7.12.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 377/108


Giovedì 12 maggio 2011
Unione dell'innovazione: trasformare l'Europa per un mondo post-crisi

P7_TA(2011)0236

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 maggio 2011 sull'Unione dell'innovazione: trasformare l'Europa per un mondo post-crisi (2010/2245(INI))

2012/C 377 E/15

Il Parlamento europeo,

vista la comunicazione della Commissione del 6 Ottobre 2010 dal titolo "Iniziativa faro Europa 2020: l'Unione dell'innovazione" (COM(2010)0546),

visto l'articolo 179, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), secondo il quale "l'Unione si propone l'obiettivo di rafforzare le sue basi scientifiche e tecnologiche con la realizzazione di uno spazio europeo della ricerca nel quale i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente, di favorire lo sviluppo della sua competitività, inclusa quella della sua industria, e di promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie ai sensi di altri capi dei trattati",

vista la sua risoluzione dell'11 novembre 2010 sui partenariati per l'innovazione europea nell'ambito dell'iniziativa faro l'Unione dell'innovazione (1),

vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 intitolata "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

vista la comunicazione della Commissione del 26 gennaio 2011 dal titolo "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse – Iniziativa faro nell'ambito della strategia Europa 2020" (COM(2011)0021),

vista la comunicazione della Commissione del 19 maggio 2010"Un'agenda digitale europea" (COM(2010)0245),

vista la comunicazione della Commissione dell'8 marzo 2011 dal titolo: "Tabella di marcia per un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050" (COM(2011)0112),

vista la sua risoluzione del 9 marzo 2011 su una politica industriale per l'era della globalizzazione (2),

vista la sua risoluzione del 15 giugno 2010 sulla politica comunitaria a favore dell'innovazione in un mondo che cambia (3),

vista la sua risoluzione del 16 giugno 2010 sulla strategia UE 2020 (4),

vista la sua risoluzione dell'11 novembre 2010 sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca (5),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 sull'innovazione,

viste le conclusioni della 3049a riunione del Consiglio Competitività del 25 e 26 novembre 2010 sull'Unione dell'innovazione per l'Europa,

viste le conclusioni della 3035a riunione del Consiglio Competitività del 12 ottobre 2010 su: "l'interesse per i programmi di ricerca e innovazione dell'UE: la sfida della semplificazione",

vista la comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2010 intitolata: "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione – riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità" (COM(2010)0614),

vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo: "Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell'ambito di Europa 2020" (COM(2010)0553),

vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2009 intitolata "Preparare il nostro futuro: elaborare una strategia comune per le tecnologie abilitanti fondamentali nell'UE" (COM(2009)0512),

vista la comunicazione della Commissione del 13 marzo 2009 dal titolo "Una strategia per la R&S e l’innovazione in materia di TIC in Europa: passare alla velocità superiore" (COM(2009)0116),

visto il Libro verde della Commissione "Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare",

vista la comunicazione della Commissione del 23 febbraio 2011"Riesame dello ‧Small Business Act‧ per l'Europa" (COM(2011)0078),

vista la comunicazione della Commissione del 14 febbraio 2007 sull'informazione scientifica nell'era digitale: accesso, diffusione e conservazione (COM(2007)0056),

vista la relazione "Promuovere modelli imprenditoriali innovativi con benefici ambientali", del novembre 2008, elaborata per conto della Commissione europea,

visto l'articolo 48 del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione giuridica (A7-0162/2011),

A.

visto l'articolo 179, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), secondo il quale l'Unione "incoraggia (…) le imprese, comprese le piccole e medie imprese, i centri di ricerca e le università nei loro sforzi di ricerca e di sviluppo tecnologico di alta qualità; essa sostiene i loro sforzi di cooperazione, mirando soprattutto a permettere ai ricercatori di cooperare liberamente oltre le frontiere e alle imprese di sfruttare appieno le potenzialità del mercato interno grazie, in particolare, all'apertura degli appalti pubblici nazionali, alla definizione di norme comuni ed all'eliminazione degli ostacoli giuridici e fiscali a detta cooperazione",

B.

considerando che un'accelerazione della ricerca e dell'innovazione non è essenziale solo per raggiungere un modello economico sostenibile e competitivo e una futura occupazione sicura, ma anche perché da essa scaturiranno soluzioni per le grandi sfide comuni che la società europea è chiamata a fronteggiare, segnatamente:

gli attuali cambiamenti demografici: una società in via d'invecchiamento, una popolazione mondiale in aumento (nutrizione, salute, prevenzione delle malattie), urbanizzazione, coesione sociale e migrazione,

la transizione verso una gestione sostenibile delle risorse (biologiche e non biologiche): cambiamento climatico, energie rinnovabili e efficienza energetica, efficienza delle risorse, scarsità delle risorse idriche, inondazioni e sforzi per garantire e sostituire le materie prime critiche,

una base economica salda, stabile, equa e competitiva: ripresa economica, gestione di una società della conoscenza e incremento della competitività dell'UE e dell'occupazione,

C.

considerando che per dare un impulso all'innovazione occorre innanzitutto:

mettere al centro la creatività e il capitale umano dei cittadini, l'adattabilità delle imprese e lo spirito imprenditoriale, i modelli di consumo e le risposte a nuove idee,

un quadro regolamentare a lungo termine, stabile, semplice, trasparente e di sostegno,

un migliore accesso a possibilità diversificate di finanziamento nelle diverse fasi del ciclo dell'innovazione (in particolare per le PMI),

valorizzare e stimolare gli investimenti del settore privato,

una cooperazione fruttuosa tra istituti di insegnamento e ricerca, comprese le organizzazioni di ricerca e tecnologia (ORT), imprese, governi e cittadini, anche istituendo piattaforme e strumenti collaborativi come reti aperte, standard aperti, approcci basati su cluster per la condivisione delle conoscenze e delle idee,

garantire la partecipazione di tutti i pertinenti attori ai processi decisionali,

fornire strumenti più efficaci per tutelare la proprietà industriale nel contesto della globalizzazione e digitalizzazione dell'economia,

D.

considerando che la propensione all'assunzione di rischi è un presupposto indispensabile per il successo dell'innovazione,

E.

considerando che, al fine di mantenere la competitività europea, è necessario un mutamento di cultura per migliorare l'imprenditorialità europeo e il potenziale d'innovazione; considerando che occorrono cambiamenti per valorizzare la propensione al rischio e migliorare le condizioni per le imprese start-up innovative e i loro imprenditori,

F.

considerando che di fronte al contesto economico globale l'Unione europea deve assumere un atteggiamento offensivo e prendere saldamente la testa della corsa alla competitività, e deve perciò investire in un'esplosione di innovazione,

G.

considerando che l'Europa necessita di un sistema moderno, economicamente accessibile e ben funzionante per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, al fine di promuovere l'innovazione e rafforzare la propria competitività,

H.

considerando che i diritti di proprietà intellettuale sono un importante prerequisito per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione ad alta intensità di capitale,

I.

considerando che la principale opportunità per il rafforzamento dell'innovazione in Europa in relazione ai diritti di proprietà intellettuale è costituita dalla creazione del brevetto UE,

J.

considerando che un moderno sistema del marchio dell'Unione è fondamentale per tutelare i valori rappresentati dagli investimenti delle aziende europee in materia di design, creazione e innovazione,

K.

considerando che se si destinasse il 3 % del PIL dell'UE alla ricerca e allo sviluppo fino al 2020 si potrebbero creare 3,7 milioni di posti di lavoro e il PIL annuo potrebbe aumentare di circa 800 milioni di EUR fino al 2025,

L.

considerando che solo il 30 % dei ricercatori europei e appena il 13 % dei capi degli istituti di ricerca europei sono donne,

Un approccio integrato e interdisciplinare

1.

plaude all'iniziativa faro dell'Unione sull'innovazione, che è il tentativo comunitario più significativo e mirato compiuto finora per introdurre una politica europea strategica, integrata e diretta alle imprese in materia di innovazione per integrare gli sforzi dello Stato membro, in cui l'innovazione è guidata e i progressi sono monitorati al massimo livello politico, ma il cui successo dipende dalla piena cooperazione degli Stati membri e dalla sua attuazione da parte di questi ultimi, anche attraverso il loro sostegno finanziario e un intelligente consolidamento fiscale, privilegiando una spesa sostenibile favorevole alla crescita in settori quali l'innovazione, la ricerca e l'istruzione, che orientano le loro politiche in tutti i settori interessati secondo gli obiettivi comuni in materia d'innovazione; valuta positivamente l'approccio strategico adottato dal Consiglio europeo nella riunione del 4 febbraio 2011;

2.

sostiene l'iniziativa dell'Unione dell'innovazione come pilastro chiave dello sviluppo economico, sociale e culturale nell'UE, in particolare per quanto riguarda un'istruzione inclusiva a tutti i livelli, compresa l'istruzione e la formazione professionale;

3.

chiede che sia definito un concetto di massima dell'innovazione che si concentri sull'impatto e vada oltre l'innovazione tecnologica e orientata ai prodotti, coinvolga tutti gli attori, in particolare le imprese e ponga al centro il ruolo catalizzatore dei cittadini operando un cambiamento di mentalità; ricorda che l'innovazione significa mettere in pratica con successo delle idee ed è finalizzata a prodotti, processi, servizi, movimenti, sistemi e strutture organizzative; suggerisce che la Commissione proponga una definizione di innovazione;

4.

ritiene che l’innovazione, in tutti i settori della conoscenza e dell’attività economica e sociale, dovrà essere guidata dai criteri della tutela dell’interesse pubblico, del miglioramento della qualità della vita, della promozione del benessere sociale nonché della salvaguardia dell’ambiente e dell’equilibrio della natura;

