COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Una disciplina di qualità per i servizi di interesse generale in Europa /* COM/2011/0900 definitivo */
1.
Introduzione
L'attuale
situazione economica e finanziaria ha messo più che mai in evidenza il ruolo
fondamentale dei servizi di interesse generale (SIG) nell'Unione europea (UE).
Nei settori quali l'assistenza sanitaria, i servizi per l'infanzia, l'assistenza
agli anziani e alle persone con disabilità o l'edilizia sociale, tali servizi
forniscono una rete di sicurezza fondamentale per i cittadini[1] e contribuiscono a promuovere
la coesione sociale. I servizi di interesse generale nel campo dell'istruzione,
della formazione e dell'occupazione svolgono un ruolo chiave nel programma per
la crescita e l'occupazione. Nell'economia della conoscenza, le scuole, i
centri di formazione e le università devono essere della massima qualità per
garantire che i giovani acquisiscano nuove competenze per nuovi lavori. Allo
stesso tempo, i vincoli di bilancio cui sono attualmente confrontate le
amministrazioni pubbliche e l'esigenza di un risanamento di bilancio rendono
necessario assicurare che servizi di elevata qualità siano prestati nella
maniera più efficiente e con il miglior rapporto costi‑benefici. Gli orientamenti
politici presentati dal presidente nel 2009[2]
si riferivano già alla modernizzazione del settore dei servizi come strumento
per promuovere nuove fonti di crescita e coesione sociale: "la
necessità di favorire in generale lo sviluppo del settore socio-sanitario, ad
esempio elaborando un quadro di qualità per i servizi pubblici e sociali, la
cui importanza verrebbe così riconosciuta nel modello europeo di società"[3]. Europa 2020[4] ha riconfermato la necessità di
sviluppare nuovi servizi, sia prestati fisicamente che su internet, in grado di
generare crescita e creare posti di lavoro, fra cui dei servizi innovativi di
interesse generale. Sebbene il
trattato abbia sempre garantito agli Stati membri la flessibilità necessaria
per fornire tali servizi di qualità, il trattato di Lisbona ha introdotto nuove
disposizioni: l'articolo 14 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
(TFUE) e il protocollo n. 26 sui servizi di interesse generale. Il trattato di
Lisbona ha inoltre attribuito all'articolo 36 della Carta dei diritti
fondamentali lo stesso valore giuridico dei trattati. È in questo nuovo
contesto che la Commissione ha deciso di riunire in un'unica disciplina tutte
le azioni che sta attuando in materia di servizi d'interesse generale. Ciò
garantirà che negli anni a venire il quadro normativo dell'UE continuerà a
rafforzare la dimensione sociale del mercato unico, per tenere più
adeguatamente conto della natura specifica di questi servizi e per raggiungere
l'obiettivo di fornirli in maniera tale da integrare i valori sanciti nel
protocollo ossia la qualità, la sicurezza e l'accessibilità economica, la
parità di trattamento, l'accesso universale e i diritti dell'utente. L'obiettivo della
presente comunicazione, che dà anche seguito all'atto per il mercato unico[5], è presentare la disciplina di
qualità che si articola in tre linee d'azione complementari: –
migliorare la chiarezza e la certezza giuridica
quanto alle modalità di applicazione delle norme dell'UE ai servizi di
interesse economico generale (SIEG) e, se necessario, rivedere le norme per
soddisfare esigenze specifiche. La revisione costante della normativa è
fondamentale vista la natura evolutiva di questi servizi. Parallelamente alla
presente comunicazione, la Commissione presenta le riforme di due normative –
quella in materia di aiuti di Stato per i servizi di interesse economico
generale e quella sugli appalti pubblici - che aumenteranno la flessibilità e
la semplificazione per gli Stati membri in sede di erogazione di tali servizi.
Queste riforme mirano altresì a migliorare la coerenza fra le due politiche e a
garantire maggiormente ai soggetti portatori di interesse che rispettano
pienamente le norme sugli appalti pubblici che, a talune condizioni, essi
soddisfano anche le condizioni applicabili in materia di aiuti di Stato
stabilite dalla sentenza Altmark. Ciò dovrebbe determinare una certezza
giuridica e una semplificazione maggiori sia per le autorità pubbliche che per
le imprese; –
garantire l'accesso ai servizi fondamentali: la
Commissione porterà avanti il suo impegno volto ad assicurare a tutti i
cittadini l'accesso ai servizi essenziali in settori specifici, basandosi su
azioni recenti intraprese nei settori dei servizi postali, delle
telecomunicazioni e bancario; –
promuovere la qualità: la Commissione rafforzerà il
proprio impegno per promuovere la qualità nell'ambito dei servizi sociali e
utilizzerà i risultati ottenuti in materia come modello per altri servizi di
interesse generale. Concetti di
base Il dibattito sui servizi di interesse generale
risente della mancanza di chiarezza dal punto di vista terminologico. I
concetti sono utilizzati in maniera intercambiabile e inaccurata. I soggetti
portatori di interesse hanno chiesto alla Commissione di fare chiarezza. La
Commissione è tuttavia vincolata al diritto primario dell'UE e alla
giurisprudenza della Corte. Per di più i concetti sono dinamici e in
evoluzione. Servizi di interesse generale (SIG): i SIG sono servizi che le autorità pubbliche degli Stati membri
considerano di interesse generale e pertanto sono oggetto di specifici obblighi
di servizio pubblico (OSP). Il termine riguarda sia le attività economiche
(vedere la definizione di SIEG in appresso) che i servizi non economici. Questi
ultimi non sono soggetti a una normativa UE specifica né alle norme del
trattato in materia di mercato interno e concorrenza. Alcuni aspetti
dell'organizzazione di questi servizi possono essere oggetto di altre norme
generali del trattato, quali il principio di non discriminazione. Servizi di interesse economico generale
(SIEG): i SIEG sono attività economiche i cui
risultati contribuiscono all'interesse pubblico generale che non sarebbero
svolte dal mercato senza un intervento statale (o sarebbero svolte a condizioni
differenti in termini di qualità, sicurezza, accessibilità economica, parità di
trattamento o accesso universale). Al fornitore incombe un OSP sulla base di un
incarico e di un criterio di interesse generale che assicura che il servizio
sia fornito a condizioni che gli consentano di assolvere i propri compiti. Servizi sociali di interesse generale (SSIG): comprendono i regimi di sicurezza sociale che coprono i rischi
fondamentali dell'esistenza e una gamma di altri servizi essenziali forniti
direttamente al cittadino che svolgono un ruolo preventivo e di
coesione/inclusione sociale[6].
