dopo aver consultato il comitato economico e finanziario il 3 marzo 2011, raccomanda al Consiglio di adottare la decisione di continuare a fornire il concorso reciproco previsto dall'articolo 143 del trattato (TFUE). Il governo rumeno attua il suo programma economico per far fronte alle minacce che continuano a pesare sulla sostenibilità della bilancia dei pagamenti. Inoltre, previa consultazione del comitato economico e finanziario, la Commissione propone che il Consiglio adotti la decisione di concedere a titolo precauzionale un sostegno finanziario a medio termine alla Romania per un importo fino a 1,4 miliardi di euro per rafforzare la sostenibilità della bilancia dei pagamenti rumena[2]. Il proposto sostegno concesso a titolo precauzionale potrebbe essere attivato fino al 31 marzo 2013. Nelle circostanze attuali, ancora caratterizzate da una riduzione dei flussi in entrata di capitali e da forti squilibri esterni e di bilancio, appare opportuno concedere a titolo precauzionale un sostegno finanziario a medio termine alla Romania mediante il meccanismo di sostegno della bilancia dei pagamenti degli Stati membri. Per quanto nelle attuali condizioni di mercato la Romania non intenda chiedere l'erogazione dei fondi messi a disposizione dall'FMI o dall'Unione europea, il sostegno finanziario concesso a titolo precauzionale consentirà di proseguire più facilmente e in maniera ordinata l'aggiustamento del disavanzo di bilancio e del disavanzo con l'estero. Il sostegno darà credibilità al programma economico del governo, in particolare l'aggiustamento di bilancio in corso, il consolidamento della riforma del mercato finanziario, una maggiore priorità per le riforme del mercato del prodotto e del mercato del lavoro e un maggiore assorbimento dei fondi strutturali dell'Unione europea. L'attuazione del programma economico rafforzerà il potenziale di crescita della Romania, il che dovrebbe avere un impatto positivo sul valore esterno della moneta rumena, il leu, e ridurre in tal modo la probabilità di effetti negativi sui bilanci delle imprese e delle famiglie. A sua volta, la ripresa economica dovrebbe essere più durevole e la qualità delle attività bancarie dovrebbe migliorare, liberando così risorse per nuovi investimenti. La concessione a titolo precauzionale del sostegno finanziario è dettata dal fatto che in condizioni normali di mercato la Romania può coprire il suo fabbisogno di finanziamento senza un ulteriore sostegno ufficiale, tuttavia i rischi che fino al primo trimestre 2013 pesano gravemente sulla sostenibilità della bilancia dei pagamenti della Romania sono giudicati adeguatamente coperti dai previsti prestiti per un importo complessivo fino a 5 miliardi di euro concessi a titolo precauzionale, dal momento che il sostegno concesso alla Romania a titolo precauzionale dall'Unione europea, per un importo fino a 1,4 miliardi di euro, si sommerebbe al sostegno accordato dell'FMI mediante un accordo stand-by precauzionale per un importo di 3,09 miliardi di DSP (300% della quota della Romania in seno all'FMI, ovvero circa 3,6 miliardi di euro). La Banca mondiale continuerà a fornire il sostegno di 400 milioni di euro già impegnati nel quadro del suo programma di prestito per lo sviluppo (DPL3) e di 750 milioni di euro nel quadro di un finanziamento basato sui risultati a favore di riforme nel settore sanitario e nel settore dell'assistenza sociale. Il sostegno finanziario concesso a titolo precauzionale dall'Unione europea mira a sostenere le autorità rumene nel loro forte impegno a continuare ad attuare un ampio programma economico. Il programma verrà pienamente integrato nell'aggiornamento del programma di convergenza della Romania e nel suo programma nazionale di riforme. Le specifiche condizioni di politica economica a cui è condizionata l'erogazione delle rate del prestito dell'Unione europea saranno definite in un protocollo d'intesa tra la Commissione e le autorità rumene, i cui elementi principali sono descritti di seguito. A: risanamento del bilancio Il risanamento del bilancio rimane un elemento fondamentale del programma di riforma, che prevede la riduzione del disavanzo al 4,4% del PIL nel 2011 in termini di cassa (meno del 5% del PIL in termini SEC) e a meno del 3% nel 2012 in termini SEC, il che metterebbe fine al disavanzo eccessivo. Inoltre, il programma consentirà di accelerare gli sforzi per ridurre gli arretrati di pagamento dell'amministrazione pubblica, sia a livello centrale che locale. Il