5.

ritiene che, poiché l'innovazione è un concetto complesso, si debbano intensificare gli sforzi nell'ambito dell'innovazione non tecnologica e che, in tal senso, occorra diffonderne le migliori pratiche e definire le norme e le condizioni che regolano l'accesso ai finanziamenti dell'UE sulla base di un approccio aperto e onnicomprensivo;

6.

chiede che si stabilisca una chiara distinzione tra "innovazione originale", intesa come qualche cosa mai realizzata prima e non disponibile sul mercato, e il miglioramenti o la modifica che un'azienda apporta a un prodotto, servizio, processo o movimento già presente sul mercato;

7.

ritiene che l'innovazione socioeconomica richieda una definizione rigorosa ma flessibile, poiché in molti casi non consiste in un prodotto o nell'applicazione di una soluzione tecnica, bensì in una serie di cambiamenti interconnessi, istituzionali, tecnici o di gestione a lungo termine, che costituiscono un processo;

8.

rileva che nell'Unione dell'innovazione occorre dare priorità agli obiettivi quali enunciati nella strategia Europa 2020, nel piano per l'efficienza energetica 2020, nell'iniziativa "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse", nell'iniziativa "materie prime", nella strategia energetica per l'Europa 2011-2020, che rappresentano pietre miliari della tabella di marcia per l'energia per il 2050, e nella tabella di marcia per un'economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050;

9.

sottolinea che l'internazionalizzazione e l'innovazione sono motori fondamentali per la competitività esterna e la crescita, nonché fattori cruciali per gli obiettivi della strategia Europa 2020;

10.

sottolinea l'importanza di tecnologie efficienti sotto il profilo climatico ed energetico e rinnovabili nella transizione verso un'economia globale sostenibile; riconosce che l'UE è in prima linea in molti settori di punta per la produzione industriale compatibile con il clima ed efficiente sotto il profilo delle risorse; invita la Commissione a definire strategie di internazionalizzazione e innovazione in tali settori;

11.

riconosce che la lotta al cambiamento climatico e l'impegno verso l'efficienza energetica e la dematerializzazione della produzione industriale richiede una politica attiva sulla diffusione a livello mondiale di nuove tecnologie;

12.

rileva che i settori della protezione dell’ambiente, della salute pubblica e della sicurezza alimentare nonché della lotta contro il cambiamento climatico sono tra quelli che più necessitano di un'intensificazione dello sforzo d'innovazione che comporti un rafforzamento della base scientifica e tecnologica esistente; sottolinea che i futuri programmi di ricerca e innovazione dell’UE dovranno contemplare in modo adeguato questi settori; pone l'accento, a tal fine, sulla necessità di adottare un approccio trasversale basato sulla resilienza degli ecosistemi;

13.

rileva che la frammentazione del mercato nel settore culturale e creativo è in parte dovuta alla diversità culturale e alle preferenze linguistiche dei consumatori;

14.

si compiace dell'attenzione che la Commissione accorda alle grandi sfide per la società e sottolinea che l'innovazione e la ricerca sono necessarie per accrescere la produttività delle risorse e il loro utilizzo e sostituzione sostenibili, individuando, nel contempo, nuove modalità per aumentare l'efficienza dell'uso delle risorse e del consumo energetico;

15.

rileva che occorre evitare la restrizione di dare priorità alle innovazioni in campi limitati per non perdere preziose potenzialità di innovazione nel lungo periodo;

16.

è del parere che l'innovazione possa svolgere un ruolo importante nel rafforzamento della coesione sociale, migliorando la qualità dei servizi forniti, e che dovrebbero pertanto essere istituiti programmi specifici di formazione professionale;

17.

rammenta che, in un'economia di mercato, l'innovazione non mira esclusivamente ad affrontare le grandi problematiche sociali, ma svolge anche un ruolo ugualmente importante nella creazione di prodotti consumer-friendly e attraenti nei settori dello svago, della tecnologia, dell'industria, della cultura e dello spettacolo; ricorda che esiste un enorme mercato mondiale dei prodotti per il tempo libero innovativi e ad alta tecnologia (telefonini intelligenti, tablet PC, console di gioco, dispositivi ricreativi portatili ecc.), nonché un mercato mondiale per i social networking e i servizi on-line innovativi, nei quali le imprese europee hanno un ruolo trascurabile;

18.

sottolinea l'importanza delle iniziative faro "Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" e "Politica industriale" e degli sforzi tesi a svincolare la crescita economica dall'uso delle risorse sostenendo la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, basata sulla conoscenza, aumentando l'uso di fonti di energia rinnovabili e sostenibili, sviluppando tecnologie che riducano il carbonio e siano più efficienti sotto il profilo delle risorse, nonché i trasporti sostenibili, potenziando allo stesso tempo la competitività delle imprese europee;

19.

ricorda che il mondo digitale e le TIC sono motori di innovazione e quindi l'accesso alla banda larga ad alta velocità è una precondizione essenziale, anche per tutti i partenariati per l'innovazione europea (PIE), in quanto migliora la cooperazione e la partecipazione dei cittadini; a questo proposito, invita la Commissione e gli Stati membri ad intensificare la loro attuazione di internet ad alta velocità, nonché la promozione di iniziative elettroniche che garantiscano la rapida esecuzione dell'Agenda digitale dell'UE;

20.

invita la Commissione a dare la dovuta considerazione alle tecnologie che sono alla base dei sistemi sostenibili "più intelligenti", che consentano alle aziende di sviluppare servizi responsivi in tempo reale in settori diversissimi quali trasporti e logistica, costruzione e gestione delle strutture, distribuzione dell'energia, telecomunicazioni e servizi finanziari;

21.

sottolinea che il successo della politica dell'innovazione e della ricerca dipende da:

un orientamento strategico, lo sviluppo, la definizione e l'attuazione di tutte le politiche e misure, allo scopo di contribuire all'innovazione in Europa e migliorarla (ad esempio, attraverso l'istruzione e la formazione, i servizi di consulenza, il mercato del lavoro, il mercato unico, l'adeguata gestione della proprietà intellettuale, le infrastrutture, gli strumenti fiscali, la politica industriale, gli appalti e gli scambi, le interazioni innovative congiunte tra imprese di servizi e imprese manifatturiere, con un'attenzione particolare alle PMI),

una cooperazione multidisciplinare e un sostegno (finanziario) ben coordinati a livello di UE, Stati membri, regionale e locale,

massima partecipazione di tutti i soggetti interessati, ad esempio PMI, industria, università, istituti di ricerca, ORT, governi, organizzazioni della società civile e parti sociali, ivi comprese nuove potenziali e produttive forme di collaborazione fra istituzioni della conoscenza e industria,

coordinamento, coerenza e sinergia tra i diversi settori della politica e tra le diverse azioni e strumenti in modo da evitare la frammentazione e le duplicazioni che derivano da sforzi di ricerca e innovazione non coordinati,

creazione di un contesto normativo positivo per i prodotti dell'innovazione ai fini dell'adattamento alle esigenze del mercato,

metodologie e processi di valutazione della politica, compresi gruppi di valutazione inter pares e diffusione delle esperienze di successo;

sottolinea che il principale obiettivo dell'Unione dell'innovazione deve essere quello di facilitare il coordinamento di politiche e la coerenza fra i loro diversi strumenti, nonché di creare sinergie rispetto alla politica dell'innovazione mediante l'adozione di un approccio veramente olistico che si concentri sulle grandi sfide per la società;

22.

sottolinea la necessità di trasformare la politica commerciale e d'innovazione dell'Unione europea in un vero strumento per la creazione di posti di lavoro, l'eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile a livello mondiale; ritiene fermamente che la coerenza tra gli aspetti interni ed esterni delle politiche dell'UE sia indispensabile e che la formulazione di una nuova politica commerciale debba essere coerente con una solida politica industriale e d'innovazione atta a creare occupazione, al fine di garantire una crescita economica che generi a sua volta posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità;

23.

sottolinea la relazione tra l'iniziativa faro l'Unione dell'innovazione con l'indagine annuale di crescita in quanto strumento fondamentale per rafforzare la cooperazione evidenziando i progressi annuali degli Stati membri;

24.

invita la Commissione a sviluppare un sistema integrato di indicatori, tenendo conto della diversità degli attuali sistemi economici negli Stati membri e coinvolgendo le imprese in modo da consentire migliori controllo e valutazione dei progressi e dell'impatto misurabile delle politiche e dei programmi di innovazione; chiede la creazione di infrastrutture dei dati affidabili che contribuiscano a monitorare gli sviluppi dei finanziamenti per la ricerca e sollecita un ulteriore sviluppo del quadro di valutazione attraverso la cooperazione internazionale e per mezzo di un sistema maggiormente basato su indicatori e su dati di fatto che misuri la capacità di innovazione dell'Unione europea in termini assoluti, utilizzando intelligentemente le risorse disponibili;

25.

ricorda che l'innovazione e la creatività sono processi che, in una certa misura, possono essere coltivati, insegnati e potenziati; chiede pertanto che l'innovazione e la creatività siano inserite maggiormente nei sistemi educativi degli Stati membri dell'Unione europea; auspica il riconoscimento e la diffusione delle migliori prassi in materia di programmi educativi e metodi didattici creativi e innovativi utilizzati dagli Stati membri;

26.

sottolinea il ruolo fondamentale che l'ecoinnovazione rivestirà nel conseguimento degli obiettivi dell'Unione per il 2020; chiede pertanto l'adozione di un ambizioso piano d'azione di ecoinnovazione proponendo misure per l'introduzione di ecoinnovazione in tutte le fasi della filiera del valore, compresa la progettazione e l'aumento dei fondi per le iniziative in questo settore attraverso il programma per la competitività e l'innovazione;