Seppur alcuni servizi sociali (come i regimi di sicurezza sociali previsti per
legge) non siano considerati attività economiche dalla Corte europea, la
giurisprudenza della Corte afferma chiaramente che la natura sociale di un
servizio non è di per sé sufficiente per qualificarlo come attività non
economica[7].
Il termine "servizio sociale di interesse generale", di conseguenza,
riguarda attività sia economiche che non. Obbligo di servizio universale (OSU): gli OSU sono un tipo di OSP che stabiliscono le condizioni per
assicurare che taluni servizi siano messi a disposizione di tutti i consumatori
e utenti di uno Stato membro, a prescindere dalla loro localizzazione
geografica, a un determinato livello di qualità e, tenendo conto delle
circostanze nazionali, ad un prezzo abbordabile. La definizione di OSU
specifici è stabilita a livello europeo come componente essenziale della
liberalizzazione del mercato nel settore dei servizi, quali le
telecomunicazioni, i servizi postali e i trasporti. Servizio pubblico: la nozione di servizio pubblico è utilizzata all'articolo 93 del TFUE
in materia di trasporti. Tuttavia, al di fuori di questo settore, il termine è
talvolta utilizzato in maniera ambigua: può riferirsi al fatto che un servizio
è offerto al pubblico generale e/o nell'interesse pubblico o può riferirsi
all'attività di enti pubblici. Per evitare le ambiguità, la presente comunicazione
non utilizza questo termine ma la terminologia "servizio di interesse
generale" e "servizio di interesse economico generale".
2.
Contesto istituzionale: cambiamenti introdotti dal trattato di
Lisbona
Il trattato di
Lisbona, il protocollo n. 26 sui servizi di interesse generale e l'articolo 36
della Carta dei diritti fondamentali sottolineano chiaramente l'importanza dei
servizi di interesse generale nell'UE e definiscono i principi che guidano
l'approccio dell'UE nei confronti di tali servizi. Questi tre elementi
forniscono una solida base per attuare un approccio flessibile e pragmatico,
essenziale in questo settore considerate le differenze in termini di esigenze e
preferenze che derivano da situazioni geografiche, sociali e culturali
differenti. Il protocollo
stabilisce, per la prima volta a livello del diritto primario, i principi
fondamentali applicabili ai servizi di interesse generale e chiarisce che i
principi devono essere adattati ai vari servizi in questione, escludendo quindi
un approccio universale. Il protocollo conferma inoltre che le disposizioni dei
trattati lasciano impregiudicata la competenza degli Stati membri a fornire, a
commissionare e ad organizzare servizi non economici di interesse generale.
Permane tuttavia l'esigenza di distinguere tra attività economiche e non
economiche e rimane indispensabile un'analisi caso per caso, vista la natura in
costante evoluzione di queste attività. È per questo motivo che la Commissione
segue gli sviluppi della situazione, come illustrato nella sezione III. Secondo l'articolo
14 del TFUE "l'Unione e gli Stati membri, secondo le rispettive
competenze e nell'ambito del campo di applicazione dei trattati, provvedono
affinché tali servizi funzionino in base a principi e condizioni, in
particolare economiche e finanziarie, che consentano loro di assolvere i propri
compiti". Tale articolo dà all'Unione la possibilità di legiferare nel
settore dei servizi di interesse economico generale stabilendo i principi e le
condizioni, in particolare economiche e finanziarie, che consentano loro di
assolvere i propri compiti, deliberando mediante regolamenti e secondo la
procedura legislativa ordinaria. L'articolo chiarisce che tali regolamenti sono
adottati "fatta salva la competenza degli Stati membri, nel rispetto
dei trattati, di fornire, fare eseguire e finanziare tali servizi".
Ciò conferma che le decisioni in merito all'organizzazione, alla fornitura e al
finanziamento di tali servizi spettano agli Stati membri a livello nazionale,
regionale o locale. L'esigenza di una legislazione basata sull'articolo 14 del
TFUE continuerà a essere oggetto di varie consultazioni pubbliche e di un
dialogo permanente con i soggetti portatori di interesse. Per il momento sembra
esserci un consenso sul fatto che questa non è una priorità immediata[8]. La Commissione ritiene che in questa fase sia più adeguato un
approccio settoriale, che permette di trovare soluzioni su misura a problemi
concreti e specifici in settori differenti[9]. La Commissione
verificherà la necessità di modificare la legislazione settoriale esistente,
che comprende gli obblighi di servizio universale, e l'eventuale esigenza di
creare nuovi obblighi di servizio universale in altri settori. La Commissione
valuterà inoltre se è opportuno stabilire i principi e le condizioni che
consentono a servizi pubblici specifici di assolvere i propri compiti in base
all'articolo 14 del TFUE. Il rispetto della diversità esistente di servizi e
situazioni all'interno dell'UE rimarrà un principio di base nella sua
valutazione.
3.