sistema di informazione finanziaria delle imprese statali che sono, o possono essere, classificate nel settore delle amministrazioni pubbliche deve essere migliorato per consentire il monitoraggio mensile della loro situazione finanziaria, compreso lo stock di arretrati, affinché siano gradualmente ridotti. Nel 2011 la massa salariale del settore pubblico rimarrà limitata a 39 miliardi di leu (esclusi 1 574 milioni di leu dei contributi previdenziali per i militari, a seguito dell'entrata in vigore della nuova legge sulle pensioni) e dovrà rispettare i limiti pertinenti fissati nella strategia di bilancio a medio termine per il periodo 2012-2014. B: governance di bilancio e riforma strutturale di bilancio La governance di bilancio beneficerà fortemente dell'assistenza tecnica continua fornita dall'FMI e dalla Banca mondiale nel settore della gestione e del controllo delle finanze pubbliche. Tale assistenza comprende anche la formazione del personale e il rinnovo dell'intera infrastruttura informatica per la gestione del bilancio e della spesa dell'amministrazione centrale. Il programma economico tiene conto della necessità di dare maggiore priorità agli investimenti pubblici e di migliorare la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione dei progetti pubblici di investimento. Il programma economico prevede diverse misure a questo scopo, compresa la creazione di una banca dati dei progetti, una maggiore capacità di pianificazione e di monitoraggio degli investimenti in conto capitale, rispettivamente presso l'ufficio del primo ministro e presso il ministero delle Finanze. I bilanci degli ospedali dipendenti dal ministero della Sanità saranno accuratamente controllati dal ministero delle Finanze per evitare un nuovo accumulo di arretrati di pagamento. Le autorità rumene continueranno a rivedere e ad aggiornare la strategia di gestione del debito su base annua, ossia entro la fine del mese di dicembre 2011 ed entro fine dicembre 2012, secondo detto programma. C: regolamentazione e vigilanza del settore finanziario Nel settore finanziario, le autorità assicureranno che il trattamento prudenziale degli swap debito/capitale azionario non porti ad un indebolimento della posizione finanziaria degli enti creditizi. Per preparare l'introduzione degli IFRS nel 2012, le autorità formuleranno proposte di filtri prudenziali miranti a preservare un approccio prudente in materia di accantonamenti per perdite su crediti, solvibilità e riserve. Mantenendo la disciplina del credito ed evitando l'azzardo morale tra debitori si contribuirà in misura significativa a rafforzare la stabilità finanziaria. Pertanto, il governo continuerà ad astenersi dall'adottare iniziative legislative (quale la legge sull'insolvenza personale) e dal promuovere disposizioni della legge sul recupero crediti che potrebbero compromettere la disciplina del credito. Inoltre, le autorità introdurranno le modifiche necessarie per correlare le disposizioni di legge in materia di fallimento delle imprese di assicurazione al diritto fallimentare generale e alla legge sulle attività delle imprese di assicurazione e sulla vigilanza del settore assicurativo. D: politica monetaria La politica monetaria rimarrà focalizzata sulla stabilità dei prezzi e sul conseguimento dell'obiettivo di inflazione della Banca nazionale rumena (fissato al 3,0% ± 1% a fine 2011 e a fine 2012). E: riforme strutturali Il programma economico del governo rumeno dà la massima priorità alla riforma dei mercati del prodotto e del lavoro al fine di migliorarne il funzionamento e rendere in tal modo l'economia rumena più resiliente agli shock esterni, rafforzando il suo potenziale di crescita a lungo termine. Le riforme strutturali contenute nel programma saranno incluse nel prossimo programma nazionale di riforma della Romania, consentendole di raggiungere gli obiettivi nazionali stabiliti nel quadro della strategia di crescita Europa 2020. Nel settore dell'energia, il programma prevede la deregolamentazione delle tariffe e del commercio dell'energia elettrica e del gas allo scopo di allargare l'accesso al mercato, di accrescere la capacità di trasporto e di contribuire alla creazione di un mercato interno integrato, interconnesso e pienamente funzionante nei settori del gas e dell'energia elettrica, come richiesto dal Consiglio europeo del 4 febbraio 2011. Il programma prevede l'istituzione di un'autorità di regolamentazione forte e indipendente nel settore dell'energia, capace di