27.

ritiene, visto che l'innovazione è di solito strettamente correlata al mercato e si sviluppa attraverso canali non ufficiali, che l'Unione europea debba perfezionare i suoi metodi di valutazione dell'innovazione tenendo presente che non si possono utilizzare gli stessi criteri per valutare tutti i settori;

28.

sottolinea il pericolo che il termine "innovazione" diventi un logoro cliché che genera autocompiacimento semplicemente attraverso l'uso ripetuto; l'innovazione da sola non è una panacea per affrontare ogni problema e non può essere evocata a piacimento in tempi di crisi economica e sociale. Al contrario, deve essere un impegno costante nel settore pubblico e privato da sostenere attivamente attraverso strategie di coesione didattica, di ricerca, industriale, sociale e ambientale dell'Unione e dei suoi Stati membri;

29.

riconosce l'importanza che le industrie culturali e creative rivestono ai fini dell'innovazione, dal momento che gli studi effettuati indicano che le imprese che, proporzionalmente, ricorrono in maggiore misura ai servizi delle industrie culturali e creative ottengono risultati assai migliori in fatto di innovazione;

30.

afferma il principio della neutralità della rete e delle norme aperte quali motori dell'innovazione;

Società dell'innovazione incentrata sui cittadini

31.

sottolinea che le richieste dei cittadini e l'impegno attivo delle imprese costituiscono i principali fattori trainanti dell'innovazione; rileva che la creazione di una società innovativa deve pertanto basarsi sulla partecipazione dei suoi cittadini, mettendoli in condizione di articolare le loro esigenze e le loro potenzialità creative attraverso un approccio generato dal basso e fornendo soluzioni innovative che permettano ai singoli cittadini di contribuire all'efficienza delle risorse;

32.

rileva la necessità di creare una cultura dell'apprendimento, della curiosità e dell'assunzione dei rischi; invita quindi la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi seriamente per cambiare la mentalità nei confronti del pensiero e dell'assunzione dei rischi innovativi e spinti dalla curiosità, nonché di un atteggiamento più permissivo nei confronti dell'insuccesso, incoraggiando modelli di consumo sostenibile e promuovendo attivamente l'impegno dei cittadini e delle imprese a favore dell'innovazione e un sistema aperto ad essa; sottolinea che l’innovazione è un processo che non può né deve essere guidato completamente da governi, ha bisogno di condizioni favorevoli che consentano una sufficiente flessibilità a superare sviluppi imprevisti;

33.

ritiene che il progresso della conoscenza e delle sue molteplici applicazioni non eliminino l'esigenza di una valutazione aperta e partecipata delle implicazioni etiche, sociali e politiche di tali applicazioni; richiama l’attenzione sull’esigenza di promuovere e divulgare la cultura scientifica tra il grande pubblico;

34.

ritiene che si debbano sostenere le iniziative intese a promuovere il dialogo scientifico e la diffusione dei risultati presso il pubblico più vasto possibile, oltre che presso la comunità scientifica, valorizzando il ruolo della società civile nella ricerca;

35.

ritiene che si debba accordare priorità al potenziamento dello sviluppo di una cultura innovativa a livello regionale, sia tra imprenditori, giovani che intraprendono una formazione professionale e lavoratori, sia tra i soggetti sociali che hanno influenza sulle attività imprenditoriali, quali i responsabili decisionali pubblici a livello regionale, i centri di ricerca, le aggregazioni e gli enti di finanziamento, che in molti casi non sono sufficientemente consapevoli delle capacità innovative delle aziende della propria regione, in particolare delle PMI (comprese le microimprese e le ditte artigianali);

36.

sottolinea che una buona comprensione del progresso scientifico e della relativa posta in gioco è essenziale se l'opinione pubblica deve essere coinvolta nell'impegno di innovazione; invita a rafforzare la diffusione delle conoscenze scientifiche e tecniche; sottolinea l'importanza della formazione permanente e di misure mirate ad un pubblico con minore accesso alla scienza e alla tecnologia, in particolare le popolazioni rurali;

37.

invita la Commissione e gli Stati membri ad incoraggiare lo sviluppo di modelli economici sostenibili, basati sull'innovazione e la creatività che creano e proteggono posti di lavoro altamente qualificati in Europa;

38.

evidenzia l'importanza di un approccio generato dal basso nei confronti dell'innovazione e la, promozione di un ambiente aperto per le idee creative, in modo da stimolare la crescita della produttività, responsabilizzare i dipendenti e mettere a punto soluzioni per i bisogni sociali insoddisfatti (quali l'inclusione e l'immigrazione);

39.

chiede di integrare l'attuale finanziamento anticipato con nuovi meccanismi di finanziamento, come concorsi o premi di incentivo per gli innovatori europei (singoli o gruppi) per incoraggiare le idee e premiare le invenzioni, ad esempio in settori socialmente importanti in relazione ai quali la conoscenza costituisce un bene pubblico; esorta la Commissione a valutare l'opportunità di un primo pilota di un sistema a premi nell'ambito del partenariato europeo pilota “Invecchiamento attivo e in buona salute";

40.

sottolinea che l’innovazione sociale riguarda soluzioni nuove ed efficaci a pressanti esigenze sociali, create dai singoli o da organizzazioni a carattere sociale e non necessariamente con un imperativo commerciale; sottolinea inoltre che l'innovazione sociale è l’opportunità per i cittadini, qualsiasi ruolo rivestano, di migliorare l’ambiente di lavoro e di vita, contribuendo così a potenziare il modello sociale europeo;

41.

sottolinea il ruolo che il settore dell'economia sociale (cooperative, enti mutualistici, associazioni e fondazioni) svolge in materia di innovazione sociale definendo e attuando gli strumenti per rispondere alle esigenze di cui il mercato e le forme d'impresa convenzionali non tengono conto;

42.

ritiene che la strategia dell’innovazione UE dovrebbe liberare il potenziale dei dipendenti consentendo anche ai dipendenti senza formazione universitaria di far parte e di partecipare a diversi tipi di programmi e di progetti di innovazione dell’Unione;

43.

sottolinea che la strategia dell’innovazione dell’Unione deve riconoscere l’importanza di idee, suggerimenti e competenze di semplici dipendenti allorché si parla di innovazione. Diversi studi sottolineano il fatto che l’innovazione promossa dai dipendenti non è soltanto un bene per l’impresa ma anche una soddisfazione nel lavoro e, se fatta nel modo giusto, è qualcosa che può effettivamente ridurre lo stress;

44.

chiede alle autorità dell'UE, nazionali, regionali e locali di avviare il progetto pilota e di promuovere la ricerca sull'innovazione sociale, fornendo fondi pubblici in materia, nonché partenariati pubblico-privati, che potrebbe fungere da base per le attività future in tale campo; sottolinea che l'innovazione sociale deve figurare nei programmi di finanziamento e sostegno quali il Fondo sociale europeo, i programmi quadro e il programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP);

45.

sottolinea l'importanza della ricerca nel settore medico che, combinata ad applicazioni innovative, promuoverà la crescita e il benessere in una società che invecchia; è favorevole a una stretta cooperazione tra i dipartimenti di ricerca delle università e l'industria del settore medico al fine di definire i prodotti e i servizi di cui i cittadini dell'UE avranno urgente bisogno nel prossimo decennio;

46.

invita la Commissione ad attivare le risorse del quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'UE onde garantire la realizzazione sostenibile di infrastrutture di ricerca per le scienze biologiche e mediche come servizio pubblico di R&S, orientato verso una migliore qualità della vita dei cittadini, il che è un modo per progredire verso una società basata sulla conoscenza che possa far fronte alle sfide della società in Europa;

47.

ritiene che un maggiore impulso alla politica dell’innovazione costituisca un’opportunità per ammodernare e rafforzare i servizi pubblici in settori esistenti ed emergenti, in una serie di ambiti della vita economica e sociale, favorendo quindi la qualità e l’efficienza, la creazione di posti di lavoro, la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale nonché la coesione economica, sociale e territoriale;

48.

ritiene che un maggior coordinamento degli sforzi in materia di STI non debba implicare disinvestimenti o sottoinvestimenti nella capacità scientifica di determinati Stati membri o regioni a detrimento di altri; ritiene invece che esso debba comportare investimenti nello sviluppo di una base di STI solida e coerente nei vari paesi e regioni, in linea con le loro caratteristiche e livelli di sviluppo, al fine di promuovere benefiche sinergie e una cooperazione proficua;

49.

sottolinea l’importanza di modernizzare i sistemi di istruzione; invita gli Stati membri a prendere misure per migliorare le capacità imprenditoriali e quantitative dei (giovani) europei integrando l'imprenditorialità, la creatività e l'innovazione in tutti i settori dell'istruzione e migliorando il capitale umano che consente loro di svolgere un ruolo attivo nell'innovazione, ad esempio attraverso il programma della Commissione “Erasmus per giovani imprenditori”, preservando al contempo l'artigianato come fonte di innovazione;

50.

invita la Commissione a collaborare più strettamente con gli Stati membri al fine di mettere a punto previsioni di medio e lungo termine riguardo alle competenze richieste dal mercato del lavoro e a incoraggiare partenariati tra le università e il settore industriale per favorire l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, contribuendo al contempo alla creazione di una società innovativa basata sulla conoscenza, a sviluppare la ricerca applicata e a predisporre migliori prospettive occupazionali per i laureati;

51.