Una disciplina di qualità per i servizi di interesse generale in
Europa
Nel corso degli
anni, la domanda di servizi di interesse generale e le modalità secondo le
quali sono prestati sono cambiate notevolmente. I servizi che tradizionalmente
lo Stato prestava direttamente sono stati sempre più esternalizzati dalle
autorità nazionali, regionali e locali e adesso sono spesso prestati dal
settore privato (sia a fini di lucro che non). Questo nuovo approccio è dovuto
ai processi di deregolamentazione, al cambiamento delle politiche dei governi e
all'evoluzione delle esigenze e delle aspettative degli utenti. Poiché molti di
questi servizi sono di natura economica, si applicano loro le norme in materia
di mercato interno e concorrenza nei limiti in cui l'applicazione di tali norme
non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica
missione loro affidata. Difatti l'accesso a una serie di offerte in termini di
prezzo e di qualità dei servizi può determinare una notevole possibilità di
scelta e vantaggi significativi per le autorità pubbliche. Mentre alcuni
soggetti portatori di interesse sono preoccupati per l'effetto di queste norme,
in particolare sui servizi sociali, la Commissione è convinta che si possano
applicare in maniera tale da tenere conto delle esigenze specifiche e da
potenziare la prestazione dei servizi. Le norme devono ovviamente essere
rivedute costantemente per assicurare che continuino a lasciare alle autorità
pubbliche la flessibilità necessaria per soddisfare le mutevoli esigenze della
società e che stiano al passo con lo sviluppo tecnologico. L'impostazione
seguita dalla Commissione per definire una disciplina di qualità si basa su tre
linee d'azione: in primo luogo, migliorare la chiarezza e la certezza giuridica
per quanto riguarda le norme dell'UE applicabili a questi servizi; in secondo
luogo, fornire gli strumenti che consentono agli Stati membri di garantire ai
cittadini l'accesso ai servizi essenziali e di rivedere la situazione
periodicamente; e in terzo luogo, promuovere iniziative relative alla qualità,
in particolare per i servizi sociali che soddisfano esigenze particolarmente
importanti. 1. Linea
d'azione n. 1: migliorare la chiarezza e la certezza giuridica La Commissione
intende garantire che il quadro normativo dell'UE, che influisce sulle modalità
di organizzazione, fornitura e finanziamento dei servizi di interesse economico
generale, consenta loro di adempiere la propria missione di servizio pubblico.
A tal fine la Commissione intrattiene un dialogo permanente con i soggetti
portatori di interesse di tutti i settori per individuare quali aspetti del
quadro normativo necessitano di essere chiariti o modificati. Due esempi di
questo impegno sono la riforma delle norme in materia di aiuti di Stato
applicabili ai servizi di interesse economico generale e la revisione delle
norme sugli appalti pubblici, che accompagnano la presente comunicazione. Nell'ambito di
queste riforme, la Commissione ha cercato di rendere più coerenti le politiche
relative agli aiuti di Stato e agli appalti pubblici a beneficio dei soggetti
portatori di interesse, creando, per quanto possibile, una disciplina più
coerente. La Commissione ritiene che il pieno rispetto delle procedure di
appalto pubblico, aperte o ristrette, aggiudicate sulla base del prezzo minore
o, a determinate condizioni, dell'offerta economicamente più vantaggiosa
comporti l'aggiudicazione dell'appalto al "costo minore per la
collettività", una delle condizioni poste dalla Corte per escludere
l'esistenza di aiuti di Stato. 1.1. La
revisione delle norme in materia di aiuti di Stato relativamente ai servizi di
interesse economico generale Le norme dell'UE
applicabili al finanziamento pubblico di servizi di interesse economico
generale, adottate dalla Commissione nel 2005, si sono dimostrate efficaci.
Tuttavia la Commissione e i soggetti portatori di interesse convengono che esse
possono essere rese più chiare, più semplici e più proporzionate per
assicurarne una più agevole applicazione e, di conseguenza, per promuovere una
prestazione più efficiente di servizi di elevata qualità, a vantaggio dei
cittadini. La riforma ha tre obiettivi: chiarire i concetti di base relativi ai
SIEG, semplificare le norme in materia di aiuti di Stato per i servizi di
modesta entità organizzati a livello locale e che hanno un effetto limitato
sugli scambi fra Stati membri e introdurre un trattamento più mirato di altri
servizi, così da distinguere meglio i servizi di entità media e i servizi
sociali da un lato e le attività su larga scala con un'evidente dimensione UE
dall'altro, che saranno soggette a un controllo più scrupoloso sotto il profilo
della concorrenza. In base a questi
obiettivi, la Commissione ha adottato o proposto varie modifiche di rilievo: ·
in primo luogo, una nuova comunicazione affronta
una serie di questioni che hanno sollevato dubbi interpretativi a livello
nazionale, regionale e locale; ·
in secondo luogo, un maggior numero di servizi
sociali sarà in futuro esentato (a prescindere dall'importo della
compensazione) dalla notifica ex ante e dal processo di valutazione della
Commissione, se soddisfa alcune condizioni fondamentali di trasparenza,
corretta definizione e assenza di sovracompensazione. Questo elenco comprende
adesso, oltre agli ospedali e all'edilizia sociale, servizi di interesse
economico generale che soddisfano esigenze sociali per quanto riguarda la
sanità e l'assistenza a lungo termine, i servizi per l'infanzia, l'accesso al
mercato del lavoro e la reintegrazione nello stesso, l'assistenza ai gruppi
vulnerabili e la loro inclusione sociale; ·
in terzo luogo, le misure di aiuto di grande
entità, ad esempio nel settore delle industrie di rete, suscettibili di avere
un impatto significativo sul funzionamento del mercato interno, saranno oggetto
di un esame più approfondito e più mirato. In questi casi gli Stati membri
dovranno prevedere nel meccanismo di compensazione incentivi per incrementi di
efficienza per l'intera durata del contratto, adeguati alle esigenze dei
settori specifici; ·
infine la Commissione propone una nuova norma
"de minimis" specifica per i servizi di interesse economico generale
che escluderà l'esistenza di aiuto, e quindi la necessità di un esame da parte
sua, per aiuti di importo fino a 500 000 EUR su un periodo di tre anni. Per
taluni settori, in particolare quello dei trasporti e della radiodiffusione
pubblica, continuano ad applicarsi norme settoriali speciali. 1.2. La riforma
delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni La Commissione
propone inoltre una riforma significativa delle norme in materia di appalti
pubblici e concessioni che promuoverà la prestazione di servizi di interesse
economico generale di migliore qualità. In primo luogo, la
riforma prevede un trattamento specifico per i servizi sociali e sanitari. Essi
saranno soggetti a un regime meno rigoroso che tiene conto delle loro
caratteristiche e del loro ruolo specifici; saranno soggetti a soglie più
elevate e dovranno rispettare solo gli obblighi di trasparenza e di parità di
trattamento. Inoltre, onde favorire la qualità, la riforma promuove l'utilizzo
del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che significa che gli
Stati membri non devono aggiudicare tali servizi solamente sulla base del
prezzo inferiore. In secondo luogo,
vi è ora una maggiore certezza giuridica quanto all'applicazione delle norme
dell'UE in materia di appalti pubblici alle relazioni tra autorità pubbliche.