assumere le funzioni e le responsabilità definite nel terzo pacchetto energia. Il piano di ristrutturazione per il settore del carbone sarà notificato alla Commissione. Il programma prevede una riforma complessiva del settore ferroviario, che dovrebbe rendere più efficace la fornitura del servizio di trasporto passeggeri e la programmazione delle infrastrutture ferroviarie, rendendo allo stesso tempo il settore più interessante per il trasporto merci. La riforma sarà sostenuta dall'istituzione di un organismo di regolamentazione per il settore ferroviario forte e indipendente. Il quadro giuridico rumeno in materia di partenariati pubblico-privato deve essere rivisto per assicurarne la piena conformità alle direttive dell'Unione Europea in materia di appalti pubblici. Occorre inoltre completare il riesame degli appalti pubblici. Il programma prevede l'istituzione di uno sportello unico operativo, in conformità della direttiva sui servizi, per aiutare le imprese in tutte le procedure amministrative necessarie per lo stabilimento in Romania o per la fornitura di servizi transfrontalieri, nonché l'abolizione delle restrizioni alla creazione di esercizi al dettaglio. Il programma continua la riforma del mercato del lavoro mediante modifiche al codice del lavoro, che dovrebbero essere approvate nel 2011, e la semplificazione degli organismi che partecipano alla fissazione delle retribuzioni. Il problema della rigidità del mercato del lavoro verrà affrontato mediante un maggiore ricorso a contratti a tempo determinato, una minore generosità della retribuzione del lavoro straordinario e l'estensione del periodo di prova per i contratti a tempo indeterminato. Il governo rumeno esaminerà con le parti interessate le possibilità di razionalizzare le trattative salariali nel settore privato. Infine, il programma politico contiene misure volte a rafforzare gli incentivi per l'offerta di lavoro e per ridurre il lavoro sommerso. Le riforme devono rispettare le direttive e le norme fondamentali in materia di lavoro dell'Unione europea e devono tenere in debito conto la necessità di adottare un approccio integrato alla flessicurezza. Le autorità adotteranno misure per rafforzare la governance delle imprese pubbliche, in particolare nel settore finanziario. Per quanto riguarda la necessità di aumentare l'assorbimento dei fondi dell'Unione europea, il programma prevede l'attuazione del piano di azione del governo – in corso di ultimazione da parte delle autorità rumene – in risposta alla lettera del presidente della Commissione del 13 dicembre 2010. Il programma fissa obiettivi specifici per quanto riguarda il livello cumulato aggregato di spesa certificata fino alla fine del 2012 e assicura in particolare che nei bilanci annuali verranno stanziate sufficienti risorse nazionali per il co-finanziamento al fine di evitare che la Romania perda una parte consistente dei fondi strutturali messi a disposizione per il suo sviluppo economico. Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla concessione del concorso reciproco alla Romania IL CONSIGLIO DELL 'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 143, vista la raccomandazione della Commissione presentata previa consultazione del comitato economico e finanziario, considerando quanto segue: 1. Dal 2009 la Romania sta attuando un ampio programma di riforme. Le finanze pubbliche sono state riportate su un percorso di maggiore sostenibilità e l'accesso del governo ai finanziamenti del mercato è nettamente migliorato. Grazie al risanamento del bilancio in corso, alla stabilizzazione del tasso di cambio della moneta nazionale rumena rispetto alle monete dei principali partner commerciali, al mantenimento da parte degli istituti capogruppo delle banche di proprietà estera della loro esposizione nei confronti della Romania, il settore bancario è rimasto stabile e ben capitalizzato e si è potuto contenere il debito estero della Romania. 2. Occorre proseguire con il risanamento del bilancio per stabilizzare ulteriormente il rapporto debito/PIL e per assicurare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche a fronte dell'invecchiamento della popolazione. La Romania ha iniziato a creare una curva dei rendimenti, ma per il momento il finanziamento del disavanzo di bilancio e il rifinanziamento del debito in scadenza rimangono costosi, e la Romania continua a dipendere principalmente da titoli di debito a breve scadenza. Sebbene sia stata preservata la stabilità del settore bancario, l'aumento delle attività deteriorate potrebbe continuare a creare tensioni nel sistema. 