rileva che in tempi di crisi è essenziale attirare i giovani verso le nuove tipologie di lavoro disponibili e garantire che i programmi di qualificazione promuovano l'accesso dei giovani al mercato del lavoro in modo che possano trarre il massimo profitto dal loro potenziale lavorativo, e al fine di combattere l'elevata disoccupazione tra le persone di età inferiore ai 25 anni e di capitalizzare le competenze delle giovani generazioni nell'uso delle nuove tecnologie;

52.

invita a compiere sforzi per superare le carenze di competenze nel campo della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica; sottolinea l’importanza di aumentare la qualità della formazione, migliorando l'accesso all'apprendimento lungo tutto l’arco della vita e alla formazione professionale, promuovendo una formazione continua degli occupati e prevedendo modalità di accesso e di svolgimento per iniziative di formazione inclusive e non discriminatorie nei confronti delle donne; ritiene tuttavia che tali iniziative debbano essere destinate in via prioritaria ai lavoratori dequalificati, a rischio di perdita del posto di lavoro a seguito dell’introduzione delle nuove tecnologie, e a coloro che sono stati licenziati perché privi delle competenze richieste dalle ristrutturazioni e riconversioni; rammenta altresì la necessità di sviluppare più pienamente tutte le azioni di formazione, a tutti i livelli, al fine di accrescere la creatività, le capacità di innovare e lo spirito d'impresa;

53.

sottolinea l'importanza di aumentare il livello dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e di sviluppare azioni di formazione per tutti, onde incrementare l'eco-innovazione e l'imprenditorialità e assicurare che la forza lavoro possa adeguare le proprie competenze alle esigenze del mercato del lavoro in un'economia più sostenibile basata su nozioni di formazione in funzione delle competenze; chiede agli Stati membri, ai datori di lavoro e ai lavoratori di riconoscere che le responsabilità per quanto riguarda gestione delle competenze, la formazione e l’apprendimento lungo tutto l'arco della vita ai fini dell'innovazione, devono essere condivise, come precisato nell’accordo quadro sull'apprendimento permanente concluso dalle parti sociali nel 2002;

54.

sottolinea che, vista la scarsità di studenti universitari nelle materie scientifiche e tecnologiche, occorre adottare provvedimenti volti a garantire che gli studenti non abbandonino gli studi o che, quando scelgono dove studiare, non siano limitati da ragioni finanziarie, e che è pertanto necessario continuare a promuovere l'accesso ai prestiti bancari, che possono essere parzialmente finanziati dagli Stati membri;

55.

evidenzia la necessità di individuare gli "innovatori dormienti", in particolare nell'ambito delle PMI; richiama l'attenzione sul ruolo fondamentale degli organismi intermedi nella loro individuazione, grazie all'offerta di incentivi e consulenza e al sostegno dell'innovazione; ritiene che occorra potenziare tali organismi e sviluppare un programma ad hoc finalizzato a migliorarne la formazione, le qualifiche e la competenza specialistica e che in futuro occorre aumentare l’importanza dei modelli per corsi di formazione a duplice finalità che preparano a due professioni;

56.

ribadisce l'importanza di acquisire una base di competenze fondamentali e un buon livello di cultura generale onde garantire una migliore adattabilità all'ambiente di lavoro; sottolinea che, in tale contesto, l'apprendimento delle lingue è di particolare importanza;

57.

invita gli Stati membri a creare raggruppamenti (clusters) e situazioni in cui l'innovazione sia accelerata e a sostenere lo sviluppo di partenariati più forti tra gli istituti di istruzione e il mondo delle imprese, sia a livello nazionale che internazionale, tenendo anche conto, in fase di definizione dei programmi di studio, delle esigenze delle imprese;

58.

ritiene indispensabile, ai fini della promozione dell'innovazione in tutti i settori, la messa a punto di programmi specificatamente volti a favorire la cultura scientifica e tecnologica;

59.

sostiene la proposta del Comitato delle regioni di creare una "rete virtuale della creatività" aperta a tutti (imprese, autorità locali e regionali, autorità pubbliche centrali, settore privato e cittadini) che fornisca consulenza, assistenza e accesso al capitale di rischio e ai servizi tecnici; rileva che una rete virtuale comporta l'ulteriore vantaggio di permettere agli abitanti di isole, regioni ultraperiferiche nonché zone rurali, montuose o scarsamente popolate di accedere più facilmente alla consulenza di esperti, all'istruzione e all'informazione, al sostegno alle imprese e all'orientamento in materia finanziaria;

60.

plaude all’intenzione della Commissione di fare notevoli progressi nel migliorare le prospettive di carriera per i ricercatori e aumentarne la mobilità tra settori di ricerca superando i confini nazionali. Ciò aiuterebbe a garantire un’adeguata presenza di ricercatori migliorando la qualità della ricerca e dell’innovazione dell’Unione. I ricercatori in tutta l’UE dovrebbero godere del diritto alla formazione, di condizioni di carriera interessanti nonché dell'eliminazione degli ostacoli alla mobilità;

61.

rileva che l’innovazione sociale è una sfida del capitale umano ove l’università deve svolgere un ruolo di maggior rilievo attraverso l’istruzione, la formazione permanente, la ricerca, l’innovazione e la capacità imprenditoriale; sottolinea l’importanza di università più aperte e moderne e la necessità di maggiore autonomia delle università nella definizione delle priorità strategiche e della propria azione in risposta alle priorità della società;

62.

sottolinea, al fine di assicurare una più forte integrazione tra le componenti del triangolo della conoscenza, la necessità di promuovere politiche volte a rafforzare la collaborazione tra i sistemi di istruzione e il mondo dell'impresa nello sviluppo di nuovi curricula e programmi di dottorato;

63.

invita la Commissione a creare una piattaforma digitale “Innovazione aperta” ove sottoporre problemi di politica a livello europeo e ove cittadini e parti interessate di tutta Europa possono presentare idee e soluzioni;

64.

rileva l’esistente divario di competenze nelle università per quanto riguarda una migliore interazione proattiva con le imprese; invita la Commissione a lanciare un nuovo programma a livello europeo per la formazione e l’istruzione dei dirigenti universitari, di funzionari addetti al trasferimento di tecnologie e di professionisti del broker tecnologico e a fissare linee guida per la professionalizzazione di tali carriere nelle università;

Semplificazione, deframmentazione, finanziamento e normalizzazione

65.

rileva che importanti costi di opportunità sono associati ai settori di spesa più tradizionali dell'UE e sottolinea la necessità di allineare le priorità strategiche dell'UE per il 2020 alla politica di bilancio; chiede pertanto che una quota maggiore del bilancio dell'Unione europea sia destinata a R&S e innovazione;

66.

sottolinea la dimensione comparativamente ridotta del bilancio UE destinato a R&S&I rispetto ai bilanci degli Stati membri che forniscono la maggioranza dei finanziamenti pubblici per la ricerca; chiede, pertanto, di porre maggiormente l'accento sugli strumenti di finanziamento con un effetto leva a livello di spesa nazionale per la ricerca, sugli investimenti privati e sui finanziamenti della BEI per promuovere il coordinamento degli sforzi e stimolare gli investimenti fino al raggiungimento degli obiettivi europei prefissati;

67.

invita la Commissione a combinare i regimi di aiuto e le strutture di sostegno esistenti al fine di passare ad un sistema semplice e accessibile volto ad accelerare l'innovazione, affrontare le grandi sfide della società ed evitare in modo attivo la frammentazione e la burocrazia;

68.

chiede alla Commissione a valutare i regimi di aiuto e le strutture di sostegno esistenti e ad istituire uno sportello unico in cooperazione con gli Stati membri, vale a dire, un servizio presso il quale tutti i soggetti interessati (in particolare le PMI innovative), compresi gli enti locali e regionali, possono ottenere informazioni e richiedere un aiuto finanziario o entrare in contatto con potenziali partner;

69.

sottolinea la necessità di sostenere le PMI dalla prima fase di innovazione alla fine, in modo che siano in grado di innovare e possano partecipare ai programmi di sostegno europei;

70.

incoraggia le strategie di internazionalizzazione dei cluster volte a realizzare veri e propri dispositivi di sostegno e di accompagnamento per le PMI;

71.

insiste sulla necessità che i cluster europei divengano più visibili e che si informi meglio sui loro successi e i loro risultati; propone di realizzare una piattaforma di servizi per le PMI innovative attraverso un ‧cluster-link‧ che colleghi i diversi cluster e parchi tecnologici in Europa e nel mondo (per esempio nel Mediterraneo);

72.

sottolinea che, in periodi di crisi economica, gli investimenti in ricerca e sviluppo tendono a diminuire, anche se è stato dimostrato che le imprese e gli Stati membri che investono di più durante tali periodi sono quelli che traggono il massimo vantaggio comparativo di mercato;

73.

invita la Commissione ad introdurre un quadro politico unico per sostenere e finanziare l'innovazione con norme uniformi, per creare sinergie ed unificare, ove possibile, i programmi di sostegno per la Ricerca & sviluppo & innovazione, e per sostenere l'innovazione destinandole un maggior volume di fondi e incoraggiando una maggiore partecipazione del settore finanziario; ricorda agli Stati membri di rispettare l'impegno a destinare gli introiti ETS al finanziamento di azioni connesse al clima, inclusi progetti di innovazione;

74.

invita la Commissione a prendere in considerazione programmi finanziati da più fondi per gli Stati membri e le regioni che desiderano utilizzarli; ritiene che tali programmi contribuirebbero a operare in modo più integrato e flessibile e migliorerebbero l'efficienza dell’interazione tra i diversi fondi (fondi strutturali e programmi quadro di ricerca e sviluppo);

75.