La "cooperazione pubblico-pubblico" riguarda situazioni in cui gli
enti pubblici, quali le autorità locali, collaborano al fine di adempiere
missioni di servizio pubblico. Sebbene la natura giuridica pubblica delle parti
di un contratto pubblico non sia di per sé sufficiente a escludere i contratti
in questione dal campo di applicazione delle direttive UE in materia di appalti
pubblici, la riforma chiarisce, in linea con la giurisprudenza della Corte di
giustizia dell'Unione europea, i casi in cui tali contratti non sono oggetto
delle norme dell'UE sugli appalti pubblici. Le nuove norme garantiranno che
l'applicazione di tali norme non interferisca con la libertà delle autorità
pubbliche di decidere come organizzare e adempiere la propria missione di
servizio pubblico. Al tempo stesso, sono previste delle disposizioni atte ad
assicurare che la cooperazione pubblico-pubblico non provochi distorsioni della
concorrenza a scapito degli operatori economici privati. In terzo luogo, la
riforma riconosce l'importanza, in determinate circostanze, di una procedura
negoziata con pubblicazione di un bando di gara per la concessione degli
appalti riguardanti la prestazione di servizi di interesse economico generale e
ha garantito che tale procedura sia parte degli strumenti a disposizione delle
autorità aggiudicatrici. Analogamente la Commissione ha proposto di consentire
alle autorità pubbliche di prendere in considerazione come criterio di
aggiudicazione il ciclo di vita dei prodotti, dei servizi o delle opere
richiesti. Questa riforma contribuirà inoltre ad assicurare che gli appalti non
vengano aggiudicati esclusivamente in base al prezzo minore ma che riflettano
adeguatamente le questioni ambientali e sociali sempre più pregnanti. Infine, la riforma
introdurrà un nuovo regime autonomo per le concessioni. Ciò riveste particolare
importanza per i servizi di interesse economico generale poiché i contratti di
concessione sono tradizionalmente utilizzati per adempiere obblighi di servizio
pubblico o svolgere servizi di utilità pubblica. Gli aspetti fondamentali della
riforma in materia di appalti pubblici interesseranno anche le concessioni e,
come per gli appalti, saranno elaborate nuove norme per la modifica dei
contratti esistenti. In alcuni settori, le concessioni possono essere
attribuite per un periodo che varia fra i 20 e i 100 anni e di conseguenza è
più probabile che debbano essere rivedute nel corso della loro durata. In base
alla giurisprudenza della Corte, la Commissione propone di introdurre nuove
disposizioni che specificano in quali casi è possibile modificare le condizioni
di un contratto di concessione senza ricorrere a una nuova procedura d'appalto
concorrenziale e delle disposizioni che assicurano il rispetto dei principi di
parità di trattamento e non discriminazione. La riforma delle
norme sugli appalti pubblici è una delle dodici azioni prioritarie dell'atto
per il mercato unico che la Commissione ha confermato, nell'analisi della
crescita annuale per il 2012, di voler attuare rapidamente. La Commissione
invita pertanto il Parlamento e gli Stati membri a raggiungere un accordo su
queste proposte entro la fine del 2012. 1.3. Azioni di
comunicazione e informazione sulle modalità di applicazione delle norme dell'UE In risposta alle
domande e alle richieste di chiarimenti formulate dai soggetti portatori di
interesse, la Commissione si impegna ad aiutare le autorità pubbliche, i
fornitori di servizi, gli utenti e gli altri soggetti portatori di interesse a
comprendere e ad applicare meglio le norme dell'UE relative ai servizi di
interesse economico generale. La Commissione ha adottato varie azioni in questo
ambito. Alla fine del 2010
la Commissione ha pubblicato una nuova guida[10]
che affronta tre questioni fondamentali: –
le modalità di finanziamento di questi servizi da
parte degli Stati membri, nel rispetto delle norme in materia di aiuti di
Stato; –
le modalità secondo le quali le autorità pubbliche
possono utilizzare le norme sugli appalti pubblici garantendo, al tempo stesso,
la qualità, l'innovazione, la continuità e l'esaustività dei servizi sociali; –
le modalità secondo le quali le norme relative al
mercato interno, e in particolare la direttiva sui servizi, si applicano ai
servizi sociali senza impedire agli Stati membri di regolamentarli onde
garantirne la qualità e l'accessibilità. Tale guida ha sostituito il documento sulle risposte alle domande più
frequenti e tiene conto degli sviluppi della giurisprudenza, delle decisioni
della Commissioni, delle modifiche al quadro normativo, delle discussioni in
seno al comitato per la protezione sociale (CPS)[11] e delle domande ricevute dai
soggetti portatori di interesse mediante il servizio di informazione
interattivo (SII)[12].