3. In questo contesto è essenziale che le autorità rumene perseguano politiche macroeconomiche solide e credibili per prevenire il riemergere di gravi stress sul mercato finanziario. Elemento centrale del programma economico rimane la riduzione del disavanzo di bilancio in linea con le raccomandazioni rivolte dal Consiglio alla Romania nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. Per ridurre stabilmente il disavanzo di bilancio la Romania ha bisogno di proseguire con la riforma della gestione e del controllo delle finanze pubbliche. 4. Il Consiglio rivede periodicamente le politiche economiche attuate dalla Romania, in particolare nel contesto dell'esame annuale dell'aggiornamento del programma di convergenza e dell'attuazione del programma nazionale di riforme e dell'esame periodico dei progressi compiuti dalla Romania nel contesto della relazione sulla convergenza. 5. Sebbene nello scenario di base del programma economico il fabbisogno complessivo lordo di finanziamento fino al primo trimestre del 2013 sia pienamente coperto e il governo continui a consolidare l'accesso ai finanziamenti del mercato, il programma di riforme incompiuto e i gravi rischi che pesano sullo scenario di base giustificano la domanda della Romania di un sostegno finanziario a titolo precauzionale in aggiunta al sostegno concesso con la decisione 2009/458/CE del Consiglio[3]. 6. Le autorità rumene hanno chiesto il sostegno finanziario dell'Unione europea e di altre istituzioni finanziarie internazionali per sostenere la sostenibilità della bilancia dei pagamenti e per assicurare che le riserve di valuta internazionale possano essere mantenute a livelli prudenti anche in caso di andamento negativo dell'economia. 7. Sulla bilancia dei pagamenti rumena continua a pesare una seria minaccia di difficoltà, che giustifica la concessione del concorso reciproco da parte dell'Unione europea, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 L'Unione europea continua ad accordare alla Romania il concorso reciproco, prorogando in tal modo il sostegno concesso con la decisione 2009/458/CE del Consiglio, del 6 maggio 2009. Articolo 2 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. Articolo 3 La presente decisione entra in vigore il giorno della sua notificazione. Articolo 4 La presente decisione viene pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea . Fatto a Bruxelles, il [data]. Per il Consiglio Il Presidente SCHEDA DI INCIDENZA SUL BILANCIO (cfr. articolo 16 del regolamento interno) SETTORE: TITOLO 01 – AFFARI ECONOMICI E FINANZIARI ATTIVITÀ: OPERAZIONI E STRUMENTI FINANZIARI 1. DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA, LINEA DI BILANCIO INTERESSATA E DENOMINAZIONE Raccomandazione di decisione del Consiglio relativa alla concessione del concorso reciproco alla Romania in connessione con la proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione a titolo precauzionale di un sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea a favore della Romania. 01 04 01 01 Garanzia dell'Unione europea sui prestiti dell'Unione europea assunti per sostenere le bilance dei pagamenti 2. BASE GIURIDICA Articolo 143 del TFUE, articolo 352 del TFUE, regolamento n. 332/2002 del Consiglio. 3. DATI COMPLESSIVI IN CIFRE PER L 'ESERCIZIO FINANZIARIO (IN EURO) Questa voce costituisce la struttura della garanzia fornita dall'Unione europea. Consentirà alla Commissione il servizio del debito (capitale, interessi e altri costi) in caso di inadempimento del debitore (Romania). La linea di bilancio ("p.m.") che riflette la garanzia di bilancio sarà attivata solo in caso di effettivo ricorso alla garanzia. Di norma non si prevede un ricorso alla garanzia di bilancio. 3a – Esercizio in corso Non applicabile SI | Stanziamenti iniziali per l'esercizio (bilancio) | Trasferimenti | Altri stanziamenti | Stanziamenti complessivi | Stanziamenti già previsti da un altro programma di lavoro | Saldo disponibile | Importo per l'azione proposta | 3b – Riporti Non applicabile SI | Riporti | Stanziamenti già previsti da un altro programma di lavoro | Saldo disponibile | Importo per l'azione proposta | 3c – Prossimo esercizio Non applicabile SI | Stanziamenti iniziali per l'esercizio (bilancio) | p.m. | Trasferimenti | Altri stanziamenti | Stanziamenti complessivi | Stanziamenti già previsti da un altro programma di lavoro | Saldo disponibile | Importo per