si unisce al Consiglio nel chiedere un miglior equilibrio tra fiducia e controllo e tra assunzione di rischi e la prevenzione dei rischi, riconoscendo che l'innovazione e la ricerca sono attività ad alto rischio senza risultati garantiti;

76.

richiama l'attenzione sul fatto che i partecipanti al processo di innovazione devono fare i conti con procedure e criteri di ammissibilità diversi, sia nei vari programmi europei sia tra questi ultimi e i programmi nazionali; rileva che ciò si traduce in burocrazia, costi elevati e perdita di tempo e opportunità; chiede un impegno comune da parte della Commissione e degli Stati membri ad attuare un processo di semplificazione e convergenza in materia di procedure di selezione e criteri di ammissibilità utilizzati nel settore europeo della ricerca e dell'innovazione;

77.

chiede alla Commissione europea di presentare al Parlamento europeo una valutazione esterna sugli strumenti di innovazione creati all'interno del settimo programma quadro come piattaforme tecnologiche e ITC e che tale valutazione dovrebbe comprendere le attività, le gare, i progetti di innovazione ed i risultati (se esistono) nonché il contributo economico di fondi pubblici e privati;

78.

ribadisce la necessità di un aumento significativo degli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione, sia privati che pubblici, affinché l'industria dell'UE continui ad essere leader in ambito tecnologico e mantenga la competitività a livello mondiale in settori quali i trasporti e l'efficienza energetica; reputa inoltre che un maggiore finanziamento pubblico di R&S&I sia necessario per ottenere finanziamenti privati;

79.

chiede che il futuro programma quadro promuova l'uso ottimale dei risultati della ricerca, collegandoli al processo di innovazione attraverso l'estensione dei progetti finanziati alle fasi della dimostrazione e del prototipo;

80.

sottolinea l'importanza di una migliore assistenza nell'attuazione di politiche e programmi volti a migliorare le sinergie in seno alla catena "infrastrutture di ricerca e sviluppo - innovazione - creazioni di posti di lavoro";

81.

rileva che la semplificazione amministrativa e finanziaria delle procedure di finanziamento pubblico, in particolare nei programmi quadro dell'UE, è un presupposto per la stabilità, la certezza del diritto in relazione ai partecipanti e quindi per una maggiore partecipazione dell'industria;

82.

ribadisce che i programmi quadro dovrebbero continuare a sostenere la ricerca che collabora con l'industria in quanto questa attrae fondi industriali e ha un’influenza positiva sulla creazione di innovazione produttiva nel mercato unico;

83.

chiede con insistenza che sia mantenuta una solida base di eccellenza nella ricerca di base, facendo tesoro dei successi del Consiglio europeo per la ricerca e che sia altresì mantenuta una solida base per la ricerca scientifica applicata e l'innovazione, attraverso la creazione di un'agenzia per la ricerca applicata e l'innovazione di tipologia analoga al CER, fondendo nel modo opportuno le strutture esistenti;

84.

ritiene che l'innovazione e la creatività siano elementi chiave della ripresa economica dell'Unione e che l'importanza di trasformare le conquiste scientifiche e tecnologiche dell'Unione in nuovi prodotti e servizi non possa essere sottovalutata;

85.

ricorda che l'innovazione significa mettere in pratica con successo delle idee e sottolinea il legame fondamentale tra innovazione e mercato; ritiene pertanto che adeguati strumenti finanziari dovrebbero essere disponibili al fine di accelerare l'introduzione di tecnologie di successo sul mercato dell'Unione europea, in particolare quelle tese ad affrontare le grandi sfide della società;

86.

ritiene che lo sfruttamento commerciale dei risultati della ricerca nell’UE sia troppo lento o insufficiente, e raccomanda di creare vivai di imprese che, attivi nella ricerca di innovazione, siano in contatto con gli istituti universitari e i centri di ricerca e il cui compito sia di promuovere lo sfruttamento commerciale dei risultati della ricerca, ad esempio attraverso contatti aziendali o contribuendo a trovare "business angels" (investitori informali) o capitale di avviamento per costituire nuove imprese;

87.

sottolinea la necessità, per stimolare la domanda e il mercato di prodotti innovativi, di promuovere l'innovazione attraverso la creazione di nuove opportunità di mercato;

88.

invita la Commissione e gli Stati membri a definire e attuare quadri strategici intesi a promuovere un rapido accesso degli utenti alle innovazioni utili in tutta l'UE, facendo in modo che le innovazioni recenti possano realmente raggiungere i potenziali utenti finali entro tempi ragionevoli;

89.

sottolinea l'importanza di distinguere tra innovazione e ricerca; sottolinea che l'innovazione è un processo socioeconomico trasversale complesso, che implica sforzi per aumentare la spesa destinata a ricerca e sviluppo e il sostegno alle PMI e alle attività ad alta tecnologia, e che è incentrato sullo sviluppo di sistemi integrati basati sulle caratteristiche e sulle specificità dei diversi territori;

90.

chiede alla Commissione di collegare più strettamente gli strumenti di finanziamento ai mezzi per l’innovazione sul versante della domanda e di destinare tale sostegno in misura maggiore alle PMI e alle imprese in fase di avvio che hanno bisogno di un primo accesso ai mercati UE o internazionali; ritiene pertanto necessario approvare chiare e specifiche “regole di partecipazione” che prevedano misure volte a incrementare la partecipazione di piccole imprese e microimprese;

91.

sottolinea l'importanza dei programmi di dottorato per l'innovazione europea e propone lo sviluppo di un quadro europeo per i programmi di dottorato, che incoraggi l'apprendimento permanente e coinvolga le imprese nel sostenere, promuovere e utilizzare i risultati della ricerca; invita gli Stati membri ad eliminare gli ostacoli legislativi o amministrativi che potrebbero limitare l'accesso degli interessati a programmi di dottorato;

92.

invita la Commissione a prendere in considerazione programmi finanziati da più fondi per gli Stati membri e le regioni che desiderano utilizzarli; ritiene che tali programmi contribuirebbero a operare in modo più integrato e flessibile e migliorerebbero l'efficienza tra i diversi fondi (fondi strutturali e programmi quadro di ricerca e sviluppo);

93.

sottolinea la necessità di sostenere una composita architettura finanziaria nonché lo sviluppo di nuovi meccanismi finanziari, anche combinando strumenti automatici con strumenti basati sulle sovvenzioni al fine di promuovere gli investimenti necessari per raggiungere obiettivi strategici di R&S;

94.

accoglie con favore la proposta della Commissione di stanziare entro il 2014 fondi che contribuiscano ad aumentare e potenziare i finanziamenti privati necessari a promuovere l'innovazione in Europa;

95.

raccomanda una modifica del mandato della BEI per consentire il finanziamento di ricerca e innovazione ad alto rischio e vicine al mercato; a tale proposito, esorta vivamente la Commissione a estendere il fruttuoso meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi della BEI (RSFF)

aumentando il fattore garanzia del rischio,

potenziando le garanzie disponibili e i prestiti ad imprese private o ad istituzioni pubbliche ad elevato profilo di rischio finanziario per attività di R&S&I,

fornendo un importo aggiuntivo di 500 milioni di euro nel 2001, aumentando l'attuale finanziamento da 1 miliardo di euro a 5 miliardi di euro dopo il 2013, e

diversificando il tipo di strutture di condivisione del rischio al fine di fornire alle imprese - in particolare alle PMI - un migliore accesso al finanziamento;

96.

propone la creazione di un fondo europeo per finanziare l'innovazione al fine di potenziare la capacità d’investimento nelle PMI innovative attraverso la condivisione dei rischi utilizzando risorse private;

97.

accoglie con favore la proposta della Commissione di definire investimenti specifici indirizzati ad avviamenti innovativi;

98.

chiede alla Commissione di trasferire una maggiore quota delle ricerche prossime al mercato, compresi i progetti di dimostrazione, verso strumenti rappresentativi di patrimonio e basati sul debito nell’ambito dei futuri programmi quadro - in grado di ottenere maggiori capitali privati - quali il CIP, il RSFF e il FEI e a darvi accesso alle PMI di tutta Europa; sottolinea la necessità di colmare i divari di finanziamento per le imprese (transfrontaliere) in fase di avviamento;

99.

sottolinea che, nella progettazione di strumenti di finanziamento, è necessaria una migliore comprensione delle specificità associate alle dimensioni, al livello di sviluppo e al settore di attività dell'azienda; chiede un'azione urgente per affrontare le principali strozzature nelle fasi dell’innovazione migliorando l’accesso ai finanziamenti di avviamento, ai finanziamenti informali e a maggiori finanziamenti azionari e quasi mobiliari sia a livello UE che a livello regionale e locale;

100.

sottolinea che il potenziale di sviluppo del capitale di rischio nell'UE è lungi dall'essere stato realizzato a causa delle divergenze nelle regolamentazioni e disposizioni fiscali nazionali; accoglie con favore la proposta della Commissione di garantire che, entro il 2012, i fondi di capitali di rischio con sede in uno Stato membro possano funzionare ed investire liberamente nell'UE, creando così un vero e proprio "Mercato unico dei capitali di rischio dell'UE";

101.

chiede l'ulteriore sviluppo di strumenti e meccanismi per migliorare l'accesso delle PMI ai servizi di ricerca e innovazione (come i buoni innovazione) e ad altri servizi alle imprese basati sulla conoscenza (modellizzazione, valutazione del rischio, ecc) che sono fondamentali perché le PMI innovino e portino soluzioni innovative sul mercato;

102.

sottolinea i vantaggi in materia di attività economiche ed ecoefficienza dei sistemi di prodotto-servizio e dei modelli imprenditoriali orientati alla funzione ed invita la Commissione a sviluppare una strategia in questo campo;