Il SII è un servizio disponibile su internet che fornisce informazioni ai
cittadini, ai fornitori dei servizi, alle autorità pubbliche e ad altri
soggetti portatori di interesse e consente loro di porre domande sulla
normativa dell'UE e sui servizi di interesse economico generale. Da
quando è entrato in funzione nel gennaio 2008, i servizi della Commissione
hanno risposto a circa 200 domande mediante questo servizio. La Commissione ha
inoltre elaborato una guida "Acquisti sociali"[13] che è uno strumento per
aiutare le autorità pubbliche ad acquistare beni e servizi in maniera
socialmente responsabile in linea con le norme dell'UE. La guida mette in
evidenza il contributo che gli appalti pubblici possono apportare alla politica
sociale, illustrato attraverso esempi pratici su un'ampia serie di questioni
sociali, quali la promozione delle pari opportunità e dell'occupazione, il
miglioramento delle condizioni di lavoro, l'inclusione sociale dei soggetti
vulnerabili, come le persone con disabilità, e il rispetto nella sostanza delle
disposizioni delle convenzioni fondamentali dell'OIL. Nell'ottobre 2011 è stata
pubblicata una nuova edizione "Acquistare verde! Gli appalti pubblici
verdi in Europa"[14],
che fornisce orientamenti per ridurre gli impatti ambientali del consumo del
settore pubblico e sul modo di utilizzare gli appalti pubblici
"verdi" per promuovere l'innovazione nelle tecnologie, prodotti e
servizi ambientali. Il documento di
lavoro dei servizi della Commissione sulla cooperazione pubblico-pubblico[15] riassume e illustra la
giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea relativa alle
modalità di applicazione delle norme in materia di appalti pubblici a
situazioni in cui gli enti pubblici, quali i comuni, cooperano al fine di
adempiere le missione di servizio pubblico loro attribuite (si veda la sezione
1.2). Il documento intende contribuire a migliorare la comprensione delle
disposizioni giuridiche onde attenuare i rischi giuridici inerenti a questa
forma di cooperazione fra autorità pubbliche. La Commissione presta particolare attenzione
al settore dei servizi sociali. Le relazioni biennali sui servizi sociali di
interesse generale[16]
pubblicate nel 2008 e nel 2010 hanno monitorato l'evoluzione del settore dei
servizi sociali e hanno promosso il dialogo a livello europeo. La Commissione
ha inoltre aiutato successive presidenze del Consiglio ad organizzare i forum
sui servizi sociali di interesse generale che hanno avuto un ruolo fondamentale
per la condivisione delle informazioni, la promozione del dialogo e una
migliore comprensione delle norme fra i soggetti portatori di interesse. La
Commissione si impegna a fornire sostegno alle future presidenze di turno del
Consiglio per organizzare il quarto forum europeo sui servizi sociali di
interesse generale che si terrà fra circa dodici mesi. La Commissione proseguirà il suo lavoro con il
comitato per la protezione sociale il quale, in collaborazione con tutte le
istituzioni pertinenti e con i soggetti portatori di interesse della società
civile, preparerà una relazione entro la fine del 2013 sull'applicazione delle
norme dell'UE ai SSIG. 2. Linea
d'azione n. 2: garantire l'accesso ai servizi fondamentali La normativa
settoriale adottata a livello dell'UE ha sempre cercato di raggiungere un
equilibrio tra l'esigenza di aumentare la concorrenza e di usare meccanismi di
mercato e l'esigenza di garantire che ogni cittadino continui ad avere accesso
ai servizi essenziali di elevata qualità a prezzi abbordabili. È ciò che è
avvenuto per esempio nelle industrie di rete, dalle telecomunicazioni e i
servizi postali ai trasporti e l'energia. Inoltre, il quadro di valutazione dei
mercati dei beni di consumo[17]
pubblicato annualmente dalla Commissione serve a monitorare il funzionamento
dei mercati di circa 30 servizi per quanto riguarda la compatibilità, la
fiducia, i problemi e i reclami, la soddisfazione complessiva, il cambiamento
di fornitore e la scelta. Dato che le
esigenze degli utenti e le tecnologie sono in continua evoluzione, è necessario
riconsiderare periodicamente sia gli obblighi esistenti di servizio universale
che l'esigenza di introdurne di nuovi. Gli esempi che seguono illustrano
l'impostazione proattiva che la Commissione adotta in questo settore. Gli Stati
membri rimangono liberi di ampliare gli obblighi di servizio universale
esistenti o di introdurne di nuovi, purché le misure rispettino la normativa
dell'UE. 2.1. Servizi
postali La terza direttiva
sui servizi postali[18]
è una pietra miliare nella riforma dei mercati postali in Europa che ha avuto
inizio nel 1992. Essa ha apportato numerosi benefici ai cittadini, compresi
miglioramenti della qualità del servizio e servizi nuovi e innovativi di
consegna della posta. La direttiva definisce i requisiti minimi per
quanto riguarda il campo di applicazione dell'obbligo di servizio universale:
un servizio postale di elevata qualità deve essere fornito (almeno) nei
cinque giorni feriali settimanali, sull'intero territorio, a prezzi accessibili
a tutti gli utenti per le lettere semplici e i pacchi di un certo peso e per
gli invii raccomandati e con valore dichiarato. Essa contiene inoltre
disposizioni volte a garantire l'elevata qualità del servizio postale
universale e la Commissione ne controlla l'attuazione. La Commissione ha di
recente istituito il gruppo dei regolatori europei per i servizi postali[19] che si occupa di questioni
quali il finanziamento dell'obbligo di servizio universale e il controllo dei
risultati di mercato[20].
La Commissione ha anche creato un forum degli utenti dei servizi postali
(Postal Users Forum), che ha tenuto il suo primo incontro nel dicembre 2011 e
ha riunito gli utenti finali – sia persone che imprese – e gli altri soggetti
portatori di interesse, compresi gli operatori e i sindacati, per esaminare
l'evoluzione delle esigenze dei consumatori nel quadro mutevole delle
comunicazioni e nella prospettiva dello sviluppo sostenibile del settore. Nell'ambito del
suo lavoro sull'e-commerce la Commissione presenterà nel 2012 un libro verde
sulla consegna transfrontaliera dei pacchi, che porrà l'accento su
questioni quali la qualità dei servizi postali transfrontalieri e il loro
prezzo onde risolvere gli ostacoli incontrati dai consumatori e dalle imprese.