l'azione proposta | p.m. | 4. DESCRIZIONE DELL 'INIZIATIVA La proposta di concessione a titolo precauzionale alla Romania di un sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea consisterà, in caso di attivazione, in un prestito dell'Unione europea (da finanziarsi mediante l'assunzione di prestiti da parte dell'Unione europea sui mercati internazionali dei capitali) per un importo pari a 1,4 miliardi di euro. Tale sostegno sarà fornito nel contesto di un pacchetto internazionale di finanziamenti, composto in particolare da un prestito stand-by dell'FMI per un importo pari a 3,09 miliardi di DSP (circa 3,6 miliardi di euro). La Banca mondiale ha stanziato un importo complessivo di 1,15 miliardi di euro, 400 milioni dei quali già impegnati nel quadro del precedente pacchetto internazionale di finanziamenti. Il sostegno finanziario a medio termine dell'Unione europea concesso a titolo precauzionale alla Romania mira ad affrontare i rischi ancora elevati legati alla sostenibilità della bilancia dei pagamenti della Romania, gravemente compromessa dal 2009. Il sostegno precauzionale deve inoltre continuare ad appoggiare il programma economico del governo mirante, tra l'altro, a consolidare la riconquistata fiducia dei consumatori e a ridurre la probabilità di ulteriori momenti di tensione sui mercati finanziari. Si prevede inoltre che il nuovo sostegno concesso a titolo precauzionale dia un contributo alla stabilità finanziaria al di là del paese beneficiario, considerati gli importanti collegamenti internazionali (anche interbancari). Il pacchetto di misure economiche del governo che si vuole in tal modo sostenere prevede in particolare la continuazione della riduzione del disavanzo nel periodo 2011-2013, il che consentirà di diminuire il fabbisogno di finanziamento del governo. Infine, il sostegno finanziario, gestito dalla Commissione in consultazione con il comitato economico e finanziario, costituisce un mezzo per garantire che l'Unione europea continui a partecipare da vicino all'elaborazione delle politiche economiche in Romania e che tali politiche siano coerenti con gli impegni assunti dalla Romania nel quadro dell'Unione europea e con le raccomandazioni del Consiglio, in particolare per quanto riguarda l'attuazione del programma nazionale di riforme e del programma di convergenza. I prestiti assunti dall'Unione europea sui mercati dei capitali o presso istituti finanziari ai fini della concessione del prestito alla Romania, in caso di richiesta da parte di quest'ultima e di valutazione positiva della richiesta da parte della Commissione e del comitato economico e finanziario, sono coperti dalla garanzia dell'Unione europea. I fondi per il prestito sono raccolti sui mercati dei capitali o presso istituti finanziari. L'importo in capitale dei prestiti che potranno essere concessi alla Romania ammonta a 1,4 miliardi di euro. La struttura della garanzia fornita dall'Unione europea consentirà alla Commissione di assicurare il servizio del debito in caso di inadempimento della Romania. Per onorare le proprie obbligazioni, la Commissione può attingere alle proprie risorse di tesoreria per assicurare temporaneamente il servizio del debito. In questo caso si applicherà l'articolo 12 del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000, del 22 maggio 2000, recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità (GU L 130 del 31.5.2000, pag. 1). 5. METODO DI CALCOLO ADOTTATO Non applicabile. 6. SCADENZARIO DEI PAGAMENTI (IN EURO) Non applicabile. Rubrica | Stanziamenti | Pagamenti | Anno n | Anno n+1 | Anno n+2 | Anno n+3 | Successivi esercizi finanziari | Anno n | Anno n+1 | Anno n | Anno n+1 | Totale | [1] Decisione 2009/458/CE del Consiglio, del 6 maggio 2009, relativa alla concessione del concorso reciproco alla Romania (GU L 1150 del 13.6.2009) e decisione 2009/459/CE del Consiglio, della stessa data, relativa alla concessione di un sostegno finanziario comunitario a medio termine alla Romania (GU L 150 del 13.6.2011, pag. 8). Il 16 febbraio 2010 il Consiglio ha modificato quest'ultima decisione per tener conto dell'impatto della recessione, più grave del previsto, sugli obiettivi del programma (decisione 2010/183/UE, GU L 83 del 30.3.2010, pag. 19). [2] Il sostegno proposto verrebbe fornito tramite lo strumento dell'Unione europea per gli Stati membri che non hanno ancora adottato l'euro, disciplinato dal regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio. [3] GU L 150 del 13.6.2009, pag. 6.