103.

invita la Commissione e gli Stati membri a rivalutare l'intero sistema dell'innovazione allo scopo di eliminare le inutili barriere finanziarie e amministrative, ad esempio:

all'accesso ai prestiti e ad altre opportunità e strumenti di sostegno finanziario per le università e le organizzazioni di ricerca e tecnologia (ORT),

e a sviluppare attività di trasferimento di tecnologia, basate sulla valorizzazione della proprietà intellettuale;

104.

i rammarica che i protocolli di innovazione siano soggetti a lunghe procedure burocratiche di approvazione che rallentano l'innovazione, limitano la competitività del mercato dell'UE e bloccano lo sviluppo delle conoscenze scientifiche nella comunità medica, ritardando così i benefici per i pazienti;

105.

sottolinea l'importanza di dare la priorità alla revisione della direttiva sulla sperimentazione clinica attraverso un dialogo con i ricercatori, al fine di garantire un quadro normativo migliore per lo sviluppo di medicinali e per il confronto fra trattamenti alternativi e medicinali nella ricerca clinica (come dichiarato nelle conclusioni del Consiglio sull'innovazione e la solidarietà nel settore farmaceutico adottate il 6 dicembre 2010 a Bruxelles);

106.

sottolinea la grande importanza di utilizzare le nuove conoscenze per sviluppare modalità nuove e migliori di prevenzione, diagnosi e cura del cancro e per promuovere meccanismi rapidi per mettere tali scoperte a disposizione dei pazienti;

107.

sottolinea l'importanza dell'innovazione nel triangolo della conoscenza e ricorda la necessità di sviluppare una cultura dell'innovazione nelle prospettive finanziarie e nelle prospettive post 2013;

108.

invita gli Stati membri, in stretta collaborazione con le regioni, a ottimizzare l'uso dei Fondi strutturali per la R&S&I nell'attuale periodo di finanziamento, concentrandosi sulle grandi sfide per la società, impegnandosi per realizzare la coesione nell’innovazione e nella ricerca e allineando le priorità dei Fondi strutturali con gli obiettivi UE 2020; chiede alla Commissione e agli Stati membri di evitare costose duplicazioni promuovendo strategie di specializzazione intelligenti e più mirate; ritiene che le regioni andrebbero incentivate a promuovere questa architettura di specializzazione europea;

109.

sottolinea che gran parte dei fondi di coesione previsti per l'innovazione non viene spesa a causa di requisiti amministrativi inopportuni e dell'esigenza di fondi corrispondenti non disponibile in periodi di difficoltà finanziarie; ritiene che questo fatto contribuisca ad allargare il divario economico tra Stati membri, che si trova al centro dell'attuale crisi della zona euro; chiede la riforma e la razionalizzazione dei fondi strutturali, per renderli accessibili alla ristrutturazione dei soggetti economici coinvolti, in particolare le PMI;

110.

ritiene che la fissazione di parametri di riferimento e di standard si sia rivelata un forte motore di promozione dell'innovazione e della competitività sostenibile in diversi settori industriali; si unisce al Consiglio nell'invitare la Commissione a formulare proposte atte ad accelerare, semplificare, ridurre i costi e modernizzare le procedure di normalizzazione, attraverso una maggiore trasparenza e una più ampia partecipazione delle parti interessate, generando così una risposta europea più rapida agli sviluppi sui mercati globali innovativi; chiede alla Commissione di prendere seriamente in considerazione validi meccanismi innovativi come la creazione di standard aperti che integrano soggetti lungo la catena di valore;

111.

osserva che la normalizzazione può aumentare innovazione e competitività facilitando l'accesso ai mercati e consentendo l'interoperabilità; incoraggia la Commissione a intensificare l'impegno nella promozione dell'inclusione delle norme europee, in particolare in campo sociale e ambientale, nei futuri accordi di libero scambio;

112.

sottolinea pertanto che tutte le strategie relative alla trasformazione dell'Europa per un mondo post-crisi devono essere orientate alla creazione di posti di lavoro;

113.

esorta la Commissione europea a seguire la raccomandazione formulata dal Gruppo di esperti sulla valutazione intermedia del Settimo programma quadro, in cui si chiede di prendere in considerazione una moratoria sui nuovi strumenti fino a quando quelli esistenti non saranno stati sufficientemente sviluppati e adeguatamente valutati; chiede, pertanto, che vengano adottate precauzioni particolari per evitare confusione a causa della proliferazione di strumenti;

114.

invita la Commissione a presentare al Parlamento una valutazione esterna degli strumenti di innovazione creati nell’ambito del Settimo programma quadro, come, per esempio, le piattaforme tecnologiche e le iniziative tecnologiche congiunte europee (ITCE) e ritiene che tale valutazione dovrebbe coprire le attività, gli inviti a presentare proposte, i progetti di innovazione e (gli eventuali) risultati nonché il contributo economico da parte di fondi pubblici e privati;

115.

invita la Commissione, alla luce dell'obiettivo 2020 di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo tecnologico pari al 3 % del PIL e riconoscendo che la ricerca e l'innovazione sono l'unico mezzo sicuro per ottenere la ripresa economica in Europa, a prendere in considerazione la possibilità di stabilire per gli Stati membri un livello intermedio minimo vincolante di finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico pari a circa l'1 % del PIL fino al 2015;

116.

richiama l'attenzione sul fatto che l'innovazione è essenziale ai fini dello sviluppo economico e che l'Unione europea deve assumere circa un milione di nuovi ricercatori per conseguire l'obiettivo di spendere il 3 % del PIL in ricerca e sviluppo, come previsto dalla strategia Europa 2020; ritiene che tale obiettivo possa essere raggiunto più facilmente aumentando considerevolmente il numero di ricercatori donne, che rappresentano solo il 39 % dei ricercatori occupati nel settore pubblico e nell'istruzione superiore e il 19 % dei ricercatori occupati nel settore privato (6);

117.

sostiene l'obiettivo di aumentare di un milione il numero dei ricercatori nell'UE entro il 2020 e rileva che tale enorme investimento avrà effetti moltiplicatori importanti per l'occupazione, ma ritiene al contempo che l'obiettivo sia molto ambizioso e che occorrerà stabilire obiettivi per ogni singolo paese e intraprendere sforzi mirati; constata che il settore pubblico non dispone necessariamente di risorse sufficienti a tal fine e che, nonostante la forte esigenza degli istituti d'istruzione superiore e di ricerca pubblici di aumentare il numero dei posti di ricercatore, la maggior parte dei nuovi ricercatori sarà impiegata nel settore privato; sottolinea che occorre concentrarsi non tanto sul numero dei ricercatori, quanto sulla loro capacità di innovare, sulla qualità della loro istruzione, sulla divisione del lavoro nel campo della ricerca europea, sulle risorse per la ricerca e sulla qualità della stessa;

118.

si compiace del sostegno della Commissione a un'innovazione aperta e collaborativa che comporterà vantaggi sociali ed economici a lungo termine; approva in tale contesto l'impegno della Commissione a favore della divulgazione, del trasferimento e dell'impiego dei risultati della ricerca, anche grazie al libero accesso a pubblicazioni e dati derivanti dalla ricerca finanziata con fondi pubblici; incoraggia la Commissione a reperire i mezzi necessari per conseguire tali obiettivi e sottolinea il ruolo che possono svolgere gli europei in tale ambito;

Mercato interno e proprietà intellettuale

119.

sottolinea che il mercato unico europeo deve essere completato con urgenza per tutti i beni e servizi, compresi i prodotti sanitari innovativi, garantendone l'accesso a 500 milioni di consumatori; ribadisce che una grande sfida per il mercato unico europeo è la frammentazione di leggi e processi di validazione;

120.

sottolinea che in alcuni settori, come quello sanitario, i risultati della ricerca si sono tradotti in innovazioni ogni volta che la scienza lo ha consentito e ritiene pertanto che il pessimismo della Commissione per quanto riguarda l'innovazione sia in molti casi ingiustificato;

121.

sottolinea che le attuali prassi in materia di licenze contribuiscono alla frammentazione del mercato interno dell'UE; osserva che, nonostante i progressi compiuti, la domanda dei consumatori di licenze multiterritoriali e multirepertorio per l'uso transfrontaliero e on-line non ha avuto risposta soddisfacente;

122.

ricorda che l’obiettivo dell’UE è quello di promuovere le industrie culturali e creative tanto online quanto offline e ritiene che l’utilizzazione generalizzata di licenze paneuropee conformemente alle richieste del mercato e dei consumatori dovrebbe essere l’obiettivo e che, qualora ciò non possa essere conseguito entro una breve scadenza, si dovrebbe intraprendere una valutazione globale della legislazione necessaria per trattare tutti gli ostacoli potenziali alla creazione di un effettivo mercato interno dell’UE, compreso il principio di territorialità;

123.

accoglie positivamente il riesame del sistema del marchio dell'Unione da parte della Commissione e la esorta a garantire che vengano messe in atto le opportune misure per consentire ai marchi commerciali di beneficiare del medesimo livello di tutela nell'ambiente online e offline;

124.

sottolinea che un sistema forte, equilibrato ed adeguatamente applicato di diritti di proprietà intellettuale (DPI), che contribuisca ad una maggiore trasparenza e prevenga ogni possibile frammentazione, è una delle condizioni quadro essenziali per l'innovazione; accoglie con favore gli sforzi della Commissione per evitare che i DPI costituiscano un ostacolo alla concorrenza e all'innovazione; invita inoltre la Commissione a definire una strategia di ampio respiro in materia di proprietà intellettuale - e, se del caso, a presentare proposte legislative - che concili i diritti degli inventori con la promozione di un vasto uso delle conoscenze e delle invenzioni e l'accesso alle esse;