La Commissione intende inoltre presentare i risultati di due studi, riguardanti
la politica dei prezzi degli operatori postali e i suoi effetti sui mercati, e
i principi per calcolare il costo netto dell'obbligo di servizio universale
(OSU) per i servizi postali. Entro la fine del 2013 la Commissione presenterà
la quarta relazione sull'applicazione della direttiva sui servizi postali. 2.2. Servizi
bancari di base L'accesso ai
servizi di pagamento di base a condizioni eque è un elemento importante per
l'inclusione finanziaria e sociale e per consentire ai consumatori di beneficiare
appieno del mercato unico. All'inizio del 2011 la Commissione ha condotto una
valutazione d'impatto per esaminare se occorreva una normativa dell'UE in
questa materia. Dopo aver considerato tutte le opzioni, la Commissione europea
ha deciso, in questa fase, di proporre una raccomandazione[21] il cui obiettivo è garantire
che ogni cittadino o residente dell'UE che non è ancora titolare di un conto di
pagamento nello Stato membro in cui intende aprirne uno possa disporre di
servizi di pagamento di base e di una carta di pagamento. Tale conto di
pagamento di base deve essere fornito gratuitamente o a un prezzo ragionevole
dai fornitori di servizi di pagamento. La raccomandazione trasmette un
messaggio chiaro agli Stati membri e ai fornitori quanto alle aspettative e
lascia flessibilità a livello nazionale sulle modalità con le quali
raggiungerle. La raccomandazione
fornisce inoltre dei criteri per valutare la sua attuazione da parte degli
Stati membri e l'eventuale necessità di un ulteriore intervento. Sulla base di
una revisione e di una valutazione d'impatto che effettuerà nel 2012, la
Commissione deciderà se occorrono ulteriori interventi in questo settore. 2.3. Trasporti Gli obblighi di
servizio pubblico nel settore dei trasporti sono stabiliti in atti legislativi
specifici per i servizi di trasporto aereo, terrestre e marittimo[22]. Questa legislazione
settoriale specifica stabilisce i principi che gli Stati membri devono seguire
quando definiscono gli obblighi di servizio pubblico in ciascuna modalità di
trasporto. Il libro bianco
del 2011[23]
sui trasporti afferma che un aumento degli spostamenti con mezzi di trasporto
collettivi, combinato con obblighi minimi di servizio, consentirà di aumentare
la densità e la frequenza del servizio, generando così un circolo virtuoso per
le modalità di trasporto pubbliche. Per ciascuna
modalità di trasporto, l'attribuzione di contratti di servizio pubblico che
definiscono gli obblighi di servizio pubblico deve rispettare i principi di
trasparenza, non discriminazione e aggiudicazione a seguito di una procedura di
gara d'appalto concorrenziale. A tal fine, il miglior strumento disponibile è
la procedura di gara pubblica aperta. La qualità dei servizi di trasporto di
passeggeri sarà sempre più importante negli anni a venire, visti
l'invecchiamento della popolazione e la necessità di garantire che il trasporto
pubblico (collettivo) rappresenti un'alternativa interessante al trasporto
individuale, contribuendo a raggiungere obiettivi di efficienza nell'uso delle
risorse e di sicurezza degli approvvigionamenti di combustibile. La creazione
di un mercato ferroviario dinamico e aperto dovrebbe apportare benefici
significativi ai passeggeri (in termini di qualità, efficienza e volume di
servizi offerti), nonché alle autorità pubbliche e ai contribuenti, grazie a
una riduzione dei finanziamenti pubblici per i contratti di servizio pubblico. Nel 2012 la
Commissione intende presentare una proposta relativa all'apertura del mercato
dei servizi nazionali di trasporto passeggeri, sulla scia della
liberalizzazione del mercato del trasporto merci e dei servizi internazionali
di trasporto passeggeri. La Commissione vaglierà inoltre la possibilità di
rivedere il regolamento sui servizi pubblici per il trasporto terrestre nel
2012 per generalizzare il ricorso alle procedure di appalto concorrenziali per
aggiudicare i contratti di servizio pubblico nel settore ferroviario. Sebbene
gli Stati membri abbiano un ampio margine di discrezionalità nell'individuare i
settori nei quali è necessario imporre obblighi di servizio pubblico per i
servizi di trasporto passeggeri, per essere sostenibili questi servizi devono
essere efficienti, di elevata qualità e prestati in un contesto finanziario
stabile. L'obbligo di ricorrere a gare d'appalto dovrebbe offrire delle
garanzie a questo proposito. 2.4. Energia Il terzo pacchetto
energia è entrato in vigore il 3 marzo 2011. Esso definisce gli obblighi di
servizio universale, contiene disposizioni chiare sugli obblighi di servizio
pubblico e sulla tutela dei consumatori sia per l'elettricità che per il gas
naturale e prevede la tutela dei clienti vulnerabili contro la povertà
energetica[24].
Le misure adottate sulla base di tali direttive devono essere di interesse
generale, chiaramente definite, trasparenti, non discriminatorie e verificabili
e devono garantire alle compagnie dell'UE del gas e dell'elettricità parità di
accesso ai consumatori nazionali dell'UE e viceversa. Al fine di
promuovere la realizzazione di mercati al dettaglio competitivi, equi ed
energeticamente efficienti, nel 2008 la Commissione ha istituito il forum dei
cittadini per l'energia[25]
come piattaforma di regolamentazione basata sull'esperienza acquisita in
precedenti forum. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione "An
Energy Policy for Consumers"[26]
(Una politica energetica per i consumatori) ha riassunto i benefici che le
misure esistenti di politica energetica apportano ai consumatori e ha
individuato una serie di iniziative legislative e strategiche dell'UE che
contribuiscono direttamente o indirettamente a migliorare il benessere dei
consumatori nel settore dell'energia. Conformemente alle
conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2011, gli Stati membri
dovrebbero dare attuazione all'intero terzo pacchetto sull'energia il più
rapidamente possibile. In questo contesto, la Commissione evidenzia
l'importanza per gli Stati membri di definire chiaramente il concetto di
clienti vulnerabili. La Commissione prevede di organizzare il quinto forum dei
cittadini per l'energia nel novembre 2012 per continuare a promuovere il
dialogo fra i soggetti portatori di interesse su questioni fondamentali quali
la protezione dei clienti vulnerabili, il modello ottimale per il mercato al
dettaglio, la trasparenza dei prezzi e i potenziali benefici dei contatori
intelligenti sulla gestione della domanda energetica. 2.5.
Comunicazioni elettroniche La direttiva
"servizio universale" nel settore delle comunicazioni elettroniche[27] prevede una rete di sicurezza
sociale qualora le forze del mercato da sole non riescano ad offrire ai
consumatori un accesso poco oneroso ai servizi di base, in particolare a coloro
che abitano in zone dove è difficile o costoso portare il servizio o che hanno
un reddito basso o soffrono di disabilità. Il concetto di rete di sicurezza
persegue tre obiettivi specifici: la disponibilità, la convenienza e
l'accessibilità. La Commissione ha recentemente adottato una comunicazione sul
servizio universale nelle comunicazioni elettroniche[28] che riporta i risultati della
consultazione pubblica del 2010 e del terzo riesame del contenuto dell'obbligo
di servizio universale nelle comunicazioni elettroniche. Una delle questioni
fondamentali affrontate nel documento riguarda il ruolo degli obblighi di
servizio universale nella realizzazione dell'obiettivo "banda larga per
tutti". Dall'analisi la Commissione conclude che non è attualmente
necessario modificare la portata dell'obbligo di servizio universale a livello
dell'UE. L'analisi conclude inoltre che occorrono ulteriori orientamenti sulle
modalità di attuazione delle norme sul servizio universale, tenuto conto del
rischio che si seguano approcci nazionali divergenti e dei potenziali effetti
finanziari per il settore. La Commissione presenterà detti orientamenti nel
2012 e contribuirà a lottare contro il rischio di esclusione sociale pur
consentendo, conformemente al principio di sussidiarietà, di tenere conto delle
differenti circostanze nazionali, dell'esigenza di minimizzare le distorsioni
del mercato e di evitare di far sopportare al settore oneri sproporzionati[29]. 3. Linea
d'azione n. 3: promuovere la qualità – l'esempio dei servizi sociali di
interesse generale I servizi sociali di interesse generale svolgono un ruolo importante
nelle società europee contribuendo alla protezione e all'inclusione sociali.
Allo stesso tempo, la domanda di tali servizi aumenta mentre la capacità di
finanziarli diventa più limitata, attualmente come conseguenza della crisi
economica e, a più lungo termine, a causa dell'invecchiamento demografico. La
Commissione, gli Stati membri e i soggetti portatori di interesse che
rappresentano gli utenti e i fornitori hanno intrapreso una serie di iniziative
recenti in materia di qualità dei servizi sociali. Nel 2007 la Commissione ha annunciato una strategia di sostegno alla qualità
dei servizi sociali nell'UE[30].
In seguito la Commissione ha finanziato, attraverso il programma PROGRESS[31], le iniziative europee volte a
sviluppare strumenti per la definizione e valutazione della qualità e ha
sostenuto lo sviluppo, in seno al comitato per la protezione sociale, di un
quadro europeo volontario per la qualità dei servizi sociali. 3.1. Progetti
finanziati dal programma PROGRESS Dal 2008 al 2010, il programma PROGRESS ha finanziato otto progetti
finalizzati a sviluppare strumenti per la definizione, la misurazione, la
valutazione e il miglioramento della qualità dei servizi sociali, con
particolare attenzione all’assistenza a lungo termine. Tutti i progetti
prevedevano partenariati transnazionali e hanno permesso lo scambio di buone
pratiche fra autorità pubbliche, prestatori di servizi e altri attori
provenienti da diversi contesti culturali e operanti in diversi contesti
giuridici e amministrativi e in diverse condizioni socioeconomiche.
Praticamente tutti i progetti hanno messo in luce l'importanza di coinvolgere
gli utenti nella definizione e valutazione della qualità dei servizi sociali[32]. Attraverso il
programma PROGRESS la Commissione finanzierà nel 2012 una serie di nuovi
progetti transnazionali volti ad attuare il quadro europeo volontario per la
qualità nei vari Stati membri e in una serie di settori differenti. 3.2. Il
comitato per la protezione sociale: quadro europeo volontario per la qualità
dei servizi sociali Nell'ottobre 2010 il comitato per la protezione sociale ha adottato un
quadro europeo volontario per la qualità dei servizi sociali, che mira a
sviluppare un'interpretazione comune della qualità di tali servizi all'interno
dell'UE. Il quadro è concepito in modo da essere abbastanza flessibile per
potersi applicare a una varietà di servizi sociali nel contesto nazionale,
regionale e locale in tutti gli Stati membri e per essere compatibile con gli
attuali approcci nazionali alla qualità. Esso individua i principi e i criteri
cui un servizio sociale deve rispondere per soddisfare le esigenze e le attese
dell'utente del servizio. Il quadro contiene inoltre alcuni elementi
metodologici che dovrebbero aiutare le autorità pubbliche a sviluppare, al
livello adeguato, strumenti specifici (norme o indicatori) per la definizione,
la misurazione e la valutazione della qualità dei servizi sociali. Esso presta
una particolare attenzione ai diritti e può contribuire, ad esempio, a
migliorare la protezione dei diritti dei bambini, quando passano da strutture
istituzionali di servizi per l'infanzia a sistemi alternativi. 3.3. Statuto della fondazione europea Le fondazioni la cui missione è il bene pubblico svolgono un ruolo
sempre più importante nella prestazione e nel finanziamento dei servizi sociali
di interesse generale nell'UE. Esse si scontrano però con varie difficoltà
allorché devono stabilirsi in altri Stati membri, oppure mutualizzare le
proprie risorse su base transfrontaliera. Occorre permettere alle fondazioni di
interesse generale di stabilirsi, operare e finanziarsi su base transfrontaliera,
fatta salva un'adeguata vigilanza. Ciò consentirebbe loro di ridurre gli oneri
amministrativi causati dalla complessità di gestire operazioni in vari Stati
membri e di liberare infine maggiori risorse per promuovere il benessere dei
cittadini dell'UE. Per ottenere questi benefici, la Commissione presenterà una proposta
nel 2012 per creare uno statuto della fondazione europea che esisterà
parallelamente a quelli nazionali e sarà facoltativo.
4.