125.

esorta la Commissione ad adoperarsi affinché le PMI possano utilizzare in modo efficace i diritti di proprietà intellettuale e industriale;

126.

ritiene che la Commissione debba tenere conto dei problemi specifici riscontrati dalle PMI in materia di rivendicazione dei loro diritti di proprietà intellettuale, conformemente al principio "pensare anzitutto in piccolo" stabilito dallo Small Business Act per l'Europa, applicando in particolare il principio di non discriminazione delle PMI;

127.

ritiene che l’applicazione efficace dei DPI aumenti gli incentivi per le imprese a sviluppare prodotti innovativi ed accresca quindi la gamma di beni e servizi a disposizione dei consumatori;

128.

chiede l'introduzione di un brevetto unico europeo equilibrato; si compiace, nel frattempo, per l'ampio sostegno che si registra in seno al Consiglio per il ricorso alla procedura di cooperazione rafforzata relativa a un brevetto unico dell'UE, la quale dovrebbe essere avviata nel 2011;

129.

rammenta la necessità di adottare il brevetto unico europeo e lo statuto della società europea, al fine di promuovere la transizione verso scambi commerciali esterni al mercato dell'Unione; sottolinea la necessità di ridurre i costi di un brevetto e di DPI europei, tenendo conto delle disparità economiche esistenti tra gli Stati membri dell'UE, affinché siano più competitivi rispetto ai prezzi di quelli statunitensi e giapponesi;

130.

chiede il completamento dello Spazio europeo della ricerca, obbligatorio in virtù del trattato, entro il 2014 in modo da consentire all'UE di trattenere e attrarre i migliori talenti, massimizzare la libertà di circolazione dei ricercatori e promuovere le attività transfrontaliere degli istituti tecnologici e di ricerca e il trasferimento, la diffusione e la valorizzazione dei risultati della ricerca; sottolinea che sarà quindi di fondamentale importanza sviluppare meccanismi di finanziamento adeguati;

131.

sottolinea la necessità di promuovere politiche che contribuiscano a favorire la permanenza dei ricercatori negli Stati Membri dell’UE, promuovendo condizioni di lavoro attraenti negli istituti di ricerca pubblici;

132.

ritiene che sia imprescindibile per un'efficace politica di innovazione e crescita investire sui quei programmi di ricerca che facilitano la mobilità e lo scambio tra ricercatori a livello internazionale e che rafforzano la cooperazione tra il mondo delle scienza e quello dell'impresa - azioni Marie Curie;

133.

sottolinea l'importanza di creare, a livello europeo e nazionale, condizioni favorevoli e incentivi per sostenere la partecipazione a studi di dottorato nonché a ricerche innovative, in modo da impedire la fuga dei cervelli e consentire all'UE di trarre vantaggi sostanziali, rafforzando la sua competitività mediante progressi e innovazioni della ricerca e degli studi;

134.

chiede una rapida revisione della legislazione relativa al marchio comunitario e, in tale contesto, l'adozione di misure atte a garantire che i marchi commerciali beneficino dello stesso grado di protezione negli ambienti online e offline;

135.

plaude alla proposta della Commissione di sviluppare un mercato europeo della conoscenza per i diritti di proprietà intellettuale e il rilascio di licenze entro la fine del 2011, compreso un accesso agevolato alla proprietà intellettuale inutilizzata, tra l'altro incoraggiando la formazione di piattaforme comuni e di accordi di sfruttamento congiunto per i brevetti;

136.

esorta la Commissione a presentare le proposte legislative necessarie alla creazione di un mercato unico del digitale pienamente operativo entro il 2015, dato che ciò migliorerebbe significativamente le condizioni quadro per l'innovazione; sottolinea che le iniziative devono essere ambiziose, soprattutto in settori chiave quali il diritto d'autore, il commercio elettronico, compresa la politica dei consumatori per il commercio elettronico, e l'utilizzo delle informazioni del settore pubblico;

137.

chiede alla Commissione e agli Stati membri di porre il completamento del mercato unico, comprese le misure volte a promuovere un mercato unico del digitale, al centro della politica in materia di innovazione, dato che ciò determinerà prezzi più vantaggiosi e migliore qualità per i consumatori, sosterrà lo sviluppo di prodotti innovativi, stimolerà la creazione di posti di lavoro nell'UE e genererà nuove opportunità di crescita per l'Unione nei mercati guida;

138.

sottolinea che, per progredire verso un mercato unico dell'innovazione, occorre concordare modalità di valutazione dei benefici economici e sociali, diretti e indiretti, a breve e lungo termine;

Appalti pubblici

139.

ricorda che gli appalti pubblici, che rappresentano il 17 % del PIL annuo dell'UE, svolgono un ruolo importante nel mercato unico europeo e nel stimolare l'innovazione;

140.

sollecita gli Stati membri a ricorrere strategicamente agli appalti pubblici per affrontare le sfide della società in modo da stimolare l'innovazione e indirizzare il proprio bilancio pubblico per gli appalti verso prodotti, processi e servizi innovativi, sostenibili e efficienti dal punto di vista ambientale, tenendo conto del fatto che l'offerta più economica non sempre è quella economicamente più redditizia; esorta pertanto la Commissione a:

favorire, nelle sue proposte legislative, gli appalti pubblici che permettono l'innovazione e a procedere a un'analisi relativa agli appalti precommerciali,

prevedere possibilità di ricorrere a cofinanziamenti dell'UE mediante i fondi strutturali, quale incentivo per gli organismi pubblici regionali e locali,

elaborare orientamenti sulle migliori pratiche e programmi di formazione per gli appaltanti a livello degli Stati membri, per sviluppare competenze nel complesso ambito degli appalti precommerciali e innovativi;

141.

insiste sul fatto che l’innovazione dev'essere una componente fondamentale delle politiche pubbliche in settori quali l’ambiente, l'acqua, l’energia, i trasporti, le telecomunicazioni, la salute e l’istruzione; sottolinea l'importanza di promuovere la diffusione e l'assorbimento trasversali dell’innovazione, nel settore pubblico, nelle imprese e in particolare nelle PMI;

142.

esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere gli sforzi del settore pubblico nell'adottare approcci innovativi e ad avviare il nuovo programma di ricerca sull'innovazione nel settore pubblico, ad esempio nei settori dell'e-government, dei servizi sanitari in rete e degli appalti elettronici, nonché a diffondere le migliori pratiche all'interno dell'amministrazione pubblica, il che ridurrà la burocrazia e permetterà di attuare politiche incentrate sui cittadini; sottolinea l'importanza del settore pubblico nel rafforzamento della fiducia dei cittadini nel mercato interno del digitale;

143.

invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità locali e regionali a promuovere l'uso dell'appalto elettronico e in particolare l'adozione dell'appalto precommerciale, anche in forma congiunta e per via elettronica, prestando nel contempo la debita attenzione al rispetto delle norme sulla protezione dei dati come parte integrante della strategia d'innovazione dell'UE; invita in particolare la Commissione, nell'ambito del riesame generale del quadro giuridico degli appalti pubblici, a chiarire e a semplificare le disposizioni pertinenti e a permettere alle amministrazioni aggiudicatrici di fare un uso più trasparente dell'appalto precommerciale; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'inserimento in piena trasparenza di specifici e autentici criteri sociali, ambientali, innovativi e improntati al commercio equo negli appalti pubblici, senza compromettere la partecipazione attiva delle PMI nel processo di ideazione di soluzioni nuove e innovative e nel rispetto delle norme applicabili in materia di concorrenza;

144.

osserva che, tra gli altri ostacoli, è problematico per le PMI innovative accedere a finanziamenti per l'internazionalizzazione e l'assicurazione credito commerciale internazionale; sottolinea la necessità di mettere in atto nuove misure di sostegno per le PMI nel contesto della normativa sulle piccole imprese rivista e dell'attesa comunicazione sulla politica commerciale internazionale e le PMI;

145.

sottolinea che la reciprocità internazionale è necessaria per quanto riguarda l'accesso ai mercati degli appalti pubblici, consentendo così alle imprese dell'UE di concorrere a condizioni eque sul piano internazionale;

146.

insiste sulla necessità di concentrarsi soprattutto sulle barriere non tariffarie, le quali, con la progressiva riduzione o eliminazione delle tariffe, tendono a divenire gli ostacoli principali al commercio internazionale; reputa ingiustificate tutte le barriere risultanti da un'applicazione discontinua delle norme bilaterali e multilaterali sul commercio; reputa d'altronde giustificate tutte le barriere derivanti dalle legittime attività legislative e amministrative di autorità pubbliche svolte in settori non commerciali, ma che hanno effetti involontari sugli scambi, la cui eliminazione deve essere subordinata a consultazioni e deliberazioni pubbliche;

147.

riconosce che il trasferimento di tecnologia ai fini dello sviluppo e del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio deve costituire un aspetto importante della politica commerciale europea, pur ammettendo che il trasferimento ai paesi terzi del know-how dell'UE in materia di alta tecnologia dovrebbe essere controllato dalla Commissione per ottenere migliori informazioni sui modelli dell'innovazione e sui futuri sviluppi ed evitare la concorrenza sleale;

148.

sottolinea l'importante ruolo che le PMI possono svolgere se si definiscono requisiti flessibili (anche per quanto riguarda i requisiti di capitale e le dimensioni dei contratti) per le norme in materia di appalti pubblici, in funzione delle dimensioni delle imprese partecipanti;

149.

sottolinea l'importanza che l'UE e i suoi Stati membri si impegnino nella cooperazione scientifica con paesi terzi; ritiene che le imprese dell'UE debbano vedersi garantire un migliore accesso ai programmi di ricerca e sviluppo nei paesi terzi;