Conclusioni
L'attuale crisi
economica e finanziaria riporta all'attenzione il ruolo centrale che i servizi
di interesse generale svolgono per quanto riguarda la coesione sociale e
territoriale. Al tempo stesso, la crisi sta avendo un impatto significativo sul
settore pubblico a causa della pressione sulle finanze pubbliche ed è
indispensabile adoperarsi per continuare a fornire tali servizi e per
migliorarne la qualità. La presente comunicazione dimostra che i trattati
forniscono alle istituzioni europee e agli Stati membri gli strumenti giuridici
necessari per farlo. La Commissione europea è pienamente impegnata a dare il
suo contributo fornendo una disciplina di qualità per questi servizi, come
dimostrano le due proposte presentate parallelamente alla presente
comunicazione e che riguardano le riforme delle norme in materia di aiuti di
Stato applicabili ai servizi di interesse economico generale e delle norme
sugli appalti pubblici e le concessioni. Nei prossimi mesi la Commissione
intraprenderà inoltre una serie di altre azioni che, nell'insieme, doteranno
l'UE di una valida disciplina di qualità per i servizi d'interesse generale per
i prossimi anni. Questo lavoro sarà portato avanti nel contesto dell'impegno
generale della Commissione di porre l'economia e l'innovazione sociale al
centro della sua attività nell'ambito della strategia Europa 2020, come
dimostra la sua recente "Iniziativa per l’imprenditoria sociale"[33] che sostiene lo sviluppo di
modi nuovi e socialmente innovativi di svolgere attività economiche e fornire
servizi. [1] Esiste
una normativa dell'UE, in particolare in materia di migrazione, che assicura
che - a determinate condizioni - alcune categorie di cittadini di paesi terzi
che soggiornano legalmente godano dello stesso trattamento dei cittadini
nazionali per quanto riguarda l'accesso ai beni e servizi disponibili al
pubblico, così come la fornitura degli stessi. [2] "Orientamenti
politici per la prossima Commissione", Bruxelles, 3 settembre 2009. [3] "Orientamenti
politici per la prossima Commissione", pag. 24. [4] Europa
2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
COM(2010) 2020. [5] L'Atto
per il mercato unico: dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la
fiducia, COM(2011) 206. [6] Attuazione
del programma comunitario di Lisbona: i servizi sociali d’interesse generale
nell’Unione europea, COM(2006) 177 definitivo del 26 aprile 2006. [7] Cause
riunite C-180/98 a C‑184/98, Pavlov e altri, Racc. 2000, pag. I-6451,punto
118; causa C-218/00, Cisal e INAIL, Racc. 2002, pag. I-691, punto 37; e
causa C-355/00, Freskot, Racc. 2003, pag. I–5263. [8] Un
esempio recente è la risoluzione del Parlamento europeo del 5 luglio 2011 sul
futuro dei servizi sociali di interesse generale (2009/2222(INI)), punto 48: "ritiene
che una regolamentazione quadro dell'UE sui SIEG, permessa a norma
dell'articolo 14 TFUE, non sia una questione centrale per il momento". [9] Occorre
notare che l'articolo 14 del TFUE precisa che la sua applicazione non
pregiudica gli articoli 93, 106 e 107 del TFUE che stabiliscono il ruolo della
Commissione europea nel controllo sugli aiuti di Stato e le condizioni alle
quali possono essere concesse deroghe all'applicazione di tale controllo ai
SIEG. Ciò è illustrato con maggiori dettagli nella comunicazione
sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato
alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse
economico generale (C(2011)9404), adottata insieme alla presente comunicazione.
[10] Guida relativa all'applicazione ai servizi d'interesse
economico generale, e in particolare ai servizi sociali d'interesse generale,
delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, di appalti
pubblici e di mercato interno, SEC(2010) 1545. [11] Relazione
del comitato per la protezione sociale sull'applicazione delle norme comunitarie
ai servizi sociali d'interesse generale, novembre 2008. [12] Si
veda il sito internet:
http://ec.europa.eu/services_general_interest/index_en.htm [13] http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6457&langId=it [14] Disponibile
al seguente sito internet: http://ec.europa.eu/environment/gpp/buying_handbook_en.htm [15] Documento
di lavoro dei servizi della Commissione relativo all'applicazione del diritto
UE in materia di appalti pubblici ai rapporti tra amministrazioni
aggiudicatrici ("cooperazione pubblico-pubblico), SEC(2011) 1169
definitivo del 4 ottobre 2011. [16] Documenti
di lavoro dei servizi della Commissione intitolati "Biennial Report on
social services of general interest" e "Second Biennial Report on
social services of general interest (Seconda relazione biennale sui servizi
sociali di interesse generale), SEC(2008) 2179 e SEC(2010) 1284. [17] http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/editions/docs/6th_edition_scoreboard_en.pdf.
Per alcuni di questi servizi, come l'elettricità o i conti bancari, la
Commissione ha svolto studi di mercato approfonditi (disponibili sullo steso
sito internet). [18] Direttiva
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, che
modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del
mercato interno dei servizi postali comunitari. [19] Decisione
della Commissione, del 10 agosto 2010, recante istituzione del gruppo dei
regolatori europei per i servizi postali, GU C 217 dell'11.8.2010. [20] Documenti
disponibili sul sito internet del gruppo al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/internal_market/ergp/index_en.htm [21] Raccomandazione
della Commissione sull'accesso a un conto di pagamento di base, C(2011) 4977. [22] Regolamento
(CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre
2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità
(rifusione) e regolamento (CE) n. 1107/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo ai diritti delle persone con disabilità
e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo; regolamento (CE) n.
1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo
ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che
abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70;
regolamento (CEE) n. 3577/92 del Consiglio, del 7 dicembre 1992, concernente
l'applicazione del principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti
marittimi fra Stati membri (cabotaggio marittimo). [23] Libro
Bianco - Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti - Per
una politica dei trasporti competitiva e sostenibile, COM(2011) 144. [24] Direttiva
2009/72/CE relativa all'energia elettrica e direttiva 2009/73/CE relativa al
gas naturale. [25] http://ec.europa.eu/energy/gas_electricity/forum_citizen_energy_en.htm [26] SEC(2010)
1407 definitivo dell'11 novembre 2010. [27] Direttiva
2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa
al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di
servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale),
modificata dalla direttiva 2009/136/CE. [28] Il
servizio universale nelle comunicazioni elettroniche: relazione sui risultati
della consultazione pubblica e del terzo riesame periodico del contenuto del
servizio universale conformemente all'articolo 15 della direttiva 2002/22/CE,
COM(2011) 795 definitivo del 23 novembre 2011. [29] Si
fa notare che i punti da 20 a 30 degli Orientamenti comunitari relativi
all’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo
sviluppo rapido di reti a banda larga (GU C 235 del 30 settembre 2009, pag. 7)
si riferiscono specificamente alla definizione di SIEG nel settore delle
comunicazioni elettroniche. [30] I servizi di interesse generale, compresi i servizi
sociali di interesse generale: un nuovo impegno europeo, COM(2007) 725
definitivo del 20 novembre 2007. [31] PROGRESS è il programma dell’UE per l’occupazione e la
solidarietà sociale, che fornisce un sostegno finanziario per l'attuazione
degli obiettivi dell'agenda sociale dell'Unione europea. [32] Documento
di lavoro dei servizi della Commissione - Second Biennial Report on social
services of general interest (Seconda relazione biennale sui servizi sociali di
interesse generale), SEC(2010) 1284 definitivo del 22 ottobre, pagg. 59-66. [33] Iniziativa per l’imprenditoria sociale - Costruire un
ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e
dell’innovazione sociale, COM(2011) 682 definitivo del 25 ottobre 2011.