150.

sottolinea che l'UE e gli Stati membri dovrebbero agire in modo coordinato per quanto concerne gli accordi e le iniziative nel campo della scienza e della tecnologia connessi a paesi terzi; ritiene che occorre tenere in considerazione il potenziale degli accordi quadro tra l'UE e i suoi Stati membri con paesi terzi;

Partenariati per l'innovazione europea

151.

ricorda che la sua risoluzione dell'11 novembre 2010 sui partenariati per l'innovazione europea:

afferma che il principio informatore di tutti i partenariati per l'innovazione europea dovrebbe essere l'intelligenza delle risorse, il consumo intelligente e l'efficiente produzione attraverso tutta la filiera,

plaude al progetto pilota sull'invecchiamento attivo e in buona salute;

152.

sottolinea che i partenariati per l'innovazione europea devono:

non superare il ridotto numero di grandi sfide della società ed essere calibrati su di esse;

dare ispirazione mediante obiettivi ambiziosi ma fattibili, incentrati sull’impatto e su risultati chiari, e tradursi in modo coerente in obiettivi specifici,

creare sinergie e seguire i principi SMART,

essere condivisi e coordinati tra più di due settori politici (DG) in seno alla Commissione,

integrare e coordinare meglio tutti gli strumenti e le iniziative R&S&I esistenti, comprese le comunità della conoscenza e dell’innovazione dell'EIT, evitando al contempo inutili duplicazioni,

garantire la partecipazione di tutti i partner pubblici e privati interessati, comprese le PMI e le organizzazioni della società civile, lungo tutta la filiera, nella selezione, nello sviluppo e nel funzionamento dei futuri partenariati;

invita pertanto la Commissione a promuovere e sostenere altre iniziative basate sul principio dei partenariati europei per l'innovazione;

153.

considera esemplare l'obiettivo stabilito per il partenariato pilota “Invecchiamento attivo e in buona salute” di prolungare di due anni la durata di vita in buona salute, entro il 2020; e ritiene che occorra stabilire obiettivi chiari per tutti i partenariati per l'innovazione, che, senza misure innovative, mancherebbero di una prospettiva e di motivazione e renderebbero più difficile stabilire obiettivi intermedi e parziali misurabili;

154.

accoglie con favore i "partenariati europei per l'innovazione" intesi ad accrescere e coordinare gli investimenti in R&S nonché a coordinare meglio gli appalti pubblici al fine di accelerare l'introduzione di innovazioni sul mercato; sottolinea tuttavia che le politiche in materia di appalti pubblici non dovrebbero essere concepite al fine di sostituirsi ai mercati privati o di distorcere la concorrenza, ma per avere su di essi un effetto leva, stimolando la diffusione dell'innovazione e mantenendo nel contempo i mercati aperti alla possibilità di muoversi in nuove direzioni;

155.

invita la Commissione a presentare nel regolamento proposte per i diversi fondi nel periodo 2014-2020, al fine di facilitare in modo concreto i partenariati europei per l'innovazione;

156.

invita la Commissione a riferire ogni anno al Parlamento su tutti i partenariati per l'innovazione europea e due volte all'anno sul primo progetto pilota e chiede che il Parlamento europeo sia associato a tutte le fasi della messa in atto dei partenariati europei per l'innovazione;

157.

invita la Commissione ad avviare un partenariato per l'innovazione incentrato sulle materie prime;

La regione come partner importante

158.

sottolinea che il pieno impegno delle autorità regionali e locali è cruciale per centrare gli obiettivi di Unione dell'innovazione, in quanto svolgono un ruolo importante nel riunire le imprese, le istituzioni della conoscenza, le autorità pubbliche e i cittadini nel modello del diamante a 4 punte, fungendo quindi da cerniera tra questi vari attori, gli Stati membri e l'UE; invita pertanto la Commissione a indicare ambiti di discussione e modalità operative tramite cui le regioni possano partecipare e contribuire, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, alla definizione delle risposte più adeguate alle grandi sfide della società, riconoscendo al contempo le esigenze specifiche delle varie regioni;

159.

prende atto delle conclusioni del panel europeo sull’innovazione del 2009, secondo le quali la crisi economica e finanziaria sta avendo in vari paesi e regioni conseguenze sproporzionate che stanno pregiudicando l’obiettivo della convergenza; teme che gli attuali vincoli di bilancio imposti agli Stati membri possano portare a maggiori restrizioni negli investimenti in STI, con effetti potenzialmente molto negativi; concorda sul fatto che l’iniziativa “Unione dell’innovazione” deve coinvolgere tutti gli Stati membri e le regioni e che è essenziale evitare di creare una “divisione dell'innovazione” tra paesi e regioni più innovativi e meno innovativi;

160.

invita tutte le regioni a investire nell'innovazione e adeguare la loro strategia dell'innovazione per aumentarne l'efficacia, nonché a potenziare il loro capitale umano e migliorare la capacità e la volontà delle sue imprese di innovare e diventare competitive sul piano internazionale;

161.

osserva che i responsabili delle decisioni a livello regionale devono essere pienamente consapevoli del potenziale di crescita economica che le attività di ricerca e innovazione offrono a tutte le regioni, poiché la grande maggioranza delle innovazioni si verifica al livello dell'interfaccia pratica (innovazioni basate sulla domanda e sull'utente) e, perlopiù, sono finanziate dal FESR; rileva quindi che, nella misura in cui le attività di innovazione non presuppongono necessariamente o principalmente l'esistenza di istituti di insegnamento a livello universitario, anche le regioni prive di università e centri di ricerca dovrebbero essere messe in condizione di sviluppare le proprie capacità di innovazione e derivare i massimi benefici dalle risorse e dagli attivi regionali e locali in termini di potenziale per l'innovazione;

162.

osserva che la promozione dell'innovazione a livello regionale può contribuire a ridurre i divari regionali; incoraggia ciò nondimeno i diversi livelli (regionale, nazionale e dell'UE) a coordinare più efficacemente i loro sforzi nell'ottica di una pianificazione a livello europeo delle attività di R&S;

163.

sottolinea che l'innovazione, sul piano sia della definizione politica che delle attività di imprese e centri di ricerca, è di fondamentale importanza per rafforzare la politica di coesione territoriale dell'UE e, per la sua stessa natura, può contribuire in modo decisivo a raggiungere gli obiettivi di coesione e a superare gli ostacoli alla coesione stessa nelle regioni con specifiche caratteristiche geografiche e demografiche;

164.

sottolinea il contributo della diversità culturale al processo di innovazione; ritiene, a questo proposito, che le azioni volte a salvaguardare e promuovere la diversità culturale regionale dovrebbero vedersi conferire un ruolo di primo piano nella politica a favore dell'innovazione;

165.

sottolinea il ruolo chiave delle regioni nell'elaborazione di politiche atte a stimolare l'innovazione a livello nazionale; osserva tuttavia che in molti Stati membri i bilanci regionali e locali sono insufficienti, e i bilanci nazionali destinati all'innovazione sono scarsi;

166.

sottolinea la necessità di mobilitare l'intero potenziale di innovazione delle regioni dell'UE al fine di rispettare gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e evidenzia che la politica regionale futura dovrà considerare questa sfida come una priorità assoluta; ritiene che questa priorità si applichi a tutti gli obiettivi della politica regionale e sottolinea la necessità di fare in modo che la competitività europea sia garantita da norme mondiali; invita l’industria a partecipare all'innovazione ecologica, dato che gli imprenditori hanno un ruolo molto importante nella maggiore diffusione dell'innovazione ecologica a livello regionale; rileva, a tale proposito, che sarà fondamentale, per il successo di una strategia volta a sviluppare economie efficienti dal punto di vista delle risorse e industrie sostenibili, di informare gli imprenditori dimostrando l’esistenza di nuove opportunità economiche;

167.

sottolinea il ruolo del potenziale innovativo dei paesi che non sono membri dell'Unione europea ma che cooperano con essa nel quadro del partenariato orientale, e chiede che tali paesi siano inclusi nell'iniziativa "Unione dell'innovazione";

168.

sottolinea l'enorme potenziale delle città nel portare avanti attività di ricerca e innovazione; ritiene che una politica urbana più intelligente e l'iniziativa "Città intelligenti" in campo energetico, che si fonda sui progressi tecnologici tenendo presente che l'80 % della popolazione europea vive nelle città, dove si concentrano inoltre le maggiori disparità sociali, possano contribuire all'innovazione economica sostenibile;

Messa in atto della strategia

169.

invita la Commissione a convertire l'attuale documento strategico "Unione dell'innovazione" in un piano d'azione dotato di obiettivi specifici, inquadrati in un calendario misurabile; esorta la Commissione a controllare regolarmente i progressi, valutando gli ostacoli e presentando meccanismi volti a permettere il miglioramento, e riferendo regolarmente al Parlamento europeo e al Consiglio;

170.

invita la Commissione a valutare strumenti specifici della politica europea dell'innovazione rispetto ai nostri principali concorrenti (USA, Giappone e paesi BRIC) e a riferire sui loro risultati comparativi in termini di innovazione;

*

* *

171.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.


(1)  Testi approvati, P7_TA(2010)0398.

(2)  Testi approvati, P7_TA(2011)0093.

(3)  Testi approvati, P7_TA(2010)0209.

(4)  Testi approvati, P7_TA(2010)0223.

(5)  Testi approvati, P7_TA(2010)0401.

(6)  Comunicato stampa intitolato “She Figures 2009 – risultati e tendenze principali”, Commissione europea, 2009 http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/09/519&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en